Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Introduzione

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Maschile Capra
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Età : 37
Località : Roma

MessaggioOggetto: Introduzione   Lun 20 Lug 2009 - 17:02

Da dove iniziare a praticare lo sciamanesimo?

Questa è la fatidica domanda da un milione di dollari

Ci possono essere una infinità di motivi che ci spingono ad avvicinarci allo sciamanesimo, o meglio agli sciamanesimi, cosi come ci possono essere una infinità di modi attraverso i quali ci avviciniamo ad essi.

Ciò che però non bisogna dimenticare è che essi sono strumenti.

La seconda è lo spirito critico. Che non deve MAI mancare.

Avere spirito critico non significa dubitare o criticare.

Significa essere cosi appassionati di ciò che stiamo imparando che ne vogliamo conoscere ogni aspetto, anche quelli di svantaggio, anche le critiche che se ne fanno, le nostre esperienze dirette cosi come ogni cosa che su di esso si dice.

Poiché non si può conoscere davvero qualcosa se non la si conosce al massimo della nostra capacità di attenzione su di esso.

Spesso le varie tradizioni iconografiche, cosi come le esperienze dirette del praticante (e chi scrive si inserisce in questo alveo) sostengono che avviene una sorta di “chiamata”.

Si viene spinti, quasi forse forzati, ad avere a che fare con questo mondo, perché si delinea mano a mano una sorta di compito, una presa di coscienza a volte indirizzata da altri, delle prorpie capacità cosi come della esistenza di altri mondi.

Ma la chiamata è nulla. È uno stimolo, se ci si basa solo su di esso una persona non diverrà mai un vero sciamano.

Ciò che conta è la tenacia, la passione, lo spirito critico di una persona, la sua consapevolezza che un viaggio come questo smantella l’identità che credevamo essere lo zoccolo duro della nostra vita, per giungere a capire che noi siamo solo una fugace manifestazione dell’Infinito.

Esistono poi altrettanti esempi e storie di persone che senza avere avuto una chiamata canonica hanno raggiunto traguardi di coscienza davvero memorabili. Questo non fa che confermare il fatto che da una parte la definizione di sciamano è influenzata dalla cultura in cui questo insieme enorme di pratiche si sviluppa…dall’altro invece nella nostra cultura, ad oggi diviene superfluo e non contestualizzato credere che la chiamata come intesa in altre culture sia l’unico modo di essere sciamani. Ed infondo questa ultima considerazione altro non è che un corollario della prima, visto che nella nostra società vigono regole percettive che danno un'altra definizione di sciamanesimo, in cui le regole fisse delle altre cultura non sono ancorate altrettanto saldamente.

Per quel che riguarda poi il tipo e il numero di pratiche, sta solo a chi si avvicina a questi cammini conoscitivi il sentire e il decidere quali sono davvero “fatti per lui”. Il decidere cosa “è fatto per noi” è una modalità della nostra società.



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Moonlord



Maschile Capra
Numero di messaggi : 20
Data d'iscrizione : 15.06.13
Età : 49
Località : Roma

MessaggioOggetto: Re: Introduzione   Dom 16 Giu 2013 - 14:40

Non posso dire altro che mi trovo daccordo con quanto scritto.

La mia molla è stata la curiosità, la "voglia" di conoscenza o meglio di consapevolezza, unita ad una necessità. La mia capacità di comunicare con i mondi "altri" si stava  affievolendo.
Pur non praticando lo sciamanesimo, riuscivo a comunicare con gli Alberi Maestro, gli Spirirti delle Pietre, i Custodi di un Luogo, ed anche Divinità. In questo modo ricostruivo piccoli pezzi di un sentiero perduto da secoli.
Poi complici anche le avversità della vita, ed altre ragioni che devo ancora mettere a fuoco, questa capacità si è spenta, o perlomeno affievolita in maniera notevole.
Non sentivo più il Vento, ne le altre Manifestazioni dei Mondi Sottili.
Lo sciamanesimo è stata l'inaspettata  risposta. Qualcosa mi ha spinto a comprare il primo libro Libro che poi ho scoperto di possedere da almeno un decennio e che era caduto nel dimenticatoio, seguita a ruota da numerosi altri.
Dire che ora sono tornato come prima, sarebbe una grossa bugia, ma stò ricominciando a "sentire" di nuovo. Le lunghe passeggiate in solitaria nei boschi dei parchi regionali aiutano non poco.

Acquistare il primo libro è stato l'equivalente di una chiamata? non lo so, a me è sembrato più l'equivalente di un calcio nel sedere per farmi smuovere.

Ora stà a me non perdermi, perseverare, rimanere lucido, critico ed "innamorato" al tempo stesso.


Moonlord
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