Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
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Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti

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Cosa vuol dire per te essere sciamano?/What is for you a shaman?
Avere percezioni diverse rispetto alle altre persone - He has different perceptions from other people
16%
 16% [ 5 ]
Acquisire poteri per poter diventare migliori - He gets powers in order to become more powerfull
10%
 10% [ 3 ]
Acquisire poteri per essere di aiuto alla comunità - He gets powers in order to help his own group/community
13%
 13% [ 4 ]
Usare sostanze e tecniche di visualizzazione che alterano la coscienza - He uses psychedelic drugs or visualisation techniques to alterate consciousness
3%
 3% [ 1 ]
Lavorare con gli animali totem - he works with totem/power animals
10%
 10% [ 3 ]
Vivere a contatto con la natura - He lives in Nature
16%
 16% [ 5 ]
Rispettare e amare madre terra - He loves and respects Mother Earth
19%
 19% [ 6 ]
Studiare i vari punti di percezione della coscienza - He studies different points of perceptions of "consciuosness"
13%
 13% [ 4 ]
Totale dei voti : 31
 

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MessaggioOggetto: Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti   Lun 20 Apr 2009 - 14:26

Sciamanesimo, in antropologia culturale, è un termine che indica l'insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo, di società animiste non alfabetizzate, imperniato intorno ad una particolare figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo sciamano.

Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche tradizionali che comprende la capacità di diagnosticare e curare malattie, nonché tutti i possibili problemi della comunità e del singolo, dal come procurarsi il cibo al come sbarazzarsi dei nemici. Ciò attraverso l'asserita capacità dello sciamano di "viaggiare" in stato di trance nel mondo degli spiriti e di utilizzare i loro poteri. È questa la principale caratteristica dello sciamano che lo contraddistingue da altre forme di guaritore.

Lo sciamanesimo è un'antichissima pratica transculturale che presenta caratteri distintivi ben precisi e comuni, all'interno di una struttura flessibile, capace cioè di adattarsi a diverse culture e religioni.

Etimologia

Secondo svariati dizionari etimologici, la parola sciamano (per la prima volta attestata nel 1698) sarebbe entrata nell'italiano dall'inglese shaman, questo (attraverso lingue slave e germaniche) dal tunguso šaman, a sua volta dal pali samana, derivato dal sanscrito sramana che significa "monaco ". Da notare la radice indoeuropea sa- legata al verbo "sapere".

La figura dello sciamano


salute
riproduzione
sussistenza.

Secondo queste società primitive, in ultima istanza, erano gli spiriti ultraterreni a determinare la sorte e gli avvenimenti terreni; ogni problema poteva perciò essere risolto solo da qualcuno che avesse la capacità ed i mezzi per entrare in contatto con tali spiriti, affrontando un "viaggio" ultraterreno nel loro mondo, trovando lì la soluzione ai problemi. Questo è lo sciamano, un "ponte" tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Secondo la cultura sciamanica, non si può diventare sciamani per scelta o per semplice iniziazione, ma si deve ricevere una "chiamata" da parte degli "spiriti" e a questa chiamata non si può rispondere negativamente. Detto ciò, è comunque possibile che alcune culture prevedano un qualche tipo di iniziazione per lo sciamano. Per chi la riceve, la "chiamata" è spesso un dramma: essa ne sconvolge la vita e ne mina seriamente la stabilità e l'integrità fisico-psichiche; il chiamato ne farebbe volentieri a meno. Tuttavia, il non accettare, sempre secondo la tradizione sciamanica, avrebbe conseguenze molto più gravi, che potrebbero portarlo fino alla follia ed alla morte.

Generalmente nello sciamanesimo classico, gli sciamani sono di sesso maschile, ma esistono anche sciamani di sesso femminile ed il loro numero aumenta man mano che ci si avvicina ai gruppi sedentari, soprattutto nelle società agricole e contadine (p. es. Uzbeki e Tagiki, ma anche Estremo Oriente e Sudest asiatico). Il loro ruolo però è generalmente più marginale rispetto a quello degli sciamani maschi perché, sempre secondo la tradizione sciamanica, il "viaggio" dello sciamano di sesso maschile sarebbe di ben più ampio respiro, avrebbe un raggio d'azione molto più vasto e la sua azione sarebbe molto più potente. Le sciamane (dove esistono) sarebbero invece generalmente più "specializzate" in quelle cure che prevedono l'uso dell'erboristeria.

