Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
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 Shadows behind the Eagle

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MessaggioOggetto: Shadows behind the Eagle   Ven 18 Feb 2011 - 18:04

Inizierò con questo articolo una indagine approfondita sugli aspetti meno noti della vicenda sociale di Castaneda.
Spesso i forum e i siti in generale se trattano il tema dello sciamanesimo e nello specifico di quello tolteco, dimenticano accuratamente lo strascico amaro del lato oscuro della sua vicenda. Che implica accuse di alcuni suoi ex proseliti, che include a volte accuse di antropologi che sostengono che egli non abbia mai potuto per molti motivi aver vissuto davvero quelle eserienze. Che arrivano anche ad accuse di plagio e di manipolazione psicologica su coloro che frequentavano i suoi corsi.

È davvero cosi?

In altri dei miei interventi su questa interfaccia ho spesso ribadito che alcune delle tecniche che lui espone, inventate o meno e alcune delle sue idee, se messe in pratica, hanno, almneo per la opinione dello scrivente, un effetto ben profondo sul modo di intendere la nostra realtà circostante e interiore, a livello sociale, sul nostro modo di affrontare il mondo. Posso presumere che di speciale queste tecniche abbiano ben poco se non il fatto di renderci capaci di smetterla di piangerci addosso e di concentrarci sulle reali potenzialità che abbiamo per muoverci con coscienza e pienezza nella vita. Posso anche ipotizzare che altri tipi di suggerimenti e terapie possano avere lo stesso effetto, anche se temo che Castaneda mi correggerebbe sostenendo che cio che lui ha trascritto nei suoi libri è il sistema organico e compiuto di conoscenza che apparteneva agli stregoni, i quali tentativo dopo tentativo, generazione dopo generazione riuscirono a portare alla luce un sistema di pratiche e di stimoli-percezione organizzati in modo cosi completo da renderle complete in se e in grado se applicate con spietatezza di portare un auto commiserante essere umano negli altri mondi come guerriero impeccabile.

Tuttavia non sono tutte rose e fiori. Di punti oscuri sulla sua sfolgorante carriera di nagual ce ne sono tanti.
Sul sito http://www.fouryogas.com/Dark%20Legacy%20Castaneda.pdf è reperibile un documento in pdf che traccia i punti salienti di questi dubbi, a volte di queste vere e proprie accuse alla integrità della sua opera con la associazione che creò per promuovere parti specifiche della presunta eredità di Don Juan e degli altri sciamani toltechi (ricordiamo che mai DJ o altri del suo seguito furono intervistati, ne mai si accerto prova biografica della loro esistenza, e questo fece muovere a Castaneda la accusa di aver solo scritot una serie di libri molto belli ma in sostanza fantasiosi).
In questo documento di spiegano diversi punti principali di dubbio: Castaneda spari dal pubblico nel 1973, e inizio poi ad organizzare un gruppo non pubblico di seguaci fedeli (questo è cio che afferma l’articolo sopracitato). I suoi strumenti erano i suoi libri e la Tensegrità, un sistema di tecniche di movimento corporeo che egli dichiarò antico di almeno 25 generazioni di sciamani toltechi. Una società, la Cleargreen fu fondata per promuovere la Tensegrità e tenne seminari frequentati da migliaia di persone in quasi tutto il mondo. Al centro di questo movimento era un gruppo di donne molto attive, le quali erano o erano state (sempre secondo questo articolo) sue amanti. Erano conosciute come le streghe del nagual, e due di loro, Florinda Donner-Grau and Taisha Abelar, svanirono il giorno dopo la morte di Castaneda. La president della Cleargreen Amalia Marquez sospettò il loro suicidio, sula base di alcune affermazioni private frequenti fatte da loro poco prima della morte di Castaneda.

Ciò che qu iin Italia pochi sanno è che poche settimane dopo Patricia Partin (http://en.wikipedia.org/wiki/Patricia_Partin) la figlia adottata di Castaneda, e il suo amante, sparirono. Nel 2006 fu rinvenuto uno scheletro nella Death Valley, California, identificato con analisi di DNA come quello della Partin.


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/4/47/Nury.jpg

Ricordate la storia del “blue scout” nei testi di Castaneda?
Nella sua intervista a Torrez, cosi come nel suo “l’Arte di Sognare”, Castaneda da una genealogia ben diversa del blue scout. (l’intefista sembra configurarsi come una aggiunta di informazioni successiva a quelle base del libro, funzionali in quel contesto alla spiegazione sui varchi dei sogni).
Patricia sembra essere questo blue scout. Ma sul fatto che la sua vita biografica sia andata cosi alcuni hanno mostrato delle pesanti critiche. Nel link su wikipedia si afferma che:

“The only recorded reaction of her family to her disappearance is an e-mail from her sister sent to the website "Sustained Action", six months after the fact:
"Just read about my sister, Patty Partin. Glad to see she is being exposed for what she is - a complete and utter phoney, not to mention a con artist. Among her other "attributes", I consider her to be murderess. She kills people in her mind. She killed me and she killed my family. She had "false memories" of a horrible childhood that simply did not exist. To think that people had to hold themselves up to her as the "perfect being" is laughable. I could not think of a more twisted, hateful or sick "being", although the part about her not being human does ring true...[4]"
Richard Jennings, the founder of Sustained Action, seemed to maintain his opinion that the Partins were "a loving family", although he admitted he'd only talked to them once for a chat on Patty's background.”


