Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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 Il recupero dell'anima

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MessaggioOggetto: Il recupero dell'anima   Mar 8 Set 2009 - 8:20

FONTE: http://www.studisciamanici.it/nello/anima.htm


L’ANIMA E LO SCIAMANESIMO
La guarigione attraverso il recupero dell’anima


Di Nello Ceccon e Stefania Montagna
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 6 Apr 2010 - 8:22

Per completezza aggiungo qui la scheda sul testo

Il recupero dell'anima
Tecniche sciamaniche per risanare il Sè frammentato

Sandra Ingerman


FONTE: http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il_recupero_dellanima.php


Il recupero dell'anima

Tecniche sciamaniche per risanare il Sè frammentato

Sandra Ingerman

Il recupero dell'anima

Prezzo € 16,50
Crisalide Edizioni
Libro - Pagine 244



In questo libro l’autrice descrive gli importanti risultati da lei ottenuti combinando il metodo sciamanico del recupero dell’ anima con i concetti della psicologia moderna. Attingendo alla sua decennale esperienza di sciamana ed insegnante, illustra cosa succede quando la psiche o anima subisce un danno e perché questo danno, anche se ancora così poco compreso, è causa di tante disfunzioni psicologiche. Il suo lavoro pionieristico ha aiutato migliaia di individui ad affrontare e superare i drammatici problemi causati dal trauma della perdita dell’ anima.

Sandra Ingerman, psicologa americana è ampiamente riconosciuta per le sue ricerche volte a riscoprire e reinterpretare antichi metodi di guarigione spirituale per adattarli ai problemi e alle necessità del tempo presente. Gran parte del suo lavoro si è svolto nel campo dello sciamanismo transculturale (core shamanism), sviluppato dall’antropologo americano Michael Harner. Come collaboratrice di Harner, Ingerman ha fornito a questa metodologia un contributo importantissimo e originale, riscoprendo e adattando all’uomo moderno l’antica tecnica sciamanica del recupero dell’anima. Questo metodo di guarigione è descritto nel suo testo ormai classico, Il recupero dell’anima, pubblicato in America nel 1991 e in Italia nel 2001 (Edizioni Crisalide). A questo è seguito Welcome Home (1993), un testo che arricchisce e completa la prima opera, affrontando il tema della vita dopo la guarigione. In esso l’autrice mostra come sia possibile, e necessario, liberarsi dai condizionamenti e dagli schemi del passato per esprimere tutte le potenzialità
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Gio 17 Giu 2010 - 7:06

Buona giornata Admin,
volevo farti una domanda sul recupero dell'anima, ho preferito fartela qui invece che in pvt perchè potrebbe essere utile anche ad altre persone.
Ho letto che lo sciamano è in genere "protetto" (il termine è sicuramente sbagliato) dal suo animale di potere e dagli spiriti dalle malattie, questo per poter fare in modo che lui svolga il suo compito...so perfettamente che non bisogna prendere per oro colato tutto ciò che si legge...perciò mi chiedevo visto che lo sciamano è pur sempre un essere umano se perde un parte dell'anima, se sente di essere stanco spiritualmente può da solo ricercarla?
Volevo un parere da parte tua...
Un abbraccio
Tila
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Ven 18 Giu 2010 - 19:18

Tila ha scritto:
Buona giornata Admin,
volevo farti una domanda sul recupero dell'anima, ho preferito fartela qui invece che in pvt perchè potrebbe essere utile anche ad altre persone.
Ho letto che lo sciamano è in genere "protetto" (il termine è sicuramente sbagliato) dal suo animale di potere e dagli spiriti dalle malattie, questo per poter fare in modo che lui svolga il suo compito...so perfettamente che non bisogna prendere per oro colato tutto ciò che si legge...perciò mi chiedevo visto che lo sciamano è pur sempre un essere umano se perde un parte dell'anima, se sente di essere stanco spiritualmente può da solo ricercarla?
Volevo un parere da parte tua...
Un abbraccio
Tila

Ciao Tila.

La risposta è complessa, come al solito. :-)

Dipende sempre da che definizione di sciamanesimo seguiamo: ad esempio nel contesto del Core shamanism, lo sciamano può effettuare recuperi dell'anima cosi come estrazioni in virtù della simbiosi con l'animale totem e di altri spiriti alleati.

Il Core Shamanims affonda parte delle sue concezioni in forme tradizionali e antiche di sciamanesimo. Per esse la coscienza ordinaria non è normalmente in grado di accedere in altri mondi e ha bisogno di "aiuto".

Questo è vero anche per questo genre di operazioni. Se la "malattia" in questo inventario è concepito come portato da energie di altri mondi, potrà essere solo una energia degli altri mondi ad avere il potere di riportare l'equilibrio (lo status) precedente, oppure uno nuovo di benessere.

