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 Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia

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MessaggioOggetto: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Mar 1 Giu 2010 - 14:38

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Hystrix_cristata


Hystrix cristata
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'Istrice (Hystrix cristata Linneo, 1758) è un mammifero roditore della famiglia degli Istricidi. L'istrice viene spesso chiamato con il nome comune di porcospino; esiste però un uso improprio e colloquiale di questo nome per designare il riccio.
Indice
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* 1 Distribuzione
* 2 Descrizione
o 2.1 Dimensioni
o 2.2 Aspetto
* 3 Biologia
o 3.1 Alimentazione
o 3.2 Riproduzione
* 4 Nomi regionali
* 5 Note
* 6 Voci correlate
* 7 Altri progetti

Distribuzione [modifica]

Con numerose sottospecie (delle quali solo Hystrix cristata cristata, Hystrix cristata cuvieri ed Hystrix cristata occidanea sono ritenute valide) la specie è diffusa in Africa centro-settentrionale (a nord di Repubblica Democratica del Congo e Tanzania) ed in Italia, dove la specie (che alcuni ritengono introdotta in età romana, anche se attualmente appare più plausibile l'ipotesi di una popolazione autoctona, visto che sono stati ritrovati reperti fossili risalenti al Pleistocene[2]) vive dalle propaggini meridionali di Lombardia e Veneto verso sud, isola d'Elba e Sicilia comprese: manca nella penisola salentina e sembra più diffusa sul versante tirrenico del Paese. Pare che negli ultimi anni il suo areale si sia esteso, oltre che verso nord, anche verso nord-ovest, come emergerebbe dai presunti avvistamenti fatti in provincia di Savona e di Genova (nel comune di Carasco)[3]: l'attendibilità di tali avvistamenti, tuttavia, è ancora lungi dall'essere verificata, così come paiono poco credibili le segnalazioni fatte nell'area balcanica. Più fondata invece sembrerebbe la proposta di classificare la popolazione siciliana di questi animali, attualmente ascritta alla sottospecie nominale, come sottospecie a sé stante.
La specie si adatta a colonizzare una varietà di habitat, dalla macchia mediterranea alle aree semidesertiche a quelle forestali: in Italia predilige le aree scarsamente o per nulla antropizzate con presenza di abbondante vegetazione.
Descrizione [modifica]
Dimensioni [modifica]

L'istrice ha una lunghezza media di 60-82 cm, possiede una coda lunga 8-17 cm e pesa dai 13 ai 27 kg.
Aspetto [modifica]
Aculeo di istrice

Il pelo è setoloso e nerastro sul corpo, mentre la testa è di colore marroncino e sulla gola è presente una banda bianca a forma di mezzaluna. La testa è grande e dal muso arrotondato, con piccoli occhi neri ed altrettanto piccole orecchie e lunghe vibrisse.
Ciò che maggiormente caratterizza l'animale è la presenza sul dorso di una quantità di aculei, che altro non sono che peli modificati: essi sono lunghi una ventina di centimetri ciascuno sul dorso e fino a 35 cm sui fianchi, striati alternativamente di bianco e di nero, e grazie a muscoli piloerettori e pellicciai sono erettili. Sulla coda l'animale ha inoltre altri peli cavi a forma di calice, che utilizza a mo' di sonaglio per avvertire gli eventuali aggressori. Su testa e nuca, invece, l'animale non possiede aculei ma solo peli setolosi bianchi posti a mo' di cresta erettile, sicché un eventuale aggressore può facilmente venire ingannato quando l'animale rizza contemporaneamente peli ed aculei.
Biologia [modifica]
Un istrice in cattività drizza gli aculei.

Si tratta di animali dalle abitudini principalmente notturne ed assai schivi, tanto che durante le notti di luna piena evitano con cura gli spiazzi aperti, dove potrebbero essere avvistati con facilità: durante il giorno riposano in spaccature delle rocce od in tane che scavano nel terreno grazie ai robusti unghioni delle zampe anteriori, oppure che ottengono occupando rifugi di altri animali, soprattutto di oritteropo. Durante l'inverno, se il clima è rigido, l'animale non esce dalla propria tana, tuttavia la specie non è solita andare in letargo.
Quando l'animale è spaventato od eccitato, drizza contemporaneamente gli aculei ed i peli della nuca, dando l'impressione di essere assai più grande e robusto di quanto in realtà non sia: essendo gli aculei attaccati piuttosto blandamente alla radice, un eventuale aggressore che li sfiorasse si ritroverebbe irrimediabilmente ridotto ad un puntaspilli. Se tuttavia l'aggressore insiste nei suoi propositi, l'istrice comincia a pestare rumorosamente i piedi sul terreno ed ad agitare la coda munita di aculei a sonaglio, infine se messo alle strette carica l'aggressore, con esiti spesso letali. L'aculeo ha infatti una struttura lievemente seghettata, che ne rende difficile e dolorosa l'estrazione, anzi per gli animali sprovvisti di pollice opponibile essa è addirittura impossibile, tanto che spesso sono costretti a spezzare gli aculei conficcati nella pelle, col possibile rischio di infezioni.
In Italia meridionale, a causa di tale facilità dell'animale nel perdere gli aculei, oltre al fatto che spesso questi cadono per essere rimpiazzati dai nuovi, è assai diffusa la credenza (peraltro errata) che l'istrice, qualora minacciato, sia in grado di lanciare i propri aculei a distanza.
Alimentazione [modifica]
Un istrice in cattività durante il pasto.

