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 Tapiro (Pace e solitudine) - Tapir (Peace and Solitude)

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MessaggioOggetto: Tapiro (Pace e solitudine) - Tapir (Peace and Solitude)   Dom 8 Gen 2012 - 16:40

Il tapiro ci mosterà come essere in pace, l'isolamento e la tranquillità a volte possono risolvere le nostre vite.

Ci insegna che la violenza non è MAI la soluzione. Ma vedremo il resto del suo simbolismo nella seconda parte di questa scheda.

Grazie ai seguenti documenti di wikipedia, di cui io riporto solo qualche stralcio e che per approfondimenti vi invito a visionare anche alle fonti orginali, vedremo le sue caratteristiche e qualche curiosità, come la sua importanza nella cultura asiatica in particolare nella mitologia cinese e giapponese.

Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Tapirus

Tapirus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Benché a prima vista sembrino così diversi, i tapiri sono imparentati con i rinoceronti da una parte e con i cavalli dall'altra. Essi rappresentano uno dei migliori esempi di distribuzione discontinua. Infatti, ve n'è una specie nell'Asia sud-orientale, il tapiro asiatico o malese, e tre specie sull'altra sponda del Pacifico, nell'America centrale e meridionale. Nonostante vivano così lontane, le diverse specie sono marcatamente simili. Delle dimensioni circa di un asino, eccetto che per le zampe più corte, il tapiro è lungo, testa e corpo, circa 180 cm; raggiunge talvolta anche i 240 cm ed è alto 75–100 cm alla spalla. Ha una conformazione robusta e pesa 225–315 kg. Il muso si prolunga in una breve proboscide, con in cima un paio di narici. Gli occhi sono piccoli e le orecchie ovali, erette e non molto mobili. Le zampe sono relativamente corte, con quattro dita su ciascun piede anteriore e tre su ciascuno dei posteriori; i piedi terminano tutti con piccoli zoccoli. Inoltre, possiede una coda assai corta, della lunghezza di soli 5–10 cm. Il corpo, infine, è ricoperto di corti peli setolosi, ma assai densi.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Tapirus_terrestris.jpg

Il tapiro malese ha una vistosa distribuzione di colori, con le parti anteriori e gli arti neri e il resto del corpo bianco; ciò lo rende scarsamente avvistabile nel suo habitat naturale. Degli individui completamente neri sono stati segnalati nella regione sud-orientale di Sumatra, ma è difficile dire se si tratti di individui melanici o di una razza distinta. Le tre specie dell'America centrale e meridionale sono di aspetto simile al tapiro malese, eccetto che per il colore del pelo, che varia dal bruno scuro al rossastro sul dorso, talvolta con colori più chiari sulla testa e sulla gola. Il tapiro brasiliano e quello di Baird hanno una criniera lunga e stretta, non sempre facile da vedere. La pelle del tapiro di montagna è più sottile di quella di altre specie.

Il tapiro malese è diffuso in tutta la Birmania, la Thailandia e la penisola Indocinese, fino alla Malesia e a Sumatra e, secondo alcune voci, è presente anche nel Borneo. Il tapiro brasiliano vive nell'America del Sud, dalla Colombia e dal Venezuela verso sud, fino al Brasile e al Paraguay. Il tapiro di montagna, lanoso o delle Ande, è presente nelle Ande ad altitudini fino ai 4200 m, in Colombia e in Ecuador, e, probabilmente, anche nel Perù settentrionale e nel Venezuela occidentale. Il tapiro di Baird è diffuso dal Messico meridionale, attraverso l'America centrale, fino alla Colombia e all'Ecuador ad ovest delle Ande.

Naso molto sensibile

I tapiri vivono nelle foreste tropicali umide, sempre nei pressi di una buona provvista d'acqua. Bevono molto e trascorrono gran parte del loro tempo a nuotare, a sguazzare nell'acqua e a rotolarsi nel fango come i rinoceronti. Si dice che siano timidi; vivono da soli o in coppie e raramente si possono vedere, giacché di solito, di giorno, si rifugiano nelle foreste, venendo fuori per nutrirsi solo di notte. Sono agili e, se necessario, possono correre velocemente. Quando sono disturbati, cercano rapidamente rifugio in acqua o si precipitano nel fitto della boscaglia. Molto raramente, per quel che si sa, si rivoltano contro l'inseguitore, attaccandolo con i denti o precipitandoglisi contro, abbattendolo e calpestandolo. È comunque la femmina che di solito mette in mostra questo insolito coraggio, per difendere i piccoli.

