Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
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 La Civetta

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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: La Civetta   Mer 7 Ott 2009 - 6:30






La Civetta, occhio della Dea che scruta le Tenebre

FONTE: http://www.gruppoitalianocivette.it/Dimitriadis%20GIC04%20(x%20pubblicazione).htm

ATHENE NOCTUA: LA SIGNORA DELLE TENEBRE. L’IMMAGINE DELLA CIVETTA ATTRAVERSO L’ICONOGRAFIA PREISTORICA.



Giorgio Dimitriadis
Dept. Valcamonica CCSP, Via Sammaione 12, 25050 Niardo (BS).
Hellenic Rock Art Centre, 640 03 Philippi, GR.


Sommario

La prima testimonianza iconografica della Civetta proviene dal sito di Trois Frères (Ariège), Francia meridionale. Si tratta di un reperto dell’orizzonte culturale del magdaleniano medio (13.000 a.C., Paleolitico superiore): una nidata di Civette (?), graffita sulla parete rocciosa. Tra gli elementi più rappresentativi nella produzione artistica preistorica sono cerchi simili ad “occhi”. Significativo è il loro legame associativo con le tombe megalitiche (cfr. “idoli-occhi”, III millennio; tombe micenee, XV sec. a.C.) e le grotte-santuario, a doppia valenza: sinistro perché preannuncio di morte, secondo la letteratura etnologica riscontrata nell’Europa sud-orientale, e positivo come segno di onniveggenza, fonte di vita. Di conseguenza, possiamo creare una scheda con degli elementi decorativi che si associano alla Dea Uccello Civetta e ci permettono di estrapolare, volta per volta, in relazione al contesto del ritrovamento, il significato più profondo della raffigurazione di Athene noctua nel tempo: “torrente che fluisce” o “corsi d’acqua” o “gocce di pioggia”; elementi a V e a X; meandri o bande di meandri; linee parallele triple; occhi tondi o radianti; occhi a “spazzola”; maschere a becco; chevron semplici; chevron doppi o tripli; chevron con linea semicircolare; sopracciglia singole o multiple; decorazioni a “coppella”; occhi come spire di serpente; occhi come “corna d’Ariete”. La presente comunicazione non pretende apportare delle novità sul piano strettamente ornitologico piuttosto di contribuire all’accrescimento della raccolta dei dati di tipo paleo-ornitologico per una maggiore comprensione della Civetta, oltre a coadiuvare alla protezione e alla tutela della specie attraverso una divulgazione mirata.

Parole Chiave: Arte Rupestre, Athena Noctua, Dea Uccello Civetta, Grotte Santuario, Tombe megalitiche, “Veneri”Rigide Nude.



Abstract

The first iconographic testimony of the Owl comes from theTrois Frères Cave (Ariège), situated in Southern France. The owl nest, engraved on the cav wall draft of from the cultural horizon of the middle magdalenian period (13,000 a.C., Upper Paleolithic). The most represented elementes in the prehistoric artistic production are circles similar to eyes. Meaningful it is their associative tie with megalithic tombs (cf., idol-eyes,III millenium; mycenean tombs, XV sec. a.C.) and the cove-sanctuary, by a double valence: preannouncement of death and in the same time, according the ethnological data coming out from Southerastren Europe, source of life. Consequently, we can create a data base with all the decorated elements associated to the Goddess Owl Bird and they allow us to extrapolate, time for time, in relation to the context, the deeper meant one of Athene noctua in the time: torrente that flows or stream waters or rain droops; elements like as V and X; meanders/mazes or bands of meanders; triple parallels lines; round or radiating eyes; eyes like as brush; spout masks; simple chevron; double or triple chevron; chevron with semicircular line; single or multiple eyebrow; decorations like as cupmark; eyes like snake coils; eyes like Arietes horns. The present communication does not expect to bring innovationes on the closely ornithological plan rather than to contribute to increase the collection of cultural ornithological data for a deeper understanding of the Owl, its environmental protection and the protection of the species through one aimed spreading.

Keywords: Athena Noctua, Bird Godness Owl, Cave-Sanctuary, Megalithic Tombs, Naked Rigid “Venus”.



Premessa
Arte Figurativa: pensare ed esprimersi attraverso le immagini.



Questa “conoscenza” è totale, ovvero

mitica, rituale e geografica.

(Mircea Eliade)



Uomo e spazio si trovano in una relazione di reciprocità animata dall’energia che le forme emanano durante il processo di anamorfosi: le forme si trasformano nel loro tentativo di interpretare gli archetipi (figurazione) all’interno dello spazio. La creatività artistica si presenta all’aurora dello risveglio umano come dei mandala, struttura ordinata di un spazio sacro perché colmo di precetti e isomorfismi (cfr. Brusa-Zapellini, 2000). La trama spaziale comprende forme in tensione. La forma contorno labile della formazione permettendo all’artista di cogliere e impossessarsi del m/Mondo[1]. Il punto critico, di connessione[2], fra immagine e il suo “significato (se[o]gno)” è il simbolo. Il mondo dei primordi, il mondo dei “sogni dei fantasmi”[3] o dell’epoca dei sogni si esprime plasmando “matrici” di forme dando corpo alla Morfologia, tassonomia e razionalizzazione del cosmos definendo i limiti entro i quali cresce l’icona (simbolo). Parlando in termini operativi si tratta di investigare il problema di generazione delle forme (espresse come configurazione globale in cui le singole figure si vedono nelle loro disposizione reciproca)[4] frutto della forza demoniaca delle trasformazioni. Ciò, implica anche un’altra caratteristica fondamentale, direi peculiare, delle forme: la sparizione concepita non in termini di annullamento, dispersione e distruzione, ma piuttosto in termini di sonno! Le forme “si addormentano” pronte per il “risveglio” al primo richiamo del logos (cfr., Focillon, 1941).

Le prime opere plastiche dell’umanità furono concepite mentre si stendevano gli peli degli animali selvaggi (leoni, orsi et al.) sulla loro rilievo fatto di creta. Più la forma assomigliasse all’animale totemico più intensa era la trasmissione delle forze naturali e l’identificazione passava attraverso anche l’utilizzo delle maschere[5]. L’elemento più accentuato sono due grandi occhi (cfr. maschera Bonono a sx.), spesso rotondi e sproporzionalmente grandi rispetto alla faccia[6]. Le maschere erano di solito portate dai sciamani durante delle cerimonie rituali parte dei cicli mitologici tribali. Lo sciamano, “custode della soglia”, è frutto dell’intreccio con il luogo di culto e la storia di esso iscritta nel tempo, in una sorta di danza ieratica. Per ogni azione e gesto del singolo o della sua tribù corrisponde una danza, un rito. La messinscena è impresa sui volti delle maschere adoperate, continuum di azioni, di energie, di messaggi, di sospiri cosmici. Perciò ogni maschera (intesa come spostamento dello sguardo), unica ed irripetibile, non nasconde il volto umano ma funge da filtro che permette, una maggior incorporazione del sovrannaturale. Risultano essere piuttosto, oggetti di forza viva perché deomorfi (dei-demoni-spiriti) e psicopompi. Un detto degli indigeni del Basso Yukon suona così: “ogni caccia è una caccia di anime” e la tribù dei Wolof aggiunge: “riconoscersi da sé vale molto di più che impararlo dagli altri”.