Si tratta di animali essenzialmente erbivori: si nutrono prevalentemente di tuberi e bulbi, che ottengono scavando nel terreno con le robuste zampe a colonna, ma non disdegnano di rosicchiare anche cortecce morbide, frutti caduti al suolo e, anche se assai sporadicamente, insetti. In prossimità di aree coltivate a patate o mais, spesso questi animali si danno nottetempo al saccheggio[4].
L'istrice è, inoltre, ghiottissimo d'uva, di cui fa scorpacciate riempiendosi la bocca coi grappoli più bassi o caduti ed in via di fermentazione e risucchiandone gli acini senza staccare il graspo dalla pianta.
Riproduzione [modifica]

La stagione riproduttiva è limitata al periodo caldo, anche se esemplari in cattività possono riprodursi durante tutto l'arco dell'anno, mantenendo condizioni climatiche omogenee. Il ciclo estrale della femmina dura circa 35 giorni e la gestazione quattro mesi, al termine dei quali viene dato alla luce un unico cucciolo.
La specie forma coppie monogame: la femmina tollera la presenza del compagno, mentre mostra comportamenti aggressivi con maschi estranei. Il maschio monta la femmina solo dopo che questa si dimostra disponibile all'accoppiamento, ponendosi con gli aculei abbassati e la coda spostata di lato: a questo punto, il maschio si pone sulle zampe posteriori e la penetra continuamente, appoggiandosi solo leggermente al suo dorso con le zampe anteriori[5].
Nell'imminenza del parto, la femmina fodera la parte finale della tana con erba secca. Il cucciolo è estremamente precoce e poco dopo la nascita apre gli occhi e possiede già gli incisivi: il suo corpo è ricoperto di pelo, che forma cinque strisce bianche sul dorso, mentre gli aculei sono ancora morbidi. Ci vorrà una settimana prima che siano sufficientemente duri da permettere all'animale di utilizzarli come arma di difesa durante le sue uscite dal nido. Attorno al mese d'età, il cucciolo è perfettamente svezzato e perde il mantello giovanile, anche se la maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni d'età.

In cattività, può vivere fino a 21 anni.
Nomi regionali [modifica]
Lazio spinosa
Puglia porcospin
Sicilia porcuspinu
Umbria spinosa
Note [modifica]

1. ^ Grubb, P. 2004. Hystrix cristata. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
2. ^ McPhee, M. 2003. "Hystrix cristata" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed November 21, 2008 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Hystrix_cristata.html
3. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 , Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
4. ^ Bruno, E. and C. Riccardi. 1995. La dieta dell'istrice crestato Hystrix cristata L., 1758 in un'area rurale mediterranea. Zeitschrift fr S"ugetierkunde, 60:226-236
5. ^ Felicioli, A., A. Grazzini, and L. Santini. 1997. Comportamenti riproduttivi di una coppia di istrici Hystrix cristata L. Mammalia, 61(1):119-123.

FONTE: http://www.esoterya.com/totem-porcospino/2576/

Oggi parleremo del porcospino un dolce animale pacifico e amichevole, che non attacca mai per primo.
Di rado questo animaletto attacca, ma quando succede, è perché è stato attaccato da un altro animale e gli bastano le sue spine per difendersi.
Il porcospino è un animale fedele e fiducioso, la sua fede lo porta ad essere un’animale molto potente, esso può insegnare ad altri animali ad essere aperti, a scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e a liberarsi ed allontanarsi di tanto in tanto dalla rigidità e serietà della vita degli adulti.
Il porcospino ha la capacita di stupirsi come un bambino e di avere sempre fiducia nel piano divino, che secondo il suo punto di vista farà andare tutto per il verso giusto.
la persona con la forza del porcospino è amichevole, dal carattere aperto nei confronti degli altri, esso aiuta il prossimo ad aprire il cuore e divide con esso gioia e amore.

FONTE: Segni e Presagi del mondo animale di Ted Andrews Ed. Mediterranee
I porcospini sono soggetti a una sorta di rinite con sintomi influenzali di solito come conseguenza della mancanza di elementi nutritivi. Chi ha un porcospino totem dovrebbe seguire una dieta ricca di nutrienti e di vitamine.
Se irritate, le persone-porcospino istintivamente colpiscono gli altri in modo acuto e intenso, dicendo o facendo qualcosa che farà male per lunghissimo tempo.
Se il porcospino si mostra, date un'occhiata alla vostra vita. State permettendo che le opinioni di altre persone vi impediscano di esplorare attività che potrebbero altrimenti rivelarsi divertenti e piacevoli? Avete il tempo per divertirvi? Siete forse troppo sensibili agli aculei degli altri? State forse lasciando che punture subite molto tempo fa continuino a farvi soffrire? Talvolta è necessario, benché doloroso, rimuovere i vecchi aculei in modo che non possano infettare e avvelenare l'organismo.
Il porcospino può mostrarvi come resistere agli aculei degli altri. Vi insegnerà a godervi la vita e a mentenere un senso di meraviglia. Vi aiuterà a proteggere il bambino interiore da tutti gli aculei della vita e vi mostrerà la forza insita nella vostra invulnerabilità.



FONTE IMMAGINE: http://www.fortesanjachiddu.it/images/Immagini/istrice-vero2.jpg


FONTE IMMAGINE: http://www.jayceooi.com/2009/03/03/who-want-to-see-cute-little-baby-porcupine/


FONTE
: http://www.linsdomain.com/totems/pages/porcupine.htm

PORCUPINE
Prickly, stickly, do not push Into my life without consent.
Unasked advice has no price. Control is not good intent. Innocence, Wonder The Porcupine has very powerful medicine: that of
faith and trust. You can move mountains with these powers. A Porcupine totem reminds you not to get caught
in the chaos of the world, where fear, greed and suffering are commonplace. Its medicine is relief from the seriousness of life.
Open your heart to those things that gave you joy as a child; remember fantasy and imagination and bring into your life again.
If a Porcupine is your totem you might be overly sensitive to criticism from others
or overly critical of others.
Perhaps you are allowing barbs from long ago to still effect your life now.
Porcupine people often crave and overindulge in salt intake.
Beware of this and watch your intake.
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MessaggioOggetto: Re: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Ven 21 Gen 2011 - 15:31



FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/da0a4889-50f9-4632-9822-d818cbcd413e.jpg