I dubbi restano dunque? Sulla cronologia e sulla reale biografia della PArtin basterebbero dei documenti, delel foto, delle prove che ogni famiglia ha o dovrebbe possedere. Ignoro se tali dimostrazioni siano mai state portate in campo, ma ne dubito: qui piuttosto, avrebbe dovuro essere forse Castaneda & Co a dimostrare che lei era il blue scout,e che quindi ha avuto la biografia come dalui riportata nei suoi libri.
Anche i lavori di gruppo organizzati da Castaneda sono stati indirettamente ricostruiti, attraverso delle lettere e testimonianze scritte da diretti partecipanti. Alcuni di loro riportano opinioni nel complesso positive:

“Carlos went over each person in the group, telling me things about them, like Carol had a medical degree, Taisha was a financial wizard, Kylie searched the world for him, and another woman (don't remember her name) was his "fiancee" and had been cured of cancer through his movements.
CC promised to come back from Mexico from me; he said Taisha wanted to sponsor me. He told me he would do anything for me. He offered to do my astrological chart. He asked me to come back for a week. And nothing happened after that. I had a sense that I would never see him again, and there was a sadness in him ... never figured it out.
But in a dream, he courted sex, and I told him no, I wanted to learn from him but wouldn't have sex. I never dreamed him again, and they never contacted me again. My "privileges" to attend workshops gratis were revoked, and even though the witches always "seemed" pleased to see me, and warm towards me, it became more and more phoney. And one night Taisha actually RAN from me when I approached her.
These posts are invaluable to me. I met CC& Co when both of my parents were dying at the same time, 1200 miles away. CC told me I had no energy left and not to contact them for a few days. It was true in the sense I could have easily died for my exhaustion and depression, but I regret not calling my father for a few days, as he died three days after I returned from LA.
I guess my point here is just gratitude. I have found a path with heart, my own heart, and I value the books and the wisdom no matter what its source. I did love Carlos, I truly did, and I am so shocked by all of these posts, which validate my feelings of having been had in many ways - especially by the workshops. I THOUGHT this was a cult, and stopped going (happened right after Heaven's Gate -- the similarities were appalling).”



Altri invece no: Amy Wallace nel suo “Sorcerer's Apprentice: My Life with Carlos Castaneda” pubblicato nell’agosto del 2003, da una versione ben diversa della situazione. Per quanto carismatico e affettuoso, Castaneda qui, e soprattutto il suo seguito di donne, hanno un aspetto e un atteggiamento ben differente. Florinda in alcuni punti del libro di Amy snocciola pensieri che già Carlos aveva espresso nei suoi testi:


"We women are always learning without noticing, it's so natural for us. But men have to travel upwards, step by step, as if ascending a ladder. They are meticulous, and more sober-minded -- which we are not. This is because they have to struggle in a way that we don't. This is why the leader of our group, the nagual, is always a male. Men have sobriety, and women need that. I wanted don Juan to give me psychedelic drugs -- I begged him! -- but he refused, saying, 'You women don't need the power plants, you're already there.'" She snapped her fingers. "It's nothing for us to dream, to travel in other worlds -- we're simply too lazy to do it. And the social order entraps women, robbing them of time for exploration by tying them to bearing and raising children, and babying a husband.
"We are slaves to men because of our indifference. And we take creativity for granted -- we make human beings! Each time a woman gives birth, it leaves a hole in her energy body, which depletes her so that she falls behind in her race to freedom. I don't recommend giving birth. Women fail to understand what the sorcerers know -- that our wombs are a second brain, the womb has a double function! The more often we allow men entrance to our wombs, the more we damage this second brain."
Più avanti Florinda da la sua definizione di sognatori e maestri dell’agguato. Dico “da la sua versione” perché sembra che essa non corrisponda con quanto detto da Casteneda nei suoi testi e interviste:
"There are two kinds of sorcerers, Amy -- stalkers and dreamers. That's in all the books. We dreamers enter other worlds like nothing -- we enter through a hatchway in our dreams, and finally, when the ego is dead, we are so fluid there is no difference between dreaming and our waking state. That's what my book is about -- dreaming awake. It's not the same as 'lucid dreaming.' That's nothing, not the real thing. We found hatchways, gates, to other worlds."
"And stalkers?"
"Taisha is the consummate stalker. When a true stalker becomes free of ego, he or she assumes different personalities, none are more real than another. A stalker lives them in 'the Theatre of the Real,' with total abandon. It's no game -- it's life or death to assume these roles. Taisha will talk about it during her lecture.
"Stalking is one way to grasp that there is no 'me.' I don't exist. I'm merely 'a bag of stories,''' as Carlos says. Stalkers use the world of daily life as a battleground, because the battle against the ego is never-ending. I remember what don Juan said to me, and I'll tell it to you, Amy. Please listen, carajo! -- it's the truth, but none of us want to hear it! Don Juan said, 'Florindita, think of your ego as a big, furry, lazy dog. Tell it to go lie out on the back porch. Step around it, because you can never kill it. The ego is a hydra with a thousand heads. Step around the tired, old dog on the porch.' Do you understand what I'm saying?"



