Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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forum di sciamanesimo, antropologia, spirito critico, terapie alternative, esoterismo. Forum of shamanism, anthropology, criticism, alternative therapies and esoterism
 
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 Carlos Castaneda

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MessaggioOggetto: Carlos Castaneda   Ven 20 Feb 2009 - 17:44

FONTE: http://www.omaggioalsole.it/Articoli/castaneda.htm


Carlos Castaneda è stato uno dei maggiori esponenti della letteratura sciamanica nonostante i suoi scritti siano stati tacciati di scarsa attendibilità. Su tale questione è bene fare un po’ di chiarezza: ciò che è stato messo in dubbio (ad esempio da De Mille e da Weston Le Barre) è il fatto che lui abbia davvero vissuto le situazioni da lui descritte ma anche se ciò non fosse vero, il contenuto informativo dei suoi testi (ad esempio le tecniche sciamaniche) è comunque esatto e sempre attuale. Vi sono studiosi ed esperti di sciamanesimo (come Michael Harner) che considerano attendibilissimi gli scritti di Castaneda.

Castaneda è un uomo avvolto dal mistero. Per quello che si sa è nato il 25 dicembre, probabilmente tra il 1923 e il 1935 ed è morto di cancro il 27 aprile 1998. Castaneda si dichiarava nato in Brasile ma gli sono state attribuite origini peruviane. Ebbe un’infanzia molto difficile e studiò negli USA dove conobbe l’amico Bill, il quale gli diede modo di conoscere posteriormente don Juan Matus, colui che diventò il suo maestro di sciamanesimo. Carlos Castaneda coltivava appassionatamente i suoi interessi antropologici ed ottenne il master in antropologia con una tesi dal titolo Gli insegnamenti di don Juan (tradotto in italiano anche con il titolo A scuola dallo stregone). Nei suoi studi si soffermava precipuamente sugli aspetti emotivi, psicologici e magici, come gli stati alterati di coscienza e per questo motivo fu denominato antropologo-psicologo.

Castaneda, grazie al rapporto con lo stregone sciamano don Juan Matus, ebbe modo di conoscere lo sciamanesimo yaqui. Gli yaqui sono un popolo messicano e secondo l’antropologo sono i discendenti dei Toltechi, un impero messicano di cui si sostiene che siano stati i discendenti di Atlantide. I Toltechi conoscevano la matematica e possedevano altresì numerose tecniche artigianali. Alcuni storici sostengono che il loro impero fu distrutto da popolazioni barbare provenienti dal nord. Castaneda aveva avanzato l’ipotesi che gli yaqui fossero i discendenti dei Toltechi in quanto entrambi i popoli possiedono due concetti molto importanti:

- tonal, termine con cui sui definisce la realtà ordinaria, cioè quella in cui viviamo tutti i giorni

- nagual, termine con cui si definisce la realtà non ordinaria, la consapevolezza che normalmente non ci è accessibile ma alla quale si può accedere tramite precise tecniche.

Secondo la tradizione tolteca, tonal e nagual rappresentano la dualità che è presente in ciascuno di noi.

Castaneda poteva apparire, agli occhi degli altri, una persona un po’ particolare. Ad esempio era difficile avvicinarlo e non voleva farsi fotografare. Su questi suoi atteggiamenti sono state avanzate diverse ipotesi, ad esempio il fatto che lui avesse qualcosa da nascondere ma egli affermava che era restio alle foto in quanto le foto intrappolano il nostro ego, un ego che lo sciamano combatte e che impiega molto tempo a cancellare. Per questa lotta contro l’ego nasce il concetto di sciamano-guerriero o guerriero-viaggiatore: guerriero perché lotta contro l’ego e contro le forze negative che ostacolano la sua elevazione spirituale; viaggiatore in quanto viaggia tra vari stati di coscienza. Don Juan e Castaneda erano dei guerrieri-viaggiatori ma molto probabilmente Castaneda non si considerò mai un vero sciamano, alla pari di don Juan.

In Messico sono presenti molteplici forme di sciamanesimo, tuttavia per la larga quantità di piante allucinogene è molto diffuso lo sciamanesimo “psichedelico”. Gli yaqui del Messico settentrionale, ad esempio, fumano i fiori gialli della Genista canariensis. Castaneda sosteneva che gli yaqui si servivano altresì di sostanze allucinogene come il peyote (detto anche mescalito), che è un cactus allucinogeno; la datura inoxia (detta anche yerba del diablo) e un certo tipo di fungo appartenente alla famiglia psilocybe mexicana (detto anche humito). La psilocybe mexicana, se ingerita, cagiona un forte stato di ebbrezza con visioni di ogni genere e strani effetti uditivi. I Mazatechi chiamavano questo fungo “il fungo parlante” e lo usavano al fine di diagnosticare malattie e stabilire contatti con gli spiriti.

A questo punto ci possiamo chiedere: chi sono gli sciamani? E cosa fanno? Nevill Drury, noto studioso di sciamanesimo, afferma che “lo sciamanesimo è una tradizione visionaria, un’antica pratica che consente di usare gli stati alterati di coscienza per mettersi in contatto con le divinità e con gli spiriti della natura.” La parola sciamano deriva dall’inglese shaman, adattamento del termine saman (o samen) che presso il popolo dei tungusi siberiani designa gli operatori medici che agiscono in stato di trance. Altre fonti sostengono invece che il termine sciamano provenga dal sanscrito sramana o dal pali samana e significhi uomo ispirato dagli spiriti, portatore di energia, uomo saggio, colui che vede nell'oscurità. La trance può essere leggera o profonda e si raggiunge con l’ausilio di strumenti quali i sonagli e il tamburo, precisamente tramite la scansione ossessiva mediante percussione. Con tale scansione il soggetto entra in trance, vale a dire che la sua anima si stacca dal corpo e viaggia in altre dimensioni ove può incontrare divinità che gli rivelano soluzioni o motivi concernenti una crisi o una malattia.

Solitamente lo sciamano gode di una relazione privilegiata con una o più entità divine che lo ispirano e lo proteggono. Sarebbero proprio queste entità a scegliere il soggetto, vale a dire a fargli venire la vocazione di farlo diventare sciamano. Questa vocazione si manifesta attraverso una crisi (iniziazione) che provoca estraniazione, isolamento, apatia ecc. L’iniziazione prepara il neo-sciamano ad avere contatti col mondo “altro”. Mircea Eliade sostiene che si può diventare sciamani non solo per vocazione ma anche per trasmissione ereditaria o per volontà del clan di appartenenza. L’apprendista sciamano riceverà, ai fini della sua formazione, una duplice preparazione: di carattere estatico, concernente trance, visioni e sogni; di carattere tradizionale, concernente il linguaggio segreto e i nomi e le caratteristiche degli spiriti. Lo sciamano è in grado di gestire il proprio flusso energetico e lo utilizza per entrare in altri stati di coscienza, in altre realtà, per aiutare gli altri e stabilire un contatto con le divinità. Ognuno di noi, al di là del corpo fisico, è formato da energia, un’energia particolare: quella dell’universo. Quest’energia è ciò che viene chiamato Dio nella nostra religione o Grande Spirito presso i nativi americani. Noi possediamo la medesima energia dell’universo ed è in questo senso che veniamo definiti figli di Dio. Noi non siamo separati da Dio ma siamo uniti a Lui, siamo una parte di Lui. Il problema è che non lo sappiamo, o meglio…non lo ricordiamo perché siamo condizionati dal nostro ego, dalla nostra mente. Servendosi di specifiche tecniche (fisiche e respiratorie) l’uomo-sciamano si “risveglia”. Lo sciamano è un uomo risvegliato. L’antropologo australiano Elkin sostiene infatti che lo sciamano è un uomo di grande sapere che è riuscito a raggiungere un certo livello di consapevolezza. Nella visione sciamanica di don Juan il mondo è formato da campi energetici in cui lo sciamano sa muoversi benissimo. Il potere degli sciamani consiste nella capacità di accumulare energia e a tal fine essi praticavano sovente l’astinenza sessuale. Un concetto molto interessante trattato da Castaneda riguarda il sogno: il sogno non va inteso come lo intendiamo noi ma come un luogo senza tempo in cui vi è il nagual. Il sogno sciamanico è un sogno lucido, in cui si è consapevoli di stare sognando. Per raggiungere questo stato di lucidità bisogna guardarsi le mani e quando l’uomo sogna di guardarsi le mani obbedisce ad ordini provenienti dal mondo superiore. Quest’arte di sognare rappresenta l’integrazione tra tonal e nagual. Un altro concetto altrettanto interessante è quello di morte, che gli sciamani considerano come un semplice passaggio. Conoscendo la morte nello stato di trance gli sciamani imparano a considerarla come un evento normale. Degni di nota sono anche la ricapitolazione e la tensegrità. Per ricapitolazione si intende una tecnica respiratoria con la quale si rievocano tutti gli eventi della nostra vita (comprese le persone incontrate, tutte le persone, anche quelle con cui abbiamo solo parlato). Con questa tecnica ci purifichiamo di tutte le energie negative che questi eventi ed incontri ci hanno trasmesso. Castaneda ha dichiarato che la ricapitolazione è la cosa più importante; per farla ci vuole moltissimo tempo, perché essa deve essere completa. Bisogna ricapitolare proprio tutto, a cominciare dagli incontri sessuali.

