Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
(Admin - Shamanism & Co. © 2011 - All rights reserved)


Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico

forum di sciamanesimo, antropologia, spirito critico, terapie alternative, esoterismo. Forum of shamanism, anthropology, criticism, alternative therapies and esoterism
 
IndicePortaleFAQCercaRegistrarsiAccedi

Condividere | 
 

 San - Boscimani

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Tila
Iniziato Sciamano
Iniziato Sciamano


Femminile Serpente
Numero di messaggi : 1826
Data d'iscrizione : 22.03.10
Età : 39
Località : Prov. CN

MessaggioOggetto: San - Boscimani   Dom 24 Apr 2011 - 7:10

Buona domenica a tutti,

come vedremo è usanza per gli sciamani di questo popolo intraprendere danze per poter comunicare con i loro animali di potere.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/San_%28popolo%29

San (popolo)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I San, detti anche Khwe, Basarwa o Boscimani sono un popolo che vive nel Kalahari (tra Sudafrica, Namibia e Botswana) e che è imparentato con i Khoikhoi, con i quali forma il gruppo Khoisan. Non hanno un termine per indicare il proprio popolo nel suo insieme: il nome "San" fu loro attribuito dai Khoikhoi, nella cui lingua san significa "straniero".[1] In genere, i San preferiscono farsi chiamare "boscimani" (boesman in afrikaans, bushmen in inglese), sebbene questa denominazione appaia offensiva a molti occidentali (letteralmente significa "uomini della boscaglia").

Le prove archeologiche suggeriscono che i San abitino l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Insieme ai pigmei dell'Africa centrale, i boscimani sono stati considerati la possible fonte della linea di discendenza del DNA mitocondriale, la leggendaria Eva mitocondriale.[senza fonte]

Sono principalmente cacciatori-raccoglitori; sono noti per aver sviluppato un particolare sistema di comunicazione manuale durante la caccia e per cacciare usando frecce avvelenate (con la linfa della Euphorbia damarana), fatto che ha valso loro il soprannome di "uomini-scorpione".

Nel moderno Sudafrica, i boscimani sono stati largamente assorbiti (fino alla quasi totale estinzione) nel gruppo dei coloured o griqua (i quali, a loro volta, hanno avuto origine a partire dall'unione dei boeri con donne khoisan).

Dal 2002 i boscimani del Botswana richiedono un'azione legale al fine di impedire alle autorità di Gaborone di rimuoverli dalla Central Kalahari Game Reserve (Riserva di caccia del Kalahari centrale) oggi grande parco naturale, la terra dei loro antenati. I boscimani, infatti, sostengono che il governo del Botswana stia tentando di distruggere la loro cultura attraverso la sedentarizzazione forzata e la persecuzione della loro identità culturale.

Storia

I Boscimani sono i più antichi abitanti dell'Africa australe dove vivono da almeno 20 000 anni. Il loro habitat è il vasto deserto del Kalahari. Si definiscono "coloro che seguono la luce" poiché si spostano in funzione delle piogge per nutrirsi di frutti, radici e di tutto quello che la natura mette a disposizione.

Questo popolo nomade di cacciatori e raccoglitori occupava una volta parte dell'Africa australe. L'arrivo successivo delle popolazioni bantu, agricoltori sedentari, e degli ottentotti, allevatori che parlavano una lingua della stessa famiglia, ha decimato questa popolazione e l'ha spinta verso meridione. Qui i San sono entrati in contatto con gli olandesi, che pochi anni prima si erano stabiliti sulle coste del Sudafrica: l'approdo dei coloni bianchi (XV secolo) avvenne infatti quando i San erano a chilometri dalla costa.
L'irruzione nel mondo San degli agricoltori boeri e ugonotti ha peggiorato ulteriormente la situazione. Il conflitto con i bianchi è stato particolarmente cruento: i Boscimani, colpevoli di attaccare indiscriminatamente il bestiame d'allevamento come facevano tradizionalmente con gli animali selvatici, furono cacciati dai coloni alla stregua di bestie feroci.

Relegati oggi in una tra le più povere terre del mondo, il Kalahari, i Boscimani rischiano ancora di dover trasferirsi in quanto il governo del Botswana vorrebbe integrarli ai benefici della civiltà ma pare che l'integrazione sia sostenuta in realtà al fine di permettere lo sfruttamento delle miniere di diamanti da parte della "De Beers"[senza fonte].

Nel 1991, il Botswana Christian Council ha pubblicato un rapporto circa un caso concernente alcuni boscimani sospettati di cacciare in una proprietà privata, quindi catturati e torturati da parte delle guardie dei parchi nazionali.

