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 Lontra: sensualità del gioco

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MessaggioOggetto: Lontra: sensualità del gioco   Ven 23 Apr 2010 - 13:26

http://digilander.libero.it/verdecammina/lontra.htm

LONTRA
Caratteristiche - Diffusione - Habitat - Riproduzione - Alimentazione - Legislazione - Bibliografia
________________________________________
Ordine: Carnivori
Famiglia: Mustelidi
Genere: Lutra
Specie: Lutra lutra

________________________________________
Caratteristiche
La lontra comune o di fiume (Lutra lutra) può essere lunga 120 cm, compresi i 45 cm della coda, ed è caratterizzata da testa tondeggiante ed allungata, muso arrotondato e occhi piccoli, le orecchie sono corte e tondeggianti quasi del tutto nascoste dal pellame.
Le zampe sono cortissime e palmate, mentre il pellame è folto e corto di colore bruno. Possiede lunghi baffi sensibilissimi che le permettono di localizzare pesci e anguille individuandone anche i movimenti più lievi.
Ha i sensi acutissimi ed in particolare vede, fiuta e sente ottimamente.
Le lontre dedicano molto del loro tempo al gioco, che viene per importanza subito dopo la caccia e il nuoto.
________________________________________
Diffusione
Vive in tutta l'Europa, l'Asia continentale e insulare e l'Africa nord-occidentale.
In Italia la sua popolazione è stimata in un centinaio di individui, concentrati per il 70% nei corsi d'acqua di Basilicata, Campania e Puglia. Altri nuclei minori si trovano in Abruzzo, Calabria, Molise, Lazio e Toscana.
In Campania è presente nella maggior parte dei corsi d'acqua del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed in particolare nei fiumi Calore, Tanagro, Bussento, Lambro e negli affluenti dell'Alento, del Bodolato, del Palistro e del Mingardo. Un'altra colonia di lontre è presente, al di fuori del Parco, lungo il corso del Sele.
________________________________________
Habitat
Per vivere ha bisogno di acque pulite e non frequentate dall'uomo, con le rive coperte da ampi tratti di foreste, dove vive scavando gallerie sotterranee che sboccano sempre sott'acqua, in genere a un metro e mezzo circa di profondità. Da questo sbocco parte una galleria lunga circa due metri che salendo obliquamente nel terreno conduce alla camera principale della tana, che è sempre assai spaziosa e tappezzata di erba asciutta. Una seconda galleria più stretta conduce dalla camera principale all'aperto sulla riva del fiume, favorendo il ricambio dell'aria.
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Riproduzione
Per costruirsi la tana approfitta quasi sempre delle buche che le acque dei fiumi lasciano sulle rive; raramente utilizza le cavità naturali tra le radici di vecchi alberi o le tane abbandonate da tassi o volpi.
I piccoli possono nascere in qualsiasi periodo dell'anno, sebbene il periodo degli amori abbia luogo in genere tra febbraio e marzo. Dopo nove settimane la femmina dà alla luce 2 o 4 piccoli che nascono con gli occhi chiusi, e dopo tre anni sono perfettamente adulti.
Gli esemplari adulti vivono isolati, tuttavia le femmine tengono presso di sé la prole per molto tempo.
________________________________________
Alimentazione
In genere dopo il tramonto và a caccia di pesci, in particolare trote, e continua la sua attività tutta la notte. Divora anche granchi, rane, topi d'acqua e piccoli uccelli.
Nei mesi invernali, quando l'acqua è gelata, cerca i buchi che si aprono nel ghiaccio e vi si infila per scendere in acqua alla ricerca di cibo.
________________________________________
Legislazione
La lontra ormai è giunta sull'orlo dell'estinzione a causa dell'azione devastante dell'uomo che, cementificando ed inquinando i fiumi, costruendovi ponti, case, strade e ferrovie ha ridotto drasticamente il suo habitat.
Inoltre, a causa dei danni che provoca alla fauna ittica, in quanto ottima pescatrice, è stata sempre perseguitata dall'uomo e anticamente venivano offerte ricompense ai cacciatori semplicemente per il suo abbattimento. Oggi è molto ricercata la sua pelliccia, usata per preparare vari capi di vestiario, mentre con i peli della coda si fanno pennelli e con la parte lanosa del pellame si confezionano copricapo.
Si stima che prima della sua protezione, avvenuta nel 1977, solo nel decennio 1963/1973 siano state abbattute in Italia 660 lontre.
________________________________________
Bibliografia
Corbett & Ovenden - Guida ai mammiferi d'Europa, Murzio Editore, 1985;
AA. VV. - Il mondo degli animali, Rizzoli, 1970.
AA. VV. - L'Italia dei Parchi Naturali, Fabbri, 1999.



