Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
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Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
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Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
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 Gatto: mistero, magia e indipendenza

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Tila
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MessaggioOggetto: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Ven 2 Apr 2010 - 15:13

Ed ecco un animale a me molto caro…scopriamo insieme molte leggende e miti, la storia e la simbologia di questo scaltro e intelligente felino...

Buona lettura!


FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/07/gli-animali-totemdomestici-cane-e-gatto/

IL GATTO

In Egitto il gatto era considerato un animale sacro e Basted, la dea gatto, era dotata di poteri di guarigione. In Scandinavia era simbolo di fertilità, e in India propiziava le nascite. Nei tempi antichi si credeva che le streghe, di notte assumessero la forma di gatti, e per questo il gatto nero nel medioevo fu vittima di atroci persecuzioni. Il gatto ha un carattere fiero e indipendente e permette di prendersi cura di lui, ma solo alle sue condizioni. Le qualità e i poteri del gatto sono: l’indipendenza, la curiosità, la resistenza, l’abilità, l’imprevedibilità, la guarigione, la capacità di lottare quando occorre, la capacità di vedere le cose invisibili e la protezione. Egli, inoltre, rappresenta il silenzio e può aiutarci nella meditazione. Il gatto, da sempre associato alla luna e alla notte, rappresenta anche il nostro lato femminile e intuitivo, per questo chi non ama i gatti, di solito tende ad essere guidato da un istinto pratico e razionale. Gli uomini che detestano i gatti, generalmente non si fidano delle donne. Se il gatto è un tuo Animale Totem, allora sei misterioso e sei affascinato dall’occulto e dalla magia. Sei indipendente e un libero pensatore. Il lato ombra di questo totem, può essere rappresentato dall’opportunismo, dall’imprevedibilità e dalla tendenza a creare barriere emotive, impedendo agli altri di entrare nella tua vita.



FONTE IMMAGINE: http://nuovosoldo.wordpress.com/2010/01/03/gatto-si-immola-per-salvare-famiglia-da-un-incendio/


CITAZIONE: « Dio fece il gatto perché l'uomo potesse avere il piacere di coccolare la tigre »
(Robertson Davies, The Diary of Samuel Marchbanks)

FONTE: dal libro “Segni e presagi del mondo animale – i poteri magici di piccole e grandi creature.” Di Ted Andrews Ed. Mediterranee

Ad essi sono stati attribuiti moltissimi tratti, spesso contraddittori: curiosità, nove vite, indipendenza, intelligenza, imprevedibilità e capacità terapeutiche sono solo alcuni. Si riteneva che il gatto di una strega fosse in genere un suo familiare, uno spirito in forma felina, e che le stesse streghe potessero assumere le sue sembianze.



FONTE IMMAGINE: http://felineaddiction.com/catbreedsrare.htm


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 20:06, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Gatto   Mar 6 Apr 2010 - 14:47

Admin in questo suggestivo articolo scopriremo che il gatto è un essere indipendente e imprevedibile, agile nel corpo e nella mente, un libero pensatore...Il gatto insegna che il mondo fisico e spirituale non sono separati...è un formidabile alleato soprattutto per affrontare le paure primordiali...

FONTE: http://www.spiritwalkministry.com/spirit_guides

Cat (general) -- The Great Teacher of Magic and Mystery; the cat lives totally in the moment with a deep psychic and spiritual awareness. Independent and unpredictable, agile of body and mind, a free thinker that meets challenges by perceiving the unseen. (One cannot own a cat; the cat will give and receive love only on its own terms) At home in the dark of the night it is a valuable ally when encountering the supernatural and facing your primal fears. As the cat’s energy field flows opposite that of humans it has the healing ability to neutralize your negative energies. (The healing energy cannot be taken from the cat, it is only given as a gift.) The cat teaches that the physical and spiritual worlds are not separate, but one. In ancient Egypt cats stood guard at the temple gates and throughout history cats have been seen as the protectors of the pathways to the sacred mysteries. (The Egyptian goddess 'Bastet' takes the form of a cat. The Norse goddess 'Freyja' rides a chariot pulled by two cats) Note the colors and characteristics of your cat for that shall be mirrored in your life and will help you to understand the mysteries that your cat will reveal. (The cat's karmic sacrifice is being the victim of “kick the cat".) Cat Spirit often brings the warning of being the recipient of misdirected anger. {Please see: "*All Creatures Great and Small"}

*Cats in the home often serve the role of healer and will sit near anyone in the household who needs healing, speeding the recovery period. A cat's purring can help reduce his owner's stress or anxieties. Cat purring can ease discomforts such as stomach pain, and also help boost immune systems. It is also important to pay attention to the health of your cat. Cats will often take on the symptoms of ailments being suffered by their humans. When this happens, appreciate their talents as diagnosticians, so take heed. Get your cat to the vet AND make an appointment for yourself to have a health checkup.

*
Black Cat -- The classic familiar of traditional witches who, it was said, could shape-shift into a cat nine times. Intuitive dreams, ritual magick
*
Calico Cat -- Patterns of color, ladies choice, guide to the realm of the feminine mysteries}
*
Maine Coon Cat -- A breed of naturals, slow developer, likes to tag along, shakes off a soaking, "Snowshoe"
*
Manx Cat -- Intelligent and playful, often exhibits bizarre behavior, a late bloomer, “Stumpy”
*
Siamese Cat -- Talker, affectionate but demanding, the royal family of the cat world, "the story is in the eyes"
*
White Cat -- A reminder that frequent sunburns may lead to skin cancer and can indicate hearing problems; there may be a need to check for these conditions. (Legend says that a white cat is a sign of good luck in the day, but its appearance at night may be a harbinger of ill. Another legend says that a white cat sitting on the doorstep just before a wedding is a sign of a happy marriage.)
*
Feral Cat -- A feral cat as a totem can indicate the wild nature of your personality. A feral cat messenger could be signaling caution, reminding you to be wary of anyone who tries to come near you who you don't know very well. Colonial living, tribal hunting and gathering, communal responsibility, "it takes a village...

Secondo questo articolo il gatto ci dona l'indipendenza, l'intelligenza e la creatività. Nei sogni, i gatti ci insegnano a credere in noi stessi in modo intuitivo...

FONTE: http://www.cathyginter.com/TOTEM.html

Cat: Cat is a popular totem as many of us bring their ancient presence into our hearts and homes. Here is the gift of psychic power, independence, intelligence and creativity. In dreams, cats teach us to believe in ourselves intuitively. The key is to further develop our feminine aspects as we gain greater understanding of the psyche. Cats are natural healers, guiding us to honor the mystery of life. Cat medicine is to see that magic is in the air.

Meeting Cheetah in the dream world symbolizes our need to stop procrastinating, to create a game plan and to move forward with true intent. Cheetah also teaches us that life is too short to waste a single moment on the sidelines.


FONTE IMMAGINE: http://animals.desktopnexus.com/wallpaper/11593/comments/


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 20:14, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Mar 13 Apr 2010 - 17:27

Versione comica sui gatti

Gatti su nonciclopedia




FONTE: http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20090915145941/nonciclopedia/images/1/16/Gatto_fotonico.jpg



FONTE: http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20090912140015/nonciclopedia/images/thumb/b/ba/Scontro_epico_fra_gatti.jpg/800px-Scontro_epico_fra_gatti.jpg

e anche questo è bellissimo







e per chi crede che sia solo un fumetto, beccatevi questa prova!!!




Ultima modifica di Admin il Gio 9 Dic 2010 - 17:43, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: gattini   Mar 13 Apr 2010 - 19:19

Grazie per i bellissimi contributi...
che amore di micetti...romperanno un po' qualche volta ma sono tanto di compagnia e affettuosi...solo con chi se lo merita

flower

Ed ecco qualche modo di dire:

Di notte tutti i gatti sono bigi: quando non si riesce a distinguere chiaramente qualcosa.

Essere come cane e gatto: si dice di due nemici, di persone di natura diversa.

Far uscrire il gatto dal sacco: far luce su qualcosa.

Fare la gatta morta: si dice di persona che nasconde una natura poco virtuosa sotto un'apparenza dolce e irreprensibile.

Qui gatta ci cova: si usa quando si ha il sospetto che ci sia qualcosa che non va.
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Mar 1 Giu 2010 - 17:53

Versione comica sui gatti II - la vendetta...(sembra il titolo di un film)

Oggi mentre bighellonavo su internet ho trovato questo video... afro a voi i commenti...

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Mer 7 Lug 2010 - 16:41

Qualche curiosità estrapolata dal libro che troverete recensito in questo link.

Buona lettura!

FONTE: Animali e spiritualità. La convivenza con l'uomo. Sacrifici rituali e miti. Spiriti e simboli animali di Saunders Nicholas J. Ed. EDT

Nell'evoluzione dei mammiferi i gatti assunsero molto presto una fisionomia definita. Grazie ai fossili rinvenuti è stato possibile fa risalire la loro famiglia a circa 40 milioni di anni fa e accertare che i primi gatti erano già simili alle specie odierne, a differenza degli antenati della maggior parte dei mammiferi.

Ciò perchè il gatto è una macchina per uccidere perfettamente studiata e adattabile: essendosi già evoluto, non aveva bisogno di evolversi ulteriormente.

Agile e silenzioso, si lascia addomesticare solo in apparenza, spesso manifestando in maniera improvvisa e inaspettata i propri istinti di cacciatore. Per questa sua natura contradditoria, in cui il compiacimento per l'affetto umano si unisce a una forte indipendenza, è una creatura che ci affascina e ispira una cauta ammirazione.

Sin dalla sua prima menzione in alcuni testi egizi scritti intorno al 1500 a.C., il gatto domestico è stato il simbolo ambivalente della morte e della fertilità, della buona e della cattiva sorte.

Il suo culto in Egitto era così forte che la pena per l'uccisione di un gatto era la morte.

Nelle saghe nordiche la sua natura contradditoria era espressa dai gatti demoni che trainavano il cocchio di Freyja, la dea dell'amore e della fertilità, ma anche della battaglia e della morte.

Nell'antica Grecia, i gatti selvatici erano associati alle seguaci di Dionisio- le Menadi o donne invasate- perchè nei riti estatici esse indossavano le pelli di questi animali.

I gatti in Cina sono poi visti come creature maligne e trasformiste, maledette per non aver pianto la morte del Buddha.

I cristiani inizialmente fecero del gatto un simbolo di fertilità, ma con il diffondersi della loro religione nell'impero romano, divinità pagane come la dea della libertà, il cui gatto rappresentava la sfrenatezza, furono bollate come demoni. i gatti divennero quindi progenie di Satana e "compagni" delle streghe. Tale concezione iniziò a svanire solo nella metà del XVIII secolo, quando il gatto venne rivalutato come animale domestico.

I gatti siamesi erano guardiani tradizionali dei templi e dei palazzi. gli esemplari domestici odierni hanno perso gli occhi strabici e la coda attorcigliata. Tali caratteristiche erano imputate all'estrema attenzione con cui i siamesi facevano la guardia e alla loro abitudine si proteggere i tesori avvolgendoli con la coda.



FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/Siamese_%28gatto%29


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 20:16, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 17 Lug 2010 - 13:27

Non potevano mancare i miti egizi sui gatti... Very Happy


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Bastet

Bast
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Statuetta di Bastet, museo del Louvre


Bast o Bastet o Bastit è un'antica divinità della mitologia egizia, di norma raffigurata con corpo di donna e testa di gatto.
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talvolta anche
W1 t
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Si tratta di una divinità dai tratti solari simboleggiante il calore benefico del sole, venerata per la sua potenza virile, la sua forza e la sua agilità.

Un epiteto tipico di Bastet era
nb
t i K1
n s V6

nbt ins Signora delle bende.


Centro del suo culto era la città di Per Bastet (la Bubasti dei greci, attuale Zagazig, vicino al delta del Nilo), dove -secondo Erodoto- si svolgevano anche dei festeggiamento periodici in onore della dea, comprendenti processione di chiatte e riti orgiastici e dove è stata rinvenuta una necropoli di gatti sacri mummificati, con relativo tempio.
Indice
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* 1 Il culto di Bast
* 2 Il culto dei gatti
* 3 Le leggende
* 4 Altri progetti

Il culto di Bast [modifica]

Alle origini, Bast era una divinità del culto solare. Quando l'influenza greca si estese sulla società egiziana, Bast divenne una dea lunare, in quanto i Greci la identificarono con Artemide.
A partire dalla II Dinastia, Bastet venne raffigurata come un gatto selvatico del deserto oppure come una leonessa con specifico riferimento alla dea Sekhmet. Venne rappresentata come un felino domestico solo intorno al 1000 a.C.
Bast era la "Figlia di Ra", quindi aveva lo stesso rango di altre dee quali Maat e Tefnut. In più, Bast era uno degli "Occhi di Ra", nel senso che veniva mandata specificamente ad annientare i nemici dell'Egitto e dei suoi dei.

Da quando i Greci identificarono Bast con Artemide, la dea fu detta "madre del dio dalla testa di leone Mihos" (anch'egli venerato a Bubasti, insieme a Thoth), e fu raffigurata comunemente o come donna con la testa di un gatto o come gatto vero e proprio.

Il culto dei gatti [modifica]

Gli antichi egiziani chiamavano "myeu" il gatto; addomesticarono quelli che vivevano ai bordi del delta del Nilo, originariamente per debellare i topi che infestavano i granai.
Ma poi, col passare del tempo, non ci fu casa o tempio o edificio che non registrasse la presenza di almeno un gatto, tenuto peraltro con ogni cura. Quando uno di questi felini moriva, si dice che il padrone usasse radersi un sopracciglio in segno di rispetto nei confronti dell'animale.

Il culto di Bast raggiunse una diffusione tale che il gatto in Egitto era protetto dalla legge. Era vietato fargli del male o trasferirli al di fuori dei confini del regno dei faraoni. Chi violava tali disposizioni era passibile di pena di morte.
Nonostante le leggi egizie proibissero l'esportazione dei gatti, ritenuti animali sacri, i navigatori fenici li contrabbandarono fuori del paese, facendone oggetto di commercio insieme ad altre merci preziose.
Furono poi i Romani a portarli per primi nelle isole britanniche.

Le leggende [modifica]

Racconta una leggenda che Bast, morsa da uno scorpione, fu guarita da Ra.

Gli Egiziani avevano un modo di dire: «non si accarezza la gatta Bastet prima di aver affrontato la leonessa Sekhmet». Bast era infatti comunemente accoppiata a Sekhmet, la dea dalla testa di leone di Memphis, Wadjet ed Hathor.
Questo modo di dire affonda le sue radici nella leggenda di Ra che, infuriato, provocò una siccità (evento terribile per gli egiziani che vivevano delle piene del Nilo).
Quando si fu calmato, Ra mandò Thot a cercare Bast in Nubia, dove la dea si nascondeva sotto forma di leonessa (Sekhmet). Discendendo il Nilo, Bast si era bagnata nel fiume in una città sacra a Iside, trasformandosi di nuovo in gatta ed era entrata trionfante a Per Bastet (città dei gatti), dove fu poi trovata da Thot (per molti secoli gli egiziani hanno ripercorso il suo viaggio in venerazione dei gatti).