Nel 1997, molti di loro furono cacciati dalle loro case nel Kalahari e coloro che sono rimasti hanno subito delle drastiche riduzioni del loro territorio di caccia, con continui soprusi e torture. All'inizio del 2002 i soprusi si sono intensificati: le pompe d'acqua sono state distrutte, le riserve d'acqua svuotate nel deserto e la caccia e la raccolta vietata. Praticamente tutti i Boscimani sono stati espulsi dalla Riserva del Kalahari ma numerosi di loro sono poi ritornati sulle loro terre e molti altri vorrebbero fare altrettanto.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Bushmen_San.jpg

Paleoantropologia

Studi recenti sembrerebbero suggerire che i san costituiscano uno dei più antichi rami dell'evoluzione dell'uomo moderno, essendo rimasti isolati geneticamente per un tempo stimato sui 100.000 anni.[2] Nonostante sia stata dimostrata la presenza nel loro territorio da almeno 20.000 anni, esistono resti di scheletri compatibili con questa popolazione ben più antichi risalenti addirittura a 100.000 anni fa, è il cosiddetto popolo degli strandlopers o boscopoidi[3] della regione costiera della Namibia. Strandloper significa in lingua afrikaans camminatore di spiaggia[4], in riferimento allo stile di vita di questo antichissimo popolo che viveva raccogliendo conchiglie e altri organismi spiaggiati lungo la costa del mare. La cosa interessante di questi scheletri è il rapporto teorico tra il peso del cervello e del corpo, superiore ad ogni altro Homo sapiens esistito dal passato al presente: i boscopoidi avevano una capacità del cranio superiore del 30% a quella dell'uomo moderno, su un corpo da pigmeo. Con questi grandi crani si suppone avessero un'intelligenza fuori del comune e in effetti sono state trovate tra i reperti alcune piccole trappole per la pesca veramente ingegnose, inoltre si hanno le prime testimonianze di sepolture rituali. Altro fattore d'interesse è il loro stile di vita legato esclusivamente al mare che li distingueva da ogni altro Homo sapiens più arcaico.

Cultura

Le lingue boscimane appartengono alla famiglia khoisan. Sono lingue differenti ma tutte caratterizzate da consonanti clic, simili a schiocchi, e trascritte con segni come "|" o "/".

I Boscimani sono dei cacciatori-raccoglitori che, per migliaia di anni, hanno trovato la loro sussistenza nel deserto grazie a un'approfondita conoscenza dell'ambiente e a un insieme ridotto di tecniche efficaci in tale ambiente. Cacciavano soprattutto antilopi, facendo uso di frecce avvelenate; il veleno è ottenuto dalla linfa di una specie di euforbia endemica dell'Africa meridionale, la Euphorbia damarana, mentre le faretre e il corpo della freccia erano ricavate da un'altra pianta endemica della zona, la Aloe dichotoma. Le basi della dieta dei boscimani erano comunque costituite da frutti, bacche e radici del deserto.

I riti religiosi erano pervasi da quella che James Frazer definì magia omeopatica. Per esempio, se i Boscimani dovevano cacciare una preda notoriamente veloce, cercavano di nutrirsi di carne di un animale lento nei movimenti, augurandosi che la loro preda ne subisse l'influsso "magico".

La forma di arte principale dei Boscimani è rappresentata dai petroglifi, che venivano usati anche per istruire i bambini. In Namibia si trovano numerosi siti archeologici ricchi di graffiti boscimani; uno dei più noti è quello di Twyfelfontein.


Petroglifi boscimani in Zimbabwe
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Bushmen_Rock_Painting.jpg

La cultura tradizionale dei Boscimani è oggi quasi completamente scomparsa. Molti Boscimani sono stati obbligati a lasciare i loro territori d'origine per vivere nei villaggi situati in zone non adatte alla caccia ed alla raccolta.

L'integrazione dei Boscimani con le altre società umane ha avuto quasi dappertutto il risultato di annullare la cultura boscimane. In Namibia, per esempio, i Boscimani svolgono soprattutto lavori umili al servizio della popolazione bianca. Nel Botswana subiscono la discriminazione e l'ostracismo della società tswana malgrado un programma di sedentarizzazione lanciato dal governo: vivono nei ranch in cui lavorano e sono marginalizzati.