FONTE:http://it.wikipedia.org/wiki/Lutrinae

Lutrinae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I Lutrini (Lutrinae) sono una sottofamiglia di carnivori della famiglia dei Mustelidi, noti con il nome comune di lontra.
Esistono 13 specie di lontre suddivise in 7 generi, con un'area di distribuzione quasi globale.
Indice
[nascondi]
• 1 Descrizione
• 2 Alimentazione
• 3 Tassonomia
• 4 Alcune specie
o 4.1 Lontra di fiume nordamericana
o 4.2 Lontra marina
• 5 La presenza in Italia
• 6 Note
• 7 Altri progetti
• 8 Collegamenti esterni

Descrizione
Hanno una densa pelliccia con 1.000 peli al mm2[senza fonte] che le protegge dall'acqua ed intrappola delle bolle d'aria che le isolano dal freddo.
Tutte le lontre hanno un corpo sottile e flessibile, con zampe corte. La maggior parte ha artigli taglienti per afferrare le prede.
Alimentazione
Il pesce è l'alimento principale nella dieta della maggior parte delle lontre, insieme a rane, astici e granchi; alcune lontre sono esperte nell'apertura dei crostacei ed altre prendono soprattutto piccoli mammiferi e uccelli. La pelliccia non è sufficiente per sopravvivere nelle acque fredde in cui molte lontre vivono: le lontre perciò hanno tassi metabolici molto alti e bruciano molte calorie per ottenere energia ad un passo molto veloce. Le lontre eurasiatiche, per esempio, devono mangiare il 15% del loro peso corporeo al giorno; le lontre marine, anche il 20-25%, a seconda della temperatura. Di conseguenza, le lontre sono molto vulnerabili alla scarsità di prede disponibili. La maggior parte delle specie caccia per 3 - 5 ore al giorno.[senza fonte]
Tassonomia
La sottofamiglia Lutrinae comprende i seguenti generi e specie [1]:


