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 La Danza del Sole - Sun Dance - Wiwànyank Wacìpi

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Tila
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MessaggioOggetto: La Danza del Sole - Sun Dance - Wiwànyank Wacìpi   Lun 2 Gen 2012 - 9:10

Oggi scopriremo qualcosa di più su una delle danze, dei rituali più ricchi di significati nella cultura dei nativi americani.

Vi invito a visionare l'immagine (che troverete nel seguente link), di dominio pubblico di wikipedia, che a causa delle sue dimensioni originali non inserisco in questa scheda.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a1/Cheyenne_dance4.jpg

Anche se non le rende giustizia vi riporto una sua miniatura per darvi l'opportunità di vederne l'anteprima:


Immagine di una "Danza del Sole" cheyenne del 1909
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cheyenne_dance4.jpg

Buona lettura!

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Danza_del_sole

Danza del sole
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Danza del Sole (il cui nome originale è Wiwanyag Wachipi, cioè Danza guardando il Sole) rappresenta l'apice del calendario spirituale e rituale di tutte le nazioni tribali del Nord America.

È un rituale di purificazione collettiva della durata di quattro giorni che prevedeva il digiuno, l'autosacrificio e la donazione di sé. Mediante questo atto sacro si rende grazie dell'anno trascorso e si invocano le forze divine chiedendo protezione e prosperità per tutti gli esseri viventi.

Esecuzione del rito

Alla base di questo rituale vi è il concetto di autosacrificio, della donazione che ogni danzatore fa del proprio corpo e del proprio sangue attraverso un digiuno di quattro giorni e, soprattutto, per mezzo della trafittura rituale: il danzatore si infila dei pezzetti di legno acuminati (un tempo artigli di aquila) sotto la pelle del petto, i quali sono stati legati a delle funi annodate all'albero sacro (di solito un pioppo di tipo cottonwood) posto al centro dello spazio consacrato in cui si svolge il rito; colui che balla si deve liberare tirando le funi e strappando le proprie carni. Il dolore prodotto era molto forte e spesso i danzatori riuscivano a sopportarlo solo cadendo in una sorta di trance in cui potevano ricevere delle visioni.

Simbolismo

Per coloro che la eseguono essa significa esteriormente almeno, un'unione virtuale con lo Spirito solare, dunque con il Grande Spirito.

Questa danza simboleggia il ricollegarsi dell' anima alla Divinità: come il danzatore è attaccato all'albero centrale, per mezzo di strisce di cuoio che simboleggiano i raggi del sole, così l'uomo si ricollega al Cielo per mezzo di un legame misterioso che l'Indiano suggellava un tempo con il suo sangue, mentre si accontenta ai nostri giorni di un digiuno ininterrotto di tre o quattro giorni. Il danzatore, in questo rito, è come un'aquila che vola verso il sole: con il fischietto fatto d'osso d'aquila, produce un suono stridente e lamentoso imitando in un certo modo il volo dell'aquila, con le piume che porta nella mani. Questo nesso in qualche modo sacramentale con il sole lascia nell'anima una traccia indelebile.

Cenni storici

Questo rituale fece inorridire i missionari cristiani che per primi ebbero occasione di assistere alla danza: gli indiani furono costretti a praticarla in segreto dal 1890 al 1928 a causa della feroce repressione della spiritualità nativa da parte del governo americano. I nativi di oggi ne hanno fatto invece un formidabile mezzo di riappropriazione della propria cultura e della propria identità.


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Sioux#La_Danza_del_sole

La Danza del sole

La Wiwànyank Wacìpi, Danza del Sole, è anch'essa considerata dono della Donna Bisonte Bianco. Fu praticata dai Sioux fino al severo divieto imposto dai dominatori bianchi. Essa poteva essere organizzata in ringraziamento d'un beneficio ricevuto da Wakan Tanka, come ad esempio un bimbo guarito da una grave malattia o in generale favore della propria gente (in tempi ad esempio di carestia), ovvero per diventare sciamano (wicaša wakan).