Tila aggiungo anche quello che mi hai fatto notare ^^

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MessaggioOggetto: Re: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Gio 11 Ago 2011 - 14:26

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Porcupine

Porcupine
From Wikipedia, the free encyclopedia


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:PorcupineCabelasSpringfield0511.jpg

Porcupines are rodents with a coat of sharp spines, or quills, that defend or camouflage them from predators. They are indigenous to the Americas, southern Asia, and Africa. Porcupines are the third largest of the rodents, behind the capybara and the beaver. Most porcupines are about 25–36 in (63–91 cm) long, with an 8–10 in (20–25 cm) long tail. Weighing between 12–35 lb (5.4–16 kg), they are rounded, large and slow. Porcupines come in various shades of brown, grey, and the unusual white. Porcupines' spiny protection resembles that of the unrelated erinaceomorph hedgehogs and monotreme echidnas.

The common porcupine is an herbivore. It eats leaves, herbs, twigs and green plants like skunk cabbage and clover and in the winter it may eat bark. The North American porcupine often climbs trees to find food. The African porcupine is not a climber and forages on the ground. [1] It is mostly nocturnal, but will sometimes forage for food in the day. Porcupines have become a pest in Kenya and are eaten as a delicacy.[2]

The name porcupine comes from Middle French porc espin (spined pig).[3] A regional American name for the animal is quill pig.[4]

Species

A porcupine is any of 29 species of rodent belonging to the families Erethizontidae (genera: Coendou, Sphiggurus, Erethizon, Echinoprocta, and Chaetomys) or Hystricidae (genera: Atherurus, Hystrix, and Trichys). Porcupines vary in size considerably: Rothschild's Porcupine of South America weighs less than a kilogram (2.2 lb (1.00 kg)); the Crested porcupine found in Italy, Sicily, North Africa and sub-Saharan Africa can grow to well over 27 kg (60 lb). The two families of porcupines are quite different, and, although both belong to the Hystricognathi branch of the vast order Rodentia, they are not closely related.

The eleven Old World porcupines tend to be fairly big, and have spikes that are grouped in clusters.

The two subfamilies of New World porcupines are mostly smaller (although the North American Porcupine reaches about 85 cm/33 in in length and 18 kg/40 lb), have their quills attached singly rather than grouped in clusters, and are excellent climbers, spending much of their time in trees. The New World porcupines evolved their spines independently (through convergent evolution) and are more closely related to several other families of rodent than they are to the Old World porcupines. Porcupines have a relatively high longevity and had held the record for being the longest-living rodent,[5] which was recently broken by the Naked Mole Rat (Heterocephalus glaber).[6]

Quills

Porcupines' quills, or spines, take on various forms, depending on the species, but all are modified hairs coated with thick plates of keratin, and they are embedded in the skin musculature. Old World porcupines (Hystricidae) have quills embedded in clusters, whereas in New World porcupines (Erethizontidae), single quills are interspersed with bristles, underfur and hair.

Quills are released by contact with them, or they may drop out when the porcupine shakes its body, but cannot be projected at attackers. New quills grow to replace lost ones. From ancient times, it was believed that porcupines could throw their quills at an enemy, but this has long been refuted.[7][8]


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Stekelvarken_Aiguilles_Porc-%C3%A9pic.jpg


Uses

Porcupines are occasionally eaten by humans, although they are not a large or popular source of food. More commonly, their quills and guardhairs are used for traditional decorative clothing. For example, their guardhairs are used in the creation of the Native American "porky roach" headdress.


Habitat

Porcupines occupy a short range of habitats in tropical and temperate parts of Asia, Southern Europe, Africa, and North and South America. Porcupines live in forests, deserts, rocky outcrops, hillsides and grasssides. Some New World porcupines live in trees, but Old World porcupines stay on the rocks. Porcupines can be found on rocky areas up to 3,700 m (12,100 ft) high. Porcupines are generally nocturnal but are occasionally active during daylight.


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Tree_Climbing_Porcupines.jpg

Salt licks

Porcupines in search of salt sometimes enter human habitats, eating plywood cured with sodium nitrate,[9] certain paints, tool handles, doors, tables, houses, footwear, clothes and other items that have been coated in salty sweat. Porcupines are attracted to roads in areas where rock salt is used to melt ice and snow and are known to gnaw on vehicle tires or wiring coated in road salt. Salt licks placed nearby can prevent porcupines from injuring themselves.

Natural sources of salt consumed by porcupines include varieties of salt-rich plants (such as yellow water lily and aquatic liverwort), fresh animal bones, outer tree bark, mud in salt-rich soils, and objects imbued with urine.[10]