• Genere Aonyx
o Aonyx capensis, Schinz, 1821 - Lontra senza unghie africana
 Aonyx capensis capensis
 Aonyx capensis congica
 Aonyx capensis hindei
 Aonyx capensis meneleki
 Aonyx capensis microdon
 Aonyx capensis philippsi
o Aonyx cinerea, Illiger, 1815 - Lontra senza unghie orientale
 Aonyx cinerea cinerea
 Aonyx cinerea concolor
 Aonyx cinerea nirnai
• Genere Enhydra
o Enhydra lutris, Linnaeus, 1758 - Lontra di mare
 Enhydra lutris lutris
 Enhydra lutris kenyoni
 Enhydra lutris nereis
• Genere Hydrictis
o Hydrictis maculicollis, Lichtenstein, 1835 - Lontra dal collo maculato
• Genere Lontra
o Lontra canadensis, Schreber, 1777 - Lontra di fiume nordamericana
 Lontra canadensis canadensis
 Lontra canadensis kodiacensis
 Lontra canadensis lataxina
 Lontra canadensis mira
 Lontra canadensis pacifica
 Lontra canadensis periclyzomae
 Lontra canadensis sonora
o Lontra felina, Molina, 1782 - Lontra marina
o Lontra longicaudis, Olfers, 1818 - Lontra neotropicale
 Lontra longicaudis longicaudis
 Lontra longicaudis annectens
 Lontra longicaudis enudris
o Lontra provocax, Thomas, 1908 - Lontra di fiume meridionale
• Genere Lutra
o Lutra lutra, Linnaeus, 1758 - Lontra europea
 Lutra lutra lutra
 Lutra lutra angustifrons
 Lutra lutra aurobrunneus
 Lutra lutra barang
 Lutra lutra chinensis
 Lutra lutra hainana
 Lutra lutra kutab
 Lutra lutra meridionalis
 Lutra lutra monticolus
 Lutra lutra nair
 Lutra lutra seistanica
o Lutra nippon, Imaizumi e Yoshiyuki, 1989 - Lontra giapponese
o Lutra sumatrana, Gray, 1865 - Lontra dal naso peloso
• Genere Lutrogale
o Lutrogale perspicillata, I. Geoffroy Saint-Hilaire, 1826 - Lontra dal manto liscio
 Lutrogale perspicillata perspicillata
 Lutrogale perspicillata sindica
• Genere Pteronura
o Pteronura brasiliensis, Gmelin, 1788 - Lontra gigante
 Pteronura brasiliensis brasiliensis
 Pteronura brasiliensis paraguensis
Alcune specie
Lontra di fiume nordamericana
La lontra di fiume nordamericana era uno degli animali più cacciati per la pelliccia nell'America del Nord dopo il contatto con Europei.
Le lontre di fiume ngiano una buona varietà di pesci e di crostacei, come di piccoli mammiferi ed uccelli. Hanno una lunghezza di circa 1 m e pesano circa 5-15 chilogrammi. Erano presenti una volta in tutta l'America del Nord, ma oggi sono rare o estinte nella maggior parte dei luoghi, anche se la popolazione sta fiorendo in alcuni parchi.
Lontra marina
La lontra marina (Enhydra lutris) si trova lungo la costa pacifica dell'America settentrionale. Il loro areale storico includeva le acque poco profonde dello stretto di Bering e della Kamčatka e si estendeva a sud fino al Giappone. Le lontre marine hanno 1 milione di peli per ogni pollice quadrato di pelle, una pelliccia ricca per cui sono state cacciate fino a portarle quasi all'estinzione. Al momento in cui furono protette dal Trattato sulle Foche da Pelliccia del 1911 la popolazione era così ridotta che il commercio delle pellicce non era redditizio.
Mangiano crostacei ed altri invertebrati e frequentemente sono state viste usare rocce come strumenti per fracassare le prede. Sono lunghe da 1 m a 2 m e pesano circa 30 kg.
La presenza in Italia
In Italia la lontra è estremamente rara e sopravvive solo in alcune zone del sud Italia (Parco Nazionale del Pollino - Basilicata e Calabria, Puglia, Molise e Campania); del centro (fiume Sangro, Parco Nazionale della Maiella, Abruzzo) e del nord (Ticino e Alto Adige) .
Nel 1988 ha avuto inizio il Progetto Lontra del Parco naturale della Valle del Ticino con l'obiettivo di ripopolare le acque del fiume omonimo, un tempo ricche di questi animali. Il 22 agosto 1997 in località Bosco Vedro del Comune di Cameri (NO) è stata rilasciata la prima coppia di lontra comune europea (Lutra lutra).
A seguito della legge quadro ministeriale per il reinserimento della lontra[senza fonte], sono state realizzate aree faunistiche nei comuni di Penne e Caramanico Terme e il reinserimento di una coppia di esemplari lungo il fiume Orta.
Dal 2004 è in corso un progetto finalizzato alla conservazione della Lontra in Puglia. Il progetto è stato ideato è condotto dal Centro Studi Naturalistici per conto della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionale. Lo studio ha evidenziato che la popolazione di lontre nel bacino dell'Ofanto è tra le più importanti presenti in Italia. Nel 2007 ricercatori del WWF, hanno constatato la presenza di diversi esemplari, nella Riserva naturale guidata Cascate del Verde.
Note
1. ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Lutrinae. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3a edizione, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0801882214

Lutra lutra
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La lontra europea (Lutra lutra, Linneo 1758) è un mammifero di medie dimensioni (raggiunge anche i 120 cm, compresa la lunga coda) che trova il suo habitat ideale lungo i fiumi e i laghi europei ed asiatici.
Indice
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• 1 Diffusione
• 2 Biologia
• 3 Minacce
• 4 Bibliografia
• 5 Voci correlate
• 6 Altri progetti

Diffusione

È una specie con areale eurasiatico (dalla penisola iberica sino al Giappone) e nordafricano (Marocco, Tunisia e Algeria).
L'attuale distribuzione in Europa è molto frammentaria e in diversi paesi (ad esempio Olanda, Liechtenstein, Svizzera) è ormai estinta mentre in altri (Italia, Francia, Belgio, Germania) è presente con popolazioni residue poco numerose e isolate.
In Italia era originariamente diffusa in tutta la penisola, ma attualmente è presente solo lungo i corsi d'acqua di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia (fiumi Picentino, Calore lucano, Sele, Calore irpino, Ofanto, Alento, Mingardo, Bussento, Bradano, Basento, Cavone, Agri, Sinni, Noce e Lao). Le sparute popolazioni segnalate nel recente passato in Lazio, Toscana, Abruzzo e Veneto sono andate incontro all'estinzione.
Biologia
È un'ottima nuotatrice e la sua dieta consiste quasi esclusivamente in pesce. Ha una pelliccia marrone intenso nella parte superiore e più chiara nella parte inferiore, specialmente sulla gola. Il corpo è allungato e la coda è lunga e affusolata. Il muso è tozzo e coperto di baffi robusti. Le orecchie sono molto piccole. Le zampe sono corte con piedi palmati, utili per il nuoto. Spesso può spingersi sino alle zone costiere, quando c'è carenza di cibo.
La lontra è un predatore e si nutre principalmente di pesci (in genere preferisce le anguille e le trote), mangia anche gamberetti e altri invertebrati e non disdegna nemmeno gli uccelli acquatici. Sulla terra preda arvicole, conigli e altri piccoli mammiferi. Generalmente è notturna. Passa molto tempo in acqua.
Per costruirsi la tana approfitta quasi sempre delle buche che le acque dei fiumi lasciano sulle rive; raramente utilizza le cavità naturali tra le radici di vecchi alberi o le tane abbandonate da tassi o volpi.
Il periodo riproduttivo dura solitamente da febbraio a marzo, ma gli accoppiamenti al di fuori di questo periodo non sono rari, pertanto i piccoli possono nascere durante tutto il periodo dell'anno. La gestazione dura nove settimane e la femmina partorisce da 2 a 4 piccoli che nascono con occhi chiusi e quasi inappetenti. Diventano sessualmente attivi poco prima dei tre anni di età. Gli esemplari adulti vivono isolati o in piccoli gruppi familiari, tuttavia le femmine tengono presso di sé la prole per molto tempo.
Minacce

