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 Il Gallo: canto della Luce del mattino

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MessaggioOggetto: Il Gallo: canto della Luce del mattino   Dom 30 Mag 2010 - 19:43

Consiglio di leggere l'articolo al seguente link, molto interessante:


http://www.mondimedievali.net/Immaginario/gallo.htm



Fonte: http://www.cucurachi.com/node/17

Il gallo nella storia

Il gallo nella storia mediterranea.


Visto che il cognome Cucurachi significa “galletto” e considerato che spesso il cognome identificava specifiche peculiarità di chi lo portava approfondiamo cosa ha simboleggiato il gallo nella storia.
Nell’antica Persia ed in Mesopotamia era venerato, infatti, Zarathustra (inviato sulla Terra dal dio unico Ahura Mazda creatore e signore di ogni cosa) prescriveva a ciascun fedele di nutrire un bue, un cane e un gallo.
Il gallo era conosciuto come Messaggero dell’Aurora, era simbolo di resurrezione, scacciava i demoni dell’ignavia, era il Guardiano del Bene contro il male.
Nell’antica Grecia il gallo è sempre stato un simbolo degno di tutto rispetto, pertanto effigiato sulle monete più dell’aquila, anche se meno della civetta.
Il gallo è presente anche sui vasi a figure nere del VI secolo a.C e su quelli a figure rosse 560 a.C.
Platone nel Fedone (il trattato sull’immortalità dell’anima) narra degli ultimi colloqui di Socrate prima di lasciare per sempre i suoi discepoli. Il Maestro invita a fare un’offerta ad Esculapio, cui si era soliti sacrificare un gallo in segno di riconoscenza per l’ottenuta guarigione. Infatti Socrate sta pensando alla sua guarigione simbolica, che si sarebbe avverata con la morte, liberazione dalla travagliata esistenza terrena. Critone obbedisce e sacrifica il gallo, in quanto Socrate, lasciando in piena pace questa Terra, stava per conseguire la guarigione definitiva.
In Egitto è stata rinvenuta un’evidente e sicura raffigurazione di un gallo in un graffito eseguito su blocchi di pietra di un tempio a Medamoud - presso Tebe, 1840 a.C. - i quali recano il nome di Sesostri III (1878-1840 aC), della XII dinastia.
Anche in Palestina il gallo trova il suo spazio:il gallo è tra gli uccelli puri per il Deuteronomio, non solo che sottende alle regole alimentari dettate da Dio, ma un animale che manifesti l’ordine voluto da Dio.
Il gallo, volatile puro per eccellenza Haggadah di Pasqua ashkenazita, XV secolo.
Ci sono riferimenti al gallo anche nel nuovo testamento, basti pensare a Pietro che rinnega Cristo tre volte prima che il gallo canti:
Marco 13,35: Vigilate dunque, perché non sapete quando il padrone della casa verrà, se la sera tardi, a mezzanotte, al canto del gallo, o la mattina.
Marco 14,30 - 58 - 72: Gesù gli rispose: in verità ti dico che tu, oggi, questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi avrai rinnegato tre volte. - Ma egli lo negò dicendo: non so, non comprendo quello che tu vuoi dire. E uscì fuori, nel vestibolo, e un gallo cantò. - E subito, per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro ricordò la parola che Gesù gli aveva detto.
Matteo 26,34 e 74-75: Gesù gli disse: ti assicuro, questa notte prima che il gallo canti tu mi avrai rinnegato tre volte. - Allora cominciò ad imprecare e a giurare: non conosco quell’uomo! E subito un gallo cantò. Pietro ricordò le parole di Gesù: prima che il gallo canti mi avrai rinnegato tre volte. Uscì e pianse amaramente.
Luca 22,34: E Gesù: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà prima che tu abbia negato per tre volte di conoscermi.
Anche nella simbologia cristiana il gallo è presente, come ad esempio contrapposto alla tartaruga.
L'interpretazione abituale di questa scena è centrata sulla lotta tra il bene, rappresentato dal gallo, e il male, simboleggiato dalla tartaruga.
Altri studiosi ritengono che il gallo rappresenti Gesù che, mentre annuncia l'alba e la sua resurrezione, scaccia la tartaruga abitatrice delle tenebre e simbolo del male.
Secondo altri il gallo rappresenta il mondo occidentale dove il tempo scorre in fretta, un mondo dinamico, ma al contempo assai vulnerabile, irascibile. La tartaruga rappresenta invece l’Oriente, in cui il tempo è l’elemento fondamentale per lo sviluppo della saggezza dei popoli; un mondo che corre più lentamente e che si fa carico di grandi fermenti filosofici e spirituali. In tutte le grandi civiltà (Cina, India, America centrale) la tartaruga è l’espressione di colei che sulle proprie spalle porta il peso dell’umanità intera. Il dialogo figurato di questi due animali simboleggia il desiderio di unire i due mondi in mezzo ai quali si è trovata Aquileia e, in virtù di un loro incontro, offrire la salvezza e la ricchezza a tutta l’umanità.
Gli antichi romani, che veneravano il dio dei mercanti Mercurio, posizionavano spesso al suo fianco gli animali a lui sacri, tra cui il gallo.
Appare evidente che il gallo, attesa la sua utilità a scopi alimentari, appariva molto più spesso nel vissuto quotidiano che in ambito sacro.



