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 Lucertola e Geco (Gecko)

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MessaggioOggetto: Lucertola e Geco (Gecko)   Gio 13 Mag 2010 - 16:07

Ed ecco due simpatici amici... li ho inseriti nella stessa scheda perchè hanno una simbologia molto simile...

Visto che esistono diverse varietà e la mole di documenti di wikipedia vi consiglio per un approfondimento la visione ai link originali...

Buona lettura!

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Lacertilia


FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f7/Podarcis_muralis.jpg



FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7b/Cordylus_giganteus.jpg



FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/63/IMG_0163.0JPG.jpg

Lacertilia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le lucertole (Lacertilia, Günther 1867) nei paesi di lingua latina più noti come Sauri (Sauria), che in alcune classificazioni integra assieme rettili ed uccelli, sono un sottordine di rettili appartenenti all'ordine Squamata.
Indice

* 1 Descrizione
* 2 Biologia
* 3 Riproduzione
* 4 La coda
* 5 Distribuzione
* 6 Galleria di immagini
* 7 Voci correlate
* 8 Altri progetti
* 9 Collegamenti esterni

Descrizione

Le lucertole hanno una testa piatta e triangolare, il tronco piatto e una lunga coda. Sono per lo più quadrupedi, anche con zampe non evidenti (negli Anguidi come l'orbettino), minuscole (negli scincidi come la Luscengola) e hanno orecchie esterne prive di padiglione auricolare (per le singole specie vedi a fondo pagina la categoria Sauri). Gli occhi hanno pupille nere e iride gialla e sono forniti di palpebre. La lingua è biforcuta e serve alla lucertola come organo di tatto e come arma per la caccia, in quanto la saliva trattiene le piccole prede di cui si nutre: insetti, bruchi e vermi. La lucertola possiede due robuste mascelle e due file di denti che sono tutti uguali e non differenziati, come nei mammiferi. Tra le peculiarità di alcuni gruppi, l'autotomia, ovvero la capacità, per ingannare il predatore, di "staccare" la coda in caso di pericolo, generalmente con successiva ricrescita. La grandezza degli adulti di questa specie può variare da pochi centimetri (qualche geco dei Caraibi) fino a quasi i tre metri (drago di Komodo).
Le lucertole in genere hanno una buona resistenza agli attacchi dei predatori poiché dai test eseguiti in laboratorio, oltre a rigenerare la coda sono in grado di rigenerare altre parti del corpo, o meglio sono in grado di resistere ad ampie ferite. Inoltre sono in grado di assumere, sempre in caso di pericolo un comportamento di "falso stato di morte" conosciuto come morte apparente.
Biologia

Alcune lucertole sono in grado di cambiare colore. L'esempio più famoso è il Camaleonte, ed in Italia le diverse specie di gechi, ma questa caratteristica può appartenere anche ad altri generi.
Solitamente sono insettivori o carnivori. Alcune specie sono erbivore o onnivore, un esempio caratteristico di queste è l'Iguana, che è incapace di digerire le proteine animali.
Riproduzione
Il periodo degli amori delle lucertole cade in primavera inoltrata. Depone da 3 a 8 uova in buche che scava con le zampe anteriori, mentre spinge via la terra scavata servendosi delle zampe posteriori. Le uova sono piccole e biancastre e il guscio è elastico. I piccoli rompono il guscio con una specie di dente posto sul muso che cade subito dopo la nascita.
La coda

Come già detto, alcuni gruppi di lucertole possiedono la peculiarità di poter perdere la coda se soggette ad attacchi da parte di predatori. La parte della coda tranciata possiede dei centri nervosi relativamente indipendenti dal cervello, che possono determinarne un movimento di contorsione anche se la coda è staccata dal corpo. Il predatore viene così distratto dalla coda credendo si tratti della metà viva dell'animale, mentre la lucertola, rimanedo in uno stato immobile di morte apparente, tenterà la fuga nel momento più opportuno.
Le contorsioni della coda vanno via via affievolendosi nel momento in cui l'ossigeno presente nei vasi sanguigni recisi inizia a scarseggiare.
Il distacco della coda è provocato da una violentissima contrazione dei muscoli presenti ed avviene lungo piani di frattura prestabiliti tra le vertebre, che sono zone più fragili della spina dorsale. I muscoli rimangono contratti anche dopo il distacco per bloccare l'emorragia, fino alla completa cicatrizzazione. Da questa cicatrizzazione verrà rigenerata in seguito una nuova coda. Quando la ferita è irregolare raramente può succedere che venga creata anche più di una coda.


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Gekkonidae


FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/57/Tokay_Gecko.jpg/434px-Tokay_Gecko.jpg



FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c3/Phelsuma_l._laticauda.jpg/488px-Phelsuma_l._laticauda.jpg



FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/08/Geco_Tarentola_mauritanica.JPG/800px-Geco_Tarentola_mauritanica.JPG

Gekkonidae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I Gekkonidae (Gray, 1825) sono una famiglia di piccoli rettili comunemente noti come gechi. Vivono negli ambienti caldi di tutto il mondo, sono imparentati con le lucertole e sono innocui per l'uomo. Numerosi scienziati hanno studiato la fisica correlata all'incredibile capacità dei gechi di aderire ad ogni tipo di superficie.
Indice

* 1 Descrizione
o 1.1 Caratteristiche somatiche
o 1.2 Zampe
* 2 Biologia
* 3 Riproduzione
* 4 Distribuzione
* 5 Tassonomia
* 6 Curiosità
* 7 Nomi comuni
* 8 Voci correlate
* 9 Altri progetti
* 10 Collegamenti esterni

