Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Creative commons - spiegazioni

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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Creative commons - spiegazioni   Mar 3 Mag 2011 - 10:29

Ecco una breve spiegazione delle "creative commons"

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons

Creative Commons (CC) è un'organizzazione non profit con sede a San Francisco dedicata all'espansione della portata delle opere di creatività offerte alla condivisione e all'utilizzo pubblici. Essa intende altresì rendere possibile, com'è sempre avvenuto prima di un sostanziale abuso della legge sul copyright, il ricorso creativo a opere di ingegno altrui nel pieno rispetto delle leggi esistenti. La mission di Creative Commons è ben rappresentata dal logo dell'organizzazione (CC), che rappresenta una via di mezzo tra il rigido modello del copyright All rights reserved (C) e quello invece di pubblico dominio No rights reserved (PD), introducendo il nuovo concetto appunto di some rights reserved (CC).[1]

Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content). L'intenzione è quella di evitare i problemi che le attuali leggi sul
copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni. Il progetto fornisce diverse licenze libere che i detentori dei diritti di copyright possono utilizzare quando rilasciano le proprie opere sulla Rete. Il progetto fornisce anche dei metadata RDF/XML che descrivono la licenza ed il lavoro che rende più facile il trattamento automatico e la ricerca delle opere concesse con licenza creative commons; viene anche fornito un Founder's Copyright[2], il quale è un contratto che vorrebbe ricreare lo spirito del concetto originale di Copyright così come introdotto dai padri fondatori nella costituzione americana. La normativa per le Creative Commons fornisce un insieme di 4 opzioni che permettono facilmente di riconoscere i diritti vantati dall'autore e da terzi sull'oggetto della licenza. Diversamente General Public License, la legge per le Creative Commons non contiene un testo di riferimento "pronto all'uso", che l'autore può adottare per la sua opera senza alcun adattamento di tipo tecnico o legale.

La normativa non ha disciplinato il tema della revoca della licenza, per mutata volontà dell'autore o obbligazioni legittime derivanti da cause di forza maggiore, come un ordine giudiziale, e il tema collegato della retroattività di questa revoca verso le parti dell'opera già rilasciate sotto licenza opensource e opencontent, e in particolare in avanzato stato di modifica da parte di altri soggetti.
L'autore di un programma o opera in genere potrebbe ad esempio distribuire gratuitamente e sotto una licenza Creative Commons per un certo periodo di tempo, beneficiando di una pubblicità gratuita fra gli
utenti e dei contributi apportati dalla comunità, dopodiché potrebbe legittimamente revocare la licenza e iniziare una distribuzione commerciale dell'opera.
La licenza GNU-GPL dalla versione 2.0 ha regolato la materia, prevedendo che l'autore può revocare la licenza solamente per la sua copia, non per quelle già distribuite ad altri utenti, e che quindi la revoca non
può essere retroattiva, riguardando soltanto parti di codice e modifica all'opera successive al cambio di licenza. Inoltre, se per obbligazioni dovute a cause di forza maggiore, l'autore non può applicare la licenza
questa si intende revocata automaticamente per l'intera opera. Resta il caso di una revoca retroattiva per cause di forza maggiore, prevalenti sul testo della licenza stessa, che non è ancora regolato dalla legge.

Storia

Le licenze Creative Commons sono state anticipate dalle licenze Open Publication License (OPL) e GNU Free Documentation License (GFDL). La GFDL è intesa principalmente come una licenza per la documentazione software, ma è anche in uso per progetti che non riguardano strettamente il software, come la stessa Wikipedia. La licenza OPL è ora defunta, e il suo stesso creatore suggerisce di non utilizzarla. Sia la OPL che la GFDL contenevano delle sezioni opzionali che, nell'opinione dei critici, le rendevano meno libere. La GFDL si differenzia dalle licenze creative commons nella sua richiesta che i lavori licenziati con essa vengano distribuiti in una forma "trasparente", ad esempio non usando formati
proprietari e/o segreti. Creative Commons è nato ufficialmente nel 2001 per volere del professore Lawrence Lessig, ordinario della facoltà di Giurisprudenza di Stanford (e in precedenza anche di Harvard) e riconosciuto come uno dei massimi esperti di diritto d'autore negli Stati Uniti. Lessig fondò l'organizzazione come metodo addizionale per raggiungere il suo scopo nel suo caso di fronte alla Corte Suprema degli Stati
Uniti, Eldred v. Ashcroft. Il set iniziale delle licenze creative commons fu pubblicato il 16 dicembre 2002[3]. Al progetto fu conferito il Golden Nica Award durante il Prix Ars Electronica nella categoria Net Vision nel 2004. A marzo 2009, è stata rilasciata la prima versione per la licenza Creative Commons 0. Con questa licenza, l'autore rinuncia a qualunque diritto sull'opera, che può essere utilizzata da tutti, in qualunque
modo, per sempre e senza condizioni. Scompare pure l'obbligo di citare l'autore. La legislazione, al momento, non prevede che vi sia un ente preposto dove l'autore possa depositare l'opera prima di distribuirla. È più difficile per l'autore dimostrare la paternità dell'opera, nel caso in cui qualcuno applichi successivamente il diritto d'autore, e al limite accusi di averlo violato quanti fruiscono l'opera stessa. Rispetto alla licenza, prevale la legislazione, che nei Paesi di diritto latino prevede che resti l'obbligo di citare l'autore, e che i diritti morali sulle opere siano per questi irrinunciabili.