Poesie boscimane

Prendi la mia figura e dammi la tua !
Prendi la mia figura, la mia figura infelice
Dammi la tua figura,
con la quale tu tornerai
Quando tu morirai
Quando tu scompari dalla mia vista
Tu ti addormenti e poi ritorni.
Lasciami rassomigliarti, perché tu sei pieno di gioia
Tu risorgi ogni volta sempre più vivo
Dopo che tu sia scomparso dai miei occhi
tu non ci hai mai promesso
che anche noi ritorneremo
e saremo di nuovo felici dopo la morte ?

I boscimani nella cultura

I boscimani del Kalahari divennero noti al pubblico internazionale negli anni Cinquanta, grazie al famoso libro di Laurens van der Post intitolato Il mondo perduto del Kalahari, poi divenuto una serie della BBC.

Nel 1980 il film-commedia Ma che siamo tutti matti? (The Gods Must Be Crazy) racconta del primo incontro di una tribù di boscimani del Kalahari con un artefatto della società moderna (nella fattispecie, una bottiglia di Coca-Cola).

I Boscimani, inoltre, vengono narrati nel famoso romanzo di Wilbur Smith, La spiaggia infuocata, dove Centaine de Thiry, dopo una turbolenta navigazione per arrivare a Città del Capo, in Sud Africa, naufraga nel Kalahari, dove viene "adottata" da una coppia di Boscimani che le insegneranno come sopravvivere in quella terra desolata.

Note

1. ^ Elizabeth Marshall Thomas, The Old Way: A Story of the First People, 2006. ISBN 0-374-22552-4
2. ^ Paul Rincon. «Human line 'nearly split in two'», April 24, 2008. URL consultato in data 2009-12-31.
3. ^ Lyall Watson, Gli ultimi draghi. Viaggi ai confini della scienza, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1992, p. 20. ISBN 97888272000011
4. ^ Definition "Strandloper" - Collins English Dictionary & Thesaurus, spelling "Strandloper" - Reverso



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/San_religion

San religion
From Wikipedia, the free encyclopedia

The religion of the San people, or Bushmen, of southern Africa consists of a spirit world and our material world. To enter the spirit world, trancing has to be initiated by a shaman through the hunting of Power animal.

The trance dance & eland potency

Rock art shares the same San religion, consisting of San trance or San power. If San religious beliefs are understood then the rock art can be explained. The San believed in a tiered cosmos with realms above and below the material world. Once an eland had been killed, a link between the realms was created. The eland (often depicted with shamans) was a main symbol of trance due to its fat, the prime container and essence of trance. Rites of passage are initiated with eland fat. These include: marriage, boys and girls initiation (with the boys first successful eland hunt), and trancing. Once an eland was killed, a shaman would ‘dance eland potency’ and enter the spirit world, often depicted in rock art. The shaman would go through a trance, seemingly gaining animal senses, and enter the spirit world. Once in the spirit world, they could make contact with God and important spirits. The shaman would be given supernatural power in these meetings. There is a key aspect of the San belief that needs consideration: everything that is taken from nature must meet the needs and must not be more than what is required. Anything that is taken has to have a purpose and must meet the needs of the community.

The hunter's dance in Zimbabwe

In Zimbabwe, San religious concepts are similar to those of South Africa, however the eland is replaced by the elephant and other animals. The elephant is depicted as being hunted, with people surrounding it and firing arrows at it. The elephant has been pierced by many arrows and drips blood. In many cases the arrows have large triangular crossed and barbed heads. However it would be impossible to kill the elephant with blunt arrows tips (as is frequently painted) because the elephant's thick hide could not be penetrated with blunt arrows. These hunts are a metaphor for trance dance. In San religion the elephant blood is an icon of elephant potency and also trancer potency. In both potency icons, the trance of the hunter or death of the elephant is induced. In Zimbabwe the elephant can also be interchanged with the buffalo or lions and buffalos bleeding profusely may be symbolic of shedding rain in San religion as well as blood and potency. Moreover these are not the only power animals depicted, rhebok and hartebeest are also in rock art (in places such as Cederberg and Warm Bokkeveld).

Neuropsychological findings in trance dance

The San religious art of Zimbabwe and South Africa can be linked strongly to neuropsychological findings in trance. Psychologists have investigated hallucinations and states of altered consciousness in neuropsychology. Most of this research was carried out independently of shamanism and rock art. It derived largely from laboratory experiments using hallucinogenic drugs such as LSD. They also found that entoptic phenomena can occur through rhythmic dancing, music, sensory deprivation, hyperventilation, prolonged and intense concentration and migraines. When San shamans ‘saw’ visions of animals during trance they would not be able to explain them in a scientific manner, therefore they explained them in theological terms.

