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 Tecniche di induzione del sogno lucido

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MessaggioOggetto: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 30 Giu 2009 - 12:26

FONTE: http://www.scribd.com/doc/7695429/Tecniche-Per-Sogni-Lucidi



Tecniche di induzione del sogno lucido

Il sogno lucido talora si presenta spontaneamente. Tuttavia LaBerge sostiene che solo un individuo su dieci sia un sognatore lucido "naturale" [Hooper, Teresi, 1986, p.338]. Le cifre delle stime dell’incidenza dei sognatori frequentemente lucidi, variano da un minimo di 15% [Gackenbach, 1978], ad un massimo di 28.5% [Palmer, 1974]. Esistono, però, diverse tecniche di induzione sviluppate da diversi autori, nelle diverse culture e nelle diverse epoche. In un articolo che analizza queste tecniche Robert F. Price e David B. Cohen [1988, p.131] concludono che la possibilità di sperimentare il sogno lucido sia aperta agli individui molto motivati a vivere quest’esperienza. Naturalmente, come per tutte le capacità, la facilità e i tempi differirebbero da individuo a individuo.
Un primo rilievo riguarda la motivazione: nelle tecniche descritte qui di seguito la motivazione sembra essere una condizione necessaria. Come dire: per avere un sogno lucido, innanzi tutto, bisogna desiderarlo. Purtroppo la motivazione non è qualcosa che possa essere appresa attraverso una tecnica o un esercizio. Può essere presente in diversi gradi nelle diverse persone o nei diversi momenti, tuttavia c’è o non c’è, e , nel secondo caso, non può essere trasmessa attraverso una procedura. Una osservazione interessante riguarda la pratica della meditazione. Nei soggetti che meditano abitualmente, anche se non ricercano l’esperienza del sogno lucido, questa sembra comparire come effetto secondario [Reed, 1977]. In questo caso, dunque, la fenomenologia del sogno lucido appare in seguito ad una specifica pratica, ma in assenza di una motivazione diretta.
Il secondo rilievo riguarda la consapevolezza degli stati di coscienza. Gran parte delle seguenti tecniche coinvolgono l’individuo in un lavoro sul proprio stato di coscienza: questi impara a chiedersi in quale stato di coscienza si trova nel momento attuale, se sta sognando o no, e gradualmente sviluppa un’attitudine critica circa la propria vita mentale. L’obiettivo di sviluppare questa capacità discriminatoria può essere perseguito direttamente, ad esempio mediante l’esercizio di porsi il quesito circa il proprio stato di coscienza varie volte al giorno, ovvero può essere ottenuto indirettamente, attraverso visualizzazioni o ripetizioni di frasi del tipo: "Il prossimo sogno che avrò sarà un sogno lucido". Ad esempio nella tecnica MILD il soggetto si esercita a visualizzare sogni realmente avuti in precedenza, divenendo via via sempre più consapevole, ossia pronto a cogliere la diversità dei due stati di coscienza: la veglia e il sogno.
Questo stato di vigilanza, di "presenza di spirito" o di "aumentata consapevolezza", la prontezza, dunque, nel discriminare un sogno dalla veglia rappresenta il trampolino di lancio verso l’esperienza del sogno lucido, ne è la condizione sufficiente. Le diverse tecniche tentano di promuovere questa condizione durante la fase REM del sonno, e lo fanno secondo metodologie diverse. Così la suggestione post-ipnotica mira a far sorgere questa capacità discriminatoria durante la fase del "sonno paradosso" per mezzo della suggestione dell’ipnotista. Anche le tecniche che utilizzano segnali tattili, uditivi o visivi per "ricordare" al sognatore che sta sognando, promuovono il suddetto "aumento di consapevolezza", questa volta attraverso apparecchiature automatizzate che riconoscono la fase REM e segnalano questa informazione al dormiente. Altre tecniche propongono una serie di esercizi per incrementare la suddetta capacità discriminatoria nello stato di veglia, nell’ipotesi che venga conservata anche mentre ha luogo il sogno. Questa ipotesi riguarda la maggior parte delle tecniche conosciute, come ad esempio: la MILD, la FAST, la tecnica di Castaneda e quelle di Tholey.
La meditazione merita una considerazione a sé. La meditazione, o per lo meno una larga parte delle pratiche che si celano dietro questo nome, mira a sviluppare la consapevolezza dei propri contenuti mentali e quindi del proprio stato di coscienza, condizione sufficiente, come si è visto, affinché l’esperienza del sogno lucido abbia luogo. Il sogno lucido, che rappresenta un effetto secondario non direttamente ricercato della meditazione, si manifesterebbe, in questo caso, solamente in un secondo momento e nel lungo periodo.
Il sogno lucido può avere inizio a partire dallo stato di sonno, dallo stato ipnotico e dallo stato di veglia. La descrizione delle diverse tecniche seguirà questo ordine:

1. Tecniche di induzione del sogno lucido con inizio durante il sonno
2. Tecniche di induzione del sogno lucido a partire dallo stato ipnotico
3. Tecniche di induzione del sogno lucido a partire dallo stato di veglia

1-Tecniche di induzione del sogno lucido con inizio durante il sonno
Suggestione post-ipnotica (PHS)
Consiste nel dare al soggetto ipnotizzato il comando di divenire lucido nei suoi sogni. Tale comando può essere accompagnato da un secondo in cui viene indicato anche l’argomento da sognare. L’argomento suggerito può aiutare ulteriormente il sognatore a divenire lucido.
Prove a favore dell’efficacia della suggestione post-ipnotica nello sviluppare la capacità di avere sogni lucidi sia in termini di frequenza che di durata sono portate in uno studio di Dane [Dane, 1984]. L’autore sostiene che la PHS sia particolarmente efficace con i soggetti che non hanno mai avuto sogni lucidi in precedenza allorché venga associata con le istruzioni per segnalare l’acquisita lucidità attraverso il movimento oculare.

Segnali "REM-minding"
Vengono utilizzate apparecchiature in grado di riconoscere la fase REM del sonno e di emettere in corrispondenza di questa segnali tattili, uditivi o visivi. Tali segnali devono avere una intensità tale da poter essere percepiti dal dormiente e, al contempo, da non provocarne il risveglio.
Hearne, pioniere nelle ricerche di laboratorio sui sogni lucidi, spruzzava, in corrispondenza della fase REM del sonno, dell’acqua vaporizzata sulle mani e sul viso dei soggetti da lui studiati [Hearne, 1978]. Nonostante il fatto che lo stimolo venisse spesso incorporato nei sogni, ciò non bastava a provocare la lucidità dei soggetti. Lo stesso autore ha, in seguito, individuato un segnale tattile più efficace per il fine propostosi: attraverso l’uso di tenui scosse elettriche all’altezza del polso riuscì a indurre sogni lucidi in 6 soggetti dei 12 utilizzati nel suo studio[Hearne, 1983].
I segnali di natura uditiva sono stati largamente utilizzati nei laboratori del sonno. Molto efficace sembra essere il segnale che utilizza la voce del soggetto e che dice: "Questo è un sogno". Questo segnale è stato applicato all’inizio delle fasi REM ad un volume progressivamente più alto, per un numero di 15 volte per ciclo. Tale strategia si è rivelata efficace su un terzo dei soggetti [LaBerge, Owens, Nagel, Dement, 1981].
Particolarmente efficace sembra essere stato l’impiego di segnali visivi, ed in particolare l’uso che ha fatto LaBerge di piccole lampadine poste immediatamente sopra gli occhi. In uno studio su 28 soggetti, più della metà di essi ebbe sogni lucidi nella prima notte trascorsa in laboratorio
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 30 Giu 2009 - 12:26

[LaBerge, 1987]. Uno studio più recente [LaBerge, Levitan, 1995] ha confermato l’efficacia di questa metodologia. I 14 soggetti hanno passato da 4 a 24 notti all’interno di un laboratorio del sonno, utilizzando lo strumento preposto all’invio di segnali luminosi durante le fasi REM del sonno battezzato da LaBerge: "DreamLight". I soggetti non erano consapevoli del fatto che i DreamLights erano stati appositamente programmati per inviare segnali solamente a notti alternate. Undici soggetti hanno riportato 32 sogni lucidi, 22 durante le notti in cui gli stimoli visivi venivano somministrati, 10 durante le notti senza stimoli esterni. La conclusione è che l’utilizzo di tali stimoli visivi sembra aumentare la probabilità di avere sogni lucidi.

MILD
Mnemonic induction of lucid dreams. Questa tecnica, elaborata da LaBerge per aiutare gli individui che hanno "sogni ordinari" a trasformarli in sogni lucidi, è forse la più nota tra le tecniche conosciute in letteratura. L’autore afferma che la MILD sia particolarmente efficace nelle prime ore del mattino e/o subito dopo il risveglio da un sogno. I sogni ricorrenti sarebbero particolarmente adatti ad essere trasformati in sogni lucidi. La tecnica consta di quattro fasi [LaBerge, 1980a, b]:
1. Si comincia addestrandosi a svegliarsi la mattina presto subito dopo aver fatto un sogno.
2. Una volta sveglio occorre ricordare il sogno in tutti i particolari; poi occuparsi per dieci minuti in una attività che richieda la piena vigilanza, come ad esempio la lettura.
3. Si torna a letto dicendo a se stessi : "La prossima volta che farò un sogno mi accorgerò di star sognando".
4. Ci si visualizza a letto addormentati mentre si sta facendo il sogno di cui ci si è appena ricordati. Questa volta però si immagina di stare facendo un sogno lucido.
Le fasi 3 e 4 vanno ripetute più volte in modo da consolidare l’intenzione di avere un sogno lucido.
Questa procedura richiede una forte motivazione, richiedendo al soggetto di svegliarsi prima del solito e di interrompere il sonno per mezz’ora o un ora. Secondo l’autore l’intenzione, attraverso la ripetizione della procedura prescritta, verrebbe a fissarsi nella memoria a lungo termine. Gradualmente l’individuo imparerebbe a divenire più consapevole e vigile circa il proprio stato di coscienza.

FAST
False Awakening with State Testing. Falso risveglio con la verifica dello stato di coscienza. Procedura proposta da Hearne [Hearne, 1982], basata sulla constatazione che il fenomeno del falso risveglio spesso precede o segue quello del sogno lucido. Si ipotizza che il fatto di essere ripetutamente svegliati dallo sperimentatore durante una notte nel laboratorio del sonno determini nel soggetto lo sviluppo di uno schema psicologico che produca l’esperienza del falso risveglio. Tale schema anticipatorio avrebbe la finalità di proteggere il sonno del soggetto. Una volta indotto il falso risveglio il soggetto deve verificare il proprio stato di coscienza. Viene indicata, a tal fine, una serie di procedure:
1. Non parlare, né effettuare movimenti corporei grossolani. Bisogna solamente muovere una mano o un piede.
2. Mantenendosi calmi, spingere una mano attraverso il letto.
3. Ascoltare se vi sono dei suoni inappropriati o distorti.
4. Verificare il realismo della qualità della luce e dei dettagli dell’ambiente.
5. Cercare di galleggiare nell’aria oppure di sprofondare dentro al letto.
6. Desiderare di essere in un’altra stanza della casa.
Una volta messo in atto il test di verifica, se il sognatore si rende conto di trovarsi in sogno semplicemente ha luogo il sogno lucido.

Reflection technique
Ideata da Tholey, il quale esplicitamente sostiene che lo sviluppo di un pensiero critico e riflessivo circa il proprio stato di consapevolezza durante il giorno ha l’effetto, durante il sonno, di produrre sogni lucidi [Tholey, 1983]. Il soggetto deve porsi la domanda: "Sto sognando o no?", varie volte al giorno. Tholey pone l’accento su tre fattori come forieri di successo: la frequenza, la similarità e la prossimità temporale: la domanda dovrebbe essere posta il più spesso possibile (all’inizio dalle 5 alle 10 volte al giorno); dovrebbe poi essere posta in situazioni che possono in qualche modo assomigliare a scene di vita onirica; infine la domanda sembra essere più efficace quando viene formulata appena prima di addormentarsi. L’autore sostiene che la tecnica sia particolarmente utile a chi non ha mai avuto sogni lucidi, ovvero che possa aiutare i sognatori lucidi esperti ad indurre la lucidità durante una notte prescelta.
L’autore propone anche una "tecnica combinata" che unisce allo sviluppo del pensiero riflessivo e critico altre procedure [Tholey, 1983, pp.81-82]:
1. Occorre porsi la domanda: "Sto sognano o no?" almeno 5-10 volte al giorno. I momenti più propizi sono quelli in cui:
a) il soggetto sta immaginando che tutto ciò che in quel dato momento sta percependo faccia parte di un sogno;
b) il soggetto sta ripensando a qualche strano fatto accadutogli o a un vuoto di memoria incorsogli;
c) accade qualcosa di sorprendente o improbabile;
d) il soggetto sta facendo esperienza di qualcosa estremamente rara o, al contrario, ricorrente.
2. Bisogna sforzarsi di ricordare i sogni, ad esempio tenendo un diario di essi.
3. Al momento di andare a dormire si pensa: "Questa notte sarò consapevole durante il sogno". Questo pensiero non deve essere, però, accompagnato da uno sforzo di volontà.
4. Infine occorre scegliere di effettuare in sogno una determinata azione, come ad esempio un semplice movimento di una mano.
Tholey sostiene che, tutti quelli che con costanza seguiranno questa procedura combinata, riusciranno nel giro di 4 o 5 settimane a sviluppare la suddetta capacità con una frequenza, per la maggioranza dei casi, di almeno un sogno lucido per notte.

Castaneda
I libri dell’antropologo Carlos Castaneda hanno ampiamente diffuso la nozione del fenomeno al di fuori dei circoli scientifici. La tecnica suggeritagli dallo stregone sciamano don Juan è tanto elementare quanto di dubbia efficacia: l’aspirante sognatore lucido deve sforzarsi di trovare in sogno l’immagine delle sue mani [Castaneda, 1974]. Non è chiaro come tale sforzo possa essere compiuto, o anche solo tentato, senza essere già consapevoli di star sognando, ossia lucidi.
Non si trova articolo divulgativo, in particolare sui siti della rete informatica Internet che raccolgono i contributi più disparati sull’argomento, che non citi implicitamente o esplicitamente questa procedura.
Una ricerca che combina la tecnica di Castaneda con quella di Tholey è stata pubblicata da Dane [Dane, 1982]. L’autore stesso si è proposto come soggetto dell’esperimento: un allarme sonoro portato al polso gli ricordava di porsi la domanda "Sto avendo un sogno lucido in questo momento?", mentre contemporaneamente si osservava le mani. I successi riferiti sono stati esigui presentandosi il fenomeno ricercato, solamente una volta dopo venti giorni del suddetto esercizio.

