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 Melograno - Pomegranate

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Tila
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MessaggioOggetto: Melograno - Pomegranate   Lun 17 Ott 2011 - 13:35


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Il melograno è ricco di significati, simbolismi; molti sono i miti legati a questa bellissima pianta.

Ma non è solo questo, è una pianta dalle molteplici proprietà, è astringente, diuretica, antiossidante, ricca di vitamina A e B; secondo studi recenti sembra che sia molto utile per rallentare e prevenire molte forme di cancro.

Vi riporto stralci degli articoli di wikipedia, pertanto per approfondimenti vi consiglio la visione anche alle fonti orginali.

Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Punica_granatum

Punica granatum
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il melograno (Punica granatum, L.) è una pianta della famiglia delle Punicaceae (o Lythraceae secondo la classificazione AGP), originario di una regione che va dall'Iran alla zona himalayana dell'India settentrionale, e presente sin dall'antichità nel Caucaso, e nell'intera zona mediterranea.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Illustration_Punica_granatum1.jpg

Origine

Il melograno si ritiene originario dell'Asia sud – occidentale, ed è stato coltivato nelle regioni caucasiche da tempo immemorabile. È attualmente coltivato ampiamente in Armenia, Azerbaijan, Iran, Turchia, e nelle parti più aride del Sud-Est Asiatico, dall'Arabia al Pakistan, India, Malesia, Indonesia; è inoltre coltivato nelle regioni aride dell'Africa tropicale[2] È presente da epoca preistorica nell'area costiera nel bacino del Mediterraneo, risulta storicamente che vi sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci e in seguito dagli Arabi. Fu introdotto in America latina dai colonizzatori spagnoli nel 1769, ed è attualmente coltivato ampiamente in Messico e, negli Stati Uniti, in California ed Arizona.[3]

Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese, (Popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione.

Foglie e frutti

Le foglie sono opposte o sub opposte, lucide, strette ed allungate, intere, larghe 2 cm e lunghe 4–7 cm.

I fiori sono, nella specie botanica, di un vivo colore rosso, di circa 3 cm di diametro hanno tre-quattro petali (molti di più in alcune varietà orticole, alcune varietà da orto o da giardino sono coltivate solo per i fiori, alcune varietà sono a colore bianco o rosato).

Il frutto (melagrana) è una bacca (detta “Balausta”) di consistenza molto robusta, con buccia molto dura e coriacea, ha forma rotonda o leggermente allungata, a volte sub–esagonale, diametro da 5 a 12 cm, la dimensione è fortemente condizionata dalla varietà e, soprattutto, dalle condizioni di coltivazione. Il frutto ha diverse partizioni interne robuste che svolgono funzione di placentazione ai semi, detti arilli (fino a 600 ed oltre per frutto).[4] In alcune varietà i semi sono circondati da una polpa traslucida colorata dal bianco al rosso rubino, più o meno acidula e, nelle varietà a frutto commestibile dolce e profumata. Il frutto reca in posizione apicale (opposta al picciolo) una caratteristica robusta corona a quattro-cinque pezzi, che sono residui dl calice fiorale.

Esiste una varietà nana del Melograno, (P. granatum nana) caratterizzata da dimensioni molto più contenute in ogni parte della pianta (altezza, dimensioni delle foglie, dei fiori, dei frutti); i frutti inoltre non sono commestibili, privi di dolcezza sono acidi ed astringenti; questa varietà è di norma usata per Bonsai, o comunque come piccola pianta decorativa da vaso.

L'unica altra specie appartenente a Punica è la Punica protopunica (Melograno di Socotra), endemica dell'isola di Socotra. Differisce per avere fiori rossi, o rosa, di minori dimensioni, e frutti meno dolci.

Il nome "melograno" deriva dal latino malum ("mela") e granatum ("con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue come in Inglese “Pomegranate”, ed in Tedesco “Granatapfel, (mela coi semi). In Inglese antico era noto con il nome di "apple of Grenada" (mela di Granada).

La città spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno, in spagnolo (granada) ed in antico francese (la grenade) significavano appunto melograno, la denominazione della città spagnola deriva dalla introduzione del frutto operata dalla dominazione moresca in Spagna.

In italiano il nome melograno è derivato direttamente dal latino: malum punicum o malum granatum; in italiano il frutto è nominato col termine di “melagrana”.

Una radice del nome del melograno deriva dall'antico egiziano rmn, da questo deriva l'ebraico rimmôn, e l'arabo rummân.

Dall'arabo il termine passò ad altre lingue, come il Portoghese (romã),[5] nella lingua della Cabilia (rrumman) e nel ,altese ("rummien").

Per il colore dei numerosi semi, di un rosso traslucido brillante, racchiusi in un involucro robusto, il frutto ha colpito la immaginazione umana per essere un prodigio prezioso della natura, questa conclusione è ripresa da molte culture come quella ebraica, greca, babilonese, araba e cristiana. Il contrasto è ancora più accentuato dal fatto che la pianta viva in ambiente semi-desertico.

Simbolismo

Ebraismo

Il libro dell'Esodo (Esodo; 28:33 – 34) prescrive che le immagini delle melagrane siano applicate sugli abiti rituali dei Grandi Sacerdoti. Il libro dei Re (Re; 7:13 – 22) descrive i melograni rappresentati sui capitelli che erano sul fronte del Tempio di Salomone in Gerusalemme. La corona, che nella simbolistica ebraica indica la santità, sarebbe rappresentata anche dalla "corona", residuo del calice fiorale che permane nella parte apicale del frutto.

