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 Cavallo: viaggio, potere e libertà

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MessaggioOggetto: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Lun 29 Mar 2010 - 15:39

Ecco un nuovo totem... un animale dal nobile aspetto Very Happy

Di wikipedia riporto solo uno stralcio perciò per un approfondimento ne consiglio la visione al link di origine...


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Equus_caballus

Equus caballus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« I miei tesori non luccicano né tintinnano ma brillano nel sole e nitriscono nella notte »

(Proverbio gitano)

L'Equus caballus (Linneo 1758), o più semplicemente cavallo, è un mammifero ungulato di grossa taglia. Appartiene al genere Equus, unico della famiglia Equidae. Di antica domesticazione da una sottospecie estinta delle steppe asiatiche, il Tarpan, viene utilizzato come animale da sella, da tiro da soma e da carne. È in grado di rinselvatichirsi e di sopravvivere autonomamente allo stato brado.

Frutto di una lunga e ben conosciuta evoluzione, il cavallo presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato una efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.

I cavalli si dividono in dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi. Il tipo dolicomorfo comprende le "razze leggere da sella" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.); il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.); il tipo brachimorfo comprende le "razze pesanti" (cavalli da tiro, Avelignese, ecc.).

Origini e storia

I presunti progenitori del cavallo sono apparsi sulla Terra circa 55 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti hanno una buona conoscenza del processo evolutivo che ha portato alla specie attuale,dato che si sono trovati vari resti. Gli studi sui fossili dimostrano che il probabile progenitore dell'odierno cavallo era il Hyracotherium, d'altezza non superiore a 30–40 cm al garrese e con arti di almeno 4 dita; il suo habitat naturale era la foresta ed aveva una dentatura tipica degli onnivori. Durante il processo evolutivo, i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di erbivori stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentava, gli arti diventavano più lunghi, diminuiva il numero delle dita e i denti si modificavano progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, Equus caballus, e gli altri appartenenti del genere Equus poggiano sull'unico dito rimasto loro: il medio.
In America, il cavallo si estinse in epoca preistorica, contemporaneamente ad altri grandi mammiferi; fra le ipotesi per tali estinzioni, il disturbo antropico costituito dalla caccia da parte dell'uomo.
Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell'addomesticamento del cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000 a.C. Infatti in Asia centrale e meridionale il cavallo fu addomesticato dagli allevatori nomadi del popolo dei mongoli, seguaci del famoso Gengis Khan, che diede vita all'Impero mongolo proprio grazie alla forza e all'astuzia dell'esercito di guerrieri a cavallo.[1]
Secondo altri studiosi, l'addomesticamento risale a 6000 anni fa nell'Età del rame presso la cultura di Sredni Stog fiorente in Ucraina.[2]
Un progenitore dei cavalli attuali è considerato il tarpan, un cavallo selvatico europeo ufficialmente estinto tra il 1918 e 1919.



FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/04/animali-dalla-a-alla-d/

CAVALLO – Potere personale. Fornisce supporto per coloro che sono soli, depressi, e sentono di aver “perduto il cuore”. Nutre un senso di amorevole apertura, di appartenenza, e la connessione con gli altri. Delicatamente apre il chakra del cuore.



FONTE: da “Segni e presagi del mondo animale – i poteri magici di piccole e grandi creature.” Di Ted Andrews Ed. Mediterranee

Esso è stato associato a riti che riguardano sia la sepoltura che la nascita, nei quali gli individui entrano nel mondo e ne escono in sella a un cavallo. Nell’ astrologia cinese, il cavallo è associato al fascino e alla persuasione. È un simbolo di libertà, a volte sfrenata. Il cavallo porta con sé nuovi viaggi e vi insegnerà a cavalcare in direzioni inesplorate per scoprire la libertà e il potere.


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 11:31, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Lun 29 Mar 2010 - 17:30

Tila ha scritto:
FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Equus_caballus

Equus caballus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« I miei tesori non luccicano né tintinnano ma brillano nel sole e nitriscono nella notte »

(Proverbio gitano)

.


Ottimo Smile

Il cavallo è un altro animale fondamentale nelle tradizioni antiche e sciamaniche.

Appena ci ho pensato, dopo aver letto il tuo post sul cavallo come aspirazione e desiderio di libertà, hopensato ai mustang:


http://it.wikipedia.org/wiki/Mustang_(cavallo)

I mustang sono una popolazione equina inselvatichita dell'America nord-occidentale (il famoso Far West). Vista la resistenza, la grazia, la velocità e l'indipendenza che li caratterizza, il nome "Mustang" viene spesso usato per prodotti ad alte prestazioni e per le mascotte sportive.

La parola inglese mustang deriva dallo spagnolo mesteño (o mestengo come si dice in Messico), che significa bestiame allevato estensivamente nelle mestas (associazioni di pastori che si spartivano il possesso degli animali selvatici o comunque privi di padrone).

I primi mustang discendono dai cavalli spagnoli portati in Messico nel 1500. Alcuni dei cavalli sfuggirono o furono catturati dai nativi, e si diffusero rapidamente in tutta l'area dell'America nord-occidentale. A partire dalla metà del 1800 il patrimonio genetico dei mustang fu arricchito dal contributo dei cavalli dei pionieri (sfuggiti o liberati di proposito). Molti fattori liberavano i propri cavalli d'inverno, perché pascolassero autonomamente, e ricatturavano loro o altri mustang quando, in primavera, ne avevano nuovamente bisogno. Alcuni proprietari miglioravano i branchi locali sopprimendo gli stalloni dominanti e sostituendoli con soggetti di importazione. Questi miglioramenti erano particolarmente efficaci nelle aree aride, in cui i branchi erano isolati e consanguinei nei periodi di siccità.

Nel 1900 si stima che il numero di cavalli inselvatichiti in Nord America fosse di circa un milione. I mustang costituivano una risorsa, perché potevano essere catturati e usati o venduti (soprattutto per usi militari) o macellati, per ottenerne cibo utilizzato, più tardi, soprattutto per gli animali domestici. Venivano anche visti come un fastidio, per il fatto che competevano con il bestiame per i pascoli. Dal 1900 la popolazione dei cavalli selvaggi si è ridotta drasticamente. Oggi, le stime sul numero di mustang liberi sono comprese fra i 40.000 e i 100.000, e la metà è concentrata nel Nevada. Alcune centinaia di mustang liberi sopravvivono nell'Alberta e nella Columbia Britannica.

Attualmente, i mustang sono protetti negli USA nelle aree demaniali. È vietato abbatterli o avvelenarli, e le pene per le violazioni sono severe. Tuttavia, si dà per scontato che molti fattori continuino a farlo nelle zone più remote.

Il Bureau of Land Management controlla la popolazione dei mustang attraverso un programma di catture, con lo scopo dichiarato di gestire la competizione con il bestiame bovino. La maggior parte dei cavalli catturati sono offerti in adozione. Nel gennaio 2005, tuttavia, il Congresso degli Stati Uniti ha modificato questo programma, per consentire la vendita per macellazione dei cavalli "di più di dieci anni" o "proposti inutilmente per l'adozione per almeno tre volte". Si immagina di inviare la carne di cavallo ottenuta da questo programma in Europa o in Giappone, dove spunta alti prezzi ed è considerata una prelibatezza.







FONTE: http://www.sayahda.com/cyc3.html

The Mustang/Horse

The horse represents freedom and power. There is a lot of myth and lore associated with this majestic creature. Once wild horses numbered in the many millions. Eventually their lands were taken and they were hunted for domestication. Although the horse became a domesticated animal their spirit for freedom remained strong. They can be a bit unpredictable and have been known to revert back to their wild animalistic nature.

Horses feel things deeply and have strong emotions. They can sense the energy field of others and respond to whatever that energy projects. This sensitivity is associated with psychic powers. Those with horse as a totem find comfort in being touched and benefit from bodywork.

Before this continent became so populated, it was well suited for the mustang. The best stallions had huge herds that they alone led. They had adapted themselves to live in harsh environments on diets that wouldn't sustain most horses. However their need for freedom made them unsuited to a country whose people seemed compelled to control and dominate everything. Slowly the herds started to die and presently there are only a few herds left in parts of nine western states. Horse medicine people require space to roam and the freedom to live their own truth. If dominated or controlled by another they will run like the wind and never return.

Horses helped transform a continent. They pulled the wagon trains that allowed the West to be taken by the Europeans. They helped turn the Lakota and other Native nations into the powerful mounted warriors and nomads that they became.

The horse then, is freedom and the power that comes with being free. A horse gives its rider the safety of speed. They gave the natives tremendous power to run, fight, send messages, hunt and move their villages quickly.

To steal a horse was to steal power from another tribe. If horse appears in your life you are being given the gift of safe movement and passage into the new. Horses are very intelligent and although they have been trained to perform a number of tasks they still carry a majestic quality about them. The horse is sure footed and serves as a messenger of hope and a leader into freedom for those with this totem.




e di Sleipnir il cavallo ad otto zampe sai qualcosa?

Smile
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MessaggioOggetto: cavallo   Lun 29 Mar 2010 - 19:40


Riporto l'articolo di wikipedia riferito proprio a Sleipnir...

Buona lettura!

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Sleipnir

Sleipnir
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Odino a cavallo di Sleipnir in un manoscritto islandese del XVIII secolo.

Sleipnir è, nella mitologia norrena, il cavallo di Odino.

Di color grigio, dotato di otto zampe, è il migliore cavallo che esista, il più veloce, in grado di cavalcare il cielo e le acque, e anche lungo gli altri mondi. Il suo nome significa "colui che scivola rapidamente". Secondo alcune fonti Sleipnir porta delle rune incise sui denti.
La nascita di Sleipnir [modifica]

Snorri Sturluson, basandosi su vaghi accenni contenuti nella Völuspá, racconta la nascita di Sleipnir.

Un abile costruttore aveva stretto un patto con gli Dei: in diciotto mesi avrebbe eretto un muro possente in grado di difenderli dai giganti, loro nemici; in cambio avrebbe ricevuto in dono Freyja, il Sole e la Luna. Gli dei, su consiglio di Loki accettarono, ma a patto che il muro fosse terminato entro l'Estate. Quando però mancavano solo tre giorni all'Estate era ormai evidente che il costruttore sarebbe riuscito a finire in tempo la sua opera, anche grazie all'aiuto di Svaðilfœri, il suo possente cavallo. Gli dèi decisero che si doveva fare qualcosa, se non volevano perdere Freyja. Si interrogarono su chi avesse spinto per accettare il patto, e quando si ricordarono che era stato Loki lo costrinsero a rimediare. Lui si trasformò in puledra, sedusse Svaðilfari facendosi inseguire per un giorno e una notte, interrompendo così i lavori. Ripeté il trucco per tutte le tre notti e i tre giorni seguenti. Quando fu evidente che il muro non sarebbe stato completato per tempo, il costruttore fu preso da un'ira bestiale, rivelando che in realtà era egli stesso un gigante. E allora Thor, che dei giganti è il maggior nemico, gli fracassò il cranio con un colpo di Mjöllnir, il suo martello.

In seguito Loki partorì da Svaðilfari un puledro grigio con otto zampe, Sleipnir, che divenne il cavallo di Odino, dopo che questi glielo chiese in dono, poiché era il più veloce e possente di tutti i cavalli.
Sleipnir nella cultura moderna
* In Final Fantasy XII, gli Sleipnir sono nemici comuni. Si tratta di una razza di cavalli da guerra allevata in tempi antichi, in seguito abbandonata dopo la comparsa delle aeronavi.
* Sleipnir è il titolo di una canzone dei Manowar, la 5ª presente nell'album Gods of War.
* Sleipnir è il nome di una lancia sacra in Fire Emblem: The Sacred Stones.
* Nella serie tv anime 'I cavalieri dello zodiaco' (Saint Seiya in originale), l'armatura di Artax, uno dei cavalieri di Asgard, forma un cavallo a 8 zampe, chiaro riferimento a Sleipnir.



Altra fonte interessante: http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html è meglio visitarla direttamente


Ultima modifica di Tila il Lun 4 Lug 2011 - 10:53, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Mer 31 Mar 2010 - 17:32

Tila ha scritto:
E' magnifico, pensa che le prime volte che ho fatto meditazione avevo sempre la stessa visione: io che cavalcavo, senza sella, in una prateria selvaggia e mi sentivo libera e viva come mai!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Sleipnir

Sleipnir
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Odino a cavallo di Sleipnir in un manoscritto islandese del XVIII secolo.

Sleipnir è, nella mitologia norrena, il cavallo di Odino.