"Awareness training"
Allenamento alla consapevolezza. Proposto da Clerc [Clerc, 1983] con l’esplicita finalità di sviluppare la consapevolezza durante la veglia. Il soggetto deve rivolgere il più possibile l’attenzione sulle proprie esperienze sensomotorie, cognitive e emotive. Inoltre deve immaginare che tali esperienze siano il prodotto di una propria creazione. Il soggetto deve tracciare sulla propria mano una grande "C" ( conscious) per ricordarsi il compito. L’autore riferisce di aver avuto il suo primo sogno lucido dopo una settimana di questo esercizio.

Meditazione
La procedura proposta da Clerc ricorda molto le tecniche meditative che mirano allo sviluppo della consapevolezza di sé, del cosiddetto "Testimone interno". Tali pratiche meditative mirano a bloccare il normale flusso dei pensieri proponendo in alternativa una forma di attività mentale
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 30 Giu 2009 - 12:27

auto-riflessiva, di attenzione e di vigilanza nei riguardi dei contenuti del mondo interno, di consapevolezza del proprio stato di coscienza.
Alcuni sognatori lucidi hanno riportato un aumento della frequenza della lucidità in seguito alla pratica della meditazione [Sparrow, 1976; Reed, 1977]. Inoltre è stata evidenziata la correlazione positiva tra il numero degli anni di pratica della meditazione e la capacità di avere sogni lucidi in termini di frequenza [McLeod, Hunt, 1983].
Evidenze di una tale correlazione riguardano una specifica pratica meditativa: la Meditazione Trascendentale (MT): la differenza nella presenza di sognatori lucidi nel gruppo di praticanti la MT e nel gruppo di non meditanti è statisticamente significativa [Gackenbach, Cranson, Alexander, 1986].

"Dream reliving"
E’ la principale tecnica di induzione introdotta da Sparrow [Sparrow, 1972]. La strategia, di natura cognitiva, consiste nel rivivere fantasmaticamente un sogno realmente avuto, immaginando, durante l’esercizio, di essere lucidi, e quindi modificando gli avvenimenti e i ruoli dei personaggi (compreso quello del sognatore). Viene consigliato di "rivivere il sogno" immediatamente prima di addormentarsi. L’autore riporta i risultati di una ricerca in cui viene evidenziata l’efficacia della tecnica in un gruppo di aspiranti sognatori lucidi rispetto ad un gruppo di controllo i cui membri erano motivati a ricercare l’esperienza, ma non conoscevano alcuna tecnica di induzione. Sparrow ne conclude che la motivazione da sola non sia sufficiente a garantire il prodursi di sogni lucidi e che la motivazione debba essere accompagnata da una appropriata strategia cognitiva.

2 - Tecniche di induzione del sogno lucido a partire dallo stato ipnotico
E’ stato notato [Green, 1968, p.125] che durante uno stato di leggera ipnosi i sogni lucidi possono aver luogo spontaneamente. Compaiono senza che venga data una suggestione in tal senso da parte dell’ipnotista. Quindi, più che di una tecnica di induzione del sogno lucido, si deve parlare di una procedura che offre una possibilità in più per produrre il fenomeno. Si spera che la ricerca futura sarà in grado di evidenziare le specifiche modalità con cui il sogno lucido si presenta a partire dallo stato ipnotico.

3 - Tecniche di induzione del sogno lucido a partire dallo stato di veglia
In una ricerca in laboratorio [LaBerge, Levitan, Dement, 1986] è stata verificata la possibilità di cominciare sogni lucidi a partire direttamente dallo stato di veglia. Questo avveniva allorché i soggetti temporaneamente e spontaneamente si svegliavano nel corso di una fase REM per riaddormentarsi immediatamente dopo. Sulla base delle esperienze raccontate dai soggetti stessi, gli autori hanno distinto due tipi di sogno lucido: quelli ad inizio durante il sonno e quelli ad inizio dallo stato di veglia. Dei 76 sogni lucidi verificati attraverso il movimento oculare, 55 (72%) appartenevano al primo tipo, 21 (28%) appartenevano al secondo. Inoltre, per ognuno dei 13 soggetti, la maggioranza dei sogni lucidi apparteneva alla categoria di quelli ad inizio durante il sonno.
Come antecedentemente detto il sogno lucido può avere inizio a partire dallo stato di sogno, dallo stato ipnotico oppure dallo stato di veglia. Quest’ultimo caso non sembra essere spontaneo, ma sempre attivamente ricercato e voluto. Il soggetto "scivola" nello stato di sogno senza perdere la consapevolezza. Le tecniche mirano a far mantenere, mentre il soggetto si addormenta, un interrotto stato di attenzione, da alcuni autori chiamato, in un’ottica cognitivista, "pensiero auto-riflessivo"[Price, Cohen, 1988 p.130].
Tholey [Tholey, 1983] ha descritto vari metodi per mantenersi consapevoli in fase di addormentamento, al fine di passare direttamente dalla veglia al sogno lucido. Tali metodi differiscono per l’oggetto su cui l’attenzione deve fissarsi: un immagine ipnagogica, il proprio corpo, il proprio "Io pensante". L’autore sostiene che questo genere di tecniche sia particolarmente efficace allorché spontaneamente ci si sveglia la mattina presto dopo un sogno, e le si mette in pratica prima di riaddormentarsi nuovamente.

















TECNICHE GENERALI:
Come prolungare i sogni lucidi
I sognatori lucidi alle prime armi si lamentano spesso della brevità delle loro esperienze oniriche consapevoli, e questo avviene perché il loro entusiasmo o la loro gioia nel trovarsi in un sogno lucido sono così forti da portare al risveglio. Un importante consiglio è quindi quello di cercare di controllare le proprie emozioni, mantenendo un atteggiamento il più possibile "distaccato".
Esistono tecniche che si possono applicare nel momento in cui il sogno lucido sta svanendo, per entrare in un nuovo sogno mantenendo la consapevolezza: queste tecniche per prolungare la lucidità sono state elaborate da S. LaBerge, che afferma:
"Appena la mia visione comincia a svanire nel sogno lucido, io cado all'indietro o giro come una trottola (col corpo onirico)" (1).
La tecnica di girare su se stessi come una trottola è chiamata "spinning" ed è un metodo che funziona veramente, a patto che il sognatore si sforzi di sperimentare un vero e vivace senso di movimento. Essa consiste nel ruotare su se stessi il più realisticamente possibile, in posizione verticale: è importante mentre si compie il movimento suggestionare se stessi dicendo "Presto mi troverò lucido un altro sogno".
In più del 90% dei casi (secondo le statistiche di LaBerge) ci si ritrova in una nuova scena onirica, in genere diversa dalla prima, la cui lucidità può essere prolungata nuovamente con questo sistema, e così per varie volte.
Personalmente preferisco usare una tecnica, sempre di LaBerge, che consiste nello sfregare energicamente le mani tra loro perché questo mi consente di vedere i cambiamenti che intervengono sull'ambiente onirico intorno a me intanto che accadono, cosa che non mi riesce di fare durante lo spinning.
Le tecniche di LaBerge si possono usare anche per cercare di controllare il sogno lucido e in tal caso si procede così:
1. Prima di coricarsi si stabilisce una destinazione (per esempio Parigi) cui arrivare in sogno e si cerca di fissarla in mente per potersene ricordare nel sogno (per questo si può mettere sul comodino una foto o un oggetto che ricordino con più efficacia al sognatore il suo intento).
2. Appena ci si trova in un sogno lucido, senza aspettare che questo finisca, si usa una delle tre tecniche descritte e intanto che si sperimenta la sensazione di movimento si ripete mentalmente "Presto sarò a (Parigi) in un altro sogno lucido, perfettamente consapevole che sto sognando".
3. Nel nuovo sogno lucido si esplora l'ambiente e se questo non è ancora conforme alla destinazione stabilita, si ripete il procedimento, finché si raggiunge il posto desiderato. A questo punto potete gustarvi il vostro sogno, ricordando di mantenere costante la vostra consapevolezza durante tutto il resto del tempo.
Proprio per prolungare e stabilizzare la lucidità, vari studiosi consigliano di focalizzare l'attenzione del sognatore su qualche elemento del sogno: si può fissare il pavimento, ad esempio, oppure le mani, secondo il famoso insegnamento di Don Juan a Castaneda.
Se decidete di applicare una qualsiasi di queste tecniche in un prossimo sogno lucido, vi consiglio di provarle da svegli, ovviamente in momenti in cui siete da soli, per fissare meglio nella memoria le sensazioni di movimento che dovrete provare di notte e per autosuggestionarvi in modo positivo a ricordare di usare la tecnica prescelta.
(1) "Sogni coscienti", Armenia, 1988, pag.118

Come ricordare i sogni e organizzare un diario onirico
Scrivere i vostri sogni notturni è il metodo più semplice per potenziare le vostre capacità di ricordarli e, a lungo andare, questo semplice esercizio vi porterà anche alla lucidità.
Ecco poche e semplici regole per ottenere i migliori risultati:
Tenete sul comodino tutto l'occorrente per scrivere: fogli di carta, una matita o una biro (controllate che sia carica prima di coricarsi!) una torcia o una penna luminosa per non svegliare chi eventualmente dorme con voi nella stessa camera, oppure un registratore. Se vi alzate spesso per andare in bagno, potete tenere una penna e degli altri fogli anche lì. Ricordatevi che questi semplici preparativi possono agire come suggestioni positive, capaci di potenziare il ricordo onirico senza ricorrere ad altro.
Appena svegli.
E' il momento più importante:
- CERCATE DI RESTARE nella posizione del risveglio
- NON APRITE GLI OCCHI
- PENSATE a quello che avete appena vissuto.
Se subito con la mente vi proiettate in avanti, se vi alzate per guardare l'ora mentre passate in rassegna i vari impegni della giornata, molto difficilmente potrete afferrare qualche ricordo onirico.
Occorre invece che vi prendiate un po' di tempo per stare tranquilli e pensare a quello che avete vissuto o fatto un attimo prima. A volte l'ultima scena vi può permettere di ricostruire, a ritroso, l'intero sviluppo del sogno.
Se proprio non vi viene in mente niente provate a girarvi lentamente in varie posizioni per vedere se recuperate almeno dei frammenti onirici.
Registrate il sogno appena possibile, nel modo più completo: il ricordo di molti sogni tende ad affievolirsi appena essi terminano: se aspettate di aver fatto colazione prima di annotare un sogno, gran parte di esso sarà gia svanito, senza che ve ne rendiate conto.
Se all'inizio ricordate solo dei frammenti slegati, non desistete: pian piano il solo fatto di continuare a registrare i sogni (su un quaderno, su un nastro o sul PC) darà i suoi frutti.
E' possibile imparare a svegliarsi dopo ogni sogno, in modo naturale. Dato che il ricordo dei sogni è migliore se ci svegliamo subito dopo un periodo REM, si può regolare la propria sveglia interiore attraverso la suggestione, in modo da svegliarsi alla fine di ogni sogno. In una sola notte, con questo metodo si possono ricordare moltissimi sogni notturni , mentre di solito è l'ultimo sogno del mattino quello che riusciamo a ricordare meglio e a trascrivere.
Raccogliete i vostri sogni in un diario onirico. Per avere sottomano tutta la vostra raccolta di prodotti onirici sarebbe bene non lasciarli su fogli sparsi, ma raccogliergli in un "diario onirico", che potrebbe essere costituito da una cartella del vostro PC, oppure da un quaderno qualsiasi. Se volete evitare di trascriverli potete usare fogli mobili da inserire in quaderni con un supporto a ganci: di notte li potete lasciar sul comodino e di giorno potete raccoglierli nel contenitore.
Ecco da cosa potrebbe essere costituita una pagina del vostro diario onirico: Note giornaliere o antecedenti: la sera, prima di addormentarvi, scrivete qualche riga su ciò che avete fatto e sulle sensazioni provate durante il giorno. Annotate ciò che vi ha colpito particolarmente, le novità, le emozioni che avete vissuto, e soprattutto i problemi rimasti insoluti che potrebbero trovare risposta nei sogni della notte.
Il mattino dopo, nel riportare sul quaderno il sogno, ricordate di annotare la data e di lasciare lo spazio per il titolo (meglio scriverlo a grandi lettere, per renderlo più visibile).
Nella descrizione usate preferibilmente il tempo presente. Questo piccola abitudine (di solito si usa il tempo passato per descrivere un sogno) vi può aiutare a capire alcune cose. Pensate alla differenza che c'è nel dire "vivevo in una città sotto bombardamento, in tempo di guerra" e " vivo in una città sotto bombardamento, in tempo di guerra". Il sogno si riferisce al vostro presente, e anche se sceglie immagini del passato, esse devono sempre riferirsi all'oggi, alla situazione vissuta in quel momento .
Annotate tutti i dettagli che riuscite a ricordare del vostro sogno, completando il resoconto con gli stati d'animo che avete provato in sogno e al momento del risveglio.
Quando ne avete il tempo, registrate qualsiasi pensiero o sensazione che quel dato sogno vi suscita e aggiungete le associazioni che vi vengono alla mente. Ciò vi sarà utile se vorrete tentare di interpretare da soli i vostri sogni.
Se volete, potete disegnare i soggetti dei vostri sogni sul vostro diario: è un ottimo sistema per aumentare la capacità di ricordare i particolari onirici, oltre che una fonte di grande soddisfazione a livello creativo.
In alternativa potete ritagliare e incollare sul vostro diario fotografie o immagini che in qualche modo vi sembrano interessanti o che rappresentano alcune immagini dei vostri sogni.
Buon lavoro!