Non è mai consigliabile che lo sciamano se è stanco, operi e proceda comunque.

Inoltre, essendo per molte concezioni sciamaniche lanimale totem una manifestazione di coscienza dello sciamano negli altri mondi, si comprende perché spesso in molte tradizioni non si parla di sciamani capaci di fare da "soli" questo genere di operazioni.

In altre definizioni, esempio le tradizioni sciamaniche di cui si accenna nella intervista a Surba, pubblicata su questo forum, si può acvquisire potere per poter diventare piu forti come "sciamani" assorbendo il potere degli alleati (esempio mangiando lo spirito che nel rito è contenuto in simulacri, oppure con una infinità di altri tipi di ritualità ad hoc, cioè valida in modo specifico per quella situazione e non in senso universale, come invece sono i rituali delle religioni istituzionalizzate e universali (esempio le religioni del libro, anche se vestigia di rituali definibili come sciamanici permangono anche in questi contesti, ad esempio in passato si usava la Bibbia come amuleto, come oggetto di potere mistico durante specifici rituali, cose che la Chiesa ha sempre osteggiato, ma che sono state in voga per molto tempo, e lo sono ancora, in contesti per lo piu non europei).


Se non ho risposto a tutto chiedi pure,

Cerco di fare le opportune ricerche e ti rispondo

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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Ven 18 Giu 2010 - 20:16

Admin ha scritto:

Ciao Tila.

La risposta è complessa, come al solito. :-)

Per quello volevo un tuo parere...

Admin ha scritto:
Dipende sempre da che definizione di sciamanesimo seguiamo: ad esempio nel contesto del Core shamanism, lo sciamano può effettuare recuperi dell'anima cosi come estrazioni in virtù della simbiosi con l'animale totem e di altri spiriti alleati.
Il Core Shamanims affonda parte delle sue concezioni in forme tradizionali e antiche di sciamanesimo. Per esse la coscienza ordinaria non è normalmente in grado di accedere in altri mondi e ha bisogno di "aiuto".
Questo è vero anche per questo genre di operazioni. Se la "malattia" in questo inventario è concepito come portato da energie di altri mondi, potrà essere solo una energia degli altri mondi ad avere il potere di riportare l'equilibrio (lo status) precedente, oppure uno nuovo di benessere.
Non è mai consigliabile che lo sciamano se è stanco, operi e proceda comunque.

In quest'ultima frase mi hai confermato quello che già pensavo, in fondo è simile al Reiki o ad altre tecniche di medicina olistica. Quando l'operatore non è in forze non può operare...in questo caso diventa sicuramente difficile autoguarirsi

Admin ha scritto:
Inoltre, essendo per molte concezioni sciamaniche lanimale totem una manifestazione di coscienza dello sciamano negli altri mondi, si comprende perché spesso in molte tradizioni non si parla di sciamani capaci di fare da "soli" questo genere di operazioni.
In altre definizioni, esempio le tradizioni sciamaniche di cui si accenna nella intervista a Surba, pubblicata su questo forum, si può acvquisire potere per poter diventare piu forti come "sciamani" assorbendo il potere degli alleati (esempio mangiando lo spirito che nel rito è contenuto in simulacri, oppure con una infinità di altri tipi di ritualità ad hoc, cioè valida in modo specifico per quella situazione e non in senso universale, come invece sono i rituali delle religioni istituzionalizzate e universali (esempio le religioni del libro, anche se vestigia di rituali definibili come sciamanici permangono anche in questi contesti, ad esempio in passato si usava la Bibbia come amuleto, come oggetto di potere mistico durante specifici rituali, cose che la Chiesa ha sempre osteggiato, ma che sono state in voga per molto tempo, e lo sono ancora, in contesti per lo piu non europei).
Se non ho risposto a tutto chiedi pure,
Cerco di fare le opportune ricerche e ti rispondo
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Come al solito sei molto esaustivo nelle tue risposte grazie.
Penso che per chi ha un problema di stanchezza psicologica e spirituale forse deve prima impegnarsi a ristabilire un contatto più stabile con i suoi spiriti guida e i suoi totem, in questo caso, forse, se non ci sono nelle vicinanze altri sciamani bisogna ricorrere ad un periodo di meditazione e di solitudine.
Un abbraccione e grazie Admin
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Lun 2 Ago 2010 - 18:54

Buona sera a tutti,

in questo periodo sto leggendo proprio il libro della Ingerman. Anticipo trovo il testo ben spiegato e l'argomento è molto interessante, ma non ho ancora finito di leggerlo causa studio...(ottobre è vicino Sad )

C'era una cosa che mi sta lasciando perplessa, quando parla della pratica del recupero dell'anima scrive che oltre a: chi riceve e lo sciamano, ci sono altre persone che partecipano attivamente a questa pratica. Parla infatti di comunità.