Descrizione
Caratteristiche somatiche
Una specie tropicale
Una specie mediterranea

La maggior parte dei gechi nei paesi temperati sono di colore grigio o beige, maculati così finemente da ricordare la gomma, molte specie possono cambiare colore per mimetizzarsi o per altri scopi, adattandosi per esempio all'ambiente circostante. Altre specie, caratteristiche dei paesi caldi, possono avere colori brillanti, specialmente quelle con abitudini prevalentemente diurne. I gechi sono i soli rettili nostrani dotati di voce, emettono cioè un verso, che non è un sibilo.
Zampe
Le zampe del geco hanno attirato molta attenzione per la capacità di aderire a una varietà di superfici, senza la necessità di usare liquidi superficiali. Recenti studi sulle setae poste nella parte inferiore delle zampe, hanno dimostrato che le forze attrattive che tengono i gechi attaccati alle superfici sono interazioni di van der Waals tra setae finemente divise e le stesse superfici. Il fatto che queste interazioni non coinvolgano liquidi né gas è fondamentale: in teoria uno stivale fatto di setae sintetiche potrebbe aderire alla superficie della Stazione Spaziale Internazionale come alla parete di una stanza qualsiasi.

I gechi possono resistere ad una forza di trazione parallela di 20,1 newton (circa 2 chilogrammi) il che gli consente per esempio di aggrapparsi ad una foglia dopo una caduta di 10 cm toccandola con una sola zampa. Sulle zampe dei gechi vi sono circa 14.100 setole per millimetro quadrato. Le setole si dividono in centinaia di diramazioni, le cui estremità sono larghe solo 0,2 micrometri, contro i 10 dei capelli umani. Per farle aderire alla superficie occorre una piccola forza di precarico. Per staccare la zampa il geco non deve fare fatica: basta cambiare l'inclinazione delle setole e la forza di adesione viene a mancare. Grazie a queste strutture straordinarie i gechi possono aderire al vetro smerigliato, su sostanze lisce a livello molecolare come l'arseniuro di gallio, su sostanze idrofile e idrofobe, oltre che nel vuoto o sott'acqua. Se le zampe si sporcano bastano pochi passi sul vetro pulito affinché si puliscano.

Sono in corso studi per produrre artificialmente un adesivo programmabile come quello dei gechi, che avrebbe ovvie applicazioni, ma finora nulla ha avuto le stesse prestazioni.[senza fonte]

A causa della lievissima interazione di Van Der Waals del teflon[non chiaro], le zampe del geco non aderiscono sulle superfici antiaderenti.
Biologia
Si nutrono di insetti (insettivori) e a volte anche di frutta e nettare. Spesso si aggirano intorno alle luci artificiali, sempre circondate da insetti, dove trovano abbondanti prede. Per cacciare, rimangono completamente fermi fissando la preda e scattano rapidissimi all'attacco dopo alcuni secondi o addirittura minuti di attesa. Quando interagiscono con altri gechi emettono caratteristici versi, simili a gridolini o squittii. La maggior parte dei gechi è dotata di speciali cuscinetti sulle zampe che consentono loro di arrampicarsi su superfici verticali lisce, o addirittura sui soffitti delle case, con facilità.
Geco nostrano

Il geco comune delle case, nome sotto cui va una serie di specie, si trova nelle abitazioni situate in ambienti caldi e umidi e, visto che è un rettile innocuo, è bene non allontanarlo poiché si nutre di insetti fastidiosi per l'uomo come falene, mosche, moscerini e zanzare.
Riproduzione

Alcune specie si generano per partenogenesi, con le femmine che sono capaci di riprodursi senza accoppiarsi con il maschio. Questa particolarità è la causa della grande abilità di diffusione dei gechi su nuove isole.

Nel geco leopardo il sesso del nascituro viene determinato anche dalla temperatura, infatti basse e alte temperature d'incubazione fanno nascere femmine, mentre temperature medie producono maschi.
Distribuzione

Abitano in tutte le regioni calde del mondo. Comunemente vivono nelle abitazioni umane, specialmente nelle regioni con climi temperati caldi. Sono molto comuni nell'Italia meridionale.
Tassonomia [modifica]

La famiglia dei gechi (Gekkoninae) è suddivisa in cinque sottofamiglie:

* Aeluroscalabotinae (Günther, 1864), famiglia monotipica (comprende una sola specie);
* Eublepharinae, racchiude i gechi eublefarini(dotati di palpebre mobili);
* Gekkoninae (Laurenti, 1768), è la sottofamiglia più vasta i cui rappresentanti sono detti "veri gechi";
* Teratoscincinae Kluge, 1987;
* Diplodactylinae.

Curiosità
* I gechi sono anche usati come animali domestici in terrari.
* Il simbolo del geco è comunemente raffigurato in collane, ciondoli o gioielli. La loro raffigurazione è anche usata come modello di tatuaggi. Si dice che portino fortuna.
* I ricercatori del Politecnico di Torino stanno mettendo a punto una tuta speciale, con scarpe e guanti resi adesivi grazie a una particolare colla fatta di «nanotubi» di carbonio, in grado di aderire a qualunque superficie e di staccarsi con facilità. In pratica, i nanotubi, dotati di piccolissimi uncini, si comporterebbero come una specie di velcro. Esattamente come succede a ragni e gechi, la cui capacità di muoversi su ogni superficie è stata oggetto di studio da parte degli scienziati italiani, nell’intento di capire come ricostruire in laboratorio quest'attitudine naturale. A capo dell’equipe torinese che sta approntando la formula della «tuta di Spider Man», riportata anche sul «Journal of Physics», c’è l’ingegnere e fisico Nicola Pugno, che ne ha annunciato la creazione entro il 2017. Stando alla spiegazione che lo scienziato ha dato al «Times», i nanotubi combinerebbero tre forze, ovvero la frizione; l’aderenza dovuta alle «forze di Van der Waals» (ovvero una debole forza che si traduce in un’attrazione fra molecole molto vicine) e l’aderenza capillare (visibile in un bicchiere di acqua quando il bordo del liquido viene tirato leggermente più in alto del resto).

Nomi comuni

Le varie specie di gechi sono spesso conosciute con un nome comune o volgare, che differisce dal nome scientifico. Lo stesso nome volgare può indicare più specie, che magari non sono distinguibili ad osservatori non esperti, oppure la stessa specie può essere nota con differenti nomi volgari. Ad esempio la Tarentola mauritanica, specie diffusa nei paesi del bacino del Mediterraneo, è nota in Italia con diversi nomi come ad esempio Geco comune, Geco dei muri, Tarantola o Tarantola muraiola. Allo stesso modo il nome Geco comune può essere usato per indicare altre specie simili, o alle isole Canarie il nome Geco dei muri si riferisce alla specie endemica Tarentola delalandii. Non c'è quindi sempre un rapporto 1:1 tra il nome scientifico ed il nome volgare.


Ultima modifica di Tila il Mer 29 Dic 2010 - 19:51, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Gio 13 Mag 2010 - 16:08

Iniziamo a vederne la simbologia...

FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/
Lucertola (Dearc): Uno dei pochi rettili riconosciuti come utile allo sciamano. Esso simboleggia lo stato di sogno. Se vedi una lucertola in un viaggio, devi essere attento ai tuoi sogni che stanno portandoti un messaggio per trovare realizzazione.


FONTE: dal libro “Segni e presagi del mondo animale – i poteri magici di piccole e grandi creature” di Ted Andrews Ed. Mediterranee
Simbolismo fondamentale: sottigliezza di percezione
La lucertola è un animale di grande astuzia. Si muove con notevole rapidità. Il geco è uno dei pochi rettili in possesso di voce, cosa che andrebbe meditata da chiunque abbia tale totem.
La lucertola è un’esperta di percezioni sottili. Riesce a percepire le vibrazioni attraverso il terreno, ha occhi in grado di avvertire il minimo movimento e possiede un udito estremamente acuto. Tutte queste facoltà sono simboli di specifiche forme di chiaroveggenza praticate presso molte culture.



Il gecko non ha paura di mordere se viene provocato, ci ricorda di agire per giusta causa... Very Happy

FONTE: http://totem-spirit.blogspot.com/2008/01/gecko.html
The Gecko teaches us to do what we must in struggles, there may be opposing energies at play in our lives and you are reminded not to be passive. While the Gecko is naturally harmless, it is not afraid to bite if provoked. If you prevent opposition from occurring now, you will prevent it in the future. You may experience greater dream activity at this time and Gecko advises you to pay attention to what is revealed. It is a time to do what you must to restore order and bring and end to any conflicts, Gecko teaches the importance of righteous anger and reminds you to use it.


Ultima modifica di Tila il Mer 29 Dic 2010 - 19:54, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Dom 16 Mag 2010 - 20:32

Ciao Tila!

Come sempre, hai postato una scheda moilto bella, e con un animale molto interessante Very Happy

Io aggiungo questa piccola scheda sul Geko Leopardino.

é un animale bellissimo, e ha una "personalità" molto interessante.

FONTE: http://www.galapagos.it/animali/Rettili/Sauri/geko%20leopardino.htm

Eublepharis macularius il suo nome scientifico, si rinviene nell’Asia centro meridionale, Pakistan Afghanistan ecc.deve il suo nome volgare alla sua colorazione maculata come un piccolo leopardo, si tratta di un geko molto bello e facile da allevare e di indole piuttosto docile, adatto anche ai più giovani.

I maschi si distinguono dalle femmine per i pori pre-anali che nel maschio sono più grossi ed evidenti, in oltre i maschi sono più grossi e massicci e la testa e la base della coda sono più,larghe che nelle femmine.

E’ una razza che necessita di un terrario semi desertico con misure 70x50x40 di altezza sono le misure per un nucleo “familiare” composto da due o più femmine ed un solo maschio, più territoriali, deve essere fornito di un fondo di repti bark o forest floor (reperibili presso di noi) e di un nascondiglio fatto con corteccia o radici per dare modo ai nostri animali di nascondersi durante le ore di riposo, le più calde.

Il clima è deserticolo e quindi deve essere secco e caldo, per riscaldare useremo uno spot infra-red sia di giorno che di notte e di un neon a emissione di UVB, per sopperire alla mancanza di luce solare, molto importante, per evitare avitaminosi, decalcificazioni e rachitismo.

Per il giorno le temperature saranno di 28°-30° c nella parte più calda e 25°c in quella più fredda, per dare modo al geko di termoregolarsi a suo piacimento.

Di notte le temperature si abbasseranno di 4-5 gradi e saranno le ore in qui i nostri geki saranno più attivi, trattandosi di una specie notturna.

