Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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 Ragno: creatività e tessitura del destino

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Tila
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MessaggioOggetto: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mar 6 Apr 2010 - 10:01

FONTE: dal libro "Segni e presagi del mondo animale" di Ted Andrews Ed. Mediterranee
Il ragno è presente nel mito e nelle tradizioni popolari di tutto il mondo, e con un simbolismo assai simile. In India era associato a Maya, che tesse le illusioni, nella mitologia greca ha un collegamento con il Fato e in quella scandinava con le Norne, le divinità che filavano, misuravano e tagliavano il filo della vita. Per i nativi americani, il ragno è la Nonna, il legame tra passato e futuro.



FONTE IMMAGINE: http://matilde99.wordpress.com/2009/10/15/ciao-sono-tornata/

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Arachnida
Arachnida
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli Aracnidi (Arachnida, Cuvier 1812) furono i primi animali che colonizzarono le terre emerse. Molti di essi sono predatori. I cheliceri possono essere a pinza o ad uncino, legati comunque alla presa del cibo; il primo paio di appendici post-orali è differenziato in pedipalpi (a funzione sensoriale, di presa del cibo o altro), e ad esso fanno seguito 4 paia di zampe; le appendici dell'opistosoma tendono a scomparire (ne troviamo qualche traccia solo in alcuni ordini), ed in questa classe si nota la tendenza alla fusione dei segmenti di prosoma prima ed opistosoma poi, e nei più evoluti (gli Acarina volgarmente noti come acari) a fondere le due regioni. Gli ordini più conosciuti sono quello degli Scorpioni, e quello degli Araneidi, che comprende i ben noti ragni.


Ultima modifica di Tila il Sab 14 Ago 2010 - 9:08, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Curiosità Ragni   Mar 6 Apr 2010 - 10:10

FONTE: http://galatina.blogolandia.it/2008/09/26/tarantismo/

Il tarantismo (o tarantolismo) è una sorta di esorcismo popolare che, sin dal lontano medioevo, spinge uomini e donne, che si ritengono morsi dalla tarantola ( grosso ragno ancora esistente nel territorio), a recarsi il 29 giugno in pellegrinaggio al pozzo presso la chiesetta di San Paolo a Galatina per essere liberati definitivamente dagli effetti del veleno che provoca nel malcapitato un languore mortale da cui si può essere liberati solo per mezzo della musica e dei colori.
Da qui l’uso di nastrini colorati (chiamati zagarelle) da legare al polso e di una musica ossessiva (la pizzica) che induce ad una danza sfrenata intorno al pozzo la cui acqua è considerata simbolo di purificazione. La musica è suonata da un’orchestrina con chitarra battente, mandolino, violino e tamburello. Gli orchestrali ingaggiati dai familiari dell’invasato recano normalmente a casa del tarantolato, per suonare e fargli venir fuori il veleno del ragno con la danza. Verso la soluzione della crisi la musica che accompagna il tarantolato ha suoni ora cupi, ora struggenti, che culminano in un crescendo di straordinario effetto. Le tarantolate un tempo, si recavano di buon`ora nella cappella di S. Paolo vestite di bianco e bevevano ,almeno fino a quando il pozzo non è stato chiuso per ragioni igieniche sanitarie, l’acqua del pozzo dove c’erano anche dei serpenti. Si lanciavano in una danza sfrenata al suono del tamburello fino a stramazzare al suolo vinte dalla fatica. La cura poteva durare anche diversi giorni.
Il ricorso a S. Paolo è effetto della sovrapposizione del culto cristiano a quello molto più antico pagano dei serpenti. Anche la tarantola rappresenta un animale totemico le cui origini si perdono nella notte dei tempi e sono anteriori al menadismo, al coribantismo ed alle feste dionisiache a cui il tarantismo rimanda per gli aspetti orgiastici.
Il tarantismo è un fenomeno che emerge su tutti. Nella storia della medicina popolare salentina, esiste una connessione tra tarantati e i santi Pietro e Paolo che ricorda le visite ai templi asclepei dell’antica grecia:anche in quel caso i malati si recavano al tempio dei protettori per essere guariti. L’analogia non è casuale: profonda deve essere stata l’influenza della medicina greca nel Salento. Sotto l’aspetto diagnostico è difficile definire il tarantismo come fenomeno, anzi si è riusciti a classificarlo. E’ forse una specie di isteria, oppure la sua origine è da ricercarsi non in lesioni organiche neurologiche, ma in elementi antichi che hanno logorato e distrutto una psiche già debole a causa di fattori storico-sociali. Gli attacchi si manifestano in maniera molto simile all’isteria e, secondo la leggenda, sarebbero provocati dal morso della tarantola. Non si riesce a spiegare però la periodicità delle crisi che durano anche decine di anni. Si può dire che il tarantìsmo è un male culturale. Una volta, infatti, le donne che subivano frustrazioni per eccesso di fatica, povertà o tabù sessuali, non potevano fare altro che rivolgersi a S. Paolo per liberarsi dal male. San Paolo, in particolare, era considerato il Santo dei poveri e il protettore dagli animali striscianti (serpenti, scorpioni, ragni, e quindi anche la tarantola).


FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/05/animali-dalla-m-alla-r/
Integrità. Facilita la connessione interna e aiuta a collegare armoniosamente parti in conflitto. Sostiene la creatività, aiutando a uscire dai vicoli ciechi della routine. Aiuta chi si sente alienato o chi vive dualità apparentemente inconciliabili, come ad esempio forza e dolcezza, spiritualità e concretezza etc.



Ultima modifica di Tila il Sab 14 Ago 2010 - 9:09, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mar 6 Apr 2010 - 13:00

Scelta molto interessante!

Il Ragno è un animale molto particolare.

In molte culture è legato alla trama stessa del creato e o dei sogni.

Nella cultura indiana americana la nonna ragno è una figura particolare, al di la dei conflitti umani e non umani, capace di tenere tra le sue trame la stabilità del creato, oppure di riuscire con le sue soluzioni a risolvere i problemi dellessere umano.



Leggere anche su http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/come_nonna_ragno_rubo_il_sole.htm


Ultima modifica di Admin il Ven 10 Dic 2010 - 17:32, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: ragno   Mar 6 Apr 2010 - 13:09

Admin ha scritto:
Scelta molto interessante!

Il Ragno è un animale molto particolare.


Questa storia che hai trascritto mi ha fatto venire un idea...che ne dici se nell'area altri argomenti oppure off topics non metti una sezione dove possiamo inserire storie, leggende e favole che riguardano anche in parte lo sciamanesimo? O comunque che rientrino nell'area di interesse di questo forum?
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mar 6 Apr 2010 - 13:14

Tila ha scritto:
Admin ha scritto:
Scelta molto interessante!

Il Ragno è un animale molto particolare.


Questa storia che hai trascritto mi ha fatto venire un idea...che ne dici se nell'area altri argomenti oppure off topics non metti una sezione dove possiamo inserire storie, leggende e favole che riguardano anche in parte lo sciamanesimo? O comunque che rientrino nell'area di interesse di questo forum?


Ciao Tila!

Fammi un esempio pratico così capisco meglio.

Aggiungo anche questo materiale intanto!



Aracne

http://it.wikipedia.org/wiki/Aracne
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – "Aracne" reindirizza qui. Se stai cercando altri significati, vedi Aracne (disambigua).

Aracne è una figura mitologica narrata da Ovidio nelle "Metamorfosi", ma che pare sia d'origine greca.
Aracne viveva a Colofone, nella Lidia. La fanciulla, figlia del tintore Idmone e sorella di Falance, era abilissima nel tessere, tanto girava voce che avesse imparato l'arte direttamente da Atena, mentre lei affermava che fosse la dea ad aver imparato da lei. Ne era cotanto sicura, che sfidò la dea a duello.
Di lì a poco un'anziana signora si presentò ad Aracne, consigliandole di ritirare la sfida per non causare l'ira della dea. Quando lei replicò con sgarbo, la vecchia uscì dalle proprie spoglie rivelandosi come la dea Atena, e la gara iniziò.
Aracne scelse come tema della sua tessitura gli amori degli dei; il suo lavoro era così perfetto ed ironico verso le astuzie usate dagli dei per raggiungere i propri fini che Atena si adirò, distrusse la tela e colpì Aracne con la sua spola.
Aracne, disperata, si impiccò, ma la dea la trasformò in un ragno costringendola a filare e tessere per tutta la vita dalla bocca, punita per l'arroganza dimostrata (hýbris), nell'aver osato sfidare la dea.
Indice
[nascondi]
• 1 Letteratura
• 2 Arti visive
o 2.1 Raffigurazioni della gara tra Aracne e Atena
o 2.2 Raffigurazioni a carattere politico
o 2.3 Incisioni e illustrazioni
• 3 Musica
• 4 Voci correlate

Letteratura [modifica]
Aracne è citata da Virgilio nelle Georgiche, da Ovidio nelle Metamorfosi, da Dante nel Purgatorio, da Boccaccio nel De claris mulieribus e da Giambattista Marino nella poesia Donna che cuce. Da qui si capisce il motivo per il quale alcune persone dicono di non uccidere i ragni essendo che Aracne ha subito in vita un'ingiustizia e la sua bravura venne sminuita da Atena, paradossalmente proprio divinità della Giustizia. Infatti alla fine della sfida lanciata dalla Dea, la bravura di Aracne venne in superficie ma Atena non accettado la superiorità della sua rivale cominciò ad insultarla. Aracne non accettando gli insulti tentò il suicidio e da quel giorno Aracne fece i suoi lavori con la bocca dopo un incantesimo di Atena diretto ad Aracne, che peraltro la colpì diverse volte sul capo con il fuso. "Il ragno nero", scritto dallo svizzero Geremias Gotthelf (1842), è un breve romanzo che tratta questi argomenti.
Arti visive

Le raffigurazioni antiche del mito di Aracne scarseggiano: potrebbe riferirsi a lei ad esempio un fregio marmoreo del foro di Nerva a Roma.
Raffigurazioni della gara tra Aracne e Atena
• Francesco del Cossa, 1467-1470, Palazzo Schifanoia, Ferrara
• Tintoretto (1575 circa, Galleria degli Uffizi di Firenze)
• Rubens (1636)
• Diego Velázquez, Le filatrici (La favola di Aracne) (1657 circa)
• Luca Giordano (1695, Museo del Prado di Madrid)
• Hermann Posthumus, Aracne è trasformata in ragno (1542)
Raffigurazioni a carattere politico
• Taddeo Zuccari, affresco a Palazzo Farnese di Caprarola (1560 circa)
• Lambert Sustris, affreschi nella Burg Trausniz presso Landshut (1574)
• Johann Hans Bocksberger il vecchio e Ludwig Refinger, ciclo di affreschi nella residenza cittadina di Lodovico X di Baviera a Landshut (1540), benché in questo caso l'ammonimento ai sudditi a non voler gareggiare con i potenti sia un elemento che rimane sullo sfondo dell'opera
Incisioni e illustrazioni
• Bernard Salomon (1557)
• Antonio Tempesta (1555)
• anonimo in Greek and Roman Mytholgy A to Z di Kathleen N. Daly (proprietà della New York Public Library Picture Collection)
• Jean-Jacques-François Le Barbier, L'epifania di Athena guarda l'immagine
• Bauer, Minerva e Aracne guarda l'immagine
• Bullfinch, Atena colpisce Aracne (1667) guarda l'immagine
• Susan Seddon Boulet, Aracne guarda l'immagine
• Giovanni Caselli, Aracne nel The Illustrated Bulfinch's Mythology: Legends of Charlemagne, the Age of Chivalry, the Age of Fable
• Gustave Doré, illustrazione al XII canto del Purgatorio di Dante; le illustrazioni delle favole di La Fontaine, nello specifico "La rondine e il ragno"; rilievo scultoreo di urna (dopo il 1871);
• Raphael Regius (1509)
• Ludovico Dolce (1558)
• Kupferstich (1667)
• Johann Ulrich Krauss (1690)
Musica
Il tema di Aracne è stato rappresentato in due balletti di Roussel (1944) e Alfred Koerppen (1968)
Voci correlate
• Il ragno nel folklore e nella mitologia





FONTE immagine: http://www.windoweb.it/desktop_temi/foto_insetti/foto_ragni_01.jpg

Ragno (immaginario)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ragno_%28immaginario%29


Il ragno è un animale che, per le sue caratteristiche, ha colpito e stimolato l'immaginario umano, entrando (spesso come una creatura leggendaria) nel folklore e nella mitologia di vari popoli. Tra le numerose attestazioni, spiccano in particolare il mito di Aracne e il fenomeno del tarantismo.

