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 Unicorno – Liocorno

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MessaggioOggetto: Unicorno – Liocorno   Ven 2 Lug 2010 - 7:23

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Unicorno



Unicorno
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'unicorno o liocorno è un animale immaginario dal corpo di cavallo con un singolo corno in mezzo alla fronte. Il nome deriva dal latino unicornis a sua volta dal prefisso uni- e dal sostantivo cornu, "un solo corno".
Indice

* 1 Descrizione, significato e fonti storiche del mito
* 2 Araldica
o 2.1 Galleria
* 3 Simbolismo
* 4 Possibili spiegazioni
o 4.1 Supposte prove fossili
o 4.2 Elasmoterio o rinoceronte
o 4.3 Capra con un corno solo
o 4.4 Orice araba
o 4.5 Narvalo
o 4.6 Antilope alcina
o 4.7 Capriolo con un solo corno
* 5 L'Unicorno nella letteratura
* 6 Voci correlate
* 7 Note
* 8 Altri progetti
* 9 Collegamenti esterni

Descrizione, significato e fonti storiche del mito

Il liocorno è tipicamente raffigurato come un cavallo bianco dotato di attributi magici, con un unico lungo corno avvolto a torciglione sulla fronte. Molte descrizioni attribuiscono all'unicorno anche una barbetta caprina, una coda da leone, zoccoli divisi ed ali piumate di uccello.

Una primissima rappresentazione può riconoscersi in un animale rappresentato nelle Grotte di Lascaux (Francia, Paleolitico superiore), dotato di un corno lunghissimo sulla testa e pelame sotto il muso e disegnato insieme ad altri animali.

Simbolo di saggezza, nell'immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza. Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l'animale sarebbe morto.

Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto alicorno, e gli veniva attribuita la capacità di neutralizzare i veleni. Questa virtù venne desunta dai resoconti di Ctesia sull'unicorno in India, dove sarebbe stato usato dai governanti del luogo per fabbricare coppe in grado di rendere innocui i veleni.

La pratica dell'uso antivenefico dei corni di unicorno (in realtà probabilmente rari denti di narvalo, corna di orice o falsi costruiti unendo e intagliando ossa di animali diversi) avrà una certa diffusione nell'Europa Medioevale. Nell'inventario del tesoro papale di Papa Bonifacio VIII del 1295, veniva riportata menzione, per la prima volta nella documentazione papale (anche se l'uso era già diffuso da tempo presso le corti dei sovrani europei), di quattro corne di unicorni, lunghe e contorte (...) [utilizzati per] fare l'assaggio di tutto ciò che era presentato al papa[1].

Con l'affermarsi della moderna scienza naturalistica, l'unicorno cominciò a uscire dai Bestiari per entrare nei prime opere di sistematica naturalistica (che conterranno comunque, almeno fino alla metà del XIX secolo, accanto ad animali reali, anche animali fantastici, parzialmente o del tutto mitizzati); tuttavia, nel corso del secolo, l'impossibilità di trovare un esemplare indirizzerà la scienza naturalistica ad escludere definitivamente l'unicorno dalla lista degli animali esistenti.

Persino nel palio delle contrade di Siena, palio di origini medievali e che si corre, come ognun sa, ancor oggi, seppur in un contesto diverso, vi è, tra le 17 contrade, quella del Leocorno (unicorno), rappresentata da un cavallo col corno in testa.
Araldica [modifica]

L'unicorno o liocorno è anche una figura immaginaria raffigurata secondo la tradizione, ma con gli zoccoli biforcati dei cervidi e del bue (come nell'illustrazione sopra), la coda del leone ed una barba di capra sotto la gola. Frequente soprattutto tra gli ornamenti esteriori dello scudo.

Il liocorno simboleggia forza e generosa vittoria.

L'unicorno è uno degli emblemi della Scozia e, in quanto tale, compare come supporto negli stemmi del Regno Unito e della Nuova Scozia in Canada.