Tecnica: Sensazioni
Questo metodo è ottimo se usato dopo un risveglio verso mattina, quando vi sentite ancora molto rilassati e assonnati, sul punto di riaddormentarvi.
Mentre lasciate che il sonno avanzi cercate di focalizzare la vostra attenzione sulle sensazioni tattili che cercherete di ricreare il più fedelmente possibile nella vostra mente.
Per esempio, immaginate di toccare le lenzuola, lisce, morbide e tiepide sotto le coperte, poi il comodino di legno, duro e fresco, con piccole venature in rilievo; immaginate di alzarvi dal letto e di poggiare i piedi sul pavimento, del tutto consapevoli delle sensazioni che provate (peso, equilibrio, ecc). Continuate a toccare con l'immaginazione le tende, sentendo sotto le dita la consistenza della stoffa, la trama, lo spessore, ecc; poi passate i polpastrelli sopra le ante dell'armadio, immaginate di aprirlo e di sentite il profumo della biancheria, l'odore della naftalina, ecc.
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 30 Giu 2009 - 12:28

Fate passare tutti gli oggetti che conoscete nella vostra stanza, e ricordate le sensazioni che avete ricavato da esse molte volte
Cercate di capire quale tipo di sensazione riuscite ad evocare più facilmente e concentratevi su quelle. Se riuscite a mantenere la mente in questo "lavoro" potrete ritrovarvi ad un certo punto consapevoli nel mezzo di un ambiente onirico che prende vita intorno a voi e mentre crea colori e forme della vostra stanza diventa un sogno vero e proprio. A questo punto siete, in sogno, nella vostra camera da letto non avete che scegliere; che cosa vi piacerebbe fare: volare? Esplorare? Uscire? (ricordatevi sempre di mantenere la lucidità il più a lungo possibile restando concentrati con la mente nel ricordo di essa, magari ripetendovi "questo è un sogno" più volte).
Un ottimo esercizio per chi intende usare questo metodo è quello di dedicare pochi minuti a giorno a verificare in modo consapevole le varie sensazioni che riceve toccando i mobili della propria camera da letto, e le sensazioni del movimento quando si alza dal letto, per poterle ricreare più facilmente nella mente al momento giusto.
Tecnica di meditazione "Pesante come la terra"
Fai questo esercizio al risveglio da un sogno, verso mattina, oppure prima del sonnellino pomeridiano: sono questi i due momenti in cui è più efficace.
Resta disteso ad occhi chiusi, immobile e prendi coscienza del tuo corpo e della posizione in cui si trova, rilassando progressivamente tutti i muscoli: mani, braccia, spalle, piedi, gambe, bacino, schiena, spalle, nuca, capo, viso.
Renditi consapevole del tuo respiro, senza alterarlo. Segui mentalmente il suo cammino quando entra nel tuo corpo nelle narici, nella cavità nasale, nella faringe, nei polmoni, nell'addome e poi quando esce dal tuo corpo con un cammino a ritroso.
Resta concentrato su queste percezioni finché ti senti immerso nella quiete e nel rilassamento completo.
Ora concentra la tua attenzione ai vari punti di contatto del tuo corpo con la superficie del letto nelle zone del capo, spalle, schiena, sedere, gambe, piedi.
Con l'immaginazione falle diventare grandi, larghe e pesanti fino a fonderti con il sostegno su cui sei coricato: puoi immaginare di essere attirato al centro della terra o di fonderti con il suolo.
Immagina che, quando espiri, l'aria non esca ma scenda giù nel tuo corpo e ti attragga verso il basso seguendo la forza di gravità.
Mentre immagini di fonderti col terreno, ripeti più volte a te stesso che quando il tuo corpo ti sembrerà completamente "fuso" col terreno, assolutamente immobile ed incapace di muoversi, entrerai in un sogno cosciente.
Quando sentirai il corpo del tutto insensibile e paralizzato, cerca di muoverti col corpo onirico: alza un braccio, per esempio, o cerca di girarti su un lato.
Se riesci a compiere questi movimenti senza muovere il corpo fisico, sei libero: alzarti dal letto ed esplora il nuovo mondo aperto dinnanzi a te.
Tecnica: terzo occhio
Malcom Godwin, autore del libro "Il sognatore lucido" presenta una tecnica ideata da Oliver Fox nel 1930 per indurre OBE, che è ugualmente valida, secondo l'autore, per indurre sogno lucidi. Si tratta di una tecnica che si basa sulla concentrazione prolungata sul "terzo occhio".
Ecco come Godwin descrive la tecnica: "Il praticante dovrebbe rilassare il corpo e cominciare a visualizzare una botola immaginaria nel cervello. Il respiro dovrebbe essere profondo e regolare, e le orbite rivolte all' indietro, verso un punto tra le sopracciglia." (1)
Secondo la testimonianza di Fox, il continuare a fissare il "terzo occhio" favorisce il rilassamento e il torpore del corpo, che dovrebbe partire dai piedi. E' possibile però che continuando l'esercizio, la tensione per la concentrazione prolungata possa far irrigidire i muscoli, specie quelli del viso e della mascella, ma non bisogna scoraggiarsi e continuare senza preoccuparsi, perché persistendo nell'esercizio si potranno sperimentare fenomeni particolari, come quelli descritti dall'autore come "un pallido chiarore, accompagnato da lampi di luce e da un rumore crescente, che spesso raggiunge livelli assordanti" (1)
A questo punto si avrà l'impressione di avere due corpi, uno fisico, pesante ed esterno, e uno interiore più sottile e "fluido". Per favorire l'uscita di questo secondo corpo dal fisico basta visualizzare la botola alla sommità del capo che si apre e passare da essa con il corpo sottile, lasciando il corpo addormentato su letto, e allontanarsi per esplorare l'ambiente circostante.
Il "terzo occhio" identificato con la ghiandola pineale, si trova tra le sopraciglia e corrisponde al secondo chakra: molte tecniche orientali si basano sull'attivazione di questo punto particolare, ma sono corredate da istruzioni oscure e di difficile comprensione; questa tecnica, invece, inventata da un occidentale, ha il pregio di essere molto semplice: in pratica chiede di continuare a concentrare lo sguardo sul terzo occhio finché non si verificano i fenomeni sopra descritti.
Meditazione rilassante sul terzo occhio. (2)
Questo è un buon esercizio di meditazione che potete fare in qualsiasi ora del giorno e vi aiuterà a dare nuovo vigore e forza al vostro terzo occhio. I risultati forse potranno essere dei sogni più vividi e magari anche sogni lucidi. Provate!
1. Distesi sul letto, rilassate tutto il vostro corpo, ogni sua parte, ogni fascia di muscoli.
2. Immaginate di essere circondati di luce bianca, pura, luminosa, infinita.
3. Concentratevi sul vostro respiro, immaginate che ad ogni inspirazione entri luce bianca da quella che vi circonda intorno.
4. Ad ogni espirazione immaginate che esca ogni tensione, stress, impurità, sotto forma di fumo che poi svanisce e si dilegua. Il fumo che esce dalle vostre narici via via diventa sempre più bianco, in corrispondenza del vostro maggiore rilassamento.
5. Quando avrete eliminato tutto il fumo nero dentro di voi, continuerete ad inspirare luce bianca ed espellerete la stessa luce bianca, scintillante e frizzante, mentre voi sarete sempre più luminosi interiormente.
6. Ora visualizzate o immaginate il terzo occhio, sulla vostra fronte. Mandategli questa energia luminosa, immaginate che lo ricarichi, lo equilibri, gli dia nuovo vigore. Le sue dimensioni si ampliano, la sua rotazione diventa potente, le sue vibrazioni si armonizzano.
7. Terminato l'esercizio respirate profondamente e ritornate a percepire il mondo intorno a voi.
Tecnica: il veicolo di sogno

Ecco un'altra tecnica spiegata da Ian Wilson, con la quale egli afferma di
aver riportato grandi risultati in poco tempo.

Quando cominci a sentirti molto assonnato, cerca di rilassarti e di dire a
te stesso che le immagini ti guideranno in un sogno lucido; liberati da ogni
ansia o fretta.

Immagina di sperimentare sensazioni di vario genere mentre ti lasci portare
verso il sonno.

Immagina, per esempio, un veicolo che ti conduca nel mondo dei sogni mentre
rimani pienamente cosciente: potrebbe essere un'automobile, o una bici o un
missile interplanetario, ma l'importante è che le sensazioni che provi
nel guardare, toccare, udire, siano le più intense e realistiche possibile.
Tocca i sedili, senti il tessuto sotto le tue dita. Accendi la radio e ascolta
il tuo brano musicale preferito, allunga la mano e ruota la chiavetta dell'accensione:
senti le vibrazioni e il rumore del motore sotto di te. Vedi il colore lucido
e squillante della carrozzeria, senti la durezza e freddezza del metallo quando
lo sfiori.

Continua immaginando di vedere, udire, toccare il tuo 'veicolo di sogno' nel
modo più realistico possibile: se riesci a mantenere la visualizzazione
e le varie sensazioni mentre scivoli nel sonno ti troverai, ad un certo punto,
a non dover più fare sforzi per immaginare le varie sensazioni, che diventeranno
sempre più "reali"; è quello il segnale che ti trovi
in un sogno!

Evita comunque di affaticarti troppo nella visualizzazione, perché lo
sforzo ti creerebbe eccessiva tensione impedendoti di addormentarti: se dopo
45 minuti non ottieni risultati, lascia perdere e cerca di addormentarti senza
più pensare a niente: dopo una visualizzazione del genere, potresti comunque
acquistare consapevolezza nel corso di un sogno "normale".
Tecnica: la prova di logica
Nel suo "corso" sui sogni, Ian Wilson spiega una tecnica da lui stesso inventata e che comprende una semplice prova di logica per determinare il grado di lucidità. In pratica, prima di dormire, occorre stabilire una serie di semplice domande, del tipo "Qual è il mio nome? Che giorno è oggi? Qual è il mio numero di telefono? Che cosa fa 2x5?". Va bene qualsiasi altra domanda semplice di matematica a cui cercare di rispondere in sogno. Una volta stabilite con chiarezza due o tre domande, occorre ribadire la propria intenzione, ad alta voce o mentalmente, con affermazioni come queste:
"Sto andando a dormire con lo scopo di avere un sogno lucido in cui la mia mente sia completamente lucida, cosciente e libera, in grado di ricordare perfettamente la prova di logica che ho stabilito e di rispondere ad essa. Il mio desiderio, la mia intenzione, la mia volontà è di avere un sogno lucido in cui sarò come sono ora nella mia condizione di veglia".
Dopo aver fissato in mente questa intenzione lasciati andare al sonno: osserva come molte volte la sola intenzione di determinare il livello di lucidità lo abbia portato a diventare lucido in sogno.
Apparecchi elettronici per l'induzione dei sogni lucidi

Negli ultimi decenni di studio dei sogni lucidi, sono stati inventati degli apparecchi elettronici per agevolare la loro induzione. Certo non sono strumenti "miracolosi", che permettono di avere sogni lucidi subito e in quantità, ma possono comunque essere dei validi ausili per ottenere dei buoni risultati. Gli apparecchi che presentiamo sono stati ideati da LaBerge e dalla sua équipe e si possono ordinare nel sito www.lucidity.com
NovaDreamer - dispositivo per l'induzione del sogno lucido.
Il Novadreamer è un dispositivo a forma di mascherina con al suo interno un microprocessore che rivela, attraverso dei sensori, la fase REM di un soggetto dormiente. Rilevata questa fase, il Novadreamer fa lampeggiare dei led luminosi posti nella parte posteriore della mascherina, oppure emette un suono dai suoi altoparlanti.

L'avviso luminoso o sonoro viene incorporato nel sogno, e recepito al suo interno dal sognatore, che in questo modo riconosce di stare sognando.
Per utilizzare efficacemente questo apparecchio è necessario allenarsi costantemente durante il giorno, seguendo le indicazioni del suo manuale (altrimenti si rischia di vedere i flash durante il sonno ma non riconoscerli, oppure non vederli proprio). Il Novadreamer è programmabile secondo varie funzioni e tipologie di sognatori. Esiste anche una versione più tecnologica, il SuperNovaDreamer, che permette di collegare la mascherina a un PC per l'acquisizione ed elaborazione dei dati notturni del sognatore (numero di sogni avuti, fasi REM, diagrammi, ecc..). Il suo costo è di circa US$ 275.
DreamSpeaker - dispositivo per l'assegnazione di comandi acustici nei sogni lucidi
Il Dreamspeaker emette, durante la fase REM, dei suoni o messaggi verbali registrati per attivare il sogno lucido. E' composto da un'unità di controllo, altoparlante, microfono, registratore digitale. Il Dreamspeaker può essere utilizzato in coppia con il Novadreamer e può registrare messaggi vocali fino a 15 secondi.

Si può, ad esempio, registrare un messaggio tipo "tu stai ora sognando, questo è un sogno" e poi ascoltarlo in automatico quando lo strumento identifica che si sta attraversando una fase REM. Il sognatore ascolta il messaggio durante il sogno e si rende conto di stare sognando. Il suo costo è di circa US$ 150.
P.E.S.T. - dispositivo elettronico per il "test di realtà"
Il dispositivo elettronico, per il test di realtà, è un particolare "beeper" da portare con sé, che ricorda all'utilizzatore - attraverso dei led luminosi, dei segnali acustici, oppure una leggera vibrazione - di effettuare i "Test di realtà" o l'apposito programma riportato nel suo manuale d'istruzione. Il P.E.S.T. può essere successivamente collegato al Novadreamer, in associazione (o in alternativa) al segnale di attivazione del sogno lucido. L'apparecchio è programmabile, tramite un'ampia possibilità di scelta, sia nell'emissione che nella combinazione degli impulsi. Il suo costo è di circa US$ 150.
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Dom 30 Ago 2009 - 13:48

Avrei qualcosa da dire per il FAST (di cui sono venuto a conoscenza ora) e voglio raccontavi cosa mi è successo circa un mese fa....
Mi ero appena addormentato e stavo sognando (non ricordo cosa) quando ho avuto un "falso risveglio", ero nel letto nella stessa identica posizione in cui mi ero addormentato subito ho provato ad alzarmi ma era come fossi bloccato allora mi sono reso conto che era un sogno mi rilassato e mi sono accorto di potermi muovere molto lentamente e sempre da sdraiato ho guardato la mia stanza era come prima di addormentarmi però sembrava essere meno dettagliata e più vuota (non c'era mia sorella nel letto opposta al mio e altre cose simili) a quel punto ho incominciato a sentire come la sensazione di galleggiare in acqua (il giorno prima sono stato 3 ore in acqua al mare forse c'entra qualcosa) e mi di colpo mi è venuto quasi automatico di chiudere gli occhi per addormentarmi e poi mi sono svegliato, non saprei dire se dopo il falso risveglio ho continuato a dormire o no però guardando l'orologio ho visto che erano passate circa due ore e mezza da quando più o meno credo di essermi addormentato però ricordo pure che prima del falso risveglio avevo sognato...
come lo spiegate? comunque non era la prima volta che mi succedeva qualcosa di simile però mai così realistico...
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MessaggioOggetto: sogni lucidi involontari e falsi risvegli   Mar 1 Set 2009 - 11:13