Lo sciamano, diversamente da quanto succede per il sacerdote o il re, non deriva da un'istituzione, ma ha base empirica, possiede facoltà innate o trasmesse e, a differenza invece dello stregone-medico, ha un comportamento di carattere estatico, in trance è ponte fra le energie spirituali e quelle terrene, un canale della volontà divina e delle forze della natura che mette a disposizione dell'umanità attraverso l'amore e la comprensione. Durante l'estasi si impadronisce di lui una forza (che può essere concepita sia dinamisticamente come impersonale, sia animisticamente come spirito o demone): con questo aiuto lo sciamano influisce sulla vita dei compagni. Il legame fra lo sciamano e il potere che lo invade è molto stretto, perde la sua personalità e diventa temporaneamente l'"altro". Sciamani dell'America settentrionale e della Groenlandia portano maschere proprio per sottolineare questo significato. Non sempre tutto questo viene sentito come un dono ma anche temuto come la morte, per la sua potenza. Alcune culture sciamaniche fanno risalire le loro origini alle donne, per esempio lo sciamanesimo che opera tramite l'aquila oppure in Cile, dove le sciamane Mapuche da 25.000 anni praticano guarigioni seguendo la luna. Addirittura presso i Ciukci dell'Asia settentrionale o i Daiaki delle coste della Malesia, lo sciamano si "trasforma" a volte in donna e come tale si sposa.

Gli Sciamani sono protettori della mitologia dei raccoglitori – cacciatori (la cui vita era basata sull'economia di sussistenza, sulla predizione e sul rapporto diretto con la natura) con un ruolo fondamentale sull'evoluzione delle società di cui facevano parte. Le regole fondamentali della pratica sciamanica sono il rispetto dell'individualità e della libertà di ogni singolo individuo; divieto per lo sciamano è nuocere a sé e agli altri, mancare di rispetto alla Madre Terra e a qualsiasi espressione di vita, nonché ricevere compensi in denaro. Aspetto significativo della "cura" nella credenza sciamanica è che la guarigione è sia fisica che psichica.

Parte della psichiatria moderna attribuisce le eventuali guarigioni ad ipnosi o autoipnotismo o anche ad ipnotismo collettivo. Gli strumenti musicali, per esempio, con il frastuono violento che spesso accompagna queste pratiche, "strappano" il guaritore ed il paziente dalla loro solita esistenza, con funzione terapeutica.


Diffusione


Lo sciamanesimo, originariamente legato alle culture di cacciatori-raccoglitori, appare diffuso quasi ovunque nel mondo, dall'Australia alle Americhe con caratteristiche comuni. Lo sciamanesimo non è presente nel continente africano[senza fonte], né presso le società di coltivatori di Melanesia e Nuova Guinea e neppure nelle zone delle grandi civiltà dell'antichità, come quella cinese, le grandi civiltà del Mediterraneo, quelle mesoamericane e andine. Presso le grandi civiltà è possibile che sia originariamete esistito, ma che poi sia stato rimosso. In Africa, invece, dove è presente un'altra figura, quella dello stregone, non vi è alcuna traccia di sciamanesimo, nemmeno le più antiche pitture rupestri forniscono alcuna indicazione in proposito (nonostante vi siano ipotesi occasionali di segno contrario).[senza fonte] Sepolture in caverne del nord dell'Iraq, a Shanidar, datate 150.000 anni fa, come petroglifi di 7000 anni fa del Nord America, recano tracce di riti sciamanici. Particolarmente radicato appare invece in Asia, specialmente in Siberia, dove non c'è o è stata minima la sovrapposizione di altre culture; lo sciamanesimo siberiano è pertanto considerato dagli studiosi quello classico, il più puro. Sappiamo che lo Stretto di Bering, spesso ghiacciato, era l'itinerario seguito dai cacciatori del paleolitico (homo sapiens sapiens) per penetrare nel continente americano; dal sud-est dell'Asia penetrano fino in Australia, 53.000 anni prima della nostra era e gli attuali aborigeni sono i diretti discendenti.