Simbolismo [modifica]

Nella simbolica medioevale l'unicorno era descritto come animale piccolo (a rappresentare l'umiltà) ma invincibile. Simile nell'aspetto ad un cavallo bianco, simbolo di nobiltà e purezza, era provvisto di un solo lungo corno in mezzo alla fronte a simboleggiare la penetrazione del divino nella creatura. Unendo la potenza della spada divina alla purezza di un manto immacolato, l'unicorno (o liocorno) rappresenta la Vergine fecondata dallo Spirito Santo. Nel simbolismo cristiano l'animale mitico simboleggia quindi l'Incarnazione del Verbo di Dio che prepara la strada all'avvento del Vero Re.

Nella letteratura cortese aveva risonanze più propriamente erotiche: il liocorno cacciatore invincibile poteva essere ammansito solo dall'amore per la fanciulla.
Possibili spiegazioni [modifica]

La ricerca di un animale reale come base per il mito dell'unicorno, accettando la concezione degli scrittori antichi che esisteva davvero ai confini delle terre conosciute, ha aggiunto un'ulteriore aura di mitologia all'unicorno. In epoca recente si è cercato un animale che avesse almeno alcune caratteristiche della creatura leggendaria.
Supposte prove fossili [modifica]

Tra i ritrovamenti nella cosiddetta "Cava dell'unicorno" (Einhornhöhle) in Germania, alcune vennero selezionate e montate dal sindaco di Magdeburgo, Otto von Guericke come un unicorno nel 1663. Questo "unicorno" aveva solo due zampe, e venne ricostruito partendo da ossa fossili, presumibilmente di un mammut o di altri animali. Lo scheletro venne esaminato da Gottfried Leibniz, in precedenza scettico, da allora si convinse dell'esistenza dell'unicorno.

Nel 1827 il famoso naturalista francese Georges Cuvier affermò l'impossibilità dell'esistenza di un mammifero perissodattilo con un unico corno frontale. Nel 1933, il biologo americano Franklin Dove, dell'università del Maine dimostrò la possibilità di far crescere un toro adulto con un unico corno frontale, rimuovendo e reimplantando chirurgicamente le corna al centro della testa su un vitello appena nato.[2].

Phineas Taylor Barnum una volta mostrò al pubblico lo scheletro di un unicorno, come un falso.
Elasmoterio o rinoceronte [modifica]

È possibile che una fonte d'ispirazione per la leggenda dell'unicorno sia venuta da un animale preistorico come il rinoceronte lanoso o dall'elasmoterio, un grande rinoceronte che viveva nelle steppe dell' Eurasia, a sud dell'areale del rinoceronte lanoso. L'elasmoterio assomigliava a un cavallo, ma aveva un singolo grosso corno sulla fronte. Si estinse nello stesso periodo di quasi tutta la fauna dell'ultima glaciazione. Tuttavia, secondo il Nordisk familjebok e il saggista Willy Ley l'animale sarebbe sopravvissuto a lungo da rimanere nelle leggende degli evenchi, un popolo nomade della Russia, come un grosso toro nero con un solo corno.

A supporto di questa teoria, si deve notare che Marco Polo sostenne di aver visto un "unicorno" a Giava, ma la sua descrizione per un moderno lettore è chiaramente quella di un rinoceronte di Giava.
Capra con un corno solo [modifica]

Nella capra domestica una rara deformità dei tessuti può far sì che le due corna si uniscano. Un simile animale può essere stato d'ispirazione per la leggenda. L'arte medievale spesso raffigurava l'unicorno con zoccoli divisi e una barba, assomigliando talvolta più a una capra che non a un cavallo.


Orice araba [modifica]


L'orice araba è un'antilope con due corna lunghe e sottili che si protendono indietro dalla fronte. Guardando uno di questi animali di fianco e da una certa distanza l'orice araba può sembrare un cavallo con un solo corno (sebbene le corna dell'orice siano rivolte all'indietro e non in avanti come nelle rappresentazioni tradizionali dell'unicorno). Verosimilmente, viaggiatori nella Penisola arabica possono aver tratto la storia dell'unicorno da questi animali, tantopiù che spesso si rompono un corno nel corso dei loro violenti combattimenti.

