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 Mitologia Giapponese - Japanese mythology

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Tila
Iniziato Sciamano
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MessaggioOggetto: Mitologia Giapponese - Japanese mythology   Ven 6 Lug 2012 - 13:34

Grazie a wikipedia possiamo prendere qualche spunto utile per conoscere meglio questo argomento...buona lettura!

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_giapponese

Mitologia giapponese
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La mitologia giapponese è un complesso sistema di credenze. Il pantheon shintoista, da solo, già vanta una "collezione" di più di 8000 kami (parola giapponese per "spirito" o "divinità"). Nonostante l'influenza dell'antica civiltà cinese, la maggior parte della mitologia e della religione giapponesi è autoctona. Abbraccia tradizioni shintoiste e buddhiste, ma anche credenze popolari legate all'agricoltura. Oltretutto, diversamente dalle mitologie greche, nordiche ed egiziane, è relativamente difficile distinguere che cosa è veramente "mito" in quella giapponese. In questo articolo verranno trattati solamente gli elementi mitologici tipici presenti anche nella mitologia occidentale, come la cosmogonia, le divinità principali e le più famose storie mitologiche giapponesi.

Il pensiero mitologico giapponese, come cioè è generalmente riconosciuto oggi, si basa sul Kojiki, sul Nihonshoki e su altri libri complementari. Il Kojiki, o "Registrazione di Cose Antiche", è il più antico libro riconosciuto di miti, leggende e storie giapponesi. Lo Shintoshu spiega le origini delle divinità giapponesi da un punto di vista buddista, mentre il Hotsuma Tsutae riporta una versione sostanzialmente diversa della mitologia nipponica.

Un'importante conseguenza della mitologia giapponese, spiegando le origini della Famiglia Imperiale nipponica, è che le attribuisce una discendenza divina. La parola giapponese per "Imperatore", tennō (天皇), significa appunto "imperatore divino" (l'ideogramma 天 significa "celeste", "del paradiso").


Pronuncia dei nomi propri

Numerose divinità appaiono nella mitologia giapponese, e molte di esse hanno più di un nome. Inoltre, alcuni dei loro nomi sono così lunghi da risultare tediosi per la maggioranza dei lettori. Perciò questo articolo elenca solo i nomi più importanti, che verranno trascritti in forma abbreviata. Altre forme di abbreviazione sono comunque in uso.

(Per esempio, Ninigi, o per esteso Ame-Nigishikuni-Nigishiamatsuhiko-Hikono-no-Ninigi-no-Mikoto, può anche essere abbreviato con Hikoho-no-Ninigi o Hono-Ninigi).

In alcune parti di quest'articolo, i nomi propri sono scritti in maniera storica. Inoltre, le lettere sottolineate h, y, e w indicano suoni muti; sono omesse dalla pronuncia moderna. Questa convenzione di sottolineatura è però una caratteristica di QUESTO articolo. Altre sillabe sono modernizzate come segue (vedi anche lingua giapponese). Da notare che talvolta vengono usate entrambe le trascrizioni fonetiche.

HU è modernizzato in FU
ZI e DI sono modernizzati in JI
ZU e DU sono modernizzati in TSU
OO è modernizzato in O o OH

Per esempio, fra le varie pronunce di Ohonamudi vi sono Ohonamuji, Oonamuji, Ohnamuji, e altre.

Per ragioni storiche, K, S, T e H sono talvolta confuse con, rispettivamente, G, Z, D e B.

Ad esempio, altre pronunce di Ohonamudi sono anche Ohonamuti e Ohonamuchi.


Mito della Creazione

Le prime divinità diedero alla luce due esseri divini, l'essenza maschile Izanagi e l'essenza femminile Izanami, che incaricarono di creare la prima terra. Per aiutarli in tale compito, venne loro donata un'alabarda ingioiellata, chiamata Amanonuhoko (Albarda Celeste della Palude). Le due divinità andarono quindi al ponte che collegava cielo e terra, l'Amenoukihashi (Ponte Fluttuante del Cielo), e mescolarono il mare sottostante con l'alabarda. Quando alcune gocce di acqua salata precipitarono da questa, si trasformarono nell'isola di Onogoro. Izanami e Izanagi scesero dal ponte del cielo e realizzarono la loro dimora sull'isola. Vollero infine avere dei figli, così eressero un pilastro (chiamato Amenomihashira) e attorno ad esso costruirono un palazzo (chiamato Yahirodono, "La sala dall'area di 8 braccia di lunghezza"). Izanagi e Izanami girarono attorno al pilastro in direzione opposta l'uno all'altra, e quando si incontrarono sull'altro lato Izanami, la divinità femminile, salutò per prima Izanagi, la divinità maschile. Questi pensò che ciò non fosse corretto, ma si coricarono assieme comunque. Ebbero due bambini, Hiruko ("bambino debole") e Awashima ("isola pallida"); ma erano malformati e non sono considerati divinità.

Izanagi e Izanami misero i bambini in una barca e li lasciarono andare in mare aperto, pregando dunque gli altri dei che fosse data loro una spiegazione per ciò che avevano fatto di sbagliato. Venne loro detto che la divinità maschile avrebbe dovuto salutare per prima quella femminile durante la cerimonia, mentre era avvenuto il contrario. Così Izanagi e Izanami ritornarono al pilastro, e vi rigirarono intorno, e questa volta quando s'incontrarono fu Izanagi a parlare per primo e la loro unione fu fruttuosa.

Dalla loro unione nacquero le Ōyashima, cioè le otto grandi isole del Giappone:

Awazi
Iyo (successivamente Shikoku)
Ogi
Tsukusi (successivamente Kyushu)
Iki
Tsushima
Sado
Yamato (successivamente Honshu)

Notare che Hokkaidō, Chishima, e Okinawa non facevano parte del Giappone nell'antichità.

