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 Acacia : forza - immortalità

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MessaggioOggetto: Acacia : forza - immortalità   Lun 27 Feb 2012 - 8:29

QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.


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La resistenza e la durezza di questa pianta le hanno conferito qualità come la forza, vigore e perennità.

Tra le curiosità vedremo il valore, il significato e il simbolismo attribuitele dalla tradizione Massonica, come purezza e resistenza dell'anima, resurrezione e immortalità.

In Asia viene usata sotto forma di incenso per rituali e cerimonie, per allontanare demoni e fantasmi.

Impiegata anche nellla medicina popolare, soprattutto in quella ayurvedica...riporto solo qualche stralcio dei documenti di wikipedia perciò per approfondimenti si consiglia la visione anche alle fonti originali

Buona lettura.


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Acacia

Acacia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Acacia Mill., 1754 è un genere di piante della famiglia delle Mimosaceae (o Fabaceae secondo la classificazione APG).

Ci sono approssimativamente 1300 specie di Acacia al mondo, di cui circa 960 originarie dell'Australia e le rimanenti diffuse nelle regioni calde e a clima tropicale di entrambi gli emisferi, in Africa, nel sud-est asiatico e nelle Americhe.

Tassonomia

L'Acacia baileyana F. Muell. originaria dell'Australia, è una pianta rustica, albero o arbusto di 2–4 m di altezza, con ramificazioni più o meno pendule, ha foglie bipennate, con 4-8 divisioni ciascuna con 10-20 paia di foglioline lineari, di un colore verde-glauco argentato, in primavera portano racemi di 20-30 capolini globosi, con fiori di colore giallo-oro.

L'Acacia cultriformis A. Cunn. ex Benth originaria dell'Australia, arbusto sempreverde con fiori ermafroditi, raggiunge un'altezza di 4 m.

L'Acacia dealbata Link originaria dell'Australia, albero sempreverde con fiori profumati, ermafroditi, può arrivare ad una altezza di oltre 25 m. È la comune mimosa dei fiorai e della Giornata Internazionale della Donna.

L'Acacia farnesiana (L.) Willd. volgarmente chiamata Gaggia originaria delle zone calde del globo, si presenta come un arbusto o alberello, sempreverde nei climi miti, con tronco e rami spinosi, foglie bipennate. infiorescenze primaverili profumatissime e globose, di colore giallo-arancio, solitarie o in piccoli gruppi.

L'Acacia greggii A. Gray specie poco rustica, originaria degli U.S.A. (New Mexico, Texas e Arizona) arbusto, o a volte piccolo albero alto 5–7 m, con foglie bipinnate, fiori di colore giallo-chiaro, riuniti in infiorescenze, frutti lunghi una decina di centimetri.

L'Acacia iteaphylla F. Muell. ex Benth. specie poco rustica originaria dell'Australia, arbusto alto 3–4 m con rami penduli o ascendenti, di colore verde-grigiastro, i giovani rami presentano apici di colore rosso-porpora, piccioli fogliari appiattiti e simili a foglie (fillodi) lanceolati, di colore verde-bluastro argentato, in primavera porta racemi ascellari con 8-12 gruppi di 6-12 capolini globosi di colore giallo-citrinoe, frutti lunghi 6–12 cm, di colore verde-bluastro

L'Acacia karroo Hayne (= Acacia horrida) specie abbastanza rustica originaria del Sud Africa, grande arbusto o albero di 10–15 m dalla chioma tondeggiante, le foglie bipennate, sono composte da 2-6 paia di pinne, ciascuna con 5-20 paia di foglioline oblunghe, stipole spinose, infiorescenze estive, globose e profumate di colore giallo-intenso, riunite in gruppi di 5-8.

L'Acacia nilotica (L.) Delile subsp. leiocarpa Brenan specie poco rustica originaria dell'Africa tropicale, albero di 10 m d'altezza, con chioma tondeggiante e allargata, foglie bipennate, con stipole lunghe e spinose di colore rosso-brunastro, infiorescenze primaverili, ascellari e globose, solitarie o in gruppi di 2-6, di colore giallo-intenso.

L'Acacia podalyriifolia A. Cunningham ex G. Don originaria dell'Australia, albero sempreverde, con fiori profumati, ermafroditi, non supera l'altezza di 3 m.

