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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
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Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
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 I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....

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MessaggioOggetto: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Lun 19 Apr 2010 - 12:40



FONTE: http://4.bp.blogspot.com/_8Pc7WRul0Xs/Rk36NaP_RTI/AAAAAAAAAAU/5976fBM1NYQ/s400/nmexicocitya.jpg


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MessaggioOggetto: Re: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Lun 19 Apr 2010 - 18:53

Il tema dei voladores è molto comp'lesso e di certo chi ha letto alla buona castaneda non ci aiuta ad inserirlo in modo adeguato nel contesto di tutta la riflessioen generale che l'autore fa della capacità di muoversi tra le percezioni e delle relazioni predatorie che esistono a livello enertgetico.

Tralasciando per un istante la trattazione completa della natura di questi esseri, riferisco di una discussione che ebbi con una persona , anni fa che si deiceva praticante della tensegrita e delle arti tolteche. Io neppure ne sapevo molto di castaneda avevo letto uno o due libri e per di piu in modo sommario.

Arrivati all'arrgomento dei voladroes, mi disse che tutto era collegato a loro, che ogni cosa era causa loro, che c'erano di mezzo complotti immani ai nostri danni diretti da loro.

A parte che ebbi la spintanea reazione di prendere le distanze a gambe levate da un simile tipo di paranoia, ma successivamente leggendo i passi in cui don juan spiega a castaneda la sua visione di coloro cghe volanop, ebbi la conferma checio che mi disse quella persona non c'entrava una cippa di m@@@@@.

Innanzi tutto, se davvero si puo dire che abbiamo una installazione estranea di percezione che ci lega a doppio filo con questi esseri, non si puo nemmeno affermare altrettantoi facilmente che essi siano il Male in senso etico.

Ne che siano angeli o demoni. Don Juan piu di una volta ci mette in guardia dall'usare parametri percettivi e di giudizio che appartengono ad un determinato ambito percettivo a realtà che hanno altre regole percettiva.

Cosa significa questo? Gli esseri che si muovono nell'universo seguono regole di affermazione predatorie, e noi poveri piccoli bambini piagnucolosi non facciamo eccezione, solo che ce ne dimentichiamo per comodo personale quando dobbiamo riposizionare la nostra identità rispetto ad altre realtà.

E' per questo che guarda caso tutte le realtà oltre quella sensibile le dipingiamo come o estremamente buona o cattive?

Chissà...fatto sta che restandio alle affermazioni di DOn juan questi esseri hanno SOLO SFRUTTATO UN ELEMENTO CHE GIA' ERA PRESENTE NELLA NOSTRA PERCEZIONE COME UMANI. SONO SOLO RIUSCITI, FACENDO PERNO SU DI ESSO, AD INNESTARE TUTTO IL RESTO.

Molti credono che questo tutto il resto sia la mente nella sua totalità...in realtà è solo la nostra frissazione sul tipo di percezione del se che abbiamo.

E' stato dice Don juan, un po come gli americani che diedero ori e ricchezze immense, anche se stessi, per un pugno di niglie di vetro....cosi era all'epoca non meglio identificata la capacità di fare inventario della realtà.

La fissazione piu o meno indotta ha fatto il resto.

E quindi?

Dobbiamo pensare a questa schiavitù ossessivamente per sempre?

Oppure capire che stiamo semplicemente vivendo un ounto di fissaziuone della attenzione per cui non abbiamo siglato nessun accordo?

E ancora, di seguito, che i voladores stanno nutrendosi come noi facciamo di mucche e polli?

Preso atto di questo, e senza lamentarsi, allora forse di procederà nella ricercha...che piu che essere desiderio di togliersi dalle chiappe un parassità , sarà la volontà di vedere cosa c'è oltre.

Ci sono infiniti mondi e non è detto che chi perde la forma umana diventi un angioletto.

Se la forza che permea il mondo è predatoria, lasciata la sicura culla dei voladores, la fuori esistono infinite possibilità, oltre il nostro stesso modo di percepire anche l'essere predatore magari.