Come il serpente, anche il ragno alterna una simbologia positiva ad una negativa, in base a come le sue stesse caratteristiche (anatomiche, comportamentali, persino "psicologiche") sono state interpretate di volta in volta.
Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito l'immaginario umano è la laboriosità del ragno, unita a una grande precisione tecnica, che tale animale dimostra nel tessere la propria tela. Da ciò derivano molti miti (in primis quello greco di Aracne), in cui tale caratteristiche divengono il centro o, quantomeno, lo spunto della narrazione e - spesso - il fulcro del significato morale.
Altro aspetto molto rilevante, questa volta in chiave negativa, è il pericolo potenziale rappresentato dal ragno, predatore, talvolta velenoso, che grazie alla sua tela - o, in alcuni casi, alla caccia - si procura il cibo per divorarlo ancora in vita dopo averlo paralizzato.
Indice
[nascondi]
• 1 Il ragno come simbolo positivo
o 1.1 Il ragno creatore e portatore del fuoco
o 1.2 Il ragno totemico e benaugurante
o 1.3 Il ragno magico e taumaturgico
• 2 Il ragno come simbolo negativo
o 2.1 Un mostro infido, paziente e velenoso
o 2.2 Il ragno gigante
o 2.3 Metamorfosi da uomo a ragno: la punizione divina
o 2.4 Il ragno scenografico o d'ambientazione
• 3 Il ragno come simbolo ambivalente
o 3.1 Il ragno trickster
o 3.2 Il ragno spirituale e psicopompo
o 3.3 Il ragno freak
• 4 La ragnatela: ogni filo ha il suo destino
o 4.1 L'ordine cosmico nella tela del ragno
o 4.2 La ragnatela come "oggetto magico"
o 4.3 Quando il ragno tesse la vita dell'uomo
• 5 Il ragno e la ragnatela nei proverbi e nei modi di dire
• 6 Il ragno e la ragnatela nei miti e nelle religioni
• 7 Ragni d'autore
o 7.1 Nell'arte
o 7.2 Al cinema e nella televisione
 7.2.1 Elenco dei ragni cinematografici e televisivi
 7.2.1.1 anni cinquanta
 7.2.1.2 anni sessanta
 7.2.1.3 anni settanta
 7.2.1.4 anni ottanta
 7.2.1.5 anni novanta
 7.2.1.6 Dal 2000
o 7.3 Nei fumetti
o 7.4 In letteratura
 7.4.1 Elenco dei ragni letterari
o 7.5 Nella musica
o 7.6 Nei videogiochi e nei giochi di ruolo
• 8 Note
• 9 Voci correlate

Il ragno come simbolo positivo
Il ragno creatore e portatore del fuoco [modifica]
Al di fuori della cultura e mitologia occidentale, il ragno è visto da vari popoli come un essere creatore da cui ha avuto origine il mondo o come un benefattore dell'umanità per averle donato il fuoco (svolgendo in questo caso la stessa funzione del Prometeo greco, sebbene in modo del tutto indipendente).
Nereau (il signore dei ragni), venerato nelle isole micronesiane Nauru, è l'esempio più tipico di ragno creatore nei suoi due aspetti di Ragno Antico (Areop-enap) e Ragno Giovane [1][2]; nella versione diffusa nelle Isole Gilbert, in particolare, Ragno Antico crea il cielo e la terra da una conchiglia.[3] Affine è il mito della donna-ragno Biliku, adorata nelle isole Andaman sia come creatrice sia come portatrice del fuoco. Presso gli Hopi del Nord America, una creatura molto simile di nome Kohyangwuti aiuta Sokutnang a creare gli esseri umani.
In India invece, pur non essendo un animale creatore, il ragno è ugualmente legato all'universo in modo molto stretto: la perfezione millimetrica della sua tela rappresenta, infatti, l'ordine cosmico contrapposto al Caos. Il ragno, in questo caso, è dunque un simbolo ordinatore.
Il legame dei ragni con il mito del fuoco è più diffuso e attestato rispetto a quello con l'origine dell'Universo. Nella mitologia africana, un uomo-ragno di nome Yiyi porta il fuoco dal cielo agli uomini, mentre in Nordamerica gli Chrerokee narrano in modo avventuroso come Kananeski Amaiyehi (un ragno d'acqua o argironeta) sia riuscito ingegnosamente a trasportare il fuoco in una ciotola.
• Per il legame ragnatela-universo, vedi anche il paragrafo #L'ordine cosmico nella tela del ragno.
Il ragno totemico e benaugurante
Presso diverse popolazioni, il ragno - come molti altri animali - è preso da esempio in qualità di totem per le sue caratteristiche. Il caso meglio attestato e documentato è quello degli australiani aborigeni, per i quali
« Il ragno esorta a non essere avidi, dimostrando con la sua tela che gli oggetti necessari possono anche essere belli e artistici. Inoltre, ci mette in guardia dall'amare troppo noi stessi. »
(Marlo Morgan, E venne chiamata Due Cuori)

Anche nello sciamanesimo, il ragno può rappresentare un totem, uno spirito-guida saggio che, lasciato temporaneamente il mondo dei morti, appare in visione ad un apprendista sciamano. La forma assunta, di solito, è quella di un nano, ma sono stati registrati dei casi (come dallo psicologo e antropologo inglese Brian Bates) in cui il nano stesso decide di assumere l'aspetto di una "creatura simile ad un ragno" (vedi anche il paragrafo #Il ragno spirituale e psicopompo).
In Cina, vedere un ragno ha invece un significato di buon augurio, talvolta codificato. In alcune circostanze, ad esempio, può significare il "ritorno del figliol prodigo". L'abilità di liberare le case dagli insetti, spesso avvertita popolarmente come miracolosa, ha inoltre favorito una nomea positiva in alcuni contesti culturali europei. Di questa rimane una traccia nel proverbio inglese
(EN)
« If you wish to love and thrive
let a spider run alive. » (IT)
« Se desideri amore e successo
lascia un ragno correre vivo. [4] »


Il ragno magico e taumaturgico [modifica]

In diverse culture, il ragno (oltre a essere un animale al limite fra realtà e immaginario) è anche una creatura cui vengono attribuiti dei poteri magici. Secondo i casi, esso diviene dunque uno sciamano, un guaritore, una porta e così via.
In particolare, il potere taumaturgico del ragno è documentato in alcune "ricette" della medicina popolare. Secondo una di queste, ad esempio, per guarire dalla febbre (che in realtà è un sintomo, non una malattia) bisognerebbe spaccare una noce e chiudervi all'interno un ragno vivo, portando addosso l'amuleto per 48 ore [5]. Secondo un'altra, attestata ad esempio nel Reggiano, far mangiare un ragno ad un infermo (purché ciò avvenga a sua insaputa) guarirebbe dalla malaria. Una pratica simile veniva consigliata anche alle donne lattanti che, al posto del chinino, erano invitate ad assumere ragnatele per evitare il contagio al proprio bambino durante l'allattamento [6].
In generale, amuleti a forma di ragno o ricavati da esso sono ritenuti particolarmente efficaci. Nei vasi di farmacia in uso un tempo, era anzi un ingrediente immancabile - assieme a diversi altri - la tela di ragno. Inoltre, secondo l'alchimista Crollius, uccidere un ragno da cui si è stati morsi, schiacciandolo sulla ferita, sarebbe un antidoto infallibile contro il veleno immesso nel sangue dall'animale stesso, in accordo con la teoria generale di Athanasius Kircher per cui "il simile cura il simile" (deve trattarsi, però, del medesimo ragno, non di un altro esemplare della sua specie). A questo tema è legata la visione negativa del potere magico del ragno, evidente nel fenomeno del tarantismo (vedi il paragrafo #Un mostro infido, paziente e velenoso).
Del tutto positiva, invece, la magia operata dai ragni di Se ti tagliassero a pezzetti di Fabrizio De André. Come abili chirurghi, queste creature ricuciono la pelle strappata, ridonandole tono e vita. L'immagine dei ragni che ricoprono un corpo umano è qui in contrasto con l'orrore che, normalmente, una tale vista dovrebbe suscitare: tutti intenti a tessere una tela come un filo chirurgico preciso e resistente, essi ricompongono le disiecta membra della ragazza al centro della canzone, la cui libertà e fantasia sono "continuamente minacciate di morte dalla nostra civilità, ma indistruttibili nella coscienza dell'uomo" (Fabrizio De André).
Attributi magici simili a quelli della medicina popolare si riscontrano anche al di fuori del folklore, soprattutto in letteratura e nel cinema, a carattere (questa volta) non più antropologico ma di semplice "invenzione" per rendere più accattivante o misterioso il plot. In Supergirl - La ragazza d'acciaio (1984) di Jeannot Szwarc, un ragno intrappolato proprio in un guscio di noce è la "ricetta" per un filtro d'amore: nel momento in cui l'animale uscirà dalla sua piccola prigione, la vittima dell'incantesimo si innamorerà del primo uomo che avrà davanti agli occhi.
In un episodio della terza serie di Angel, un ragno magico è invece utilizzato da Lilah Morgan come password speciale per entrare in un'area riservata degli archivi elettronici della Wolfram & Hart; dopo averlo liberato da una scatola, lo adagia sulla tastiera rendendo così visibili le informazioni richieste.
• Per i poteri magici attribuiti al ragno-porta e alla ragnatela, vedi i paragrafi #Il ragno spirituale e psicopompo e #La ragnatela come "oggetto magico"; per il ragno in letteratura, cinema e musica vedi il paragrafo #Ragni d'autore con i relativi sottoparagrafi.
Il ragno come simbolo negativo
Un mostro infido, paziente e velenoso
La simbologia negativa del ragno è attestata in ogni continente, sebbene risulti più radicata in Occidente e presso le popolazioni dei deserti. Deriva, con ogni probabilità, dalla paura atavica (e dunque preistorica) dell'uomo nei confronti di tale creatura. La consapevolezza che il suo morso - oltre ad essere spesso particolarmente doloroso - è anche in più di caso velenoso (se non mortale), deve aver ingenerato ben presto un'associazione immediata e inconscia tra l'aspetto dell'animale predatore e le conseguenze del morso stesso. Di qui l'equazione "otto zampe"="pericolo"="terrore/disgusto" fin nelle prime specie del genere Homo.
A rendere più infido il ragno, devono inoltre aver contribuito la sua pazienza nell'attendere la preda, l'intelligenza dimostrata nelle varie tecniche di caccia (dalla ragnatela alle buche nascoste, al mimetismo), l'agilità e velocità nei movimenti. Tutti fattori che aumentano la pericolosità in un eventuale incontro con l'uomo.
Questa visione, inizialmente instintiva e psicologica, diviene poco a poco parte integrante dei vari aspetti della cultura presso i popoli che la condividono. Ecco allora che il ragno acquista una sua fisionomia e un suo ruolo nella mitologia e nella religione. Molte popolazioni, ad esempio, prevedono rituali specifici per guarire dal veleno del ragno, oppure per placare o allontanare la creatura, vista in tal caso come una semi-divinità o una divinità vera e propria. S'inserisce in questo contesto il noto fenomeno del tarantismo.
Col passare del tempo, anche in altri settori il ragno fa la sua comparsa, più o meno da protagnista, a partire da arte, letteratura e musica, fino alle attestazioni più recenti nel cinema e nella televisione.
• Per approfondimenti sul fenomeno del tarantismo, vedi tale voce.
Il ragno gigante

Il ragno più grande al mondo è il Ragno Golia (Theraphosa blondi), che vive in sudamerica. Può misurare fino a 30 cm. Nella preistoria un antenato di queste creature era un aracnide della famiglia delle tarantole, che misurava 60 cm. A quei tempi l'aria conteneva tre volte la quantità di ossigeno attuale, e questo è il motivo per cui, pur avendo un sistema di respirazione passivo riuscivano a raggiungere dimensioni tanto considerevoli. Questo ragno ha una particolare peluria sul dorso , che nel momento di pericolo l'animale lancia come se fossero proiettili grattandosi con le zampe posteriori , e questi una volta arrivati all'animale colpito provocano una forte irritazione.
Metamorfosi da uomo a ragno: la punizione divina

