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 Enula campana - Inula helenium

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Tila
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MessaggioOggetto: Enula campana - Inula helenium   Gio 15 Dic 2011 - 11:23

QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.


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Era sacra ai celti, usata in antichità sia nella medicina popolare che in cucina e per la produzione di liquori. Tra le sue proprietà scopriremo che è espettorante, stimola la digestione, cicatrizzante ed antisettica.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Inula_helenium

Inula helenium
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Enula campana (nome scientifico Inula helenium L., 1753) è una pianta erbacea, perenne a fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inula_helenium_ENBLA01.jpeg

Etimologia

Il nome generico (Inula) potrebbe derivare da un analogo vocabolo latino usato dai Romani per indicare proprio queste piante. Altri Autori propongono un'altra etimologia: una derivazione da un vocabolo greco enàein (= purificare) facendo riferimento ovviamente alle presunte proprietà mediche della pianta[1].
Il nome specifico (helenium) potrebbe derivare da Elena: ci sono delle leggende che collegano questa pianta alla moglie di Menelao.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Inula helenium) è stato proposto da Carl von Linné nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.


Descrizione

Si tratta di una pianta erbacea perenne la cui altezza può variare da 10 a 18 dm (massimo 200 cm). La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap); ossia è una pianta perennante con gemme poste al livello del suolo con fusto allungato e mediamente foglioso.

Radici

La radice è grossa e carnosa; è inoltre aromatico-amara.

Fusto

Il fusto è eretto ed ha una sezione grossa, la superficie è striata e villosa (setole patenti alla base, meno pubescente in alto). Può essere alto fino a 1,5 cm. La parte ipogea consiste in un rizoma.

Foglie

Tutte le foglie sono irregolarmente dentate (o seghettate quelle superiori) con margini callosi, pubescente-scabre sulla pagina superiore, mentre sono tomentose sulla pagina inferiore. Lungo il fusto sono disposte in modo alterno.

Foglie basali: le foglie inferiori (o radicali) hanno una forma ovato-spatolata oppure oblunga, e sono lungamente picciolate. Dimensioni delle foglie inferiori: larghezza 10 – 20 cm; lunghezza 40 – 80 cm.
Foglie cauline: le foglie superiori sono sessili e amplessicauli, a forma lanceolata. Dimensioni delle foglie cauline: larghezza 5 – 8 cm; lunghezza 10 – 25 cm.


Descrizione delle parti della pianta
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inula_helenium_Koehler_DESC.jpeg

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da grandi capolini sia solitari ma anche in formazioni corimbose che normalmente sovrastano l'apparato fogliare. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro emisferico (che in questo caso è nudo e fimbriato, ma cigliato) composto da più squame (in 3 - 4 serie) embricate, tomentose, che fanno da protezione al ricettacolo basale sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (di colore giallo dorato) e quelli interni tubulosi (di colore giallo accentuato). Le squame esterne, carnose alla base, si presentano con una appendice fogliacea di forma ovalo-acuta, spatolata e ricurva verso l'esterno; quelle interne sono progressivamente più ristrette. Diametro dell'involucro: 30 – 40 mm. Dimensione delle squame esterne di tipo fogliaceo: larghezza 3 – 8 mm; lunghezza 12 – 20 mm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali. I fiori sono profumati. Diametro del capolino: 6 – 7 cm.

Formula fiorale:

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[2]

Calice: i sepali sono ridotti ad una coroncina di squame.

Corolla: i fiori periferici (ligulati) sono nastriformi (provvisti di lunghe linguette – sono decisamente più lunghi dell'involucro), raggianti, terminanti con due dentelli e disposti su un unico rango; il loro numero varia da 50 a 100. Quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle corolle tubulari a 5 denti. Dimensione delle ligule: larghezza 1 – 2 mm; lunghezza 3 cm.

Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo. Le antere alla base sono prolungate in una appendice filiforme.

Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma profondamente bifido ma appiattito e cigliati all'apice; l'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concrescenti e contenente un solo ovulo.
Fioritura: da luglio a ottobre
Impollinazione: tramite farfalle (anche farfalle notturne) e api.

