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 Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio

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Tila
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MessaggioOggetto: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Lun 12 Apr 2010 - 14:38

Ecco per voi un nuovo amico totem...

FONTE: da “Segni e presagi del mondo animale – i poteri magici di piccole e grandi creature.” Di Ted Andrews Ed. Mediterranee

L’orso rappresenta un simbolo potente sia nel mito che nella tradizione popolare. Abbondano le storie di individui trasformati in orsi e viceversa, e di dei sotto forma di orsi. Questo animale ha stimolato l’immaginazione al punto da dare perfino il nome a una costellazione: Ursus Major, l’Orsa Maggiore. L’orso ha anche una simbologia lunare, che lo mette in relazione con la mente subconscia, e perfino inconscia. Era una animale associato a Diana, la dea della luna, ed è anche un simbolo alchemico, la nigredo della materia prima, il che lo collega a tutte le fasi di inizio e agli istinti primordiali. Presso i popoli nativi americani l’orso viene spesso considerato, al pari degli uccelli, affine agli esseri umani, perché, proprio come gli uccelli, riesce a stare in piedi e a camminare su due zampe.
Per chi ha un totem come l’orso, è importante non nascondersi, cercando di rimanere tutto l’anno in letargo. Tutti gli orsi sono ghiotti di miele, che rappresenta la naturale dolcezza della vita. In genere si trova negli alveari costruiti dalle api all’interno degli alberi, che ricorda a quanti abbiano l’orso come totem di andare in profondità per risvegliare il potere, pur con l’avvertenza che solo portandolo all’aperto e applicandolo si potrà gustare il miele della vita.



FONTE IMMAGINE: http://www.mrnews.it/2007/10/strage-di-orsi-in-italia/

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_arctos

L'orso bruno (Ursus arctos Linnaeus, 1758) o semplicemente orso, è un mammifero carnivoro della famiglia degli Ursidi, diffuso in gran parte dell'Eurasia settentrionale e del Nordamerica. Pesa tra i 130 ed i 700 kg ed i suoi membri più grossi contendono all'orso polare il titolo di carnivoro terrestre più grande del mondo. Nonostante l'areale dell'orso bruno si sia ristretto ed in alcuni luoghi si sia addirittura estinto, con una popolazione totale di circa 200.000 esemplari continua ad essere valutato come una specie a basso rischio. I Paesi che comprendono la maggior parte del suo areale sono la Russia, gli Stati Uniti (specialmente l'Alaska) ed il Canada.

Questa specie si nutre principalmente di materiale vegetale, tra cui radici e funghi. I pesci costituiscono la loro fonte primaria di carne, anche se sulla terraferma possono uccidere piccoli mammiferi. Catturano occasionalmente anche mammiferi più grandi, come i cervi. Gli orsi bruni adulti non hanno timore di scontrarsi con altri predatori, dal momento che possono competere da soli con branchi di lupi e grandi felini, scacciandoli spesso dalle prede che questi ultimi hanno ucciso.

In inglese questa specie viene chiamata anche bruin, parola del medio inglese derivata dal tedesco medio bruun o bruyn, nome in cui l'orso viene chiamato nella Storia della Volpe Reynard, tradotta da William Caxton.
Indice


* 1 Tassonomia
* 2 Distribuzione ed habitat
o 2.1 L'orso bruno in Italia
* 3 Gli orsi bruni nella preistoria
o 3.1 Nordamerica
o 3.2 Eurasia
* 4 Descrizione
o 4.1 Dimensioni
o 4.2 Aspetto
* 5 Gli orsi bruni nella preistoria
o 5.1 Nordamerica
o 5.2 Eurasia
* 6 Abitudini
o 6.1 Alimentazione
+ 6.1.1 Relazioni interspecifiche con altri predatori
o 6.2 Riproduzione
* 7 Rapporti con l'uomo
o 7.1 Incontri con gli orsi
* 8 Minacce per la sopravvivenza
o 8.1 Status legale
* 9 Ibridazione
* 10 Orsi famosi
* 11 Voci correlate
* 12 Collegamenti esterni
* 13 Note

Tassonomia

Vi è un po' di discussione riguardo alla classificazione degli orsi bruni. Alcuni sistematici hanno individuato circa 90 sottospecie, mentre le recenti analisi del DNA hanno identificato non più di cinque cladi diversi[2]. Le analisi del DNA hanno recentemente rivelato che le sottospecie identificate di orso bruno, sia eurasiatiche che nordamericane, sono geneticamente quasi omogenee, e che la loro filogeografia non corrisponde alla loro tassonomia tradizionale[3]. Le sottospecie di orso bruno che sono state classificate sono le seguenti: una di queste (chiamata clade I da Waits et al., quella identificata come U. a. sitkensis da Hall e U. a. dalli da Kurtén) sembra essere più strettamente imparentata con l'orso polare che con altri orsi bruni[3].

* Ursus arctos arctos - orso bruno eurasiatico
* Ursus arctos beringianus - orso bruno della Kamchatka; penisola di Kamchatka ed isola di Paramushir
* Ursus arctos collaris - orso bruno siberiano; Siberia (ad eccezione delle aree abitate dagli orsi bruni della Kamchatka e dell'Amur). Anche in Mongolia settentrionale, nell'estremità settentrionale dello Xinjiang e in quella orientale del Kazakistan
* Ursus arctos crowtheri - orso dell'Atlante (estinto)
* Ursus arctos formicarius - orso carpatico
* Ursus arctos gobiensis - orso del Gobi; Mongolia
* Ursus arctos horribilis - orso grizzly; Canada e Stati Uniti
* Ursus arctos isabellinus - orso bruno himalayano; Nepal, Pakistan ed India settentrionale
* Ursus arctos lasiotus - orso bruno dell'Amur (o «orso bruno dell'Ussuri», «grizzly nero» o «orso cavallo»), Russia: isole Curili meridionali, Sakhalin, Territorio del Litorale e regione dei fiumi Ussuri/Amur a sud della catena degli Stanovoy. Cina: Heilongjiang nordorientale. Giappone: Hokkaidō
* Ursus arctos marsicanus - orso bruno marsicano; Italia centrale (criticamente minacciato)
* Ursus arctos meridionalis - Caucaso settentrionale
* Ursus arctos middendorffi - orso kodiak (o «orso bruno costiero dell'Alaska»); isole di Kodiak, Afognak, Shuyak, Admiralty, Chicagof e Baranof (Alaska), più altre isole dell'Alaska sudorientale e lungo la costa continentale dell'Alaska sudorientale
* Ursus arctos nelsoni - orso grizzly messicano (estinto?)
* Ursus arctos ognevi - ad est del fiume Kolyma
* Ursus arctos piscator - orso di Bergman (estinto?)
* Ursus arctos pruinosus - orso azzurro tibetano; Cina occidentale
* Ursus arctos syriacus - orso bruno siriano; Medio Oriente
* Ursus arctos yesoensis - orso bruno di Hokkaidō; Giappone

Distribuzione ed habitat

Vi sono al mondo circa 200.000 orsi bruni. Le popolazioni più numerose si trovano in Russia, con 120.000 esemplari, negli Stati Uniti con 32.500 ed in Canada con 21.750. Il 95% della popolazione di orsi bruni degli Stati Uniti vive in Alaska, sebbene si stia ripopolando lentamente ma costantemente anche il West, lungo le Montagne Rocciose e le pianure. Sebbene molti si ostinino a credere che alcuni orsi bruni possano essere presenti in Messico e sui monti dell'Atlante, in Marocco, entrambe queste popolazioni sono quasi certamente estinte. L'ultimo orso bruno messicano venne ucciso nel 1960. In Europa, vi sono 14.000 orsi bruni suddivisi in dieci popolazioni frammentate, dalla Spagna ad ovest, fino alla Russia ad est, e dalla Scandinavia a nord fino alla Romania ed alla Bulgaria a sud. Sono estinti nelle isole britanniche, estremamente minacciati in Francia e Spagna e in pericolo nella maggior parte dell'Europa centrale. L'orso bruno è l'animale nazionale della Finlandia. La popolazione carpatica di orso bruno è la più numerosa d'Europa, esclusa la Russia, e si stima che comprenda tra i 4500 ed i 5000 orsi.

Gli orsi bruni erano un tempo originari dell'Asia, dei monti dell'Atlante, in Africa, dell'Europa e del Nordamerica[4], ma in alcune aree sono attualmente estinti e in altre aree le loro popolazioni sono notevolmente diminuite. Preferiscono i luoghi semi-aperti e vivono solitamente in aree montuose.

In Nordamerica, gli orsi bruni vivono soprattutto in Alaska, ma il loro areale si spinge anche verso est, attraverso lo Yukon ed i Territori del Nordovest, e verso sud, attraverso la Columbia Britannica e la metà occidentale dell'Alberta. Popolazioni isolate si trovano nel Washington nordoccidentale, nell'Idaho settentrionale, nel Montana occidentale e nel Wyoming nordoccidentale.

La popolazione di orsi bruni della catena montuosa dei Pirenei, tra Francia e Spagna, è così bassa, tra i quattordici ed i diciotto esemplari quasi tutti maschi, che nella primavera del 2006 vennero rilasciati degli orsi, soprattutto femmine, provenienti dalla Slovenia, per alleviare allo squilibrio tra i sessi e preservare la presenza della specie nell'area, nonostante le proteste degli allevatori francesi.

Nelle regioni artiche l'habitat potenziale dell'orso bruno sta aumentando. Il riscaldamento di quelle zone ha permesso alla specie di spingersi più a nord, in quelli che erano un tempo dominio esclusivo dell'orso polare. Nelle aree non artiche la distruzione dell'habitat viene ritenuta la minaccia principale, seguita dalla caccia.

Gli orsi bruni nordamericani sembrano preferire luoghi aperti, mentre in Eurasia vivono soprattutto in fitte foreste. Si ritiene che gli orsi eurasiatici che colonizzarono l'America fossero animali adattati alla tundra, come gli orsi bruni della penisola dei Chukchi, sulla costa asiatica dello stretto di Bering, i quali sono gli unici orsi bruni asiatici che vivono per tutto l'anno nelle tundre di pianura come i loro cugini americani[5].
L'orso bruno in Italia

Benché facendo riferimento ai dati più recenti ed attendibili si possa distinguere una sola sottospecie per l'Europa e l'Asia settentrionale, molti studiosi fanno ancora riferimento, per l'Italia, a due sottospecie distinte: l'orso bruno europeo (Ursus arctos arctos) e l'orso marsicano (Ursus arctos marsicanus).

Sulle Alpi, la situazione all'inizio degli anni novanta era drammatica, poiché era presente un'unica popolazione di orsi, ridotta a non più di 2-3 individui relegati nelle Dolomiti del Brenta, che aveva superato la soglia dell’estinzione e per cui una ripresa naturale era considerata assolutamente improbabile. In questo contesto, nel 1996, ha preso avvio mediante finanziamenti Life dell’Unione Europea il Progetto Life «Ursus – tutela della popolazione di orso bruno del Brenta» promosso dal parco naturale dell'Adamello-Brenta, in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e con l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Il progetto prevedeva la reintroduzione di 10 esemplari provenienti dalla Slovenia poiché, grazie a studi preventivamente effettuati, si era appurato che quello fosse il numero di animali necessario per arrivare ad avere, nel giro di circa 30 anni, una popolazione minima vitale di circa 40-60 individui. Il progetto ha certamente avuto successo poiché gli esemplari si sono ben adattati al nuovo territorio di vita e la popolazione è caratterizzata da un'espansione sia numerica (circa 25 individui nel 2007, grazie a 13 eventi riproduttivi accertati tra il 2002 e il 2007) che territoriale. Dagli anni '70 è stato inoltre segnalato l'arrivo di orsi in Friuli V.G. dalla vicina Slovenia. Pare si tratti principalmente di individui maschi erranti in numero variabile tra 5 e 15 esemplari. Le zone più frequentate sono la Catena Carnica principale, il Tarvisiano e le Prealpi Giulie lungo il confine Sloveno. Negli ultimi anni alcuni orsi si sono spinti fino ai confini con il Cadore.

In Abruzzo è presente una popolazione isolata (da alcuni considerata sottospecie), l'orso bruno marsicano, di cui rimangono solo circa 80-100 esemplari: attualmente pare che la popolazione sia in espansione e si sia irradiata anche in Lazio e Molise[6].
Gli orsi bruni nella preistoria [modifica]
Nordamerica [modifica]

L'orso bruno abita in America dalla fine dell'ultima era glaciale, nonostante a quell'epoca il carnivoro dominante fosse il più grosso, alto e robusto orso dalla faccia corta gigante, od orso bulldog. L'orso dalla faccia corta gigante era un animale alto e snello specializzatosi nel cacciare grossi mammiferi, mentre il grizzly od orso bruno possiede denti adatti ad una dieta onnivora. L'orso dalla faccia corta gigante, in media, pesava più del doppio del grizzly, nonostante alcuni orsi grizzly del Vecchio West eccezionalmente grossi pesassero 800 chilogrammi.

L'orso bruno coabitava inoltre in Nordamerica con il leone americano e lo Smilodon, suoi competitori carnivori. Il grizzly moderno può nutrirsi di piante, insetti, carogne e di animali piccoli e grandi. Il leone americano, lo Smilodon e l'orso dalla faccia corta gigante avevano una dieta più limitata, caratteristica che in seguito li rese vulnerabili alla fame quando diminuì la disponibilità di grossi mammiferi, forse a causa della caccia da parte degli uomini.

Il periodo dell'estinzione dell'Arctodus è all'incirca lo stesso di quella del bisonte dalle lunghe corna e di altri esponenti della megafauna. Entrambe questi animali vennero rimpiazzati da immigranti eurasiatici, precisamente dall'orso bruno e dal bisonte americano. Questo periodo fu inoltre lo stesso dell'apparizione in Nordamerica dei cacciatori della cultura Clovis, che arrivarono nelle Americhe dall'Asia insieme ad uomini più evoluti da un punto di vista culturale; presumibilmente a causa di una coesistenza a lungo termine con gli uomini del Vecchio Mondo, l'orso bruno era meglio adattato alla vicinanza dell'uomo delle grosse specie americane.