Forniamo il terrario di una bacinelle di acqua bassa e larga e sempre pulita.

Il geko leopardino è un geko che non possiede le lamelle adesive sotto le zampe e quindi anche se si tratta di un ottimo arrampicatore non ha la capacità di arrampicarsi su i vetri, il terrario può essere costruito privo di soffitto, questo vi darà modo di ottenere due cose, una ottima areazione e un sistema di riscaldamento più consono e naturale utilizzando spot e non piastre e rocce riscaldanti, così si otterrà aria calda e non una base calda. Naturalmente faremo attenzione a rendere il terrario abbastanza alto da evitare fughe varie.

Il tasso di umidità deve essere basso ma i nascondigli andranno tenuti appena umidi durante le ore e le stagioni calde. Andremo a nebulizzare acqua una o due volte al giorno.

I geki leopardini sono animali insettivori e si nutrono di camole della farina, caimani, piccole blatte, grilli e camole del miele, il tutto infarinato di abbondante calcio e vitamine in quantità adeguate il tutto in polvere. Gli esemplari più grossi potranno essere nutriti saltuariamente di topolini rosa di uno o due giorni.

La coda in questi geki è grossa e tozza e segnala lo stato di benessere dell’esemplare, infatti nella coda viene immagazzinato il grasso in eccesso per affrontare i periodi di siccità.

Nel caso si allevino più esemplari di differenti misure dovrete fare attenzione che i più piccoli non restino senza cibo, o che i più grossi li lascino mangiare, senza attaccarli rischiando di ferirli.

Come già detto i geki sono notturni e quindi di solito si nutrono solo di notte.

Il geko leopardino è un animale che vive oltre i venti anni, i più giovani anno una livrea diversa dagli adulti, infatti in tenera età sono meno maculati e con una colorazione giallina a bande più scure e non c’è presenza di maculatura, che appare solo più tardi.

E’ tra gli animali più facili da riprodurre, adatto anche a i meno esperti, dando grosse soddisfazioni.

La maturità sessuale viene raggiunta in 16-24 mesi e di solito è meglio allevare le femmine separate dai maschi per alcuni mesi, questo per permettere alle femmine un periodo di calma lontano dalle attenzioni dei maschi.

In oltre è utile un periodo di brumazione dove gli animali passeranno un breve inverno.

Ricordate che gli esemplari destinati alla riproduzione non devono essere manipolati troppo e devono essere lasciati tranquilli.

L’accoppiamento è di solito preceduto da una danza nuziale dove i due individui si studiano e fanno vibrare le code, ad un certo punto il maschio afferra la femmina per la collottola e la immobilizza, trattenendola la costringe a sollevare la coda permettendo la penetrazione degli emipeni nelle sacche della femmina.

La femmina depone due tre uova che provvederemo ad incubare in un sub strato umido ad una temperatura che varia dai 25°-27°c ai 30°-32°c il che determina la nascita di femmine o di maschi, questo per le prime settimane di incubazione poi si deve portare la temperatura su una media, facendo attenzione al tasso di umidità.

I nascituri saranno lunghi 7-8 cm e andranno alimentati con gli stessi insetti degli adulti ma di dimensioni più appropriate.

Il ceko leopardino è un animale facile da allevare capace di darvi molte soddisfazioni adatto sia ai neofiti che agli esperti, in commercio si possono trovare colorazioni molto particolari che rendono questi animali unici nel loro genere.

Vi ricordo che presso di noi potrai trovare tutto il necessario per allevare i geki leopardini, splendidi esemplari riprodotti in cattività (spesso da noi) e utilissimi consigli.



E ora le foto, sono animali che trovo bellissimi!!!! Razz



FONTE immagine: http://i.ytimg.com/vi/xJNk9gfl33M/0.jpg



FONTE immagine: http://i167.photobucket.com/albums/u157/PaCO9002/Geckosentado.jpg




FONTE immagine: http://www.geckotime.com/wp-content/uploads/2009/04/new-leopard-gecko-morph.jpg


ops...scusate questo non è esattamente un geko!

cyclops

http://farm4.static.flickr.com/3377/3565591981_5dab331df0.jpg




Ultima modifica di Admin il Gio 9 Dic 2010 - 17:50, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Mer 6 Ott 2010 - 6:49

Tila ha scritto:
FONTE: http://totem-spirit.blogspot.com/2008/01/gecko.html
The Gecko teaches us to do what we must in struggles, there may be opposing energies at play in our lives and you are reminded not to be passive. While the Gecko is naturally harmless, it is not afraid to bite if provoked. If you prevent opposition from occurring now, you will prevent it in the future. You may experience greater dream activity at this time and Gecko advises you to pay attention to what is revealed. It is a time to do what you must to restore order and bring and end to any conflicts, Gecko teaches the importance of righteous anger and reminds you to use it.


stanotte ho avuto il mio mondo onirico percorso da geki....eheheh. Ho letto la scheda, interessante il messaggio...lo terrò bene in conto. Anche perché mi sono trovato già il riferimento preciso (tradotto: ho già fatto attivamente associazione tra sogno e casus... Wink...e mò sò mazzate....
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Mer 6 Ott 2010 - 10:49

Admin ha scritto:
Tila ha scritto:
FONTE: http://totem-spirit.blogspot.com/2008/01/gecko.html
The Gecko teaches us to do what we must in struggles, there may be opposing energies at play in our lives and you are reminded not to be passive. While the Gecko is naturally harmless, it is not afraid to bite if provoked. If you prevent opposition from occurring now, you will prevent it in the future. You may experience greater dream activity at this time and Gecko advises you to pay attention to what is revealed. It is a time to do what you must to restore order and bring and end to any conflicts, Gecko teaches the importance of righteous anger and reminds you to use it.


stanotte ho avuto il mio mondo onirico percorso da geki....eheheh. Ho letto la scheda, interessante il messaggio...lo terrò bene in conto. Anche perché mi sono trovato già il riferimento preciso (tradotto: ho già fatto attivamente associazione tra sogno e casus... Wink...e mò sò mazzate....