La mentalità preistorica sostanzialmente non segue la logica aristotelica ma piuttosto è partecipativa! Per il pensiero “primitivo” lo spazio e il tempo sono grandi involucri che custodiscono l’efficacia di quelle potenze arcane mentre avvolgono tutto, ogni cosa. Nell’orizzonte primitivo non vi è nulla che, abbandonato al caso, possa cadere nell’irrilevanza (Brusa-Zappelini, 1997). Esiste, invece, una variegata gamma di possibilità che rispondono meglio ad una strutturazione mitologica e magica della realtà.



Il simbolismo degli Esseri alati e degli Uccelli.
Le cosmologie tribali e le mitologie di tutte le civiltà, sovente, si fondano sulle figure di esseri alati (uccelli o theriomorfi alati) sia maschili che femminili o ermafroditi. Il creatore del mondo in Persia, chiamato Simurgh, era un uccello che nidificava sull’albero della Vita che sorgeva dal lago Aral o il mar Caspio. Nel mondo occidentale, secondo la cosmogonia ellenica, la Notte (Nyx) aveva generato l’Uovo del Mondo, nel seno dell’Erebo. Da lì germogliò l’Eros (Fanes), colui che Rivela, rappresentato con delle ali brillanti. Moan, è la divinità alata primordiale, fra le popolazioni oceaniche. Nella cristianità la terza persona della Trinità è lo Spirito Santo in sembianze di un uccello.
Gli uccelli, grazie al volo, possono raggiungere il cielo, sede della divinità e della trascendenza. Nello stesso momento possono vivere in terra e di conseguenza fungono da messaggeri del messaggio divino. Ne sapevano qualcosa gli aruspici etruschi che dalla tipologia di volo degli uccelli riuscivano a decifrare la volontà divina. Le loro migrazioni hanno indicato per millenni le regole del cambiamento stagionale: l’arrivo dei primi uccelli preannuncio di rigenerazione e rinascita della natura.

Le ali (1), il piumaggio e le penne (2), il canto (3), le uova (4), tutti elementi che richiamano gli esseri alati costituiscono dei fili rossi che conducono attraverso la corretta interpretazione alla comprensione simbolica degli esseri alati:

Nella tradizione cristiana simboleggiano la spiritualizzazione, il volo verso l’alto, la comunione divina e la protezione divina di tutto il creato. Non a caso gli Angeli,sono rappresentati con delle ali. Infine, l’anima (della stessa sostanza, eterea, del vento) è raffigurata alata o si percepisce con delle ali. Spesso, anche la loro posizione (in verticale o in orizzontale) acquista un senso simbolico.
Nel antico Egitto era simbolo della verità e della giustizia. Fra i Greci e i Romani, divenne emblema di celerità. Infine, la piuma era simbolo della chiaroveggenza e della divinazione, anche presso le tribù pellirossa Pueblo, che ornavano il bastone di preghiera con delle piume colorate perché agitandolo facilitavano la salita delle preghiere verso gli dei (Muller, 1962). Sovente però, le piume, acquistano anche connotati negativi perché molto leggeri possono volare via. In questi casi, simboleggiano l’incostanza e la frivolezza del pensiero.
Nel apologetica ecclesiastica il canto degli uccelli simboleggia la bellezza del mondo sensibile, quando il tempo si ferma e il verbo divino si rivela. Di qui, come si riporta nella letteratura araba e persiana, il canto o linguaggio degli uccelli si identifica con il linguaggio esoterica e l’immortalità. Contemporaneamente, il canto notturno, secondo le tradizioni popolari, evoca la presenza di entità demoniache, oscure e sinistre in sembianze di uccelli teriomorfi. Infatti, nelle coste della Bretagna, le strie del talassidromo (soprannominato dai pescatori “rondine del diavolo” o “capitano di lungo corso”), annunciano l’imminente arrivo di tempeste.
Omne vivum ex ovo. Secondo la cosmogonia taoista all’origine Izanagi (cielo) e Izanami (terra) erano inseparabili, formando un caos che assomigliava ad un uovo, al cui centro era un germe. Nella Barhyrivha Upanişad l’Uovo del Mondo da cui germoglia la vita è detto Uovo del Brahmā. Nella cosmogonia dei Dogon, in Mali, è l’Uovo a palla, a far nascere tutte le cose. Simile sistema cosmogonico conservano anche i Barbara, secondo cui, il mondo assomiglia ad un uovo vuoto, nello stadio primordiale. Nell’antica Creta, nell’era micenea, si utilizzavano le uova di struzzo come coppe all’interno delle sepolture dei personaggi più importanti. Nella tradizione cristiana, la forza rigenerativa delle uova si rispecchia nell’offerta di uova colorate di rosso in prossimità del periodo Pasquale. Ciò, non toglie di avere anche delle uova malefiche come quelle delle bisce e di basilisco (uccello leggendario e mai esistito!).


La Simbologia dell’Athene Noctua: gli Occhi della Dea.
Glaukõpis, “sguardo da civetta”, era il nome greco per la dea Atena, composto da glaùks, civetta e opé, sguardo. Sarà proprio quel sguardo “pensoso” a suggerire l’accostamento dell’immagine della civetta come l’emblema della meditazione; dello scrutare attraverso le tenebre, per cui pensata come simbolo della sapienza; accovacciata sui spigoli delle case, le punte dei rami degli alberi e di conseguenza contemplata come il sorvegliante della soglia.



Lo Sguardo.
Ciò, che di civetta colpisce in modo inquietante è l’immagine degli occhi “a pala” che ti fissano. Unica via d’uscita è di distogliere lo sguardo, ossia, sottrarsi dall’occhio, che procura una sorta di spaesamento (unheimlich) all’osservatore.
I primi a fare riferimento al termine Unheimlich furono Heidegger e Freud nelle rispettive ricerche riguardo il Dassein e l’Identità. Ambedue avevano colto in pieno la profondità e assieme la difficoltà di sciogliere il termine nei suoi aggettivi: sospetto, spiacevole, enorme, terribile, nascosto, segreto e inosservato che costantemente si trova lì pronto ad affiorare, procurandosi angoscia e riportando alla luce la pressante presenza della Morte.