The first phase in psychological trance

The psychological approach explains rock art through three trance phases. In the first phase of trance an altered state of consciousness would come about. People would experience geometric shapes commonly known as entoptic phenomena. These would include zigzags, chevrons, dots flecks, grids, vortexes and U-shapes.These shapes can be found especially in rock engravings (not so much in paintings) of Southern Africa.

The second phase in psychological trance

During the second phase of trance people try to make sense of the entoptic phenomena. They would elaborate the shape they had ‘seen’ until they had created something that looked familiar to them. Shamans experiencing the second phase of trance would incorporate the natural world into their visual entoptic phenomena. These visions are sometimes depicted in U-shaped entoptics. Again some artists depicted the U-shaped entoptic as honeycombs, an important symbol of potency in San religion. Some paintings of bees have their wings minutely painted. All these curious paintings are Shamans trying to make sense of the second trance phase.

The third phase in psychological trance

In the third phase a radical transformation occurs in mental imagery. The most noticeable change is that the Shaman becomes part of the experience. Subjects under laboratory conditions have found that they experience sliding down a rotating tunnel, entering caves or holes in the ground. People in the third phase begin to lose their grip on reality and hallucinate monsters and animals of strong emotional content. In this phase therianthropes in rock painting can be explained as San shamans sensory awareness is heightened. They feel with these extra senses like they have turned into half animal. That is why therianthropes are depicted in rock art frequently.

In the media

A San trance dance featuring the San of Ghanzi, Botswana appeared in BBC Television's Around the World in 80 Faiths on 16 January 2009.

Bibliography

* Barnard, A.L. 1992. Hunters and Herders of Southern Africa: A Comparative Ethnography of the Khoisan Peoples. Cambridge: Cambridge University Press.
* Biesele, M. 1993. Women Like Meat: The Folklore and Foraging Ideology of the Kalahari Ju/’hoan. Johannesburg: Witwatersrand University Press.
* Bleek, W.H.I. & Lloyd, L.C. 1911. Specimens of Bushman Folklore. London: George Allen.
* Garlake, P.S. 1995. The Hunter's Vision. London: British Museum Press.
* Guenther, M. 1999. Tricksters & Trancers: Bushman Religion and Society. Indiana: Indiana University Press.
* Heinz, H-J. 1975. Elements of !Ko Bushmen religious beliefs. Anthropos 70:17-41.
* Hewitt, R.L. 1986. Narratives of the Southern San. Hamburg: Helmut Buske Verlag, Quellen zur Khoisan-Forschung 2.
* Hollman, J. (Ed.) 2007. Customs and Beliefs of the /Xam Bushmen. Johannesburg: Witwatersrand University Press.
* Keeney, B. 1999. Profiles of Healing: Kalahari Bushmen Healers. Philadelphia: Ringing Rocks Press.
* Lee, R.B. 1967. Trance Cure of the !Kung Bushmen. Natural History 76(9):31-37.
* Lee, R.B. 1968. The Sociology of !Kung Bushman Trance Performance. In Prince, R. (Ed) Trance and Possession States. Montreal: R.M. Bucke Memorial Society.
* Lewis-Williams, J.D. 1981. Believing and Seeing: Symbolic Meanings in Southern San Rock Paintings. London: Academic Press.
* Lewis-Williams, J.D. (Ed.) 2000. Stories that Float from Afar: Ancestral Folklore of the San of Southern Africa. Cape Town: David Philip.
* Lewis-Williams, J.D. and Dowson, T.A. 1988. The signs of all times: entropic phenomena in Upper Palaeolithic art. Current Anthropology, 29(2): 201-245.
* Lewis-Williams, D.J. and Dowson, T.A., 1999. Images of power: understanding San rock art (Second Edition). Southern Book Publishers, Johannesburg.
* Lewis-Williams, D.J. and Pearce, D.G. 2004. San Spirituality: Roots, Expressions and Social Consequences. Double Storey, Cape Town.
* Marshall, L. 1999. Nyae Nyae !Kung. Cambridge (Massachusetts): Peabody Museum Monographs (Number Cool, Harvard University.
* Mohamed, Pops. (2000). Bushmen of the Kalahari. [CD].
* Vinnicombe, P. 1976. People of the Eland: rock paintings of the Drakensburg Bushmen as a reflection of their life and thought. Pietermaritzburg: University of Natal Press.
Tornare in alto Andare in basso
 
San - Boscimani
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico :: SCIAMANESIMO :: I MONDI DELLO SCIAMANESIMO - WORLDS OF SHAMANISM :: AFRICA :: AFRICAN SHAMANISM - Sciamanesimo Africano-
Andare verso: