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E capire come superare la notte.
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 IL FRASSINO YGGDRASILL

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MessaggioOggetto: IL FRASSINO YGGDRASILL   Gio 19 Nov 2009 - 13:24

FONTE: http://www.bifrost.it/GERMANI/2.Cosmogonia/06-Yggdrasill.html#VII

1 - IL FRASSINO YGGDRASILL

I nove mondi sono sorretti dal frassino Yggdrasill, alto tronco lambito da limpide acque. Yggdrasill è il più imponente e il migliore degli alberi. I suoi rami si stendono su tutto il mondo e coprono il cielo. Da essi cadono sulla terra, come gocce di rugiada, stille di miele di cui si nutrono le api. Tre radici reggono l'albero e si diramano estendendosi in tre diverse direzioni.
La prima radice si cala negli abissi più profondi; alcuni dicono arrivi in Helheimr, il regno dei morti, altri che si allunghi invece in Niflheimr, da cui giungerebbe infine alla fonte di Hvergelmir. Sotto questa radice si trova il serpente Níðhöggr e insieme a lui vi sono così tanti serpenti che nessuna lingua può contarli.
La seconda radice si spinge invece verso Jötunheimr, la terra dove abitano i giganti, e arriva alla fonte di Mímisbrunnr. Qui stanno celate sapienza e conoscenza e colui che possiede il pozzo si chiama Mímir. Egli è pieno di saggezza poiché attinge alla sorgente con il corno Gjallarhorn. A quella fonte si recò Óðinn e chiese di bere un sorso d'acqua tratta dal pozzo, ma dovette lasciare in pegno il suo occhio.
La terza radice va verso il Miðgarðr, il mondo affidato agli esseri umani, e giunge alla sacra fonte di Urðarbrunnr, nel luogo dove gli Æsir tengono consiglio ogni giorno. Sotto il frassino, davanti a quella fonte, c'è una magnifica dimora e in essa vivono le Nornir, le tre fanciulle che stabiliscono il destino degli uomini: esse hanno nome Urðr, Verðandi e Skulld. In quella fonte, inoltre, vivono due cigni: da essi è venuta tutta la razza di questi uccelli.

2 - GLI ANIMALI CHE DIMORANO SUL GRANDE FRASSINO
Molto c'è ancora da dire intorno al frassino Yggdrasill. Un'aquila è appollaiata sui rami dell'albero e possiede molta saggezza: nel mezzo degli occhi le sta un falco che si chiama Veðrfölnir. Sotto la radice del frassino che si protende nel Niflheimr si trovano orribili serpenti, più di quanti immaginino gli stolti: Góinn e Móinn (figli di Grafvitnir), Grábakr e Grafvölluðr, Ófnir e Sváfnir. Ma il più temibile è Níðhöggr. Tutti questi mostri rodono incessantemente la radice del frassino. Uno scoiattolo che si chiama Ratatoskr corre su e giù lungo il tronco del frassino e riferisce doverosamente gli insulti che si scambiano tra loro l'aquila con il serpente.
Quattro cervi saltano tra i rami del frassino e ne mordono le foglie acuminate. Essi si chiamano Dáinn e Dvalinn, Duneyrr e Duraþrór.
A causa di tutte queste creature che vivono tra le radici e tra i rami del frassino (i serpenti, i quattro cervi, lo scoiattolo e i due rapaci), Yggdrasill seccherebbe e marcirebbe, se le Nornir che abitano presso Urðarbrunnr non attingessero ogni giorno acqua dalla sorgente e versassero quell'argilla sul frassino e la spalmassero sul tronco e sui rami dell'albero.
Traduciamo con «serpente» la parola norrena ormr, che altri rendono con «drago». In effetti, nessuna delle due traduzioni calca a pennello a questo mostro della mitologia norrena: una sorta di smisurato rettile strisciante che dimora nelle tenebre ai confini col regno dei morti. Il «drago», così come è inteso nella letteratura medievale, è pressoché sconosciuto al mondo nordico. Nella leggenda di Sigurðr, anche il «drago» Fáfnir è descritto come un ormr.


