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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
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Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
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Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
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 Sulla biopolitica, ovvero perché alcune affermazioni di neo sciamani sulle loro tradizioni passate non possono essere che panzanate.

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MessaggioOggetto: Sulla biopolitica, ovvero perché alcune affermazioni di neo sciamani sulle loro tradizioni passate non possono essere che panzanate.   Lun 14 Giu 2010 - 20:35

Sulla biopolitica, ovvero perché alcune affermazioni di neo sciamani sulle loro tradizioni passate non possono essere che panzanate.



Qualche mese fa ho avuto il “piacere” di parlare e confrontarmi brevemente con una ragazza che anche lei ha letto e apprezzato i testi di CC.

Dico brevemente perché dopo alcune riflessioni sono risultato troppo scomodo per poter continuare ad essere considerato come co-soggetto di discussione.

Questa ragazza oltre ad avere una passione esagerata per Silvio Manuel….figura letteraria che nemmeno ha conosciuto direttamente .-) e solo perché tra tutti i personaggi del pantheon mitico di CC sembrava quello più tenebroso e cattivo, insomma quello che da solo incuteva timore e rispetto, sosteneva la totale fondatezza dei metodi toltechi sulla base del fatto che “noi siamo tutti uguali” e ci comportiamo tutti allo stesso modo, indi per cui una tecnica come al ricapitolazione vale per tutti, in ogni tempo e in ogni luogo.

La signorina, invece di passare il tempo a farsi strafigacciona (tanto di cappello c’è riuscita!) poteva almeno fare lo sforzo di pensare alla possibilità di cercare altre fonti e mettere un minimo in discussione i suoi stessi presupposti.

Che di certo, se confutati, non le tolgono una misura di reggiseno.

Affermare che siamo tutti uguali in sentimenti e sviluppo del sé….è una affermazione moderna, che fa parte di un modo di percepire l’individuo all’interno della società proprio delle scienze sociali, che di certo non si sono sviluppate in seno alla società tolteca di millemila anni fa, tantomeno ad esempio la Grecia antica o la Roma imperiale.

È pur vero che non siamo i primi ad aver affermato che qualcosa nel nostro comportamento di esseri umani ci accomuna, ma per evitare di fare la figura di peracottai new age, sarebbe anche opportuno definire cosa è questa cosa…in comune.

Se in comune mettiamo i nostri disordini interiori, allora temo dovremo avere almeno lo spirito critico di ammetere che l’interiorità degli individui, almeno per ora, non è misurabile, ma solo deducibile indirettamente.

Se in comune mettiamo comportamenti sociali, se ne converrà che ogni società è diversa l’una dall’altra, e di conseguenza, come si potrebbe pensare seriamente e senza alcun dubbio che una certa tecnica che ha a che fare con la interiorità possa andare bene in ogni tempo e in ogni luogo?

Fa comodo a chi fa pagare fior fior di quattrini pensare in modo assolutamente certo ( o affermarlo) il contrario, fa comodo a chi ci perde qualcosa (di personale forse J ) nel mettere in discussione il proprio credo. Fa comodo a chiunque voglia vederele cose in un certo modo perché altre maniere di pensare e di concepire non le conosce.

Io non so vederel’energia come si afferma in CC, ma so usare la testina di vitellozzo che mi ritrovo. E posso dire che affermare le cose nel modo sopracitato fa acqua anche per una mente che ha un minimo diu strumenti intellettuali per interpretare l’inventario del mondo.

Con buona pace di chi mi verrà a dire che il chackra del cuore io nemmeno so cosa sia …. cosa vera per altro :-D

Ri-assumendo: 1) non possiamo essere sicuri che le tecniche definite come antichissime da CC siano originali. Hanno passato le generazioni, oralmente ed esotericamente (stando a quanto detto da lui). 2) riguardano moti interiori della coscienza e capacità di attenzione degli individui sulla realtà percepita. Da un punto di vista interpretativo dunque, tale definizione e direttamente collegata alla realtà sociale in cui può esistere. LA parola amore filiale assume realtà differenti a seconda delle società analizzate. 3) non conosco bene gli studi che cercano di ricostruire la società tolteca di diecimila anni fa (!) ma posso dire che sarà difficile trovarne, e questo vuole anche dire la dimensione del mito resta a fondmaneto di queste tecniche. Volendo essere ancora piu dubbiosi, la mitizzazione degli elementi fondanti di un certo tipo di tecniche ed elementi spirituali sembra essere un must, sia per le religioni tradizionali che per i culti e cultarelli new age di questi anni.

Ciò non toglie, tuttavia, che se chi mi ha venduto un’auto è uno dai costumi dissoluti io debba buttare via l’auto che magari funziona bene e mi scarrozza dove ho bisogno di andare.



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