L'Acacia retinoides Schldl. specie di buona rusticità originaria dell'Australia e della Tasmania, arbusto o alberello, con piccioli fogliari appiattiti e simili a foglie (fillodi) allungati e stretti, racemi primaverili e autunnali, di 6-12 fiori profumati e di colore giallo-pallido.

L'Acacia rubida Cunn. specie di buona rusticità originaria dell'Australia, arbusto o alberello di 2–10 m d'altezza, con rami appiattiti, di forma angolosa, glabri, con i giovani rami di colore rosso-brunastro, piccioli fogliari appiattiti e simili a foglie (fillodi) lanceolati, di colore verde-bluastro o rossastro, a volte presenti anche folgie giovanili bipennate, inforescenze primaverili lunghe 10–15 cm, formate da 10-15 fiori globosi portati da peduncoli di colore rossastro.

L'Acacia terminalis (Salisb.) Macbr. (= Acacia botrycephala) specie poco rustica originaria dell'Australia, arbusto o piccolo albero con foglie bipennate formate da 10-15 paia, di colore verde scuro, infiorescenze primaverili globose, di colore giallo-scuro riunite in racemi terminali.



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Acacia_dealbata_fruto.jpg


Attribuzione: Stan Shebs
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Acacia_constricta_branch.jpg


Coltivazione

Le Acacia preferiscono terreno asciutto e ben drenato non calcareo, posizione in pieno sole riparata dai venti freddi, nelle località a clima freddo si possono coltivare in vaso per poterle riparare in locali idonei nei mesi invernali.

Dopo la fioritura è da prevedere sempre un'energica potatura. Le specie più comuni fioriscono durante l'inverno o all'inizio della primavera.

La moltiplicazione avviene per semina per talea o per innesto sopra un soggetto ottenuto da seme di A. retinodes.

Usi

È indicata nelle diete dato che diminuisce il senso di fame e produce un effetto lassativo ed attenua l'assorbimento dei grassi e degli zuccheri.[1]


Curiosità

La Massoneria ha scelto come simbolo floreale l'acacia, pianta con grande valore simbolico collegata alla leggenda del Maestro Hiram[2], in quanto ritenuta vigorosa e gentile simbolo di immortalità e purezza, che non appassisce mai durante il corso delle stagioni eppure si rinnova sempre. Ha il significato di innocenza; l'acacia bianca è simbolo di amore platonico. L'acacia è l'albero che forniva il sacro legno Shittim degli Ebrei.

Note

^ "Farmacia al naturale", di Luca Fioretti, pubbl. su "Sapere & Salute", anno 3, giugno 1998, num.15, pag.44
^ Domenico V. Ripa Montesano, Vademecum di Loggia, Roma, Edizione Gran Loggia Phoenix, 2009. ISBN 978-88-905059-0-4



Attribution: Stan Shebs
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Acacia_greggii_thorns.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Acacia

Acacia (play /əˈkeɪʃə/ or /əˈkeɪsiə/) is a genus of shrubs and trees belonging to the subfamily Mimosoideae of the family Fabaceae, first described in Africa by the Swedish botanist Carl Linnaeus in 1773. Many non-Australian species tend to be thorny, whereas the majority of Australian acacias are not. They are pod-bearing, with sap and leaves typically bearing large amounts of tannins and condensed tannins that historically in many species found use as pharmaceuticals and preservatives.

The generic name derives from ακακία (akakia), the name given by early Greek botanist-physician Pedanius Dioscorides (ca. 40-90) to the medicinal tree A. nilotica in his book Materia Medica.[2] This name derives from the Greek word for its characteristic thorns, ακις (akis, thorn).[3] The species name nilotica was given by Linnaeus from this tree's best-known range along the Nile river.

Acacias are also known as thorntrees, whistling thorns or wattles, including the yellow-fever acacia and umbrella acacias.

The genus Acacia previously contained roughly 1300 species, about 960 of them native to Australia, with the remainder spread around the tropical to warm-temperate regions of both hemispheres, including Europe, Africa, southern Asia, and the Americas. However, in 2005 the genus was divided into five separate genera. The name Acacia was retained for the majority of the Australian species and a few in tropical Asia, Madagascar and Pacific Islands. Most of the species outside Australia, and a small number of Australian species, were reclassified into Vachellia and Senegalia. The two final genera, Acaciella and Mariosousa, only contain about a dozen species from the Americas each.