FONTE: http://xoomer.virgilio.it/bestialbhv/Absleg1a.htm

di L. Pirrotta

Risale già a una trentina di anni fa, l' uso nella chirurgia oculistica di una sostanza animale, chimicamente trattata e ormai prodotta su scala industriale, che pare essersi rivelata di straordinaria utilità per il recupero della funzionalità dell' occhio nei processi operatori e post-operatori. Il farmaco in questione è l' acido ialuronico o IAL, estratto dalla cresta del gallo, somministrato prevalentemente sotto forma di ialuronato di sodio (Healon). Esso trova il suo impiego maggiore negli interventi di impianto cristallino artificiale dopo l' estrazione della cataratta, nella chirurgia del glaucoma e, nel decorso post-operatorio, per evitare la formazione di "aderenze" ( attaccamento dei tessuti oculari fra loro ). Fin qui i dati tecnici essenziali. Specificarli più estesamente, approfondirli per rendere la materia più accessibile, sarebbe operazione improba oltreché inutile. Ogni precisazione porterebbe solo a una moltiplicazione dei termini specialistici senza dare mai peraltro la dimensione profonda delle cause del fenomeno. Sarebbe invece interessante un tentativo di collegamento storico e "metastorico" fra una realtà così materialistica e tecnica qual è quella dell' impiego oftalmico della sostanza suddetta e le radici mitiche, cosmologiche e filosofiche che ad essa riconducono attraverso il gallo. Ciò consentirebbe, sul filo di dati spazianti in un arco di tempo e civiltà estremamente differenziato, non solo di scoprire un retroterra culturale vivissimo, ma porterebbe forse in futuro un' integrazione all' ottica della medicina odierna, gravata ancora da dogmi positivistici e dal pregiudizio scientistico che bolla come "metafisica" qualunque indagine si rivolga a considerare elementi non esclusivamente quantificabili e misurabili nelle aule dei laboratori. Il gallo infatti, dalla cui cresta si ricava questo acido di consistenza vischiosa e colore trasparente ( simile al muco ), emerge fin dalla più remota antichità come simbolo della vita, della luce e della vittoria sulla malattia ( sia fisica che morale ). Nelle civiltà precolombiane dell' America, specialmente in Messico, il re del pollaio veniva considerato uccello sacro al sole e come tale sacrificato, in speciali occasioni dell' anno, soltanto alla divinità della luce. In Cina e Mesopotamia lo si riteneva un portafortuna, e un talismano raffigurante un occhio di gallo è tuttora diffuso in India per preservare chi lo porta da malattie e pericoli . In questo paese il volatile è associato al dio Skanda, personificazione dell' energia solare di cui il gallo è veicolo ( vàhana ), attributo e al tempo stesso oggetto di sacrificio. Skanda, detto l' Assalitore, è anche per converso dio della guerra e non è casuale che pure sotto questo aspetto il battagliero pennuto gli si addica alla perfezione. Ma la principale connessione del gallo resta quella con il sole. In Giappone si ritiene che il suo canto faccia sorgere Amaterasu, divinità femminile dell' astro, e presso i templi shintoisti magnifici esemplari di gallo circolano in piena libertà rispettati e amati. Una leggenda araba vuole che nel Paradiso islamico un gallo gigantesco diffonda sul far del giorno una melodia dolcissima in onore di Allah potente e misericordioso : il canto di tutti i galli della terra all' alba non sarebbe che l' eco e la perpetuazione terrestre di quell' appello divino. Passando all' Europa i riferimenti al volatile non sono certo minori. A partire dall' estremo nord le saghe scandinave cantate dagli scaldi lo pongono nel Walhalla fra gli eroi immortali, simbolo esso stesso della vita che ha superato la morte e non conosce più limitazioni né angustie. Nella mitologia germanica esso appare come compagno di Odino e quale attributo specifico del dio ariano della luce Baldur, figlio di Odino e di Frigg ucciso a tradimento per volontà di Loki e pronto a tornare ad ogni primavera allorché la dea di questa stagione, Jostra, venga anch'essa svegliata dal gallo. Greci e Romani infine lo consacrarono rispettivamente ad Apollo ( Helios ) e a Giove, divinità uraniche per antonomasia, il primo inventore dell' arte medica e al contempo suscitatore di pestilenze, il secondo supremo garante dell' ordine e della giustizia sia in cielo che in terra. Entrambi i popoli per conseguenza lo assegnarono anche ad Asclepio o Esculapio dio della Medicina figlio di Apollo e, per influsso gnostico, a Ermete Mercurio-Thot signore dei tre mondi e del sapere iniziatico. Anche Platone alla fine del Fedone ci dà una significativa conferma in merito quando fa ricordare al protagonista, pochi istanti prima della morte di Socrate per veleno, le ultime parole che il filosofo gli rivolse : "O Critone, …. Noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio : daglielo e non dimenticartene ( Fed., LXVI )". Il Medioevo cristiano fece del gallo un emblema di Cristo assommando in esso i requisiti di farmaco contro i mali del corpo e quelli dell' anima. "Al canto del gallo - si legge nel Bestiario di Cambridge ( XII sec. ) - il ladro tralascia le sue fraudolente opere, e la stella del mattino appare luminosa nel cielo. Il navigante impaurito depone ogni ansia, e vede placarsi la tempesta della notte. L' animo devoto innalza la preghiera e il sacerdote rinnova l' ufficio divino. Dopo il canto del gallo Pietro fece un nuova atto di fede e cancellò il peccato in cui era incorso, negando Cristo prima che il gallo cantasse. La voce del gallo ridona speranza all' infermo, volge in bene ogni tribulazione, toglie il dolore dalle ferite, mitiga l' ardore della febbre, restituisce fede a chi ha peccato …; i deliri della mente scompaiono ed ogni negazione è respinta … Le membra di questi volatili dicono venissero mangiate insieme a oro liquido". L' associazione con l' oro, metallo solare per eccellenza assimilato al più elevato del quattro elementi, il fuoco, riconduce alla complessa Tradizione Ermetica dove troviamo un alchimista come il Pernety che nel suo Dizionario Mitico-Ermetico riconosce il gallo quale immagine dello "zolfo perfetto al rosso" ottenuto nella quarta ed ultima fase dell' Opera ( rubedo ). Una volta ristabilita la connessione gallo-sole e sole-oro attraverso disparate civiltà e culture, cominciano ad intravedersi anche le motivazioni dell' antica farmacopea che prescriveva ricette a base di olio di oro liquido e parti di gallo. Il Bestiario di Cambridge non precisa verso quali patologie fossero rivolti questi rimedi, ma tradizioni molteplici indicano nelle componenti anatomiche dell' animale, debitamente trattate e integrate, rimedi efficaci contro la tubercolosi ( Marocco ), morsi di serpente e scorpioni ( Nord Africa e Sud America ) e in genere verso tutte quelle affezioni in cui si ritenesse mancante o insufficiente la percentuale dell' elemento "sole" ( nella agopuntura cinese identificato col principio maschie attivo "yang" ). Tra queste non potevano mancare le malattie che colpiscono l' occhio con conseguente menomazione o alterazione della vista. Il rapporto sole-vista è già esplicitamente enunciato nell' India vedica dove il dio solare Surya è egli stesso l' occhio di tutto ciò che esiste. Parimenti Platone per bocca di Socrate, afferma ne La Repubblica la stretta correlazione fra l' organo visivo umano e l' astro benefico ( Rep., XVIII-XIX ). Il raccordo fra gallo, sole e vista diviene poco a poco sempre più manifesto. Ed è proprio a Roma, dove la religione di stato repubblicana e poi imperiale prevedeva l 'offerta della cresta del gallo alle divinità domestiche dei Lari, che si ha una della testimonianze più probanti della saldatura esistente fra questi elementi : in un' iscrizione trovata all' Isola Tiberina, risalente secondo alcuni al principato di Antonino Pio (II sec. d.C. ) ed altri all' imperatore Caracalla (III sec. d.C. ) un soldato cieco di nome Valerio Apro ringrazia pubblicamente il dio Esculapio per aver riacquistato la vista, grazie a una ricetta indicatogli dall' oracolo del dio in cui si prescriveva l' applicazione topica, per tre giorni consecutivi, di un unguento a base di miele, collirio e sangue di gallo. Il filologo Deissmann riferisce in proposito che notizie circa guarigioni dello stesso tipo, prodotte da ricette analoghe, erano piuttosto diffuse nell' area greco-latina. I recenti impieghi in campo oftalmico dell' acido ialuronico offrono quindi alla moderna ricerca l' opportunità di riprendere un discorso che ha radici lontane e che solo la dilagante concezione razionalistica e positivista ha potuto liquidare come irrazionale e superstizioso; senza sapere che "superstizione" è proprio ciò di cui non si intende più il significato e che "superstat" - cioè "sopravvive" - come vuoto guscio, una volta interrottasi la corrente che lo animava e ne legittimava l' esistenza ancorandola a un piano superiore. Questo scibile antichissimo in cui, come si è visto nel rapido excursus effettuato, ogni elemento terreno aveva precise corrispondenze cosmologiche e metafisiche, bel lungi dall' essere superstizioso, includeva una padronanza sorprendente nell' uso terapeutico delle sostanze animali, vegetali e minerali e tale patrimonio metteva a frutto per la preparazione di unguenti e pozioni. La scienza moderna, che procedendo a tentoni ne riscopre di volta in volta sparsi frammenti e si erge orgogliosa delle sue conquiste, dovrebbe invece compiere un atto di umiltà verso il passato, detentore di conoscenze delle quali, purtroppo per noi, sappiamo ben poco, e nei cui confronti occorrerebbe l' adozione di un' ottica aliena da qualunque falso conformismo e neosuperstizione. Solo allora le conclusioni ultime sull' acido ialuronico o su altre moderne scoperte potrebbero contribuire a ricomporre la ormai secolare spaccatura fra scienza moderna e sapienza tradizionale e a gettare le basi per un sapere integrale, nuovo e antico al tempo stesso, con incommensurabili vantaggi per l' umanità intera.
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MessaggioOggetto: Re: Il Gallo: canto della Luce del mattino   Lun 31 Mag 2010 - 8:03