Il melograno è inoltre nella simbologia ebraica, simbolo di onestà e correttezza, dato che il suo frutto conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah, (365 divieti e 248 obblighi) osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo.

In realtà i semi della melagrana sono in numero variabile, (di certo circa 600), ma il frutto con i suoi semi ricorda quel numero, che come tanti altri, ha riferimenti precisi nella numerologia ebraica.

Il melograno per i suoi numerosi semi è simbolo di produttività, ricchezza e fertilità.

Quella della melagrana è una delle poche immagini che appaiono nelle vecchie monete della Giudea come simbolo santo. Attualmente molti rotoli della Torah quando non sono in lettura, e quindi sono avvolti, sono protetti da gusci in argento a forma di melagrane (rimmonim) .

Alcuni studiosi di teologia ebraica hanno supposto che il frutto dell'Albero della vita del “Giardino dell'Eden” fosse da intendersi in realtà come una melagrana.

La melagrana è uno dei sette frutti elencati nella Bibbia (Deu. 8:Cool, come speciali prodotti della “Terra Promessa”.


Antica Grecia

Il melograno del mito non è originario della Grecia, vi giunge dall'oriente, valorizzato come oggetto culturale e mitico da divinità anatoliche (Cibele), o mesopotamiche (Ishtar).

La mitologia importata confluisce in Grecia con numerosi riferimenti alle divinità greche al frutto ed ai semi del melograno, fra gli altri il mito di Persefone e quello di Era.

Un giorno importante della Chiesa ortodossa greca è la Presentazione di Maria, in tale ricorrenza è tradizionale in alcune regioni della Grecia la preparazione della tavola della "polysporia", anche nota con l'antico nome di "panspermia", con offerte di cibi e frutti della terra fertile, con evidenti richiami pagani a Dioniso.

Quando è acquistata una nuova casa è uso in Grecia mettere quale primo dono presso l'Iconostasi (altare domestico) della casa un frutto di melograno come simbolo di abbondanza, fertilità e buona fortuna.



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomegranate_opened.jpg


Cristianesimo

Il melograno è anche presente nella decorazione religiosa cristiana, soprattutto per gli abiti e paramenti dei sacerdoti per le funzioni religiose.

Alcuni dipinti a tema religioso di Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci, riprendono il tema del melograno o del suo frutto - si veda ad esempio la Madonna della melagrana del Botticelli. In molti dipinti è un Gesù bambino a tenere in mano un melograno. In questi casi è un simbolo anticipatore della passione. Per il colore del suo succo il melograno richiama infatti il sangue. Nell'iconografia cristiana diventerà quindi simbolo di martirio. Un martirio però fecondo, come il frutto pieno di semi.


Islam

In accordo col Corano, il melograno è citato per crescere nel giardino del paradiso (55:068). È anche menzionato in (6:99, 6:141) dove i melograni sono descritti tra le buone cose create da Dio.


Altri legami culturali

Armenia

Anche se il frutto principale dell'Armenia è l'Albicocco che è detto appunto Prunus armeniaca, si può dire che la melagrana sia il secondo frutto del paese, appartenente alla sua cultura nei secoli.


Azerbaijan

Ogni anno si tiene un festival a Goychay, (Azerbaijan) conosciuto come il Festival del Melograno; il festival presenta le specialità della cucina locale, che utilizza le locali varietà di melagrane, e dove poi si fa sfoggio delle danze e delle musiche tradizionali del paese. Il festival ha tradizionalmente luogo in ottobre, che è l'epoca della maturazione delle melagrane.


Induismo

Nell'Induismo, uno dei nomi del Dio Ganesha è "Bijapuraphalasakta,", “colui che gradisce la frutta dai molti semi” (il melograno).

Ogni parte della pianta, (radici, corteccia, fiori, foglie) è usata nella medicina Ayurveda.


Varietà

Le varietà sono numerosissime, data anche la notevole variabilità della specie.

A titolo di esempio: in Iran sono state censite dall'Istituto Agricolo di Ricerca di Yazd.[6] Le varietà più note sono: Soveh, Sioh, Rabob, Aghaei, Ardestony, Shisheh cap, Shirin Shahvor, Bajestony, Malas e Daneh Siah, Touq Gardan, Khazar, Shecar e Ashraf (Behshahr), Alak, Arous, Farouq, Rahab, Khafar e Shiraz, Ferdous e Khorasan, Bi daneh Sangan.


Coltivazione ed usi

La coltivazione e consumo del frutto del melograno nella fascia che va dall'Azerbaijan all'Iran, Armenia, Palestina ed Egitto è documentata per il ritrovamento risalente a diversi millenni fa di reperti archeologici di residui di semi e bucce in focolari.

La coltivazione non pone difficoltà di rilievo. La pianta ha una forte tendenza a produrre polloni radicali a costituire una boscaglia fitta, il portamento ad albero isolato è favorito dalla asportazione dei getti accessori che si dipartono dalla base del fusto e dalle radici. Una limitazione della propagazione vegetativa migliora la produzione dei frutti.