Secondo altre leggende, Bast era sorella di Sekhmet.





Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 20:18, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Ven 10 Set 2010 - 21:21

chiedo venia per una mia grande mancanza...mi sono accorta che non avevo inserito nella scheda di questo splendido alleato le nozioni che in genere accompagnano tutte le schede...parlo di wikipedia naturalmente, buona lettura:

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Felis_silvestris_catus





FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/01/Kero_-_singapura_-_cropped.jpg/412px-Kero_-_singapura_-_cropped.jpg


Felis silvestris catus


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero carnivoro della famiglia dei felidi (genere Felis). Oggigiorno si contano una cinquantina di razze differenti riconosciute con delle certificazioni. Essenzialmente territoriale e crepuscolare, il gatto è un predatore di piccoli animali, specialmente roditori. Il gatto per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di 16), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni. Il gatto può essere addestrato ad obbedire a semplici comandi e può imparare da solo a manipolare semplici meccanismi come le maniglie delle porte. La denominazione gatto deriva dal latino catus o cattus[1], di origine incerta, la cui radice presenta analogie con il nubiano kadis ed il berbero kadiska[2]. Altre fonti ne fanno risalire l'origine alle lingue celto-germaniche (antico alto tedesco chazza, moderno alto tedesco katze, kater, cimbrico kâth, iro-gaelico cat, antico scandinavo kötr, anglosassone cat, svedese katt)[3]
Indice
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* 1 Anatomia
o 1.1 Scheletro e muscoli
o 1.2 Sistema digestivo
o 1.3 Il pelo
o 1.4 I sensi
+ 1.4.1 Vista
+ 1.4.2 Udito
+ 1.4.3 Olfatto
+ 1.4.4 Gusto
+ 1.4.5 Tatto
+ 1.4.6 L'equilibrio durante le cadute: l'organo vestibolare
* 2 Riproduzione
o 2.1 Maturità sessuale
o 2.2 Accoppiamento
o 2.3 Gravidanza e parto
o 2.4 L'allevamento dei gattini
o 2.5 Sterilizzazione e castrazione
* 3 Comportamento
o 3.1 Comunicazione
+ 3.1.1 Posizioni corporali
+ 3.1.2 Miagolii
+ 3.1.3 Ringhi
+ 3.1.4 Fusa
o 3.2 Sonno
o 3.3 Graffi
o 3.4 Pulizia
o 3.5 Escrementi
o 3.6 La convivenza con l'uomo
o 3.7 Una compagnia benefica
* 4 La caccia
o 4.1 Tecniche di caccia
* 5 Le razze
o 5.1 Cura e accessori
* 6 Origini e storia
o 6.1 Evoluzione della specie
o 6.2 Addomesticazione del gatto
o 6.3 Antichità
o 6.4 Medioevo e rinascimento
o 6.5 Periodo moderno e contemporaneo
* 7 Specie invasiva
* 8 Il gatto nella cultura
o 8.1 Nella letteratura e nella musica
o 8.2 Il gatto come simbolo
o 8.3 Gatti famosi
+ 8.3.1 Cinema, televisione, fumetti e cartoni animati
* 9 Note
* 10 Voci correlate
* 11 Altri progetti
* 12 Collegamenti esterni

Anatomia [modifica]

La temperatura corporea del gatto oscilla fra i 38 e i 38,5 ºC; la frequenza respiratoria normale è di 10/20 respiri al minuto e quella cardiaca di 110/140 battiti al minuto.

Scheletro e muscoli

Il suo corpo è agile, flessibile e massiccio, tale da consentirgli di camminare in modo silenziosissimo e di spiccare grandi salti; le sue unghie retrattili (più precisamente protrattili, dato che nella condizione ordinaria di riposo si trovano nascoste e sono estratte solo all'occorrenza) gli permettono di arrampicarsi con grande agilità.

Lo scheletro è formato da 250 ossa. Le vertebre del collo sono corte e la colonna vertebrale molto mobile. La clavicola dei gatti, come per tutti i felini, è piccola e collegata allo sterno unicamente da un legamento: ciò gli conferisce una grande mobilità visto che le spalle possono muoversi indipendentemente. Le vertebre caudali prolungano la colonna, il loro numero è variabile in funzione della razza. La coda ha un ruolo importante nel mantenimento dell'equilibrio.

Le zampe anteriori terminano con cinque dita fornite di artigli protrattili, formati da cheratina, ma solo quattro di essi toccano il suolo, visto che il pollice resta di fianco. Esistono comunque casi di polidattilia felina in cui il gatto risulta avere sei o addirittura sette dita per zampa.

Le zampe posteriori, più lunghe di quelle anteriori, terminano con quattro dita fornite anch'esse di artigli retrattili. I cuscinetti sono costituiti da membrane elastiche che gli conferiscono un'andatura silenziosa.

I muscoli dorsali sono molto flessibili e quelli delle zampe posteriori molto potenti. Queste specifiche conferiscono all'animale una grande agilità e un'ampiezza quando salta: può saltare ad un'altezza cinque volte superiore alla sua statura. Nella corsa può raggiungere i 40 km/h e può fare 100m in 9 secondi. Ma non è un corridore di lunghe distanze e si stanca molto velocemente. Contrariamente a quello che generalmente si pensa, tutti i gatti sanno nuotare molto bene e non esitano a gettarsi in acqua se costretti.

Un gatto pesa in media tra i 2.5 e i 4.5 kg e misura da 46 a 51 cm senza la coda che misura dai 20 ai 25 cm. Il record di peso e grandezza è detenuto da Himmy, un gatto castrato australiano che alla sua morte nel 1986 pesava 23 kg per 96.5 cm di lunghezza totale.

Sistema digestivo

Come tutti i carnivori, l'ultimo premolare superiore e il primo molare inferiore formano i cosiddetti "ferini". Questi permettono ai gatti di strappare il cibo, grazie ai potenti muscoli fissati alle pareti laterali del suo cranio, inghiottendo senza masticare. La mandibola del gatto è fatta in modo che, pur consentendo unicamente una masticazione verticale, ha il vantaggio di permettere un effetto a forbice. L'osso ioideo è ossificato internamente, ciò permette al gatto di fare le fusa ma non di ruggire.

Contrariamente all'uomo, il gatto mastica poco ed il processo di digestione comincia nello stomaco e non in bocca.

Lo stomaco del gatto è piccolo (circa 300 millilitri), ma possiede un'acidità molto elevata che è utile anche come mezzo di prevenzione delle infezioni digestive [4]. Il suo intestino piuttosto corto (circa un metro) per l'intestino tenue e da 20 a 40 cm per il colon è tipico dei cacciatori di piccole prede. Queste dimensioni spiegano perché il gatto deve mangiare frequentemente ma in piccole quantità (tra i 10 ed i 16 pasti) [5]. Il sistema digestivo del gatto è anche poco adatto alla varietà alimentare, che gli può causare delle diarree e dei vomiti. Infine il transito degli alimenti nel sistema digestivo dei gatti è rapido: tra le 12 e le 14 ore [4].

Il pelo

Il colore del pelo è molto vario in funzione delle razze, si va dalle razze a pelo lungo fino a razze quasi senza pelo come lo sphynx. Probabilmente in origine il pelo era di colore grigio-marrone tigrato adatto alla mimetizzazione durante la caccia.

La pelliccia del gatto è composta da peli lunghi che coprono la superficie esterna e da peli corti sotto. Questo permette un buon isolamento termico. Il manto di un gatto è composto da più colori che formano diversi motivi. Certi individui hanno delle grandi macchie mentre altri delle striature o delle macchie più piccole. Il colore del pelo di un gatto può avere più tinte (nero, bianco, rosso,...) più o meno diluiti o scuri. Il maschio per delle ragioni genetiche può assumere solo uno o due colori alla volta, salvo rare eccezioni. In principio solo le femmine possono portare tre colori.

Il gatto impiega molto tempo nella pulitura del suo pelo perché questo è molto importante per regolare la sua temperatura corporea. La sua lingua è coperta da piccole papille che la rendono molto ruvida, e gli permettono di snodare il pelo durante la sua toelettatura (salvo casi particolari, i gatti si "lavano" ogni giorno). Avendo un elevato rapporto fra superficie epidermica e peso, il rischio di dispersione termica è grande. Se il pelo fosse in disordine o sporco, le caratteristiche isolanti sarebbero meno efficaci. Inoltre in estate, il fatto di bagnare la pelliccia provoca un raffreddamento grazie all'evaporazione della saliva. I gatti perdono il pelo all'inizio della stagione estiva per effetto della muta.

I sensi [modifica]

Predatore crepuscolare il gatto possiede dei sensi molto sviluppati. Percepisce il mondo diversamente dagli umani, è forse per questo che gli vengono associati dei poteri soprannaturali. Esistono diverse storie che raccontano come dei gatti hanno predetto dei terremoti o altre catastrofi, scappando prima del fenomeno. La spiegazione è probabilmente legata alla percezione di frequenze non udibili dagli esseri umani.[senza fonte]

Vista [modifica]

Il gatto riesce a vedere in condizione di scarsissima luminosità grazie al tapetum lucidum, letteralmente 'tappeto lucido', formato da strati di cellule contenenti dei cristalli riflettenti posti sotto la retina, che hanno la funzione di rispecchiare la luce amplificandola.

Come l'uomo, il gatto ha una visione binoculare che gli consente di percepire la distanza. Di giorno la sua vista è meno efficiente ma coglie comunque bene i movimenti, anche se distingue difficilmente i dettagli degli oggetti. È controversa la sua capacità di vedere i colori. Recenti studi hanno però dimostrato il contrario confermando la capacità cromatica dell’occhio felino. In alcune ricerche ne emergerebbe anche un certo daltonismo. Confonderebbero il bianco con il giallo, ed il rosso con il verde scuro.[6]

Udito [modifica]

Come molti predatori anche il gatto ha un udito molto fine, aiutato dalla capacità di orientare i padiglioni auricolari che isolano la fonte sonora interessata dai rumori ambientali rendendo possibile l'individuazione della sorgente. Tra i mammiferi, l'ampiezza dell'audiogramma del gatto è notevole ed arriva fino ai 50.000 Hz (mentre l'orecchio umano è limitato a 20.000)[7]. La maggiore sensibilità alla alte frequenze lo favorisce nella caccia ai roditori che emettono tipiche alte frequenze [1]. La maggioranza dei gatti bianchi (più del 60%) è sordo da una o da entrambe le orecchie. È stato dimostrato che l'allele W, all'origine del colore del pelo, è direttamente responsabile di una degenerazione dell'orecchio interno che provoca la sordità. Il gatto nasce normale, ma dopo una settimana il suo orecchio invece di svilupparsi, subisce delle alterazioni progressive. La degenerazione si completa dopo tre settimane.

Olfatto [modifica]

Il gatto possiede 19 milioni di terminazioni olfattive, rispetto ai nostri 5 milioni; esse sono specializzate nell'individuazione del cibo. In effetti ha una sensibilità a vari composti azotati, consentendo all'animale di stabilire, con grande sensibilità, se il pasto è rancido e andato a male: mentre il cane azzanna il boccone che gli viene dato, il gatto lo ispeziona annusandolo. L’organo di Jacobson, che manca a noi umani ma è presente anche in altre specie come i cani e i cavalli, è in grado di rilevare sia sensazioni olfattive che gustative, ha lo specifico scopo di trasmettere gli stimoli sensitivi ai centri sessuali del cervello. L'olfatto è anche importante nella sua vita sessuale: il maschio riesce a sentire l'odore della femmina a centinaia di metri di distanza.

Gusto [modifica]

Ha un senso del gusto molto sviluppato grazie al quale può percepire una minima variazione nel sapore dell'acqua. Il gatto percepisce poco i sapori dolci[8]. Analogamente al cane, il gatto ha la maggior parte delle papille gustative sulla punta e sui bordi della lingua[9], ciò gli permette di ingurgitare direttamente i bocconi.

Tatto

Anche il suo senso del tatto è ben sviluppato. I suoi baffi, chiamati vibrisse, gli permettono di percepire piccole variazioni nella pressione dell'aria e ostacoli. È anche grazie ad essi che riesce ad orientarsi nel buio più assoluto e a percepire le dimensioni dei piccoli spazi. Possiede delle vibrisse anche sotto le zampe, sotto il mento e alle sopracciglia. I cuscinetti sotto le zampe sono molto sensibili alle vibrazioni e la sua pelle è coperta di cellule tattili estremamente sensibili.
L'equilibrio durante le cadute: l'organo vestibolare [modifica]

Il suo organo vestibolare è particolarmente sviluppato, gli conferisce un buon senso dell'equilibrio. Ciò spiega la sua particolare capacità di rigirarsi durante una caduta per cadere sulle sue zampe. Se un gatto cade da più di due metri (se non è il caso la sua tecnica non funziona) anche se è sulla schiena, può rigirarsi girando dapprima la testa in direzione del suolo, poi le zampe davanti e poi quelle dietro [10]. Il gatto si ritrova allora con il ventre verso terra ed assume una posizione che ricorda quella degli scoiattoli volanti. Non sempre questa manovra riesce però a salvargli la vita[11].

Comportamento [modifica]

Il gatto è un animale territoriale. Il territorio del gatto ha un raggio attorno alla sua dimora di almeno 5 chilometri [18]. Il territorio viene delimitato emettendo i feromoni. L'interazione con gli altri gatti viene centrata sulla relazione con il territorio. La memoria del territorio viene costruita additivamente, impara quanto viene "aggiunto" al territorio, ma non si accorge di quanto viene tolto. Ad esempio un gatto ritornerà continuamente a controllare la tana di un topo che ha catturato, anche se sa che questa è vuota.

Il gatto non è un animale unicamente solitario: a seconda dello spazio e delle risorse disponibili, i gatti possono formare delle strutture sociali che vanno dal gatto solitario in ambiente rurale, a dei larghi e densi gruppi in ambiente urbano.
Comunicazione [modifica]

I gatti comunicano tra di loro principalmente con dei feromoni e delle posizioni corporali.

Le ghiandole contenenti i feromoni si trovano in numerosi punti sul corpo: ghiandole anali, attorno alla coda, attorno alla bocca, sulle guance e tra i cuscinetti sulle zampe. I feromoni si depositano anche sulla saliva, nel materiale fecale e nell'urina. Hanno il vantaggio di durare nel tempo, anche in assenza del gatto. Possono essere deposte volontariamente per marcare il territorio, per stabilire dei contatti sociali e quando il gatto si pulisce, oppure involontariamente, per stress, attaccamento della madre ai suoi piccoli, con i feromoni sessuali.