La cosa che mi domandavo, e sicuramente Admin avrà già capito dove voglio arrivare, se uno sciamano non ha una comunità con il quale interagire come fa?
Ha meno probabilità di riuscita se si affida soltanto al suo animale di potere?

Mi sa che se sei una persona selettiva sei fregata.... Evil or Very Mad

Un salutone

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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 7:14

Tila ha scritto:
Buona sera a tutti,

in questo periodo sto leggendo proprio il libro della Ingerman. Anticipo trovo il testo ben spiegato e l'argomento è molto interessante, ma non ho ancora finito di leggerlo causa studio...(ottobre è vicino Sad )

C'era una cosa che mi sta lasciando perplessa, quando parla della pratica del recupero dell'anima scrive che oltre a: chi riceve e lo sciamano, ci sono altre persone che partecipano attivamente a questa pratica. Parla infatti di comunità.

La cosa che mi domandavo, e sicuramente Admin avrà già capito dove voglio arrivare, se uno sciamano non ha una comunità con il quale interagire come fa?
Ha meno probabilità di riuscita se si affida soltanto al suo animale di potere?

Mi sa che se sei una persona selettiva sei fregata.... Evil or Very Mad

Un salutone

Tila

Ciao Tila, sarebbe interessante vedere il passo del testo citato, in linea di massima però mi sembra che la questione sia riferita principalmente al fatto che lo sciamano è da sempre stato una figura sociale.
Da millenni gli sciamani operano nei villaggi e nelle comunità PER le comunità.

Volendo fare un parallelo, un prete di campagna ad esempio non può essere definito da solo isolato dalla società in cui vive. Egli opera nella e per la comunità.

Ok, lo sciamano raramente è arrivato a definizioni e gerarchie complesse come quelle ecclesiastiche, ne tantomeno ad una sistematizzazione del sapere religioso come quello delle religioni roganizzate, ma era un esempio per far capire una cosa essenziale: il paradigma dellos ciamano che cerca da solo in se stesso e viaggia tra i mondi, PER ORA ( A MENO CHE NON SI TROVINO TRACCE STORICHE CHE CONFERMINO L'ANTECEDENZA DI QUESTA VISIONE DELLA FIGURA DELLO SCIAMANO) è UN PARADIGMA CHE APPARTIENE AL MONDO POST INDUSTRIALE, IN CUI SENTIAMO LA NECESSITà DI EMANCIPARCI DALLA SOCIETà, O MEGLIO: LA SOCIETà STESSA HA CREATO E CONTINUA A CREARE I PRESUPPOSTI SOCIO CULTURALI (ED ECONOMICI SIGH...) TALI PER CUI L'IDENTITà SOCIALE DEGLI ESSERI UMANI IN QUESTA EPOCA SI STA MUOVENDO VERSO FORME ALTERNATIVE DI RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO DI INTERIORITà.

Quindi, riassumendo e facendosi poche pugn@@@ò intellettuali, il paradigma che tu ed io stiamo usando non è quello delel società tradizionali. ma "funziona" lo stesso.
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 9:09

Ciao Admin,
come vedi faccio sempre le stesse domande, ecco perchè avevo detto che tu avresti già capito...lo so ti sto tormentando...

Admin ha scritto:

Ciao Tila, sarebbe interessante vedere il passo del testo citato, in linea di massima però mi sembra che la questione sia riferita principalmente al fatto che lo sciamano è da sempre stato una figura sociale.
Da millenni gli sciamani operano nei villaggi e nelle comunità PER le comunità.

Dunque io sono arrivata a metà libro dove descrive alcune esperienze, ma ti cito brevemente il passaggio che forse è più specifico:

Fonte Il Recupero dell'anima di Sandra Ingerman ed. Crisalide:

...Ad ogni persona che sta leggendo questo libro suggerisco di cominciare a creare un senso di sostegno a livello collettivo. Il modo più semplice per farlo consiste nel trovare una persona a cui comunicare alcuni dei concetti che state leggendo in questo testo.
Questo semplice atto di condivisione fa sì che il vostro percorso non sia più un viaggio solitario, ma vi conduca verso quel processo di guarigione che nasce dal fatto che qualcuno ha a cuore il vostro benessere....

E' vero lo sciamano di per sè è una figura sociale, i suoi compiti principali (dalle varie documentazioni lette) c'è il benessere della comunità...

Questo lo so, come so...anzi come "sento" dentro di me che il mio modo di vivere: selettivo verso le persone non è una forma di protezione ma bensì una scelta di vita.

