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 Bardana - Burdock

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Tila
Iniziato Sciamano
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MessaggioOggetto: Bardana - Burdock   Mer 21 Set 2011 - 15:27


QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.



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Oggi vedremo un antibiotico naturale, un tonico per il fegato, purifica il sangue, impiegata anche nella Medicina Tradizionale Cinese, utle per reumatismi, problemi generali della pelle...beh ve lo devo dire che questa pianta, insieme al Tarassaco ad esempio, è una di quelle piante dalle molteplici proprietà ed una vera alleata per la nostra salute.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Lappa_major

Arctium lappa
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Bardana maggiore (Arctium lappa L., 1753) è una pianta erbacea, eretta e biennale, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Arctium_lappa.jpg

Etimologia

Il nome Arctium, come tanti altri, fu introdotto nella sistematica da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso. Probabilmente si fa riferimento alla villosità e all’aspetto ispido della pianta.
Il nome della specie potrebbe derivare dal celtico: llap che in questa lingua vuol dire mano. Infatti il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa gli passi vicino.
Mentre un’altra etimologia lo fa derivare dal greco: labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali.
La pianta risulta conosciuta fin dall’antichità. Si hanno notizie di antica data della sua coltivazione come ortaggio e pianta medicinale.

Morfologia

La forma biologica della pianta è emicriptofita bienne (H bienn): si tratta quindi di una pianta a ciclo di sviluppo biennale, mentre la riproduzione avviene tramite gemme poste a livello del terreno.

Radici

La radice è grossa e fittonante.

Fusto

Il fusto è eretto, pubescente, ramificato e spesso arrossato. L’altezza complessiva varia da 80 a 200 centimetri.

Foglie
Foglie cauline: sessili e cuoriformi.

Foglie basali: picciolate a lamina ovata o cuoriforme. Glabre nella parte superiore e biancastre e ragnatelose inferiormente. In genere sono ruvide al tatto.
Foglie cauline: alterne, sessili e lanceolate.


Infiorescenza

L'infiorescenza è costituita da capolini sferici (3–4 cm) riuniti in corimbi non rigorosi (i corimbi si formano solo sui rami superiori) e singolarmente circondati da squame verdi in molte serie (involucro formante un riccio di aculei uncinati).

Fiori


I fiori, ermafroditi e attinomorfi, sono unicamente tubulosi (lunghezza 15 millimetri). La corolla tende al violetto o rosso porporino.
Gli stami sono formati da filamenti distinti e sono glabri. Anche gli stimmi sono glabri ed hanno un ciuffo di peli all’apice dello stilo.
Periodo di fioritura: da luglio a settembre.
Impollinazione tramite farfalle (diurne e notturne).

Frutti

Il frutto è un achenio di 6-7 millimetri. Il pappo presenta delle brevi setole.


Distribuzione e habitat

Il tipo corologico è Euroasiat. - Temp: quindi è una pianta diffusa nelle zone temperate dell'Europa e dell'Asia (compreso Giappone).
In Italia è abbastanza comune in tutta la penisola (anche se in certe zone è considerata rara), ma è assente nelle isole. Il suo habitat naturale è rappresentato dai prati incolti ma anche dalle aree antropizzate (lungo le siepi) e dai boschi. La specie è nitrofila.
Diffusione altitudinale: 0 - 1.100 m s.l.m..

Sistematica

Il genere Arctium si compone di una mezza dozzina di specie, quasi tutte presenti in Italia e molto simili fra loro per cui facilmente sono confondibili. In natura esistono inoltre molti ibridi in quanto le singole specie sono interfertili

Specie simili:

Arctium minus (Hill) Bernh. - Bardana minore: è meno grande e meno vigorosa della Bardana maggiore (i capolini hanno dimensione di 1-2 millimetri). Inoltre le foglie sono più strette.
Arctium nemorosum Lej. et Court. - Bardana selvatica: spesso confusa con la nostra pianta in quanto si trova nelle stesse zone (in più è presente anche in Sicilia) ma si differenzia per la diversa ramificazione che conferisce alla pianta un aspetto piramidale e per le squame involucrali colorate diversamente (arrossate e giallastre anziché verdi).