L'estinzione della megafauna erbivora dell'era glaciale portò all'estinzione la tigre dai denti a sciabola, il leone americano e l'orso dalla faccia corta gigante, permettendo così all'orso bruno di diventare il più grande predatore del Nordamerica, insieme al lupo grigio, al giaguaro, nelle regioni meridionali, all'orso nero americano ed al puma, tutte specie in competizione con esso per le prede più grosse. È largamente accettata l'ipotesi che i paleoindiani raggiunsero l'America attraverso il ponte di terra di Bering durante l'ultima era glaciale, portando con sé le punte Clovis e tecniche di caccia piuttosto avanzate. Al termine dell'ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa, gli orsi bruni, dall'estremo sud del Nordamerica, estesero lentamente il loro areale verso nord, raggiungendo di nuovo l'Alaska. Oggi in Nordamerica vi sono tre cladi di orso grizzly geneticamente distinti: il grizzly dell'Alaska-Yukon, il lignaggio dell'Alberta-Saskatchewan e gli orsi che vivono nell'area Washington-Idaho-Montana-Wyoming.
Eurasia [modifica]

In Europa, durante l'ultima era glaciale, l'orso bruno condivise il suo habitat con altri predatori, come il leone delle caverne, la iena delle caverne ed il più grosso e strettamente imparentato orso delle caverne, che sopravvisse più a lungo degli altri carnivori prima nominati. L'orso delle caverne venne cacciato dai Neanderthal, i quali avevano sviluppato una religione connessa a questo orso, il culto dell'orso delle caverne, ma la popolazione dei Neanderthal era troppo piccola per aver portato all'estinzione questo animale, che sopravvisse loro per altri 18.000 anni, estinguendosi circa 10.000 anni fa. Le diete dell'orso delle caverne e dell'orso bruno erano simili e le due specie vissero probabilmente nella stessa area nello stesso periodo. Non sappiamo perché l'orso delle caverne si estinse.
Descrizione
Dimensioni

Il range abituale delle dimensioni di un orso bruno è una lunghezza testa-corpo tra gli 1,7 ed i 2,8 m ed un'altezza al garrese tra i 90 ed i 150 cm. La sottospecie più piccola è l'orso bruno siriano, le cui femmine mature pesano meno di 150 kg. Le sottospecie più grandi di orso bruno sono l'orso kodiak e gli orsi della Russia costiera e dell'Alaska. Non è insolito per i grossi maschi di orso kodiak superare i 3.5 m(informazione da verificare) di altezza ritti sulle zampe posteriori e pesare intorno ai 680 kg. Il più grosso orso kodiak selvatico il cui peso è stato registrato superava i 1100 chilogrammi[7]. Gli orsi che vivono negli zoo sono spesso più pesanti di quelli selvatici, dal momento che ricevono un'alimentazione regolare e compiono movimenti limitati. Negli zoo, gli orsi possono raggiungere i 900 chilogrammi, come «Goliath» dello Space Farms Zoo and Museum del New Jersey. Le dimensioni sembrano connesse alla disponibilità di cibo e le varie sottospecie si distinguono fra loro più in base alla nutrizione che alla distribuzione geografica[8]. La coda è lunga 10-12 cm[7]. I maschi sono più grandi delle femmine del 38-50%[7].
Aspetto
Un orso bruno eurasiatico in corsa. Gli orsi bruni, nonostante le loro dimensioni, possono essere veloci corridori, capaci di raggiungere velocità di 56 km/h.
Orsi bruni nel Nationalpark Bayerischer Wald.

Gli orsi bruni hanno folti mantelli di colore biondo, bruno, nero, o formati da un misto di questi colori. I peli di guardia esterni dell'orso bruno hanno spesso la punta bianca o argentata, dando a questi animali un aspetto «brizzolato» (in inglese grizzled, da cui deriva grizzly). Come tutti gli orsi, gli orsi bruni sono plantigradi e possono stare ritti sulle zampe posteriori per periodi di tempo abbastanza lunghi. Gli orsi bruni hanno una grossa gobba di muscolo sulle spalle che li distingue dalle altre specie[9]. Gli arti anteriori terminano con zampe munite di artigli lunghi fino a 15 cm che vengono utilizzati soprattutto per scavare. Gli artigli dell'orso bruno non sono retrattili ed hanno punte relativamente smussate. La testa è larga ed arrotondata con un profilo facciale concavo, caratteristica che viene usata per distinguerlo da altri orsi.
Gli orsi bruni nella preistoria
Nordamerica

L'orso bruno abita in America dalla fine dell'ultima era glaciale, nonostante a quell'epoca il carnivoro dominante fosse il più grosso, alto e robusto orso dalla faccia corta gigante, od orso bulldog. L'orso dalla faccia corta gigante era un animale alto e snello specializzatosi nel cacciare grossi mammiferi, mentre il grizzly od orso bruno possiede denti adatti ad una dieta onnivora. L'orso dalla faccia corta gigante, in media, pesava più del doppio del grizzly, nonostante alcuni orsi grizzly del Vecchio West eccezionalmente grossi pesassero 800 chilogrammi.

L'orso bruno coabitava inoltre in Nordamerica con il leone americano e lo Smilodon, suoi competitori carnivori. Il grizzly moderno può nutrirsi di piante, insetti, carogne e di animali piccoli e grandi. Il leone americano, lo Smilodon e l'orso dalla faccia corta gigante avevano una dieta più limitata, caratteristica che in seguito li rese vulnerabili alla fame quando diminuì la disponibilità di grossi mammiferi, forse a causa della caccia da parte degli uomini.

Il periodo dell'estinzione dell'Arctodus è all'incirca lo stesso di quella del bisonte dalle lunghe corna e di altri esponenti della megafauna. Entrambe questi animali vennero rimpiazzati da immigranti eurasiatici, precisamente dall'orso bruno e dal bisonte americano. Questo periodo fu inoltre lo stesso dell'apparizione in Nordamerica dei cacciatori della cultura Clovis, che arrivarono nelle Americhe dall'Asia insieme ad uomini più evoluti da un punto di vista culturale; presumibilmente a causa di una coesistenza a lungo termine con gli uomini del Vecchio Mondo, l'orso bruno era meglio adattato alla vicinanza dell'uomo delle grosse specie americane.

L'estinzione della megafauna erbivora dell'era glaciale portò all'estinzione la tigre dai denti a sciabola, il leone americano e l'orso dalla faccia corta gigante, permettendo così all'orso bruno di diventare il più grande predatore del Nordamerica, insieme al lupo grigio, al giaguaro, nelle regioni meridionali, all'orso nero americano ed al puma, tutte specie in competizione con esso per le prede più grosse. È largamente accettata l'ipotesi che i paleoindiani raggiunsero l'America attraverso il ponte di terra di Bering durante l'ultima era glaciale, portando con sé le punte Clovis e tecniche di caccia piuttosto avanzate. Al termine dell'ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa, gli orsi bruni, dall'estremo sud del Nordamerica, estesero lentamente il loro areale verso nord, raggiungendo di nuovo l'Alaska. Oggi in Nordamerica vi sono tre cladi di orso grizzly geneticamente distinti: il grizzly dell'Alaska-Yukon, il lignaggio dell'Alberta-Saskatchewan e gli orsi che vivono nell'area Washington-Idaho-Montana-Wyoming.
Eurasia

In Europa, durante l'ultima era glaciale, l'orso bruno condivise il suo habitat con altri predatori, come il leone delle caverne, la iena delle caverne ed il più grosso e strettamente imparentato orso delle caverne, che sopravvisse più a lungo degli altri carnivori prima nominati. L'orso delle caverne venne cacciato dai Neanderthal, i quali avevano sviluppato una religione connessa a questo orso, il culto dell'orso delle caverne, ma la popolazione dei Neanderthal era troppo piccola per aver portato all'estinzione questo animale, che sopravvisse loro per altri 18.000 anni, estinguendosi circa 10.000 anni fa. Le diete dell'orso delle caverne e dell'orso bruno erano simili e le due specie vissero probabilmente nella stessa area nello stesso periodo. Non sappiamo perché l'orso delle caverne si estinse.
Abitudini

L'orso bruno è un animale prevalentemente notturno e solitario, sebbene nei luoghi dove c'è maggiore disponibilità di cibo possano riunirsi molti esemplari, i quali formano delle gerarchie sociali in base all'età e alle dimensioni[10].. Durante l'inverno, cade in letargo: per tale motivo, durante l'estate, immagazzina più di 180 kg di grasso, che gli servono per sopperire al cibo che non può procurarsi, essendo in stato di torpore per diversi mesi. Sebbene non vadano completamente in ibernazione e possano svegliarsi facilmente, nei mesi invernali entrambi i sessi preferiscono ripararsi in un luogo protetto, come una grotta, un crepaccio od un grande tronco cavo.
Alimentazione [modifica]
Orso bruno che si sta nutrendo di un salmone.

Questi animali sono onnivori e si nutrono di una vasta gamma di prodotti vegetali, come bacche, radici, germogli e funghi, così come di animali, come pesci, insetti e piccoli mammiferi. Nonostante la loro reputazione, la maggior parte degli orsi bruni non è particolarmente carnivora e fino al 90% della loro alimentazione è composta da materia vegetale [1]. La struttura delle mascelle si è evoluta per adattarsi a queste abitudini alimentari, ma nonostante questo questi animali possiedono sempre i denti canini robusti ed affilati tipici dei predatori veri e propri. La loro dieta varia enormemente a seconda dell'areale. Per esempio, gli orsi di Yellowstone mangiano durante l'estate un numero enorme di falene, più di 40.000 al giorno [2], le quali costituiscono un terzo dell'alimentazione [3]. Localmente, in alcune aree della Russia e dell'Alaska, gli orsi bruni si nutrono soprattutto di salmoni carichi di uova e questa nutrizione e l'abbondanza di questo cibo permettono agli orsi di queste aree di raggiungere dimensioni enormi. Gli orsi bruni predano occasionalmente anche cervi (Odocoeilus spp.; Dama spp., Capreolus spp.), cervi rossi (Cervus elaphus o wapiti americano), alci (Alces alces), caribù (Rangifer tarandus) e bisonti (Bison bison spp., Bison bonasus). Quando gli orsi bruni attaccano questi animali, tendono a scegliere i giovani, dal momento che sono più facili da catturare. Quando caccia, l'orso bruno usa i suoi canini affilati per mordere al collo la sua preda. Si nutrono anche di carogne e sfruttano le proprie dimensioni per intimidire altri predatori, come lupi, puma, orsi più piccoli e tigri, allontanandoli dalle loro prede. Gli orsi bruni sono molto forti, perfino se considerati sotto diversi aspetti; un grosso esemplare può spezzare il collo o la spina dorsale di un bisonte adulto con una singola zampata.
Relazioni interspecifiche con altri predatori

Gli orsi bruni sfruttano spesso le loro dimensioni per scacciare i lupi dalle loro prede. Nel parco nazionale di Yellowstone, gli orsi derubano i lupi così spesso che il direttore del Progetto per i Lupi di Yellowstone, Doug Smith, scrisse una volta: «Il problema non è se gli orsi saranno attratti da una preda, ma quando». Sebbene i contrasti per le carcasse siano comuni, i due predatori in alcune rare occasioni si tollerano a vicenda mentre si nutrono della stessa preda. Entrambe le specie, comunque, possono dare la caccia ai rispettivi cuccioli, se ne hanno l'occasione[11].
Ricostruzione di uno scontro tra un orso bruno ed un branco di lupi di Adolph Murie (1944).

Gli orsi adulti sono generalmente immuni dagli attacchi di altri predatori, all'infuori che a quelli di un altro orso, comunque, nell'estremo oriente russo, gli orsi bruni, insieme ai più piccoli orsi neri asiatici, costituiscono il 5-8% della dieta delle tigri siberiane[12]. Per la precisione, gli orsi bruni costituiscono l'1-1,5% della loro dieta[13]. Le tigri generalmente evitano i maschi adulti di orso bruno (che in questa regione pesano più di 200 kg), ma predano frequentemente i cuccioli e le femmine più piccole. Comunque, vale anche il contrario, nonostante un maschio adulto di tigre sia un avversario temibile anche per un grosso orso. Perfino orsi delle stesse dimensioni costituiscono un grave pericolo per questi felini in uno scontro frontale. Gli scienziati hanno riportato i casi di 12 combattimenti in cui delle tigri, perfino femmine e maschi adulti, sono state uccise e divorate da orsi bruni[13]. Alcuni orsi che emergono dal letargo vanno in cerca delle tigri allo scopo di rubare le loro prede, aspettando però in genere che si allontanino. Le tigri solitamente rimangono sul terreno e difendono le proprie vittime, a meno che il ladro non sia un grosso maschio[14].

Nelle aree dove coesistono, gli orsi bruni solitamente dominano sulle altre specie di orsi. A causa delle dimensioni più piccole, gli orsi neri americani si trovano in svantaggio rispetto agli orsi bruni nelle aree aperte e non boschive. Sebbene siano stati documentati casi di orsi neri messi in fuga da orsi bruni, sono state registrate solo raramente delle uccisioni. Le abitudini diurne dell'orso nero, che vive in aree fittamente boschive, sono opposte a quelle notturne degli orsi bruni, che preferiscono spazi aperti, e grazie a questi differenti stili di vita si evitano così scontri interspecifici nelle aree dove questi coabitano[15]. Vi è stato un aumento recente delle interazioni tra orsi bruni ed orsi polari, dovute alle conseguenze del riscaldamento globale. Gli orsi bruni si sono spinti sempre più a nord nei territori che un tempo appartenevano a quelli polari. Questi tendono a dominare sugli orsi polari nelle dispute intorno alle carcasse[16] e in alcune tane di orso bruno sono stati ritrovati cuccioli morti di orso polare[17]. Sono stati inoltre registrati casi in cui degli orsi bruni hanno divorato cuccioli di panda gigante[7].