Negli studi di psicanalisi e fenomenologia, Lacan rapporta l’occhio alla luce. L’occhio si colma di luce e lo sguardo è nella luce che le cose riflettono (Berto, 1999). Attraverso lo sguardo –continua Graziella Berto- il soggetto è illuminato nella sua frammentarietà…Le cose che mi guardano non sono le cose come abitualmente io le vedo…Le cose sono “luccichio”, “sfavilio”, …., gioco di luce e opacità, eccesso di un mostarsi che insieme si sottrae, impossibile da delimitare e da cristallizzare, troppo vicino da essere focalizzato e insieme troppo lontano per essere afferrato.


Nella dimensione paleologica dei primordi riscoprire la luce da una dimensione nascosta e ctonia, equivale allo svellamento della a-letheia (iscritta nella logica del mistero e dell’incomprensibile), cioè, liberarsi dalla lèthe, ri-scoprire nuove percezioni e rappresentazioni. In una parola ri-nascere. In greco, guardare e vedere, hanno la stessa radice thea di teoria, teatro e dio-deaa (theòs-theà). In questa prospettiva, anche la civetta attraverso i suoi occhi turba con la sua presenza, rompendo l’oscurità nella quale doveva rimanere procurando spavento e presa di coscienza: la Dea della Morte. Il suo compito sinistro, ma necessario passaggio nel ciclo dell’esistenza.

La più antica rappresentazione, risale al Paleolitico Superiore (-13000 a.C.) e proviene da uno dei panelli rocciosi della “Galleria delle Civette”, presente nella grotta francese di Les Trois Frères in Ariège (cfr. in alto), mentre una seconda figura di civetta appare sui panelli rocciosi della Grotta Chauvet (Chauvet, 1996)[7]. Infatti, l’iconografia della Dea in sembianze di Civetta, è importante per tutto il Neolitico fino all’Antica età del Bronzo (Calcolitico). Un suggerimento cultuale forse proviene dall’Inner Mongolia dove raffigurazioni di civetta furono trovati in contesti di agricoltori (cultura Xian). In particolare, nel Mediterraneo orientale, gli scavi archeologici compiuti in Siria e in Giordania hanno portato alla luce idoli in pietra o argilla, datati al Neolitico B pre-ceramico (8000-7500 a.C. e 7000-6500 a.C. rispettivamente) che ritraggono la figura della civetta. Il suo costante riferimento all’oltre tomba si nota anche nei rinvenimenti presso le urne danubiane (cfr., Cultura Baden, Ungheria nord-occidentale -3000 a.C.), nell’Egeo settentrionale (Polichni, Lesvos, 3000-2500 a.C., contemporanei agli stessi restituita dal livello Troia II-III) e l’Anatolia occidentale nel IV e III millennio a. C. In Grecia continentale, si sono trovati inoltre, idoli di civetta nelle tombe a tholos (Kakovatos, Pylos) ed a pozzo (Peristeria)[8].

I tratti anatomici che caratterizzano l’uccello notturno (occhi tondi e becco accentuato) si possono riconoscere presso l’iconografia delle statue-menhir nella Francia meridionale e nella penisola iberica. Molte di esse, penso all’iconografia bretone, portano anche i seni della Dea, ornati con delle collane. In effetti, possiamo raggruppare le varietà tematiche, anche, in base alla loro distribuzione geografica:



1. Irlanda, Sito megalitico di Knowth, Contea di Meath (seconda metà del IV millennio).

Nella struttura, all’interno della tomba megalitica di Knowth, grandi lastroni e massi di pietra sono fittamente incisi. Uno di essi porta scolpita una testa a “occhi di civetta” e il corpo realizzato da una figura labirintiforme incentrata su una grande vulva al suo centro. Simili raffronti si trovano presso la cultura Vinča.

2. Bretagna, Sito di Les Pierres Plates, Locmariaquer (seconda metà del IV millennio).

La creatività artistica, incentrata sul tema della civetta si spinge fino a relazioni monumentali, posizionate all’ingresso delle tombe a corridoio angolato a Locmariaquer. Il corpo della Dea Civetta, diventa una grande vulva. Le sopracciglia e il becco ci rivelano la sua identità. Confronti e paralleli si riscontrano a:

2.1. Sito di Kenmarquer (III millennio).

In questo caso, l’elemento di identificazione della Dea Civetta è l’uncino (spirale singola semplificata), scolpito in varie posizioni sulla lastra scistosa in relazione al sito megalitico di Kenamrquer in Morbihan, rievocando la rigenerazione e la rinascita della vita. Identico discorso per i seguenticasi 2.2 e 2.3.

2.2. Sito di Bouches-de-Rhône (fine IV millennio).

La stele porta sul viso i caratteristici tratti della Dea Civetta: bande di chevron quadrati che accentuano i suoi tratti. La suddetta statua-stele fa parte di una comune tradizione culturale, sviluppata nel Calcolitico e sparsa in tutta l’Europa, lungo le vie dei metalli. Probabilmente, la figura della Dea Civetta indica, proprio, l’arrivo di una nuova conoscenza come quella della metallurgia.

2.3. Siti di La Gavette, Mas de l’Aveugle e Aven Meunier (inizio III millennio).

3. Portogallo, Siti di Horta Velha do Reguengos e Vega del Guadancil, Careres (seconda metà del IV millennio).

In Portogallo, riscontriamo le sembianze dell’uccello notturno inciso sulle placche di scisto rinvenute nelle tombe a corridoio. In abbinamento agli occhi e il becco recano incise segni a zig-zag e bande di strisce, oppure strisce ad arco riempite di microcoppelle come mostrano i resti del sito di Asquerosa, di Crato, di Arroches (fine IV - inizio III millennio, perché rinvenuti in contesti archeologici non certi).

4. Spagna, Tomba megalitica di Encantada (- III millennio).

In Almeria, i vasi di terracotta, rinvenute in tomba, con le sembianze facciali della Dea Civetta sono sovente associate con segni a V, M, Y e losanghe. Si tratta probabilmente di un “cartiglio sacro”, perché ritrovato uno simile nel santuario VII, 23 di Çatal Hüyük.

5. Italia, Sito di Arnesano (Lecce), Puglia (- IV millennio).

Nelle sepolture in Cuccuru de is Arrius in Sardegna, la posizione del corpo del morto ricoperto di ocra rossa è fetale. All’altezza della testa erano seppellite delle piccole statuette di tipo “Nudi Rigidi Bianchi”. Simile, situazione si è riscontrata anche ad Arnesano nel Salento, dove in una tomba del V millennio era presente una statuetta atrofica posta di fronte al corpo del defunto, recando incisioni a chevron e con le sembianze di civetta.

