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E capire come superare la notte.
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 CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE

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MessaggioOggetto: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Dom 10 Gen 2010 - 14:08

CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Ven 8 Ott 2010 - 7:19

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_celtica

Mitologia celtica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La mitologia celtica è l'insieme dei miti, delle saghe e delle credenze religiose diffuse tra la civiltà dei Celti.

Indice


* 1 Le fonti scritte
* 2 I druidi
* 3 Il pantheon gallico
* 4 Il culto delle Matronae
* 5 Tradizioni gallesi
* 6 Tradizioni irlandesi
* 7 Il ciclo eroico
* 8 Le feste celtiche
* 9 Bibliografia
* 10 Voci correlate
* 11 Altri progetti
* 12 Collegamenti esterni

Le fonti scritte

Gli antichi celti praticavano la scrittura, ma la ricostruzione della religione celtica presenta alcune difficoltà, causate da motivi di ordine storico e documentario. I celti facevano uso della scrittura solo a fini pratici per intestare dediche alle divinità o nei casi di iscrizioni funebri e marchi di proprietà.

Il patrimonio religioso veniva tramandato solo per via orale e creatori di esso erano i "druidi" (termine che potrebbe significare "gli esperti della quercia"), le loro funzioni variavano e oltre ad essere sacerdoti, a volte comparivano anche nella veste di poeti, storici, giuristi.

Altre fonti sono quelle greche e romane, ma anch'esse hanno dei limiti insuperabili dovute in parte al pregiudizio classicocentrico, in cui si mettono in risalto i particolari barbarici della religione celtica o quegli elementi che la differenziavano dal paganesimo greco-romano. Nessun testo pervenuto tratta sistematicamente ed organicamente la mitologia celtica.

I druidi

Poco conosciuti sono ancora i riti druidici, anche se i sacrifici umani descritti da Cesare sembrano avere avuto una abbastanza ridotta rilevanza . Plinio, invece, descrive un culto arboreo collegato ad elementi astronomici: la raccolta del vischio che cresceva sulle querce, i cui boschi erano sacri per i druidi. Il sacerdote vestito di bianco saliva su un albero e tagliava il vischio con un falcetto d'oro nel sesto giorno della luna nuova. Seguiva il sacrificio di due tori bianchi tra canti religiosi. È ipotesi ormai assodata quella del legame tra il culto druidico e dei megaliti, in particolare dei menhir. I druidi avevano conoscenze astronomiche testimoniate dal misterioso sito di Stonehenge, interpretato come un antichissimo calendario celeste in grado di prevedere, in base all'incidenza dei raggi solari tra i monoliti, cicli stagionali ed eclissi.

Il pantheon gallico

Nel "De bello Gallico" Cesare elenca le principali divinità celtiche di cui fa una interpretatio latina, dando a ciascuna di esse il nome della divinità romana o greca con cui a suo giudizio andava identificata. Lucano invece conserverà i nomi esotici, tra questi si devono ricordare Teutates che corrisponde al Mercurio romano che spesso viene placato con sangue umano, Esus dio della guerra, Taranis rappresentante il Dis-Pater, Lúg che riceve l'epiteto di samildanach ("che possiede tutte le arti") a cui è dedicato un racconto, "La battaglia di Moytura". Il dio Ogmios viene identificato da Luciano di Samosata con l'Eracle greco, anche se era in realtà un vegliardo con i capelli canuti, la pelle rinsecchita e la fronte rugosa che si dice essere stato l'inventore dell'alfabeto irlandese: l'ogam. Un debole legame c'è tra Apollo e Belenus o la divinità Atepomaros che significa "che possiede tanti cavalli", definito altrove come Maponos ("il giovane ragazzo") figlio di Dagda "il dio buono" e la dea Boann ("colei che concede vacche ai suoi devoti").

Il dio della medicina è invece Dian Cecht, che prepara una mirabile protesi d'argento per Nuadu Airgetlam a cui in combattimento era stata mozzata una mano. I morti invece si recano dal dio irlandese Donn "lo Scuro", una divinità minore che abita nel Tech Duinn presso le coste irlandesi. Tra le divinità femminili vanno ricordate Brigit che spesso viene associata a Minerva, Epona dea dei cavalli da associare alla romana Demetra e Sirona dea delle acquee dolci e della bianca luce lunare. Esistono anche due dei silvestri Sucellus e Nantos e soprattutto il dio Cernunnos ("cornuto"), che ha le corna di cervo.