Generarono in seguito sei ulteriori isole e molte divinità. Izanami, tuttavia, morì dando alla luce il figlio Kagututi (incarnazione del fuoco) o Ho-Masubi (causa prima del fuoco). Venne sepolta sul monte Hiba, al confine delle antiche province di Izumo e Hoki, vicino l'odierna Yasugi della Prefettura di Shimane. Incollerito, Izanagi uccise Kagututi, dalla qual morte vennero generate dozzine di altre divinità.

Gli dei nati da Izanagi e Izanami sono i simboli di importanti aspetti naturali e culturali, ma sono troppi per essere qui menzionati. Un esempio di conseguenza sulla cultura nipponica è, comunque, il fatto che (nel mito) fu necessario che la divinità maschile Izanagi assumesse la posizione di "guida", mentre la divinità femminile Izanami dovette essere di "seconda posizione". Ciò riflette la concezione diffusa in Giappone di un'implicita discriminazione nei confronti del genere femminile.


Yomi, l'oscura terra dei morti

Izanagi pianse la morte di Izanami ed intraprese un viaggio verso Yomi, "La terra tenebrosa dei morti". Izanagi trovò poche differenze fra Yomi e la terra superiore, eccetto l'eterna oscurità. Comunque, questa tenebra soffocante era sufficiente per farlo soffrire, in mancanza della luce e della vita del mondo superiore. Cercò rapidamente Izanami e la trovò. Dapprima, Izanagi non poteva vederla affatto a causa delle ombre che celavano la sua figura. Ciononostante, le chiese di tornare con lui. Izanami gli parlò, informandolo che era ormai troppo tardi: ella aveva infatti già mangiato il cibo degli Inferi ed ora faceva parte della Terra dei Morti. Non poteva più ritornare fra i viventi.

Izanagi rimase interdetto all'udire questa notizia ma rifiutò di sottomettersi al suo desiderio di essere lasciata nell'oscuro abbraccio di Yomi. Così, mentre Izanami dormiva, prese il pettine che legava i lunghi capelli dell'amata e lo accese come una torcia. Sotto l'improvvisa fiamma luminosa, Izanagi vide l'orripilante figura dell'un tempo bella e graziosa Izanami: era ora un corpo di carne devastata dalla decomposizione, pieno di larve ed altre creature abominevoli che vi camminavano sopra.

Urlando, Izanagi non poté più controllare la sua paura e cominciò a correre, volendo ritornare fra i viventi ed abbandonare sua moglie, morta e disgustosa. Ma Izanami, gridando indignata, si erse dalla terra e prese ad inseguire il consorte. Anche delle shikome, specie di "arpie" o "furie", incaricate da Izanami di riportarlo indietro, cominciarono a rincorrere Izanagi.

Pensando velocemente a cosa potesse fare, Izanagi gettò a terra il suo cappello, che si trasformò in un grappolo d'uva nera. Le shikome vi si inciamparono ma continuarono l'inseguimento. Dopo, Izanagi lanciò a terra il pettine che divenne un cespuglio di canne di bambù. A questo punto le creature del mondo di Yomi iniziarono ad inseguirlo, ma Izanagi urinò contro un albero, formando un grande fiume che gli diede del vantaggio. Sfortunatamente, continuarono ad inseguire Izanagi, costringendolo a gettar loro addosso delle pesche. Sapeva che ciò non li avrebbe rallentati a lungo, ma era quasi libero, ché il confine del mondo di Yomi era ormai vicinissimo.

Izanagi sgusciò fuori dall'entrata e veloce spinse una grossa roccia a tappare la bocca della caverna, che era poi l'ingresso a Yomi. Izanami gridò da dietro questa impenetrabile barriera e disse ad Izanagi che, qualora l'avesse abbandonata, avrebbe ucciso 1000 persone viventi ogni giorno. Ma lui rispose furiosamente che in tal caso avrebbe dato la vita a 1500 persone viventi ogni giorno!

E così iniziò l'esistenza della Morte, provocata dalle mani dell'irata Izanami, la moglie che Izanagi aveva abbandonato.


Sole, Luna e Vento

Come ci si potrebbe aspettare, Izanagi andò subito a purificarsi dopo la sua discesa nel mondo di Yomi. Mentre si svestiva, e rimuoveva tutti gli ornamenti dal suo corpo, ogni oggetto che gettava a terra si trasformava in una nuova divinità. E ancora più dei nacquero quando andò a lavarsi in acqua. I più importanti si crearono una volta che Izanagi lavò la sua faccia:

Amaterasu (l'incarnazione del Sole) dal suo occhio sinistro;
Tsukuyomi (l'incarnazione della Luna) dal suo occhio destro;
Susanoo (l'incarnazione del Vento e della Tempesta) dal suo naso.

Izanagi stabilì che il mondo venisse diviso fra loro: ad Amaterasu andò il Cielo, a Tsukiyomi la notte e la Luna, e a Susanoo i mari.


Amaterasu e Susanoo

Amaterasu, la potente dea giapponese del sole, è la più famosa divinità della mitologia nipponica. Il suo governo terreno col suo incontrollabile fratello Susanoo, tuttavia, è decisamente poco conosciuto ed appare in numerosi racconti. Una storia parla del terribile comportamento di Susanoo nei confronti di Izanagi: questi, stanco delle continue lamentele di Susanoo, lo confinò nel mondo di Yomi. Susanoo accettò riluttante, dicendo che prima avrebbe dovuto adempiere ad alcune sue faccende incompiute. Andò in Takamanohara (Cielo) per dire addio a sua sorella, Amaterasu. Ma questa ben sapeva che il suo imprevedibile fratello non aveva buone intenzioni, e si preparò per la battaglia. "Perché sei giunto fin qui?", domandò Amaterasu. "Per dirti addio", rispose Susanoo.