FONTE: da "Segni e presagi del mondo animale" di Ted Andrews Ed. Mediterranee
Gallo
Simbolismo fondamentale: sessualità, vigilanza e resurrezione
Il gallo è associato a un simbolismo di lunga data, che riguarda in primo luogo la sessualità, in quanto un solo gallo è in grado di fecondare parecchie galline. Per il richiamo che lancia di primo mattino, si considera anche simbolo solare. Quando le galline sono nelle vicinanze, il gallo è estremamente vigile. E' molto efficiente, e si muove continuamente tra loro: molti credono che ciò richiami alla mente la necessità di essere vigili nel mantenere al primo posto le cose dello spirito. Questa idea di vigilanza spirituale si diffuse nel IV secolo, quando nacque la leggenda in base alla quale un gallo annuncerà il Giorno del Giudizio.
Nell' astrologia cinese, esso rappresenta uno dei dodici segni dello zodiaco, segno di entusiasmo e di umorismo. I galli si considerano molto eccentrici e vivaci, ma hanno un approccio diretto alla vita. Se il vostro totem è un gallo, forse vi sta dicendo proprio questo, o forse si mostra per insegnarvi ad essere più diretti. Un gallo può stimolare un nuovo senso dell'ottimismo, e vi aiuterà a venire a patti con le vostre meravigliose eccentricità.


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Gallus_gallus_domesticus

Gallus gallus domesticus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il pollo (Gallus gallus domesticus o Gallus sinae, Linnaeus 1758), è un uccello domestico derivante da varie specie selvatiche, di origini Indiane. Darwin attribuì la paternità solo al Gallus gallus bankiva per vari motivi, tra cui la somiglianza del colore del piumaggio con quello di alcune razze domestiche, la variabilità delle sottospecie di Gallus gallus a seconda del luogo di diffusione, la fecondità delle uova derivanti dall'accoppiamento con i polli domestici. Questa posizione è notevolmente mutata nel corso del ventesimo secolo, sulla base di esperienze di ibridazione effettuate con le altre specie selvatiche. Oggi si può affermare che varie specie hanno contribuito alla creazione dei polli domestici Gallus gallus domesticus. I polli domestici sono sempre stati allevati per moltissimi scopi: carne, uova, piume, compagnia, gare di combattimento tra galli, motivazioni religiose, sportive od ornamentali.
Indice
* 1 Definizioni
o 1.1 Caratteristiche
* 2 Classificazione delle razze domestiche
o 2.1 Sistemi di classificazione
o 2.2 Classificazione americana
o 2.3 Classificazione per colore delle zampe
o 2.4 Classificazione per forma della cresta
o 2.5 Classificazione per forma del Ghigi
* 3 Razze
o 3.1 Razze asiatiche
o 3.2 Razze britanniche
o 3.3 Razze italiane
o 3.4 Razze olandesi
o 3.5 Razze statunitensi
o 3.6 Razze tedesche
* 4 Pulcini
* 5 Stato di conservazione
* 6 L'uovo e la gallina
* 7 Combattimento fra galli
* 8 Galleria fotografica
* 9 Nomi regionali
* 10 Curiosità
* 11 Note
* 12 Bibliografia
* 13 Voci correlate
* 14 Altri progetti
* 15 Collegamenti esterni

Definizioni

Il maschio riproduttore è più propriamente chiamato gallo, la femmina (l'esemplare da uova), gallina.

A seconda dell'età e del peso il pollo viene definito anche:

* pollastro, fino a 3-4 mesi ed un peso di 600 g.
* pollo di grano, fino ad 1 anno e 1 kg di peso
* pollo o pollastra, fino a maturità ed un peso di 1,5 kg circa
* galletto il maschio giovane di circa 6 mesi
* gallo ruspante quello al massimo di 10 mesi
* cappone il maschio castrato all'età circa di due mesi che arriva fino a circa 2,5 kg.

Storicamente il nome Pollo deriva dal latino "pullus" cioè animale giovane; la sua presenza è documentata dal 4000 a.C. nella piana dell'Indo (è quindi giunto in Grecia, e di qui in Europa, attraverso la Persia).
Caratteristiche [modifica]

I polli sono onnivori. Quando vivono in libertà, spesso grattano il suolo alla ricerca di semi, insetti e piccoli animali come lucertole.

I polli in natura possono vivere da cinque a undici anni a seconda della razza. Negli allevamenti intensivi, i polli da carne generalmente vengono abbattuti all'età di 6-14 settimane. Le razze selezionate per la produzione di uova possono fornire fino a 300 uova l'anno. Le galline ovaiole, raggiunta l'età di 12 mesi, cominciano a diminuire la capacità produttiva; vengono quindi utilizzate per ricavare alimenti per l'infanzia, alimenti per animali e altri prodotti alimentari. Il pollo più vecchio del mondo, secondo il Guinness dei Primati, è morto all'età di 16 anni.