Il tapiro è dotato di elevate capacità di udito e di olfatto. Il suo muso è molto mobile e sensibile e può essere spostato da una parte all'altra, proteso e ritratto, mettendo il tapiro in condizione di esplorare un'area di terreno di circa 30 cm di diametro senza muovere il resto della testa. Inoltre, in virtù di questa mobilità della proboscide, le narici possono essere poste a terra in ogni punto entro tale circonferenza, permettendo un completo esame di ogni centimetro di suolo raggiunto. Poi, quando trova qualcosa che vale la pena di mangiare, l'animale spinge il muso all'interno della vegetazione e rapidamente ritrae la proboscide, che sembra quasi sparire entro il muso. Quando solleva nuovamente la testa, la proboscide viene ancora una volta protesa per continuare la ricerca del cibo.

I tapiri emettono una gran varietà di richiami, compreso un distinto suono metallico prodotto dalla lingua e dal palato, quando l'animale è in pericolo o soffre.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Tapirbaby.jpg

Lunga discendenza

Ossa di tapiri fossili sono state rinvenute in Europa ed in Asia, e anche nell'America settentrionale e meridionale. I più antichi di questi reperti datano di 50 milioni di anni fa e molte di queste ossa, benché ovviamente della stessa famiglia, differivano da quelle del tapiro di oggi. Ciononostante, circa 20 milioni di anni fa esistevano dei tapiri che assomigliavano considerevolmente alle specie attuali. La loro ampia distribuzione si è poi ridotta, fino a limitarsi ora a due regioni circoscritte e nettamente separate. È sorprendente come essi siano stati tanto a lungo e così largamente diffusi; non tanto sorprendente è anche il fatto che alcuni di essi siano giunti fino ad oggi, poiché, tra tutti i grossi animali della terra, essi sono probabilmente i più completamente indifesi. Infatti sono normalmente lenti e cauti nei loro movimenti, di solito con il muso vicino a terra, e non sono praticamente mai all'erta per evitare eventuali pericoli. È probabile che la proboscide abbia contribuito più di ogni altra cosa alla loro sopravvivenza. In effetti, può rappresentare una sentinella altamente efficiente, saggiando costantemente l'aria in ogni direzione, perfino durante la ricerca del cibo, poiché viene girata e contorta senza posa, con le narici spalancate. Quindi, quando si afferma che il tapiro è timido, si dovrebbe dire piuttosto che esso è sensibilissimo al suo ambiente e pronto a darsi alla fuga. Dunque, può essere questa la ragione principale per la quale i tapiri, pur di così lontana discendenza ed ora così nettamente separati dal punto di vista geografico, hanno subìto tanti pochi cambiamenti: essi si sono così bene adattati alla vita da non aver bisogno di alcun cambiamento. Sicché, il segreto della loro sopravvivenza può essere ben rappresentato da quella corta, ma straordinaria proboscide.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Tapir

Tapir
From Wikipedia, the free encyclopedia

A Tapir (play /ˈteɪpər/ tay-pər or /təˈpɪər/ tə-peer) is a large browsing mammal, similar in shape to a pig, with a short, prehensile snout. Tapirs inhabit jungle and forest regions of South America, Central America, and Southeast Asia. There are four species of Tapirs: the Brazilian Tapir, the Malayan Tapir, Baird's Tapir and the Mountain Tapir. All four species of tapir are classified as endangered or vulnerable. Their closest relatives are the other odd-toed ungulates, including horses and rhinoceroses.

