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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
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E capire come superare la notte.
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Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?

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MessaggioOggetto: Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?   Mer 23 Dic 2009 - 10:33

Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?

Da tempo nuove correnti di interpretazione storica rielaborano e rivendono in profondità molte tematiche e fatti che stanno alla base dell’immaginario Occidentale, cosi come alla base dell’immaginario cristiano (o che perlomeno il cristianesimo Occidentale cattolico repute alla base dei suoi stessi fondamenti).

Lungi dall’essere questo un articolo che prende le parti di una delle fazioni in campo, vogliamo con la documentazione qui commentata e postata per mettere in luce come spesso le interpretazioni sulle origini e i fondamenti di alcuni fatti storici possano avere contemporaneamente più forme, più identità.

Il tema di Giovanna d’Arco è controverso, antico, difficile e nebuloso.

Già i fatti sulla sua vita sembrano essere stati contraffatti e viziati durante la sua stessa vita.

Oggi, nel XXI secolo, riuscire a muoversi in questa foresta di spine sembra essere quasi impossibile. Rammentiamo però che nella ricerca storiografica, nella ricerca delle origini culturali e di inventario che hanno dato fondamento e corpo al come vengono percepite le FORME degli eventi ma come vengono ricordati e propagati, l’accuratezza storica ha ben poco conto.

Lo scrivente infatti è della idea che il tema stesso della accuratezza storica degli eventi, il loro essere riportati con la pretesa concettuale della obiettività non sia altro che un prodotto della nostra società occidentale, industriale e post industriale (forse).

Il prodotto di un epoca in cui ovviamente riportare in modo preciso gli eventi permetteva di stabilire un inventario condiviso di concetti e temi che potessero essere funzionali alle esigenze di organizzazioni sociali e pratiche della vita quotidiana, CONDIVISA.

Di recente, molti storici si sono soffermati nel rivalutare sotto diversi punti di vista la vita di Giovanna d’arco.

Alcuni hanno ipotizzato che il suo comportamento, il suo udire voci al di fuori dei canoni istituzionalizzati della Chiesa cattolica aderissero invece ad una iconografia “!sciamanica”.

Nello studio di Jarred James Breaux (FONTE on web: http://www.nakquda.com/essays/religion/joanofarc/joanofarc.pdf) questo tema viene messo in luce in modo molto chiaro, anche se sottoponibile senza alcun dubbio a molte critiche metodologiche (il pregio enorme di tali studi è di aver aperto le porte a chi saprà con dovizia e perseveranza percorrere e battere le strade più impervie della ricerca iconografica comparata, tra le tante).

“Joan of Arc possesses many shamanistic qualities that may not be apparent at first glance.
First, and probably most importantly, she was connected to the spiritual world. She was able to
transverse the axis mundi and speak to the angels of God directly. From an early age she began
to experience visions of the saints. The claimed she was visited by St. Margaret, St. Catherine,
and St. Michael. Anne Llewellyn Barstow describes Joan of Arc as "one, that is, who crossed the
barrier between this world and the realm of the spirits to become the source of healing strength
and saving knowledge, a magical leader in her people's dark hour." While she was not a healer in
the traditional sense, she definitely raised patriotism in France. She also cross-dressed in the
field and in prison, not only because she took on the role of a man as a warrior but also because it
supposedly preserved her chastity. Joan of Arc is also reported to have had psychic abilities,
since she knew of the fall of the French at the Battle of the Herrings immediately after the event
occurred and long before news traveled to her area.2”

Le somiglianze tra Giovanna d’Arco e il prototipo dello sciamano non si fermano qui.

“Joan of Arc when through an initiation process very similar to that of a shaman. Often
what we see with a shaman is an act of being chosen, either by sickness, heredity, or by some
divine power around the age of puberty. At the age of thirteen, Joan began receiving messages from the saints.”

Il secondo punto di questa somiglianza infatti risiede nella modalità in cui Giovanna diviene intermediaria tra il mondo umano e l’altro mondo. Una scelta operata da forze che la “predestinano” al suo ruolo, come accade in moltissime forme di sciamanesimo “tradizionale”.