Qualche giorno fa ho scritto questo:
Citazione :
Mi ero appena addormentato e stavo sognando (non ricordo cosa) quando ho avuto un "falso risveglio", ero nel letto nella stessa identica posizione in cui mi ero addormentato subito ho provato ad alzarmi ma era come fossi bloccato allora mi sono reso conto che era un sogno, mi rilassato e mi sono accorto di potermi muovere molto lentamente e sempre da sdraiato ho guardato la mia stanza era come prima di addormentarmi però sembrava essere meno dettagliata e più vuota (non c'era mia sorella nel letto opposta al mio e altre cose simili) a quel punto ho incominciato a sentire come la sensazione di galleggiare in acqua (il giorno prima sono stato 3 ore in acqua al mare forse c'entra qualcosa) e mi di colpo mi è venuto quasi automatico di chiudere gli occhi per addormentarmi e poi mi sono svegliato, non saprei dire se dopo il falso risveglio ho continuato a dormire o no però guardando l'orologio ho visto che erano passate circa due ore e mezza da quando più o meno credo di essermi addormentato però ricordo pure che prima del falso risveglio avevo sognato...
come lo spiegate? comunque non era la prima volta che mi succedeva qualcosa di simile però mai così realistico...
quello era esattamente il secondo falso risveglio, quello che l'ha preceduto è avvenuto circa 3 mesi prima dinamica uguale però ero molto più agitato e terrorizzato e non riuscivo a muovere nulla e se mi sforzavo sentivo come una strana sensazione alle orecchie simile a quanto deglutiamo con forza...comunque il quel post ho dimenticato un dettaglio(mentre scrivevo non ci ho pensato più avanti capirete perchè ora invece l'ho "ricordato") ovvero durante il falso risveglio ma solo l'inizio i primi secondi, sentivo una voce in testa, un po come quando pensiamo solo che non la stavo pensando io ed era strana, possente e autoritaria e dava l'impressione di essere distante e ripeteva una parola di cui però sono riuscito ad afferrare solo il suono "ear"
Ieri notte ho fatto un sogno direi quasi cosciente, ero al pc e di colpo mi veniva sete andavo in cucina, aprivo il frigo e trovavo tutto scombinato! i ripiani tutti scombinati, non c'era il thè (non sò perchè ma nel sogno mi è sembrato molto assurdo questo particolare) e le bottiglie avevano tutte la carta strappata, a quel punto mi rendo conto che era impossibile e che doveva essere un sogno, mi è venuta una strana sensazione non saprei descriverla come una confusione mischiata con un po di contentezza e a quel punto mia madre mi sveglia perchè dovevo andare in piscina, poi mia sorella mi dice che era chiusa quindi vado di nuovo a dormire perchè avevo sonno, mi sono addormentato e subito dopo ho avuto un falso risveglio (attenzione non sò dire se prima però ho sognato, però se l'ho fatto non mi è restato alcun ricordo), stessa dinamica e stessa posizione (grossomodo) degli altri due casi (coincidenza? non saprei dato che solitamente dormo nella posizione opposta) riecco la voce identica solo che questa volta ho fatto più attenzione a cosa diceva, mi chiamava (credo mi stesse chiamando a me con quel nome) "cesar" con la C pronunciata come una S (quindi potrebbe essere solo sesar però avrebbe ancora meno senso). Comunque questa volta non ero spaventato quasi per nulla anzi questa voce riuscivo a ignorarla abbastanza bene (dato che ripeteva la stessa cosa) e a differenza delle volte scorse la paralisi era molto più debole e anche se con concentrazione riuscivo ad alzare il braccio, muovere mano e le dita, ruotare il collo e a un certo punto sono riuscito ad alzare un po anche il busto (piano piano però) ho guardato di nuovo la "mia" stanza e l'ho vista solo simile, la disposizione di alcuni scatoloni era diversa e di nuovo non riuscivo a distinguere bene mi sorella nel letto dal lato opposto (vedevo come due pali lunghi al posto delle gambe con dei pantaloncini blu e il resto non lo distinguevo), allora ho provato a concentrarmi sul materasso e non sprofondavo però lo trovavo molto morbido e di una consistenza decisamente diversa volevo fare altri test della realtà però mi sono riaddormentato di colpo e poi mi sono svegliato veramente...
Voi cosa ne pensate?l'esperienza di falso risveglio sta diventando più frequente e anche la mia capacità di non farsi prendere dal panico e di muoversi (seppur lentamente) nei tre falsi risvegli è aumentata gradualmente ma anche l'allucinazione (uditiva in questo caso anche se la voce era come un pensiero non mio), secondo voi cosa potrei fare? Sopratutto perchè credo che se l'allucinazione fosse stava visiva sarei potuto andare nel panico (forse nò dipende da quanto è realistica e se è realistica come la voce...).C'è un modo per evitare che succeda tutto questo?? come detto prima mi preoccupa l'idea di poter avere allucinazione peggiori non tanto la paralisi o tutto il resto. Sottolineo che non ho mai usato nessun tipo di tecnica di induzione al sogno lucido quindi è venuto tutto spontaneamente...


Ultima modifica di TheGreat il Mar 1 Set 2009 - 21:41, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 1 Set 2009 - 14:33

TheGreat ha scritto:
Avrei qualcosa da dire per il FAST (di cui sono venuto a conoscenza ora) e voglio raccontavi cosa mi è successo circa un mese fa....
Mi ero appena addormentato e stavo sognando (non ricordo cosa) quando ho avuto un "falso risveglio", ero nel letto nella stessa identica posizione in cui mi ero addormentato subito ho provato ad alzarmi ma era come fossi bloccato allora mi sono reso conto che era un sogno mi rilassato e mi sono accorto di potermi muovere molto lentamente e sempre da sdraiato ho guardato la mia stanza era come prima di addormentarmi però sembrava essere meno dettagliata e più vuota (non c'era mia sorella nel letto opposta al mio e altre cose simili) a quel punto ho incominciato a sentire come la sensazione di galleggiare in acqua (il giorno prima sono stato 3 ore in acqua al mare forse c'entra qualcosa) e mi di colpo mi è venuto quasi automatico di chiudere gli occhi per addormentarmi e poi mi sono svegliato, non saprei dire se dopo il falso risveglio ho continuato a dormire o no però guardando l'orologio ho visto che erano passate circa due ore e mezza da quando più o meno credo di essermi addormentato però ricordo pure che prima del falso risveglio avevo sognato...
come lo spiegate? comunque non era la prima volta che mi succedeva qualcosa di simile però mai così realistico...


Questo genere di esperienze può essere catalogato in molti modi differenti, come sempre a seconda del metodo e della classe descrittiva usata.
Nello sciamanesimo,m per quel che riguarda questo tipo di esperienze, il fenomeno a volte viene definito in modo molto semplice “svegliarsi nel sogno” . è una delle prima soglie di esperienze del sogno lucido. E in ogni caso complimenti, se ti accade di frequente vuol dire che hai una ottima predisposizione. A me sarà capitato da quel che ricordo due o tre volte, ma distanziate tra loro da molto tempo, anni, almeno su questo piano di realtà.

Sembra che poter affinare la nostra consapevolezza per favorire esperienze di questo tipo nel sogno sia una tappa fondamentale nella ricerca della evoluzione individuale nei sogni lucidi.
Un testo illuminante in questo senso è “L’arte di sognare” di Carlos Castaneda.
Ne esistono degli altri e li cercherò dandoti altri spunti.

Riguardo a studi che parlano di “falso risveglio” riporto qui di seguito uno stralcio della ricerca chiamata “Lucid Dreaming”, pubblicata anche qui nel forum in questa stessa sezione sui sogni, da FONTE: http://en.wikibooks.org/wiki/Lucid_Dreaming

False awakening

A couple of the users on the ld4all.com forums have had success with creating a false
awakening to stabilize a dream. If the above techniques are failing and you find your
dream still fading, and you really want to continue your lucid dream, do the following:
1. Expect to have a false awakening.
2. When you think you wake up (false or not), perform a reality check.
You will either have a false awakening, reality check, and then end up with an even more
vivid lucid dream, or will really wake up, perform a reality check, and realize that you
just woke up (unfortunately).
The most important part of this is the reality check. This is what will continue your lucid
dream. You should be performing reality checks when you wake up. If you plan to induce
false awakenings in order to stabilize a dream, the reality check that you perform as you
wake up is as important as the one that got you lucid, if not more.
Perform every check in the book until you are positively, absolutely, and completely
sure that you aren?tm)t dreaming. A series of 10 reality checks are more likely to
produce dream results in a dream, especially if you are expecting dream results. Again,
this technique is for those who are desperate!
If you didn?tm)t do any of these, your best option is probably to try to wake up. That way, you
will remember more of the dream.
The general rule of dream-stabilization is to stimulate the senses. If you listen for sounds, feel
around with your hands, and pay attention to what you see and smell, you will stimulate your
senses. The idea here is to load your senses with stimulation from the dream so that your senses
cannot shift to the real world. If you close your eyes, you are removing a great deal of sensory
information and might wake up. If you hear something loud in real life and are hearing nothing
in the dream, your senses may shift to the real world, causing you to wake up.


È’ un argomento molto interessante e importante questo.

Ti chiedo un pochino di pazienza. Rileggo il tuo secondo post e poi cerco di rispondere adeguatamente.
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mar 1 Set 2009 - 18:37

Citazione :
E in ogni caso complimenti, se ti accade di frequente vuol dire che hai una ottima predisposizione
Grazie, però come queste esperienze avvengono da relativamente poco, forse (dico FORSE) potrebbero essere collegate al fatto che ho iniziato a fare basilari esercizi di meditazione circa 8 mesi fa, anche se non con costanza e raramente e comunque ripeto esercizi molto basilari che sono anche quelli che tutt'ora ogni tanto faccio (quando sono nervoso e da solo)...
Comunque per la risposta non preoccuparti non ho molta fretta.
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mer 2 Set 2009 - 11:20

TheGreat ha scritto:
Citazione :
E in ogni caso complimenti, se ti accade di frequente vuol dire che hai una ottima predisposizione
Grazie, però come queste esperienze avvengono da relativamente poco, forse (dico FORSE) potrebbero essere collegate al fatto che ho iniziato a fare basilari esercizi di meditazione circa 8 mesi fa, anche se non con costanza e raramente e comunque ripeto esercizi molto basilari che sono anche quelli che tutt'ora ogni tanto faccio (quando sono nervoso e da solo)...
Comunque per la risposta non preoccuparti non ho molta fretta.

Molte cose possono indurre il nostro corpo energetico a sbloccare le espereinze di sogno lucido in modo "caotico" o non toitalmente controllato (solo una disciplina attenta e costante a quanto dicono alcuni può essere utile in questo senso).

A me era capitato con le pietre e i cristalli (che ora non uso quasi piu, sempolicemente perché in questo momento della mia vita sto cercando di sviluppare tecniche piu legate alla osservazione dei miei meccanismi di percezione).

A te puo capitare con la meditazione. Ed è un inizio interessante.

Addirittura traumi e shock possono spostare il punto di percezione cosi tanto da stimolare certi tipi di esperienze (v.d. Castaneda, l'arte di sognare).

Anche gli psicologi che stanno studiando con inventario psicoanalitico questo genere di espereinze concorda che gli stimoli possono essere svariati e di ogni genere.

A me capitava anche di avere forti espereinze in momenti di febbre.
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mer 2 Set 2009 - 11:33

mi hai ricordato che una volta da bambino (circa nove anni) avevo la febbre molto alta ero nel letto e di colpo ho visto entrare una vecchia con i capelli bianchi, zoppa e particolarmente brutta che alzava un bastone e diceva strane cose, poi di colpo mi sono svegliato. Non ricordo se fossi paralizzato o meno perchè il ricordo è molto sbiadito però a quel tempo la cosa che mi lasciò più sconvolto è di non essermi totalmente accorto del passaggio dalla veglia al "sonno", avevo appena finito di mangiare posavo il vassoio sul comodino e mentre mi rilassavo mi compare davanti quella "vecchietta" e inoltre era molto realistico diverso da qualsiasi sogno che avevo mai fatto, tantè che dall'inizio avevo paura di averla vista veramente...
comunque se riconosci che per dare la risposta al mio secondo post hai bisogno di tempo per pensarci e per elaborarla non ti preoccupare, la pazienza non mi manca Smile
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mer 2 Set 2009 - 11:56

TheGreat ha scritto:
mi hai ricordato che una volta da bambino (circa nove anni) avevo la febbre molto alta ero nel letto e di colpo ho visto entrare una vecchia con i capelli bianchi, zoppa e particolarmente brutta che alzava un bastone e diceva strane cose, poi di colpo mi sono svegliato. Non ricordo se fossi paralizzato o meno perchè il ricordo è molto sbiadito però a quel tempo la cosa che mi lasciò più sconvolto è di non essermi totalmente accorto del passaggio dalla veglia al "sonno", avevo appena finito di mangiare posavo il vassoio sul comodino e mentre mi rilassavo mi compare davanti quella "vecchietta" e inoltre era molto realistico diverso da qualsiasi sogno che avevo mai fatto, tantè che dall'inizio avevo paura di averla vista veramente...
comunque se riconosci che per dare la risposta al mio secondo post hai bisogno di tempo per pensarci e per elaborarla non ti preoccupare, la pazienza non mi manca Smile

piu che altro vorrei darti una risposta esauriente, e per fare questo voglio e devo documentarmi :-) solo cosi posso darti spunti di riflessione e non vaghi ricordi di libri che posso aver letto anni fa.

ringuardo alle espereinze dirette invece possiamo parlarne senza "differita": il sogno di cui mi hai parlato è molto interessante. A me era capitata una cosa simile, ma non avevo la febbre. Anni fa ero in camera mia, quando ancora abitavo coi miei genitori. Faccio un sonnellino pomeridiano...anche li, senza poter dire quando sono passato dalla veglia a questo stato di coscienza, le cose cambiano: mi ritrovo sempre nel letto, ma invece di essere le 4 di pomeriggio era notte. Vicino a me, seduto sulla sedia accanto, una figura incappucciata: sussurrava alcune cose e quello che mi diceva mi aveva lasciato un senso profondo di inqiuetudine e paura.

Mi sento inchiodato al letto: e allora cerco di alzarmi.

Mi ritrovo senza avere coscienza dello stacco direttamente nel mio letto, alle 4 circa (ma non ricordo l'ora esatta), coi miei che vengono a chiedermi cosa cavolo stesse succedendo...

Sogni come questi sono frequenti. Catalogare questo genere di espereinze è un po meno facile che parlarne comunque.

Non ho mai capito chi fosse quelal figura, ne ho ricordato cosa mi stesse dicendo...ma sono che le cose che mi stava dicendo non mi andavano per nulla bene :-)

Resta chiaro e assodato (almeno per espereinza personale) che non tutti i sogni lucidi hanno questo genere di "trama", ve ne sono molti che hanno altri effetti meno "traumatici" nella nostra vita e anzi, possono essere fonte di creatività e di crescita interiore (anche questa lo sarebbe, se riuscissi a ricordare :-D)
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Mer 2 Set 2009 - 12:22

Stessa cosa io con la "vecchietta" non ricordo cosa dicesse ma più parlava è più andavo nel panico!
Comunque non sò se c'entra con i casi di falso risveglio però ho notato che da un pò di tempo (non sò dire bene quanto) ricordo i sogni con maggiore frequenza, quasi sempre ricordo almeno un sogno (anche se la precisione e la completezza del ricordo può variare drasticamente) e alcune volte arrivo a ricordare qualcosa di anche 4 sogni, ad esempio della notte scorsa ricordo 3 sogni di cui uno in maniera molto completa....