Beh Admin che dirti oltre a che fai bene... soprattutto per il fatto che i geki mordono solo se provocati.... quindi con giusta rabbia!

Ih ih per fortuna abito lontano da te..... Very Happy

Metto una foto carina che ho appena trovato....


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Phelsuma-2,_by_Dennis_Tang.jpg

Io trovo questi animalotti pucciosi.... e bellissimi!
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Gio 3 Mar 2011 - 14:41

questa specie di Geko invece è stata scoperta solo di recente in Papua-Nuova Guinea.

Scoperte come queste, decine e decine ogni giorno, dovrebbero farci comprendere quanto poco sappiamo del numero, della qualità e della varietà della vita sulla Terra. E di quanto è importante conservarla dalla estinzione, soprattutto quella per causa nostra.



FONTE: http://news.nationalgeographic.com/news/2009/03/photogalleries/new-species-papua-new-guinea/images/primary/090325-05-new-gecko_big.jpg

come se non bastasse, impariamo ogni giorno cose nuove su specie che gia conosciamo.

Ad esempio, si sa da tempo che molti rettili hanno ereditato dai loro antenati piu antichi le vestigia di un terzo occhio, primitivo e fotosensibile, sula parte dorsale della testa.

Qui di seguito un articolo molto interessante in merito:

FONTE: http://oggiscienza.wordpress.com/2009/09/01/il-terzo-occhio-della-lucertola/

I ricercatori dell’Università di Ferrara confermano che una manciata di cellule fotosensibili sulla testa delle lucertole funziona come una bussola per il Sole

Molte rettili possiedono l’“occhio parietale”, una piccola area sulla superficie della testa composta da
cellule fotosensibili, che non serve per vedere, ma assolve ad altre funzioni specialmente legate alla regolazione dei cicli circadiani, di alternanza fra veglia e sonno. Secondo alcuni scienziati questo “terzo
occhio” serve alle lucertole anche per orientarsi, e una serie di esperimenti condotti da Augusto Foà e colleghi dell Università di Ferrara conferma quest’ipotesi. (continuare su link sopra riportato).


Ultima modifica di Admin il Gio 3 Mar 2011 - 15:02, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Gio 3 Mar 2011 - 14:51

Ecco una specie di lucertola davvero "strana"...almeno per i parametri di considerazione comuni di noi umani ehehe:



FONTE: http://www.californiaherps.com/noncal/baja/bajalizards/images/bbiporuslapaz6.jpg



http://malactitud.files.wordpress.com/2010/07/bipes-biporus.jpg

è chiamata anche lucertola talpa (che carina! ^^)

The Mexican mole lizard, five-toed worm lizard, Ajolote or Ajolote lizard (Bipes biporus), is one of four amphisbaenians that have legs. They are pink 6–9-inch (15–23 cm) lizard-like reptiles that live for 1 to 2 years and eat ground dwelling insects and earthworms. Their skin is closely segmented to give a corrugated appearance and like earthworms their underground movement is by peristalsis
of the segments. The forelegs are strong and paddle-like while the
backlegs have disappeared and are visible only as vestigial bones in
X-rays.
FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Mexican_mole_lizard

NOTA: io non me ne intendo molto ma da quel che ho capito spulciando su internet non è una lucertola vera e propria Smile
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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Ven 29 Apr 2011 - 15:14

Admin ho trovato questo bellissimo video su You Tube della National Geographic ... che dire anche le lucertole sono pucciose Very Happy

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MessaggioOggetto: Re: Lucertola e Geco (Gecko)   Mar 2 Ago 2011 - 15:48

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Lizard

Lizard
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Lizards are a widespread group of squamate reptiles, with nearly 3800 species,[1] ranging across all continents except Antarctica as well as most oceanic island chains. The group, traditionally recognized as the suborder Lacertilia, is defined as all extant members of the Lepidosauria (reptiles with overlapping scales), which are neither sphenodonts (i.e., tuatara) nor snakes – they form an evolutionary grade.[2] While the snakes are recognized as falling phylogenetically within the anguimorph lizards from which they evolved, the Sphenodonts are the sister group to the Squamates, the larger monophyletic group, which includes both the lizards and the snakes.

Lizards typically have limbs and external ears, while snakes lack both these characteristics. However, because they are defined negatively as excluding snakes, lizards have no unique distinguishing characteristic as a group. Lizards and snakes share a movable quadrate bone, distinguishing them from the sphenodonts, which have a more primitive and solid diapsid skull. Many lizards can detach their tails to escape from predators, an act called autotomy, but this ability is not shared by all lizards. Vision, including color vision, is particularly well developed in most lizards, and most communicate with body language or bright colors on their bodies as well as with pheromones.

The adult length of species within the suborder ranges from a few cm for some chameleons and geckos to nearly three metres (9 feet, 6 inches) in the case of the largest living varanid lizard, the Komodo Dragon. Some extinct varanids reached great size. The extinct aquatic mosasaurs reached 17 metres, and the giant monitor Megalania prisca is estimated to have reached perhaps seven metres.