5.1. Sito di Pontevecchio, Lunigiana (III millennio).

La raffigurazione della Dea Civetta si riscontra anche presso le statue-menhir della Lunigiana, riportando in seno la concezione ideologica del Neolitico megalitico che riserva una particolare attenzione all’aldilà e i defunti, con tutte le complicazioni spirituali annesse. Al contrario, il Neolitico balcanico-danubiano si forma ideologicamente sulla “coppia divina” preistorica: “Venere-Toro”. Simili considerazioni anche per il sito Alto Atesino-Brentonico di Revò, Arco VI, Spiazzo di Cerna, (III millennio).

6. Bulgaria, Sito di Gradešnica (V-IV millennio). Idoli neri, con delle ali a forma di civetta e motivi meandriformi ad adornare il corpo sono rinvenuti in sepolture. Riteniamo che si tratta di simboli della morte ma nello stesso tempo anche di rigenerazione.



L’ipotesi sciamanistica

Se finora, l’argomentazione fatta sulla civetta era calata nella dimensione magico-religiosa europea, ciò, non esclude che l’Athena noctua fu solo un essere alato che ha ispirato gli indigeni della vecchio continente. Infatti, per le tribù Hopi e Zuni, l’uccello notturno fu venerato e raffigurato sulle rocce dell’Arizona Nordorientale. Le rocce situate nel Palavayu area, equidistanti sia dai territori di pertinenza Hopi e Zuni, riportano scolpite quasi 200 immagini, tra qui 127 variazioni dello stesso tipologia tematica come la civetta o il guffo, datate probabilmente sull’orizzonte culturale degli Raccoglitori Arcaici (Early Food Gatherers, 10.000-5000 A.C) o Basketmakers II. Questi ultimi, erano produttori di panieri e stuoie intrecciate con delle fibre vegetali, colorate con dei colori garzanti e disegni elaboratissimi, oltre che ceramiche di un’estetica fine. Abitavano villaggi costruiti con delle pietre, sovente ai piedi di rocksheltrs (ripari sotto roccia). Tra le figure e gli psicodrammi dipinti o graffiti appaiono grandi figure di uccelli identificati come “Greta Horned Owl” (Mongwu) e “Screech Owl” (Hootsoko) e appartenenti alla cosmologia Hopi. Una terza figura ornitomorfa, identificata, come “Spruce Owl” (Salapmangwu) e puramente fantastica, spesso accompagna gli sciamani o uomini medicina nei loro voli estatici (Wright, 1973). Infatti, la tradizione vuole che gli sciamani assumono delle sostanze allucinogene per facilitare la comunicazione con il mondo degli spiriti. Studi sulle piante della zona che possono produrre tali effetti (Schultes, 1972; McCreey & Matloski, 1994) dimostrano che la specie Datura provoca oltre lo stato alterato della coscienza anche una dilatazione, ma più che dilatazione meglio deformazione dell’occhio, dandoli proprio una forma completamente rotonda, ingradisce la pupila a dismisura (effetto civetta) e procurando fobie sull’esposizione alla luce. La metafora simbolica fra la civetta o il guffo e lo stregone è già compiuta! Allora lo sciamano, è capace di veder nella profondità (“see into”; “see beyond”) dell’anima delle persone, grazie al suo sguardo penetrante da civetta.



Conclusioni

Se effettivamente, come risulta dalla ricerca preistorica, archeologica e dai resoconti etnografici, la figura della Athena Noctua sta emergendo in modo alquanto forte, allora, forse, è il momento giusto di puntare verso la co-operazione interdisciplinare fra ornitologi e archeologi in ordine di approfondire tematiche che possono far giovare ad ambedue discipline. Tra le 8600 diverse specie di uccelli attualmente noti, solo 53 specie sono raffigurati nell’arte preistorica [annotando che il numero degli specie animali ritratti si stima attorno alle 250.000 unità) e tra questi, solo 8 specie erano commestibili come l’oca, l’otarda (Otis tarda), il gallo cedrone (Tetrao urogallus), il cigno (Cygnus), la quaglia (Coturnix), il fagiano di monte maschio (Lyrurus tetrix) e l’anatra (Anas)]: il resto probabilmente rientrava nella categoria degli uccelli tabù.







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[1] Paul Klee, pubblica nel 1920 il testo Schöpferische Konfession (La confessione creatrice). Secondo ciò che è scritto “l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile”. Su questa falsa riga egli costruisce la fondazione della Teoria della Figurazione distinguendo tra Gestalt, intesa come forma conclusa e Bildung, formazione in divenire. La Form è il risultato del processo della Gestaltung, della forza creativa infinita (storia della morfogenesi= delle forme possibili). Per Klee la “vita delle forme è dunque, il generarsi e il rigenerarsi delle forme stesse”.

[2] Secondo Warburg si possono distinguere tre tipi di connessione: il legame magico (immagine e significato sono tutt’uno); il concetto teologico; connessione con “riserva” (l’osservatore non crede veramente all’animazione magica dell’immagine , ma si sente tuttavia legato ad essa). Cfr., Wind E., L’Eloquenza dei simboli. La “Tempesta” commento sulle allegorie poetiche di Giorgione, Adelphi, Milano, 1992, pp. 45-50.

[3] Definizione attribuitaall’arte rupestre ellenica di Filippi (Grecia).

[4] Questa modalità di percepire la realtà è dovuta alla capacità della mente umana di pensare a blocchi.

[5] Il tema delle maschere nell’arte preistorica è sterminato ed una sua esauriente trattazione, al momento, non rientra nello spirito del libro, perciò rimando il lettore alla consultazione, a titolo esemplificativo, dei seguenti testi: Matlotki E., Giving a Hoot: Shamanistic Owl Images in The Iconography of the Palavayu Anthropomorphic Stule, Northeastern Arizona, BCSP 31-32 [Valcamonica Symposium, 1997], Edizioni del centro, Capo di Ponte, 1999; Tang H., Oppositio and Unity: A study of Shamanistic Dualism in Prehistoric Art, BCSP 33 [Valcamonica Symposium, 1998], Edizioni del Centro, Capo di Ponte, 2001-02; Brusa-Zappellini G., Iconologia e Archetipi Figurativi. Iconografia preistorica e arte del mondo antico, Valcamonica Symposium 1996; Citroni Maria C., Lo smembramento e la caduta dall’alto: tracce di cultura sciamanica nelle incisioni rupestri, Valcamonica Symposium 1991; Sansoni U., La maschera nell’arte delle teste rotonde (Sahara Centrale), BCSP 29, Edizioni de Centro, 1996. Cfr., Imm.