Species

There are four widely recognized extant tapir species, though some authors describe more, and a number of extinct species:

Baird's Tapir, Tapirus bairdii
Brazilian Tapir (also called Lowland Tapir), Tapirus terrestris
Malayan Tapir, Tapirus indicus
Mountain Tapir, Tapirus pinchaque
Tapirus californicus †
Tapirus copei †
Tapirus merriami †
Tapirus polkensis †
Tapirus veroensis †


General appearance

Size varies between types, but most tapirs are about 2 metres (7 ft) long, stand about a metre (3 ft) high at the shoulder, and weigh between 150 and 300 kg (330 to 700 lb). Coats are short and range in color from reddish-brown to grey to nearly black, with the notable exceptions of the Malayan Tapir, which has a white saddle-shaped marking on its back, and the Mountain Tapir, which has longer, woolly fur. All tapirs have oval, white-tipped ears, rounded, protruding rumps with stubby tails, and splayed, hoofed toes, with four toes on the front feet and three on the hind feet, which help them to walk on muddy and soft ground. Baby tapirs of all types have striped-and-spotted coats for camouflage. Females have a single pair of mammary glands.[2]


Physical characteristics

The proboscis of the tapir is a highly flexible structure, able to move in all directions, allowing the animals to grab foliage that would otherwise be out of reach. Tapirs often exhibit the flehmen response, a posture in which they raise their snouts and show their teeth, in order to detect scents. This response is frequently exhibited by bulls sniffing for signs of other males or females in oestrus in the area. The length of the proboscis varies among species; Malayan Tapirs have the longest snouts and Brazilian Tapirs have the shortest.[3] The evolution of tapir probosces, made up almost entirely of soft tissues rather than bony internal structures, gives the Tapiridae skull a unique form in comparison to other perissodactyls, with a larger sagittal crest, orbits positioned more rostrally, a posteriorly telescoped cranium, and a more elongated and retracted nasoincisive incisure.[4][5]

Behaviour

Although they frequently live in dryland forests, tapirs with access to rivers spend a good deal of time in and under the water, feeding on soft vegetation, taking refuge from predators, and cooling off during hot periods. Tapirs near a water source will swim, sink to the bottom and walk along the riverbed to feed, and have been known to submerge themselves under water to allow small fish to pick parasites off their bulky bodies.[16] Along with fresh water lounging, tapirs often wallow in mud pits, which also helps to keep them cool and free of insects.

In the wild, the tapir’s diet consists of fruit, berries, and leaves, particularly young, tender growth. Tapirs will spend many of their waking hours foraging along well-worn trails, snouts to the ground in search of food. Baird’s Tapirs have been observed to eat around 40 kilograms (85 pounds) of vegetation in one day.[17]

Tapirs are largely nocturnal and crepuscular, although the smaller Mountain Tapir of the Andes is generally more active during the day than its congeners. They have monocular vision.

Copulation may occur in or out of water, and in captivity, mating pairs will often copulate multiple times during oestrus.[18][19]


Evolution and natural history

The first tapirids, such as Heptodon, appeared in the early Eocene.[20] They appeared very similar to modern forms, but were about half the size, and lack the proboscis. The first true tapirs appeared in the Oligocene, and by the Miocene, such genera as Miotapirus were almost indistinguishable from the extant species. It is believed that Asian and American tapirs diverged around 20 to 30 million years ago, and that tapirs migrated from North America to South America around 3 million years ago, as part of the Great American Interchange.[21] For much of their history, tapirs were spread across the northern hemisphere, where they became extinct as recently as 10,000 years ago.[22] Tapirus merriami, Tapirus veroensis, Tapirus copei, and Tapirus californicus became extinct during the Pleistocene in North America.

It is also believed by some scientists that the tapir may have evolved from the Hyracotherium (a primitive horse).[23]



Cultural references

In Chinese, Korean and Japanese, the tapir is named after a beast from Chinese mythology. A feature of this mythical creature is a snout like that of an elephant. In Japanese folklore, tapirs can eat people's dreams. In Chinese, the name of this beast, subsequently the name of the tapir, is mò in Mandarin (貘) and mahk in Cantonese (貘). The Korean equivalent is maek (Hangul: 맥, Hanja: 貘 [출처] 테이퍼 [貘, tapir ] ), while it is called baku (バク) in Japanese. The Chinese file hosting service Mofile has been referred to as the tapir by Chinese-speaking users.

