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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Carlo Ginzburg: atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari

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MessaggioOggetto: Carlo Ginzburg: atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari   Mar 8 Set 2009 - 14:36

FONTE: wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Ginzburg

Carlo Ginzburg (Torino, 1939) è uno storico, scrittore e saggista italiano.
Cenni biografici [modifica]
Figlio di Leone Ginzburg e Natalia Ginzburg, ha studiato alla Normale di Pisa, quindi al Warburg Institute di Londra; ha insegnato Storia moderna all'Università di Bologna e poi nelle Università Harvard, Yale e di Princeton e Università della California, Los Angeles (in quest'ultima città è stato titolare, sul finire degli anni ottanta, di una cattedra di Storia del Rinascimento italiano). Dal 2006 detiene la cattedra di Storia delle Culture Europee alla Normale di Pisa.
Attento studioso degli atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari all'esordio dell'età moderna, ha pubblicato nel 1966, I Benandanti una ricerca sulla società contadina friulana del '500, che illumina, sulla base di un cospicuo materiale documentario relativo ai processi inquisitoriali, il rapporto dialettico tra un complesso sistema di credenze capillarmente diffuse nel mondo contadino, esito dell'evoluzione di un antico culto agrario, e la sua interpretazione da parte degli inquisitori, che tendono ad una semplificante equiparazione con i codificati moduli della stregoneria. Ne Il formaggio e i vermi (1976), prende invece in esame le vicende di un mugnaio del XVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell'Inquisizione Romana, una prima volta condannato al carcere a vita (fu poi liberato con un atto di clemenza per le cattive condizioni di salute e per la precaria situazione economica della sua famiglia) mentre la seconda volta fu arso al rogo come relapso e pertinace. In questo libro Ginzburg evidenzia, ancora una volta sulla base di una raffinatissima analisi delle carte processuali, i diversi aspetti dell'universo sorprendentemente variegato degli orientamenti culturali, filosofici, politici e religiosi di Menocchio, soltanto in minima parte riconducibile agli influssi della cultura "alta". In virtù dell'esperienza maturata nel campo della ricerca relativa alla storia delle mentalità, condotta generalmente mediante l'analisi di figure apparentemente poco importanti, ma giudicate emblematiche di orientamenti in realtà ampiamente diffusi, è stato invitato a scrivere il saggio Folklore, magia, religione per il primo volume della Storia d'Italia della Einaudi (I caratteri originali). Con il saggio Occhiacci di legno si aggiudica nel 1998 il Premio Viareggio per la saggistica.
È Accademico Corrispondente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Firenze, e membro onorario dell’American Academy of Arts and Sciences. Ha ricevuto il Prix Aby Warburg nel 1992 e, nel 2005, il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei, per le scienze storiche. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue.

Bibliografia [modifica]
• I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Einaudi, 1966
• I costituti di don Pietro Manelfi, Sansoni, 1970
• Il nicodemismo, Einaudi, 1970
• Giochi di pazienza, Einaudi, 1975 (con Adriano Prosperi)
• Il formaggio e i vermi, Einaudi, 1976
• Spie. Radici di un paradigma indiziario, in Crisi della ragione, a cura di Aldo Gargani, Einaudi, 1979, pp. 57-106
• Indagini su Piero, Einaudi, 1981
• Storia notturna, Einaudi, 1989
• Il giudice e lo storico, Einaudi, 1991
• Miti emblemi spie, Einaudi, 1992
• Jean Fouquet. Ritratto del buffone gonella, Franco Cosimo Panini,1996
• Occhiacci di legno, Feltrinelli, 1998 Premio Viareggio
• Rapporti di forza, Feltrinelli, 2000
• Miti, emblemi e spie. Morfologia e storia, Einaudi, 2000
• Indagini su Piero, Einaudi, 2001
• Nessuna isola è un'isola. Quattro sguardi sulla letteratura inglese, Feltrinelli, 2002
• I benandanti, Einaudi, 2002
• Un dialogo, con Vittorio Foa, Feltrinelli, 2003
• Il filo e le tracce, Feltrinelli, 2006
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MessaggioOggetto: Benandanti   Mar 8 Set 2009 - 14:38



Ultima modifica di Admin il Gio 9 Dic 2010 - 18:29, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Carlo Ginzburg: atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari   Mar 8 Set 2009 - 14:40

Il formaggio e i vermi

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_formaggio_e_i_vermi.

Il formaggio e i vermi è un saggio storico di Carlo Ginzburg edito da Einaudi per la prima volta nel 1976.
Il saggio ha ad oggetto la vita e soprattutto i due processi per eresia sopportati da Domenico Scandella, contadino e mugnaio di Montereale del Friuli nato nel 1532. Il libro si inserisce nel filone della ricerca sulla storia delle classi subalterne; non per niente l'ampia prefazione si apre con la citazione da Bertold Brecht "Chi costruì Tebe dalle sette porte?".
Il protagonista della vicenda narrata, infatti, pur sapendo leggere e scrivere, non appartiene certamente né al clero né alla nobiltà e fa parte dello sterminato numero di persone di cui la storia spesso non si occupa. Il titolo del libro è tratto da un verbale del processo nel quale l'imputato descrive come crede si sia formato il cosmo. In un caos primordiale i quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) erano tutti fusi insieme. Il caos si va poi condensando in una massa come il formaggio nel latte e dentro di esso, proprio come si creano i vermi nel formaggio, nascono gli angeli e Dio, per volontà della Santissima Maestà. Nel corso del libro, l'autore mostrerà come dietro a questa descrizione della Cosmogonia si celino influssi della Bibbia e di altri libri conosciuti dal mugnaio friulano, ma anche elementi della cultura popolare. L'idea della nascita del vivente dal non vivente (i vermi dal formaggio), peraltro, era in quel periodo appannaggio della cultura ufficiale e non solo delle credenze popolari.
Il libro non si limita solamente a trattare la vicenda del mugnaio friulano, ma interviene autorevolmente su due grandi questioni storiografiche.
1. L'analisi del metodo, dell'importanza e delle finalità della "storia dal basso", sulla quale l'autore si intrattiene specialmente nella prefazione.
2. L'analisi del rapporto tra la cultura ufficiale, o cultura delle classi dominanti, e cultura popolare.
In questo secondo tema, che costituisce probabilmente il frutto più affascinante dell'intero libro, l'autore analizza la cultura popolare per capire, in primo luogo, se si possa parlare veramente e in che senso di cultura popolare, dopodiché per comprendere quali sono i prodotti della cultura popolare, come essa si sviluppa e come si tramanda tra generazioni, quali sono gli influssi reciproci tra cultura popolare e cultura ufficiale ed infine quali le ripercussioni politiche e sociali della cultura popolare.
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MessaggioOggetto: Re: Carlo Ginzburg: atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari   Oggi a 0:22

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