Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
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Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano

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MessaggioOggetto: L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano   Gio 16 Apr 2009 - 15:36

Capita spesso di credere o pensare che necessariamente nello sciamanesimocosoi come il atre forme di energetica, la ritualità di essenziale.

Come già ribadito piu volte in questo forum, il parere di chi scrive è che la ritualistica serva principalmente a focalizzare l'intento di chi opera.

Il potere personale di uno sciamano esiste indipendente dal rituale...allo stesso modo esistono tanti rituali quanto vasta può essere l'immaginazione dell'operatore, tanto quanto la sua capacità di collegare al gesto l'Intento.

Uno dei riti piu frequenti nei riti sciamanici è quello della realizzazione di un altare sciamanico.

Lo sciamano realizza con materiale variabile un piccolo luogo, un simulacro che richiama e organizza le energie naturali che egli richiama per assisterlo nel rituale.

In una di queste possibilità, egli mette ad esempio su un tavolino una candela. Ai quattro angoli di questo tavolino, che rappresentano i quatto punti cardinali (le quattro direzioni) egli pone oggetti che richiamano i quattro elementi classici (che possono variare in numero e qualità). In questo caso sono aria acqua fuoco e terra (nessuno esclude che ci possa essere anche l'etere o il metallo...e cosi via).

Egli palesa l'intento e il collegamento con queste energie, anfando ad organizzarle in un tutto armonico, che rappresenta metaforicamente l'albero del mondo.

é ovvio che esistono infinite possibilità ritualistiche, anche in questo specifico rito con questi presupposti.
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MessaggioOggetto: Re: L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano   Mer 2 Set 2009 - 13:11

Potresti dire come rappresentare gli elementi più nello specifico?
Comunque è davvero necessario per il corretto svolgimento di un viaggio sciamanico? Perchè mi farebbe perdere un pò di tempo e le alternative sul dove e quando si restringono...
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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Re: L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano   Mer 2 Set 2009 - 16:43