I voladores sono solo uno delle tante in finite stringhe di energia che popolano l'aggregato e le possibilità di percezione "di un se"...il ribrezzo che proviamo guardando o conoscendone la vicenda è piu che altro un ribrezzo riflesso...il perché, è evidente, guardando chi c'è dall'altra parte dello specchio.
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MessaggioOggetto: RE: voladores   Mar 20 Apr 2010 - 8:58

Admin ha scritto:
Il tema dei voladores è molto comp'lesso e di certo chi ha letto alla buona castaneda non ci aiuta ad inserirlo in modo adeguato nel contesto di tutta la riflessioen generale che l'autore fa della capacità di muoversi tra le percezioni e delle relazioni predatorie che esistono a livello enertgetico.

Arrivati all'arrgomento dei voladroes, mi disse che tutto era collegato a loro, che ogni cosa era causa loro, che c'erano di mezzo complotti immani ai nostri danni diretti da loro.

A parte che ebbi la spintanea reazione di prendere le distanze a gambe levate da un simile tipo di paranoia, ma successivamente leggendo i passi in cui don juan spiega a castaneda la sua visione di coloro cghe volanop, ebbi la conferma checio che mi disse quella persona non c'entrava una cippa di m@@@@@.

I voladores sono solo uno delle tante in finite stringhe di energia che popolano l'aggregato e le possibilità di percezione "di un se"...il ribrezzo che proviamo guardando o conoscendone la vicenda è piu che altro un ribrezzo riflesso...il perché, è evidente, guardando chi c'è dall'altra parte dello specchio.

E' innato nell'uomo vedere ciò che vuole "vedere"...scusa il giro di parole è un po' come quando uno vede il bicchiere mezzo vuoto oppure mezzo pieno.
E poi essendo un animale pauroso è logico che, dalla paura prende forma ciò che è stato insegnato loro, grazie ai famosi accordi, vedono il diavolo che identificano con il male.
Ti ringrazio per questo contributo, che mi permette di studiare e ricercare questo argomento, che da neofita non conoscevo.
Io credo che se queste persone, quelle che etichettano tutto e tutti, fossero in grado di guardare veramente si spaventerebbero nel vedere anche come è il loro riflesso nello specchio. Questo mi ricorda un vecchio film fantasy, dove c'era un ragazzo che per superare una prova doveva specchiarsi e vedersi com'era fatto realmente...prova difficile da superare perchè pochi sanno accettarsi per quello che sono. Vabbè sono andata fuori tema, scusa.
Le energie intorno a noi sono infinite, spetta a noi ad imparare guardarle con gli occhi di un bambino. Il mondo diventerebbe un posto meno astioso.
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MessaggioOggetto: Re: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Mar 20 Apr 2010 - 13:56

Io credo che siamo un po tutti cosi, ma sto facendo solo una affermazione che riporta un giudizio basato sulla mia esperienza personale e mi ci metto anche io nel gruppo analizzato.
Resta in ogni caso il fatto che stando a C, il tema dei v è molto complesso, anche lui stava sfociando in una attenzione maniacale e morbosa per questi inorganici, ma Don J, gli avrebbe eprmesso di vederli direttamente solo con lo scopo di fargli capiore come stavano le cose a livello di accrodo collettivo percettivo. Nulla di più, anzi lo esortava anche a non perderci troppo tempo, perché tale indugiare su questo tema era solo auto indulgenza travestita.
La Paura è un meccanismo percettivo che ci permette di avere reazioni automatiche veloci e anche complesse per gestire pericoli molto profondi e complessi, senza la necessità ogni volta di mettersi a tavolino per decidere che fare.

Ma è questo il punto: come spesso accade trasformiamo il mezzo in un fine
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MessaggioOggetto: RE: voladores   Mar 20 Apr 2010 - 14:24

Admin ha scritto:
Io credo che siamo un po tutti cosi, ma sto facendo solo una affermazione che riporta un giudizio basato sulla mia esperienza personale e mi ci metto anche io nel gruppo analizzato.
Resta in ogni caso il fatto che stando a C, il tema dei v è molto complesso, anche lui stava sfociando in una attenzione maniacale e morbosa per questi inorganici, ma Don J, gli avrebbe eprmesso di vederli direttamente solo con lo scopo di fargli capiore come stavano le cose a livello di accrodo collettivo percettivo. Nulla di più, anzi lo esortava anche a non perderci troppo tempo, perché tale indugiare su questo tema era solo auto indulgenza travestita.
La Paura è un meccanismo percettivo che ci permette di avere reazioni automatiche veloci e anche complesse per gestire pericoli molto profondi e complessi, senza la necessità ogni volta di mettersi a tavolino per decidere che fare.