Di color grigio, dotato di otto zampe, è il migliore cavallo che esista, il più veloce, in grado di cavalcare il cielo e le acque, e anche lungo gli altri mondi. Il suo nome significa "colui che scivola rapidamente". Secondo alcune fonti Sleipnir porta delle rune incise sui denti.
La nascita di Sleipnir [modifica]

Snorri Sturluson, basandosi su vaghi accenni contenuti nella Völuspá, racconta la nascita di Sleipnir.

Un abile costruttore aveva stretto un patto con gli Dei: in diciotto mesi avrebbe eretto un muro possente in grado di difenderli dai giganti, loro nemici; in cambio avrebbe ricevuto in dono Freyja, il Sole e la Luna. Gli dei, su consiglio di Loki accettarono, ma a patto che il muro fosse terminato entro l'Estate. Quando però mancavano solo tre giorni all'Estate era ormai evidente che il costruttore sarebbe riuscito a finire in tempo la sua opera, anche grazie all'aiuto di Svaðilfœri, il suo possente cavallo. Gli dèi decisero che si doveva fare qualcosa, se non volevano perdere Freyja. Si interrogarono su chi avesse spinto per accettare il patto, e quando si ricordarono che era stato Loki lo costrinsero a rimediare. Lui si trasformò in puledra, sedusse Svaðilfari facendosi inseguire per un giorno e una notte, interrompendo così i lavori. Ripeté il trucco per tutte le tre notti e i tre giorni seguenti. Quando fu evidente che il muro non sarebbe stato completato per tempo, il costruttore fu preso da un'ira bestiale, rivelando che in realtà era egli stesso un gigante. E allora Thor, che dei giganti è il maggior nemico, gli fracassò il cranio con un colpo di Mjöllnir, il suo martello.

In seguito Loki partorì da Svaðilfari un puledro grigio con otto zampe, Sleipnir, che divenne il cavallo di Odino, dopo che questi glielo chiese in dono, poiché era il più veloce e possente di tutti i cavalli.
Sleipnir nella cultura moderna
* In Final Fantasy XII, gli Sleipnir sono nemici comuni. Si tratta di una razza di cavalli da guerra allevata in tempi antichi, in seguito abbandonata dopo la comparsa delle aeronavi.
* Sleipnir è il titolo di una canzone dei Manowar, la 5ª presente nell'album Gods of War.
* Sleipnir è il nome di una lancia sacra in Fire Emblem: The Sacred Stones.
* Nella serie tv anime 'I cavalieri dello zodiaco' (Saint Seiya in originale), l'armatura di Artax, uno dei cavalieri di Asgard, forma un cavallo a 8 zampe, chiaro riferimento a Sleipnir.



Altra fonte interessante: http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html è meglio visitarla direttamente



http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html è davvero un ottimo sito, e chi lo gestisce è competente ed erudito.

Sto cercando materiale su Sleipnir, appena ho elaborato qualcosa di organico lo posto!
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Mer 31 Mar 2010 - 17:52

Admin ha scritto:

http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html è davvero un ottimo sito, e chi lo gestisce è competente ed erudito.

Sto cercando materiale su Sleipnir, appena ho elaborato qualcosa di organico lo posto!
Hai visto che chicca?! Eh?! Smile
Non so se riesco stasera o domani però sto già lavorando su un altro animale totem...uno che ti farà molto piacere vedere qui...
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Gio 1 Apr 2010 - 10:38

Tila ha scritto:
Admin ha scritto:

http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html è davvero un ottimo sito, e chi lo gestisce è competente ed erudito.

Sto cercando materiale su Sleipnir, appena ho elaborato qualcosa di organico lo posto!
Hai visto che chicca?! Eh?! Smile
Non so se riesco stasera o domani però sto già lavorando su un altro animale totem...uno che ti farà molto piacere vedere qui...

allora ersto in attesa! sono curioso come una scimmia ora!




Rimando anche io al sito che hai citato, per tutti i particolari inerenti le caratteristiche di questa figura alla luce dei rimandi letterari e archeologici

http://www.bifrost.it/GERMANI/Schedario/Sleipnir.html

E ora di peso alla connessione di questa figura con il tema di questo forum: Sleipnir e lo sciamanesimo.
Molti autori hanno spesso messo in evidenza la chiara connotazione sciamanica del cavallo di Wotan con il viaggio sciamanico.
Ma cosa davvero sembra essere conferma di questa lettura trasversale di uno dei miti piu consolidati del pantheon norreno?
Inizio citando una serie di articolo rintracciabili in rete.

FONTE: http://www.helium.com/items/910240-the-symbolism-behind-sleipnir-and-what-it-means


The name Odqan is of Southern-Siberian 'Altai' source, which is known of to the Mongolian Kam/Shaman as a Fire-Spirit. Many an ancient sacred place can be found in Mongolia to be named after Odqan or that of its variants Odkhan and Odhon. The Norse name Odin to mean Od/Light-In/Master or 'Light/Ecstasy Master' while the Mongolian Odqan means 'Fire-King'.
The Mongloian Kam/Shaman is known of to ride a 'Spirit-Horse' while accessing deep Trance, which is externally symbolised as the 'Shaman Drum'. The Spirit-Horse its self represents the power of Trance called 'Hiimori' in Mongolian, which is perceived to reside within ones Heart/Chest. It is the Chest area where most of the Nerves pertaining to the Central-Nervous system can be found and in turn associated with the Central Nerve Fibre of ones Spinal-Column, which the Shaman perceives as the World-Tree.
The ancient Norse called the World-Tree 'Yggdrassill' to which is tethered 'Sleipnir' and that of a fusion of Two-Horses, hence Sleipnir to have Eight-Legs like that of a Spider. The Two Horses represent the Two-Nerve Channels running along either side of ones Spine, which are of ones Autonomic-Nervous-System whose headquarters is that of the 'Reptilian-Brain-Stem' of 'Throat' area. The Reptilian-Brain-Stem regulates 'Dream-State' depth and that of 'Trance' Ingress let alone ones 'Conscious-Awareness'.
When the Shaman balances out the two Nerve-Channels of Autonomic-Nervous System in order to induce the 'Hypnagogic' state of Trance the Two-Horses then become as one to be Ridden as Sleipnir whose name to mean 'Gliding-One'. The state of Trance its self was termed as 'Ygg' (Terrible One) by the Norse for such internal ingress was often Terrifying of Little-Death for one to then 'Trance-Hang' (Reptilian-Brain-Stem activation) upon the World-Tree of Yggdrassill riding Sleipnir into the Quantum realms of the Dream.
The Quantum Dreaming realm was perceived by the Anglo-Saxons as the 'Wyrd-Web' of Feminine realm, which to be the Source and Associative connection of all things Material. Sleipnir as Eight-Legged Mare weaves the Wyrd-Web as a Feminine power when Trance ridden hence Odin as the Master of Light can Warp Eight-Fold-Cubic 'Space-Time' for all things named by Associative 'Rune' are made of Light!
The Shamanic practices of the ancient Norse, Germani Tribes and Anglo-Saxons have their original roots in Siberia to that of Mongolia where the Shaman to roam still remembering Odqan. Snorri Sturluson (1179-1241) to have related that Odin of the Aesir to have originally come from Asia, but Snorri determined such to have been Troy of romantic Romano Christian fixation. The symbolism of Eight-Legged-Horse Sleipnir, World-Tree Yggdrassill and Shamanic deity Odin to actually point towards North-Central-Asian Steppe into the Hinterland of Hyperborean Siberia.
The burial sites of the Southern-Siberian Altai region have revealed Symbolic links with ancient Europe such as knot-work patterns of interlaced animals, which are very similar to those of the Celts, Germani, Norse and Saxon peoples. A Horse burial was also discovered, which was bedecked with finery such as to have mock antlers of similar form to those of Reindeer upon its head whose saddle was designed in such a way to give it the semblance of having Eight-Legs.



Informazioni piu interessanti da un punto di vista iconografico ci arrivano invece da questa fonte:
http://www.teenwitch.com/divine/norse/odin.html

Sleipnir: is a shamanic horse is used to travel between states of consciousness. Odin rode Sleipnir between the three worlds of the Asatru (Norse) religion: Asgard (the upper realm of the deities), Midgard (the realm of humans), and Utgard (realm of the shades). The name Sleipnir means “smooth” or “gliding” is the source of the modern English word “slippery”. Some scholars have suggested that Sleipnir had eight legs as a symbol of the eight legs of four men carrying a coffin, becoming a steed to carry the rider into the underworld of Utgard. A stainless steel statue of Steipnir appears in the town of Wednesbury in the United Kingdom (Wednesbury means Wodin’s Hill, and Woden is the Anglo-Saxon name for Odin).

Altrettanto interessante è questa fonte: http://www.elfhill.com/leighann/writings/eshamn.html





Animal Magic and Allies
The account of Bran's head leading people to the Otherworld is unusual. More often in the tales, people are lured to the Otherworld in pursuit of a magical animal, usually a stag or a boar. In the first of the Mabinogi tales, Pwyll is hunting a stag and meets Arawn in his aspect as Hunter; in the third tale, Pwyll's son Pryderi goes after a white boar into a mound, and is trapped in the Otherworld. In the Welsh Arthurian tale "Culhwch and Olwen", Arthur's men, in seeking a prisoner named Mabon ab Modron ("Son, son of Mother"), are led by old and wise animals to successively older and wiser animals. A blackbird leads them to a stag, the stag to an owl, the owl to an eagle, and the eagle to a salmon. Of these, the stag, the eagle, and the salmon are already familiar as important animals.
Not only do animals lead the shaman or hero to the Otherworld, they often appear as the shaman's mount. Oðin's horse, Sleipnir, has eight legs, as do shamanic horses in Japan and North India; it has been hypothesised by a number of folklorists that the eight-legged horse is the bier of the deceased, being borne along by four pallbearers. Lleu starts his journey to the Otherworld with one foot on a goat's back, and the chariot of Thor, the Norse thunder god, was drawn by two wonderous goats -- he could kill and eat them, but when he waved his hammer over the bones, the goats would come back to life.
Merlin's mount in the old Welsh material is a great stag, and Halifax, in Shaman, shows that in many diverse cultures (Huichol, Finnish/Lappish, Southwest American, Siberian) the stag could be a shaman's transport. Among some Mongol tribes, the drum is called "the black stag", and the Karagas and Soyot tribes of Siberia call the drum "the shaman's roebuck" and sing "I am travelling with a wild roebuck!"
Lleu's shape-change from man to eagle is also a typical aspect of worldwide shamanic accounts, as I suggested earlier. Freyja, like Oðin and Taliesin, flies in bird feathers, by means of a magical feather cloak. The Rees brothers in Celtic Heritage (1961) tell us, "early Irish poets...wore cloaks of bird-feathers as do the shamans of Siberia when, through ritual and trance, they conduct their audiences on journeys to another world."
If air-dwellers seem to be the allies and spirit-forms of bards, it makes sense that the spirit forms of warriors should be the powerful earth-dwelling predators. The Berserkr and Ulfserkr would don the skins of bear and wolf, respectively, and take on in battle the attributes (some said the very shapes) of that animal. There were similar "Bear Doctors" among California tribes, who worked the same magic not for spiritual reasons but to prey on people.
In some cases, the Ber- or Ulfserkr would even eat the heart of the bear or wolf to gain its power. Another feast of hearts occurs in the seiðr trance, as described above. Shamanic animal or hunting magic in Europe is not limited to the Berserkr. Indeed, some of the oldest images of shamans that exist are in the caves of the Pyrenees mountains between France and Spain. The Shaman of Trois-Frères and his colleagues still speak powerfully to us.
And the Trois-Frères Shaman's antlered head is not unlike that of Cernunnos ("Horned One"), the Gaulish god of wild beasts. Herne is Cernunnos' British name, and in Britain he leads the Wild Hunt, a spirit hosting that rides on winter nights, scouring the land clean so that new growth may be unhindered in the spring, and incidentally snatching up anyone who happens to stray into their path. The Hunt rides in Scandinavia also, and there its leader is Oðin, not surprisingly.





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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 30 Lug 2010 - 7:35

In questo documento vediamo alcune delle simbologie legate al cavallo...

vi auguro una buona lettura...

FONTE: http://gliindiani.altervista.org/Portale/sciamanoEtotem/cavallototem.html

Il potere del Cavallo

Il Cavallo ha il potere del viaggio e della libertà.
Ha permesso all'uomo di accorciare le distanze nello spazio e nel tempo. Di visitare nuove terre e conquistarle - è dunque alleato nelle battaglie.
Anche se oggi è usato solo per diporto, gli spiriti dei mezzi trasporto, in particolare treno e automobile, ma anche le navi e in generale i motori hanno il potere del Cavallo.