La tensegrità è l’eredità dei cosiddetti passi magici, che gli antichi stregoni ci hanno lasciato. Attraverso queste tecniche possiamo metterci in contatto con le forze dell’universo, recuperando energia, salute e determinazione.

Le tecniche spirituali e corporee utilizzate dagli sciamani sono descritte negli ultimi testi di Castaneda (tra cui cito Il potere del silenzio, Tensegrità, L’arte di sognare e Il lato attivo dell’infinito).

Tra i più noti viaggiatori che hanno contribuito alla conoscenza dello sciamanesimo abbiamo Marco Polo che ne Il Milione descrive una seduta sciamanica a cui lui stesso ha assistito. La seduta avvenne ad est dell’attuale Birmania alla fine del ‘200. Marco Polo descrive la trance sciamanica e nonostante il suo legame alla religione di appartenenza non giudicò negativamente lo sciamanesimo, anzi affermò che con quel rituale il malato guarì veramente.

Questo atteggiamento critico ed attento di Marco Polo è molto importante, soprattutto se consideriamo che la scena da lui descritta è ambientata alla fine del XIII secolo e se consideriamo altresì che l’Occidente è stato sempre un po’ scettico a questo genere di pratiche. Basti pensare che tutte le pratiche rituali che andavano contro la religione e la scienza venivano bandite, censurate, considerate superstiziose o demoniache. Oggi l’approccio occidentale è più aperto ma nonostante la libertà di comunicazione non è complesso notare sovente una sorta di pregiudizio. In realtà ognuno di noi è uno sciamano, sarà per questo che nonostante tutte le polemiche si parla ancora tanto di Carlos Castaneda.



Bibliografia:

Castaneda, C. (1997), The active side of infinity, by Laugan Production, USA; trad. It. (1998) Il lato attivo dell’infinito, edizioni Bur, Milano

Drury, N. (1989) Shamanism, Element Books Ltd, UK; trad. it. Gli sciamani, Xenia edizioni, Milano

Mazzoleni, G. (2002) Identità, Bulzoni editori, roma

Salvatore, R. (2000)Carlos Castaneda, antropologo non addomesticato, edizioni Samizdat, Pescara

Interviste a Carlos Castaneda (1997), Stampa alternativa, Viterbo
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MessaggioOggetto: Carlos Castaneda   Mar 12 Mag 2009 - 14:12

Una sola annotazione prima di riportare per intero questo articolo: una delle critiche piu importanti mosse a Castaneda è il fatto che lui sia morto, rispetto ad altri nagual del suo lignaggio.

Ebbene, nel libro "Intervista col Nagual" di Torres, viene speicificato nel capitolo finale, la Regola del Nagual a tre punte, che i Nagual a tre scompartimenti hanno un ruolo e una potenzialità energetica differente da quella degli altri classici a quattro punte.

Il loro ruolo è quello di rinnovare il lignaggio, frammentando e disseminado nella massa di coscienza attestata su un certo punto di coscienza i semi per un nuovo cambiamento, stabilito impersonalmente dall?Aquila, o meglio dalla Regola energetica universale.

Lui stesso disse che era indifferente per lui potersi mettere in volo. Illavoro doveva essere adempiuto su un altro livello, e di sicuro non era a quanto riferisce quello di portare un gruppo classivo in numero ed equilibri di campi energetici nella seconda e poi nella terza attenzione.

Detto questo, anche egli disse che il nagual a tre punte per questioni di disponibilità energetica punta sulla manipolazione e sullo sfruttamento intensivo e forse predatorio delle risorse a sua disposizione, per adempiere alla Regola.

Ma chi puo criticare cio che è un insulso riflesso del predatore collettivo?

In ogni caso, su un piano ben piu umano, è un altra questione....poter forse sapere se le sue sono farneticazioni o meno.

E se le accuse mossegli in questo articolo sono vere o meno.

Ma tutto cio non rientra nemmeno di striscio con la coerenza interna del sistema da lui a quanto pare rivelato.

FONTE: http://itotd.com/articles/344/the-writings-of-carlos-castaneda/

The Writings of Carlos Castaneda
Sorcery, mythology, or both?

Bookstores are dangerous places for me. I invariably leave with less money—and more books than I’ll ever have time to read. But I have to support my habit: I’m basically an idea junkie. I like to learn things, absorb new ideas, and challenge my mind to form connections between concepts that don’t seem to go together. So I choose books not because I assume they’re true, but because I expect them to be interesting or thought-provoking. When I’ve finished reading a book, though, I usually have a pretty strong sense of whether or not I believe it. After reading a dozen books by Carlos Castaneda—along with quite a few criticisms of his work—I could only come to the conclusion that the stories he told may or may not be somewhat or completely true. This very uncertainty is one of the things that makes his books so interesting. I have since revised my conclusion—about which more later. But first, some background.

For years, as I browsed through second-hand books, I frequently came across Castaneda’s The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge. I’d invariably pick it up, glance at it, and put it back on the shelf. Then I read Fritjof Capra’s The Tao of Physics, which had a brief quote from don Juan at the beginning, and that piqued my curiosity. Shortly thereafter, I ran across the book at a thrift shop and decided I could give it a whirl for 50 cents. Within a few pages I was hooked, and after finishing it I read all 11 of its successors. For better or worse, I was too late to be a groupie—in April, 1998, before I had finished reading all of the books, Castaneda died. Only then did I begin to realize the extent of the controversy surrounding his life and work, and the state of confusion he left behind among both fans and critics.

The Sorcerer’s Apprentice
For those unfamiliar with Castaneda and his books, here’s the short version of the story. Castaneda was studying anthropology at UCLA in the early 1960s, and during the course of his field research in Mexico, he claims to have met a Yaqui Indian named Juan Matus. Don Juan was reputed to be an expert on medicinal plants, and Castaneda hoped to use him as an informant to learn more about the use of peyote among certain groups of native Mexicans. The Teachings of Don Juan purports to be an anthropological study of the way don Juan used a variety of hallucinogenic plants as part of a system of sorcery. The research, however, was participatory rather than objective, and don Juan’s intent was apparently to treat Castaneda as an apprentice, indoctrinating him into the ways of the particular brand of sorcery he practiced.

The hallucinogenic plants turn out to be a red herring. In Castaneda’s next book, A Separate Reality, they have a more limited role, and from there on, they’re barely mentioned. The books focus on other aspects of Castaneda’s training as a sorcerer, along with several other apprentices of don Juan and his fellow sorcerer Genaro Flores. Eventually don Juan reveals that he only taught Castaneda about the plants to get his attention; most of the teachings are internal, psychological. Castaneda learns how to turn off his inner dialogue, control his dreams, perceive other people as luminous energy, and behave in a manner don Juan calls “impeccability.” A lot of time is devoted to an exercise called recapitulation, in which Castaneda recalls and relives all the events of his life. At the end of Castaneda’s fourth book, by which time he had been working with don Juan for over a decade, don Juan and don Genaro “leave the world,” which readers are supposed to understand not as death but as a deliberate crossing into another plane of existence.

Surprisingly, the story does not end there. Castaneda returns to Mexico two years later and meets up with the other apprentices of don Juan and don Genaro, some of whom we haven’t heard of yet. By the sixth book, The Eagle’s Gift, Castaneda and another apprentice, a woman nicknamed “La Gorda,” discover something shocking: during the years of their apprenticeship, don Juan had frequently made them shift into a heightened state of awareness, wherein he had taught them a variety of things that they could not remember in their normal state of awareness. There follows a long reexamination of their entire relationship with don Juan. They find that most of what they thought they knew was wrong or at least irrelevant; all the most crucial teachings had been hidden, delivered as they were in this altered state.