Il ragno scenografico o d'ambientazione
Spesso per i suoi tratti caratteristici negativi (reali o supposti), il ragno è in grado di evocare un'atmosfera lugubre e misteriosa con la sua sola presenza. In questo caso, dunque, non ha un valore morale o narrativo né è un vero e proprio personaggio, come avviene nei miti, nei racconti popolari e nelle fiabe; è invece un semplice elemento scenografico.
Per tale motivo, il ragno è un topos letterario e cinematografico molto usato, a volte in modo originale, altre in modo logoro e stereotipato. Nell'horror, ma non solo, è una presenza fissa in castelli, cripte, sotterranei e in genere luoghi abbandonati (e in quanto tali ricoperti di ragnatele).
Tra i vari usi, particolarmente singolare è quello reinventato da Peter Jackson nel film Creature del cielo, dove un enorme ragno stilizzato (di cui sono abbozzati il corpo arancione e quattro zampe) compare sulla parete interna di un castello di sabbia, quasi fosse un trofeo.
Anche uno dei maestri dell'horror, Stephen King, ha utilizzato questa creatura per "decorare" la sua casa vittoriana invernale nel Maine (al 49 Florida Avenue a Bangor): il cancello esterno è infatti arabescato con ragni, ragnatele e due pipistrelli in ferro battuto.
Il ragno come simbolo ambivalente
Il ragno trickster
Come trickster, il ragno conserva sia le sue caratteristiche positive sia quelle negative, così da risultare una creatura ambivalente, ambigua, imprevedibile e, spesso, anche priva di coerenza. Incarna infatti, come tutti i trickster, un primo tentativo dell'uomo di sistemare le due categorie del Bene e del Male, non in modo manicheo, bensì con confini sfumati o addirittura sfuggenti.
Il ragno trickster è documentato solo in alcune regioni dell'Africa occidentale, dove riveste una certa importanza presso i popoli di lingua hausa, bantu, twi, vai e temme [7]. Fra tutti, spiccano i racconti legati alla figura di Anansi, i cosiddetti Anansesem ovvero "storie dei ragni" (o "parole del ragno" o "parole intorno al ragno"). L'unica attestazione al di fuori dell'area africana è nel Nordamerica, presso la tribù degli Oglada Dakota.
• Per l'evoluzione del ragno trickster vedi il paragrafo #Il ragno freak.
Il ragno spirituale e psicopompo [modifica]
Il ragno, oltre che una simbolologia sul piano fisico, ne ha anche su quello spirituale, legato cioè allo spirito umano, al mondo dell'aldilà o, più in generale, ai mondi che esistono parallelamente all'habitat dell'uomo (sotterranei, cielo, Inferi...).
Nella cultura popolare dell'Europa (occidentale ed orientale) è diffusa la credenza che l'anima, durante il sonno, possa uscire e rientrare dalla bocca sotto forma di ragno. Nella mitologia precolombiana è invece frequente il legame fra il ragno e la morte, non in senso negativo (come di solito lo intende la cultura occidentale). Tale creatura, infatti, è vista come uno psicopompo, anche in modo indiretto. La popolazione dei Chibcha, ad esempio, crede che i defunti attraversino il lago della morte su barche fatte di ragnatele.
Il ragno, dunque, da guida per l'aldilà, acquista la funzione di ponte o di porta, cioè di tramite fra mondi che, normalmente, non sono comunicanti fra loro. La ragnatela, in particolare, è nel folklore dell'America meridionale il mezzo per salire dal mondo inferiore al mondo superiore (vedi #La ragnatela come "oggetto magico").
In alcuni casi, il legame fra il ragno e l'oltretomba implica che tale creatura sia anche saggia e in grado di consigliare l'uomo, così come farebbe un defunto. Nello sciamanesimo, ad esempio, può accadere che lo spirito-guida interiore (legato al mondo dei morti) si presenti in visione all'apprendista sciamano sotto forma di ragno. Un tema, dunque, strettamente connesso con il ragno totemico.
Diverse fonti della mitologia norrena stabiliscono un'associazione fra il ragno e il dio malvagio Loki.
Il ragno freak
Nella letteratura, la figura del ragno viene a volte assimilata a quella del freak, il mostro (o fenomeno) incompreso e temuto per il proprio aspetto, ma in realtà dolce e gentile, e spesso (finché non si adira) anche innocuo. Tale rappresentazione, sconosciuta allo schema narrativo dei racconti popolari, è comunque - almeno in parte - un'evoluzione del ragno trickster presente anche in alcune fiabe.
Un caso significativo di ragno freak è al centro di un racconto di Eugenio Montale. Qui il personaggio di Clizia - senhal usato dallo scrittore per Irma Brandeis - si fa ipnotizzare e regredisce ad una sua vita precedente. Durante l'ipnosi, qui molto simile a un sogno vero e proprio, la donna diviene un ragno nel cortile di Pitagora: tesse ad arte la sua tela (che spesso il filosofo guarda con attenzione o perfino ammirazione), assiste alle lezioni impartite ai discepoli e, soprattutto, vede ogni cosa da un'angolazione inedita.
« Vedeva il mondo secondo una prospettiva orizzontale, non più verticale come le pareva di ricordare quella dell'uomo, piantato su due trampoli e procedente ad angolo retto con la terra. A questa nuova visione contribuiva certo la posizione del suo corpo prono in avanti, disteso sulle sue basi pressappoco come il soldato negli esercizi dell'«ordine sparso», ma anche la strana disposizione degli occhi, otto come le zampe e messi a semicerchio intorno al capo, tanto che - cosa sconosciuta agli uomini - una buona parte della pianura circostante le appariva simultaneamente accrescendo la sua illusione di spazio e di libertà. Degli occhi, poi, due erano come appannati, un po' miopi di giorno, ma pure in questo Clizia vide una ragione che tendeva a darle una libertà anche maggiore: e infatti, appena scesa la sera, furono essi a entrare in azione, a illuminarle le tenebre, a renderle più facile il lavoro della tela. »
(Eugenio Montale, Clizia a Foggia, raccolto in Farfalla di Dinard)

Tutte queste doti, tuttavia, non sono riconosciute, al suo risveglio, né dall'ipnotizzatore né dal pubblico che assiste all'esperimento sulla metempsicosi. Il "salto" evolutivo" dallo stadio di ragno a quello di uomo è ritenuto non solo impossibile, ma perfino offensivo verso la "perfezione" dell'essere umano. Il ragno-Clizia è dunque una creatura imcompresa, capace di grande sensibilità e amore per la vita, ma derisa come tutti i freak alla stregua di un Frankenstein o dei fenomeni da baraccone di Tod Browning.
Oltre che in letteratura e al cinema, il ragno freak ha avuto fortuna nel mondo della musica e, in particolare, in alcuni testi di David Bowie (specie nell'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e nella canzone Glass Spider) e in Boris the Spider dei Who.
La ragnatela: ogni filo ha il suo destino
"Tessere non significa soltanto predestinare (sul piano antropologico) e riunire insieme realtà diverse (sul piano cosmologico), ma anche creare, far uscire dalla propria sostanza, come fa il ragno costruendo da sé la propria tela"; così si esprime Mircea Eliade nel suo Trattato di storia delle religioni. Nell'immagine della ragnatela, ci sarebbe dunque - presso molti popoli - una compresenza di archetipi: la creazione, il ponte, il destino.
La ragnatela assume tuttavia anche significati più pragmatici seppure sempre legati alla perfetta architettura della sua realizzazione. Tra questi si ricorda la simbologia associata alla dialettica, basata sull'idea che le parole possano intrappolare l'interlocutore come il ragno la sua preda.

Quando il ragno tesse la vita dell'uomo
Il tessere del ragno, seguendo l'interpretazione del folklore data da vari antropologi, è strettamente legato all'idea del fuso, della vita che viene filata dalla nascita alla morte.
Nella mitologia norrena, la ragnatela è associata a Holda e alle Norne (grossomodo le equivalenti delle Parche greche). Presso diversi popoli, inoltre, la Luna è spesso raffigurata come un enorme ragno; essa, infatti,
« per il semplice fatto di essere padrona di tutte le cose viventi e guida sicura dei morti, ha tessuto tutti i destini. »
(Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni)

Ciò avviene, ad esempio, in alcune rappresentazioni della dea lunare Yxchel, venerata dai Maya nello Yucatán. Spesso ritratta accanto a un telaio, si associa infatti al ragno che tesse la tela sotto il nome di Yxcanleom [8].
Anche in medicina, la metafora del ragno che tesse la tela è stata utilizzata per simboleggiare la vita, nello specifico la complessità del corpo umano. Ippocrate, nel De natura ossium ("sulla natura delle ossa", in greco Περί ὀστέων φύσιος) usa l'espressione "ha tessuto la ragnatela" ("ἠραχνίωκε") per dire "ha formato una rete di vene". Una metafora assai simile - "ἀραχνοειδής" ("simile a ragnatela") - ricorre varie volte negli scritti di un altro medico greco, Galeno, il quale la usa in contesti diversi: riguardo ai nervi, alla retina, all'urina (così anche nelle Coacae praenotiones - "Predizioni di Cos", in greco Κωακαί προγνώσεις - di Ippocrate che, per la precisione, utilizza un termine affine, "ἀραχνιώδης", col significato di "pieno di filamenti"), nuovamente alle vene, ecc.
Un qualche fondamento scientifico ha, infine, l'antico uso popolare di fasciare le ferite con le ragnatele per evitare infezioni. La tela del ragno, infatti, possiede proprietà antibatteriche.
Il ragno e la ragnatela nei proverbi e nei modi di dire
Fin dall'antichità, è nota la metafora della ragnatela per evocare un luogo (anche figurato) abbandonato da tempo, in disuso, dimenticato. Nella letteratura latina, ad esempio, Apuleio descrive iperbolicamente la bocca del protagonista Lucio con le parole "fauces diutina fame saucias et araneantes" ("fauci afflitte e piene di ragnatele per la lunga fame", Le metamorfosi IV 22).
Il ragno e la ragnatela nei miti e nelle religioni
Il ragno ha anche un ruolo di un certo rilievo nella religione islamica, per almeno due motivi:
• innanzitutto, esso dà il nome alla ventinovesima Sura del Corano (cankabût "il ragno"). In essa, è la tela del ragno che viene menzionata, per paragonare alla sua fragilità la consistenza degli alleati che i miscredenti potrebbero avere se chiedessero aiuto ad altri che a Dio:
« E s'assomigliano quelli che si scelsero alleati altri che Dio, al ragno che si sceglie una casa, ma la più tenue delle case è la casa del ragno, se essi sapessero! »
(Corano 29.41, trad. di Bausani)

• inoltre, una diffusa tradizione vuole che quando Maometto, in fuga dalla Mecca, si nascose, insieme ad Abū Bakr, in una caverna, un ragno abbia costruito miracolosamente la sua tela in pochi istanti all'imboccatura della cavità, cosicché gli inseguitori credettero che da lì non fosse passato nessuno e rivolsero altrove le proprie ricerche.
Ragni d'autore
Nell'arte

• Il ragno è uno degli animali raffigurati nelle linee di Nazca. Lungo circa 45m, fu realizzato - come gli altri geoglifi dell'area - rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto, creando in tal modo un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. Secondo l'astronoma Phyllis Pitluga, ricercatrice all'Alder Planetarium di Chicago, rappresenterebbe la costellazione di Orione. È ipotizzabile che avesse una funzione magico-religiosa e, nelle credenze della civiltà Nazca, dovesse servire da segnale visibile dall'alto al leggendario eroe-maestro Viracocha quando fosse tornato atterrando dal cielo.
• Nel dipinto allegorico La Dialettica di Paolo Veronese (1575-1577), la personificazione femminile di quest'arte tiene fra le mani alzate una ragnatela che fissa con lo sguardo. Il gesto simboleggia le parole con cui chi è esperto di dialettica è in grado di avviluppare l'interlocutore.
• Due ragni compaiono, insieme ai serpenti, una salamandra e uno scorpione, nel dipinto La Medusa di Rubens (1618, in basso a sinistra).
• La scultrice Louise Bourgeois, specializzata anche in restauro e tessitura di arazzi, ritrae spesso dei ragni con al centro un volto di donna. Tale soggetto si ricollega ai culti della donna-ragno, dea creatrice nativo-americana. Particolarmente nota è la scultura in bronzo Maman ("Mamma", ispirata a una filastrocca) raffigurante un ragno femmina di circa 9 metri dalle lunghe zampe che, sotto il ventre, ha una sacca di marmo bianco con 26 uova. Per l'artista, tale animale è una figura ambivalente perché, suggerisce la critica:
« si intrappola negli angoli ma a sua volta è una trappola per gli altri, e in questa seconda funzione l'associa a sua madre, nell'ambigua ironica rappresentazione della famiglia e della sua infanzia, sorta di romance freudiano. In Maman si ritrova la traccia persistente [...] di una maternità possente e inquietante, ma anche il simbolo di un femminile che unisce umano e bestiale, bellezza e mostruosità, mitologia delle origini e visioni di un cammino futuro »

(Lidia Curti, La voce dell'altra. Scritture ibride tra femminismo e postcoloniale, Meltemi Editore, 2006, pag. 36)
Al cinema e nella televisione
Elenco dei ragni cinematografici e televisivi
anni cinquanta
• 1955 - Tarantola di Jack Arnold
• 1957
o La vendetta del ragno nero
o Radiazioni BX: distruzione uomo di Jack Arnold (un ragno appare gigantesco perché il protagonista stesso viene miniaturizzato ed è costretto a difendersi)
• 1958
o L'esperimento del dottor K di Kurt Neumann (nell'agghiacciante scena conclusiva un ragno tenta di divorare il minuscolo uomo-mosca impigliato nella rete)
anni sessanta
• 1960 - Come in uno specchio di Ingmar Bergman (Dio appare come un ragno alla protagonista Karin)
• 1964 - Spider Baby
anni settanta
• 1971
o L'altro corpo di Anny di Peter Sykes (uno scienziato nazista cerca di sviluppare un gas nervino dal veleno di un aracnide, con l'aiuto di una donna che è in realtà una dea ragno)
o La tarantola dal ventre nero
• 1975 e seguenti - L'ape Maia, serie di cartoni animati (il ragno femmina Tecla)
• 1977 - Kingdom of the Spiders di John "Bud" Cardos con William Shatner
anni ottanta
• 1983 - Krull di Peter Yates (il ragno gigante di cristallo)
• 1984 - L'avventura degli Ewoks di John Korty
• 1985 - Il bacio della donna ragno di Hector Babenco, dall'omonimo romanzo di Manuel Puig (il titolo del film cita la pellicola esotica inventata dal protagonista Luis Molina)
• 1987 - Episodio "L'ascensore" ("The Elevator", n. 39) della prima stagione della nuova serie (1985-1989) di Ai confini della realtà (un ragno, nutritosi dell'alimento perfetto e divenuto gigantesco, compare nel finale all'interno dell'ascensore e divora i due protagonisti)
anni novanta
• 1990
o Aracnofobia di Frank Marshall
o Mamma, ho perso l'aereo di Chris Columbus (la tarantola del fratello di Kevin, protagonista di alcune gag del film)
• 1995
o Jumanji (ragni di dimensioni maggiori del normale, evocati dal gioco a dadi)
o Toy Story - Il mondo dei giocattoli di John Lasseter (il giocattolo ibrido e mostruoso nato da un esperimento di Sid, con la testa di bambolotto e il corpo di ragno meccanico)
• 1996 - Microcosmos - Il popolo dell'erba di Claude Nuridsany e Marie Pérennou
• 1997
o Mari-Cookie and the Killer Tarantula di Jesús Franco
o Starship Troopers - Fanteria dello spazio di Paul Verhoeven, da un romanzo di Heinlein (gli aracnidi sono in lotta col genere umano e dirottano una meteorite contro Buenos Aires)
• 1998
o "Tempests", episodio 03x09 della serie televisiva Oltre i limiti (ragni alieni giganti che usano un veleno allucinogeno per nutrirsi delle vittime, umani compresi, ancora in vita)
o Big Fish - Le storie di una vita incredibile di Tim Burton (il protagonista Ed Bloom, facendosi strada tra la fitta vegetazione d'un sentiero abbandonato che porta alla città di Spectre, attraversa - distruggendole - delle grandi ragnatele; dopodiché si libera degli enormi ragni che gli sono finiti sul petto e sulle spalle, simili alle vedove nere di Indiana Jones delle quali - come l'intera sequenza - sono una citazione-omaggio)
• 1999 - Wild Wild West di Barry Sonnenfeld (una delle macchine da guerra del diabolico scienziato pazzo Arliss Loveless ha la forma di un gigantesco ragno, verosimilmente una tarantola)
Dal 2000
• 2000 - Spiders di Gary Jones
• 2001
o Angel (in un episodio della terza serie viene usato da Lilah Morgan un ragno magico come password per accedere agli archivi elettronici dello studio legale Wolfram & Hart)
o Il predatore - Arachnid di Jack Sholder (ragni giganti sulla Terra con un'astronave)
o La vendetta del ragno nero di Scott Ziehl
• 2002
o Arac Attack - Mostri a otto zampe
o Harry Potter e la camera dei segreti di Chris Columbus (Aragog, ragno gigante amico di Hagrid e con molti figli da sfamare)
o Minority Report di Steven Spielberg, dall'omonimo racconto breve di Philip K. Dick (i ragni elettronici in grado di percepire il minimo movimento umano e la più piccola fonte di calore)
o Spider di David Cronenberg (dove "Spider" è il soprannome del protagonista, interpretato in modo "ragnesco" da Ralph Fiennes)
o Spider-Man di Sam Raimi
• 2003
o Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re di Peter Jackson (Shelob, ragno gigante e antropofago)
o Webs di David Wu (un macchinario apre il portale per un mondo popolato da uomini-ragno e ragni giganteschi)
• 2005 - La sposa cadavere di Tim Burton (la vedova nera, amica della protagonista, che consiglia e consola anche duettando con un verme)
Nei fumetti