Ma lei non gli credeva, e gli propose una gara per provare la sua buona fede. Venne organizzata una sfida, che avrebbe vinto chi avrebbe dato alla luce il maggior numero di figli divini. Amaterasu generò tre donne dalla spada di Susanoo, mentre Susanoo generò cinque uomini dal monile di Amaterasu. Questa pretese che i cinque uomini generati da un suo oggetto fossero attribuiti a lei; di conseguenza, le tre donne furono attribuite a Susanoo.

Chiaramente, entrambi gli dei si dichiararono vincitori. L'insistenza di Amaterasu in ciò portò Susanoo ad intraprendere violenti scontri contro di lei, che raggiunsero il loro apice quando Susanoo gettò in una delle sale del palazzo di Amaterasu un poni mezzo scorticato (animale che era consacrato alla dea), causando la morte di una delle ancelle della divinità. Amaterasu fuggì, e si nascose nella grotta di Iwayado. Poiché l'incarnazione del sole si era nascosta in una grotta, il mondo venne interamente oscurato.

Tutti gli dei e le dee quindi cercarono, a turno, di trarre Amaterasu fuori dalla grotta, ma lei rifiutò sempre. Infine, il kami dell'ilarità, Ama-no-Uzume, ebbe un piano. Piazzò un largo specchio di bronzo su un albero, dirimpetto alla caverna di Amaterasu. Quindi Uzume si ricoprì di fiori e foglie, capovolse una tinozza e prese a ballarvici sopra, tamburellando la superficie con i suoi piedi. Alfine, Uzume si spogliò delle foglie e dei fiori e danzò nuda. Tutte le divinità maschili esplosero in fragorose risate, e Amaterasu, sentendole, s'incuriosì. Quando Amaterasu sbirciò fuori dalla caverna, ove a tanto a lungo era stata, ne dipartì un raggio di luce, chiamato "alba", e la dea rimase abbagliata dal suo riflesso sullo specchio. Il dio Ameno-Tajikarawo la trasse a sé dalla grotta, che fu sigillata con una roccia sacra detta shirukume. Circondata di risate, la depressione di Amaterasu scomparve e accettò di restituire la sua luce al mondo. Ama-no-Uzume fu da allora conosciuta come kami dell'alba e dell'ilarità.

Susanoo e Orochi

Susanoo, esiliato dal Cielo, giunse nella provincia di Izumo (oggi parte della Prefettura di Shimane). Dopo poco tempo incontrò un uomo anziano e sua moglie, piangenti assieme alla loro figlia. L'anziana coppia spiegò che avevano all'inizio otto figlie, che furono divorate però una ad una, ogni anno, dal drago chiamato Yamata-no-Orochi ("Il serpente otto-forcuto", che si diceva venisse dalla regione di Kosi, oggi Hokuriku). Il terribile drago aveva otto teste ed otto code. Ed ora, Kusinada (o Kushinada-Hime, "principessa della risaia") era l'ultima rimasta delle otto figlie.

Susanoo, che ben conosceva la relazione della coppia con la dea del sole Amaterasu, sua sorella, offrì loro il suo aiuto in cambio della mano della loro magnifica figlia. I genitori accettarono e Susanoo trasformò Kushinada in un pettine, nascondendola in modo sicuro fra i suoi capelli. Ordinò poi che fosse costruita una staccionata attorno alla casa, con otto cancelli, otto tavoli ad ogni cancello, ed otto fiaschi su ogni tavolo, ognuno riempito con vino di riso fermentato otto volte.

Orochi arrivò, e fu attirato dal vino; lo bevve, e con suo stupore fu ucciso da Susanoo. Un fiume vicino divenne rosso per il sangue del drago ucciso. Mentre Susanoo tagliava il drago a pezzettini, trovò all'interno di una delle code un'eccezionale spada, che il dio non era stato in grado di tagliare con la sua. La spada venne successivamente portata da Amaterasu, e venne chiamata Ame no Murakumo no Tsurugi (in seguito, Kusanagi). Questa spada ricorrerà spesso in molte altri racconti.

Il Principe Ōnamuji

Ōnamuji (altrimenti detto Ōkuninushi) era un discendente di Susanoo. Egli, assieme ai suoi molti fratelli, volle competere per la mano della principessa Yakami di Inaba. Mentre viaggiava da Izumo a Inaba per corteggiarla, i suoi fratelli trovarono un coniglio scorticato che giaceva sulla spiaggia. Vedendolo, gli dissero di immergersi in mare e di asciugarsi poi col vento su un'alta montagna. Il coniglio dette loro retta e perciò, per il sale del mare, soffrì agonizzando. Ōnamuji, che era in ritardo dietro ai suoi fratelli, arrivò e vide il coniglio in agonia. Gli diede istruzioni di immergersi nell'acqua dolce, e di coprirsi con la polvere del fiore "gama" (una sorta di giunco). Il coniglio rinvigorito, che era invero una divinità, predisse a Ōnamuji che sarebbe stato lui a sposare la principessa Yakami.

Le lotte che Ōnamuji dovette affrontare furono molte, e morì due volte per le mani dei suoi fratelli gelosi. Ogni volta era però stato salvato da sua madre, Kusanda-Hime. Inseguito dai suoi nemici, si avventurò nel regno di Susanoo dove avrebbe incontrato la vendicativa figlia del dio, Suseri-Hime. L'astuto Susanoo avrebbe provato Ōnamuji numerose volte ma alla fine Susanoo proclamò la sua vittoria sui suoi fratelli.

Seppur la tradizione Yamato attribuisca la creazione delle isole giapponesi a Izanagi e Izanami, la tradizione Izumo afferma che Ōnamuji, con l'aiuto di un dio nano chiamato Sukunabiko, avrebbe contribuito alla creazione della terra nipponica, o almeno l'avrebbe ultimata.