Il personaggio di DJ, nei libri di Castaneda, mette spesso in guardia dall’errore di definire uno stregone come solo l’uno o l’altro, anzi il vero apprendistato deve passare attraverso la pratica di entrambi. Inoltre, Florinda sembra spesso, in questa testimonianza come in altre, porre delle ri-definizioni delle idee stesse che Casteneda definisce come parte del retaggio dei toltechi. Ne, la ruote del tempo, Florinda da a Carlos una definizione ulteriore delle possibili applicazioni della ricapitolazione. Con la giustificazione che si tratta solo dello scoprire le applicazioni della Regola ancora sconosciute ai veggenti.
Ora rileggiamo questo passo:

"Taisha is the consummate stalker. When a true stalker becomes free of ego, he or she assumes different personalities, none are more real than another. A stalker lives them in 'the Theatre of the Real,' with total abandon. It's no game -- it's life or death to assume these roles. Taisha will talk about it during her lecture.

E poi questo:

Perhaps I had read too much psychology. Excited as I was, I knew that the sorcerer's definition of a stalker was nearly identical to the clinical diagnosis of a psychopath. I pushed such unpleasant thoughts out of my mind.

Non avendo notizia ne dati che possano concludere che chi segue il cammino dell’agguato diventa uno psicopatico in atto non possiamo dire nulla in proposito. SI potrebbe invece supporre che il metodo di ri-definizione del sé che queste tecniche mettono in atto possano essere per certi aspetti simili ai meccanismi di smantellamento e/o ridefinizione della personalità degli psicopatici? E magari solo per il punto relativo al disancoraggio del se dalle regole sociali che ci distinguono da quelli che noi definiamo frettolosamente malati mentali? È doverosa tuttavia una ulteriore riflessione: se cio che hanno in comune paestri dell’agguato e socipatici è il distacco dalle emozioni, allora stiamo assimilando due concetti che non sono del tutto congruenti. Il maestro dell’agguato in fondo si distacca dalla fissazione sule emozioni e può deliberatamente provarle senza farsi poi condizionare da esse, di cui puo liberarsi quando vuole e che nello stesso momento in cui le vive sono trattate con la “follia controllata”. Non mi intendo abbastanza di psichiatria, ma presumo che lo psicopatico abbia oscillazioni di personalità che hanno però in fondo una patologicità legata alla causa di queste oscillazioni che sono proprio quei traumi o irrisolti che paratiche come la ricapitolazione DOVREBBERO permettere di rilasciare. La domand ainteressante che si si potrebbe in via del tutto ipotetica porre, è se una società di persone con atteggiamenti da stalker puo davvero esistere e mantenere intatta la enrome struttura della società come la conosciamo. Oppure se tali atteggiamenti, per quanto utili, non sono fisiologicamente fatti per la totalità della società per come CC la definisce (società occidentale anni 70/80?).

Delle chacmoolsKylie Lundahl, Reni Murez and Nyei Murez, solo Kylie
Lundal scomparve senza apparentemente lasciare traccia. Le altre due
donne invece hanno continuato attività legate a questi temi



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(fine prima parte)


FONTI:

http://en.wikipedia.org/wiki/Patricia_Partin
http://www.fouryogas.com/Dark%20Legacy%20Castaneda.pdf
http://www.sustainedaction.org/Chronologies/chron_blue_scoutI.htm
http://sustainedaction.org/letters_to_sustained_action.htm
http://www.sustainedaction.org/Wallace_Book/Wallace_Book.htm
http://www.sustainedaction.org/_nagualist/_NNL5/whats_a_chacmool.htm


Ultima modifica di Admin il Mer 23 Feb 2011 - 11:28, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Shadows behind the Eagle   Mar 22 Feb 2011 - 16:21

Riguardo alla possibile correlazione tra sociopatia e "sorceric stalking", si possono introdurre alcune definizioni e tentare un primo approccio:

la definizione che il Dott. David T. Lykken da della sociopatia è la seguente:

Hare writes that the difference between sociopathy and psychopathy may "reflect the user's views on the origins and determinates of the disorder."[26]

In the preface to the fifth edition of The Mask of Sanity, Cleckly stated, "... revisions of the nomenclature have been made by the American Psychiatric Association. The classification of psychopathic personality was changed to that of sociopathic personality in 1958", suggesting that he did not recognize any difference between the conditions.

David T. Lykken proposed psychopathy and sociopathy are two distinct kinds of antisocial personality disorder. He believed psychopaths are born with temperamental differences such as impulsivity, cortical underarousal, and fearlessness that lead them to risk-seeking behavior and an inability to internalize social norms. On the other hand, he claimed that sociopaths have relatively normal temperaments; their personality disorder being more an effect of negative sociological factors like parental neglect, delinquent peers, poverty, and extremely low or extremely high intelligence. Both personality disorders are the result of an interaction between genetic predispositions and environmental factors, but psychopathy leans towards the hereditary whereas sociopathy tends towards the environmental.


(http://en.wikipedia.org/wiki/Antisocial_personality_disorder#Sociopathy)

Detto questo, e considerando cio che è stato messo in grassetto, si sarebbe tentati di affermare che sociopatia e agguato abbiano qualcosa in comune: è così? cosa può in via teorica inenscare modifiche comportamentali simili?

