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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Sciamanesimo, trance e posture corporee

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MessaggioOggetto: Sciamanesimo, trance e posture corporee   Lun 2 Giu 2014 - 9:06

"All that happens in one place happens also in other places; all that happened at one time happens also at all times after that. Nothing is "Local", limited to where and when it is happening. All things are global, indeed cosmic, for all things are connected, and the memory of all things extends to all places and to all times. This is the concept of the informed universe, the view of the world that will hallmark science and society in the coming decades."

Queste parola sono state scritte da Ervin Lazslo, nel suo elaborato intitolato "Science and the Akashic Field: an integral theory of everything".

La teoria sopra esposta non è nuova e lui non è stato il primo, né l'unico, a sostenere la continuità della parte informativa dell'universo (o forse di più universi) all'interno delle sue parti. Questo è un tema che è stato aqfforntato anche dall'autore del notevole (a mio parere) libro The Cosmic Serpent (di cui abbiamo già accenato qualcosa in un altro posto poco tempo fa, assieme a Tila e Corvo Ribelle).

Il tema della non località della informazione sembra anche essere un elemento fondamentale della percezione della realtà su cui poggiano le diverse forme di sciamanesimo. E' infatti uno degli ingredienti base che spiegano come lo sciamano possa, in ispiritu oppure fisicamente (in alcuni miti) avere accesso ad informazioni, visioni, percezioni ed elementi di realtà "altra" che non sono presenti in quella da cui il viaggio sciamanico inizia. Lo sciamano, lo stregone, l'uomo di conoscenza avrebbero dunque accesso ad uno "strato" ulteriore della realtà, nel quale le regole della nostra percezione lineare della realtà sono abolite. Non esiste un tempo lineare e uno spazio che in relazione ad esso si costruisce. Tutto è contemporaneamnete presente, come una proiezione olografica immediata. Sarebbe interessante anche analizzare le relazioni tra questi studi e gli studi sull'iconscio come sottoinsieme di sistemi infiniti di Le Blanco. Una ricerca in parallelo potrebbe permettere correlazioni e connessioni assai interessanti.

La citazione sopra riportata inizia anche un altro notevole lavoro, che ci porta direttamente all'argomento di questo post. La Trance sciamanica è spesso stata definita in relazione alle sostanze psicotrope oppure al tambureggiamento. In realtà la trance, vero e proprio contenitore verbale che ha in se una infinità di variazioni ee sfumature di stati di coscienza, può essere indotta da un numero enorme, potenzialmente infinito di elementi di innesco. Può essere la sostanza esogena, il suono, uno stato d'animo mantenuto coerentemente e ininterrottamente allo scopo di ottenere questo spostamento di coscienza, così come può trattarsi di posture fisiche. Spesso lo si dimentica, ma molte testimonianze antropologiche o lavori sull'argomento ne parlano. La maggior parte degli autori però scarta l'importanza del corpo nella fase di trance per il semplice fatto che la trance viene percepita come una fase di completo estraniamento dal corpo. Una sorta di estasi mistica. Come vediamo, l'impatto della cultura cristiana nella definizione di pratiche non cristiane è ancora molto forte. Il corpo è un elemento essenziale. Se tutto comunica, come abbiamo detto, se tutto è collegato, come abbiamo accennato poco sopra, allora ne deriva che l'uso del corpo per lo spostamento della percezione è un elemento essenziale, basilare. Negare il corpo è ricadere nella linearità. E quindi tenere chiuse le porte della trance.

Ci sono tre libri assai interessanti sull'argomento:

- Baldr's Magic di by Nicholas E. Brink, Ph.D.
- The Power of the Ecstatic Trance by Nicholas E. Brink, Ph.D.
- Where the Spirits Ride the Wind by Felicitas Goodman

I primi due sono dello stesso autore, che sviluppa ulteriormente e in modo più specifico il lavoro della autrice del terzo.

Non credo che siano mai stati tradotti in italiano (peccato, ma a quanto pare questi studi vengono ritenuti di nicchia, forse perché qui abbiamo tanto bisogno di libri argomenti che la maggior parte della gente sente più interessanti).

Seguiranno presto aggiornamenti. Qui di seguito il link al libro della Goodman:

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&ved=0CFMQFjAE&url=http%3A%2F%2Frobbinswebs.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2011%2F09%2FGoodman-Where-the-Spirits-Ride-the-Wind.pdf&ei=Tz6MU7-GKImX0QWCiIGIAw&usg=AFQjCNEkE0UMaqq4unJmxVHurPtEAtegZg&bvm=bv.67720277,d.bGE

Buona giornata cercatori.