I polli non sono in grado di volare a lunga distanza, anche se i più leggeri possono volare per brevi distanze, ad esempio per saltare oltre un recinto o su un ramo.

I polli sono uccelli gregari e vivono in gruppo. Nel gruppo, alcune galline si comportano come dominanti, istituendo un preciso "ordine di beccata", in cui alcuni polli hanno la priorità nell'accesso al cibo e nella scelta del luogo dove nidificare. Se si toglie dal gruppo un gallo o una gallina si interrompe la gerarchia costituita fino a quando il gruppo non si riorganizza con un nuovo ordinamento. L'aggiunta di nuovi individui (specialmente se giovani) ad un gruppo già costituito può portare ad episodi di violenza e a ferite.

Le galline cercano di stabilirsi in nidi che già contengono uova ed è noto che talvolta prelevano uova da altri nidi e le spostano nel loro. Alcuni allevatori usano uova finte per incoraggiare le galline a nidificare in una determinata posizione. Un gruppo di polli, perciò, utilizzerà soltanto poche posizioni di cova preferite, piuttosto che avere un nido specifico per ciascun individuo.

Le galline possono anche essere molto ostinate nel conservare la stessa posizione. Talvolta due o più galline cercano di condividere lo stesso nido nello stesso momento. Se il nido è piccolo o se una delle galline è particolarmente determinata, può accadere che si sistemino nello stesso nido una sopra l'altra.
Classificazione delle razze domestiche [modifica]
Questo gallo rosso è un tipico pollo da uso industriale, i polli marroni, neri o bianchi monocolore sono i più usati per la produzione di carne e uova.
Sistemi di classificazione [modifica]

Oggi nella maggior parte degli standard delle razze pure avicole, queste vengono classificate in base al paese di provenienza. In passato (e in misura minore ancora oggi in alcuni libri e riviste) le razze avicole possono essere suddivise secondo vari metodi, a seconda delle esigenze del lettore. Una delle classificazioni più note è quella stilata in base allo scopo per cui viene allevata una razza:

* Razze da uova (es. Livorno, Ancona, Amburgo, Redcap, Campine, Lakenvelder, etc.)
* Razze da carne (es. Jersey Giant, Valdarnese, North Holland Blue, Orpington, Dorking, Cornish, Sussex etc.)
* Razze a duplice attitudine (es. New Hampshire, Rhode Island, Plymouth rock, etc.)
* Razze ornamentali (es. Cocincina, Brahama, Phoenix e tutte le Bantam)
* Razze da combattimento (es. English Game, Combattente di Bruges, Ko Shamo, etc.)

Oppure la suddivisone può essere fatta in base al peso e alle dimensioni della razza:

* Razze nane "autentiche" (es. Chabo, Pechino, Bantam di Giava, Pictave, Sebright, etc.)
* Razze nane "miniaturizzate" (tutte le razze considerate miniature di razze di grossa taglia)
* Razze leggere (es. Amburgo, Ancona, Lakenvelder, Livorno, Siciliana, Valdarno, Vorwerk, etc.)
* Razze intermedie (es. Barnevelder, Australorp, Sussex, New Hampshire, Marans, etc.)
* Razze pesanti e giganti (es. Cocincina, Brahama, Jersey Giant, Langshan, etc.)

Inoltre la classificazione può avvenire in base al colore delle zampe, al colore della pelle, al tipo di cresta, o al colore delle uova.
Classificazione americana [modifica]

L' American Poultry Association suddivide le razze principalmente in due grandi categorie, quella delle razze grandi e quella delle razze nane, ed entrambe queste categorie sono suddivise in varie classi.

Razze grandi:

* Classe americana (Jersey Giant, Delaware, New Hampshire, Rhode Island, Plymouth rock, etc.)
* Classe asiatica (Cocincina, Brahama, Langshan, etc.)
* Classe inglese (Australorp, Sussex, Dorking, Orpington, Norfolk Grey, etc.)
* Classe mediterranea (Livorno, Ancona, Minorca, andalusa, spagnola a faccia bianca, etc.)
* Classe continentale (Faverolles, Marans, Olandese ciuffata, Braekel, Breda, etc.)
* Classe di tutte le altre razze (Moroseta, Collo nudo di Transilvania, Sumatra, Sultana, etc.)

Razze nane:

* Classe da combattimento (Aseel nana, Cornish nana, Ko Shamo nana, Ko Gunkey, Combattente malese nana, etc.)
* Classe a cresta semplice e zampe nude (Olandese nana, Pictave, Tournaisis, Livorno nana, Ancona nana, etc.)
* Classe a cresta a rosa e zampe nude (Bantam di Giava, Sebright, Wyandotte nana, Amburgo nana, Barbuta d'Anversa, etc.)
* Classe con tutti gli altri tipi di cresta e a zampe nude (La Flèche nana, Padovana nana, Barbuta di Watermael, Olandese ciuffata nana, etc.)
* Classe a zampe piumate (Nana calzata, Faverolles nana, Brahama nana, Cocincina nana, Birmana nana, Barbuta di Uccle, etc.)

Classificazione per colore delle zampe [modifica]

* Zampe bianche (es. Orpington, Faverolles)
* Zampe rosate (es. Crèvecoer )
* Zampe nere (es. Andalusa, Orpington nera)
* Zampe gialle (es. Livorno, Plymouth rock, Rhode Island)

Classificazione per forma della cresta [modifica]

* Cresta semplice (es. Livorno, Plymouth rock, Rhode Island)
* Cresta a rosa (es. Wyandotte, Rhode Island)
* Cresta a pisello (tripla) (es. Cornish)
* Cresta a cornetti (es. La Flèche)
* Cresta a coppa (es. Siciliana)

Classificazione per forma del Ghigi [modifica]

* Razze omeosome: uova a guscio bianco, precoci (5-5,5 mesi), rapido impennamento (kk e k-), attitudine: produzione uova.
* Razze eterosome: uova a guscio rosso-beige, tardive (8 mesi), impennamento tardivo (KK e K-), grossa mole, attitudine: produzione carne.
* Razze intermedie: derivano da incroci fra razze che appartengono alle precedenti categorie

Razze [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di razze di pollo.
Razze asiatiche [modifica]

* Brahama
* Chabo



* Cocincina
* Phoenix Onagadori

Razze britanniche [modifica]

* Orpington
* Sebright



* Sussex

Razze italiane [modifica]

* Ancona
* Ermellinata di Rovigo
* Livorno
* Millefiori di Lonigo
* Padovana
* Pepoi



* Polverara
* Robusta lionata
* Robusta maculata
* Siciliana
* Valdarnese bianca
* Valdarno

Razze olandesi [modifica]

* Barnevelder
* Civetta barbuta olandese
* Olandese ciuffata



* Lakenvelder
* Nana calzata

Razze statunitensi [modifica]

* New Hampshire
* Rhode Island



* Plymouth rock

Razze tedesche [modifica]

* Amburgo



* Vorwerk

Pulcini [modifica]


Il termine Pulcino, generico per i piccoli di uccelli, viene sovente identificato specificamente per i piccoli della gallina. Il periodo di cova dura all'incirca 3 settimane (nella cultura contadina si suol dire "22 giorni"), lo svezzamento dei pulcini circa un paio di mesi. Durante questo periodo, nel quale la chioccia è particolarmente aggressiva nei confronti di estranei, i piccoli passeranno dal piumaggio neonatale alle prime penne.
Stato di conservazione [modifica]

In natura le specie selvatiche sono minacciate, ma sopravvivono grazie alle sporadiche liberazioni ed all'allevamento presso istituti e privati.
L'uovo e la gallina [modifica]
Da sinistra: pulcino di circa un mese, galletti di pochi mesi, gallina di razza Livorno collo argento, tre galline ibride e Gallo Livorno collo argento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Paradosso dell'uovo e della gallina.