Il melograno è una pianta resistente all'arido estivo ed alle temperature invernali tipiche del Mediterraneo; in tali condizioni è straordinariamente resistente ad ogni tipo di malattia. In ambiente inadatto, eccessivamente umido o piovoso, in estate è soggetto a marciumi radicali. In ambiente ben drenato resiste agevolmente a -10 °C, (14 °F).

La sola condizione richiesta è la coltivazione in ambiente secco e ben drenato, con elevata insolazione; non esistono esigenze particolari di suolo, anche se ovviamente per produzioni fruttifere di rilievo è necessaria una adeguata profondità, moderatamente concimato. Irrigazioni di soccorso sono utili solo in caso di estrema siccità o con suoli desertici o poco profondi.

Si propaga per semina, ma in tal caso non sono assicurate le caratteristiche della pianta madre, si moltiplica più frequentemente in primavera per talea semilegnosa o per margotta, con una certa difficoltà per innesto. Nelle moltiplicazioni vegetative le caratteristiche varietali sono conservate.



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Punica.granatum%2804%29.jpg


Insetti dannosi al melograno sono la farfalla Virachola isocrates ed il Leptoglossus zonatus.

Il melograno viene utilizzato come pianta ornamentale nei giardini, le varietà nane in vaso sui terrazzi; industrialmente si coltiva per la produzione dei frutti eduli, le melagrane. Questo tipo di frutto, botanicamente, è definito balausta.

Si usano per le proprietà medicinali la corteccia delle radici prelevata in primavera o in autunno, e la scorza dei frutti raccolta in autunno, ricche di tannino, tagliate a pezzetti e fatte essiccare all'aria.

La polvere ottenuta, utilizzata come decotto, ha proprietà tenifughe, astringenti, e sedativo nelle dissenterie; per uso esterno il decotto ha proprietà astringenti, per clisteri o irrigazioni vaginali.

I preparati a base di corteccia di radici sono estremamente pericolosi, provocando fenomeni di idiosincrasia.

L'infuso dei petali viene utilizzato come rinfrescante delle gengive. I semi eduli ricchi di vitamina C, hanno proprietà blandamente diuretiche, si usano anche per la preparazione di sciroppi e della Granatina.

Le scorze dei frutti hanno anche proprietà aromatiche e vengono utilizzate per dare il gusto amarognolo a Vermouth e aperitivi.


Usi culinari

Dopo avere aperto il frutto con un coltello è necessario spaccarlo in più parti ed estrarre i semi staccandoli dalle membrane a cui sono fissati. In caso di quantità rilevanti la separazione è favorita dal fatto che immersi nell'acqua i semi affondano mentre le membrane galleggiano.

I semi sono spesso consumati direttamente, ma dato che la parte commestibile è la polpa traslucida che aderisce e circonda il seme, per poter inghiottire la polpa occorre inghiottire anche il seme, legnoso. Questo spiega il fatto che il maggior consumo si ha dopo la estrazione del succo dalla polpa. Il sapore del succo è molto variabile, secondo le varietà. Alcuni succhi possono essere molto dolci, altri più acidi. Di norma il sapore è intermedio, con una base di dolce, un fondo acidulo, ed un tono leggermente amaro ed astringente dato dalla componente tannica dell'arillo.

Il succo di melograno è detto “granatina” ed è ottenuto dalla spremitura dei semi, spesso diluito e zuccherato, è usato come bevanda.

La produzione di succo ("granatina") è praticamente l'unica definibile come "industriale" per le melagrane; occorre dire, ad onor del vero, che pressoché la totalità dei succhi di produzione industriale definiti "granatine" sono in realtà miscele di succhi di agrumi, lamponi, ribes ed aromi naturali, con poco, o spesso nulla, di succo di melagrana. La produzione del vero succo di melagrana è molto costosa, dato che prevede molta mano d'opera per un prodotto esiguo. La produzione dei frutti per il consumo fresco ha valore solo in mercati di nicchia.

Il succo è spesso usato, nelle cucine tradizionali dei paesi di origine, per preparare salse, dolci o piccanti, per cibi tradizionali, per guarnire la carne o il riso.

I semi di alcune varietà selvatiche sono essiccati e macinati, e sono usati come componenti, a volte acidificanti in altre salse.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pomseeds2.jpg

Nutrizionali e fitochimici

Il succo di melograno è un'eccellente sorgente di vitamina C e del gruppo B, di potassio e di notevoli quantità di Polifenoli antiossidanti.


Altre indicazioni

Il melograno è nello stemma della città di Granada (Spagna).
Il melograno è uno dei simboli della Armenia, rappresenta fertilità, abbondanza e matrimonio.
È compreso nello stemma di molte città in Turchia.
Il melograno è origine di tinture di fibre vegetali tradizionali.
Pur non essendo originario dell'Oriente il melograno è entrato nella cultura cinese, coreana e giapponese, la pianta è ritenuta adatta per la preparazione di Bonsai.
In Messico, i semi di melograno sono usati per preparare particolari chili, a cui conferiscono un colore rosso.
La regione di Kandahar è nota in Afghanistan per le sue varietà pregiate di melograno.
Un melograno fu nella decorazione dell'emblema della regina Caterina di Aragona (1485 – 1536), che fu la prima moglie del Re Enrico VIII, in seguito alla incapacità di dare un figlio maschio al Re fu ripudiata, ed il re sposò in seconde nozze Anna Bolena. Non appena regina questa ultima come primo decreto cambiò la decorazione del blasone con un falcone bianco che becca i grani del melograno.