[6] Anati E., Helan Shan. Arte Rupestre della Cina, Edizioni del Centro, Capo di Ponte, 1994, p.23.

[7] Chauvet J.-Brunel Descamps E. & Hillare H., Dawn of Art : The Chauvet Cave, New York, Abrams Harry N. Publications, 1996.

[8] Marinatos S., Excavations at Thera 1-7, Βιβλιοθήκη Ελληνικής Αρχαιολογικής Εταιρείας, Αθήνα, (64)1968.


Ultima modifica di Admin il Mer 24 Mar 2010 - 8:01, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Mer 7 Ott 2009 - 6:38

FONTE: http://www.esoterya.com/totem-civetta/1827/

Molti luoghi la l’aquila della notte, la civetta ha una vista eccezionale, specialmente di notte, arco del giorno in cui l’udito aumenta.

Quando la civetta caccia, le prede non se ne rendono conto, perché essa possiede delle penne particolari, con le quali riesce a volare senza far rumore.

Le persone in possesso dell’energia della civetta sono portate per le arti magiche, o hanno un grande interesse per le arti occulte, sono attratti verso la magia bianca ed anche verso la magia nera.

Le persone con questa energia, comprendono senza fatica la verità, e pensano che la dote sia una cosa naturale, e quindi viene vista dalle persone in maniera malevola, poco accetti o addirittura temuti.

La civetta rappresenta la saggezza, è in grado di vedere e ascoltare cose che altri animali non riescono ad udire e vedere.



FONTE: http://arte-nel-mediterraneo.spaces.live.com/blog/cns!70E4D12D492DCB67!254.entry?sa=906143881

nonostante io abbia fatto già l'intervento sul blog odierno è necessario, dopo un acuta riflession che io riporti qui determinate notizie documentate in seguito ad una "casualità" successami ieri sera in viaggio per il mare.
Secondo voi è possibile che mentre siete tranquillamente in viaggio, sul davanti della vostra macchina piombi in una velocissima caduta a picco una civetta bianca?
E' possibile secondo voi, proseguire il cammino che resta e poi, ritrovarsi una civetta bianca sul parabrezza della vostra auto, al ritorno verso casa?
E' possibile secondo voi, sentire dentro la strana convinzione di essere "salvi " e di essere nel contempo convinti che "ci sia qualcosa di molto strano e ultraterreno? ".
Sembra, una storia bizzarra e frutto di fantasia, ma in realtà non lo è. Per cercare di fare chiarezza su quello che mi è successo ieri provo a raccontarvi in breve la stranezza di una serata.
Tutto è successo da una normale se vogliamo chiamarla " casualità ", lascio la mia macchina in un parcheggio, salto sulla macchina del mio compagno, e in una retromarcia abbastanza veloce, prendiamo inermi uno di quei mastodontici pali della luce, che portano il complesso elettrico di illuminazione. Convinti che sia successo l'inverosimile visto il palo rimasto in posizione obliqua, ci aspettevamo chissà cosa e al momento della prova della torcia, attoniti e sconvolti ci guardiamo e neanche un graffio leggerissimo aveva lasciato il segno dell'impatto sulla carrozzeria.Strambalati si continua il cammino verso il mare, finche' ci troviamo sulla statale 106 jonica e picco cattura la nostra attenzione un piumaggio bianco, facilmente riconoscibile come una civetta bianca, a testa in giu' davanti i nostri occhi. La prima cosa che mi viene da pensare è : " Stasera che cosa vuole succedere? ".
Sconvolti ancora una volta si continua, passiamo una serata tranquilla, finchè arriva il momento di andare a casa, ci accingiamo a riprendere la mia auto nl parcheggio e al momento dell'arrivo a destinazione tutto sembra esser tornato nella normalità. Finchè....... Durante il ritorno verso casa, in una strada senza alcun segno di materiale civiltà, vale a dire: 0 luce, 0 strisce di corsia separatoria, 0 tutto... solo il cimitero che ti addentra in una strada di montagna che in realtà sarebbe stata la scorciatoia che in meno tempo possibile mi avrebbe condotta a casa.
Il caso volle, che per una mia dimenticanza ho distrutto lo stereo in macchina e quindi neanche la musica poteva mitigare quel velo tetro sicuramente non estivo che mi accompagnava lungo il percorso.
Sono circa le 4:30 del mattino, fuori è buio profondo, la velocità è abbastanza normale, finchè i fari della macchina scorgono dei passi umani camminare sul ciglio della strada, io rallento e vedo 4 uomini uguali di spalle, vestiti uguali... Potete immaginare la mia faccia, anche meravigliata, poichè conosco bene quella strada e non c'è segno di umanità in giro che possa percorrere a piedi quelle strade a quell'ora per giunta. Con una strana sensazione, cerco di fare combattutta il cammino che resta, ma succede che neanche dopo circa 10 minuti di cammino, un' altra civetta bianca, si catapulta sul mio parabrezza, avvinghiandosi come se fosse la corteccia di un albero e non intendeva staccarsi, nonostante il vorticoso peripendio del tragitto. Alla fine demorde e vola guardandomi fissa negli occhi. Stranamente avrei dovuto provare paura, timore, o quant'altro di affine e invece al contraio sentii addosso " una sensazione di salvezza ", tant'è che in me ho ripetuto: " sono salva...accompagnata da tanto di sorriso beatificato".
Alla fine esco da questo tunnel e mi diriggo verso l'autogrill dell'autostrada per prendere un caffè e fare rifornimento. Arrivo nello spiazzale, parcheggio, accanto a me una macchina, 2 ragazzi e una ragazza. Il benzinaio mi saluta, mi chiede come sto, ma molto ineducatamente offro risposte sillabate, il mio sguardo è rapito da quella macchina, da quei ragazzi...Il benzinaio mi chiede: " Stai bene? E' tutto ok ? " - io : "Si! ma secondo te quei ragazzi stanno bene ? ", lui mi guarda e mi dice molto convinto: " Stai male!". Cosicchè mi diriggo al bar, chiedo per la prima volta in vita mia, il latte caldo, mai bevuto e mentre lo sorseggio, mi rivolgo fissa a questi ragazzi li guardo, li osservo.. e sempre piu' estraneata dai miei pensieri , capivo che c'era qualcosa che non andasse, ma con lentezza non riuscivo a capirne il motivo essenziale di quel mio comportamento.
Arriva un autotreno, uno di quelli con 3 rimorchi, enormi, mastodontici il mio sguardo ora è rivolto a lui. Il motore resta acceso, lo sportello si apre, scende l'autista, viene verso il bar, io riguardo i ragazzi in macchina, di fianco alla mia... Improvvisamente il latte mi va di traverso, chiedo al barista un bicchiere d'acqua e al momento del primo sorso, un botte enorme mi scatta e mi riporta lo sguardo ai ragazzi. Il camion ha ripreso velocità, ha rotto i freni, e si è scaraventato addosso i ragazzi, distruggendo completamente la macchina che era ridotta in maniera spaventosa. Il benzinaio si avvicina correndo per vedere cosa è successo ai ragazzi, si volta verso di me e con sguardo desolato mi guarda confuso dal fumo. Il mio bicchiere resta nelle mani, dentro ho la strana convinzione che tutto sia normale pero'... i ragazzi anche se estratti dalle macerie sono salvi e sani.
Lascio il bicchiere e sconvolta vado via.
La mia macchina nemmeno un graffio.
I ragazzi stanno bene.
Penso e ripenso che proprio ieri ho confessato dopo tanto tempo di sentire in me: qualcosa di ultraterreno. Attenzione, non è presunzione, ma solo voglia di ammettere quello che sento. Oggi ho riaperto alcuni vecchi libri cercando di capire che significato avesse la civetta bianca nell'antichità e di seguito vi lascerò dopo l'ardua lettura, una vostra opinione.