La cerimonia esigeva una sviluppata capacità di resistenza al dolore e di paziente auto-controllo. Il periodo d'elezione era situato nella luna piena fra giugno e luglio e la durata complessiva giungeva fino a 12 giorni. I primi 4 giorni erano normalmente dedicati a individuare il teatro della cerimonia e a organizzarlo. In questo periodo si rafforzavano i vincoli interfamiliari, con reciproche visite di cortesia e scambi di doni, mentre alcune donne appositamente selezionate per le loro virtù erano incaricate di individuare l'albero di pioppo per la grande tenda in cui si sarebbe svolta la cerimonia.
Negli altri 4 giorni il candidato si riuniva nella tenda del Consiglio, alla presenza degli sciamani che ne agevolavano la preparazione spirituale.
I 4 giorni finali prevedevano la costruzione del sito cerimoniale - un cerchio delimitato da una palizzata di rami fronzuti, a Est del quale si sarebbe rizzata la tenda cerimoniale. La "danza del Bisonte" era tenuta in occasione dell'identificazione del palo di pioppo biforcuto destinato alla cerimonia vera e propria. Non appena questo era tagliato lo si adornava e lo si collocava al centro della tenda cerimoniale. Il terzo giorno si predisponevano le corregge di cuoio di bisonte o di daino necessarie al rito e infine, dopo ulteriori preghiere e aver adornato lo stesso candidato (o candidati), si procedeva al rito finale.
La persona - il cui corpo era dipinto di rosso dalla vita in su e di nero in varie altre parti del corpo, mentre mani e piedi erano colorati di blu e di rosso e la faccia di nero e di rosso - era allora collegata al palo tramite le corregge, fatte passare lì dove il palo si biforcava. Due uncini venivano agganciati a una bacchetta di materiale resistente e conficcata nel petto al di sopra dei capezzoli tramite lame affilate e punteruoli appuntiti in modo che, inarcandosi con decisione all'indietro, il soggetto potesse lacerarsi le carni così trapassate.

Per chi intendeva diventare sciamano esisteva anche la cerimonia di "Fissare-il-Sole-Bisonte", che prevedeva ulteriori ferite procurate sul dorso, al quale venivano appesi pesanti teschi di bisonte, oppure la cerimonia di "Fissare-il-Sole-attaccato-al-palo", con prove di sopportazione del dolore tanto del dorso quanto del petto. Una terza variante era il rito di "Fissare-il-Sole-sospeso", in cui il corpo veniva sollevato e abbassato ritmicamente nel corso della danza tramite le anzidette corregge, mentre il candidato seguitava a stringere nella destra un ramoscello di salvia.
La cerimonia finiva allorché questi riusciva da solo a strapparsi di dosso gli impacci creati da uncini, asticelle e corregge. Dopo di che si procedeva alle medicazioni necessarie e alla fumata rituale con la pipa, col suo custode che dedicava la fumata a Wakan Tanka perché proteggesse il popolo che gli aveva dedicato quel sacrificio singolo o multiplo.