Ma è questo il punto: come spesso accade trasformiamo il mezzo in un fine
Sai quando mi faccio prendere dalla smania di voler capire certe cose, mi fermo, metto della musica che mi ispiri o semplicemente mi affaccio fuori ad ascoltare la natura (abitando sotto un monte è più facile), faccio un respiro profondo e mi dico: Sei qui per imparare, lascia andare il fluire delle cose...e la maggior parte delle volte riesco a placare questa impazienza, ma non sempre quindi come vedi mi ci metto anch'io nel gruppetto.
Quando si legge un libro, non bisogna soffermarsi ad una singola frase ma cercare di avere la possibilità di leggerlo tutto compreso le note e le citazioni per avere un quadro più completo.
Oggi stavo leggendo qualcosa sui voladores, ed è veramente complesso come argomento, e ammetto che molto probabilmente qualche anno fa mi avrebbe suscitato incubi notturni, ma oggi è stato come se avessi preso semplicemente atto di queste cose senza pormi tante domande.
Non ricordo dove ma avevo letto da qualche parte che un vecchio saggio nativo americano disse ad un altra persona: non tutto deve essere svelato! Era riferito ad altre cose ma credo che se ci lasciassimo andare di più alla corrente del fiume, delle energie che si muovono dentro e intorno a noi, senza porci troppi perchè, se e ma il nostro vagare sarebbe meno tortuoso.
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MessaggioOggetto: Re: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Mer 21 Apr 2010 - 6:27

Tila ha scritto:
Sai quando mi faccio prendere dalla smania di voler capire certe cose, mi fermo, metto della musica che mi ispiri o semplicemente mi affaccio fuori ad ascoltare la natura (abitando sotto un monte è più facile), faccio un respiro profondo e mi dico: Sei qui per imparare, lascia andare il fluire delle cose...e la maggior parte delle volte riesco a placare questa impazienza, ma non sempre quindi come vedi mi ci metto anch'io nel gruppetto.
Quando si legge un libro, non bisogna soffermarsi ad una singola frase ma cercare di avere la possibilità di leggerlo tutto compreso le note e le citazioni per avere un quadro più completo.
Oggi stavo leggendo qualcosa sui voladores, ed è veramente complesso come argomento, e ammetto che molto probabilmente qualche anno fa mi avrebbe suscitato incubi notturni, ma oggi è stato come se avessi preso semplicemente atto di queste cose senza pormi tante domande.
Non ricordo dove ma avevo letto da qualche parte che un vecchio saggio nativo americano disse ad un altra persona: non tutto deve essere svelato! Era riferito ad altre cose ma credo che se ci lasciassimo andare di più alla corrente del fiume, delle energie che si muovono dentro e intorno a noi, senza porci troppi perchè, se e ma il nostro vagare sarebbe meno tortuoso.


Se ci riferiamo alla volontà di sapere in modo razionale nella sua accezione piu restrittiva percettivamente, condivido anche io.

Tuttavia una bussola nell’ampliamento della nostra conoscenza e coscienza del mondo ci deve essere, onde evitare di dare uno sviluppo caotico e non utile alla nostra esistenza.

Qui io tolgo però ogni accezione etica e morale a cio che sto dicendo, parlo solo della utilità.

Certti tipi di pretese di conoscere e aspettative possono accecare la possibilità di ampliare il nostrro inventario vero, ma anche la tendenza a non farsi domande in virtu di un dogmatico lasciarsi fluire può essere altrettanto accecante, secondo me.