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Melograno-fiore.jpg


Note

^ Punica granatum. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
^ Purdue New Crops Profile
^ Pomegranate. California Rare Fruit Growers
^ How many seeds does a pomegranate have? (statistical analysis), demonstrating parietal placentation.
^ Habeeb Salloum Arabian Memories in Portugal
^ http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TC3-4W0R3JJ-1&_user=10&_rdoc=1&_fmt=&_orig=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_searchStrId=1024434175&_rerunOrigin=google&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=0b5abe5482a3d3a6f20f7de60ec75ebc


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Punica_granatum_Tbilisi.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Pomegranate

Pomegranate
From Wikipedia, the free encyclopedia

A pomegranate play /ˈpɒmɨɡrænɨt/, Punica granatum, is a fruit-bearing deciduous shrub or small tree growing between five and eight meters tall. The pomegranate is native to the Caucasus, the Himalayas in Northern India and in Kerala.

It has been cultivated in the Caucasus since ancient times, and today, is widely cultivated throughout Iran, Azerbaijan, Armenia, Afghanistan, India, Pakistan, Bangladesh, Iraq, Lebanon, Egypt, China, Burma, Saudi Arabia, Israel, Jordan, the drier parts of southeast Asia, the Mediterranean region of Southern Europe, and tropical Africa.[1][2] Introduced into Latin America and California by Spanish settlers in 1769, pomegranate is now cultivated in parts of California and Arizona for juice production.[3]

In the northern hemisphere, the fruit is typically in season from September to February.[4] In the southern hemisphere, it is in season from March to May.

The pomegranate has been mentioned in many ancient texts, notably the Homeric Hymns and the Book of Exodus,[5] and is valued by many cultures for its beauty and uniqueness. It has, in recent years, reached mainstream prominence in the commercial markets of North America and the Western Hemisphere.[2][3]

Description

The Punica granatum leaves are opposite or sub-opposite, glossy, narrow oblong, entire, 3–7 cm long and 2 cm broad. The flowers are bright red, 3 cm in diameter, with four to five petals (often more on cultivated plants). Some fruitless varieties are grown for the flowers alone. The edible fruit is a berry and is between a lemon and a grapefruit in size, 5–12 cm in diameter with a rounded hexagonal shape, and has thick reddish skin and around 600 seeds.[6] Each seed has a surrounding water-laden pulp—the edible aril—ranging in color from white to deep red or purple. The seeds are embedded in a white, spongy, astringent pulp.[7]


Etymology

The name "pomegranate" derives from Latin pōmum "apple" and grānātus "seeded" (from grānum "grain"). This has influenced the common name for pomegranate in many languages (e.g., German Granatapfel, Granat meaning "garnet" and Apfel meaning "apple", thus "garnet apple").

Perhaps stemming from the old French word for the fruit, pomme-grenade, the pomegranate was known in early English as "apple of Grenada"—a term which today survives only in heraldic blazons. This is a folk etymology, confusing Latin granatus with the name of the Spanish city of Granada, which derives from Arabic.

The genus name Punica refers to the Phoenicians, who were active in broadening its cultivation, partly for religious reasons.

In classical Latin, where malum was broadly applied to many apple-like fruits, the pomegranate's name was malum punicum or malum granatum, the latter giving rise to the Italian name melograno, or less commonly melagrana.

Cultural history

The pomegranate is native to the region of Persia and the western Himalayan range,[9] and has been cultivated in Iran, Azerbaijan, Afghanistan, Pakistan, Northern India, Russia, and the Mediterranean region for several millennia.[10][11]

Carbonized exocarp of the fruit has been identified in Early Bronze Age levels of Jericho in Israel, as well as Late Bronze Age levels of Hala Sultan Tekke on Cyprus and Tiryns.[citation needed] A large, dry pomegranate was found in the tomb of Djehuty, the butler of Queen Hatshepsut in Egypt; Mesopotamian cuneiform records mention pomegranates from the mid-Third millennium BC onwards.[12]

It is also extensively grown in South China and in Southeast Asia, whether originally spread along the route of the Silk Road or brought by sea traders. Kandahar is famous in Afghanistan for its high quality pomegranates.

Although not native to Korea or Japan, the pomegranate is widely grown there and many cultivars have been developed. It is widely used for bonsai because of its flowers and for the unusual twisted bark that older specimens can attain.[13] The term "balaustine" (Latin: balaustinus) is also used for a pomegranate-red color.[14]

The ancient city of Granada in Spain was renamed after the fruit during the Moorish period. Spanish colonists later introduced the fruit to the Caribbean and Latin America, but in the English colonies it was less at home: "Don't use the pomegranate inhospitably, a stranger that has come so far to pay his respects to thee," the English Quaker Peter Collinson wrote to the botanizing John Bartram in Philadelphia, 1762. "Plant it against the side of thy house, nail it close to the wall. In this manner it thrives wonderfully with us, and flowers beautifully, and bears fruit this hot year. I have twenty-four on one tree... Doctor Fothergill says, of all trees this is most salutiferous to mankind."[15] The pomegranate had been introduced as an exotic to England the previous century, by John Tradescant the elder, but the disappointment that it did not set fruit there led to its repeated introduction to the American colonies, even New England. It succeeded in the South: Bartram received a barrel of pomegranates and oranges from a correspondent in Charleston, South Carolina, 1764. Thomas Jefferson planted pomegranates at Monticello in 1771: he had them from George Wythe of Williamsburg.[16]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Punica_granatum_L._Nana.jpg