Attualmente sono stati evidenziati almeno cinque messaggi chimici mediati dai feromoni (F1-F5), di tre dei quali si è riconosciuto il significato[19]:

* F2 - è una marcatura di tipo prettamente sessuale e viene emessa dal maschio in calore.
* F3 - viene deposta sugli oggetti e nell'ambiente di cui fa parte il territorio del gatto. Ha una funzione tranquillizzante e inibisce lo stimolo alla marcatura urinaria. Esistono in commercio, per l'appunto, versioni sintetiche di queste secrezioni per i problemi di eccessiva marcatura urinaria dei gatti maschi negli ambienti domestici (Feliway®).
* F4 - viene secreto per l'allomarcatura, ovvero la marcatura chimica dei conspecifici o dei familiari, incluso l'uomo. Uno degli effetti del feromone F4 è la riduzione dell'aggressività nel felino stesso.

Posizioni corporali [modifica]

Il gatto utilizza per comunicare anche una larga gamma di posizioni corporali. La posizione generale del corpo, le sue mimiche facciali o il movimento della sua coda, degli occhi e delle orecchie indicano il suo stato emozionale. Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi. La coda sollevata è in segno di saluto. Quando è spaventato e vuole incutere paura all'avversario fa una gobba e rizza il pelo per apparire più grosso.

La coda ritta, con la sola punta piegata da un lato, è indice di benessere e di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro mostra invece nervosismo che può trasformarsi in aggressività. Alle volte la madre utilizza la sua coda per stimolare l'istinto di caccia della sua prole.

Miagolii [modifica]

Il miagolio è un verso caratteristico del gatto; il verbo miagolare deriva dall'onomatopea miao, stilizzazione del verso. In genere il gatto è piuttosto discreto e miagola poco, ma alcune razze, come i siamesi, sono più loquaci di altre.

Il gatto grida sovente e fortemente quando cerca un compagno o una compagna. In questo caso i miagolii sono emessi dapprima dalle femmine, all'inizio dell'estro, poi durante tutta la durata dell'accoppiamento, sia dal maschio che dalla femmina, con numerose variazioni possibili. Più raramente il gatto emette un miagolio a scatti a bassa intensità, quando vede una preda fuori portata, come un uccello o un insetto volante. Questi miagolii sono sovente accompagnati dallo scatto delle mandibole, alle volte accompagnati da vivi movimenti della coda.
Ringhi [modifica]

Il gatto in posizione di attacco o di difesa, è anche capace di ringhiare, soffiare e sputare per intimorire e avvisare l'avversario. Secondo alcuni ricercatori il soffio imita il comportamento del serpente.[20] Quando è aggressivo, specialmente in rapporto con altri suoi simili, il gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda, che è considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.
Fusa [modifica]

Il meccanismo dell'emissione delle fusa dei gatti non è ancora conosciuto. I felini non sembrano possedere un organo dedicato alle fusa. Una prima ipotesi suppone una contrazione molto rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glottide facendo vibrare l'aria che passa. Un'ipotesi più antica, evoca una vibrazione della vena cava, amplificata dai bronchi, dalla trachea e dalle cavità nasali. Queste vibrazioni sonore si ritrovano nella maggior parte dei felini, ma il loro meccanismo e la loro utilità non sono ancora spiegati completamente. I gatti sono gli unici felini che riescono a fare le fusa sia durante l'inspirazione che l'espirazione, senza "interrompere" il tipico suono.

Le fusa cominciano all'età di due giorni: durante l'allattamento i piccoli rassicurano in questo modo la madre che tutto va bene e questa non deve continuamente sorvegliarli. Le fusa della madre, a loro volta, rassicurano i piccoli che sono al sicuro. L'emissione delle fusa avviene anche durante la pulitura dei piccoli, ma può avvenire anche quando il gatto è malato, ferito o morente. In questi ultimi casi è probabile che le fusa servano a calmare l'animale e per richiedere un aiuto.

Sonno [modifica]

Il gatto necessita tra 12 e 16 ore di sonno, ma in generale dorme di più: dalle 15 alle 18 ore al giorno. Resta così sveglio circa dalle 6 alle 9 ore una parte delle quali durante la notte per cacciare. Il sonno del gatto comprende una grande proporzione di fasi di sonno paradossale durante le quali sogna: la durata quotidiana di questa fase dura da 180 a 200 minuti, mentre per l'uomo si attesta sui 100 minuti[21]. Per questa ragione il gatto viene utilizzato spesso per esperimenti nel quadro dei cicli del sonno.

Durante le fasi del sonno paradossale, l'attività elettrica del cervello, degli occhi e dei muscoli è molto importante[22]. Si assiste al movimento delle vibrisse, a sussulti delle zampe o della coda, il pelo può rizzarsi e il gatto può cambiare posizione.

Il gatto effettua almeno 2 volte al giorno un sonno persistente, che occupa circa 6 ore. Quindi la giornata di un gatto è di circa 12 ore, e non come la nostra che è di 24. Infatti, i gatti durante la notte dormono all'incirca 6 ore. Ciò significa che dormono altre 6 ore durante il giorno.

Graffi [modifica]

La crescita degli artigli del gatto è continua e compensa l'usura naturale. Il gatto può aggiustare la lunghezza e affilare i suoi artigli strofinandoli contro delle superfici rugose. I graffi sono dei marchi visuali e odorosi. Questo comportamento è per comunicare agli altri gatti l'appartenenza del territorio.

Pulizia [modifica]

Durante la loro pulizia ingeriscono molti peli che poi si accumulano nel loro stomaco, formando delle palle di pelo chiamate bezoari. Questo perturba il transito intestinale e vengono dunque vomitate per evitare l'occlusione intestinale. La pulizia reciproca tra gatti è riservata solo tra quelli che si conoscono intimamente. Si leccano per scambiarsi l'odore e per depositare sull'altro dei feromoni calmanti[12].

La convivenza con l'uomo [modifica]

Il gatto è un animale il cui addomesticamento è relativamente recente. Per questo conserva una sua naturale diffidenza e indipendenza. Nei gatti non esiste una struttura gerarchica come nei cani, e dunque il suo rapporto con gli umani è diverso: l'essere umano viene considerato come una madre sostitutiva che è utile per procurare il cibo e garantisce protezione. In questo senso il gatto non si lega al suo "padrone" e se questo manca, spesso si adatta facilmente alla nuova situazione. Non per questo il gatto non può provare affetto verso le persone e in alcuni casi può anche mostrare un atteggiamento protettivo verso il suo padrone, ma nella maggior parte dei casi se allevato da piccolo il suo atteggiamento verso il padrone è un comportamento affettuoso e dolce. Il gatto può inoltre manifestare il proprio affetto verso il padrone succhiando la cute a livello della piega del gomito, e nel frattempo facendo le fusa ed allungando le zampe. In tali momenti resta con gli occhi chiusi ed il padrone, in una forma di imprinting, rappresenta per lui la vera madre.

Una compagnia benefica [modifica]

Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con problemi psichici, le persone sole o stressate abbassandone la tensione. Esistono persino delle tecniche di gattoterapia, ossia di pet therapy con i gatti[27].

La caccia [modifica]

Il gatto è essenzialmente carnivoro. Il suo organismo necessita della taurina, un derivato degli amminoacidi che non sintetizza autonomamente, ma che ritrova nella carne. Un gatto che non assimila una dose sufficiente di taurina svilupperà sintomi di disturbi oculari e cardiaci, un deficit immunitario e nelle femmine dei problemi riproduttivi.

Tecniche di caccia [modifica]

Già nei primi mesi di vita si possono osservare dei giochi di caccia nei gattini, talvolta utilizzando la coda della madre. Il gatto utilizza due tecniche di caccia:

* la prima tecnica è dinamica. Consiste nell'avvicinarsi lentamente e silenziosamente alla preda, fino ad essere alla distanza giusta per eseguire il balzo finale. In questa tecnica assume importanza la proprietà mimetica del pelo.
* la seconda tecnica è statica. Consiste nel posizionarsi in una zona di interesse e aspettare, ad esempio nei pressi della tana di un topo.

Tutti i gatti utilizzano questi due tipi di strategia. I metodi utilizzati non sembrano specifici per il tipo di preda, ma i gatti possono specializzarsi nella cattura di una specie.

Per uccidere la preda il gatto la morde generalmente alla nuca, rompendo così la colonna vertebrale. Le prede più cacciate sono i piccoli roditori, ma possono anche essere lucertole, piccoli uccelli e insetti. Alle volte può anche attaccare ricci, conigli e serpenti. Non esita, in caso di bisogno, a nutrirsi anche di scarti.

I gatti domestici che hanno l'opportunità di cacciare fin da giovani divorano generalmente la loro preda. In genere, prima di ucciderla giocano con essa prima di divorarla. Alle volte la portano al padrone considerandolo un genitore adottivo poco abile nella caccia.[20]

Il cioccolato è tossico per i gatti, poiché contiene la teobromina che non può essere metabolizzata dal loro organismo (come pure da quello dei cani).

Origini e storia [modifica]
Evoluzione della specie [modifica]

Albero filogenetico del Felis silvestris[29]

Felis silvestris silvestris - Gatto selvaggio europeo

Felis silvestris cafra - Gatto selvaggio sub-sahariano

Felis silvestris ornata - Gatto ornato

Felis silvestris bieti - Gatto di Biet

Felis silvestris lybica - Gatto libico

Felis silvestris catus - Gatto domestico


Addomesticazione del gatto [modifica]

Le prime scoperte paleontologiche situavano i primi siti della domesticazione del gatto in Egitto, verso il 2000 a.C., ma la scoperta nel 2004 di resti di gatto vicino a quelli di uomini in una sepoltura a Cipro porta l'inizio di questa relazione tra i 7500 e i 7000 anni prima di Cristo[30]. Il gatto scoperto presenta una morfologia molto simile a quella del gatto selvatico africano, senza le modifiche dello scheletro dovute alla domesticazione: si tratta di un gatto addomesticato piuttosto che domestico. La coabitazione dei gatti con gli uomini è probabilmente cominciata con l'inizio dell'agricoltura: l'immagazzinamento del grano ha attirato i topi e i ratti, che a loro volta hanno attirato i gatti, loro predatori naturali. Lo studio condotto da Carlos Driscoll su 979 gatti ha permesso di definire la probabile origine del gatto domestico nella regione della mezzaluna fertile in Mesopotamia[31].

Sebbene gran parte degli etologi concordino nel definire il gatto domestico discendente del gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica), alcuni esemplari di Felis chaus sono stati ritrovati mummificati nelle tombe egiziane, presumilbilmente addomesticati. Questo, oltre alla similitudine morfologica del cranio, ha portato alcuni studiosi a formulare l'ipotesi che il gatto domestico discenda dal Felis chaus, e non dal Felis lybica; altri ancora sostengono che siano avvenute ibridazioni.

Il gatto domestico non è la sola specie tra le Felinae utilizzate come animale da compagnia. Anche il gatto selvatico[32] e il jaguarondi[33] sono stati addomesticati per cacciare topi e ratti.

Antichità [modifica]

Gli egiziani dell'antichità hanno divinizzato i tratti del gatto nella dea protettrice Bastet, simbolo di fecondità e dell'amore materno. Il suo culto si situava principalmente nella città di Bubasti. Gli archeologi hanno scoperto numerose mummie di gatto che mostrano la venerazione degli egiziani per questo felino.

Per molto tempo la Grecia antica conoscerà solo i mustelidi (furetti e donnole) come cacciatori di roditori. I primi esemplari gli saranno venduti dai fenici, che li avevano rubati agli egiziani. Aristofane cita addirittura la presenza di un mercato dei gatti ad Atene che veniva chiamato ailouros (che muove la coda). Poi, a partire dal secondo secolo prima di Cristo, katoikidios (domestico).

I romani avevano una passione per i gatti: dapprima erano riservati alle classi agiate, poi l'uso di possedere un gatto si propagò in tutto l'impero e in tutti gli strati della popolazione, assicurando così la propagazione dell'animale in tutta l’Europa[34].
Medioevo e rinascimento [modifica]

L'immagine del gatto nell'islam è principalmente positiva, grazie all'affetto che portava loro Maometto, dopo essere stato salvato da un morso di serpente da un gatto[35].

Al contrario, il gatto fu demonizzato nell'Europa cristiana durante la maggior parte del Medioevo, a causa dell'adorazione di cui era stato l'oggetto in passato da parte dei pagani[36]. Nella simbologia medievale, il gatto era associato alla sfortuna ed al male, soprattutto quando era nero, ed anche all'essere sornioni e alla femminilità. Era un animale del diavolo e delle streghe. Gli si attribuivano dei poteri soprannaturali, tra cui la facoltà di possedere nove vite. Nella notte di San Giovanni, nelle piazze, venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste assieme alle donne accusate di stregoneria. Le differenti epidemie di peste, dovute alla proliferazione dei ratti, potrebbero essere una conseguenza della diminuzione del numero dei gatti[37].

Nel Rinascimento il gatto venne rivalorizzato, soprattutto a causa dell'azione preventiva contro i roditori, divoratori dei raccolti.
Periodo moderno e contemporaneo [modifica]

Malgrado delle nobili eccezioni come i cistercensi o il persiano bianco di Luigi XV re di Francia, il gatto non conobbe un vero ritorno di immagine fino al romanticismo. In questo periodo divenne l'animale romantico per eccellenza, misterioso ed indipendente. Sempre nel XIX secolo, diventò il simbolo del movimento anarchico[38]. Nel XX secolo, si è mantenuta questa visione romantica, con un interesse anche scientifico verso il gatto.

Specie invasiva [modifica]

L'introduzione e la naturalizzazione del gatto domestico in ambienti a lui estranei (specie in piccole isole) ha prodotto seri danni ecologici ed anche estinzione di specie endemiche di uccelli, anfibi ed altri piccoli animali[39]. È inserito nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo.
Il gatto nella cultura [modifica]

Nella letteratura e nella musica [modifica]

Dei gatti si sono occupati diversi celebri scrittori come Lope de Vega (che scrisse La Gattomachia, un intero poema burlesco in sette canti, per raccontare gli amori del valoroso soriano Marramachiz e della bella gatta Zapachilda), come Kipling, Eliot, Neruda nella sua "Ode al Gatto", Carroll (che fa colloquiare Alice nel Paese delle Meraviglie con un gatto del Cheshire) e come Perrault, che nella sua celebre fiaba al gatto fa addirittura indossare un paio di stivali. Ricordiamo inoltre Luis Sepulveda, con Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, romanzo ispirato dal suo gatto Zorba (soppresso a causa di una malattia), citato anche ne Le rose di Atacama. Lo scrittore ceco Čapek ha descritto le vicissitudini dei suoi gatti in una serie di racconti, pubblicati dapprima come articoli su quotidiani cechi degli anni venti e trenta e successivamente raggruppati nella raccolta Měl jsem psa a kočku. Infine, anche svariati fumetti moderni sono disegnati con gatti come personaggi: basti pensare a Felix il gatto, a Garfield, a Tom del duo Tom e Jerry, a Gambadilegno, a Birba, il gatto di Gargamella nei Puffi, e all'impareggiabile Gatto Silvestro. Un cartone animato della Disney (Gli Aristogatti) con protagonisti un'allegra banda di mici ha fatto divertire bambini di ogni generazione.