In the prehistoric sequences of the science fiction film 2001: A Space Odyssey, tapirs appear alongside primitive hominids. The tapir was chosen because of its unusual appearance, which is frequently described as being prehistoric. However, there is no fossil-based evidence of tapirs ever existing in Africa.[33]

Near the start of the film Ice Age (2002), a family of tapirs appear in a herd of many species, several being prehistoric. The father tapir scolds his children for playing in tar.


Attribution: Tropenmuseum of the Royal Tropical Institute (KIT)
Lowland Tapir earthenware from Suriname, made before 1914
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Tropenmuseum_Royal_Tropical_Institute_Objectnumber_7-106_Aardewerken_tapir.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Tapiro (Pace e solitudine) - Tapir (Peace and Solitude)   Lun 9 Gen 2012 - 9:32

Come vedremo dai seguenti documenti di wikipedia il tapiro è presente nella mitologia giapponese e cinese. Anche se in antichità la figura mitologica chiamata Baku prendeva l'aspetto chimerico di diversi animali, come l'elefante, il bue e la tigre, più tardi la sua rappresentazione moderna divenne quella del tapiro, da cui prende il nome appunto Baku.

A seguire riporto un documento sul significato totemico del tapiro, potremo così scoprire ad esempio che il tapiro ci insegna che nel mondo quotidiano sono necessarie la dolcezza, la quiete e la pazienza.

Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Baku_%28mitologia%29

Baku (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il Baku (獏 o 貘 letteralmente "tapiro"?) è uno yokai, una creatura leggendaria della mitologia giapponese, originaria della mitologia cinese (pinyin mú o mò).

Aspetto

Probabilmente legato ad un significato mitologico del tapiro, condivide con esso il nome e molte caratteristiche fisiche; è però spesso rappresentato in termini chimerici. Una popolare rappresentazione lo vorrebbe dal corpo di orso, zampe di tigre, coda di bue e occhi di rinoceronte; un'antica descrizione cinese gli attribuisce invece l'aspetto di una capra con nove code, quattro orecchie e occhi sul dorso.

Caratteristiche

Il baku è considerato una creatura benigna, a cui in Cina si attribuisce la capacità di allontanare il male, ma è soprattutto conosciuto per la sua capacità di divorare gli incubi degli esseri umani e la sfortuna che li accompagna. In alcune zone è d'uso che una persona che si risveglia da un incubo reciti tre volte la frase "cedo il mio sogno al baku perché lo mangi", o varianti della frase. Le immagini della creatura (o il suo ideogramma) erano considerate ornamenti di buon auspicio per gli arredamenti delle camere da letto, e anticamente venivano cuciti in oro sui cuscini delle famiglie nobili.

Il baku è anche considerato capace di divorare gli spiriti cattivi che causano le epidemie, e dormire sulla sua pelliccia preverrebbe le malattie e la malasorte.

Baku nella cultura popolare

I baku compaiono in molte opere giapponesi, soprattutto anime e manga.

I Pokémon Drowzee e Munna sono ispirati al baku e in Digimon compare Bakumon. Anche in Monster Rancher compare un baku.
In Magic: The Gathering, nel mazzo ispirato al Giappone Traditori di Kamigawa compaiono i baku[1].
I baku compaiono anche nell'espansione Oriental Adventures di Dungeons & Dragons, con il nome "Shirokinukatsukami".
Nel libro di fumetti The Sandman: The Dream Hunters, scritto da Neil Gaiman e illustrato da Yoshitaka Amano per la serie The Sandman della DC Comics, compare un baku.
Nel videogioco per Playstation 2 Dual Hearts, il baku è rappresentato come un "maiale" che mangia sogni.
In uno dei primi episodi dell'anime Lamù, un baku si materializza per caso nel mondo reale quando Ataru Moroboshi si sveglia improvvisamente da un brutto sogno. Un baku compare anche nel secondo film della serie.
In Final Fantasy IX, il capo di Tantalus si chiama Baku.
Il libro illustrato The Dream Eater di Diane Goode parla di un ragazzo, Yukio, che incontra un baku e lo porta nel suo villaggio.
Nella serie Onegai MyMelody, Baku è un tapirotto volante che mangia le note nere, simbolo dei sogni "non buoni".
Nel capitolo 479 del manga Naruto, Danzo evoca un baku per cercare di sconfiggere Sasuke Uchiha.
Nella serie anime xxxHOLiC: Kei delle CLAMP, un personaggio chiamato "il mercante di sogni" viene rappresentato come un tapiro antropomorfo che parla con il tipico accento di Osaka.