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Physiology

Sight is very important for most lizards, both for locating prey and for communication, and, as such, many lizards have highly acute color vision. Most lizards rely heavily on body language, using specific postures, gestures, and movements to define territory, resolve disputes, and entice mates. Some species of lizard also utilize bright colors, such as the iridescent patches on the belly of Sceloporus. These colors would be highly visible to predators, so are often hidden on the underside or between scales and only revealed when necessary.

The particular innovation in this respect is the dewlap, a brightly colored patch of skin on the throat, usually hidden between scales. When a display is needed, the lizards erect the hyoid bone of their throat, resulting in a large vertical flap of brightly colored skin beneath the head which can be then used for communication. Anoles are particularly famous for this display, with each species having specific colors, including patterns only visible under ultraviolet (UV) light, as lizards can often see UV (Which is required for their survival, otherwise they develop metabolic bone disease).

Evolution and relationships

The retention of the basic 'reptilian' amniote body form by lizards makes it tempting to assume any similar animal, alive or extinct, is also a lizard. However, this is not the case, and lizards as squamates are part of a well-defined group.

The earliest amniotes were superficially lizard-like, but had solid, box-like skulls, with openings only for eyes, nostrils, termed the anapsid condition. Turtles retain this skull form. Early anapsids later gave rise to two new groups with additional holes in the skull to make room for and anchor larger jaw muscles. The Synapsids, with a single fenestra, gave rise to the superficially lizard-like Pelycosaurs, which include Dimetrodon and the Therapsids, including the Cynodonts, from which the modern mammals would evolve.

The Diapsids, possessing one temporal fenestra in front of the eye and one behind it, continued to diversify. One branch, the Archosaurs, retained the basic Diapsid skull, and gave rise to a bewildering array of animals, most famous being the crocodilians, the pterosaurs, the dinosaurs and their descendants, birds. The Ichthyosaurs and Plesiosaurs radiated from the same basal Diapsid group.

The smaller Lepidosaur branch, which would give rise to the lizards, began to reduce the skull bones, making the skull lighter and more flexible. The modern Tuatara retains the basic Lepidosaur skull, distinguishing it from true lizards in spite of superficial similarities. Squamates, including snakes and all true lizards, further lightened the skull by eliminating the lower margin of the lower skull opening.

The earliest known fossil remains of a lizard belong to the iguanian species Tikiguania estesi from the Tiki Formation of India, which dates to the Carnian stage of the Triassic period, about 220 million years ago.[3] However, mitochondrial phylogenetics suggests that the first lizards evolved in the late Permian. Most evolutionary relationships within the squamates are not yet completely worked out, with the relationship of snakes to other groups being most problematic. From morphological data, Iguanid lizards have been thought to have diverged from other squamates very early, but recent molecular phylogenies, both from mitochondrial and nuclear DNA, do not support this early divergence.[4] Because snakes have a faster molecular clock than other squamates,[4] and there are few early snake and snake ancestor fossils,[5] it is difficult to resolve the relationship between snakes and other squamate groups.


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Lizard diversification

Within the Lacertilia are found four generally recognized suborders, Iguania, Gekkota, Amphisbaenia and Autarchoglossa, with the "blind skinks" in the family Dibamidae having an uncertain position. While traditionally excluded from the lizards, the snakes are usually classified as a clade with a similar subordinal rank.[6]

Iguania

The suborder Iguania, found in Africa, south Asia, Australia, the New World, and with iguanas colonizing the islands of the west Pacific, form the sister group to the remainder of the squamata. They are largely arboreal, and have primitively fleshy, non-prehensile tongues, some even have scales, but this condition is obviously highly modified in the chameleons. This clade includes the following families:

Family Agamidae – Agamid Lizards, Old World Arboreal Lizards
Family Chamaeleonidae – Chameleons
Family Corytophanidae – Helmet Lizards
Family Crotaphytidae – Collared Lizards, Leopard Lizards
Family Hoplocercidae – Dwarf and Spiny Tail Iguanas
Family Iguanidae – American Arboreal Lizards, Chuckwallas, Iguanas, Iguanids
Family Opluridae – Malagasy Iguanas
Family Phrynosomatidae – North American Spiny Lizards
Family Polychrotidae – Anoles and kin
Family Tropiduridae – Tropidurid Lizards

Gekkota

Active hunters, the Gekkota includes three families comprising the distinctive cosmopolitan geckos and the legless flap-footed lizards of Australia and New Zealand. Like snakes, the flap-footed lizards and most geckos lack eyelids. Unlike snakes, they use their tongues to clean their often highly developed eyes. While gecko feet have unique surfaces that allow them to cling to glass and run on ceilings, the flapfoot has lost its limbs. The three families of this suborder are:

Family Eublepharidae – 'Eyelid' Geckos
Family Gekkonidae – Geckos
Family Pygopodidae – Flap-footed Lizards

Relationship with humans

Most lizard species are harmless to humans. Only the largest lizard species, the Komodo dragon, which reaches 3.3 metres (11 feet) in length and weighs up to 166 kg (365 pounds), has been known to stalk, attack, and, on occasion, kill humans. An eight-year-old Indonesian boy died from blood loss after an attack in 2007.[7] The venom of the Gila monster and beaded lizard is not usually deadly but they can inflict extremely painful bites due to powerful jaws.