"E’ principalmente caratterizzata da qualcosa che non va nella coscienza del soggetto: o non ce l’ha o è piena di buchi come il formaggio svizzero o comunque il soggetto è in qualche modo in grado di neutralizzare completamente o negare qualsiasi senso di coscienza o di prospettiva riguardo al futuro. I sociopatici si preoccupano solo di soddisfare i propri bisogni e desideri: egoismo ed egocentrismo all’estremo. Qualsiasi altra cosa e qualsiasi altra persona vengono ridotte nella loro mente ad oggetti da usare per soddisfare i propri bisogni e desideri. Spesso sono convinti di fare qualcosa di buono per la società, o almeno niente di così brutto. Il termine “sociopatico” è usato frequentemente sia dagli psicologi che dai sociologi nel riferirsi a persone il cui carattere antisociale deriva soprattutto da carenze a livello genitoriale (di solito assenza del padre) piuttosto che una caratteristica inerente al temperamento. Lykken (1995), per esempio, distingue chiaramente tra il sociopatico (che diventa uno psicopatico a causa delle circostanze sociali) e un “vero” psicopatico (che è nato così). Ad ogni modo, questo può solo descrivere il “sociopatico comune”, in quanto ce ne sono almeno 4 sottotipi diversi: comune, alienato, aggressivo e dissociale. Il comune è caratterizzato soprattutto dalla mancanza di coscienza; l’alienato dalla sua incapacità ad amare o essere amato; l’aggressivo da una costante vena sadica; e il dissociale dalla capacità di conformarsi alle regole di una gang, a patto che siano sbagliate. "

e più oltre:

"Ma cos’è un sociopatico? Non è possibile trovare criteri di definizione nel DSM-IV o nella nomenclatura psichiatrica ufficiale ma il concetto si riferisce al più vasto sottogruppo di soggetti APD. La maggior parte sono maschi, ma c’è un numero crescente di femmine. Hanno un carattere per il resto normale (al contrario degli psicopatici il cui carattere è anormale). Alcuni sono aggressivi, intrepidi ricercatori di sensazioni e altri sono manipolatori Machiavellici. Un Machiavellico è un tipo di personalità che è una via di mezzo tra una personalità antisociale e un narcisista, e qualcuno che ha anche un senso estremamente alto di “diritto”. La cosa che tutti i sociopatici hanno in comune è che sono “troppo” da gestire per i loro genitori e chiunque altro. Ci si riferisce a loro comunemente come asocializzati, ma il sociopatico dissociale in effetti socializza secondo le abitudini e i valori di un gruppo dissociale, come una gang. "

FONTE: http://www.crimine.net/wp/?p=56

Può essere questa, al di la di ogni vena morale ed etica interna al sistema di credenze relative al presunto sciamanesimo tolteco, una lettura dell'arte dell'agguato di Castaneda?

A prima vista sembrerebbe che esistano solo delle similitudini di comportamento di possibili soggetti.

Il Maestro dell'agguato viene cosi definito da Castaneda:

"La capacità di manipolare i loro attaccamenti mentali gli stregoni la chiamano "credere senza credere". Essi hanno perfezionato questa arte fino al punto che possono sinceramente identificarsi con qualsiasi idea, viverla, amarla e disfarsene se è il caso, senza rimorsi di coscienza. E in quella libertà di scelta si fanno domande da stregoni: ad esempio: perché accettarmi come peccatore se posso essere impeccabile?"
(Da "Incontri con il Nagual", Torres)

Questa definizione va a toccare il tema della spietatezza, intesa come distacco totale dai parametri sociali che definiscono l'agire e il sentire di un "individuo", fino alle soglie della identità sociale, per gli psichiatri misura dinamicamente stabile della definizione di normalità, per Castaneda elemento che se preso troppo sul "serio" può distruggerci e distruggere la nostra capacità di essere qualcosa di più di identità sociali auto-identificanti.

Il parallelo però non termina qui, prossimamente vederemo se alcuni termini specifici delel definizioni di sociopatia possono essere adeguati per alcuni casi specifici rintracciabili nella letteratura legata a Castaneda.


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FONTI: http://sciamanesimo.forumattivo.com/t542-encounters-with-the-nagual-part-1-document-transcript


Ultima modifica di Admin il Mer 23 Feb 2011 - 13:15, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Shadows behind the Eagle   Mer 23 Feb 2011 - 11:55

La tecnica dell'agguato può comportare anche un sistematico smantellamento di tutto ciò che compone e cristallizza la nostra dientità sociale.

Sembra essere questo il motivo per cui Castenda cercò sempre di tenere celata la sua immagine, anche se, alcuni sostengono, uno dei motivi collaterali poteva anche essere il fatto che un volto celato, mai mostrato, oppure con qualche saltuaria apparizione in pubblico che depistava, essendo il suo volto diverso ad ogni apparizione (con persone diverse a presentarsi come Carlos Castaneda) aumentava proporzionalmente la sua immagine, il mistero celato dietro di essa, e il carisma della sua figura.

Sul web si trovano molte immagini associate a Castaneda, qui di seguito ne riportiamo alcune:





http://3.bp.blogspot.com/_X01EnBl14lo/S-m3g8ycCuI/AAAAAAAACS0/75FkDoUg41w/s320/castaneda.jpg




http://lifeinlegacy.com/2002/1012/CastanedaCarlos.jpg



http://www.dirkbertels.net/philosophy/philosophy_images/carlos_castaneda.gif



http://www.castanedamovie.com/The%20Cinematic%20Verses_files/carlosbig.jpeg



http://cf-ui.shelfari.com/club23090633412818499141250.jpg



http://www.rightwords.eu/imgupl/author/t-600x600/carlos-castaneda--596--t-600x600-rw.jpg

Stando alle cronache, Carlos Castaneda, nato

il 25 Dec 1925, muore il 27 Apr 1998, all'età di 72 anni di cancro.