La Peregrinatio in terram sanctam di Bernhard von Breydenbach e Erhard Reuwich, pubblicata nel 1486 è stato il primo libro di viaggi illustrato e descriveva un pellegrinaggio a Gerusalemme e in Egitto, passando per il monte Sinai. Il libro conteneva molte grandi xilografie di Reuwich, perlopiù paesaggi e vedute di città, ma anche rappresentazioni di animali come il coccodrillo, il dromedario e l'unicorno, presumibilmente un orice, che possono essere stati visti facilmente durante il viaggio.
Narvalo [modifica]


I corni d'unicorno che si trovavano più frequentemente nelle camere delle meraviglie nell'Europa del Medioevo e nel Rinascimento erano spesso esempi della zanna dritta e ritorta del maschio del narvalo, un cetaceo dell'Artico, come dimostrò nel 1638 lo zoologo danese Ole Worm.

Queste zanne, in virtù della loro eccezionale lunghezza (fino a 3 metri) e la perfetta struttura elicoidale, venivano pagate a peso d'oro e portate in Europa a partire dal XV secolo e fin quasi all'inizio del XIX secolo e passavano varie prove che tendevano a riconoscere i "falsi" corni di unicorno. le rappresentazioni grafiche dei corni di liocorno nell'arte europea derivano da queste zanne. Elisabetta I d'Inghilterra teneva un "corno d'unicorno" nelle sua camera delle meraviglie privata, portata dall'esploratore Martin Frobisher dal suo ritorno dal Labrador nel 1577.
Antilope alcina [modifica]
L'antilope alcina

In Sudafrica l'antilope alcina ha connotazioni mistiche o spirituali, forse perché questa grande antilope riesce a difendersi da sola dai leoni e talvolta anche ucciderne qualcuno. Questi animali sono spesso rappresentati nell'arte rupestre della regione e hanno dei connotati soprannaturali. Queste caratteristiche speciali possono essere state conosciute dai primi viaggiatori.

Nell'area intorno a Città del Capo, sono state avvistate antilopi alcine con un corno solo, probabilmente a causa di un gene recessivo. Un presunto corno di unicorno nel castello del clan MacLeod in Scozia è stato identificato con quello di uno di queste antilopi.
Capriolo con un solo corno [modifica]

Una creatura molto simile al leggendario unicorno è stata trovata nel Centro di Scienze naturali di Prato[3]. Si tratta di un cucciolo di capriolo di 10 mesi (foto) che ha un solo corno al centro della fronte invece delle classiche corna biforcate.

La madre era arrivata nel centro alcuni anni fa ferita dopo essere stata investita da una vettura nella zona dell'Appennino pistoiese. Al centro l'hanno curata e poi liberata nel parco. La scorsa primavera ha incontrato un maschio e dalla loro unione è nato il piccolo capriolo con un solo corno. Il direttore del centro, Gilberto Tozzi ha detto: "È la dimostrazione che il mitico unicorno celebrato in iconografie e leggende, probabilmente non era solo oggetto di fantasia bensì un animale: capriolo, cervo, o altre specie, con un'anomalia morfologica analoga a quella del nostro capriolo. Il nostro capriolo forse è consapevole della sua diversità e non si lascia vedere facilmente".

Si tratta probabilmente dell'animale più vicino a un unicorno mai avvistato in natura: da notare che i caprioli hanno anche gli zoccoli divisi, come vuole l'iconografia tradizionale dell'unicorno.
L'Unicorno nella letteratura [modifica]

L'Unicorno compare in diversi romanzi della letteratura moderna, per citare alcuni esempi: L'ultimo unicorno di Peter S. Beagle, L'unicorno nero di Terry Brooks, Harry Potter e la Pietra Filosofale di J. K. Rowling, Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu di Walter Moers, ecc.