Usi

Medicinale

Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti:

lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo);
nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio;
acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico;
composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprieta' antibiotiche in generale);
principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina;
inulina, tanninini e resine.

La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica.
La medicina popolare la indica valida per cure depurative inizio stagione (primavera) in generale e particolarmente per depurare il sangue. Le sue cure sono utili per chi soffre di acne, sfoghi della pelle, infiammazioni cutanee (queste indicazioni derivano soprattutto dalla medicina cinese che la usa molto).
Perché l’azione depurativa sia valida le radici devono essere raccolte al primo anno prima della fioritura o a pianta in riposo autunnale.
I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici.
I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.

Culinario

Per utilizzi alimentari si usano le foglie, le radici e i semi. L’Oriente (fino in Giappone dove è divenuto un ortaggio popolare col nome di gobo) ha un ricca tradizione di ricette alimentari con questa pianta. Possono essere mangiati anche i gambi crudi in insalata (ma prima vanno privati della corteccia esterna e comunque devono essere prelevati da una pianta giovane).

Curiosità

Studiando la particolare caratteristica dei suoi capolini ricurvi, utilizzati per la dispersione dei suoi semi attraverso gli animali (dipersione zoocora), la cui caratteristica più nota è quella di attaccarsi ai vestiti, sembra che abbiano ispirato l'inventore del sistema apri e chiudi: il velcro.

Bibliografia

Maria Teresa Della Beffa, Fiori di campo: conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più note, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1999. ISBN 88-415-6401-6
Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, Volume 3, p. 140. ISBN 88-506-2310-0
Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
Andrea Lugli, Conoscere le piante medicinali, San Sepolcro (AR), Aboca, 2010. ISBN 978-8895642390

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Arctium

Arctium
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Arctium è un genere di piante della famiglia delle Asteraceae, caratterizzato da capolini le cui brattee terminano con dei "ganci", che gli conferiscono la capacità di attaccarsi ai vestiti o al pelo degli animali.

Tassonomia

Il genere Arctium appartiene alla tribù delle Cardueae, raggruppamento della famiglia delle Asteraceae (o Compositae) che la classificazione tradizionale attribuisce alla sottofamiglia Cichorioideae[1] ma che secondo più recenti analisi cladistiche va collocato nella sottofamiglia Carduoideae[2].
Comprende le seguenti specie:

Arctium chaorum
Arctium czerepninii
Arctium lappa - bardana comune
Arctium minus - artiglio minore
Arctium nemorosum (sin.: A. glabrescens) - bardana selvatica
Arctium platylepis
Arctium tomentosum - bardana lanuta
Arctium vulgare


Usi

Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

La medicina tradizionale attribuisce alla bardana una proprietà diuretica e di purificazione del sangue. In passato era consigliata anche contro artriti, ulcere, problemi allo stomaco, alopecia, psoriasi, impurità della pelle, prolasso uterino e per la cura delle ferite.

Attualmente è consigliata nel trattamento della pelle grazie all'utilizzo di decotti, estratti e impacchi che danno un certo giovamento per combattere l'acne, la foruncolosi e le pelli grasse. Fondamentalmente, la bardana ha una funzione depurativa, diuretica e stimola le funzioni epatobiliari.[3]

Vengono utilizzate le radici di Arctium lappa raccolte nell'autunno del primo anno o nella primavera del secondo ed essiccate come anche quelle di Arctium minus e di Arctium tomentosum. Le radici di bardana vengono, più raramente, offerte sul commercio come Bardanae radix.