La cui potenza infatti misuriamo in cavalli-vapore. Il cavallo dello sciamano è il tamburo e il suo suono rapido è il galoppo degli zoccoli attraverso gli altri mondi.
Spesso il Cavallo ci conduce anche nell'ultimo viaggio, perciò ha poteri di psicopompo (guida delle anime), e alcuni cavalli possono risiedere nell'Oltretomba.

A volte gli sciamani viaggiando nelle zone più profonde del Mondo Inferiore, là dove'è posta la Terra dei Morti, s'imbattono in un cavallo dal mantello nero o rosso cupo, che al posto degli occhi ha due globi neri e lucidi - poiché là sotto la vista ordinaria non serve più. Se lo incontrate, è un cavallo infernale, alleato delle divinità dell'Ade e spesso compagno di gioco dei bambini morti anzitempo.


Possente, elegante e regale, capace di condurci lontano, il cavallo gestisce le forze dell'istinto, che però non sono mai pienamente controllabili senza privarli di potere - perciò è anche ombroso e facile preda del panico. Dobbiamo saperlo padroneggiare altrimenti ci scaraventerà a terra e calpesterà con gli zoccoli.


Elementi

Gli Spiriti dei Cavalli fuoriescono dai recessi della terra, generati dal Fuoco sotterraneo. Oppure dal mare, come ci ricordano le onde grandi che chiamiamo cavalloni
La spuma del mare sono criniere di cavalli bianchi o la bava nella bocca di destreri al galoppo sfrenato, canta Omero nell'Iliade. Per questo il Cavallo ha i poteri del Fuoco e dell'Acqua.
Ha il potere di far scaturire una sorgente battendo in terra con lo zoccolo e di chiamare gli spiriti della pioggia.
Se perciò abbiamo bisogno di trovare l'acqua in un terreno oppure una nuova sorgente di emozioni e nutrimento spirituale o affettivo nella nostra vita, ci può aiutare lo spirito del Cavallo.



Mondo vegetale

Animale lunare, ha il potere della sessualità (e quindi della fertilità) e conosce le acque sotterranee che governano la crescita delle piante.
Il cavallo protegge quindi la coltivazione del grano e dei cereali in genere, di cui si nutre.

Gli Spiriti ctoni (ossia delle profondità della terra), come il cavallo, una volta domati diventano protettori dei campi coltivati, cioè della terra domata.
Inoltre il cavallo come spirito della guerra, offre il suo potere per combattere i flagelli delle colture. Il suo potere di fertilità a favore del raccolto sembra risiedere
soprattutto nella coda .



Il Cavallo come messaggero

Il Cavallo vi offre il potere di viaggiare e di essere liberi, di riappropriarvi di voi stessi, del vostro tempo e del futuro.
Dovete però distinguere il tipo di cavallo, il suo mantello, il colore, se domato o no. Cavalli scuri o marroni portano forze ctonie se sono irrequieti o selvaggi possono
anche portarvi una grande energia sessuale, se docili possono forse recare il potere della fertilità della terra o nei campi materiali della vita.
Cavalli chiari o bianchi sono messaggeri dei mondi uranici, vengono dagli astri, dal Sole o dal Mondo Superiore di cui incarnano i poteri.

Un cavallo alato ha spesso il potere di sognare e operare grandi imprese spirituali o dell'intelletto.
Congiunto al Vento, è il nostro potere psichico personale (carattere, lucidità, consapevolezza), chiamato dai Mongoli il Cavallo del Vento.

Un cavallo infernale può essere nei sogni portatore di un presagio di morte.
A volte appare come un cavallo morto, poiché il cavallo morto in questo mondo è vivo nell'Oltretomba.


Il Cavallo come alleato

Il Cavallo è veloce e rapido, resistente, istintivo e sensibile, potente sessualmente, fertile. Se selvatico, è amante della libertà.

E' regale e ha il potere della battaglia, i cui carri guidava un tempo alla vittoria.

Può proteggere in ogni tipo di viaggio e proteggere la vostra automobile o moto.

Chi ha il Cavallo come animale di potere può assumere caratteristiche diverse a seconda del tipo di cavallo, che comunque è meglio sia selvaggio.
In generale sarà o potrà diventare un viaggiatore libero, capace di sentire gli spiriti e di avere improvvise premonizioni, umorale e ombroso.
Si realizzerà viaggiando e visitando altri luoghi, letteralmente e no. Spesso amerà i motori, le automobili, più ancora le moto.

Quando un luogo o un campo di attività non può dargli più nulla o lo danneggia, la sua via del potere sarà di farsi condurre dal suo Cavallo altrove.
Il cavallo è però un animale di branco e realizza la sua libertà nel gruppo e, chi lo ha come alleato, se respinto dal suo gruppo, viaggerà e troverà un nuovo clan cui appartenere.
La sua via del potere passa attraverso il lavoro di gruppo e la comunità.

Deve evitare di farsi dominare dagli istinti e aver cura dei propri polmoni, assai delicati nel cavallo.



Fase espansiva

Il Cavallo, grazie alla rapidità ma anche al ritmo della sua corsa, è spirito signore del Tempo. Non per caso i suoi zoccoli battono come un orologio.
Sorge dal fuoco ctonio, attaversa indenne la terra del freddo e della morte, e quindi anche l'inverno, fino alla luce e alla primavera, dando vita al grano dorato.
A marzo infatti gli antichi romani festeggiavano le Equinie, e dopo il raccolto il 15 ottobre un cavallo veniva sacrificato a Marte.

Il Cavallo perciò è espansivo-attivo per tutto l'anno: durante l'inverno corre attraverso il mondo infero, mentre in primavera-estate fino a metà autunno percorre la terra alla luce del sole. Lo stesso simbolismo si ha tra notte e giorno.

Come spirito del Viaggio e della corsa del Tempo, il Cavallo porta i poteri sotterranei e del fondo del mare fino alla luce del sole e perfino su nel Cielo e nel Mondo Superiore.
Ha perciò il potere di tramutare e sublimare le energie dei mondi inferi, di trasformarle in forze creative intellettuali e uraniche.

Il Fuoco vulcanico viene portato dal cavallo alato Pegaso nel Cielo dove diviene il fulmine di Zeus, ossia il fuoco celeste.

Così da animale lunare nel suo viaggio diventa solare, da nero o rosso cupo, diventa prima sauro o baio (terrestre), poi bianco e a volte alato.


Parti del corpo

E' forte il potere del cavallo sulla sessualità.
Anche qui l'energia sessuale può essere trasformata durante la corsa, perciò è associato agli organi di riproduzione soprattutto il cavallo scuro o sauro.

Altrettanto potere nelle gambe e nei piedi.

Può trarre aiuto dallo spirito di un cavallo chi abbia problemi in queste zone.
Ma il cavallo dà potere a tutto il corpo poiché diventa in effetti il corpo del cavaliere (che è la testa).

Oggi dà potere anche all'automobile o alla moto, che sono diventati il corpo dei nuovi viaggiatori.



Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 11:53, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 30 Lug 2010 - 12:46

Abbiamo visto il cavallo sotto vari aspetti, questo pomeriggio vi parlo dei cavalli dell'inventario della mitologia Greca.
Buona lettura.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Balio_e_Xanto

Balio e Xanto
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella mitologia greca, Balio e Xanto (o Xanthe, che significa giallo) erano due cavalli immortali nati da Zefiro il vento dell’ovest e dall'Arpia Podarga. Entrambi avevano il dono della parola, concessogli da Era. Erano guidati da Automedonte, il cocchiere di Achille.

Indice


* 1 Nel mito
o 1.1 Pareri secondari
* 2 Note


Nel mito

Alle nozze di Peleo, tutte le divinità fecero dono di qualcosa prezioso al celebrante. Il dio Posidone re dei mari donò a lui i cavalli immortali Xanto e Balio.

In seguito troppo vecchio per partecipare alla guerra di Troia Peleo fece dono ad Achille di molti dei suoi tesori, fra cui i due formidabili cavalli. Tali animali faranno compagnia all’eroe fino alla fine dei suoi giorni.

Quando nella famosa guerra Achille uccise Ettore legò il suo cadavere al proprio cocchio, istigò i suoi cavalli, Xanto, Balio e Pedaso.

Xanto, predisse ad Achille la sua morte imminente, facendolo infuriare.

Pareri secondari

* In un'altra leggenda Xanto è una delle cavalle di Diomede, oggetto della ottava fatica di Ercole.
* Xanto è anche il nome di una delle divinità dei fiumi, padre di Euritemiste.
* Infine c’è chi considera Xanto come figlio di Arcade e padre di Psofide e Glaucippa.

Note

Nel suo libro Robert Graves si confonde indicando il Xanto di Peleo e quello di Achille come due cavalli distinti, non ricordandosi che proprio Peleo regalò il cavallo al figlio.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalle_di_Diomede

Cavalle di Diomede
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Eracle cattura le giumente di Diomede, in un rilievo del 1790, Berlino, Skulpturensammlung.
Eracle cattura le giumente di Diomede. Mosaico romano del sec. III d.C.



La cattura delle cavalle di Diomede fu l'ottava delle dodici fatiche di Eracle.

Indice


* 1 Vicenda
* 2 L'ottava fatica

Vicenda

Nella mitologia greca le "cavalle di Diomede" erano quattro feroci giumente che si nutrivano di carne umana. Bestie splendide e incontrollabili, appartenevano al gigante Diomede, re della Tracia, figlio di Ares e Cirene, che viveva sulle rive del Mar Nero. Si diceva che le giumente si nutrissero della carne dei soldati caduti in battaglia, e che quando non era in guerra Diomede avesse risolto il problema dando ogni giorno una grande festa nel suo palazzo per poi uccidere i suoi ospiti e darli in pasto ai feroci animali. La leggenda volle poi che Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, fosse un discendente di tali cavalle.

L'ottava fatica

Incaricato di rubare le giumente, Eracle portò con sé Abdero, uno dei suoi eromenoi, ed alcuni altri giovani. Essi riuscirono a rubare le cavalle e furono perciò inseguiti da Diomede e dai suoi uomini.

Eracle non sapeva però della pericolosità degli animali, e quindi incaricò l'amato Abdero di sorvegliarli mentre lui sconfiggeva Diomede; Abdero fu così divorato dalle giumente.
Per vendetta, Eracle diede in pasto Diomede ai suoi stessi animali.

In memoria del ragazzo amato fondò poi la città di Abdera sul sito della sua tomba.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Pedaso_%28mitologia%29

Pedaso (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Nella mitologia greca, Pedaso (Πήδασος) era il nome di diversi personaggi presenti nella guerra di Troia e di alcune città citate nell’Iliade di Omero.
Indice

* 1 I personaggi
o 1.1 I luoghi

I personaggi

Sotto tale nome ritroviamo:

* Pedaso, uno dei cavalli di Achille, conquistato nella città di Eetione; a discapito della sua mortalità che lo rendeva inferiore rispetto agli altri animali legati al carro di Achille aveva la stessa velocità degli altri. In battaglia lo uccise per sbaglio Sarpedonte quando combatteva contro Patroclo.

* Pedaso, fratello gemello di Esepo, figlio di Bucolione e di una ninfa Abarbarea. Suo nonno era Laomedonte, durante la guerra venne ucciso in combattimento da Mecisteo .

I luoghi

* Pedaso, città della Troade, patria di Elato. La città, che si trovava sul fiume Satnioenta, venne saccheggiata da Achille. Licaone proveniva da quei luoghi.
* Pedaso, città del Peloponneso sul mare, ricca di vigne. Era una delle città che furono promesse ad Achille se fosse rientrato a combattere per gli Achei.


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Pegaso_%28mitologia%29


Bellerofonte e Pegaso


Pegaso (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pegaso è una figura della mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore.

Animale selvaggio e libero, Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Grazie alle briglie avute in dono da Atena, viene successivamente addomesticato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei.

Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene.

Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione.

Con il nome di Pegaso sono definite numerose figure mitologiche minori, tutte deformazioni del Pegaso greco. Nella letteratura latina, Plinio descrive come Pegasi degli uccelli dell'Etiopia con teste di cavallo. Sempre Plinio descrive sotto lo stesso nome un cavallo dotato di ali e corna. Per Giulio Solino e Pomponio Mela sarebbe invece un uccello con orecchie di cavallo. In generale, ogni figura, mitologica o araldica, corrispondente ad un cavallo alato viene chiamata Pegaso.

Indice


* 1 Simbologia
* 2 Nell'arte
* 3 Nel cinema e nel gioco


Simbologia

L'idea di un cavallo alato è molto antica e proviene dall'Asia Minore. La vitalità e la forza del cavallo, unite alla capacità di volare e quindi di svincolarsi dal peso della gravità fanno di Pegaso un simbolo della vita spirituale del poeta e della sua ispirazione che si eleva indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo terreno.