• Il ragno più noto dei fumetti è senza dubbio quello radioattivo che, mordendo Peter Parker, trasforma il giovane nel supereroe Uomo Ragno nei fumetti e nelle strisce Marvel Comics. Nel film tratto dalle molteplici serie a fumetti, la radioattività del ragno è stata sostituita con una (forse considerata più moderna) serie di esperimenti genetici compiuti sul ragno stesso.
• Un rovesciamento parodistico della vicenda dell'Uomo Ragno si trova nei fumetti di Rat-man, nel personaggio del Ragno. Questo personaggio rappresenta anche una parodia di alcune scelte editoriali, che si basano sull'impulso a collezionare, con riferimento alla presunta spietatezza dei ragni nel nutrirsi.
• Donna Ragno (Spider-Woman) è il nome di quattro personaggi nell'universo Marvel.
• Altro personaggio dei fumetti Marvel legato agli aracnidi è la Vedova Nera, di cui hanno vestito i panni Natasha Romanova e Yelena Belova.
• In Devilman, il Demone dei Ragni controlla la psiche degli esseri umani attraverso enormi ragni simili a tarantole che si annidano sulla testa, collegandosi al cervello delle loro vittime, impartendo loro ordini.
Il ragno è il simbolo di Naraku, antagonista principale del manga "Inuyasha" di Rumiko Takahashi. Tale simbolo deriva dal nome dell'umano che è alla base dell'agglomerato di demoni che è Naraku: infatti Onigumo significa letteralmente "demone-ragno".
In letteratura
In letteratura, il ragno compare spesso come creatura orrorifica, con lo scopo di inquietare o spaventare il lettore. Per tale motivo, nella maggior parte dei casi, lo si ritrova nei romanzi e nei racconti horror, fantasy e fantacientifici, oltre che nelle fiabe, nelle favole e in poesia; qui (sebbene non sempre) il ragno è un antagonista, ovvero il nemico o comunque la controparte del protagonista. Vi sono però delle eccezioni, comprese delle storie in cui il ragno stesso è protagonista, anche positivo.
Elenco dei ragni letterari

• 1873-1875 - The Complete Poems di Emily Dickinson, in cui il ragno compare come un artista incompreso, un "negletto Figlio del Genio" ("neglected Son of Genius") preso "per mano" dalla poetessa nel componimento 1275.
• 1934 - Le sette fatiche (The Seven Geases) di Clark Ashton Smith, racconto pubblicato nella rivista di fantascienza «Weird Tales» (tradotto in italiano in «Hyperborea» per la Fanucci nel 1989). Il protagonista, come seconda prova o fatica, deve inoltrarsi come dono sacrificale nella grotta del dio-ragno Atlach Nacha, dotato di parola, che gli appare come "una sagoma scura, simile a un uomo accucciato, ma munita di numerose zampe di ragno". Quest'ultimo accetta il dono di buon grado, ma libera l'eroe dopo averlo ghermito perché non intende perdere il proprio tempo cercando di estrarlo dai "curiosi frammenti di metallo" che costituiscono la sua armatura.
• 1947 - Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino. Un ragazzino di nome Pin giunge in un posto dove i ragni fanno i loro nidi e, contagiato dalla crudeltà degli uomini, finisce con l'infilzare gli animali.
• 1955 - Il pianeta dimenticato di Murray Leinster. Racconto di fantascienza, pubblicato su Urania, in cui un gruppo di uomini deve affrontare ragni, coleotteri e farfalle di dimensioni gigantesche, dopo essere atterrato su un altro pianeta.
• 1979 - La storia infinita di Michael Ende. Il ragno è una delle sembianze che assume la proteiforme Ygramul, dotata anche di un'immensa ragnatela per catturare le sue prede.
• 1980 - Conan e il dio-ragno (Conan and the Spider-God) di Lyon Sprague de Camp. Romanzo fantasy in cui Conan, il personaggio creato da Robert Ervin Howard, affronta ed uccide una divinità dall'aspetto di ragno chiamata Zath.
• 1999 - Ho bevuto e visto il ragno. Cento pezzi facili è il titolo di una raccolta di poesie di Vittorio Sermonti.
• 2004 - Il veleno del ragno (Maléfices) di Maxime Chattam. Gli abitanti di una tranquilla cittadina sono vittime di misteriosi morsi di ragno.
• Nell'opera di J.R.R. Tolkien:
o Ungoliant (nel Silmarillion)
o Shelob (nel Signore degli Anelli)
• Nel mondo di Harry Potter:
o Aragog
• In La soffitta (Les combles) di Luis Mizón, il poeta cileno dedica alcuni versi al ragno, dandone un'immagine al contempo fragile e insidiosa: "nella candela del mio indice / fattosi autodafé / un piccolo ragno amoroso / brucia come una stella / caduta in un bicchiere / d'acquavite", "il ragno velenoso / freme nell'angolo / è celebre / è tenero / ma i suoi baci sono pericolosi".
• In Tre millimetri al giorno di Richard Matheson il ragno è il costante nemico del protagonista, ormai lillipuziano, che vive in uno scantinato.
Nella musica
• Le danze popolari della pizzica e della tarantella nascono come esorcismo per le donne tarantate, contaminate dalle punture di tarantola.
• 1966 - Boris the Spider dei Who, dall'album A Quick One. Il protagonista si sente simile a un ragno nel suo appartamento, incompreso come lui (vedi #Il ragno freak).
• 1972 - Spider Woman degli Uriah Heep, dall'album The Magician's Birthday. Nel brano, il ragno è la metafora di un atteggiamento possessivo nei rapporti amorosi (mi incatenò così strettamente nella sua tela, quella notte persi la libertà).
• 1975 - Rancio E Mosca della Nuova Compagnia di Canto Popolare, dall'album Tarantella Cca nun và bbona. Il ragno (lu rancio) esce dalla ranceria pe' se mangià la mosca malandrina, dando il via a una serie crescente di inseguimenti a scopo alimentare (da ultimo Esce il lione dalla lioneria, pe' se mangià la tigre malandrina), che terminano tutti con il ritornello fuje madama ca mammeta sosca / sempe lu rancio va appriesso alla mosca.
• 1976 - Il ragno dei Banco del Mutuo Soccorso, dall'album Come in un'ultima cena. Il ragno parla in prima persona, affermando che tutti cadono nella tela, sedotti dalla sua abilità nel tessere; lui non perde mai il filo e, come Arianna o una sirena, invita a seguirlo nel "labirinto senza uscite" dove si trova il nostro "spazio ricamato".
• 1981 - Se ti tagliassero a pezzetti di Faber dall'album Fabrizio De André. I ragni sono creature magiche in grado di operare chirurgicamente in condizioni impossibili, come abili tessitori: "Se ti tagliassero a pezzetti, il vento li raccoglierebbe, il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso, e il polline di Dio, di Dio il sorriso" (vedi #Il ragno magico e taumaturgico).
• 1987 - Glass Spider di David Bowie, dall'album Never Let Me Down. Leggenda in cui una nidiata di ragni va invano alla ricerca della propria madre, un enorme ragno che sembra di vetro (vedi #Il ragno freak).
• 1989 - Lullaby dei Cure, dall'album Disintegration. Un uomo-ragno, eternamente affamato, è la fobia del protagonista, nascosto nel letto della sua stanza, che alla fine viene divorato.
• 1999 - Spiders dei System of a Down, dall'album System of a Down. Il chip per computer V-chip, che blocca i contenuti violenti, viene descritto come piccolo, nero e dotato di molte zampe, e paragonato quindi ad un ragno. La metafora serve, probabilmente, per denunciare il controllo capillare dei governi sulla vita quotidiana; in questa chiave, l'espressione "the spiders all in tune" significherebbe "i chip funzionano a dovere" o "i chip sono perfettamente operativi".
• 2003 - I Cold intitolano Year of the Spider un loro album su cui campeggia, per l'appunto, un ragno nero. Una figura simile compare anche nel singolo Stupid Girl e, più piccola e bianca in un cerchio rosso (in alto a destra), in 13 Ways to Bleed on Stage.
• 2005
o Black Widow dei Gazpacho, dall'album Firebird. Una donna, paragonata alla figura topica della vedova nera, uccide uno dopo l'altro tutti i suoi ricchi mariti.
o Whitey Kirst, Max Noce e "Philty Animal" Taylor fondano il gruppo rock/blues The Web of Spider che pubblica, nel 2007, l'omonimo album.
Nei videogiochi e nei giochi di ruolo
• Gohma - Gigantesco parassita nella saga di The Legend of Zelda, con un solo occhio e una forma che varia da quella di un aracnide a quella di un insetto, presente in diversi episodi della serie in cui ricopre sempre il ruolo di boss finale di un dungeon.
• Lolth (o Lloth) - Divinità fittizia intermedia del pantheon drow, appartenente al gioco di ruolo fantasy Dungeons & Dragons (ambientazioni Forgotten Realms e Greyhawk).
• Porky - Ragno mecha controllato da Porky in EarthBound.
Note
1. ^ Anthony S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende, Newton, 2001.
2. ^ Jack Tresidder, The Complete Dictionary of Symbols, Chronicle Books, 2005.
3. ^ Anthony S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende, Newton, 2001.
4. ^ Cse Wise, David H. Wise, Spiders in Ecological Webs, Cambridge University Press, 1995.
5. ^ Transactions of the Connecticut Academy of Arts and Sciences, Connecticut Academy of Arts and Sciences, Yale University, 1866, pag. 70 (digitalizzato nel 2006).
6. ^ "Atti dell'XI Congresso medico internazionale Roma, 29 marzo-5 aprile 1894", Roma, Ripamonti e Colombo, 1894: "Le donne lattanti eviteranno con sicurezza ogni pericolo di morte pei loro bambini prendendo, anziché chinino, della tela di ragno per liberarsi dalle febbri di malaria".
7. ^ Louis Herbert Gray, John Arnott MacCulloch, George Foot Moore, Alice Werner, The Mythology of All Races, Marshall Jones Company, 1925, pag. 326.
8. ^ Hans Bierdemann, Knaurs Lexicon der Symbole, München, Droemersche Verlagsanstalt Th. Knaur Nachf., 1989, "Spindel" (trad. it., Enciclopedia dei simboli, "Fuso").
Voci correlate
• Uomo-ragno (folklore)









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Ultima modifica di Admin il Ven 10 Dic 2010 - 17:36, modificato 4 volte
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mar 6 Apr 2010 - 13:34

Admin ha scritto:

Ciao Tila!

Fammi un esempio pratico così capisco meglio.
Aggiungo anche questo materiale intanto!

Ciao Admin,
pensavo a qualcosa tipo le leggende dei nativi americani (tipo la donna bisonte bianco), oppure ad esempio leggende irlandesi e tedesche sul mito delle streghe (ho qualche libro di quest'ultimi argomenti) ...oppure fiabe popolari che riguardano comunque ciò che è mistico. Come pure i miti cinesi

Intendevo un po' cose del genere...si potrebbero mettere anche nell'area della biblioteca in una sezione a parte.
cheers


Ultima modifica di Tila il Mar 5 Lug 2011 - 17:10, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mer 14 Apr 2010 - 11:47




Le specie di ragni descritte sono circa 40.000 e tutte sono rigorosamente predatrici. O meglio, tutte meno una. Un gruppo di ricercatori dellaVillanova University e dellaBrandeis University ha infatti scoperto che un ragno saltatore delle regioni tropicali del Sud America e del Messico meridionale dal suggestivo nome, Bagheera kiplingi, ha una dieta quasi esclusivamente vegetariana.