Nonostante tutto, sono in molti che pensano o addirittura affermano che egli sia passato nella seconda attenzione (e oltre) con tutto il corpo fisico, come avrebbe fatto Don Juan, anni prima (vicenda descritta in uno dei suoi libri).

Molta parte di questa perdurante idea viene forse anche dal fatto che il suo gruppo di donne comunicò la scomparsa molto dopo l'evento.

Questo, a mio parere, poteva forse essere dovuto al fatto che l'evento in sé poteva aver minacciato tutta la socialità e la coerenza di ciò che il gruppo aveva costruito nel corso degli anni, per non parlare degli effetti che questo evento può aver avuto su di loro individualmente.


Ultima modifica di Admin il Gio 24 Feb 2011 - 9:11, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Shadows behind the Eagle   Mer 23 Feb 2011 - 13:10

Dopo l'ascesa della sua popolarità Castaneda venen contattato da molti personaggi famosi. Restando nell'ambito italiano, lo stesso Federico Fellini lo incontrò e anche, sembra, Alejandro Jodorowsky, autore di Psicomagia.

Qui di seguito riportiamo un articolo uscito sul "Corriere della sera".

FONTE: http://archiviostorico.corriere.it/1996/giugno/07/Con_Fellini_sulle_orme_del_co_0_9606079328.shtml

Con Fellini sulle orme del magico Castaneda


" Una sera dell' 84 mi telefono' Federico Preparai la valigia Dopo
pochi giorni partimmo per Los Angeles " " Era alla ricerca di una storia
che lo portasse fuori dal vecchio circo barocco in cui si sentiva
rinchiuso "