Modifica!
Ho appena ricordato un'altro dettaglio del secondo falso risveglio (non sò perchè ma è quello che mi è restato meno impresso) leggendo una cosa sul web...probabilmente questo è avvenuto pure nel primo (però non mi ricordo è passato abbastanza tempo) ma sicuramente non nel terzo...
Allora subito dopo aver sentito la voce ancora mi sforzavo di muovere e oltre alla sensazione nelle orecchie sentivo come un "vortice", non vedevo nulla però provavo una strana sensazione come se ci fosse un vortice che si espandeva dal mio petto e da me stesso in genere è una sensazione difficile da descrivere come un'energia che vorticava e pensandoci potrebbe essere legato quella strana sensazione alle orecchie (simile a quando deglutiamo con forza)... sò per certo che quella volta rispetto alla prima il panico e l'agitazione è durata molto dimeno (nella prima descrizione ho saltato questa parte perchè non la ricordavo molto bene e perchè è durata pochissimo) diciamo non più di 3-4 secondi della nostra realtà, poi ricordando subito che mi era già capitato mi sono rilassato e poi il resto credo di averlo già descritto prima.
Una cosa strana che ho notato è il mio ricordo di queste esperienze, è diverso da quello del sogno che sbiadisce subito eppure è anche diverso da quello delle cose reali...
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Gio 3 Set 2009 - 6:39

TheGreat ha scritto:
Stessa cosa io con la "vecchietta" non ricordo cosa dicesse ma più parlava è più andavo nel panico!
Comunque non sò se c'entra con i casi di falso risveglio però ho notato che da un pò di tempo (non sò dire bene quanto) ricordo i sogni con maggiore frequenza, quasi sempre ricordo almeno un sogno (anche se la precisione e la completezza del ricordo può variare drasticamente) e alcune volte arrivo a ricordare qualcosa di anche 4 sogni, ad esempio della notte scorsa ricordo 3 sogni di cui uno in maniera molto completa....

Modifica!
Ho appena ricordato un'altro dettaglio del secondo falso risveglio (non sò perchè ma è quello che mi è restato meno impresso) leggendo una cosa sul web...probabilmente questo è avvenuto pure nel primo (però non mi ricordo è passato abbastanza tempo) ma sicuramente non nel terzo...
Allora subito dopo aver sentito la voce ancora mi sforzavo di muovere e oltre alla sensazione nelle orecchie sentivo come un "vortice", non vedevo nulla però provavo una strana sensazione come se ci fosse un vortice che si espandeva dal mio petto e da me stesso in genere è una sensazione difficile da descrivere come un'energia che vorticava e pensandoci potrebbe essere legato quella strana sensazione alle orecchie (simile a quando deglutiamo con forza)... sò per certo che quella volta rispetto alla prima il panico e l'agitazione è durata molto dimeno (nella prima descrizione ho saltato questa parte perchè non la ricordavo molto bene e perchè è durata pochissimo) diciamo non più di 3-4 secondi della nostra realtà, poi ricordando subito che mi era già capitato mi sono rilassato e poi il resto credo di averlo già descritto prima.
Una cosa strana che ho notato è il mio ricordo di queste esperienze, è diverso da quello del sogno che sbiadisce subito eppure è anche diverso da quello delle cose reali...

molte di queste senzasioni, i varchi del sognare e concetti di questa serie vengono descritti accuratamente nel libro "L'arte del sognare di Carlos Castaneda".

In ogni caso, riguardo alla capacità di saper divenire coscienti nei sogni, passo fondamentale a quanto pare (in termini sciamanici toltechi è il mattoncino che ti permette di mantenere ordine e costanza nel movimento del tuo punto di unione - altrimenti definibile come punto di percezione) sembra essere quello di imparare a fare pulizia consapevole di cio che per noi è importante nella vita quotidiana.

Non c'è etica o moralità in questo.

Semplicemente bisogna imparare a modificare l'elenco di cose che attirano e fanno gravitare in se stesse l'energia della nostra attenzione, prima attenzione.

é un processo di ingenieria di coscienza, se vogliamo usare un termine metaforico molto colorito.

Nulla di romantico, nessuno scopo divino scritto chissa dove.

Se non nella necessità di cio che accade come causa ed effetto se cambni gli ingredienti di una combinazione chimica.

Passiamo alla esperienza diretta e quindi su cio che sta nel regno della esperienza personale. (tradotto: non è questa dimostrazione di nulla, ne per me per sempre ne per tutti gli altri del tema trattato).

tempo fa sognai una donna, ero nella mia città natale: li ella mi prese per mano, vicino ad un luogo dove si era gia fatta vedere in un altro sogno. capelli scuri, massimo trentanni. Mi sorrideva. Mi disse che sevolevo imparare a "volare" dovavo lasciar andare le preoccupazioni quotidiane. Co si feci ed iniziai a sentirmi leggero....in realtà era un sollevarsi da terra e poi tornare in basso...come se ci fosse ancora molto lavoro da fare per imparare a compiere questa azione.

Ora, è pur vero che il volo, soprattutto nel sogno, ha un significato molto piu esteso anche in senso percettivo, ma mi sembra una buona metafora.

Un bel consiglio.

E in fondo si tratta solo di una libera scelta, che comporta delle responsabilità.

Io ci ho messo un po per capirlo, ed essendo un perfezionista, a volte passavo un po di tempo a colpevolizzarmi per il tempo perduto copn preoccupazioni e relazioni con persone che in modo discontinuo facevano gravitare la mia attenzione in situazioni discontinue e che avevano come filo conduttore una sola cosa: la lotta per l'energia....parlando di una specifica relazione affettiva, puoi capire come possa essere difficile ammettere che spesso cio che chiamaiamo amore è qualcosa di completamente differente, grotteswco e vestito in modo diverso del termine che usaiamo per definire "amore".

Le parole a volte sono di confusione in questo senso.

Non è un caso che molti sciamani sostengono e promuovono tra chi ha iniziato un percorso un periodo iniziale di astinenza dalle relazioni sessuali e affettive.

Non è una regole prefissata.

Ma SE SCEGLI di conoscere te stesso, per un po di tempo i rumori di fondo che sono solo la manifestazione di come fino ad oggi hai imparato a incanalare la tua energia, fisica, affettiva, psicologica e cosi via...(usando termini "chiari") devono essere messi a tacere.

Altrimenti sarebeb come voler il lavello del lavandino lasciando dentro i residui dei pasti precedenti.

Prima si ripulisce il canale percettivo, poi si decide cosa fare con questo strumento ripulito.

La nostra energia viene incanalata in molti modi diferenti.

Sarebbe un errore enorme pensare che i sogni lucidi non abbiano bisogno di una attenzione simile a quella che noi diamo alla nostra vita quotidiana, almeno nelle priem fasi (stando a quanto dice Castaneda e molti altri sciamani, vd Olga Kharitidi, Il Maestro dei Sogni)

Qui si apre il capitolo su come risparmiare energia e imparare ad usarla nei sogni. E di sicuro non ci metti poche ore...cosi come non abbiamo impiegato poche ora a costruirci il nostro bell'inventario che ci fa percepire il mondo per come lo definisce, bensi anni.

é qui che si cela la prima prova di chi vuole iniziare un certo tipo di percorso: pazienza e lavorare con spirito critico e costanza, da soli.

Casi come Castaneda sono legati a situazioni contingenti, l'esistenza di una tradizione, un gurppo e i suoi bisogni, la deliberata azione di un Nagual.

Ma in tutti gli altri casi la regola e continuare da soli. almeno per la prima fase.

é fondamentale.

Invece molti si buttano a capofitto nelle manio di sedicenti sciamani, maestri guru e guide, che prendono danaro, attenzione energia e potere da chi li cerca.

Nessuna critica per quel che mi riguarda, essi sono coerenti col loro inventario.

E sono una lezione di vita per chi finisce nelle loro mani e poi per un motivo o per l'altro si ritrova a voler continuare da solo (questa ultima menzione ha una parte autobiografica).


Ultima modifica di Admin il Gio 3 Set 2009 - 11:18, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Gio 3 Set 2009 - 11:17

Bene credo di aver capito, grazie delle informazioni =D
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Ven 4 Set 2009 - 11:19

Posto qui di seguito una serie di ricerche con relativa fonte.

Vista la lunghezza degli stessi, chiedo a chi è interessato di accedere direttamente all banca dati accessibile attraverso il link stesso.

Sarebbe interessante discuterne e fare dei comparativi con altre discipline e metodi che hanno affrontao l'argomento.







FONTE: http://www.lucidity.com/

How To Remember Your Dreams
________________________________________
Remembering your dreams is the starting place for learning to have lucid dreams. If you don't recall your dreams, even if you do have a lucid dream, you won't remember it! And, in order to be able to recognize your dreams as dreams while they are happening, you have to be familiar with the way your own dreams work. Before it will be worth your time to work on lucid dream induction methods, you should be able to recall at least one dream every night.
Getting plenty of sleep is the first step to good dream recall. If you are rested it will be easier to focus on your goal of recalling dreams, and you won't mind so much taking the time during the night to record your dreams. Another benefit of getting plenty of sleep is that dream periods get longer and closer together as the night proceeds. The first dream of the night is the shortest, perhaps 10 minutes in length, while after 8 hours of sleep, dream periods can be 45 minutes to an hour long. We all dream every night, about one dream period every 90 minutes. People who say they never dream simply never remember their dreams. You may have more than one dream during a REM (dream) period, separated by short arousals that are most often forgotten. It is generally accepted among sleep researchers that dreams are not recalled unless the sleeper awakens directly from the dream, rather than after going on to other stages of sleep.
It can be useful while you are developing your dream recall to keep a complete dream journal. Keep the journal handy by your bed and record every dream you remember, no matter how fragmentary. Start by writing down all your dreams, not just the complete, coherent, or interesting ones--even if all you remember is a face or a room, write it down.
When you awaken in the night and recall what you were dreaming, record the dream right away. If you don't, in the morning you may find you remember nothing about the dream, and you will certainly have forgotten many interesting details. We seem to have built-in dream erasers in our minds, which make dream experiences more difficult to recall than waking ones. So, whenever you remember a dream, write it down. If you don't feel like writing out a long dream story at 3 AM, note down key points of the plot. Also write down the precise content of any dialogue from the dream, because words will almost inevitably be forgotten in a very short time.
Possibly, all you will need to do to increase your dream recall is to remind yourself as you are falling asleep that you wish to awaken fully from your dreams and remember them. This works in a similar manner to remembering to awaken at a certain time in the morning. Additionally, it may help to tell yourself you will have interesting, meaningful dreams. A major cause of dream forgetting is interference from other thoughts competing for your attention. Therefore, let your first thought upon awakening be, "What was I just dreaming?" Before attempting to write down the dream, go over the dream in your mind, re-telling the dream story to yourself. DO NOT MOVE from the position in which you awaken, and do not think of the day's concerns. Cling to any clues of what you might have been experiencing--moods, feelings, fragments of images, and try to rebuild a story from them. When you recall a scene, try to recall what happened before that, and before that, reliving the dream in reverse. If after a few minutes, all you remember is a mood, describe it in a journal. If you can recall nothing, try imagining a dream you might have had--note your present feelings, list your current concerns to yourself, and ask yourself, "Did I dream about that?" Even if you can't recall anything in bed, events or scenes of the day may remind you of something you dreamed the night before. Be ready to notice this when it happens, and record whatever you remember.
If you find that you sleep too deeply to awaken from your dreams, try setting an alarm clock to wake you at a time when you are likely to be dreaming. Since our REM periods occur at approximately 90 minute intervals, good times will be multiples of 90 minutes after you go to sleep. Aim for the later REM periods by setting the alarm to go off at 4.5, 6, or 7.5 hours after you go to sleep. Once again, when you wake up, don't move and think first of what you were just dreaming before writing.
To remind yourself of your intentions and get yourself into the spirit of your dreams, read through your dream journal at bedtime. Learning to remember your dreams may seem difficult at first, but if you persist, you will almost certainly succeed--and may find yourself remembering four or more dreams per night. Of course, once you reach this level, you probably won't want to write them all down--just the significant or compelling ones. And, the more familiar you become with the style of your own dreams, the easier it will be to remember you are dreaming while you are dreaming--and explore the world of your dreams while still on the scene.
________________________________________
FONTE: http://www.lucidity.com/

OTHER WORLDS: OUT-OF-BODY EXPERIENCES AND LUCID DREAMS
by Lynne Levitan and Stephen LaBerge, Ph.D.
========================================================================


Ultima modifica di Admin il Lun 11 Gen 2010 - 15:07, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Ven 4 Set 2009 - 11:20

al., 1984; Olson, 1988). Thus, the argument that an OBE cannot be
a dream because the experient wasn't asleep doesn't hold water.

FONTE: http://www.lucidity.com/

[From NIGHTLIGHT 4(2), Spring 1992, Copyright, The Lucidity Institute.]
Note: References below are to the issues of NightLight (NL) in which
the experiment (X) and the update (U) appeared.

========================================================================
A THOUSAND AND ONE NIGHTS OF EXPLORING LUCID DREAMING
By Lynne Levitan
========================================================================

The NightLight experiments have brought forth important knowledge about
lucid dreaming. An overview of the research to date may help provide a
gestalt of current understanding of the lucid dream state and stimulate
further inquiry.


Ultima modifica di Admin il Lun 11 Gen 2010 - 15:08, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Ven 4 Set 2009 - 11:52

Molto interessante! peccato che dopo averne letto un pezzettino mi inizio a confondere (anche se l'inglese lo capisco in maniera discreta, leggerlo e tradurlo mi stanca mentalmente) comunque piano piano leggo tutto, comunque riconfermo ciò che avevo detto ultimamente ricordo moltissimi più sogni rispetto a prima(non tengo nessun tipo di diario in cui scrivere i sogni o simili) pensa che la scorsa notte ne ho ricordati 4 in maniera completa e in uno di questi quattro sono sicuro che stavo per diventare lucido più o meno come quando ho aperto il frigo (forse quella volta c'ero andato più vicino) solo che poi è come la minima consapevolezza che acquisisco crolli in meno di un secondo (nel sogno col frigo era durata un po di più), tutto questo senza usare nessun metodo, certo magari leggendo qualche informazione sul web già mi auto-condiziono però è anche vero che fino all'ultimo falso risveglio sapevo solamente grossomodo cos'era un sogno lucido.
Comunque stavo pensando che forse dovrei tentare qualche tecnica di induzione, magari abituandomi a fare test di realtà...
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:37

TheGreat ha scritto:
Molto interessante! peccato che dopo averne letto un pezzettino mi inizio a confondere (anche se l'inglese lo capisco in maniera discreta, leggerlo e tradurlo mi stanca mentalmente) comunque piano piano leggo tutto, comunque riconfermo ciò che avevo detto ultimamente ricordo moltissimi più sogni rispetto a prima(non tengo nessun tipo di diario in cui scrivere i sogni o simili) pensa che la scorsa notte ne ho ricordati 4 in maniera completa e in uno di questi quattro sono sicuro che stavo per diventare lucido più o meno come quando ho aperto il frigo (forse quella volta c'ero andato più vicino) solo che poi è come la minima consapevolezza che acquisisco crolli in meno di un secondo (nel sogno col frigo era durata un po di più), tutto questo senza usare nessun metodo, certo magari leggendo qualche informazione sul web già mi auto-condiziono però è anche vero che fino all'ultimo falso risveglio sapevo solamente grossomodo cos'era un sogno lucido.
Comunque stavo pensando che forse dovrei tentare qualche tecnica di induzione, magari abituandomi a fare test di realtà...


