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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Viaggio a Ixtlan- Le lezioni di don Juan

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Tila
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MessaggioOggetto: Viaggio a Ixtlan- Le lezioni di don Juan   Gio 19 Mag 2011 - 10:27

Buondì a tutti,

come sempre prima di parlarvi del suo terzo libro vi invito a visionare il seguente link dove troverete l'area dedica all'autore:

http://sciamanesimo.forumattivo.com/f8-toltec-shamanism-carlos-castaneda-sciamanesimo-tolteco-castaneda

Buona lettura!


TITOLO: Viaggio a Ixtlan - Le lezioni di don Juan
AUTORE: Carlos Castaneda
EDITORE: Rizzoli (nel 1973 Astrolabio)


Poco a poco Castaneda ci fa conoscere, attraverso il suo terzo libro, cosa significa diventare guerriero e la via che deve percorrere.

Usando ancora il metodo della narrazione vuole avvicinare il lettore alla comprensione dei termini come il non-fare, la storia personale, fermare il mondo, la morte come messaggero...

Riporto alcuni brani...

"Ti senti come una foglia in balia del vento, non è vero?", disse alla fine guardandomi fisso.
Era esattamente come mi sentivo. (Pag. 108)



"Non importa quanto ti piaccia provare dolore per te stesso, è una cosa che devi cambiare", disse in tono dolce. "Non si addice alla vita di un guerriero". (Pag. 109)

"La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d'animo di un guerriero", disse. "Non serve a nulla essere tristi, lagnarsi e sentire di essere giustificati nel farlo, credere che qualcuno ci faccia sempre qualcosa. Nessuno fa nulla a nessuno, tanto meno a un guerriero.
"Tu sei qui, con me, perchè vuoi essere qui. Dovresti ormai essertene assunto la piena responsabilità; perciò l'idea che tu sia in balia del vento è inammissibile". (Pag. 109)


Guardai don Juan, mi fissava.
"Si può sopravvivere sul sentiero della conoscenza solo vivendo come un guerriero", disse. "Perchè l'arte del guerriero consiste nell'equilibrare il terrore dell'esser uomo con la" meraviglia dell'esser uomo". (Pag. 244)


Tila

FONTE: Viaggio a Ixtlan - Le lezioni di don Juan di Carlos Castaneda Ed. Rizzoli


Ultima modifica di Tila il Gio 19 Mag 2011 - 12:06, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Viaggio a Ixtlan- Le lezioni di don Juan   Gio 19 Mag 2011 - 10:29

Riporto un documento di wikipedia inglese che tratta di questo libro.

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Journey_to_Ixtlan

Journey to Ixtlan
From Wikipedia, the free encyclopedia

Journey to Ixtlan is the third book by Carlos Castaneda. It was published as a work of non-fiction by Simon & Schuster in 1972.[1]

The title of this book is taken from an allegory that is recounted to Castaneda by his "benefactor" who is known to Carlos as Don Genaro ( Genaro Flores ), a close friend of his teacher don Juan Matus. 'Ixtlan' turns out to be a metaphorical hometown ( or Place / Position of Being ) to which the "sorcerer" or warrior or man of knowledge without reason or thoughts is drawn to return. This is because his elevated perspective leaves him little in common with ordinary people, who now seem no more substantial to him than "phantoms". The point of the story is that a man of knowledge, or sorcerer, is a changed being, or a Human closer to his true state of Being, and for that reason he can never truly go 'home' to his old lifestyle again.

In Journey to Ixtlan Castaneda essentially reevaluates the teachings up to that point. He discusses information that was apparently missing from the first two books regarding stopping the world which previously he had only regarded as a metaphor.

He also finds that psychotropic plants, knowledge of which was a significant part of his apprenticeship to Yaqui shaman don Juan Matus, are not as important in the world view as he had previously thought. In the introduction he writes:

My basic assumption in both books has been that the articulation points in learning to be a sorcerer were the states of nonordinary reality produced by the ingestion of psychotropic plants...
My perception of the world through the effects of those psychotropics had been so bizarre and impressive that I was forced to assume that such states were the only avenue to communicating and learning what Don Juan was attempting to teach me. That assumption was erroneous.