Come viene descritto in un articolo a firma Christopher J. Meehan, Eric J. Olson e collaboratori su “Current Biology”, l'alimento prediletto di B. kiplingi sono i corpi del Belt, piccole strutture presenti all'apice delle foglioline di Acacia cornigera e di specie affini, che sono ricche di proteine, grassi e vitamine. Per questo i corpi del Belt sono molto appetiti anche da alcune specie di formiche che vivono nelle spine cave caratteristiche della quella pianta, e in cmbio la difendono dai parassiti: ben noto, il mutualismo fra queste formiche e l'acacia è uno degli esempi di coevoluzione più studiati.

Di fatto, B. kiplingi è l'unico ragno che consumi pressoché esclusivamente alimenti vegetali solidi. Solo occasionalmente preda piccoli invertebrati, e quasi unicamente larve delle formiche che difendono la pianta, ma tutte le osservazioni e le analisi dei tessuti confermano che questi aracnidi hanno una dieta essenzialmente vegetariana.

Finora si sapeva che alcuni ragni, soprattutto fra quelli che non tessono la tela, consumavano occasionalmente nettare e polline, ma solo come rara integrazione di una dieta quasi completamente carnivora.

Ma non è tutto: "Si pensa che i ragni semplicemente non siano in grado mangiare cibo solido”, spiega Meehan. Essi infatti digeriscono le loro prede esternamente e tutto ciò che ha un diametro superiore al micrometro viene filtrato a livello di faringe del ragno che estrae i succhi vitali. I corpi del Belt sono però formati all'80 per cento da fibre strutturali di dimensioni piuttosto grandi per gli standard dei ragni. "I ragni dell'acacia consumano completamente questi 'vegetali', spesso in meno di cinque minuti."

Il ragno peraltro è estraneo alla relazione di mutualismo che lega la pianta e le formiche, dato che non si interessa di proteggerla da altri parassiti e per quanto riguarda i suoi rapporti con le formiche, "i ragni saltatori possiedono in genere capacità sensoriali spiccatissime e una grande agilità, e Bagheera non fa eccezione. I singoli ragni utilizzano diverse strategie flessibili a seconda della situazione per sfuggire alle formiche."

Inoltre, nelle parti meno "interessanti" della pianta il ragno costruisce la propria tela per difendere sé e le proprie uova da possibili spedizioni punitive delle formiche. Ma fa di più: i giovani della specie somigliano molto alle formiche e si muovono imitandole, e questa è una delle ragioni per cui, nonostante i molti studi sulle acacie, le caratteristiche di B. kiplingi erano finora passate inosservate. Secondo Meehan questi ragni potrebbero essere anche in grado di produrre le sostanze chimiche volatili che caratterizzano le formiche, un problema che si ripromette di affrontare nel prossimo studio.


http://universum-ita.blogspot.com/2009/10/bagheera-il-ragno-vegetariano.html
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Lun 7 Giu 2010 - 15:26

FONTE: http://wolfs_moon.tripod.com/SpiderTotem.html

Creativity

Many Native American tribes have Creation stories that include Grandmother Spider as the Creator who spun the ~Web of Physical Life.~ It is upon the glistening strands of this Web that all life is interconnected, with each creature being (two-legged, four legged, winged or creepy-crawly), Standing Person (tree), Stone Person, and all other forms of life, a vital and integral strand in this most beautiful and sacred Web.
To watch the Spider weave her web is to behold a beautiful artisan crafting a masterpiece of art. The intricate yet interwoven strands are paradoxically complex yet simple, bespeaking of an innate understanding that each Individual fiber is crucial to the balance and completion of the Whole.
What is more stunning than to walk upon a Web unexpectedly as it glistens in the center of a primordial forest, or to see the threads of the same web after a spring shower, tiny raindrops of water caught in the web and glittering as though thousands of tiny diamonds have been left behind, scattered carelessly by the sun. Such creativity is breathtaking to behold, a testament in miniature to the Creativity of the Great Spirit and the loving guidance of the Earth Mother.
?***For the two-legged beside whom Spider crawls, there will exist a depth of creativity that may manifest in any of a myriad of ways. Perhaps the talent is in writing prose that conveys depth of feeling and spirituality, or it may be the human counterpart is particularly skilled at creating beautiful and intricate jewelry that will often have an etheric quality to them, much like glimmering strands of a spider’s web.
Whatever channel this creativity flows through, it is a quality and gift that must be expressed and allowed the freedom to flow. If creativity is not acknowledged in the Spider individual, then a very necessary and integral part of their Life’s Purpose is being denied.
Such creativity is divinely inspired and a Gift that is given by the Great Mystery. The paradox in thisfor the Spider individual may be that they will deny an awareness of their own creativity for many years in deference to other areas of their lives which seem to call for attention. Often, the area that distracts the Spider soul most often is that of relationships as much like Grandmother Spider was forever aware of her Children, so the two-legged with this creature being as a Totem will tend to focus much of their attention on loved ones rather than nurturing and fulfilling their own needs. Yet if the Spider Soul does not give license to this creative spark, it will feel as though their life’s blood is slowly ebbing away or they are being "drained" of energy.
For the parent who has a young spider, all effort must be taken to encourage the child to develop their own individuality. Whatever form the Spider exhibits their proclivity for creative genius, that creativity ought to be enthusiastically encouraged, for this will be teaching the sensitive soul the importance of self-love and self-nurturing, while simultaneously gifting the World with the remarkable beauty these souls have come onto the Wheel to share.
As an adult, it is important that Spider Soul indulge in creativity. If the Spider is one of your Primary Totems (Power, Theme or Mission), and you are not currently aware or recognizing of the fact that you possess creative talent, it is crucial to discover the buried talent and give it wings with which to fly. In so doing, the Soul is in greater alignment to the Purpose and Beauty of the individual Life Path.***



Communication

Another area in which Spider has been recognized as being a Creative Force, is in communication of all forms. The Senneca People believe that Spider created the first alphabet of the Two-Leggeds so that we could leave a written history of our travel, lessons learned and progress made on this walk around the Wheel of Life. Following is a recounting of the story behind the creation of that alphabet.
“Spider wove the web that brought humans
the first picture of the alphabet.
The letters were part of the angles of her web.
Deer asked Spider what she was weaving
and why all the lines looked like symbols.
Spider replied, "Why Deer, it is time for Earth’s children
to learn to make records of their progress in their Earthwalk."
Deer answered Spider, "But they already have pictures
that show through symbols the stories of their experiences."
"Yes" Spider said, "But Earth’s children are growing more complex,
and their future generations will need to know more.
The ones to come won’t remember how
to read the petroglyphs."
***When Spider is present as a Primary Totem, she will bring with her a gift of communication. Most often, this skill is conveyed via the written word, rather than orally delivered, as Spider Souls can be quite shy, though they are capable of weaving beautiful words in the form of poetry or fiction (think of a Spider spinning its web), that can leave the reader spellbound and enraptured.
If this talent is not obviously present, it has likely been repressed during early childhood. If this is the case, concentrated effort will need to be taken in resurrecting this suppressed talent, as part of what any Spider Soul is here to do, is to convey profound insight and wisdom via the written word. Again, this can be paradoxical, as often times the one beside whom Spider walks will be rather oblivious as to the true power of his/her words and ability to elicit strong emotions.
Parents and loved ones of Spider Souls should take great pains to encourage their child, spouse, or loved one, to explore writing. As sensual beings, the Spider individual will enjoy being given a special journal or book with textured paper, or a special pen with which they can jot down their thoughts, dreams, poetry and vivid plot scenarios.
Dreams are also an important area of the Spider's life and they should pay special attention to their dreams. The Dreamweaver is a spider, and often it is through the slumbering hours and astral voyages that the Spider Soul will receive
his/her greatest messages and insights. Keeping a special dream journal beside the bed to quickly scribble details of especially vivid dreams prior to having them fade in the morning light, is supremely beneficial to both the spirit and creative spark of the one beside whom Spider crawls. If not a journal kept beside the bed,
then a tape recorder in which the dream can be quickly related as a recording, to be transcribed via handwritten or typed format later.***



Illusion

As the ~Master Weaver,~ Spider spins a web of stunning intricacy and profound beauty. Such artistry is at the very core of many myths and legends that wind their way across every time and throughout nearly every culture, much like the glimmering strands of Spider’s Web.
In Native American tradition, the Dream Catcher is a representation of Spider’s Web. Upon the arrival of a new infant, a Dream Catcher is placed above the sleeping child, the threads of which are formed from sinew and fashioned in a beautiful flowering that can contain anywhere from five to ten individual “petals” with a small hole at its center. It is believed that the intricate pattern of the strands, attract bad dreams and energies to fall upon them. Once the negative dreams are upon the “web,” they struggle to break free and only further entangle themselves where they will be held until morning when the Sun’s rays will dissolve them. Good dreams and energy meanwhile, are allowed to slip through the center where they will travel along the beads and feathers to fall gently upon the slumbering baby below.
***The two-legged beside whom Spider journeys, will possess a certain illusive and mysterious quality that is almost magical in its glamor. Indeed, Illusion in all its forms will be a key theme in the life of the Spider Soul.
Often, some of the most dazzling magicians share the Earthwalk with Spider as a Primary Totem with Spider assisting them in weaving a magic spell that enraptures a willing audience. Likewise, Spider is frequently evident as a Totem in the lives of actors and actresses, poets, basket and blanket weavers and artists of many kinds whose glamor is part illusion, part reality.
When operating from its Lower Vibration, the two-legged is caught in the strands of the personality center wherein unresolved issues that have not been acknowledged and addressed will manifest in a variety of ways. For some Spider individuals operating from this tangled center, lies, omissions and untruths will be spoken and woven with a complexity that is stunning to behold. Not only are these Spider types able to spin lies and half-truths, but they do so in such a skillful manner that others believe them. Only once this tendency to weave tall tales is acknowledged in blatant self-honesty and addressed, may the Higher Vibrations be given life and the Spider individual steps free of the deceitful past into a new light of Conscious Awareness.
Yet for those Spider Souls operating from the higher vibration, the result is watching a master artisan at work. These are the sensitive and nurturing souls that create a beautiful expression and vision that entices Others to reach for the best within themselves. In this way, Spider and Two-legged merge in a mission of bringing beauty and enlightenment to the All.***
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Mer 10 Nov 2010 - 10:32

FONTE: http://www.whats-your-sign.com/spider-symbol-meaning.html

Spider Symbolism

The Spider is an ancient symbol of mystery, power and growth.

We take our first lesson from the ancient symbol of the Spider by contemplating its web.

Just as the Spider weaves a web, so too must we weave our own lives. The Spider symbol meaning here serves as a reminder that our choices construct our lives. When the Spider appears to us, it is a message to be mindful of the choices we are making - and ask ourselves:

* How are my choices affecting my life?
* How can my choices improve my life?
* How are my choices affecting others in my life?

Not only do Spiders and their webs draw attention to our life choices, they also give us an overview of how we can manipulate our thinking in order to construct the life we wish to live.

Spiders do this by calling our awareness to the amazing construction of their webs. Fully functional, practical, and ingenious in design - Spider webs serve as homes, food storage, egg incubators - seemingly limitless in their functionality.

When we consider this ingenious diversity, we can also consider the web-like construct of our own lives. How are we designing the most effective life?

When we see our decisions, choices and actions as far-reaching, effective tools in life - we can see how we weave a web that can either serve us or enslave us. The Spider symbol meaning beckons us to be mindful of our behaviors - be smart about the life we weave for ourselves.

We can derive more Spider symbol meaning when we consider certain subtle characteristics that represent ancient symbols of infinity.

The infinity symbol meanings occur when we consider most Spiders have eight eyes and all have eight legs. The number eight is also a symbol of infinity or lemniscate (an eight turned on its side). Also, the vibrational frequency indicates the meaning of number eight involves cycles, passage of time, and evolution.

Further Spider symbol meaning:

* Cunning
* Progressive
* Female
* Cyclical
* Rebirth
* Death
* Crafty
* Resourceful
* Creation
* Protection
* Fate

In Native American symbolism, the Spider is a symbol of protection against torrential storms. In yet other Native American lore accounts, the Spider (personified as the Grandmother) was the teacher and protector of esoteric wisdom.

The meaning of Spider in India is associated with Maya. The term Maya comes from the Sanskrit root “Ma” which means no form or limit. The term Maya describes the illusory nature of appearances. The Spider’s association with Maya brings about the understanding that not all things are as they appear to be.

The Spider symbol meaning in Egypt, is akin to Neith, a complex deity usually depicted with arrows as she is associated with hunting. Along with hunting, she is also associated with the creation, specifically the process of recreation in the dawning and dusking of each day. Neith is also a weaver, and is often shown with a shuttle in her hand (a tool used for weaving). It is this activity that gains her association with the Spider.

And of course, no conversation about the meaning of spiders is complete without discussing the Greek myth of Arachne, a mortal (although of noble stature) who was a spectacular weaver. Acclaim for her luscious lively looms spread over hill and dale and ultimately reached the immortal ears of Athena. Arachne claimed she was the best weaver, and thus prompted a challenge from Athena.