Pratiche sciamaniche si ritrovano quasi ovunque: presso i Ciukci, gli Inuit, gli Yupik, i Samoiedi, i Cumani, i Tartari e i Mongoli, i Buriati, i Daigate del Borneo, in Oceania, nel Sud-Est Asiatico, in India, Tibet, Giappone e nel continente americano ma si hanno anche forme più "raffinate" come presso gli Yoag Indiani, oppure i Berserkr germanici che infuriano durante le battaglie o addirittura gli eroi invasati dallo spirito di Jahvè nell'antico Testamento (Gedeone e Saul che è poi messo fra i profeti). Riti sciamanici avevano continuato ad essere praticati nel corso della storia in Cina: la loro presenza è confermata dalle fonti storiche Han, secondo cui numerosi sciamani che abitavano il territorio cinese nel III secolo a.C. erano invitati dagli imperatori per la costruzione di altari e templi nella capitale. Nonostante l’ostilità dei funzionari di corte essi mantennero un ruolo importante per oltre un millennio fino all’emanazione di un editto del 1023 che rimandava gli sciamani nelle loro province d’origine, decretando l’abbattimento dei loro altari; in un’epoca in cui lo stato si era ormai completamente confucianizzato lo sciamanesimo venne abolito dalla corte, continuando però ad essere praticato a livello popolare fino ai giorni nostri, seppur con una estensione molto minore. [1] Gli indigeni della Nuova Guinea, sotto l’effetto di alcune droghe, erano convinti di entrare in contatto con i parenti defunti: il problema che sorgeva era che un morto tornato tra i vivi cambiava il proprio carattere, così da buono sarebbe potuto divenire cattivo e viceversa; questo cambiamento era alla base dei riti funerari, tesi a prevenirlo o ad assecondarlo. I Roro della Nuova Guinea inscenavano una strana cerimonia per richiamare al villaggio gli spiriti dei morti, considerandoli loro alleati. [2]

Esistono diverse teorie per spiegare la diffusione quasi globale dello sciamanesimo, le principali sono:

La cosiddetta teoria diffusionista, ipotizza che il fenomeno, nato presso un popolo, si sia diffuso da un popolo all'altro, da un luogo all'altro.
La teoria della derivazione da una fonte comune, ipotizza cioè che ogni popolazione abbia attinto alla stessa fonte.
La cosiddetta teoria strutturalista, ipotizza che il fenomeno sia sorto contemporaneamente in vari luoghi e presso varie popolazioni perché innato nella struttura mentale umana.
Probabilmente (come spesso accade) il giusto sta nel mezzo e cioè che tutte e tre le teorie sono valide e non incompatibili, quindi si possono integrare tra loro.

Note

^ concetti tratti da: Paolo Santangelo Storia del Pensiero Cinese - Nexton Compton Editori, 1995
^ concetti tratti da: Alfredo Castelli, Vittorio Di Cesare Nuova Guinea: Il Paradiso degli Etnologi - Sergio Bonelli Editore, 1995
^ (EN) American Indian Cultural Support: "Declaration of War Against Exploiters of Lakota Spirituality"
^ (EN) Blain, Jenny, Nine Worlds of Seid-Magic: Ecstasy and neo-Shamanism in North European Paganism. 2002. London: Routledge. ISBN 0415256518
^ (EN) Plastic shaman