Tra tutte le specie di orso quella dominante è senza dubbio l'orso Grizzly. Gli orsi grizzly sono leggermente più piccoli degli orsi polari e dei kodiak, ma sono molto più aggressivi e soprattutto hanno artigli più sviluppati oltre che una muscolatura più possente. Studi scientifici provano che l'orso grizzly ha la zampata più potente in natura, pari a un colpo di maglio.
Riproduzione [modifica]
Femmina di orso bruno cantabrico con i piccoli. Con il permesso speciale del Fapas (Conservation NGO - Fondazione per la Protezione degli Animali Selvatici).

La stagione degli amori va dalla fine di maggio agli inizi di luglio. Essendo periodicamente monogami, gli orsi bruni rimangono con lo stesso partner per un periodo che varia da pochi giorni fino ad un paio di settimane. Le femmine divengono sessualmente mature ad un'età tra i 5 ed i 7 anni, mentre i maschi si accoppiano solitamente solo dopo qualche altro anno in più, quando sono abbastanza grossi e robusti da competere con successo con gli altri maschi per appropriarsi dei diritti all'accoppiamento. Tramite il processo dell'impianto ritardato, l'ovulo fecondato di una femmina si divide e vaga libero nell'utero per sei mesi. Durante il letargo invernale, il feto aderisce alla parete uterina ed i cuccioli nasceranno dopo un periodo di otto settimane, mentre la madre sta dormendo. Se la madre non ha accumulato abbastanza grasso per sopravvivere nel corso dell'inverno, l'embrione non si impianta e viene riassorbito dal corpo. Una cucciolata è composta da uno a quattro piccoli, solitamente da due, sebbene ci siano stati casi di orse con cinque cuccioli, anche se non è insolito per le femmine adottare piccoli altrui. Le dimensioni di una cucciolata dipendono da un certo numero di fattori, come l'età della madre, la distribuzione geografica e la disponibilità di cibo. Le femmine più vecchie tendono a mettere alla luce cucciolate più numerose. I piccoli sono ciechi, privi di denti e glabri, ed alla nascita pesano meno di 0,4 chilogrammi. Si nutrono del latte materno fino a primavera o fino agli inizi dell'estate, a seconda delle condizioni climatiche. I cuccioli, che in questo periodo pesano tra i 6,8 ed i 9 chilogrammi, sono abbastanza sviluppati da seguire la madre ed iniziare a nutrirsi di cibo solido. Rimangono con lei tra i due ed i quattro anni, durante i quali apprendono varie tecniche di sopravvivenza, come imparare quali sono i cibi che hanno valori nutrizionali più alti e dove trovarli, come cacciare, come pescare, come difendersi e dove andare in letargo. Gli orsetti imparano seguendo ed imitando le azioni della madre durante il periodo con cui rimangono con lei[18]. Gli orsi bruni praticano inoltre l'infanticidio[19]. Un maschio adulto può uccidere i cuccioli di un altro orso per rendere la femmina sessualmente recettiva. Per questo motivo i piccoli si arrampicano sopra un albero non appena avvistano un maschio adulto.
Rapporti con l'uomo


Gli orsi vengono attratti dalle fonti di cibo create dall'uomo, come le discariche di rifiuti, i bidoni della spazzatura ed i cassonetti, e si avventurano in cerca di cibo nelle abitazioni umane o nelle stalle, se queste sono situate nei pressi del loro habitat. Negli U.S.A., gli orsi talvolta uccidono e divorano animali da fattoria. Quando gli orsi cominciano ad associare le attività umane con una «fonte di cibo» si fanno più coraggiosi ed allora crescono le probabilità di incontri con l'uomo e se questi animali vengono allontanati possono di nuovo farsi vivi nello stesso luogo. Il detto «un orso nutrito è un orso morto» è entrato nell'uso quotidiano per diffondere l'idea che permettere agli orsi di rovistare tra i rifiuti umani, così come nei bidoni dell'immondizia e negli zaini dei campeggiatori, nei mangimi per animali e in altre fonti di cibo che portano l'orso ad un contatto con l'uomo, può causare la morte all'orso stesso.

Per tenere lontani gli orsi dagli ambienti umani gli animali sono stati spostati in altre zone, ma questo non ha affrontato il problema che per l'orso l'uomo equivale ad una fonte di cibo, né ha risolto le situazioni ambientali che hanno portato l'orso ad abituarsi all'uomo. «Porre un orso in un ambiente usato da altri orsi può portare ad una competizione e a conflitti sociali, con il risultato del ferimento o della morte dell'orso meno dominante»[20].

Il parco nazionale di Yellowstone, un'enorme riserva situata negli Stati Uniti occidentali, costituisce un ambiente importantissimo per l'orso grizzly (Ursus arctos horribilis), ma a causa dell'enorme numero di visitatori gli incontri uomo-orso sono comuni. La bellezza paesaggistica dell'area ha portato ad un influsso di persone in essa. Inoltre, poiché in alcune remote aree di Yellowstone vi sono così tanti orsi ricollocati lì da altre zone, e poiché i maschi tendono a dominare il centro della zona di ricollocamento, le orse tendono ad essere spinte ai margini dei confini ed oltre. Il risultato è che una grossa percentuale degli orsi che sono stati uccisi per motivi di sicurezza pubblica sono femmine. Questo crea un problema ulteriore per una specie già minacciata. Negli U.S.A. l'orso grizzly viene ufficialmente classificato come «minacciato». Sebbene questo problema sia più significativo dei grizzly, affligge anche altri tipi di orso bruno.

In Europa, parte del problema è costituito dai pastori; nel corso degli ultimi due secoli, molti allevatori di pecore e capre hanno gradualmente abbandonato la pratica più tradizionale di utilizzare cani da pastore per fare la guardia ai loro animali, che nel frattempo sono diventati più numerosi. Generalmente i pastori seguono le mandrie al pascolo attraverso notevoli estensioni di terreno. Dal momento che gli orsi ritengono queste greggi appartenenti al proprio territorio, possono nutrirsi di bestiame. Purtroppo, alcuni pastori si sentono legittimati a sparare agli orsi per salvaguardare il proprio bestiame.
Incontri con gli orsi

In Nordamerica vi è una media di due attacchi fatali ogni anno[21]. In Scandinavia, negli ultimi 100 anni vi sono stati solamente quattro casi in cui degli uomini sono stati uccisi dagli orsi. Gli attacchi avvengono solitamente se l'orso è ferito o se un uomo incontra un'orsa con i piccoli. Alcuni tipi di orso, come l'orso polare, attaccano più facilmente l'uomo quando sono in cerca di cibo, mentre l'orso nero americano è molto meno aggressivo.

Il progetto di Ricerca sull'Orso Scandinavo classifica le seguenti situazioni come potenzialmente pericolose:

1. Incontrare un orso ferito
2. La comparsa improvvisa di un uomo
3. Incontrare un orso nella sua grotta
4. Incontrare un orso che è stato provocato

Minacce per la sopravvivenza

L'orso bruno è un animale la cui presenza può entrare in conflitto con l'uomo e con le sue attività economiche, soprattutto nelle regioni densamente popolate e dove gli ambienti scelti da questo animale vanno a sovrapporsi con le aree utilizzate per l'allevamento, l'agricoltura e l'apicoltura poiché, essendo un opportunista a livello alimentare, trova comodo utilizzare queste risorse alternative di cibo. L'orso bruno non è da considerarsi un animale aggressivo e pericoloso, poiché ha solitamente un comportamento schivo e tende ad evitare il più possibile gli incontri con l'uomo. Tuttavia può capitare che alcuni esemplari di orso prendano confidenza con l'uomo e le sue attività antropiche diventando «confidenti», ma tuttavia non sono da considerarsi pericolosi in quanto generalmente non sviluppano comportamenti aggressivi. I casi di aggressione accertati sono sempre descritti come situazioni limite, spesso causati dall'uomo con l'avvicinamento ad animali feriti o intrappolati, a femmine accompagnate da piccoli, oppure disturbando orsi presso i siti di svernamento o di alimentazione, ovvero circostanze in cui l'orso vede nell'uomo un pericolo o un competitore all'accesso ad una fonte di cibo. Generalmente il comportamento scelto in caso di incontro accidentale con l'uomo è la fuga.
Status legale

* L'orso grizzly, chiamato talvolta orso dal dorso argentato, viene classificato come minacciato negli Stati Uniti continentali. Sta comunque attualmente ripopolando lentamente le aree dove era stato sterminato in passato, sebbene sia ancora vulnerabile.
* L'orso grizzly della California (Ursus arctos californicus) scomparve dallo stato della California nel 1922, quando venne ucciso l'ultimo esemplare nella contea di Tulare, ma è ancora presente sulla bandiera di stato della California. Quest'orso viene inoltre citato nei nomi delle squadre sportive dell'Università della California di Berkeley (i California Golden Bears) e dell'Università della California di Los Angeles (gli UCLA Bruins) e nella mascotte dell'Università della California di Riverside (Scottie the Bear, che indossa un kilt scozzese).
* L'orso grizzly messicano viene classificato come specie minacciata, ma forse è estinto.
* In Canada, viene classificato come vulnerabile in Alberta, Columbia Britannica, Territori del Nordovest e Territorio dello Yukon. Le popolazioni di prateria di orso grizzly sono considerate estinte in Alberta, Manitoba e Saskatchewan.
* L'orso bruno è una specie protetta europea ed è quindi protetto in tutta l'Unione Europea.
* L'orso bruno è inoltre l'animale nazionale della Finlandia e della Slovenia.

Ibridazione [modifica]
Ibrido orso bruno/polare, museo Rothschild, Tring.

Un ibrido grizzly-orso polare è un raro urside ibrido risultante dall'unione di un orso bruno con un orso polare. Esso prende generalmente il nome di pizzly nel caso in cui la madre sia un orso bruno ed il padre un orso polare, mentre viceversa viene chiamato orso grolare[22].
Nel 2006, la presenza di questi ibridi in natura è stata confermata dall'analisi del DNA di un orso dall'aspetto strano che era stato ucciso nell'Artico canadese[23]. In precedenza, quest'ibrido era stato unicamente prodotto negli zoo ed era considerato un «criptide» (un animale ipotetico della cui esistenza in natura non ci sono prove scientifiche).
Orsi famosi

* Winnie the Pooh, orsetto di peluche della letteratura per bambini creato da A.A.Milne.
* Bear, grizzly arancione protagonista della serie Bear nella grande casa Blu.
* Koda Fratello Orso, cartone animato della Disney tratto da leggenda peruviana.
* Baloo, uno dei personaggi del Libro della giungla.
* Vincent, l'antagonista del film della Dreamworks Animation La gang del bosco.
* Bongo, l'orsetto protagonista di Bongo e i tre avventurieri
* Lotso, un orsacchiotto che diventerà l'Antagonista principale in Toy Story 3.
* Gigione, un personaggio di uffa! che pazienza!.
* Bruno, un personaggio di MagicSport.
* Paulo, un personaggio di MagicSport 2.
* Little John, l'orso amico di Robin Hood.
* Compare Orso, l'alleato di Compar Volpone ne I racconti di zio Tom.
* Boog, il mitico grizzly protagonista di Boog & Elliot a caccia di amici.

Per chi non l'avesse visto il cartone della Disney Koda fratello Orso ha molto da raccontare...
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MessaggioOggetto: Orso   Lun 12 Apr 2010 - 16:05

Fonte: http://gliindiani.altervista.org/Portale/sciamanoEtotem/orsototem.html

Il Potere

Il potere dell'Orso è enorme.
E' il primo animale che sia stato adorato dall'uomo
e i Neanderthaliani seppellivano in maniera rituale
i crani d'Orso insieme a quelli umani.
Molti popoli nativi si ritengono discendenti degli Orsi,
così in Siberia o in Mongolia - ma nella nostra cultura,
anche gli abitanti dell'Arcadia nel Peloponnneso (Grecia)
si ritenevano discendenti degli Orsi.
Circa 25 anni fa uno studioso di evoluzionismo asserì che
l'uomo non derivava dalla scimmia, bensì dall'orso...
Gli Orsi, come i nostri antenati, vivevano nelle caverne,
e come loro e noi, possono camminare su due zampe.
Ma diversamente dagli uomini, dispone di una forza
e una sicurezza di sé eccezionali.
Nessun animale è in grado di spaventarlo o ucciderlo.
Per diventare come il dio Orso, gli uomini hanno costruito armi
in grado di metterli al di sopra di tutti gli animali
certamente al potere dell'Orso hanno chiesto aiuto per riuscire
a costruirle, perchè avessero in sé la forza dell'Orso.
Così è vero quel che narra di sé una popolazione Mongola:
dall'unione tra una donna e un Orso è discesa la nostra gente.

Animale lunare.
I Siberiani e gli Inuit dell'Alaska dicono che appartiene
alla Luna perché scompare in inverno e riappare in primavera
come il ciclo vegetale, che dalla Luna è regolato.
Anche nell'antica Grecia l'Orsa era animale sacro ad Artemide,
dea vergine della Luna, cacciatrice solitaria, protettrice
della fauna selvatica.
Mondo vegetale
Il culto dell'orso è sempre stato associato all'Albero,
anch'esso, come l'orso, simile all'uomo per molti aspetti:
sta eretto, affonda le radici nella terra, da cui proviene,
ma si protende per raggiungere il cielo.
Tutti gli orsi in effetti sono, nonostante la mole, in grado
di arrampicarsi sugli alberi.
Se dovete invocare il potere dell'orso, è buona cosa chiamarlo
e venerarlo presso un albero sacro.