Classification

Order Rodentia

Suborder Hystricomorpha
Infraorder Hystricognathi
Family Hystricidae: Old World porcupines
African Brush-tailed Porcupine, Atherurus africanus
Asiatic Brush-tailed Porcupine, Atherurus macrourus
Crested Porcupine, Hystrix cristata
Cape Porcupine, Hystrix africaeaustralis
Indian Porcupine, Hystrix indicus
Malayan Porcupine, Hystrix brachyura
Himalayan Porcupine, Hystrix (brachyura) hodgsoni
Sunda Porcupine, Hystrix javanica
Sumatran Porcupine, Hystrix (Thecurus) sumatrae
Bornean Porcupine, Hystric (Thecurus) crassispinis
Philippine Porcupine, Hystrix (Thecurus) pumilis
Long-tailed Porcupine, Trichys fasciculata
Family Thryonomyidae: cane rats
Family Petromuridae: Dassie Rat
Family Bathyergidae: African mole-rats
Family Hydrochaeridae: capybara
Family Caviidae: cavies
Family Dasyproctidae: agoutis and acouchis
Family Erethizontidae: New World porcupines
Brazilian Porcupine, Coendou prehensilis
Bicolor-spined Porcupine, Coendou bicolor
Andean Porcupine, Coendou quichua
Black Dwarf (Koopman's) Porcupine, Coendou nycthemera (koopmani)
Rothschild's Porcupine, Coendou rothschildi
Santa Marta Porcupine, Coendou sanctemartae
Mexican Tree Porcupine, Sphiggurus mexicanus
South American Tree Porcupine, Sphiggurus spinosus
Bahia Hairy Dwarf Porcupine, Sphiggurus insidiosus
Brown Hairy Dwarf Porcupine, Sphiggurus vestitus
Orange-spined Hairy Dwarf Porcupine, Sphiggurus villosus
Streaked Dwarf Porcupine, Sphiggurus ichillus
Black-tailed Hairy Dwarf Porcupine, Sphiggurus melanurus
Roosmalen's Dwarf Porcupine, Sphiggurus roosmalenorum
Frosted Hairy Dwarf Porcupine, Sphiggurus pruinosus
North American Porcupine, Erethizon dorsatum
Stump-tailed Porcupine, Echinoprocta rufescens
Bristle-spined Porcupine, Chaetomys subspinosus (sometimes considered an echymid)
Family Chinchillidae: chinchillas and allies
Family Ctenomyidae: tuco-tucos
Family Myocastoridae: Coypu
Family Octodontidae: octodonts
Family Ctenodactylidae: gundis


Notes

^ http://animals.nationalgeographic.com/animals/mammals/porcupine/
^ "Porcupines raise thorny questions in Kenya". BBC News. August 19, 2005. Retrieved September 21, 2009.
^ Merriam-Webster Online Dictionary, s.v. "porcupine" . Retrieved July 20, 2010.
^ Oxford English Dictionary, s.v. "quill" . Retrieved July 20, 2010.
^ Parker, SB (1990) Grzimek's Encyclopedia of Mammals, vol. 4, McGraw-Hill, New York.[page needed]
^ Buffenstein, Rochelle; Jarvis, Jennifer U. M. (May 2002). "The naked mole rat--a new record for the oldest living rodent". Science of aging knowledge environment 2002 (21): pe7. doi:10.1126/sageke.2002.21.pe7. PMID 14602989.
^ Encyclopaedia Britannica, 1823 Edition. Page 501. Google Book Search
^ Goodwin, Thomas Shepard. Natural History, a Manual of Zoology. New York, 1865. Page 78. Google Book Search
^ Morrisson, Philip; Morrisson, Phyllis (March 2001). "Wonders: The Needy Porcupine". Scientific American. Retrieved 29 June 2007.
^ Olson, Rich; Andrea M. Lewis (May 1999) (PDF). Porcupine Ecology and Damage Management Techniques for Rural Homeowners. University of Wyoming, Cooperative Extension Service. p. 4. Retrieved 29 June 2007.



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hystrix_cristata.jpg


Vi consiglio di visionare, alla fonte originale, questo articolo di wikipedia di cui io riporto soltanto uno stralcio.

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Hedgehog%27s_dilemma

Hedgehog's dilemma
From Wikipedia, the free encyclopedia

The hedgehog's dilemma, or sometimes the porcupine dilemma, is an analogy about the challenges of human intimacy. It describes a situation in which a group of hedgehogs all seek to become close to one another in order to share heat during cold weather. They must remain apart, however, as they cannot avoid hurting one another with their sharp quills. Though they all share the intention of a close reciprocal relationship, this may not occur for reasons they cannot avoid.

Both Arthur Schopenhauer and Sigmund Freud have used this situation to describe what they feel is the state of individual in relation to others. The hedgehog's dilemma suggests that despite goodwill, human intimacy cannot occur without substantial mutual harm, and what results is cautious behavior and weak relationships. With the hedgehog's dilemma, one is recommended to use moderation in affairs with others both because of self-interest, as well as out of consideration for others. The hedgehog's dilemma is used to justify or explain introversion and isolationism.


Cultural references

In Qian Zhongshu's novel Fortress Besieged, a character explicitly deliberates about the dilemma.

The hedgehog's dilemma is a strong motif in Neon Genesis Evangelion and lends its name to the episode "Hedgehog's Dilemma."

Hedgehog's Dilemma is the title of a song and EP by Jani Galbov (Maxis).[5]

"Hedgehog's Dilemma" is the title of a two-part song spanning the second and third tracks of The Postman Syndrome's release "Terraforming."[6]

"Porcupine's Dilemma" is the title of a poem by Stephen Wack which examines the attempt at integration of retaining distance while being involved with love and relationships.[7]

In the movie The Thomas Crown Affair, Crown compares his relationship with Banning to "porcupines mating" in a session with his psychiatrist.[8]

"The Hedgehog's Song" is a song by The Incredible String Band, on their album "5000 Spirits or the Layers of the Onion"

"Robotman" is a song by the pillows on their album "Thank You, My Twilight", which contains a reference with the lyrics "hedgehog's dilemma" in English.

"The Hedgehog Song" occurs frequently in Terry Pratchett's discworld novels.[9]
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MessaggioOggetto: Re: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Gio 18 Ago 2011 - 8:45

Admin mancava la scheda del riccio!! Shocked

Inserisco stralci dei documenti di wikipedia sulle caratteristiche del riccio, consiglio la visione anche alle fonti originali per approfondimenti.

Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Erinaceinae

Erinaceinae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli Erinaceini (Erinaceinae (Fischer, 1817), comunemente noti come ricci, sono una sottofamiglia della famiglia degli Erinaceidi.

Caratteristiche

Tutti i ricci sono dotati di aculei, che sono peli modificati e resi rigidi dalla presenza di cheratina. In un adulto la loro lunghezza è circa 2-3 cm e il numero medio intorno a 5000. La tipica strategia di difesa dei ricci consiste nell’appallottolarsi spingendo gli aculei verso l’esterno. Tale protezione è utile anche in caso di caduta. Gli aculei, infatti, sono utilizzati dall'animale per attutire il colpo. Nonostante questo bisogna fare attenzione a non danneggiarli, sono infatti molto delicati soprattutto negli esemplari giovani.