Regalità, Conoscenza e Forza

Amaterasu ordinò a suo nipote Ninigi di regnare sulla Terra. E gli donò i Tre Sacri Tesori:

il monile Magatama, del Yasakani no Magatama (ora sito nel Palazzo Imperiale di Kokyo), simboleggiante la regalità;
lo specchio di bronzo del Yata no kagami (ora sito nel Gran Tempio di Ise), simboleggiante la conoscenza; inoltre in antichità veniva definito come lo scudo per eccellenza, poiché nessun arma poteva superarlo
la spada Kusanagi (una possibile replica del quale è ora sita nel Tempio di Atsuta a Nagoya), simboleggiante la forza.

I primi due vennero realizzati per trarre Amaterasu fuori dalla grotta Amano-Iwato; l'ultimo fu trovato da Susanoo nell'Orochi, l'"Idra" dalle otto teste. Di questi tre, lo specchio è anche il simbolo di Amaterasu. I tre oggetti insieme costituiscono le Insegne imperiali del Giappone.

Ninigi e la sua compagnia andarono sulla Terra e giunsero a Himuka, quindi fondò il suo palazzo.

La Spada Totsuka No Tsurugi: servendosi della Spada Totsuka (十挙剣, Totsuka no Tsurugi?), una spada che trasporta la vittima colpita in un'altra dimensione ove regna un'illusione eterna.


Prosperità ed Immortalità

Ninigi incontrò la principessa Konohana-sakuya (incarnazione dei fiori), figlia di Yamatumi (maestro delle montagne), e s'innamorarono. Ninigi chiese a Yamatumi la mano della figlia; questi ne fu ben felice, e gli offrì entrambe le figlie, Iwanaga (incarnazione delle rocce) e Sakuya. Ma Ninigi sposò solamente Sakuya, e rifiutò Iwanaga.

"Iwanaga ha il dono dell'immortalità, mentre Sakuya quello della prosperità", disse dispiaciuto Yamatumi. "Rifiutando Iwanaga, la tua vita sarà d'ora in poi mortale". A causa di ciò, Ninigi ed i suoi discendenti furono mortali.

Una notte, Sakuya rimase incinta, e Ninigi dubitò che fosse lui il responsabile. Per provare che il figlio fosse legittimo, Sakuya fece un giuramento sulla sua stessa vita: avrebbe appiccato il fuoco alla sua stanza una volta partoriti i suoi tre bambini. Così, Ninigi verificò la sua castità. I nomi dei tre neonati furono Hoderi, Hosuseri, e Howori.

L'alta e la bassa marea

Hoderi si guadagnò da vivere pescando in mare, mentre suo fratello Howori fece il cacciatore nelle montagne. Un giorno, Howori chiese a suo fratello di scambiare i loro ruoli per un giorno. Howori provò quindi a pescare, ma non riusciva a prendere molti pesci, e ciò che era peggio, perse l'amo che aveva preso in prestito dal fratello. Hoderi, spietato, lo incolpò e non accettò le scuse del fratello.

Mentre Howori era seduto in spiaggia, assai perplesso, Shihotuti gli disse di prendere la nave chiamata Manasikatuma e andare ovunque andasse la corrente. Seguendo il suo consiglio, Howori raggiunse la casa di Watatumi (maestro dei mari). Qui conobbe Toyotama, la figlia di Watatumi, e la sposò. Dopo tre anni di matrimonio, si ricordò di suo fratello e dell'amo, così ne parlò a Watatumi.

Questi trovò presto l'amo nella gola di un'abramide e lo porse a Howori. Watatumi gli diede anche due sfere magiche, la Sihomitutama, che poteva generare l'alta marea, e la Sihohirutama, che poteva invece generare la bassa marea; e così lo mandò in terraferma, assieme a sua moglie.

Mentre Toyotama stava partorendo, chiese a Howori di non guardare il parto. Ma questi, pieno di curiosità, diede una sbirciata, e vide la moglie trasformarsi in uno squalo nel momento in cui suo figlio, Ugaya, era nato. Conscia di ciò, Toyotama scomparve in mare e non tornò, ma affidò alla sorella Tamayori la passione per Howori.

Ugaya sposò sua zia Tamayori ed ebbe cinque figli, fra cui Ituse e Yamatobiko.

Leggende

Il primo imperatore

Il primo leggendario imperatore del Giappone fu Iwarebiko, cui postumo venne dato nome di Jimmu. Iniziò a regnare nella data convenzionale del 660 a.C. Ecco la sintesi del suo albero genealogico:

Iwarebiko è figlio di Ugaya e Tamayori
Ugaya è figlio di Howori e Toyotama
Howori è figlio di Ninigi e Sakuya
Ninigi è figlio di Osihomimi e Akidusi
Osihomimi è nato da uno degli ornamenti di Amaterasu
Amaterasu è nata dall'occhio sinistro di Izanagi
Izanagi si è autogenerato.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_mythology

Japanese mythology
From Wikipedia, the free encyclopedia

Japanese mythology is a system of beliefs that embraces Shinto and Buddhist traditions as well as agriculturally based folk religion. The Shinto pantheon comprises innumerable kami (Japanese for "gods" or "spirits"). This article will discuss only the typical elements present in Asian mythology, such as the cosmogony, the important deities, and the best known Japanese stories.

Mainstream Japanese myths, as generally recognized today, are based on the Kojiki, the Nihon Shoki, and some complementary books. The Kojiki, or "Record of Ancient Matters", is the oldest recognized account of Japan's legends and history. The Shintōshū explains origins of Japanese deities from a Buddhist perspective, while the Hotsuma Tsutae records a substantially different version of mythology.

One notable result of Japanese mythology is that it explains the origin of the imperial family, and assigned them godhood. The Japanese word for the Emperor of Japan, tennō (天皇), means "heavenly emperor".

† Japanese names or terminology are not transliterated consistently in all sources, on this, see: #Spelling of proper nouns


Creation myth

In the Japanese creation myth, the first deities which came into existence are collectively called Kotoamatsukami, who appeared at the time of the creation of the universe.