Una lontra fotografata in un corso d'acqua dei Pirenei francesi.
La lontra vive solo in zone non antropizzate ed è molto sensibile all'inquinamento, inoltre è un'ottima pescatrice che è entrata in competizione con l'essere umano: questo significa che negli ultimi 2-3 secoli la convivenza non è stata per nulla facile, a discapito della lontra, che è stata cacciata, nel XX secolo anche per la sua pelliccia, usata per abbigliamento femminile.
Dichiarata specie a rischio nel 1977 in Italia, è più facile incontrarla nelle ampie zone selvagge del nord Europa.
Bibliografia
• Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 , Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
• Reuther, C. & Hilton-Taylor, C. 2004. Lutra lutra. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
Voci correlate
• Mammiferi in Italia
Altri progetti
• Wikispecies contiene informazioni su Lutra lutra
• Wikimedia Commons contiene file multimediali su Lutra lutra
• Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi
Categorie: Mustelidi | Fauna europea | Fauna asiatica



Ultima modifica di Admin il Gio 9 Dic 2010 - 17:54, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Ven 23 Apr 2010 - 13:41

Admin, ho trovato qualcosa sulla simbologia di questo puccioso totem Very Happy


FONTE: http://www.esoterya.com/totem-lontra/2470/

FONTE IMMAGINE: http://www.esoterya.com/wp-content/uploads/2009/08/lontra.jpg

Rappresenta l’energia femminile e che ha come elementi, terra e acqua, quelli della donna.
Grazie alla sua forza, la Lontra è giocosa e allegra tutto il giorno, anche con i propri piccoli.
questo animale non è violento, non attaccherebbe mai per primo con una lotta un altro animale, perché è privo di aggressività ne mancanza di equilibrio, proprio per questo motivo va incontro a ogni essere con curiosità e spirito amichevole.
Solo nel caso in cui venga attaccata è pronta e disposta anche a difendersi, inoltre la sua figura corrisponde all’ideale di donna degli indiani, snella e civettuola.
La lontra insegna che essere donna non significa essere gelose e diffidenti, bensì gioiose e franche, ma anche la generosità è una sua forza, come il dividere i propri beni con gli altri.
Gli individui dotati dell’energia della lontra amano l’amore libero, e sono contro le restrizioni di un rapporto chiuso e obbligato. Questi animali vivono senza badare o attaccarsi ai beni materiali, è questa la loro grande forza.


FONTE IMMAGINE: http://sontuttebellelelontre.splinder.com/

FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/27/animali-della-tradizione-celtica/

(Cù-dubh o Dòbhran): Questi animali erano considerati magici dai Celti. La lontra è un forte protettore, che aiuta a ottenere saggezza, sostiene nella ricerca interiore e aiuta a riprendersi dalle crisi depressive. Aiuta a godersi la vita e a vivere nel presente.
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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Mer 9 Feb 2011 - 8:19

Questi cuccioli di lontra sembrano non gradire molto l'acqua all'inizio... :-)

http://video.it.msn.com/watch/video/baby-otters-learn-swimming/1jekthlyt
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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Mer 9 Feb 2011 - 8:53

Admin ha scritto:
Questi cuccioli di lontra sembrano non gradire molto l'acqua all'inizio... :-)

http://video.it.msn.com/watch/video/baby-otters-learn-swimming/1jekthlyt

Admin, questo è stato un colpo basso da parte tua...troppo miele di prima mattina! Very Happy

Visto che ci sono riporto altri documenti riguardanti il simbolismo di queste puccionissime alleate.

In questo articolo che segue conosceremo le caratteristiche, secondo i nativi Americani, delle persone che nascono sotto il segno della lontra.