------------------------- PUBBLICATO ------------------------------
ANTEPRIMA Dopo dieci anni torna "Yucatan" di De Carlo. Ecco la nuova
prefazione dell' autore che racconta un viaggio in America con il
regista. Per preparare un film mai realizzato TITOLO: Con Fellini sulle
orme del magico Castaneda "Una sera dell' 84 mi telefono' Federico
Preparai la valigia Dopo pochi giorni partimmo per Los Angeles" "Era
alla ricerca di una storia che lo portasse fuori dal vecchio circo
barocco in cui si sentiva rinchiuso" - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - Esce in questi giorni, ristampato da
Einaudi, Yucatan, il romanzo che Andrea De Carlo ha pubblicato da
Bompiani nel 1986. Per l' occasione, l' autore ha scritto una
introduzione che pubblichiamo qui di seguito.Alla fine del novembre 1984
ero a Milano, nella soffitta di una casa del centro dove un tempo
avevano alloggiato i servitori di qualche buona famiglia. Mi ricordo la
traspirazione costante attraverso l' intonaco del tetto, il freddo umido
dalla parete nord. Mia figlia era nata da poche settimane, la nostra
comunicazione era apprensiva e diffidente, fatta di strilli acuti, gesti
cauti; non avevamo ancora nessun linguaggio comune. Il mio terzo
romanzo stava per uscire, aspettavo di vedere che reazioni avrebbe
avuto. L' unica cosa rasserenante che facevo era andare ogni giorno in
una palestra vicino a casa, e restarci piu' che potevo. La citta' fuori
mi assediava, grigia e implacabile; non capivo perche' ci ero tornato,
come un prigioniero che torna a consegnarsi proprio quando e' quasi
riuscito a scappare. Avevo passato anni sospeso verso altri possibili
luoghi e modi, mi sembrava di essere inchiodato a terra per la prima
volta nella mia vita, serrato dai dati di fatto, senza vie di scampo.
Poi una sera mi ha telefonato Federico Fellini. L' avevo conosciuto
qualche anno prima per caso a un premio letterario, e in breve eravamo
diventati molto amici, malgrado le nostre eta' lontane. Avevo lavorato a
un suo film, l' avevo seguito attraverso l' Europa e per Roma lungo i
percorsi strani delle sue curiosita' e frequentazioni. Non era un
rapporto maestro discepolo, o regista assistente; il nostro interesse
reciproco era possibile anche per la mia autonomia ostinata e distratta
di chi ha un altro mondo e un altro lavoro a disposizione. Il cinema mi
incuriosiva e mi annoiava quasi in misura uguale: la macchina
surriscaldata, faticosa, lenta, frenetica, insistente, cinica, finta
ingenua; e i modi complicati per metterla in moto e alimentarla lungo il
percorso. C' ero stato dentro per un po' , e alla fine mi aveva fatto
lo stesso effetto di Roma, mi aveva messo voglia di scapparmene via,
tornare a scrivere romanzi. Con Fellini ci sentivamo ancora, molto piu'
di rado di un tempo, con una traccia di incertezza dovuta alla distanza.
Dopo la piu' assidua delle frequentazioni, gli infiniti racconti e i
pranzi e le cene e gli incontri di persone e i viaggi in macchina,
ognuno dei due si era ritratto nella sua vita, benche' non del tutto.
Tendevamo ancora le antenne, ogni tanto; la curiosita' non era svanita.
Per questo una sera di novembre dell' 84 Fellini mi ha telefonato,
mentre io ero in uno stato di vera mancanza di speranze, e nella sua
voce flautata mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere insieme a lui un
film basato sui libri di Carlos Castaneda. Mi ha raccontato che
inseguiva l' idea da anni, ma solo da pochi giorni era riuscito ad
arrivarci vicino. Mi ha raccontato che una notte era con una sua amica
in macchina sul grande raccordo anulare di Roma, e si erano messi a
litigare. La lite era degenerata, finche' la sua amica aveva fermato e
gli aveva urlato di scendere, era ripartita a tutta velocita' . Fellini
era rimasto a piedi sul bordo della strada, scosso dalle onde d' aria e
dal rumore delle macchine e dei camion in corsa nel buio, senza sapere
cosa fare. Poi d' improvviso dei fari lo avevano abbagliato, una grande
limousine nera gli si era fermata di fianco, un finestrino si era
abbassato. Una ragazza molto pallida si era affacciata, gli aveva
chiesto "Lei e' il signor Fellini?" Fellini aveva detto di si' ; la
ragazza gli aveva fatto cenno di salire. Dentro, seduto sul sedile di
dietro, c' era Carlos Castaneda. "So che mi sta cercando da tempo",
aveva detto. Non era una storia molto credibile, ma d' altra parte quasi
tutti i racconti di Fellini avevano questo spirito nonrealistico, da
sogni simbolici o allegorici; credo che nemmeno lui si aspettasse di
vederseli accettati in senso letterale. Quello che contava era il fondo
della faccenda: si era messo in contatto con Carlos Castaneda, avremmo
potuto incontrarlo a Los Angeles e da li' andare con lui in Messico, a
visitare i luoghi delle sue storie. Gli ho detto subito che ci stavo,
senza pensarci neanche. Ero in un momento in cui avrei accettato
qualunque invito a partire, credo: sarei andato a fare il mercenario, se
me l' avessero proposto; a fare il missionario. Aspettavo solo un'
occasione per scappare via dai problemi della mia vita, pensare ad
altro, sparire. Ho preparato la valigia subito, in vista di un altro
clima; due giorni dopo ero a Roma. Poi sull' aereo che ci portava a Los
Angeles io e Fellini ci guardavamo con una strana miscela di
divertimento, diffidenza, aspettative, dubbi. Fellini si era portato
dietro tutti i libri di Castaneda in una borsa, insieme al lungo saggio
di un giornalista che pretendeva di smascherarlo come impostore. I libri
di Castaneda non ero mai riuscito a leggerli fino in fondo, anche se ci
avevo provato diverse volte. Forse mi aveva infastidito la cultura
esotista e oscura di cui erano impregnati, o il mito generazionale che
gli si era creato intorno; oppure era solo colpa della mia attenzione
fluttuante. In ogni caso anche sull' aereo per Los Angeles li ho
sfogliati senza metodo, senza riuscire a concentrarmi abbastanza.
Fellini da parte sua era apprensivo almeno quanto eccitato. Non
viaggiava spesso, ne' volentieri, benche' ricevesse ogni giorno inviti
da tutte le parti del mondo. Una volta a Fiumicino aveva indicato un
fossato d' acqua tra il ciglio di una strada secondaria e un campo di
grano verde, mi aveva detto "In fondo c' e' bisogno di andare in Cina,
per vedere la Cina?" A volte questo atteggiamento mi affascinava, a
volte mi irritava. Ma era fatto cosi' , e la sua fantasia lavorava
meglio in condizioni controllate; per questo aveva bisogno di
ricostruire il mare e il cielo nei teatri di posa di Cinecitta' , invece
di filmarli dal vero. Era anche stanco dei film che faceva, e della
fatica che gli costava metterli in piedi. Era alla ricerca di una storia
che lo portasse fuori dal vecchio circo barocco in cui si sentiva
rinchiuso. Gli aspetti esoterici e allucinatori di Castaneda lo
attraevano e lo preoccupavano, alimentavano la sua curiosita' . A un
certo punto mentre volavamo sopra l' oceano mi ha detto "Chissa' che
funghi allucinogeni ci fara' mangiare? Chissa' che razza di rituali
dovremo fare?" Paura e desiderio di vere sorprese gli brillavano negli
occhi. Era uno che credeva alle storie che raccontava, prima ancora di
raccontarle; era uno che creava le condizioni perche' qualcosa
succedesse e poi se ne faceva trascinare, come se non tutto dipendesse
da lui. A volte diceva "Io non cerco, trovo"; e non era neanche una
frase inventata da lui, ma era vera. Questo libro e' la storia di quello
che e' successo, ricostruita piu' fedelmente che potevo, il che non e'
molto. La principale non fedelta' , la piu' grave, e' stata sostituire a
Fellini e a me due personaggi inventati, e molto diversi da noi.
Insieme ai protagonisti veri, anche una parte delle possibili
spiegazioni della storia sono quasi scomparse, scivolate sotto la
superficie del racconto. Credo che un lettore molto attento o percettivo
sia ancora in grado di scovarle, ma ci vuole una certa fatica. D' altra
parte questo e' pur sempre un romanzo, con le sue richieste di
invenzione, la sua natura ibrida di realta' e fantasia. E gia' cosi' ,
Yucatan e' diventato una specie di fossato tra chi ne ha vissuto la
storia vera. Forse il tono incurante che ho prestato a Dave e alla sua
voce narrante e' un modo di esorcizzare le paure e le incertezze in cui
ci eravamo imbattuti durante il viaggio. Forse invece la mia vera paura
era quella di scrivere senza resistenze, scendere al fondo caldo e
palpitante di questo lavoro come ho cercato di fare piu' tardi. Questo
e' il mio libro meno capito, di tutti quelli che ho scritto. Anche i
miei lettori piu' fedeli e partecipi finiscono spesso per confessarmi
che dopo averlo letto gli e' rimasto un senso di perplessita' . Mi
dicono che non sono riusciti a decifrare il significato di fondo,
leggere i simboli sparsi, sciogliere la catena degli avvenimenti. Il
fatto e' che la loro perplessita' riflette come in uno specchio la mia:
c' e' lo stesso senso di non spiegato, non chiarito fino in fondo.
Questa e' la storia di due persone molto diverse abituate a costruire
storie, che per una volta nella loro vita si ritrovano dentro una storia
scritta da altri. Neanch' io sono riuscito a decifrare tutti i segni
lungo il percorso, e in un certo senso non ho neanche voluto provarci.
Mi sono limitato a ricostruire gli avvenimenti fino nei loro dettagli,
come uno potrebbe riprodurre con cura minuziosa un geroglifico che non
e' in grado di leggere, per un possibile uso futuro. E una storia
significante e insignificante, semplice e difficile da capire, come lo
sono le storie quasi del tutto vere.
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MessaggioOggetto: Re: Shadows behind the Eagle   Mer 9 Mar 2011 - 8:15