Ciao TheGreat!
Posso dirti che questa presentazione basilare dell’altare sciamanico è in effetti riferita al metodo Harner.
In molte culture si fa riferimento ad una creazione e consacrazione di spazio “sacro” per il viaggio sciamanico.
L’altare è una delle tante forme attraverso cui le persone decidono con intento che il posto in cui sviluppare il viaggio sciamanico è sacro, nel senso lato del termine, cioè sacrum, al di fuori dell’uso quotidiano che se ne può fare in altri momenti della loro vita (o della “vita del luogo”). In altri casi e culture, si va deliberatamente alla ricerca di uno spazio in natura che possa rappresentare e avere in se i “segni” adeguati per il viaggio sciamanico.
Nel metodo standard di viaggi sciamanici per come mi è stato insegnato (e ripeto, non fa legge) si divide nettamente il momento del viaggio sciamanico dal contesto fisico in cui lo si fa, sul piano di realtà ordinaria.
Nel contesto di questo tipo di metodo tu arrivi all’accesso al mondo di sotto dopo esserti preparato una camera iperbarica di partenza direttamente attraverso il processo di visualizzazione.
Ma non sempre è cosi. Non sempre le cose vengono organizzate in questa maniera.
Altre volte lo sciamano trova un posto che riflette in qualche maniera la sua predisposizione ad essere una porta di accesso ad altri mondi. E poi va direttamente in trance.
Altre volte invece non ha comunque l’ausilio della visualizzazione di partenza come abbiamo spiegato in un altro topic, e pur tuttavia si trova in un luogo che è anche usato quotidianamente.
Il rito dell’altare sciamanico, come molti altri, ha lo scopo di preparare questo luogo, nello spazio percepito dallo sciamano.
Ne esistono molti comunque.
Confesso che all’inizio ero solito farlo, ma ho smesso anche io di realizzarlo ogni volta.
Non è obbligatorio e pur tuttavia da alla persona che sta iniziando questa pratica la possibilità di concentrare l’attenzione.
Questa è solo una delle tante spiegazioni che vengono date dell’altare sciamanico come di altri riti.
Riguardo alla tua domanda su come rappresentare gli elementi nello specifico, ti dico che sono solo convenzioni, l’ennesimo accordo col nostro inventario.
Rispetto a quale cultura o forma di sciamanesimo stiamo parlando degli elementi rappresentati nell’altare sciamanico?
Quanti elementi?
Nella cultura normanna ad esempio esistevano se non sbaglio 5 elementi, in quella celtica erano diversi, ancora diversi in quella cinese.
La tradizione wicca di oggi, oltre ad essere una forma di sincretismo non può essere presa come unico punto di riferimento inamovibile.
Quindi, se stiamo parlando DELLA TUA DECISIONE DI CRAERE UNO SPAZIO SACRO (PRIMA DI TUTTO PER LA TUA PERCEZIONE) puo fare riferimento solo e soltanto a te stesso e a ciò che decidi e senti di voler fare.
Sembra una risposta banale ma non lo è: ci tengo anche a far presente che, soprattutto in questa epoca, la ripresa dell’interesse per forme di spiritualità arcaica e precedente all’avvento del cristianesimo ha dato sia risultati positiche che negativi.
L’impegno che eiste in questo forum e che rinnovo costantemente è quello di sviscerare questioni cosi delicate e così complesse come lo sciamanesimo sotto molteplici approcci, da quello delle testimonianze antropologiche al confronto dei temi trattati, dai pro et cuntra, senza risparmiare nulla e nessuno, nemmeno cio che il sottoscritto scrive, fino a una semplie esposizione di esperienze dirette, cercando di farlo in modo scevro da qualsiasi commento alle esperienze altrui pregne di inconsapevoli ed egoiche proiezioni (meccanismo alquanto diffuso e comune).
Il punto non è essere perfetti, ma fare il possibile per non perdere la bussola.
Come già detto, almeno per quello che posso affermare in cuor mio con cognizione di dimostrazione, da una parte c’è il confronto metodico di tradizioni, concezzi, fonti e via di seguito.
Dall’altra c’è l’espereinza diretta.
Nella prima esiste l’inventario della razionalità e del confronto scientifico e metodico e accurato.
Il regno del secondo si estende nel silenzio. Li ci si avventura da SOLI. Senza che ci sia qualcuno a dirti cosa devi fare, magari sotto richiesta di qualche centinaio di euro per un corso in cui ti senti dire cosa è giusto o sbagliato…cosa è ASSOLUTAMENTE CORRETTO FARE E COSA NON LO è….o, cosa peggiore, che quello che insegnano è il vero metodo che porta a chissà cosa. Esistono infiniti approcci di descrizione. Io personalmente classifico questi personaggi e questo loro modo di descrivere le questioni che sono argomento del forum in cui stiamo partecipando come una delle tante definizioni. Interessanti da studiare, ma sicuramente coi loro limiti. Esattamente come è contestabile e discutibile il mio approccio e ciò che scrivo…ma il punto non è fare una gara per vedere chi è più potente e chi ha la verità più viulenta di tutti … il punto è confrontarsi con metodo e con estrema attenzione sulle fonti.
Il rischio che ho visto di persona in questi anni è quello di confondere i contesti, Tonal e Nagual.
Chiedo venia per la parentesi aperta, ma se c’è una cosa che mi preme affermare con questo forum è la volontà di essere il più metodici possibile, nei limiti delle nostre reciproche capacità, per poter finalmente fare chiarezza.
Essere empirici, razionali e capaci di saper scindere i contesti.
Solo cosi, paradossalmente, (ma questo potrebbe essere solo una frangia del mio inventario) si potrà essere capaci di lasciare il silenzio e una esperienza più diretta possibile a quei campi della nostra vita che vanno oltre alle parole.
Castaneda soleva dire che gli sciamani di oggi devono impegnarsi a conoscere bene la struttura del loro stesso inventario. E di quello altrui…imparare a conoscere alla perfezione la lunga catena di concetti che ci dice cosa è la realtà.
Beh, in realtà diceva (se ho capito bene) che si può iniziare a conoscere un inventario, la padronanza su di esso, fino ai suoi limiti descrittivi , fino al gap oltre il quale fallisce la sua capacità descrittiva (dell’inventario) e formativa del costrutto, è un buon esercizio.
Tornando al discorso dell’altare sciamanico, ti dico che non è importante per la pratica del viaggio sciamanico. Non in tutte le forme e le definizioni di pratiche sciamaniche.
In quelle in cui esso è parte integrante del “fare” il viaggio, ovviamente non può essere tralasciato.
Un solo consiglio personale (da prendere per quello che è…un consiglio personale): non avere fretta. Dietro la fretta a volte si cela la volontà di riaffermare la nostra solita idea del mondo, e il solo modo per farlo è non vedere altro.
La fretta a volte non fa vedere molto della strada che stai facendo. E poi, per poter dire che qualcosa non ti serve davvero, devi usarla prima.
Se poi davvero alla prova dei fatti non ti serve mettila da parte. Ma intanto impari ad usarla e poi deciderai.
So che in alcuni casi e momenti (specie se hai poco tempo o se materialmente non puoi fare certe cose in ogni momento della giornata o in un determinato luogo) craere l’altare è solo un peso.
Tra parentesi, potresti anche solo avere a tua disposizione dei richiami a ciò che compone l’altare (disegnare su un foglio di carta qualcosa che rappresenterebbe gli elementi e poi disporlo in un tuo personalissimo altare).
So che il consiglio sembra uscito fuori da una congrega wicca. Ma in questo non c’è nulla di male. Tuttavia mi fermo qui. Questo è il mio ruolo e non entro in contesti che riguardano te e te soltanto.

Fammi pure tutte le domande che vuoi, cercherò di risponderti nel modo migliore.
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TheGreat



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MessaggioOggetto: Re: L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano   Mer 2 Set 2009 - 17:01

Grazie ancora della risposta! Una delle cose che ho promesso a me stesso quando mi sono incominciato ad interessare allo sciamanesimo è proprio di non avere fretta, quindi a quanto ho capito deve essere qualcosa che abbia un significato simbolico sopratutto per me, questo mi facilita le cose tuttavia non vuol dire che sto per fare la prima parte del viaggio (come mi hai indicato nella discussione che ho aperto precedentemente) infatti ancora devo programmare quando e dove farlo e in questo preferisco non avere fretta, inizierò a progettare tutto piano piano e nel frattempo cercherò (anche grazie a questo forum) di documentarmi di più per avere maggior consapevolezza così che quando farò la prima esperienza sarà ogni cosa al proprio posto e l'affronterò con maggiore consapevolezza...
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MessaggioOggetto: Re: L'altare sciamanico: l'asse su cui ruota l'energia dello sciamano   Oggi a 2:55

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