3 - GLI ALTRI ALBERI COSMICI
oltre al frassino Yggdrasill, i sapienti conoscono i nomi di altri due importanti alberi: l'uno è chiamato Léraðr, l'altro Mímameiðr.
Delle foglie del Léraðr si nutrono il cervo Eikþyrnir e la capra Heiðrún. Il cervo si trova nella Valhöll: dalle sue corna scendono gocce così grandi che vanno a formare, negli abissi del mondo, il pozzo di Hvergelmir, da cui hanno poi origine tutti i fiumi che scorrono per l'universo. La capra si trova invece sul tetto della Valhöll e da lì bruca agevolmente le foglie dell'albero; dalle sue mammelle scorre quell'idromele di cui si nutrono gli einherjar.
Sull'albero Mímameiðr dimora invece il gallo Víðófnir, nemico dei giganti, che attende di annunciare il giorno di ragnarök.
Molti pensano tuttavia – e noi concordiamo con loro – che il Léraðr e il Mímameiðr altro non siano che nomi diversi per indicare lo stesso frassino Yggdrasill.



Ciao Tila: pensi che la tematica dell'albero sacro possa definirsi comune a molte culture antiche? Noi oggi abbiamo perso il contatto col mondo vegetale, sembra (ad esempio da cio che abbiamo citato qui sopra) che invece molte civiltà antiche avessere una sacralità particolare dedicata agli alberi: Se non ricordo male i boschi sacri erano una caratteristica diffusa delle città romane antiche...noi oggi invece quando pensiamo agli alberi immaginiamo o quelli da frutta oppure quelli spelacchiati dei parchi pubblici...
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MessaggioOggetto: Re: IL FRASSINO YGGDRASILL   Ven 24 Set 2010 - 9:15

Admin ha scritto:

Ciao Tila: pensi che la tematica dell'albero sacro possa definirsi comune a molte culture antiche? Noi oggi abbiamo perso il contatto col mondo vegetale, sembra (ad esempio da cio che abbiamo citato qui sopra) che invece molte civiltà antiche avessere una sacralità particolare dedicata agli alberi: Se non ricordo male i boschi sacri erano una caratteristica diffusa delle città romane antiche...noi oggi invece quando pensiamo agli alberi immaginiamo o quelli da frutta oppure quelli spelacchiati dei parchi pubblici...


Ciao Admin,

scusa se ti rispondo con così ritardo ma solo ora ho letto la tua domanda.

L’autore del libro “Lo Spirito degli alberi”, Ed. Crisalide, Fred Hageneder ha fatto una bellissima ricerca a tal proposito e da quel che ho letto l’albero era considerato uno spirito o un qualcosa di sacro in moltissime culture antiche.

Pensa che già all’età della pietra, quando vi era l’assenza di una lingua scritta simile a quella moderna ed esisteva un linguaggio di tipo simbolico, venivano rappresentati simboli e disegni che possono essere riconducibili all’albero della vita intorno al quale girava la ruota del tempo.

L’albero, le foreste, ha sempre avuto un ruolo nevralgico per le culture, in Mesopotamia ad esempio nel testo più antico conosciuto vi è la descrizione di un albero che cresceva al centro della terra, le sue radici affondavano nell’abisso più profondo e il suo fogliame sosteneva Zikum, un qualcosa di spirituale ed associato in quel contesto al paradiso primordiale.

Se continuiamo a percorrere la storia dell’uomo e delle sue civiltà l’albero è sempre presente. Nell’antica Grecia ad esempio avevano un ruolo essenziale per il loro culto degli dèi, pensa che venivano venerati perché credevano che fossero le dimore sacre degli esseri divini e a loro donavano non solo cibo ma anche oggetti e trofei di caccia per onorarli e rendergli omaggio.

Hai ragione riguardo le città romane. Perfino nella Roma classica davano molta importanza agli alberi. Ricordo che il fico ad esempio era associato alla fondazione di Roma perché fu la culla di Romolo e Remo donandogli riparo dalle intemperie e ombra.