Al link seguente (http://www.sustainedaction.org/Italian%20pages/domande_frequenti_poste_Ellis_Place.htm) si può trovare una interessante intervista a Amy Wallace tradotta in italiano. Le considerazioni e le riflessioni che si possono fare sulla base di questa testimonianza sono innumerevoli e pongono dei dubbi e delle domande assai complesse sulla affermata coerenza della figura di Carlos Castaneda.

In primis le tecniche di “gestione” dei partecipanti ai suoi seminari; riguardo alla tecnica dell’amore spietato (che in questa intervista viene definito come la possibilità di insultare qualcuno dei suoi adepti e non, come da lui scritto nei testi, come il provare “affezione” totale e indiscriminata per qualcuno o qualcosa, oltre ogni ragionevole guadagno) Amy riporta che:

Con me non ha funzionato: la trovavo crudele e dannosa. Ma siamo tutti diversi ¾ per altri gli insulti verbali possono essere stati un mezzo efficace per cancellare l’ego. Carlos diceva spesso, "È quando sono gentile con te che devi cominciare a preoccuparti," e "lo dono solo ai forti che possono sopportarlo." Uno dei praticanti chiese a Carlos perché non lo insultasse mai. Carlos rispose: "Perché tu non potresti sopportarlo." Come complimento disse a un mio amico (sapendo che me lo avrebbe riportato) che ero io il cavallo su cui puntare, quella che poteva sopportare gli insulti. Una volta mi disse, "È l’unica maniera che conosco. Se ne conoscessi una migliore, la userei." Purtroppo questo diede origine a incubi e a un sacco di disgusto verso me stessa, cosa che sto cercando di abbandonare.

Questo mette in rilsalto la possibilità che una testimonianza aneddotica come questa possa essere stata tutt’altro che unica ed eccezionale. In molti gruppi a sfondo spiritualeggiante o gruppi ristretti con figure di spicco carismatiche, tecniche come queste possono essere molto diffuse, spesso legittimate ufficialmente dall’intento di smantellare il “falso” e “sociale” amor proprio della persona.

La contradditorietà degli atteggiamenti di Castaneda compare più evidente se confrontata con quanto la stessa Amy riporta nel capitolo 12 de “Sorcerer Apprentice”:

Silently we returned to the hotel. I knocked on Carlos' door, dressed in a pale silk robe.

"You look like a nun," he said wonderingly. He kissed my neck, as if it were something fragile. We held each other, and made love looking into one another's eyes. All shyness gone, I said, "I love you."
"What?" Appearing shocked, he replied,
"You love me?"

"Yes. I do. I love you."
"Ah. And I love you. You are mine, preciosa, all mine.. You belong to me, and I belong to you, completely -- there is no one else, and there never will be. I am your man, for eternity. Do you promise to give yourself completely to your husband?"
"Yes."
"Do you know what you're saying?"
There was an uneasy, fearful gleam in his eyes. "You will be the wife of the nagual. You can never return. The world -- the world as you know it -- is lost to you forever. I have been so deep inside you, merged with my adorable wife, that . . . you are no longer human.
You have said goodbye to the world."

Più oltre, Amy riporta quanto segue riguardo al tema del sesso magico:

Carlos mi diceva sempre che il suo sperma avrebbe raggiunto il mio cervello e lo avrebbe alterato, reso non-umano ¾ e che avrei dovuto impormi questo durante i rapporti sessuali. Allora il mio cervello sarebbe diventato un organo superiore.

Insisteva anche che rimanessi casta "se non partiamo insieme," e diceva che tutti quelli con cui avevo fatto sesso erano Volatori. Altre volte diceva che chiunque avesse fatto sesso con me era magicamente legato al suo intento, e avrebbe continuato a vivere nell’Infinito.Scherzai dicendo che questo era "un Programma Risparmio Benzina", ma non lo trovò divertente.