Il gatto ha stimolato anche la fantasia di numerosi poeti e autori di canzone: basti pensare a Charles Baudelaire che l'ha citato nei suoi Fiori del male, e a Pablo Neruda, che a questo felino ha dedicato addirittura un'ode (Ode al gatto). Hanno scritto poesie sui gatti Dario Bellezza, Luce d'Eramo e la poetessa Rosella Mancini (Gatti stellari e terrestri). Indimenticabili sono diventate alcune canzoni di successo come La gatta di Gino Paoli, Quarantaquattro gatti, Volevo un gatto nero ed El me' gatt di Ivan Della Mea, o musical come Cats.

Il gatto come simbolo [modifica]

Il gatto è il simbolo araldico della famiglia nobiliare dei Fieschi, i conti di Lavagna, che lo posero a sormontare il loro blasone accompagnandolo al motto "Sedens ago" (Anche sedendo sono attivo).

Nel Borneo malese, precisamente nello stato del Sarawak, la capitale Kuching è la città dei gatti: infatti Kuching significa "gatto" in malese. La graziosa cittadina si caratterizza per le molte statue ed un museo dedicati ai felini. Il gatto è il simbolo della città di Kuching. In novembre, e per un mese intero, si svolge il Pesta Meow (Festival del Gatto).




Per la versione inglese riporto solo un trafiletto perchè, come per quella italiana, la scheda è molto lunga...perciò per entrambi le versioni consiglio una visione diretta ai link di appartenenza.

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Cat

History and mythology
Main articles: Cultural depictions of cats and Cats in ancient Egypt
Egyptian sculpture at the Louvre.

Traditionally, historians tended to think that ancient Egypt was the site of cat domestication, owing to the clear depictions of house cats in Egyptian paintings about 3,600 years old.[4] However, in 2004, a Neolithic grave was excavated in Shillourokambos, Cyprus, that contained the skeletons, laid close to one another, of both a human and a cat. The grave is estimated to be 9,500 years old, pushing back the earliest known feline-human association significantly.[6][226][227] The cat specimen is large and closely resembles the African wildcat (Felis silvestris lybica), rather than present-day domestic cats. This discovery, combined with genetic studies, suggest that cats were probably domesticated in the Near East, in the Fertile Crescent around the time of the development of agriculture and then they were brought to Cyprus and Egypt.[4]

In ancient Egypt cats were sacred animals, with Bast often depicted in cat form, sometimes taking on the warlike aspect of a lioness.[228] The Romans are often credited with introducing the domestic cat from Egypt to Europe;[229] in Roman Aquitaine, a first or second century epitaph of a young girl holding a cat is one of two earliest depictions of the Roman domesticated cat.[230] However, it is possible that cats were already kept in Europe prior to the Roman Empire, as they may have already been present in Britain in the late Iron Age.[31] Domestic cats were spread throughout much of the rest of the world during the Age of Discovery, as they were carried on sailing ships to control shipboard rodents and as good-luck charms.[229]
Freyja and her cats.

Several ancient religions believed that cats are exalted souls, companions or guides for humans, that they are all-knowing but are mute so they cannot influence decisions made by humans. In Japan, the Maneki Neko is a cat that is a symbol of good fortune. Although there are no sacred species in Islam, some writers have stated that Muhammad had a favorite cat, Muezza.[231] He is reported to have loved cats so much that "he would do without his cloak rather than disturb one that was sleeping on it".[232]

Freyja—the goddess of love, beauty, and fertility in Norse mythology—is depicted as riding a chariot drawn by cats.

Many cultures have negative superstitions about cats. An example would be the belief that a black cat "crossing your path" leads to bad luck, or that cats are witches' familiars used to augment a witch's powers and skills. This led to the widespread extermination of cats in Europe in medieval times. The Black Plague was spread by fleas carried by infected rats, and the killing of cats ostensibly caused an increase in the rat population. The killing of cats in Medieval Ypres is commemorated in the innocuous present-day Kattenstoet (cat parade).

According to a myth in many cultures, cats have multiple lives. In many countries, they are believed to have nine lives, but in some Spanish-speaking regions they are said to have seven lives,[233] while in Turkish and Arabic traditions the number of lives is six.[234] The myth is attributed to the natural suppleness and swiftness cats exhibit to escape life-threatening situations.[235] Also lending credence to this myth is that falling cats often land on their feet because of an inbuilt automatic twisting reaction and are able to twist their bodies around to land feet first, though they can still be injured or killed by a high fall.[236
Tornare in alto Andare in basso
Tila
Iniziato Sciamano
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 11 Set 2010 - 8:34

LEGGENDE

buondì a tutti,

tra le leggende e i miti che riguardano il gatto tempo fa una mi aveva colpito particolarmente quella che narrava la storia di un gatto che abitava in un tempio Khmer di Myanmar con il suo amico umano, il gran sacerdote di quel tempio.

I monaci dedicarono il tempio alla venerazione della dea Tsun–Kyan–Kse, nel tempio vi era una bellissima statua in oro dai meravigliosi occhi di zaffiro, il suo compito era quello di prendersi cura della trasmigrazione delle anime.

Un giorno il gran sacerdote, mentre meditava dinanzi alla statua della dea insieme al suo gatto Sinh, venne assalito e ferito mortalmente, Sinh accovacciandosi sopra di lui volse il suo sguardo verso la divinità e avvenne la sua trasformazione, sia il manto che il colore degli occhi mutarono, il manto assunse un colore dorato tranne le zampette che rimasero bianche in segno di purezza poichè erano ancora appoggiate sul sacerdote e i suoi occhi assunsero un colore di un blu identico a quello degli zaffiri della statua.

Gli altri monaci guidati dallo sguardo del gatto rivolto alle pesanti porte di bronzo del tempio, si precipitarono a chiuderle, salvandosi così dal saccheggio e dalla distruzione.

Si narra che nello stesso momento in cui Sinh subì la mutazione anche gli altri gatti presenti nel tempio cambiarono e così i loro discendenti. Da quel giorno nacque il Sacro di Birmania.

Sinh non abbandonò il suo padrone, e morì sette giorni dopo di lui.

Tila.

Ho trovato un articolo in inglese che ne parla...buona lettura:

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Birman



Birman
From Wikipedia, the free encyclopedia

The Birman is a domestic cat breed. Also called the "Sacred Cat of Burma," it is not to be confused with the Burmese, which is a separate and dissimilar breed. The Birman has medium-long hair, a pale colored body and darker points with deep blue eyes. Even though the cat is pointed, the paws have white gloves. The Birman is a very sociable, smart and friendly cat who is curious and people oriented, following their master everywhere. The Birman breed was first recognized in France by the Cat Club de France in 1925, then in England by the Governing Council of the Cat Fancy[1] (GCCF) in 1966 and in United States by the Cat Fanciers' Association[2] (CFA) in 1967. It is also recognized by the Canadian Cat Association (CCA), and by The International Cat Association[3] (TICA) in 1979.
Contents
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* 1 History
* 2 Original Legend
* 3 Appearance
* 4 Birman kittens
* 5 Birman Naming Conventions
* 6 References

[edit] History

While there is no clear record of the origin of Birmans, one legend is that the Birman cat originated in Burma where they were kept by temple priests in Northern Burma in the Mount of Lugh.[4] This doubtful but beautiful legend is mainly attributed to the writings of Mme Marcelle Adam (novelist and president of the Federation Feline Française and owner of the famous Maldapour Birman Cattery) and first published by Dr. François Méry in the French Review Minerva[5]. It presents many historical and factual issues hard to reconcile. The legend borrows from the nearby Siamese cat history (Siamese cats were introduced few decades before in England (1884 by British Consul-General Gould) and in France by Auguste Pavie [as mentioned in his Mission Report [6] - Pavie sent 4 Siamese cats to Paris's museum in the last decade of the Nineteenth Century). There are many colorful stories of how the cats first came to France, including pairs of cats being a reward for helping defend a temple, or being smuggled out of Burma by a Vanderbilt.[7] The first traces of historical Birmans go back to a Mme Leotardi[8] in the city of Nice in France.

Birmans owe much to the work of a few breeders of that time like: Mme Leotardi, Mme Marcelle Adams, Mme Brassart, Mr. Baudoin-Crevoisier, Mme Simone Poirier [9]. The most famous Birman of that time was Dieu d'Arakhan and belonged to Mme la comtesse Giriodi Panissera[10]

Birmans were almost wiped out as a breed during World War II. Only two cats were alive in Europe at the end of the war, a pair named Orloff and Xenia de Kaabaa, both belonging to Baudoin-Crevoisier. The foundation of the breed in postwar France were offspring of this pair. Manou, Lon saito, Djaipour, Sita 1 and Sita 2, and they had to be heavily outcrossed with long-hair breeds (mainly with the new Persans Colourpoint) and also Siamese lines (like Kiou) to rebuild the Birman breed. By the early 1950s, pure Birman litters were once again being produced. The restored breed was recognized in Britain in 1965 and by the CFA in 1966. The first Birman cats were only seal-point for a long time and the Blue-point color was introduced in 1959 (Iros du Clos Fleuri) using Blue Persan lines (Persan Bluette de la Cote Azure[11]). They owe much to the work of the des Muses Cattery (in the USA one of the first Blue Point was Griswold's Burman Boi Bleu, born in 1964)[12]. New colors were added by the work of English Breeders in the 1970-1980: chocolate and red-point and the tabby/lynx version. The chocolate Point was introduced by the conjunction work of two catteries in England: Schwechinthe and Mandessa (one of the 1st chocolate-point is Mandessa Brita, born 1977-07-20 [13]). They used Persan Colourpoint lines chocolate and lilac-point (Mingchiu Nobb & Mingchiu Manakini - from Mrs. J. P. Harding, one of the creator of modern Himalayans' cats) and Siamese chocolate lines (Mandessa cattery: Dear Dominic[14])

The Birman first arrived in Australia in 1967. "Grand Champion Stacpoly Kharma" and "Praha Shigatse" were imported from UK by Mrs J Starky of Sydney.

A Birman was also used to create new breeds like the Ragdoll cat in California [15].

Since 2008, New-Zealand Birman breeders (Lee Williams & Amanda Stokes) are presenting an experimental short hair version of the cat. They call it the Templecat Shorthair Birman. This new attempted breed was created by mating a cinnamon spotted tabby cat, an Oriental cat, to the Birman.[16]
[edit] Original Legend

“In a temple built at the sides of the Mount of Lugh, lived in prayer the venerable Kittah Mun Ha, Grand Lama, precious among the precious, from which the very god Song Hio braid the golden barb … There was not a minute, not an inking, not a thought of his existence that wasn’t dedicated to the adoration, the contemplation, and the pious service of Tsun Kyankzé, the goddess with the sapphire eyes, the one who presides over souls’ transmutation, the one who allows the Kittahs to reincarnate in the form of a sacred animal in the time of its existence, before returning to a body surrounded with the total and holy perfection of the grand priests. Close by the goddess, Sinh the dear oracle meditated. He was a completely white cat, with yellow eyes, a reflection of both his master’s golden braid and the golden body of the goddess with sky eyes … Sinh, the counselor cat, who’s ears, nose, tail and points were the color of the soil, the mark of stain and impurity for all that touches or can touch the earth. Now, one night, as the malevolent moon illuminated the cursed Phoums, who were coming their way from the loathed Siam to the holy enclosure, the Grand Priest Mun Ha–without stopping to implore the cruel destinies–entered slowly in death, under the anguished eyes of all the devastated kittahs, with his divine cat at his side… When a miracle happened… the unique miracle of instant transmutation: with one jump, Sinh was on the golden throne on his saggy master… He perched himself on his head, heavy with years, and which, for the first time was not looking to his goddess… And as the cat turned straight before the eternal statue, one could see the hairs on his white backbone bristle and suddenly become a golden yellow. And his golden eyes became blue, immense and profound like the eyes of the goddess. And, as he slowly turned his head toward the southern entrance, his four paws, which were touching the venerable crane, became flashing white until the fringe of the sacred silk clothes. Then, as his eyes locked on the southern entrance, the kittahs, obedient to this imperative gaze loaded with hardness and light, hurried to close the heavy bronze door on the first invader… The temple was saved from profanation and looting… Sinh had not left the throne. On the seventh day, without having ever moved, facing the goddess, his eyes on her eyes, he died, mysterious and hieratic, taking Mun Ha’s soul away to Tsun Kianksé, as he was now too perfect for earth … And when seven days later, the priests assembled in front of the statue, and consulted in order to decide Mun Ha’s succession, they saw all the temple’s cats running up together … All the cats were clothed with gold and white gloves and all their yellow eyes had changed to deep sapphire… Then, all of them in silence surrounded the youngest Kittah, who was chosen by the reincarnated ancestors according to the will of the goddess … “And now" proclaimed the storyteller woman, "when a sacred cat dies in the Lao-Tsun temple, a Kittah’s soul replaces it forever in the golden god Song Hio’s paradise.“ “But also”, she said, “woe to the one who hastens the end of one of these marvelous animals. Even, if he didn’t mean to, he will suffer the cruelest torments until the sad soul he disturbed finds peace…”[17]
[edit] Appearance

Birmans have semi-long, silky hair, a semi-cobby body and relatively small ears compared to other cat races and a Roman nose. In order to comply with breed standards, the Birman's body should be of an eggshell colour or golden, depending on the intensity of the markings colour. The markings can be pure seal, chocolate, blue, red, lilac or cream. Tabby variations are also allowed. Tortie cats can be seal, chocolate, blue or lilac. Birmans have sapphire coloured eyes.

The Birman's coat is unusual due to the white 'gloves' on each paw. They are one of the few cat breeds in the colourpoint coat that has fingers and toes in pure white colour.[1] The genetics of this feature may not be not fully clear, though a gene conferring the white 'gloves' has been identified.[cite]?