Ovvero dal 20 gennaio al 18 febbraio, le persone nate sotto questo animale totem saranno stravaganti, ha un modo insolito di vedere le cose, ha una intelligenza e una fantasia brillante, è molto percettivo ed intuitivo.

FONTE
: http://www.whats-your-sign.com/native-american-animal-symbols.html

Otter: Jan 20 - Feb 18
A little quirky, and unorthodox, the Otter is a hard one to figure sometimes. Perceived as unconventional, the Otter methods aren't the first ones chosen to get the job done. This is a big mistake on the part of others – because although unconventional, the Otter's methods are usually quite effective. Yes, the Otter has unusual way of looking at things, but he/she is equipped with a brilliant imagination and intelligence, allowing him/her an edge over every one else. Often very perceptive and intuitive, the Otter makes a very good friend, and can be very attentive. In a nurturing environment the Otter is sensitive, sympathetic, courageous, and honest. Left to his/her own devices, the Otter can be unscrupulous, lewd, rebellious, and isolated.



Mentre in quest'altro documento viene ricordato che chi ha la lontra come animale totem avrà a che fare con gli elementi dell'acqua e della terra.

Ha un rapporto molto stretto con il lato femminile, bisogna ricordarsi di risvegliare il bambino interiore e gioire della vita.

FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/otter.htm

OTTER

Slipping, sliding, soft fur gliding
Through the forest water bright.
Friendly otter in tumbling water,
Lead me to happiness and light.


Joy, Primal Feminine Energy

Otters awaken curiosity. They remind us that everything is interesting
if we look at it from the right angle.

The Otter totem is connected to
the primal feminine energies of life:
the elements of both Earth and Water are present in Otter medicine.

With an Otter totem, you must remember the beauty of a balanced female side,
creating a space for others to enter our lives without preconceptions or suspicions.
Otter teaches that balanced female energy is not catty or jealous,
but it is sisterhood and sharing with others.
Otter expresses joy for others.

Remember that all of us, both men and women, have a feminine side.

If an Otter has entered your life, it may be time to find some play time
in your life, to awaken your inner child.
Allow events to unfold naturally in your life. Be careful not to hang on the material things
in your life that bind you or become a burden.
Become Otter and move gently into the river of life.


Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.
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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Mar 22 Mar 2011 - 11:55

Come potete vedere da questi video la "medicina" della lontra è veramente potente ed importante...






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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Mar 2 Ago 2011 - 7:48

Ótr è un nano (nella mitologia norrena) che amava passare le giornate sotto forma di lontra, per nuotare, giocare e mangiare pesce...confesso che con questo caldo anche io vorrei starmene tutto il giorno nell'acqua Very Happy

Riporto solo qualche stralcio dei ricchissimi documenti di wikipedia perciò per approfondimenti consiglio anche la visione ai link originali di wikipedia, mentre per la mitologia norrena vi suggerisco di dare una occhiata nella area dedicata che troverete grazie ai seguenti link

http://sciamanesimo.forumattivo.com/f32-paganesimo-nordico-e-germanico-la-culla-norrena

http://sciamanesimo.forumattivo.com/f13-norse-shamanism-secrets-of-seidr-sciamanesimo-scandinavo-i-segreti-del-seidr


Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%93tr

Ótr
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella mitologia norrena, Ótr (Ott, Oter, Otr, Ottar, Ottarr, Otter) è un nano. È il figlio di re Hreidmar e fratello di Fáfnir e Reginn.

Secondo l'Edda in prosa poteva trasformarsi in qualsiasi forma, e di solito passava le sue giornate sotto forma di lontra, continuando a mangiare pesci. Ótr fu ucciso accidentalmente da Loki. Hreidmar chiese un severo guidrigildo per la morte di Ótr, in particolare di riempire la pelle di Ótr di oro, e ricoprirlo poi di oro rosso. Quando la pelle fu coperta, se ne vedeva ancora una piccola parte, il che costrinse Loki a rinunciare al proprio anello Andvaranautr per ansconderlo. L'anello era stato rubato e maledetto dal pesce-nano Andvari. La cupidigia per l'ottenimento di questo anello maledetto alla fine provocò la morte di Hreidmar e dei suoi due figli: Hreidmar fu ucciso da Fafnir, il quale si trasformò in un lindworm, mentre l'altro fu ucciso dalla spada di Sigfrido, Gramr.



FONTE. http://en.wikipedia.org/wiki/%C3%93tr

Ótr
From Wikipedia, the free encyclopedia

In Norse mythology, Ótr (alternately: Ott, Oter, Otr, Ottar, Ottarr, Otter) is a dwarf. He is the son of the king Hreidmar and the brother of Fafnir and Regin.