Il culto delle Matronae

Le celtiche Matronae sono l'incarnazione della maternità. Nelle figurazioni non compaiono mai sole, ma sempre in gruppo e formano quasi sempre una triade. Esse rappresentano un complesso insieme di forze positive ornate di spighe e frutti a simbolo di una perenne fruttuosità. Non appartengono al pantheon ufficiale, ma rappresentano precise realtà locali o sociali, il loro culto è legato ad un'idea di fiducia gratuita. Prima di esistere nella religione celtica, appartenevano già ai culti indoeuropei.

Tradizioni gallesi

Due famose collezioni del XIV secolo, il "Libro bianco di Rhydderch" e il "Libro rosso di Hergest" contengono alcune tradizioni gallesi come quella della raccolta detta "Mabinogi". Altri racconti gallesi contengono tradizioni che gli studiosi definiscono come sciamaniche, il cui protagonista è Cei che si trasformerà nel lugubre Key del ciclo arturiano. Infine il modello gallese di Merlino è il poeta mago Taliesin che si vanta di possedere tutte le arti magiche dell'Europa e dell'Asia. Ma anche altri personaggi come Math, Gwydion, figlio di Don (la dea Dana), Llwyd, ecc. sono capaci di imprese favolose.

Tradizioni irlandesi

Queste tradizioni ci raccontano la storia mitica dell'isola dopo il diluvio. I primi immigrati subiscono continuamente gli attacchi dei Fomori, esseri crudeli arrivati da oltremare. Una nuova ondata di immigrati porta le leggi e la società civile. Sono seguiti dai Túatha Dé Danann, le tribù della dea Dana, iniziati al sapere magico. Essi sono guidati dal Dio Lugh in persona nella grande battaglia di Magh Tuiredh contro la razza dei Fomoriani che vinta verrà per sempre bandita dall'Irlanda. Dopo la battaglia arriveranno i primi celti provenienti dalla Spagna. Le relazioni fra i celti e i Tuatha restano tese,come dimostrano le diverse battaglie che combattono gli uni contro gli altri. Finalmente i Tuatha si ritirano nell'Annwn e cedono lo spazio visibile ai Celti.

Il ciclo eroico

Questo ciclo è detto di Ulster e ha come protagonista l'eroe Cù Chulainn, che risiede alla corte del re Conchobar, a Ulster. La regina Medhbh di Connacht invia un'armata per impadronirsi del toro bruno di Cuailnge e la gente di Ulster, per effetto di un sortilegio, non è capace di opporle resistenza. Ma Cù Chulainn lotterà da solo contro l'armata degli avversari e un combattimento feroce tra il toro bruno di Cuailnge e il toro di Connacht metterà fine all'epopea. La carriera del semi-dio Cù Chulainn sarà breve, perché i suoi avversari lo uccideranno attraverso i loro poteri magici. Tra gli eroi mitici non si può scordare anche Fionn mac Cumhail, capo dei Feniani, una confraternita di guerrieri iniziati. Fionn possiede poteri magici che utilizza per eliminare le forze sovrannaturali che minacciano il suo paese.

Le feste celtiche

Il calendario celtico si basava su un computo complesso, regolato sia dal ciclo solare che da quello lunare. Il ciclo solare scandiva l'anno in due fasi, segnate dalla festa di Samain e di Beltane; queste due fasi principali erano ulteriormente divise in due parti uguali, segnate dalle festività minori di Lugnasad e Imbolc. Erano festività del fuoco. Nella festa di Samain, il primo novembre, ha inizio la parte oscura dell'anno. In tale occasione le porte degli inferi si aprivano e gli spiriti dei morti tornavano a vagare nel mondo terreno. Il 1 maggio incominciava invece la parte luminosa dell'anno, con la festa di Beltane che significava "fuoco di Bel" dedicata probabilmente a Belenus. Il primo agosto era la volta della festa di Lugnasad in cui si festeggiava la mietitura e il nuovo raccolto, celebrando la fertilità della terra, dedicato al dio Lúg. Il 1 febbraio si celebrava invece la festa di Imbolc (letteralmente"latte di pecora") che era una festa di purificazione e rinascita, in cui si celebrava la Dea Madre e si festeggiava la nascita degli agnelli. Durante la celebrazione il latte veniva versato copiosamente sulla terra a simboleggiare la fertilità. Accanto a queste che erano le date più importanti del calendario solare, c'erano delle date variabili legate al calendario lunare.