Letargo

Il letargo inizia in autunno per terminare in primavera, orientativamente fra ottobre e aprile. In questa fase il riccio trova riparo tra le foglie secche o in una tana ben riparata dalle intemperie dell'inverno. Durante il letargo l'animale sopravvive grazie alle riserve di grasso accumulate nella bella stagione. Non è insolito, però, che in una tiepida giornata d'inverno si possa incontrare un riccio in cerca di cibo prima di ritornare nel sonno stagionale, in questo caso sarebbe opportuno accertarsi che l'animale sia in buona salute e abbia un peso di circa 800 grammi.

Distribuzione ed ecologia

Il riccio è un animale onnivoro. Le varie specie sono diffuse in Europa, Asia e Africa. La sua dieta include insetti, lumache, rane, uova di uccelli e vari vegetali. Ama la frutta, i vermi e tutti gli animaletti che popolano il sottobosco. Può arrivare a mangiare uccelli di piccola taglia, topi e serpenti. Nell'alimentazione di ricci domestici è consigliabile alternare verdura, frutta e carne cotta. Devono essere evitati insaccati, latte e derivati, alimenti di cui va molto ghiotto ma sconsigliati per il suo metabolismo.

Rapporto con l'uomo

I ricci sono animali in grado di affezionarsi alle persone e in alcuni casi arrivano a riconoscere negli uomini i propri genitori, tuttavia non si può tenere in cattività un riccio selvatico. Qualora si trovasse un riccio nel proprio giardino è consigliabile rivolgersi ad un centro idoneo al suo soccorso, soprattutto se capita a ridosso dei mesi più freddi. Il riccio, infatti, può superare il letargo solo raggiunti gli 800 grammi di peso. È difficile, infatti, che un giovane riccio di 350-400 grammi riesca a superare il periodo di letargo. Il rischio concreto è che muoia di inedia. I ricci domestici amano giocare con scatole, ruote e palline. il riccio e anche un personaggio di cartoni e videogame Sonic il riccio


Attribuzione: I, Jörg Hempel
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Erinaceus_europaeus_LC0119.jpg


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Erinaceus_europaeus

Erinaceus europaeus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il riccio comune (Erinaceus europaeus Linnaeus, 1758) è un mammifero della famiglia Erinaceidae.
Viene chiamato colloquialmente porcospino, ma l'uso è improprio poiché quest'ultimo termine designa più correttamente l'istrice (Hystrix cristata).[3]

Il riccio presenta caratteristiche morfologiche arcaiche (come la formula dentaria e la conformazione del cervello) che lo accomuna ai primi mammiferi comparsi sulla Terra al termine del Cretaceo, rispetto ai quali non si è differenziato di molto: nel corso di milioni di anni ha solamente evoluto il rivestimento di aculei che tanto lo caratterizza agli occhi dell'uomo.


Distribuzione e habitat

Con numerose sottospecie (Erinaceus europaeus amurensis, Erinaceus europaeus centralrossicus, Erinaceus europaeus concolor, Erinaceus europaeus consolei, Erinaceus europaeus dealbatus, Erinaceus europaeus europaeus, Erinaceus europaeus hispanicus, Erinaceus europaeus italicus, Erinaceus europaeus koreensis, Erinaceus europaeus occidentalis), la specie è diffusa in gran parte dell'Europa, a nord fino alle zone costiere della Penisola scandinava e ad est fino alla Siberia: è stato inoltre introdotto in Gran Bretagna ed Irlanda, dove in alcuni casi risulta nocivo. Durante il XIX secolo è stato inoltre introdotto accidentalmente (esemplari letargici in balle di fieno) in Nuova Zelanda.
In Italia la specie è diffusa con tre sottospecie (oltre alla sottospecie nominale, anche consolei ed italicus) in gran parte del territorio nazionale, comprese Sicilia e Sardegna (le cui popolazioni, così come quelle iberiche, risultano geneticamente ben differenziate da quelle continentali[4]), nel Triveneto la specie vive in simpatria con l'affine (e fino a poco tempo fa considerata sottospecie anch'essa di E. europaeus) Erinaceus concolor.


Dimensioni

Misura fino a 25 cm di lunghezza, per un peso che solo eccezionalmente supera il chilogrammo (anche se in vista dell'inverno il peso può raddoppiare): la coda è ridotta ad un moncherino di un paio di centimetri di lunghezza.



Attribuzione: Gibe
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Igel.JPG


Aspetto

Il riccio presenta cranio allungato e con un piccolo cervello, la maggior parte del quale è addetta alla decodificazione dei segnali di natura olfattiva: il principale senso del riccio è infatti l'olfatto. Il tartufo è grosso, nero ed assai mobile: i canali olfattivi sono costantemente umettati da una mucosa. Anche il senso del tatto è ben sviluppato; meno importante per loro è la vista, in ogni caso i ricci sono in grado di vedere fino a 30 m di distanza di giorno e fino a 12 m di notte. Nonostante le piccole orecchie seminascoste dal pelo, i ricci sono infine in grado di udire frequenze comprese fra i 250 ed i 60.000 Hz, quindi ben dentro gli ultrasuoni: ciò aiuta l'animale nella ricerca del cibo.
I ricci presentano forti ossa mascellari ed una chiostra dentaria di 36 denti: i due lunghi denti frontali, che possono a prima vista sembrare canini, sono in realtà incisivi modificati.

Il corpo è tozzo ed a forma di pera: infatti al muso assai lungo ed appuntito si contrappongono il collo assai corto ed il quarto posteriore arrotondato. Le zampe sono corte e tozze, ma i piedi hanno forma allungata e presentano tutti 5 dita con unghie appuntite: le impronte lasciate dalle zampe posteriori son assai diverse da quelle lasciate dalle zampe anteriori, al punto che possono essere scambiate dai neofiti per tracce di animali di specie differenti.