Castaneda’s penultimate book, Magical Passes, covers a series of movement exercises vaguely like ch’i kung, which are supposedly a key component of the knowledge don Juan revealed—even though they’re barely hinted at in any of the other books. Where Castaneda’s other books were simply reporting his own experiences, this one alone is actually written as an instruction manual.

Stalking Castaneda
From the publication of Castaneda’s first book in 1968 until today, he has been subject to harsh and relentless criticism. Entire books have been written on this subject, but I’ll give you just a sampling. First, many critics question whether such a person as don Juan ever existed. Only Castaneda and his close associates seem to have met him; there is no photograph or documentary evidence to prove he existed, or even a corpse—he conveniently “vanished.” Anthropologists point out that a number of the details Castaneda gave are inconsistent with what is known about the Yaqui Indians, native Mexican sorcery, and even the geography, flora, and fauna of the places Castaneda claims to have visited. Likewise, critics have cited other sources of suspiciously similar stories, suggesting that Castaneda “borrowed” some of his material. In addition, critics say, his stories read a bit too much like novels—real life doesn’t arrange itself that neatly for literary convenience, so at minimum he must have employed some artistic license in his descriptions. Then, of course, some worry that his discussions of hallucinogenic plants encourage the use of drugs.

Castaneda himself refused to respond to any of his critics. He was for the most part a recluse, declining to be interviewed or even photographed. His unwillingness to defend himself or offer proof of his claims was seen as an implicit admission of guilt; on the other hand, Castaneda’s own books repeatedly say that according to don Juan, a life of obscurity is absolutely essential to a sorcerer. Apologists thus counter that Castaneda was simply practicing what he preached.

He did, however, conduct seminars and workshops for a select few students. One of these students, Amy Wallace, was Castaneda’s lover (or one of them) for a number of years. Her 2003 memoir Sorcerer’s Apprentice gives an unprecedented (though clearly biased) inside look at the real Castaneda. A fascinating read, it details the life of a man who appears by turns to be a highly evolved guru and a megalomaniacal cult leader. Wallace’s bottom-line opinion: don Juan almost certainly did not exist, but Castaneda, though deeply disturbed, was a genius who believed deeply in the path he followed. This seemed to be the general consensus of those interviewed for the 2004 documentary film Carlos Castaneda—Enigma of a Sorcerer, made by another former Castaneda student, Ralph Torjan. This book and film together erased any lingering faith I may have had in the veracity of Castaneda’s writings. Unlike his students, I can’t take his ideas very seriously knowing what I do about him.

Is The Truth Out There?
What makes Castaneda’s books so compelling to many is their vivid descriptions of the world as perceived through the eyes of a sorcerer (or “man of knowledge”—in Castaneda’s usage, the term “sorcerer” does not carry any undertones of evil practices). Some of the experiences he reports are frightening, shocking, or simply off-putting, and they wouldn’t make the average person say, “Hey, this sounds like fun, I think I’ll become a sorcerer.” What they suggest, though, is that the underlying reality of the world is not at all as most people perceive it, that ordinary human awareness is, as it were, a bad habit.

Castaneda’s writings have attracted such a following for much the same reason as The Matrix or The X-Files: people want to believe that there’s more to the universe than meets the eye, that a more fantastic world lies beyond our perception. Whether Castaneda’s version of alternative reality is the right one, or even approximately correct, is the question. But whatever your opinion of Castaneda—a prophet, a fraud, or a misguided fool—his books are fascinating and thought-provoking. Even in fiction, there are kernels of truth. —Joe Kissell
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MessaggioOggetto: Re: Carlos Castaneda   Mer 13 Ott 2010 - 19:11

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Carlos_Castaneda

Carlos Castaneda
From Wikipedia, the free encyclopedia

Carlos (César Salvador Arana) Castaneda[1] (anglicized from Castañeda; 25 December 1925 – 27 April 1998) was a Peruvian-born American anthropologist and author. Starting with The Teachings of Don Juan in 1968, Castaneda wrote a series of books that describe his alleged training in traditional Mesoamerican shamanism. His 12 books have sold more than 8 million copies in 17 languages. The books and Castaneda, who rarely spoke in public about his work, have been controversial for many years. Supporters claim the books are either true or at least valuable works of philosophy and descriptions of practices which enable an increased awareness. For several years, anthropologists considered his work authentic and important, but then a number of exposés questioned Castaneda's veracity. Academic critics now claim the books are works of fiction, citing the books' internal contradictions, discrepancies between the books and anthropological data, alternate sources for Castaneda's detailed knowledge of shamanic practices, apparent sources of plagiarism, and lack of corroborating evidence.

In his books, Castaneda narrated in first person what he claimed were his experiences under the tutelage of a Yaqui shaman named Don Juan Matus whom he met in 1960. Castaneda wrote that he was identified by don Juan Matus as having the energetic configuration of a "nagual", who, if the spirit chose, could become a leader of a party of warriors. He also used the term "nagual" to signify that part of perception which is in the realm of the unknown yet still reachable by man, implying that, for his party of seers, don Juan was in some way a connection to that unknown. Castaneda often referred to this unknown realm as nonordinary reality, which indicated that this realm was indeed a reality, but radically different from the ordinary reality experienced by human beings who are well engaged in everyday activities as part of their social conditioning. Ordinary reality as experienced by humans was simply a "description" that had been pounded into their awareness since they were infants.

Castaneda dropped out of public view in 1973, living in a large house with three women ("chacmools") who had cut their ties to family and changed their names. He founded Cleargreen, an organization that promoted tensegrity, purportedly a traditional Toltec regimen of spiritually powerful exercises. Immediately after he died in 1998, five women connected with Castaneda disappeared.[2]

Contents
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* 1 Biography
* 2 The Witches
* 3 Reception
* 4 Bibliography
* 5 Other creative works
* 6 Related authors
* 7 See also
* 8 References
* 9 External links

Biography


Immigration records for Carlos Cesar Arana Castaneda indicate that he was born on 25 December 1925 in Cajamarca, Perú.[3] Records show that his surname was given by his mother Susana Castañeda Navoa. His father was Cesar Arana Burungaray. His surname appears with the ñ in many Hispanic dictionaries, even though his famous published works display an anglicised version. He moved to the United States in the early 1950s and became a naturalized citizen in 1957. In 1960 he was married to Margaret Runyan in Tijuana, Mexico. They lived together for only six months, but their divorce was not finalized until 1973. He was educated at the University of California, Los Angeles (UCLA) (B.A. 1962; Ph.D. 1973).[4]

Castaneda’s first three books, The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge, A Separate Reality and Journey to Ixtlan, were written while Castaneda was an anthropology student at UCLA. He wrote these books as his research log describing his apprenticeship with a traditional "Man of Knowledge" identified as don Juan Matus, a Yaqui Indian from northern Mexico. Castaneda was awarded his bachelor's and doctoral degrees based on the work described in these books.

In his books, Castaneda narrates in first person the events leading to and ensuing after his meeting a Yaqui shaman named don Juan Matus in 1960. Castaneda's experiences with don Juan allegedly inspired the works for which he is known. He claimed to have inherited from don Juan the position of nagual, or leader of a party of seers. He also used the term "nagual" to signify that part of perception which is in the realm of the unknown yet still reachable by man, implying that, for his party of seers, don Juan was a connection in some way to that unknown. Castaneda often referred to this unknown realm as nonordinary reality, which indicated that this realm was indeed a reality, but radically different from the ordinary reality experienced by human beings. Nagual has been used by anthropologists to mean a shaman or sorcerer who is capable of shapeshifting into an animal form, and/or, metaphorically, to "shift" into another form through Toltec magic rituals, shamanism and experiences with psychoactive drugs (e.g., peyote and jimson weed).[5] Carlos Castaneda's works have sold more than 8 million copies in 17 languages. Oddly enough, even though purportedly the first four books were originally written in Spanish, a translator was needed in order to produce their Spanish editions.

In March 1973 Castaneda was the subject of a cover article in Time cover article 5 March 1973 (Vol. 101 No. 10). The article described him as "an enigma wrapped in a mystery." Following that interview until the 1990s Castaneda disappeared from public view.

In 1974 his fourth book, Tales of Power, was published. This book ended with Castaneda leaping from a cliff into an abyss, and signaled the end of his apprenticeship under the tutelage of don Juan. Castaneda continued to be popular with the reading public with subsequent publications. In all, twelve books by Castaneda were published, two of them posthumously.