Points of Birman are: Seal-point, Blue-point, Chocolate-point, Lilac-point, Seal Tortie-point, Cream-point, Blue Cream point, Chocolate Tortie point, Lilac Tortie point. The same colours in Tabby version (Lynx): Seal Tabby point, Blue Tabby point, Chocolate Tabby point, Lilac Tabby point, Red Tabby, Cream Tabby point, Tortie Tabby point. Lynx or Red Factor colors on the legs, tail and face. The same colors exist in Silver/Smoke version while not yet recognize by all clubs[18]. Birmans differ from conventional colour-point cats by their white paws called gloves. The coat is medium-length, not as long and thick as a Persian's, and does not mat. A notable feature is their blue eyes which remain blue throughout their life. Australian breeders have been recently working on new colors like: Cinnamon point, fawn point.

The only allowed white areas are gloves. A spot of white in another area is a fault in a Birman cat. Gloves are symmetrical in all four feet. The white must stop at the articulation or at the transition of toes to metacarpals; and all fingers must be white too. The posterior gloves on the back paws finish with an inverted V extended 1/2" to 3/4".

Birman kittens

All Birmans are born white (as other colourpoint kittens are) and they start developing their colours at the age of 1 week if they have a dark colour (as seal-point) and at the age of 14 days, or more, if they have a clear colour (as lilac-point). The first part which develops the colour are the points of ears, nose and tail. The real colour is complete at two years old and after a wintry season.

References

1. ^ GCCF http://www.gccfcats.org/
2. ^ CFA http://www.cfa.org
3. ^ TICA. "The International Cat Association". http://www.tica.org. Retrieved 2007-07-08.
4. ^ Cf. Legend
5. ^ cf. further
6. ^ Mission Pavie Etudes Diverses III Recherches sur l’Histoire Naturelle de l’Indo-Chine orientale. Paris:Ernest Leroux. 1904. p. 503
7. ^ Dr. Philippe Jumaud in Le Chat. Races - Élevage - Maladies Paris: Vinot Frères ed. 1926, pp.40-41. Note: Dr. Jumaud abandoned the Vanderbilt explanation later and came with another story in 1930, saying that a couple of birmans were stolen from and imported by a certain Mme Thadde Haddisch in Les races de ChatsSaint Raphaêl: 1930: Ed. des Tablettes, pp.52
8. ^ And her cat Poupée. Cf. interview of Simone Poirier by Gisele Barnay as reported in the book Les Secrets du Chat Sacré de Birmanie ISBN 2-85182-335-3. Also in http://www.birman.org/history/poirier.html She is most probably the creator of the breed (and had Siamese cats) and is also one of the main suspect for the legend's creation
9. ^ http://www.birman.org/history/poirier.html
10. ^ Reney, Marcel. Nos Amis les Chats, Paris: Genève, 1947, p. 180. She lived in the Castle of Franca-villa-Bisio, close to Novi-ligure.
11. ^ http://www.pawpeds.com/db/?a=p&id=120840&g=4&p=sbi&date=iso&o=ajgrep
12. ^ http://www.pawpeds.com/db/?a=p&id=384669&g=4&p=sbi&date=iso&o=ajgrep
13. ^ http://www.pawpeds.com/db/?a=p&id=184640&g=4&p=sbi&date=iso&o=ajgrep
14. ^ http://www.pawpeds.com/db/?a=p&id=207848&g=4&p=sbi&date=iso&o=ajgrep
15. ^ as can be find in the first Ragdoll CFA pedigree
16. ^ http://cat-chitchat.pictures-of-cats.org/2008/09/templecat-shorthaired-birman.html The standard is found here: http://catzinc.org.nz/profiles_new/templecat/SEtemplecat1.htm
17. ^ The Legend of Sinh (Translation by Dr. Alain Lescart (July 1, 2010) from the original Dr. Fernand Méry’s tale published in the Review Minerva and quoted by Marcel Reney in Nos Amis les Chats, Genève: Grasset, 1947, pp. 181-82). This legend has been deformed and embellished through the years as one can find in many Birman Breeders' websites
18. ^ Recognized by TICA

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 25 Set 2010 - 16:07

Davvero belli li adoro io ne ho uno tutto bianco con gli occhi celesti celesti lo amo.
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 25 Set 2010 - 17:03

sumotara ha scritto:
Davvero belli li adoro io ne ho uno tutto bianco con gli occhi celesti celesti lo amo.


Ehhhh siiiii anch'io li amo ... per caso si era capito??? Very Happy

Comunque è interessante vedere che molti dei nostri amici animali sono stati "incompresi" e associati al male....ma per fortuna non è sempre stato così...

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sumotara



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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 25 Set 2010 - 17:07

già menomale infatti gli egizi li veneravano perchè per loro erano guardiani dei morti infatti il gatto a sempre avuto un suo fascino esoterico.
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Ven 12 Nov 2010 - 22:05

in questi documenti che seguono è chiara la simbologia magica e misteriosa che accompagna questo bellissimo felino.

Il gatto ti dà più chiara percezione, è pieno di risorse, forte e impavido, donerà coraggio e fiducia.

Nella tradizione occidentale il gatto nero è associato alla stregoneria.

Nella tradizione musulmana, il gatto viene onorato per aver salvato Maometto da un attacco da parte di un serpente.

Buona lettura...


FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/cat.htm

CAT

Littlest lion, panther in miniature,
Help me in a my magical endeavors,
Teach me to see my path through dark places,
Help me to sift the necessary from the unnecessary
And to relax and enjoy life.
Strengthened my magic and carry it to its destination.


Mystery, Magic and Independence

A cat totem encourages agility in both body and mind.
You will be challenged with new ideas and places.
The cat gives you clearer perception.

This spirit helper is resourceful, strong and fearless.
It will give you courage and confidence.

Examine the colors, character and behaviors of your Cat.
Everything about it will reflect in your own life.

When a Cat becomes predominant in your life,
magic and mystery come alive.

Associated with the Norse Goddess of Fertility Freyja
and the Hindu Goddess of Childbirth, Shasthi
and of course, the Egyptian Goddess Bastet who takes the form of a cat.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stray_kitten_Rambo001.jpg


FONTE: http://www.whats-your-sign.com/cat-animal-symbolism.html

Cat Symbolism

As an ancient symbolic Celtic animal, the cat represents the guardian of the Otherworld (or Underworld, depending which texts you read from various regions). Stoic, silent and mysterious, cats fit the bill of Otherworld guardians quite well. They keep the secrets of the Otherworld eternally to themselves, as they gaze with guile upon a world that does not see or understand the depth of their knowledge. However, black cats in Celtic lore were considered evil, and were sacrificed.

In Western tradition, black cats have been associated with witchcraft. This is due to black being associated with supposed perils of the night, and the cat is associated with transformation just as the veil of night shifts our perception of reality.

However, in Ancient Rome the cat was sacred to Diana, the moon goddess. Here the cat was also considered a guardian of homes and a symbol of domestic goodness.

In Muslim lore, the cat is honored for saving Mohammad from an attack by a fierce snake. Here it is believed the “M” marking on the forehead of many tabby cats is the mark of the prophet (”M” for Mohammad).

In Norse legend the cat is depicted drawing the chariot of their fertility goddess, Freyja, and therefore the cat is thought of as a blessing upon newborns and a good omen for those increasing their family ranks.

In ancient Egypt cats were sacred and were even depicted on the head of their lunar goddess, Bastet which was worshipped by the ancient Egyptians. In her honor, cats were even mummified along with mice for them to eat.

Here's a quick-list for cat animal symbolism:

* Astute
* Clever
* Secretive
* Mysterious
* Intelligent
* Intuitive
* Supernatural
* Watchfulness
* Selective
* Independent

Cats themselves are quite resourceful and tend to give us messages of change, flexibility of adaptability. Often, when a cat makes an uncommon appearance in our lives it is a message for us to shake up our habitual routines and make some fresh changes in our lives, as well as be more flexible in our thinking.

Cats can also be quite aloof, and this too is often a message for us to distance ourselves from people or situations. Sometimes the best cure for a problem is to step away from it - the cat inherently realizes this, and we would be wise to recognize this need as well.

Lastly, the cat animal symbolism is about mystery. Unfortunately, its unpredictability has given the cat a bad name in some areas of folk lore, specifically witchcraft. When, in actuality, this is an asset that can be harnessed by us humans.

Sometimes displaying very strange behavior and antics, you can never really pin a cat down. Simply put, the cat animal symbolism is synonymous with creativity and psychic power because of its sometimes unorthodox & “mysterious” behavior. This is also reflected in the Tarot deck as we see the cat in the Queen of Wands card.

The good news is, this mystery is a message to us that we have the power over illusion. Cat animal symbolism reminds us to not fall prey to false beliefs, to not be a fool out of ignorance and derive understanding from our own internal wisdom. The cat beckons us to realize that when we turn within to our own hearts, minds and souls, and trust in ourselves we will always be shown the truth of matters.


FONTE: http://www.whats-your-sign.com/Celtic-animals.html

Celtic Cat:
By way of the Egyptians to Romans, and from Romans to Celts came the transference of the symbolism of cats. Unanimously, the cat represents the guardian of the Otherworld (or Underworld, depending which texts you read from various regions). Stoic, silent and mysterious, cats fit the bill of Otherworld guardians quite well. They keep the secrets of the Otherworld eternally to themselves, as the gaze with guile upon a world that does not see or understand the depth of their knowledge. Astute, crafty and clever, not only do they make great Otherworld guardians, they are also liaisons to mystic realms. When invoked, they can grant the caller a variety of insights regarding more esoteric, ethereal knowledge. No wonder the cat is a prize among Celtic animals.




Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 20:25, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Dom 14 Nov 2010 - 9:06

Oggi vedremo due creature appartenenti alla mitologia giapponese...Il bakeneko (il gatto mostruoso) e il nekomata (il gatto a due code)

Vi consigliamo inoltre la lettura della sezione dedicata allo cultura e allo sciamanesimo giapponese che troverete in questo link e la lettura dell'articolo che parla degli Yōkai animali spiriti, apparizioni inquietanti, creature della mitologia giapponese che troverete nel seguente link...buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Bakeneko

Bakeneko
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il bakeneko (化け猫, bakeneko? "gatto mostruoso") è uno yokai, una creatura soprannaturale della mitologia giapponese, evolutasi da un gatto ed in possesso di abilità metamorfiche simili a quelle di kitsune e tanuki. Spesso viene confuso con il "cugino" nekomata in cui il tradizionale legame tra gatto e defunti risulta più forte, in generale però la distinzione tra i due è molto sfumata.

Tradizionalmente un gatto può diventare un bakeneko se raggiunge un'età molto avanzata o un peso particolarmente elevato (si parla di esemplari che, una volta uccisi, raggiungevano il metro e mezzo di lunghezza), tuttavia vi sono racconti su gatti trasformatisi dopo essere stati nutriti in una casa per diversi anni o per l'attaccamento al proprio padrone.

Solitamente un bakeneko ha l'aspetto di un comune gatto ma di dimensioni molto maggiori, ha la capacità di camminare sulle zampe posteriori, di creare spettrali sfere di fuoco e di assumere sembianze umane (spesso mantenendo tratti felini); nel caso si trasformi in una donna viene solitamente chiamato nekomusume (猫娘, nekomusume? "donna gatto"). A volte, può persino arrivare a divorare una persona per sostituirsi ad essa.

Come molti yōkai poi, il bakeneko ha la tendenza a rubare l'olio dalle lampade delle case: questa caratteristica potrebbe fondare le sue radici nel fatto che gli Andon (tradizionali lampade giapponesi di carta) erano spesso alimentati con olio di sarde.

Indice
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* 1 Il mito
* 2 Presenza nella cultura popolare moderna
* 3 Bibliografia
* 4 Voci correlate
* 5 Collegamenti esterni

Il mito [modifica]

In un famoso racconto il vecchio gatto di un uomo di nome Takasu Genbei scomparve improvvisamente. Nello stesso periodo la madre dell'uomo cambiò completamente carattere, diventando schiva e scontrosa al punto da consumare i suoi pasti sempre da sola rinchiusa nella propria stanza. Quando i famigliari, preoccupati, decisero di spiarla, non videro un essere umano ma un mostro dalle sembianze feline che mangiava su una carcassa animale. Ripugnato, Takasu decise allora di uccidere la creatura dalle sembianze di sua madre, che, trascorso un giorno, riprese l'aspetto del vecchio gatto di cui non aveva più notizie. Successivamente, sotto al tatami della stanza furono ritrovate le ossa sbiancate dell'anziana donna.

Un altro racconto dell'era Anei parla di un certo Hirase di Sakai (città dell'odierna prefettura di Osaka). Di notte, mentre era intento a leggere un libro nella sua stanza, sentì aprirsi all'improvviso la porta alle sue spalle e, prima che potesse fare qualsiasi cosa, da essa entrò un braccio mostruoso che lo afferrò per i capelli. Spaventato, Hirase riuscì a colpire il braccio con la propria katana, facendo fuggire il proprietario. Il mattino dopo, in giardino, Hirase ritrovò l'arto che l'aveva attaccato, constatando che aveva l'aspetto di un enorme zampa felina.

Da altri racconti, invece, emerge il rapporto che i bakeneko hanno con il mondo dei morti ed il forte legame coi propri padroni, conservato anche dopo la trasformazione. Secondo uno di questi, durante un corteo funebre apparve un mostro d'aspetto felino che, scendendo dal cielo, trafugò il cadavere per poi sparire con esso. In seguito si scoprì che era il gatto appartenuto al defunto che si era trasformato in bakeneko. Potrebbe basarsi su questo fatto l'abitudine popolare di non far uscire di casa o, come accade a Tsushima, di rinchiudere in apposite gabbie i gatti il cui padrone sia morto recentemente.

Presenza nella cultura popolare moderna [modifica]

Nella maggior parte delle opere moderne, siano esse romanzi, film, manga, anime o videogiochi, il ruolo mitologico del bakeneko è stato assorbito nella figura della più popolare kitsune. Tuttavia la nekomusume gode di una popolarità particolare nella cultura giapponese moderna, dove il costume con attributi felini, detto nekomimi (猫耳, nekomimi? "orecchie da gatto"), è una delle forme di cosplay più popolari, fino ad essere ormai considerato tra gli otaku un'autentica fantasia erotica.

Riferimenti in anime e manga:

* Un personaggio chiamato spesso Bakeneko è il gatto fantasma dell'anime e manga Ranma ½.
* Uno dei mostri apparsi nella prima serie di Sailor Moon nella versione originale si chiama Bakene (Ferocius in Italia).