According to the Prose Edda, he could change into an any form, and used to spend his days in the shape of an otter, greedily eating fish. Ótr was slain accidentally by Loki. Hreidmar demanded a large weregild for Ótr's death, namely to fill Ótr's skin with yellow gold, and to then cover it entirely with red gold. When the skin was covered, one whisker was still protruding, forcing Loki to give up the ring Andvarinaut to hide it. The ring had been stolen from, and cursed by, the fish-dwarf Andvari. Greed for this cursed treasure ultimately caused the deaths of Hreidmar and his two surviving sons: Hreidmar was killed by Fafnir, who transformed into a lindworm, and the other two were slain Sigurd's sword Gram.




FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Otter

Otter
From Wikipedia, the free encyclopedia

Otters are semi-aquatic (or in one case aquatic) mammals. The otter subfamily Lutrinae forms part of the family Mustelidae, which also includes weasels, polecats, badgers, and wolverines. With twelve species in seven genera, otters have an almost worldwide distribution. They mainly eat aquatic animals, predominantly fish and shellfish, but also other invertebrates, amphibians, birds and small mammals.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Fischotter,_Lutra_Lutra.JPG

Nomenclature

The word otter derives from the Old English word otor or oter. This and cognate words in other Indo-European languages ultimately stem from the PIE root *wódr̥ which also gave rise to the English word water.[1][2]

An otter's den is called a holt or couch. A male otter is a dog, a female a bitch, and a baby a whelp, kit, or pup.[citation needed] The collective nouns for otters are bevy, family, lodge or romp, being descriptive of their often playful nature, or when in water raft.

Gestation

The time of gestation in otters is about 60 to 86 days. The newborn pup is taken care of by the mother, the father, and all the other offspring. Female otters reach sexual maturity at approximately two years of age, while males can produce offspring at approximately three years of age. After one month, the young otter can come out of the cave, and after two months, it is able to swim. It lives with its family for about one year so that it can learn and be kept safe until maturity. Otters live up to 16 years.

Characteristics

Otters have long, slim bodies and relatively short limbs, with webbed paws. Most have sharp claws on their feet, and all except the sea otter have long muscular tails. The twelve species range in adult size from 0.7 to 1.8 metres (2 to 6 feet) in length and 5 to 45 kilograms (11 to 100 pounds) in weight.

They have a very soft, insulated underfur which is protected by an outer layer of long guard hair. This traps a layer of air, and keeps them dry and warm under water.

Many otters live in cold waters and have very high metabolic rates to help keep them warm. Eurasian otters must eat 15% of their body weight a day, and sea otters 20 to 25%, depending on the temperature. In water as warm as 10°C (50°F), an otter needs to catch 100 grams (3.5 oz) of fish per hour to survive. Most species hunt for three to five hours a day, and nursing mothers up to eight hours a day.

For most otters, fish is the staple of their diet. This is often supplemented by frogs, crayfish and crabs.[3] Some otters are expert at opening shellfish, and others will feed on available small mammals or birds. Prey-dependence leaves otters very vulnerable to prey depletion.

Otters are very active, chasing prey in the water or searching the beds of rivers, lakes or the seas. Most species live beside water, entering it mainly to hunt or travel, otherwise spending much of their time on land to avoid their fur becoming waterlogged. The sea otter does live in the sea for most of its life.

Otters are playful animals and appear to engage in various behaviors for sheer enjoyment. Different species vary in their social structure, with some being largely solitary, while others live in groups – in a few species these groups may be fairly large.


Species

Genus Lutra

Eurasian otter (Lutra lutra)
Hairy-nosed otter (Lutra sumatrana)

Genus Hydrictis

Spotted-necked otter (Hydrictis maculicollis)

Genus Lutrogale

Smooth-coated otter (Lutrogale perspicillata)

Genus Lontra

Northern river otter (Lontra canadensis)
Southern river otter (Lontra provocax)
Neotropical river otter (Lontra longicaudis)
Marine otter (Lontra felina)

Genus Pteronura

Giant otter (Pteronura brasiliensis)

Genus Aonyx

African clawless otter (Aonyx capensis)
Oriental small-clawed otter (Aonyx cinerea)

Genus Enhydra

Sea otter (Enhydra lutris)

Genus †Megalenhydris
Genus †Sardolutra


Northern river otter

The northern river otter (Lontra canadensis) became one of the major animals hunted and trapped for fur in North America after European contact. River otters eat a variety of fish and shellfish, as well as small land mammals and birds. They grow to one meter (3 to 4 ft) in length and weigh from five to fifteen kilograms (10 to 30 lb).