Nell'arte

* Perseo uccide Medusa sotto gli occhi di Atena, metopa da Selinunte, 540 a.C., Museo Archeologico di Palermo.
* si trova nello stemma, nel gonfalone e nella bandiera Toscana

Nel cinema e nel gioco

* Pegaso è presente nel film "Scontro di titani" è nel remake "Scontro tra titani".
* Pegaso è presente nel film d'animazione "Hercules" della Walt Disney
* Pegaso è presente nel videogame "Age of Mythology".
* È presente nel videogame "God of war 2".
* "Bestia Cristallo Pegaso Zaffiro" è una carta molto potente nell'anime "Yu-Gi-Oh! GX" e nel gioco di carte collezionabili di "Yu-Gi-Oh!". È una delle "Bestie di cristallo" utilizzate da Jesse Anderson.
* Pegaso è presente nel cartone animato "I Cavalieri Dello Zodiaco" come eroe principale della serie.
* Il Digimon Pegasusmon si ispira a Pegaso.
* Nel capitolo La pastorale del film Disney Fantasia, è presente una famiglia di cavalli alati ispirati a Pegaso
* Pegaso è anche il cavallo alato del noto cartone animato Sailor Moon
* Pegaso è presente nel cartone animato Pollon
* Pegaso è il simbolo del logo della Buell Motorcycle Company



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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 30 Lug 2010 - 12:54

FONTE: http://guide.supereva.it/miti_e_leggende/interventi/2005/08/221240.shtml

Il cavallo in mitologia

La simbologia legata alla figura del cavallo è molto vasta in quanto legata a svariate culture, ma uno dei ruoli che maggiormente hanno caratterizzato la sua figura è quello di guida dell’uomo nei mondi spirituali.

Nella memoria di tutti i popoli sembra radicata la convinzione che associa il cavallo alle tenebre del mondo ctonio, sia che esso emerga dalle viscere della terra, o che scaturisca dal mare.
Figlio della notte e del mistero è quindi portavoce di morte, ma anche di vita, essendo appunto legato sia all’elemento distruttivo del fuoco, sia a quello fertile dell’acqua.

E’ figura indissolubile dalle esperienze sciamaniche di tutto il mondo, compagno di viaggio di uomini sacri che affrontano il pericolo dell’ignoto di altre dimensioni ritornando indenni al mondo di sopra, anche grazie alla loro presenza.

Per i Nativi Americani, che lo hanno conosciuto solo in tempi relativamente recenti, rappresenta un dono divino per gli aspetti materiali del suo utilizzo, mentre simbolicamente è l’incarnazione del potere divino che si manifesta tramite questo animale e che nelle visioni degli uomini sacri più importanti di questo popolo funge da vera e propria guida per il contatto con il Grande Spirito.

Anche nella steppa dell’Asia Centrale il cavallo è vero e proprio psicopompo che agisce in qualità di guida quando in lui decide di manifestarsi uno spirito superiore e può fungere così da intercessore al quale l’eroe si affida una volta lasciato il mondo superiore.

Ma il cavallo è presente anche nei riti dionisiaci e panteistici che celebravano la fertilità e che erano officiati in onore delle divinità rappresentanti la sensualità più sfrenata e così pure posto di rilievo aveva nei riti di iniziazione.

In Asia Minore gli iniziati ai Misteri chiamavano se stessi “ i cavalcati dagli Dei” e numerose sono le figure e le rappresentazioni ippomorfe ritrovate in diverse parti del globo. Anche nella letteratura la presenza del cavallo è notevole ed influenza molte figure, ad esempio le protagoniste dei racconti mitologici che narrano di orge bacchiche avevano nomi magici in cui frequentemente era presente il suffisso ippo.

A Roma ad esempio, gli esemplari destinati alla cavalleria venivano consacrati a Marte all’inizio delle campagne militari, ma al termine di queste, sei mesi più tardi, se ne sceglieva uno da sacrificare il 15 ottobre, cioè all’indomani del raccolto. Il cavallo veniva prima purificato, poi la testa veniva decorata con chicchi di grano in modo da rappresentare anche visivamente lo spirito di quella semente. Dopo averlo ucciso, la coda dell’animale veniva mozzata e ancora colante di sangue era portata all’interno del palazzo del sovrano in modo da segnarne la casa., poiché per i romani, proprio come succede analogamente in Africa con il bue, è nella coda che si concentra la fertilità.

Anche la testa veniva tagliata per poi essere inchiodata all’ingresso di una fortezza, in modo che ognuno potesse godere della vista e dei benefici influssi che essa emanava.

Il cavallo come animale che incarna lo spirito del grano è presente in altre culture, e ritualizzato talvolta in modo meno cruento: in Francia e Germania ad esempio l’esemplare più giovane e quindi vitale veniva circondato dalle genti del villaggio, festeggiato e vezzeggiato con cure particolari in modo da assicurarsi un buon raccolto e quindi un inverno clemente.

Un’altra espressione del suo valore simbolico come procacciatore di abbondanza e quindi di divinità delle acque, è quello che lo innalza a custode dei segreti di fertilità legati al sottosuolo: da questo, moltissime tradizioni, dall’Europa all’Estremo Oriente, lo ritengono capace di far sgorgare l’acqua dal terreno con un colpo di zoccolo: Pegaso stesso secondo la tradizione fiabesca fece scaturire la sorgente Ippocrene (Sorgente del Cavallo) nei pressi del bosco sacro delle Muse, ove esse si riunivano per danzare, poetare e cantare ispirate da tale acqua.

Nelle epopee celtiche il cavallo-guerriero è onnipresente e se ne ha testimonianza anche grazie al ritrovamento di alcuni tesori: ad esempio, nei pressi di Loiret (più precisamente a Neuvy-en-Sullias) è stata ritrovata un’immagine votiva di un cavallo con un’iscrizione a Rudiobus (Il Rosso), che è il cavallo di colore fulvo, appunto, presente nell’Apocalisse e che annuncia guerra e spargimento di sangue.

Nei templi gallici sono diversi i ritrovamenti di cavalli votivi, di statuette bronzee ed in argilla che ci fanno capire l’importanza di questo animale nella vita spirituale del popolo dei Celti, per i quali è soprattutto simbolo di regalità e animale sacro per eccellenza, e ricopre un ruolo di estrema importanza durante il ciclo della fertilità.

Miti e leggende
di Shana-Lee
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 30 Lug 2010 - 13:15

Altre creature mitologiche...
ho una precisazione da fare in questa sezione non troverete menzionato l'unicorno perchè esiste una sua sezione a parte.
Se siete interessati potrete trovarlo al seguente link: http://sciamanesimo.forumattivo.com/totem-animals-r-v-f94/unicorno-liocorno-t611.htm


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Alastyn

Alastyn
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Alastyn è una creatura del folklore e delle leggende gaeliche.

È un cavallo d'acqua dell'Isola di Man, che può trasformarsi in un uomo, eccetto le orecchie che restano immutate.

Inganna gli umani facendosi montare per portarli in acqua e lì divorarli. Per alcune sue caratteristiche è accostabile agli scozzesi Kelpie e Each Uisge.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Centauro


Centauromachia

Centauro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il centauro è una figura della mitologia greca, metà uomo e metà cavallo.

Indice


* 1 Generalità
* 2 Araldica
* 3 Altre lingue
* 4 Voci correlate
* 5 Altri progetti

Generalità

Nella mitologia è quasi sempre dipinto con carattere irascibile, violento, selvaggio, rozzo e brutale, incapace di reggere il vino.

Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, emettevano urla spaventose.

La figura del centauro ha origine dall'amore sacrilego fra il re dei Lapiti Issione e una sosia della dea Era, Nefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, capostipite di tutti i centauri.

L'equino, nel II millennio a.C., non era ancora conosciuto in Grecia. Perciò è possibile supporre che questo animale, la cui importanza era davvero notevole per un popolo di nomadi migratori, fosse oggetto di culto. È anche probabile che in alcune regioni lontane, quali la Tracia o la Tessaglia, vivessero delle tribù semiprimitive che si dedicavano all'ammaestramento degli animali selvatici. Per questo si sarebbe potuta creare l'immagine di un essere mitico che univa il cavaliere alla sua cavalcatura.

Certi centauri acquisiranno anche leggende proprie, come Chirone, Euritione, Nesso e Folo, diventando in seguito - in epoca moderna e contemporanea - personaggi tipici della letteratura fantasy.

Sulle loro straordinarie fattezze ironizzò, nel II secolo d.C., Luciano di Samosata con i Nefelocentauri (Νεφελοκένταυροι), creature immaginarie (metà uomini e metà nuvole) da lui descritte nelle Storie vere.

La loro particolarità è che possedevano tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall'estrema saggezza all'incredibile crudeltà. E tale idea perdurò nel tempo. Durante il Medioevo, l'immagine del centauro si addiceva agli eretici ed alla loro interna dissociazione che li faceva considerare metà cristiani e metà pagani. È rappresentato spesso con i capelli in fiamme, per lo più armato, soprattutto di freccia e arco. Talvolta l'obiettivo è una colomba, tal altra un cervo, entrambe figurazioni simboliche dell'anima, facili prede spesso raffigurate mentre vengono trascinate via dopo la cattura.

Ma il vero specchio del pensiero medioevale in merito è rappresentato da Dante, che nella Divina Commedia colloca i centauri nell'inferno (Inf. XII) come custodi-giustizieri dei violenti contro il prossimo, in rapporto diretto con il loro carattere violento avuto in vita.


Araldica

In araldica, il centauro è una figura immaginaria che corrisponde alla sua raffigurazione mitologica: essere metà uomo e metà cavallo. Normalmente è armato di una clava. La sua variante principale è il centauro sagittario, che tira con l'arco. Talora è rappresentato con due sole zampe da cavallo.

L'immaginario araldico gli ha regalato, se non una compagna, almeno una corrispondente figura femminile, la centauressa (o centaurella).

Nell'araldica italiana è rappresentato col capo rivolto all'indietro, l'arco in mano e nell'atto di scagliare frecce. Nell'araldica dell'Europa Orientale compare di frequente con la coda che termina a testa di serpente, verso cui pare diretta la freccia.

Il centauro non ha un significato simbolico generalmente riconosciuto; alcune leggende lo definiscono malvagio e nefasto, capace di ogni scelleratezza (come nella leggenda delle nozze di Piritoo e Ippodamia), altre lo dipingono virtuoso e sapiente (quali furono Pholos, amico di Ercole, e Chirone, amico di Apollo e dei Dioscuri).

Altre lingue
* Leonese: centauru
* Inglese: centaur

Voci correlate
* Elenco di creature leggendarie non umane
* Bucentauro
* Lapiti
* Onocentauri
* Animale mitologico





FONTE:
http://it.wikipedia.org/wiki/Each_Uisge


Una rappresentazione dell'Each Uisge

Each Uisge

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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L'Each Uisge (letteralmente "cavallo marino"), che si pronuncia ek-ooshkya, è uno spirito marino. Conosciuto in Irlanda col nome Aughisky, è molto simile al Kelpie ma rispetto a quest'ultimo è ben più pericoloso. L'Each Uisge aggredisce vittime innocenti nell'acqua e le divora.

Indice

* 1 Caratteristiche
* 2 Come domare un Each Uisge
* 3 Bibliografia
* 4 Collegamenti esterni

Caratteristiche

L'Each Uisge è una creatura mutaforme che si trasforma principalmente in un cavallo dalla folta criniera e dalla lunga coda con un manto dal color nero. Secondo alcune leggende celtiche, l'Each Uisge indossa una cavezza cavallo o d'uomo.

Come domare un Each Uisge

C'è soltanto un modo per catturare e domare un Each Uisge ossia, afferrargli la sua cavezza e salirgli sulla groppa.

Bibliografia

* Each-Uisge Leggenda di Scozia degli Spiriti delle Acque di Rossella Camerlingo

Collegamenti esterni

* http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=731



FONTE:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ittiocentauro


Pinturicchio, Ittiocentauro, dal Soffitto dei Semidei (1490), Palazzo dei Penitenzieri, Roma


Ittiocentauro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ittiocentauro (dal greco ἰχθύς, pesce, e κένταυρος, centauro) è una creatura immaginaria con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce.

Gli ittiocentauri sono "molto usati nell'iconografia, ma assenti nella mitologia"[1]. Sono spesso raffigurati come cavalcature delle ninfe.

Note

1. ^ Massimo Izzi, Il dizionario illustrato dei mostri, Roma : Gremese, 1989, p.177.
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 30 Lug 2010 - 13:50

Ed ora qualche video:




Un omaggio a coloro che amano gli animali pucciosi





Wild horses running



Embarassed devo aver fatto un po' di confusione... questo splendido totem lo troverete qui!