In the 1990s Castaneda once again began appearing in public to promote Tensegrity, a group of movements that he claimed had been passed down by 25 generations of Toltec shamans. On June 16, 1995 articles of incorporation executed by George Short were filed to create Cleargreen Incorporated. The Cleargreen statement of purpose says in part, "Cleargreen is a corporation that has a twofold purpose. First, it sponsors and organizes seminars and workshops on Carlos Castaneda's Tensegrity, and second, it is a publishing house." Cleargreen published three videos of Tensegrity movements while Castaneda was alive. Castaneda himself did not appear in these videos.

Castaneda died on 27 April 1998 in Los Angeles due to complications from hepatocellular cancer. There was no public service, Castaneda was cremated and the ashes were sent to Mexico. It wasn't until nearly two months later, on June 19, 1998, that an obituary entitled A Hushed Death for Mystic Author Carlos Castaneda by staff writer J.R. Moehringer appeared in the Los Angeles Times.[6]

Four months after Castaneda's death C. J. Castaneda, also known as Adrian Vashon, whose birth certificate claims Carlos Castaneda as his father, challenged Castaneda's will in probate court. For many years Castaneda had referred to Vashon as his son. The will was signed four days before Castaneda's death and Vashon challenged its authenticity. The challenge was ultimately unsuccessful.[7]

The Witches

After Castaneda dropped from public view in 1973, he bought a large house in Los Angeles which he shared with three of his female followers, who became known as the Witches.[8]

The Witches were required to break off their relationships with friends and family when they joined Castaneda's group. They also refused to be photographed and took new names - Regina Thal became Florinda Donner-Grau, Maryann Simko became Taisha Abelar and Kathleen Pohlman became Carol Tiggs.

According to Corey Donovan (aka Richard Jennings), creator of the Sustained Action website:

The use of the term "the Witches" to relate to the three women Castaneda was eventually to claim had also been apprentices of don Juan seems to date to the early nineties, when books by two of these women purporting to describe their experiences with don Juan and his party were published. These three women are Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar and Carol Tiggs. All three of them appeared and sometimes lectured at many of the Tensegrity workshops that began in July 1993, and Florinda and Taisha appeared at book signings and gave occasional lectures or radio interviews as well.

Shortly after Carlos died, Florinda and Taisha disappeared, along with Patricia Partin (see the Blue Scout below). Talia Bey (Cleargreen president - born Amalia Marquez) and Tensegrity instructor Kylie Lundal had their phones disconnected and also disappeared. On August 2, 1998 Carol spoke at a workshop in Ontario. None of the Witches has been seen in public since. Spokespeople from Cleargreen have said only that they are "travelling", but no other information is available. It is speculated by some people that, contrary to the cotre teachings, they have committed suicide. Others believe that the Witches simply went completely into the teachings and stopped being available to the world of modern man, in all ways.[9]

Because the women had cut all ties with family and friends it was some time before people noticed they were missing. There has been no official investigation into the disappearances of Donner-Grau, Simko and Lundal. Luis Marquez, the brother of Talia Bey, went to the police in 1999 over his sister's disappearance, but was unable to convince them that her disappearance merited investigation. Their opinion changed in 2006 after the remains of Patricia Partin were identified, and the LAPD finally added Talia to their missing person database.[10]

In his book The Art of Dreaming, Castaneda describes an encounter during a lucid dreaming session with a supposed conscious entity that was trapped by other inorganic beings. The trapped entity was named the Blue Scout because its "energy" appeared blueish and it was an energetic scout (meaning it was outside of its original realm). The Blue Scout was apparently bait used by the inorganic beings to trap Castaneda as well. But instead they (Castaneda and the Blue Scout) escaped by supposedly merging their energies.

The alleged result of merging their energies was that the Blue Scout followed Castaneda to our world. Furthermore, Castaneda claimed that he gave the Blue Scout a human physical body by helping Carol Tiggs give normal birth to her.

A real girl was brought forward at various public sessions Castaneda and Tiggs and introduced as the Blue Scout, and Tiggs was referenced as her mother. This is strange because that girl was someone named Patricia Partin who had real, known biological parents other than Castaneda and Tiggs.

The remains of Partin, sometimes referred to by Castaneda as Blue Scout, Nury Alexander and/or Claude, were found in 2003 near where her abandoned car had been discovered a few weeks after Castaneda's death in 1998, on the edge of Death Valley. Her remains were in a condition requiring DNA identification, which was made in 2006.[9]

Reception

Serious analytical criticism of Castaneda's books did not emerge until 1976 when Richard de Mille published Castaneda's Journey: The Power and the Allegory, in which he argues, "Logical or chronological errors in the narrative constitute the best evidence that Castaneda's books are works of fiction. If no one has discovered these errors before, the reason must be that no one has listed the events of the first three books in sequence. Once that has been done, the errors are unmistakable."[11]

The most damning instance of this, according to de Mille, is Castaneda's relations with a witch named 'la Catalina.'

In October 1965 Carlos-One went through an ordeal so unexpected and disturbing that he sadly withdrew from his apprenticeship and avoided don Juan for more than two years. The ordeal was a night-long confrontation with a powerful enemy who had assumed don Juan's bodily form though not his accustomed gait or speech.... Curiously, when Carlos-One begged don Juan to explain what had happened during the "special" event, 'the conversation began with speculations about the identity of a female person' (Castaneda's emphasis) who had snatched Carlos's soul and borrowed don Juan's form. The lady was not named, and the reader was left to wonder whether the galvanizing impersonatress was in fact a certain 'fiendish witch' called "la Catalina," who had been mentioned briefly on November 23, 1961, four years earlier. At that time don Juan had said he was harboring certain plans for finishing her off, about which he would tell Carlos-One 'someday.' Poor Carlos-One had to wait ten years to learn about those plans in Tales of Power, but Table 2 reveals that Carlos-Two, traveling a parallel time track, carried out those plans with moderate success in the fall of 1962, when he met the magic lady six times in a row, once as a marauding but indistinct blackbird, once as a sailing silhouette, and four times face to face "in all her magnificent evil splendor" as a beautiful but terrifying young woman. Reacting to those encounters, he felt his ears bursting, his throat choking, his hands frozen, his body chilled, and his arms and legs rigid. The hair on his body literally stood on end. He shrieked and fell down to the ground. He was paralyzed. He began to run. And he lost his power of speech. Here we are asked to believe that a flesh-and-blood anthropologist who enjoyed this tumultuous supernatural affair with a glorious witch in 1962 did not recall her name in 1965, did not make the connection between the last meeting and the previous six when sorting through his field notes in the safety of his apartment, did not put it all together when naming her in his first book, but found the memory "as vivid as if it had just happened" on May 22, 1968, a few pages into his second book. Even if we could credit this uncharacteristic amnesia, we would still have to account for don Juan's equal failure to name 'la Catalina' in 1965. The puzzle is easily solved by switching from the factual to the fictive model. The abrupt, unsatisfying ending to The Teachings is not a symptom of ethnographic battle fatigue, for our campaigner has already survived six such battles with colors flying. It is only a serialist's preparation for the next episode, a cliffhanger that makes us hungry for another book.

On these showings, one thing is certain. "The Teachings of Don Juan" and "Journey to Ixtlan" cannot both be factual reports.[12]

Castaneda's works were presented as real-life accounts, but critical work showed that they were more likely fictional. According to Robert J. Wallis, in his 2003 book Shamans/Neo-Shamans: Contested Ecstasies, Alternative Archaeologies, and Contemporary Pagans:

At first, and with the backing of academic qualifications and the UCLA anthropological department, Castaneda’s work was critically acclaimed. Notable old-school American anthropologists like Edward Spicer (1969) and Edmund Leach (1969) praised Castaneda, alongside more alternative and young anthropologists such as Peter Furst, Barbara Myerhoff and Michael Harner. The authenticity of don Juan was accepted for six years, until Richard de Mille and Daniel Noel both published their critical exposés of the don Juan books in 1976 (De Mille produced a further edited volume in 1980, in which he withdrew some previously published criticism about Castaneda's knowledge of flora indigenous to the Sonoran desert. In short, de Mille had asserted that mushrooms did not grow in that desert, which was completely wrong, and he edited out this criticism in the 1980 volume). Most anthropologists had been convinced of Castaneda’s authenticity until then — indeed, they had had little reason to question it — but many averred that De Mille’s meticulous analysis disproved the veracity of Castaneda’s work. This is open to debate.

