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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
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Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
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 Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi

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TheGreat



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MessaggioOggetto: Il mio inizio?   Gio 27 Ago 2009 - 15:52

Salve a tutti, intanto mi presento dato che sono un nuovo utente Very Happy Mi chiamo Angelo e ho 16 anni e mezzo.
Volevo parlarvi di alcune cose, premetto che sono di religione Cristiana anche se non praticante dato che sotto molti versi mi trovo in disaccordo su ciò che dice la chiesa.
Allora tutto inizio un paio di settimane fa, sono andato a stare per una settimana da mio zio che abita fuori paese in una tranquilla villetta in campagna, il primo giorno a cena sfiorò lievemente l'argomento chiedendo a me e alle mie cugine (c'erano altre persone oltre a me e a loro) "sapete cos'è uno sciamano?" dopo un po risposi "l'uomo di medicina del passato, che sencondo gli antichi poteva guarire e o fare altre cose entrando nel mondo degli spiriti" in realtà allora era tutto ciò che sapevo ma magari avrà pensato che sapevo altro sull'argomento e restò abbastanza stupito. Negli altri giorni non toccò l'argomento però ogni tanto mi faceva qualche domanda di anatomia tanto per vedere se sapevo rispondere e io ho dato sempre la risposta esatta...
L'ultimo giorno mi parlò (si perchè gli altri erano poco interessati) di viaggi sciamanici degli animali guida ecc... chiedendomi se me la sentivo di fare un viaggio sciamanico io risposi di no, perchè ero un po diffidente però il discorso continuò e si fece interessante quando mi disse che secondo lui il mio animale guida sarebbe stato il lupo da lì mi interessai sempre di più e alla fine decisi che avrei fatto questo viaggio solo che poi causa dei contrattempi (precisamente le mie cugine mi invitarono insistento molto a giocare a un gioco da tavola che impiegò troppo tempo) non ho potuto farlo, dopo mio zio mi disse che comunque se in futuro avrei voluto fare questa esperienza non c'erano problemi, però sò bene che lo vedo solo nelle feste dove c'è confusione e vado a casa sua a stare un pò di giorni solo circa una volta all'anno...
Voi cosa ne pensate?
Comunque girovagando su internet ho trovato un file audio che contiene la melodia adatta secondo voi funzionerebbe ugualmente?e se funzionerebbe secondo voi dovrei provare o aspettare?

Ho dimenticato di dire perchè mi ha colpito il fatto che ha nominato il lupo, quando ero piccolo avevo un strana paura dei cani sopratutto cani-lupo, husky o anche pastori tedesci dall'inizio era solo paura dei cani, crescendo poi e facendomi forza ho diciamo superato questa "paura" e adesso che non mi spavento più quando mi trovo davanti a un cane lupo (ne ha uno il mio vicino e ho abbastanza confidenza con questo cane) sento come una strana sensazione molto diversa dalla paura quasi come un spinta. Senza contare che mi capita spessissimo di sognare lupi ,quando ero più piccolo sognavo che avevo paura correvo poi il lupo mi acchiappava ma non mi faceva nulla ora ogni tanto mi capita di sognare che lo guardo e lui mi guarda e basta...il bello è che mio zio non sapeva nulla di tutto ciò...
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Fenrir



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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 27 Ago 2009 - 20:46

Bhè ti posso dare qualche mia impressione.
Si il lupo potrebbe essere il tuo animale guida o uno di essi,ma quasi tutti hanno un'animale guida comunque.
Se intraprendere la via questa è una cosa che sai solo tu poichè quando ti è stato proposto non mi sembra che la cosa ti abbia preso più di tanto,però quando hai sentito che c'era di mezzo lupo l'avresti voluto fare,ma non abbastanza perchè personalmente io avrei tranquillamente ignorato il gioco da tavolo.(almeno questo è quello che ho dedotto da quello che hai scritto)
On the other hand c'è che comunque se vuoi un viaggio lo puoi fare tranquillamente,credo che l'audio che hai trovato possa andare bene.
Però ti consiglierei di documentarti un pò di più sull'argomento.
Un viaggio sciamanico non è una variante della meditazione,è comunque un operazione che ha un fine ben preciso.
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TheGreat



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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 27 Ago 2009 - 21:10

Fenrir ha scritto:
Bhè ti posso dare qualche mia impressione.
Si il lupo potrebbe essere il tuo animale guida o uno di essi,ma quasi tutti hanno un'animale guida comunque.
Se intraprendere la via questa è una cosa che sai solo tu poichè quando ti è stato proposto non mi sembra che la cosa ti abbia preso più di tanto,però quando hai sentito che c'era di mezzo lupo l'avresti voluto fare,ma non abbastanza perchè personalmente io avrei tranquillamente ignorato il gioco da tavolo.(almeno questo è quello che ho dedotto da quello che hai scritto)
On the other hand c'è che comunque se vuoi un viaggio lo puoi fare tranquillamente,credo che l'audio che hai trovato possa andare bene.
Però ti consiglierei di documentarti un pò di più sull'argomento.
Un viaggio sciamanico non è una variante della meditazione,è comunque un operazione che ha un fine ben preciso.
Si perchè dall'inizio non ci credevo molto poi parlando pian piano poi mi ha incuriosito ma già quando ho detto no ero indeciso mi sono pentito quasi subito dopo, poi mi sono interessato di più quanto gli ho sentito nominare il lupo per i motivi che ho descritto sopra e poi mi sono andato a interessare sempre di più, dal gioco invece ti assicuro che non potevo uscirne ne io ne mio zio le mie cugine e mia zia erano molto insistenti e ci hanno quasi obligato dicendo che tanto sarebbe durato poco (col cavolo invece).
Comunque sò già che è diverso da una semplice meditazione e per questo ho chiesto consiglio qui, poi volevo chiedere un'altra cosa, l'audio dura 9 minuti circa e se si stacca mentre sto "viaggiando" mi sveglio o non ci sono problemi?
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Fenrir



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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 27 Ago 2009 - 21:56

scratch non saprei dirti con precisione,il tamburo serve ad accompagnarti nel viaggio,diciamo che al massimo senza tamburo di sottofondo è molto più facile perdere la concentrazione
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MessaggioOggetto: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Ven 28 Ago 2009 - 7:06

In questa sezione tratteremo della figura del lupo, dei suoi richiami nella sttoria, nella mitologia, e soprattutto nelle nostre espereinze personali.

Clan del Lupo, fatti avanti!

Wink
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TheGreat



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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Ven 28 Ago 2009 - 17:10

Fenrir ha scritto:
scratch non saprei dirti con precisione,il tamburo serve ad accompagnarti nel viaggio,diciamo che al massimo senza tamburo di sottofondo è molto più facile perdere la concentrazione
Va bene grazie lo stesso tanto prima di farlo voglio informarmi anche su altre cosette...

Comunque bella l'idea di parlare qui del lupo, comunque se qualcun'altro ha qualcosa da dirmi per le altre domande che ho fatto dall'inizio me lo dica comunque ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:19

FONTE: http://www.serioussilver.com/totemenergy/wolf.html

Canis Lupus



Much maligned throughout history, the wolf is a shy creature which would prefer to have little to do with humans. Certainly it is not the vicious marauder of faery tales and fables. Perhaps people fear the Wolf because of the way he calls to them. His howl in the night raises the hackles of our souls and calls us awake and wondering. Perhaps what we fear is not the wolf, but the wildness in ourselves.

Like humans, wolves live in a communal structure. The pack has a strict hierarchy, with the alpha male and female leading the pack. The beta wolves do not breed, but instead care for the pups of the alpha male and female. At the bottom of the hierarchy is the Omega wolf, the scapegoat, who is bullied, and who often goes without when food is scarce.

Wolves hunt in a cooperative technique that served as a model for many "primitive" tribes who watched them. Pack members take turns chasing the prey, in a "tag team" manner so that they can exhaust their prey long before themselves.

As with most animals who live in social groups, wolves have evolved a variety of ways to communicate. The communicate through an evocative mix of body postures, facial expression and tail stances as well as through vocal means -- yelps, whines, growls. And they howl. And incredible hair-raising, spirit wakening sound. The howl is used to help locate members, establish territorial boundaries, strengthen group unity, and dare I suggest -- worship the Moon.

With the exception of Alaska and Canada, where wolves are abundant, and Montana, where wolves are only considered "threatened", wolves are an endangered species throughout North America.




Wolf Energy

In Native American traditions, Wolf is said to be "teacher" medicine. Humans have followed Wolf for millennia, studying Wolf's ways of the hunt, learning from their social structure. Wolf is allied with Sirus, the Dog Star, and it is said in many cultures, that our ancestors and teachers came from there. This is agreed upon by Australian Aborigines, and the Dogon tribe of Africa, as well as certain Native American tribes. Wolf has much to teach us, if only we will listen.

Wolf is allied to the moon and lunar energies, teaching us to respect our emotions and unconscious urges. Respect for the wildness of our animal natures, and willingness to face the dark within ourselves is an imperative for Wolf people. Trust in the unspoiled nature of your Child/Wolf self.

Because the Moon rules psychic perception, Wolf people should work on learning to trust their intuition and psychic urges, to listen for the still small voice within.

The communal nature of Wolf's culture and hunting helps us to learn to cooperate to achieve a goal. Wolf people make good "team players" and are fiercely loyal to those they consider part of their pack. They often have strong leadership qualities, however they must often learn to balance their tendency for "social dominancing." As a predator, Wolf culls the sick and weak of the herd. Wolves are often quick to scent when a situation is "sick," and will work to change it. It is important that they learn to lead the situation gently, and without tearing others apart, or the pack may turn on them.

Wolf's capacity for communication suggests that Wolf people should learn to utilize the strength of their voice and to be aware of their body language. When dealing with Wolf people, listening for the nuances of vocal tone and watching their motions will help in gaining an understanding of them. Wolves often make excellent bards and storytellers.

Ritual is very important to Wolf. Both the little rituals of day-to-day conduct, and the bigger rituals of lunar howling. Whatever their spiritual beliefs, Wolf people will feel more in tune when they honor and re-link (the actual meaning of the word "religion") with the life force.



Connecting with Wolf
To bring Wolf energy into your life, try some of these exercises:

Water (Emotional):
Write poetry or draw pictures of wolves
Hang pictures of wolves around your house or work area.
Wear wolf jewelry. See our Wolf Rings
Go for walks in the woods. Lift your head and howl at the Moon. (Note: If you live in a wolf-populated area, howling should be done rarely, as by listening to humans howl, wolves learn to sound like humans, and forget the correct wolf-way to do it.)

Air (Mental):
Read books about wolves. (See our Bookstore)
Utilize your voice. Work at mellowing your vocal tone, and take note of the way that your tones affect the way people hear you. You may even want to take vocal lessons.
Tell stories

Fire (Dynamic):
Teach someone something you have learned.
Learn something from someone.
Play tag.
Sniff out a situation you don't like, and DO something about it.
Participate and cooperate with others.