E ancora:

“Another defining characteristic of a shaman is the adaptation of his or her
identity to fit the role of the shaman. A shaman may exile himself or herself from the community and go on some type of journey to undergo this change. We see this same behavior Joan when she decides to leave home. At the age of seventeen, Joan had convinced Durand Laxart, her cousin, to take her with him to Vaucouleurs. She used a lie that she told her father to convince him to let her go. Then, she convinced Robert de Baudricourt and Jean de Nouillonpont, high ranking military men in Vaucouleurs, that her visions were real.”


Infine, il distacco della identità di Giovanna, da sempolice donna che socialmente era destinata al ruolo di moglie e madre, alla figura limite, al ruolo di HOMO SACER (per usare una terminologia coniata da Giorgio Agamben). Al ruolo di sciamano,, sacer e al limite tra responsabilità e definiziuoni sociali, e il mondo altro, quello in cui l’inventario umano si ferma, o le cui regole e validità sociali vengono interrotte o allentate (questo infatti spiegherebbe come una donna, nel mediovevo europeo, possa aver condotto eserciti, compoabttuto, essersi vestita come un uomo, impugnato una spada e altre armi maschili, dialogato e forse anche dato ordini a nobili…e re).

“The initiation of the shaman is complete when he or she assumes a new identity and a new name. After she convinced Robert de Baudricourt, she put on traditional male clothing, started wearing armor, cut her hair short, and changed her name to La Pucelle. She chose the name “La Pucelle” because it not only meant “virgin” but it is also a transitional term that referred a female who was no longer a child but not yet a full woman. Basically, she eternally devoted herself to remain in a liminal state.3”

Questo passo è molto interessante: il termine in linguaggio condiviso che Giovanna usa è “Pulzella”. Vergine, ma anche donna che non è più una bambina, ma nemmeno moglie o donna adulta nella accezione che allora si dava al termine. Giovanna con questo termine decide deliberatamente, forse, di porsi a metà tra i mondi, anche nei termini. È adulta, ma sceglie di non definirsi donna nel senso comune del termine. Poiché il suo destino corre a metà tra il mondo umano e quello non umano.

Oltre a ciò, nonostante Giovanna avesse sempre riferito alle autorità religioe e temporali che ogni suo messaggio proveniva da Dio e dai suoi santi emissari, esistono molte prove e riflessioni non del tutto comprovate che dimostrano come il background a cui Giovanna attinse per costituire la sua immagine nella società, affondassero le radici nel mondo celtico, come detto anche in questo passo della ricerca gia citata:

“There was a French prophecy, which was contributed to Merlin, that a woman would
bring France to its knees but a young virgin from the east would save France. Joan, who knew of this prophecy, made suttle hints that she was this virgin. Others often associated her with this same prophecy based on their own experiences. Whether she was that virgin sent by God or not was not the issue, but rather she became a focal point of the greater French community as a symbol of strength and patriotism.”

La prova che ci viene da testimonianze processuali a Giovanna, risiede nella vicenda dell’albero sotto cui lei ebbe le visioni estatiche, albero che da tempo imemmore era luogo nella sua comunità di celebrazioni pagane, poi sotituite nel classic modus operandi, da preghiere al santo cristiano di riferimento.

“During the Joan’s trial, there was mention of a birch tree near her home as a child in the
town of Domremy. Some call it the Fairy Tree while others call it the Ladies’ Tree. According to the towns people, the children of the community and their mothers would celebrate the spring and summer festivals under this tree. Some of the older folk, who still followed the older pagan religions, reported that they would see fairies at this tree. However, Joan, who was careful not to testify against herself during her trial, made it clear that she had heard the stories about the fairies but had never saw one herself. A townsman named Jean Morel stated that the fairies had long since gone, ever since they started to preach the gospel of St. John under the tree. Joan supported this claim when she stated that she often went there and hung garlands on the branches in honor of Our Lady of Domremy. Joan also stated that she had engaged in dancing and celebrations around the tree with the other children. A tree such as this one, which is believed to have healing and other spiritual powers, would be a great place to have a spiritual dance. The admission of dancing and celebrating of pagan holidays with locals might lead one to conclude that Joan might have entered an ecstatic state here. The tree, especially a birch tree is a common symbol of the axis mundi, and the fact that there were some short of celebrations around the tree all contain shamanic elements.7”