Frutti

I frutti sono degli acheni glabri con quattro o cinque costolature; sono provvisti di pappo senza coroncina a setole dentate disposte su un unico rango (numero delle setole: 50 - 60). Dimensione degli acheni: 5 – 10 mm. Lunghezza delle setole: 6 – 10 mm.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inula_helenium_ENBLA03.jpeg

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Sud Est Europeo ma anche secondo altri Autori Ovest Asiatico. Non tutti gli Autori sono concordi col tipo corologico di questa pianta: alcuni affermano che sia originaria dell'Asia centrale e che nei nostri territori sia stata coltivata nei tempi passati per scopi medicinali e poi diffusasi spontaneamente nel bacino del Mediterraneo[5].

Diffusione: in Italia è presente al nord, al centro e in parte nell'Italia meridionale. In particolare sull'arco alpino è possibile trovarla con una certa frequenza nella provincia di Como (in altre aree è considerata rara). In Europa è diffusa soprattutto nelle zone meridionali. Sui rilievi europei è presente nei Vosgi, Foresta Nera, Pirenei, Massiccio Centrale, Massiccio del Giura, Carpazi e Monti Balcani.

Habitat: predilige i luoghi ruderali e boscaglie umide, ambienti cedui e fossi; ma anche i prati e pascoli igrofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo, con terreno a pH neutro e alti valori nutrizionali e mediamente umido.

Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare dai 500 ai 1200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale[6] :

Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri

Classe : Filipendulo-Convolvuletea

Ordine : Convolvuletalia Tuxen

Alleanza : Convolvulion sepium


Sistematica

La famiglia di appartenenza della Inula helenium (Asteraceae) è la più numerosa nel mondo vegetale, organizzata in quasi 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie. Nelle classificazioni più vecchie la famiglia delle Asteraceae viene chiamata anche Compositae.
Il genere di appartenenza (Inula) è mediamente numeroso comprendente circa un centinaio di specie, diffuse quasi unicamente nell'emisfero boreale (Europa, Asia e Africa del Nord), delle quali una dozzina circa sono proprie della flora italiana.
All'interno della famiglia delle Asteraceae le “Inule” fanno pare della sottofamiglia delle Tubiflore; sottofamiglia caratterizzata dall'avere capolini con fiori ligulati alla periferia e fiori tubulosi al centro, squame dell'involucro ben sviluppate e tutte più o meno di uguale lunghezza e frutti con pappo biancastro e morbido; mentre all'interno del genere la Inula helenium appartiene alla sezione Corvisartia caratterizzata dall'avere frutti acheni di forma prismatico-tetra-pentagonale e ricettacolo fimbriato con capolini di 6 – 7 cm e foglie radicali molto grandi.

Sinonimi

La specie di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Aster helenium (L.) Scop. (1772)
Aster officinalis All.
Corvisartia helenium (L.) Mérat. (1812)
Helenium grandiflorum Gilib.
Inula anthelminthica Salisb. (1796)
Inula grandiflora S.F. Gray (1821), non Willd.

Specie simili

Telekia speciosa (Schreb.) Baumg. : si distingue per la pagina inferiore delle foglie che è verde (non tomentosa), il ricettacolo con pagliette e gli acheni privi di pappo.

La pianta di questa scheda è inoltre molto simile ad alcune Enule dello stesso genere in quanto i fiori sono molto simili e differiscono soprattutto per la forma delle foglie (Inula helvetica, Inula spiraeifolia, Inula hirta, Inula britannica).