La civetta è il simbolo della magia e della veggenza.

In diversi paesi viene anche chiamata aquila della notte .

Essa possiede una vista eccezionale anche durante il buio notturno, alla quale si aggiunge un ottimo udito.

Quando caccia, le sue prede non riescono ad avvertirne l'arrivo perché, grazie alle sue penne particolari, riesce a volare senza alcun rumore di battito d'ali.

Gli individui in possesso dell'energia della civetta sono in genere versati nelle arti magiche, o comunque nutrono uno spiccato interesse per l'occultismo.

Si sentono fortemente attratti verso la magia bianca o verso la meno raccomandabile magia nera.

E quasi impossibile tenere loro nascosto qualcosa, giacché sono in grado di percepire anche i pensieri più reconditi.

Non solo comprendono sempre senza fatica quale sia la verità, ma ritengono questa dote una cosa ovvia e naturale, la qual cosa li rende a volte poco ben accetti o addirittura temuti.

La civetta è l'uccello della saggezza, poiché è in grado di vedere e ascoltare cose che sfuggono agli altri animali. Può aiutare a riconoscere la verità e a interpretare le indicazioni del destino.

Uno strano collegamento mi lascia pensare: quale? Per queste ferie ho deciso di dirigermi al Totem che è una località particolare nel Parco Nazionale del Pollino.
La spiegazione fatta di cio' che la storia riporta apparttiene ad una categoria : ANIMALI TOTEM. Ma non finisce qui.. leggete ancora....

Quasi tutte le culture sciamaniche credono negli animali come alleati o aiutanti. Talvolta gli animali diventano protettori e guide per lo sciamano, sia nel regno fisico, sia durante il viaggio nei mondi sottili. I Celti credevano negli animali come alleati, e attribuivano ai loro clan intime associazioni con animali specifici. Ogni gruppo etnico si identificava con un animale e ogni membro del gruppo non solo pensava di discendere da un determinato animale (il totem), ma pensava anche di potersi appropriare, con iniziazioni particolari, delle qualità di questo animale. Alcuni gruppi etnici si chiamano “Figli dell’Orsa”, giacché simboleggiano, nel nome che portano, la loro discendenza dalla Grande Madre; altri invece si identificavano con il cigno oppure con l’oca dal piumato bianco, che rappresentavano il vestito di un Druido. Ogni clan aveva striscioni sui quali erano raffigurate le immagini o il simbolo del loro animale di origine.Talvolta un eroe si identificava con una figura animale, come ad esempio la figura mitica di Diarmaid. La sorte di questo eroe, infatti, sarebbe legata ad un cinghiale. Su di lui esistono molte leggende. E tutte spiegano che il fratello di Diarmaid avrebbe ucciso accidentalmente un cinghiale. Proprio questo fatto sarebbe all’origine del divieto (tabù) di cacciare il cinghiale per tutti i suoi discendenti: pena la morte. Il simbolo totemico del cinghiale è molto diffuso nella Gallia (l’odierna Francia), dove quasi tutte le insegne di guerra sono sormontate da aste che rappresentano dei cinghiali. Nel calderone di Gundestrip c’è una placca dove è scolpito un cinghiale e dove i guerrieri hanno un elmo dove è stata fatta l’incisione di questo animale totem. È probabile che, col tempo, il cinghiale sia passato a rappresentare le forze solitarie del guerriero. Fra le tante storie legate al totemismo, e cioè al connubio tra uomo e animale, ricordiamo anche la storia di Kulhwch, un giovane che nasce in mezzo a un branco di porci domestici, poi, la storia di Prydui, un altro eroe che si dice venne rapito alla sua nascita e poi deposto in una stalla dov’era appena nato un puledro. Invece l’irlandese Art, figlio di Conn o meglio “Testa di Orso”, prese questo nome totemico dopo avere conquistato la figlia di Coinechend. Anche Re Artù è legato alla figura di un animale totemico, in quanto il suo nome, significa “orso”.

Civetta (Cailleach, Oidhche, Comachag): La parola “cailleach” e il gaelico scozzese-significa “civetta”. La civetta è spesso una guida per i mondi ultraterreni, una creatura che aiuta a vedere nelle tenebre, e anche un rapido cacciatore. Essa può aiutarvi a smascherare coloro che vorrebbero ingannarvi o approfittare di voi.
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Mer 7 Ott 2009 - 6:40

FONTE: http://conteesenzate.blogspot.com/2009/05/glaucopide-i-lucenti-occhi-della.html

L'epiteto glaucopide caratterizza per antonomasia la dea greca Atena. La parola glaucopide (dal greco antico glaukôpis, a sua volta formato da glauk-, radice di glaukòs, glauco, e glaux, civetta -letteralmente, la glauca- + la radice op- di omma, e osse, occhi), viene interpretata secondo due possibili accezioni:

dea "dagli occhi glauchi" (azzurri, lucenti) o

dea "dagli occhi di civetta".



Le due accezioni in greco antico si sovrappongono: pertanto la dea glaucopide è la dea dai lucenti occhi di civetta.

La civetta (e in generale gli strigiformi, cioè i rapaci notturni, fra cui la specie più caratteristica è appunto noctua Minervae), essendo un uccello sacro, un animale totem, veniva indicata con un appellativo indiretto, che significava la glauca, l'uccello dagli occhi lucenti, il cui connotato tipico era la sapienza (l'uccello che vede al buio diviene allegoria della ragione, i cui occhi penetrano anche il buio dell'incertezza).