Culinary use

After opening the pomegranate by scoring it with a knife and breaking it open, the arils (seed casings) are separated from the peel and internal white pulp membranes. Separating the red arils is easier in a bowl of water, because the arils sink and the inedible pulp floats. Freezing the entire fruit also makes it easier to separate. Another very effective way of quickly harvesting the arils is to cut the pomegranate in half, score each half of the exterior rind four to six times, hold the pomegranate half over a bowl and smack the rind with a large spoon. The arils should eject from the pomegranate directly into the bowl, leaving only a dozen or more deeply embedded arils to remove.

The entire seed is consumed raw, though the watery, tasty aril is the desired part. The taste differs depending on the subspecies of pomegranate and its ripeness. The pomegranate juice can be very sweet or sour, but most fruits are moderate in taste, with sour notes from the acidic tannins contained in the aril juice. Pomegranate juice has long been a popular drink in Persian and Indian cuisine, and began to be widely distributed in the United States and Canada in 2002.[17]

Grenadine syrup is thickened and sweetened pomegranate juice used in cocktail mixing. Before tomatoes (a New World fruit) arrived in the Middle East, grenadine was widely used in many Iranian foods, and is still found in traditional recipes such as fesenjān, a thick sauce made from pomegranate juice and ground walnuts, usually spooned over duck or other poultry and rice, and in ash-e anar (pomegranate soup).[18][19]

Wild pomegranate seeds are used as a spice known as anardana (from Persian: anar+dana, pomegranate+seed), most notably in Indian and Pakistani cuisine, but also as a substitute for pomegranate syrup in Persian cuisine. Dried whole arils can often be obtained in ethnic Indian subcontinent markets. These seeds are separated from the flesh, dried for 10–15 days and used as an acidic agent for chutney and curry preparation. Ground anardana is also used, which results in a deeper flavoring in dishes and prevents the seeds from getting stuck in teeth. Seeds of the wild pomegranate variety known as daru from the Himalayas are regarded as quality sources for this spice.

Dried pomegranate arils, found in some natural specialty food markets, still contain the seed and residual aril water, maintaining a natural sweet and tart flavor. Dried arils can be used in several culinary applications, such as trail mix, granola bars, or as a topping for salad, yogurt, or ice cream. Chocolate covered arils, also available in gourmet food stores like Trader Joes, may be added to desserts and baked items.

In the Caucasus, pomegranate is used mainly as juice.[20] In Azerbaijan a sauce from pomegranate juice (narsharab) is usually served with fish[21] or tika kabab. In Turkey, pomegranate sauce, (Turkish: nar ekşisi) is used as a salad dressing, to marinate meat, or simply to drink straight. Pomegranate seeds are also used in salads and sometimes as garnish for desserts such as güllaç.[22] Pomegranate syrup or molasses is used in muhammara, a roasted red pepper, walnut, and garlic spread popular in Syria and Turkey.[23]

In Greece, pomegranate (Greek: ρόδι, rodi) is used in many recipes, including kollivozoumi, a creamy broth made from boiled wheat, pomegranates and raisins, legume salad with wheat and pomegranate, traditional Middle Eastern lamb kebabs with pomegranate glaze, pomegranate eggplant relish, and avocado-pomegranate dip. Pomegranate is also made into a liqueur and popular fruit confectionery used as ice cream topping or mixed with yogurt or spread as jam on toast. In Cyprus as well as in Greece and among the Greek Orthodox Diaspora, ρόδι is used to make kolliva, a mixture of wheat, pomegranate seeds, sugar, almonds and other seeds served at memorial services.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pomegranate_Blossom.jpg

Prominence in Ayurvedic medicine

In the Indian subcontinent's ancient Ayurveda system of medicine, the pomegranate has extensively been used as a source of traditional remedies for thousands of years.[24]

The rind of the fruit and the bark of the pomegranate tree is used as a traditional remedy against diarrhea, dysentery and intestinal parasites.[24] The seeds and juice are considered a tonic for the heart and throat, and classified as a bitter-astringent (pitta or fire) component under the Ayurvedic system, and considered a healthful counterbalance to a diet high in sweet-fatty (kapha or earth) components.[25] The astringent qualities of the flower juice, rind and tree bark are considered valuable for a variety of purposes, such as stopping nose bleeds and gum bleeds, toning skin, (after blending with mustard oil) firming-up sagging breasts and treating hemorrhoids.[26] Pomegranate juice (of specific fruit strains) is also used as eyedrops as it is believed to slow the development of cataracts.[27]

Ayurveda differentiates between pomegranate varieties and employs them for different remedies.[28]

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MessaggioOggetto: Re: Melograno - Pomegranate   Lun 17 Ott 2011 - 13:45

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Pomegranate

Nutrients and phytochemicals

Pomegranate aril juice provides about 16% of an adult's daily vitamin C requirement per 100 ml serving, and is a good source of vitamin B5 (pantothenic acid), potassium and polyphenols, such as tannins and flavonoids.[29][30]

Pomegranates are listed as high-fiber in some charts of nutritional value. That fiber, however, is entirely contained in the edible seeds which also supply unsaturated oils. People who choose to discard the seeds forfeit nutritional benefits conveyed by the seed fiber, oils and micronutrients.