Le aree di pelle nuda (cerchi perioculari, orecchie, zampe e naso) sono di colore nero: il pelo è ispido e di un colore che va dal grigiastro al beige: nell'area che comprende la fronte, i fianchi ed il dorso, il pelo cede il posto ad aculei (che poi altro non sono che peli modificati) lunghi circa 2 cm e di colore nero striato trasversalmente di biancastro. Gli aculei sono appuntiti e cavi, presentano carenature laterali e ciascuno di essi è munito di un muscolo innervato che ne permette l'erezione quando l'animale è eccitato od in stato d'allerta: ciascun esemplare possiede fino a 6000 aculei[5].
Oltre a proteggere l'animale da aggressori in carne ed ossa, gli aculei prevengono anche seri danni dovuti ad urti o cadute: ciascun aculeo, infatti, nei pressi del follicolo pilifero presenta un restringimento che lo rende flessibile, in modo tale da assorbire urti anche di una certa entità.

Nei ricci è presente una mutazione recessiva che porta alla nascita di esemplari dal pelo uniformemente color crema, anche se con occhi di colore nero (dunque non si tratta di albini): tale mutazione è particolarmente frequente sull'isola di Alderney. Pare che i ricci con questa mutazione (cosiddetti "biondi", mentre su Alderney essi vengono denominati spike girls, "ragazze coi piercing") non vengano attaccati dalle pulci.


Biologia

Il riccio è un animale esclusivamente notturno: si pensa che le abitudini notturne non siano tanto una necessità dettata da esigenze di difesa, in quanto la cortina di aculei di cui dispongono li rende praticamente invulnerabili ai predatori, quanto piuttosto di un adattamento allo stile di vita delle proprie prede, che sono molto più abbondanti durante la notte. Nonostante appaia un animale goffo e generalmente si muova lentamente, il riccio è in grado di correre velocemente e si dimostra anche un ottimo nuotatore.
Durante il giorno riposa nascosto nella sua tana, costituita solitamente da una cavità del suolo posta nel sottobosco, fra i tronchi e le foglie cadute. Durante la notte esce alla ricerca di cibo, percorrendo tragitti sempre uguali: non teme di attraversare spazi aperti in quanto è ben protetto dalla corazza di aculei. Generalmente i maschi definiscono dei propri territori di circa 3 km, anche se si muovono in territori di caccia che possono estendersi fino a 30 ettari. Le femmine, che si spostano più lentamente, hanno campi d'azione massimi di una decina d'ettari di superficie. Generalmente, gli esemplari che vivono in ambienti aperti si muovono di più rispetto a quelli che si stabiliscono in aree boschive o riparate.

Quando un riccio incontra un possibile pericolo, normalmente reagisce immobilizzandosi e drizzando gli aculei sul dorso, poi, se l'intruso lo tocca, appallottolandosi su sé stesso. In questo procedimento, il riccio è aiutato da una fascia muscolare sulla schiena, che contraendosi va a stringere in un sacco cutaneo tutto il corpo e gli arti. L'aggressore si trova così dinnanzi un'impenetrabile cortina di spine: questa tattica tuttavia risulta inefficace con le volpi, che urinando sull'animale appallottolato lo costringono ad uscire dalla corazza, per poi finirlo mordendolo sul delicato muso, e con le automobili, di fronte alle quali l'animale si appallottola, venendo inevitabilmente travolto ed ucciso. Sono infatti fra i due ed i tre milioni i ricci che ogni anno perdono la vita in questo modo mentre attraversano le strade, tanto che nel Regno Unito le popolazioni di riccio vengono monitorate contando il numero di cadaveri ritrovati morti su alcune delle strade più frequentate sia dagli autisti che da questi animali.

Il riccio ha abitudini solitarie e scontrose: tende generalmente ad evitare i contatti coi conspecifici, dei quali avverte la presenza con l'udito o l'olfatto, mentre nel percepire l'avvicinarsi di un estraneo va subito in allerta. Tuttavia, in caso di contatto i ricci non disdegnano lo scontro diretto, che viene risolto in base alle dimensioni ed all'età degli esemplari.

Durante i mesi invernali (fra ottobre ed aprile), il riccio è solito cadere in letargo: tale operazione risulta però piuttosto rischiosa per l'animale, in quanto nel caso in cui esso non abbia accumulato una quantità di grasso corporeo sufficiente nel corso della bella stagione potrebbe morire per inedia. Ciò succede soprattutto agli esemplari giovani. In casi di freddo estremo, l'animale (la cui temperatura corporea scende dai 35 °C soliti ai 10 °C, mentre i battiti cardiaci calano da 190 a 20 al minuto) può anche uscire dal letargo per andare alla ricerca di cibo. Per il letargo, il riccio ammucchia una buona quantità di muschio e foglie secche che fungeranno da giaciglio.


Rapporti con l'uomo

Nell'antica Roma, il riccio veniva allevato per la sua carne: inoltre, il pelo aculeato del dorso veniva utilizzato per cardare la lana e come componente dei frustini per spronare i cavalli e per svezzare i vitelli. Col tempo, la fitta copertura di aculei ha fatto sì che il riccio venisse accostato ai capelli, infatti le ceneri di questi animali, mischiate alla resina ed applicate sulla testa, erano ritenute un rimedio sicuro contro la calvizie.

Attualmente, in quanto di proprietà del demanio statale, il riccio è una specie protetta dalle leggi italiane, pertanto non si può né cacciare, né detenere in cattività. Tuttavia il riccio è facile da tenere in cattività e può essere riprodotto con successo senza eccessivi sforzi.

In cattività i ricci, che vengono alimentati con preparati per cani e gatti (sia sotto forma di croccantini che di cibi in gelatina), dimostrandosi inoltre grandi amanti del pesce cotto, possono arrivare a pesare anche 2500 g, il che non è però un sintomo di buona salute.