So che una ocsa utilissima sarà leggere e in italiano postare almeno i punti salienti di queste ricerche, opera che verrà fatta pezzo per pezzo, giorno per giorno. Ci sto già lavorando.

In ogni caso, visto che la documentazione è molta, di volta in volta posto ciò che andrà ad arricchire il patrimonio di informazioni su cui discutere.

Segue un altra ricerca dal sito http://www.lucidity.com/index.html#literature.

Se avete altre fonti non eistate a postare e a confrontare queste informazioni con cio che già è stato presentato afro

________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

FONTE: http://www.lucidity.com/index.html#literature.


Lucidity Research, Past And Future
By Stephen LaBerge, Ph.D
________________________________________
There is a state of consciousness in which any human being could experience anything imaginable. Each of us holds within us infinite possibilities. How many of us ever have the opportunity to taste even a hint of them? If we speak of our fantasies of wider vistas of life, we talk of our "dreams." In our dreams, we are free. A man in a dungeon can dream he is a king in a castle, and while he dreams, it is so.
People have long viewed dreams as blessings or curses beyond our control. However, according to Tibetan Buddhists, who for a thousand years have been practicing a form of dream yoga, similar to what in the west is called lucid dreaming, it is possible to gain complete mastery over dreaming. Recent scientific research at Stanford University has begun to provide objective evidence for that claim.
As is well known to NightLight readers, lucid dreaming means dreaming while knowing that you are dreaming. Everyone has, in theory, the capacity to learn to dream lucidly, because everyone dreams every night. Whenever we dream, we find ourselves in complete worlds, as richly detailed, moving and impressive as the world of waking life. This ability to create worlds is the natural endowment of the human mind. In dreams, this wondrous talent is fully demonstrated. The worlds we create in our minds are so convincingly real we cannot easily tell them from the "real" world of waking.
Lucid dreamers develop a frame of mind that allows them to recognize when they are dreaming. From that point, they are free to do as they choose. This freedom, hard to imagine in our highly constrained waking reality, is astonishing, exhilarating, and inspiring. The laws of physics and society are repealed. The limits are only those of the dreamer's imagination.
Who would not want such a genie at their command? Today, lucid dreaming is a reality, currently being enjoyed and explored by thousands of people. However, for it to achieve its potential of expanding the horizons of all humanity, research advances are necessary. Current training in lucid dreaming takes more time and effort than most people are able to commit. Technology exists to assist people in attaining the state, but although it can greatly enhance a person's chances of having a lucid dream, cannot yet guarantee it.
Research into the factors of brain and mind that underlie the lucid dream state could lead to breakthroughs allowing an individual to lucid dream at will, thereby having reliable access to any imaginable experience. This is much more than a remote possibility. Much is already known about REM sleep, the sleep state in which lucid dreaming occurs, and progress has been made in determining how brain activity changes when a person becomes lucid in a dream. Resources are needed for initiating intensive research into the precise nature of the lucid dream state, and the factors of brain, body and mind involved in achieving and sustaining it.
A convenient and reliable means of entering lucid dreams will open the door to a vast treasury of valuable applications. In worlds of unlimited possibility, creativity will become the rule, rather than the exception. People will be able to sample any way of being they wish, living out fantasies unavailable in waking life, or rehearsing for successful futures.
Experimentation in lucid dreaming is completely risk-free, so ideas in business, politics, ecology, athletics, or indeed, any endeavor can be tested in the model world of dreams. Practice in lucid dreams can improve performance, and prevent costly errors in waking reality. The potentials of mental imagery and hypnosis will also be accessible to everyone, because dreams are the most vivid of all images, available even to those who do not have the ability to create vivid mental imagery or to enter deep hypnotic states while they are awake. This brings with it the possibility of enhanced healing capacities, hinted at in research on mental imagery. People may be able to use lucid dreaming to shorten the time it takes them to recover from illnesses or operations, and to stimulate the redevelopment of physical skills following injury.
All that is required to bring these possibilities to fruition is the devotion of research effort into the area of lucid dreaming. The more resources are supplied to this work, the more rapidly progress will occur, and the sooner this priceless tool will be available to help humanity overcome its present crises. It is abundantly clear that we are in need of quickly developing our capacities for understanding our role on Earth and creatively evolving to survive and grow into our true potential. Lucid dreaming offers great promise for helping us to achieve these goals.
With my colleagues (notably, Lynne Levitan and William Dement), I have been researching lucid dreaming at Stanford University for over a decade. I founded the Lucidity Institute to advance research on lucid dreaming and potentials of human consciousness, and to apply the results of this research to the enhancement of human health and well-being.
The Lucidity Institute has advanced towards the goal of making lucid dreaming universally accessible by developing commercially available lucid dream induction devices such as the DreamLight and DreamLink that help people have lucid dreams.


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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:40

INDUCTION OF LUCID DREAMS
Although we have shown that lucid dreaming is a learnable skill (Cool, currently available methods, involving mental concentration, require considerable investment of time and effort. Therefore, we have sought methods for helping dreamers to realize that they are dreaming by means of external cues applied during REM sleep that become incorporated into dreams and remind dreamers that they are dreaming. We have tested a variety of stimuli, including tape recordings of the phrase "This is a dream" (9), conditioned tactile stimuli (10), and light (11). Light appears to be an excellent stimulus. We have developed computerized lucid dreaming induction devices (the DreamLight, DreamLink, and most recently, the NovaDreamer) that have produced highly promising results. By further developing and perfecting these and new devices and techniques, we hope to make lucid dreaming widely available.
Lucidity cue type and mental preparation: Preliminary studies on the DreamLight device have been promising: 55% of 44 subjects had at least one lucid dream during one study (11). Unpublished research indicates that combinations of the light cue with mental exercises specifically designed to increase one's awareness of the nature of dreaming tend to be more effective than using the cue alone. At this point we do not know what rate of flashing will be most effective. Therefore we plan to compare four different flash rates (1, 2, 4, and 8 flashes per sec) and three different kinds of mental preparation (MILD, discrimination training to recognize the light stimulus, and post-hypnotic suggestion) in a group of 40 subjects. We also are planning testing cues in other sensory modalities such as sound and vibration.
Physiological correlates of dream content and incorporation of stimuli: Four channels of EEG and four channels of autonomic physiology is being collected from each of 12 to 24 subjects as they are stimulated with flashes of light during REM sleep. Reports of incorporation of light as well as other dream content will then be correlated with the EEG and other physiological measures. Sometimes the subjects will see the light flash in their dreams, but sometimes they will not. Using a computer, we will analyze the EEG and autonomic physiology immediately prior to the time that the stimulus is triggered, looking for differences between the cases when the light is incorporated, and when it is not. By showing us which are the optimal times for applying cues to the dreamer, this research should teach us how to more effectively induce lucid dreams with light.
MIND-BODY RELATIONSHIPS DURING DREAMING
Our work with lucid dreams so far has led to new insights into the connection between mind and body. In a series of studies (summarized below) we have discovered that various dreamed experiences (including time estimation, breathing, singing, counting, and sexual activity) produce effects on the dreamer's brain (and to a lesser extent, body) remarkably similar to the physiological effects that are produced by actual experiences of the corresponding events while awake.
Correspondence between dreamed and actual eye movements We have found that there is a very high degree of correlation between the direction of gaze shift reported in lucid dreams and polygraphically recorded eye movements, a fact that we make routine use of by using eye movements as signals in all of our experiments (1,2).
Communication from lucid dreams We are also planning to improve the capacity of lucid dreamers to communicate with the waking world while dreaming. At this point, they do so by means of eye-movement signals, which are difficult to execute with any complexity. In past studies we have done some preliminary work with a glove containing computerized movement sensors allowing the recording of hand movements during dreaming. The devices were too crude at that point to permit us to see the fine detail needed for distinguishing various hand signals. Current devices are much more sophisticated. We hope to make it possible for lucid dreamers to communicate by means of hand gestures (e.g., American Sign Language) so that we can have on-the-scene reports from the dream world. A glove with movement sensors will be used to study communication from lucid dreams by means of hand gestures, using five expert subjects.
Dream time How long do dreams last? We have been able to receive a direct answer to this age-old question by asking lucid dreamers to estimate various intervals of time while dreaming. The dreamers marked the beginning and end of estimated dream time intervals with eye movement signals, allowing comparison of subjective "dream time" with objective time. In each case, the intervals of time estimated during the lucid dreams were very close in length to the actual elapsed time (1), as shown in the figure below.

Time estimates during waking and REM lucid dreaming. [EEG: electroencephalogram, ROC, LOC electro-oculogram from right and left eye; EMG chin electromyogram.] While awake (top panel), the subject signaled with eye movements, estimated 10 s by counting, signaled again, estimated 10 s without counting, and signaled a third time. The lower panel shows the subject carrying out the same task in lucid REM sleep. The time estimates are very similar in both states.
Control of respiration during lucid dreaming We recorded the physiology of three lucid dreamers who had been asked to either breathe rapidly or to hold their breath in their lucid dreams, marking the interval of altered respiration with eye movement signals. They reported successfully carrying out the agreed-upon tasks a total of nine times. In each case, a judge was able to correctly predict from the physiological records which of the two breathing patterns had been executed (4). We are currently collecting more data to further determine the precise nature of the dream respiration connection.
Brain function lateralization during lucid dreams Alpha activity was derived from right and left temporal EEG while four subjects sang and counted in their lucid dreams. The results indicated task dependent lateralization: the right hemisphere was more activated than the left during singing; during counting the reverse was true. These shifts were similar to those during waking singing and counting (5).
Physiological responses to sex in lucid dreams A pilot study with two lucid dreamers (one male and one female) who reported experiencing sexual arousal and orgasm in lucid dreams revealed
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:41

patterns of physiological activity during dream sex closely resembling those accompanying corresponding experiences in the waking state (6).
These studies indicate that the effects of dream events on the brain and body are much more like the effects of real events than like those produced by waking imagery (1). Because dream activities produce real physiological effects, lucid dreaming may be useful for facilitating health and healing, as an extremely potent form of mental imagery. We plan to continue our explorations of awareness in dreams along these lines with the goal of producing a detailed map of mind-body interactions during dreaming sleep for all measurable physiological systems. Such a map could prove to be of inestimable value for experimental dream psychology, as well as for psychosomatic medicine.
EEG mapping of lucid dreaming In past studies, we have determined that lucid dreams are generally initiated during periods of high autonomic nervous system activity--decreased finger pulse amplitude, increased respiration rate and irregularity, and increased eye-movement activity relative to normal REM sleep (12). These factors indicated that dream lucidity occurs during periods of relatively high brain activation, suggesting that sufficient activation of the CNS is necessary before consciousness can be attained. However, we had little idea what was specifically happening in the brain, whether the activation was general, or localized in some particular areas.
In a pilot study we mapped the distribution of brainwave activity from twenty-eight electrode placements on the scalp, examining different frequency bands of EEG during periods pre and post-onset of lucidity in five lucid dreams from one subject. The most interesting findings in this preliminary analysis were in the alpha band (8-12 Hz), where decreases of alpha activity were seen in the posterior left hemisphere, in the first 30 seconds of lucidity. This finding is in keeping with an earlier analysis we performed on a few of our lucid dreams at Stanford of left/right ratios of alpha activity, finding the only difference at lucidity onset to be a decrease of alpha activity in the left parietal region. Decreased alpha activity is generally considered an indication of increased brain activation. Indeed, lucid dreaming ought to be associated with left hemisphere activation, (where language is localized), since to become lucid one must actually spell out to oneself, "This is a dream."
We plan to add to and check our findings by collecting more data from more subjects. This will give us a larger sample of non-lucid REM for comparison and show what EEG differences are consistent for all lucid dreams. Thus, we will gain a basis for the comparison of lucid dreaming with other states of consciousness. Twenty-eight channels of EEG will be collected, and maps of EEG activity will be computed, allowing the determination of which brain regions are involved in lucid dreaming (and perhaps reflective consciousness in general). Five expert lucid dreamers will be studied.
APPLICATIONS OF LUCID DREAMING
In addition to being a powerful research tool in scientific explorations of the dream state, lucid dreaming also offers considerable potential for a variety of practical applications, which include aiding personal- development, enhancing self-confidence, overcoming nightmares, improving mental (and perhaps, physical) health, facilitating creative problem solving, and more (1,7). There is a great deal of public interest in this area; we have received well over 10,000 letters from people around the world wishing to know more about lucid dreaming. For this reason, and because we believe lucid dreaming can benefit humanity, we feel that we have a service to perform in making the lucid dream state more readily accessible.
We would like to explore several potential applications of lucid dreaming. One is the use of lucid dreaming in overcoming nightmares. We have anecdotal evidence suggesting that lucid dreaming should be extremely beneficial to nightmare sufferers, giving them the means to overcome their own fears (1). Not only will they be able to alleviate their nightmare problems, but in so doing they will be able to increase their self-confidence and self-esteem. Lucid dreaming can be a very empowering experience, which is one of the reasons we would like to make it more readily available to people. An experimental self-help group for nightmare sufferers will be started and the efficacy of lucid dreaming to overcome nightmares will be studied and documented.
Lucid dreaming could provide the handicapped and other disadvantaged people with the nearest thing to fulfilling their impossible dreams: paralytics could walk again in their dreams, to say nothing of dancing and flying, and even experience emotionally satisfying erotic fantasies. Such sensorimotor practice could conceivably facilitate recovery from stroke.
Finally, lucid dreaming can function as a "world simulator." Just as a flight simulator allows people to learn to fly in a safe environment, lucid dreaming could allow people to learn to live in any imaginable world; to experience and better choose among various possible futures.
RESEARCH GOALS
Our goals are to further explore mind-body relationships and the expansion of consciousness during sleep through lucid dreaming. Specifically, we plan:
A. To make lucid dreaming more accessible by further investigations with biofeedback devices like the DreamLight
B. To study physiological correlates of dream content and of the incorporation of stimuli into dreams
C. To map the EEG correlates associated with the emergence of consciousness during lucid dreaming
D. To explore applications of lucid dreaming
REFERENCES
(1) LaBerge, S. (1985). Lucid dreaming. Ballantine, New York.
(2) LaBerge, S., Nagel, L., Dement, W. & Zarcone, V. (1981a). Lucid dreaming verified by volitional communication during REM sleep. Perceptual and Motor Skills, 52, 727-732.
(3) LaBerge, S. (1981). Lucid dreaming: Directing the action as it happens. Psychology Today, 15, 48-57.
(4) LaBerge, S., & Dement., W. (1982a). Voluntary control of respiration during REM sleep. Sleep Research, 11, 107.
(5) LaBerge, S., & Dement, W. (1982b). Lateralization of alpha activity for dreamed singing and counting during REM sleep. Psychophysiology, 19, 331-332.
(6) LaBerge, S., Greenleaf, W., & Kedzierski, B. (1983). Physiological responses to dreamed sexual activity during lucid REM sleep. Psychophysiology, 20, 454-455.
(7) Gackenbach, J. & LaBerge, S. (Eds.), (1988). Conscious Mind, sleeping brain: Perspectives on lucid dreaming. New York: Plenum.
(Cool LaBerge, S. (1980). Lucid dreaming as a learnable skill: A case study. Perceptual and Motor Skills, 51, 1039-1042.
(9) LaBerge, S., Owens, J., Nagel, L., & Dement, W. (1981b). 'This is a dream': Induction of lucid dreams by verbal suggestion during REM sleep. Sleep Research, 10, 150.
(10) Rich, R. (1985). Lucid dream induction by tactile stimulation during REM sleep. Unpublished Honors Thesis, Department of Psychology, Stanford University.
(11) LaBerge, S., Levitan, L., Rich, R., & Dement, W. (1988). Induction of lucid dreaming by light stimulation during REM sleep. Sleep Research, 17, 104.
(12) LaBerge, S., Levitan, L., & Dement, W. (1986). Lucid dreaming: Physiological correlates of consciousness during REM sleep. Journal of Mind and Behavior, 7, 251-258.