La civetta, e in genere i rapaci notturni, erano associati, sin dal tardo mesolitico, a una dea madre della morte e della rigenerazione. Tale divinità femminile preindoeuropea viene a vario titolo assimilata dai popoli semiti e indoeuropei venuti a contatto col mondo del Mediterraneo e dell'Europa del neolitico.

In Grecia, le Arpie e le Chere (e in origine le stesse sirene, che nel mito più arcaico erano immaginate come metà uccello e metà donne), sono filiazioni, insieme ad Atena, dell'antica dea madre uccello, il cui culto sopravvive, fra recuperi e demonizzazioni, fino alla diffusione del cristianesimo.

Nell'immaginario cristiano antico e medievale, la dea civetta della sapienza, della morte e della rigenerazione, definitivamente demonizzata e associata all'aspetto conturbante e negativo della femminilità, è collegata alla figura di Lilith (demonizzazione già ebraica della dea madre uccello), e diviene immagine della strega (dal latino volgare striga, latino classico strix, strige, civetta).
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Sab 25 Set 2010 - 18:04

Infatti ora che leggo questo argomento mi rispecchio sempre più infatti e da una vita che sono affascinato dalla magia ecc.

E la sento in me poi ho postato una riflessione su un altro topic.


Ultima modifica di Admin il Sab 25 Set 2010 - 20:08, modificato 1 volta (Ragione : moderato da Admin: accorpato due messaggi consecutivi.)
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Mer 29 Set 2010 - 9:43

Buondì a tutti,

Ho trovato altre notizie su questo magnifico totem....come al solito in alcuni casi ho messo solo stralci di articoli perciò vi consiglio di andare a leggere anche la fonte originale....buona lettura:

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Owl



Relationship with humans

Africa

Among the Kikuyu of Kenya it was believed that owls were harbingers of death. If one saw an owl or heard its hoot, someone was going to die. In general, owls are viewed as harbingers of bad luck, ill health, or death. The belief is widespread even today.[14]
[edit] The Americas

In the culture of the Uto-Aztec tribe, the Hopi, taboos surround owls, which are associated with sorcery and other evils. The Aztecs and Maya, along with other Natives of Mesoamerica, considered the owl a symbol of death and destruction. In fact, the Aztec god of death, Mictlantecuhtli, was often depicted with owls. There is an old saying in Mexico that is still in use[15]: Cuando el tecolote canta, el indio muere ("When the owl cries/sings, the Indian dies"). The Popol Vuh, a Mayan religious text, describes owls as messengers of Xibalba (the Mayan "Place of Fright").[16] The belief that owls are messengers and harbingers of the dark powers is also found among the Hočągara (Winnebago) of Wisconsin.[17] When in earlier days the Hočągara committed the sin of killing enemies while they were within the sanctuary of the chief's lodge, an owl appeared and spoke to them in the voice of a human, saying, "From now on the Hočągara will have no luck." This marked the beginning of the decline of their tribe.[18] An owl appeared to Glory of the Morning, the only female chief of the Hočąk nation, and uttered her name. Soon afterwards she died.[19] People often allude to the reputation of owls as bearers of supernatural danger when they tell misbehaving children, "the owls will get you." [20]
[edit] Western culture

The modern West generally associates owls with wisdom. This link goes back at least as far as Ancient Greece, where Athens, noted for art and scholarship, and Athena, Athens' patron goddess and the goddess of wisdom, had the owl as a symbol.[21] Marija Gimbutas traces veneration of the owl as a goddess, among other birds, to the culture of Old Europe, long pre-dating intrusive Indo-European cultures.[22]

Owls were considered funerary birds among the Romans.[citation needed]
[edit] Use as rodent control

Encouraging natural predators to control rodent population is a natural form of pest control, along with excluding food sources for rodents. Placing a new box for owls on a property can help control rodent populations (one family of hungry barn owls can consume more than 3,000 rodents in a nesting season) while maintaining the naturally balanced food chain.[23]

Owl conservation issues

All owls are listed in Appendix II of the international CITES treaty (the Convention on Illegal Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). Although owls have long been hunted, a 2008 news story from Malaysia indicates that the magnitude of owl poaching may be on the rise. In November 2008, TRAFFIC reported the seizure of 900 plucked and "oven-ready" owls in Peninsular Malaysia. Said Chris Shepherd, Senior Programme Officer for TRAFFIC's Southeast Asia office, "This is the first time we know of where 'ready-prepared' owls have been seized in Malaysia, and it may mark the start of a new trend in wild meat from the region. We will be monitoring developments closely." Traffic commended the Department of Wildlife and National Parks in Malaysia for the raid that exposed the huge haul of owls. Included in the seizure were dead and plucked Barn Owls, Spotted Wood Owls, Crested Serpent Eagles, Barred Eagles, and Brown Wood Owls, as well as 7,000 live lizards.[24]



Nel documento che segue la simbologia di questo magnifico totem alato è chiara: la luna, la notte, la visione della parte più nascosta dell'anima.
Se avete questo totem le persone non potranno ingannarvi... perchè sarete in grado di leggere dentro le loro anime...

FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/owl.htm

OWL


Magic, Omens, Wisdom


The owl is the symbol of
the feminine, the moon and the night.
The owl is the bird of magic and darkness, of prophecy and wisdom.

The owl is associated with Athena.

An owl totem gives you the power to extract secrets.
Meditate on the owl and things will be revealed.
Listen to its voice inside of you.

You will hear not what is being said by others, but what is hidden.
You can detect subtleties of voice that others cannot.
People cannot deceive a person who has an owl totem.

Owl people can see into the darkness of others souls.
Most owl people are clairvoyant because of this ability.
It can be very scary at times.
Learn to trust your instincts about people.
Let your owl totem guide you.


Snowy Owl

Conserve your energy until the time is right; be observant of your surroundings.
Has the power of prophecy.


Barn Owl
This totem reflects the ability to the heart and the mind.
It can connect you to spirits and the houses that they haunt.
Mediums and “ghost hunters” often have this totem.
This totem can give you very strong clairvoyant abilities.


Barred or Spotted Owl
People with totem can appear threatening on the outside,
but are actually very benign.
This Owl can teach us how to use your voice to great effect.


Screech Owl
Very courageous and ferocious, this Owl teaches you how to be a fierce individual
with an ability to cooperate with others.


Short-Eared Owl
This Owl gives you the ability to show up at the right place –
to take advantage of opportunity.
The Owl represents a blend of fire and air; they stir a passion for life
and fire the inspiration.
They awaken the imagination.