Elemento

L'Orso proviene dalle caverne della Terra.
Per questa ragione spesso appartiene all'ovest, direzione
del sole che scende nella terra.
Per molte nazioni Nativo-Americane l'Orso grizzly è l'animale-totem di questa direzione.

L'Orso come messaggero

Se l'Orso ci visita in sogno o in una visione o in altro modo, un essere forte,
materno e protettivo è venuto dalle profondità del tempo a portarci
il potere che fu dei nostri più remoti antenati vissuti nelle caverne.
Se lo accogliamo, la forza ancestrale dei nostri progenitori
dell'Età della Pietra ci è resa disponibile.
Non va però dimenticato che è animale feroce e imprevedibile perciò
se non lo trattiamo col debito rispetto, può sbranarci e trascinarci
indietro nel profondo della caverna da cui siamo usciti.
Forse ci sentiamo deboli o abbiamo bisogno di ritirarci per un po'
e partorire qualcosa di nuovo.
Ma può anche darsi che dobbiamo deciderci a uscire dalla caverna, fidando
nella nostra forza e in quella del nostro alleato.
Talvolta abbiamo bisogno di introspezione e di discernere nelle
nostre idee o sentimenti: se manchiamo di discernimento,
l'orso può venire per questo ad aiutarci.
L'orso può anche offrirci una guarigione attraverso il ritiro e
l'uso appropriato di erbe e radici.

L'Orso come alleato

L'Orso è forte e possente, ma al tempo stesso incredibilmente veloce.
Inoltre è coraggioso e feroce.
Uno dei pochi animali che non si lascia spaventare dall'uomo e che,
se inferocito, è estremanente distruttivo e sanguinario.
Ha il potere dunque della caccia e della guerra, e -almeno anticamente-
anche del governo dei popoli con la spada.
Esso è però dall'altro lato anche portatore dei poteri di
guarigione attraverso le erbe e le radici.

Coloro che hanno l'Orso come animale di potere sono o potranno
diventare persone forti e silenziose, coraggiose, agili
e introspettive ma veloci, anche mentalmente.
Le donne, ma non solo loro, hanno un forte istinto materno e sono molto protettive.
Sono però talora individui scontrosi e, se in collera, feroci.
Il loro cuore, ben protetto dalla possenza, è tuttavia dolce, come il miele di cui amano nutrirsi.
Faranno bene ad aggiungerlo alla loro dieta.
Possono diventare grandi condottieri.
Se si sincronizzano col ritmo naturale del loro alleato (e saranno più potenti se lo fanno),
lavoreranno solitari e daranno vita a nuovi progetti nella stagione fredda
per poi confrontarsi con gli altri in primavera-estate.
Anche la loro vita affettiva e il sesso saranno più attivi nella bella stagione.
Non di rado persone -specie maschi- la cui madre forte è stata
determinante nella loro vita, hanno l'Orso come animale di potere.
Specialmente loro devono evitare la tentazione di rimanere
sempre chiusi nella loro caverna.


FONTE: http://www.esoterya.com/totem-orso/2515/

è il simbolo dell’introspezione, colui che durante il freddo e gelido inverno si ritira ogni in una grotta, in una sorta di stato comatoso, in cui ripensare a tutti gli eventi accadutigli durante l’anno.

L’orso ama porsi delle domande a cui dopo poter dare una risposta, adora la solitudine in certi momenti, ed anche alcuni uomini scelgono la via del silenzio e solitudine ritrovare se stessi e la propria strada.

L’orso è sempre alla ricerca di se stesso, delle proprie abitudini, alla continua ricerca di risposte, di rinnovamento, cosa che fa quando si ritira in inverno per rinascere in primavera.

Attraverso la calma si potrà raggiungere la nostra reale esistenza, ascoltando la voce della nostra anima, che ci può dare la risposta a tutte le nostre domande e trovare la soluzione a tutti i problemi.

Dovrete usare la forza di questo fantastico animale solamente quando volete raggiungere gli scopi che vi siete prefissi.



FONTE IMMAGINE: http://raccontatamisono.blog.dada.net/post/1207056265/Gli+orsi+della+luna.+e+le+fattorie+della+bile...+una+firma,+un+atto+di+umanit%C3%A0..
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Mer 14 Lug 2010 - 10:13

FONTE: Animali e spiritualità. La convivenza con l'uomo. Sacrifici rituali e miti. Spiriti e simboli animali di Saunders Nicholas J. Ed. EDT

Lo sciamanismo ha accolto da lungo tempo l'orso come spirito a sé affine, simbolo della rinascita e possessore di un sapere magico e del potere di guarire.

Presso il popolo indigeno americano dei Piedi Neri, lo sciamano orso esegue un'efficace seduta terapeutica, cimentandosi in una danza in cui indossa una pelle di un orso e ne imita il verso ed i movimenti. Con la sua spada mistica e il potere trasmesso dagli artigli d'orso che gli ciondolano dalle braccia, egli grugnisce come il grizzly e canta rivolto agli spiriti benevoli e maligni. Poi, mimando il modo in cui l'animale tratta la sua preda, fa rotolare il paziente e gli dà delle zampate allo scopo di spaventare ed allontanare la malattia.

Per il popolo degli Inuit, il predatore più temibile delle regioni polari è una figura edificante che incarna le qualità necessarie per sopravvivere in un ambiente così ostile.
Abile cacciatore di foche, l'orso polare è forte, paziente, apparentemente accorto e straordinariamente astuto. Gli Inuit sostengono di aver imparato da lui ad uccidere con un blocco di ghiaccio o di pietra i trichechi che dormono, ad attendere ostinati presso le buche nel ghiaccio l'apparizione di una foca o di un pesce, a costruire gli igloo di ghiaccio e di neve.

Per gli Inuit del Labrador, Tuurngasuk il Grande Spirito, appariva con le sembianze di un gigantesco orso polare per "divorare" l'aspirate sciamano prima della rinascita rituale.

La cultura Dorset, fiorita nell'Artico tra il ca. 500 a.C. e il ca. 1000 d.C., ci ha lasciato delle sculture in avorio di orsi "volanti" che potrebbero rappresentare i viaggi spiritici degli sciamani, accompagnati nel loro volo verso l'altro mondo da questi animali.

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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Gio 15 Lug 2010 - 6:18

FONTE: http://www.druidry.org/obod/theorder/archive/pcg-dao.html




The Tradition of THE BEAR

With the blessings of the great bear of the starry heavens
and the deep and fruitful earth, we call upon the powers of the North.
-From Druid ceremony

The Arthurian legend, like a golden thread, connects the most sophisticated post-Christian forms of Druidic understanding with the very roots of Druidry in the Celtic and pre-Celtic past. Learning of the importance of the Bear in Druid tradition helps us to follow this golden thread back from Arthur to the very beginnings of humanity.

To understand the full significance of King Arthur in relation to the "Matter of Britain" and the Druid Mysteries, we need to understand the origin of his name. The name Arthur derives from the Celtic word Art, meaning bear, stone or God. Arthur is the "bear-man" - as strong and powerful as a bear. The greatest compliment that could be paid to a hero in the Celtic tradition was to describe him as an Art an neart - a bear in vigor. But these attributions do not derive simply from the bear's legendary strength and ferocity. Of all the animals sacred to the Druids and Celts, and indeed many other European and North American races, the bear seems to have been among the very first of animals to be honored and revered.



The Bear Cult

The finding of stone altars and significant caches of bear bones at Drachenloch in Switzerland shows us that Neanderthal man revered the cave bear as Master of all Animals as far back as 70,000 years ago. In the Lascaux caves in France we find, dating from 17,000 BC, the headless model of a bear which for ceremonies was almost certainly draped in fur with a bear's head attached. The bear is therefore truly one of the primal totems, if not the primal one. Joseph Campbell goes so far as to suggest that the Bear Cult was older than shamanism by many centuries.

Bear-cult sites, votive statues and ritual jewelry have been found widely distributed over Celtic territory, and we find the Celts, and hence the Druids, honoring the bear goddess Artio or Andarta ("powerful bear") and the bear god Artaois, Ardehe or Arthe. An image of Artio has been found in Berne (Bear City) as has a "den of bears" - used for cult practices. A sixth-century BC altar dedicated to the bear god Ardehe has been found in the French town of St. Pe-d'Ardet (from St. Pere Ardehe) which lies in the "Valley of the Bear" - the Vallee de l'Ourse - not far from Lourdes. Bear pelts were favored for clothing, and the late Iron Age chieftain whose burial was uncovered at Welwyn in Hertfordshire was found lying on bearskin.



The Primal Power of the Bear

Neolithic man hunted the brown bear, and it was found in Scotland until about the end of the eleventh century. Bears' teeth were considered potent charms and several jet bear amulets have been found in North Britain. Due to its extraordinary ferocity, the Caledonian bear, as it was called, was a valuable export to Rome. Certainly, the ferocious bear was invoked before going into battle - with bearskins often being worn. Identifying with bear-power, the warriors went "ber-serk."

The place of honor given to the bear in the Druid tradition degenerated with the coming of Christianity, and was perverted into the pastime of bear-baiting. In Tudor times, every important town had its own bear, bear-baiting arenas were commonplace, and there was even the official post of "Master of the Queen's/King's bears." Bears toured the country decorated with ribbons or flowers, often blinded to maintain obedience, and this tradition is continued to this day by gipsies in the Balkans.

The need, rooted in its pagan past, for each community to have its own bear can be seen as late as the seventeenth century, when we learn that at Congleton in Cheshire the citizens decided to use the money set aside for a new bible to purchase a replacement for the town bear who had just died. Hence the rhyme:
Congleton rare, Congleton rare,
Sold the Bible to pay for a bear.

We still talk about a child needing to be "licked into shape." This curious phrase derives from a belief that a bear cub was born a formless mass of flesh which the mother then licked into shape. An equally fantastic notion was held with regard to a bear's paws. It was believed that they secreted a substance which, when licked, could nourish the bear through the long winter months. Even today in China, live bears have their paws severed for their supposed medicinal value.

The importance of the Bear in Druid tradition is shown by the fact that Arthur is symbolically attributed in Druid ceremony and teaching to the Pole Star, in the constellation of the Great Bear, sometimes known in Celtic stories as Arthur's Plow. When all is dark to us, when the time of the longest night is upon us at the Winter Solstice, we turn to Arthur, the Pole Star, as our only guide. Arthur then becomes our intuition - our only guide when our reason and senses cannot help us. For this reason the Winter Solstice is known as "Alban Arthan" - the Light of Arthur.

In this way, primal shamanism from the time of earliest man connects with the later Christian-influenced Druidry of the Arthurian Mysteries through the image of the Bear - who has become both star and animal.


The cards of the Druid Animal Oracle are painted by Lancashire artist and Pendragon of the Order of Bards, Ovates and Druids, Bill Worthington. More can be seen and downloaded from
The Art Gallery


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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Ven 6 Ago 2010 - 9:15

L'orso nella mitologia...

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Arcade_%28mitologia%29

Arcade (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Nella mitologia greca Arcade (in greco Αρκάς), era il figlio di Zeus e della Ninfa Callisto, che Hera trasformò in un orso. Arcade, durante una battuta di caccia, senza volerlo, corse il pericolo di uccidere la sua stessa madre, non avendola riconosciuta sotto le nuove sembianze animalesche. Zeus decise quindi di porli entrambi in cielo mutando Callisto nell'Orsa maggiore e Arcade nell'Orsa minore.[1] È chiamato anche Arctophylax (protettore o pastore di orsi).

Varie fonti suggeriscono che Arcade sia stato allevato da Maia o da Licaone.

Secondo una versione del mito fu proprio il nonno Licaone ad uccidere Arcade ed a servire la sua carne a Zeus per mettere alla prova la divinità dell'ospite.

Una versione alternativa della leggenda dice che Callisto, che era una delle compagne di giochi e caccia di Artemide, perse la verginità per mano di Zeus, che aveva assunto le sembianze di Apollo. A trasformare Callisto in un'orsa sarebbe quindi stata Artemide sentendosi oltraggiata.

Il fatto che Callisto ed Arcade fossero stati messi nel cielo non piacque ad Hera, che chiese di aiutarla alla sua nutrice Teti. Teti, una divinità marina, condannò la due costellazioni a girare nel cielo all'infinito, senza poter mai calare al di sotto dell'orizzonte per riposarsi.

Arcade, che diede il nome alla regione dell'Arcadia, ebbe un figlio, Azan, dalla musa Erato.

Note [modifica]

1. ^ Da notare che l'etimologia di "Arcade" si ricollega precisamente ad "orso"


FONTE
: http://it.wikipedia.org/wiki/Artemide

Il culto di Artemide

Artemide era adorata e celebrata allo stesso modo in quasi tutte le zone della Grecia, ma i più importanti luoghi di culto a lei dedicati si trovavano a Delo (sua isola natale), Braurone, Munichia (su una collina nei pressi del Pireo) e a Sparta. Era la dea della caccia, della selvaggina e dei boschi e una divinità lunare. Era, per sua espressa richiesta, vergine ma era adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo. Durante l'epoca classica ad Atene veniva identificata con Ecate. Nei secoli Artemide/Diana,Ecate e Selene/Luna divennero una triade lunare contemplata nel (neo)paganesimo,nell'esoterismo e nella wicca.


Nella Ionia la "Signora di Efeso", una dea che viene identificata con Artemide, era oggetto di uno dei culti più importanti: Il Tempio di Artemide a Efeso, una delle sette meraviglie del mondo, fu probabilmente il più conosciuto centro dedicato al suo culto all'infuori di Delo. Negli Atti degli apostoli i fabbri efesini , quando sentono la loro fede minacciata dalla predicazione di Paolo, si levano a difenderla con fervore gridando: "Grande è Artemide degli efesini!!".[2]

Le fanciulle ateniesi di età compresa tra i cinque e dieci anni venivano mandate al santuario di Artemide a Braurone per servire la dea per un anno: durante questo periodo le ragazze erano conosciute come "arktoi" (orsette). Una leggenda spiega le ragioni di questo periodo di servitù narrando che un orso aveva preso l'abitudine di entrare nella cittadina di Braurone e la gente aveva cominciato a nutrirlo, in modo che in breve tempo l'animale era diventato docile e addomesticato. Una giovinetta prese a infastidire l'orso che, secondo una versione la uccise, secondo un'altra le strappò gli occhi. A ogni modo il fratello della ragazza uccise l'orso, Artemide andò per questo in collera e pretese che le ragazze prendessero il posto dell'orso nel suo santuario come riparazione per la morte dell'animale.