Bibliografia

Mircea Eliade, Lo Sciamanesimo, Ed. Mediterranee, Roma, 1990
Claude Lévi-Strauss, capitolo Lo stregone e la sua magia in Antropologia strutturale, Il Saggiatore, Milano, 1966
Klaus E. Müller, Sciamanismo, Bollati Boringhieri, Torino, 2001
Michael Harner, La Via dello Sciamano, Edizioni Mediterranee, 1995
Mario Polia, Il sangue del condor. Sciamani delle Ande, Xenia, Milano 1997
Piers Vitebsky, Gli sciamani, Edizioni E.D.T., Torino, 1998
Danièle Vazeilles, Gli sciamani e i loro poteri, Edizioni Paoline, Cuneo, 1993
Alfred Metraux, Religioni e riti magici degl'Indiani dell'America Meridionale, Il Saggiatore, Milano, 1971
Evelyn Lot-Falk, Il tamburo dello sciamano. Fiabe eschimesi, Mondadori, Milano, 1989.
Andreas Lommel, La funzione dello sciamano, Kos, 1985
Joan Halifax, Lo sciamano. Il maestro dell'estasi, Red Edizioni, Como 1990
Anna Saudin, Costanzo Allione, Lo sciamanesimo siberiano, Xenia, Milano 2002
Graham Hancock, "Sciamani", Corbaccio 2007
Patricia Telesco, "magia positiva",il punto di incontro


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Sciamanesimo


Ultima modifica di Admin il Ven 28 Ago 2009 - 12:25, modificato 4 volte
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Fenrir



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MessaggioOggetto: Lo sciamano   Mar 11 Ago 2009 - 18:57

Come vedete lo sciamano? cioè cos'è per voi uno sciamano?
Credete che che tralasciando gli strumenti basilari debba o è ancora uguale al classico sciamano? penne,trucchi,ossa oppure secondo voi è indifferente? (calcolate che per alcune etnie il famoso mascherone di legno è fondamentale per avere a che fare con determinati spiriti che essi siano buoni o maligni)
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MessaggioOggetto: Re: Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti   Sab 29 Ago 2009 - 21:01

Fenrir ha scritto:
Come vedete lo sciamano? cioè cos'è per voi uno sciamano?
Credete che che tralasciando gli strumenti basilari debba o è ancora uguale al classico sciamano? penne,trucchi,ossa oppure secondo voi è indifferente? (calcolate che per alcune etnie il famoso mascherone di legno è fondamentale per avere a che fare con determinati spiriti che essi siano buoni o maligni)

La questione più complessa di quanto possa sembrare:

cher definizione diamo di sciamano?

Se lo sciamano è colui che riprende fedelmente le tradizioni, allora forse è davvero colui che si veste come si vestivano i padri e gli antenati.

Se invece è colui che applica una serie di tecniche e tentativi di poter percepire l'energia e tornare completo, allora sciamano puo essere anche colui che in città di sicuro non va vestito di penne e pelli, ma applica le tecniche a casa sua o nella pausa pranzo dopo ore in ufficio o in fabbrica.

Che definizione diamo di sciamano e di sciamanesimo?

Ne esistono decine, forse centinaia.

il mascherone è essnziale nelle pratiche sciamaniche di alcune culture (uso questo come esmpio anche se non ne conosco, ma posso dirti bastone sciamanico al posto mascherone e citarti ad esempio alcuni sciamani scandinavi...)

Se vogliamo volgere la discussione a cio che è importante per SPERIMENTARE DIRETTAMENTE LìESPEREINZA SCIAMANICA, gli oggetti e le tecniche stesse passano in secondo piano.

da bambini sapevamo fare cose che oggi dobbiamo reimparare a suo di libri discuccioni e forse corsi da centinaia di euro da persone di vario di tipo e differente gradi di serietà....e qui mi fermo senno vado off topic... Basketball

Anche io mi dibatto su questi argomenti...ma se fosse tutto piu semplice? Con la mente del bambino che ancora non ha subito il trauma della divisione dalla bellezza della vita, che puo importare se qualcuno definisce una parola, una semplice parola (sciamano) in un modo o in un altro?

Dall'altra parte dello specchio, non possiamo piu pretendere di essere quei bambini.

Abbiamo ereditato l'inventario. Che nella diemnticanza, ha fatto piu danni che altro. Informandosi e divenendio capaci di capire davvero la portata delle parole, dei suoi limiti, allora siamo davvero capaci di prendere il meglio da esse, lasciando che cio che le parole non possono descrivere abbia il suo spazio e si faccia vivo davvero nelle nostre vite.

per te cosa ha sempre significato sciamano?