Earth (Physical):
Eat venison, one of Wolf's favorite foods.
Wear moonstone, and other lunar stones. (For more info on Moonstone, see our page on the Magickal Properties of Gemstones).
Let your hair grow.

Spirit
Make up a simple daily (or nightly) ritual that makes you feel closer to your spiritual self. Use any motions, noises, words and props that you feel comfortable with.
Join in group ritual with others. This can be as simple as a sing-along, or as complex as high church rite or magickal ritual. Go with whatever feels right for you.

FONTE immagine: http://img.wallpaperstock.net:81/stalking-wolf-wallpapers_12571_1280x1024.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:23

FONTE: http://www.betterliving.co.nz/content/theFamily/new-age/Totem-Animal-Wolf.aspx

Loyalty, success, perseverance, stability and thought.
Wolves are also regarded as path finders and teachers.
Wolf is represented by the constellation Sirius, the Dog.
In the Zuni tradition the Wolf symbolizes the direction East.


The wolf has been much misunderstood and maligned in history and is not the vicious intruder of western fairy tales. The wolf is a shy, yet very sociable creature with strong rules of behavior. Fear of the wolf is perhaps born when its eerie howl raises the hackles on our neck and in our souls. Maybe we do not fear the wolf at all, but only the wild nature within ourselves. To American Indians, the wolf is said to be "teacher" medicine. We study wolfs ways of hunting and their social structure. The wolf is associated with the Dog Star, Sirus and some cultures belief humans came from this distant star. Wolf populations are threatened in the lower 48 states, but abundant in Alaska and Canada. Wolf has much to teach us, if only we will listen.


WOLF MEDICINE

Wolves live in a communal structure like humans. The Alpha male and female lead a strict social order. Next in the order are Beta wolves who do not breed and serve as nursemaids for pups of the pack. The Omega wolf is at the bottom rung and is the 'scapegoat' in situations when the pack is being attacked. Often the Omega wolf is forced not to eat when food is scarce. If wolf has entered the forest of your mind, it may be to teach you that all things in nature have order amid chaos and to accept your duties in life, whether they be leadership roles or otherwise, with humility and strength.

The wolf spirit teaches us to have balance between your personal needs and those of the family and community. Wolves are absolutely committed and loyal to the pack and find their place within the group. If wolf exhibits these traits, it may mean that you must examine your function within the community and loyalty. It may also be a sign to bring better balance to the varied interests of self, family and community.



The hunting techniques of wolves served as an example for many tribes who copied them. Members of the pack form 'tag teams' who take turns chasing prey to exhaust the prey before themselves. Packs are known to have run over thirty miles a day in pursuit. Cooperation in achieving a common goal is the message conveyed here.

Wolves have developed many ways to communicate by body language and vocally. Facial ex-pressions, tail and ear movements, body posture, teeth bearing, eye squinting and scratching are part of their vocabulary. Vocally, a wide variety of growls, yelps, whines and howls make up a sophisticated system of communication. Wolf language helps the pack to identify and locate its members, establish territorial boundaries, give instruction, request assistance, sound warnings, teach the young, and generally to bring cohesion and unity to the pack. If a wolf or wolves have entered your physic, you are fortunate to have an animal spirit to knows the importance of communication and one that will find many ways to make their messages know to you. This ability to communicate may be a sign to hone your own speaking skills to effectively relate your feelings and ideas in a good way - to pray, sing and dance in praise of the blessings of the Creator.

When a lone wolf is seen the wild it symbolizes freedom. When seen in a pack it represents community. If wolf appears to you alone or in a pack it is asking you to acquire the same within your own life.

The primal and piercing howl of the wolf sometimes is marking their territory boundaries. If you hear a wolf howl it might be telling you to stand your ground and defend your boundaries.

Wolves have great stamina and strength. They do not fight needlessly and often avoid fighting whenever possible. Wolf teaches to know who you are and to develop strength and confidence.

Wolf is associated with the lunar influences and energies that rule psychic perception. They teach us to respect our emotions and face the darkness within.

The wolf is ritualistic. It knows the importance of regular lunar howling ceremonies and daily social rituals designed to communicate needs and express feelings. The message of your wolf spirit may be to honour the forces of spirituality and connect with the life forces of Mother Earth.

FONTE immagine http://7art-screensavers.com/screenshots/animals/brave-grey-wolf.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:29

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Canis_lupus
E
http://it.wikipedia.org/wiki/Mito_dei_cacciatori

Il lupo grigio (Canis lupus, Linnaeus 1758), o semplicemente lupo, è un mammifero placentato appartenente alla famiglia dei Canidi.
Caratteristiche
Il lupo ha arti lunghi, zampe larghe e un'ottima capacità di resistenza. L'olfatto è il senso più sviluppato del lupo, esso è infatti 100 volte più sensibile di quello dell'uomo.
Le dimensioni del lupo variano notevolmente a seconda della sottospecie, e tendono ad aumentare proporzionalmente alla latitudine in accordo con la regola di Bergmann. Generalmente l'altezza al garrese varia tra 0.6 e 0.95 metri, mentre il peso oscilla tra i 32 e i 64 chilogrammi rendendo il lupo il più grande fra tutti i canidi selvatici[2], anche se - raramente - sono stati identificati, in Alaska e Canada, alcuni esemplari dal peso superiore ai 77 kg.[3] Un esemplare selvatico, ucciso nel 1939 in Alaska, raggiungeva il peso record di 80 kg.[4]
La forma della testa del lupo rispecchia l'ossatura più massiccia e robusta in confronto a quella di un cane. La fronte è ampia, le mandibole particolarmente robuste, gli occhi sono chiari e dal taglio leggermente obliquo. La mascherina facciale di un lupo adulto si estende intorno alle labbra inferiori e superiori ed è di colore bianco-crema, mentre negli individui giovani può essere incompleta oppure scura in prossimità del muso. Le orecchie hanno generalmente un'attaccatura più laterale e sono più lunghe e larghe. Solitamente non le porta mai flosce e calate lungo i lati della testa, bensì le tiene in posizione eretta lungo il profilo della testa. Il pelo ha sempre una colorazione varia che comprende colori dal marrone antracite al marrone chiaro; ma anche nero, beige, bianco o fulvo. Sul dorso la colorazione è beige con punte nere, sulla parte superiore delle zampe anteriori vi è spesso una vistosa striscia nera e infine il torace è quasi sempre marrone chiaro. Molto vorace,appartiene all' ordine dei carnivori ed è classificato nel genere dei superpredatori.
Struttura sociale e caccia
Il branco
La funzione di ogni lupo, sia nel gruppo che nell'attività di caccia è organizzata all'interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica. Si pensava che l'origine di questa complessa organizzazione sociale fosse strettamente connessa con la necessità di avere più probabilità di successo nella caccia delle prede, tuttavia, anche se ciò può essere vero in alcuni casi, stanno emergendo altre teorie, secondo le quali, l'origine del branco andrebbe ricercata di più nel contesto della necessità di avere più successo durante la riproduzione.
Il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il "capo") possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue.
Anche se la maggior parte delle coppie alfa è monogama, ci possono essere alcune eccezioni: un individuo alfa può preferire l'accoppiamento con un lupo di importanza minore nella scala sociale, in particolare se possiede legami di parentela molto vicini con l'altro alfa (fratello o sorella, ad esempio). Si è osservato che se un esemplare Alfa muore, il compagno o la compagna spesso non forma una nuova coppia con un altro soggetto, ma rimane da solo a guidare il branco. Tuttavia a volte può succedere che il lupo o la lupa vedova prendano un nuovo compagno.
Solitamente, solo la coppia alfa è in grado di crescere una cucciolata (gli altri lupi del branco possono allevare, ma, di solito, non possiedono le risorse necessarie a portare i cuccioli alla maturità). Tutti i lupi del branco assistono la crescita dei cuccioli. I piccoli, quando diventano adulti, possono scegliere se rimanere all'interno del branco e aiutare ad allevare i nuovi nati, opzione, di solito scelta da alcune femmine, oppure, disperdersi, scelta presa in considerazione più che altro dai maschi.
La grandezza del branco può cambiare con il passare del tempo secondo alcuni fattori, come l'habitat, la personalità individuale dei lupi, o la quantità di cibo disponibile. I branchi possono contenere dai 2 ai 20 lupi, sebbene un branco medio contenga circa 6 o 7 lupi. Un nuovo branco si forma quando un esemplare abbandona il suo branco di nascita e rivendica un suo territorio. I lupi solitari possono viaggiare in cerca di altri individui anche per distanze molto lunghe. Gli individui che si disperdono devono evitare i territori di altri lupi perché gli intrusi su territori già occupati vengono cacciati via o uccisi.
Gerarchia
La gerarchia (guidata dalla coppia alfa) influisce su tutte le attività del branco. Nei branchi più grandi, si possono trovare, oltre a quella principale, altre due gerarchie separate: la prima viene esercitata sui maschi del branco ed è guidata dal maschio alfa, l'altra sulle femmine del branco, ed è governata dalla femmina alfa. In questo caso, il maschio alfa sarà il componente più importante della coppia alfa, sebbene, in alcuni casi, sono state osservate situazioni in cui la femmina alfa abbia preso il controllo dell'intero branco. Le gerarchie del maschio e della femmina sono interdipendenti, e sono costantemente mantenute da complesse e aggressive manifestazioni di predominio e di sottomissione.
Oltre alla coppia alfa, si possono trovare, specialmente nei branchi molto grandi, un lupo o dei lupi beta, un "secondo in comando" rispetto agli alfa. Normalmente, i beta assumono un ruolo più importante nel gruppo aiutando l'allevamento dei nuovi nati, spesso sostituendo i genitori quando la coppia alfa è via.
La perdita di grado può essere immediata o graduale. Un lupo più vecchio può semplicemente scegliere di lasciare il proprio posto quando gli si presenta un pretendente motivato, evitando spargimenti di sangue o lotte. Dall'altro lato, però, l'individuo sfidato può scegliere la lotta, che può avere diversi gradi di intensità. Mentre la maggior parte delle aggressioni dei lupi è più che altro ritualizzata, e non prevede danni fisici, uno scontro in cui la posta in gioco è cosi importante può facilmente risultare in ferite o danni per uno dei due o anche per entrambi. Colui che esce sconfitto da uno scontro del genere viene molto spesso cacciato via dal branco, o addirittura, seppur molto raramente, viene ucciso dagli altri membri del branco come atto di ribellione. Questo tipo di scontro si verifica principalmente durante la stagione degli accoppiamenti.