FONTE IMMAGINI
: http://commons.wikimedia.org/wiki/Ursus_arctos



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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Sab 13 Nov 2010 - 9:16


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sweden._Stockholm._Djurgården._Skansen_101.JPG

Dedico a questo bellissimo animale peloso ancora qualche notizia...buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Bear

Bear
From Wikipedia, the free encyclopedia

Bears are mammals of the family Ursidae. Bears are classified as caniforms, or doglike carnivorans, with the pinnipeds being their closest living relatives. Although there are only eight living species of bear, they are widespread, appearing in a wide variety of habitats throughout the Northern Hemisphere and partially in the Southern Hemisphere. Bears are found in the continents of North America, South America, Europe, and Asia.

Common characteristics of modern bears include a large body with stocky legs, a long snout, shaggy hair, plantigrade paws with five nonretractile claws, and a short tail. While the polar bear is mostly carnivorous and the giant panda feeds almost entirely on bamboo, the remaining six species are omnivorous, with largely varied diets including both plants and animals.

With the exceptions of courting individuals and mothers with their young, bears are typically solitary animals. They are generally diurnal, but may be active during the night (nocturnal) or twilight (crepuscular), particularly around humans. Bears are aided by an excellent sense of smell, and despite their heavy build and awkward gait, they can run quickly and are adept climbers and swimmers. In autumn some bear species forage large amounts of fermented fruits which affects their behaviour.[1] Bears use shelters such as caves and burrows as their dens, which are occupied by most species during the winter for a long period of sleep similar to hibernation.

Bears have been hunted since prehistoric times for their meat and fur. To this day, they play a prominent role in the arts, mythology, and other cultural aspects of various human societies. In modern times, the bear's existence has been pressured through the encroachment on its habitats and the illegal trade of bears and bear parts, including the Asian bile bear market. The IUCN lists six bear species as vulnerable or endangered, and even least concern species such as the brown bear are at risk of extirpation in certain countries. The poaching and international trade of these most threatened populations is prohibited, but still ongoing.
Contents
[hide]

* 1 Evolutionary history
o 1.1 Fossil bears
o 1.2 Taxonomic revisions of living bear species
* 2 Classification
* 3 Biology
o 3.1 Morphology
3.1.1 Dentition
o 3.2 Distribution and habitat
o 3.3 Behaviour
o 3.4 Vocalizations
o 3.5 Diet and interspecific interactions
o 3.6 Breeding
o 3.7 Winter dormancy
* 4 Relationship with humans
o 4.1 Bears as food and medicine
* 5 Culture
o 5.1 Names
o 5.2 Myth and legend
o 5.3 Symbolic use
o 5.4 Figures of speech
o 5.5 Teddy bears
* 6 Scientific/Conservation Organizations
* 7 See also
* 8 References
* 9 Further reading
* 10 External links

Evolutionary history

The family Ursidae is one of nine families in the suborder Caniformia, or "doglike" carnivores, within the order Carnivora. Bears' closest living relatives are the pinnipeds (seals and kin).

The following synapomorphic (derived) traits set bears apart from related families:

* presence of an alisphenoid canal
* paroccipital processes that are large and not fused to the auditory bullae
* auditory bullae are not enlarged
* lacrimal bone is vestigial
* cheek teeth are bunodont and hence indicative of a broad, hypocarnivorous (non-strictly meat-eating) diet (although hypercarnivorous (strictly meat-eating) taxa are known from the fossil record)[2]
* carnassials are flattened

Additionally, members of this family possess posteriorly oriented M2 postprotocrista molars, elongated m2 molars, and a reduction of the premolars.

Modern bears comprise eight species in three subfamilies: Ailuropodinae (monotypic with the giant panda), Tremarctinae (monotypic with the Spectacled Bear), and Ursinae (containing six species divided into one to three genera, depending upon authority).
Fossil bears

The earliest members of Ursidae belong to the extinct subfamily Amphicynodontinae, including Parictis (late Eocene to early middle Miocene, 38-18 million years (Ma) ago) and the slightly younger Allocyon (early Oligocene, 34-30 Ma), both from North America. These animals looked very different from today's bears, being small and raccoon-like in overall appearance, and a diet perhaps more similar to that of a badger. Parictis does not appear in Eurasia and Africa until the Miocene.[3] It is unclear whether late Eocene ursids were also present in Eurasia, although faunal exchange across the Bering land bridge may have been possible during a major sea level low stand as early as the late Eocene (~37 Ma) and continuing into the early Oligocene.[4] European genera morphologically very similar to Allocyon, and also the much younger American Kolponomos (~18 Ma), are known from the Oligocene, including Amphicticeps and Amphicynodon.

The raccoon-sized, dog-like Cephalogale is the oldest-known member of the subfamily Hemicyoninae which first appeared during the middle Oligocene in Eurasia ~30 Ma ago. The subfamily also includes the younger genera Phoberocyon (~20-15 Ma), and Plithocyon (~15-7 Ma).

A Cephalogale-like species gave rise to the genus Ursavus during the early Oligocene (30-28 Ma); this genus proliferated into many species in Asia and is ancestral to all living bears. Species of Ursavus subsequently entered North America together with Amphicynodon and Cephalogale during the early Miocene (21-18 Ma).

Members of living lineages of bears diverged from Ursavus ~20 Ma ago, likely via the species Ursavus elmensis. Based on genetic and morphological data, the subfamily Ailuropodinae (pandas) was the first to diverge from other living bears ~19 Ma ago, although no fossils of this group have been found pre-dating about 5 Ma.[5]

The New World short-faced bears (Tremarctinae) differentiated from Ursinae following a dispersal event into North America during the mid Miocene (~13 Ma).[5] They invaded South America (~1 Ma) following formation of the Isthmus of Panama.[6] Their earliest fossil representative is Plionarctos in North America (~10-2 Ma). This genus is probably the direct ancestor to the North American short-faced bears (genus Arctodus), the South American short-faced bears (Pararctotherium and Arctotherium), and the spectacled bears, Tremarctos, represented by both an extinct North American species (T. floridanus), and the lone surviving representative of the Tremarctinae, the South American spectacled bear (T. ornatus).

The subfamily Ursinae experienced a dramatic proliferation of taxa ~5.3-4.5 Ma ago coincident with major environmental changes, with the first members of the genus Ursus also appearing around this time.[5] The sloth bear is a modern survivor of one of the earliest lineages to diverge during this radiation event (~5.3 Ma); it took on its peculiar morphology related to its diet on termites and ants no later than by the early Pleistocene. By 3-4 Ma ago, the species Ursus minimus appears in the fossil record of Europe, which apart from size is nearly identical to today's Asiatic black bear. It is likely ancestral to all bears within Ursinae, perhaps aside from the sloth bear. Two lineages evolved from U. minimus, the black bears (including the sun bear, the Asiatic black bear, and the American black bear), and the brown bears. Modern brown bears evolved from U. minimus via Ursus etruscus, which itself is ancestral to both the extinct Pleistocene cave bear and the ancestor of today's brown and polar bears. Species of Ursinae have migrated repeatedly into N. America from Eurasia as early as 4 Ma ago during the early Pliocene.[7]

The fossil record of bears is exceptionally good. Direct ancestor-descendent relationships between individual species are often fairly well-established, with sufficient intermediate forms known to make the precise cut-off between an ancestral and its daughter species subjective.[8]

Other extinct bear genera include Agriarctos, Indarctos, and Agriotherium (sometimes placed within hemicyonids).
Taxonomic revisions of living bear species

The giant panda's taxonomy (subfamily Ailuropodinae) has long been debated. Its original classification by Armand David in 1869 was within the bear genus Ursus, but in 1870 it was reclassified by Alphonse Milne-Edwards to the raccoon family.[9] In recent studies, the majority of DNA analyses suggest that the giant panda has a much closer relationship to other bears and should be considered a member of the family Ursidae.[10] Estimates of divergence dates place the giant panda as the most ancient offshoot among living taxa within Ursidae, having split from other bears 17.9 to 22.1 Ma ago.[5] The red panda was included within Ursidae in the past. However, more recent research does not support such a conclusion and instead places it in its own family Ailuridae, in superfamily Musteloidea along with Mustelidae, Procyonidae, and Mephitidae.[11][12][13] Multiple similarities between the two pandas, including the presence of false thumbs, are thus thought to represent an example of convergent evolution for feeding primarily on bamboo.

There is also evidence that, unlike their neighbors elsewhere, the brown bears of Alaska's ABC islands are more closely related to polar bears than they are to other brown bears in the world. Researchers Gerald Shields and Sandra Talbot of the University of Alaska Fairbanks Institute of Arctic Biology studied the DNA of several samples of the species and found that their DNA is different from that of other brown bears. The researchers discovered that their DNA was unique compared to brown bears anywhere else in the world. The discovery has shown that while all other brown bears share a brown bear as their closest relative, those of Alaska's ABC Islands differ and share their closest relation with the polar bear.[14] There is also the very rare Tibetan blue bear, which is a type of brown bear. This animal has never been photographed.

Koalas are often referred to as bears due to their appearance; they are not bears, however, but marsupials.

Classification


Brown bear Ursus arctos, at the Moscow Zoo
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Medved_mzoo.jpg


Asian black bear Ursus thibetanus, at the Wrocław Zoo, Poland
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Ursus_thibetanus_3_(Wroclaw_zoo).JPG


Giant panda Ailuropoda melanoleuca, "Tian Tian"
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Giant_Panda_2004-03-2.jpg

* Family Ursidae
o Subfamily Ailuropodinae
†Ailurarctos
# †Ailurarctos lufengensis
# †Ailurarctos yuanmouenensis
Ailuropoda (pandas)
# †Ailuropoda baconi
# †Ailuropoda fovealis
# Ailuropoda melanoleuca, giant panda
* Ailuropoda melanoleuca melanoleuca, giant panda
* Ailuropoda melanoleuca qinlingensis, Qinling panda
# †Ailuropoda microta
# †Ailuropoda wulingshanensis
o Subfamily Tremarctinae
Tremarctos (Spectacled bears)
# Tremarctos ornatus, spectacled bear
# †Tremarctos floridanus
†Arctodus
# †Arctodus simus
# †Arctodus pristinus
†Arctotherium
# †Arctotherium angustidens
# †Arctotherium bonariense
# †Arctotherium brasilense
# †Arctotherium latidens
# †Arctotherium tarijense
# †Arctotherium vetustum
# †Arctotherium wingei
†Plionarctos
# †Plionarctos edensis
# †Plionarctos harroldorum
o Subfamily Ursinae
†Agriotherium
# †Agriotherium inexpetans
# †Agriotherium schneideri
# †Agriotherium sivalensis
Helarctos
# Helarctos malayanus, Sun bear
* Helarctos malayanus malayanus
* Helarctos malayanus euryspilus, Borneo sun bear
†Indarctos
# †Indarctos anthraciti
# †Indarctos arctoides
# †Indarctos atticus
# †Indarctos nevadensis
# †Indarctos oregonensis
# †Indarctos salmontanus
# †Indarctos vireti
# †Indarctos zdanskyi
Melursus
# Melursus ursinus, sloth bear
* Melursus ursinus inornatus, Sri Lankan sloth bear
* Melursus ursinus ursinus, Indian sloth bear
†Ursavus
# †Ursavus brevirhinus
# †Ursavus depereti
# †Ursavus elmensis
# †Ursavus pawniensis
# †Ursavus primaevus
Ursus
# †Ursus abstrusus
# Ursus americanus, American black bear
* Ursus americanus altifrontalis, Olympic black bear
* Ursus americanus amblyceps, New Mexico black bear
* Ursus americanus americanus, Eastern black bear
* Ursus americanus californiensis, California black bear
* Ursus americanus carlottae, Haida Gwaii black bear or Queen Charlotte black bear
* Ursus americanus cinnamomum, cinnamon bear
* Ursus americanus emmonsii, Glacier bear
* Ursus americanus eremicus, Mexican black bear
* Ursus americanus floridanus, Florida black bear
* Ursus americanus hamiltoni, Newfoundland black bear
* Ursus americanus kermodei, Kermode bear or spirit bear
* Ursus americanus luteolus, Louisiana black bear
* Ursus americanus machetes, West Mexico black bear
* Ursus americanus perniger, Kenai black bear
* Ursus americanus pugnax, Dall black bear
* Ursus americanus vancouveri, Vancouver Island black bear
# Ursus arctos, brown bear
* Ursus arctos arctos, Eurasian brown bear
* Ursus arctos alascensis
* Ursus arctos beringianus, Kamchatka brown bear or Far Eastern brown bear
* †Ursus arctos californicus, California golden bear
* †Ursus arctos crowtheri, Atlas bear
* †Ursus arctos dalli
* Ursus arctos gobiensis, Gobi bear (very rare)
* Ursus arctos horribilis, grizzly bear
* Ursus arctos isabellinus, Himalayan brown bear or Himalayan red bear
* Ursus arctos lasiotus, Ussuri brown bear or black grizzly
* Ursus arctos middendorffi, Kodiak bear
* †Ursus arctos nelsoni, Mexican grizzly bear
* Ursus arctos piscator, Bergman's bear (extinct?)
* Ursus arctos pruinosus, Tibetan blue bear or Tibetan bear or Himalayan blue bear
* Ursus arctos sitkensis
* Ursus arctos syriacus Syrian (brown) bear
# †Ursus deningeri
# †Ursus etruscus
# †Ursus inopinatus, MacFarlane's bear (cryptid; if an authentic species, extinct)
# †Ursus minimus
# Ursus maritimus, polar bear
* Ursus maritimus maritimus
* †Ursus maritimus tyrannus
# †Ursus rossicus
# †Ursus sackdillingensis
# †Ursus spelaeus, cave bear
# Ursus thibetanus, Asian black bear
* Ursus thibetanus formosanus, Formosan black bear
* Ursus thibetanus gedrosianus
* Ursus thibetanus japonicus
* Ursus thibetanus laniger
* Ursus thibetanus mupinensis
* Ursus thibetanus thibetanus
* Ursus thibetanus ussuricus
o †Kolponomos
†Kolponomos clallamensis
†Kolponomos newportensis

The genera Melursus and Helarctos are sometimes also included in Ursus. The Asiatic black bear and the polar bear used to be placed in their own genera, Selenarctos and Thalarctos which are now placed at subgenus rank.