Proprio ora per scrupolo ho fatto una ricerca e infatti ho trovato proprio questa storia su wikipedia questo è il link: http://it.wikipedia.org/wiki/Fico_ruminale

Con me sfondi proprio una porta aperta per ciò che riguarda questi nobilissimi spiriti… cyclops eh eh tu lo sai…ne parlerei per ore… Very Happy

Credo che l’uomo moderno abbia perso molte cose soltanto perché si lascia travolgere dalla vita moderna…anche a me succede spesso di farmi trascinare come dalla corrente di un fiume in piena dai problemi quotidiani e mi accorgo che proprio in quei momenti i miei sensi, le mie sensazioni si affievoliscono.

Per fortuna poi arrivano alcuni “messaggi” che mi fanno capire che non è quello il ritmo che devo seguire e che devo rallentare ed ecco che riguardando la cima degli alberi, che si trovano di fronte la mia casa, al tramonto riesco nuovamente a vedere la loro energia innalzarsi verso l’infinito.

Un abbraccio e buona giornata.


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Ultima modifica di Tila il Dom 3 Lug 2011 - 8:33, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: IL FRASSINO YGGDRASILL   Mer 10 Nov 2010 - 8:38

Buondì a tutti,

ho trovato questo documento di wikipedia inglese sul Yggdrasill, quella italiana la potete trovare nella nostra scheda del Frassino...buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Yggdrasil


"The Ash Yggdrasil" (1886) by Friedrich Wilhelm Heine.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:The_Ash_Yggdrasil_by_Friedrich_Wilhelm_Heine.jpg

Yggdrasil
From Wikipedia, the free encyclopedia

In Norse mythology, Yggdrasil (pronounced /ˈɪɡdrəsɪl/; from Old Norse Yggdrasill, pronounced [ˈyɡːˌdrasilː]) is an immense tree that is central in Norse cosmology; the world tree, and around the tree exist nine worlds. It is generally considered to mean "Ygg's (Odin's) horse".

Yggdrasil is attested in the Poetic Edda, compiled in the 13th century from earlier traditional sources, and the Prose Edda, written in the 13th century by Snorri Sturluson. In both sources, Yggdrasil is an immense ash tree that is central and considered very holy. The gods go to Yggdrasil daily to hold their courts. The branches of Yggdrasil extend far into the heavens, and the tree is supported by three roots that extend far away into other locations; one to the well Urðarbrunnr in the heavens, one to the spring Hvergelmir, and another to the well Mímisbrunnr. Creatures live within Yggdrasil, including the wyrm (dragon) Níðhöggr, an unnamed eagle, and the stags Dáinn, Dvalinn, Duneyrr and Duraþrór.

Conflicting scholarly theories have been proposed about the etymology of the name Yggdrasill, the possibility that the tree is of another species than ash, the relation to tree lore and to Eurasian shamanic lore, the possible relation to the trees Mímameiðr and Læraðr, Hoddmímis holt, the sacred tree at Uppsala, and the fate of Yggdrasil during the events of Ragnarök.

Yggdrasil comes from Old Norse Yggdrasill.[1] In English, the spellings Yggdrasil, Yggdrasill, and Ygdrasil are used, as shown by entries in English dictionaries and encyclopedias.[2][3][4] It is usually pronounced /ˈɪɡdrəsɪl/ in English, and only rarely /ˈyɡdrəsiːl/[5] because the sound [y] does not exist in English and most English speakers are therefore unaccustomed to producing it.

The generally accepted meaning of Old Norse Yggdrasill is "Odin's horse", based on the etymology that drasill means "horse" and Ygg(r) is one of Odin's many names. The Poetic Edda poem Hávamál describes how Odin sacrificed himself to himself by hanging in a tree, making this tree Odin's gallows. This tree was apparently Yggdrasil, and gallows can be called "the horse of the hanged", so Odin's gallows developed into the expression "Odin's horse", which then became the name of the tree.[1]