Later, the seven generations of kami, which are known as Kamiyonanayo ("Seven Generations of the Age of the gods"), emerged after the formation of heaven and earth.[1]

According to the Kojiki, these deities appeared after the emergence of Kotoamatsukami. The first two generations are single deities called hitorigami, while the five that followed came into being as male/female pairs of kami: brothers and sisters that were at the same time married couples. In total, Kamiyonanayo comprise 12 deities in this chronicle.[1]

In contrast, the chronicle, Nihon Shoki, points out that this group was the first to appear after the creation of the universe. It also states that the first three generations of deities are hitorigami and that the other generations of deities are pairs of the opposite gender.



Kuniumi and Kamiumi

Japan's creation narrative can be divided into the birth of the deities (Kamiumi) and the birth of the land (Kuniumi).

The seventh and last generation of Kamiyonanayo were Izanagi no Mikoto ("Exalted Male") and Izanami no Mikoto ("Exalted Female"),[2] and they would be responsible for the creation of the Japanese archipelago and would engender other deities.[3][4]

To help them to achieve this, Izanagi and Izanami were given a naginata decorated with jewels, named Ame-no-nuboko ("Heavenly Jeweled Spear"). The two deities then went to the bridge between heaven and earth, Amenoukihashi ("Floating Bridge of Heaven") and churned the sea below with the halberd. Drops of salty water formed the island, Onogoro ("self-forming"). The deities descended from the bridge of heaven and made their home on the island. Eventually, they fell in love and wished to mate. So they built a pillar called Amenomihashira around which they built a palace called Yashirodono ("the hall whose area is 8 arms' length squared"). Izanagi and Izanami circled the pillar in opposite directions, and when they met on the other side, Izanami, the female deity, spoke first in greeting. Izanagi didn't think that this was proper, but they mated anyway. They had two children, Hiruko ("leech child") and Awashima ("pale island"), but the children were badly formed and are not considered gods in their original form. (Hiruko later became the Japanese god, Ebisu.)

The parents, who were dismayed at their misfortune, put the children into a boat and sent them to sea, and then petitioned the other gods for an answer about what they had done wrong. They were informed that Izanami's lack of manners was the reason for the defective births: a woman should never speak prior to a man; the male deity should have spoken first in greeting during the ceremony.[5] So Izanagi and Izanami went around the pillar again, and, this time when they met, Izanagi spoke first, and their union was successful.


From their union were born the Ōyashima, or the eight great islands of Japan:

Awaji
Iyo (later Shikoku)
Oki
Tsukushi (later Kyūshū)
Iki
Tsushima
Sado
Yamato (later Honshū)

Note that Hokkaidō, Chishima and Okinawa were not part of Japan in ancient times.

The divine couple bore eight more offspring, who later became the eight great islands of Japan.[5] Izanami, however, died giving birth to the child, Kagutsuchi (incarnation of fire) or Homusubi (causer of fire). She was then buried on Mt. Hiba, at the border of the old provinces of Izumo and Hoki, near modern-day Yasugi of Shimane Prefecture. In anger, Izanagi killed Kagutsuchi. His death also created dozens of deities.

The gods who were born from Izanagi and Izanami are symbolic of important aspects of nature and culture.[who?][citation needed]


Izanagi in the underworld

Izanagi lamented the death of Izanami and undertook a journey to Yomi ("the shadowy land of the dead"). Izanagi found little difference between Yomi and the land above, except for the eternal darkness. However, this suffocating darkness was enough to make him ache for light and life. Quickly, he searched for Izanami and found her. At first, Izanagi could not see her for she was well hidden in the shadows. Nevertheless, he asked her to return with him. Izanami spat at Izanagi and informed him that he was too late. She had already eaten the food of the underworld and now belonged to the land of the dead.

Izanagi was shocked at this news, but he refused to give in to her wishes to be left to the dark embrace of Yomi. Izanami agreed to return to the world but first requested to have some time to rest. She instructed Izanagi to not come into her bedroom. After a long wait, Izanami did not come out of her bedroom, and Izanagi was worried. While Izanami was sleeping, he took the comb that bound his long hair and set it alight as a torch. Under the sudden burst of light, he saw the horrid form of the once beautiful and graceful Izanami. The flesh of her ravaged body was rotting and was overrun with maggots and foul creatures.

Crying out loud, Izanagi could no longer control his fear and started to run, intending to return to the living and to abandon his death-ridden wife. Izanami woke up shrieking and indignant and chased after him. Izanami instructed the shikome, or foul women, hunt for the frightened Izanagi and to bring him back.

Izanagi, thinking quickly, hurled his headdress, which became a bunch of black grapes. The shikome fell on these but continued pursuit. Next, Izanagi threw his comb, which became a clump of bamboo shoots. Now it was Yomi's creatures that began to give chase, but Izanagi urinated against a tree and created a great river that increased his lead. Unfortunately, the shikome still pursued Izanagi, who began to hurl peaches at them. He knew that this would not delay them for long, but he was nearly free, for the boundary of Yomi was now close at hand.

Izanagi burst through the entrance and quickly pushed a boulder to the entrance of Yomi. Izanami screamed from behind this barricade and told Izanagi that, if he left her, she would destroy 1,000 living people every day. He furiously replied that he would give life to 1,500.

And so began the existence of Death, caused by the hands of the proud Izanami, the abandoned wife of Izanagi.


Sun, moon and sea

As could be expected, Izanagi went on to purify himself after recovering from his descent to Yomi. As he undressed and removed the adornments of his body, each item that he dropped to the ground formed a deity. Even more gods came into being when he went to the water to wash himself. The most important ones were created once he washed his face:

Amaterasu (incarnation of the sun) from his left eye,
Tsukuyomi (incarnation of the moon) from his right eye, and
Susanoo (incarnation of storms and ruler of the sea and storms) from his nose.

Izanagi went on to divide the world between them with Amaterasu inheriting the heavens, Tsukuyomi taking control of the night and moon and the storm god Susanoo owning the seas.[6] In some versions of the myth, Susanoo rules not only the seas but also all elements of a storm, including snow and hail, and, in rare cases, even sand.