Bibliografia [modifica]

* Shigeru Mizuki, Bakeneko in Enciclopedia dei Mostri Giapponesi, Adattamento testi di Andrea Baricordi, Traduzioni di Keiko Ichiguchi, Bologna, Kappa Edizioni, 2004. p. 41 (1' v.) ISBN 88-87497-40-0



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Nekomata


Un Nekomata in piedi sulle zampe posteriori in un'illustrazione di Toriyama Sekien
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:SekienNekomata.jpg

Nekomata
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il nekomata (猫又, nekomata? "gatto a due code") è uno yōkai, una creatura soprannaturale della mitologia giapponese evolutasi da un gatto e caratterizzata dalla presenza di una coda biforcuta o addirittura di una seconda coda e dalla capacità di camminare sulle zampe posteriori.

Come per il "cugino" bakeneko e la kitsune, la trasformazione avviene solitamente quando il gatto raggiunge un'età avanzata (10 anni, secondo alcuni racconti), per questo motivo, fino al XVII secolo ai gatti spesso veniva mozzata la coda, secondo la credenza che questo avrebbe impedito la loro trasformazione in nekomata, tale pratica potrebbe col tempo aver contribuito alla nascita del bobtail giapponese, una razza di gatti privi di coda.

Tradizionalmente, la distinzione tra nekomata e bakeneko è molto sfumata, tanto che secondo alcuni racconti l'uno potrebbe trasformarsi nell'altro avanzando ancora con l'età oppure per aiutare una persona cara. In ogni caso, diversamente dal bakeneko, nel nekomata il legame col mondo dei morti è molto forte, tanto che si dice si nutra di carogne e possegga poteri necromantici e sciamanici come la capacità di far muovere i morti a proprio piacimento, semplicemente agitando le sue code, un po' come un marionettista fa coi suoi pupazzi. Di solito usa questo potere esclusivamente per il proprio divertimento, tuttavia, essendo estremamente vendicativo, è solito rianimare i parenti defunti di coloro che l'hanno maltrattato per perseguitarli e rivalersi di ciò che ha subito fino a che non venga placato con offerte in cibo, scuse e attenzioni.

Un'altra caratteristica che, secondo alcune leggende relativamente più recenti, avvicina i nekomata ai bakeneko, sarebbe quella di possedere la capacità di trasformarsi in donne umane — nekomusume (猫娘, nekomusume? "donna gatto"). Rispetto ai bakeneko però, essi appaiono come donne più mature, meno raffinate e circondate da un'atmosfera tetra e malsana, in grado di indurre malattie in chi rimane loro accanto troppo a lungo.

Indice
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* 1 Il mito
* 2 Presenza nella cultura popolare moderna
* 3 Bibliografia
* 4 Voci correlate
* 5 Collegamenti esterni

Il mito [modifica]

Si racconta che secoli fa, nella casa di un samurai dell'Echigo di punto in bianco cominciarono a verificarsi inspiegabili fenomeni notturni: una strana fiammella vagava a qualche centimetro dal pavimento e fuggiva verso gli alberi dei vicini quando si cercava di prenderla, il filatoio prendeva a girare da solo, oggetti venivano trovati lontano da dove erano stati lasciati...
Un giorno il padrone di casa, che non si era lasciato impressionare da nessuna di quelle stranezze, notò un grosso gatto rossiccio che, comodamente appollaiato sul grande albero in giardino, si guardava intorno con circospezione. Convintosi che esso fosse in qualche modo collegato a quanto accadeva la notte in casa sua, decise di porre fine al tutto prendendo il proprio arco e scagliando una freccia contro l'animale. Il colpo fu preciso e per l'animale, nonostante qualche frenetico tentativo di liberarsi del dardo, non ci furono speranze. Accorso ad esaminare il corpo del gatto, il samurai notò che aveva dimensioni enormi, forse raggiungeva il metro e mezzo di lunghezza, ma soprattutto aveva due code.
Fatto sta che da quel giorno nella casa del samurai non si verificò più nulla di anomalo.

Presenza nella cultura popolare moderna [modifica]

* In Inuyasha, il personaggio di Kirara è un tipico esempio di nekomata, anche se privato dei suoi tratti negativi.
* Sono ispirati al nekomata anche il Pokémon Espeon e il digimon Bastemon.
* Nella serie di Naruto, la forza portante Nī Yugito, personaggio di breve vita, ospita nel suo corpo lo spirito di un nekomata, chiamato appunto Nibi no Nekomata, allo stesso modo in cui il protagonista Naruto Uzumaki ospita una kitsune.
* Nel film Il mio vicino Totoro, Catbus è un nekomata che ha assunto le sembianze di un autobus, sebbene tale caratteristica non faccia parte delle capacità classiche del nekomata.
* Nel manga Shaman King, Matamune è un nekomata servitore della famiglia Asakura, nonché unico vero amico dell'antagonista Hao Asakura.

Bibliografia [modifica]

* Shigeru Mizuki, Nekomata no Hi in Enciclopedia dei Mostri Giapponesi, Adattamento testi di Andrea Baricordi, Traduzioni di Keiko Ichiguchi, Bologna, Kappa Edizioni, 2005. p. 36 (2' v.) ISBN 88-7471-024-0



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Bakeneko

Bakeneko
From Wikipedia, the free encyclopedia

A bakeneko (化け猫?, "ghost-cat able to appear in disguise") is, in Japanese folklore, a cat with supernatural abilities akin to those of the fox or raccoon dog. A cat may become a bakeneko in a number of ways: it may reach a certain age, be kept for a certain number of years, grow to a certain size, or be allowed to keep a long tail. In the last case, the tail forks in two and the bakeneko is then called a nekomata (猫又?, or 猫股 "monster"). This superstition may have some connection to the breeding of the Japanese Bobtail.

A bakeneko will haunt any household it is kept in, creating ghostly fireballs, menacing sleepers, walking on its hind legs, changing its shape into that of a human, and even devouring its own mistress in order to shapeshift and take her place. When it is finally killed, its body may be as much as five feet in length. It also poses a danger if allowed into a room with a fresh corpse; a cat is believed to be capable of reanimating a body by jumping over it.
Contents
[hide]

* 1 Bakeneko
* 2 History
* 3 Legends
* 4 See also
* 5 References
* 6 External links

[edit] Bakeneko

In Japanese folklore, any cat that lives over thirteen years old, reaches one kan (3.75 kilograms) in weight or is allowed to keep a long tail can become a bake-neko (化け猫) or cat monster (Addis 2001). A bake-neko is a cat that gains paranormal powers after certain circumstances. They also have the ability to eat (bigger or smaller) anything in its way, no matter what it is. Poison is its main food, for example, a certain type of snake (unknown to man). It is rare to see people with a 'bake-neko' though some people have been known to see it. The breeding of the Japanese Bobtail may have some connection with this superstition. After a bake-neko tail grows long enough it forks into two tails, then the bake-neko is no longer called a bake-neko, but a neko-mata. Other forms of bake-neko are Maneki-neko (Addis 2001). Most of the stories about the bake-neko are told orally in Japan.
[edit] History

In the early 17th century the Japanese used cats to kill off the rats and mice that were threatening the silkworms. During this time it was illegal to buy or sell cats. Most of the cats in Japan were set free to roam around the cities. Stories about these street cats became legends over time. There are many stories about the supernatural abilities of the bake-neko: talking, walking on their two rear legs, shapeshifting, flying, killing people, and even resurrecting the dead. Because of the stories about the bake-neko some Japanese people may have cut their cat’s tail off to stop them from becoming a bake-neko. Cats that were caught drinking lamp oil were also considered to be bake-neko. Cats may have regularly been drinking lamp oil as it was based on fish oil.
[edit] Legends

There are many legends about the bake-neko. One in particular may have given birth to the Japanese Bobtail. As the legend goes, a cat was warming itself near the fire and set its tail on fire. The long-tail cat then ran through the town burning many buildings to the ground. For retribution the Emperor decreed that all cats should have their tails cut off.

Another famous bake-neko story is about a man named Takasu Genbei, whose mother’s personality changed completely after his pet cat went missing for many years. His mother avoided the company of friends and family and would take her meals alone in her room. When the family peeked in on her they saw a cat-like monster in the mother's clothes, chewing on animal carcasses. Takasu, still skeptical, slew what looked like his mother and after one day his mother's body turned back into his pet cat that had been missing.

Not all bake-neko are bad; in some stories they are faithful and good-hearted to their owners; three stories in particular tie benevolent bakeneko to the legend of the famous maneki neko, or the "beckoning cat". One such story is about a bake-neko named Tama. Tama's owner was a very poor priest who lived in a rundown temple in Setagaya, west of Tokyo. The priest would tell Tama, “I’m keeping you in spite of my poverty, so couldn’t you do something for this temple?” One day the lord of the Hikone district, Naotaka, was standing under a tree to avoid the rain. Naotaka became aware of a cat beckoning him to a temple gate. As he began to walk the tree was struck by lightning[citation needed]. Afterwards, Naotaka became friends with the temple priest, and donated lots of money to have the run-down temple rebuilt. When Tama died, the priest built a grave for the cat; eventually, a shrine was built within the temple grounds dedicated to the "beckoning cat". Gotokuji temple still stands today; the nearby Gōtokuji Station on the Odakyu Line was named after it.

Yet another story[citation needed] tells of an poor old couple who kept a small cat. Since they were unable to bear children, they came to treat the cat as their child. After the old man fell sick, a mysterious woman appeared on their doorstep, claiming to be the cat and swearing she would repay their kindness. She brought the couple much wealth; in some versions they were happy just to have a daughter. One of her admirers happened to see her in her true form so she pleaded that he not tell anyone. A few weeks later he broke his promise telling a fishermen and passengers on a ship what he'd seen. A vicious storm arose and the woman appeared in the clouds overhead. She grew into a large cat and killed him.

Another story[citation needed] is about a cat owned by a high-ranking geisha. Every time she would try to go to the toilet, the cat would claw at her robes to keep her away. Because of the cat’s strange behavior, the geisha killed it. But as she began to use the toilet, the ghost of the cat killed a snake that was lurking nearby.

Sometimes the bake-neko had the power to enter someone’s dreams. There is a story about a bake-neko who entered her owner's dream to tell her to manufacture its image in clay in order to bring her wealth. Other stories tell about how a bake-neko may sometimes shape-shift into a beautiful girl, so that their owner would be able to marry them and have children.

Though the "bake-neko" has been known for other mysterious dreaming experiences, it is also known to become a human, and live a life as a human would normally. They often look just like the person they are after to kill and/or harm.

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 15 Nov 2010 - 13:32

Le erbe afrodisiache dei gatti


http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/


Le erbe gattaie in Italia


http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/erbe-gattaie-italia/
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 15 Nov 2010 - 20:15

Chicco un gatto persiano vissuto con noi per 14 anni è stato la mia ancora di salvezza mentale nella mia adolescenza, lui vedeva l'essere che appariva in casa mia per circa 4/5 anni. Tutto ebbe inizio verso 5/6 anni, il mio gatto fissava il vuoto e dopo pochi secondi appariva un essere verde alto circa due metri forse di più, vestiva sempre di nero con simboli rossi, la sua pelle era verde, occhi e bocca rosso fuoco, portava un grosso bracciale al polso destro, veniva sempre verso di noi si inginocchiava mi accarezzava la testa e coccolava chicco, mi sorrideva con suoi denti a seghetto, chiamavo mia madre ma no vedeva mai niente...solo io e il gatto tutto questo per molti anni, poi lui sparisce e iniziano a portarmi via nella notte
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 15 Nov 2010 - 21:36

enrico ha scritto:
Chicco un gatto persiano vissuto con noi per 14 anni è stato la mia ancora di salvezza mentale nella mia adolescenza, lui vedeva l'essere che appariva in casa mia per circa 4/5 anni. Tutto ebbe inizio verso 5/6 anni, il mio gatto fissava il vuoto e dopo pochi secondi appariva un essere verde alto circa due metri forse di più, vestiva sempre di nero con simboli rossi, la sua pelle era verde, occhi e bocca rosso fuoco, portava un grosso bracciale al polso destro, veniva sempre verso di noi si inginocchiava mi accarezzava la testa e coccolava chicco, mi sorrideva con suoi denti a seghetto, chiamavo mia madre ma no vedeva mai niente...solo io e il gatto tutto questo per molti anni, poi lui sparisce e iniziano a portarmi via nella notte

Buona sera Enrico,

racconti di qualcosa che accadeva quando eri ancora adolescente, ma non mi è chiaro se continuano ancora adesso a portarti via.

C'è un topic a tal proposito dal titolo: ESPERIENZE SCIAMANICHE E ABDUCTION: ESISTE UNA CONNESSIONE?

Parla di un articolo pubblicato in "Nature & Health" (Australia), Vol. 11, No. 1, Autumn, 1990 in lingua inglese, della possibile connessione tra le esperienze sciamaniche e le abduction.

ti riporto il link: http://sciamanesimo.forumattivo.com/shamanic-trance-la-trance-sciamanica-f83/esperienze-sciamaniche-e-abduction-esiste-una-connessione-t651.htm

Se ti fa piacere puoi raccontarci parte della tua esperienza oppure se ti va puoi dirci un tuo parere in merito.

Un abbraccio

Tila
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 15 Nov 2010 - 22:16

Ciao Tila penso proprio che non ci sia connessione tra esperienze sciamaniche e abduction, ora sono libero per merito del mondo sciamanico La tematica abduction è complessa esiste un parassitismo dimensionale e soggetti alieni del multiverso che usano la stessa strada che confina con il mondo spirituale, noi siamo prede ambite ma dentro di noi risiede una forza grande per liberarci dai nostri fantasmi, con calma vi racconterò le mie esperienze le più belle sono nel mondo sciamanico Un saluto enrico
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 15 Nov 2010 - 22:30

enrico ha scritto:
Ciao Tila penso proprio che non ci sia connessione tra esperienze sciamaniche e abduction, ora sono libero per merito del mondo sciamanico La tematica abduction è complessa esiste un parassitismo dimensionale e soggetti alieni del multiverso che usano la stessa strada che confina con il mondo spirituale, noi siamo prede ambite ma dentro di noi risiede una forza grande per liberarci dai nostri fantasmi, con calma vi racconterò le mie esperienze le più belle sono nel mondo sciamanico Un saluto enrico

Chiudo l'off topic, prima di venire punita dal nostro Admin, e ti ringrazio per la risposta Enrico.

Se ne parlerà sicuramente ma non in questa scheda dedicata tutta al nostro amico, totem, protettore e alleato gatto.

Buona continuazione.

Tila

PS

per riallacciarmi al tema di questo topic ho avuto l'onore di avere gatti che mi hanno tenuto compagnia, accompagnato e sostenuto per diversi anni

10 anni fa è venuta a mancare la mia figlioccia gatta che mi faceva anche un po' da mamma...da allora il vuoto che mi ha lasciato nel cuore è stato pressochè incolmabile... e posso confermare, per come li ho conosciuti, che è vero che sono magici! Very Happy cat


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gato_Persa.jpg


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Norwegian_Forest_Cat_face_profile.jpg


Ultima modifica di Tila il Mar 5 Lug 2011 - 9:57, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Mar 16 Nov 2010 - 7:19

Buongiorno ^^

Dunque il dilemma per me è se lasciare il post qui tra gli animali o se spostare gli argomenti sollevati da Enrico nella sezione citata da Tila.