Ma vedi leggendo quel passaggio come per tutto ciò che riguarda la tecnica usata dalla Ingerman il dubbio anzi la domanda che è nata spontanea è stata questa: ma nel contesto intellettuale/sociologico dei soggetti che vivono intorno a me, dove anche la persona che si ritiene più evoluta ti fa discorsi del tipo: eh vivere come vivi tu è sbagliato, devi uscire con gli amici tutti i giorni, hai visto che cosa è successo ad amici? COME FAI a parlare di certe cose, come fai a parlare di recupero dell'anima? Ci provi ma poi vedi quello sguardo tra lo stralunato o di commiserazione...allora lasci perdere anche perchè in cuor tuo ti dici che ognuno hai suoi tempi, ognuno è libero di fare e pensare quello che vuole...è un po' il discorso che facevano in pvt tempo fa' su alcuni soggetti che cercano di inculcarti il loro modo di pensare e dicono che tu sei una persona che mai potrà vivere felice...


Admin ha scritto:
Come abbiamo visto e parlato più volte lo sciamano odierno si trova a vivere in un contesto sociale ben diverso.La domanda nasce spontanea
Volendo fare un parallelo, un prete di campagna ad esempio non può essere definito da solo isolato dalla società in cui vive. Egli opera nella e per la comunità.
Ok, lo sciamano raramente è arrivato a definizioni e gerarchie complesse come quelle ecclesiastiche, ne tantomeno ad una sistematizzazione del sapere religioso come quello delle religioni roganizzate, ma era un esempio per far capire una cosa essenziale: il paradigma dellos ciamano che cerca da solo in se stesso e viaggia tra i mondi, PER ORA ( A MENO CHE NON SI TROVINO TRACCE STORICHE CHE CONFERMINO L'ANTECEDENZA DI QUESTA VISIONE DELLA FIGURA DELLO SCIAMANO) è UN PARADIGMA CHE APPARTIENE AL MONDO POST INDUSTRIALE, IN CUI SENTIAMO LA NECESSITà DI EMANCIPARCI DALLA SOCIETà, O MEGLIO: LA SOCIETà STESSA HA CREATO E CONTINUA A CREARE I PRESUPPOSTI SOCIO CULTURALI (ED ECONOMICI SIGH...) TALI PER CUI L'IDENTITà SOCIALE DEGLI ESSERI UMANI IN QUESTA EPOCA SI STA MUOVENDO VERSO FORME ALTERNATIVE DI RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO DI INTERIORITà.
Quindi, riassumendo e facendosi poche pugn@@@ò intellettuali, il paradigma che tu ed io stiamo usando non è quello delel società tradizionali. ma "funziona" lo stesso.


La mia forse voleva solo essere una domanda retorica...perchè come ho detto prima io sono consapevole del fatto che NON sbaglio...ma sai anche se ti accorgi che ti stai svegliando c'è ancora una parte di te intrappolata nel sogno e avere una stampella, almeno per i primi tempi, aiuta a sentirsi più forti....finchè non si sarà in grado di camminare da soli e svegliarsi completamente...

Un abbraccio
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 10:52

...Ad ogni persona che sta leggendo questo libro suggerisco di cominciare a creare un senso di sostegno a livello collettivo. Il modo più semplice per farlo consiste nel trovare una persona a cui comunicare alcuni dei concetti che state leggendo in questo testo.
Questo semplice atto di condivisione fa sì che il vostro percorso non sia più un viaggio solitario, ma vi conduca verso quel processo di guarigione che nasce dal fatto che qualcuno ha a cuore il vostro benessere....



Questa definizione in se spiega anche la visione della Ingerman riguardo al lavoro dello sciamano:Sandra in questo passo più che dare una definizione antropologica parte dall’assunto per cui lo sciamano lavora e collabora con la società in cui è inserito. Ma, più importante, lei da una definizione di sciamano (QUI) non come di qualcuno che in primis cura altri, ma che sta guarendo se stesso…non è una differenza da poco. Qui lo “sciamano” non estirpa larve da corpi altrui ma è un individuo che sta guarendo se stesso viaggiando (o imparando a viaggiare) negli altri mondi alla ricerca delle sue “parti” perdute. Il contatto col resto del mondo è visto in funzione dell’aiuto che esso può dare lui come sostegno in questo processo.
Nelle tradizioni esso e rivolto all’esterno, cura gli altri e c’è da supporre che il momento dell’addestramento fosse quello in cui il momento di contrazione e interiorizzazione rispetto al mondo fosse al suo massimo livello, mentre per il resto della sua vita “professionale” esso fosse rivolto agli altri. Qui invece si parla di un processo che vede la interiorizzazione in primo piano. Non avendo letto tutto il libro di Sandra non so dire se la cosa valga per tutto il training da lei spiegato oppure se quel passo parla solo del periodo di recupero del potere personale.