Beneath the veneer of anthropological fact stood huge discrepancies in the data: the books ‘contradict one another in details of time, location, sequence, and description of events’ (Schultz in Clifton 1989:45). There are possible published sources for almost everything Carlos wrote (see especially Beals 1978), and at least one encounter is ethnographic plagiarism: Ramon Medina, a Huichol shaman-informant to Myerhoff (1974), displayed superhuman acrobatic feats at a waterfall and, according to Myerhoff, in the presence of Castaneda (Fikes 1993). Then, in A Separate Reality, don Juan’s friend don Genaro makes a similar leap over a waterfall with the aid of supernatural power. In addition to these inconsistencies, various authors suggest aspects of the Sonoran desert Carlos describes are environmentally implausible,(mushrooms in the desert) and, the ‘Yaqui shamanism’ he divulges is not Yaqui at all but a synthesis of shamanisms from elsewhere (e.g. Beals 1978). Castaneda himself said that at first in the 1960s he presumed that it was a Yaqui belief system because Don Juan had told him that he had been born a Yaqui.. but some years later, Don Juan explained that it was a Toltec belief system, and Castaneda duly wrote this.

Wallis concludes that "there is no corroboration beyond Castaneda's writings that don Juan did what he is said to have done, and very little that he exists at all."

In The Power and the Allegory, De Mille compared The Teachings of Don Juan: A Yaqui way of Knowledge with Castaneda's library stack requests at the University of California. The stack requests documented that he was sitting in the library when his journal said he was squatting in don Juan's hut. One of the most memorable discoveries that De Mille made in his examination of the stack requests was that when Castaneda said he was participating in the traditional peyote ceremony—the least fantastic episode of drug use—he was not only sitting in the library, but he was reading someone else's description of their experience of the peyote ceremony. Other criticisms of Castaneda's work include the total lack of Yaqui vocabulary or terms for any of his experiences.[13]

Some writers see value in the work even while considering it fictional. David Silverman's Reading Castaneda describes the apparent deception as a critique of anthropology field work in general—a field that relies heavily on personal experience, and necessarily views other cultures through a lens. According to Silverman, not only the descriptions of peyote trips but also the fictional nature of the work are meant to place doubt on other works of anthropology.[14] Donald Wiebe cites Castaneda to explain the insider/outsider problem as it relates to mystical experiences, while acknowledging the fictional nature of his work.[15]

Bibliography
Further information: Bibliography of Carlos Castaneda

Other creative works

* "Winds of Nagual" - A piece for Wind Ensemble by composer Michael Colgrass
* Sorcerer - A concept album of ambient music by Michael Stearns and Ron Sunsinger inspired by the late Castaneda
* The Power of Intention, Wayne Dyer, A contemporary work by Mr Dyer referencing and building on Castaneda's work with Intent.

Related authors


* Two other authors, Taisha Abelar (born Maryann Simko) and Florinda Donner-Grau (born Regine Thal), wrote books in which they claimed to be from don Juan Matus' party of Toltec warriors. Both Abelar and Donner-Grau were endorsed by Castaneda as being legitimate students of don Juan Matus, whereas he dismissed all other writers as pretenders. The two women were part of Castaneda's inner circle, which he referred to as "The Brujas", and both assumed different names as part of their dedication to their new beliefs. They were originally both graduate students in anthropology at UCLA.[16]
* Felix Wolf, one of Carlos Castaneda’s apprentices and translators, wrote The Art of Navigation: Travels with Carlos Castaneda and Beyond. In his book Wolf details how his life had been transformed by his association with Castaneda. While touching on all aspects of the teachings, Wolf highlights what he perceives to be the overriding and essential transmission that came through Castaneda’s work: The Art of Navigation.
* Donald Barthelme parodied Castaneda's books in his The Teachings of Don B.: A Yankee Way of Knowledge, in which he substitutes "brujo" with "brillo."
* Anthropologist Victor Sanchez claims to have received similar teachings from the Wirrarika people in Mexico.[17] Although he says he has met Castaneda, and that Castaneda's books were an inspiration for him, he emphasizes that Castaneda did not endorse his work.[18]
* Martin J. Goodman claimed to have spent 2 days with a "reconstituted" Carlos, or Carlos' double, after the death of Carlos in his book I Was Carlos Castaneda.
* Miguel Ángel Ruiz is known for bestselling book The Four Agreements.
* Armando Torres wrote Encounters with the Nagual: Conversations with Carlos Castaneda five years after Castanda's death claiming he had been told to do so by Castaneda himself. In it he describes the Rule of Three-Pronged Nagual. Castaneda say in 1995 he has not other Students than the Chacmooles, then Armando Torres look as a merchandise product, and some links relations between the publisher and a newage cult focused in Toltecs called "Templo Tolteca".


References

1. ^ Corey Donovan. "Prelude to don Juan: Castaneda's Early Years". http://www.sustainedaction.org/chronologies/Castaneda_early_years.htm. Retrieved 2010-05-04.
2. ^ Robert Marshall. "The Dark Legacy of Carlos Castaneda". http://www.salon.com/books/feature/2007/04/12/castaneda. Retrieved 2010-09-16.
3. ^ The Scribner Encyclopedia of American Lives, Volume 5: 1997-1999. Charles Scribner's Sons, 2002.
4. ^ Castaneda's Journey, The Power and the Allegory (Lincoln: iUniverse.com, Inc., 2001 [1976]) 27.
5. ^ Castaneda, C: "The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge", pps. 88-120, Washington Square Press Publication, 1968 paperback ISBN 0-671-60041-9
6. ^ Castaneda Obituary All Things Considered, June 19, 1998
7. ^ Mystery Man's Death Can't End the Mystery; Fighting Over Carlos Castaneda's Legacy By Peter Applebome, NY Times, August 19, 1998, retrieved September 3, 2008
8. ^ Lachman, Gary, 'Don Carlos and the Witches', Fortean Times 238, July 2008
9. ^ a b The dark legacy of Carlos Castaneda page 4 from Salon magazine April 12, 2007
10. ^ The Charley Project
11. ^ ^ de Mille, Richard Castaneda's Journey: The Power and the Allegory',' Capra Press, 1976, pp. 166
12. ^ ^ de Mille, Richard, "Castaneda's Journey," 1976, pp. 170-171
13. ^ Harris, Marvin (2001). Cultural materialism: the struggle for a science of culture. Walnut Creek, CA: AltaMira Press. p. 322.
14. ^ David Silverman. Reading Castaneda: A Prologue to the Social Sciences. ISBN 978-0-7100-8146-9
15. ^ Donald Wieve. "Does Understanding Religion Require Religious Understanding?" In Russel T. McCutcheon (ed.), The Insider/Outsider Problem in the Study of Religion. New York: Bath Press, 1999. p. 263.
16. ^ The dark legacy of Carlos Castaneda, Salon magazine, April 12, 2007
17. ^ Victor Sanchez. The Toltec Path of Recapitulation. (Bear & Company: Rochester, Vermont 2001), p. 7, ISBN 1-879181-60-6
18. ^ Castaneda Controversies

Border Crossings: A Psychological Perspective on Carlos Castaneda's Path of Knowledge By Donald Williams. Inner City Books, 1981. Digitized by Google Jan 10, 2008 from the University of Texas. 153 pages.
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MessaggioOggetto: Re: Carlos Castaneda   Lun 22 Nov 2010 - 18:24

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Castaneda

Carlos Castaneda
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Carlos Castaneda, in origine Carlos César Salvador Aranha Castañeda (Cajamarca, 25 dicembre 1925 – Los Angeles, 27 aprile 1998), è stato uno scrittore peruviano naturalizzato statunitense nel 1957.
Indice
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* 1 Biografia
* 2 La carriera di scrittore
o 2.1 L'incontro con don Juan
* 3 Pensiero
o 3.1 Le Tre Arti
o 3.2 Le Tre Attenzioni
o 3.3 Il "Punto di Unione"
o 3.4 il "Pinche Tiranno"
o 3.5 Fermare il "Dialogo interno"
o 3.6 Altre tecniche
o 3.7 La ricerca della "Libertà"
* 4 Le critiche
* 5 I libri
* 6 Pubblicazioni
* 7 Note
* 8 Bibliografia
* 9 Voci correlate
* 10 Altri progetti
* 11 Collegamenti esterni

Biografia [modifica]

I registri per l'immigrazione relativamente a Carlos Cesar Arana Castaneda indicano che egli nacque il 25 dicembre 1925 (tuttavia nelle "conversazioni con Carlos Castaneda" di Carmina Fort si afferma che l'anno fosse il 1935) a Cajamarca in Perú [1]. I medesimi registri mostrano che il cognome gli fu dato da sua madre Susana Castañeda Navoa. Il cognome appare con la ñ in molte dizionari spagnoli, anche se i suoi più famosi lavori riportano una versione anglofona.