Sostanze contenute sono lignina, arctiina, inulina (A. lappa 45-70 %, A. minus 20-27 %, A. tomentosum fino a 19 %), mucose, quantità minori di olio eterico polina, derivati di acidi di caffeina e di acido tarassinico (sesquiterpenlactone).

Un suffumigio di radici di bardana, occasionalmente anche di parti di pianta della parte superiore del terreno tagliati di recente o essiccati, serve per l'applicazione interna. Nelle applicazioni esterne, l'olio di radici di bardana viene applicato contro l'alopecia. Se ne sconsiglia l'applicazione in gravidanza.


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lopian_pole.jpg?uselang=it


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:ArctiumLappa4.jpg?uselang=it

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Greater_Burdock

Greater burdock
From Wikipedia, the free encyclopedia

Greater burdock, Edible burdock, or Lappa Burdock is a biennial plant of the Arctium (burdock) genus in the Asteraceae family, cultivated in gardens for its root used as a vegetable.

Description

Greater Burdock is rather tall, reaching as much as 2 metres. It has large, alternating, cordiform leaves that have a long petiole and are pubescent on the underside.

The flowers are purple and grouped in globular capitula, united in clusters. They appear in mid-summer, from July to September.[1] The capitula are surrounded by an involucre made out of many bracts, each curving to form a hook, allowing them to be carried long distances on the fur of animals. The fruits are achenes; they are long, compressed, with short pappuses.

The fleshy tap-root can grow up to 1m long.

Distribution and ecology

This species is native to the temperate regions of the old world, from Scandinavia to the Mediterranean, and from the British Isles through Russia, and the Middle East to China and Japan, including India.

It is naturalized almost everywhere and is usually found in disturbed areas, especially in soil rich in nitrogen. It is commonly cultivated in Japan where it gives its name to a particular construction technique, burdock piling.

The leaves of Greater Burdock provide food for the caterpillars of some Lepidoptera, such as the Thistle Ermine (Myelois circumvoluta).

Culinary use

Greater burdock was used during the Middle Ages as a vegetable, but now it is rarely used, with the exception of Japan where it is called gobō (牛蒡 or ゴボウ), Taiwan (牛蒡), Korea where it is called ueong (우엉), Italy, Brazil and Portugal, where it is known as bardana or "garduna". Plants are cultivated for their slender roots, which can grow about 1 meter long and 2 cm across.

Immature flower stalks may also be harvested in late spring, before flowers appear. The taste resembles that of artichoke, to which the burdock is related.

In the second half of the 20th century, burdock achieved international recognition for its culinary use due to the increasing popularity of the macrobiotic diet, which advocates its consumption. The root contains a fair amount of gobō dietary fiber (GDF, 6g per 100g), calcium, potassium, amino acids,[1] and is low calorie. It contains polyphenols that causes darkened surface and muddy harshness by formation of tannin-iron complexes. Those polyphenols are caffeoylquinic acid[disambiguation needed] derivatives.[2]

The root is very crisp and has a sweet, mild, and pungent flavor with a little muddy harshness that can be reduced by soaking julienned/shredded roots in water for five to ten minutes. The harshness shows excellent harmonization with pork in miso soup (tonjiru) and takikomi gohan (a Japanese-style pilaf).

A popular Japanese dish is kinpira gobō, julienned or shredded burdock root and carrot, braised with soy sauce, sugar, mirin and/or sake, and sesame oil. Another is burdock makizushi (rolled sushi filled with pickled burdock root; the burdock root is often artificially colored orange to resemble a carrot). In Kyoto, gobō can also be found as a snack food similar to potato chips. The root is eaten cooked and the young sprout can be eaten just like asparagus. Gobo is also used in tempura.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Arctium_lappa02.jpg