FONTE immagine http://www.zastavki.com/pictures/1024x768/2009/Animals_Beasts_Beautiful_wolf_014236_.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:29

L'ordine gerarchico all'interno del branco è stabilito e mantenuto attraverso una serie di posizioni e di incontri rituali. I lupi preferiscono opporre un'ostilità psicologica anziché fisica, ciò significa che uno stato molto alto nella scala sociale è basato molto più sulla personalità o sull'atteggiamento, che sulla taglia dell'individuo o sulla sua forza fisica. Il grado sociale, chi lo ritiene, e quanto è elevato nella gerarchia varia molto tra branchi e individui. In branchi molto grandi, o in un gruppo di giovani lupi, il grado sociale può mutare costantemente, oppure essere circolare (esempio, lupo A ha il predominio su lupo B, che a sua volta ha predominio su quello C, che ha il controllo su A).
In un branco normale, comunque, solo un lupo assume il ruolo di omega (vale a dire il più basso ruolo nella scala sociale del branco). Questi individui subiscono il maggior numero di aggressioni dal resto del branco , e possono essere soggetti a varie forme di crudeltà (a partire dal costante predominio dagli altri membri del branco fino a continue molestie, anche fisiche). Sebbene, dopo un'affrettata analisi, questa disposizione possa sembrare discutibile, la natura dinamica del branco esige che un lupo sia al gradino più basso della scala sociale. Infatti, tali individui sono forse più felici, pur sopportando continue dimostrazioni di forza e di sottomissione, che vivendo da soli. Per i lupi, il cameratismo, non importa in quale forma, è preferibile alla solitudine, e, invero, i lupi sottomessi tendono a scegliere un basso grado nella gerarchia piuttosto che rischiare di morire di fame. Nonostante ciò spesso gli omega osano sfidare la coppia alfa e se questi vengono sconfitti vengono cacciati dal branco. Questi potranno tornare nel branco originario o entrare in un nuovo in una sola maniera: sfidare e sconfiggere una coppia alfa subentrando a essi.
Cooperazione nella caccia e dieta

Un gruppo di lupi attacca un bisonte americano.
I branchi di lupi cacciano in maniera cooperativa qualunque grande erbivoro si trovi nel loro territorio, mentre gli esemplari solitari si limitano alla caccia di prede piccole perché incapaci d'attaccare animali di grandi dimensioni. Le tecniche di caccia del branco vanno dall'attacco a sorpresa alle cacce a lungo termine. Attraverso una meticolosa cooperazione, un branco di lupi è capace di inseguire una grande preda per alcune ore prima di arrendersi, sebbene il tasso di successo di questo tipo di caccia sia molto basso. I lupi solitari, invece, dipendono dalle piccole prede: i lupi le catturano lanciandosi addosso a quest'ultime e bloccandole al terreno con le zampe anteriori, una tecnica condivisa da quasi tutti i canidi come volpi e coyote. Spesso prede dei lupi sono alci, caribù, cervi e altri grandi ungulati. I lupi cacciano anche roditori e piccoli animali, seppure in maniera limitata, poiché un lupo medio necessita per sopravvivere, dai 1,3 ai 4,5 kg di carne al giorno. Ciò non significa che i lupi abbiano la possibilità di mangiare ogni giorno: i lupi di rado mangiano quotidianamente, così, quando ne hanno la possibilità, arrivano ad ingurgitare anche 9 kg di carne.
Quando cacciano prede molto grandi, i lupi attaccano da tutte le direzioni, puntando specialmente al collo ed alle parti laterali dell'animale. Normalmente, le prede sono animali troppo anziani, feriti, o troppo giovani; tuttavia, anche animali sani possono occasionalmente soccombere.[5]
Habitat
Un tempo il lupo era il predatore più diffuso sulla terra. Capace di sopportare temperature estreme e piuttosto abile nel cacciare prede di varie dimensioni: dall'alce al topo. Il lupo può sopravvivere ovunque le sue prede siano sufficientemente numerose; evita solo le giungle tropicali ed i deserti. Oggi è diffuso soprattutto nelle regioni più remote dell'emisfero boreale.
Un lupo ha mediamente un territorio di caccia di 100 km².
Per trovare cibo a sufficienza in un territorio inospitale o deserto, un branco può arrivare ad occupare un territorio di 2500 km².
Diffusione


Areale approssimativo del lupo grigio
Un tempo era diffuso in tutto l'emisfero boreale a nord del 15° parallelo. Ora è drasticamente ridotto di numero negli Stati Uniti e in Europa.
Negli Stati Uniti il lupo è sopravvissuto soltanto in Minnesota e Alaska (dove però si può cacciare dall'1 ottobre al 30 aprile).[6] Il lupo è tutelato dalle leggi degli Stati Uniti in tutto il territorio (esclusa ovviamente l'Alaska).
Filogenesi
È probabile che gli antenati dei carnivori attuali, di cui fa parte il lupo, appartenessero al gruppo dei Creodonti, un gruppo di Mammiferi carnivori sviluppatosi durante il Cretaceo superiore ed estintosi nel Miocene (da 26 a 5,2 milioni d'anni fa); tale gruppo si diffuse in tutto il mondo tranne che in America meridionale e Australia.
I Creodonti presentavano una morfologia simile a quella degli attuali carnivori, ma possedevano teste più grosse e cervelli più piccoli in relazione alla grandezza del corpo. Il genere più diffuso di Creodonti era Hyaenodon che si sviluppò durante l'Eocene e visse fino al Miocene superiore occupando la terra oltre trenta milioni d'anni fa. I veri Carnivori, anch'essi comparsi nell'Eocene, erano dapprima piuttosto piccoli. Una famiglia di tale gruppo era composta dai Miacidi. Il genere Miacis viveva nell'America settentrionale 40 milioni d'anni fa; visse nell'Eocene (da 54 a 37 milioni d'anni fa) e si suppone che tali animali fossero di abitudini prevalentemente arboricole, ma che possedessero già zampe allungate ed i caratteristici denti ferini. Alcuni milioni d'anni fa, dopo il differenziamento degli Ursidi e Procionidi, compaiono dal ramo comune (20-25 milioni d'anni fa) in successione abbastanza rapida, il Cynodictis, il Cynodesmus, il Tomarctus (del quale restano solo alcuni crani e denti e le cui zampe, secondo i paleontologi, erano molto simili a quelle del lupo attuale, dei cani e delle volpi), il Canis donnezani, risalente a circa tre milioni d'anni fa e vivente in Europa occidentale. Un particolare ramo evolutivo era costituito dall'Hesperocyon, simile alla genetta, con lunga coda e arti digitigradi, in grado d'arrampicarsi sugli alberi. Quest'ultimo era forse il più veloce tra i Canidi. La sua dieta si basava su insetti, frutta e piccoli Mammiferi. Viveva nell'America settentrionale. Il Canis donnezani e il Tomarctus erano, tra tutti gli animali citati, quelli geneticamente più vicini all'odierna famiglia dei Canidi.
Verso la fine dell'Eocene e durante i successivi periodi dell'Oligocene e Miocene (da 38 a 5,2 milioni d'anni fa) questi primi carnivori prosperarono adattandosi ai mutamenti climatici, vegetazionali ed alla disponibilità di prede. Tra il Miocene ed il Pliocene le estese praterie eurasiatiche rappresentarono l'habitat favorevole per la differenziazione e la diffusione degli Ungulati e quindi di nuove modalità di sopravvivenza legate alla caccia da parte dei primi Mammiferi carnivori. Durante l'Oligocene (34 milioni d'anni fa), a partire dall'Hesperocyon, si originarono delle linee evolutive che nella maggioranza dei casi s'estinsero, tuttavia riuscì ad adattarsi e ad affermarsi il ramo che, passando per il Leptocyon, condusse ai Canidi moderni. Risale al Pleistocene (2 milioni d'anni fa ) una delle prime creature con sembianze simili al lupo: era il Canis dirus. Lungo 1,5 metri circa e pesante 50 kg, il Canis dirus, più grande rispetto al lupo attuale, aveva una testa più grande, zampe più robuste, denti più massicci (Mech, 1970).
Sottospecie


Distribuzione delle principali sottospecie di lupo


Lupo del Messico (Canis lupus baileyi)
La specie lupo è suddivisa in 13 sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali:
• Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.
• Lupo italiano (Canis lupus italicus), presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato "specie particolarmente protetta".
• Lupo della tundra d'Eurasia (Canis lupus albus), presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.
• Lupo dei boschi o lupo del Canada (Canis lupus lycaon), presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.
• Lupo del Nebraska (Canis lupus nubilus), presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.
• Lupo del Messico (Canis lupus baileyi), presente in Messico e in parte del Texas e dell'Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, attualmente la popolazione allo stato selvaggio è di 35-50 individui.
• Lupo bianco (Canis lupus arctos), presente in Groenlandia e in Canada, dal tipico manto bianco o crema.
• Canis lupus arabs, con popolazione in declino, presente in Arabia Saudita, Yemen e Oman.
• Canis lupus cubanensis, con popolazione in declino, presente tra il Mar Caspio e il Mar Nero.
• Canis lupus lupaster, piccola sottospecie dell'Africa settentrionale.
• Canis lupus hattai †, estinto dal 1889 nell'isola giapponese di Hokkaido.
• Canis lupus hodophilax †, estinto dal 1905 nelle isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu.
• Canis lupus pallipes, presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India.
• Canis lupus occidentalis, presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone, è la sottospecie più grande.
• Canis lupus communis, presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.

FONTE immagine: http://www.manrico.info/desktop/foto/desktop/nature/1280x1024/motive1/wolf.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:31

Mito dei cacciatori
I Miti dei cacciatori nascono in quel periodo della preistoria che si è soliti chiamare età della renna, tra il 200.000 - 10000 a.C. e, come altri miti, cercano di spiegare la realtà dell'uomo primitivo che, a seconda della sua attività, pone domande diverse alla natura.
Il cacciatore vuole conoscere le leggi che regolano le migrazioni degli uccelli, l'agricoltore le leggi che determinano il succedersi delle stagioni.
Ma il cacciatore e l'agricoltore primitivo non hanno ancora gli strumenti per capire queste leggi e allora il pensiero mitico offre un suo ordine al mondo.
Le mandrie torneranno ogni anno e all'inverno sempre succederà la primavera, perché così stabiliscono i miti.
L'uomo ha sempre cacciato e per un lungo periodo, per tutti i popoli della terra, la caccia fu l'attività che determinava la loro sopravvivenza, ed è certo per questo che gran parte della mitologia umana ha per scenario l'ambiente del cacciatore primitivo.
L'origine però di questi miti è diversa dall'origine del mito cosmogonico. Infatti, nel caso dei miti cosmogonici, essi sono nati in una regione e si sono poi diffusi nel mondo intero.
Nel caso, invece, dei miti che hanno come scenario la realtà del cacciatore, bisogna invece supporre che ogni popolo si sia costruito la sua mitologia, ma è anche vero che le mitologie della caccia di ogni popolo richiamano una stessa realtà, cercano di conoscere ed ordinare situazioni simili, hanno gli stessi personaggi (gli animali e i cacciatori), rispondono agli stessi interrogativi.
Ed è per questo che si trovano fra popoli molto diversi miti molto simili.
Attraverso il mito, il cacciatore primitivo cerca di conoscere, di spiegare, di ordinare la realtà. Egli teme che gli animali possono scomparire, che la sua lancia non colpisca più nel segno, che la sua trappola resti vuota e, attraverso il mito, cerca allora di trovare l'ordine di questa realtà che altrimenti si accorge di non poter dominare.
I miti che nascono nel mondo dei cacciatori sono numerosi ma uno dei più ricorrenti è quello del lupo.