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 11:56, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Mar 16 Nov 2010 - 8:40

Ancora qualche notizia sul cavallo...

Grazie a questo primo articolo vedremo che la simbologia del cavallo nasce praticamente con la nascita dell'uomo, forse perchè fu un animale da subito presente nel nostro inventario...

Simbolo di potere, per i Romani era considerato un bottino di guerra...mentre per i Celti era associato al Dio sole.

Nella seconda parte ho riportato uno dei cavalli famosi, Bucefalo il cavallo di Alessandro Magno, grazie a wikipedia riportando le due versioni quella in italiano e quella in inglese...

Buona lettura

FONTE: http://www.whats-your-sign.com/horse-symbol-meanings.html

Symbol meanings of the Horse date back to prehistory, and the first civilized, written acknowledgement of the Horse comes in the third millennium BC where historians uncovered slate tablets in Elam (present day Iraq and Iran) which reference this noble, wild beast.

Due to its natural companionship with man in both work and art, the Horse easily wins a special seat in history, ranking high marks of honor, reverence and symbolism.

Serving man in war, mobility, productivity, agriculture, development of all kinds, the Horse is by far one of the largest contributor to the enhancement of civilization.

With such recognition and accomplishments, a vast and diverse trail of symbol meanings is sure to follow the Horse’s rich history with humankind.

A summary of prevalent symbol meanings for the horse:

* Power
* Grace
* Beauty
* Nobility
* Strength
* Freedom

The Horse symbol meanings of power are widespread through most cultures, and it is linked as an emblem of life-force. Many cultures assign the attributes of the four elements to the Horse: Earth, Fire, Air, and Water.

As a Celtic symbol,the Horse was associated with war. With war, comes attributes of victory, conquer, longevity as well as procurement of territory and other spoils that come with triumph in battle.

All of these heady aspects of valor were associated with the Horse in Celt animal symbolism. In fact, so much so, the Celts hailed the Horse as the beast belonging to the sun god, and assigned it a place with the goddess Epona (see Celtic Gods & Goddesses for more information on Epona).

The Greco-Romans also associated the Horse with the spoils of war and attributed it to symbolism such as power, victory, honor, domination and virility. In Greco-Roman myth the Horse is said to be created by Poseidon (Neptune) and is devoted to Hades (Pluto) and Ares (Mars). Romans also believed the Horse to be a symbol of the continuity of life, and would sacrifice a horse to the god Mars every October, keeping its tail through the winter as a sign of fertility and rebirth.

In Hindu Brihadaranyaka, the Horse is linked to Varuna and as such, is equated to the cosmos. Additionally, a white horse is believed to be the last incarnation of Vishnu.

Buddha is said to have left this physical plane riding a white horse. Also in Buddhism a winged horse is often depicted carrying the Book of Law.

As one of the symbols in the Chinese zodiac, the horse in Chinese culture is equated with Gemini, and represents practicality, love, endurance, devotion and stability.

As a Native American symbol, the Horse symbol meanings combine the grounded power of the earth with the whispers of wisdom found in the spirit winds. The Horse has long been honored has helper, messenger, and harbinger of spirit knowledge to the Native American. Considered wild and an emblem of freedom, the Native American sees many potentialities in the symbolic nature of this noble creature.

Another aspect of Native American symbol meanings of the horse comes with the understanding that the wild freedom of the Horse can be harnessed and used to the benefit of the tribe. This understanding comes only when man and beast enter a silent contract – acknowledging mutual respect and awareness of responsibility to each other. (follow this link for other Native American Symbols on this website).

What about a horse of a different color? The color of the Horse is also steeped with symbol meanings. Here are the most common color meanings for the Horse:

* Black Horse:
Mystery, death, night, secret, messenger of esoteric knowledge
* White Horse:
Light, sun, day, vitality, illumination, resurrection, messenger of birth

Just as in ancient culture, the symbol meanings for the Horse are just as strong in dreams. Carl Jung observed the Horse to represent the intuitive aspect of human nature, and also thought it was a symbol of the human body in certain dreams.

Seeing yourself riding a Horse in your dreams may indicate you will see a project or event to successful conclusion. Falling off a Horse in your dreams indicates you’re nervous about a project or event you have scheduled. Dreaming of a Horse with reins, pulling a wagon, tied with ropes, etc., indicates you are feeling restricted and desire more freedom in your life. A bucking Horse in your dreams indicates a need to break old habits.




FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Baby_and_mom_mini_shetland1.JPG




FONTE
: http://it.wikipedia.org/wiki/Bucefalo

Bucefalo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Bucefalo (in greco antico Βουκέφαλος Bouképhalos, in latino Bucephalus) era il cavallo di Alessandro Magno.
Il suo nome deriva dal greco antico βοῦς (bous), bue, e da κεφαλή (kephalê), testa e significherebbe quindi "testa di bue".

Indice
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* 1 Descrizione
* 2 Storia
* 3 Note
* 4 Bibliografia
* 5 Altri progetti

Descrizione [modifica]

Bucefalo era della migliore razza tessalica [1]. La testa di bue di Bucefalo era un'allusione alla sua imponente stazza (molto più grande degli altri cavalli dell'epoca) e alla sua somiglianza con tale animale: fronte larga, narici distanti, profilo leggermente concavo (caratteristico dei cavalli di razza orientale, in particolar modo della razza della Tessaglia). Bucefalo aveva un mantello nero e una stella bianca sulla fronte ed un occhio azzurro, di colore diverso dall'altro; sul fianco portava una macchia a forma di toro. Queste caratteristiche si desumono da un misto di descrizioni storiche e leggendarie: Alexandre de Paris, ad esempio, nel Romanzo di Alessandro[2], lo descrive addirittura come un essere mostruoso, coi fianchi bianchi e neri e la groppa fulva, la coda di pavone e gli occhi di leone. Nell'immaginario collettivo, inoltre, Bucefalo ricorre anche come unicorno[3], e come mangiatore di uomini, tanto che nessuno osa entrare nella sua stalla murata, poiché il suo grido è agghiacciante per qualsiasi essere umano.

Storia [modifica]

Nel 342 a.C., Filippo il Macedone acquistò da Filonico di Tessaglia il cavallo Bucefalo all'impressionante somma di 13 talenti. Ben presto si rese conto delle difficoltà di domare il cavallo e pensò di restituirlo al precedente proprietario, tanto questi era recalcitrante alla monta e turbolento.

Il giovane Alessandro, osservando il comportamento del cavallo, si propose di montarlo e, nella sorpresa generale, vi riuscì. Pare infatti, sempre secondo il romanzo di Alexandre de Paris, che Alessandro Magno osò sfidare la sorte, cercando di domare la belva. Non appena Bucefalo vide il suo signore, si inginocchiò al suo cospetto e si lasciò accarezzare con dolcezza. Inoltre Alessandro notò che Bucefalo aveva paura dei movimenti della propria ombra e quindi, una volta in groppa, lo rivolse col muso verso il sole prima di lanciarlo al galoppo.

Da allora, Bucefalo non si lasciò montare da nessun altro e Alessandro non ebbe un altro destriero. Il cavallo accompagnò per quasi un ventennio il suo padrone nelle battaglie, alla conquista del mondo conosciuto.

Il sodalizio tra Bucefalo e Alessandro non fu spezzato che dalla morte: durante la battaglia dell'Idaspe che contrappose i Macedoni di Alessandro all'armata di Poro, re indiano della regione del Punjab, nell'anno 326, Bucefalo riportò ferite mortali. Malgrado ciò, non permise al suo padrone di montare un altro cavallo e, facendo appello alle ultime sue forze, lo portò alla vittoria.

Alla sera, coperto di sudore e di sangue, Bucefalo si stese al suolo e morì per le ferite ricevute all'età di vent'anni.

Fu sepolto con gli onori militari e sul luogo della sua sepoltura, fu fondata la città Bucefala.

La leggenda narra che vi fosse un rapporto di speciale affinità tra Alessandro e Bucefalo; a quanto pare i due erano nati lo stesso giorno, a distanza di dieci anni l'uno dall'altro. Alexandre de Paris vede infatti in Bucefalo uno specchio di Alessandro Magno, un suo doppione metaforico.

Note [modifica]

1. ^ Tessaglia: la regione greca dalla quale provenivano i centauri
2. ^ Alexandre de Paris, Roman d'Alexandre, I 385-493
3. ^ Robin Lane Fox, Alessandro Magno,pag 38

Bibliografia [modifica]

* Mariantonia Liborio, Alessandro nel Medioevo Occidentale, Milano, Fondazione Lorenzo Valla/Arnoldo Mondadori Editore, 1997.
* Robin Lane Fox, Alessandro Magno, Einaudi, 2004.


Alessandro e Bucefalo alla battaglia di Isso (Museo Nazionale di Napoli)
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:BattleofIssus333BC-mosaic-detail1.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Bucephalus

Bucephalus
From Wikipedia, the free encyclopedia

Bucephalus or Bucephalas (Ancient Greek: Βουκέφαλος or Βουκεφάλας, from βούς bous, "ox" and κεφαλή kephalē, "head" meaning "ox-head") (c. 355 BC – June 326 BC) was Alexander the Great's horse and one of the most famous actual horses of antiquity.[1] Ancient accounts[2] state that Bucephalus died after the Battle of the Hydaspes in 326 BC, in what is now modern Pakistan, and is buried in Jalalpur Sharif outside of Jhelum, Pakistan.

Contents
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* 1 The taming of Bucephalus
* 2 Alexander and Bucephalus
* 3 Cultural references
* 4 Notes
* 5 External links

[edit] The taming of Bucephalus

A massive creature with a massive head, Bucephalus is described as having a black coat with a large white star on his brow. He is also supposed to have had a "wall", or blue eye, and his breeding was that of the "best Thessalian strain." Plutarch tells the story of how, in 344 BC, a thirteen-year-old[3] Alexander won the horse.[4] A horse dealer named Philonicus the Thessalian offered Bucephalus to King Philip II for the sum of 13 talents, but because no one could tame the animal, Philip was not interested. However, Philip's son Alexander was. He promised to pay for the horse himself should he fail to tame it. He was given a chance and surprised all by subduing it. He spoke soothingly to the horse and turned it towards the sun so that it could no longer see its own shadow, which had been the cause of its distress. Dropping his fluttering cloak as well, Alexander successfully tamed the horse. Plutarch says that the incident so impressed Philip that he told the boy, "O my son, look thee out a kingdom equal to and worthy of thyself, for Macedonia is too little for thee."[4] Philip's speech strikes the only false note in the anecdote, according to AR Anderson,[5] who noted his words as the embryo of the legend fully developed in the History of Alexander the Great I.15, 17.

The Alexander Romance presents a mythic variant of Bucephalus's origin. In this tale, the colt, whose heroic attributes surpassed even those of Pegasus, is bred and presented to Philip on his own estates. The mythic attributes of the animal are further reinforced in the romance by the Delphic Oracle, who tells Philip that the destined king of the world will be the one who rides Bucephalus, a horse with the mark of the ox's head on his haunch.

[edit] Alexander and Bucephalus

As one of his chargers, Bucephalus served Alexander in numerous battles. His legend fired the imagination of many artists from the ancient to the modern world. Paintings of Labrum's Alexandrine subjects, including Bucephalus, survive today in the Louvre. One in particular, The Passage of the Granicus, depicts the warhorse battling the difficulties of the steep muddy river banks, biting and kicking his foes.

Like his hero and supposed ancestor Achilles, Alexander felt that his horses were "known to excel all others—for they are immortal. Poseidon gave them to my father Peleus, who in his turn gave them to myself."[6]

Arrian states, with Onesicritus as his source, that Bucephalus died at the age of thirty, a good age for a horse even today. Other sources, however, give as the cause of death not old age or weariness, but fatal injuries at the Battle of the Hydaspes (June 326 BC), in which Alexander's army defeated King Porus. Alexander promptly founded a city, Bucephala, in honour of his horse. It lay on the west bank of the Hydaspes river (modern-day Jhelum in Pakistan).[7] The modern-day town of Jalalpur Sharif, outside Jhelum, is said to be where Bucephalus is buried.[8]

The legend of Bucephalus grew in association with that of Alexander, beginning with the fiction that they were born simultaneously: some of the later versions of the Alexander Romance also synchronized the hour of their death.[9] The pair forged a sort of cult in that, after them, it was all but expected of a conqueror that he have a favourite horse. Julius Caesar had one; so too did the eccentric Roman Emperor Caligula, who made a great fuss of his horse Incitatus, holding inane birthday parties for him, riding him while adorned with Alexander's breastplate and planning to make him a consul.