Enrico se hai tempo e voglia ti chiedo di re-iniziare una discussione dulle abduction nella sezione apposita (la testimonianza sul tuo gatto mi faceva piacere lasciarla qui se per te va bene).

Per chiudere, in riferimento a cio che hai detto sulla diversita tra sciamanesimo e abduction, posso dirti che io non vedo, sia "internamente" che "esternamente" una gran differenza. Il tema del parassitismo è caro allo sciamanesimo in molte delle sue forme, sia tradizionali che moderne (pensa alla estrazione delle larve, cosi come al tema dei voladores per castaneda o dei "draghi antichi" per Harner).

I paralleli sono tanti....c'è a mio parere da supporre che in effetti la sintassi e i concetti che oggi si legano alla tecnologia che ravvisioano nelle raffigurazioni degli alieni siano forse un ostacolo al cercare dei comuni deonominatori nella percezione di temi che già altre culture avevano affrontato.

P.s. ora penso che ci vorrà un bacchettone anche per me :-)

Buona mattinata a tutti!

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Lun 22 Nov 2010 - 15:29

Wikipedia come sempre ci regala bellissimi documenti...in questo caso legati alla storia del gatto e al culto a lui dedicato...

Vi auguro una buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Cats_in_ancient_Egypt

Cats in ancient Egypt
From Wikipedia, the free encyclopedia


A bronze statue of the cat goddess Bastet
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Egypte_louvre_058.jpg


Cats (Felis sylvestris catus), known in Ancient Egypt as the mau, played a role in ancient Egyptian society. Beginning as a wild, untamed species, cats were useful for limiting vermin in Egyptian crops and harvests; through exposure, cats became domesticated and learned to coexist with humans. The people in what would later be Upper and Lower Egypt had a religion centering around the worship of animals, including cats.

Praised for controlling vermin and its ability to kill snakes such as cobras, the domesticated cat became a symbol of grace and poise. The goddess Mafdet, the deification of justice and execution, was a lion-headed goddess. The cat goddess Bast (also known as Bastet) eventually replaced the cult of Mafdet, and Bast's image softened over time and she became the deity representing protection, fertility, and motherhood.

As a revered animal and one important to Egyptian society and religion, some cats got the same mummification after death as humans. Mummified cats were given in offering to Bast. In 1888, an Egyptian farmer uncovered a large tomb with mummified cats and kittens. This discovery outside the town of Beni Hasan had eighty thousand cat mummies, dating to 1000-2000 BCE.
Contents
[hide]

* 1 Cats in everyday life in Ancient Egypt
* 2 Cats in Egyptian mythology
* 3 Bubastis and the Cult of the Cat
* 4 Funerary traditions
* 5 Cats in other religions
* 6 The decline of cat-worship
* 7 References
* 8 See also

[edit] Cats in everyday life in Ancient Egypt

Feral cats ("wild cats") naturally preyed upon the rats and other vermin that ate from the royal granaries.[citation needed] They earned their place in towns and cities by killing mice, poisonous snakes, and other pests.[citation needed] They were worshiped by the Egyptians and given jewelry in hieroglyphics.

The two native Egyptian cat species were the Jungle Cat (Felis chaus) and the African Wildcat (Felis silvestris lybica). The wildcat was largely domesticated; the jungle cat was not as docile, and was probably not especially helpful in the initial phases of domestication. The two species eventually fused to create a new breed of cat.[which?]

The change in temperament is attributed to heredity and tolerance of humans. Changes due to domestication follow a pattern similar to other domesticated animals including dogs (domesticated from wolves) and cattle.

In Cats: The Rise of the Cat, Roger Tabor suggests that the domestication process was due to two possible reasons. Breeding within itself, a large population of cats could develop, and would continue doing so at an exponential rate. Familiarity with human society was aided by the association of cats with the goddess Bast - Egyptian temple priests would often keep cats at their temple as a representative of the goddess.

In Wild Cats of the World, Mel Sundquist and Fiona Sundquist suggest that a likely route to domestication was rearing of kittens captured from the wild. Fashionable Egyptian society tamed wild animals of all kinds, including baboons, lions, and gazelles, in menageries at wealthy households.

[edit] Cats in Egyptian mythology

Egypt was not always unified; initially, it was a land with many regional tribes and nomes. Many nomes had a totemistic system of religion, centering the worship of an animal as a spiritual symbol. Some peoples would choose a totem animal because of the services it provided, some for admirable qualities, some out of fear. Regardless, when war broke out between peoples, the tribe that won was able to demand more respect for their totem, and mandated its worship. Eventually an empire was formed under Menes circa 3100BC, and a more pluralistic form of totemism was established. Ibises, eagles, and beetles were among the totems worshipped alongside cats.

The Egyptians viewed their gods not as spirits but as intelligences that could be personified in a body. The earliest evidence of cats as deities comes from a 3100BC crystal cup decorated with an image of the lion-headed goddess Mafdet. The goddess Bast was originally depicted as a fiercely protective and warlike lion, but as her image "softened" over time she became more strongly associated with domestic cats.

As cats were sacred to Bast, the practice of mummification was extended to them, and the respect that cats received after death mirrored the respect they were treated with in everyday life. The Greek historian Herodotus wrote that in the event of a fire, men would guard the fire to make certain that no cats ran into the flame. Herodotus also wrote that when a cat died, the household would go into mourning as if for a human relative, and would often shave their eyebrows to signify their loss.

Such was the strength of feeling towards cats that killing one, even accidentally, incurred the death penalty. Another Greek historian, Diodorus Siculus, describes an interesting example of swift justice imposed upon the killer of a cat: about 60BC, he witnessed the chariot of a Roman soldier accidentally run over an Egyptian cat. An outraged mob gathered and, despite pleas from pharaoh Ptolemy XII, killed the soldier.

Bubastis and the Cult of the Cat

Although the cat cult was a religious movement by the birth of the New Kingdom it gained importance when Shoshenq I developed Bubastis, chief centre of worship for the goddess Bast, located east of the Nile Delta, into an important city. At the same time, Bast developed into an immensely popular and important deity representing fertility, motherhood, protection, and the benevolent aspects of the sun - along with Sekhmet, she was known as the Eye of Ra. The cult of the cat garnered a huge following and thousands of pilgrims journeyed each year to Bubastis to celebrate. Bubastis also became another name by which the goddess was known.

Close to the centre of the city lay a large temple to Bast. This temple was in a depression which sited it at a lower elevation to the rest of the city, which had been raised to minimize flood damage from the nearby Nile. Of this Herodotus, who visited the city in 450BC, wrote that although the size of the shrine to Bast was perhaps 'not as large as those of other cities, and probably not as costly, no temple in all of Egypt gave more pleasure to the eye'.

He went on to describe the temple in detail. A canal within this depression gave the temple the appearance of a man-made island. In the courtyard was a grove of trees leading the way to the interior, which contained a massive statue of Bast - and a great number of sacred cats, cared for by the temple priests with donations from pilgrims. The temple's cat population, while respected, was extremely large and needed to be moderated by the periodic sacrificial culling of kittens, which were then mummified and sold to pilgrims as relics.

Bubastis became a marketplace for merchants of all sorts; artisans came forth with thousands of bronze sculptures and amulets depicting cats to worshippers of Bast. These amulets commonly featured an image of a cat and its kittens and were often used by women trying to have children, praying to Bast that they be granted the same number of children as kittens depicted on the amulet.

Herodotus wrote that the annual festival of Bast held in the city was the one of the most popular of all, with attendees from all over Egypt, who would raft down the Nile celebrating and feasting all the way. When they arrived in Bubastis, they feasted yet more and made sacrifices to Bast.

The famed revelling and commercialism of Bubastis even made its way into the Hebrew Bible. In the sixth century BC, the prophet Ezekiel wrote that "The young men of Aven and of Pibeseth [Bubastis] shall fall by the sword: and these cities shall go into captivity" (Ezekiel 30:17).

By 525BC, Egypt was essentially the only empire not conquered by the Persians. At that point Cambyses, the son of Cyrus the Great, set out to do just that. Cambyses and his army crossed the fifty-six mile stretch of desert to the Egyptian outpost of Pelesium on camelback; they then clashed down upon the Egyptian army who were reluctant to strike back at the sacred symbol of the cat upon the Persian shields.

Funerary traditions

Herodotus noted that cats that died anywhere in Egypt were often taken to Bubastis to be mummified and buried in the great cemetery, but this may or may not have been the case. At the burial site in Bubastis the Swiss Egyptologist Édouard Naville found more than 20 m³ (720 cubic feet) of cat remains but also a great deal of evidence of cremation. Naville found stacks of cat bones in many pits, the walls of which were made up of bricks and clay. Near each pit lay a furnace, its bricks blackened from fire. This discovery causes some problems. The mummification and preservation of the body was intended to make it possible for the deceased's ka to locate its host and subsequently be reborn into the afterlife. As the body would have to be intact for this process to occur, cremation would seem an undesirable way of dealing with the body of a sacred creature with a ka. Nevertheless, many cats were afforded the full embalming ceremony and buried in other great cemeteries along the Nile.

In her book The Cult of the Cat, Patricia Dale-Green states that, "The cat's body was placed in a linen sheet and carried amidst bitter lamentations by the bereaved to a sacred house where it was treated with drugs and spices by an embalmer". She goes on to state that although the cat of an Egyptian noble would receive more extravagant burial status, the body of a worker's cat would still be carefully prepared and the embalming carried out with the same conscientiousness as for a human body, often with provisions for the afterlife such as pots of milk and even mummified mice.

Nowhere, perhaps, is this appreciation shown more than in the colossal tomb at the temple of Bast discovered in 1888. This tomb, outside of Beni Hasan, held more than nineteen tonnes of animal mummies and remains, the vast majority being cats but a number of mongooses, dogs, and foxes were amongst the specimens that made it to the British Museum. The farmer who made the discovery sold most of the tomb's contents to be ground up as fertilizer, but fortunately a number of specimens made it into the hands of scientists for testing and examination. Some of these are on display at the British Museum.

The sole Egyptologist to visit the site, William Martin Conway, wrote: "The plundering of the cemetery was a sight to see, but one had to stand well windward. The village children came [...] and provided themselves with the most attractive mummies they could find. These they took down the river bank to sell for the smallest coin to passing travelers. The path became strewn with mummy cloth and bits of cats' skulls and bones and fur in horrid positions, and the wind blew the fragments about and carried the stink afar". (quoted in Tabor p26).

Recently, during the making of his documentary for the BBC, Cats: The Rise of the Cat, Roger Tabor discovered a further cat cemetery at Bast's temple. This find consists of a twenty centimetre-thick layer of compressed mummies which spans more than sixty metres in length.

[edit] Cats in other religions

Feline reverence is not limited to Ancient Egyptian civilization. Muslim theology maintains that the prophet Muhammad once found his cat sleeping on his robe; instead of waking it, he went on without it so as not to disturb the animal.[citation needed] If held true by scholars, the story teaches caring and mercifulness to all animals, not only cats (the same tale is also told about Chinese emperor Shih Huang Ti). This reverence is in ancient Indian texts, where records of cats involved with human society can be found in two ancient Indian great epics, the Ramayana and Mahābhārata, circa 500BC. In Hindu epic Ramayana, when Rama was leaving to forest to spend his 14 years of exile the cats yelled due to grief caused by his separation. As the Hindu and Parsee religions respected all forms of life and were especially sympathetic towards cats, Hindus were expected to take care of at least one cat during their lives. By contrast, the Islamic culture generally regards dogs as ritually impure (unhygienic) animals.

[edit] The decline of cat-worship

The cult of Bast was officially banned by imperial decree in 390AD. Egypt has since experienced a decline in the respect once held for cats; they are still kept as pets and tolerated elsewhere because they catch pests, the cat has not yet lost all religious significance in modern Egypt.

References

* Minnesota State University - Cats in Ancient Egypt




FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_cats

Cultural depictions of cats
From Wikipedia, the free encyclopedia

The cultural depiction of cats and their relationship to humans is as old as civilization and stretches back over 9,500 years. Cats have figured in the history of many nations, are the subject of legend and are a favorite subject of artists and writers. Black cats have been associated with death and darkness.[1]
Contents
[hide]

* 1 Earliest history
* 2 Ancient Egypt
* 3 Classical folklore
* 4 Middle Ages
* 5 Renaissance
* 6 Europe
* 7 Japan
* 8 Russia
* 9 Other
* 10 See also
* 11 Notes
* 12 References

[edit] Earliest history

Cats were originally domesticated because they hunted mice who would eat stored grains. Cats protected the food stores by keeping the mice at bay. It was a beneficial situation for both species: cats got a reliable source of prey, and humans got effortless pest control. This mutually beneficial arrangement began the relationship between cats and humans which continues to this day. While the exact history of human interaction with cats is still somewhat vague, a shallow grave site discovered in 1983 in Cyprus, dating to 7500 BC, during the Neolithic period, contains the skeleton of a human, buried ceremonially with stone tools, a lump of iron oxide, and a handful of seashells. In its own tiny grave 40 centimeters (18 inches) from the human grave was an eight-month-old cat, its body oriented in the same westward direction as the human skeleton. Cats are not native to Cyprus; they must have been brought over by boat. This is evidence that cats were being tamed just as humankind was establishing the first settlements in the part of the Middle East known as the Fertile Crescent.[2]

[edit] Ancient Egypt


Cats, known in ancient Egypt as the mau, played a large role in ancient Egyptian society. They were associated with the goddesses Isis and Bast.[1] Beginning as a wild, untamed species, cats were useful for keeping down vermin populations in the Egyptians' crops and harvests; through exposure to humans, the cat population became domesticated over time and learned to coexist with the human population.

Classical folklore

The Greek essayist Plutarch linked cats with cleanliness, noting that unnatural odours could make them mad.[3] Pliny linked them with lust,[4] and Aesop with deviousness and cunning.[5]

[edit] Middle Ages

Since many equated the Black Death with God's wrath against sin, and that cats were often considered in league with the Devil thanks to their aloof and independent nature, cats were killed in masses. Had this bias toward cats not existed, local rodent populations could have been kept down, lessening the spread of plague-infected fleas from host to host.[6]

Vikings used cats as rat catchers and companions.