Nevertheless, scholarly opinions regarding the precise meaning of the name Yggdrasill vary, particularly on the issue of whether Yggdrasill is the name of the tree itself or if only the full term askr Yggdrasils refers specifically to the tree, where Old Norse askr means "ash tree". According to this interpretation, askr Yggdrasils means "the world tree upon which 'the horse [Odin's horse] of the highest god [Odin] is bound'". Both of these etymologies rely on a presumed but unattested *Yggsdrasill.[1]

A third interpretation, presented by F. Detter, is that the name Yggdrasill refers to the word yggr ("terror"), yet not in reference to the Odinic name, and so Yggdrasill would then mean "tree of terror, gallows". F. R. Schröder has proposed a fourth etymology according to which yggdrasill means "yew pillar", deriving yggia from *igwja (meaning "yew-tree"), and drasill from *dher- (meaning "support").[1]

Contents
[hide]

* 1 Attestations
o 1.1 Poetic Edda
+ 1.1.1 Völuspá
+ 1.1.2 Hávamál
+ 1.1.3 Grímnismál
o 1.2 Prose Edda
* 2 Theories
o 2.1 Shamanistic origins
o 2.2 Mímameiðr, Hoddmímis holt and Ragnarök
o 2.3 Warden trees, Irminsul, and sacred trees
* 3 Modern influence
* 4 See also
* 5 Notes
* 6 References

[edit] Attestations
[edit] Poetic Edda

In the Poetic Edda, the tree is mentioned in the three poems Völuspá, Hávamál, and Grímnismál.

Völuspá

In the second stanza of the Poetic Edda poem Völuspá, the völva (a shamanic seeress) reciting the poem to the god Odin says that she remembers far back to "early times", being raised by jötnar (giants), recalls nine worlds and "nine wood-ogresses" (Old Norse nío ídiðiur), and when Yggdrasil was a seed ("glorious tree of good measure, under the ground").[6] In stanza 19, the völva says:

An ash I know there stands,
Yggdrasill is its name,
a tall tree, showered
with shining loam.
From there come the dews
that drop in the valleys.
It stands forever green over
Urðr's well.[7]

In stanza 20, the völva says that from the lake under the tree come three "maidens deep in knowledge" named Urðr, Verðandi, and Skuld. The maidens "incised the slip of wood," "laid down laws" and "chose lives" for the children of mankind and the destinies (ørlǫg) of men.[8] In stanza 27, the völva details that she is aware that "Heimdallr's hearing is couched beneath the bright-nurtured holy tree."[9] In stanza 45, Yggdrasil receives a final mention in the poem. The völva describes, as a part of the onset of Ragnarök, that Heimdallr blows Gjallarhorn, that Odin speaks with Mímir's head, and then:

Yggdrasill shivers,
the ash, as it stands.
The old tree groans,
and the giant slips free.[10]

[edit] Hávamál

In stanza 34 of the poem Hávamál, Odin describes how he once sacrificed himself to himself by hanging on a tree. The stanza reads:

I know that I hung on a windy tree
nine long nights,
wounded with a spear, dedicated to Odin,
myself to myself,
on that tree of which no man knows
from where its roots run.[11]

In the stanza that follows, Odin describes how he had no food nor drink there, that he peered downward, and that "I took up the runes, screaming I took them, then I fell back from there."[11] While Yggdrasil is not mentioned by name in the poem and other trees exist in Norse mythology, the tree is nearly universally accepted as Yggdrasil.[12]
[edit] Grímnismál

In the poem Grímnismál, Odin (disguised as Grímnir) provides the young Agnar with cosmological lore. Yggdrasil is first mentioned in the poem in stanza 29, where Odin says that, because the "bridge of the Æsir burns" and the "sacred waters boil," Thor must wade through the rivers Körmt and Örmt and two rivers named Kerlaugar to go "sit as judge at the ash of Yggdrasill." In the stanza that follows, a list of names of horses are given that the Æsir ride to "sit as judges" at Yggdrasil.[13]

In stanza 31, Odin says that the ash Yggdrasil has three roots that grow in three directions. He details that beneath the first lives Hel, under the second live frost jötnar, and beneath the third lives mankind. Stanza 32 details that a squirrel named Ratatoskr must run across Yggdrasil and bring "the eagle's word" from above to Níðhöggr below. Stanza 33 describes that four harts named Dáinn, Dvalinn, Duneyrr and Duraþrór consume "the highest boughs" of Yggdrasil.[13]