[edit] Cultural references

References to Bucephalus may be found in many cultural areas such as books, films, computer games and other art forms.

* In the 1988 Terry Gilliam movie The Adventures of Baron Munchausen, the Baron's white stallion is named Bucephalus, and is capable of fantastic feats.
* One interpretation of the ancient statue group The Horse Tamers in the Piazza del Quirinale in Rome is "Alexander and Bucephalus".
* The Black Stallion is the title character from author Walter Farley's best-selling series of classic young adult novels. In 1979, the original 1941 novel was adapted to a film: see The Black Stallion (film). In the beginning of the movie version, Alec's father describes a small figurine of a stallion as being a statue of Bucephalus, and tells the tale of his taming, drawing a parallel between young Alec and Alexander the Great at the same age. This, of course, foreshadows Alec's taming of the wild Black Stallion, just as Alexander tamed Bucephalus.
* The 2006 Katherine Roberts novel I am the Great Horse recounts the exploits of Alexander from Bucephalus's point of view.
* In the 1991 computer game Leisure Suit Larry 5 the eponymous character, Larry Laffer, refers to his manhood as 'Bucephalus' whilst mudwrestling with Lana Luscious in front of 900 spectators.[10]
* Franz Kafka writes about Bucephalus in his short story, "A New Advocate". He imagines the horse as transforming from Alexander's warhorse into a great lawyer, studying law books in his afterlife.[11]
* In the 2004 film Alexander, Bucephalus is portrayed by a Friesian.
* Martin Bresnick's Second String Quartet of 1984 is subtitled "Bucephalus". A theoretical article, "Beating a Dead Horse", analyzes motivic and formal elements of the piece.
* The electronic music artist Richard D. James, commonly known as Aphex Twin, has a song titled "Bucephalus Bouncing Ball" on the 1997 EP, Come to Daddy.
* In Isaac Asimov's short story "Alexander the God", a young man named Alexander attempts to conquer the world through high finance, using an advanced computer to predict which stocks will rise or fall in value. As a tribute to his namesake, he names the computer Bucephalus.
* Between 1934 and 1935, Fred Birchmore of Athens, Georgia, rode around the world on a bicycle he named Bucephalus. The two travelled approximately 25,000 miles together. The bicycle is now on display at the Smithsonian Institution in Washington, D.C..[12] Here is a captioned picture of Fred and Bucephalus from the Georgia Division of Archives and History.
* In the 2010 videogame Starcraft II: Wings of Liberty, the Emperor's personal ship, and flagship of the Dominion fleet, is named Bucephalus.
* Diana Peterfreund's novel "Rampant" features Bucephalus as a unicorn, a powerful karkadann.

[edit] Notes

1. ^ Aside from mythic Pegasus and the wooden Trojan Horse, or Incitatus, Caligula's favourite horse, proclaimed Roman consul.
2. ^ The primary (actually secondary) accounts are two: Plutarch's Life of Alexander, 6, and Arrian's Anabasis Alexandri V.19.
3. ^ Other sources put him at twelve.
4. ^ a b Arthur Hugh Clough (editor), John Dryden (translator), Plutarch's 'Lives', vol. II, Modern Library, 2001. ISBN 0-375-75677-9
5. ^ Anderson 1930:3 and 17ff.
6. ^ Homer, The Iliad, Book XXIII.
7. ^ Rolf Winkes, "Boukephalas", Miscellanea Mediterranea (Archaeologia Transatlantica XVIII) Providence 2000, pp. 101-107.
8. ^ Michael Wood, "In the footsteps of Alexander the Great".
9. ^ Andrew Runni Anderson, "Bucephalas and His Legend" The American Journal of Philology 51.1 (1930:1-210.
10. ^ Larry says, "Oh Lana, I just don't understand! I suppose it's because Bucephalus has never performed in front of 900 people before!"
11. ^ Kafka, Franz. "A New Advocate." A Country Doctor. Trans. Kevin Blahut. 7-8.
12. ^ Weird U.S. by Moran and Sceurman 2004, p. 154.





Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 12:04, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Ven 19 Nov 2010 - 21:27

Altri bellissimi articoli di wikipedia dove possiamo approfondire ciò che riguarda la mitologia e il culto del cavallo...

Nella cultura germanica ad esempio il cavallo bianco veniva usato per la divinazione, il cavallo bianco è presente anche nella mitologia celtica nella figura di Rhiannon...

Buon proseguimento...


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Horse_worship

Horse worship
From Wikipedia, the free encyclopedia

Horse worship is a pagan practice that existed in Europe in the Iron Age and perhaps the Bronze Age. The horse was seen as divine, as a sacred animal associated with a particular deity, or as a totem animal impersonating the king or warrior. Horse cults and horse sacrifice were originally a feature of Eurasian nomad cultures. While horse worship has been almost exclusively associated with Indo-European culture, by the Early Middle Ages it was also adopted by Turkic peoples.

Contents
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* 1 Chronology of horse worship
o 1.1 Bronze Age
o 1.2 Iron Age
o 1.3 Gallo-Roman
o 1.4 Early mediaeval
o 1.5 Modern Era
* 2 See also
* 3 References

[edit] Chronology of horse worship

Bronze Age

The Uffington White Horse, dating to between 1400 and 600 BC, is possible evidence of horse worship in the Bronze Age.

[edit] Iron Age

The French archaeologist Patrice Méniel has demonstrated, based on examination of animal bones from many archaeological sites, a lack of hippophagy (horse eating) in ritual centres and burial sites in Gaul, although there is some evidence for hippophagy from earlier settlement sites in the same region (Méniel 1992 pp.38-45, 77-78, 131-143).

Tacitus (Germania) mentions the use of white horses for divination by the Germanic tribes:

But to this nation it is peculiar, to learn presages and admonitions divine from horses also. These are nourished by the State in the same sacred woods and groves, all milk-white and employed in no earthly labour. These yoked in the holy chariot, are accompanied by the Priest and the King, or the Chief of the Community, who both carefully observed his actions and neighing. Nor in any sort of augury is more faith and assurance reposed, not by the populace only, but even by the nobles, even by the Priests. These account themselves the ministers of the Gods, and the horses privy to his will.

Horse oracles are also attested in later times (see Arkona reference below).

There is some reason to believe that Poseidon, like other water gods, was originally conceived under the form of a horse. In Greek art, Poseidon rides a chariot that was pulled by a hippocampus or by horses that could ride on the sea, and sailors sometimes drowned horses as a sacrifice to Poseidon to ensure a safe voyage.

In the cave of Phigalia Demeter was, according to popular tradition, represented with the head and mane of a horse, possibly a relic of the time when a non-specialized corn-spirit bore this form. Her priests were called Poloi (Greek for "colts") in Laconia.

This seems related to the archaic myth by which Poseidon once pursued Demeter; She spurned his advances, turning herself into a mare so that she could hide in a herd of horses; he saw through the deception and became a stallion and captured her. Their child was a horse, Arion, which was capable of human speech.

This bears some resemblance to the Norse mythology reference to the gender-changing Loki having turned himself into a mare and given birth to Sleipnir, "the greatest of all horses".
Further information: Equirria

[edit] Gallo-Roman

In Gallo-Roman times, the worship of Epona was widespread (Nantonos & Ceffyl 2005) in the north-western portions of the Roman Empire.

Early mediaeval

The Welsh legend of Rhiannon and the Irish legend of Macha, although first recorded in Christian times, may indicate memories of horse worship. The white horse of Rhiannon is another example of cultic use of white horses, which seems to be an Indo-European phenomenon (Hyland p.6).

The temple fortress of Arkona, at Cape Arkona on the German island of Rügen, was the religious centre of the Slavic Rani in the Early Middle Ages. The temple, dedicated to the deity Svantevit, housed an important horse oracle in Slavic times, where the behaviour of a white stallion could decide peace or war - recalling the above account by Tacitus.

Similar horse oracles have been reported from medieval temples in Pomeranian Stettin and Lutitian Rethra.

[edit] Modern Era

In Modern History there are several unofficial organizations that practice activities similar to horse worship. These include Furries and Willis-Craig. These groups although not officially worshipping horses display many similar traits.

References

* Hyland, Ann (2003) The Horse in the Ancient World. Stroud, Sutton Publishing. ISBN 0-7509-2160-9
* Méniel, Patrice Les Sacrifices d'animaux chez les gaulois. Paris, Editions Errance. ISBN 2-87772-068-3
* Nantonos & Ceffyl (2005) Geographical Distribution of Epona
* Tacitus, Germania. Thomas Gordon, translator. Available online
* W. H. Corkill, Horse Cults in Britain, Folklore (1950).
* Caught In The Between


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/White_horse_%28mythology%29


The 3,000-year-old Uffington White Horse hill figure in England.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:White_horse_from_air.jpg

White horse (mythology)
From Wikipedia, the free encyclopedia

White horses (which are rarer than other colours of horse) have a special significance in the mythologies of cultures around the world. They are often associated with the sun chariot,[1] with warrior-heroes, with fertility (in both mare and stallion manifestations), or with an end-of-time saviour, but other interpretations exist as well. Both truly white horses and the more common grey horses, with completely white hair coats, were identified as "white" by various religious and cultural traditions.
Contents
[hide]

* 1 Portrayal in myth
* 2 Mythologies and traditions
o 2.1 Indo-European
+ 2.1.1 Celtic
+ 2.1.2 Greek
+ 2.1.3 Hindu
+ 2.1.4 Iranian
+ 2.1.5 Norse
+ 2.1.6 Slavic
o 2.2 Buddhist
o 2.3 Finno-Ugric
* 3 Abrahamic
o 3.1 Islamic
o 3.2 Christian
o 3.3 Far East
+ 3.3.1 Korean
+ 3.3.2 Philippine
+ 3.3.3 Vietnamese
o 3.4 Native American
* 4 Popular culture
* 5 See also
* 6 References

[edit] Portrayal in myth

From earliest times white horses are mythologised as possessing exceptional properties, transcending the normal world by having wings (e.g. Pegasus from Greek mythology), or having horns (the unicorn). As part of its legendary dimension, the white horse in myth may be depicted with seven heads (Uchaishravas), eight feet (Sleipnir), sometimes in groups or singly. There are also white horses which are divinatory, who prophesy or warn of danger.

As a rare or distinguished symbol, a white horse typically bears the hero- or god-figure in ceremonial roles or in triumph over negative forces. Herodotus reported that white horses were held as sacred animals in the Achaemenid court of Xerxes the Great (ruled 486-465 BC),[2] while in other traditions the reverse happens when it was sacrificed to the gods.

In more than one tradition, the white horse carries patron saints or the world saviour in the end times (as in Hinduism, Christianity, and Islam), is associated with the sun or sun chariot (Ossetia) or bursts into existence in a fantastic way, emerging from the sea or a lightning bolt.

Though some mythologies are stories from earliest beliefs, other tales, though visionary or metaphorical, are found in liturgical sources as part of preserved, on-going traditions (see for example, "Iranian tradition" below).

[edit] Mythologies and traditions

[edit] Indo-European

[edit] Celtic

In Celtic mythology, Rhiannon, a mythic figure in the Mabinogion collection of legends, rides a "pale-white" horse.[3] Because of this, she has been linked to the Romano-Celtic fertility horse goddess Epona and other instances of the veneration of horses in early Indo-European culture.[4]

White horses are the most common type of hill figure in England. Though many are modern, the Uffington White Horse at least dates back to the Bronze Age.

In Scottish folklore, the kelpie or each uisge, a deadly supernatural water demon in the shape of a horse, is sometimes described as white, though other stories say it is black.

[edit] Greek

In Greek mythology, the white winged horse Pegasus was the son of Poseidon and the gorgon Medusa. Poseidon was the creator of horses. He created them out of the breaking waves.

[edit] Hindu

White horses appear many times in Hindu mythology. The Vedic horse sacrifice or Ashvamedha was a fertility and kingship ritual involving the sacrifice of a sacred gray or white stallion.[5] Similar rituals may have taken place among Roman, Celtic and Norse peoples, but the descriptions are not so complete.

In the Puranas, one of the precious objects that emerged while the devas and demons were churning the milky ocean was Uchaishravas, a snow-white horse with seven heads.[5] (A white horse of the sun is sometimes also mentioned as emerging separately).[6] Uchaishravas was at times ridden by Indra, lord of the devas. Indra is depicted as having a liking for white horses in several legends - he often steals the sacrificial horse to the consternation of all involved, such as in the story of Sagara,[7] or the story of King Prithu.[8]

The chariot of the solar deity Surya is drawn by seven horses, alternately described as all white, or as the colours of the rainbow.

Hayagriva the avatar of Vishnu is worshipped as the God of knowledge and wisdom, with a human body and a horse's head, brilliant white in color, with white garments and seated on a white lotus.