Il significato del "piercing" rituale: In realtà non si tratta di una prova di sopportazione del dolore, ma di un dono che si fa alla Terra. In quanto esseri umani disponiamo in vita solo del nostro corpo, è l'unica cosa che davvero ci appartiene. Il piercing, rappresenta un dono che l'uomo fa alla Terra, da questo non ne viene misurato il coraggio,rappresenta un'offerta che non deve in nessun caso essere fatta per dimostrare qualcosa agli altri esseri umani, è un rapporto esclusivo tra l'uomo e il mondo spirituale, per questo non ha importanza per quanto tempo lo si sopporti, ciò che conta davvero è "dare il proprio meglio", il mondo spirituale sa questo e non gli serve altro.
Nel passato per le donne non era previsto il piercing rituale in quanto fanno già dono alla Terra attraverso il ciclo mestruale e il parto.
Oggi anche le donne possono farlo sul dorso dell'avambraccio qualora ne sentano il desiderio.
Non è obbligatorio eseguirlo, è infatti possibile essere un Danzatore del Sole senza mai fare il piercing.
L'Albero sacro: l'Albero che rappresenta quello che per i cristiani è l'altare, non è adornato, ma ricoperto nella parte superiore da preghiere fatte da ritagli di stoffa pieni di tabacco (il tabacco è un'offerta) e purificate con la salvia (la salvia presso i nativi ha la stessa valenza dell'incenso tra i cristiani) e legati tra loro da una cordicella.
per la stoffa vengono usati i quattro colori principali, il nero, il rosso, il bianco e il giallo, che rappresentano i quattro popoli del mondo, le 4 direzioni e gli elementi.
Chiunque lo desideri può recarsi all'albero per mettervi le proprie preghiere prima che venga issato al centro del cerchio. anche i "costumi" rituali hanno una valenza rappresentativa, ogni "accessorio" e l'abbigliamento hanno un preciso significato rituale.
la Danza è accompagnata per tutta la sua durata dal suono dei tamburi


La danza del sole presso i Sioux. Incisione di George Catlin (1851)
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Sundance.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Dance

Sun Dance
From Wikipedia, the free encyclopedia

The Sun Dance (or Sundance) is a religious ceremony practiced by a number of Native American and First Nations peoples, primarily those of the Plains Nations. Each tribe has its own distinct practices and ceremonial protocols. Many of the ceremonies have features in common, such as specific dances and songs passed down through many generations, the use of traditional drums, the sacred pipe, tobacco offerings, praying, fasting and, in some cases, the piercing of skin on the chest or back for the men and arms for the women.

In 1997, responding to increased desecration of the ceremony, Arvol Looking Horse, 19th Generation Keeper of the Sacred White Buffalo Calf Pipe asked non-Native people to stop attending the Sun Dance, or Wi-wanyang-wa-c'i-pi in Lakota. On March 8 and 9, 2003, some bundle keepers and traditional spiritual leaders from Arapaho, Cheyenne, Cree, Dakotah, Lakota, and Nakota Nations met and issued a proclamation that non-Natives would be banned from sacred altars and the Seven Sacred Rites, including and especially the Sun Dance, effective March 9, 2003 onward.[1]

Piercing

Although not all Sun Dance ceremonies include dancers being ritually pierced, the object of the Sun Dance practice is to make a sacrifice to the Great Mystery, and to pray while connected to the Tree of Life, a direct connection to the Creator.[citation needed] A common explanation is that a flesh offering, or piercing, is given as a part of a prayer for the benefit of one's family and community.

Though only some Nations' Sun Dances include the piercings, the Canadian Government outlawed that feature of the Sun Dance in 1895.[2] It is unclear about how often this law was enforced or how successfully, and, in at least one instance, police gave their permission for the ceremony to be conducted.[3] Many ceremonies were simply done quietly and in secret. The United States government followed suit in 1904 with their own laws and enforcement.[citation needed] With better understanding of and respect for indigenous traditions, both governments have ended their prohibitions. The full ceremony has been legal in Canada since 1951, and in the U.S. since passage of the 1978 American Indian Religious Freedom Act.[4] The sundance is annually practiced on many reserves and in other areas. Often the ceremony is done in the spring or early summer, with preparations going on for the entire year before the ceremony.

The Sun Dance in Canada

Although the Government of Canada, through the Department of Indian Affairs, officially persecuted Sun Dance practitioners and attempted to suppress the dance, the ceremony was never legally prohibited. The flesh-sacrifice and gift-giving features were legally outlawed in 1895 through a legislated amendment to the Indian Act. Regardless of the legalities, Indian agents, based on directives from their superiors, did routinely interfere with, discourage, and disallow Sun Dances on many Canadian plains reserves from 1882 until the 1940s. Despite this, Sun Dance practitioners, such as the Plains Cree, Saulteaux, and Blackfoot, continued to hold Sun Dances throughout the persecution period, minus the prohibited features. Some practiced the dance in secret, and others with permissions from their agents. At least one Cree or Saulteaux Rain Dance has occurred each year since 1880 somewhere on the Canadian Plains. In 1951 government officials revamped the Indian Act and dropped the legislation that prohibited the practices of flesh-sacrificing and gift-giving.[5]