And so, they played a round of “dueling looms,” but no one could confirm the victor. However, Arachne was quite smug about the whole process. So much so, that Athena smote her with a mighty blow of conscience and a dose of guilt. Arachne took the dosage hard, and could not live with the intense feelings of guilt and sorrow so she killed herself. Athena felt awful over the whole mess and decided to resurrect Arachne in the form of a spider so that she and all her offspring would forever be the best weavers of the universe.

One final note, if you've visited my website often, you know I'm a big proponent of individual interpretation. Symbol meanings are very personal and profound. I merely provide a foundation of symbol meanings; utlimately, only YOU can determine what the meaning of Spider is to you.

I hope you have enjoyed these observations and ancient symbol meanings of the Spider.

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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Dom 14 Nov 2010 - 8:47

Grazie ad Admin e alla sua ricerca della mitologia giapponese, che troverete in questo link e più precisamente nell'articolo dedicato a quei spiriti chiamati Yōkai che troverete in questo link, oggi vi parlo degli Tsuchigumo creature leggendarie della mitologia giapponese... buona lettura!


Lo tsuchigumo, di Tsukioka Yoshitoshi, datato ottobre 1892.
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Yoshitoshi_The_Ground_Spider.jpg

Admin ti confermo quello che ti dicevo di questa immagine qualche giorno fa, sarà un demone o una creatura gigantesca e mostruosa ma con quei occhioni sembra un puccio! Very Happy Eh eh la mia malattia pucciosa è gravissima e incurabile lo so Embarassed Sad


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Tsuchigumo

Tsuchigumo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli tsuchigumo (土蜘蛛, tsuchigumo? "ragni di terra") sono creature leggendarie (yōkai) della mitologia giapponese, descritti come ragni intelligenti e dalle dimensioni enormi.
Indice
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* 1 Origini
* 2 Mito
* 3 Note
* 4 Altri progetti

Origini [modifica]

Sembra che gli tsuchigumo mitologici siano basati su un'antica popolazione dalle abitudini cavernicole che abitò in passato alcune regioni montuose del Giappone; dal punto di vista dei giapponesi i loro arti erano sproporzionatamente lunghi rispetto al corpo e il loro carattere violento, suggerendo l'associazione mitica con i ragni[1]. Questa interpretazione tradizionale è però contestata da alcuni studiosi[2].

Mito [modifica]

Il mito più noto che ha per protagonista uno tsuchigumo è quello associato all'eroe epico Minamoto no Yorimitsu, meglio conosciuto come Minamoto no Raikō. Del mito esistono più versioni: in alcune il demone si presenta con le sembianze di una splendida donna che seduce l'eroe, in altre come un ragazzo che entra al suo servizio, in altre come un monaco buddhista. In ogni caso, l'eroe non si accorge della vera natura della creatura, mentre la sua salute peggiora sempre più rapidamente; divenuto ormai sospettoso dell'ospite, lo attacca all'improvviso, e mentre la creatura fugge le illusioni da lei create si dissolvono, rivelando una tela di ragno intorno a Raikō, che con l'aiuto dei suoi uomini si libera e parte all'inseguimento. La scia di sangue della creatura ferita li conduce ad una grotta. Secondo alcune versioni gli uomini trovano il ragno già morto a causa del colpo infertogli da Raikō, secondo altre nella tana della creatura ha luogo un'ultima battaglia che vede l'eroe e i suoi compagni emergere vittoriosi.

L'associazione tradizionale degli tsuchigumo con una popolazione realmente esistita ha condotto alcuni a speculare che il demone del mito possa rappresentare un gruppo di banditi che l'eroe avrebbe affrontato e sconfitto[3].

Note [modifica]

1. ^ (EN) Lone wolf and cub - White heaven in hell (pdf), pp. 2. URL consultato il 4/07/2007. Analisi delle origini mitologiche della tribù Tsuchigumo citata nel manga Lone wolf & cub.
2. ^ Shiratori, Kurakichi (1993). On the "Tsuchigumo" mistakenly considered as an Aboriginal Tribe of Japan. The Japanese journal of ethnology 4 (3): 373-383. ISSN: 00215023.
3. ^ Tsuchigumo. URL consultato il 4/07/2007.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Tsuchigumo

Tsuchigumo
From Wikipedia, the free encyclopedia

The Tsuchigumo (土蜘蛛?), also called Yatsukahagi (八握脛?), were a people of ancient Japan, believed to have lived in the Japanese Alps until at least the Asuka period. The name means "ground spider", likely due to perceived physical traits that were later exaggerated or embellished.
[edit] Archaeology

Folklore attributes a race of underground dwarves called the Tsuchigumo to the Japanese Alps; later, the Ainu in Hokkaido had a legend of korpokunkur or koropok-guru, also underground dwarves, which they said they had exterminated. On the island of Shikotan, small underground dwellings were indeed discovered in the 1870s. (See "THE KOROPOK-GURU OR PIT-DWELLERS OF NORTH JAPAN".) However, little research has been done on this after the 1930s.
[edit] Folklore

A spider-limbed monster of the same name appears in some Japanese folktales, which possibly were mythical retellings of battles against these peoples. According to Japanese History, Japanese people used "Tsuchigumo" as a derogatory term for bandits and thieves, akin to the Tsuchigumo that lived in the forest, under the ground and in caves.

The most famous example is that of Minamoto no Raiko. In this story, Raiko investigates tales of a giant skull flying through the air. He and his retainers chase the skull, but it eludes them. It is during this chase that he finds a youth named Kintarō. Raiko, impressed by Kintaro's strength, initiated him as one of his retainers and continued on his venture. The search for the skull proves fruitless, and Raiko retires for the night. At the house where they stay, Raiko finds himself feeling ill, and a young servant boy brings him medicine daily, under the pretence of helping him to recover. Raiko continues to grow ill, and begins to suspect the boy of mischief. One day, he waits for the daily visit and then lashes out, striking the boy and causing him to run from the house. This breaks a powerful illusion, and Raiko finds himself covered in a spider's web. His retainers free him, and together they track down the boy by his trail of blood. They follow it into the mountains, and there find a huge spider, dead from a wound.

There are many alternate tellings of this popular story. In another famous version, instead of being a small boy, the Tsuchigumo appears as a beautiful woman leading an army of Yokai. Raiko's retainers prepare to battle the Yokai, but Raiko avoids them and strikes the woman, causing the Yokai to disappear as if an illusion. He then follows the woman to a cave in the mountains where she transforms into a great spider. After a battle, Raiko splits her open. Even after the Tsuchigumo's death, several thousand spiders the size of human infants are said to have crawled from its belly. Raiko and his retainers claim total victory only after having made sure every last one is slain. Raiko was wielding a sword named "Kumokirimaru" (蜘蛛切丸) meaning spider-killer.

Another telling shows the Tsuchigumo in a positive light. In this tale, the Tsuchigumo is captured by Raiko. He vows to save Raiko's life three times. In the end, he keeps his word. The last time he rescues Raiko he is cast into the sea. Some tales say he becomes a crab, another version tells of a rescue of the spider by another demon.




Earth Spider depiction by Utagawa Kuniyoshi
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kuniyoshi_Tsuchigumo.jpg



FONTE:
http://en.wikipedia.org/wiki/Jor%C5%8Dgumo


Jorōgumo (by Toriyama Sekien)
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:SekienJorogumo.jpg

Jorōgumo (Japanese Kanji: 絡新婦, Hiragana: じょろうぐも) is a type of Yōkai, a creature of Japanese folklore. According to stories, a Jorōgumo is a spider that can change its appearance into that of a seductive woman.

In Japanese Kanji, Jorōgumo is written as "絡新婦" (literally meaning: binding lady) or "女郎蜘蛛" (literally meaning: whore spider). Jorōgumo can also refer to some species of spiders. In casual use, it can refer to spiders of the genera Nephila and Argiope, while among Japanese-speaking entomologists, Jorōgumo is always written in katakana (as ジョロウグモ) and specifically refers to the species, Nephila clavata.
Contents
[hide]

* 1 Stories
* 2 In popular culture
* 3 References
* 4 Further reading
* 5 See also

[edit] Stories

In the Edo period, a beautiful woman enticed a man into a quiet shack and began to play a Biwa. While the man was distracted by the sound of the instrument, she bound him in spider silk threads and ate him.

According to legend, when a spider turns 400 years old, she gains magical powers. Stories of Jorōgumo can be found in Edo period books such as "Taihei-Hyakumonogatari" (太平百物語) and "Tonoigusa" (宿直草), and others. In these stories, Jorōgumo changes its appearance into a beautiful woman and asks a samurai to marry her, or takes the form of a young woman carrying a baby(which may be an eggsack)[1].

A drawing in Toriyama Sekien's"Gazu Hyakki Yakō", depicts Jorōgumo as a half-woman/half-spider surrounded by her spider children.

Jorōgumo is also known as the master of the waterfall at Jōren waterfall (浄蓮の滝), Izu, Shizuoka. The legend has it that a man was resting at the foot of the waterfall when his feet were bound with a vast number of spider threads. He cut the threads and tied them to a stump of a tree, which was pulled from the ground and drawn into the waters[1].

After this incident, villagers, afraid of the spider, stopped going to the waterfall. However, one day, a logger from out of town, unaware of the story, began cutting wood in the area. When he accidentally dropped the axe into the water, he dove into the pool to find it. A beautiful woman appeared and returned the axe, telling him never to tell anyone about her. While the logger kept the promise, he began feeling anxious about the incident. One day, while drunk, he told the secret and, finally feeling at ease, fell into deep sleep. He never woke again[2].

In a variation of the story at Joren waterfall, the logger fell in love with the woman. He began visiting the falls every day to see her, but as time passed he began to grow weaker and weaker. A monk from a neighboring temple believed that the logger had been trapped by the spider. The monk and the logger went to the waterfall together, and the monk read Buddhist Sūtra there. Spider threads appeared from the pool and attempted to wrap around the logger, but the monk shouted and they disappeared. The logger realized that the woman was a spider, but he could not forget his love. He asked a Tengu, the master of the Yōkai of the mountain, for help, but the Tengu would not permit his love. The logger, unwilling to give up, ran back to the waterfall, where he was finally caught by the threads and fell into the waters, never to surface again[3].

There are many stories throughout Japan of a stump being pulled into the water in place of the lumberjack. One such example is that of Kashikobuchi (賢淵), Sendai. Here, just after the stump was pulled into the pool, the lumberjack heard a voice say, "How clever, how clever" (賢い、賢い / Kashikoi, Kashikoi). The area came to be called Kashikobuchi, which literally means "clever abyss," after this event[1][4]. There, the Jorōgumo has been worshiped as a goddess who protects the people from drowning. A monument and a small Torii still stand at the location[4].

[edit] In popular culture

* The ero-game Atlach-Nacha is about a Jorōgumo blending into human society.

* In the Japanese animation Wicked City, a woman similar to the Jorōgumo appears in bed with Taki.

* In the card game Yu-Gi-Oh, there is a card with a picture of a large spider called "Jirai Gumo".

* In the manga xxxHOLiC, a Jorōgumo captures a Zashiki-warashi and consumes Watanuki's right eye, setting her free.

* In the manga Rosario + Vampire, Keito, one of the members of the Student Police, is a Jorōgumo.

* In the game Shin Megami Tensei: Devil Summoner 2: Raidou Kuzunoha vs. King Abaddon, Jorougumo is the first boss faced by the Devil Summoner Raidou Kuzunoha.

* In the game Ōkami, the first actual boss (the Spider Queen) is based on the Jorōgumo.

* In Ghostbusters: The Video Game, the Spider Witch is based on the Jorōgumo.

* In Digimon Adventure 02, the villain Arukenimon is based on the Jorōgumo.

* In Soul Eater, the villain Arachne was probably based on the Jorōgumo.

* In the animated movie Hellboy: Sword of Storms, the title character, Hellboy, meets a Jorōgumo who tries to kill him and steal the sword that he is carrying, which has two powerful demon brothers, Lightning and Thunder, sealed within. Like in many stories of legend, this Jorōgumo can breathe fire and tries to lure Hellboy by playing a Koto.

* In Ryujin Hachisu, three important characters, all related are either full, or only half Jorōgumo: Redigumo, Gumomaru, and Kumonari.

* In Billy & Mandy: Wrath of the Spider Queen, a classmate of Grim, Velma (the Spider Queen), is based on the Jorōgumo.

* In the game Arcane Legions, "Jorogumo" is the name of a Mythic Irregular unit for the Han Army. They are quite tough, vengeful towards human units and can poison enemies to kill them no matter how many hit points they have.

[edit] References

1. ^ a b c 村上健司 『妖怪事典』 毎日新聞社、2000年、190-191頁。
2. ^ 人文社編集部 『ものしりシリーズ 諸国怪談奇談集成 江戸諸国百物語 東日本編』 人文社、2005年、59頁。
3. ^ 宮本幸枝 『大人が楽しむ地図帳 津々浦々「お化け」生息マップ - 雪女は東京出身? 九州の河童はちょいワル? -』 技術評論社、2005年、80頁。
4. ^ a b 賢淵 (JR東日本 えきねっと 内)

[edit] Further reading

* Jorōgumo ~ 女郎蜘蛛 (じょろうぐも) ~ part of The Obakemono Project: An Online Encyclopedia of Yōkai and Bakemono
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Dom 26 Dic 2010 - 10:56

FONTE: http://www.esoterya.com/totem-ragno/2021/

Oggi analizzeremo la figura del ragno, che come il numero delle sue zampe, ci riporta al numero otto, il simbolo dell’infinito, la varietà e le tante possibilità che il mondo ci dona.