And Kalki the tenth incarnation of Vishnu and final world saviour, is predicted to appear riding a white horse, or in the form of a white horse.[5]

[edit] Iranian

In Zoroastrianism, one of his three representations of Tishtrya, the hypostasis of the star Sirius, is that of a white stallion (the other two are as a young man, and as a bull). The divinity takes this form during the last 10 days of every month of the Zoroastrian calendar, and also in a cosmogonical battle for control of rain. In this latter tale (Yasht 8.21-29), which appears in the Avesta's hymns dedicated to Tishtrya, the divinity is opposed by Apaosha, the demon of drought, which appears as a black stallion.[9]

White horses are also said to draw divine chariots, such as that of Aredvi Sura Anahita, who is the Avesta's divinity of the waters. Representing various forms of water, her four horses are named "wind", "rain", "clouds" and "sleet" (Yasht 5.120).

[edit] Norse

In Norse mythology, Odin's eight-legged horse Sleipnir, "the best horse among gods and men", is described as gray.[10] Sleipnir is also the ancestor of another gray horse, Grani, who is owned by the hero Sigurd.[11]

[edit] Slavic

In Slavic mythology, the war and fertility deity Svantovit owned an oracular white horse; the historian Saxo Grammaticus, in descriptions similar to those of Tacitus centuries before, says the priests divined the future by observing leading the white stallion between series of fences and watching which leg, right or left, stepped first in each row.[12]

[edit] Buddhist

Kanthaka was a white horse that was a royal servant and favourite horse of Prince Siddhartha, who later became Gautama Buddha. Siddhartha used Kanthaka in all major events described in Buddhist texts prior to his renunciation of the world. Following the departure of Siddhartha, it was said that Kanthaka died of a broken heart.[13]

[edit] Finno-Ugric

The war god in Hungarian mythology was Hadúr, who wears pure copper and is a metalsmith. The ancient Magyars sacrificed white stallions to him before a battle.[14] Additionally, there is a story (mentioned for example in Gesta Hungarorum) that conquering Magyars paid a white horse for Moravian chieftain Svatopluk I (in other forms of the story: Bulgarian chieftain Salan) for a part of the land that later became Kingdom of Hungary.[citation needed] Actual historical background of the story is dubious because Svatopluk I was already dead when the first Hungarian tribes arrived. On the other hand, even Herodotus mentions in his Histories an Eastern custom, where sending a white horse as payment in exchange for land means casus belli. This custom roots in the ancient Eastern belief that stolen land would lose its fertility.[citation needed]

[edit] Abrahamic

[edit] Islamic

Sirat al-Mustaqim means the straight path of God in Islam, and refers to a narrow path (no wider than a rope) 3,000 miles long that the souls of the dead must cross to reach paradise. In one version of the tale, the souls of the virtuous are helped to navigate it because their good deeds turn into a white horse they can ride to the end.[citation needed]

[edit] Christian


A 15th-century icon of St. George from Novgorod.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:George_novgorod.jpg

In the New Testament, the Four Horsemen of the Apocalypse include one seated on a white horse [15] and one on a pale horse - the pale horse carried the rider, Death.[16] However, the Greek word translated as pale is often interpreted as sickly green or ashen grey rather than white. Later in the Book of Revelation, Christ rides a white horse out of heaven at the head of the armies of heaven to judge and make war upon the earth.[17]

Two Christian saints are associated with white steeds: Saint James, as patron saint of Spain, rides a white horse in his martial aspect.[18][19][20] Saint George, the patron saint of horsemen[21] among other things, also rides a white horse.[22] In Ossetia, the deity Uastyrdzhi, who embodied both the warrior and sun motifs often associated with white horses, became identified with the figure of St. George after the region adopted Christianity.[23]

Gesta Francorum contains a description of the First Crusade, where soldiers fighting at Antioch claimed to have been heartened by a vision of St. George and white horses during the battle: There came out from the mountains, also, countless armies with white horses, whose standards were all white. And so, when our leaders saw this army, they ... recognized the aid of Christ, whose leaders were St. George, Mercurius, and Demetrius.[24]

[edit] Far East

[edit] Korean

A huge white horse appears in Korean mythology in the story of the kingdom of Silla. When the people gathered to pray for a king, the horse emerged from a bolt of lightning, bowing to a shining egg. After the horse flew back to heaven, the egg opened and the boy Park Hyeokgeose emerged. When he grew up, he united six warring states.

[edit] Philippine

The city of Pangantucan has as its symbol a white stallion who saved an ancient tribe from massacre by uprooting a bamboo and thus warning them of the enemy's approach.

[edit] Vietnamese

The city of Hanoi honors a white horse as its patron saint with a temple dedicated to this revered spirit, the White Horse or Bach Ma Temple (in Chinese, formerly used by the Vietnamese for literary or poetic purposes, "bai/bach" means white and "ma" is horse). The 11th century king, Ly Cong Uan (also known as King Ly Thai To) had a vision of a white horse representing a river spirit which showed him where to build his citadel.[25]

[edit] Native American

In Blackfoot mythology, the snow deity Aisoyimstan is a white-colored man in white clothing who rides a white horse.

[edit] Popular culture

The mythological symbolism of white horses has been picked up as a trope in literature, film, and other storytelling. For example, the heroic prince or white knight of fairy tales often rides a white horse. Unicorns are (generally white) horse-like creatures with a single horn. And the English nursery rhyme "Ride a cock horse to Banbury Cross" refers to a lady on a white horse who may be associated with the Celtic goddess Rhiannon.[26]

A "white palfrey" appears in the fairy tale "Virgilius the Sorcerer" by Andrew Lang. It appears in The Violet Fairy Book and attributes more than usual magical powers to the ancient Roman poet Virgil (see also Virgil#Mysticism and hidden meanings).

The British author G.K. Chesterton wrote an epic poem titled Ballad of the White Horse. In Book I, "The Vision of the King," he writes of earliest England, invoking the white horse hill figure and the gods:

Before the gods that made the gods
Had seen their sunrise pass,
The White Horse of the White Horse Vale
Was cut out of the grass.[27]

More contemporary examples include Terry Pratchett's choosing white as the colour for Death's horse Binky in his Discworld series, or J.R.R. Tolkien's choice of white for Gandalf's horse Shadowfax in The Lord of the Rings. In film and television, the Lone Ranger rode a white horse. In the Shrek series of films, the cowardly Donkey turns into a noble white steed as part of a running joke in the second film.

References

1. ^ The Complete Dictionary of Symbols by Jack Tresidder, Chronicle Books, 2005, ISBN 9780811847674, page 241. Google books copy
2. ^ "White Horses and Genetics". Archaeology.about.com. http://archaeology.about.com/b/2008/07/20/white-horses-and-genetics.htm. Retrieved 2010-04-29.
3. ^ The Four Branches of the Mabinogi: The Mabinogi of Pwyll by Will Parker (Bardic Press: 2007) ISBN 978-0974566757. online text. Retrieved November, 2008.
4. ^ Hyland, Ann (2003) The Horse in the Ancient World. Stroud, Sutton Publishing. ISBN 0-7509-2160-9. Page 6.
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Lun 1 Ago 2011 - 10:11

Riporto qualche stralcio del documento di wikipedia inglese, per approfondimenti consiglio la visione anche alla fonte originale. Buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Horse

Horse
From Wikipedia, the free encyclopedia

The horse (Equus ferus caballus)[2][3] is one of two extant subspecies of Equus ferus, or the wild horse. It is a single-hooved (ungulate) mammal belonging to the taxonomic family Equidae. The horse has evolved over the past 45 to 55 million years from a small multi-toed creature into the large, single-toed animal of today. Humans began to domesticate horses around 4000 BC, and their domestication is believed to have been widespread by 3000 BC. Horses in the subspecies caballus are domesticated, although some domesticated populations live in the wild as feral horses. These feral populations are not true wild horses, as this term is used to describe horses that have never been domesticated, such as the endangered Przewalski's Horse, a separate subspecies, and the only remaining true wild horse. There is an extensive, specialized vocabulary used to describe equine-related concepts, covering everything from anatomy to life stages, size, colors, markings, breeds, locomotion, and behavior.

Horses' anatomy enables them to make use of speed to escape predators and they have a well-developed sense of balance and a strong fight-or-flight instinct. Related to this need to flee from predators in the wild is an unusual trait: horses are able to sleep both standing up and lying down. Female horses, called mares, carry their young for approximately 11 months, and a young horse, called a foal, can stand and run shortly following birth. Most domesticated horses begin training under saddle or in harness between the ages of two and four. They reach full adult development by age five, and have an average lifespan of between 25 and 30 years.

Horse breeds are loosely divided into three categories based on general temperament: spirited "hot bloods" with speed and endurance; "cold bloods", such as draft horses and some ponies, suitable for slow, heavy work; and "warmbloods", developed from crosses between hot bloods and cold bloods, often focusing on creating breeds for specific riding purposes, particularly in Europe. There are over 300 breeds of horses in the world today, developed for many different uses.

Horses and humans interact in a wide variety of sport competitions and non-competitive recreational pursuits, as well as in working activities such as police work, agriculture, entertainment, and therapy. Horses were historically used in warfare, from which a wide variety of riding and driving techniques developed, using many different styles of equipment and methods of control. Many products are derived from horses, including meat, milk, hide, hair, bone, and pharmaceuticals extracted from the urine of pregnant mares. Humans provide domesticated horses with food, water and shelter, as well as attention from specialists such as veterinarians and farriers.


Senses

The horse's senses are generally superior to those of a human. As prey animals, they must be aware of their surroundings at all times.[58] They have the largest eyes of any land mammal,[59] and are lateral-eyed, meaning that their eyes are positioned on the sides of their heads.[60] This means that horses have a range of vision of more than 350°, with approximately 65° of this being binocular vision and the remaining 285° monocular vision.[59] Horses have excellent day and night vision, but they have two-color, or dichromatic vision; their color vision is somewhat like red-green color blindness in humans, where certain colors, especially red and related colors, appear as a shade of green.[61]

A horse's hearing is good,[58] and the pinna of each ear can rotate up to 180°, giving the potential for 360° hearing without having to move the head.[62] Their sense of smell, while much better than that of humans, is not their strongest asset; they rely to a greater extent on vision.[58]

Horses have a great sense of balance, due partly to their ability to feel their footing and partly to highly developed proprioception—the unconscious sense of where the body and limbs are at all times.[63] A horse's sense of touch is well developed. The most sensitive areas are around the eyes, ears, and nose.[64] Horses sense contact as subtle as an insect landing anywhere on the body.[65]

Horses have an advanced sense of taste that allows them to sort through fodder to choose what they would most like to eat,[66] and their prehensile lips can easily sort even the smallest grains. Horses generally will not eat poisonous plants. However, there are exceptions and horses will occasionally eat toxic amounts of poisonous plants even when there is adequate healthy food.[67]

Movement

All horses move naturally with four basic gaits: the four-beat walk, which averages 6.4 kilometres per hour (4.0 mph); the two-beat trot or jog at 13 to 19 kilometres per hour (8.1 to 12 mph) (faster for harness racing horses); the canter or lope, a three-beat gait that is 19 to 24 kilometres per hour (12 to 15 mph); and the gallop.[68] The gallop averages 40 to 48 kilometres per hour (25 to 30 mph),[69] but the world record for a horse galloping over a short, sprint distance is 88 kilometres per hour (55 mph).[70] Besides these basic gaits, some horses perform a two-beat [[ pace, instead of the trot.[71] There also are several four-beat "ambling" gaits that are approximately the speed of a trot or pace, though smoother to ride. These include the lateral rack, running walk, and tölt as well as the diagonal fox trot.[72] Ambling gaits are often genetic in some breeds, known collectively as gaited horses.[73] Often, gaited horses replace the trot with one of the ambling gaits.[74]

Behavior

Horses are prey animals with a strong fight-or-flight response. Their first reaction to threat is to startle and usually flee, although they will stand their ground and defend themselves when flight is not possible or if their young are threatened. They also tend to be curious; when startled, they will often hesitate an instant to ascertain the cause of their fright, and may not always flee from something that they perceive as non-threatening. Most light horse riding breeds were developed for speed, agility, alertness and endurance; natural qualities that extend from their wild ancestors. However, through selective breeding, some breeds of horses are quite docile, particularly certain draft horses.[75] Horses are herd animals, with a clear hierarchy of rank, led by a dominant individual, usually a mare. They are also social creatures who are able to form companionship attachments to their own species and to other animals, including humans. They communicate in various ways, including vocalizations such as nickering or whinnying, mutual grooming, and body language. Many horses will become difficult to manage if they are isolated, but with training, horses can learn to accept a human as a companion, and thus be comfortable away from other horses.[76] However, when confined with insufficient companionship, exercise, or stimulation, individuals may develop stable vices, an assortment of bad habits, mostly stereotypies of psychological origin, that include wood chewing, wall kicking, "weaving" (rocking back and forth), and other problems.[77]