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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Re: Sciamanesimo, trance e posture corporee   Lun 2 Giu 2014 - 17:34

Il libro di Felicitas Goodman può essere considerato, da un punto di vista metodologico, il corrispettivo degli studi di Michael Harner. Harner ha aperto la via allo studio "applicato" delle forme di scimanesimo. Dopo anni di ricerche in giro per il mondo, Harner aveva notato delle "similitudini" nelle ritualità e nelle pratiche che conducono i vari scimani del mondo in estasi e in viaggio negli altri mondi. Così elaborò un elenco di elementi comuni, li confronto con il materiale etnografico e successivamente mise in pratica questa sintesi. Così nacque il metodo Harner. Felicitas Goodman ha fatto qualcosa di simile: ungherese di origine, dopo la Seconda Guerra mondiale di recò negli Stati Uniti, dove iniziò il suo lavoro di traduttrice, vista la conoscenza di più lingue. Dopo essersi iscritta alla università dello stato dell'Ohio con l'intento di graduarsi in Antropologia, incontrò la Dottoressa Erika Bourguignon, che in quel periodo stata effettuando ricerche sugli stati di trance "religiosa" nelle piccole comunità. Felicitas fu catturata dall'argomento, che divenne anche quello del suo dottorato. Il soggetto delle sue ricerche fu quindi lo studio di diverse chiese apostoliche delle comunità spagnole e maya del messico. Fu così che elaborò anche lei uno "scheletro" di quegli elementi comuni che conducevano i soggetti alla trance e alla comunicazione con gli altri mondi:

1) i partecipanti venivano forniti di uno spazio fisico separato dalle loro attività quotidiane per gli intenti di ricerca spirituale
2) gli stessi dovevano recarsi in quello spazio con l'aspettativa di vivere una esperienza di stato non ordinario di coscienza
3) dovevano condividere l'idea che quello che stavano facendo non era folle ma assolutamente normale, e anche piacevole nelle sue modalità ed effetti
4) le tecniche meditative fornite ai partecipanti di queste ritualità aiutavano il meditante a focalizzare la sua attenzione, come ad esempio esercizi di conto e focalizzazione sul respiro.
5) veniva poi fornita una stimolazione ritmica del sistema nervoso come il battere le mani, il tambureggiamento o l'uso di sonagli.

Questi studi poi si estesero e la ricercatrice identificò delle fasi ben precise di introduzione nella coscienza del singolo dell'estasi sciamanica. (li menzioneremo brevemente per parlarne poi nel dettagli più avanti):

- Preparazione => del luogo, dei partecipanti, dello stato d'animo, etc
- Spazio sacro => delimitazione dello stesso
- raggiungimento del silenzio interiore
- Stimolazione del sistema nervoso con le pratiche sopra menionate, ad esempio
- rituale fisico vero e proprio => ai parteciopanti viene chiesto di assumere determinate posture corporee, che secondo la Goodman sono molto specifiche (alcune favoriscono premonizione, altre sono indicate per i viaggi classici dello sciamano negli altri mondi, altre ancora sono utili per comunicare con gli spiriti, etc...)

Nel corso degli anni i sui studi sono stati accolti e sono sorte scuole o gruppi che mettono in pratica questi elementi.

Qui di seguito riportiamo il sito principale, credo sorto proprio per mano della autrice, che si definisce NON a scopo di lucro:

http://www.cuyamungueinstitute.com/the-experience/method/

Il metodo elaborato ha preso il nome di "metodo Cuyamungue".


Proprio a proposito di questo, riporto la spiegazione presente sul sito riguardo le posture corporee concepite nel contesto del rituale "sciamanico":

Simply stimulating the body, and more specifically the nervous system, will not provide a religious experience. Felicitas learned in her early research that given all four of the previous conditions, her subjects would certainly experience shifts in consciousness but none had what might be called a spiritual experience or an ecstatic trance. Ritual aligns the body like a key in a lock, opening the door to perception through alternative “organs” that let us see, hear, smell, and feel waves of energy that we have learned to screen out. Ritual body postures are just that: rituals performed by the body as it holds a stance in a very specific way.
Felicitas wrote that “ritual is the means of communication for the spirits, as important as speech is to us.”

FONTE: http://www.cuyamungueinstitute.com/the-experience/method/
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