Use in traditional medicine

Folk herbalists consider dried burdock to be a diuretic, diaphoretic, and a blood purifying agent.[3] Various parts are used to prevent baldness and to treat rheumatoid arthritis, skin infections, acne, boils, bites, eczema, herpes, impetigo, rashes, ringworm, sore throat, sciatica, poison ivy and poison oak, as a tonic, diuretic and mild laxative, to stimulate bile production and to induce sweating.[4] The seeds of greater burdock are used in traditional Chinese medicine, under the name niupangzi (Chinese: 牛蒡子; pinyin: niúpángzi;[citation needed] some dictionaries list the Chinese as just 牛蒡 niúbàng.)[citation needed]

Seeds contain arctigenin which may help memory.[5] Arctiin and its aglucone, arctigenin has showen potent in vitro antiviral activities against influenza A virus in mice.[6]Arctiin is transformed into a number of estrogenic metabolites by human intestinal bacteria.[7] Arctigenin is has demonstrated antiinflamatory activity (in vitro)[8]

Burdock is one ingredient in Essiac.[9]The seeds have shown some anticancer activity in vitro.[10]


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Burdock

Burdock
From Wikipedia, the free encyclopedia

Burdock is any of a group of biennial thistles in the genus Arctium, family Asteraceae. Native to the Old World, several species have been widely introduced worldwide.[2]

Plants of the genus Arctium have dark green leaves that can grow up to 28" (71 cm) long. They are generally large, coarse and ovate, with the lower ones being heart-shaped. They are woolly underneath. The leafstalks are generally hollow. Arctium species generally flower from July through to October.

The prickly heads of these plants (burrs) are noted for easily catching on to fur and clothing (being the inspiration for Velcro[3]), thus providing an excellent mechanism for seed dispersal.[2] Burrs cause local irritation and can possibly cause intestinal hairballs in pets. However, most animals avoid ingesting these plants.

A large number of species have been placed in genus Arctium at one time or another, but most of them are now classified in the related genus Cousinia. The precise limits between Arctium and Cousinia are hard to define; there is an exact correlation between their molecular phylogeny. The burdocks are sometimes confused with the cockleburs (genus Xanthium) and rhubarb (genus Rheum).

The roots of burdock, among other plants, are eaten by the larva of the Ghost Moth (Hepialus humuli). The plant is used as a food plant by other Lepidoptera including Brown-tail, Coleophora paripennella, Coleophora peribenanderi, the Gothic, Lime-speck Pug and Scalloped Hazel.

The green, above-ground portions may cause contact dermatitis in humans due to the lactones the plant produces.


FONTE IMMAGINE:http://en.wikipedia.org/wiki/File:Villtakjas_2008.jpg

Uses

Food and drink

The taproot of young burdock plants can be harvested and eaten as a root vegetable. While generally out of favour in modern European cuisine, it remains popular in Asia. In Japan, A. lappa (Greater burdock) is called "gobō" (牛蒡 or ごぼう); in Korea burdock root is called "u-eong" (우엉) and sold as "tong u-eong" (통우엉), or "whole burdock". Plants are cultivated for their slender roots, which can grow about 1 metre long and 2 cm across. Burdock root is very crisp and has a sweet, mild, and pungent flavour with a little muddy harshness that can be reduced by soaking julienned or shredded roots in water for five to ten minutes. Immature flower stalks may also be harvested in late spring, before flowers appear; their taste resembles that of artichoke, to which the burdock is related. Leaves are also eaten in springs in Japan when a plant is young and leaves are soft. Some A. lappa cultivars are specialized in this purpose. A popular Japanese dish is kinpira gobō (金平牛蒡), julienned or shredded burdock root and carrot, braised with soy sauce, sugar, mirin and/or sake, and sesame oil; another is burdock makizushi (sushi filled with pickled burdock root; the burdock root is often artificially coloured orange to resemble a carrot).

In the second half of the 20th century, burdock achieved international recognition for its culinary use due to the increasing popularity of the macrobiotic diet, which advocates its consumption. It contains a fair amount of dietary fiber (GDF, 6g per 100g), calcium, potassium, amino acids,[4] and is low in calories. It contains a polyphenol oxidase,[5] which cause its darkened surface and muddy harshness by forming tannin-iron complexes. Burdock root's harshness harmonizes well with pork in miso soup (tonjiru) and with Japanese-style pilaf (takikomi gohan).