Come lo hai sempre visto?

Come credi che debba essere?
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MessaggioOggetto: Re: Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti   Gio 6 Mag 2010 - 15:21

Buon pomeriggio a tutti,
una persona che conosco appena ha visto che divoravo libri sullo sciamanesimo ha incominciato a dire: ah sei una sciamana ecco cosa sei! Che poteri hai? Puoi guarirmi?

Ho sentito un gelido brivido che mi percorreva la schiena al suono di quelle parole. E subito mi dicevo: io non sono una sciamana!

Secondo il mio modesto pensare il voler dare un significato alla parola sciamano o sciamanesimo è praticamente impossibile, le parole stesse ricordano la catalogazione di un inventario (come più volte ci ricorda Admin) che ci è stato inculcato appena abbiamo incominciato ad addentrarci nella nebbia.
Anche perché abbiamo visto che in molte culture la parola “sciamano” non esiste e vengono usate altre parole.

Comunque se ripenso alle ultime tre domande di Admin:

“per te cosa ha sempre significato sciamano?
Come lo hai sempre visto?
Come credi che debba essere?”

e chiudo gli occhi lasciandomi trasportare dall’istinto per rispondergli direi:

lo sciamano è tutto e niente…lo sciamano è colui che ricerca la consapevolezza interiore…è in grado di interagire con tutte le energie (spiriti) che lo circondano…è in armonia con tutto…si è svegliato…non è intrappolato nella nebbia…può essere chiunque e qualunque cosa…è maestro ed allievo…è una percezione una sensazione che non può essere semplicemente spiegata ma sperimentata.

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MessaggioOggetto: Re: Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti   Gio 6 Mag 2010 - 17:05

Tila ha scritto:
Buon pomeriggio a tutti,
una persona che conosco appena ha visto che divoravo libri sullo sciamanesimo ha incominciato a dire: ah sei una sciamana ecco cosa sei! Che poteri hai? Puoi guarirmi?

Ho sentito un gelido brivido che mi percorreva la schiena al suono di quelle parole. E subito mi dicevo: io non sono una sciamana!

Secondo il mio modesto pensare il voler dare un significato alla parola sciamano o sciamanesimo è praticamente impossibile, le parole stesse ricordano la catalogazione di un inventario (come più volte ci ricorda Admin) che ci è stato inculcato appena abbiamo incominciato ad addentrarci nella nebbia.
Anche perché abbiamo visto che in molte culture la parola “sciamano” non esiste e vengono usate altre parole.

Comunque se ripenso alle ultime tre domande di Admin:

“per te cosa ha sempre significato sciamano?
Come lo hai sempre visto?
Come credi che debba essere?”

e chiudo gli occhi lasciandomi trasportare dall’istinto per rispondergli direi:

lo sciamano è tutto e niente…lo sciamano è colui che ricerca la consapevolezza interiore…è in grado di interagire con tutte le energie (spiriti) che lo circondano…è in armonia con tutto…si è svegliato…non è intrappolato nella nebbia…può essere chiunque e qualunque cosa…è maestro ed allievo…è una percezione una sensazione che non può essere semplicemente spiegata ma sperimentata.

Tila


è molto interessante cio che hai scritto. Perché in questo genere di "stato d'animo" mi ci trovo anche io.

Ma devo essere onesto fino in fondo: all'inizio, quando avevo letto pochi libri di sciamanesimo e avevo fatto due corsi che per me erano "essere sciamani", la pensavo in maniera molto simile alla persona di cui hai parlato.

Era una delle solite identificazioni che di volta in volta usavo per sostenere i bisogni del mio se, della idea che mi volevo fare di me stesso.

Ad oggi, non è escluso che questo processo di identificazione non sia ancora in atto, magari in modo diverso, forse meno grossolano...chissà...

Anche io pensavo che essere sciamani significasse seguire fedelmente un insieme di prati che e di regole.

Che tra l'altro, erano regole lette su culture non inerenti il nostro vissuto di occidentali, tantomeno non del contesto in cui ero vissuto.