A number of hybrids have been bred between American black, brown, and polar bears (see Ursid hybrids).

Biology

Morphology

Bears are generally bulky and robust animals with relatively short legs. Bears are sexually dimorphic with regard to size, with the males being larger. Larger species tend to show increased levels of sexual dimorphism in comparison to smaller species, and where a species varies in size across its distribution individuals from larger sized areas tend also to vary more. Bears are the most massive terrestrial members of the order Carnivora, with some Polar Bears and Brown Bears weighing over 750 kilograms (1,700 lb). As to which species is the largest may depend on whether the assessment is based on which species has the largest individuals (brown bears) or on the largest average size (polar bears). The smallest bears are the Sun Bears of Asia, which weigh an average of 65 kilograms (140 lb) for the males and 45 kilograms (99 lb) for the females.[15]

Unlike other land carnivorans, bears are plantigrade. They distribute their weight toward the hind feet which makes then look lumbering when they walk. They are still quite fast with the brown bear reaching 30 miles per hour (48 km/h) although they are still slower than felines and canines. Bears can stand on their hind feet and sit up straight with remarkable balance. Bears have non-retractable claws which are used for digging, climbing, tearing and catching prey. Their ears are rounded.

Bears have an excellent sense of smell, a better sense of smell in fact than the dogs (Canidae), or possibly any other mammal. This sense of smell is used for signalling between bears (either to warn off rivals or detect mates) and for finding food. Smell is the principal sense used by bears to find most of their diet.[15]
Dentition

Unlike most other members of the Carnivora, bears have relatively undeveloped carnassial teeth, and their teeth are adapted for a diet that includes a significant amount of vegetable matter. The canine teeth are large, and the molar teeth flat and crushing. There is considerable variation in dental formula even within a given species. It has been suggested that this indicates bears are still in the process of evolving from a carnivorous to a predominantly herbivorous diet. Polar bears appear to have secondarily re-evolved fully functional carnassials, as their diet has switched back towards carnivory.[16] The dental formula for living bears is: Upper: 3.1.2-4.2, lower: 3.1.2-4.3
Distribution and habitat

The bears are mostly found in the northern hemisphere, with a single species, the spectacled bear, occurring in South America. The Atlas Bear, a subspecies of the Brown Bear, was the only bear native to Africa. It was distributed in North Africa from Morocco to Libya, but has been extinct since around the 1870s. All the other species are found in North America, Asia and Europe. The most widespread species is the Brown Bear, which occurs from Western Europe eastwards through Asia to the western areas of North America. The American Black Bear is restricted to North America, and the Polar bear is restricted to the Arctic Sea. All the remaining species are Asian.[15]

With the exception of the Polar Bear the bears are mostly forest species. Some species, particularly the Brown Bear, may inhabit or seasonally use other areas such as alpine scrub or tundra.
Behaviour

While many people think that bears are nocturnal, they are in fact generally diurnal, active for the most part during the day. The belief that they are nocturnal apparently comes from the habits of bears that live near humans which engage in some nocturnal activities, such as raiding trash cans or crops while avoiding humans. The sloth bear of Asia is the most nocturnal of the bears, but this varies by individual and females with cubs are often diurnal in order to avoid competition with males and nocturnal predators.[15] Bears are overwhelmingly solitary and are considered to be the most asocial of all the Carnivora. Liaisons between breeding bears are brief, and the only times bears are encountered in small groups are mothers with young or occasional seasonal bounties of rich food (such as salmon runs).[15]
Vocalizations

Bears produce a variety of vocalizations such as:

* Moaning: produced mostly as mild warnings to potential threats or in fear.
* Barking: produced during times of alarm, excitement or to give away the animal's position.
* Huffing: made during courtship or between mother and cubs to warn of danger.
* Growling: produced as strong warnings to potential threats or in anger.
* Roaring: used much for the same reasons as growls and also to proclaim territory and for intimidation.

Diet and interspecific interactions

Their carnivorous reputation non-withstanding, most bears have adopted a diet of more plant than animal matter and are completely opportunistic omnivores. Some bears will climb trees in order to obtain mast (edible vegatative or reproductive parts such as acorns), smaller species which are more able to climb include a greater amount of this in their diet.[17] Such masts can be very important to the diet of these species, and mast failures may result in long range movements by bears looking for alternate sources of food.[18] One exception is the polar bear, which has adopted a diet mainly of marine mammals to survive in the Arctic. The other exception is the giant panda which has adopted a diet mainly of bamboo. Stable isotope analysis of the extinct giant short-faced bear (Arctodus simus) shows that it was also an exclusive meat eater, probably a scavenger.[19] The sloth bear, though not as specialized as the previous two species, has lost several front teeth usually seen in bears and developed a long, suctioning tongue in order to feed on the ants, termites and other burrowing insects that they favour. At certain times of the year these insects can make up 90% of their diet.[20] All bears will feed on any food source that becomes available, and the nature of that varies seasonally. A study of Asiatic black bears in Taiwan found that they would consume large numbers of acorns when they were most common, and switch to ungulates in other times of the year.[21]

When taking warm-blooded animals, bears will typically take small or young animals, as they are easier to catch. Although (besides polar bears) both species of black bear and the brown bear can sometimes take large prey, such as ungulates.[21][22] Often, bears will feed on other large animals when they encounter a carcass, whether or not the carcass is claimed by or is the kill of another predator. This competition is the main source of interspecies conflict. Bears are typically the apex predators in their range due to their size and power, and can defend a carcass against nearly all comers. Mother bears also can usually defend their cubs against other predators. The tiger is the only known predator known to regularly prey on adult bears, including sloth bears, Asiatic black bears, giant pandas, sun bears and small brown bears.
Breeding
Bear cubs, like this American Black Bear, are sometimes killed by males

The age at which bears reach sexual maturity is highly variable, both between and within species. Sexual maturity is dependent on body condition, which is in turn dependent upon the food supply available to the growing individual. In the females of smaller species may have young in as little as two years, whereas the larger species may not rear young until they are four or even nine years old. First breeding may be even later in males, where competition for mates may leave younger males without access to females.[15]

The bear's courtship period is very brief. Bears in northern climates reproduce seasonally, usually after a period of inactivity similar to hibernation, although tropical species breed all year round. Cubs are born toothless, blind, and bald. The cubs of brown bears, usually born in litters of 1–3, will typically stay with the mother for two full seasons. They feed on their mother's milk through the duration of their relationship with their mother, although as the cubs continue to grow, nursing becomes less frequent and cubs learn to begin hunting with the mother. They will remain with the mother for approximately three years, until she enters the next cycle of estrus and drives the cubs off. Bears will reach sexual maturity in five to seven years. Male bears, especially Polar and Brown Bears, will kill and sometimes devour cubs born to another father in order to induce a female to breed again. Female bears are often successful in driving off males in protection of their cubs, despite being rather smaller.
Winter dormancy

Many bears of northern regions are assumed to hibernate in the winter. While many bear species do go into a physiological state often colloquially called "hibernation" or "winter sleep", it is not true hibernation. In true hibernators, body temperatures drop to near ambient and heart rate slows drastically, but the animals periodically rouse themselves to urinate or defecate and to eat from stored food. The body temperature of bears, on the other hand, drops only a few degrees from normal and heart rate slows only slightly. They normally do not wake during this "hibernation", and therefore do not eat, drink, urinate or defecate the entire period. Higher body heat and being easily roused may be adaptations, because females give birth to their cubs during this winter sleep.

Relationship with humans

Some species, such as the polar bear, American black bear, sloth bear and the brown bear, are dangerous to humans, especially in areas where they have become used to people. All bears are physically powerful and are likely capable of fatally attacking a person, but they, for the most part, are shy, are easily frightened and will avoid humans. Injuries caused by bears are rare, but are often widely reported.[23] The danger that bears pose is often vastly exaggerated, in part by the human imagination. However, when a mother feels her cubs are threatened, she will behave ferociously. It is recommended to give all bears a wide berth because they are behaviorally unpredictable.

Bears may also come into conflict with humans where they raid crops or attack livestock.[24][25] These problems may be the work of only a few bears but create a climate of conflict as farmers and ranchers may perceive all losses as due to bears and advocate the preventive removal of all bears.[25] Mitigation methods may be used to reduce bear damage to crops, and reduce local antipathy towards bears.[24]

Laws have been passed in many areas of the world to protect bears from hunters' habitat destruction. Public perception of bears is often very positive, as people identify with bears due to their omnivorous diet, ability to stand on two legs, and symbolic importance,[26] and there is widespread support for bear protection, at least in more affluent societies.[27] In more rural and poorer regions attitudes may be more shaped by the dangers posed by bears and the economic costs that they incur to farmers and ranchers.[25] Some populated areas with bear populations have also outlawed the feeding of bears, including allowing them access to garbage or other food waste. Bears in captivity have been trained to dance, box, or ride bicycles; however, this use of the animals became controversial in the late 20th century. Bears were kept for baiting in Europe at least since the 16th century.
Bears as food and medicine

Many people[citation needed] enjoy hunting bears and eating them. Their meat is dark and stringy, like a tough cut of beef. In Cantonese cuisine, bear paws are considered a delicacy. The peoples of China, Japan, and Korea use bears' body parts and secretions (notably their gallbladders and bile) as part of traditional Chinese medicine. It is believed more than 12,000 bile bears are kept on farms, farmed for their bile, in China, Vietnam and South Korea.[28] Bear meat must be cooked thoroughly as it can often be infected with trichinellosis.[29][30][31]
Culture
Names

The English word "bear" comes from Old English bera and belongs to a family of names for the bear in Germanic languages, in origin from an adjective meaning "brown".[32] In Scandinavia the word for bear is björn (or bjørn), and is a relatively common given name for males. The use of this name is ancient and has been found mentioned in several runestone inscriptions.[33] In Germanic culture, the bear was a symbol of the warrior, as evident from the Old English term beorn which can take the meaning of both "bear" and "warrior".

The reconstructed Proto-Indo-European name of the bear is *h₂ŕ̥tḱos, whence Sanskrit r̥kṣa, Avestan arša, Greek ἄρκτος, Latin ursus, Welsh arth (whence perhaps the given name "Arthur"). Also compared is Hittite ḫartagga-, the name of a monster or predator.[32] In the binomial name of the brown bear, Ursus arctos, Linné simply combined the Latin and Greek names.

In addition, the Proto-Indo-European word for bear, *h₂ŕ̥tḱos (ancestral to the Greek arktos, Latin ursus, Welsh arth (cf. Arthur), Albanian ari, Armenian arj, Sanskrit ṛkṣa, Hittite ḫartagga) seems to have been subject to taboo deformation or replacement in some languages (as was the word for wolf, wlkwos), resulting in the use of numerous unrelated words with meanings like "brown one" (English bruin) and "honey-eater" (Slavic medved).[34] Thus some Indo-European language groups do not share the same PIE root. The theory of the bear taboo is taught to almost all beginning students of Indo-European and historical linguistics; the putative original PIE word for bear is itself descriptive, because a cognate word in Sanskrit is rakṣas, meaning "harm, injury".[35]

The female first name "Ursula", originally derived from a Christian saint's name and common in English- and German-speaking countries, means "little she-bear" (dimunitive of Latin ursa). In Switzerland the male first name "Urs" is especially popular, whereas the name of the canton and city of Bern is derived from bär, German for bear.

In Russian and other Slavic languages, the word for bear, "Medved" (медведь), and variants or derivatives such as Medvedev are common surnames.

The Irish family name "McMahon" means "Son of Bear" in Irish.

In East European Jewish communities, the name "Ber" (בער) — Yiddish cognate of "Bear" — has been attested as a common male first name, at least since the 18th century, and was among others the name of several prominent Rabbis. The Yiddish "Ber" is still in use among Orthodox Jewish communities in Israel, the US and other countries.

With the transition from Yiddish to Hebrew under the influence of Zionism, the Hebrew word for "bear", "Dov" (דב), was taken up in contemporary Israel and is at present among the commonly used male first names in that country.

"Ten Bears" (Paruasemana) was the name of a well-known 19th Century chieftain among the Comanche. Also among other Native American tribes, bear-related names are attested.

Myth and legend

There is evidence of prehistoric bear worship, see Arctic, Arcturus, Great Bear, Berserker, Kalevala. Anthropologists such as Joseph Campbell have regarded this as a common feature in most of the fishing and hunting-tribes. The prehistoric Finns, along with most Finno-Ugric peoples, considered the bear as the spirit of one's forefathers. This is why the bear (karhu) was a greatly respected animal, with several euphemistic names (such as otso, mesikämmen and kontio). The bear is the national animal of Finland.

This kind of attitude is reflected in the traditional Russian fairy tale "Morozko", whose arrogant protagonist Ivan tries to kill a mother bear and her cubs — and is punished and humbled by having his own head turned magically into a bear's head and being subsequently shunned by human society.

"The Brown Bear of Norway" is a Scottish fairy tale telling the adventures of a girl who married a prince magically turned into a bear, and who managed to get him back into a human form by the force of her love and after many trials and difficulties.