Classification

The traditional circumscription of the genus Acacia is not monophyletic. This discovery has led to the breaking up of Acacia into five genera as discussed in: List of Acacia species, along with the much debated re-typification of the genus with an Australian species instead of the original African type species.[4] That decision has lead a group of taxonomists to decide to continue to use the traditional Acacia sensu lato circumscription of the genus.[4] This is however probably bad practice and in direct violation of modern principles of classification.[5][6] When the genus is divided, the traditional acacias of Africa are now treated in the genera Vachellia and Senegalia, some of the American species are placed in Acaciella and Mariosousa, and the majority of species still treated in the genus Acacia are confined to Australia.

In common parlance, the term "acacia" is occasionally misapplied to species of the genus Robinia, which also belongs in the pea family. Robinia pseudoacacia, an American species locally known as Black Locust, is sometimes called "false acacia" in cultivation in the United Kingdom.

Geography

Acacias in Australia probably evolved their fire resistance about 20 million years ago when fossilised charcoal deposits show a large increase, indicating that fire was a factor even then.[citation needed] With no major mountain ranges or rivers to prevent their spread, the wattles began to spread all over the continent as it dried and fires became more common.[citation needed] They began to form dry, open forests with species of the genera Casuarina, Eucalyptus and Callitris (Cypress-pines).

The southernmost species in the genus are Acacia dealbata (Silver Wattle), Acacia longifolia (Coast Wattle or Sydney Golden Wattle), Acacia mearnsii (Black Wattle), and Acacia melanoxylon (Blackwood), reaching 43°30' S in Tasmania, Australia, while Acacia caven (Espinillo Negro) reaches nearly as far south in northeastern Chubut Province of Argentina.[citation needed]

Australian species are usually called wattles, while African and American species tend to be known as acacias.[citation needed]

Acacia albida, Acacia tortilis and Acacia iraqensis can be found growing wild in the Sinai desert and the Jordan valley. It[clarification needed] is found in the savanna vegetation of the tropical continental climate. It grows wild in Montserrat West Indies; there it is locally referred to as 'cusha.'

Description

The leaves of acacias are compound pinnate in general. In some species, however, more especially in the Australian and Pacific islands species, the leaflets are suppressed, and the leaf-stalks (petioles) become vertically flattened, and serve the purpose of leaves. These are known as phyllodes. The vertical orientation of the phyllodes protects them from intense sunlight, as with their edges towards the sky and earth they do not intercept light so fully as horizontally placed leaves. A few species (such as Acacia glaucoptera) lack leaves or phyllodes altogether, but possess instead cladodes, modified leaf-like photosynthetic stems functioning as leaves.

The small flowers have five very small petals, almost hidden by the long stamens, and are arranged in dense globular or cylindrical clusters; they are yellow or cream-colored in most species, whitish in some, even purple (Acacia purpureapetala) or red (Acacia leprosa Scarlet Blaze). Acacia flowers can be distinguished from those of a large related genus, Albizia, by their stamens which are not joined at the base. Also, unlike individual Mimosa flowers, those of Acacia have more than 10 stamens.[7]

The plants often bear spines, especially those species growing in arid regions. These sometimes represent branches which have become short, hard and pungent, or sometimes leaf-stipules. Acacia armata is the Kangaroo-thorn of Australia and Acacia erioloba is the Camelthorn of Africa.

Acacia seeds can be difficult to germinate. Research has found that immersing the seeds in various temperatures (usually around 80 °C) and manual seed coat chipping can improve yields to approximately 80 percent.[8]

Uses

Food uses

Acacia seeds are often used for food and a variety of other products.

In Burma, Laos and Thailand, the feathery shoots of Acacia pennata (common name cha-om, ชะอม and su pout ywet in Burmese) are used in soups, curries, omelettes, and stir-fries.

In Mexico the seeds are known as Guajes. Guajes or huajes are the flat, green pods of an acacia tree. The pods are sometimes light green or deep red in color—both taste the same. Guaje seeds are about the size of a small lima bean and are eaten raw with guacamole, sometimes cooked and made into a sauce. They can also be made into fritters. The ground seeds are used to impart a slightly garlicy flavor to a mole called guaxmole (huaxmole). The dried seeds may be toasted and salted and eaten as a snack referred to as "cacalas".