Bibliografia

* Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, La saga irlandese di Cu Chulainn, Mondadori, Milano 1982.
* Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Saghe e racconti dell'antica Irlanda, Mondadori, Milano 1993.
* Giordano Berti, Il sogno di Oengus, Lo Scarabeo, Torino, 1991 (illustrazioni di Milo Manara).
* Giordano Berti, Miti dei Celti d’Irlanda, Lo Scarabeo, Torino, 1994 (illustrazioni di Giacinto Gaudenzi).
* Melita Cataldi, Antiche storie e fiabe irlandesi, Torino 1985.
* Giovanni Giusti, Antiche liriche irlandesi, Salerno Editrice, Roma 1991.
* Augusta Gregory, Dei e guerrieri d’Irlanda, Studio Tesi, Milano 1991.
* Françoise Le Roux - Christian-J. Guyonvarc'h, I Druidi, ECIG, Genova, 1990; nuova ediz. 2000
* Thomas W. Rolleston, I miti celti, Longanesi, Milano 1994.


Picture of a "Korrigan", small elf of the celtic forests


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Celtic_mythology

Celtic mythology
From Wikipedia, the free encyclopedia

Celtic mythology is the mythology of Celtic polytheism, apparently the religion of the Iron Age Celts. Like other Iron Age Europeans, the early Celts maintained a polytheistic mythology and religious structure. Among Celts in close contact with Ancient Rome, such as the Gauls and Celtiberians, their mythology did not survive the Roman empire, their subsequent conversion to Christianity, and the loss of their Celtic languages. It is mostly through contemporary Roman and Christian sources that their mythology has been preserved. The Celtic peoples who maintained either their political or linguistic identities (such as the Gaels, Picts, and Brythonic tribes of Great Britain and Ireland) left vestigial remnants of their forebears' mythologies, put into written form during the Middle Ages.

Contents

* 1 Overview
* 2 Historical sources
* 3 Mythology of Ireland
o 3.1 The Dagda
o 3.2 The Morrígan
o 3.3 Lugh/Lug
o 3.4 Others
* 4 Mythology of Wales
* 5 Remnants of Gaulish and other mythology
o 5.1 Julius Caesar’s comments on Celtic religion and their significance
* 6 See also
* 7 References
* 8 External links

Overview

Though the Celtic world at its apex covered much of western and central Europe, it was not politically unified nor was there any substantial central source of cultural influence or homogeneity; as a result, there was a great deal of variation in local practices of Celtic religion (although certain motifs, for example the god Lugh, appear to have diffused throughout the Celtic world). Inscriptions to more than three hundred deities, often equated with their Roman counterparts, have survived, but of these most appear to have been genii locorum, local or tribal gods, and few were widely worshipped. However, from what has survived of Celtic mythology, it is possible to discern commonalities which hint at a more unified pantheon than is often given credit.

The nature and functions of these ancient gods can be deduced from their names, the location of their inscriptions, their iconography, the Roman gods they are equated with, and similar figures from later bodies of Celtic mythology.

Celtic mythology is found in a number of distinct, if related, subgroups, largely corresponding to the branches of the Celtic languages:

* Ancient Celtic religion (known primarily through archaeological sources rather than through written mythology; cf. Ancient Gaulish and British deities)
* mythology in Goidelic languages, represented chiefly by Irish mythology and Scottish mythology
o Mythological Cycle
o Ulster Cycle
o Fenian cycle
o Historical Cycle
* mythology in Brythonic languages, represented chiefly by Welsh mythology (cf. also Breton mythology and folklore)

Historical sources

Because of the scarcity of surviving materials bearing written Gaulish, it is surmised that the pagan Celts were not widely literate, although a written form of Gaulish using the Greek, Latin and North Italic alphabets was used (as evidenced by votive items bearing inscriptions in Gaulish and the Coligny Calendar). Julius Caesar attests to the literacy of the Gauls, but also wrote that their priests, the druids, were forbidden to use writing to record certain verses of religious significance (Caesar, De Bello Gallico 6.14) while also noting that the Helvetii had a written census (Caesar, De Bello Gallico 1.29).