Dandelion and burdock is today a soft drink that has long been popular in the United Kingdom, which has its origins in hedgerow mead commonly drunk in the medieval period.[citation needed] Burdock is believed to be a galactagogue, a substance that increases lactation, but it is sometimes recommended to be avoided during pregnancy based on animal studies that show components of burdock to cause uterus stimulation.[6]

In parts of the US (notably western New York), burdock stalks are eaten as a substitute for cardoon. The stalks are peeled, scrubbed, boiled in salt water, and fried in an egg and breadcrumb batter.

Traditional medicine

Folk herbalists consider dried burdock to be a diuretic, diaphoretic, and a blood purifying agent. The seeds of A. lappa are used in traditional Chinese medicine, under the name niupangzi (Chinese: 牛蒡子; pinyin: niúpángzi; Some dictionaries list the Chinese as just 牛蒡 niúbàng.)

Burdock is a traditional medicinal herb that is used for many ailments. Burdock root oil extract, also called Bur oil, is popular in Europe as a scalp treatment applied to improve hair strength, shine and body, help reverse scalp conditions such as dandruff, and combat hair loss. Modern studies[citation needed] indicate that burdock root oil extract is rich in phytosterols and essential fatty acids (including rare long-chain EFAs), the nutrients required to maintain a healthy scalp and promote natural hair growth. It combines an immediate relieving effect with nutritional support of normal functions of sebaceous glands and hair follicles According to some European herbalists, combining burdock root oil with a nettle root oil and massaging these two oils into the scalp every day has a greater effect than Bur oil alone.[citation needed]

Burdock leaves are used by some burn care workers for pain management and to speed healing time in natural burn treatment.[7] Burn care workers hold that it eases dressing changes and appears to impede bacterial growth on the wound site and that it also provides a great moisture barrier.

Burdock seed is a known antibiotic.

French Cloth

In the early 1700s, Frenchmen introduced these by the thousands into North America. They used it exclusively as a cotton twill. But once the cotton gin was invented, the Frenchmen left, and the burdock spread incredibly quickly.[citation needed] The Frenchmen left during the windy season, and it spread even more. Burdock is considered an invasive species in North America.

Burdock and Velcro

After taking his dog for a walk one day in the early 1940s, George de Mestral, a Swiss inventor, became curious about the seeds of the burdock plant that had attached themselves to his clothes and to the dog's fur. Under a microscope, he looked closely at the hook-and-loop system that the seeds use to hitchhike on passing animals aiding seed dispersal, and he realised that the same approach could be used to join other things together. The result was Velcro.[3]

Tolstoy

The Russian writer Leo Tolstoy wrote in his journal, in 1896, about a tiny shoot of burdock he saw in a ploughed field, "black from dust but still alive and red in the center … It makes me want to write. It asserts life to the end, and alone in the midst of the whole field, somehow or other had asserted it."

Species

Arctium lappa : Greater Burdock, Gobō
Arctium minus : Lesser Burdock, Burweed, Louse-bur, Button-bur
Arctium minus nemorosum (=Arctium vulgare) : Woodland Burdock, Wood Burdock
Arctium pubens : Common Burdock
Arctium tomentosum : Downy Burdock, Woolly Burdock


Safety

Because the roots of burdock resemble those of Deadly nightshade (also known as belladonna or Atropa belladonna), which is extremely poisonous, it is sometimes cautioned as a safety risk. Given that the plants above ground are readily distinguishable, and chiefly because their habitats rarely overlap, it is unlikely that the toxic plant's root should be found beneath the foliage of the edible one's. However, positive identification is a necessary precondition to the consumption of any wild plant.


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Arctium_lappa_bgiu.jpg


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Arctium_lappa_7.JPG
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