The predominantly herbivorous spider Bagheera kiplingi, which is found in Central America and Mexico, feeds on nubs at the tips of the acacia leaves, known as Beltian bodies, which contain high concentrations of protein. These nubs are produced by the acacia as part of a symbiotic relationship with certain species of ant, which also eat them.[11]

Acacia is listed as an ingredient in Sun Drop, Fresca, a citrus soft drink, RC Cola, Barq's root beer, Full Throttle Unleaded Energy Drink, Strawberry-Lemonade Powerade[12] as well as in Läkerol pastille candies, Altoids mints, Langer's Pineapple coconut Juice, Wrigley's Eclipse chewing gum and M&Ms Pretzel.

Honey labeled under the term 'Acacia Honey' is a type of honey produced by bees from a false acacia known as black locust in North America, but called by the misnomer 'acacia' in Europe, hence this liquid honey which practically doesn't crystallize does not come from true acacias.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Acacia_dealbata_seeds.jpg

Gum

Various species of acacia yield gum. True gum arabic is the product of Acacia senegal, abundant in dry tropical West Africa from Senegal to northern Nigeria.

Acacia arabica is the gum-Arabic tree of India, but yields a gum inferior to the true gum-Arabic.

Uses in folk medicine

Acacia species have possible uses in folk medicine.[citation needed] In Ayurvedic medicine, Acacia nilotica may be a remedy helpful for treating premature ejaculation.[citation needed] A 19th century Ethiopian medical text describes a potion made from an Ethiopian species of Acacia (known as grar) mixed with the root of the tacha, then boiled, as a cure for rabies.[13]

An astringent medicine high in tannins, called catechu or cutch, is procured from several species, but more especially from Acacia catechu, by boiling down the wood and evaporating the solution so as to get an extract.[14][15] The catechu extract from Acacia catechu figures in the history of chemistry in giving its name to the catechin, catechol, and catecholamine chemical families ultimately derived from it.

Ornamental uses

A few species are widely grown as ornamentals in gardens; the most popular perhaps is Acacia dealbata (Silver Wattle), with its attractive glaucous to silvery leaves and bright yellow flowers; it is erroneously known as "mimosa" in some areas where it is cultivated, through confusion with the related genus Mimosa.

Another ornamental acacia is Acacia xanthophloea (Fever Tree). Southern European florists use Acacia baileyana, Acacia dealbata, Acacia pycnantha and Acacia retinodes as cut flowers and the common name there for them is mimosa.[16]

Ornamental species of acacia are also used by homeowners and landscape architects for home security. The sharp thorns of some species deter unauthorized persons from entering private properties, and may prevent break-ins if planted under windows and near drainpipes. The aesthetic characteristics of acacia plants, in conjunction with their home security qualities, makes them a considerable alternative to artificial fences and walls.

Paints

The ancient Egyptians used Acacia in paints.[17]

Perfume

Acacia farnesiana is used in the perfume industry due to its strong fragrance. The use of Acacia as a fragrance dates back centuries.


Symbolism and ritual



Egyptian goddess Isis
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Philae_Temple_Egypt_Goddess_Isis_As_Angel_Mural_Artwork_2004-10-11.jpg

The Acacia is used as a symbol in Freemasonry, to represent purity and endurance of the soul, and as funerary symbolism signifying resurrection and immortality. The tree gains its importance from the description of the burial of Hiram Abiff, the builder of King Solomon's Temple in Jerusalem.[citation needed]

Egyptian mythology has associated the acacia tree with characteristics of the tree of life (see the article on the Myth of Osiris and Isis).

Several parts (mainly bark, root and resin) of Acacia are used to make incense for rituals. Acacia is used in incense mainly in India, Nepal, and China including in its Tibet region. Smoke from Acacia bark is thought to keep demons and ghosts away and to put the gods in a good mood. Roots and resin from Acacia are combined with rhododendron, acorus, cytisus, salvia and some other components of incense. Both people and elephants like an alcoholic beverage made from acacia fruit.[18] According to Easton's Bible Dictionary, the Acacia tree may be the “burning bush” (Exodus 3:2) which Moses encountered in the desert.[19] Also, when God gave Moses the instructions for building the Tabernacle, he said to "make an ark " and "a table of acacia wood" (Exodus 25:10 & 23, Revised Standard Version)

In Russia, Italy and other countries it is customary to present women with yellow mimosas (among other flowers) on International Women's Day (March Cool. These "mimosas" are actually from Acacia dealbata (Silver Wattle).