The most abundant polyphenols in pomegranate juice are the hydrolyzable tannins called ellagitannins formed when ellagic acid binds with a carbohydrate. Punicalagins are tannins with free-radical scavenging properties in laboratory experiments[31] and with potential human effects.[32] Punicalagins are absorbed into the human body and may have dietary value as antioxidants, but conclusive proof of efficacy in humans has not yet been shown.[33][34] During intestinal metabolism by bacteria, ellagitannins and punicalagins are converted to urolithins which have unknown biological activity in vivo.[35][36]

Other phytochemicals include polyphenolic catechins, gallocatechins, and anthocyanins, such as prodelphinidins, delphinidin, cyanidin, and pelargonidin.[37] The ORAC (antioxidant capacity) of pomegranate juice was measured at 2,860 units per 100 grams.[38]

Many food and dietary supplement makers use pomegranate phenolic extracts as ingredients in their products instead of the juice. One of these extracts is ellagic acid, which may become bioavailable only after parent molecule punicalagins are metabolized. However, ingested ellagic acid from pomegranate juice does not accumulate in the blood in significant quantities and is rapidly excreted.[39] Accordingly, ellagic acid from pomegranate juice does not appear to be biologically important in vivo.

Potential health benefits

In preliminary laboratory research and clinical trials, juice of the pomegranate may be effective in reducing heart disease risk factors, including LDL oxidation, macrophage oxidative status, and foam cell formation.[40][41][42] In an article published in the American Journal of Clinical Nutrition in 2000, researchers detailed an experiment in which healthy adult men and unhealthy mice consumed pomegranate juice daily. After two weeks, the healthy men experienced increased antioxidant levels, which resulted in a ninety percent drop in LDL cholestoral oxidation. In the mice, "oxidation of LDL by peritoneal macrophages was reduced by up to 90% after pomegranate juice consumption...".[43]

In a limited study of hypertensive patients, consumption of pomegranate juice for two weeks was shown to reduce systolic blood pressure by inhibiting serum angiotensin-converting enzyme.[44] Juice consumption may also inhibit viral infections[45] while pomegranate extracts have antibacterial effects against dental plaque.[46]

Despite some positive research data, manufacturers and marketers of pomegranate juice have liberally used evolving research results for product promotion, especially for putative antioxidant health benefits. In February 2010, the FDA issued a Warning Letter to one such manufacturer, POM Wonderful, for using published literature to make illegal claims of unproven antioxidant and anti-disease benefits.[47][48][49]


Clinical trial rationale and activity

Metabolites of pomegranate juice ellagitannins localize specifically in the prostate gland, colon, and intestinal tissues of mice,[50] leading to clinical studies of pomegranate juice or fruit extracts for efficacy against several diseases.

In 2010, 23 clinical trials were registered with the National Institutes of Health to examine effects of pomegranate extracts or juice consumption on a list of diseases;[51] consumption of pomegranates and pomegranate juice appear to correlate with preventing such diseases.[52]

prostate cancer
prostatic hyperplasia
diabetes
lymphoma
rhinovirus infection (completed, July 2008)
common cold (completed, June, 2007)
oxidative stress in diabetic hemodialysis
atherosclerosis
coronary artery disease
infant brain injury
hemodialysis for kidney disease




FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Granatapfelbl%C3%BCte_3.jpg


Symbolism

Ancient Egypt

Ancient Egyptians regarded the pomegranate as a symbol of prosperity and ambition. According to the Ebers Papyrus, one of the oldest medical writings from around 1500 B.C., Egyptians used the pomegranate for treatment of tapeworm and other infections[53].

Ancient Greece

Although the pomegranate was mentioned in the Ancient Greek history prior to the founding of Ancient Rome, the Greeks were familiar with the fruit far before it was introduced to Ancient Rome via Carthage[54]. In the Ancient Greek mythology, the pomegranate was also known as the "fruit of the dead"[53].

The wild pomegranate did not occur in the Aegean area in Neolithic times. It originated in eastern Iran and came to the Aegean world along the same cultural pathways that brought the goddess whom the Anatolians worshipped as Cybele and the Mesopotamians as Ishtar.[citation needed]

The myth of Persephone, the goddess of the Underworld, also prominently features the pomegranate. In one version of Greek mythology, Persephone was kidnapped by Hades and taken off to live in the underworld as his wife. Her mother, Demeter (goddess of the Harvest), went into mourning for her lost daughter and thus all green things ceased to grow. Zeus, the highest ranking of the Greek gods, could not allow the Earth to die, so he commanded Hades to return Persephone. It was the rule of the Fates that anyone who consumed food or drink in the Underworld was doomed to spend eternity there. Persephone had no food, but Hades tricked her into eating six pomegranate seeds while she was still his prisoner and so, because of this, she was condemned to spend six months in the Underworld every year. During these six months, when Persephone is sitting on the throne of the Underworld next to her husband Hades, her mother Demeter mourns and no longer gives fertility to the earth. This became an ancient Greek explanation for the seasons. Dante Gabriel Rossetti's painting Persephona depicts Persephone holding the fatal fruit. It should be noted that the number of seeds that Persephone ate varies, depending on which version of the story is told. The number of seeds she is said to have eaten ranges from three to seven, which accounts for just one barren season if it is just three or four seeds, or two barren seasons (half the year) if she ate six or seven seeds.[citation needed]