Great Horned Owl
This Owl is a fierce protector.
It is the lunar opposite of the Red-Tailed Hawk (who represents the Sun).
Gives the ability to adapt to constant changing environments.
The harbinger of Spring.
Does not have a good sense of smell and may impart this trait to its totem people.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Athene_noctua



Curiosità [modifica]

* La civetta, come molti altri animali notturni, è considerato dalla tradizione popolare un animale che porta sfortuna, e molti si augurano che non si metta a cantare sopra il proprio tetto. Nell'antica Grecia, invece, la civetta era considerata sacra per la dea Atena (da qui il nome del genere, quello della specie riporta il nome latino dell'uccello), dea della sapienza ed ancora oggi è raffigurata in molti portafortuna.
* Con il termine civetta si intende anche una donna vanitosa, leggera, che ama farsi corteggiare attraendo ammiratori con atti e vezzi per lo più leziosi e poco naturali. Questa usanza è data dal fatto che questo rapace, quando veniva usato dai cacciatori come richiamo per ingannare i piccoli passeriformi, li attraeva con un particolare modo di battere le ali, con inchini, ammiccamenti e altri atteggiamenti simili che costituisce un irresistibile spettacolo per le potenziali prede.


Ultima modifica di Tila il Lun 4 Lug 2011 - 10:25, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Mer 12 Gen 2011 - 8:23



FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2011/01/bea8d411-1542-4caf-9334-949e904f0c18.jpg

Posto altre immagini molto belle e carine di questo meraviglioso animale:



FONTE: http://4.bp.blogspot.com/_uvWPQm2C0ts/R6K-pBRneeI/AAAAAAAAAg8/T1rW55qsP5c/s1600/215.jpg



FONTE: http://www.provediemozioni.it/public/wp-content/uploads/2009/07/civetta01.jpg



FONTE: http://www.ornitologiaveneziana.eu/guida/civetta/civetta0666_.jpg



FONTE: http://3.bp.blogspot.com/_7LoqDcUTfog/TQN0mO7dUuI/AAAAAAAAAEI/2FsnQXfdQvk/s1600/Winter%2BOwl%2BWp%2BTW.png

FONTE: http://www.fotoemozioni.it/Fotoemozioni/Immagini/Civetta_Capogrosso_in_Volo.jpg



FONTE: http://www.studiotamtam.it/Animali%20album/Uccelli/slides/Civetta%20capo%20grosso.jpg



FONTE: http://3.bp.blogspot.com/_7LoqDcUTfog/TQN0mO7dUuI/AAAAAAAAAEI/2FsnQXfdQvk/s1600/Winter%2BOwl%2BWp%2BTW.png


Ultima modifica di Admin il Gio 3 Feb 2011 - 18:42, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Gio 3 Feb 2011 - 12:52

Posto il link ad un articolo molto bello

Record, curiosità e guinnes dei primati dei gufi europei!

La home è

http://www.gruppoitalianocivette.it consiglio la lettura dei loro articoli.

qui di seguito invece un articolo di Franco CArdini

http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/cardini_civetta_13.htm
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MessaggioOggetto: Re: La Civetta   Ven 12 Ago 2011 - 7:35

Altre curiosità e immagini di questo meraviglioso totem!



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Athene_noctua.jpg

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Civetta_%28araldica%29

Civetta (araldica)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In araldica la civetta, uccello dedicato ad Atena/Minerva e simbolo di Atene, assume il significato di prudenza, di silenzio e di vittoria. Analogo significato ha il gufo.

Posizione araldica ordinaria

La civetta si rappresenta, di norma, posta di profilo e con la testa di fronte. È interessante notare che questa particolare posizione probabilmente deriva da quella della civetta rappresentata nelle monete dell'antica Atene, di cui era simbolo e che è stata ripresa in seguito dalle monete greche da un euro.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Little_Owl

Little Owl
From Wikipedia, the free encyclopedia

The Little Owl (Athene noctua) is a bird which is resident in much of the temperate and warmer parts of Europe, Asia east to Korea, and north Africa. It is not native to Great Britain, but was first introduced in 1842,[1] and is now naturalised there. It was also successfully introduced to the South Island of New Zealand in the early 20th century.

This species is a part of the larger grouping of owls known as typical owls, Strigidae, which contains most species of owl. The other grouping is the barn owls, Tytonidae.

Description

The Little Owl is a small owl, 23-27.5 cm in length. The adult Little Owl of the most widespread form, the nominate A. n. noctua, is white-speckled brown above, and brown-streaked white below. It has a large head, long legs, and yellow eyes, and its white “eyebrows” give it a stern expression. This species has a bounding flight like a woodpecker. Juveniles are duller, and lack the adult's white crown spots. The call is a querulous kee-ik.

There is a pale grey-brown Middle Eastern type known as Syrian Little Owl A. n. lilith. Other forms include another pale race, the north African A. n. desertae, and three intermediate subspecies, A. n. indigena of southeast Europe and Asia Minor, A. n. glaux in north Africa and southwest Asia, and A. n. bactriana of central Asia. A recent paper in the ornithological journal Dutch Birding (vol. 31: 35-37, 2009) has advocated splitting the southeastern races as a separate species Lilith's Owl Athene glaux (with subspecies A. g. glaux, A. g. indigena, and A. g. lilith).

Distribution and status

There are 13 recognized races of Little owl spread across Europe and Asia. The Little Owl was sacred to the goddess Athena, from whom it gets the generic name.

Behaviour and ecology

This is a sedentary species which is found in open country such as mixed farmland and parkland. It takes prey such as insects, earthworms, amphibians, but also small birds and mammals. It can attack birds of considerable size like game birds. It is partly diurnal and often perches boldly and prominently during the day.[2]

It becomes more vocal in nights as the breeding season approaches. Nest location varies based on the habitat, nests being found in holes in trees, rocks, cliffs, river banks, walls, buildings etc.[2] It lays 3-5 eggs which are incubated by the female for 28–29 days, with a further 26 days to fledging. Little Owls will also nest in buildings, both abandoned and those fitted with custom owl nest boxes. If living in an area with a large amount of human activity, Little Owls may grow used to man and will remain on their perch, often in full view, while humans are around.

References

^ Greenoak, Francesca (1997-10-31). British Birds: Their Names, Folklore and Literature. Christopher Helm Publishers Ltd. ISBN 0713648147.
^ a b Baker, ECS (1927). Fauna of British India. Birds. 4 (2 ed.). Taylor and Francis, London. pp. 441–443.



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Athene_noctua_AM_pojdzka.jpg
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