Rome introduced a more widespread habit of public inscriptions, and broke the power of the druids in the areas it conquered; in fact, most inscriptions to deities discovered in Gaul (modern France and Northern Italy), Britain and other formerly (or presently) Celtic-speaking areas post-date the Roman conquest.

And although early Gaels in Ireland and parts of modern Wales used the Ogham script to record short inscriptions (largely personal names), more sophisticated literacy was not introduced to Celtic areas that had not been conquered by Rome until the advent of Christianity. Indeed, many Gaelic myths were first recorded by Christian monks, albeit without most of their original religious meanings.

Mythology of Ireland
Main article: Irish mythology

The oldest body of myths is found only from the early medieval period of Ireland. As Christianity began to take over, the gods and goddeses were slowly eliminated as such from the culture. What has survived includes material dealing with the Tuatha Dé Danann and the Fomorians, which forms the basis for the text Cath Maige Tuireadh (the Battle of Mag Tuireadh), as well as portions of the history-focused Lebor Gabála Érenn (the Book of Invasions). The Tuatha Dé represent the functions of human society such as kingship, crafts and war, while the Fomorians represent chaos and wild nature.

The Dagda

The leader of the gods for the Irish pantheon appears to have been The Dagda. The Dagda was the figure after which male humans and other gods were based due to his embodiment of the ideal Irish traits. Celtic gods were also considered to be a clan due to their lack of specialization and unknown origins. The particular character of The Dagda describes him as a figure of burlesque lampoonery in Irish mythology, and some authors even conclude that he was trusted to be benevolent enough to tolerate jokes at his own expense.

Irish tales depict the Dagda as a figure of power, armed with a spear. In Dorset there is a famous outline of an ithyphallic giant known as the Cerne Abbas Giant with a club cut into the chalky soil. While this was probably produced in relatively modern times (English Civil War era), it was long thought to be a representation of the Dagda. This has been called into question by recent studies which show that there may have been a representation of what looks like a large drapery hanging from the horizontal arm of the figure, leading to suspicion that this figure actually represents Hercules (Heracles), with the skin of the Nemean Lion over his arm and carrying the club he used to kill it. In Gaul, it is speculated that the Dagda is associated with Sucellos, the striker, equipped with a hammer and cup.

The Morrígan

The Morrígan was a tripartite battle goddess of the Celts of Ancient Ireland. She was known as the Morrígan, but the different sections she was divided into were also referred to as Nemhain, Macha, and Badb (among other, less common names), with each representing different aspects of combat. She is most commonly known for her involvement in the Táin Bó Cúailnge.

Lugh/Lug

The god appearing most frequently in the tales is Lugh. He is evidently a residual of the earlier, more widespread god Lugus, whose diffusion in Celtic religion is apparent from the number of place names in which his name appears, occurring across the Celtic world. The most famous of these are the cities of Lugdunum (the modern French city of Lyon) and Lugdunum Batavorum (the modern city of Katwijk, 10 kilometers to the west of Leiden). Lug is described in the Celtic myths as the last to be added to the list of deities. In Ireland a festival called the Lughnasa (Modern Irish lúnasa) was held in his honour.

Others

Other important goddesses include Brigid (or Brigit), the Dagda's daughter; Aibell, Aine, Macha, and the sovereign goddess, Ériu. Notable is Epona, the horse goddess, celebrated with horse races at the summer festival. Significant Irish gods include Nuada Airgetlám, the first king of the Tuatha Dé Danann; Goibniu, the smith and brewer; Dian Cecht, the patron of healing; and the sea god Manannán mac Lir.

Mythology of Wales

Main article: Welsh mythology

Less is known about the pre-Christian mythologies of Britain than those of Ireland. Important reflexes of British mythology appear in the Four Branches of the Mabinogi, especially in the names of several characters, such as Rhiannon, Teyrnon, and Bendigeidfran (‘Bran [Crow] the Blessed’). Other characters, in all likelihood, derive from mythological sources, and various episodes, such as the appearance of Arawn, a king of the Otherworld seeking the aid of a mortal in his own feuds, and the tale of the hero who cannot be killed except under seemingly contradictory circumstances, can be traced throughout Indo-European myth and legend. The children of Llŷr (‘Sea’ = Irish Lir) in the Second and Third Branches, and the children of Dôn (Danu in Irish and earlier Indo-European tradition) in the Fourth Branch are major figures, but the tales themselves are not primary mythology.