Riguardo all’atteggiamento che Giovanna ebbe nei confronti del rapport tra le sue affermazioni e le reazioni della ocmunità, interessante è l’osservazione dell’autore :

““Regardless of whether her vision was a lie or not, Joan managed to make this prophecy, and several others for that matter, real to the French people. This is similar to the way a shaman might pretend to go into the body of sick patient and remove a foreign object; however, that foreign object was being hidden in the hand of the shaman all along. The actual “truth” of the prophecy or the healing is not important in either case. What is important the people witnessing either event believe that a solution has been found and that they can move forward.8
Time and time again Joan assured herself and others that she had been chosen and she
was on a divine mission. She is quoted as saying: “I fear them not, I have a sure road: if the enemy are on my road, I have God with me, who knows how to prepare the way to the Lord Dauphin. I was born to do this.” In this statement, she adheres to the call of the shaman, who has a divine right to become the shaman. Furthermore, evidence of her miracles before the people of France, such as her clairvoyant abilities, fulfilling the prophecy which she herself had identified with, healed the sick (through prayer and in visions but not by her own hand), and continuously referred to the visions and conversations she had had with the divine, are reassurances of her shamanistic qualities.”







It is also noted by Joan that she had her visions when near sacred places, such as the birch tree or in a chapel. She claimed that she could not call upon the spirits in a vision, but rather they came to her spontaneously. Instead of the beat of a drum, Joan acknowledges that a ringing bell often brought about her visions. These visions alone do not make her a shaman though. When Joan has gained some sort of secret knowledge and some type of power, then she becomes a shaman. She gained this knowledge and power through later visions and dreams. Perhaps
Eliade said it best when he stated: “seeing spirits, in dream or awake, is the determining sign of the shamanic vocation . . . Seeing them face to face, [the shaman] talks with them, prays to them, implores them.”10

Riassumendo in poche parole ciò che è emrrso da questi studi:

Joan of Arc shows many characteristics of a shaman. She even uses many of the
techniques of a shaman, such as the dancing under the birch tree or the solitary confinement of a
chapel or shrine in the wilderness. She has demonstrated that she has had an ecstatic experience
and that her charismatic abilities won over the political leaders and the people of France. In fact,
she became such a great shaman that she threatened the kingdom of England and she was
sentenced to death. They did not kill a witch, they killed a martyr for political reasons, as Pope
Callixtus III stated twenty-four years after her death.


Concludiamo con le parole di MacCulloch (Source: MacCulloch, J. A. The Religion of the Ancient Celts. London: Constable, 1911, p. 263.)


In addition to coming from an historically Celtic part of France, Joan responded to Otherworldly powers and embodied an ancient Celtic image of the woman as warrior that had been submerged for centuries. Several contemporary novelists, notably Anne Chamberlin (The Merlin of St. Giles Well, The Merlin of the Oak (Wood), draw inspiration from the Celtic motifs in the historical story of Joan. That this interpretation has deep historical roots is suggested by the
fact that her inquisitors asked Joan what knowledge she had of the FAIRY faith or those who practiced it. Joan herself had no doubts that her inspiration was Christian; she answered, in all cases, that she was responding to the voices of saints, not those of fairies.


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MessaggioOggetto: Re: Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?   Sab 29 Gen 2011 - 12:51

Apporto un aggiornamento all'articolo di cui sopra.

La relazione tra Giovanna d'Arco e le tradizioni celtiche e/o pagane è stata trattata da molti storici. Si potrebbe dire, in modo molto edulcorato, che il processo che Giovanna subì, aveva un fondo di realtà, ovverosia elementi biografici che la collegavano a tradizioni sociali diffuse nella sua regione di origine.

La nostra indagine quindi si spinge un pò più in là di semplici supposizioni, o delle conclusioni apportate da MacCulloch. La tesi è che la figura di Giovanna sia collegata alle figure delle Matres boschive, alle donnae nocturnae, alle dame dei boschi. Figure da sempre care alle tradizioni delle campagne (pagane, da pagus, campagna appunto), figure legate a riti stagionali, di fertilità e molto probabilmente di ritualità che dovevano a livello sociale dare un senso alla comunità all'interno di un contesto cosmogonico e alla natura che la circondava.