In the book don Juan takes Carlos on these various degrees of apprenticeship, in response to what he believes are signals from the supernatural world, "The decision as to who can be a warrior and who can only be a hunter is not up to us. That decision is in the realm of the powers that guide men."[2]

The book shows a progression between different states of learning, from hunter, to warrior, to man of knowledge or sorcerer, the difference said to be one of skill level and the type of thing hunted, "...a warrior is an impeccable hunter that hunts power. If he succeeds in his hunting he becomes a man of knowledge."[3]

Throughout the book Castaneda portrays himself as skeptical and reserved in his explanations of the phenomena at hand, but by the end of the book Castaneda's rationalist worldview is seen to be breaking down in the face of an onslaught of experiences that he is unable to explain logically.

References

^ Castaneda, Carlos. Journey to Ixtlan. New York: Simon & Schuster, 1972.
^ Journey to Ixtlan, p107
^ Journey to Ixtlan, p123

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MessaggioOggetto: Re: Viaggio a Ixtlan- Le lezioni di don Juan   Mer 29 Giu 2011 - 10:17

Vorrei riportare ancora un paio di stralci di questo libro che a mio avviso sono importanti per intraprendere questo viaggio verso la consapevolezza.

FONTE: Viaggio a Ixtlan - Le lezioni di don Juan di Carlos Castaneda Ed. Rizzoli

Don Juan sorrise.
"Genaro ha raccontato la sua storia a te", disse, "perchè ieri tu hai fermato il mondo, e perchè pensa anche che hai visto, ma sei un tale
sciocco che non lo sai nemmeno tu. Continuo a dirgli che sei strano e che presto o tardi vedrai. In ogni caso, nel tuo prossimo incontro, se
per te ci sarà una seconda volta, dovrai lottare con l'alleato e domarlo.

Se sopravvivi alla scossa,e ne sono sicuro perchè sei forte e vivi come un guerriero, ti ritroverai vivo in un paese sconosciuto. Allora, come
è naturale per tutti noi, la prima cosa che vorrai fare sarà prendere la via del ritorno a Los Angeles, ma non c'è via di ritorno a Los Angeles.

Quello che hai lasciato là è perduto per sempre. Allora, naturalmente, sarai uno stregone, ma non avrà importanza; in un momento come
quello l'importante per tutti noi è il fatto che tutto ciò che amiamo, odiamo o desideriamo è rimasto alle nostre spalle. Tuttavia i sentimenti
di un uomo non muoiono né cambiano, e lo stregone prende la via del ritorno sapendo che non arriverà mai, sapendo che nessun potere
sulla terra, nemmeno la sua morte, lo porterà al posto, alle cose, alle persone che amava. Questo ti ha detto Genaro". (pag. 242)



Credo che una volta iniziato il viaggio e preso coscienza di alcune cose, una volta che si riesce a intravedere un pochino di più si arriva a fare una scelta proseguire il viaggio vivendo da guerriero oppure rinunciare, ma in entrambi i casi si è cambiati dentro e nulla, secondo me, sarà più come prima.

Anche se, come ho detto prima, si arriva a fare una scelta credo che quella di rinunciare sia la peggiore, nel caso di Carlos Castaneda ad esempio dopo aver avuto quel genere di esperienze e dopo che il corpo ha imparato così tanto non può certo dimenticare...noi purtroppo o per fortuna secondo i diversi punti di vista non abbiamo un comando delete o format del cervello Smile

Rinunciare sarebbe stato come rimanere sospesi nel vuoto e non andare da nessuna parte, e il mondo non avrebbe comunque più avuto un aspetto familiare...


FONTE: Viaggio a Ixtlan - Le lezioni di don Juan di Carlos Castaneda Ed. Rizzoli

"Ma se non senti che è la tua ora, non andare all'appuntamento”, continuò. "Non si guadagna nulla forzando le cose. Se vuoi sopravvivete
devi essere limpido come il cristallo e mortalmente sicuro di te". (pag. 244)



Anche se in questo caso don Juan si riferiva all'incontro con l'alleato trovo che questo monito sia più adeguato per tutto il viaggio in sè, più volte abbiamo consigliato di non avere fretta, ognuno ha i suoi tempi e le sue modalità.

Non porta a nulla ad essere impazienti anzi, per poter viaggiare bisogna perseverare, avere molta pazienza e costanza il tutto senza che il viaggio diventi una fissazione...ma queste sono solo alcune mie considerazioni.


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MessaggioOggetto: Re: Viaggio a Ixtlan- Le lezioni di don Juan   Oggi a 18:24

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