C’è da dire una cosa importante sul ragno, il numero quattro raddoppiato rappresenta i quattro venti ed i quattro punti cardinali.

Questo totem ci dice di assumerci la responsabilità di quello che di brutto o bello ci accade durante la nostra esistenza, poiché siamo noi stessi a tessere la rete del nostro destino.

Purtroppo ci sono anche delle persone che si sentono impigliate in questa rete, ma che non hanno ancora il senso della vita, quindi sono prigionieri di una realtà fittizia che cercano di cambiare.

Per tutti coloro che hanno il ragno come animale guida, dovrebbero avere una prova scritta dei progressi fatti, per poter ricordare come si è riusciti ad ottenere tali progressi. Il ragno sprona a guardare oltre, verso altre dimensioni.




FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/tarantula.htm

SPIDER -TARANTULA

Creativity and Weaver of Fate

A spider totem teaches you balance --
between past and future, physical and spirit, male and female.
She is strength and gentleness combined.
She awakens creative sensibilities
and reminds you that the past is always interwoven with the future.

Spiders are the keepers of the primordial alphabet
and can teach you how to write creatively.
Her body is shaped like the number 8 and she has 8 legs,
which is symbol of infinite possibilities of creation.
Her 8 legs represent the 4 winds of change and the 4 directions of the medicine wheel.

Spider's message is that you are an infinite being who will continue
to weave patterns of life and living throughout time.
Do not fail to see the eternal plan of creation.

Those who weave magic with the written word usually have this totem.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Lun 21 Feb 2011 - 14:01

L'immagine qui di seguito sembra non essere un falso...



FONTE: http://cdn-www.cracked.com/articleimages/dan/big_animals/spider2.jpg

e nemmeno questa



FONTE: http://cdn-www.cracked.com/articleimages/dan/big_animals/spider3.jpg

Si tratta della specie di ragno, la Nephila clavipes, che può raggiungere le dimensioni compelssive della mano di un uomo, escluse, sembra in alcuni casi, le zampe.

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Golden_silk_orb-weaver
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Lun 21 Feb 2011 - 14:31

Admin ha scritto:

Si tratta della specie di ragno, la Nephila clavipes, che può raggiungere le dimensioni compelssive della mano di un uomo, escluse, sembra in alcuni casi, le zampe.
FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Golden_silk_orb-weaver

Beh devo dire proprio un bel ragnone! Very Happy

Pare vi sia attinenza con la leggenda giapponese di Jorōgumo, vi sono riportati dei documenti proprio nei post precedenti.

E' molto interessante questo pezzo:


There were efforts to produce garments from Nephila silk. The spiders were fastened and the extruding thread coiled up until the spider was exhausted. However, this method did not prove commercially viable.[6]

A unique cloth woven from golden silk of over 1 million golden orb female spiders is on exhibit in the American Museum of Natural History.[7][8]

Fishermen on coasts of the indopacific ocean remove Nephila webs and form them into a ball, which is thrown into the water. There it unfolds and is used to catch bait fish.[6]


FONTE
: http://en.wikipedia.org/wiki/Golden_silk_orb-weaver

Avevo visto un documentario, tempo fa, proprio sulla seta prodotta dai ragni e sulle sue proprietà...come quasi tutta la natura ha dell'incredibile.

E dopo aver visto queste foto ho immaginato avere un esemplare di Nephila dentro casa... eh eh eh passerei intere giornate a togliere ragnatele Very Happy
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Lun 21 Feb 2011 - 14:40

La seta/rete dei ragni ha un valore simbolico molto particolare. Sembra spesso essere legato alla idea di trama, di creazione intesa come manifestazione. Fatto curioso però, non sempre è visto o inteso come elemento predatorio di questo animale. Nonna ragno ad esempio non è descritta in questi termini.
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Lun 21 Feb 2011 - 15:07

Admin ha scritto:
La seta/rete dei ragni ha un valore simbolico molto particolare. Sembra spesso essere legato alla idea di trama, di creazione intesa come manifestazione. Fatto curioso però, non sempre è visto o inteso come elemento predatorio di questo animale. Nonna ragno ad esempio non è descritta in questi termini.

A parte il fatto che sono una fan della natura in generale (ad eccezione, forse, solo di un paio di esemplari) ma il modo e la velocità in cui tessono la tela i ragni mi ha sempre affascinata.

Io ad esempio ammiro il loro lavoro da un punto di vista ingegneristico...sono dei veri artisti Admin, perciò forse anch'io non riesco a vederlo il lato predatorio.

Riporto altre curiosità sul ragno grazie ad un documento di wikipedia inglese che ci parla del simbolismo e delle rappresentazioni del ragno nelle diverse culture ed epoche.

Tra queste scopriremo che in Egitto era associato alla dea Neith filatrice e tessitrice del destino, come vedi Admin pare che anche nell'antico Egitto la tela del ragno aveva un significato diverso.


FONTE:
http://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_depictions_of_spiders

Cultural depictions of spiders
From Wikipedia, the free encyclopedia

Throughout history, there have been many cultural depictions of spiders in popular culture, mythology and symbolism. From Greek mythology to African folklore, the spider has been used in human culture to represent many varied things and indeed endures on into the present day with characters such as Shelob from The Lord of the Rings and Spider-Man from the eponymous comic series. The spider has symbolized patience due to its hunting technique of setting webs and waiting for prey, as well as mischief and malice for its poison and the slow death it causes, its venom often seen as a curse.[1]

Although not all spiders spin webs to hunt prey, they have been attributed by numerous cultures with the origination of basket-weaving, knotwork, weaving, spinning and net making. Webspinning also caused the association of the spider with creation myths as they seem to have the ability to excrete their own artistic worlds.[2] Spiders have been the focus of fears, stories and mythologies of various cultures for centuries.[3]

In folklore and mythology

The spider has featured in mythological fables and cultures throughout the world since ancient times and in modern mythology.

In Ancient Egypt, the spider was associated with the goddess Neith in her aspect as spinner and weaver of destiny, this link continuing later through the Babylonian Ishtar and Greek Athena.[4]

The spider has been featured in literature for many centuries. In the Vedic philosophy of India, the spider is depicted as hiding the ultimate reality with the veils of illusion.[5]


Arachne's depiction as a half-spider half-human in Dante's Inferno.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Arachne.jpg

The most notable ancient legend that explains the origin of the spider is the story of the weaving competition between the Greek goddess Athena and the sometimes princess Arachne. This fable was added much later to the Greek mythos when Ovid wrote the poem Metamorphoses between AD 2-8.[6] Arachne was the daughter of a famous Tyrian purple dyer in Hypaipa of Lydia. Due to her father's skill with cloth dying, Arachne was adept in the art of weaving. Eventually, she began to consider herself a greater weaver than the goddess Athena herself and challenged the goddess to a weaving contest to prove her skill. Athena wove the scene of her victory over Poseidon that had inspired her patronage of Athens, while Arachne wove a tapestry featuring twenty-one episodes of infidelity amongst the Gods of Olympus, which angered Athena. The goddess conceded that Arachne's weaving was flawless but she was infuriated by the mortal's pride. In a final moment of anger, Athena destroyed Arachne's tapestry and loom with her shuttle and cursed Arachne to live with extreme guilt. Out of sadness, Arachne hanged herself soon after. Taking pity on her, Athena brought her back to life as a spider (using juice of aconite) after the princess killed herself. Athena made sure that the spider retained Arachne's weaving abilities. The Greek Arachne means "spider" (αράχνη).[7][8]

The scholar Robert Graves proposed the tale may have its roots in the commercial rivalry between the Athenians and Cretan inhabitants of Miletus in Asia Minor, who flourished around 2000 BC and to whom the spider may have been an important figure as seals with spider emblems have been recovered in the city's namesake in Crete.[9]

In African folklore, the spider is personified as Anansi, the trickster god and character from later in African mythology. Alternate names include Kwaku Ananse in West Africa and anglicized as Aunt Nancy (or Sister Nancy), a variant specifically found in some of the islands of the West Indies, South America and the United States.[11] And in other cultures, such as the Native American Lakota people's culture, the spider is present as the deity Iktomi, which is occasionally depicted in its form.[4] In Native American mythology, the spider is again seen in the legend about the birth of the constellation Ursa Major. The constellation was seen as seven men transformed into stars and climbing to paradise by unrolling a spiders web.[1] The Navajo has the creation myth of Spider Grandmother. In the story, Spider Grandmother created all things through the shimmering threads that came out of her belly.[5] The Moche people of ancient Peru worshipped nature.[12] They placed emphasis on animals and often depicted spiders in their art.[10]

The Tsuchigumo (translated as "Earth spiders")[13] of Japan, were both a mythical ethnic group, believed to live in the Japanese Alps until at least the Asuka period, and a mythical, supernatural creature faced by the character Minamoto no Raiko, although the term was also loosely used for bandits and thieves. The Tsuchigumo were said to live in caverns beneath the mountains and the Tsuchigumo in the Minamoto no Raiko legend were able to take the visage of a boy or a woman depending on the version of the story. Minamoto is said to have been lured to a house whilst on a search for a mythical, giant skull and was placed under an illusion by a Tsuchigumo in the guise of a young boy. However, Minamoto breaks this illusion by striking out at the boy with his sword after he suspects foul play. Minamoto discovers he is actually covered in a spider's web and after tracking down the boy, learns that he is actually a giant spider, or Tsuchigumo. Additional mythological figures in Japan include the seductive Jorōgumo (literally "whore spider" or "prostitute spider") which is depicted as being able to transform into a seductive woman. In some instances, the Jorōgumo attempts to seduce and/or marry passing samurai and in others is venerated as a goddess dwelling in the Jōren waterfall who saves people from drowning. The name also refers to the spider Nephila clavata.

An Islamic tradition holds that during the Hijra, the Prophet Muhammad and his companion Abu Bakr took refuge in a cave whilst being pursued by the Quraysh. The tale goes on to say that God commanded a spider to weave a web across the opening of the cave and a dove to construct a nest in front of it, thus deterring the Quraish from entering (the Prophet's entry to the cave would have broken a web). Since then, it is held in many Muslim traditions that spiders are, if not holy, then at least to be respected.

The 10th Century Saint Conrad of Constance is sometimes represented as a bishop holding a chalice with a spider in it or over it. This refers to a story that once when he was celebrating mass a spider fell into the chalice. Spiders were believed at that time to be deadly poisonous, but Conrad nevertheless drank the wine, with the spider in it, as a token of faith.

In more recent history, the famous legend of the King Robert the Bruce of Scotland depicts a spider as a symbol for hope. Historians are unsure of the legend's truth and agree that it is probably apocryphal, but in the legend Bruce, when fighting the English, took refuge in a cave after a series of military failures. Whilst hiding in the cave he saw a spider, which continued to fail to climb up its silken thread to its web. After repeatedly failing to climb upwards, the spider eventually succeeded due to perseverance. Taking this as a symbol for hope and perseverance, much like the saying "try, try and try again", Bruce came out of hiding. Bruce eventually won Scotland's independence and many cite Rathlin Island as the cave in which this legend took place.[14]

The spider has been compared with vampires as they have similar characteristics. Both lure and ensnare prey before sucking the life out of their victim. Like the arachnids, vampires are believed to be able to scale walls and cliff faces, and possess recognisable fangs, similar to those of spiders.[15]

The spider is also depicted in various urban legends. The daddy long legs (Pholcidae) were known as to have a very potent venom but have very short fangs to deliver the poison. The myth might have arisen due to its similarity in appearance with the Brown recluse spider.[16] However, an episode in Discovery Channel's Mythbusters shown that a host was able to survive a bite from the spider. Another urban myth depicts a young woman who found out that her beehive hair was infested with Black widow spiders.[17] An email hoax describes the attacks by the South American Blush Spider in public toilets. The alleged spider's scientific name Arachnius gluteus literally means "butt spider". The hoax spider shares some characteristics with the two-striped telamonia (Telamonia dimidiata)[18]

[edit] In literature

In the epic poem Ovid's Metamorphoses written about 2 millennia ago. In Chinese fantasy, Wu Cheng'en's Journey to the West, spiders came as female monsters. They tried to eat Xuánzàng, but it failed. Spiders were also depicted in Dante Alighieri's Purgatorio as the half-spider Arachne,[19] and more recently in books such as the fantasy novel Harry Potter and the Chamber of Secrets by J. K. Rowling.[20] This book was later followed by a motion picture of the same name, using the giant spider Aragog from the novel as a supporting character and pet of Hagrid, a grounds keeper in the book. Again in titles such as The Lord of the Rings, written by J. R. R. Tolkien, the spider takes its form as the menacing giant spider Shelob, and was featured in the film adaption of the last book of the Lord of the Rings series.[21] Tolkien had previously used spiders in his precursor to the Lord of the Rings series with the book The Hobbit. In The Hobbit, giant spiders roamed a great forested area known as Mirkwood and attacked the main characters of the book, capturing some of them.[22] Spiders are a recurring theme in both Tolkien's works and in other authors.[23] The 1952 children's novel Charlotte's Web written by E. B. White, later made into a feature film in 1973 and 2006, is notable in its portrayal of the spider in a positive manner[24] as a heroine[25] rather than an object of fear or horror. Atlach-Nacha is the creation of Clark Ashton Smith and first appeared in his short story "The Seven Geases" (1934). Atlach-Nacha resembles a huge spider with an almost-human face. In the story, Atlach-Nacha is the reluctant recipient of a human sacrifice given to it by the toad-god Tsathoggua.