Non mi riferisco a cio che hai detto ma a confronti che ho avuto in passato con persone che ogni volta che dovevano spiegarsi, spiegare, parlare, confrontarsi, o far vedere quanto nella loro vita erano coerenti con cio che affermavano essere la loro percezione, spesso si rintanavano in sparate del tipo “non tutto può trovare una spiegazione”….quindi “non devo rendere conto a nessuno di cio che faccio”…anche se poi si permettevano di mettersi su un bel piedistallo dall’alto del quale cercare adepti, amici, fedeli e idolatri.

Dire che non tutto deve essere svelato implica che chi lo dice SAPPIA ESATTAMENTE COSA STA DICENDO, E PERCHé….almeno a mio parere.

Io posso dire, ipotizziamo, che se sapessi che l’umanità ha avuto una origine metà naturale e metà forzata da qualcosa….che questa conoscenza, le sue conseguenze potrebbero essere dannose per alcune persone che potrebbero venirlo a sapere…oppure che ad esempio un equilibrio di percezioni condivise ne sarebbe distrutto con conseguenze magari distruttive per molti.

Ma 1) devo saperlo e 2) ci devo anche avere pensato per poterlo dire.

Come si fa a dire che non tutto deve essere svelato senza sapere cosa non dovrebbe essere svelato?

Forse a volte chi lo dice con un barlume di percezione intende piu che altro che col mezzo standard (=condiviso) di percezione, non possiamo percepire queste realtà o informazioni o idee, etc….

Ma chi lo dice ipse facto e basta, a me puzza un po’ di “oscurantismo”…un tempo soprattutto in occidente si diceva questo alla plebe, al popolo, a chi doveva restare con l’idea che esistono verità che mai e poi mai possono essere raggiunte…sai queli sono le conseguenze di questo? Che chi te lo dice (quasi sempre in mala fede) prima o poi ti verrà a dire che c’è chi queste verità le incarna o le capisce, ma non sei tu…e indovina chi è? Lui/loro….

Mai rinunciare alla volontà di sapere e conoscere, mai vendere via la possibilità di percepire in nuovi modi.

Perché ciò che dopo esiste, per quanto ovattato, cotonato, addolcito …è schiavitù. E spesso per la vita.

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MessaggioOggetto: Re: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Mer 21 Apr 2010 - 9:49

Admin ha scritto:

Se ci riferiamo alla volontà di sapere in modo razionale nella sua accezione piu restrittiva percettivamente, condivido anche io.

Tuttavia una bussola nell’ampliamento della nostra conoscenza e coscienza del mondo ci deve essere, onde evitare di dare uno sviluppo caotico e non utile alla nostra esistenza.

E' esattamente quello che intendevo...il lasciarsi andare alle energie per me vuole dire cercare di eliminare tutte le catene razionali e materiali che ci sono state inculcate sin dalla nascita. Ma lasciarsi andare come un bambino alle prime esperienze di vita...sperimentare, essere curiosi, cercare di conoscere da diversi punti di vista. Come dici tu la bussola ci deve essere e adesso nel mio caso è quella che mi indirizza verso la conoscenza del mio essere energetico e dell'energia che è intorno a noi.
Essere perseveranti nella ricerca senza attendersi risultati immediati..."non tutto deve essere svelato" mi riferivo al fatto che (faccio un esempio stupido) se ti vengo a dire: quanto mi piace la nutella perchè mi ricorda la mia Torino ... a te che non hai mai assaggiato la nutella o che non hai mai visto Torino la prima volta che la provi può dare una sensazione diversa..potrebbe indurti a pensare che quello che stai facendo è sbagliato...oppure che quello che io ho detto è sbagliato...si animano i meccanismi che ci obbligano a porci domande che servono soltanto a bloccare il nostro cammino... perlomeno questo capita la maggior parte delle volte quando si è ardentemente apprensivi nell'avere risposte... se non sono pronta ad accettare le opinioni, i pareri, le condivisioni degli altri senza pregiudizi, senza le catene mentali, ascoltare con l'apertura mentale necessaria per apprendere il più possibile per poi farmi un mio inventario personale è meglio che mi fermi e non continui il viaggio...mi riferisco a questo mio viaggio...perchè le mie percezioni sarebbero compromesse. Comunque questo è un mio punto di vista.