The pomegranate also evoked the presence of the Aegean Triple Goddess who evolved into the Olympian Hera, who is sometimes represented offering the pomegranate, as in the Polykleitos' cult image of the Argive Heraion (see below).[citation needed] According to Carl A. P. Ruck and Danny Staples, the chambered pomegranate is also a surrogate for the poppy's narcotic capsule, with its comparable shape and chambered interior.[55] On a Mycenaean seal illustrated in Joseph Campbell's Occidental Mythology 1964, figure 19, the seated Goddess of the double-headed axe (the labrys) offers three poppy pods in her right hand and supports her breast with her left. She embodies both aspects of the dual goddess, life-giving and death-dealing at once. The Titan Orion was represented as "marrying" Side, a name that in Boeotia means "pomegranate", thus consecrating the primal hunter to the Goddess. Other Greek dialects call the pomegranate rhoa; its possible connection with the name of the earth goddess Rhea, inexplicable in Greek, proved suggestive for the mythographer Karl Kerenyi, who suggested that the consonance might ultimately derive from a deeper, pre-Indo-European language layer.[citation needed]

In the 6th century BC, Polykleitos took ivory and gold to sculpt the seated Argive Hera in her temple. She held a scepter in one hand and offered a pomegranate, like a 'royal orb', in the other.[citation needed] "About the pomegranate I must say nothing," whispered the traveller Pausanias in the 2nd century, "for its story is something of a mystery."[citation needed] In the Orion story Hera cast pomegranate-Side (an ancient city in Antalya) into dim Erebus — "for daring to rival Hera's beauty", which forms the probable point of connection with the older Osiris/Isis story.[citation needed] Since the ancient Egyptians identified the Orion constellation in the sky as Sah the "soul of Osiris", the identification of this section of the myth seems relatively complete.[original research?] Hera wears, not a wreath nor a tiara nor a diadem, but clearly the calyx of the pomegranate that has become her serrated crown.[citation needed] The pomegranate has a calyx shaped like a crown. In Jewish tradition it has been seen as the original "design" for the proper crown.[56] In some artistic depictions, the pomegranate is found in the hand of Mary, mother of Jesus.[citation needed]

A pomegranate is displayed on coins from the ancient city of Side, Pamphylia.[57]

Within the sanctuary of Hera at Foce del Sele, Magna Graecia, is a chapel devoted to the Madonna del Granato, "Our Lady of the Pomegranate", "who by virtue of her epithet and the attribute of a pomegranate must be the Christian successor of the ancient Greek goddess Hera", observes the excavator of the Heraion of Samos, Helmut Kyrieleis.[58]

In modern times the pomegranate still holds strong symbolic meanings for the Greeks. On important days in the Greek Orthodox calendar, such as the Presentation of the Virgin Mary and on Christmas Day, it is traditional to have at the dinner table "polysporia", also known by their ancient name "panspermia," in some regions of Greece. In ancient times they were offered to Demeter[citation needed] and to the other gods for fertile land, for the spirits of the dead and in honor of compassionate Dionysus.[citation needed] When one buys a new home, it is conventional for a house guest to bring as a first gift a pomegranate, which is placed under/near the ikonostasi (home altar) of the house, as a symbol of abundance, fertility and good luck.[citation needed] Pomegranates are also prominent at Greek weddings and funerals.[citation needed] When Greeks commemorate their dead, they make kollyva as offerings, which consist of boiled wheat, mixed with sugar and decorated with pomegranate.[citation needed] It is also traditional in Greece to break a pomegranate on the ground at weddings and on New Years.[citation needed] Pomegranate decorations for the home are very common in Greece and sold in most home goods stores.[59]

Judaism

Pomegranates were known in Ancient Israel as the fruits which the scouts brought to Moses to demonstrate the fertility of the "promised land"[60]. The Book of Exodus[61] describes the me'il ("robe of the ephod") worn by the Hebrew High Priest as having pomegranates embroidered on the hem. According to the Books of Kings[62] the capitals of the two pillars (Jachin and Boaz) that stood in front of Solomon's Temple in Jerusalem were engraved with pomegranates. It is said that Solomon designed his coronet based on the pomegranate's "crown" (calyx).[56]

It is traditional to consume pomegranates on Rosh Hashana because the pomegranate, with its numerous seeds, symbolizes fruitfulness.[63] Also, it is said to have 613 seeds, which corresponds with the 613 mitzvot or commandments of the Torah.[64]

The pomegranate appeared on the ancient coins of Judea. When not in use, the handles of Torah scrolls are sometimes covered with decorative silver globes similar in shape to "pomegranates" (rimmonim) Some Jewish scholars believe that the pomegranate was the forbidden fruit in the Garden of Eden.[63] Pomegranates are one of the Seven Species (Hebrew: שבעת המינים, Shiv'at Ha-Minim) of fruits and grains enumerated in the Hebrew Bible (Deuteronomy 8:Cool as being special products of the Land of Israel. The pomegranate is mentioned in the Bible many times, including this quote from the Songs of Solomon, "Thy lips are like a thread of scarlet, and thy speech is comely: thy temples are like a piece of a pomegranate within thy locks." (Song of Solomon 4:3). Pomegranates also symbolize the mystical experience in the Jewish mystical tradition, or kabbalah, with the typical reference being to entering the "garden of pomegranates" or pardes rimonim; this is also the title of a book by the 16th-century mystic Moses ben Jacob Cordovero.