In Italia

L’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (IEIIT organo del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche) offre la propria collaborazione a International Commons per realizzare una versione italiana delle licenze CC. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Torino è il project Lead del gruppo di lavoro che si è assunto questo compito.
Ogni paese ha un proprio sistema giuridico.Il gruppo di lavoro per il progetto creative Commons Italia, ha dovuto capire la funzione delle licenze CC nel sistema giuridico Americano, per potere fare un confronto con quello italiano e cercare di adattare a quest’ultimo le licenze. Un punto di partenza è stato dato da una prima traduzione delle licenze, realizzata dall’avvocato milanese Antonio Amelia. Oltre al gruppo di lavoro, è stato importante l’intervento della community, nata a sostegno del progetto. È il 2003, l’anno in cui Lawrence Lessig annuncia a Torino l'inizio ufficiale del lavoro di traduzione e adattamento delle licenze Creative Commons. Il gruppo di lavoro delle Affiliate Institutions CC Italia è formato da Marco Ricolfi, Marco Ciurcina, Massimo Travostino, Nicola Bottero, Samantha Zanni, Alessandro Cogo e Juan Carlos De Martin; parteciperanno ad alcuni incontri anche Lorenzo Benussi e Alberto Gilardi. L'interazione con la comunità avverrà prevalentemente tramite la mailing list e un wiki. Il 2004 vede la nascita delle bozze 1.0 e 2.0 della traduzione in italiano delle licenze e della loro pubblicazione su wiki per permettere una libera discussione. La presentazione delle licenze Creative Commons italiane avviene il 16 dicembre a Torino presso la Fondazione Giovanni Agnelli. Nel gennaio del 2005 Juan Carlos De Martin, ricercatore presso l'IEII-CNR di Torino e docente presso il Politecnico di Torino, viene nominato Lead Creative Commons Italia mentre Il prof. Marco Ricolfi assume il ruolo di coordinatore scientifico del gruppo di lavoro
giuridico CC Italia. Il 29 aprile 2006 viene presentata la versione 2.5 delle licenze Creative Commons italiane. Nel 2005 e 2006 vengono organizzati degli incontri nazionali Creative Commons Italia su diversi temi (multimedia, editoria, musica, archivi, open access).

Le quattro clausole delle licenze Creative Commons


Le licenze Creative Commons sono nate negli USA appoggiandosi al
sistema giuridico locale. Sono state quindi adattate al sistema
giuridico italiano, dove il diritto d'autore è regolato dalla legge
633/41. L'autore diventa detentore dei diritti nel momento
dell'estrinsecazione dell'opera creativa, secondo la L. 633/41, art. 6

« Il
titolo originario dell'acquisto del diritto di autore è costituito
dalla creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro
intellettuale »


Inoltre tutti i diritti sono riservati all'autore (art.13 / 18bis).
Le sei licenze Creative Commons (definite dalla combinazione di
quattro attributi) stabiliscono in modo esplicito quali sono i diritti
riservati, modificando quindi la regola di default in cui tutti i
diritti sono riservati.
Attribuzione (by)


Bisogna sempre indicare l'autore dell'opera (attributo obbligatorio)
in modo che sia possibile attribuirne la paternità come definito dagli
artt. 8 e 20 lda:

« È
reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è in essa
indicato come tale, nelle forme d'uso, ovvero, è annunciato come tale
nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radiodiffusione
dell'opera stessa. Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d'arte, la
sigla o il segno convenzionale, che siano notoriamente conosciuti come
equivalenti al nome vero. »

(art. Cool



« [...] l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera [...] »

(art. 20)
Non uso commerciale (nc)


Non sono consentiti usi commerciali dell'opera creativa come definito dal secondo comma dell'art. 12:

« l'autore ha altresì [...] il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera [...] »


Con il secondo attributo si definisce come diritto esclusivo
dell'autore il solo uso commerciale dell'opera creativa. I diritti di
riproduzione (art. 13), di trascrizione (art. 14), di esecuzione (art.
15), di comunicazione al pubblico (art. 16), di distribuzione (art. 17) e
di noleggiare (art. 18bis) definiti dalla L633/41 non sono esplicitati
nella licenza e pertanto non sono considerati diritti esclusivi
dell'autore. Chiunque può riprodurre, trascrivere, eseguire e
distribuire purché non a scopo di lucro, attribuendo sempre la paternità
come definito nel primo attributo. Tuttavia le limitazioni sullo
sfruttamento economico dell'opera sono limitate al settantesimo anno
solare dopo la morte dell'autore come specificato dall'art. 25 lda.
Non opere derivate (nd)


Non sono consentite elaborazioni dell'opera creativa come definito dall'art 20



« [...]
l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e
di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione,
ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di
pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione »
Condividi allo stesso modo (sa)


Si può modificare l'opera ma l'opera modificata deve essere
rilasciata secondo le stesse condizioni scelte dall'autore originale.

« Senza
pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì
protette le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali
le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma
letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono
un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le
riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale. »

(art 4)

In particolare le sei licenze pubbliche Creative Commons sono:

  • Attribuzione
  • Attribuzione - Non opere derivate
  • Attribuzione - Non Commerciale
  • Attribuzione - Condividi allo stesso modo
  • Attribuzione - Non opere derivate, Non commerciale
  • Attribuzione - Non commerciale, Condividi allo stesso modo


Ultima modifica di Admin il Mar 3 Mag 2011 - 10:37, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Creative commons - spiegazioni   Mar 3 Mag 2011 - 10:30

Per chi non ha voglia di leggersi tutto subito... ^^

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