A medieval King of Wales, Hywel Dda (the Good) passed legislation making it illegal to kill or harm a cat.[7]

In Medieval Ypres cats were used in the winter months to control the vermin infesting the wool stored in the upper floors of the Cloth Hall (Lakenhall). At the start of the spring warm-up, after the wool had been sold, the cats were tossed out of the belfry tower to the town square below - which supposedly symbolised "the killing of evil spirits". In today's Kattenstoet (Cat Parade) this was commuted to the throwing toy cats from the belfry.

[edit] Renaissance

In the Renaissance, cats were often thought to be witches' familiars (for example, Greymalkin, the first witch's familiar in Macbeth's famous opening scene), and during festivities were sometimes burnt alive or thrown off tall buildings.

Europe

Folklore dating back to as early as 1607 tells that a cat will suffocate a newborn infant by putting its nose to the child's mouth, sucking the breath out of the infant.[5]

Black cats are generally held to be unlucky in the United States and Europe, and to portend good luck in the United Kingdom.[5] In the latter country, a black cat entering a house or ship is a good omen, and a sailor's wife should have a black cat for her husband's safety on the sea.[5] While elsewhere, it is unlucky if a black cat crosses one's path. White cats, bearing the colour of ghosts, are conversely held to be unlucky in the United Kingdom, while tortoiseshell cats are lucky.[5] It is common lore that cats have nine lives.[5] It is a tribute to their perceived durability, their occasional apparent lack of instinct for self-preservation, and their seeming ability to survive falls that would be fatal to other animals.

[edit] Japan

In Japan, there is the Maneki Neko, also referred to in English as the "good fortune" or "good luck" cat. It is usually a sitting cat with paw raised and bent. Legend in Japan has it that a cat waved a paw at a Japanese landlord, who was intrigued by this gesture and went towards it. A few seconds later a lightning bolt struck where the landlord had been previously standing. The landlord attributed his good fortune to the cat's fortuitous action. A symbol of good luck hence, it is most often seen in businesses to draw in money. In Japan, the flapping of the hand is a "come here" gesture, so the cat is beckoning customers.

Another Japanese Legend with cats is from Kekomastrin, when a cat has 13 years of life, it grows another tail and can stand up and speak in a human language.

[edit] Russia

Cats have been considered good luck in Russia for centuries. Owning a cat, and especially letting one into a new house before the humans move in, is said to bring good fortune.[10]

Cats have guarded the Hermitage Museum/Winter Palace continually, since Empress Elizabeth's reign, when she was presented by the city of Kazan in Tatarstan five of their best mousers to control the palace's rodent problem.[11] They live pampered lives and even had special servants until the October Revolution, after which they were cared for by volunteers. Now, they are again looked after by employees.

[edit] Other

* Muezza (Arabic: معزة‎) was the Prophet Muhammad's favorite cat. The most famous story about Muezza recounts how the call to prayer was given, and as Muhammad went to put on one of his robes, he found his cat sleeping on one of the sleeves. Instead of disturbing the cat he cut off the sleeve and let him sleep. When Muhammad returned Muezza awoke and bowed down to him, and in return Muhammad stroked him three times. This is said to be why tabby cats have an "M" on their foreheads.

* In Celtic Mythology, a Cat Sith is a fairy cat, cait being cat and sith or sidhe (both pronounced shee) being fairy.

* In Catholicism, the patron saint of cats is Saint Gertrude of Nivelles.

Notes

1. ^ a b Cirlot JE (1967) [1962]. A Dictionary of Symbols. London: Routledge and Kegan Paul. p. 38.
2. ^ Carlos A. Driscoll, Juliet Clutton-Brock, et. al. (June 2009). "The Evolution of House Cats; Genetic and archaeological findings hint that wildcats became house cats earlier--and in a different place--than previously thought". Scientific American. http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=the-taming-of-the-cat&print=true.
3. ^ Plutarch: Adv. on Marr. 44
4. ^ Pliny 10, 83
5. ^ a b c d e f de Vries, Ad (1976). Dictionary of Symbols and Imagery. Amsterdam: North-Holland Publishing Company. pp. 85–86. ISBN 0-7204-8021-3.
6. ^ Feline geneticist traces origin of the cat
7. ^ Taking Liberties - Star Items - Laws of Hywel Dda
8. ^ a b Gernet, 48.
9. ^ a b Gernet, 122–123.
10. ^ Moscow Cat Museum
11. ^ Russian Life

[edit] References

* Gernet, Jacques (1962). Daily Life in China on the Eve of the Mongol Invasion, 1250–1276. Translated by H.M. Wright. Stanford: Stanford University Press. ISBN 0-8047-0720-0.
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Ven 21 Gen 2011 - 15:16



FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/a081a686-5541-449e-a2b9-84cfbd2f21ee.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Ven 21 Gen 2011 - 15:25

Admin ha scritto:

FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/a081a686-5541-449e-a2b9-84cfbd2f21ee.jpg

Chissà a che cosa stava pensando il miciotto... Very Happy

Questo è un nuovo sport...o forse un nuovo gioco a premi chissà!

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 2 Apr 2011 - 9:59

Buondì a tutti,

secondo alcune leggende e credenze il gatto mannaro (non sempre solo a forma di gatto possono essere una pantera, tigre, leone o lince) è un mutaforma, ricorda vagamente il lupo mannaro.

Nell'articolo che segue, di wikipedia inglese, scopriremo che questa creatura è presente in molte culture.

In europa ad esempio, sempre secondo il folklore, accompagnava le streghe...Admin ricorda un po' il famiglio non trovi?

Consiglio anche la lettura del seguente link interno del forum:

http://sciamanesimo.forumattivo.com/t945-animali-di-potere-guida-totem-famiglio-alleato

Buona lettura!


FONTE:
http://en.wikipedia.org/wiki/Werecat#The_Americas

Werecat
From Wikipedia, the free encyclopedia

A werecat (also written in a hyphenated form as were-cat) is a therianthropic creature of folklore, horror, and occultism, described as being a shape-shifter similar to a werewolf.

Depending on the story in question, the species involved can be a domestic cat,[1] a tiger,[2] a lion,[3] a leopard,[4] a lynx, or any other type, including some that are purely fantastical felines.[5] Typically, an individual werecat can only transform to one unique feline, not to a number of different species, and each individual type of werecat may be known by a more species-specific term such as "werelion"[citation needed]. The word "werecat" was not coined until the late 19th century, so it was not directly used in legends from earlier eras, only by later folklorists' commentary[citation needed].

Folklore

India

Many werecat myths originated in India. There have been tales of Weretigers (sorcerers who could turn into man-eating tigers) since classical times. These tales travelled through the rest of India and into Persia through travellers who encountered the Royal Bengal Tigers of India and then further west.[6]

Werecat folklore is found on all continents except Antarctica and Oceania and is generally based on wild felines native to the area. As with other folkloric accounts of lycanthropy, werecats are usually presented as transforming through magical or other occult means.


Europe

European folklore usually depicts werecats who transform into domestic cats. Some European werecats became giant domestic cats[5] or panthers. They are generally labelled witches, even though they may have no magical ability other than self-transformation.[7] During the witch trials, the official Church doctrine stated that all shapeshifters, including werewolves, were witches.[8]


Africa

African legends describe people who turn into lions or leopards. In the case of leopards, this is often because the creature is really a leopard god or goddess masquerading as a human. When these gods mate with humans, offspring can be produced, and these children sometimes grow up to be shapeshifters; those who do not transform may instead have other powers. In reference to werecats who turn into lions, the ability is often associated with royalty. Such a being may have been a king or queen in a former life, or may be destined for leadership in this life. This quality can be seen in the lions of Tsavo, which were reputed to be kings in lion shape, attempting to repel the invading Europeans by stopping their railroad.


Asia

Mainland Asian werecats usually become tigers.[9] In India, the weretiger is often a dangerous sorcerer, portrayed as a menace to livestock, who might at any time turn to man-eating. Chinese legends often describe weretigers as the victims of either a hereditary curse or a vindictive ghost. Ancient teachings held that every race except the Han Chinese were really animals in disguise, so that there was nothing extraordinary about some of these false humans reverting to their true natures. Alternately, the ghosts of people who had been killed by tigers could become a malevolent supernatural being known as "Chang", (伥) devoting all their energy to making sure that tigers killed more humans. Some of these ghosts were responsible for transforming ordinary humans into man-eating weretigers. Also, in Japanese folklore there are creatures called bakeneko that are similar to kitsune (fox spirits) and tanuki (raccoon dogs). In Thailand a tiger that eats many humans may become a weretiger. There are also other types of weretigers, such as sorcerors with great powers who can change their form to become animals. In Thailand however the were-crocodile is more famous than any other werebeast. In the folk tale Krai-thong, for example, the hero defeats Chalawan the Giant, who could take the form of a crocodile with diamond teeth. Chalawan was nearly invulnerable and could use magic as well.

In both Indonesia and Malaysia there is another kind of weretiger.[10] The power of transformation is regarded as due to inheritance, to the use of spells, to fasting and willpower, to the use of charms, etc. Save when it is hungry or has just cause for revenge, it is not hostile to man; in fact, it is said to take its animal form only at night and to guard the plantations from wild pigs, exactly as the balams (magicians) of Yucatán were said to guard the maize fields in animal form. Variants of this belief assert that the shapeshifter does not recognize his friends unless they call him by name, or that he goes out as a mendicant and transforms himself to take vengeance on those who refuse him alms. Somewhat similar is the belief of the Khonds; for them the tiger is friendly, and he reserves his wrath for their enemies. A man is said to take the form of a tiger in order to wreak a just vengeance.[10]


The Americas

The foremost were-animal in pre-Colombian Mesoamerican cultures was the were-jaguar. It was associated with the veneration of the jaguar, with priests and shamans among the various peoples who followed this tradition donning the skins of jaguars to "become" a were-jaguar. Among the Aztecs, an entire class of specialized warriors who dressed in jaguar skins were called "jaguar warriors". Depictions of the jaguar and the were-jaguar are among the most common motifs among the artifacts of the ancient Mesoamerican civilizations.

In modern South America, there are also urban legends about jaguar shapeshifters lurking along highways in tales similar to the modern vanishing hitchhiker, and of their being assassins secretly employed by the government or organized crime. This same rumor also states that these werecats hate dog bones, but love catnip. The homeless in South America are told not to carry catnip for any reason.

In the U.S., urban legends tell of encounters with feline bipeds; beings similar to the Bigfoot having cat heads, tails, and paws. Feline bipeds are sometimes classified as part of cryptozoology, but more often they are interpreted as werecats.[11]


Occultism and theology

Assertions that werecats truly exist and have an origin in supernatural or religious realities have been common for centuries, with these beliefs often being hard to entirely separate from folklore. In the nineteenth century, occultist J.C. Street asserted that material cat and dog transformations could be produced by manipulating the "ethereal fluid" that human bodies are supposedly floating in.[12] The Catholic witch-hunting manual, the Malleus Maleficarum, asserted that witches can turn into cats, but that their transformations are illusions created by demons.[13] New Age author John Perkins asserted that every person has the ability to shapeshift into "jaguars, bushes, or any other form" by using mental power.[14] Occultist Rosalyn Greene claims that werecats called "cat shifters" exist as part of a "shifter subculture" or underground New Age religion based on lycanthropy and related beliefs.[15]


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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Sab 1 Ott 2011 - 9:04

Grazie a wikipedia oggi vedremo insieme una curiosa leggenda che narra di un gatto demone, che sembra che si aggiri negli edifici governativi di Washington...

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Demon_Cat

Demon Cat
From Wikipedia, the free encyclopedia

Demon Cat (or D.C.)[1] is the name given to the ghost of a cat which is purported to haunt the government buildings of Washington, D.C..

The story of the Demon Cat dates back to the days when cats were brought into the basement tunnels of the Capitol buildings to kill rats. Legend states that the Demon Cat is one who never left.[2] Its home is supposedly the basement crypt of the Capitol which was originally intended as a burial chamber for President George Washington.[3]

According to legend, the cat is seen before presidential elections and tragedies in Washington DC,[4] allegedly being spotted by White House security guards the nights before the assassinations of John F. Kennedy and Abraham Lincoln.[5] The cat is described as fully black and the size of an average house cat;[6] but witnesses report that the cat swells to "the size of a giant tiger",[1] 10 feet by 10 feet,[7] when alerted. The cat would then either explode or pounce at the witness, disappearing before it managed to catch its 'victim'.[2]

In the 1890s the cat is said to have inexplicably vanished when some Capitol Hill guards fired at it, and another supposedly died of a heart attack after seeing it.[8]

Explanation

The last official sighting of the Demon Cat was in the 1940s.[4] The U.S. Capitol Historical Society has stated that at this time the Capitol Police force was notorious for hiring unqualified relatives and friends of Congressmen as favours, and that these men would frequently be drunk whilst on patrol.[9]

The society's version of the story states that a security guard was once licked by a cat when he was lying down. Being drunk, the man thought he was still standing at the time and was frightened by the apparently giant cat, thus spawning the 'Demon Cat' legend. As for the rest of the sightings, Steve Livengood of the society said; "eventually the other guards found out that they could get a day off if they saw the demon cat".[9]

References

^ a b Sheila Edmundson (October 30, 1999). "Halloween ;Many things go bump in the still of night in D.C.". The Patriot Ledger.
^ a b Lee Davidson (October 27, 1999). "Plenty of spooks on Capitol Hill for Halloween". Deseret News.
^ TERRY SUE SHANK (November 1, 1992). "Nation's capital can be a haunting place". The San Diego Union-Tribune. "'The demon cat would usually meet someone alone in a dark corridor. It had large yellow eyes that seemed to hypnotize, and it would snarl. It would seem to grow larger and larger until it would make a final lunge toward its victim and then either explode or disappear over the victim's head,' Thayn said. Historians recorded stories of guards firing guns toward the hissing cat as it disappeared only to find they were shooting into an empty hall. 'It was said to appear only on the eve of a national tragedy or the change of administrations.' The cat even has a nickname among Capitol workers: 'D.C.'"
^ a b Catherine Avery (May 28, 1993). "Ghost Story ;There's a supernatural tale at most every corner in town". The Washington Times.
^ Elizabeth Jordan (July 13, 2009). "Ghosts Wander The Hill". Roll Call. Retrieved October 7, 2010. (subscription required)
^ Jordy Yager (March 4, 2009). "Haunted House - and Senate". The Hill. Retrieved October 7, 2010.
^ Tom Kelly (October 26, 1989). "We live in a GHOST TOWN!". The Washington Times.
^ Jim Abrams (October 31, 2003). "U.S. Capitol is not without its own ghostly tales;‘Demon cat’ is said to appear at times of national crisis, vanish suddenly". The Herald-Sun.
^ a b "Some of the nation's spooky spots". Gannett News Service. October 16, 2008.

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MessaggioOggetto: Re: Gatto: mistero, magia e indipendenza   Oggi a 15:21

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