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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Lo sciamano come figura transgender della comunità

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Maschile Capra
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MessaggioOggetto: Lo sciamano come figura transgender della comunità   Ven 17 Apr 2009 - 11:50

L'argomento dello sciamanesimo, della sessualità e dei generi sessuali è legata adoppio filo.

Questo per unamolteplicità di ragioni:

1) Lo sciamano in quanto figura outsider o border limit facilita una associazione e una rielaborazione su di se di ruoli e atteggiamenti che la società o la comunità ritiene troppo costoso assumersi
2) Lo sciamano in quanto viaggiatore tra i mondi, nella sua ricerca della libertà e dellapercezione puo a livello personale sperimentare la fusione e la rielaborazione con conseguente liberazione di ruoli sociali che da un punto di vista percettivo si trovano nel mondo della comunità, di coloro che non "Vedono"
3) iconograficamente, lo sciamano è spesso rappresentato o tende ad essere rappresentato come un essere che tende verso l'unità, e dunque come qualcuno che ha riunito in se i poli del maschile e del femminile. Querstoporta ad un parallelo con l'alchimia. anche se in questo senso si può dire che la figura dello sciamano è molto piu antica e elabora in se in modo meno razionalizzato tematiche complesse come quelle della evoluzione e della maturazione della coscienza individuale dell'essere umano.

Nella cultura Germanica e Scandinava lo sciamanesimo era assimilato spesso al Seidr. A livello popolare, lungi dall'essere un complimento, accusare un uomo di praticare il seiðr, implicava accusarlo di effeminatezza o perversione sessuale. Odino stesso fu deriso per aver praticato il seiðr, da Loki nel Lokasenna. Da molti Loki è visto come una figura bisessuale, che ha assunto il ruolo femminile nell'incontro con lo stallone del gigante nel Gylfaginning. Durante quell'incontro, Loki è stato talmente simile ad una giumenta da avere una prole dallo stallone, e paragonare un uomo ad una giumenta sembra essere stato uno dei peggiori insulti per accusare qualcuno di essere ergi.

Questo piccolo esempio ci fa capire quanto comoplesso e vario possa essere l'argomento;

In buona parte dei culti della Mezzaluna fertile esiste un atteggiamento ambiguo nei confronti del comportamento omosessuale (inteso in termini più vicini al nostro concetto di transessualità), tipico del concetto contenuto nel termine latino sacer, che vuol dire contemporaneamente sia "sacro" che "maledetto". Diversi documenti, che attendono comunque ancora uno studio attento, attestano la presenza di sacerdoti o persone addette al culto che sono di sesso maschile ma vestono da donne e vengono in qualche modo assimilati alle donne, pur rimanendo in una categoria ben distinta da quella delle donne.

La persona che appartiene a questo gruppo è descritta con vari nomi, come assinnu, ed è presente anche nella Bibbia ebraica come "keleb", termine tradotto (Deuteronomio 23,19) come "cane" (ma la definizione, nella Bibbia inequivocabilmente spregiativa, ha forse in origine la sfumatura di "cane da guardia" della divinità, dato che la si ritrova in senso non dispregiativo in un'iscrizione semitica cipriota).

La Bibbia ebraica contiene anche il termine kadesh/kodesh (trascritto anche come qedes/qodesh, plurale: kedeshim o qedeshim), che significa "consacrato, santo", ma che la Bibbia usa in questo caso in un senso che viene normalmente tradotto come "prostituto", o "prostituto sacro" (1Re 14,24;15,12;22,47).
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