Amaterasu and Susanoo

Amaterasu, the powerful sun goddess of Japan, is the most well known deity of Japanese mythology. Her feuding with Susanoo, her uncontrollable brother, however, is equally infamous and appears in several tales. One story tells about Susanoo's wicked behavior toward Izanagi, who, tired of Susanoo's repeated complaints, banishes him to Yomi. Susanoo grudgingly acquiesces, but has first to attend some unfinished business. He goes to Takamagahara ("heaven") to bid farewell to his sister, Amaterasu. Amaterasu knows that her unpredictable brother does not have good intentions and is prepared for battle. "For what purpose do you come here?" asks Amaterasu. "To say farewell," answers Susanoo.

But she does not believe him and requests a contest for proof of his good faith. A challenge is set as to who can bring forth more noble and divine children. Amaterasu creates three women from Susanoo's sword, while Susanoo makes five men from Amaterasu's ornament chain. Amaterasu claims the title to the five are attributed to Susanoo.


Torii at Ama-no-Iwato Shrine, Takachiho, Miyazaki Prefecture
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Torii_at_Ama-no-Iwato_Shrine,_Takachiho,_Miyazaki_Prefecture.jpg

Both gods declare themselves to be victorious. Amaterasu's insistence in her claim drives Susanoo to violent campaigns that reach their climax when he hurls a half-flayed pony (an animal sacred to Amaterasu) into Amaterasu's weaving hall and causes the death of one of her attendants. Amaterasu, angered by the display, hides in the cave called Iwayado. As the sun goddess disappears into the cave, darkness covers the world.

All of the gods and goddesses strive to coax Amaterasu out of the cave, but she ignores them all. Finally, the kami of merriment, Ame-no-Uzume, hatches a plan. She places a large bronze mirror on a tree, facing Amaterasu's cave. Then, Uzume clothes herself in flowers and leaves, overturns a washtub and begins to dance upon it, drumming the tub with her feet. Finally, Uzume sheds the leaves and flowers and dances naked. All of the male gods roar with laughter, and Amaterasu becomes curious. When she peeks outside, a ray of light called "dawn" escapes and Amaterasu is dazzled by the beautiful goddess that she sees, this being her own reflection in the mirror. The god, Ameno-Tajikarawo, pulls her from the cave, which is sealed with a shimenawa. Surrounded by merriment, Amaterasu's depression disappears, and she agrees to return with her light. Uzume is then known as the kami of dawn as well as of mirth.

Susanoo and Orochi

Susanoo, exiled from heaven, comes to Izumo Province (now part of Shimane Prefecture). It is not long before he meets an old man and an old woman sobbing beside their daughter. The old couple explain that they originally had eight daughters who were devoured, one after the other, by the dragon, Yamata no Orochi ("eight-forked serpent", who is said to originate from Kosi—now Hokuriku region). The terrible dragon had eight heads and eight tails, stretched over eight hills, and is said to have eyes as red as good wine.[7] Kushinada-hime ("rice paddy princess") was the last of the eight daughters.

Susanoo, who knew about the old couple's relation to Amaterasu, offers his assistance in return for their beautiful daughter's hand in marriage. The parents accept, and Susanoo transforms Kushinada into a comb and hides her safely in his hair.[8] He also orders a large fence-like barrier to be built around the house. The fence has eight gates, with eight tables placed at each gate and eight casks placed on each table. Each cask is filled with eight-times-brewed rice wine.

Orochi arrives and finds his path blocked. After boasting about his prowess, he finds that he cannot get through the barrier. His keen sense of smell takes in the sake—which Orochi loves—and the eight heads are now faced with a problem. They want to drink the delicious sake, yet the fence blocks access to the sake. One head suggests that they simply smash the barrier, but that would knock over the sake. Another proposed that they combine their fiery breath and burn the fence to ash, but then the sake would evaporate. The heads begin to search for an opening. They find the hatches, and, eager for the sake, they wish to poke their heads through to drink it. Yet, the eighth head, which is the wisest, warns his brethren about the folly of such an act and volunteers to go through first to ensure that all is well. Susanoo waits for his chance. He allows the head to drink some sake in safety and to report to the others that there is no danger. All eight heads plunge through the hatches and greedily drink every drop of the sake.

As the heads finish, Susanoo launches his attack on Orochi. Drunken from drinking so much sake, the great serpent is no match for the spry Susanoo who decapitates and slays Orochi. A nearby river is said to have turned red with the blood of the defeated serpent. As Susanoo cuts the dragon into pieces, he finds an excellent sword from a tail of the dragon that his sword had been unable to cut. The sword is later presented to Amaterasu and named Ama no Murakumo no Tsurugi (天叢雲剣, "Sword of the Gathering Clouds of Heaven", which was later called Kusanagi, "Grass Mower"[9]). This sword was to feature prominently in many other tales.

Prince Ōkuninushi

Mostly known by his nickname Ōkuninushi, Ōnamuji was a descendant of Susanoo, and represented the power structure localized in the Izumo area. Ōkuninushi's people succeeded in unifying territory to some measure, but later relinquished control to the Yamato-based clans, as described in the Tenson kōrin chapter, below.

Ōkuninushi helps the white hare

A tale of how the merciful Ōkuninushi helped the beleaguered rabbit or hare is of enduring fame, and often told as a sort of a Mukashibanashi or "once upon a time tale". It is found in Kojiki but not recorded in the "Nihongi".

Ōkuninushi (at the time he was just Ōnamuji wihout the august nickname) and his brothers, eighty gods altogether were rival suitors courting Princess Yakami/Yagami (八上比売?) of Inaba to become his wife. They started out of their homeland of Izumo headed for the neighboring province, when the group encountered a rabbit who has been flayed (by crocodile-fish, usually interpreted as sharks) and lying in agony upon a sea shore. In a wicked-hearted gesture, they advise the rabbit to bathe in the briny sea and blow himself dry in the wind. The rabbit finds himself in worse agony. Ōnamuji, who came lagging behind, takes pity on the creature and tells it to wash himself in fresh water, then roll in the skatterd fleece of the cattail plant's The cured rabbit makes a divined prediction that Ōnamuji will be the one to win Princess Yakami, "though thou bearest the bag,"[10] (Evidently his brother was treating him as a luggage carrier).