Ma vedi leggendo quel passaggio come per tutto ciò che riguarda la tecnica usata dalla Ingerman il dubbio anzi la domanda che è nata spontanea è stata questa: ma nel contesto intellettuale/sociologico dei soggetti che vivono intorno a me, dove anche la persona che si ritiene più evoluta ti fa discorsi del tipo: eh vivere come vivi tu è sbagliato, devi uscire con gli amici tutti i giorni, hai visto che cosa è successo ad amici? COME FAI a parlare di certe cose, come fai a parlare di recupero dell'anima? Ci provi ma poi vedi quello sguardo tra lo stralunato o di commiserazione...allora lasci perdere anche perchè in cuor tuo ti dici che ognuno hai suoi tempi, ognuno è libero di fare e pensare quello che vuole...è un po' il discorso che facevano in pvt tempo fa' su alcuni soggetti che cercano di inculcarti il loro modo di pensare e dicono che tu sei una persona che mai potrà vivere felice...

Per me questo accade perché nell’inventario collettivo condiviso lo sciamano non è una figura di rilievo ne lo è per aiutare le persone socialmente, oggi: ci sono i medici, gli piscologi, i preti, e cosa che mi lascia alquanto perplesso ma non troppo, ci sono i terapeuti alternativi che svolgono questo ruolo. Ad oggi, lo scoglio della percezione della figura di sciamano non ha mai superato il livello di “giungla, urla droghe e stregoneria” almeno qui in Italia.


La mia forse voleva solo essere una domanda retorica...perchè come ho detto prima io sono consapevole del fatto che NON sbaglio...ma sai anche se ti accorgi che ti stai svegliando c'è ancora una parte di te intrappolata nel sogno e avere una stampella, almeno per i primi tempi, aiuta a sentirsi più forti....finchè non si sarà in grado di camminare da soli e svegliarsi completamente...

Ci sarà un giorno in cui anche questo forum sarà per te (e spero anche per me) obsoleto….cicli e evoluzioni …. ^^





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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 14:09

Admin ha scritto:

Questa definizione in se spiega anche la visione della Ingerman riguardo al lavoro dello sciamano:Sandra in questo passo più che dare una definizione antropologica parte dall’assunto per cui lo sciamano lavora e collabora con la società in cui è inserito. Ma, più importante, lei da una definizione di sciamano (QUI) non come di qualcuno che in primis cura altri, ma che sta guarendo se stesso…non è una differenza da poco. Qui lo “sciamano” non estirpa larve da corpi altrui ma è un individuo che sta guarendo se stesso viaggiando (o imparando a viaggiare) negli altri mondi alla ricerca delle sue “parti” perdute. Il contatto col resto del mondo è visto in funzione dell’aiuto che esso può dare lui come sostegno in questo processo.
Nelle tradizioni esso e rivolto all’esterno, cura gli altri e c’è da supporre che il momento dell’addestramento fosse quello in cui il momento di contrazione e interiorizzazione rispetto al mondo fosse al suo massimo livello, mentre per il resto della sua vita “professionale” esso fosse rivolto agli altri. Qui invece si parla di un processo che vede la interiorizzazione in primo piano. Non avendo letto tutto il libro di Sandra non so dire se la cosa valga per tutto il training da lei spiegato oppure se quel passo parla solo del periodo di recupero del potere personale.

Vorrei commentare alcuni passaggi sempre dal libro della Ingerman riferito a questa pratica e ai miei precedenti post, se poi al limite vogliamo andare più in dettaglio nel pensiero della Ingerman potremo farlo nella sezione biblioteca...o in quello più inerente.


Fonte: Il Recupero dell'anima di Sandra Ingerman ed. Crisalide:


Man mano che gli umani si sono evoluti ed hanno sviluppato una tecnologia più sofisticata, le piccole comunità hanno ceduto il passo della città, con tutto il loro affollamento, il loro anonimato e la loro indifferenza. Siamo passati dalle società tribali ad una cultura in cui i nuclei familiari hanno preso il posto delle comunità...Ora persino l'unità del nucleo familiare si sta dissolvendo, facendo sì che i suoi singoli membri vivano separati l'uno dall'altro.
...Nelle mie ricerche su come gli sciamani si dedicassero tradizionalemente al recupero dell'anima, ho scoperto che uno degli elementi cruciali della cerimonia era costituito dalla partecipazione della comunità...Osservando alcune di queste semplici cerimonie, ci si accorge immediatamente di quanto la comunità fosse parte integrante del rituale e di quanto fosse importante avere qualcuno che "aspetta" il ritorno dell'anima del paziente


Poi descrive tutta una serie di cerimonie tratte più che altro dal testo di Eliade.