There has been evidence about early bear worship in China and among the Ainu culture as well (see Iomante). Korean people in their mythology identify the bear as their ancestor and symbolic animal. According to the Korean legend, a god imposed a difficult test on a she-bear, and when she passed it the god turned her into a woman and married her.

Legends of saints taming bears are common in the Alpine zone. In the arms of the bishopric of Freising (see illustration) the bear is the dangerous totem animal tamed by St. Corbinian and made to carry his civilised baggage over the mountains. A bear also features prominently in the legend of St. Romedius, who is also said to have tamed one of these animals and had the same bear carry him from his hermitage in the mountains to the city of Trento.

Similar stories are told of Saint Gall and Saint Columbanus.

This recurrent motif was used by the Church as a symbol of the victory of Christianity over Paganism.[36] In the Norse settlements of northern England during the tenth century a type of "hogback" grave cover of a long narrow block of stone with a shaped apex like the roof beam of a long house, is carved with a muzzled, thus Christianised, bear clasping each gable end. Though the best collection of these is in the church at Brompton, North Yorkshire,[37] their distribution ranges across northern England and southern Scotland, with a scattered few in the north Midlands and single survivals in Wales, Cornwall and Ireland; a late group is found in the Orkneys.

Bears are a popular feature of many children's stories including Goldilocks and The Story of the Three Bears, the Berenstein Bears, and Winnie the Pooh.

The constellations Ursa Major and Ursa Minor represent bears.

Symbolic use

The Russian bear is a common National personification for Russia (as well as the Soviet Union) and even Germany. The brown bear is Finland's national animal.
The flag of California

In the United States, the black bear is the state animal of Louisiana, New Mexico, and West Virginia; the grizzly bear is the state animal of both Montana and California.

Bears appear in the canting arms of Bern and Berlin.

Also, "bear", "bruin", or specific types of bears are popular nicknames or mascots, e.g. for sports teams (Chicago Bears, California Golden Bears, UCLA Bruins, Boston Bruins); and a bear cub called Misha was mascot of the 1980 Summer Olympics in Moscow, USSR.
Smokey Bear has become a part of American culture since his introduction in 1944. Known to almost all Americans, he and his message, "Only You Can Prevent Forest Fires" (updated in 2001 to "Only You Can Prevent Wildfires") has been a symbol of preserving woodlands.[38] Smokey wears a hat similar to one worn by many U.S. state police officers, giving rise to the CB slang "bear" or "Smokey" for the highway patrol.
Figures of speech

The physical attributes and behaviours of bears are commonly used in figures of speech in English.

* In the stock market, a bear market is a period of declining prices. Pessimistic forecasting or negative activity is said to be bearish (due to the stereotypical posture of bears looking downwards), and one who expresses bearish sentiment is a bear. Its opposite is a bull market, and bullish sentiment from bulls.
* In gay slang, the term "bear" refers to male individuals who possess physical attributes much like a bear, such as a heavy build, abundant body hair, and commonly facial hair.
* A bear hug is typically a tight hug that involves wrapping one's arms around another person, often leaving that person's arms immobile. It was used in the Ronald Reagan political ad "Bear in the woods".
* Bear tracking - in the old Western states of the U.S. and to this day in the former Dakota Territory, the expression, "You ain't just a bear trackin'.", is used to mean "You ain't lying" or "That's for sure" or "You're not just blowing smoke". This expression evolved as an outgrowth of the experience pioneer hunters and mountainmen had when tracking bear. Bears often lay down false tracks and are notorious for doubling back on anything tracking them. If you are not following bear tracks, you are not following false trails or leads in your thoughts, words or deeds.
* In Korean culture a person is referred to as being "like a bear" when they are stubborn or not sensitive to what is happening around their surroundings. Used as a phrase to call a person "stubborn bear."
* The Bible compares King David's "bitter warriors", who fight with such fury that they could overcome many times their number of opponents, with "a bear robbed of her whelps in the field" (2 Samuel 17:8 s:Bible (King James)/2 Samuel#Chapter 17). The term "a bereaved bear" (דב שכול), derived from this Biblical source, is still used in the literary Hebrew of contemporary Israel.

Teddy bears
Main article: Teddy bear

Around the world, many children have stuffed toys in the form of bears.
Scientific/Conservation Organizations

The two authoritative organizations for seeking scientific information (e.g., natural history, management, conservation, etc.) on bear species of the world are the International Association for Bear Research & Management (International Bear Association- IBA) and the Bear Specialist Group of the Species Survival Commission - International Union for the Conservation of Nature.
See also

* Bear hunting
* List of bears
* List of fatal bear attacks in North America
* List of fictional bears
* List of mammals
* List of non-fictional bears
* Mammal classification
* Sankebetsu brown bear incident


References

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Orsi pucciosi


Ultima modifica di Tila il Mar 5 Lug 2011 - 13:10, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Sab 13 Nov 2010 - 9:26

FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/bear.htm

BEAR

Deep in slumber, dreams unending,
Wise old bear, patient, strong,
Send me dreams of transformation.
Grant me intuition along
With introspection of my life,
Inner listening, no more strife.


Caution, Healing, Leadership

The power of the Bear totem
is the power of introspection.
The answers to all our questions
lie within us.
Each of us has the capacity to quiet the mind,
enter the silence and know.

Just as the bear hibernates during the winter,
people with a Bear totem will be quieter
during the winter months. But they
must awaken in the spring and seek
whatever opportunities are around them.

When you have a Bear totem,
you are being guided to a leadership role.
You must be fearless in defending your beliefs.

The Bear also encourages you to exercise
your abilities as a natural healer.

Bears are associated with trees which are natural antennas, linking the heavens and the Earth.
Bear also has links to the seven color rays of the Universal Light
as well as Lunar ties, linking the subconscious and the unconscious mind.
It is associated with the Goddess Artemis.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.



Dedicato a chi adora i pucci Very Happy
FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:44_days_Feb_12.jpg



FONTE: http://wolfs_moon.tripod.com/birthtotembear.html

Life Paths~
Animal Totems & Earth Medicine
Birth Totem Bear

with

Wolf`s Moon

Birth dates: August 22 - September 22

Birth Totem is: Bear

Clan of: Turtle (Earth Chief)

Wind is: South

Directional Totem is: Coyote

Conscious intent is: Discernment

Motive of Higher Self is: Soul`s Perfection

Plant/Flower: Violet

Mineral: Topaz

Keywords


Discerning Careful Practical

Precise Kind

Critical


Birth Totem Black Bear is an individual whose outer personality is one of quiet observation.

As Birth Totem Black Bear moves through his/her daily life, there is a noticeable careful study of all he/she encounters and experiences. It is as though the intention is to sift and sort through all of the stimuli and input that the conscious mind encounters . . . to catagorize and label each person, action and event so that a greater understanding and assimilation can occur.

In the wild, Black Bear is an omnivore, yet their diet will consist primarily of vegetarian fare and larvae or grubs. To attain the morsels of squirming grub, the Bear must forage around beneath fallen logs and stones, sifting and sorting through the forest debris in order to be rewarded with the treats they so enjoy and that will provide the sustenance that will benefit their physical well-being.

Yet Birth Totem Bear will eventually realize that not everything can be understood with the ~physical senses~ alone, and the Individual Soul of another can never be neatly or completely labeled or categorized as it is dynamic and ever changing with that individuals evolvement. Until Black Bear can come to the awareness that life is ever-changing, and that to attempt to understand the process with the physical senses alone will inevitably (and invariably) lead to frustration, he/she will be stunting their own spiritual growth.

Just as Black Bear must rely upon her/his “higher senses” (intuition) in order to prepare for the lean months of winter and to alert him/her of impending threat, so must Birth Totem Bear learn to rely a little less upon “physical evidence” and more upon his/her inner voice and feelings. In this way, integration of Mind and Physical to that of the Emotions and Soul can take place leading to the Higher Intent of Black Bear’s incarnation . . . the Perfection of the Soul.




FONTE: http://www.whats-your-sign.com/bear-meaning.html

Bear Meaning and Symbolism

I got a lot of feedback from a cheeky bear post I made on my blog, and realized I had not given proper space to symbolic bear meaning here on WYS.com.

On the one hand, we get a picture of tranquility with the bear, and on the other, it’s a symbol for warrior and power.

Symbolic Bear Meaning - A Quick Keyword List:

* Bravery
* Peace
* Resurrection
* Powerful
* Benevolence
* Sovereignty
* Motherhood
* Duality

And after we consider these beary obtuse keywords, we might think bear symbolism may hold many contradictions.

We can justify that juxtaposition when observing the bear in nature. Although omnivore, the bear prefers a banal diet filled with sweet snacks like berries. Further, the bear seems heartily content to languish in sunny spots where it can stretch and snooze in leisure. We observe an amicable, mellow, easy-going energy with the bear when all conditions are favorable.

As a Totem Animal, the bear will carry messages of:

* Patience and Connection
Hibernating with our ideas or projects until a better time presents itself. Further, bear will speak to you about connecting to both earth-based energy and celestial (sun/moon) forces. Tapping into the bear will also allow you to tap into the wax, wane and flow of life.
* Confidence and Authority
By its physical presence, the bear reminds us we can be larger than life if we raise ourselves up to our inherent status. Moreover, no one questions the bear. This kind of authoritative presence will be a lesson the bear can impart.
* Nurturing and Protection
We intuit these attributes by the commitment bear mothers make to their offspring. Whether your offspring is in children or ideals, the bear will lend you the determination required for rearing up strong results.

The bear is a consummate mother, caring for her young with observable devotion. Indeed, the bear is a symbol of motherhood and child protection, as I discuss on my page about Native American bear meaning here.

However, there is a unfathomable power surging just beneath the surface of the bear is potentially explosive. Bear has imminent domain, and when it deems that space altered, it is fully prepared to defend. Woe be to the one who provokes the wrath of the bear. In this powerfully impressive display of defense and aggression we pick up bear meanings of sovereignty, courage and themes of the warrior.

To wit, in Scandinavian legend the bear was an aspect of the god Odin, and Berserkers were known to wear bearskins to enhance their ferocity in battle. Such vicious looking warriors were insured a victory.

We see more bear-dressing in the cult following of Artemis. She is a Greek huntress, and her maiden devotees would don bear dressings as a symbol of hunting prowess and power.

The First Peoples of North America were known to do this too as I cite on my page about symbolic bear meanings to the Native American mind.

Bear meanings continue to be symbolic of bravery as Germanic and Celtic deities Artio and Thor are often depicted with the bear. Indeed, the bear is a tremendous symbol of the warrior and bravery to the ancient Celts.

Although Celtic lore indicates the bear is grounded in a heroic aspect, we also see it connected to the Celtic goddess Berne where we pick up lunar symbolism.

Bear meanings associated with the moon continue in Pueblo lore in which the bear is connected to underground temples. Here the bear is said to oversee the movements of the night, and lives in time with the Native Indian cycles of the moon.

In fact, many ancient peoples understood the connection of the moon and the bear because of the bear’s hibernation patterns. But more importantly, our nature-savvy ancestors recognized the dual nature of the bear.

To explain, the nature-based mindset followed the “sleeping” (hibernating) and “waking” nature of the bear and assigned specific meaning to each of these phases of the bear’s life. To demonstrate:

In hibernation, the bear is associated with:

* Yin
* Moon
* Winter
* Inaction
* Feminine
* Darkness
* Introspection
* Subconscious

The awakened bear meaning deals with:

* Yang
* Solar
* Action
* Masculine
* Spring/Summer
* Lightness
* Extroversion
* Consciousness

In this respect we clearly see the bear wearing two faces of symbolism.

From this illustration we also recognize a theme of resurrection. After a long period of deep, introspective (even death-like) comatose span of inaction – the bear emerges, victorious and driven to sustain its life (with prime focus on feeding itself and its offspring after hibernating).

This correspondence with solar and lunar duplicity continues in alchemical tradition where the bear is considered a symbol of transformation. The bear is a powerful symbol of prime matter in alchemy too. Ancient alchemists observed the scent of a bear far outlasts its presence in caves. This caters to an energetic resonance that remains in practices. In other words, if in ritual a powerful balancing effect was required the bear would be a advantageous alchemical animal within the Work.

The bear is showcased in countless cultures because it is undeniably dynamic in energy and stature. These are just a few of the myriad of symbolic observations and bear meanings we can mine from this amazingly diverse animal.


FONTE:
http://www.whats-your-sign.com/native-american-bear-meaning.html

Bear Meanings from Native North American Views

When we walk the Path with the bear, this animal will inevitably tell us about its long history with the First People of North America.

As a Native American symbol, the bear is as free in spirit as the great wind; and grander than its mass. To match that magnitude is the quality of unpredictability in the bear. A massive animal who forages seemingly peacefully in the woods on berries and bush. when provoked in certain ways, the First Peoples witnessed a ferocity expressed from the bear that (understandably) could elicited terror.

Because of this potentially furious storm brewing just under the surface of bears spirit, our native forebears were extremely cautious and respectful of this animal. Even tribes inclined to peace honored the spirit of a warrior, and witnessing the bear seemed to embody that kind of blind, powerful surge of courage and strength that every warrior is want to tap into.

Bear meanings were enhanced by observations made tribal sages. These vital tribal figures were inclined to pensive and deeper understanding of how nature communicated intent in all her forms. These sages found connections between human and beast and from these associations would interpret profound meanings that propelled the community into direction, action, and wisdom.

One such connection to bear meaning comes from a Shoshone sage who, set about bridging worlds in a manner of trance walking. During his trance walk, he was gifted with the site of a clan of bears who were performing what seemed to be a ritual dance.

These were not spirit bears, but real bears, on their hind legs, dancing in the golden rays of the sun. The Shoshone sage understood this to be a dance of gratitude as well as a prayer for the healing and protection of their young. From that point further the Shoshone have instigated their own Sun Dance where the bear is a central figure of the ritual symbolizing protection, strength and continuation of the progeny of the tribe.