In some areas, this is a protected species, and some places have otter sanctuaries, which help sick and injured otters to recover.

Sea otter

Sea otters (Enhydra lutris) live along the Pacific coast of North America. Their historic range included shallow waters of the Bering Strait and Kamchatka, and as far south as Japan. Sea otters have about 26,000 to 165,000 strands of hair per square centimetre of skin,[6] a rich fur for which humans hunted them almost to extinction. By the time the 1911 Fur Seal Treaty gave them protection, so few sea otters remained that the fur trade had become unprofitable. Sea otters eat shellfish and other invertebrates (especially clams, abalone, and sea urchins),[7] frequently using rocks as crude tools to smash open shells. They grow to 1.0 to 1.5 metres (2.5 to 5 ft) in length and weigh 30 kilograms (65 lb). Although once near extinction, they have begun to spread again, from remnant populations in California and Alaska.

Unlike most marine mammals (such as seals or whales), sea otters do not have a layer of insulating blubber.[7] As with other species of otter, they rely on a layer of air trapped in their fur, which they keep topped up by blowing into the fur from their mouths. They spend most of their time in the water, whereas other otters spend much of their time on land.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Sea_otter_cropped.jpg

Eurasian otter

This species (Lutra lutra) inhabits Europe, and its range also extends across most of Asia and parts of North Africa. In the British Isles, they occurred commonly as recently as the 1950s, but became rare in many areas due to the use of chlorinated hydrocarbon pesticides and as a result of habitat loss and water pollution (they remained relatively common in parts of Scotland and Ireland). Population levels attained a low point in the 1980s, but are now recovering strongly. The UK Biodiversity Action Plan envisages the re-establishment of otters by 2010 in all the UK rivers and coastal areas they inhabited in 1960. Roadkill deaths have become one of the significant threats to the success of their re-establishment.

Giant otter

The giant otter (Pteronura brasiliensis) inhabits South America, especially the Amazon river basin, but is becoming increasingly rare due to poaching, habitat loss, and the use of mercury and other toxins in illegal alluvial gold mining. This gregarious animal grows to a length of up to 1.8 meters (6 ft), and is more aquatic than most other otters.

In popular culture

Fishing

For countless generations, fishermen in southern Bangladesh have bred otters and used them to chase fish into their nets. Once a widespread practice passed down from father to son throughout many communities in Asia, this traditional use of domesticated wild animals is still in practice in the district of Narail, Bangladesh.

Religion and mythology

Norse mythology tells of the dwarf Ótr habitually taking the form of an otter. The myth of Otter's Ransom[8] is the starting point of the Volsunga saga.

In some Native American cultures, otters are considered totem animals.

The otter is held to be a clean animal belonging to Ahura Mazda in Zoroastrian belief, and taboo to kill.[9]

In popular Korean mythology, it is told that a person who sees an otter (soodal) will attract 'rain clouds' for the rest of the life.

Media

Tarka the Otter, by Henry Williamson, published 1927, gives a vivid portrayal of an otter's life in the rivers of Devon at a time when otter hunting was still legal. It was made into a film of the same name in 1978, co-scripted by Gerald Durrell and narrated by Peter Ustinov.

Emmet Otter's Jug-Band Christmas is a children's storybook by Russell Hoban that was adapted by Jim Henson and Paul Williams into a musical television special and by The Jim Henson Company into a live musical stage show.

In Brian Jacques' Redwall series, otters are depicted as kind, intelligent, creatures on land and sea. However, when it comes to defending their abbey home, they are fierce and strong warriors.

PB&J Otter, a Disney animated cartoon, ran from 1998 to 2000. Its main characters were otters.

Gavin Maxwell's book Ring of Bright Water tells the tale of how he brought a Smooth-coated Otter (Lutrogale perspicillata) back from Iraq and raised it in 'Camusfearna' (Sandaig), on the west coast of Scotland.[10]

The animated Nickelodeon TV show The Penguins of Madagascar features an otter character named Marlene,[11] voiced by Nicole Sullivan.

In the book and movie Harry Potter and the Order of the Phoenix, Hermione Granger's Patronus takes the shape of an otter.[12]

Rigby's counterpart Doug Shlibowski from Regular Show episode "Temp Check" is an evil otter that tries to replace him as Mordecai's friend.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Pair_of_Otters.jpg



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Sea_otter

Sea otter
From Wikipedia, the free encyclopedia

The sea otter (Enhydra lutris) is a marine mammal native to the coasts of the northern and eastern North Pacific Ocean. Adult sea otters typically weigh between 14 and 45 kg (30 to 100 lb), making them the heaviest members of the weasel family, but among the smallest marine mammals. Unlike most marine mammals, the sea otter's primary form of insulation is an exceptionally thick coat of fur, the densest in the animal kingdom. Although it can walk on land, the sea otter lives mostly in the ocean.