Admin ha scritto:

Qui io tolgo però ogni accezione etica e morale a cio che sto dicendo, parlo solo della utilità.

Certti tipi di pretese di conoscere e aspettative possono accecare la possibilità di ampliare il nostrro inventario vero, ma anche la tendenza a non farsi domande in virtu di un dogmatico lasciarsi fluire può essere altrettanto accecante, secondo me.

Ecco le aspettative... vedi tu senza giri di parole in una frase hai perfettamente esposto il mio pensiero... il non farsi domande..intendevo dire quelle domande nevrotiche che ti creano solo ostacoli, quelle domande che il puro ego ti pone: perchè lui/lei ci è riuscito/a io no? perchè quel/la cretino/a ha preso 100 all'esame e io no? mentre per me sono importanti le domande più utili da un punto di vista costruttivo che potevano essere ad esempio invece: quale meccanismo mi ha impedito di non riuscire a fare quella determinata cosa? Che cosa posso imparare da questa esperienza? Chi sono veramente?

Admin ha scritto:
Non mi riferisco a cio che hai detto ma a confronti che ho avuto in passato con persone che ogni volta che dovevano spiegarsi, spiegare, parlare, confrontarsi, o far vedere quanto nella loro vita erano coerenti con cio che affermavano essere la loro percezione, spesso si rintanavano in sparate del tipo “non tutto può trovare una spiegazione”….quindi “non devo rendere conto a nessuno di cio che faccio”…anche se poi si permettevano di mettersi su un bel piedistallo dall’alto del quale cercare adepti, amici, fedeli e idolatri.

Adesso dirò una banalità: il mondo è bello perchè è vario... Shocked

Admin ha scritto:
Dire che non tutto deve essere svelato implica che chi lo dice SAPPIA ESATTAMENTE COSA STA DICENDO, E PERCHé….almeno a mio parere.
Io posso dire, ipotizziamo, che se sapessi che l’umanità ha avuto una origine metà naturale e metà forzata da qualcosa….che questa conoscenza, le sue conseguenze potrebbero essere dannose per alcune persone che potrebbero venirlo a sapere…oppure che ad esempio un equilibrio di percezioni condivise ne sarebbe distrutto con conseguenze magari distruttive per molti.
Ma 1) devo saperlo e 2) ci devo anche avere pensato per poterlo dire.
Come si fa a dire che non tutto deve essere svelato senza sapere cosa non dovrebbe essere svelato?
Forse a volte chi lo dice con un barlume di percezione intende piu che altro che col mezzo standard (=condiviso) di percezione, non possiamo percepire queste realtà o informazioni o idee, etc….
Ma chi lo dice ipse facto e basta, a me puzza un po’ di “oscurantismo”…un tempo soprattutto in occidente si diceva questo alla plebe, al popolo, a chi doveva restare con l’idea che esistono verità che mai e poi mai possono essere raggiunte…sai queli sono le conseguenze di questo? Che chi te lo dice (quasi sempre in mala fede) prima o poi ti verrà a dire che c’è chi queste verità le incarna o le capisce, ma non sei tu…e indovina chi è? Lui/loro….

In effetti la parola svelare può essere fraintesa, almeno per quello che volevo esprimere...concordo in pieno con quanto hai esposto.

Io non posso "svelarti" come ti devi sentire, cosa devi percepire, come devi reagire...perchè andrebbero a compromettere il tuo inventario.
Ma tu puoi esperimentare, informarti, leggere, continuare ad accrescere il tuo baule di conoscenza. Mi riferivo a questo.

Admin ha scritto:
Mai rinunciare alla volontà di sapere e conoscere, mai vendere via la possibilità di percepire in nuovi modi.
Perché ciò che dopo esiste, per quanto ovattato, cotonato, addolcito …è schiavitù. E spesso per la vita.

La volontà è come l'acqua...può spaccare anche le montagne... sarà una banalità o puro ottimismo... ma secondo me senza il volere il cammino non esisterebbe.
Un abbraccio
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MessaggioOggetto: Re: I voladores: installazione esterna su cio che già esiste nel continuum di inventario....   Oggi a 15:25

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