Castaneda si trasferì negli Stati Uniti nei primi anni Cinquanta acquisendone la cittadinanza nel 1957. Nel 1960 si sposò con Margaret Runyan a Tijuana in Messico. Vissero assieme per solo sei mesi, ma il divorzio fu formalizzato solo nel 1973. Castaneda studiò all'Università della California a Los Angeles conseguendo la laurea in arte nel 1962 e il dottorato in filosofia nel 1973 [2]

Con il suo primo libro Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza del 1968 Castaneda iniziò la sua carriera di scrittore con il proposito di descrivere il suo percorso di iniziazione allo Sciamanesimo mesoamericano. I suoi 12 libri hanno venduto più di 8 milioni di copie in 17 lingue.

Coloro che credono in Castaneda affermano tali libri sono veri o quanto meno sono apprezzabili lavori filosofici e descrittivi di pratiche idonee a sviluppare la consapevolezza. Gli accademici e la critica dal canto loro affermano che i libri sono meri romanzi, pieni di contraddizioni e discrepanze con le conoscenze antropologiche attuali e prive di alcun elemento di prova.

Nel marzo del 1973 Castaneda fu oggetto dell'articolo di copertina del Time [3]. L'articolo lo descriva come "an enigma wrapped in a mystery wrapped in a tortilla". Da quella data e fino al 1990 Castaneda si sottrasse all'attenzione pubblica.

Nel 1974 il suo quarto libro fu pubblicato. Il libro segnala la fine del suo apprendistato con don Juan. Nonostante la fredda accoglienza da parte dei letterati e degli antropologi, Castaneda continuò a essere popolare. Dei dodici libri scritti, due furono pubblicati postumi.

Nel 1990 Castaneda ricomparve nuovamente in pubblico per promuovere Tensegrity, una serie di movimenti (chiamati passi magici) che egli affermava discendere dagli sciamani toltechi. Il 16 giugno 1995 fu creata la Cleargreen Incorporated un fondazione for profit con lo scopo di sponsorizzare e organizzare seminari e workshop sulla Tensegrity oltre che costituire la casa editoriale dei relativi articoli. La Cleargreen pubblicò tre video dei passi Tensegrity quando Castaneda era ancora in vita. Castaneda non apparve in tali video.

Castaneda muore il 27 aprile 1998 a Los Angeles a causa delle complicazioni derivanti da un cancro [4]. Non ci furono funerali pubblici, il corpo fu cremato e le ceneri inviate in Messico. Solo due mesi dopo apparve un necrologio sul Los Angeles Times [5].

La carriera di scrittore [modifica]

Nei suoi libri, Castaneda descrive in prima persona quello che egli afferma essere la propria esperienza sotto la guida dello sciamano Yaqui chiamato don Juan Matus incontrato nel 1960. Castaneda scrive che egli fu individuato da don Juan Matus come in possesso della configurazione energetica del "nagual". Egli inoltre usò il termine naqual per descrivere quella parte della percezione che appartiene alla sfera del "non conosciuto" e ancora non conoscibile dall'uomo, così sottointendendo che don Juan Matus fosse l'elemento di connessione con il "non conosciuto" (a cui spesso Castaneda fa riferimento come "realtà non ordinaria").

I suoi primi tre libri: A scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza, Una realtà separata e Viaggio a Ixtlan, furono scritti mentre Castaneda era ancora uno studente all'università. Castaneda scrisse questi libri come se fossero il diario delle sue ricerche descrivendo l'apprendistato con uno sciamano tradizionale. Fu inizialmente acclamato per il lavoro descritto in questi libri, prima che iniziasse contro di lui una critica più accesa.[6]

Nei primi due libri Castaneda, descrive come la Via Yaqui per la conoscenza richieda l'uso di potenti piante indigene, come il Peyote e la Datura. Nel suo terzo libro, Viaggio ad Ixtlan, ribalta però la sua enfasi sul potere delle piante. Egli afferma che Don Juan le ha usate su di lui per dimostrare che le esperienze fuori dalla vita conosciuta e ordinaria, sono reali e tangibili, ma non sarebbero state necessarie se la sua mente fosse stata più fluida.

In seguito negò ogni utilizzo di droghe per i propri propositi. Affermò nei successivi libri che queste possono inalterabilmente danneggiare la sfera luminosa di emanazioni del corpo energetico, così come il corpo fisico.

In Viaggio ad Ixtlan, il terzo libro della serie, fa notare:
« La mia percezione del mondo attraverso l'effetto di questi psicotropi è stata così bizzarra ed impressionante che io fui costretto ad assumere che questi stati erano la sola via di comunicazione e apprendimento di ciò che don Juan stava cercando di insegnarmi. Questo assunto era erroneo. »


Il suo quarto libro, L'isola del Tonal, termina con Castaneda sul punto di saltare da un picco in un abisso, segnando così il suo passaggio da discepolo a uomo di conoscenza in quanto, invece di "morire" come avrebbe dovuto "sfracellandosi" sulle rocce, riesce a suo avviso "in qualche modo" a sopravvivere, appunto però "trasformato". Anche se non arriva mai a spiegare di più.

L'incontro con don Juan [modifica]

Castaneda ha acquisito fama per i suoi libri sulle vicende dello stregone Don Juan e il suo gruppo di allievi sciamani.

Secondo quanto asserito da Castaneda stesso, nel 1960, allora giovane studente all'Università della California a Los Angeles, conobbe in Arizona un messicano di etnia yaqui, Don Juan Matus. Questi lo avrebbe iniziato alla stregoneria antica messicana, per usare i termini esatti del suo libro, portandolo a scoprire asserisce l'autore, nuovi mondi e stati di coscienza alterati ricorrendo inizialmente anche a sostanze allucinogene per farlo (come il cactus peyote da cui si estrae la mescalina), per abbattere le sue convinzioni; ma asserendo poi in successivi libri, che ciò non sarebbe stato affatto necessario se egli fosse stato un poco più "essere fluido".

Proseguendo il racconto, alla partenza di Don Juan per il suo "ultimo volo" (una specie di "morte alternativa" a quella comune), lo sciamano Carlos, in qualità di nuovo nagual (cioè "leader", capo) designato da Don Juan, avrebbe proseguito e guidato un altro gruppo di allievi, anch'essi preparati, il cammino verso la liberazione totale dell'essere, per partire infine anche loro, come il proprio maestro, per il "viaggio definitivo attraverso l'ignoto".

Gli sciamani o "stregoni" che lo istruiscono, indicherebbero l'"ultimo volo" come un '"processo volontario di attivazione interiore del fuoco dal profondo insito in ogni essere, capace di condurre ad una specie di "autocombustione", o volatilizzazione istantanea del corpo, nel quale però lo spirito, la propria coscienza, sarebbero in grado di sopravvivere.

Pensiero [modifica]

La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: "il Cammino del Cuore". Nel suo primo libro, a scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza, Castaneda afferma:

"Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato."


Nelle opere successive l'autore introduce il concetto della "spietatezza assoluta", basilare nel guerriero se non vuole perdere energia, o il potere che ha "accumulato".

Niente "amore" quindi; niente inutili "lasciarsi andare" a se stessi.. (altro termine impiegato proprio cosi).

Gli insegnamenti di Don Juan, secondo lo stesso Castaneda, non hanno niente a che vedere con le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose, ma sono concetti totalmente nuovi e innovatori, gli stessi che gli hanno appunto dato il successo che ha avuto e che continua ad avere; includono delle pratiche di cui non si è mai parlato prima.

Non si parla per esempio di santi, non c'è un tema "salvifico" del tipo "comportati bene, o verrai punito".. Tutto poggia più che altro sulle proprie capacità interne personali (la "salvezza" se c'è, è qualcosa di "individuale") le quali possono venire sviluppate e affinate tramite certe tecniche, secondo criteri e per scopi pero del tutto diversi da quelli comuni alla maggior parte di altre filosofie.