"È nato prima l'uovo o la gallina?", tormentone, di volta in volta gioco di parole o quesito semi-serio di ordine filosofico e biologico, sul quale si discute da tempo immemorabile. Da Londra, il 26 maggio 2006, pare arrivata però la risposta scientifica, sulla quale convergono due professori universitari e un allevatore del Regno Unito. Il Times la riporta, riferendo che il responso va cercato nella genetica, oltre che nella logica: poiché il materiale genetico non muta durante la vita di un essere, il primo uccello che si è evoluto in quella che oggi noi chiamiamo gallina dev'essere prima esistito come embrione all'interno di un uovo, avente lo stesso DNA dell'animale che sarebbe diventato. Pertanto, è nato prima l'uovo della gallina.

In parole più semplici, un uovo di gallina genera per forza una gallina, ma può essere deposto da una "non gallina".
Combattimento fra galli [modifica]

Il combattimento fra galli, che si svolge in un gallodromo, è abbastanza diffuso in quasi tutti i continenti. Se ne possono trovare esempi nel Nord della Francia, nell'isola di Réunion, in Thailandia, in Cambogia, in Nordamerica e Sudamerica. In Gran Bretagna i galli da combattimento furono introdotti all'epoca della conquista romana, e tuttora la razza dei combattenti inglesi è particolarmente apprezzata, tanto nelle forme normali quanto in quelle nane.

Nomi regionali [modifica]

Nella lingua italiana il termine indicante la specie, pollo, identifica nel parlato comune l'animale inteso come prodotto alimentare. Nell'italiano come nelle varie forme linguistiche, dialettali nazionali e delle lingue regionali, vengono più spesso usati i termini gallina [1] e gallo [2], con un preponderante riferimento alla prima definizione per indicare tutta la specie, data la sproporzione (in allevamento) fra il numero delle prime e quello dei secondi.


Abruzzo la Cajina,locca(chioccia)le pollastre,le cajinelle,ju o lu jàll',ju pòll',ju capun',i pùcin
Basilicata iaddina, joccola, [3] Dal Pescopaganese: garrina, 'arr (gallo), p'cen (pulcino), voccola (chioccia)chichirinella (gallina nana)
Calabria gaddru , gaddrina , Gaiu,jaddu, gaìna,gadina,jaddina, jhocca [3], pudedu(pulcino), puiastra (pollastra)
Campania chicchinella, pullastro, 'allo, cioccua [3], pullicino
Emilia-Romagna Ciòza (chioccia), Gàl (gallo), Galèna (gallina), Pòl (pollo)
Friuli-Venezia Giulia gjaline, gjâl (friulano), galina (varianti venete regionali)
Liguria gallu, gallinnha, pollin, pulìn
Lombardia gall, galina,closa(chioccia, poia
Marche gallu, gajina, puju o póju, biocca o viocca [3], pucì o pucinellu o pùlciu (pulcino)
Piemonte Pula, Galina
Puglia (Salento) Caddhu, caddhuzzu, caddhina, puricinu, iaddìn, (nord barese) Gaddun, gardidd, u'poll
Sardegna puddu, pudda
Sicilia jaddina ('addina), jaddu, puddicinu, chicchinédda
Trentino-Alto Adige gal, galina, poiàt
Umbria biòcca[3], ciòcchia[3], purginu, pulla
Veneto gało, gałina ('gaeo, ga'ina)
Curiosità [modifica]

* Freaky's condition, Mutazione genetica che porta la gallina a sviluppare caratteri maschili, canta, ingrassa e assume colori e atteggiamenti tipicamente maschili. A causa di una disfunzione a una ovaia, l'organismo produce testosterone e di conseguenza il comportamento da gallo (anche se sterile). Da cui il vecchio proverbio inglese "a whistling woman and a crowing hen are neither fit for God nor man." che significa: "una donna che fischia e una gallina che canta non sono utili né per Dio né per l'uomo".
* Louis Nicolas Vauquelin, biologo francese del 1700, si accorse che, a fronte di un nutrizione a base di avena contenente silicio e potassio, le galline producevano tra gusci delle uova e feci una quantità di calcio pari al quadruplo di quella che assumevano con la loro alimentazione. Il biologo bretone Louis Kervran, professore a Parigi (1901-1983) proseguì questo filone di studi e concluse che si tratta di casi di fusione fredda "spontanee" a bassa energia, che si verificano sugli strati superiori della cute dell'animale. È stata in seguito dimostrata scientificamente l'infondatezza di queste affermazioni.[4]
* È una prassi diffusa fra i contadini cibare le galline con la calce, che aumenta ulteriormente il contenuto di calcio del guscio d'uovo.
* Il gallo è un simbolo della Francia.
* Negli USA un pollo di nome Mike sopravvisse per 18 mesi (dal 1945 al 1946) dopo che gli fu recisa la testa.[5]
* Il gallo è usato per rappresentare lo stemma della città salentina Gallipoli.

Note [modifica]

1. ^ Etimo del termine "gallina"
2. ^ Etimo del termine "gallo"
3. ^ a b c d e f Termine indicante la chioccia
4. ^ Articolo sull'effetto Kevran
5. ^ Video icon 1.png Cerca video su Mike il pollo senza testa in YouTube

Bibliografia [modifica]

* Hans-Joachim Schille : "Polli. Atlante delle razze" . Il Sole 24 Ore Edagricole, 2008 - ISBN 978-88-506-5289-1

Ed ora qualche foto





Un video sulla "gallovigilanza"

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MessaggioOggetto: Re: Il Gallo: canto della Luce del mattino   Sab 6 Ago 2011 - 11:24

Nei seguenti articoli di wikipedia, di cui riporto solo qualche stralcio, vedremo alcune credenze mitologiche e religiose legate a questo totem.

Buona lettura!