The sea otter inhabits nearshore environments where it dives to the sea floor to forage. It preys mostly upon marine invertebrates such as sea urchins, various molluscs and crustaceans, and some species of fish. Its foraging and eating habits are noteworthy in several respects. First, its use of rocks to dislodge prey and to open shells makes it one of the few mammal species to use tools. In most of its range, it is a keystone species, controlling sea urchin populations which would otherwise inflict extensive damage to kelp forest ecosystems. Its diet includes prey species that are also valued by humans as food, leading to conflicts between sea otters and fisheries.

Sea otters, whose numbers were once estimated at 150,000–300,000, were hunted extensively for their fur between 1741 and 1911, and the world population fell to 1,000–2,000 individuals in a fraction of their historic range.[2] A subsequent international ban on hunting, conservation efforts, and reintroduction programs into previously populated areas have contributed to numbers rebounding, and the species now occupies about two-thirds of its former range. The recovery of the sea otter is considered an important success in marine conservation, although populations in the Aleutian Islands and California have recently declined or have plateaued at depressed levels. For these reasons (as well as its particular vulnerability to oil spills) the sea otter remains classified as an endangered species.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Otter3.jpg

Social structure

Although each adult and independent juvenile forages alone, sea otters tend to rest together in single-sex groups called rafts. A raft typically contains 10 to 100 animals, with male rafts being larger than female ones.[53] The largest raft ever seen contained over 2000 sea otters. To keep from drifting out to sea when resting and eating, sea otters may wrap themselves in kelp.[54]

A male sea otter is most likely to mate if he maintains a breeding territory in an area that is also favored by females.[55] As autumn is the peak breeding season in most areas, males typically defend their territory only from spring to autumn.[55] During this time, males patrol the boundaries of their territories to exclude other males,[55] although actual fighting is rare.[53] Adult females move freely between male territories, where they outnumber adult males by an average of five to one.[55] Males who do not have territories tend to congregate in large male-only groups,[55] and swim through female areas when searching for a mate.[56]

The species exhibits a variety of vocal behaviors. The cry of a pup is often compared to that of a seagull.[57] Females coo when they are apparently content; males may grunt instead.[58] Distressed or frightened adults may whistle, hiss, or in extreme circumstances, scream.[57]

Although sea otters can be playful and sociable, they are not considered to be truly social animals.[59] They spend much time alone, and each adult can meet its own needs in terms of hunting, grooming, and defense.[59]

Role in human cultures

For many maritime indigenous cultures throughout the North Pacific, especially the Ainu in the Kuril Islands, the Koryaks and Itelmen of Kamchatka, the Aleut in the Aleutian Islands and a host of tribes on the Pacific coast of North America, the sea otter has played an important role as a cultural as well as material resource. In these cultures, many of which have strongly animist traditions full of legends and stories in which many aspects of the natural world are associated with spirits, the sea otter was considered particularly kin to humans. The Nuu-chah-nulth, Haida, and other First Nations of coastal British Columbia used the warm and luxurious pelts as chiefs' regalia. Sea otter pelts were given in potlatches to mark coming-of-age ceremonies, weddings, and funerals.[52] The Aleuts carved sea otter bones for use as ornaments and in games, and used powdered sea otter baculum as a medicine for fever.[147]

Among the Ainu, the otter is portrayed as an occasional messenger between humans and the creator.[148] The sea otter is a recurring figure in Ainu folklore. A major Ainu epic, the Kutune Shirka, tells the tale of wars and struggles over a golden sea otter. Versions of a widespread Aleut legend tell of lovers or despairing women who plunge into the sea and become otters.[149] These links have been associated with the many human-like behavioral features of the sea otter, including apparent playfulness, strong mother-pup bonds and tool use, yielding to ready anthropomorphism.[150] The beginning of commercial exploitation had a great impact on the human as well as animal populations – the Ainu and Aleuts have been displaced or their numbers are dwindling, while the coastal tribes of North America, where the otter is in any case greatly depleted, no longer rely as intimately on sea mammals for survival.[151]

Since the mid-1970s, the beauty and charisma of the species have gained wide appreciation, and the sea otter has become an icon of environmental conservation.[136] The round, expressive face and soft furry body of the sea otter are depicted in a wide variety of souvenirs, postcards, clothing, and stuffed toys.[152]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Sea_otters_holding_hands.jpg


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Sea-otter-bay_11.jpg


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MessaggioOggetto: Re: Lontra: sensualità del gioco   Oggi a 12:29

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Lontra: sensualità del gioco
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