Mito e leggenda
Intorno alla metà dell' VIII secolo prima di Cristo vivevano nell'attuale Lazio alcune comunità di pastori e agricoltori. Il centro più importante era probabilmente il villaggio di Alba Longa, l'odierna Castel Gandolfo. In questo luogo le comunità latine si riunivano per stipulare patti di amicizia e alleanze contro i comuni nemici e si riunivano per pregare le loro divinità.
Meno importante era il villaggio chiamato Roma, sorto sul colle Palatino lungo il corso del fiume Tevere, in un punto in cui il guado era facilitato dalla presenza di un'isola chiamata Tiberina.
Gli abitanti erano per lo più pastori e agricoltori e, da alcune osservazioni fatte sulla loro mitologia, anche briganti e predoni che, sul colle avevano trovato un ottimo rifugio reso inespugnabile dai suoi versanti allora scoscesi.
Ma quando Roma incominciò ad estendere il suo dominio sulle altre comunità del Lazio e poi su tutta l'Italia centrale, queste origini apparvero troppo misere e indegne e vennero forgiate magnifiche leggende sull'origine della città e dei suoi abitanti.
Queste leggende non furono il prodotto di un narratore o di un poeta, ma rielaborazione di un materiale molto più antico e mitico che risaliva a prima della seconda metà del III millennio a.C., quando, un gruppo di popoli indoeuropei, provenienti dalle regioni del Caucaso, si spostò verso la penisola italica.
Quegli uomini di origine asiatica raccontavano miti che per vie misteriose, di padre in figlio, erano giunti fino ai primi abitanti di Roma.
La leggenda della fondazione di Roma,della quale, in sintesi si può brevemente ricordare il contenuto (Amulio ha spodestato Numitore, legittimo re di Alba Longa, padre di Rea Silvia e discendente di Enea. Amulio teme però che due gemelli, Romolo e Remo, figli di Rea silvia e del dio Marte, possano un giorno vendicare il nonno e contendergli il trono. Ordina quindi che i due fanciulli siano abbandonati dentro un cesto alla corrente del Tevere. Ma una lupa salva i due gemelli e li allatta amorevolmente. In seguito viene in loro soccorso un pastore che li alleva come propri figli. Divenuti adulti i due fanciulli rovesciano Amulio e ristabiliscono sul trono il legittimo re, il nonno Numitore. Decidono quindi di fondare una città, ma fra loro nasce una terribile lite e Romolo uccide Remo) riporta solo l'ultima delle tante versioni che vennero coniare dai Romani.
Questa leggenda assunse la sua forma definitiva solamente in epoca repubblicana, infatti, nel periodo antecedente c'erano motivi diversi (si narrava, ad esempio, di un solo fanciullo abbandonato dal re usurpatore alla corrente del fiume) ed è più tarda la cornice della leggenda, in cui si ricostruisce la discendenza di Romolo e Remo dall'eroe troiano Enea, approdato con pochi compagni sulle coste del Lazio dopo la rovina della sua città.
Queste variazioni che il racconto ha subito nel tempo dimostrano che questa è una leggenda e non un mito.
Una prima differenza fra leggenda e mito è infatti questa: il racconto mitico è sacro e immodificabile, di generazione in generazione, mentre la leggenda può variare nel tempo e il racconto originario può essere modificato, ampliato, ridotto.
Infatti ogni popolo crea le sue leggende per celebrare le proprie origini, i propri eroi, ma se gli interessi storici mutano, se una certa origine non è più ritenuta sufficiente a celebrare la propria gloria, allora la leggenda si può modificare.
La leggenda rimescola spesso i motivi, le immagini, i personaggi del mito, ma quando dal mito si passa alla leggenda, questi motivi, queste immagini, questi personaggi perdono gran parte della loro sacralità.
I miti greci del lupo
Nella mitologia greca troviamo almeno due storie molto simili a quella della fondazione di Roma.
La prima riguarda la fondazione di Tebe.
Euripide narra che Antiope, figlia del re di Tebe Nitteo, ebbe da Zeus due figli, due gemelli, Anfione e Zeto. Per paura dell'ira paterna Antiope dovette abbandonare i figli in una caverna del monte Citerone. Davanti alla caverna sgorgò miracolosamente una sorgente di limpida acqua e ben presto un pastore venne ad abbeverare il suo gregge. Accortosi dei due fanciulli il pastore li prese con sé e li educò come suoi figli. Intanto il padre di Antiope era morto e del regno si era impossessato suo fratello Lico, "il lupo". Lico temeva naturalmente che i due figli di Antiope potessero rivendicare il trono di Tebe. Infatti quando i due fratelli divennero adulti il pastore raccontò loro la vera storia della loro nascita e i due non ebbero altra idea che quella di riconquistare il regno di Tebe. Erano però molto diversi nel carattere e spesso litigavano. Anfione amava la musica e le arti, Zeto la caccia e l'avventura. Dopo varie vicende riuscirono, con l'aiuto del padre Zeus a cacciare Lico dal trono e a rendere la città di Tebe, che era allora un misero villaggio, la città più potente della Grecia. Zeto, per la sua abilità nel combattere, divenne il condottiero della città, Anfione, con la sua musica divina, riuscì a smuovere le pietre che servirono per fortificare la città.
La leggenda della fondazione di Tebe è molto simile alla leggenda della fondazione di Roma ma mentre nel racconto greco Lico, il lupo, è il principale avversario dei due gemelli, nella leggenda romana la lupa costituisce la loro salvezza.
Molto più complessa è un'altra leggenda della mitologia greca in cui si narra della fondazione di Micene.
È la storia di due gemelli Acrisio e Preto, così diversi tra di loro che cominciarono a litigare già nel ventre materno. Appena furono adulti lottarono per stabilire chi dei due dovesse regnare sulla loro città, Argo. Vinse Acrisio e Preto dovette emigrare in Licia, nella terra dei Lupi. La leggenda continua narrando che la figlia di Acrisio, Danae, fu sedotta da Zeus e concepì un figlio a cui fu dato nome Perseo. Quando Acrisio scoprì il nipote Perseo ebbe timore per il suo regno e lo fece rinchiudere in una piccola arca che abbandonò ai flutti del mare. Un pescatore di nome Dictis raccolse il bimbo e lo allevò come fosse suo figlio. Divenuto adulto Perseo venne a conoscenza della sua origine e decise di riconquistare il trono di Argo. Giunto nella città, dopo aver superato molti ostacoli, trovò che Arcisio era ben disposto nei suoi confronti ed anzi era pronto a consegnargli pacificamente il trono. Si organizzò dunque una grande festa della pace, ma durante la festa, giocando insieme ad altri giovani, Perseo scagliò con grande forza un disco verso il luogo dove si trovava Acrisio. Il disco roteò nell'aria, colpì e uccise il vecchio re. Pentito, Perseo si allontanò da Argo e fondò la città di Micene.
Anche in questo racconto si ritrovano gli elementi della leggenda di Romolo e Remo, anche se, apparentemente, non compare la figura del lupo, ma Preto, cacciato da Acrisio, emigra in Licia nella terra dei lupi e la madre di Perseo si chiama Danae e "daos" era il nome frigio del lupo.
I figli dei lupi
L'influenza della cultura greca sul pensiero romano fu molto più tarda e pertanto non si può pensare che il primo narratore della vicenda di Romolo e Remo si sia ispirato alla fonte greca.
Si pensa così che gli autori latini e greci si siano ispirati ad un medesimo, molto più antico,complesso mitico e che lo stesso materiale sia stato rimescolato producendo numerose e diverse combinazioni.
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 17:30

Infatti si può ritrovare lo stesso materiale mitico in mitologie molto più antiche e diffuso in un'area geografica e culturale ben più vasta.
I Daci, come racconta Strabone, sostenevano di discendere da un mitico antenato lupo e, in effetti, "daos" era il nome con cui gli antichi Frigi chiamavano il lupo.
Sempre sulle rive del mar Caspio abitavano gli Ircani, valorosi e terribili in guerra, il cui nome deriva dall'antica radice iranica "vehrka", il lupo.
Anche nella penisola italica si trovano molti popoli che vantano una loro discendenza dal lupo, come gli Irpini, così chiamati dal vocabolo sannita "hirpus", il lupo, o alla tribù sannita dei Lucani, il cui nome deriva da "lukos", il lupo.
Mircea Eliade, un famoso studioso di mitologia, distingue tre casi in cui ad un popolo poteva essere attribuita una parentela con il lupo: 1. gruppi di immigranti che combattevano per la conquista di nuove terre (lupi-guerrieri); 2. fuorilegge e profughi in cerca di asilo (lupi-fuggiaschi); 3. gli adolescenti durante il periodo di iniziazione e di preparazione, per diventare guerrieri (lupi-giovani iniziati).
Costoro dovevano lottare per vivere, dimorare lontano dagli altri uomini, spesso nascosti nelle selve o sui monti, dovevano, cioè, vivere "come lupi" e potevano contare sulla protezione di Zeus e di Apollo, ma di Zeus Lucoreio e di Apollo Liceo, protettore dei lupi.
Le popolazioni italiche degli Irpini e dei Sanniti devono essere collocate nella prima categoria indicata da Eliade, perché erano popolazioni che si muovevano continuamente in cerca di nuove terre e dovevano combattere contro le popolazioni che prima di loro si erano insediate nell' Italia centro-meridionale e dovevano difendere come lupi il territorio conquistato.
Frequente il caso appartenente alla terza categoria che attribuiva il nome di lupi ai giovani che iniziavano la guerra. Durante questo periodo i giovani dovevano dimostrare di essere degni di diventare guerrieri, superando le prove di coraggio, vivere lontano dalle comunità e aggirarsi da soli o in gruppi nelle selve, finché non erano giudicati degni di entrare a far parte della classe dei guerrieri.
Presso gli antichi germani i guerrieri erano chiamati "ulfhednar", uomini con la pelle di lupo.
A Sparta il "couros", il giovane nobile, votato al mestiere delle armi, doveva condurre per un anno una vita da lupo, si nascondeva sulle montagne e doveva evitare ogni contatto umano. Solo chi riusciva a sopravvivere era degno di diventare guerriero.
L'origine della leggenda di Romolo e Remo appartiene alla seconda categoria indicata da Eliade, infatti, venivano chiamati fuorilegge i profughi in cerca di un asilo.
in questo caso l'essere chiamati lupi non era un titolo di merito perché l'attributo non si riferiva alla forza del lupo o al suo coraggio, ma al suo essere bandito da ogni comunità e al doversi aggirare da solo fra i monti, da tutti scacciato e odiato.
Romolo e Remo erano in questo caso i figli di una lupa perché come i lupi si aggiravano nelle selve, cacciati dagli uomini.
In una prima fase della loro religione, i Romani consideravano sacro il bosco, il lucos, la dimora del lupo e a metà febbraio festeggiavano i Lupercali, la festa di Fauno, il dio delle selve.
Il lupo appare evidentemente come il personaggio centrale di un antico scenario mitico e si constata pertanto che il periodo della caccia ha prodotto tra popoli diversi e lontani miti analoghi e che le somiglianze rimangono anche a distanza di millenni, anche quando i lupi-guerrieri, i lupi fuggiaschi e i lupi-giovani iniziati scompaiono dal mondo mitico e al loro posto appaiono i lupi mannari della leggenda vodu, germanica e dell'Europa orientale.
Si profila in questo modo un terzo stadio nella storia mitica del lupo.
Il primo stadio è quello dell'essere supremo sotto sembianze animali, il secondo stadio è quello dei lupi fondatori di una vita diversa, il terzo stadio è quella del lupo mannaro e esiste un quarto stadio, quello che ancora stiamo vivendo, che vede il lupo come protagonista di proverbi, di favole, di modi di dire, di paure infantili.