While further mythological names and references appear elsewhere in Welsh narrative and tradition, especially in the tale of Culhwch and Olwen, where we find, for example, Mabon ap Modron (‘the Divine Son of the Divine Mother’), and in the collected Triads of the Island of Britain, not enough is known of the British mythological background to reconstruct either a narrative of creation or a coherent pantheon of British deities. Indeed, though there is much in common with Irish myth, there may have been no unified British mythological tradition per se. Whatever its ultimate origins, the surviving material has been put to good use in the service of literary masterpieces that address the cultural concerns of Wales in the early and later Middle Ages.

Remnants of Gaulish and other mythology

The Celts also worshipped a number of deities of which we know little more than their names. Classical writers preserve a few fragments of legends or myths that may possibly be Celtic.[1]

According to the Syrian rhetorician Lucian, Ogmios was supposed to lead a band of men chained by their ears to his tongue as a symbol of the strength of his eloquence.

The Roman poet Lucan (1st century AD) mentions the gods Taranis, Teutates and Esus, but there is little Celtic evidence that these were important deities.

A number of objets d'art, coins, and altars may depict scenes from lost myths, such as the representations of Tarvos Trigaranus or of an equestrian ‘Jupiter’ surmounting a snake-legged human-like figure. The Gundestrup cauldron has been also interpreted mythically.[2]

Along with dedications giving us god names, there are also deity representations to which no name has yet been attached. Among these are images of a three headed or three faced god, a squatting god, a god with a snake, a god with a wheel, and a horseman with a kneeling giant.[3] Some of these images can be found in Late Bronze Age peat bogs in Britain,[4] indicating the symbols were both pre-Roman and widely spread across Celtic culture. The distribution of some of the images has been mapped and shows a pattern of central concentration of an image along with a wide scatter indicating these images were most likely attached to specific tribes and were distributed from some central point of tribal concentration outward along lines of trade. The image of the three headed god has a central concentration among the Belgae, between the Oise, Marne and Moselle rivers. The horseman with kneeling giant is centered on either side of the Rhine. These examples seem to indicate regional preferences of a common image stock.[3]

Julius Caesar’s comments on Celtic religion and their significance

The classic entry about the Celtic gods of Gaul is the section in Julius Caesar's Commentarii de bello Gallico (52–51 BC; The Gallic War). In this he names the five principal gods worshipped in Gaul (according to the practice of his time, he gives the names of the closest equivalent Roman gods) and describes their roles. Mercury was the most venerated of all the deities and numerous representations of him were to be discovered. Mercury was seen as the originator of all the arts (and is often taken to refer to Lugus for this reason), the supporter of adventurers and of traders, and the mightiest power concerning trade and profit. Next the Gauls revered Apollo, Mars, Jupiter, and Minerva. Among these divinities the Celts are described as holding roughly equal views as did other populations: Apollo dispels sickness, Minerva encourages skills, Jupiter governs the skies, and Mars influences warfare. In addition to these five, he mentions that the Gauls traced their ancestry to Dis Pater.

References

1. ^ Paul-Marie Duval. 1993. Les dieux de la Gaule. Éditions Payot, Paris. ISBN 2-228-88621-1. pp.94-98.
2. ^ G.S. Olmsted. "The Gundestrup version of Táin Bó Cuailnge". Antiquity, vol. 50, pp. 95-103.
3. ^ a b Powell, T.G.E. The Celts. Thames & Hudson, London. 1958.
4. ^ Chadwick, Nora. The Celts. Pelican Books. 1970.