Native American Bear Meaning - A quick list of keywords summoned by the tribal mind:

* Protection
* Childbearing
* Motherhood
* Freedom
* Discernment
* Courage
* Power
* Unpredictable

We see a lot of connections with bear and man in the Native mind. We can intuit these bear meanings to come from the human-like appearance of the bear when it’s posed on hind legs. Further, the natives observed the bear looks remarkably human when skinned of its fur.

Bear meanings of motherhood and child protection continue in the Aleut and Haida minds where legend indicates the bear would take a tribal woman as its wife. From this union, man and bear strengthened their greatest aspects, combining the best (and sometimes worst) traits.

As a Sioux symbol, the bear also has healing symbolism. Sioux legend indicates mother bear was weary from carrying her heavy babies in her belly. She was having trouble walking and feared she could not make the journey to the great foraging fields to feed during her final days of pregnancy. She rested against redwood sorrel plant and the plant spoke to her, telling her that if she ate of its leaves her body would be able to sustain her load. Mother bear did as the sorrel advised to discover the treatment worked. She knew her Sioux sisters would have the same troubles when they were heavy with their own babies, so she shared the medicinal advice with the Sioux medicine woman.

The bear is a strong Native American symbol to the Cree who are powerfully connected with the bear. Recognizing its girth, and amazingly effective teeth and claws, the Cree adopted the bear as a symbol for successful hunt. Intricate preparations were made prior to a hunt. These preparations featured the bear as the guest of honor. Every aspect of pre-hunting ritual was designed to honor the bear. Even after the ritual bear skulls would hang in the lodge overnight to induce dreams of bears that provided good luck in the hunt. That is, if the bear was pleased, the dreams would come, and the hunt would be a success.

Above all, bear meaning holds incredible influence and magnitude to the North American tribes. And although the bear is a profound Native American symbol of majesty, freedom and power it is far more. The spiritual connections made with the bear makes it a brother to the First People.

As a brother, the bear imparts this advice to both our ancestors and us today:

* Because the bear is cautious, it encourages discernment to humankind.
* Because of a fierce spirit, the bear signals bravery to those who require it.
* Because of its mass and physical power, the bear stands for confidence and victory.
* Because it prefers peace and tranquility (in spite of its size), Bear calls for harmony and balance.

I hope you have enjoyed these thoughts on bear meaning as they pertain to the Native American perspective.
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Lun 15 Nov 2010 - 8:15

lo so che come Admin non dovrei postare solo questa frase ma qualcosa di piu...ma che pucciorso che è quello che hai messo qui sopra.... bounce Very Happy
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Ven 19 Nov 2010 - 14:02

Admin ha scritto:
lo so che come Admin non dovrei postare solo questa frase ma qualcosa di piu...ma che pucciorso che è quello che hai messo qui sopra.... bounce Very Happy

E lo so è un amore di puccioooo Very Happy

Ma tornando seria...ho trovato quest'articolo di wikipedia che parla del culto dell'orso...buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Bear_worship

Bear worship
From Wikipedia, the free encyclopedia


The Ainu Iomante ceremony (bear sending). Japanese scroll painting, circa 1870.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:AinuBearSacrificeCirca1870.jpg

Bear worship (also known as the Bear Cult or Arctolatry) is the religious practice of the worshiping of bears found in many North American and North Eurasian ethnic circumpolar religions such as the Sami, Nivkhs, Ainu,[1] and pre-Christian Finns. There are also a number of deities from Celtic Gaul and Britain associated with the bear and the bear is featured on many totems throughout northern cultures that carve them. Bear worship may have been practiced as far back as the Middle paleolithic period amongst Neanderthal societies.[2]

Contents
[hide]

* 1 Nivkh Bear Festival
* 2 Finns
* 3 Paleolithic Cult
* 4 The Ainu
* 5 Other cultures
* 6 Notes
* 7 References
* 8 See also
* 9 External links
* 10 Further reading

Nivkh Bear Festival

The Bear festival is a religious festival celebrated by the Nivkh. A Nivkh Shaman (ch'am) would preside over the Bear Festival, celebrated in the winter between January and February depending on the clan. Bears were captured and raised in a corral for several years by local women treating the bear like a child. The bear is considered a sacred earthly manifestation of Nivkh ancestors and the gods in bear form. During the Festival the bear is dressed in a specially made ceremonial costume and offered a banquet to take back to the realm of gods to show benevolence upon the clans.[3] After the banquet the bear is killed and eaten in an elaborate religious ceremony. The festival was arranged by relatives to honor the death of a kinsman. The bear's spirit returns to the gods of the mountain 'happy' and rewards the Nivkh with bountiful forests.[4] Generally, the Bear Festival was an inter-clan ceremony where a clan of wife-takers restored ties with a clan of wife-givers upon the broken link of the kinsman's death.[5] The Bear Festival was suppressed during Soviet occupation though the festival has had a modest revival since the decline of Soviet Union, albeit as a cultural instead of religious ceremony.[6]

Finns

The bear is a prominent worshiped animal in Finnish Paganism. The Finns before Christian influences believed the bear to have come from the sky and have the ability to reincarnate. A celebration called karhunpeijaiset (literally "celebration of bear") was arranged to honor the bear, which was then sacrificed for a banquet. The belief of the bear ceremony and sacrifice was to convince the bear's soul that they were greatly respected by the people. The people presiding over the ceremony tried to make the bears soul happy so that the bear would want to reincarnate back into the forest. The sacrifice was meant to continue the bears existence in the woods. Bear meat was eaten and the bones were buried. However the skull, which was believed to contain the bear's soul, was placed high on a venerated old pinetree. This tree, kallohonka, was probably a symbol of a world tree and placing a bear skull meant sending the bear's soul back to the sky, from where it had originated. From the sky, the bear would come back and reincarnate to walk the earth.

Bears were not typically featured in early petroglyphs, like other animals such as the elk. It has been suggested that the bear was such a holy animal that it was forbidden to depict it. Moreover, it was forbidden to use the word for bear in casual conversation, so many euphemisms were developed. In fact, the current standard term for bear, karhu, is originally a euphemism (from karhea "rough", referring to the rough fur) and the original name has probably been forgotten.

Paleolithic Cult

The existence of an ancient bear cult in the Middle Paleolithic period has been a topic of discussion spurred by archaeological findings.[2] Ancient bear bones have been discovered in several different caves and are believed by some archaeologists to be evidence of a bear cult during the Paleolithic era. It was not the mere presence of these bones that intrigued archaeologists, but their peculiar arrangement.[7] Upon excavation, archaeologists on site determined that the bones were found arranged in such a way that it was not naturally possible.[7] Emil Bächler, a main supporter of the argument for the presence of an ancient bear cult, found bear remains in Switzerland and at Mornova Cave in Slovenia. Along with Bächler’s discovery, bear skulls were found by André Leroi-Gourhan arranged in a perfect circle in Saône-et-Loire.[7] The discovery of designs such as those found by Leroi-Gourhan suggests that these bear remains were placed in their arrangement intentionally; an act which has been attributed to H. Neanderthalensis and is assumed to have been a part of some sort of ceremony.[7]

While some of these findings have been interpreted to indicate the presence of an ancient bear cult, certain analyses and discussions have led to contradicting results. According to Ina Wunn, based on the information archaeologists have about primitive man and bear cults, if Neanderthals did, in fact, worship bears, there should be evidence of it in their settlements and camps.[8] Most bear remains have been found in caves, however, and not within early human settlements.[8] This information has implied the non-existence of an ancient bear cult and has instigated the development of new theories. Many archaeologists, including Ina Wunn, have come to believe that since most bear species reside and hide their young in caves during the winter months for hibernation, it is possible that their remains were found in the caves because caves were their natural habitat.[9] Bears lived inside these caves and perished for various reasons, whether it was illness or starvation.[10] Wunn argues that the placement of these remains, whether it appears to be an identified pattern or not, is due to natural causes such as wind, sediment, or water.[11] Therefore, in Wunn’s opinion, the assortment of bear remains in caves did not result from human activities and there is no evidence for a bear cult during the Middle Paleolithic era.[12] Certain archaeologists, such as Emil Bächler, continue to use their excavations to support that an ancient bear cult did exist.[13]


The Ainu

The Ainu people, who live on select islands in the Japanese archipelago, call the bear “kamui” in their language, which translates to mean god. While many other animals are considered to be gods in the Ainu culture, the bear is the head of the gods.[14] For the Ainu, when the gods visit the world of man, they don fur and claws and take on the physical appearance of an animal. Usually, however, when the term “kamui” is used, it essentially means a bear.[14] The Ainu people willingly and thankfully ate the bear as they believed that the disguise (the flesh and fur) of any god was a gift to the home that the god chose to visit.[15]

While on earth – the world of man – the Ainu believed that the gods appeared in the form of animals. The gods had the capability of taking human form, but they only took this form in their home, the country of the gods, which is outside the world of man.[14] To return a god back to his country, the people would sacrifice and eat the animal sending the god’s spirit away with civility. This ritual is called Omante and usually involves a deer or adult bear.[15]

Omante occurred when the people sacrificed an adult bear, but when they caught a bear cub they performed a different ritual which is called Iomante, in the Ainu language, or Kumamatsuri. Kumamatsuri translates to mean “the bear festival” and Iomante means “sending off”.[16] The event of Kumamatsuri began with the capture of a young bear cub. As if he was a child given by the gods, the cub was fed human food from a carved wooden platter and was treated better than Ainu children for they thought of him as a god.[17] If the cub was too young and lacked the teeth to properly chew food, a nursing mother will let him suckle from her own breast.[17] When the cub reaches 2-3 years of age, the cub is taken to the altar and then sacrificed. Usually, Kumamatsuri occurs in midwinter when the bear meat is the best from the added fat.[17] The villagers will shoot it with both normal and ceremonial arrows, make offerings, dance, and pour wine on top of the cub corpse.[17] The words of sending off for the bear god are then recited. This festivity lasts for three days and three nights to properly return the bear god to his home.[17]

Other cultures

Greek: In his book, Dawn Behind the Dawn, Geoffrey Ashe explores the association of the Greek goddess, Artemis, with bears. In one myth she transforms Callisto, one of her maidens who has angered her, into a bear and then assigns her to the heavens as the constellation Ursa Major. At the temple of Artemis in Brauronia, during a festival held every five years, two young girls aged five and ten wore yellow bearskin robes and performed the bear dance. Ashe postulates that Indo-European tribes brought from the Northern countries the image of a bear goddess, associated with the Big Dipper, who became Artemis in Greece. Archaeologists have claimed that the bear is the oldest European deity, based on the niches found in caves across Europe which hold the bones and skulls of bears, arranged with evident care.[citation needed]

Throughout all of Celtic Gaul and Britain, Artio, the goddess of wildlife, appears as a bear along with similar deities such as Artaius, Andarta and Matunos. The Greek goddess, Artemis, has a bear form.

The Ainu in Japan, the Nivkhs in Russia, the Haida of North America, and many peoples of central Asia regard the Bear Mother as their ancestress. The Great She Bear, Ursa Major, watches over us from the sky.

Notes

1. ^ Bledsoe, p. 1.
2. ^ a b Wunn 2000, pp. 434-435.
3. ^ Chaussonnet 1995, pp. 35,81.
4. ^ Sternberg & Grant 1999, p. 160.
5. ^ Chaussonnet 1995, p. 35.
6. ^ Gall 1998, pp. 4-6.
7. ^ a b c d Wunn 2000, p. 435.
8. ^ a b Wunn 2000, p. 436.
9. ^ Wunn 2000, pp. 436-437.
10. ^ Wunn 2000, p. 437.
11. ^ Wunn 2000, pp. 437-438.
12. ^ Wunn 2000, pp. 438.
13. ^ Wunn 2000.
14. ^ a b c Kindaichi & Yoshida 1949, p. 345.
15. ^ a b Kindaichi & Yoshida 1949, p. 348.
16. ^ Kindaichi & Yoshida 1949, pp. 348-349.
17. ^ a b c d e Kindaichi & Yoshida 1949, p. 349.

[edit] References

* Bledsoe, Brandon. "The Significance of the Bear Ritual Among the Sami and Other Northern Cultures". http://www.utexas.edu/courses/sami/diehtu/siida/religion/bear.htm.
* Chaussonnet, Valerie (1995). Native Cultures of Alaska and Siberia. Washington, D.C.: Arctic Studies Center. pp. 112. ISBN 1560986611.
* Gall, Timothy L. (1998). Worldmark Encyclopedia of Cultures and Daily Life. Nivkhs. Detroit, Michigan: Gale: Research Inc.. pp. 2100. ISBN 0787605522.
* Kindaichi, Kyōsuke; Yoshida, Minori (Winter, 1949). "The Concepts behind the Ainu Bear Festival (Kumamatsuri)". Southwestern Journal of Anthropology (University of New Mexico) 5 (4): 345–350. http://www.jstor.org/stable/3628594.
* Sternberg, Lev Iakovlevich; Grant, Bruce (1999). The Social Organization of the Gilyak. Seattle: University of Washington Press. ISBN 029597799X.
* Wunn, Ina (2000). "Beginning of Religion". Numen 47 (4).
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Ven 21 Gen 2011 - 14:52



FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2011/01/1714220d-9cde-40c8-9670-91c663f6d48d.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Lun 7 Feb 2011 - 7:50

riporto il link al seguente articolo su questo tema

http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/cardini_orso_4.htm
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Mer 18 Mag 2011 - 6:50

Al seguente link è reperibile una ricerca sui miti dell'orso nel NordEst Asiatico:

TRACING THE BEAR MYTH IN NORTHEAST ASIA1

http://src-home.slav.hokudai.ac.jp/publictn/acta/20/asi20-001-janhunen.pdf
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MessaggioOggetto: Re: Orso: risveglio ai poteri dell’inconscio   Oggi a 18:24

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