FONTE immagine: http://www.hdwallpapers.in/walls/gray_wolf_minnesota-wide.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mar 1 Set 2009 - 18:28

Ottime informazioni! ho letto quasi tutto (le cose che non ho letto già le sapevo)....
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mer 2 Set 2009 - 11:15

TheGreat ha scritto:
Ottime informazioni! ho letto quasi tutto (le cose che non ho letto già le sapevo)....

se vuoi cio che sai o hai letto o trovi sulla rete la puoi riportare tranquillamente qui.

Mano a mano che ci sono testimonianze, le conoscenze condivise e il materiale di inventario sul lupo viene ad accrescersi e la nostra conoscenza (da tonal, come direbbe castaneda) viene accresciuta.

Unica nota: inserite sempre la fonte, sito web se sono estratti da altre pagine internet, o bibliografia se si tratta di libri o articoli di riviste.

Questo per tanti motivi: accuratezza, possibilità di discutere e di gestire in modo razionale i concetti e le idee.

Se trovo altro sul lupo lo posto imemdiatamente.

A livello personale posso dire che il lupo è comparso con le sincronie (altro argomento da sviscerare e sul termina bisognera fare una opportuna ricerca :-) nella mia vita ogni volta che si porfilava una visione piu profonda della mia vita...e la responsabilità di procedere in questi cambiamenti da solo, smettendola di fare affidamento sugli altri.

Il lupo è spesso un animale che a livello compprtamentale puo alternare nella vita momenti di autonomia a momenti di vita nel branco. Dipende dalle sue fasi di vita credo.

Ultima cosa: se ci sono altri animnali che vi interessano si possono aprire altre discussioni, una per ogni animale.

Come vedrete presto, potranno esserci molti casi di apparente confusione. Vi faccio un esempio: la civetta.

Le popolazioni aniche non avevano sviluppato la classificazione e la tassonomia di lieeo e compagnia: non era nel loro inventario questo tipo di "inventario".

Quindi potra capitare che in molte culture sotto il nome ad esempio di civetta vengano inclusi anche animali come il gufo, il barbagianni e cosi via.

é anche per questo che la precisione nell'esporre le fonti e nell'essere consapevoli nelle nostre discussioni di quali fonti dicono una certa cosa è importante.

Buona giornata!
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mer 2 Set 2009 - 17:05

Vorrei fare una domanda forse un po OT, è possibile che una persona non incontri il proprio animale guida nel primo viaggio, magari perchè ancora poco consapevole o poco "aperto"?
Faccio questa domanda per verificare se è vero ciò che mi è stato raccontato da una persona...
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mer 2 Set 2009 - 17:13

TheGreat ha scritto:
Vorrei fare una domanda forse un po OT, è possibile che una persona non incontri il proprio animale guida nel primo viaggio, magari perchè ancora poco consapevole o poco "aperto"?
Faccio questa domanda per verificare se è vero ciò che mi è stato raccontato da una persona...

se teniamo come condiviso il linguaggio usato per la tua domanda, direi che è possibile.

I motivi possono essere molteplici, ma puo accadere.

Se la situazione si ripete, si puo ipotizzare che qualcosa che nella procedura e nel metodo usato non è conforme al modo di percepire della persona che sta facendo il viaggio, in quelle specifiche condizioni (fisiche, mentali, ecc).

Tradotto: puo essere che magari hai freddo al sedere oppure troppo caldo, oppure sei scomodo, o che hai sonno e sei stanco (tenersi in onde alfa significa tenersi a metà tra lo stato di veglia e le onde theta...e quando sei stanco la cosa risulat un po complessa - parlando ci concetti come onde alfa, onde theta ecc, faccio riferimento agli studi condotti dalla scuola di Silva e al metodo Harner: nel primo si fa chiaro riferimento a questi due concetti, nel secondo no, tuttavia si possono ravvisare alcune vicinanze di definizione concettuale, quando Harner parla della trance shamanica).
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Mer 2 Set 2009 - 17:20

Admin ha scritto:
TheGreat ha scritto:
Vorrei fare una domanda forse un po OT, è possibile che una persona non incontri il proprio animale guida nel primo viaggio, magari perchè ancora poco consapevole o poco "aperto"?
Faccio questa domanda per verificare se è vero ciò che mi è stato raccontato da una persona...

se teniamo come condiviso il linguaggio usato per la tua domanda, direi che è possibile.

I motivi possono essere molteplici, ma puo accadere.

Se la situazione si ripete, si puo ipotizzare che qualcosa che nella procedura e nel metodo usato non è conforme al modo di percepire della persona che sta facendo il viaggio, in quelle specifiche condizioni (fisiche, mentali, ecc).

Tradotto: puo essere che magari hai freddo al sedere oppure troppo caldo, oppure sei scomodo, o che hai sonno e sei stanco (tenersi in onde alfa significa tenersi a metà tra lo stato di veglia e le onde theta...e quando sei stanco la cosa risulat un po complessa - parlando ci concetti come onde alfa, onde theta ecc, faccio riferimento agli studi condotti dalla scuola di Silva e al metodo Harner: nel primo si fa chiaro riferimento a questi due concetti, nel secondo no, tuttavia si possono ravvisare alcune vicinanze di definizione concettuale, quando Harner parla della trance shamanica).
capito....grazie!
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 3 Set 2009 - 10:36

Il Lupo spesso ha anche un ruolo di psicopompo (cioè guida delle anime nell’altro mondo ).
Questo suo attributo deriva dalla doppia natura archetipica che nelle varie culture esso assume. Il lupo puo essere neutrale nei confronti degli uomini, ma puo attaccare.

È libero, puo vivere in gruppo oppure solitario.
Puo essere addomesticato divenendo cane, ma corre nei boschi libero e selvaggio.
La figura del lupo come entità che può guidare le anime tra i mondi è comuna a tante culture, ad esempio il dDio Anubi che si ricorda spesso, ha testa di scicallo.
Sempre in Egitto l’attributo del guardiano delle porte è dato a Wapwawet, dio con la testa di lupo (a volte).
Riporto un breve estratto da un sito che ha elaborato in chiave moderna i cosiddetti attributi del lupo:

http://circleofgreatmystery.com/tradition.html

The Wolven Path is a re-birth of an ancient Celtic/Druidic form of Shamanism, probably descended from North European traditions. The lineage and history of the Tradition is lost in the mists of history.
The Shamanic Tradition follows the qualities and character of the wolf and incorporates those into a Spirit and Earth driven way of life and relationship.
The Wolven Path tradition is one foremost of community, clan and family; where all interactions are based upon the interactions within a family or pack.
The wolf is the perfect parent; it cares for its young to its own death. The wolf values infancy and see the potential of all young as a blessing for the future not just of its own species but children as a promise for the future of all species. The wolf parent embodies the Twelfth Law of Shamanism “Children, the young and the new, must not be harmed for the continuity of life and the promise of the future is through children.”
Legend speaks of wolves raising infants and those infants changing the world. The Wolf sees the future promise in all
The People of the Wolf made an agreement with the Great Spirit, to hold the Sacred Teachings and Memories of Astral ancestry for the People of Humankind.
The Wolf becomes the embodiment of the Great Spirit’s guidance and presence and is the Holder of the Sacred Wisdom.
The Wolven Path Intiated Shaman Holds to the
Responsibilites and Duties of the Titles
• The Holder of the Sacred Wisdom
• The Silent Teacher
• Psychopompus & Soul Washer
• Bone Collector
• Pathfinder
• Shadow Seer
• Moonwalker
• Sun Warrior
• Joy Maker
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 3 Set 2009 - 10:37

• Joy Maker
The Wolf is the Silent Teacher, which leads to the truth, even when the path to that truth is strewn with pain and hardship. The Silent Teacher will not abandon its pupils. It is in the silence that we are not deaf to the Spirit and in the stillness we will learn the steps to the Sacred Dance
The Wolf is the Psychopompus of the newly dead, leading the souls to be washed by them in the Sacred River. This washing eradicates all stain of mundane life; the wolf carries the lighter soul to its Spirit and thus to its ancestral home.
The Wolf is the Bone Collector, who gathers all the bones of the children of the earth and returns them to the Cradle of the sacred Mother.
The Wolf is the Pathfinder; leading us to and by the ways that serve us best, that keep us safe.
The Wolf is the Shadow Seer and has the ability and duty to walk into the realm of shadows to retrieve the lost.
The Wolf is the Moon Walker, that finds its steps along the edge of day and night, light and dark, having the ability to live in both.
The Wolf is the Sun Warrior, never afraid to fight the necessary battle and to be seen in both its power and its vulnerability.
The Wolf is the Joy Maker, who feeds and nurtures with generosity and sacrifice, whilst revelling in the magic of life.
The Shamanic Practitioners, Shaman and Followers of the Wolven Path Tradition, incorporate to the best of their ability these virtues in their practice, life and service.
The Tradition holds to the concept of the Creator Spirit, which imbues the world with wisdom and love. That Spirit emanates Soul to manifest incarnate form and that all incarnate form is related by this original commonality.
That The Great Creator Spirit is inherent in all teaching and action and is manifest profoundly in all relational process.
That The Great Creator Spirit is inherent in all teaching and action and is manifest profoundly in all relational process.
The Initiated of the Wolven Path holds in honour and respect both, self reverence; related to the sacrifice of continuous and selfless journey, of learning and shamanic service to the Sacred Earth and Her children; and of a focused visible reverence for the Sacred Journey of all our relations not matter how they or their journeys manifest.
The Initiated of the Wolven Path learns in order to share and teach; to proclaim the Shamanic way of living in harmony with our ancestral home, each other and all our relations.
The Initiated of the Wolven Path is the Wolf Leader that holds its pack in safety and the promise of the journey home.
The Wolf is also the Lone Mystic who hears the call that at times no one will hear.