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Rooster

Rooster
From Wikipedia, the free encyclopedia

A rooster, also known as a cockerel, or a cock[1] is a male chicken (Gallus gallus) with the female being called a hen. Immature male chickens of less than a year's age are called cockerels. The oldest term is "cock," from Old English coc. The term "rooster" originates from the United States,[2] while in the United Kingdom and Ireland[3] the older term "cockerel" is more widely used. In North America, Australia and New Zealand "rooster" (a relative neologism) is almost always used, occasionally cockerel.[4][5] "Cock" is in general use as the name for a male of other species of bird, for example "Cock sparrow." "Roosting" is the action of perching aloft to sleep at night, and is done by both sexes. The rooster is polygamous, but cannot guard several nests of eggs at once. He guards the general area where his hens are nesting, and will attack other roosters that enter his territory. During the daytime, he often sits on a high perch, usually 4–5 feet off the ground to serve as a lookout for his flock. He will sound a distinctive alarm call if predators are nearby.

Crowing

The rooster is often portrayed as crowing at the break of dawn ("cock-a-doodle-doo") and will almost always start crowing before 4 months of age. He can often be seen sitting on fence posts or other objects, where he crows to proclaim his territory. However, this idea is more romantic than real, as a rooster can and will crow at any time of the day. Some roosters are especially vociferous, crowing almost constantly, while others only crow a few times a day. These differences are dependent both upon the rooster's breed and individual personality. He has several other calls as well, and can cluck, similar to the hen. Roosters will occasionally make a patterned series of clucks to attract hens to a source of food, the same way a mother hen does for her chicks.

The cockerel "waltz"

The cockerel "waltz", when the cockerel struts in a half circle with one wing extended down, is an aggressive approach signifying to females his dominance, and usually, the female will submit by running or moving away from the cockerel in acknowledgement. On rare occasions, the hen will attempt to fight the cockerel for dominance. Once dominance is established, the cockerel will rarely waltz again. When other cockerels are in the hen yard, this waltz is used significantly more and most cockerels will waltz together if dominance has not been established; either one will back off, or the two cockerels will fight. Note also that the cockerel will waltz again if he is taken out of the pen for a period, usually 24 hours, and put back.

Some more aggressive cockerels will drop and extend both wings and puff out all their body feathers to give the hens and/or other cocks the impression of a larger size, and charge through the hen yard like a bull.

Emblems

The cockerel was already of symbolic importance in Gaul at the time of the invasion of Julius Caesar and was associated with the god Lugus.[citation needed] Today it is an emblem of France, Wallonia and Denizli.

The fighting cockerel on a ball is the symbol for Tottenham Hotspur Football Club. The cockerel wears a pair of spurs which is a reference to the club's nickname. It has been present on their crest and shield since 1901. Additionally, the cockerel is the emblem of Turkish sports club Denizlispor, which was founded in 1966. Also, the supporters of the club are called cockerels.

Another sporting team that has adopted the cockerel as its emblem is the National Rugby League team, the Sydney Roosters, in Australia. The Roosters' emblem is a cock with its comb fashioned to represent the Sydney Opera House.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Coq_Belle-Ile.jpg



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Chicken

Chicken
From Wikipedia, the free encyclopedia

The chicken (Gallus gallus domesticus) is a domesticated fowl, a subspecies of the Red Junglefowl. As one of the most common and widespread domestic animals, and with a population of more than 24 billion in 2003,[1] there are more chickens in the world than any other species of bird. Humans keep chickens primarily as a source of food, consuming both their meat and their eggs.

The traditional poultry farming view of the domestication of the chicken is stated in Encyclopaedia Britannica (2007): "Humans first domesticated chickens of Indian origin for the purpose of cockfighting in Asia, Africa, and Europe. Very little formal attention was given to egg or meat production... "[2] Recent genetic studies have pointed to multiple maternal origins in Southeast, East, and South Asia, but with the clade found in the Americas, Europe, the Middle East and Africa originating in the Indian subcontinent. From India the domesticated fowl made its way to the Persianized kingdom of Lydia in western Asia Minor, and domestic fowl were imported to Greece by the fifth century BC.[3] Fowl had been known in Egypt since the 18th Dynasty, with the "bird that lays every day" having come to Egypt from the land between Syria and Shinar, Babylonia, according to the annals of Tutmose III.[4]

Terminology

In the UK and Ireland adult male chickens are primarily known as cocks, whereas in America, Canada and Australia they are more commonly called roosters. Males under a year old are cockerels.[5] Castrated roosters are called capons (surgical and chemical castration are now illegal in some parts of the world). Females over a year old are known as hens, and younger females are pullets.[6] In Australia and New Zealand (also sometimes in Britain), there is a generic term chook (play /ˈtʃʊk/) to describe all ages and both sexes.[7] Babies are called chicks, and the meat is called chicken.

"Chicken" originally referred to chicks, not the species itself. The species as a whole was then called domestic fowl, or just fowl. This use of "chicken" survives in the phrase "Hen and Chickens", sometimes used as a British public house or theatre name, and to name groups of one large and many small rocks or islands in the sea (see for example Hen and Chicken Islands).

In the Deep South of the United States chickens are also referred to by the slang term yardbird.[8]

General biology and habitat

Chickens are omnivores.[9] In the wild, they often scratch at the soil to search for seeds, insects and even larger animals such as lizards or young mice.[10]

Chickens may live for five to ten years, depending on the breed.[11] In commercial intensive farming, a meat chicken generally lives six weeks before slaughter.[12] A free range or organic meat chicken will usually be slaughtered at about 14 weeks. Hens of special laying breeds may produce as many as 300 eggs a year. After 12 months, the hen's egg-laying ability starts to decline, and commercial laying hens are then slaughtered and used in processed foods, or sold as "soup hens".[13] The world's oldest chicken, a hen, died of heart failure at the age of 16 according to the Guinness Book of World Records.[14]

Roosters can usually be differentiated from hens by their striking plumage of long flowing tails and shiny, pointed feathers on their necks (hackles) and backs (saddle) which are typically of brighter, bolder colors than those of females of the same species. However, in some breeds, such as the Sebright, the rooster has only slightly pointed neck feathers, the same color as the hen's. The identification must be made by looking at the comb, or eventually from the development of spurs on the male's legs (in a few breeds and in certain hybrids the male and female chicks may be differentiated by color). Adult chickens have a fleshy crest on their heads called a comb or cockscomb, and hanging flaps of skin either side under their beaks called wattles. Both the adult male and female have wattles and combs, but in most breeds these are more prominent in males. A muff or beard is a mutation found in several chicken breeds which causes extra feathering under the chicken's face, giving the appearance of a beard.

Domestic chickens are not capable of long distance flight, although lighter birds are generally capable of flying for short distances, such as over fences or into trees (where they would naturally roost). Chickens may occasionally fly briefly to explore their surroundings, but generally do so only to flee perceived danger.