In stanza 34, Odin says that more serpents lie beneath Yggdrasil "than any fool can imagine" and lists them as Góinn and Móinn (possibly meaning Old Norse "land animal"),[14] which he describes as sons of Grafvitnir (Old Norse, possibly "ditch wolf"),[15] Grábakr (Old Norse "Greyback"),[14] Grafvölluðr (Old Norse, possibly "the one digging under the plain" or possibly amended as "the one ruling in the ditch"),[15] Ófnir (Old Norse "the winding one, the twisting one"),[16] and Sváfnir (Old Norse, possibly "the one who puts to sleep = death"),[17] who Odin adds that he thinks will forever gnaw on the tree's branches.[13]

In stanza 35, Odin says that Yggdrasil "suffers agony more than men know", as a hart bites it from above, it decays on its sides, and Níðhöggr bites it from beneath.[18] In stanza 44, Odin provides a list of things that are what he refers to as the "noblest" of their kind. Within the list, Odin mentions Yggdrasil first, and states that it is the "noblest of trees".[19]

[edit] Prose Edda

Yggdrasil is mentioned in two books in the Prose Edda, in Gylfaginning and Skáldskaparmál. In Gylfaginning, Yggdrasil is introduced in chapter 15. In chapter 15, Gangleri (described as king Gylfi in disguise) asks where is the chief or holiest place of the gods. High replies "It is the ash Yggdrasil. There the gods must hold their courts each day". Gangleri asks what there is to tell about Yggdrasil. Just-As-High says that Yggdrasil is the biggest and best of all trees, that its branches extend out over all of the world and reach out over the sky. Three of the roots of the tree support it, and these three roots also extend extremely far: one "is among the Æsir, the second among the frost jötnar, and the third over Niflheim. The root over Niflheim is gnawed at by the wyrm Níðhöggr, and beneath this root is the spring Hvergelmir. Beneath the root that reaches the frost jötnar is the well Mímisbrunnr, "which has wisdom and intelligence contained in it, and the master of the well is called Mimir". Just-As-High provides details regarding Mímisbrunnr and then describes that the third root of the well "extends to heaven" and that beneath the root is the "very holy" well Urðarbrunnr. At Urðarbrunnr the gods hold their court, and every day the Æsir ride to Urðarbrunnr up over the bridge Bifröst. Later in the chapter, a stanza from Grímnismál mentioning Yggdrasil is quoted in support.[20]

In chapter 16, Gangleri asks "what other particularly notable things are there to tell about the ash?" High says there is quite a lot to tell about. High continues that an eagle sits on the branches of Yggdrasil and that it has much knowledge. Between the eyes of the eagle sits a hawk called Veðrfölnir. A squirrel called Ratatoskr scurries up and down the ash Yggdrasil carrying "malicious messages" between the eagle and Níðhöggr. Four stags named Dáinn, Dvalinn, Duneyrr, and Duraþrór run between the branches of Yggdrasil and consume its foilage. In the spring Hvergelmir are so many snakes along with Níðhöggr "that no tongue can enumerate them". Two stanzas from Grímnismál are then cited in support. High continues that the norns that live by the holy well Urðarbrunnr each day take water from the well and mud from around it and pour it over Yggdrasil so that the branches of the ash do not rot away or decay. High provides more information about Urðarbrunnr, cites a stanza from Völuspá in support, and adds that dew falls from Yggdrasil to the earth, explaining that "this is what people call honeydew, and from it bees feed".[21]

In chapter 41, the stanza from Grímnismál is quoted that mentions that Yggdrasil is the foremost of trees.[22] In chapter 54, as part of the events of Ragnarök, High describes that Odin will ride to the well Mímisbrunnr and consult Mímir on behalf of himself and his people. After this, "the ash Yggdrasil will shake and nothing will be unafraid in heaven or on earth", and then the Æsir and Einherjar will don their war gear and advance to the field of Vígríðr. Further into the chapter, the stanza in Völuspá that details this sequence is cited.[23]