Come puoi notare la comunità è vista come parte integrante (almeno per ciò che riguarda il suo pensiero) della pratica.

Ora che la civiltà sia cambiata....lo sappiamo. Che sia una male o un bene....io questo non posso dirlo, i cambiamenti fanno parte dell'evoluzione...bisogna cercare di comprenderli.

E' vero che la maggior parte delle persone sono diventate forse più indifferenti e che le famiglie si sono sgretolate....troppi stimoli dal mondo...troppi impegni...troppo di tutto non voglio giustificare ne condannare nessuno...e ora sto andando pure in OT chiedo venia.

Fatto sta, e questo lo dico a tutti coloro che come me più di una volta si son chiesti o si continuano a chiedere: faccio bene? Sono un alieno in questo mondo?
Ma può valere anche a quelle persone che parlano giudicando il loro fare meglio di quello degli altri...

Se vi siete fatti queste domande la risposta è che non rientrate in quelle persone sopra descritte...non siete alieni...siamo tutti alieni e nessuno lo è...non esiste nessuno uguale ad un altro... perciò perchè etichettare le persone?...dobbiamo solo essere rispettosi dei bisogni e dei voleri altrui...e ora concludo con il mio fuori tema...sorry


Admin ha scritto:

Per me questo accade perché nell’inventario collettivo condiviso lo sciamano non è una figura di rilievo ne lo è per aiutare le persone socialmente, oggi: ci sono i medici, gli piscologi, i preti, e cosa che mi lascia alquanto perplesso ma non troppo, ci sono i terapeuti alternativi che svolgono questo ruolo. Ad oggi, lo scoglio della percezione della figura di sciamano non ha mai superato il livello di “giungla, urla droghe e stregoneria” almeno qui in Italia.

Purtroppo è vero, lo sciamano è ancora visto come un drogato che va sparlando a destra e a sinistra...

E' anche vero che definire la figura dello sciamano è quasi impossibile...ci avevo provato ricordi in un mio vecchio post...forse perchè per me lo sciamano significa troppe cose...forse quella che più mi ha sempre affascinato è il fatto che lo sciamano sia sempre stata una figura di sostegno per l'anima...ed è proprio alla parola anima che in molti hanno perso il vero significato...non dandogli più l'importanza che invece dovrebbe avere.


Admin ha scritto:

Ci sarà un giorno in cui anche questo forum sarà per te (e spero anche per me) obsoleto….cicli e evoluzioni …. ^^

Da quel poco che ho letto e che so di te io credo invece che sei già a buon punto dell'evoluzione mio caro Admin...sono io che ancora lotto per uscire fuori dal fango...ogni giorno, anzi ogni ora è una lotta... oggi è una di quelle brutte...domani speriamo meglio.

Un abbraccio

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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 16:06

Iniziamo con l’eliminare le cose superflue dalla discussione: il mio essere avanti con l’evoluzione ad esempio ehehehe cosa peraltro non certa e anche se lo fosse, la strada è infinita le geometrie a volte sono quelle non euclidee quindi del fatto che io posso essere piu avanti di altri su una logica lineare… a Moebius non importa granché ^^

E poi ti bacchetto e ti elogio per avermi fatto un bell’agguato…di la verità volevi vedere fino a che punto mi sarei compiaciuto del complimento vero ? Very Happy
Veniamo alle cose rilevanti:

Man mano che gli umani si sono evoluti ed hanno sviluppato una tecnologia più sofisticata, le piccole comunità hanno ceduto il passo della città, con tutto il loro affollamento, il loro anonimato e la loro indifferenza. Siamo passati dalle società tribali ad una cultura in cui i nuclei familiari hanno preso il posto delle comunità...Ora persino l'unità del nucleo familiare si sta dissolvendo, facendo sì che i suoi singoli membri vivano separati l'uno dall'altro.
...Nelle mie ricerche su come gli sciamani si dedicassero tradizionalemente al recupero dell'anima, ho scoperto che uno degli elementi cruciali della cerimonia era costituito dalla partecipazione della comunità...Osservando alcune di queste semplici cerimonie, ci si accorge immediatamente di quanto la comunità fosse parte integrante del rituale e di quanto fosse importante avere qualcuno che "aspetta" il ritorno dell'anima del paziente”


Io direi che la definizione di Sandra è molto romantica ma esistono molte teorie e modelli sociologici e antropologici che vedono anche diversamente l’evoluzione dei sistemi sociali a seguito della tecnologizzazione e della urbanizzazione delle società.