Princess Suseri

As the hare predicted, Princess Yakami pronounces her choice of Ōnamuji for husband before the eighty gods, and they all conspire and kill him twice over. His mother petitions Kamimusubi(ja), one of the creator deities, and resuscitates him each time, finally sending him off to seek Susanoo who has been banished to the Netherworld (Ne-no-kuni(ja)), and to obtain his wise counsel.

Here Ōnamuji meets face to face with Susanoo's daughter Suseri-hime and they immediately marry. The crafty Susanoo tests Ōnamuji several times, but, in the end, Susanoo approves the young boy and foretells Ōnamuji's victory over his brothers.

Although the Yamato tradition attributes the creation of the Japanese islands to Izanagi and Izanami, the Izumo tradition claims that Ōnamuji, along with a dwarf god called Sukunabiko, contribute to, or at least finish, the creation of the Japanese islands.


Ninigi's descent to the Middle World

In the Nihongi here begins the section entitled "Age of the Gods: Part II"[11] (kamiyo ge-kan (神代下巻?)).

The episode of the Tenson kōrin (天孫降臨 "Descent of the Heavenly Grandson"?) begins with description of how the heavenly gods (Ama-tsu-kami) who dwelled in the Heavenly Plains (Takama-ga-hara) peered down upon the earth below (known by the stilted name Ashihara no Nakatsukuni (葦原中国 "Reedy Plains Middle World"?). It represents Japan, not the whole wide world), and dispatched various members of their own kind to subjugate it. Amaterasu had decreed her own grandson Ninigi should rule the terrestrial world, but the terrestrial gods (kuni-tsu-kami) were not altogether willing to hand it over, and odd sorts of terrestrial gods were still lurking about making it too dangerous.

Some of the gods first appointed to quell the middle world were derelict in their mission, or joined leagues with the terrestrial gods. After several false starts, two gods were finally successful. They were Ame-no-ohabari(ja) (aka Itsu-no-ohabari; elsewhere this kami is said to be a sword) and Takemikazuchi(ja). They embarked aboard the Ame-no-torifune(ja) or "Deity Heavenly-Bird-Boat"[12] to their military campaign. These two sabre-rattling deities were able to frighten Ōkuninushi's two sons into flight, causing Ōkuninushi to abdicate and relinquish the territories to the Heavenly Grandson[13].

Amaterasu was now able to decree the Tenson kōrin (天孫降臨 "Descent of the Heavenly Grandson"?), also referred to as amori, amakudari (天降り "descent from heaven"?), installing her grandson to rule over the terrestrial middle world. She endowed him the Three Sacred Treasures (Imperial Regalia of Japan)[14][15]:

the magatama necklace of Yasakani no magatama (now situated in the imperial palace);
the bronze mirror of Yata no kagami (now in the Grand Shrine of Ise); and
the sword Kusanagi (a possible replica of which is now in Atsuta Shrine, Nagoya).

The mirror was to be worshipped as a representation of Amaterasu. A number of deities were made to make the descent at this time.

Ninigi and his company went down to the earth and came to Himuka (Hyūga province, today's Miyazaki prefecture), there he founded his palace.


Ninigi's marriage

Ninigi met Konohanasakuya-hime (symbol of flowers), the daughter of Yamatsumi (master of mountains), and they fell in love. Ninigi asked Yamatsumi for his daughter's hand. The father was delighted and offered both of his daughters, Iwanaga (symbol of rocks) and Sakuya (symbol of flowers). However, Ninigi married only Sakuya and refused Iwanaga.

"Iwanaga is blessed with eternity and Sakuya with prosperity", Yamatsumi said in regret, "by refusing Iwanaga, your life will be brief from now on". Consequently, Ninigi and his descendants became mortal.

Sakuya conceived by a night and Ninigi doubted her. To prove legitimacy of her children, Sakuya swore by her luck and took a chance; she set fire to her room when she had given birth to her three babies. By this, Ninigi knew her chastity. The names of the children were Hoderi, Hosuseri and Howori.

Luck of the Sea and Luck of the Mountains

Ninigi's elder son Hoderi or "Fire-Shine" had the gift of the bounty of the sea, and gained his livelihood by fishing (and bore the nickname Umisachihiko or "Luck of the Sea"). The younger son Howori or "Fire-Fade" had the gift of the bounty of the mountains, and was a hunter (and nicknamed Yamasachihiko or "Luck of the Mountains").[16][17][18]

One day, Luck of the Mountains asked his elder brother Luck of the Sea to exchange their tools and swap places for a day. He wanted to try his bid at fishing. But he did not catch a single fish, and worse, he lost his borrowed fishhook. To make amends, he shattered the very sword he was wearing to make a hundred, then a thousand hooks to replace what he lost, but the elder brother would accept nothing but the original fishhook.

Luck of the Mountains was sitting on a beach balefully weeping, there came to his aid Shiotsuchi-no-oji(ja) (one of the deities now enshrined at Shiogama Jinja[19]). The tide god built him a small ship described as being manashikatsuma (无間勝間, 間なし勝間 "basket without interstices"?), and sent him on a journey to the fish-scaled palace of the Watatsumi (Sea God, often conceived of as a dragon-god). There he had a fateful meeting with the Sea God's daughter Princess Toyotama, and married her. After three years, he remembered his brother and his fishhook, and was longing to return home.