In the Prose Edda book Skáldskaparmál, Yggdrasil receives a single mention, though not by name. In chapter 64, names for kings and dukes are given. "Illustrious one" is provided as an example, appearing in a Christianity-influenced work by the skald Hallvarðr Háreksblesi: "There is not under the pole of the earth [Yggdrasil] an illustrious one closer to the lord of monks [God] than you."[24]

[edit] Theories

Shamanistic origins

Hilda Ellis Davidson comments that the existence of nine worlds around Yggdrasil is mentioned more than once in Old Norse sources, but the identity of the worlds is never stated outright, though it can be deduced from various sources. Davidson comments that "no doubt the identity of the nine varied from time to time as the emphasis changed or new imagery arrived". Davidson says that it is unclear where the nine worlds are located in relation to the tree; they could either exist one above the other or perhaps be grouped around the tree, but there are references to worlds existing beneath the tree, while the gods are pictured as in the sky, a rainbow bridge (Bifröst) connecting the tree with other worlds. Davidson opines that "those who have tried to produce a convincing diagram of the Scandinavian cosmos from what we are told in the sources have only added to the confusion". [26]

Davidson notes parallels between Yggdrasil and shamanic lore in northern Eurasia:

[...] the conception of the tree rising through a number of worlds is found in northern Eurasia and forms part of the shamanic lore shared by many peoples of this region. This seems to be a very ancient conception, perhaps based on the Pole Star, the centre of the heavens, an the image of the central tree in Scandinavia may have been influenced by it [...]. Among Siberian shamans, a central tree may be used as a ladder to ascend the heavens [...].[26]

Davidson says that the notion of an eagle atop a tree and the world serpent coiled around the roots of the tree has parallels in other cosmologies from Asia. She goes on to say that Norse cosmology may have been influenced by these Asiatic cosmologies from a northern location. Davidson adds, on the other hand, that it is attested that the Germanic peoples worshiped their deities in open forest clearings and that a sky god was particularly connected with the oak tree, and therefore "a central tree was a natural symbol for them also".[26]

[edit] Mímameiðr, Hoddmímis holt and Ragnarök

Connections have been proposed between the wood Hoddmímis holt (Old Norse "Hoard-Mímir's"[27] holt) and the tree Mímameiðr ("Mímir's tree"), generally thought to refer to the world tree Yggdrasil, and the spring Mímisbrunnr.[27] John Lindow concurs that Mímameiðr may be another name for Yggdrasil and that if the Hoard-Mímir of the name Hoddmímis holt is the same figure as Mímir (associated with the spring named after him, Mímisbrunnr), then the Mímir's holt—Yggdrasil—and Mímir's spring may be within the same proximity.[28]

Carolyne Larrington notes that it is nowhere expressly stated what will happen to Yggdrasil during the events of Ragnarök. Larrington points to a connection between the primordial figure of Mímir and Yggdrasil in the poem Völuspá, and theorizes that "it is possible that Hoddmimir is another name for Mimir, and that the two survivors hide in Yggdrasill."[29]

Rudolf Simek theorizes that the survival of Líf and Lífþrasir through Ragnarök by hiding in Hoddmímis holt is "a case of reduplication of the anthropogeny, understandable from the cyclic nature of the Eddic escatology." Simek says that Hoddmímis holt "should not be understood literally as a wood or even a forest in which the two keep themselves hidden, but rather as an alternative name for the world-tree Yggdrasill. Thus, the creation of mankind from tree trunks (Askr, Embla) is repeated after the Ragnarǫk as well." Simek says that in Germanic regions, the concept of mankind originating from trees is ancient. Simek additionally points out legendary parallels in a Bavarian legend of a shepherd who lives inside a tree, whose descendants repopulate the land after life there has been wiped out by plague (citing a retelling by F. R. Schröder). In addition, Simek points to an Old Norse parallel in the figure of Örvar-Oddr, "who is rejuvenated after living as a tree-man (Ǫrvar-Odds saga 24–27)".[30]