Molto piu interessante è poi un articolo sul Lupo nella antichità, pubblicato all’indirizzo http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/speciali/s17397/art3.htm

Il mondo antico ci ha lasciato numerose testimonianze poetiche e letterarie che si riferiscono alla natura, descrivono paesaggi, presentano l’ambiente in cui si svolgono le vicende dell’uomo o degli eroi. Gli atteggiamenti che emergono dai passi dei testi antichi sulla natura si possono suddividere in due gruppi principali: da una parte la natura è vista come selvaggia, spontanea; dall’altra, come addomesticata dall’uomo, organizzata, ammansita. Da una parte il paesaggio incolto, le foreste impenetrabili, o le forze della natura che si scatenano; dall’altra l’orto, il giardino, la piacevolezza di un ambiente ricreato dall’uomo. La natura selvaggia spaventa; la natura organizzata addolcisce e ritempra lo spirito.
Forse, l’ancestrale paura del lupo che accompagna l’uomo dalle origini della sua storia risiede proprio nel fatto che esso, creatura della natura selvaggia e spontanea, compie periodiche incursioni nei ben ordinati paesaggi umani, rammentando con la sua presenza ai pastori quanto sia fragile il dominio dell’uomo sulla natura, e quanto essa possa prepotentemente manifestare il suo aspetto più ostile e spaventoso.
Il lupo, si sa, non è l’unico animale pericoloso che popoli le selve della Grecia antica, dell’Asia Minore, dell’Italia dei Romani; ma è quello che più spaventa i pastori per le sue incursioni negli ovili e che quindi in sommo grado simboleggia gli aspetti più inquietanti di una natura che, nonostante tutti i suoi sforzi, l’uomo non è mai in grado di tenere completamente a bada.
Le altre creature temibili del mondo animale - dagli uccelli predatori ai leoni e ai serpenti - vivono, di solito, ambientati nella loro scenografia di natura spontanea e selvaggia; e diventano pericolosi per l’uomo solo quando l’uomo compie, in tale dimensione selvaggia, pericolose incursioni. Il lupo, no: il lupo valica i confini tra i due mondi naturali, trascorrendo continuamente tra i boschi e le selve non coltivate e i ben ordinati pascoli e i campi. L’uomo non lo incontra solo se esce dalle proprie fattorie e dai propri giardini, ma lo vede apparire, spesso, anche sulla soglia di casa; e chi più spesso ha a che fare con lui è il pastore, colui che alla natura vive forse più vicino di ogni altro uomo, che funge da tramite fra il mondo naturale selvaggio e quello addomesticato, e al quale capita, talvolta, di conversare con gli dei.
Presenza sicuramente costante e ben nota in un mondo arcaico di tipo pastorale, il lupo è diventato un simbolo dagli aspetti molteplici e prevalentemente inquietanti. Nella mitologia greca il dio solare Apollo, portatore di luce, che ebbe a combattere in più circostanze con le forze delle tenebre e dell’oscurità, era venerato con l’epiteto di Liceo (Lykaios), che potrebbe significare «uccisore di lupi» (dal nome greco del lupo, lykos) e sottolineare i risvolti più tenebrosi che la figura del lupo presentava in contrasto con la luminosità apollinea. Lo stesso epiteto potrebbe però anche voler dire «simile al lupo», e riportarci quindi indietro nel tempo, a fasi aurorali della civiltà greca, riferendosi a un’originaria divinità totemica venerata in forma di lupo.
A un’analoga origine totemica si può riferire anche il culto dello Zeus-lupo o Zeus Liceo venerato nella regione della Grecia divenuta il simbolo della vita pastorale, l’Arcadia. Qui, in caso di grave siccità, si svolgeva una complessa cerimonia religiosa: il sacerdote di Zeus si recava a una sorgente sacra, compiva un sacrificio e faceva colare nelle acque della fonte il sangue della vittima: poi, dopo aver recitato apposite preghiere, immergeva nelle acque un ramo di quercia (pianta sacra al dio) e ne faceva sprigionare dei vapori che avrebbero provocato la pioggia tanto attesa. Il dio lupo era così messo in relazione con la fertilità della terra e i cicli della vita agricola e del raccolto; il che getterebbe una luce nuova, più rassicurante e positiva, sull’immagine dell’animale, se non sapessimo che la vittima preferita per tali rituali era una vittima umana.
La mitologia cercò di spiegare le origini del rito e di tale macabro sacrificio con un racconto che noi conosciamo, nella sua versione più completa e poeticamente suggestiva, grazie a Ovidio. Nelle sue Metamorfosi (I, 163 ss.) il grande poeta latino racconta la storia del re dell’Arcadia Licaone (ancora una volta un nome derivato da quello greco del lupo), che ebbe un giorno alla sua tavola un ospite d’eccezione, Zeus, il re degli dei; per metterlo alla prova, con suprema tracotanza, Licaone fece uccidere un prigioniero e gliene imbandì le carni. Zeus naturalmente si accorse subito di ciò che aveva nel piatto e punì la crudele superbia del re trasformandolo in un lupo.
Questo singolare racconto sembra all’origine delle innumerevoli leggende che, già a partire dall’età classica, e poi successivamente nel Medioevo e giù fino al bellissimo racconto Mal di luna di Pirandello, hanno a protagonista il lupo mannaro, o licantropo, l’uomo, cioè, che in circostanze particolari (di solito nelle notti di luna piena) si trasforma in lupo. tale sorte si riteneva toccasse, in Grecia, a chi durante i sacrifici in onore di Zeus Liceo mangiava le viscere delle vittime offerte in sacrificio.
La terrificante figura del licantropo, che sembra di nuovo fondere in una sola immagine due dimensioni diverse della natura, quella inquietante dell’animale selvaggio e quella umana, è affiancata, nell’immaginario greco, da un altro «lupo cattivo»: Mormolyke, la lupa Mormo, divinità infernale, ritenuta nutrice dell’Acheronte, il fiume dell’oltretomba personificato. Mormolyke era evocata, come ci racconta il celebre commediografo Aristofane, come spauracchio per spaventare i bambini.

Gli apparentamenti del lupo con il mondo infernale, del resto, non si arrestano qui. Il lupo ha negli inferi, al pari del cane, la funzione di psicopompo, di accompagnatore cioè delle anime dei defunti alla loro eterna dimora. Il dio degli inferi, Ade, porta un mantello di pelle di lupo; e nel mondo divino degli Etruschi il dio della morte ha le sue aguzze orecchie del lupo. Anche l’Egitto accostava il lupo all’idea della morte. Secondo Diodoro Siculo, Osiride, sposo di Iside e anticamente re d’Egitto, venne ucciso dal fratello Set che lo fece a pezzi e ne gettò il corpo nelle acque del Nilo; ma risuscitò in forma di lupo ed ebbe la meglio su Set. Anche il dio Anubi, divinità infernale egizia, ha con il lupo una certa parentela, perché era chiamato anche Impu, «colui che ha forma di cane selvaggio».
Animale infernale, dunque, inquietante e terribile, che divora con le sue fauci spalancate le vittime e, pezzo dopo pezzo, il tempo della vita dell’uomo. Ma anche strumento della punizione divina verso chi si è macchiato di sacrilegio, come testimonia la leggenda del lupo di Peleo, un altro racconto magistralmente narrato da Ovidio nelle Metamorfosi (XI, 346 ss.) in pagine dalle tinte fosche e drammatiche Peleo, il futuro padre di Achille e sposo di Tetide, si era macchiato di un sacrilegio, uccidendo il fratellastro Foco: gli dei, irati, mandarono allora un lupo selvaggio e famelico a far strage delle sue greggi. La descrizione di Ovidio è raccappricciante: le fauci spalancate, il sangue raggrumato sul pelo ispido, la vicina palude arrossata dal sangue degli animali uccisi sono descritti in tono concitato e affannato dal pastore che riferisce a Peleo ciò che ha visto.
Le parole angosciate della descrizione confermano che ai tempi di Ovidio sono molto sentite le antiche tradizioni secondo le quali, per esempio, chi è visto da un lupo prima di averlo a sua volta visto, è destinato a rimanere senza voce (Platone, Rep. 336; Virgilio, Buc. IX, 53-4; Plinio, Nat. Hist. VIII, 74). Per l’intercessione di Tetide, madre di Peleo, il mostro sarà debellato: verrà trasformato in una statua di pietra, immortalato come eterno monito nell’atto di azzannare una giovenca straziata.
Il ruolo del lupo non sembra cambiare sensibilmente se dal mondo alto della mitologia, della religione e della poesia passiamo a quello più modesto e quotidiano della favola, che nel mondo greco s’identifica con l’opera di Esopo. Diverse favole hanno per protagonisti i lupi, anzi, più esattamente, «il» lupo, che ha un carattere ben preciso e ritorna come personaggio sempre uguale a se stesso: in lotta con il leone o con i cani che custodiscono le greggi, in agguato a far la posta a un agnello o a giocare d’astuzia con il pastore, la pecora o il cavallo. Nelle gare d’intelligenza, bisogna dire, il lupo non fa una gran bella figura: Esopo lo presenta come malvagio e quasi sempre affamato, ma non sempre fortunato e qualche volta anche preso in giro dalle sue possibili vittime, più astute di lui. Nella morale finale, che conclude ogni favola proponendo un insegnamento desunto dalle vicissitudini degli animali messi in scena, il ruolo del lupo s’identifica sempre con quello del malvagio. Qualche volta persino simpatico per la sua sconcertante goffaggine; ma comunque personificazione della doppiezza e della cattiveria allo stato puro.
Le immagini del lupo fin qui evocate ne mettono in evidenza gli aspetti spaventosi e inquietanti che trapasseranno, senza soluzione di continuità, in tante tradizioni del Medioevo, nelle favole, nelle credenze popolari, nell’iconografia del demonio e nelle leggende dei santi.
Il lupo tuttavia non è soltanto il mostro dalle fauci spalancate che fa strage di greggi: nel mondo romano una lupa è collegata alla notissima leggenda di Romolo e Remo, che, abbandonati dopo la nascita, furono allattati appunto dalla celebre fiera. In un tentativo di razionalizzare la leggenda e renderla più verosimile si tentò già nel mondo antico di spiegare la tradizione con un diverso significato da attribuire alla parola lupa, che significa anche, in latino, meretrice (donde il termine «lupanare» per indicare i postriboli); ma se teniamo conto delle origini pastorali delle prime popolazioni di Roma, per le quali la frequentazione del lupo non doveva essere così insolita, non ci riesce difficile intuire, anche qui, il ricordo di un antico animale totemico. Lupus in fabula, si diceva in latino, ossia «come l’apparizione di un lupo nel bel mezzo di un discorso»: segno evidente che l’esperienza dell’incontro con il lupo doveva essere, tutto sommato, abbastanza ricorrente nell’Italia antica, dove una regione era addirittura battezzata, forse proprio per la presenza dei lupi, Lucania.
Nel mondo romano, poi, il lupo è animale sacro a Marte, e Marte, prima di venir identificato con il greco Ares, signore della guerra, era venerato presso le popolazioni dell’antica Italia anche come dio protettore dell’attività agricola e dell’allevamento, con l’appellativo di Silvanus; senza contare che la leggenda lo faceva padre dei gemelli Romolo e Remo. Il cerchio si chiude se richiamiamo in questo contesto anche la figura di una divinità antichissima venerata dai pastori italici, Luperco, il cui nome richiama quello del lupo e che si riteneva proteggesse gli armenti proprio dagli assalti di quei feroci animali. Luperca, al femminile, era una figura divina, forse identificabile con la dea Acca Larenzia, la moglie del pastore Faustolo che allevò Romolo e Remo, e secondo alcune fonti antiche era altresì il nome della lupa che allattò i gemelli.
Con un singolare capovolgimento dei ruoli, così, l’animale mostruoso e terribile dalle fauci spalancate simili all’ingresso dell’Averno diventa la nutrice dei divini gemelli che fonderanno la più grande città del mondo antico. Mormolyke, la mostruosa nutrice dell’Acheronte infernale, si trasforma nel mondo romano, diventando complice benevola di un disegno divino.
Negli alti e bassi della sua storia, il lupo tornerà ad essere, nel Medioevo, principalmente figura sinistra e famelica, depredatrice di agnelli e testimone delle riunioni delle streghe nelle notti del Sabba, personificazione del demonio e terribile spauracchio per i bambini disobbedienti. Bisognerà aspettare l’età contemporanea perché anche il lupo, come molte altre creature a lungo viste soltanto come pericolose per l’uomo, appaia con una dignità nuova proprio nel momento in cui la sua stessa sopravvivenza risulta minacciata; e venga sentito come tassello prezioso e insostituibile del mosaico multicolore di specie diverse che popolano la terra, ritornando a proporre in modo nuovo il suo ruolo antico di tramite, non più spaventoso, fra la natura selvaggia e quella addomesticata dall’uomo.
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Ven 4 Set 2009 - 11:57