Tannin

The bark of various Australian species, known as wattles, is very rich in tannin and forms an important article of export; important species include Acacia pycnantha (Golden Wattle), Acacia decurrens (Tan Wattle), Acacia dealbata (Silver Wattle) and Acacia mearnsii (Black Wattle).

Black Wattle is grown in plantations in South Africa. Most Australian acacia species introduced to South Africa have become an enormous problem, due to their naturally aggressive propagation. The pods of Acacia nilotica (under the name of neb-neb), and of other African species are also rich in tannin and used by tanners.

Species

There are over 1,300 species of Acacia. See List of Acacia species for a more complete listing.

Famous acacia

Perhaps the most famous acacia is the Arbre du Ténéré in Niger. The reason for the tree's fame is that it used to be the most isolated tree in the world, approximately 400 km (249 mi) from any other tree. The tree was knocked down by a truck driver in 1973.

Notes

^ Genus: Acacia Mill. - Germplasm Resources Information Network (GRIN)
^ "Acacia nilotica (acacia)". Plants & Fungi. Royal Botanic Gardens, Kew. Retrieved 2010-01-28.
^ Quattrocchi, Umberto (2000). CRC World Dictionary of Plant Names. 1 A-C. CRC Press. p. 6. ISBN 978-0-8493-2675-2.
^ a b Gideon F. Smith & Estrela Figueiredo (2011). "Conserving Acacia Mill. with a conserved type: What happened in Melbourne?". Taxon 60 (5): 1504–1506.
^ Backlund, A. and K. Bremer (1998). To be or not to be - principles of classification and monotypic plant families. Taxon 47: 391-400
^ A. Thanukos (2009) A Name by Any Other Tree. Evolution: Educational Outreach 2: 303–309.
^ Singh, Gurcharan (2004). Plant Systematics: An Integrated Approach. Science Publishers. p. 445. ISBN 978-1-57808-351-0.
^ J Clemens, PG Jones, NH Gilbert (1977). "Effect of seed treatments on germination in Acacia". Australian Journal of Botany 25 (3): 269–267. doi:10.1071/BT9770269.
^ "Evolutionary change from induced to constitutive expression of an indirect plant resistance : Abstract : Nature". www.nature.com. Retrieved 2008-04-20.
^ a b Chemistry of Acacias from South Texas
^ Meehan, Christopher J.; Olson, Eric J.; Curry, Robert L. (21 August 2008): Exploitation of the Pseudomyrmex–Acacia mutualism by a predominantly vegetarian jumping spider (Bagheera kiplingi). The 93rd ESA Annual Meeting.
^ Powerade Ion4 Sports Drink, B Vitamin Enhanced, Strawberry Lemonade | Wegmans
^ Richard Pankhurst, An Introduction to the Medical History of Ethiopia (Trenton: Red Sea Press, 1990), p. 97
^ An OCR'd version of the US Dispensatory by Remington and Wood, 1918.
^ [1] Cutch and catechu plant origin from the Food and Agriculture (FAO) department of the United Nations. Document repository accessed Nov. 5, 2011
^ World Wide Wattle
^ Excerpt from A Consumer's Dictionary of Cosmetic Ingredients: Fifth Edition (Paperback) Amazon.com
^ Naturheilpraxis Fachforum (German)[dead link]
^ Easton's Bible Dictionary: Bush
^ Maugh, T.H.II. (2009-04-24). "New species of tree identified in Ethiopia". Los Angeles Times. Retrieved 2008-04-24.
^ Barr, D. A., and Atkinson, W. J. (1970). "Stabilization of coastal sands after mining". J. Soil Conserv. Serv. N.S.W. 26: 89–105..
^ Acacia mearnsii (PIER species info)
^ Cyanogenic Glycosides in Ant-Acacias of Mexico and Central America David S. Seigler, John E. Ebinger The Southwestern Naturalist, Vol. 32, No. 4 (December 9, 1987), pp. 499-503 doi:10.2307/3671484
^ Chemotaxonomie der Pflanzen By Robert Hegnauer
^ FAO Kamal M. Ibrahim, The current state of knowledge on Prosopis juliflora...[dead link]


General references

Clement, B.A., Goff, C.M., Forbes, T.D.A. Toxic Amines and Alkaloids from Acacia rigidula, Phytochem. 1998, 49(5), 1377.
Shulgin, Alexander and Ann, TiHKAL the Continuation. Transform Press, 1997. ISBN 978-0-9630096-9-2



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Acacia_heterophylla_1.JPG
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MessaggioOggetto: Re: Acacia : forza - immortalità   Lun 27 Feb 2012 - 8:35

Ancora qualche curiosità su questa nobile pianta...

