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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Autobiografia di uno Yogi

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Tila
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Femminile Serpente
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MessaggioOggetto: Autobiografia di uno Yogi   Sab 12 Lug 2014 - 10:36

Buondì a tutti, in questo libro ho ritrovato molti argomenti trattati da altri autori come Carlos Castaneda e Gurdjieff.
L'edizione che ho avuto il piacere di leggere è quella che rispetta la edizione originale del 1946.

Dal titolo si può comprendere di cosa tratta, sin dalle prime pagine si viene entusiasticamente catapultati nel suo vissuto guardando tutto con occhi meravigliati di bimbo. La lettura così diventa una piacevole avventura.

Mi diede un colpetto sul petto al di sopra del cuore.
Il mio corpo si radicò a terra, inamovibile; il respiro mi venne estratto dai polmoni come a opera di un potente magnete. D'un tratto, l'anima e la mente furono liberate dai vincoli della fisicità e fluirono all'esterno come luce liquida che filtrava da ogni poro....
Tutti gli oggetti compresi nella mia visione panoramica apparivano tremuli e vibranti, come immagini di un film accelerato. Il mio corpo, quello del Maestro, il cortile con il colonnato, i mobili e il pavimento, gli alberi e i raggi del sole si agitavano di tanto in tanto violentemente, per poi fondersi in un mare luminescente, come cristalli di zucchero che, versati in un bicchiere d'acqua, si disciolgono dopo essere stati miscelati...Lo Spirito di Dio, compresi, è beatitudine inesauribile; il Suo corpo è formato da innumerevoli tessuti di luce...La divina dispersione di raggi scaturiva da una Fonte Eterna, rilucente nelle galassie, trasfigurata da aure ineffabili. Vidi i lampi creatori condensarsi incessantemente in costellazioni, per poi risolversi in lembi di fiamma trasparente.
Per ritmica inversione, miriadi di mondi si trasformavano in una diafana luminescenza; il fuoco diveniva firmamento....


FONTE: Autobiografia di uno Yogi di Paramhansa Yogananda - Amanda Edizioni

Per approfondimenti sull'autore ho aperto un topic al seguente indirizzo:
http://sciamanesimo.forumattivo.com/t1441-paramahansa-yogananda

Buona lettura!
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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Re: Autobiografia di uno Yogi   Mer 23 Lug 2014 - 8:57

Il Vedere attraverso il doppio. Interessante notare che anche qui c'e'...seppur non confermato del tutto dall autore, la possibilita' che il suo vedere sia stato aiutato dal Maestro. Cc sosteneva che farlo da soli conduceva dritti al fuoco dal profondo. Per questo gli stregoni appresero presto a vedere in gruppo. Gia' gli antichi stregoni elaborarono tecniche in questo senso. Fu solo Julian abruciare dal profondo. Gli altri scelsero il "Duomo" nella seconda attenzione.
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Tila
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Femminile Serpente
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MessaggioOggetto: Re: Autobiografia di uno Yogi   Mer 23 Lug 2014 - 18:15

Ciao Admin,
nei capitoli dove narra le esperienze con il suo maestro vengono riferiti diversi episodi simili sempre preceduti da un "colpetto" sul petto, mentre in altri capitoli racconta dei molti maestri che ha conosciuto e alcuni avevano il "dono" di trovarsi contemporaneamente in due posti diversi.
Molte volte, mentre leggevo, mi sono tornate in mente le esperienze raccontate da Castaneda nei suoi libri.
Riporto un altro stralcio:

Dopo aver terminato di scrivere questo capitolo, rimasi seduto sul letto nella posizione del loto. La mia stanza era illuminata fiocamente da due abat-jour. Sollevando lo sguardo, notai che il soffitto era punteggiato da piccole luci color senape, che scintillavano e tremolavano...miriadi di raggi tratteggiati, simili a rivoli di pioggia, si racolsero in un fascio trasparente e si riversarono silenziosamente su di me.
Subito dopo il mio corpo fisico perse la propria consistenza materiale e si tramutò in struttura astrale....mi guardai attorno nella stanza: i mobili e le pareti erano quelli di sempre, ma la piccola massa di luce si era motiplicata al punto da rendere invisibile il soffitto.
"Questo è il meccanismo del film cosmico". Una voce parlava come se provenisse dalla luce stessa. "Gettando il suo fascio di luce sul bianco schermo delle lenzuola del tuo letto, sta producendo l'immagine del tuo corpo. Guarda: la tua forma non è altro che luce!"....quel cosmico stelo di luce, che fioriva assumendo la forma del mio corpo, pareva una replica divina dei raggi di luce che filtrano dalla cabina di proiezione di una sala cinematrografica e si manifestano come immagini sullo schermo.


FONTE: Autobiografia di uno Yogi di Paramhansa Yogananda - Amanda Edizioni

Molta importanza viene data alla ricerca del "silenzio interiore".
Riporto ancora alcuni stralci:

Quando l'uomo, durante il sonno, si trova nello stato di coscienza del sogno, in cui si sottrae alle limitazioni dell'ego che lo accerchiano quotidianamente, si ha una dimostrazione notturna dell'onnipotenza della sua mente....con tale stato di coscienza libero e incondizionato, che tutti gli esseri umani sperimentano nei fenomeni onirici, il maestro in sintonia con Dio ha stabilito un collegamento che non si interrompe mai.

Mi ero proposto di meditare,ma il mio lodevole intento non era condiviso dai miei pensieri indisciplinati. Essi fuggivano disperdendosi come uccelli alla vista del cacciatore.
"Mukunda!" La voce di Sri Yukteswar risuonò da una lontana balconata interna.
Mi sentivo ribelle come i miei pensieri. "Il Maestro mi esorta sempre a meditare" mormorai fra me e me. "Non dovrebbe disturbarmi, ben sapendo perché sono venuto nella sua stanza".
Mi chiamò di nuovo; io rimasi ostinatamente in silenzio. La terza volta il suo tono era di rimprovero.
"Signore, sto meditando" gridai con piglio di protesta.
"So come stai meditando" rispose il mio guru, anch'egli ad alta voce, "con lamente che si disperde qua e là come foglie nella tempesta!...


FONTE: Autobiografia di uno Yogi di Paramhansa Yogananda - Amanda Edizioni
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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Re: Autobiografia di uno Yogi   Gio 24 Lug 2014 - 8:38

Ottimo intervento Tila. Leggero' anche io il testo appena mi e' possibile. Grazie mille!!!
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MessaggioOggetto: Re: Autobiografia di uno Yogi   Oggi a 12:29

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