Chickens are gregarious birds and live together in flocks. They have a communal approach to the incubation of eggs and raising of young. Individual chickens in a flock will dominate others, establishing a "pecking order", with dominant individuals having priority for food access and nesting locations. Removing hens or roosters from a flock causes a temporary disruption to this social order until a new pecking order is established. Adding hens—especially younger birds—to an existing flock can lead to violence and injury.[15]

Hens will try to lay in nests that already contain eggs, and have been known to move eggs from neighboring nests into their own. Some farmers use fake eggs made from plastic or stone (or golf balls) to encourage hens to lay in a particular location. The result of this behavior is that a flock will use only a few preferred locations, rather than having a different nest for every bird.

Hens can also be extremely stubborn about always laying in the same location. It is not unknown for two (or more) hens to try to share the same nest at the same time. If the nest is small, or one of the hens is particularly determined, this may result in chickens trying to lay on top of each other.

Roosters crowing (a loud and sometimes shrill call) is a territorial signal to other roosters. However, crowing may also result from sudden disturbances within their surroundings. Hens cluck loudly after laying an egg, and also to call their chicks. Chickens also give a low "warning call" when they think they see a predator approaching.

In 2006, scientists researching the ancestry of birds "turned on" a chicken recessive gene, talpid2, and found that the embryo jaws initiated formation of teeth, like those found in ancient bird fossils. John Fallon, the overseer of the project, stated that chickens have "...retained the ability to make teeth, under certain conditions... ."[16]


Origins

The domestic chicken is descended primarily from the Red Junglefowl (Gallus gallus) and is scientifically classified as the same species.[18] As such it can and does freely interbreed with populations of red jungle fowl.[18] Recent genetic analysis has revealed that at least the gene for yellow skin was incorporated into domestic birds through hybridization with the Grey Junglefowl (G. sonneratii).[19] The traditional poultry farming view is stated in Encyclopaedia Britannica (2007): "Humans first domesticated chickens of Indian origin for the purpose of cockfighting in Asia, Africa, and Europe. Very little formal attention was given to egg or meat production... "[20] In the last decade there have been a number of genetic studies. According to one study, a single domestication event occurring in the region of modern Thailand created the modern chicken with minor transitions separating the modern breeds.[21] However, that study was later found to be based on incomplete data, and recent studies point to multiple maternal origins, with the clade found in the Americas, Europe, Middle East, and Africa, originating from the Indian subcontinent, where a large number of unique haplotypes occur.[22][23]

It has been claimed (based on paleoclimatic assumptions) that chickens were domesticated in Southern China in 6000 BC.[24] However, according to a recent study,[25] "it is not known whether these birds made much contribution to the modern domestic fowl. Chickens from the Harappan culture of the Indus Valley (2500-2100 BC), in what today is Pakistan, may have been the main source of diffusion throughout the world."

A northern road spread chicken to the Tarim basin of central Asia, modern day Iran. The chicken reached Europe (Romania, Turkey, Greece, Ukraine) about 3000 BC.[26] Introduction into Western Europe came far later, about the 1st millennium BC. Phoenicians spread chickens along the Mediterranean coasts, to Iberia. Breeding increased under the Roman Empire, and was reduced in the Middle Ages.[26] Middle East traces of chicken go back to a little earlier than 2000 BC, in Syria; chicken went southward only in the 1st millennium BC. The chicken reached Egypt for purposes of cock fighting about 1400 BC, and became widely bred only in Ptolemaic Egypt (about 300 BC).[26] Little is known about the chicken's introduction into Africa. Three possible ways of introduction in about the early first millennium AD could have been through the Egyptian Nile Valley, the East Africa Roman-Greek or Indian trade, or from Carthage and the Berbers, across the Sahara. The earliest known remains are from Mali, Nubia, East Coast, and South Africa and date back to the middle of the first millennium AD.[26] Domestic chicken in the Americas before Western conquest is still an ongoing discussion, but blue-egged chicken, found only in the Americas and Asia, suggest an Asian origin for early American chickens.[26]

A lack of data from Thailand, Russia, the Indian subcontinent, Southeast Asia and Sub-Saharan Africa makes it difficult to lay out a clear map of the spread of chickens in these areas; better description and genetic analysis of local breeds threatened by extinction may also help with research into this area.[26]


Chickens in religion and mythology

In Indonesia the chicken has great significance during the Hindu cremation ceremony. A chicken is considered a channel for evil spirits which may be present during the ceremony. A chicken is tethered by the leg and kept present at the ceremony for its duration to ensure that any evil spirits present during the ceremony go into the chicken and not the family members present. The chicken is then taken home and returns to its normal life.

In ancient Greece, the chicken was not normally used for sacrifices, perhaps because it was still considered an exotic animal. Because of its valor, the cock is found as an attribute of Ares, Heracles, and Athena. The alleged last words of Socrates as he died from hemlock poisoning, as recounted by Plato, were "Crito, I owe a cock to Asclepius; will you remember to pay the debt?", signifying that death was a cure for the illness of life.

The Greeks believed that even lions were afraid of cocks. Several of Aesop's Fables reference this belief.

In the New Testament, Jesus prophesied the betrayal by Peter: "Jesus answered, 'I tell you, Peter, before the rooster crows today, you will deny three times that you know me.'" (Luke 22:34) Thus it happened (Luke 22:61), and Peter cried bitterly. This made the cock a symbol for both vigilance and betrayal.

Earlier, Jesus compares himself to a mother hen when talking about Jerusalem: "O Jerusalem, Jerusalem, you who kill the prophets and stone those sent to you, how often I have longed to gather your children together, as a hen gathers her chicks under her wings, but you were not willing." (Matthew 23:37; also Luke 13:34).

In many Central European folk tales, the devil is believed to flee at the first crowing of a cock.

In traditional Jewish practice, a kosher animal is swung around the head and then slaughtered on the afternoon before Yom Kippur, the Day of Atonement, in a ritual called kapparos. A chicken or fish is typically used because it is commonly available (and small enough to hold). The sacrifice of the animal is to receive atonement, for the animal symbolically takes on all the person's sins in kapparos. The meat is then donated to the poor. A woman brings a hen for the ceremony, while a man brings a rooster. Although not actually a sacrifice in the biblical sense, the death of the animal reminds the penitent sinner that his or her life is in God's hands.

The Talmud speaks of learning "courtesy toward one's mate" from the rooster. This might refer to the fact that when a rooster finds something good to eat, he calls his hens to eat first.

The chicken is one of the Zodiac symbols of the Chinese calendar. Also in Chinese religion, a cooked chicken as a religious offering is usually limited to ancestor veneration and worship of village deities. Vegetarian deities such as the Buddha are not one of the recipients of such offerings. Under some observations, an offering of chicken is presented with "serious" prayer (while roasted pork is offered during a joyous celebration). In Confucian Chinese Weddings, a chicken can be used as a substitute for one who is seriously ill or not available (e.g. sudden death) to attend the ceremony. A red silk scarf is placed on the chicken's head and a close relative of the absent bride/groom holds the chicken so the ceremony may proceed. However, this practice is rare today.