Bibliografia

Shigeru Mizuki, Mujara 5: Tōhoku, Kyūshū-hen (in giapponese), Giappone, Soft Garage, 2004, p. 137. ASIN 4861330270
W. B. Mason; Basil Hall Chamberlain, A Handbook for Travellers in Japan (in inglese), J. Murray, 1901, p. 201.



Un baku in un ukiyo-e di Katsushika Hokusai.
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:HokusaiBaku.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Baku_%28spirit%29

Baku (spirit)
From Wikipedia, the free encyclopedia

Baku (獏 or 貘?) are Japanese supernatural beings that devour dreams and nightmares. They have a long history in Japanese folklore and art, and more recently have appeared in Japanese anime and manga (see examples cited below).

The Japanese term baku has two current meanings, referring to both the traditional dream-devouring creature and to the zoological tapir (e.g., the Malaysian tapir).[1] In recent years, there have been changes in how the baku is depicted.

History and Description

The traditional Japanese nightmare-devouring baku originates in Chinese folklore and was familiar in Japan as early as the Muromachi period (14th-15th century).[2] Hori Tadao (2005) has described the dream-eating abilities attributed to the traditional baku and relates them to other preventatives against nightmare like the use of amulets. Kaii-Yōkai Denshō Database, citing a 1957 paper, and Mizuki (2004) also describe the dream-devouring capacities of the traditional baku.

An early 17th century Japanese manuscript, the Sankai Ibutsu (山海異物), describes the baku as a shy, Chinese mythical chimera with an elephant’s trunk, rhinoceros eyes, an ox tail, and tiger paws, which in belief protected against pestilence and evil, although eating nightmares was not included among its abilities.[1] However, in a 1791 Japanese wood-block illustration, a specifically dream-destroying baku is depicted with an elephant’s head, tusks, and trunk, with horns and tiger’s claws.[3] The elephant’s head, trunk, and tusks are characteristic of baku portrayed in classical era (pre-Meiji) Japanese wood-block prints (see illustration) and in shrine, temple, and netsuke carvings.[4][5][6][7]Writing in the Meiji era, Lafcadio Hearn (1902) described a baku with very similar attributes that was also able to devour nightmares.[8]

Modern Representations

Since the 1980s, the baku appears not as a chimera of an elephant and tiger but as a zoologically recognizable tapir. Examples include Oshii Mamoru’s 1984 animated film Beautiful Dreamer,[9][10] which is based on an episode of Rumiko Takahashi's manga Urusei Yatsura (1978-1987) that depicts the baku as a tapir.[11] Tapir baku appear in Pokemon in the character Drowzee[12] and in Digimon, which features a character called Bakumon or Tapirmon.[13] They also appear in Haruhiko Mikimoto's manga Marionette Generation (2001, original 1990).[14] However, not all modern baku/yumekui are tapirs ("yumekui" means "dream-eater"). In Satoshi Kon’s 2007 animated film “Paprika,” Paprika, a young woman who is kami of the Dreamtime, is a baku/yumekui who devours a dream-villain at the film’s climax.[15][16] Hakase Mizuki's 2007 manga Ba_ku (sic) and Shin Mashiba's 2008 manga Nightmare Inspector: Yumekui Kenbun are also about baku/yumekui who are not tapirs.[17][18] Dream-eating, tapir-shaped baku have also entered non-Japanese popular culture. The picture book "The Dream Eater" by Christian Garrison tells the story of a young boy, Yukio, who meets a baku and brings it to his village.[19] A non-Japanese video game featuring a dream-eating tapir also exists (see external link).

