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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Toltec - Castaneda

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Tila
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MessaggioOggetto: Toltec - Castaneda    Lun 15 Ago 2011 - 16:30

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Toltec_%28Castaneda%29

Toltec (Castaneda)
From Wikipedia, the free encyclopedia

The term "Toltec" is used in the works of writer Carlos Castaneda to denote a person who has achieved a high state of spiritual awareness.

Castaneda makes it clear that his use of the term is specialized, and is not related to the Toltec people or culture referred to in the ethnohistory and mythology of pre-Columbian Mesoamerica in the Postclassic period.

Via the character and reported conversations of his alleged teacher don Juan Matus, a Yaqui Indian whose existence has been doubted by anthropologists and other researchers,[1] Castaneda maintains that while the peak of "civilization" in the accepted Western sense (which may be thought to include technological advances, science and logical progression in most fields) is occurring right now, the ability to understand, manipulate and subjugate the processes of the "physical" mind and the phenomena of magic, belief, shamanism and other states of non-ordinary reality peaked then waned with the Toltecs and has now almost entirely been lost.

Don Juan insists that a man of knowledge knows that everything is not knowable or explicable by science and that logic itself is just one tool for exploring the universe.[citation needed]

Don Juan referred to the Toltecs as being the Sorcerers of Ancient Mexico 10,000 years ago.[citation needed]


See also

Bibliography of Carlos Castaneda



Notes

^ Marshall 2007



References

Marshall, Robert (12 April 2007). "The dark legacy of Carlos Castaneda". Salon.com (San Francisco, CA: Salon Publishing Group). Retrieved 2009-05-06.

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MessaggioOggetto: Re: Toltec - Castaneda    Mer 17 Ago 2011 - 10:04

Come abbiamo visto, nel precedente articolo, la definizione di Toltechi di Carlos Castaneda è diversa da quella che siamo abituati a pensare.

Ma non è l'unica parola ad avere un altro significato da quello dell'inventario comune della nostra cultura.

Per comprendere la tradizione Tolteca dovrete assicurarvi di non collocarla in nessun contesto socio-culturale che conoscete associato alla parola Toltechi. Dovrete cioè eliminare le etichette.

Non voglio con questo mio topic affrontare il discorso sulla veridicità o meno di ciò che ha scritto CC ma riportare in parte quanto si racconta nelle testimonianze scritte, anche da altri autori, sulla storia degli uomini di conoscenza chiamati Toltechi, sulla visione Tolteca, i loro precetti e quant'altro li riguarda.

Come vedremo anche altri autori, come Mares e Ruiz, parlano di Toltechi se tratto qui l'argomento è solo perchè Castaneda è stato uno dei primi (se non il primo) a riportare in vita e a parlare della tradizione Tolteca che sino a quando non fu pubblicato il suo primo libro nel 1968, Gli insegnamenti di don Juan - A scuola dallo Stregone edito prima dalla casa editrice Astrolabio ed ora dalla Rizzoli, sembrava essere persa e dimenticata; questo perchè, come per molte culture, le tradizioni venivano tramandate solamente tramite una rigida tradizione orale e tra i membri dello stesso lignaggio.

Lo stesso Castaneda nei suoi libri tratta l'argomento in più riprese, raccontando attraverso le conversazioni con don Juan frammenti della storia e le tecniche Tolteche di volta in volta attraverso i suoi testi. Cosa tra l'altro che ha suscitato diverse polemiche.

Si narra che in un tempo molto lontano vi erano gruppi di persone, che don Juan chiamava veggenti Toltechi, che scoprirono l'esistenza di una percezione diversa, il "vedere", e l'esistenza di altre realtà che possiamo definire aliene a quelle che comunemente conosciamo.

C'è da premettere che in altri testi la storia è ancora più remota, dal libro di Mares: Il ritorno dei guerrieri narra di persone provenienti da un altro mondo, in un esilio semi-volontario (del perchè e della provenienza non ne fa cenno), che una volta impiantati in questo pianeta si accorsero delle difficoltà e dei limiti alle quali dovevano sopperire, perciò la loro forma umana divenne prigioniera in ciò che era la materia. Incominciarono a perdere il loro sapere, la memoria e la loro cultura, ne seguì un lungo periodo oscuro e disperato. Alcuni sacerdoti e sacerdotesse incominciarono ad incarnarsi recuperando le loro antiche memorie...

Tornando a quanto è raccontato da don Juan questi veggenti erano alla ricerca della verità, della sobrietà e della disciplina, dopo varie generazioni riuscirono ad affinare il "vedere".