A cockatrice was supposed to have been born from an egg laid by a rooster, as well as killed by a Rooster's call.


Chickens in history

An early domestication of chickens in Southeast Asia is probable, since the word for domestic chicken (*manuk) is part of the reconstructed Proto-Austronesian language (see Austronesian languages). Chickens, together with dogs and pigs, were the domestic animals of the Lapita culture, the first Neolithic culture of Oceania.

The first pictures of chickens in Europe are found on Corinthian pottery of the 7th century BC. The poet Cratinus (mid-5th century BC, according to the later Greek author Athenaeus) calls the chicken "the Persian alarm". In Aristophanes's comedy The Birds (414 BC) a chicken is called "the Median bird", which points to an introduction from the East. Pictures of chickens are found on Greek red figure and black-figure pottery.

In ancient Greece, chickens were still rare and were a rather prestigious food for symposia. Delos seems to have been a center of chicken breeding.

The Romans used chickens for oracles, both when flying ("ex avibus", Augury) and when feeding ("auspicium ex tripudiis", Alectryomancy). The hen ("gallina") gave a favourable omen ("auspicium ratum"), when appearing from the left (Cic.,de Div. ii.26), like the crow and the owl.

For the oracle "ex tripudiis" according to Cicero (Cic. de Div. ii.34), any bird could be used, but normally only chickens ("pulli") were consulted. The chickens were cared for by the pullarius, who opened their cage and fed them pulses or a special kind of soft cake when an augury was needed. If the chickens stayed in their cage, made noises ("occinerent"), beat their wings or flew away, the omen was bad; if they ate greedily, the omen was good.

In 249 BC, the Roman general Publius Claudius Pulcher had his chickens thrown overboard when they refused to feed before the battle of Drepana, saying "If they won't eat, perhaps they will drink." He promptly lost the battle against the Carthaginians and 93 Roman ships were sunk. Back in Rome, he was tried for impiety and heavily fined.

In 161 BC, a law was passed in Rome that forbade the consumption of fattened chickens. It was renewed a number of times, but does not seem to have been successful. Fattening chickens with bread soaked in milk was thought to give especially delicious results. The Roman gourmet Apicius offers 17 recipes for chicken, mainly boiled chicken with a sauce. All parts of the animal are used: the recipes include the stomach, liver, testicles and even the pygostyle (the fatty "tail" of the chicken where the tail feathers attach).

The Roman author Columella gives advice on chicken breeding in his eighth book of his treatise on agriculture. He identifies Tanagrian, Rhodic, Chalkidic and Median (commonly misidentified as Melian) breeds, which have an impressive appearance, a quarrelsome nature and were used for cockfighting by the Greeks. For farming, native (Roman) chickens are to be preferred, or a cross between native hens and Greek cocks. Dwarf chickens are nice to watch because of their size but have no other advantages.

Per Columella, the ideal flock consists of 200 birds, which can be supervised by one person if someone is watching for stray animals. White chickens should be avoided as they are not very fertile and are easily caught by eagles or goshawks. One cock should be kept for five hens. In the case of Rhodian and Median cocks that are very heavy and therefore not much inclined to sex, only three hens are kept per cock. The hens of heavy fowls are not much inclined to brood; therefore their eggs are best hatched by normal hens. A hen can hatch no more than 15-23 eggs, depending on the time of year, and supervise no more than 30 hatchlings. Eggs that are long and pointed give more male, rounded eggs mainly female hatchlings.

Per Columella, chicken coops should face southeast and lie adjacent to the kitchen, as smoke is beneficial for the animals. Coops should consist of three rooms and possess a hearth. Dry dust or ash should be provided for dust-baths.

According to Columella, chicken should be fed on barley groats, small chick-peas, millet and wheat bran, if they are cheap. Wheat itself should be avoided as it is harmful to the birds. Boiled ryegrass (Lollium sp.) and the leaves and seeds of alfalfa (Medicago sativa L.) can be used as well. Grape marc can be used, but only when the hens stop laying eggs, that is, about the middle of November; otherwise eggs are small and few. When feeding grape marc, it should be supplemented with some bran. Hens start to lay eggs after the winter solstice, in warm places around the first of January, in colder areas in the middle of February. Parboiled barley increases their fertility; this should be mixed with alfalfa leaves and seeds, or vetches or millet if alfalfa is not at hand. Free-ranging chickens should receive two cups of barley daily.

Columella advises farmers to slaughter hens that are older than three years, because they no longer produce sufficient eggs.

Capons were produced by burning out their spurs with a hot iron. The wound was treated with potter's chalk.

For the use of poultry and eggs in the kitchens of ancient Rome see Roman eating and drinking.

Chickens were spread by Polynesian seafarers and reached Easter Island in the 12th century AD, where they were the only domestic animal, with the possible exception of the Polynesian Rat (Rattus exulans). They were housed in extremely solid chicken coops built from stone.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Symbolic_chickens

Symbolic chickens
From Wikipedia, the free encyclopedia

Chickens have been widely used as national symbols, and as mascots for clubs, businesses, and other associations.

The chicken is a national symbol of France and is used as an (unofficial) national mascot, in particular for sports teams. See also: Gallic rooster.
The Rhodesia (now Zimbabwe) independent party ZANU party used a chicken as a symbol, since a majority of Rhodesian citizens (mostly native African black) were analphabetic due to lack of school funding for the poor, so they use symbol or mascot to identify their political party.
The standard of Sir Robin from Monty Python and the Holy Grail is a chicken.
The town of Denizli in Republic of Turkey is symbolized by a chicken.
The mascot of the English Premiership team Tottenham Hotspur is a cockerel.
Sydney Roosters Australian rugby league team
The North Adelaide Football Club are also nicknamed the Roosters.
The Rhode Island Red is the state bird of Rhode Island.
Pathé corporate logo
The athletic teams of the University of South Carolina "The USC" (the original USC) use the Gamecock (the fighting cock) as mascot and use the "Gamecocks" as their moniker.
Clube Atlético Mineiro, a soccer team in the Brazilian League has a rooster for mascot and is nicknamed "Galo" (Rooster).
Fighting Cock brand of Bourbon uses a mean rooster as their trademark.
The State Bird of Delaware is the Blue Hen, as well being the Mascot for the University of Delaware sports teams.
Packets of the popular cereal Cornflakes from Kellogg's prominently feature a cockerel.
The Big Chicken of Marietta, Georgia houses a Kentucky Fried Chicken location, and is used as a navigational aid for local military pilots.
Hector Chicken is the eponymous bird who gives his name to the fast food restaurant chain in Belgium and France.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Golden_sebright_cockerel.jpg

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