* de Vries, Jan, Keltische Religion (1961)
* Duval, Paul-Marie, Les Dieux de la Gaule, new ed. updated and enlarged (1976).
* Green, Miranda J. Dictionary of Celtic Myth and Legend New York: Thames and Hudson, 1992. ISBN 0-500-27975-6.
* MacCana, Proinsias. Celtic Mythology. New York: Hamlyn, 1970. ISBN 0-600-00647-6.
* Mac Cana, Proinsias, The Learned Tales of Medieval Ireland (Irish Literature - Studies), Dublin Institute for Advanced Studies (1980): ISBN 1-85500-120-9
* MacKillop, James. Dictionary of Celtic Mythology. Oxford: Oxford University Press, 1998. ISBN 0-19-280120-1.
* Monaghan, Patricia. The Red-Haired Girl from the Bog: The Landscape of Celtic Myth and Spirit. New World Library, 2002. ISBN 1-57731-190-6.
* O'Rahilly, Thomas F. Early Irish History and Mythology (1946, reissued 1971)
* Rhys, John, Lectures on the Origin and Growth of Religion as Illustrated by Celtic Heathendom 3rd ed. (1898, reprinted 1979).
* Chapman, Gary, Reigniting the Magic for 21st Century Readers
* Sjoestedt, M. L. Gods and Heroes of the Celts. 1949; translated by Myles Dillon. repr. Berkeley, CA: Turtle Press, 1990. ISBN 1-85182-179-1.
* Stercks, Claude, Éléments de cosmogonie celtique (1986)
* Vendryès, Joseph, Ernest Tonnelat, and B.-O. Unbegaun Les Religions des Celtes, des Germains et des anciens Slaves (1948).
* Wood, Juliette The Celts: Life, Myth, and Art Thorsons Publishers (2002): ISBN 0-00-764059-5
* Danilo Pennone I Celti, miti e leggende, Stile Regina Editrice, 1990


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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 15:31

Posso suggerire a chiunque sia interessato ad approfondire la mitologia e la spiritualità celtica, il bellissimo Il Vischio e la Quercia di Riccardo Taraglio ?

PS
Per quanto ho letto finora sono contento di essermi iscritto, contenuti e persone interessanti, anche se
ho notato che molte cose sono scritte in inglese, purtroppo non lo capisco, e il traduttore automatico spesso pastrocchia troppo.....
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 17:12

Buonasera Moonlord,

Mi fa piacere vedere che ci sono ancora persone interessate alla armonia col popolo degli alberi. Popolo che ormai ci vede con molta diffidenza, chissà come mai.

Se ti interessa ti segnalo anche questo link

http://archive.org/details/religiongaulois00bert

e qui la pagina di riferimento per tutti i documenti su questo tema schedati e in rete disponibili in quel circuito di bilioteche on line:

http://archive.org/search.php?query=subject%3A%22Druids+and+druidism%22

lì tu, così come chiunque altro interessato, può reperire un saggio del 1896 tenuto al Louvre.

Il link può darti accesso a migliaia di libri gratuitamente e in diversi formati.

Piccola riflessione personale: sono dell'idea che la conoscenza deve essere disponibile a tutti coloro che la desiderano. E deve essere gratuita. Quando la conocenza è diffusa, arriva la consapevolezza e le tenebre della ignoranza si allontanano. Ma anche i giochi di chi vuole dominare gli altri diventano sempre più difficili. a quel punto solo un ultimo gioco possono fare costoro: non far desiderare la conoscenza ma tenere imprigionata l'attenzione sul consueto e ridondante...non agire a valle ma a monte, sussurrando ai tanti cosa volere, cosa vedere, cosa desiderare e percepire..cosa, questa, abbastanza nota...credo :-)
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 17:41

1) Wow! Al Louvre
2) Ops... è in francese.

Scherzi a parte , grazie della segnalazione. L'ho appena scaricato e solo l'idea di poter visionare un testo antico che appartiene al  Louvre è emozionante. Se poi riesco a tradurlo vocabolario alla mano.... o tramite un'amica che se non ricordo male ha studiato Francese.
Comunque grazie.

Ogni volta che faccio un'escursione onoro gli spiriti degli alberi, cercando un contatto, uno scambio di energia, una carezza mentale e del cuore.
In effetti quando mi trovo su un sentiero  e qualche volta fuori sentiero ( anche se mi dicono che sono scemo) sono ipervigile nei confronti dei pericoli stessi dell' escursione, ma la tempo stesso mi trovo in uno stato percettivo "altro", che mi consente di percepire gli stati d'animo di chi dimora in quel luogo.


Sono d'accordo con la tua piccola riflessione che la conoscenza deve essere gratuita ed accessibile a tutti, ma secondo me non è per tutti allo stesso "momento". Deve arrivare al l momento  giusto, al giusto grado evolutivo di chi la riceve. Però  dobbiamo (e ci dobbiamo) aiutare e aiutarci alla conoscenza multidimensionale , sia in senso metaforico che effettivo.
Mmmm mi sa che devo spiegarmi meglio.
Lo faccio quanto prima .