interessante come gli siano stati affibbiati molti ruoli negativi nel corso della storia...
Comunque nelle mia esperienza "diretta" posso dire che quando mi capita di sognarlo (ora avrà due mesetti che non mi capita) non è affatto malvagio o comunque non mi incute terrore resto a fissarlo negli occhi, invece quando ero piccolo (forse l'ho già raccontato) un sogno ricorrente era che mi inseguiva e io scappavo (li invece avevo paura) poi mi metteva con le spalle al muro (o semplicemente mi prendeva) e non faceva niente anzi restava fermo a guardarmi e io restavo (positivamente) sorpreso che non mi stava attaccando e nel sogno diventavo felice...
Per questo quando mio zio mi disse che poteva essere il lupo sono restato di stucco....
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Ven 4 Set 2009 - 15:37

TheGreat ha scritto:
interessante come gli siano stati affibbiati molti ruoli negativi nel corso della storia...
Comunque nelle mia esperienza "diretta" posso dire che quando mi capita di sognarlo (ora avrà due mesetti che non mi capita) non è affatto malvagio o comunque non mi incute terrore resto a fissarlo negli occhi, invece quando ero piccolo (forse l'ho già raccontato) un sogno ricorrente era che mi inseguiva e io scappavo (li invece avevo paura) poi mi metteva con le spalle al muro (o semplicemente mi prendeva) e non faceva niente anzi restava fermo a guardarmi e io restavo (positivamente) sorpreso che non mi stava attaccando e nel sogno diventavo felice...
Per questo quando mio zio mi disse che poteva essere il lupo sono restato di stucco....

Sai è curioso e interessante quello che hai riportato riguardo ai tuoi riferimenti onirici sul lupo.
Il fatto che, a dispetto delle storie sulla sua figura, egli nopn sia in molti sogni e incontri onirici del tutto negativo o per nulal tale, fa supporre, se vogliamo usare una logica di spiegazione che usa gli archetipi, che nel nostro immaginario e inventario collettivo è rimasta ben viva una serie di idee sul lupo che cozzano contro gli ultimi secoli di distruzione e repressione di cui è stato fatto oggetto.
Si potrebbe ipotizzare che questa lunga serie di “testimonianze” oniriche e archetipiche sia solo la punta di iceberg…forse si ricollega alla sensibilità che i nostri antenati avevano per il lupo e il mondo che con esso condividevano.

E se cosi fosse, questo comporterebbe che, almeno in questo caso, fenomeni di repressione come quelli dell’oscurantismo cattolico non sono riusciti a compiere alla radice il loro scopo di processi di trasformazione e sostituzione di alcuni concetti.

Ma queste sono solo ipotesi, ovviamente ci sarebbe da fare con molta calma una ampia ricerca documentaria in merito.

Riguardo alle esperienze dirette invece, mi hai fatto venire in mente che tempo fa avevo sognato che mi trovavo davanti ad un supermercato, li accanto un corvo su un albero spoglio (era inverno). Accanto ad esso, per terra un cane.

Mi avvicino e il cane inizia a strisciare verso di me, non stava bene qualcosa lo faceva star male…poi vedo che dalla bocca del cane esce un lupo, ma con molta fatica. Era come se il cane stesse partorendo dalla bocca il lupo. forse il senso era la descrizione in chiave onirica della nascita di qualcosa di profondo e non schiavizzato nella mia anima? Il cane in fondo è un lupo addomesticato, ma cio non deve farci dimenticare che nelle culture antiche esso aveva un suo posto simbolico e archetipico ben preciso e ben distinto dal lupo...forse, la memoria della sua origine noi l'abbiamo dimenticata, ma solo in superficie a livello della memoria razionale...
Ma a fatica: cosi col piede tebngo ferma la coda del cane. Il Lupo può cosi uscire con maggiore facilità.
Una volta fatto corre via velocissimo…..
???
Sarebbe interessante fare una piccola ricerca sulla figura archetipica del lupo e su come compare nelle testimonianze sciamaniche e oniriche….anche le fonti dei processi a guaritori, streghe e maghi nel medioevo sono fonti interessanti.
È pur vero che a volte gli atti dei processi erano manipolati, ma spesso erano riportate fedelmente alcune testimonianze, che dopo lo sterminio, sono rimaste le uniche fonti di un mondo spesso materialmente perduto (come afferma anche Carlo Ginzburg).


Ultima modifica di Admin il Sab 5 Set 2009 - 7:45, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Ven 4 Set 2009 - 19:09

Già sarebbe molto interessante anche se non molto semplice da realizzare, comunque il fatto che nei miei sogni non era mai un nemico potrebbe essere dovuto al fatto che sia i miei genitori che mia nonna mi spiegavano spesso che gli animali non sono mai cattivi, nemmeno quelli che magari la gente pensa che lo siano...ciò però non spiegherebbe perchè questo genere di sogni li faccio solo col lupo e una volta una sola volta con un orso però era diversa la dinamica e non lo ricordo molto bene (mi sarà capitato una massimo due volte di sognare di essere inseguito con un poco lieto fine da altri animali ma molto raramente)....
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Sab 5 Set 2009 - 7:54

Tra tutti gli animali, il lupo forse resta quello piu misterioso, almeno dal punto di vista di chi quotidianamenye guarda a questi misteri. Perché? Per l'attrazione che proviamo per lui. Una attrazione verso le profondità della nostra anima. Collegata al tutto e desiderosa di condividere con il selvaggio, forse il primigenio stato di unione che con la mente abbiamo perso.

Questa solo in parte è una romantica affermazione: nella iconografia nei dei orgiastici e nelle estasi delle sant, nelle trance sciamaniche e in quelle mistiche esiste forse il medesimo desiderio. Provato singolarmente a livello iconografico, ma (forse) presente anche nella attrazione incredibile che questo animale esercita su di noi.

Nella mitologia Norrena si parla del famoso Fenrir (e noi ne abbiamo uno nella squadra Wink )

FONTE: wikipedia

Fenrir (in norreno noto anche come Fenrisúlfr o Fenris) è un gigantesco lupo della mitologia norrena, nato dall'unione tra il dio Loki e la gigantessa Angrboða, assieme alla regina degli inferi Hel e al Miðgarðsormr.

Fenrir viene generato nella Járnviðr ("foresta di ferro"), luogo da cui provengono anche i due lupi Sköll e Hati.

Il nome di Fenrir, che significa probabilmente "Lupo della brughiera", o "Lupo della palude", è anche usato in modo metaforico per indicare i giganti, paragonati ai lupi in diversi testi.

Altri suoi appellativi sono "Vánargandr", "demone del Ván", dove questo è il fiume che si crea dalla sua saliva, e "Þjóðvitnir", "lupo nemico del popolo".


Quando gli dei seppero che Fenrir veniva allevato assieme a Hel e il Miðgarðsormr nella Jötunheimr, la terra dei giganti, decisero di farli portare al loro cospetto perché Odino decidesse cosa farne: le profezie dicevano che da simili creature non sarebbero venute che disgrazie. Mentre Hel fu inviata a regnare negli inferi, e il Miðgarðsormr inabissato sul fondo dell'oceano, non sapendo che fare con Fenrir, gli Dei lo tennero presso di loro.

Ora, il lupo cresceva sempre più, sia in ferocia che dimensioni, tanto che solo il dio Týr osava dargli da mangiare. Fu quindi presa la decisione di incatenarlo, ma l'impresa non sembrava facile. Gli dei prepararono una catena, e proposero al lupo di farsi legare per misurare la sua forza nel tentativo di romperla. Ma Fenrir la spezzò con facilità, e lo stesso avvenne con una seconda catena più robusta. La prima catena si chiamava Lœðingr (letteralmente: "che lega con astuzia", per metafora: "lenza"), la seconda Drómi (letteralmente: "frenante", per metafora: "catena").

Un'immagine da una vecchia edizione dell'Edda in prosa.Nel frattempo Fenrir continuava a crescere. Allora gli Dei mandarono Skìrnir, servitore di Freyr, nello Svartálfaheimr, il regno degli elfi scuri, perché chiedesse a certi nani di preparare una catena magica. La catena magica, chiamata Gleipnir (forse legata al verbo gleipa: "spalancare la bocca"; quindi, o "che deride", o "che divora"), fu costruita con questi elementi: rumore del passo del gatto, barba di donna, radici di montagna, tendini d'orso, respiro di pesce, saliva di uccello (secondo altre fonti: latte d'uccello). Alla vista e al tatto sembrava un nastro di seta, ma in realtà nessuno avrebbe potuto spezzarla.

Gli Dei andarono quindi su un'isola di nome Lyngvi, sul lago Ámsvartnir, e lì convocarono Fenrir. Ma il lupo, al vedere quella catena dall'aspetto tanto fragile, si fece sospettoso, perché temeva qualche incantesimo o un inganno. Dopo una discussione, si convenne che Fenrir sarebbe stato legato con Gleipnir, ma il dio Týr avrebbe dovuto porre la sua mano tra le fauci della bestia, come garanzia. Týr, pur sapendo che così la sua mano sarebbe stata quasi sicuramente sacrificata, accettò. Ed effettivamente Fenrir, nonostante impegnasse tutta la sua tremenda forza, non riuscì a liberarsi dalla catena magica, tanto che tutti gli Dei scoppiarono a ridere, ad eccezione di Týr, cui Fenrir mozzò all'istante la mano, non appena si rese conto di essere stato sconfitto. Fu quindi presa l'estremità della catena, chiamata Gelgja ("palo"; in altre fonti si parla appunto di un paletto di legno, non dell'estremità della catena), e fissata al suolo con due massi, di nome Gjöll (forse "largo" o forse "tagliente") e Þviti ("pietra infissa a terra").