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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:43

Chapter 8: Dreaming: Function And Meaning
________________________________________
Why do we have dreams and what do they mean? These questions have for centuries been the subject of a debate that has recently become the center of a heated controversy. In one camp we have a number of prominent scientists who argue that we dream for physiological reasons alone and that dreams are essentially mental nonsense devoid of psychological meaning: "A tale told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing." The idea that dreams are nothing more than "meaningless biology" sounds absurd and rather blasphemous to the opposing camp, a coalition of Freudians and other dream workers committed to the view that we dream for psychological reasons and that dreams always contain important information about the self or some aspects of one's life which can be extracted by various methods of interpretation. This camp takes its credo from the Talmudic aphorism that "an uninterpreted dream is like an unopened letter." There is also a third camp occupying the middle ground, that believes both of the extreme positions on the function and meaning of dreams to be partly right and partly wrong. Its proponents argue that dreams may have both physiological and psychological determinants, and therefore can be either meaningful or meaningless, varying greatly in terms of psychological significance.
This middle position is where I find myself most comfortable. I agree with Sir Richard Burton that
"Truth is the shattered mirror strown in myriad bits; while each believes his little bit the whole to own."
Perhaps, however, we may be able to put together enough of the pieces to reflect the reality of the dream reasonably well. Although people have argued for many centuries over whether dreams represent the addle-minded children of an idle brain, the heaven-sent embodiment of wisdom, or something in between, we will confine our discussion to "scientific" theories of dreaming at least as modern as the 20th century. So then, let us start with Dr. Sigmund Freud.
The Interpretation Of Dreams Revisited
If we are to understand Freud's view of the dream, we need to consider his concept of the dreamer's brain. We know today that the nervous system contains two types of nerve cells (excitatory and inhibitory). Both types discharge and transmit electrochemical impulses to other neurons. Both do this spontaneously, without any kind of outside stimuli, as well as when they themselves receive excitatory impulses from other cells. However, one critical difference between these two types of neurons is that one type, called "excitatory" transmits impulses to other neurons which causes increased nervous activity or "excitation" in them. The other type of neurons is called "inhibitory," because they send messages to other neurons that cause decreased activity or "inhibition." The human brain is constructed of an unimaginably complex network of intricate interconnections between billions of each type of neuron. Generally, the inhibitory neurons play a more important role in the higher functions of the brain.
Before developing his theory of dreams, Dr. Freud had intensively studied neurobiology. But, in his time, only the process of excitation had been discovered; the process of inhibition was not yet known. Based on the assumption of a completely excitatory nervous system, Freud reasoned that nervous, or in his terms, "psychic," energy could therefore only be discharged by means of motor action. This meant that once you got a notion in your head, it was doomed to run around in there forever until you finally decided to do something about it. Or, alternatively, until it found a way to
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:44

trick you into unconsciously expressing it in some unintended action like the famous "Freudian slip."
This older view of the nervous system has been caricatured as a "cat on a hot tin roof" model, "with the persistent internal drives generating blasts of energy that keep the ego and conscious system in frenzied movement." [1] We know today that a nervous system of this sort, if it could exist at all, would erupt into uncontrolled seizure activity. However, given the state of knowledge of his time, Freud's view of the unconscious mind as a cauldron seething with socially unacceptable impulses and desires appears perfectly reasonable; and likewise, from it his theory of dreaming can readily be seen to follow.
Let us imagine what might have happened if you were somehow able to ask the master himself why you had a particular dream. Dr. Freud, we may speculate, might have answered something like this:
In the first place, we may be sure that something happened to you a day or two before the dream and that this "day residue"--as we call it--stirred up one of the many repressed wishes that you try to keep closeted away in your unconscious. But, when you drifted off to sleep with no other wish in your conscious mind than to sleep, you withdrew your attention from the external world, setting the stage for your day residue and associated unconscious wish to step forward, demanding satisfaction. All this requires the cooperation of the chief executive of your conscious mind, the ego. But because your pair of suppliants were not, let us say, 'dressed in a socially acceptable manner,' they were at first denied admission to your conscious mind. And that was as it should be! It is the special function of the gate-keeper to prevent unruly and unacceptable impulses, memories, or thoughts from disturbing your ego's conscious mind. The gate-keeper, which we psychoanalysts call the 'censor,' is able to do his job with the help of a big stick we call 'repression,' by means of which these impulses, memories, and thoughts which conflict with personal and social standards of behavior are banished from the conscious mind, along with the painful emotions and memories associated with the conflict. Since the repressed contents cannot be banished entirely, they settle to the bottom of your unconscious mind, where they simmer and seethe like a witches' cauldron.
But now and then, by the power of association, the events of the preceding day, in the form of day residues, dredge up these repressed wishes. Naturally, they seek a way to even partial fulfillment. That is what your day residue and repressed wish were doing, knocking on the door of the ego. However, after the censor threw them out, the vulgar pair, knowing nothing of manners, continued to clamor for admission, raising such a rumpus as to threaten your precious sleep and thereby frustrate your ego's only conscious wish. Fortunately, you were able to continue to sleep, thanks to your dream doing its job. As we say, 'dreams are the guardians of sleep.' Across the border, in your unconscious mind, a special process that we call 'dream-work' constructed a disguise for your repressed wish, out of 'acceptable' imagery linked to it by association. Thus transformed into a superficially presentable image, your wish was able to get by the censor and find expression in the your dreams.
"And that is why," Dr. Freud might well have said, "you had that dream; and please note," he might not have been able to resist continuing, "that your dream killed two birds with one stone: while preserving your sleep, it also allowed the discharge of one of your repressed instinctual impulses. That all this was a good thing seems undeniable;" Sigmund Freud might have concluded, "I need hardly add we regard it as axiomatic that the nervous system obeys the 'nirvana' principle, forever seeking the reduction of tension and the ultimate cessation of action."
In some ways, of course, this aspect of psychoanalysis has strong parallels with Buddhism and other Eastern doctrines. But that brings us no closer to answering your original question, and you might well ask: "But what did my dream mean? Or was it just nonsense?" In that case, Freud would have probably explained that "Every dream has some hidden meaning; since the manifest content of the disguised dream (the dream itself) was the result of the dream-work's transformations of the undisguised wish (the latent content of the dream). Therefore, in order to interpret your dream, it should simply be necessary to reverse the process. Since the dream disguised the latent content with images closely associated with the original wish, we can uncover the hidden message by reasoning backward from the image through a process of interpretation known as "free association." If you had dreamed, let us say, that you were locking a door, Dr. Freud would ask you what was the first thing that comes into your mind in connection with the work "lock?" If you said, "key," Freud would continue, "key?" And perhaps you would reply, "tree." This, as you can see, might go on forever, except that Freud would probably have interrupted the process at this point and drawn on his knowledge of dream symbolism (key in lock...!) explaining that your dream expressed a wish to engage in sex!
In other words, Freud believed that the function of dreaming was to allow the discharge of repressed instinctual impulses in such a way as to preserve sleep, and that the instigating force causing dreams to occur was always an instinctual, unconscious wish. Dr. Freud considered these unconscious wishes to be predominantly sexual in nature. In "Introductory Lectures on Psycho-Analysis," he wrote: "Though the number of symbols is large, the number of subjects symbolized is not large. In dreams those pertaining to sexual life are the overwhelming majority...They represent the most primitive ideas and interests imaginable." [2] In any case, in so far as the instigating force behind every dream was an unconscious wish--whether sexual or otherwise--it follows from Freudian theory that every dream contains meaningful messages in disguised form: the original wish or "dream thought." The fact that all dreams contained unacceptable and unpleasant wishes explained why dreams are so regularly and so easily forgotten. This was because, reasoned Freud, they were (deliberately) repressed: blacklisted by the ego and sent by the censor to the bottom of the swamp of the unconscious.
We know today, thanks to the last 30 years of dream research, that dreams are not instigated by wishes or other psychological forces, but by a periodic or automatic biological process: REM sleep. If dreams are not triggered by unconscious wishes, we can no longer assume that these wishes play any role in dreams at all; and even worse for the Freudian concept of meaning, we can no longer automatically assume that every--or even any--dream has meaning! This is not all of the news recent neuroscience has for Freud; but let us save the bad news for the next section. The good news for Freud is this: every period of dreaming sleep is accompanied by sexual arousal, as indicated in males by erections, and in females by increased vaginal blood flow. Had Freud lived to hear of this phenomenon, he would have almost certainly regarded it as a complete vindication of his belief that at the bottom of every or almost every dream was-- sex!
The Activation-synthesis Model Of Dreaming
In 1977, Drs. Allan Hobson and Robert McCarley of Harvard University presented a neurophysiological model of the dream process that seriously challenged Freud's theory on virtually every point. In a paper they published in the American Journal of Psychiatry entitled "The Brain as a Dream State Generator: An Activation-Synthesis Hypothesis of the Dream Process," they suggested that the occurrence of dreaming sleep is physiologically determined by a "dream state generator" located in the brain stem. This brain stem system periodically triggers the dream-state with such predictable regularity that Hobson and McCarley were able to mathematically model the process to a high degree of accuracy. During the REM periods produced when the dream- state generator is switched "on," sensory input and motor out-put are blocked, and the forebrain (i.e., the cerebral cortex, the most advanced structure in the human brain) is activated and bombarded with
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:46

partially random impulses generating sensory information within the system. The activated forebrain then synthesizes the dream out of the internally generated information, trying its best to make sense out of the nonsense it is being presented with."
"The primary motivating force for dreaming," emphasize Hobson and McCarley, "is not psychological but physiological since the time of occurrence and duration of dreaming sleep are quite constant, suggesting a pre-programmed, neurally determined genesis." They see the major drive for the dreaming process as not only automatic and periodic but apparently metabolically determined; of course, this conception of the energetics of dreaming flatly contradicts the classical Freudian notion of conflict as the driving force for dreams.
As for the "specific stimuli for the dream imagery," they continue, these appear to arise from the brain stem and not from cognitive areas of the cerebral cortex. "These stimuli, whose generation appears to depend upon a largely random or reflex process, may provide spatially specific information which can be used in constructing dream imagery." Hobson and McCarley argue that the bizarre distortions in dream content attributed by Freudians to the disguising of unacceptable content by the "dreamwork" probably have a simpler neurophysiological explanation instead: such bizarre features of dreams as the condensation of two or more characters into one, discontinuous scene shifts, and symbol formation may merely directly reflect the state of the dreaming brain.
"In other words," the Harvard neurophysiologists argue, "the forebrain may be making the best of a bad job in producing even partially coherent dream imagery from the relatively noisy signals sent up to it from the brain stem. The dream process is thus seen as having its origin in sensorimotor systems, with little or no primary ideational, volitional, or emotional content. This concept is markedly different from that of the 'dream thoughts' or wishes seen by Freud as the primary stimulus for the dream."
Hobson and McCarley view "the elaboration of the brain stem stimulus by the perceptual, conceptual, and emotional structure of the forebrain," as primarily synthetic and constructive, "rather than a distorting one as Freud presumed." According to the Activation-Synthesis model, "best fits to the relatively inchoate and incomplete data provided by the primary stimuli are called up from memory...The brain, in the dreaming sleep state, is thus likened to a computer searching its addresses for key words. Rather than indicating the need for disguise, this fitting of...experiential data to [genetically programmed] stimuli is seen as the major basis of the 'bizarre' formal qualities of dream mentation." Scoring one more point against Sigmund Freud, they add that "there is, therefore, no need to postulate either a censor or an information degrading process working at the censor's behest."
Hobson and McCarley see our usual poor ability to recall our dreams as reflecting "a state-dependent amnesia, since a carefully effected state change, to waking, may produce abundant recall even of highly charged dream material." So that if you are rapidly awakened out of REM sleep, you are likely to remember dreams that you would otherwise be just as likely to forget. Hammering a final nail into the coffin containing Freud's theory of dreams, they write: "There is no need to invoke repression to account for the forgetting of dreams."
As was only to be expected, Hobson and McCarley's paper stimulated counter attacks from the psycho-analytic establishment, which responded that Freud's neurological models were in no way crucial to his psychological theories. In the view of Dr. Morton Reiser, Chairman of the Department of Psychiatry at Yale University, and a past president of the American Psychoanalytic Association,
McCarley and Hobson overextend the implications of their work when they say it shows that dreams have no meaning. I agree with them that their work refutes Freud's idea that a dream is instigated by a disguised wish. Knowing what we do now of brain physiology, we can no longer say that. The wish may not cause the dream, but that does not mean that dreams do not disguise wishes. The brain activity that causes dreams offers a means whereby a conflicted wish can give rise to a particular dream. In other words, wishes exploit--but do not cause--dreams. [3]
The degree of controversy stimulated by the Hobson and McCarley paper was truly remarkable. An Editorial in the American Journal of Psychiatry a year later stated that the Harvard paper "provoked more letters to the Editor than the Journal had ever received before." Unexpectedly, what seemed to be stirring so many people up was not Hobson and McCarley's treatment of Freud, but their treatment of the dream. The view that "dreams were after all merely the senseless, random accompaniment of the autonomous electrical activity of the sleeping Central Nervous System" did not sit well with many dream researchers, to say nothing of therapists and other dream workers accustomed to putting dreams to a variety of practical uses.
Anybody who has ever awakened from a dream, exclaiming with delight, "what a wonderful plot that was!" will know from their own experience that at least sometimes, dreams are much more coherent than would seem to be suggested by Hobson- McCarley's model of "the forebrain making the best of a bad job in producing even partially coherent dream imagery from the...noisy signals sent up to it from the brain stem." In the view of many scientists and dream researchers including myself, the fact that dreams can be such superbly coherent and entertaining stories is an indication of the need to concede to the forebrain at least an occasional or partial degree of control during dreaming. How could we construct such extended and coherent dream plots if the higher brain centers are limited to mere improvisation with whatever unrelated props, people, and scenes that the "noisy signals" from the brain stem happen to kick upstairs? The dream Hobson and McCarley seem to envision would be like "And now for something completely different!" every minute or two. The fact that we are able at times to produce dreams that are so wisely and elegantly constructed that they can and do serve us as teaching stories suggests that higher order mental functioning must in some way be able to influence the lower order functioning of the dream state generator.
The phenomenon of lucid dreaming suggests even more strongly the influence of the cerebral cortex on the construction of dreams. For if your dreams were nothing more than the results of your forebrain "making the best of a bad job in producing even partially coherent dream imagery from the relatively noisy signals sent up to it" from your brain stem, how would you be able to exercise volitional choice in a lucid dream? How would you be able to carry out a previously planned dream action? How would you be able to deliberately decide to, let us say, open a door to see what you might find there?
Lucid dream reports abound with counter examples, showing that dreamers can at times have their own feelings, intentions, and ideas. When dreamers realize that they are dreaming, they often experience a feeling of exhilaration. This feeling is more like a response to a higher order perception, rather than to a random brain-stem stimulus. As for intentions and ideas, when dreamers attain lucidity, they typically remember intentions about what they wanted to do in their next lucid dream, and can remember ideas in the form of ideals and principles of behavior such as "face your fears," "seek positive outcomes," or "remember your mission." Our oneironauts routinely make use of this last principle when sleeping in the laboratory.
Finally, if all of the eye movements of REM sleep are randomly generated by a madman in the brain stem, how are lucid dreamers able to voluntarily execute eye movement signals in accordance
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:49