Io non condivido alcuni dei suoi assunti ad esempio quello per cui le famiglie hanno preso il posto delle comunità. Di quali società stiamo parlando? DI quali modelli di famiglia? Nella antica Grecia esistevano le “famiglie” ma il loro rapporto all’interno (tra i membri) cosi come il loro rapporto con l’esterno (la polis) ad esempio, era molto diverso risopetto a quanto noi viviamo oggi. Non so quanti avrebbero apprezzato la scommessa di essere un antico greco a fronte dell’essere membri della società di massa di oggi, pur sempre democratica ad esempio ma in maniera diversa rispetto a quella greca antica, perché se ti andava male (cioè nascevi donna, o figlio di schiavo, o di non greco oppure eri caduto in disgrazia e eri divenuto schiavo o eri non ancora adulto, e qui si sta parlando del 70 per cento della popolazione forse)…non eri “cittadino” il che equivaleva a non poter fare molte cose.
Sandra se fosse nata donna all’epoca col piffero che poteva discutere con noi di sciamanesimo e evoluzione di società!

Questo per far capire che se affrontiamo le cose con i soliti luoghi comuni del”era meglio quando si stava peggio” non ne usciamo mai e soprattutto non capiamo mai come stanno le cose.
Per ciò che riguarda la comunità, se lei si riferisce a determinate società in cui la “famiglia” spesso coincide con l’intera società (cioè un gruppo o comunità di numero esiguo) allora si spiega la sua definizione, ma resta assodato che tale modello andava bene per un contesto sociale in cui le condizioni erano tali da formare una società di quel tipo.

Cosa ridicola al solo pensiero per la società di massa che stiamo vivendo, che ha sicuramente tanti contro, ma che ha anche quelle caratteristiche socio economiche che permettono ad alcuni di fare speculazione di pensiero (come noi stiamo facendo ad esempio). Sul fatto che oggi i modelli tradizionali si stanno dissolvendo, ha ragione, ma anche qui le cose sono sempre meno banali di quanto possiamo pensare.
Cosa si sta dissolvendo? Se affermiamo che si sta sgretolando il vecchio modello cattolico di famiglia, beh, questo è evidente. MA da cosa è causato? Ci possono essere tanti fattori, sociali culturali ed economici.
L’emancipazione della donna può essere una delle radici, ma questo è un male? Sandra non credo lo affermerebbe.

Ci sono anche fattori non “costruttivi” come la disoccupazione, la mancanza di quel benessere economico e sociale che permette ai giovani di pensare a lungo termine le relazioni, le fonti di informazione e formazione di cultura di massa che ormai stanno raschiando il barile dei luoghi comuni triti e ritriti….

Tuttavia avendo in mente queste considerazioni cosi come il passo successivo di Sandra si notano alcune cose interessanti:

...Nelle mie ricerche su come gli sciamani si dedicassero tradizionalemente al recupero dell'anima, ho scoperto che uno degli elementi cruciali della cerimonia era costituito dalla partecipazione della comunità...Osservando alcune di queste semplici cerimonie, ci si accorge immediatamente di quanto la comunità fosse parte integrante del rituale e di quanto fosse importante avere qualcuno che "aspetta" il ritorno dell'anima del paziente”

Questo è il punto. Sandra si lega a doppio filo ad una idea di sciamano che affonda le sue radici di inventario alle società non urbanizzate e non industrializzate. Ma questo a parte l’interesse antropologico, che valore può avere per chi come noi vive in un mondo invece super urbanizzato e industrializzato? Nessuno se non quello di farci versare lacrime in stile commissario Lo Gatto per una società che 1) non abbiamo mai conosiuto direttamente e 2) non vedremo mai (eccetto per reset in stile 2012).

Quello che non capisco è perché ad oggi nessuno si sia ancora messo in testa che se vogliamo che il patrimonio di conoscenza degli sciamani non muoia nei musei e divenga per alcuni materiale di vita “ordinaria”, non possiamo più basarci sull’inventario tradizionale degli sciamani dei tempi andati. Bisogna rifondare alle fondamenta, le definizioni. Non dimenticando però il passato, adattando i nuovi paradigmi alla società o meglio: permettendo ai nuovi paradigmi di nascere davvero in seno alle società odierne e non in opposizione romantica ad esse. È una sciocchezza che rende ancora più ridicoli coloro che studiano con cuore lo sciamanesimo di fronte a chi di sciamanesimo magari non sa nulla.





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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mar 3 Ago 2010 - 16:26

Admin ha scritto:

E poi ti bacchetto e ti elogio per avermi fatto un bell’agguato…di la verità volevi vedere fino a che punto mi sarei compiaciuto del complimento vero ? Very Happy

eh eh eh Very Happy Tana!