Durante questa operazione Fenrir tentò a più riprese di azzannare i suoi carcerieri, tanto che gli infilarono una spada tra le due mascelle, in modo che non riuscì più a chiuderle. Da allora Fenrir rimane incatenato sull'isola, e così dovrà rimanere sino alla fine del mondo. Folle di rabbia, il grande lupo ulula e sbava, tanto che dalla sua saliva si è formato un fiume, di nome Ván (letteralmente "attesa").

Quando giungerà la fine del mondo, il Ragnarök, in cui tutti i legami saranno spezzati, persino la magica catena che lega Fenrir si scioglierà. Il lupo, nuovamente libero, attaccherà gli Dèi, assieme alla altre forze del disordine e dell'oscurità. Sarà tanto grande, e spalancherà la bocca con tanta ferocia, che la mascella inferiore toccherà il suolo e quella superiore il cielo: ma se ci fosse altro spazio, la spalancherebbe ancora di più.

Fenrir divorerà Odino, la suprema tra le divinità. Quindi ingaggerà lotta mortale con Víðarr, figlio di Odino, destinato a vendicare il padre. Víðarr fermerà la mascella inferiore di Fenrir con un piede, e quella superiore con una mano, spezzandogliele. Quindi lo ucciderà, con un colpo di spada al cuore.

Secondo alcuni un'ulteriore immagine di Fenrir è quella del cane Garmr, che al Ragnarök si scontrerà con Týr in un duello mortale a entrambi. In quest'ultimo caso, sarebbe comunque incongruente il fatto che le due bestie vadano incontro a una morte diversa nello stesso momento.

La figura di Fenrir compare nelle principali fonti della mitologia norrena: l'Edda in poesia e l'Edda in prosa.
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Lun 7 Set 2009 - 8:30

Riporto qui di seguito la recensione di un libro, che tratta specificamente il tema del lupo.

La recensione comparira anche nella sezione "La biblioteca dello sciamano".

FONTE: http://www.dognet.it/home/articolo.php?id=255

Il lupo, il guardiano dell'uomo

Animale simbolo e - purtroppo - capro espiatorio per secoli, il lupo è sempre vissuto nei limiti della società umana. Focalizzando con la sua presenza storie e avvenimenti. Per saperne di più vi proponiamo un romanzo da leggere tutto di un fiato, scritto dallo scrittore che ha firmato "L'uomo che sussurrava ai cavalli".

Il lupo, animale totemico e leggendario, amato e odiato dagl iumani, progenitore del cane domestico, adorato da popoli e civiltà, ma anche vituperato e cacciato e fatto oggetto - nei secoli- di feroci persecuzioni. Per conoscere un po' delle storie che riguardano il lupo e per leggere anche una bella storia di amore e avventura, vi proponiamo l'ultimo best seller di Nicholas Evans, lo scrittore autore de "L'uomo che sussurrava ai cavalli". Si tratta di "In corsa con i lupi"...un grande romanzo di amore e di morte che avvince e affascina il lettore fin dalle prime righe. E ci narra, insieme alle storie dei protagonisti (giovani biologi che vivono e lavorano a contatto con i lupi), anche un po' delle vicende che hanno siglato la storia del progenitore del nostro cane domestico nei secoli passati. La sua strenua persucuzione da parte degli agricoltori e degli allevatori che lo demonizzavano e ne provocarono quasi l'estinzione, e l'amore di un manipolo di studiosi che, con sacrifici e passione, ne stanno favorendo il nuovo sviluppo nelle montagne americane e nel resto del mondo. Per conoscere, comunque, un aspetto della storia del lupo, che tanto si intreccia, con quella dell'uomo, pubblichiamo qui di seguito un'antica leggenda indiana, che ben evidenzia il rispetto e l'aurea leggendaria che gli antichi popoli riservavano al progenitore del nostro cane.

LA LEGGENDA DEL LUPO E DELL’UOMO

“Venne un giorno, all’alba del mondo, in cui Colui che Crea non riuscì più a seguire con gli occhi le moltitudini di cose che accadevano sulla terra.
Allora chiese a un lupo di farne il giro di corsa per scoprire come vivevano e operavano gli essere da Lui creati.
La prima volta il lupo fece il giro della terra molto rapidamente. Ma era troppo veloce e Colui che Crea lo rimandò indietro. La seconda volta il lupo impiegò un anno, ma nel corso di quel tempo non fece in tempo a vedere tutto. Di nuovo Colui che Crea lo rimandò sulla terra. La terza volta il lupo non tornò più perché la terra era diventata troppo grande per lui e vi accadevano troppe cose. Colui che Crea attende ancora oggi il ritorno del lupo…
Sulla terra il lupo ebbe molti discendenti che, con il passare del tempo, dimenticarono la missione affidata loro da Colui che Crea. Fu così che i lupi cominciarono a vivere come tutti gli animali, ma per mantenere la promessa fatta a Colui che Crea cercarono qualcuno che potesse sostituirli nella loro missione. I lupi pensarono che gli uomini fossero, fra tutti gli animali creati da Colui che Crea, quelli più adatti.
Ma, con il passare del tempo, i lupi si accorsero la loro era una scelta sbagliata. Gli uomini si rivelarono violenti, deboli, fragili dentro. I lupi decisero allora di diventare i guardiani degli uomini finchè questi ultimi non fossero pronti a diventare la loro discendenza e a prendere il loro posto nella missione voluta da Colui che Crea, placando la sua collera.
Ma i secoli sono passati e gli uomini non sono cambiati. Il popolo dei lupi è l’ombra del popolo degli uomini. Certi uomini lo sanno. Certi uomini sono lupi….”
(da un'antica leggenda Mohicana - Mohicano in lingua indiana significa “lupo”)


TheGreat ha scritto:
Già sarebbe molto interessante anche se non molto semplice da realizzare, comunque il fatto che nei miei sogni non era mai un nemico potrebbe essere dovuto al fatto che sia i miei genitori che mia nonna mi spiegavano spesso che gli animali non sono mai cattivi, nemmeno quelli che magari la gente pensa che lo siano...ciò però non spiegherebbe perchè questo genere di sogni li faccio solo col lupo e una volta una sola volta con un orso però era diversa la dinamica e non lo ricordo molto bene (mi sarà capitato una massimo due volte di sognare di essere inseguito con un poco lieto fine da altri animali ma molto raramente)....


Ti propongo di inizare un topic in questa sezione inerente la figura dell'orso...sai potresti avere delel belel sorprese su cio che ne verrebbe fuori. Mi sto occupando di fare dei confronti tra la cultura celtica e quella germanica e cio che ne è emerso è molto interessante...soprattutto in relazione al come queste due culture vedevano animali che entrambe conoscevano, ad esempio lupo e orso...ti lascio questa traccia lupetto...vediamo se arrivi alla preda Wink
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Gio 8 Lug 2010 - 14:57

Un omaggio a tutti i lupacchiotti...


La storia di Cappuccetto Rosso
(raccontata dal Lupo)

"La foresta era la mia casa: ci vivevo e ne avevo cura. Cercavo di tenerla linda e pulita.
Quando un giorno di sole, mentre stavo ripulendo della spazzatura che un camper aveva lasciato dietro di sé, udii dei passi.
Con un salto mi nascosi dietro un albero e vidi una ragazzina piuttosto insignificante che scendeva lungo il sentiero portando un cestino.
Sospettai subito di lei perché vestiva in modo buffo, tutta in rosso, con la testa celata come se non volesse farsi riconoscere.
Naturalmente mi fermai per controllare chi fosse: le chiesi chi era, dove stava andando e cose del genere.
Mi raccontò che stava andando a casa di sua nonna a portarle il pranzo.
Mi sembrò una persona fondamentalmente onesta, ma si trovava nella mia foresta e certamente appariva sospetta con quello strano cappellino.
Così decisi di insegnarle semplicemente quanto era pericoloso attraversare la foresta senza farsi annunciare e vestita in modo così buffo.
La lasciai andare per la sua strada ma corsi avanti a casa di sua nonna.
Quando vidi quella simpatica vecchietta le spiegai il mio problema e lei acconsentì che sua nipote aveva immediatamente bisogno di una lezione.
Fu d'accordo di stare fuori dalla casa fino a che non l'avessi chiamata, di fatto si nascose sotto il letto.
Quando arrivò la ragazza la invitai nella camera da letto mentre io mi ero coricato vestito come sua nonna.
La ragazza, tutta bianca e rossa, entrò e disse qualcosa di poco simpatico sulle mie grosse orecchie.
Ero già stato insultato prima di allora, così feci del mio meglio suggerendole che le mie grosse orecchie mi avrebbero permesso di udirla meglio.
Ora, quello che volevo dire era che mi piaceva e volevo prestare molta attenzione a ciò che stava dicendo, ma lei fece un altro commento sui miei occhi sporgenti.
Adesso puoi immaginare quello che cominciai a provare per questa ragazza, che mostrava un aspetto così carino ma che era evidentemente una bella antipatica.
E ancora, visto che per me è ormai un atteggiamento acquisito porgere l'altra guancia, le dissi che i miei grossi occhi mi servivano per vederla meglio.
L'insulto successivo mi ferì veramente: ho infatti questo problema dei denti grossi.
E quella ragazzina fece un commento insultante riferito a loro.
Lo so che avrei dovuto controllarmi, ma saltai giù dal letto e ringhiai che i miei denti mi sarebbero serviti per mangiarla meglio!
Adesso, diciamoci la verità, nessun lupo mangerebbe mai una ragazzina, tutti lo sanno; ma quella pazza di una ragazza incominciò a correre per la casa urlando, con me che la inseguivo per cercare di calmarla.
Mi ero tolto i vestiti della nonna, ma è stato peggio.
Improvvisamente la porta si aprì di schianto ed ecco un grosso guardiacaccia con un'ascia...
Lo guardai e fu chiaro che ero nei pasticci...
C'era una finestra aperta dietro di me e scappai fuori.
Mi piacerebbe dire che è la fine di tutta la faccenda, ma quella nonna non raccontò mai la mia versione della storia.
Dopo poco cominciò a circolare la voce che io ero un tipo cattivo e antipatico e tutti incominciarono a evitarmi.
Non so più niente della ragazzina con quel buffo cappuccio rosso, ma dopo quel fatto non ho più vissuto felicemente".


"La storia di Cappuccetto Rosso raccontata dal Lupo" è di Lief Fearn; la traduzione di S. Bacciocchi;
il testo è tratto dal "Manuale per educatori" distribuito alla mostra interattiva sul pregiudizio "Gli altri siamo noi", a cura di "Tamburi di pace", Roma, 1998, su concessione di "Pace e dintorni" di Milano
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MessaggioOggetto: Re: Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi   Oggi a 8:08

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Il lupo: Guida e guardiano degli altri mondi
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