[edit] Warden trees, Irminsul, and sacred trees

Continuing as late as the 19th century, warden trees were venerated in areas of Germany and Scandinavia, considered to be guardians and bringers of luck, and offerings were sometimes made to them. A massive birch tree standing atop a burial mound and located beside a farm in western Norway is recorded as having had ale poured over its roots during festivals. The tree was felled in 1874.[31]

Davidson comments that "the position of the tree in the centre as a source of luck and protection for gods and men is confirmed" by these rituals to Warden Trees. Davidson notes that the gods are described as meeting beneath Yggdrasil to hold their things, and that the pillars venerated by the Germanic peoples, such as the pillar Irminsul, were also symbolic of the center of the world. Davidson details that it would be difficult to ascertain whether a tree or pillar came first, and that this likely depends on if the holy location was in a thickly wooded area or not. Davidson notes that there is no mention of a sacred tree at Þingvellir in Iceland yet that Adam of Bremen describes a huge tree standing next to the Temple at Uppsala in Sweden, which Adam describes as remaining green throughout summer and winter, and that no one knew what type of tree it was. Davidson comments that while it is uncertain that Adam's informant actually witnessed that the tree's type is unknown, the existence of sacred trees in pre-Christian Germanic Europe is further evidenced by records of their destruction by early Christian missionaries, such as Thor's Oak by Saint Boniface.[31]

Ken Dowden comments that behind Irminsul, Thor's Oak in Geismar, and the sacred tree at Uppsala "looms a mythic prototype, an Yggdrasil, the world-ash of the Norsemen".[32]
[edit] Modern influence

Modern works of art depicting Yggdrasil include Die Nornen (painting, 1888) by K. Ehrenberg; Yggdrasil (fresco, 1933) by Axel Revold, located in the University of Oslo library auditorium in Oslo, Norway; Hjortene beiter i løvet på Yggdrasil asken (wood relief carving, 1938) on the Oslo City Hall by Dagfin Werenskjold; and the bronze relief on the doors of the Swedish Museum of National Antiquities (around 1950) by B. Marklund in Stockholm, Sweden. Poems mentioning Yggdrasil include Vårdträdet by Viktor Rydberg and Yggdrasill by J. Linke.[33]

References

* Davidson, Hilda Ellis (1993). The Lost Beliefs of Northern Europe. Routledge. ISBN 0-203-40850-0. http://books.google.com/books?id=sWLVZN0H224C&printsec=frontcover&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false.
* Dowden, Ken (2000). European Paganism: the Realities of Cult from Antiquity to the Middle Ages. Routledge. ISBN 0-415-12034-9. http://books.google.com/books?id=b-QfhYxtKScC&printsec=frontcover&source=gbs_navlinks_s#v=onepage&q=&f=false.
* Dronke, Ursula (Trans.) (1997). The Poetic Edda: Volume II: Mythological Poems. Oxford University Press. ISBN 0198111819
* Larrington, Carolyne (Trans.) (1999). The Poetic Edda. Oxford World's Classics. ISBN 0192839462
* Lindow, John (2001). Norse Mythology: A Guide to the Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs. Oxford University Press. ISBN 0-19-515382-0. http://books.google.com/books?id=KlT7tv3eMSwC&printsec=frontcover&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false.
* Faulkes, Anthony (Trans.) (1995). Edda. Everyman. ISBN 0-4608-7616-3
* Schön, Ebbe. (2004). Asa-Tors hammare, Gudar och Jättar i tro och Tradition. Fält & Hässler, Värnamo. ISBN 91-89660-41-2
* Schröder, F. R. (1931). "Germanische Schöpfungsmythen" in Germanisch-Romanische Monatsschrift 19, pp. 1–26.
* Simek, Rudolf (2007) translated by Angela Hall. Dictionary of Northern Mythology. D.S. Brewer. ISBN 0859915131


The title page of Olive Bray's 1908 translation of the Poetic Edda by W. G. Collingwood.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:The_Tree_of_Yggdrasil.jpg
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MessaggioOggetto: Re: IL FRASSINO YGGDRASILL   Oggi a 2:54

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IL FRASSINO YGGDRASILL
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