La parola "vedere" non è intesa come vedere qualcosa con gli occhi ma (in parole povere) il "vedere" come percezione totale da parte del corpo energetico. (Questo argomento cercheremo di trattarlo successivamente in un topic dedicato).

Da qui seguirono i nove precetti (che troverete in questo link: http://sciamanesimo.forumattivo.com/t1145-la-padronanza-della-consapevolezza-verita-della-consapevolezza ) e le basi dello sciamanesimo Tolteco.

Per il momento mi fermo qui, inserisco qualche stralcio dai libri di riferimento...


"Molto prima che gli spagnoli giungessero in Messico " disse "c'erano degli straordinari veggenti toltechi, uomini capaci di azioni incredibili. Erano l'ultimo anello di una catena di conoscenza lunga migliaia di anni."
"Questi veggenti toltechi erano uomini straordinari; sciamani potenti, cupi e ossessionati che sceveravano misteri e conoscevano segreti arcani che utilizzavano per influenzare o soggiogare chi cadeva in mano loro. Sapevano come immobilizzare l'attenzione delle proprie vittime e fissarla a proprio piacimento." (Pag 15 - 16 Il fuoco dal profondo)

Don Juan allora mi spiegò che il suo uso del termine "tolteco" non corrispondeva al mio. Per me significava una cultura, l'impero tolteco. Per lui, il lemma voleva dire "uomo di conoscenza". Disse che nell'epoca cui si riferiva, secoli forse anche millenni prima della conquista spagnola, tutti quegli uomini di conoscenza vivevano all'interno di una vasta area geografica, a nord e a sud della valle del Messico e, si dedicavano a specifiche occupazioni: curare, fare incantesimi, raccontar storie, danzare, formulare oracoli, preparare cibi e bevande. Tali occupazioni favorivano una conoscenza particolare, una conoscenza che li differenziava dagli uomini comuni... (Pag. 18 Il fuoco dal profondo)

Fu solo nel periodo di immettersi nel mondo materiale, risultante con la perdita della memoria, che i veggenti Toltechi sperimentarono una cecità psichica temporanea. Tuttavia, una volta che alcuni di loro incominciarono a ricordare, questa naturale abilità di vedere ritornò e li rese abili di ricordare rapidamente le conoscenze passate acquisite sul loro mondo natale. Questa conoscenza consiste, quasi esclusivamente, in ciò che viene chiamato volontà – potere, nella matematica, nell’astronomia e nell’astrologia. I Toltechi erano così esperti nell’uso della volontà... (Pag. 16 - 17 Il ritorno dei guerrieri)



Bibliografia:

Il fuoco dal profondo di Carlos Castaneda Ed. Bur Rizzoli
Il ritorno dei guerrieri di Theun Mares Ed. Lionheart

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MessaggioOggetto: Re: Toltec - Castaneda    Lun 29 Ago 2011 - 16:09

Riporto uno stralcio della prefazione del libro I Quattro Accordi - guida pratica alla libertà personale un libro di saggezza Tolteca di don Miguel Ruiz Ed. Il punto d'incontro:

Migliaia di anni fa, i Toltechi erano noti nel Messico meridionale come "uomini e donne di conoscenza".
Gli antropologi li descrivono come una nazione o una razza, ma i Toltechi in realtà erano scienziati e artisti, che crearono una società volta a esplorare e conservare le conoscenze spirituali degli antichi.

Maestri (nagual) e studenti toltechi si incontravano a Teotihuacàn, il sito di piramidi appena fuori da Città del Messico, il cui nome significa: "Luogo dove l'uomo diventa Dio".

Nel corso dei secoli i nagual furono costretti a nascondere la sapienza ancestrale. La conquista europea, soprattutto, insieme ad un uso sbagliato del potere da parte di alcuni apprendisti, rese necessario difendere quella conoscenza da coloro che non erano preparati a usarla saggiamente o che avrebbero potuto servirsene per scopi personali.

Fortunatamente, la conoscenza esoterica tolteca fu incarnata e trasmessa di generazione in generazione da vari lignaggi di nagual. Restò velata per centinaia di anni, ma esistevano antiche profezie che parlavano di un'epoca in cui sarebbe stato necessario restituire la conoscenza alla gente.



Come avrete notato queste testimonianze, di tre autori diversi, presentano varie similitudini.


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MessaggioOggetto: Re: Toltec - Castaneda    Oggi a 15:19

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