Early Christianity

In the earliest incontrovertible appearance of Christ in a mosaic, a fourth-century floor mosaic from Hinton St Mary, Dorset, now in the British Museum, the bust of Christ and the chi rho are flanked by pomegranates.[65] Pomegranates continue to be a motif often found in Christian religious decoration. They are often woven into the fabric of vestments and liturgical hangings or wrought in metalwork. Pomegranates figure in many religious paintings by the likes of Sandro Botticelli and Leonardo da Vinci, often in the hands of the Virgin Mary or the infant Jesus. The fruit, broken or bursting open, is a symbol of the fullness of Jesus' suffering and resurrection.[63] In the Eastern Orthodox Church, pomegranate seeds may be used in kolyva, a dish prepared for memorial services, as a symbol of the sweetness of the heavenly kingdom. The pomegranate is sometimes referred to as the forbidden fruit of The Garden of Eden.[citation needed]

Islam

According to the Qur'an, pomegranates grow in the gardens of paradise (55:068).[63] The Qur'an also mentions pomegranates twice (6:99, 6:141) as examples of good things God creates.

Azerbaijan

Annually in October, a cultural festival is held in Goychay, Azerbaijan known as Pomegranate Festival. The festival features Azerbaijani fruit-cuisine mainly the pomegranates from Goychay. At the festival, a parade is held with traditional Azerbaijani dances and Azerbaijani music.[66]

Iran and ancient Persia

Pomegranate was the symbol of fertility in ancient Persian culture.[citation needed] It also sometime symbolizes patriotism in death for the country. Even in today's Iran pomegranate sometimes implies love and fertility.[citation needed]

Iran produces significant amount of high quality pomegranate every year.[citation needed] Its juice and in particular the paste has an essential role in some of the iranian cusines, e.g. Fesenjoon, chicken and some types of ghormas. Pomegranate skin was also used for staining the wool and silk in carpet industry since ancient time.[citation needed] In addition you can find a pomegranate juice bar in every corner of the city and the suburbs.[citation needed]

Hinduism

In Hinduism, the pomegranate (Sanskrit: Beejpur, literally: replete with seeds) symbolizes prosperity and fertility, and is associated with both Bhoomidevi (the earth goddess) and Lord Ganesha (who is also called Bijapuraphalasakta, or the one fond of the many-seeded fruit).[67][68]

Every part of the plant (root, bark, flowers, fruit, leaves) is used for medicinal purposes in Ayurveda[citation needed].

China

Introduced to China during the Tang Dynasty (618-907 CE), the pomegranate (Chinese: 石榴; pinyin: shíliu) in olden times was considered an emblem of fertility and numerous progeny. This symbolism is a pun on the Chinese character 子 (zǐ) which, as well as meaning seed also means offspring thus a fruit containing so many seeds is a sign of fecundity. Pictures of the ripe fruit with the seeds bursting forth were often hung in homes to bestow fertility and bless the dwelling with numerous offspring, an important facet of traditional Chinese culture.[69]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:PomegranateChina.jpg

Other cultures

In Vietnam, the pomegranate is called thạch lựu (from the Chinese 石榴) or trái lựu and the pomegranate flower is the symbol of summer. The famous Vietnamese poet Nguyễn Du wrote in "The Tale of Kieu": Đầu tường lửa lựu lập lòe đơm bông. (Over the wall, the flames of pomegranate flicker in blossom.)[citation needed]

In Malaysia and Indonesia, the pomegranate is called delima and it is used as a simile bibirnya semerah delima (her lips is as red as the pomegranate).[citation needed]

Arts, Literature & Cinematography

In literature, the pomegranate references were made in Mikhail Bulgakov's Master and Margarita; Olga Forsh' Last Rose, Fazil Iskander's Oh, Marat!, Georgy Leonidze's The Tree of Desire, and in William Saroyan's The Return of the Pomegranate Trees. In cinematography, the pomegranate motives appeared in the Azerbaijani films Pomegranates in Our Settlement by Rahman Alizade and The Memories of a Pomegranate Tree; Sergey Parajanov's ''The Color of Pomegranates'' (1968) and Ashik Kerib (1988); Tengiz Abuladze's Navris Khe (The Tree of Desire); in the Uzbek cartoon A Tale of Fairy Pomegranate[70].


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pommegranate_tree01.JPG



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Punica_granatum_001.JPG


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Granatum2.JPG



FONTE: http://www.esoterya.com/magia-degli-alberi-10/2758/

Il melograno appartiene alla famiglia delle Puniacee, ed è una pianta di cui vengono utilizzate sia le foglie, che i fiori, la corteccia e la buccia del frutto e vanno raccolti durante la primavera ed in estate.

Utilizzo magico del Melograno: questo albero simboleggia la fertilità ed una numerosa discendenza, ma anche la fecondità e la ricchezza.
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Melograno - Pomegranate
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