In Canada, the Plains Cree call this ceremony the Thirst Dance; the Saulteaux (Plains Objibwa) call it the Rain Dance; and the Blackfoot (Siksika, Kainai, and Piikani) call it the Medicine Dance. It was also practiced by the Canadian Dakota and Nakoda, and the Dene.

In most Sun Dance cultures, it is forbidden to film ceremony or prayer, so few, if any, images exist of authentic ceremonies. In Alberta, the Kainai Nation permitted their Sun Dance to be filmed in the late 1950s, when tribal leaders were concerned that the traditional ceremony might be dying out. The result was the 1960 National Film Board of Canada documentary Circle of the Sun.[6][7]


Shoshone Sun Dance, 1925
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Fort_Hall_Reservation._Shoshone_Indian_Sun_Dance_-_NARA_-_298649.tif&page=1

In Manitoba, Canada, many Sun Dances are held each year throughout the province, by the Anishinaabe and other First Nations. Dancers usually commit for four years. The lodge is built on the first day by the dancers and helpers, and they dance in a particular area or spot in the Sun Dance lodge. On the fourth day, near the end, there is a giveaway and then a feast. Some ceremonies can have close to 100 people dancing, and the lodge is built large enough to hold all of the dancers, elders, drummers, and helpers.

In some cases many family members and friends come to watch and support the dancers. People camp out at the site for many days. In preparation for the Sun Dance wood needs to be gathered, medicines picked, the site planned, offerings made, elders consulted, trees chosen, trees cut, and feast food made. Much time and energy by many are needed for the entire Sun Dance to work. There are many helpers. Usually there is one leader or a small group of leaders in charge of the ceremony, but many elders help out and advise. Manitoba archival photos of the Sun Dance clearly show that the ceremonies have stayed quite similar since at least the early 1900s.

Notes

^ "Looking Horse Proclamation on the Protection of Ceremonies." Indian Country Today. 25 April 2003 (retrieved 25 April 2010)
^ Chan and Mirchandani 28
^ Chan and Mirchandani 31
^ Echohawk, John. "American Indian Religions Freedom." Native American Rights Fund, Justice Newsletter. Winter 1997 (retrieved 25 May 2010)
^ Brown, 1996: pp. 34-5; 1994 Mandelbaum, 1975, pp. 14-15; & Pettipas, 1994 p. 210. "A Description and Analysis of Sacrificial Stall Dancing: As Practiced by the Plains Cree and Saulteaux of the Pasqua Reserve, Saskatchewan, in their Contemporary Rain Dance Ceremonies" by Randall J. Brown, Master thesis, University of Manitoba, Winnipeg, 1996. Mandelbaum, David G. (1979). The Plains Cree: An ethnographic, historical and comparative study. Canadian Plains Studies No. 9. Regina: Canadian Plains Research Center. Pettipas, Katherine. (1994). "Serving the ties that bind: Government repression of Indigenous religious ceremonies on the prairies." Winnipeg: University of Manitoba Press.
^ Rosenthal, Alan; John Corner. New challenges for documentary. Manchester University Press. pp. 90–91. ISBN 0719068991.
^ Low, Colin; Gil Cardinal. "Circle of the Sun". Curator's comments. National Film Board of Canada. Retrieved 4 December 2009.

References

Chan, Wendy and Kiran Mirchandani, eds. Crimes of Color: Racialization and the Criminal Justice System in Canada. Peterborough, Ontario: Broadview Press, 2002. ISBN 1-55111-303-1.
Gretel Ehrlich, The Solace of Open Spaces, Viking Penguin Inc., 1985.


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