Il risultato era che, sempre, leggevo e cercavo di applicare insiemi di concetti e azioni che non avevano la minima forza col mondo nel quale vivo.

é per questo forse che tante persone in cerca di qualcosa di spirituale a volte (spesso direi) passano da una moda ad un altra, dal reiki allo sciamanesimo, dalla wicca a forme di meditazione orientale o di qualche guru che le rielabora in linguaggio allettante per la percezione dei potenziali acquirenti del prodotto.

Tutto questo ha un senso nelle logiche della vendita e dell'acquisto di un prodotto, ma NON HANNO NULLA A CHE VEDERE CON LA SCOPERTA DI SE STESSI.

Come dici tu, Tila, non si può dire in modo astratto e vuoto cosa è sciamanesimo: di quale tipo di sciamanesimo parliamo? DI quel contesto? Quali sono i concetti all'interno di questa definizione? Quali le loro definizioni precise?

Questo non è spaccare il capello: si tratta di capire a cosa stiamo consacrando la vita, o magari dove la stiamo buttando via, senza nemmeno sapere cosa vuol dire cio in cui crediamo o che crediamo di conoscere cosi bene.


"lo sciamano è tutto e niente…lo sciamano è colui che ricerca la consapevolezza interiore…è in grado di interagire con tutte le energie (spiriti) che lo circondano…è in armonia con tutto…si è svegliato…non è intrappolato nella nebbia…può essere chiunque e qualunque cosa…è maestro ed allievo…è una percezione una sensazione che non può essere semplicemente spiegata ma sperimentata."

non avrei saèputo trovare parole migliori.

Aggiungo solo un esempio: miracolo di percezione per noi esseri abitudinari è un bambino che guarda per la prima volta un albero.

Lo sciamano per una delle tante definizioni che ne sono state date ad esempio è colui che sa che dovrà lavorare forse per tutta la vita, cercando di ricuperare la visione non mediata dell'albero, senza l'inventario insegnato dalla società che gli dice "quello è un albero"...ma non finisce qui: sciamano è colui che sa percepire "l'albero" e quella percezione in molti altri modi, spostandosi senza problemi tra le percezioni, e non restando imprigionato in nessuna di esse, ne "albero", ne altro....ma tutti liberamente.
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MessaggioOggetto: Re: Definizione ufficiale ed antropologica di sciamanesimo: opinioni e confronti   Gio 6 Mag 2010 - 17:35

Admin ha scritto:

"lo sciamano è tutto e niente…lo sciamano è colui che ricerca la consapevolezza interiore…è in grado di interagire con tutte le energie (spiriti) che lo circondano…è in armonia con tutto…si è svegliato…non è intrappolato nella nebbia…può essere chiunque e qualunque cosa…è maestro ed allievo…è una percezione una sensazione che non può essere semplicemente spiegata ma sperimentata."
non avrei saèputo trovare parole migliori.
Aggiungo solo un esempio: miracolo di percezione per noi esseri abitudinari è un bambino che guarda per la prima volta un albero.
Lo sciamano per una delle tante definizioni che ne sono state date ad esempio è colui che sa che dovrà lavorare forse per tutta la vita, cercando di ricuperare la visione non mediata dell'albero, senza l'inventario insegnato dalla società che gli dice "quello è un albero"...ma non finisce qui: sciamano è colui che sa percepire "l'albero" e quella percezione in molti altri modi, spostandosi senza problemi tra le percezioni, e non restando imprigionato in nessuna di esse, ne "albero", ne altro....ma tutti liberamente.

Ciao Admin
l'esempio del bambino calza a pennello... ti confesso che è solo da qualche anno che quando guardo, odoro, sento e percepisco il mondo lo faccio con gli occhi ritrovati di quando ero una bambina. E questo mi sta aiutando in molte cose, anche nelle avversità quotidiane...non è sempre semplice ma il più delle volte mi basta guardare gli alberi o un animale o semplicemente alzo lo sguardo verso il cielo e rimango folgorata da quanta bellezza è capace la natura. Questo per me ha un effetto di ricarica...e la ricerca può continuare con rinnovata energia.
Un abbraccio
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