Intelligence and learning

In the past, horses were considered unintelligent, with no abstract thinking ability, unable to generalize, and driven primarily by a herd mentality. However, modern studies show that they perform a number of cognitive tasks on a daily basis, meeting mental challenges that include food procurement and social system identification. They also have good spatial discrimination abilities.[78] Studies have assessed equine intelligence in the realms of problem solving, learning speed, and knowledge retention. Results show that horses excel at simple learning, but also are able to solve advanced cognitive challenges that involve categorization and concept learning. They learn from habituation, desensitization, Pavlovian conditioning, and operant conditioning. They respond to and learn from both positive and negative reinforcement.[78] Recent studies even suggest horses are able to count if the quantity involved is less than four.[79]

Domesticated horses tend to face greater mental challenges than wild horses, because they live in artificial environments that stifle instinctive behavior while learning tasks that are not natural.[78] Horses are creatures of habit that respond and adapt well to regimentation, and respond best when the same routines and techniques are used consistently. Some trainers believe that "intelligent" horses are reflections of intelligent trainers who effectively use response conditioning techniques and positive reinforcement to train in the style that fits best with an individual animal's natural inclinations. Others who handle horses regularly note that personality also may play a role separate from intelligence in determining how a given animal responds to various experiences.[80]

Temperament

Horses are mammals, and as such are "warm-blooded" creatures, as opposed to cold-blooded reptiles. However, these words have developed a separate meaning in the context of equine terminology, used to describe temperament, not body temperature. For example, the "hot-bloods", such as many race horses, exhibit more sensitivity and energy,[81] while the "cold-bloods", such as most draft breeds, are quieter and calmer.[82] Sometimes "hot-bloods" are classified as "light horses" or "riding horses",[83] with the "cold-bloods" classified as "draft horses" or "work horses".[84]

"Hot blooded" breeds include "oriental horses" such as the Akhal-Teke, Arabian horse, Barb and now-extinct Turkoman horse, as well as the Thoroughbred, a breed developed in England from the older oriental breeds.[81] Hot bloods tend to be spirited, bold, and learn quickly. They are bred for agility and speed.[85] They tend to be physically refined—thin-skinned, slim, and long-legged.[86] The original oriental breeds were brought to Europe from the Middle East and North Africa when European breeders wished to infuse these traits into racing and light cavalry horses.[87][88]

Muscular, heavy draft horses are known as "cold bloods", as they are bred not only for strength, but also to have the calm, patient temperament needed to pull a plow or a heavy carriage full of people.[82] They are sometimes nicknamed "gentle giants".[89] Well-known draft breeds include the Belgian and the Clydesdale.[89] Some, like the Percheron are lighter and livelier, developed to pull carriages or to plow large fields in drier climates.[90] Others, such as the Shire, are slower and more powerful, bred to plow fields with heavy, clay-based soils.[91] The cold-blooded group also includes some pony breeds.[92]

"Warmblood" breeds, such as the Trakehner or Hanoverian, developed when European carriage and war horses were crossed with Arabians or Thoroughbreds, producing a riding horse with more refinement than a draft horse, but greater size and milder temperament than a lighter breed.[93] Certain pony breeds with warmblood characteristics have been developed for smaller riders.[94] Warmbloods are considered a "light horse" or "riding horse".[83]

Today, the term "Warmblood" refers to a specific subset of sport horse breeds that are used for competition in dressage and show jumping.[95] Strictly speaking, the term "warm blood" refers to any cross between cold-blooded and hot-blooded breeds.[96] Examples include breeds such as the Irish Draught or the Cleveland Bay. The term was once used to refer to breeds of light riding horse other than Thoroughbreds or Arabians, such as the Morgan horse.[85]

Wild species surviving into modern times

A truly wild horse is a species or subspecies with no ancestors that were ever domesticated. Therefore, most "wild" horses today are actually feral horses, animals that escaped or were turned loose from domestic herds and the descendants of those animals.[116] Only two never-domesticated subspecies, the Tarpan and the Przewalski's Horse, survived into recorded history.

The only true wild horse alive today is the Przewalski's Horse (Equus ferus przewalskii), named after the Russian explorer Nikolai Przhevalsky. It is a rare Asian animal, also known as the Mongolian Wild Horse; Mongolian people know it as the taki, and the Kyrgyz people call it a kirtag. The species was presumed extinct in the wild between 1969 and 1992, while a small breeding population survived in zoos around the world. In 1992, it was reestablished in the wild due to the conservation efforts of numerous zoos.[117] Today, a small wild breeding population exists in Mongolia.[118][119] There are additional animals still maintained at zoos throughout the world.

The Tarpan or European Wild Horse (Equus ferus ferus) was found in Europe and much of Asia. It survived into the historical era, but became extinct in 1909, when the last captive died in a Russian zoo.[120] Thus, the genetic line was lost. Attempts have been made to recreate the Tarpan,[120][121][122] which resulted in horses with outward physical similarities, but nonetheless descended from domesticated ancestors and not true wild horses.

Periodically, populations of horses in isolated areas are speculated to be relict populations of wild horses, but generally have been proven to be feral or domestic. For example, the Riwoche horse of Tibet was proposed as such,[119] but testing did not reveal genetic differences with domesticated horses,[123] Similarly, the Sorraia of Portugal was proposed as a direct descendant of the Tarpan based on shared characteristics,[124][125] but genetic studies have shown that the Sorraia is more closely related to other horse breeds and that the outward similarity is an unreliable measure of relatedness.[124][126]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:France_Loz%C3%A8re_Causse_M%C3%A9jean_Chevaux_de_Przewalski_20.jpg

Domestication

Domestication of the horse most likely took place in central Asia prior to 3500 BC. Two major sources of information are used to determine where and when the horse was first domesticated and how the domesticated horse spread around the world. The first source is based on palaeological and archaeological discoveries, the second source is a comparison of DNA obtained from modern horses to that from bones and teeth of ancient horse remains.

The earliest archaeological evidence for the domestication of the horse comes from sites in Ukraine and Kazakhstan, dating to approximately 3500–4000 BC.[131][132] By 3000 BC, the horse was completely domesticated and by 2000 BC there was a sharp increase in the number of horse bones found in human settlements in northwestern Europe, indicating the spread of domesticated horses throughout the continent.[133] The most recent, but most irrefutable evidence of domestication comes from sites where horse remains were interred with chariots in graves of the Sintashta and Petrovka cultures c. 2100 BC.[134]

Domestication is also studied by using the genetic material of present day horses and comparing it with the genetic material present in the bones and teeth of horse remains found in archaeological and palaeological excavations. The variation in the genetic material shows that very few wild stallions contributed to the domestic horse,[135][136] while many mares were part of early domesticated herds.[126][137][138] This is reflected in the difference in genetic variation between the DNA that is passed on along the paternal, or sire line (Y-chromosome) versus that passed on along the maternal, or dam line (mitochondrial DNA). There are very low levels of Y-chromosome variability,[135][136] but a great deal of genetic variation in mitochondrial DNA.[126][137][138] There is also regional variation in mitochondrial DNA due to the inclusion of wild mares in domestic herds.[126][137][138][139] Another characteristic of domestication is an increase in coat color variation.[140] In horses, this increased dramatically between 5000 and 3000 BC.[141]

Before the availability of DNA techniques to resolve the questions related to the domestication of the horse, various hypothesis were proposed. One classification was based on body types and conformation, suggesting the presence of four basic prototypes that had adapted to their environment prior to domestication.[142] Another hypothesis held that the four prototypes originated from a single wild species and that all different body types were entirely a result of selective breeding after domestication.[143] However, the lack of a detectable substructure in the horse has resulted in a rejection of both hypotheses.

Interaction with humans

Worldwide, horses play a role within human cultures and have done so for millennia. Horses are used for leisure activities, sports, and working purposes. The Food and Agriculture Organization (FAO) estimates that in 2008, there were almost 59,000,000 horses in the world, with around 33,500,000 in the Americas, 13,800,000 in Asia and 6,300,000 in Europe and smaller portions in Africa and Oceania. There are estimated to be 9,500,000 horses in the United States alone.[159] The American Horse Council estimates that horse-related activities have a direct impact on the economy of the United States of over $39 billion, and when indirect spending is considered, the impact is over $102 billion.[160] In a 2004 "poll" conducted by Animal Planet, more than 50,000 viewers from 73 countries voted for the horse as the world's 4th favorite animal.[161]

Communication between human and horse is paramount in any equestrian activity;[162] to aid this process horses are usually ridden with a saddle on their backs to assist the rider with balance and positioning, and a bridle or related headgear to assist the rider in maintaining control.[163] Sometimes horses are ridden without a saddle,[164] and occasionally, horses are trained to perform without a bridle or other headgear.[165] Many horses are also driven, which requires a harness, bridle, and some type of vehicle.[166]

Entertainment and culture

Modern horses are often used to reenact many of their historical work purposes. Horses are used, complete with equipment that is authentic or a meticulously recreated replica, in various live action historical reenactments of specific periods of history, especially recreations of famous battles.[182] Horses are also used to preserve cultural traditions and for ceremonial purposes. Countries such as the United Kingdom still use horse-drawn carriages to convey royalty and other VIPs to and from certain culturally significant events.[183] Public exhibitions are another example, such as the Budweiser Clydesdales, seen in parades and other public settings, a team of draft horses that pull a beer wagon similar to that used before the invention of the modern motorized truck.[184]

Horses are frequently seen in television and films. They are sometimes featured as a major character in films about particular animals, but also used as visual elements that assure the accuracy of historical stories.[185] Both live horses and iconic images of horses are used in advertising to promote a variety of products.[186] The horse frequently appears in coats of arms in heraldry. The horse can be represented as standing, walking (passant), trotting, running (courant), rearing (rampant or forcine) or springing (salient). The horse may be saddled and bridled, harnessed, or without any apparel whatsoever.[187] The horse also appears in the 12-year cycle of animals in the Chinese zodiac related to the Chinese calendar. According to Chinese folklore, each animal is associated with certain personality traits, and those born in the year of the horse are intelligent, independent, and free-spirited.[188]

Therapeutic use

People of all ages with physical and mental disabilities obtain beneficial results from association with horses. Therapeutic riding is used to mentally and physically stimulate disabled persons and help them improve their lives through improved balance and coordination, increased self-confidence, and a greater feeling of freedom and independence.[189] The benefits of equestrian activity for people with disabilities has also been recognized with the addition of equestrian events to the Paralympic Games and recognition of para-equestrian events by the International Federation for Equestrian Sports (FEI).[190] Hippotherapy and therapeutic horseback riding are names for different physical, occupational, and speech therapy treatment strategies that utilize equine movement. In hippotherapy, a therapist uses the horse's movement to improve their patient's cognitive, coordination, balance, and fine motor skills, whereas therapeutic horseback riding uses specific riding skills.[191]

Horses also provide psychological benefits to people whether they actually ride or not. "Equine-assisted" or "equine-facilitated" therapy is a form of experiential psychotherapy that uses horses as companion animals to assist people with mental illness, including anxiety disorders, psychotic disorders, mood disorders, behavioral difficulties, and those who are going through major life changes.[192] There are also experimental programs using horses in prison settings. Exposure to horses appears to improve the behavior of inmates and help reduce recidivism when they leave.[193]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Poulain_de_race_ardennaise_1.jpg


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:A_couple_of_Dartmoor_ponies.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Gio 6 Ott 2011 - 14:07

Ancora qualche curiosa leggenda su questo nobile totem...

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Caddos_birdes

Caddos birdes
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nel folklore sardo i caddos birdes (cavalli verdi), erano delle creature fantastiche, che si presentavano sotto la forma di piccoli cavallini dal pelame verde molto rari e difficilissimi da avvistare. Il loro nome è infatti usato, per antonomasia a designare un qualcosa difficile da trovare o molto raro. Un proverbio sardo infatti dice "Homine affortunadu pius raru chi sos caddos birdes" vale a dire " un uomo fortunato è più raro dei cavalli verdi". Queste creature leggendarie avevano dei poteri magici e benefici. Si narra che il re di Monteleone ne avesse uno. Per impossessarsi di questi cavalli, i potenti potevano scatenare delle guerre. Impossibili da domare, non sono mai stati montati da nessuno. Si narra anche che uno di loro si farà cavalcare il giorno in cui verrà il Re Pastore.
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MessaggioOggetto: Re: Cavallo: viaggio, potere e libertà   Oggi a 16:13

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