References

^ a b Nakagawa Masako 1999 Sankai ibutsu: An early seventeenth-century Japanese illustrated manuscript. Sino-Japanese Studies, 11:24-38. pages 33-34.
^ Hori Tadao 2005 "Cultural note on dreaming and dream study in the future: Release from nightmare and development of dream control technique," Sleep and Biological Rhythms 3 (2), 49–55.
^ Kern, Adam L. 2007 Manga from the Floating World: Comicbook culture and the kibyoshi of Edo Japan. Cambridge: Harvard University Asian Center. page 236, figure 4.26.
^ http://www.sirasaki.co.jp/baku/baku.html. (Accessed September 5, 2007.)
^ http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/fv20070216a1.html. (Accessed September 8, 2007.)
^ http://www.onmarkproductions.com/html/shrine-guide-2.shtml. (Accessed September 8, 2007.)
^ http://collectionsonline.lacma.org/mwebcgi/mweb.exe?request=image;hex=M91_250_104.jpg (Accessed October 12, 2010.)
^ Hearn, Lafcadio 1902 Kottō: Being Japanese Curios, with Sundry Cobwebs. Macmillan & Co., Ltd. pages 245-248. ISBN 4-8613-3027-0.
^ Oshii Mamoru 1984 Beautiful Dreamer. New York:US Manga Corp. ASIN: B0001Y4MRW.
^ Ruh, Brian 2004 Stray Dog of Anime: The Films of Mamoru Oshii. New York: Palgrave Macmillan.
^ Takahashi Rumiko 1995 Waking to a nightmare. In: The Return of Lum: Urusei Yatsura. San Francisco: Viz. Pp. 141-156.
^ http://www.pokemon.com/us/pokedex/#96
^ Digimon Dictionary: Bakumon
^ Mikimoto Haruhiko 2001 (original 1990). A Profile of the Heart. In: Marionette Generation, Volume 1, San Francisco: Viz Communications. pages 159-178.
^ Kon Satoshi 2007 Paprika. Tokyo: Sony Pictures. ASIN B000O58V8O.
^ Perper, Timothy and Martha Cornog. 2009 "Psychoanalytic Cyberpunk Midsummer-Night’s Dreamtime: Kon Satoshi’s Paprika." Mechademia: An Annual Forum for Anime, Manga and the Fan Arts, 4:326-329.
^ Hakase Mizuki 2007 Ba_ku. Los Angeles, CA: TokyoPop. (The underscore is correct; it's in the original title.)
^ Mashiba, Shin 2008 Nightmare Inspector: Yumekui Kenbun. San Francisco: Viz Media. ISBN 978-1-4215-1758-2.
^ Garrison, Christian (1978). The Dream Eater. Scarsdale, NY: Bradbury Press. ISBN 0-87888-134-4.

Kaii-Yōkai Denshō Database. International Research Center for Japanese Studies. Retrieved on 2007-05-12. (summary of excerpt from Warui Yume o Mita Toki ( 悪い夢をみたとき, When You've Had a Bad Dream?) by Keidō Matsushita, published in volume 5 of the journal Shōnai Minzoku (庄内民俗, Shōnai Folk Customs) on June 15, 1957).

Mizuki, Shigeru 2004 Mujara 5: Tōhoku, Kyūshū-hen (in Japanese). Japan: Soft Garage. page 137. ISBN 4-8613-3027-0.



FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/tapir.htm

TAPIR

Peace, Solitude

Tapir shows us how to be at peace,
how seclusion and quietness can bring fulfillment to our lives.

Tapir is by nature a gentle creature, but it will fight when cornered. Its aggression when cornered is fierce and terrible, but at almost all other times the tapir assesses the situation and simply runs away from the threat.
Tapir teaches us that violence is never the answer.

Tapir can also teach us to value the regenerative and healing aspects of mud and salt.

While the tapir can be fast and agile when it needs to be,
it lives most of its life slowly wandering along paths, gently negotiating most of what it does.
Tapir teaches us that gentleness, patience and quietude are necessary in our day to day lives.

Tapir people tend to be reclusive and shy, happy in jobs where they are their own boss,
and find strength in solitary, nature-friendly environments.

All images are public domain.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Junger_Flachlandtapir.JPG
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