Admin ha scritto:

Quello che non capisco è perché ad oggi nessuno si sia ancora messo in testa che se vogliamo che il patrimonio di conoscenza degli sciamani non muoia nei musei e divenga per alcuni materiale di vita “ordinaria”, non possiamo più basarci sull’inventario tradizionale degli sciamani dei tempi andati. Bisogna rifondare alle fondamenta, le definizioni. Non dimenticando però il passato, adattando i nuovi paradigmi alla società o meglio: permettendo ai nuovi paradigmi di nascere davvero in seno alle società odierne e non in opposizione romantica ad esse. È una sciocchezza che rende ancora più ridicoli coloro che studiano con cuore lo sciamanesimo di fronte a chi di sciamanesimo magari non sa nulla.

Che vuoi che ti dica forse è più facile dire che è colpa dell'evoluzione se alcune cose si sono perse piuttosto che creare qualcosa di evolutivo...e soprattutto costruttivo


A proposito di evoluzione...ora mi bacchetterai doppiamente per l'OT ma dal temporale sono passata alla grandinata!!!! Ih Ih è un'ora che grandina...
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Mer 9 Nov 2011 - 11:42

Riporto un documento di wikipedia inglese che tratta l'argomento del topic.

Buona lettura.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Soul_retrieval

Soul retrieval
From Wikipedia, the free encyclopedia

Soul Retrieval refers to forms of New Age and shamanic practice that aim to reintegrate various interpretations of the soul that might have become disconnected, trapped or lost through trauma. In variants such as Carlos Castaneda's recapitulation technique, fragments of soul are sought solely within the memories of the retriever, making them largely psychoanalytical in nature; in others, the scope extends to rehabilitation of lost souls of the deceased,[1] paralleling the Roman Catholic practice of offering prayer for the dead to assist their progress through purgatory. Robert Monroe explored the concept of retrieval extensively through use of out-of-body and astral projection techniques, sometimes finding the personalities he perceived suggestive of prior incarnations of himself.[2]


Monroe's retrievals

Monroe's first exposure to retrievals came about interacting with a channelling subject during a routinely taped exploration[3] at his institute. In this session, he ostensibly found himself presented with the crying soul of a sailor, still clinging to the floating wreckage of his ship and waiting for his first dark night in the water to end more than 100 years downstream from the date he believed was current. Through offering friendship and suggestions of ways to transcend his predicament, Monroe seemed to effect a transformation in the sailor's understanding, freeing him from a century of anguish. The session was subsequently transcribed[4], and Monroe eventually developed a series of binaural frequency sets to assist others in the replication of altered states of consciousness suitable for similar retrievals.

References

^ Bruce Moen, "Afterlife Knowledge Guidebook: A Manual for the Art of Retrieval and Afterlife Exploration"; ISBN 978-1571744500
^ Robert Monroe, "Ultimate Journey" p110+; ISBN 0-385-47208-0
^ Recording of The Patrick Event
^ Rosalind McKnight, "Cosmic Journeys: My Out of Body Explorations with Robert Monroe", Chapter 21: The Patrick Event; ISBN 978-1571741233


Further reading

Sandra Ingerman, Soul Retrieval: Mending the Fragmented Self (2006); ISBN 978-0061227868
Alberto Villoldo, Mending The Past & Healing The Future With Soul Retrieval; ISBN 978-1401906269
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Dom 13 Nov 2011 - 11:17

Ciao Tila!

Riguardo la figura del ricercatore Robert Monroe (di cui al momento non so moltissimo) posso aggiungere i seguenti link ai seguenti testi on line.

https://www.dmt-nexus.me/Files/Books/General/Journeys%20Out%20Of%20The%20Body-Robert%20Monroe.pdf

questo autore collega direttamente la questione dei recuperi dell'anima con il tema delle esperienze extracorporee. In questo modo definisce in modo chiaro quella che è la sua welthanschaung in merito alle espereinze OBE e i contatti/lavori terapeutici su se stessi e gli altri, anche a livello sciamanico (sempre secondo la sua definizione).

Tale percezione risulta di per se molto simile a quella di molte forme di sciamanesimo tradizionale, in cui il viaggio di ricupero accade davvero fuori dal corpo. E' ad esempio piu che altro la nostra società moderna, figlia delle definizioni della psicoanalisi, che ha invertito la percezione, introiettando tutte le esperienze oggettive ad una mera reazione e riflesso di quelle interiori.

A questo link invece una serie di sue tecniche di proiezione astrale.

http://esotericonline.net/docs/library/Astral%20Projection/Techniques%20For%20Astral%20Projection%20-%20Robert%20Monroe.pdf
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MessaggioOggetto: Re: Il recupero dell'anima   Oggi a 15:22

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