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Simbologia_delle_piante#Acacia

Acacia

Significati come la forza e il vigore vengono associati all'acacia grazie alla resistenza, qualità principale del suo legno. In massoneria l'acacia è vista come portatrice di positività e questa sua particolare qualità deriva da un passaggio biblico riguardante la costruzione del tempio di Gerusalemme. Ma la storia più importante che riguarda questa pianta si riallaccia alla vicenda riguardante l'Arca di Noè. Leggenda vuole infatti che l'Arca sia stata costruita con il legno di questa pianta.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_del_T%C3%A9n%C3%A9r%C3%A9

Albero del Ténéré
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'albero del Ténéré (in francese L'Arbre du Ténéré) era un'acacia (probabilmente un'Acacia tortilis raddiana), che si ergeva solitaria nel deserto del Ténéré, e veniva considerata l'albero più isolato al mondo, dal momento che non ve n'erano altri per un raggio di oltre 400 chilometri tutt'intorno. Costituiva un punto di riferimento per le carovane di cammelli che attraversavano questo deserto, nel nordovest del Niger. A tal punto che è l'unico albero ad essere segnalato su di una cartina a scala 1:4.000.000. La sua posizione era 17°45′00″N 10°04′00″E

Si trattava dell'ultima pianta sopravvissuta di un gruppo di alberi cresciuto quando il deserto era meno arido di oggi. L'albero è rimasto in piedi per molti decenni. Durante l'inverno del 1938–1939, scavando un pozzo in prossimità dell'albero si ebbe modo di scoprire che le radici raggiungevano la falda freatica, profonda 33–36 metri nel sottosuolo.

Il comandante delle A.M.M. (affaires militaires musulmanes), Michel Lesourd, del Service central des affaires sahariennes, vide l'albero il 21 maggio 1939:

"Bisogna vedere l'albero per convincersi della sua esistenza. Qual è il suo segreto? Come può essere ancora vivo nonostante le moltitudini di cammelli che scalpitano intorno ad esso? Com'è che nel corso dell'azalai non capita mai che un cammello disperso ne mangi le foglie e le spine? Perché i numerosi Tuareg che conducono le carovane del sale non tagliano i suoi rami per farne fuochi per preparare il tè? La sola risposta possibile è che l'albero sia tabù e come tale venga considerato dai carovanieri."

"Vi è una specie di superstizione, un ordine tribale che viene sempre rispettato. Ogni anno l'azalai si raduna intorno all'Albero prima di affrontare la traversata del Ténéré. L'acacia è divenuta un faro vivente; è il primo o l'ultimo punto di riferimento per l'azalai che lascia Agadez diretto a Bilma, o per quello che ne ritorna." [1]

Nel 1973 l'albero venne investito ed abbattuto da un camionista libico -a quanto si dice- ubriaco. L'8 novembre 1973 l'albero morto venne trasferito al Museo Nazional del Niger nella capitale, Niamey.[2] Nel luogo ove esso si ergeva è stata in seguito collocata una scultura metallica che simboleggia un albero.

Per la verità non si trattava del primo scontro che l'albero subiva ad opera di un camion. Nel suo libro L'épopée du Ténéré, l'etnologo e esploratore francese Henri Lhote descrisse i suoi due viaggi fino all'Albero del Ténéré. La sua prima visita avvenne nel 1934 in occasione del primo collegamento automobilistico tra Djanet e Agadez. Egli descrive l'albero come "un'acacia con un tronco in stato degenerativo, dall'aspetto malato, malsano. Ciononostante l'albero ha delle belle foglie verdi, ed alcuni fiori gialli". Tornò poi a visitarlo venticinque anni dopo, il 26 novembre 1959 con la missione Berliet-Ténéré, ma trovò che esso era stato malamente danneggiato dopo che un veicolo aveva avuto una collisione con esso:

"Prima, quest'albero era verde e fiorito; adesso è un albero spinoso incolore e spogli. Non lo riconosco più. Aveva due trochi distinti, mentre adesso ce n'è uno solo, con un ceppo mozzato da una parte, tagliato per il lungo più che segato via ad un metro dal suolo. Cos'era successo a questo albero sfortunato? Semplicemente, un camion diretto a Bilma vi era finito contro ... ma ha abbastanza spazio per evitarlo... l'albero tabù e sacro, che nessun nomade avrebbe osato danneggiare con la propria mano... quest'albero è stato vittima di un meccanico..." [3]