The spider is also found in modern tales. The nursery rhymes Itsy Bitsy Spider and Little Miss Muffet have spiders as focal characters.

[edit] In comics and manga

In graphic novels, spiders are often adapted by superheroes or villains as their symbols or alter ego due to the arachnid's strengths and weaknesses. One of the most notable characters in comic book history which has taken their identity and name from the spider is the Marvel comic book hero Spider-Man. After being accidentally bitten by a radioactive spider, Peter Parker, later known as Spider-Man, was able to scale tall buildings and shoot web fluid from a box attached to his wrist. Along with these abilities came super senses and instant reflexes. The franchise, originally created by the writer Stan Lee and artist Steve Ditko, has become so popular that it has had three successful movies made based on the Spider-Man comic books. Along with Spider-Man, the comic book has also introduced several new characters using the spider as their patron: these include Spider-Woman, Spider-Girl, the Scarlet Spider, Venom, Araña, and the Tarantula. Many other comic book characters have taken the guise of a spider, including Black Spider from the Batman universe,[26] and in manga and anime; In the Pokémon franchise, Spinarak and Ariados are similar to spiders in shape; in the Static Shock series, Anansi the Spider takes his name and techniques from the African trickster god. In the second season of the anime based on the manga Kuroshitsuji, one of the main antagonists, the demon butler Claude Faustus, has spider-like qualities and powers. He is also capable of transforming into a spider and making spider webs.

[edit] In film and television

Spiders have been present for many decades in both film and television, predominantly in horror movies, which use them to cause fear, especially amongst those who suffer from arachnophobia; an acute fear of spiders. Its home, the spiderweb, is also used to adorn dark passageways in horror films to depict the unknown.[27] Many films have featured the spider, including: 1955's Tarantula, made in the midst of America's fear of atomic radiation,[28] Kingdom of the Spiders, a 1977 film starring William Shatner, depicts the spiders attacking humans after their natural food supply was destroyed from pesticides; Arachnophobia, a 1990 movie in which spiders multiply in large numbers and terrorize a group of humans; and more recently, the 2002 film Eight Legged Freaks in which a group of spiders is mutated from nuclear waste and attacks the nearby town via an underground mine. Film adaptions of books featuring spiders have arisen too, including The Lord of the Rings: The Return of the King's Shelob[21] and Harry Potter and the Chamber of Secrets' Aragog,[20] and of comic books, including the Spider-Man trilogy. In Ingmar Bergman's film Through a Glass Darkly, the psychotic Karin believes she has an encounter with God in the form of a spider. 1999 film Wild Wild West includes an entirely mechanical giant spider in which much of the action takes place.

[edit] Other depictions

As the spider further embeds itself into the culture of humans, more and more depictions arise: From nicknames such as "Spider" for the Olympic skier Vladimir Sabich, to gaming depictions such as the solitaire game Spider, to team names such as the Cleveland Spiders and San Francisco Spiders to technological mentions such as the web spider, commonly known as the web crawler.The World Wide Web implies the spider-like connection of information that is accessible in the Internet.[29] Giant spiders appear in a number of role-playing games, such as Dungeons & Dragons,[30][31] and the first edition of Warcraft: The Roleplaying Game, where they are described as "a spider of staggering size—perhaps 15 feet around—with great furred body."[32] Atlach-Nacha is an H-game that revolves around a spider demon disguising herself as a human woman. The tarantella, a dance, is related to the spider Lycosa tarantula. As tattoos, spiders serve a visible symbolic significance in popular culture.[33] In September 2008 a giant mechanical spider La Princesse was in Liverpool as part of a French performing arts company spectacle. In Bionicle, the Visorak horde are a species of six spider-like breeds, created by the Brotherhood of Makuta in order to take over islands. They possess mutagenic venom, and spin green, sticky webs. In the Transformers series, Blackarachnia is a Decepticon that turns into a giant spider. Due to this, she is part biological. Her venom paralyzes other Transformers, and she is capable of spinning webs.


La Princesse, the giant mechanical spider that roamed through Liverpool, England in September 2008.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:La_Princesse.jpg

References


1. ^ a b Garai, Jana (1973). The Book of Symbols. New York: Simon & Schuster. ISBN 671-21773-9.
2. ^ De Laguna et al., Frederica (2002). American Anthropology: Papers from the American Anthropologist. University of Nebraska Press. p. 455. ISBN 080328280X. http://books.google.com/?id=XIFX-sSYURwC&pg=PA455&dq=Spider+creation+myth. Retrieved 2008-04-21.
3. ^ De Vos, Gail (1996). Tales, Rumors, and Gossip: Exploring Contemporary Folk Literature in Grades 7-12. Libraries Unlimited. p. 186. ISBN 1563081903. http://books.google.com/?id=M8bvN93y-fIC&pg=PA186&dq=spiders+folklore+and+mythology. Retrieved 2008-04-22.
4. ^ a b Cooper, JC (1992). Symbolic and Mythological Animals. London: Aquarian Press. pp. 214–15. ISBN 1-85538-118-4.
5. ^ a b Cicchetti, Jane (2003). Dreams, Symbols, and Homeopathy: Archetypal Dimensions of Healing. North Atlantic Books. p. 50. ISBN 1556434367. http://books.google.com/?id=0al1ZZtrnrsC&pg=PA50&dq=Spider+Grandmother+navajo+creation. Retrieved 2008-04-21.
6. ^ Ovid Metamorphoses ( (vi.5-54 and 129-145), also mentioned in Virgil's Georgics, iv, 246.
7. ^ Evans, C.; Anne Millard (1985). Usbourne Illustrated Guide to Greek Myths and Legends. Usbourne Publishing. p. 15. ISBN 0860209466.
8. ^ Mills, A. (2003). Mythology: Myths, Legends & Fantasies. Australia: Global Book Publishing Pty Ltd. pp. 62–64. ISBN 073361499X.
9. ^ Graves, R (1955). "Athene's Nature and Deeds". Greek Myths. London: Penguin. p. 100. ISBN 0-14-001026-2.
10. ^ a b Berrin, Katherine & Larco Museum. The Spirit of Ancient Peru:Treasures from the Museo Arqueológico Rafael Larco Herrera. New York: Thames and Hudson, 1997.
11. ^ Mills et al, Mythology: Myths, Legends & Fantasies, pp. 317.
12. ^ Benson, Elizabeth, The Mochica: A Culture of Peru. New York, NY: Praeger Press. 1972
13. ^ Hudson, Mark (1999). Ruins of Identity: Ethnogenesis in the Japanese Islands. University of Hawaii Press. p. 201. ISBN 0824821564. http://books.google.com/?id=eTFMPO5NdKgC&pg=PA201&dq=Tsuchigumo.
14. ^ Farndon, J. (2001). 1000 Facts On Modern History. Essex: Miles Kelly Publishing Ltd. pp. 18–19. ISBN 184236054X.
15. ^ Bunson, M. (1993). The Vampire Encyclopedia. London: Thames & Hudson Ltd.. p. 243. ISBN 0-500-277486.
16. ^ Taylor, Jacqui (2005). A baobab is big & other verses from Africa. Struik. pp. 77. ISBN 9781868727186. http://books.google.com/?id=lNdujWnq_ZkC&pg=PT77&dq=daddy+long+legs+poison+myth. Retrieved 2009-07-28.
17. ^ Holt, David (1999). "The Belle at Biloni". Spiders in the Hairdo: Modern Urban Legends. august house. p. 70. ISBN 0874835259. http://books.google.com/?id=jCaO3LaHk8kC&pg=PA70&dq=spider+urban+legends. Retrieved 2008-04-22.
18. ^ Snopes: Urban Legends Reference Pages: Two-Striped Telamonia Spider. Retrieved 2007-02-25.
19. ^ Alighieri, Dante. "Purgatorio, Canto XII". Divine Comedy. http://en.wikisource.org/wiki/The_Divine_Comedy/Purgatorio/Canto_XII. Retrieved 2008-04-21.
20. ^ a b Rowling, J. K. (1998). Harry Potter and the Chamber of Secrets. Bloomsbury Publishing Plc. ISBN 0747538484.
21. ^ a b Tolkien, J. R. R. (1994). The Lord of the Rings. London: Harper Collins Publishers. ISBN 0261103202.
22. ^ Tolkien, J. R. R. (1974). The Hobbit. London: Unwin Books. ISBN 0048230707.
23. ^ Day, D. (2002). A Tolkien Beastiary. London: Chancellor Press. pp. 220–221. ISBN 0753704595.
24. ^ Scholastic Inc. (2002). Bridge to Terabithia. Scholastic. p. 18. ISBN 0439411297. http://books.google.com/?id=z5__TflJWZwC&pg=PA18&dq=charlotte%27s+web+arachnophobia. Retrieved 2008-04-21.
25. ^ Boga, Steven (1995). Camping and Backpacking With Children. Stackpole Books. p. 154. ISBN 0811725227. http://books.google.com/?id=t1mPn3apl6AC&pg=PA154&dq=charlotte%27s+web+arachnophobia. Retrieved 2008-04-21.
26. ^ Moench; Jones & Beatty (May 1995). Batman #518. DC Comics.
27. ^ O'Gaea, Ashleen (2004). Celebrating the Seasons of Life: Samhain to Ostara : Lore, Rituals, Activities, and Symbols. Career Press. ISBN 1564147312. http://books.google.com/?id=LFK7x0UeIxIC&pg=PA64&dq=spiderweb+symbol#v=onepage&q&f=false.
28. ^ Searles B (1988). Films of Science Fiction and Fantasy. New York: Harry N. Abrams. pp. 109–10. ISBN 0-8109-0922-7.
29. ^ Dale, Nell; John Lewis (2006). Computer Science Illuminated. Jones & Bartlett Publishers. p. 505. ISBN 0763741493. http://books.google.com/?id=kGXRzbS3UO0C&pg=PA505&dq=world+wide+web+spider. Retrieved 2008-04-21.
30. ^ Gygax, Gary (1977). Monster Manual. TSR, Inc..
31. ^ Skip Williams, Jonathan Tweet, and Monte Cook Monster Manual (Wizards of the Coast, 2000)
32. ^ Borgstrom, R. Sean; et al. (2003). Manual of Monsters. White Wolf, Inc.. ISBN 978-1588460707.
33. ^ Spider Tattoos



Si consiglia, inoltre, la visione del seguente link

http://en.wikipedia.org/wiki/Spider


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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Ven 29 Apr 2011 - 14:40

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Areop-Enap

Areop-Enap

In the indigenous creation myths of the people of Nauru, Areop-Enap ("old spider") played a major part in the creation of the world.

Creation myth

At the beginning of creation, the only things in existence were Areop-Enap and the sea.[1] Areop-Enap searched for food in the darkness and found an enormous clam (in some accounts a Tridacna clam).[2] Before he could stun it, the clam swallowed him and snapped shut again. In the darkness, Areop-Enap explored the clam's insides, and found a tiny snail (or in some accounts, a Triton's Horn shellfish).

Areop-Enap placed the snail under his arm and lay down and slept for three days, directing some of his power to the snail.[3] Then he found a second, larger snail which he placed under his arm and again slept for three days, transferring some of his power to the snail. On waking, Areop-Enap asked the smaller snail to climb to the hinge of the shell and pry the clam open. As the snail moved across the clam's flesh, it left a phosphorescent trail, in the light of which Areop-Enap saw a white worm (or in some accounts, a caterpillar) called Rigi. Ignoring the snail, Areop-Enap cast a strength spell on Rigi and persuaded him to try to open the clam.

Time and again Rigi set his head against the upper shell and his tail against the lower shell, and heaved. The clam resisted and sweat poured from Rigi, making a pool in the lower shell, then a lake and finally a sea. The saltiness of the water killed the clam and opened the shell. Areop-Enap made the lower shell into Earth and the upper shell into Sky and set the smaller snail west of the sky-shell where it became the Moon. The second snail was set to the east and became the Sun. Areop-Enap made islands from clam-flesh and clothed them in vegetation made from his own web-thread. Finally he turned to Rigi and found that he had drowned in his own sweat, killed by his own exertions. Areop-Enap wrapped him in a cocoon of silk and hung him in the sky to become the Milky Way.

Areop-Enap created humans from stones so they could support the sky, and then discovered there were other creatures in the newly created world. So he created a winged creature or flying bird from the dirt under his nails and set it to annoy the creatures so that they called to each other to kill it. Thus Areop-Enap learned the names of the inhabitants of the world.

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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Ven 12 Ago 2011 - 8:52

Questa mattina ho letto questo interessante articolo dal titolo: La vedova nera e le astuzie del partner di cui riporto soltanto un brevissimo incipit

Comportamento animale
La vedova nera e le astuzie del partner

l maschi di questa specie cercano di accoppiarsi con femmine ben nutrite per ridurre il rischio di venire divorati dopo il coito



E' incredibile quanto siano intelligenti e astuti Very Happy


Questi i link dove troverete l'intero articolo e lo studio orginale del gruppo di ricercatori dell'Arizona State University, buona lettura!

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/titolo/1349019

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0003347211002247
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MessaggioOggetto: Re: Ragno: creatività e tessitura del destino   Oggi a 12:29

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Ragno: creatività e tessitura del destino
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