Numerous species of lizard are kept as pets.

Lizard symbolism plays important though rarely predominant roles in some cultures (e.g., Tarrotarro in Australian Aboriginal mythology). The Moche people of ancient Peru worshiped animals and often depicted lizards in their art.[8] According to a popular legend in Maharashtra, a Common Indian Monitor, with ropes attached, was used to scale the walls of the Sinhagad fort in the Battle of Sinhagad.[9]

Green Iguanas are eaten in Central America and Uromastyx in Africa. In North Africa, Uromastyx are considered dhaab or 'fish of the desert' and eaten by nomadic tribes.[10]

Classification

Suborder Lacertilia (Sauria) - (Lizards)

Family †Bavarisauridae
Family †Eichstaettisauridae
Infraorder Iguania
Family †Arretosauridae
Family †Euposauridae
Family Corytophanidae (casquehead lizards)
Family Iguanidae (iguanas and spinytail iguanas)
Family Phrynosomatidae (earless, spiny, tree, side-blotched and horned lizards)
Family Polychrotidae (anoles)
Family Leiosauridae (see Polychrotinae)
Family Tropiduridae (neotropical ground lizards)
Family Liolaemidae (see Tropidurinae)
Family Leiocephalidae (see Tropidurinae)
Family Crotaphytidae (collared and leopard lizards)
Family Opluridae (Madagascar iguanids)
Family Hoplocercidae (wood lizards, clubtails)
Family †Priscagamidae
Family †Isodontosauridae
Family Agamidae (agamas)
Family Chamaeleonidae (chameleons)
Infraorder Gekkota
Family Gekkonidae (geckos)
Family Pygopodidae (legless lizards)
Family Dibamidae (blind lizards)
Infraorder Scincomorpha
Family †Paramacellodidae
Family †Slavoiidae
Family Scincidae (skinks)
Family Cordylidae (spinytail lizards)
Family Gerrhosauridae (plated lizards)
Family Xantusiidae (night lizards)
Family Lacertidae (wall lizards or true lizards)
Family †Mongolochamopidae
Family †Adamisauridae
Family Teiidae (tegus and whiptails)
Family Gymnophthalmidae (spectacled lizards)
Infraorder Diploglossa
Family Anguidae (glass lizards)
Family Anniellidae (American legless lizards)
Family Xenosauridae (knob-scaled lizards)
Infraorder Platynota (Varanoidea)
Family Varanidae (monitor lizards)
Family Lanthanotidae (earless monitor lizards)
Family Helodermatidae (gila monsters & beaded lizards)
Family †Mosasauridae (marine lizards)

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Gecko

Gecko
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Geckos are lizards belonging to the family Gekkonidae, found in warm climates throughout the world. They range from 1.6 cm to 60 cm.

Geckos are unique among lizards in their vocalizations, making chirping sounds in social interactions with other geckos. Gekkonidae is the largest family of lizards, with over 2000 different species worldwide and many others likely yet to be discovered. The name stems from the Indonesian-Javanese word Tokek, inspired by the sound these animals make.

All geckos, excluding the Eublepharinae subfamily, have no eyelids and instead have a transparent membrane which they lick to clean. Many species will, in defense, expel a foul-smelling material and feces onto their aggressors. There are also many species that will drop their tails in defense, a process called autotomy. Many species are well known for their specialized toe pads that enable them to climb smooth and vertical surfaces, and even cross indoor ceilings with ease (one hypothesis explains the ability in terms of the van der Waals force). These antics are well-known to people who live in warm regions of the world, where several species of geckos make their home inside human habitations. These species (for example the House Gecko) become part of the indoor menagerie and are often welcome guests, as they feed on insects, including mosquitoes.

The largest species, the Kawekaweau, is only known from a single, stuffed specimen found in the basement of a museum in Marseille, France, and one documented sighting in the wild in 1870. This gecko was 60 cm (24 in) long and it was endemic to New Zealand, where it lived in native forests. It was probably wiped out along with much of the native fauna of these islands in the late 19th century, when new invasive species such as rats and stoats were introduced to the country during European colonization. The smallest gecko, the Jaragua Sphaero, is a mere 1.6 cm long and was discovered in 2001 on a small island off the coast of the Dominican Republic.[2]

Common traits

Geckos come in various patterns and colors such as purple, pink, blue, and black, and are among the most colorful lizards in the world.

Some are subtly patterned and somewhat rubbery looking, while others are brightly colored. Some species can change color to blend in with their environment or with particular temperatures. Some species are parthenogenic, which means the female is capable of reproducing without copulating with a male. This improves the gecko's ability to spread to new islands. However, in a situation where a single female gecko populates an entire island, the island will suffer from a lack of genetic variation within the geckos that inhabit it. The gecko's mating call sounds like a shortened bird chirping which attracts males, when they are around. This allows a female to reproduce with more genetic variation, by using sexual reproduction instead of asexual.

Adhesion Ability

The toes of the gecko have a special adaptation that allows them to adhere to most surfaces without the use of liquids or surface tension. The spatula tipped setae on gecko footpads allow attractive forces called van der Waals interactions to arise between the adhesive setae and the surface. One study suggested that capillary adhesion might play a role[3], but that hypothesis has been rejected by more recent studies[4] [5] [6].

These van der Waals interactions involve no fluids; in theory, a boot made of synthetic setae would adhere as easily to the surface of the International Space Station as it would to a living room wall, although adhesion varies with humidity[5] [6]. The setae on the feet of geckos are also self cleaning and will usually remove any clogging dirt within a few steps.[7][8] Teflon, which has very low van der Waals forces,[9] is more difficult for geckos to adhere to than many other surfaces.