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Arbre_du_T%C3%A9n%C3%A9r%C3%A9

Arbre du Ténéré
From Wikipedia, the free encyclopedia

L'Arbre du Ténéré, known in English as the Tree of Ténéré, was a solitary acacia, of either Acacia raddiana[1] or Acacia tortilis,[2] that was once considered the most isolated tree on Earth[3] — the only one for over 400 kilometres (250 mi). It was a landmark on caravan routes through the Ténéré region of the Sahara in northeast Niger — so well known that it and the Arbre Perdu or 'Lost Tree' to the north are the only trees to be shown on a map at a scale of 1:4,000,000. The Tree of Ténéré was located near a 40-metre (131 feet)-deep well. It was knocked down by a drunk truck driver in 1973.

Background

The Tree of Ténéré was the last of a group of trees that grew when the desert was less parched than it is today. The tree had stood alone for decades. During the winter of 1938–1939 a well was dug near the tree and it was found that the roots of the tree reached the water table 33–36 meters (108 to 118 feet) below the surface.

Commander of the A.M.M., Michel Lesourd, of the Service central des affaires sahariennes [Central service of Saharan affairs], saw the tree on May 21, 1939:
“ One must see the Tree to believe its existence. What is its secret? How can it still be living in spite of the multitudes of camels which trample at its sides. How at each azalai does not a lost camel eat its leaves and thorns? Why don't the numerous Touareg leading the salt caravans cut its branches to make fires to brew their tea? The only answer is that the tree is taboo and considered as such by the caravaniers.

There is a kind of superstition, a tribal order which is always respected. Each year the azalai gather round the Tree before facing the crossing of the Ténéré. The Acacia has become a living lighthouse; it is the first or the last landmark for the azalai leaving Agadez for Bilma, or returning.[4]



In his book L'épopée du Ténéré, French ethnologist and explorer Henri Lhote described his two journeys to the Tree of Ténéré. His first visit was in 1934 on the occasion of the first automobile crossing between Djanet and Agadez. He describes the tree as "an Acacia with a degenerative trunk, sick or ill in aspect. Nevertheless, the tree has nice green leaves, and some yellow flowers". He visited it again 25 years later, on 26 November 1959 with the Berliet-Ténéré mission, but found that it had been badly damaged after a vehicle had collided with it:
“ Before, this tree was green and with flowers; now it is a colourless thorn tree and naked. I cannot recognise it — it had two very distinct trunks. Now there is only one, with a stump on the side, slashed, rather than cut a metre from the soil. What has happened to this unhappy tree? Simply, a lorry going to Bilma has struck it... but it has enough space to avoid it... the taboo, sacred tree, the one which no nomad here would have dared to have hurt with his hand... this tree has been the victim of a mechanic...[4] ”

Death and replacement

The Tree of Ténéré was knocked down by an allegedly drunk Libyan truck driver in 1973. On November 8, 1973, the dead tree was moved to the Niger National Museum in the capital Niamey.[4]

It has since been replaced by a simple metal sculpture representing the tree.

References

^ Riedacker, A. (1993) (in French). Physiologie des arbres et arbustes en zones arides et semi-arides: séminaire, Paris-Nancy, 20 mars-6 avril 1990. John Libbey Eurotext. p. 406. ISBN 2742000194. Retrieved 2009-08-11. "L'Hote (1961) note dans son article sur l'arbre du Ténéré (Acacia raddiana) que l'on aurait retrouvé ses racines à 30 métres de profondeur."
^ Le Roy, Robert (1998) (in French). Méhariste au Niger: souvenirs sahariens. Karthala Editions. p. 108. ISBN 2865377784. Retrieved 2009-08-11. "It avait fallu à cet acacia tortilis une belle vigueur et une fameuse chance pour subsister là, seul, jusqu'à élever son feuillage hors de portée des gazelles."
^ Wagensonner, Eric (2007-01-15). "Eastern Mali to Niger to Timbuktu - 2-19 September 06". Border-Crossings. Retrieved 2009-08-11.
^ a b c L'Arbre du Ténéré, Part 2



Tree of Ténéré (1961)
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Arbre-du-tenere-1961.jpg
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Acacia : forza - immortalità
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