Castaneda utilizza una terminologia propria, il suo pensiero è quindi legato a tali termini e alla spiegazione che se ne ricava dagli scritti.

Le Tre Arti [modifica]

Tra gli strumenti che un guerriero avrebbe a disposizione, per raggiungere i propri obiettivi (accumulare potere personale, riguadagnare la propria libertà" e compiere, così, una "morte alternativa"), ci sarebbero:

* L'arte dell'agguato - relazionata alla "prima attenzione"
* L'arte del sognare (o "in-sognare"..) - relazionata con la "seconda attenzione"
* L'arte dell'Intento, - di cui non parla - ma che si pensa sia collegata all'ultima attenzione possibile realizzabile, cui accenna nei suoi libri: la "terza attenzione"

Le Tre Attenzioni [modifica]

« ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo, avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici , assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo. (viii) »


Secondo Castaneda, il fatto più significativo nella vita di una persona è che non si rende conto di avere a disposizione altre "attenzioni possibili" (così lui le chiama), le quali andrebbero sviluppate. Incrementandole, arrivando cioè a "percepire", ad averne piena coscienza, prima, disponibilità e controllo, dopo, l'essere umano secondo lui, potrebbe arrivare addirittura a compiere una "morte alternativa".

Incrementarle richiede disciplina, ma soprattutto "forza", energia, quello che don Juan gli descrive come "potere personale".

Ecco che con la corretta applicazione dell'arte dell'agguato (abbondantemente trattata ne "il potere del silenzio" ), egli afferma che possiamo diventare dei "cacciatori di potere".

Andare a "caccia" di "potere", significherebbe "accumulare" energia tramite certe tecniche di "controllo comportamentale", ma anche dei rituali che non escludono, come già accennato, il consumo di allucinogeni, ma più spesso trattasi invece del contatto diretto con certe "forze" (spiriti, che lui chiama "alleati" di potere, appunto) naturali che ci circondano.

Un potere personale sufficiente, porterebbe dunque alla consapevolezza di tutte queste tre attenzioni e quindi, alla padronanza dell'"intento" (il controllo cosciente e volitivo della propria "forza di volontà", che Castaneda ci descrive come delle fibre luminose di energia partenti dalla base dell'ombelico).

Il "Punto di Unione" [modifica]

Questa padronanza sarebbe principalmente il movimento controllato di quello che è conosciuto in questa particolare disciplina, come il punto d'unione, il centro energetico della sfera luminosa di energia dell'uomo in cui si metterebbe insieme la nostra percezione, e responsabile quindi di quello che percepiamo coi nostri sensi.

Secondo questa filosofia, quando siamo giovani, il nostro uovo luminoso non si sarebbe ancora irrigidito e il punto d'unione scorrerebbe fluido. L'uovo degli umani sarebbe intersecato da "filamenti di energia", che produrrebbero percezioni, ma quando le persone crescono e vivono in una esistenza ordinaria (concentrandosi solo cioè sulla loro "prima attenzione"), concretizzerebbero solo una piccola parte di queste emanazioni, che diventerebbero quindi tutta la loro realtà percettiva, escludendo automaticamente tutti gli altri possibili mondi che invece potrebbero ugualmente essere raggiunti (attraverso le altre attenzioni possibili).

Castaneda afferma che ogni nostra sensazione, sentimento o azione, è determinata dalla posizione di questo punto di unione. Il movimento consapevole del punto di unione permetterebbe la percezione del mondo in maniera differente (realtà non ordinaria), nonché l'entrata in altri mondi veri e propri, diversi dal nostro, ma ugualmente "inglobanti" e "reali".

L'obiettivo di tutto questo sarebbe quello di raggiungere la "totalità di se stessi", ossia la piena percezione e dominio delle attenzioni.

il "Pinche Tiranno" [modifica]

Piccoli movimenti porterebbero a piccoli cambiamenti nella percezione, ma grandi movimenti porterebbero a cambiamenti radicali. E sono questi che un guerriero cerca.

Secondo Castaneda, il suo maestro don Juan gli aveva spiegato che, secondo gli antichi stregoni messicani, per ottenere questo "movimento" si ricorreva a varie tecniche. Una di queste, era sfruttare la dinamica (energetica) di certe "reazioni emotive" e comportamentali (arte dell'agguato).

Da qui l'adozione, o la "ricerca" (folle, per un "essere ordinario", ossia per colui che non sia un guerriero) di "andarseli proprio a cercare" i problemi, soprattutto di gente che ci renda "la vita impossibile"; don Juan, li definisce, i "Pinches Tiranos..." e sarebbero, delle vere benedizioni!... (solo per un guerriero, ovviamente, che sappia quello che sta facendo e cercando).

Ironicamente è lo stesso don Juan Matus, ne "il potere del silenzio" che giustifica la scelta di Castaneda come apprendista in quanto la presenza dello scrittore per lui rappresentava quanto di più fastidioso e irritante potesse esistere, dicendo anche di trarre da ciò energia per se stesso ed il proprio viaggio.

Fermare il "Dialogo interno" [modifica]

Tutto questo, i "pinche tiranos" ma anche le altre tecniche (agguato, sogno, intento), ci aiuterebbe a raggiungere una delle mete supreme (l'altra è la "spietatezza"), in quanto "chiave di volta" per essere liberi (in questo caso di "percepire"): si tratta del "silenzio interno", descritto da Carlos con i termini: "parar il dialogo interiore" (caratteristico della mente dell'uomo).

Altre tecniche [modifica]

Attraverso molte altre tecniche (che sempre "solo accenna", ma non arriva mai a spiegare fino in fondo) come la:

* "ricapitolazione" dell'esperienze fatte nella propria vita
* "cancellare la propria storia personale", per
* essere "inaccessibili"
* sviluppare lo "stato d'animo del guerriero", di cui la spietatezza è la meta finale
* usare "l'idea della Morte" per "realizzarlo" (la "Morte come Consigliera"), e assieme a questa adottare anche
* l'umiltà del guerriero (ch'è molto diversa da quella dell'uomo comune)
* "sognare" (lucidamente)
* maneggiare l'"Intento" ("creare", fare "miracoli" o cose "assolutamente impossibili" per la nostra mente "razionale"; si suppone "creare" in quanto, questa è l'unica parola associata a questo termine che si trova nei suoi libri. Tuttavia ripetiamo che non ha mai espresso chiaramente nulla su quest'arte)
* porre l'agguato a se stessi, utilizzando i "pinches tiranos" oppure anche altre "tattiche", sempre utili a "muovere" il punto d'unione

Il guerriero mirerebbe a riguadagnare la propria libertà perduta, che gli sarebbe stata tolta (da entità da lui chiamati "esseri inorganici", o "predatori" nel capitolo "Ombre di Fango" del libro Il lato attivo dell'Infinito), libertà di "percepire" veramente: chi è, da dove viene, ma soprattutto, dove sta andando.., e.. dove vuole andare. Per poi "concretizzare" questo suo "volere", con il "potere personale" che ha accumulato durante tutta una vita d'impeccabilità (essere "impeccabili", fa parte dello "stato d'animo del guerriero").

La ricerca della "Libertà" [modifica]

Castaneda asserisce che don Juan, il suo maestro, lo aveva consigliato ed esortato a "non perdersi" nei numerosi mondi nuovi che poteva arrivare a percepire; in quanto, l'unica cosa importante, al momento della morte, era la "Libertà" di poter continuare a "percepire-rsi". Non doveva quindi cedere alle "lusinghe" o alle "bellezze", che in essi avesse potuto trovare.

Le critiche [modifica]

Gli scritti di Castaneda sono stati criticati dal mondo accademico. Taluni hanno ritenuto che Castaneda si fosse appropriato del lavoro dell'antropologa Barbara Myerhoff. Altri hanno cercato di ricostruire il nesso storico tra la vita di Castaneda e gli eventi raccontati nei libri senza però alcun successo. Chi sostiene l'autenticità di quanto esposto da Castaneda, afferma invece che le incoerenze sarebbero state lasciate "di proposito" dall'autore proprio come avrebbe fatto per la sua vita privata: ossia, come parte integrante del modello proposto dal nucleo d'insegnamenti propri del suo maestro Don Juan.

Uno degli aspetti più controversi del suo lavoro è la descrizione dell'uso di allucinogeni per raggiungere nuovi stadi di consapevolezza.