Watatsumi gathered his piscean minions, and soon the fishhook was found in the throat of a bream (tai) and restored to Luck of the Mountains. The Sea God also imparted two magical balls: Shihomitsutama (塩盈珠 "Tide-flowing ball"?) which could cause a flood, and Shihohirutama (塩乾珠 "Tide-ebbing ball"?) which could cause water to recede and dry up. And he gave additional strategic advice to gain advantage from his contentious elder brother. So riding on a fathom-long crocodile-fish or shark (hitohiro-wani (一尋鰐?)), they returned to dry land.[20]

The pregnant Princess Toyotama built a cormorant feather-thatched maternity house and pleaded her husband for privacy, as she would be reverting to her true shape while delivering her child. But Howori (Luck of the Mountains) was overcome with curiosity, and peeped inside to discover her transformed into a crawling 8-fathom "croc-fish" (shark, dragon[21]), and scuttered away in fright. Ashamed and disgusted by her husband's breach of trust, she abandoned the newborn and returned to sea. The infant prince was named Ugaya meaning "cormorant house".

Ugaya married his aunt, the sea princess Tamayori and had five children, including Yamatobiko, who was later to become Emperor Jimmu. In the Nihongi, the "Age of the Gods" (kamiyo (神代?)) section ends here, and is followed by sections under the titles of the reigns of each Emperor.


Mythical legends of emperors

First emperor Jimmu

The first legendary emperor of Japan, best known by his later invented Chinese-style posthumous name of Emperor Jimmu[22](Transition from God to Emperor).[23], was referred to in the records by the Japanese title Iwarebiko (actually Kamu-yamato-iwarebiko-no-sumeramikoto). His given name was Hiko-hohodemi.

After taking control of Yamato province he established the imperial throne and acceeded in the year of kanototori (conventionally dated to 660 B.C.). His pedigree is summarized as follows.

Izanagi is born of his own accord.
Amaterasu is born from the left eye of Izanagi.
Oshihomimi is born from an ornament of Amaterasu.
Ninigi is a son of Osihomimi and Akizushi.
Howori is a son of Ninigi and Sakuya.
Ugaya is a son of Howori and Toyotama.
Iwarebiko is a son of Ugaya and Tamayori.

Jimmu's conquest of the east

The descendants of Ninigi were rooted in Himuka (Hyūga province, in Kyūshū). Iwarebiko (later Emperor Jimmu)

After Jimmu's death, an elder prince named Tagishishimi(ja) (who was not first in line as successor) moved to consolidate power under him while everyone else was in mourning, and plotted to slay his two younger half-brothers. The plot was suppressed, and the younger prince who had the courage to pluck the bow and shoot Tagishishimi fatally was cede the crown to become the next emperor, Suizei[24][25].

Eight undocumented monarchs

Of the eight emperors who succeeded Jimmu, there is very little record of their deeds, so they are described collectively under Book III of Nihon Shoki. Regarding Emperor Suizei, the foregoing description of how he suppressed his elder brother's insurrection. And for the other legendary rulers, not much more than their genealogy is given[26][27].

The 10th, Sujin[28][29] and 11th emperor Suinin are discussed under their own books of Nihon Shoki[30][31].

Human sacrifice and haniwa

Nihon shoki (Suinin 28; 2 B.C.) states that when his uncle died, all his closer retainers were buried around in perimeter around the kofun tumulus, but their wailings could be heard for days. (Note: the word junshi (殉死?) also includes such deaths compelled upon retainers. cf. similar forced sacrificial burials were evidenced from Shang Dynasty grave sites in China). This emperor allegedly decided this practice was cruel and must cease, and four years later, adopted the idea forwarded by Nomi no Sukune to bury clay figurines called haniwa instead of live men[32][33].

God of Japanese sweets

The Kojiki reports that during the reign of the 11th emperor Suinin, a man named Tajimamori(ja) was sent to Tokoyo-no-kuni (常世の国 "Eternal Land "?) in a quest for the tokijiku-no-kaku-no-konomi (時じくの香の木の実, 登岐士玖能迦玖能木実 "fruit of the everlasting fragrant tree"?)[34]. He was able to gather eight vine-like trees and eight spear-like trees. But by the time he returned, the Emperor was dead. The Kojiki identifies the fruit as the tachibana, a type of small, sour citrus.

Tajimamori has later been hailed as the god of wagashi (Japanese confection and sweets), revered at Nakashima Shrine(ja) in Toyooka, Hyōgo[35], though this is little known trivia to the average Japanese.

The Nihon shoki dates Tajimamori's travel to Suinin 90 (purportedly 61 A.D.), and makes him out to be the great-grandson of Amenohiboko, a Korean prince who came to Japan just two years earlier[36][37]. However this is anachronistic according to Kojiki, which places Amenohiboko in a much later era.

Yamato Takeru

Much of the book of the 12th Emperor Keikō is taken up by the heroic deeds of his prince, Yamato Takeru.

Creatures
See List of legendary creatures from Japan for a broad spectrum of creatures potentially classifiable as being "mythological creatures". Yōkai or animals that interact with humans in Japanese folklore are discussed in those pages.

It is probably more typical to find lists of items and weapons that appear in the Japanese mythology. However, here is a tentative list of creatures:

(Creatures in mythological tracts)

Yamata no Orochi, the eight-headed serpent, discussed above.
The rabbit aided by Ōkuninushi, and the wani (crocodile, modern scholars assume it to be a type of shark) that flayed it.
Yatagarasu, a three-legged crow which guided the way to Emperor Jimmu. (In China, such a bird is said to dwell in the sun, and may be related to sunspots; cf. Moon rabbit)
Kinshi(ja), blindingly bright golden kite that aided Jimmu; it may be a double of the crow.
Watatsumi, sea god, often called Ryūjin or Dragon God.
Yato-no-kami

(Creatures in legendary tracts)

Mizuchi

(Creatures associated with Shinto deities)

Ōnamazu(ja) or Giant Catfish; said to dwell underground causing earthquakes, said to be quelled by the god Takemikazuchi(ja)
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Mitologia Giapponese - Japanese mythology
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