Un saluto
Moonlord
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 17:49

1) mi fa piacere che ti sia piaciuto.
2) purtroppo non facciamo ancora servizio di traduzione testi. Il personale del forum e' ridotto all'osso ...anche se questo personale è davvero eccezionale ( e non sto parlando di me...).

Considerala come una sfida: come stai reimparando a percepire l'energia puoi anche imparare una nuova lingua...cosa questa assai meno impegnativa della prima. Se avrai successo nella prima, la seconda sarà come bere un bicchiere d'acqua ;-)
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 19:08

Ciao Moonlord,
grazie per la segnalazione, inserisco quel testo nella mia lunghissima lista di libri da leggere...

Per l'inglese, ahimé anche io ho lo stesso problema ma purtroppo molti testi antichi non sono stati tradotti in italiano oppure sono proprio introvabili. C'è un sito interessante di libri antichi da leggere gratuitamente, e qui mi allaccio alla riflessione di Admin che condivido, però tutti in inglese.

Questo il link diretto all'area dedicata alla cultura celtica:
http://sacred-texts.com/neu/celt/index.htm


Un salutone!
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Lun 17 Giu 2013 - 21:05

Piccola nota: mi ero dimenticato che per il tasto "grazie" si era deciso di mettere Xena che usciva dalla torta...eheheheh Razz
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Mar 18 Giu 2013 - 14:55

Riprendendo... Sono d'accordo con la tua piccola riflessione che la conoscenza deve essere gratuita ed accessibile a tutti, ma secondo me non necessariamente  per tutti allo stesso "momento".

Non sono il tipo che vuole controllare le informazioni dandole con il contagocce, non fraintendetemi, ma non voglio nemmeno dare perle ai maiali.

Siamo  sicuri che questa opportunità sia apprezzata? Sia Capita? Soprattutto vorrei che chi la riceve sia pronto.

Mi rendo conto che è un’utopia, intendiamoci .

La Conoscenza deve  arrivare nelle dosi giuste al l momento  giusto, in maniera tale che nessuno sia “costretto”  ad un salto nel vuoto, ma che sia Consapevole / Cosciente di quello che sta facendo. In modo che possa costruire il suo ponte piuttosto che lanciarsi nel vuoto per arrivare dall’altra parte.

La Consapevolezza, che secondo me è la vera Conoscienza/Coscenza la vera forza motrice dell’evoluzione spirituale.

Deve svilupparsi rispettando il giusto  grado evolutivo aiutando e non frastornando chi la riceve. Però  dobbiamo (e ci dobbiamo) aiutare e aiutarci ad accendere la miccia, scintilla ecc. che faccia partire tutto questo.

Fino ad arrivare ad un tipo di Coscienza/Conoscenza multidimensionale , sia in senso metaforico che effettivo.  Parlo di quella multidimensionalità dell’esistenza che chi pratica un certo tipo di “discipline” o “sentiero” non solo percepisce come vere ma raggiungibili, con le quali si può interagire.

Di fronte ad una simile immensità verrebbe poi naturale chiedersi  cosa la anima, qual è lo scopo ultimo, c’è uno scopo ultimo? Vorrei vedere me stesso arrivare fino all’ultimo step, all’ultimo “ostacolo” per ricongiungermi poi al mio vero io multidimensionale, alla multi-anima. E magari dire …. Bel gioco che abbiamo fatto ne vogliamo iniziare un altro…. E magari essere  quella scintilla che da vita al successivo “Big Bang”, al successivo “Multiverso” alle nuove regole del nuovo gioco….
 Ma magari questi sono solo le visioni di un povero piccolo sognatore, che spera un giorno di apprendere in pieno il suo ruolo( nel corso delle varie vite), nel grande gioco che qualcuno chiama esistenza.


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Mmmm ho l'impressione di aver divagato... però  non è tutto sbagliato quello che ho scritto
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Mar 18 Giu 2013 - 21:09

per quello che percepisco io, oltre quel gradino, non acquisto nulla di più,ma perdo...perdo la mia identità e quello che mi è stato insegnato fino ad ora ad essere e a percepire...e torno ad essere quello che sono sempre stato. Silenzio.
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MessaggioOggetto: Re: CELTIC MYTHOLOGY AND FOLKLORE   Oggi a 16:16

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