Molte persone introducono deliberatamente questo animale all'interno dei loro orti e dei giardini proprio per la sua utilità nell'uccidere animali considerati dannosi, come le cavallette ed i topi. Spesso, come ringraziamento per i servigi da loro svolti, il proprietario lascia una bacinella di latte e pane per far alimentare il riccio: il latte vaccino è tuttavia letale per gli individui adulti, che ne sono però golosi, mentre il pane non viene ben digerito e può causare occlusioni intestinali.

Durante lo svezzamento dei giovani esemplari (anch'essi intolleranti al latte vaccino) può essere usato del latte artificiale specifico per cuccioli di cane, addizionato magari con del decotto di semi di finocchio: è necessario tuttavia dosare bene le varie componenti per non provocare la morte dell'animale, che se lasciato libero di farlo, si ingozza di cibo fino a morirne.

Molto spesso, purtroppo, è possibile osservarne individui morti, uccisi dal traffico veicolare durante la ricerca di cibo o di acqua, che li espone, durante le ore notturne, ai pericoli della strada.

Durante il letargo, il riccio dimentica le eventuali esperienze fatte con l'uomo, rendendo così più facile il suo reinserimento in natura all'arrivo della primavera.



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Erinaceus-europaeus_3.jpg?uselang=it



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Hedgehog

Hedgehog
From Wikipedia, the free encyclopedia

A hedgehog is any of the spiny mammals of the subfamily Erinaceinae and the order Erinaceomorpha. There are 17 species of hedgehog in five genera, found through parts of Europe, Asia, Africa, and New Zealand (by introduction). There are no hedgehogs native to Australia, and no living species native to the Americas (although fossils of at least four extinct species were discovered in South America). Hedgehogs share distant ancestry with shrews (order Soricidae), with gymnures possibly being the intermediate link, and have changed little over the last 15 million years.[2] Like many of the first mammals they have adapted to a nocturnal, insectivorous way of life.

The name 'hedgehog' came into use around the year 1450, derived from the Middle English 'heyghoge', from 'heyg', 'hegge' = hedge, because it frequents hedgerows, and 'hoge', 'hogge' = hog, from its piglike snout.[3] Other names include 'urchin', 'hedgepig' and 'furze-pig' .


Physical description

Hedgehogs are easily recognized by their spines, which are hollow hairs made stiff with keratin. Their spines are not poisonous or barbed and, unlike the quills of a porcupine, cannot easily be removed from the hedgehog. However, spines normally come out when a hedgehog sheds baby spines and replaces them with adult spines. This is called "quilling." When under extreme stress or during sickness, a hedgehog can also lose spines.

A defense that all species of hedgehogs possess is the ability to roll into a tight ball, causing all of the spines to point outwards. However, its effectiveness depends on the number of spines, and since some of the desert hedgehogs evolved to carry less weight, they are much more likely to try to run away and sometimes even attack the intruder, trying to ram into the intruder with its spines, and rolling as a last resort. This results in a different number of predators for different species: while forest hedgehogs have relatively few, primarily birds (especially owls) and ferrets, smaller species like the Long-eared Hedgehog are preyed on by foxes, wolves and mongooses.

Hedgehogs are primarily nocturnal, although, depending on the species, they may be more or less active during the day. The hedgehog sleeps for a large portion of the daytime either under cover of bush, grass, rock or in a hole in the ground. Again, different species can have slightly different habits, but in general hedgehogs dig dens for shelter. All wild hedgehogs can hibernate, although not all do; hibernation depends on temperature, species, and abundance of food.

The hedgehog's back is made up of two large muscles, which control the positioning of its quills. There are about 5,000 to 6,500 quills on the average hedgehog, and these are durable on the outside, while being filled with air pockets on the inside. The hedgehog uses its quills to protect itself from predators, using muscles which draw their quilled skin to cover their full body, and pulling in the parts of their bodies not covered, such as their head, feet, and belly.[4] This form of defense is the hedgehog's most successful, but is usually their last resort.

Hedgehogs have many alternate defense mechanisms. In most situations a hedgehog will flee rather than confront a threat, rolled up in a ball or not. All hedgehogs possess the stamina to run, many can make 4.5 miles per hour or better,[5] and are particularly adept at climbing steep walls, trees, and fences and even swimming.[5]

Hedgehogs are fairly vocal and communicate through a combination of grunts, snuffles and/or squeals, depending on species.

Hedgehogs occasionally perform a ritual called anointing. When the animal encounters a new scent, it will lick and bite the source, then form a scented froth in its mouth and paste it on its spines with its tongue. The specific purpose of this ritual is unknown, but some experts believe anointing camouflages the hedgehog with the new scent of the area and provides a possible poison or source of infection to predators poked by their spines. Anointing is sometimes also called anting because of a similar behavior in birds.

Similar to opossums, mice, and moles, hedgehogs have some natural immunity against snake venom due to the protein erinacin in the animal's muscular system (although it is only available in small percentage and a rattlesnake bite, for example, will kill the hedgehog anyway).[6]

In captivity, hedgehogs tend to get along with dogs, cats and other pets. On the rare occasions when they do feel threatened by these animals, the hedgehog will roll into a ball until the threatening animal disappears. Still, care should be taken to protect hedgehogs from particularly large, aggressive, or mischievous pets.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Keqs_young_european_hedgehog1.jpg


Domesticated hedgehogs

The most common pet species of hedgehog are hybrids of the White-bellied Hedgehog or Four-toed Hedgehog (Atelerix albiventris) and the North African Hedgehog (A. algirus). It is smaller than the European Hedgehog, and thus is sometimes called the African Pygmy Hedgehog. Other species kept as pets are the Long-eared Hedgehog (Hemiechinus auritus) and the Indian Long-eared Hedgehog (H. collaris).