Un elemento interssante del processo a Giovanna d'arco fu che gli Inquisitori preferirono inserire le affermazioni di Giovanna più nell'alveo della eresia che in quello della stregoneria. E questo per mnolti motivi: in orimis il fatto che sempre Giovanna sembrò affermare che le voci che sentiva raramente avevano dei riscontri visivi, e quando lo avevano, si trattava di visioni del viso delle figure che ella dichiarava la aiutassero (Santa Caterina, Santa Margherita, San Michele non ultimo). Nei processi alle streghe invece uno degli aspetti principali che venivano messi in risalto bei processi era la fisicità delle esperienze soprannaturali e demoniache delle accusate.

L'elemento però che collega Giovanna direttamente a delle possibili tradizioni non cristiane è legato alla sua testimonianza sull'albero presso Domrémy, chiamato dalla gente del luogo "albero delle Dame", o "delle Fate", Presso di esso c'era una sorgente e Giovanna afferma:

"Ho sentito dire che gli ammalati vanno a bere l'acqua di quella sorgente per riacquistare la salute (...) Qualche volta sono andata con altre ragazze a fare delel ghirlande di foglie per adornare la statua di Nostra Signora di Domrèmy. I vecchi raccontavano che le fate venivano a chiaccherare vicino al'albero. Ho sentito la Jeanne Aubry, che era moglie del podestà e mia madrina, raccontare a me che vi sto parlando, di aver veduto le fate in quel posto (...) ho visto ragazze al mio paese posare ghirlande di fiori sui rami dell'albero e, qualche volta, l'ho fatto anche io con loro; certi giorni ce le protavamo via con noi, altre volte le lasciavamo là". (da "Streghe" di Massimo Centini, Ed.Ligurpress)

Alcuni studiosi hanno voluto vederci elementi di ritualità o residui di ritualità celtica o addirittura anteriore alla spiritualità celtico-druidica (è la possibile applicazione della ipotesi della studiosa Murray). Quel che è certo è che il contesto socio-culturale in cui Giovanna d'Arco crebbe aveva molti elementi tradizionali e popolari di origine non cristiana.



BIBLIOGRAFIA:

Streghe, di Massimo CENTINI, Edizioni LIGURPRESS


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MessaggioOggetto: Re: Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?   Lun 31 Gen 2011 - 22:47

Nel libro "Guida Insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità del Piemonte", Massimo Centini riporta en passant una notizia interessante: Giovanna d'Arco sarebbe originaria di Asti. Nella soffitta della famiglia Rinaldi-Ghisleri, originaria di Bologna ma residente ad Asti, sarebbe stata rinvenuto una ventina di anni fa un manoscritto del 1644 nel quale sembrerebbe documentato che la santa combattente Giovanna era una Ghisleri, nata da Ferrante Ghisleri, emigrato in Francia nel 1401. (cito le parole dell'autore del libro).



"Il documento rinvenuto ad Asti afferma:


Giovanna figlia di Ferrante fuggito da Bologna quando Giovanni Primo Bentivogli divetò tiranno della patria, nacque in Lorena l'anno 1409 (storicamente la data di nascita di Giovanna d'Arco corrisponde al 1412, n.d.a.) e per la umile fortuna, e povertà del padre e de fratelli, fu forzata anch'essa a vivere bassamente in villa, tuttavia mostrò sempre quel sangue così nobile e vivace che chiudeva nelle vene, iperoché sino alli 16 anni si esercitava nel lanciar dardi, inseguir lepri, cervi at altri animali, spesse volte montava sopra cavalli, e pigliando un'asta faceva prova di romperla negli alberi, né mai fu veduta in ozio, divenne molto robusta, e sempre conservò la sua verginità, e mostro sempre grandissima onestà (...)
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MessaggioOggetto: Re: Giovanna d’Arco, guerriera celtica e sciamana?   Oggi a 2:56

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