Nel suo terzo libro, scrive:
« La percezione del mondo attraverso gli effetti delle sostanze psicotrope è stato così bizzarro e impressionante da spingermi a pensare che tale stato fosse l'unica strada per comunicare e imparare quello che Don Juan tentava di insegnarmi. Tale assunto però si dimostrò erroneo »


Robert J. Wallis nel suo libro del 2003 Shamans/Neo-Shamans: Contested Ecstasies, Alternative Archaeologies, and Contemporary Pagans, scrive:
« All'inizio, e col supporto del dipartimento di antropologia dell'Università, il lavoro di Castaneda fu accolto criticamente. Gli esponenti della vecchia scuola di antroplogia come Edward Spicer (1969) and Edmund Leach (1969) lodarono Castaneda [...]. L'autenticità di Don Juan fu accettata per sei anni, fino a che Richard de Mille e Daniel Noel non pubblicarono le loro critiche volta a smascherare il libri su Don Juan nel 1976 (De Mille pubblicò un ulteriore volume nel 1980) [...] Il meticoloso lavoro di De Mille in particolare mostrò la falsità del lavoro di Castaneda.
L'indegno rivestire di fatti antropologici cozza con la grande discrepanza dei dati: il libro "si contraddice nei dettagli di date, luoghi, sequenze e descrizioni di eventi" (Schultz in Clifton 1989:45). Ci sono fonti pubblicate per quasi tutto quanto scritto da Carlos (si veda in particolare Beals 1978) e almeno un caso si concreta in un plagio: Ramon Medina, uno sciamano Huichol che fornì informazioni a Barbara Myerhoff (1974) [...]. »


Agli inizi del 1973 il citato Time Magazine, scrive che non c'è alcuna prova che di quanto scrive Castaneda. L'unico testimone di quanto scritto è lo stesso Castaneda.

Seri studi critici e analitici sugli scritti di Castaneda non comparvero sino al 1976 quando Richard de Mille pubblicò Castaneda's Journey: The Power and the Allegory, nel quale egli argomenta come "gli errori logici e cronologici nella struttura narrativa sono la prova più che evidente che i libri di Castaneda sono finzione. Se nessun altro prima ha scoperto questi errori si deve al fatto che nessuno ha redatto una lista degli eventi in sequenza così come narrati nei primi tre libri. Una volta redatta tale lista gli errori sono evidenti [7].

La più schiacciante prova di questo, secondo de Mille, è nella relazione di Castaneda con la strega chiamata la Catalina.

I libri [modifica]

1. Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza pubblicato inizialmente in Italia con il titolo A scuola dallo stregone- descrive delle "piante di potere" o "alleati", la strada verso la conoscenza col "mescalito" (peyote), ecc. - il protettore dell'uomo; vedere le cose con colori liquidi; "funghi allucinogeni" - imparare a manipolare, volare, e a percepire la forma di un animale; datura- spirito femminile, difficile da manovrare, da forza, processo lungo. Questo libro è l'unico nella serie in cui l'ultima parte include una dettagliata "Analisi ragionata" degli insegnamenti di Don Juan.
2. Una realtà separata - Discute le idee di volontà, follia controllata e vedere (come contrapposto a guardare), come strumento che un guerriero usa per essere un uomo di conoscenza.
3. Viaggio ad Ixtlan - Lezioni sulla strada del guerriero, o fermare il mondo, la routine, la propria storia personale, importanza di se stessi, la morte come un messaggero, il non fare, sognare.
4. L'isola del Tonal - Descrizione di punti di percezione nel corpo o nell'uovo luminoso, tonal (prima attenzione, conoscenza, consapevolezza del lato destro) e nagual (seconda attenzione, ignoto, consapevolezza del lato sinistro, sognare insieme)
5. Il secondo anello del potere' - Descrive gli eventi dopo la partenza di Don Juan, le esperienze con le donne guerriere del gruppo originario del nagual, la seconda attenzione (il secondo anello del potere), la perdita della "'forma' umana", il sogno,
6. Il dono dell'Aquila - descrizione della forza che crea, distrugge e governa l'universo (o almeno le 48 bande della terra), oltre che sorgente delle emanazioni stesse, descrizione dei comandi dell'Aquila all'uomo, la regola del Nagual, vari livelli di insignificanti tiranni, la via verso la libertà, l'agguato a se stessi e il sogno, luogi di potere.
7. Il fuoco dal profondo - passo dopo passo, delucidazioni della padronanza della consapevolezza o della conoscenza del neo veggente: tutto è energia (le emanazioni dell'Aquila o emanazioni luminose), l'uovo luminoso e il punto d'unione, il noto (prima attenzione o tonal), l'ignoto (seconda attenzione o nagual), l'inconoscibile (fuori dall'uovo luminoso), tiranni di scarsa importanza come modo per spostare il punto d'unione e promuovere la crescita del guerriero, mondi gemelli di organico ed inorganico (più precisamente esseri materiali e esseri non materiali), spostamento del punto di unione e altri filamenti di consapevolezza, fasci di emanazioni che sono le basi per le fonti di differenti tipi di consapevolezza e forme, la forma umana, le forze che colpiscono l'uovo luminoso, vincere la morte, l'agguato a se stessi, l'intento e il sogno.
8. Il potere del silenzio - racconti sulla padronanza essenziale dell'intento, ruotanti attorno a punti chiave dello spirito
9. L'arte di sognare - passi verso la padronanza del sogno.
10. Tensegrità, passi magici - descrizione con foto di movimenti fisici miranti ad incrementare il proprio benessere, un sistema divenuto famoso col termine "tensegrità"
11. Il lato attivo dell'infinito - ricapitolazione, diario degli eventi significativi (come visti dallo spirito)
12. La ruota del tempo - ricostruzione del modo in cui i libri precedenti sono stati scritti con citazioni da tutti i precedenti libri.


Pubblicazioni [modifica]

L'autore ha scritto i seguenti libri, pubblicati in quest'ordine:

* Gli Insegnamenti di don Juan (Milano, Rizzoli, 1999, ISBN 88-17-86027-1)
o Pubblicato anche con il titolo A scuola dallo stregone
* Una realtà separata (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-86200-2)
* Viaggio a Ixtlan (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-86368-Cool
* L'isola del Tonal (Milano, Rizzoli, 1997, ISBN 88-17-11509-6)
* Il secondo anello del potere (Milano, Rizzoli, 2001, ISBN 88-17-25893-Cool
* Il dono dell'aquila (Milano, Rizzoli, 1985, ISBN 88-17-16542-5)
* Il fuoco dal profondo (Milano, Rizzoli, 1987, ISBN 88-17-12750-7)
* Il potere del silenzio (Milano, Rizzoli, 2001, ISBN 88-17-25891-1)
* L'arte di sognare (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-25892-X)
* Tensegrità-Passi magici (Milano, Rizzoli, 2004, ISBN 88-17-25817-2)
* La ruota del tempo (Milano, Rizzoli, 2002, ISBN 88-17-12799-X)
* Il lato attivo dell'infinito (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-25889-X)

La sua fondazione for profit (Cleargreen), nonché altri autori che vanno dai discepoli di Castaneda (riconosciuti e non, da lui) a numerosi altri personaggi che affermarono aver conosciuto ugualmente don Juan, oppure ancora nuovi autori che si affacciarono nella scena per scrivere del tema, giornalisti, investigatori, e altri hanno dato vita, unitamente ai libri sopra citati, a una estesa Bibliografia castanedica

Note [modifica]

1. ^ The Scribner Encyclopedia of American Lives, Volume 5: 1997-1999. Charles Scribner's Sons, 2002.
2. ^ de Mille, Richard, Castaneda's Journey, The Power and the Allegory (Lincoln: iUniverse.com, Inc., 2001 [1976]) 27.
3. ^ (EN) cover article, 5 March 1973 (Vol. 101 No. 10)
4. ^ (EN) Death Certificate
5. ^ (EN) Castaneda Obituary All Things Considered, June 19, 1998
6. ^ Secondo Robert J. Wallis nel suo libro, pubblicato nel 2003 Sciamani/Neosciamani: Estasy Contestate, Archeologi Alternativi e Pagani contemporanei
7. ^ de Mille, Richard Castaneda's Journey: The Power and the Allegory',' Capra Press, 1976, pp. 166

Bibliografia [modifica]

* Bibliografia su Carlos Castaneda

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MessaggioOggetto: Re: Carlos Castaneda   Sab 16 Mar 2013 - 13:04

Buon pomeriggio a tutti,
riporto un interessante video...buona visione!

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MessaggioOggetto: Re: Carlos Castaneda   Oggi a 16:16

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