Geckos' toes seem to be "double jointed", but this is a misnomer. Their toes actually bend in the opposite direction from our fingers and toes. This allows them to overcome the van der Waals force by peeling their toes off surfaces from the tips inward. In essence, this peeling action alters the angle of incidence between millions of individual setae and the surface, reducing the Van der Waals force. Geckos' toes operate well below their full attractive capabilities for most of the time. This is because there is a great margin for error depending upon the roughness of the surface, and therefore the number of setae in contact with that surface.

Use of small van der Waals attraction force requires very large surface areas: every square millimeter of a gecko's footpad contains about 14,000 hair-like setae. Each seta has a diameter of 5 micrometers. Human hair varies from 18 to 180 micrometers, so a human hair could hold between 3 and 36 setae. Each seta is in turn tipped with between 100 and 1,000 spatulae.[7] Each spatula is 0.2 micrometer long[7] (one five-millionth of a meter), or just below the wavelength of visible light.[10]

If a typical mature 70 g (2.5 oz) gecko had every one of its setae in contact with a surface, it would be capable of holding aloft a weight of 133 kg (290 lb):[11] each spatula can exert an adhesive force of 10 nanonewtons (0.0010 mgf)[12]. Each seta can resist 10 milligrams-force (100 µN), which is equivalent to 10 atmospheres of pull.[7] This means a gecko can support about eight times its weight hanging from just one toe on smooth glass.[7]

Common species of geckos

Pachydactylus, genus of geckos of which there are many species.
Bibron's gecko, Pachydactylus bibroni — Native to Southern Africa, this hardy arboreal gecko is considered a household pest.
Crocodile gecko or Moorish gecko, Tarentola mauritanica — very strong and heavily built for their size usually growing up to 15 cm (6 in). They are commonly found in the Mediterranean region from the Iberian Peninsula and southern France to Greece and northern Africa. Their most distinguishing characteristic is their pointed head and spiked skin with their tail resembling that of a crocodile's.
Cyrtopodion, genus of geckos of which there are many species.
Cyrtopodion brachykolon; commonly known as "bent-toed gecko", found in north-western Pakistan.
Rhacodactylus, genus of Geckos of which there are a few species.
Suras Gecko belonging to the genus Rhacodactylus.
Crested gecko, Rhacodactylus ciliatus — Believed extinct until rediscovered in 1994. Gaining in popularity as a pet.
Gargoyle gecko, Rhacodactylus auriculatus — commonly known as the New Caledonian bumpy gecko or gargoyle gecko.
Gold dust day gecko (Phelsuma laticauda laticauda (Boettger, 1880) (syn. Pachydactylus laticauda Boettger, 1880)) is a diurnal subspecies of geckos. It lives in northern Madagascar and on the Comoros. It is also an introduced species in Hawaii.
Golden Gecko, Gekko ulikovskii — native to the warm rainforests of Vietnam.
Hemidactylus, genus of geckos of which many varieties belong.
Common House Gecko, Hemidactylus frenatus — A species that thrives around man and human habitation structures in the tropics and subtropics world wide.
Indo-Pacific Gecko, Hemidactylus garnotii — Also known as a fox gecko because of its long, narrow snout. This species is found in houses throughout the tropics. This gecko may eat leafcutter ants.
New Caledonian giant gecko, Rhacodactylus leachianus — first described by Cuvier in 1829, is the largest of the Rhacodactylus geckos.
Leopard gecko, Eublepharis macularius — The most common gecko kept as a pet is the leopard gecko, which does not have toe pads with setae, but rather claws. These enable it to more easily climb on rough surfaces like tree bark. This gecko cannot climb the glass of a terrarium. The leopard gecko tends to be docile and calm. This gecko can eat butterworms, cockroaches, crickets, mealworms, waxworms, superworms, and pink mice.
Mediterranean gecko, Hemidactylus turcicus — residential and wild, introduced species (USA).
Mourning gecko, originally an East Asian and Pacific species, Lepidodactylus lugubris is equally at home in the wild as in residential neighborhoods. Found in Hawaii, it may have been an early Polynesian introduction. A parthenogenic species. There is a report from Hawaii of someone having seen a larger gecko of this type eating a smaller one (or rather, running away from view with a smaller gecko halfway out of its mouth) on three or more occasions.[citation needed]
Ptychozoon, — a genus of arboreal gecko from Southeast Asia, known as Flying Geckos or Parachute Geckos, has wing-like flaps from the neck to the upper leg, to help it conceal itself on trees and provide lift while jumping.
Stump-toed gecko, Gehyra mutilata (Peropus mutilatus) — This gecko, commonly referred to as a gheckl, can vary its color from very light to very dark to blend into a background. At home in the wild as well as in residential neighborhoods.
Tree gecko, Hemiphyllodactylus typus — Tree geckos are forest dwellers.
Tokay gecko, Gekko gecko — a large, common, Southeast Asian gecko known for its aggressive temperament, loud mating calls, and bright markings.
Western banded gecko, Coleonyx variegatus — Native to southwestern United States and northwest Mexico.
Dwarf gecko, Sphaerodactylus ariasae — native to the Caribbean islands, and the world's smallest lizard


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Gekkoninae_Rhacodactylus_ciliatus_orange.png


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hemidactylus_frenatus.jpg
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