Usi
Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Farmacia

Sostanze presenti: piccole quantità di olio etereo insieme con 1 – 3% di sostanza cristallina (questa è l'essenza dell'Inula). Sono presenti inoltre alte percentuali (19 - 45%) di inulina[1]. Alcune sostanze di questa pianta (come i lattoni sesquiterpenici) possono causare dermatiti allergiche da contatto; elevate quantità di queste sostanze possono causare vomito e diarrea.
Proprietà curative: un tempo la radice di questa pianta veniva usata dai medici come stomachica (agevola la funzione digestiva), vermifuga (elimina i vermi intestinali), tonica (rafforza l'organismo in generale), diuretica (facilita il rilascio dell'urina) e risolutiva in generale. Queste piante hanno inoltre delle proprietà balsamiche calmanti della tosse (bronchite acuta e cronica). Come uso esterno viene indicata valida per risolvere problemi della pelle come eczema oppure herpes (ma anche punture di insetti). Recentemente è stata dimostrata anche una certa attività antibatterica.
Parti usate: soprattutto la radice dalla quale si ricavava conserve, estratti e acqua distillata. Periodo di raccolta: autunno o inizio primavera da piante adulte.

Giardinaggio

L'utilità delle piante di questa scheda si estende anche al giardinaggio e alla ornamentazione tramite fiore reciso. Anche se il loro aspetto è un po' grossolano sono facili da coltivare ed hanno un forte sviluppo vegetativo.

Industria

“Enula campana” viene usata per tinture in blu.

Cucina

Nell'antichità veniva usata per preparare alcuni liquori e bevande a base di vino. In Francia e Svizzera è utilizzata nella fabbricazione dell'assenzio.

Note

^ a b Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 01-06-2009.
^ Checklist of the Italian Vascular Flora, op. cit., p. 114
^ Flora Alpina, op. cit., Vol. 2 - p. 456
^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2
^ AA.VV., Flora Alpina., Bologna, Zanichelli, 2004.

Bibliografia

Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 537.
Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 44. ISBN 88-506-2449-2
AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 456.
F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag.114. ISBN 88-7621-458-5


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inula_helenium_ENBLA02.jpeg


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inule_helenium.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Elecampane

Elecampane
From Wikipedia, the free encyclopedia

Elecampane, also called Horse-heal (Inula helenium) or Marchalan (in Welsh), is a perennial composite plant common in many parts of Great Britain, and ranges throughout central and Southern Europe, and in Asia as far eastwards as the Himalayas.

It is a rather rigid herb, the stem of which attains a height of from 3 to 5 feet; the leaves are large and toothed, the lower ones stalked, the rest embracing the stem; the flowers are yellow, 2 inches broad, and have many rays, each three-notched at the extremity. The root is thick, branching and mucilaginous, and has a warm, bitter taste and a camphoraceous odor with sweet floral (similar to violet) undertones.

In France and Switzerland it is used in the manufacture of absinthe.


Medical use

For medicinal purposes, the roots should be procured from plants not more than two or three years old. Besides inulin (C6H12O6[C6H10O5]n), a body isomeric with starch, the root contains helenin (C15H20O2), a stearoptene, which may be prepared in white acicular crystals, insoluble in water, but freely soluble in alcohol. When freed from the accompanying inula-camphor by repeated crystallization from alcohol, helenin melts at 110 °C.

Recent science

Susan O'Shea, a research student at Cork Institute of Technology (CIT), Ireland, has shown that extracts from the herb kill methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA) as well as a broad spectrum of other bacteria.[1]

Folklore

The plant's specific name, helenium, derives from Helen of Troy; elecampane is said to have sprung up from where her tears fell. It was sacred to the ancient Celts, and once had the name "elfwort".[2]

Herbalism

The root was employed by the ancients, mentioned in Pliny, Natural History 19.29 both as a medicine and as a condiment, and in England it was formerly in great repute as an aromatic tonic and stimulant of the secretory organs. As a drug, however, the root is now seldom resorted to except in veterinary practice.

John Gerard recommended elecampane for "the shortness of breath"; today herbalists prescribe it as an expectorant and for water retention. It has minor applications as a tonic and to bring on menstruation.[2]

References

^ "MRSA faces defeat from wild flower". Archived from the original on 2007-11-11. Retrieved 2009-03-23.
^ a b Howard, Michael (1987). Traditional Folk Remedies. Century. p. 135. ISBN 0712617310.
This article incorporates text from a publication now in the public domain: Chisholm, Hugh, ed (1911). Encyclopædia Britannica (11th ed.). Cambridge University Press.



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Inula_helenium.jpg
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