A parte il fatto che le definizioni che Castaneda avrebbe dato sul sesso magico hanno migliaia di riscontri in giro per il mondo, dal taoismo alla magia sexualis delel tradizioni esoteriche moderne occidentali (vedere
anche solo la varietà di argomenti che si possono trovare oggi on line http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Sexuality_and_religion), ci si può chiedere come è possibile che un individuo che a quanto pare avrebbe inventato di sana pianta tutta la sua iniziazione al presunto cammino tolteco possa credere a posteriori e con il suo gruppo di riferimento a quanto affermato. Amy afferma che

Sono stata contattata da un uomo facente parte dell’industria dell’editoria newyorkese che ha richiesto l’anonimato ¾ vuole mantenere il suo lavoro ¾ il quale mi ha scritto dicendomi molto fermamente che il lavoro di Carlos aveva richiesto "revisioni molto pesanti". Forse questo potrebbe spiegare le enormi differenze per quanto riguarda la qualità letteraria dei libri di Carlos: editori diversi. Usare un unico mentore funzionò come pregnante e potente artificio letterario, cosa su cui concordano molti lettori, che condividano o meno le mie conclusioni.”

Volendo concedere il beneficio del dubbio alla analisi che si sta qui facendo del caso “Castaneda”, sia che egli abbia genuinamente vissuto le esperienze che poi avrebbe riportato nei libri, sia che se li sia inventati
e poi usati come auto-legittimazione per il suo gruppo di seguaci, ciò che ne emerge non è per nulla positivo. Anche nella prima ipotesi ne emerge la figura di una persona che crede di poter perpetuare la sua coscienza attraverso lo sfruttamento del presunto legame con chi avrebbe avuto direttamente e poi
indirettamente avuto a che fare sessualmente con lui. Se consideriamo che nei suoi libri ridonda costantemente il monito a cercare la libertà attraverso la sobrietà, ci si può domandare quindi come mai un atto di pure “stregoneria antica” come questa sia stata applicata da una persona che avrebbe avuto a che
fare per anni con personaggi come Don Juan. Più di questo, si potrebbe anche ironicamente obiettare come mai lui non è un volatore (nonostante pretenda di alimentarsi della connessione con altri) mentre altri meno “consapevoli di lui di questi termini e credenza invece lo sono a pieno titolo. Molte volte compaioni inni alla indipendenza della donna, ma ciò che Amy nelle sue pagine descrive sono l ecredenza di qualcuno che vuole usare le attitudini delle donne a suyo vantaggio. Questo è ciò che Amy descrive nel suo libro, sarebbe interessante capire SE questa testimonianza è davvero affidabile al 100% e se
ce ne sono state altre simili.

Infine una piccola digressione sulla figura di Carol Tiggs, per come descritta nel link iniziale:

4. Che cosa causò la tua rottura definitiva con Cleargreen?

Ci sono molti modi per rispondere, così sceglierò uno degli aneddoti per me più significativi. Rende bene l’idea.
Nelle ultime settimane prima della morte di Carlos, quando con Carol ci frequentavamo quotidianamente, scoppiò una crisi interna.
Le chiesi di smetterla di darmi "consigli stregoneschi", e smetterla di cercare di farmi da madre, cosa che lei ammise liberamente. Affermò che comunque non mi aveva mai dato consigli, e promise di non farlo più, se mai l’aveva fatto. La cosa durò un intero pranzo, prima che ricadessimo nei nostri vecchi schemi comportamentali.
Le dissi che non credevo in "una gerarchia della vuotezza," dove lei regnava suprema sopra di me. Dissi che se voleva fare un tentativo di amicizia, l’avrei apprezzato. Disse che ne sarebbe stata felice.
Comunque, insisté che "ESISTE una gerarchia della vuotezza ¾ forse un giorno lo comprenderai." Era l’eterna carota fatta penzolare davanti. In una recente conversazione con "Tony Lama" [Antonio Karam, capo di Casa Tibet] in Messico, mi disse perché aveva rifiutato il discutibile dono di essere il prossimo nagual del lignaggio. Spiegò che avrebbe sempre amato molto Carlos, ma che non aveva mai visto la tanto vantata magia che gli veniva promessa per sempre, inoltre gli veniva chiesto di raccontare bugie. Rispetterò sempre quell’uomo!

Sentivo che Carol non avrebbe mai rinunciato alla sua posizione di potere ¾ e sembrava sola, e non c’era da stupirsi. È una cosa solitaria sentirsi al vertice.
Trovavo che l’espediente della carota fosse atroce e conducesse alla pazzia. Ero giunta infine al mio proprio senso di potere, non più grande di quello di qualsiasi altro. Dovevo andarmene da un gruppo gerarchico ¾ era come essere di nuovo alle scuole medie. Il mio editore disse, "Possiamo avere un po’ meno Ridgemont High School qui? Ma questa era la vita quotidiana, in un certo senso. Potrei continuare, ma questo incidente contiene la ragione di base
della mia partenza.

Alcuni giorni prima della chiacchierata, la donna nagual e io passammo un orribile momento nella mia piscina, dove nuotavamo giornalmente. Lei si lasciò galleggiare, si rilassò, dimenò le dita dei piedi, e si vantò, "Ora ho io tutto il potere! Loro devono venire da me! Solo io so cosa è successo in realtà!" Sentii i proverbiali brividi lungo la schiena. Questa non era una donna libera dall’ego, secondo me." (http://www.sustainedaction.org/Italian%20pages/domande_frequenti_poste_Ellis_Place.htm)

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FONTI:

http://www.sustainedaction.org/Italian%20pages/domande_frequenti_poste_Ellis_Place.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Sexuality_and_religion
http://en.wikipedia.org/wiki/Magica_sexualis
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