with pre-sleep agreement? Of course, the answer to all of these rhetorical questions is that the Hobson-McCarley hypothesis cannot be the whole story. On the contrary, I believe Hobson and McCarley are right about much of what they say about physiological determinants of the form of dreams; it is evident that dreams also have psychological determinants, and therefore any satisfactory theory of dream content ought to include both. It also ought to explain why and under what conditions dreams are sometimes coherent, brilliantly witty narratives, and in other conditions, incoherent ravings. And why in some dreams are we deluded and in others lucid? And why are some dreams profoundly meaningful and others pointless nonsense?
As for meaning and nonsense, the Activation-Synthesis model of dreaming seems willing to completely disregard the possibility that dreams could have any intrinsic or interesting meaning whatever. Given the "forebrain making the best of a bad job..." from the random signals sent up from the brain stem, the most we could reasonably expect if this were the case is what is called in computer terms "GIGO," an acronym for "Garbage In, Garbage Out." Hobson, at least, seems to say as much in a recent interview: "Dreams are like a Rorschach inkblot. They are ambiguous stimuli which can be interpreted any way a therapist is predisposed to. But their meaning is in the eye of the beholder--not in the dream itself." [4] I can hear it now: a psychiatrist asks a patient, "What does this dream make you think of?" And receives the reply: "An inkblot!"
Among the psychophysiologically minded dream researchers a major criticism of the Activation-Synthesis model was that it was essentially a one-way street, allowing traffic only to proceed upward from brainstem to forebrain (from lower mental function to higher mental function). But the way the brain is actually put together would require a two-way street, allowing forebrain control of brain stem activation, and therefore allowing higher cortical functions such as thinking and deliberate action to influence the dream. This is the same criticism I just made regarding the inability of the Hobson and McCarley model to deal with lucid dreaming.
Some sleep and dream researchers argued that the Activation- Synthesis model missed the central question about dreaming altogether. According to Dr. Milton Kramer of the University of Cincinnati, Hobson and McCarley's approach is "not central to the functional problems of dreaming. When it comes to dreams, two things are important--meaning and function. Do dreams enlighten us about ourselves? Will they make us smarter, change our personality, change our mood, solve our problems, have an application to our daily lives?" Kramer concluded that "I think the essence of dreams is psychological. It's all very well to find in dreams that a person is walking. The important questions are, 'Where is he walking? Why is he walking there?' Those are the continuing mysteries of dreams and that is what we want to know." [5]
So how does the Activation-Synthesis model measure up if we use Kramer's two criteria: meaning and function? As to the meaning of dreams, in Hobson and McCarley's model there is none. Regarding function, Hobson has offered a possible function of the dream state:
A crude analogy to computers helps to make a point even if it may violate the reality of brain function: Every information processing machine has both hardware and software components. To create a nervous system, the genetic code must program both a structural blueprint and a set of operating instructions. To maintain the neurons it would make sense to utilize a standard set of operating instructions to activate and test the system at regular intervals. From an intuitive point of view, it is appealing to consider REM sleep as the expression of a basic activity program for the developing CNS that would ensure the functional competence of neurons, circuits, and complex activity patterns before the organism was called upon to use them. It would be particularly important for such a system to have a high degree of reliability in both time and in space. These features are to be found in the periodicity and duration constancy of REM and in the stereotyped nature of the activity. [6]
Elsewhere, Hobson elaborates:
I believe that dreaming is the (sometimes outward) sign of a genetically determined, functionally dynamic blueprint of the brain designed to construct and to test the brain circuits that underlie our behavior-including cognition and meaning attribution. I also believe that this test program is essential to normal brain-mind functioning but that you don't have to remember its products to reap its benefits. [7]
Dreaming To Forget?
In a paper published in 1983 in the British journal Nature, Nobel Laureate Francis Crick (one of the team that cracked the genetic code and unraveled the mystery of DNA) and co-author Graeme Mitchison proposed that the function of dream sleep
is to remove certain undesirable modes of interaction in networks of cells in the cerebral cortex. We postulate that this is done in REM sleep by a reverse learning mechanism, so that the trace in the brain of the unconscious dream is weakened, rather than strengthened by the dream. [8]
That, in a nut-shell, is their "reverse-learning" theory of dreaming.
Crick and Mitchison's theory is derived from two basic hypotheses: the first is that the cerebral cortex, as a completely interconnected network of neurons, "is likely to be subject to unwanted or 'parasitic' modes of behavior, which arise as it is disturbed either by the growth of the brain or by the modifications produced by experience."
Their second hypothesis is even more tenuous than the first: it proposes that if these hypothetical 'parasitic' modes of neuronal activity do in fact exist, then it might be that they "are detected and suppressed by a special mechanism" hypothetically operating during REM sleep. This mechanism is described as having "the character of an active process which is, loosely speaking, the opposite of learning." Crick and Mitchison call this hypothetical process "reverse learning" or "unlearning," and explain that it "is not the same as normal forgetting" and that "Without it we believe that the mammalian cortex could not perform so well."
"The mechanism we propose," write Crick and Mitchison, drawing on the Hobson-McCarley conception of the neurophysiology of dreaming,
is based on the more or less random stimulation of the forebrain by the brain stem that will tend to excite the inappropriate modes of brain activity...especially those which are too prone to be set off by random noise rather than by highly structured specific signals. We further postulate a reverse learning mechanism which will modify the cortex...in such a way that this particular activity is less likely in the future...Put more loosely, we suggest that in REM sleep we unlearn our unconscious dreams. "We dream in order to forget."
To reiterate: what they are suggesting is that everything that happens in any of your dreams is being actively unlearned by your brain--that is why you are dreaming about it: merely "in order to forget it."
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MessaggioOggetto: Re: Tecniche di induzione del sogno lucido   Lun 7 Set 2009 - 14:50

What exactly does this mean? According to the reverse- learning theory, when we remember our dreams we are re- learning exactly what we were trying to unlearn. This would seem to represent at least a partial failure of the reverse- learning mechanism, and "one might wonder what effects its failure might have." Crick and Mitchison suggest that complete failure (remembering all of one's dreams) might lead to "grave disturbances-a state of almost perpetual obsession or spurious, hallucinatory associations..." A partial failure (remembering several dreams a night) "should produce unwanted responses to random noise, perhaps as hallucinations, delusions, and obsessions, and produce a state not unlike some schizophrenias."
Crick and Mitchison's motto is, "we dream in order to forget." Well, maybe they do for all I know. Unfortunately, they go further than that, seeming to feel that it would be better for all of us to learn to forget our dreams: "In this model," they write, "attempting to remember one's dreams should perhaps not be encouraged, because such remembering may help to retain patterns of thought which are better forgotten. These are the very patterns the organism was attempting to damp down."
Certainly, if the reverse learning model were followed to its logical conclusion, it would seem to call for the shut-down of all psychological analysis of dreams, all attempts at remembering and interpretation of dreams, in fact the complete shutdown of the dream work industry. Fortunately, it appears that there is absolutely no direct evidence for "unlearning" during REM. In fact, there doesn't appear to be even any evidence for "unlearning" of any kind in any state, in any living organism, anywhere. "Unlearning" as it now exists is only a hypothetical concept, perhaps of some relevance to computers, but there is no proof that it has any application to human beings. In fact, Crick and Mitchison admit "A direct test of our postulated reverse learning mechanism seems extremely difficult." [9]
There is, in short, no convincing argument for this theory. It just might be true or partially true, but until direct evidence supporting it is brought forward, it must be viewed as an unlikely possibility. Even if there were some substance to reverse-learning theory, Crick and Mitchison's conclusions about the desirability of dream recall are not necessarily correct. On the contrary, the strongest argument against the theory may be the catastrophic effects they predict to result from even partial failure of the reverse-learning mechanism. Certainly, people who habitually remember their dreams do not seem any more prone to "hallucinations, delusions, and obsessions" than are people who habitually forget their dreams. Similarly, if the unlearning theory were true, dream deprivation would interfere with the "reverse-learning" process, producing disastrous effects. However, people have been deprived of REM sleep for many nights and in some cases years without showing any signs of mental breakdown. So for any of you dreamers concerned about whether you may be messing up your mind by remembering your dreams, I would suggest that you need not worry!
The Functions Of Dreaming And The Advantages Of Consciousness
Let us return to the question with which we began this chapter: "Why do we dream?" Though we have considered only a few here, there are many answers that could be and have been proposed to this question. But we can justly rule out in advance any theory of the meaning and function of dreams that does not make as much sense when applied to the dreams of a tree shrew or a whale as to the dreams of a hairless speaking primate--meaning us! Whatever the explanation for dreaming must be, we must dream for the same reason that all mammals have dreamed for more than a hundred million years. Then, why do all mammals dream? Because all mammals have REM sleep. Since humans are mammals, the biologically correct answer to the question "Why do we dream?" is, "For the same reason that any mammal does, because we have REM sleep." Yet, while technically correct, this answer is not completely satisfactory; for it merely leads to the question, "But then why do all mammals have REM sleep?"
This is a question for evolutionary biology. According to the available evidence, it seems that Active or REM sleep evolved about one hundred and thirty million years ago, when early mammals gave up laying eggs and first began to give birth viviparously (born live, not hatched). Non-REM or Quiet Sleep, on the other hand, seems to have arisen some fifty million years earlier, when the warm-blooded mammals first evolved from their cold-blooded reptilian ancestors.
The evolution of sleep and later of dreaming was far too widespread and behaviorally significant to have occurred by accident, and they presumably came into being through the usual mechanism which Darwin made famous: "natural selection". The idea is that just those genetic variations which provide the organism with some survival advantage are selected by evolution. Due to genetic variability, at any one time there is a wide range of characteristics exhibited in the population of every species. For any given environment, some of these characteristics will be more favorable than others to a species, increasing the probability that those individuals of the species which possess the favorable variation will live long enough to reproduce, passing on their genes to progeny who in turn will be likely to survive long enough to replicate, and so on. If an inherited trait offers a large enough advantage, before long all members of a given species will possess it, and carry the genes to pass it on. Since this must have been the case with sleep and dreaming, we can assume that they serve some adaptive (i.e., useful) function or functions.
All animals cycle once a day through a "circadian" (approximately 24 hours long) rest-activity rhythm. Some animals such as owls and mice rest in daylight and are active at night; others, such as humans, usually act in the light and rest in the dark. Sleep tends to occur during the rest phase of the 24-hour cycles. Thus, one of the primary adaptive advantages or "functions" of sleep is to enforce immobility on the animal during the rest phase of the circadian cycle, both to ensure its resting and keep it safely in its nest, burrow, or home. Mother nature's original idea of sleep (probably also familiar to your own mother) was to keep you off the streets after dark, and out of trouble.
If you recall that NREM sleep arose at the same time that mammals evolved from reptiles, you will have a hint as to an additional function of sleep. Reptiles were dependent upon external energy sources (primarily the sun) to maintain a high enough body temperature to allow them to undertake the business of living (principally feeding, fleeing and sex). Although reptiles enjoy a lifelong free energy subsidy from the sun, it wasn't always at their disposal, for example at night, when they might have an urgent need to escape from some hungry nocturnal predator. Warm-blooded mammals, on the other hand, were no longer completely at the mercy of weather and time of day, because they maintained their own constant internal temperatures. The cost, however, was great: being warm-blooded took much more energy than being cold-blooded. Their inner fires had to be fueled with food that had to be caught at no small energetic cost to the mammal. The need of warm-blooded mammals to economize energy made energy conservation therefore, an adaptive survival trait. To see how effectively sleep accomplishes this function, consider the case of two little mammals with high metabolic rates, the shrew and the bat. The shrew sleeps very little and has a life expectancy of no more than two years; the bat, in contrast, sleeps twenty hours a day and as a result can expect to live as many as eighteen years! If we convert these lifetimes into years awake, the bat is still ahead with three years of active life compared to the shrew's two. There seems no doubt that sleep serves an energy conservation function keeping warm-blooded, fast-moving creatures from burning out too fast. This suggests that there is more truth than fiction to the old aphorism about getting a good night's sleep!
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