Domesticated species prefer a warm climate (above 72 °F/22 °C but below 85 °F/29.5 °C) and do not naturally hibernate. They have an insectivorous diet. Commonly, this is replaced with cat food and ferret food and is supplemented by insects and other small animals. Today, many pet stores sell hedgehog mixes that are specifically formulated for hedgehogs. Crickets, mealworms, and pinkies (baby mice) are also favored treats. It is illegal to own a hedgehog as a pet in some U.S. states and some Canadian municipalities, and breeding licenses are required. No such restrictions exist in most European countries with the exception of Scandinavia. However, in the UK wild hedgehogs are considered endangered and it is illegal to keep one as a pet.[11]

The purchase of Domesticated Hedgehogs has seen a considerable increase in the last few years, owing to their apparently innocent and playful looks. Hedgehogs are considered a low-maintenance pet. Their curiosity and need for stimuli make for quick adjustment to their owners, and their eating and waste habits make for a relatively clean housing environment for the pet. Overall they exhibit very few vulnerabilities to species-specific disease (although several do exist) and are easy to care for.


Human influence

As with most small mammals living around humans, cars pose a great threat to hedgehogs. Many are run over as they attempt to cross roadways. Another common human-related fatality is pesticides.[citation needed] Hedgehogs that eat insects filled with pesticides will often develop digestive problems and eventually die.[citation needed]

In 2006, McDonald's changed the design of their McFlurry containers to be more hedgehog-friendly.[15] Previously, hedgehogs would get their heads stuck in the container as they tried to lick the remaining food from inside the cup. Then, being unable to get out, they would starve to death. Domesticated hedgehogs display this behavior by getting their head stuck in tubes (commonly, lavatory paper tubes) and walking around with the tube on their head. Hedgehog owners often refer to this as "tubing" and promote the behavior by supplying clean tubes. Most owners are considerate enough, however, to cut the tubes lengthwise so as to prevent the hedgehog from remaining trapped against their will. Curiously though, some will still knowingly get themselves stuck for a few hours.[16]


Culinary and medicinal use

Hedgehogs are a food source in many cultures. Hedgehogs were eaten in Ancient Egypt, and some recipes of the Late Middle Ages call for hedgehog meat.[17] In the Middle East and especially among Bedouins, hedgehog meat is considered medicinal, and thought to cure rheumatism and arthritis.[18] Romani people supposedly still eat it, and also use the blood and the fat for its supposed medicinal value. One method for killing the animal suggests holding it up by one of its hind legs and cutting off the tip of its nose when it unrolls, which kills it and drains the blood at the same time. The animal is then cleaned and boiled or roasted.[19]

During the 1980s, "hedgehog-flavour" crisps were introduced in Britain, although the product did not in fact contain any hedgehog.[20]



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Yezhik.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Ven 19 Ago 2011 - 4:48

Nei seguenti documenti potremmo vedere la simbologia del riccio, scopriremo ad esempio che chi ha questo animale come totem sa prendersi cura di sé con grazia e stile, il riccio è legato all'elementale terra, insegna come proteggere il nostro sé interiore, ci mostra come essere gentili, è simbolo di feritilità e di intuizione, aiuta ad ampliare le nostre visioni e sogni profetici...

Buona lettura!

FONTE: http://www.whats-your-sign.com/animal-symbolism-hedgehog.html

Hedgehog Meanings and Thoughts on Animal Symbolism Related to the Hedgehog

It's true, big things really do come in small packages and the animal symbolism of the hedgehog proves it.

Those with the hedgehog as their animal totem know how to take care of themselves and do so with grace and style. We make this association by observing the hedgehog when it is threatened. It packs itself tightly in a neat little ball, exposing some lethal looking quills. Any predator who takes a bite of this prickly morsel will spit it right back out.

Same goes with those who honor the hedgehog as their totem - these people always land on their feet and go through challenges with the same calm, cool practicality as the hedgehog does.

This little creature packs a powerful symbolic punch with animal symbolism including:

Energy
Vitality
Fertility
Intuition
Protection
Perception
Intelligence
Resourcefulness

The hedgehog is also symbolic of fertility and being connected to the earth. It's belly is close to the Mother (earth, that is) and this close proximity is symbolic of its connection to earth and all that is fertile. The hedgehog's tendency to curl up in the fetal position is also a message of centering, and connecting with the source.

Further, central Asia and parts of Iran associated agricultural abundance, fertility and the gift of fire to the hedgehog. In these cultures it is considered a solar power animal, and is strongly connected to the energy and vitality of the sun. This may be further understood when we think of the hedgehog's splayed spikes look much like the spanning rays of the sun.

Being a nocturnal creature, the symbolism of the hedgehog deals with intuition, psychic ability, prophetic dreams and visions. This is because the night deals with concepts that are cloaked in shadow - a realm that is not altogether clear. That the hedgehog's active time is at night is symbolic of "second sight."

Another testimony to its spiritual power is the hedgehog's natural resistence to snake venom. This is carries extreme importance with many Native American Indian tribes and is seen as a symbol of victory over evil. This attribute is also a portent of resurrection, life after death, or defeating death completely.

The Greeks and the Romans attributed intelligence to the symbolism of the hedgehog as the witnessed the creature knocking off grapes from vines and rolling on to them - essentially "toothpicking" or spearheading the grapes on their backs and carrying them away to dine on at a later date.



FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/hedgehog.htm

HEDGEHOG

Defense, Female Elder, Weather

The Hedgehog teaches how to be on the defense and how to protect yourself.
It shows how to protect the soft inside – your inner self.
Hedgehog shows how to be gentle, yet protective at the same time.
How to build defenses and protective barriers that discourage negative people.

It also is the symbol of the Wisdom of the Female Elder, with close ties to Mother Earth. People with a Hedgehog totem often understand weather patterns –
they know when it will rain.

All images are public domain.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.
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MessaggioOggetto: Re: Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia   Oggi a 2:54

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Porcospino e riccio: rinnovato senso di meraviglia
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