Perlopiù presentano tutti i tratti più comuni delle raffigurazioni tradizionali, a volte con aggiunte o modifiche riguardanti poteri magici e comportamento: ad esempio in Harry Potter e la Pietra Filosofale il sangue di Unicorno farebbe scampare da morte certa, o in L'ultimo unicorno esso ha il potere di mantenere la foresta in cui abita in una primavera perenne.
Voci correlate [modifica]

* Contrada del Leocorno (Siena)
* La dama e l'unicorno
* Caccia all'unicorno
* Karkadann
* Qilin
* Monocero
* L'Invisibile Unicorno Rosa

Note [modifica]

1. ^ Agostino Paravicini Bagliani. Bonifacio VIII - le chiavi e la spada in Medioevo, anno X, n°6 (113)- giugno 2006
2. ^ Doctor Dove's Unicorn Bull
3. ^ ANSA: Animali, l'unicorno esiste davvero








FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Invisibile_Unicorno_Rosa



Invisibile Unicorno Rosa
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Invisibile Unicorno Rosa è la divinità di una religione satirica o parodistica diretta contro le credenze teistiche; ha le sembianze di un unicorno paradossalmente invisibile e rosa allo stesso tempo.[1]

Si considera che non ci sia nessun vero seguace di questa religione, che si è però trasformata in un fenomeno popolare soprattutto sui siti web e nei forum dedicati all'ateismo, a scopo di divertimento ma anche di critica o satira contro le posizioni teistiche.[2]

L'Invisibile Unicorno Rosa infatti è spesso utilizzato per sottolineare le evidenti contraddizioni presenti tra alcune delle proprietà attribuite a dio o le difficoltà nel rifiutare le confessioni di fede nei fenomeni fuori della portata della percezione umana,[3] rimpiazzando ad esempio la parola "dio" in qualsiasi frase teistica con "Invisibile Unicorno Rosa".[4]
Una citazione[5] dalle FAQ di alt.atheism spiega il significato di quest'uso:
(EN)
« The point of this silliness is to prod the theist into remembering that their preaching is likely to be viewed by atheists as having all the credibility and seriousness of [the atheists'] preaching about the IPU (Invisible Pink Unicorn). »
(IT)
« Lo scopo di questa scemenza è stimolare i teisti a ricordare che quanto vanno predicando ha verosimilmente, per gli atei, la stessa credibilità e serietà che quanto si predica a proposito dell'Invisibile Unicorno Rosa. »
Indice

* 1 Storia
* 2 Dogma
o 2.1 Ostrica Viola
* 3 Iconografia
* 4 Note
* 5 Voci correlate
* 6 Altri progetti
* 7 Collegamenti esterni

Storia

Si suppone che l'Invisibile Unicorno Rosa sia originariamente diventato famoso attraverso la cultura on-line. I primi riferimenti scritti risalgono al periodo 1990 - 1992, sul gruppo di discussione Usenet alt.atheism. Altri riferiscono di averne sentito parlare già prima delle prime citazioni nel newsgroup, la prima menzione documentata risale tuttavia al 17 luglio 1990[6]. In aggiunta ad alt.atheism, dove era spesso citato nelle discussioni, ci sono ora un gran numero di siti web ad esso dedicati.

Il concetto venne poi sviluppato tra il 1994 e il 1995 su una BBS da un gruppo di studenti universitari, che crearono un manifesto[7] dettagliato su una religione nonsense, ma al suo interno coerente, basata su una moltitudine di invisibili unicorni rosa.

È da questo documento che si è originata la più famosa citazione riguardante l'Invisibile Unicorno Rosa:
(EN)
« Invisible Pink Unicorns are beings of great spiritual power. We know this because they are capable of being invisible and pink at the same time. Like all religions, the Faith of the Invisible Pink Unicorns is based upon both logic and faith. We have faith that they are pink; we logically know that they are invisible because we can't see them. »
(IT)
« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Questo lo sappiamo perché sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Crediamo per fede che siano rosa; per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »
(Steve Eley )

Eley incluse nel manifesto anche nozioni fantasiose; ad esempio l'amore dell'IUR per il pane all'uva passa, come metafora per l'universo in espansione; oppure il legame dell'IUR con la sparizione dei calzini. Eley si autonominò "Promotore in capo e portavoce" della religione; sostenenne che l'autore del testo sacro sia il vero detentore del potere religioso, senza rischio di venire martirizzato. A sua volta nominò una serie di alti sacerdoti e sacerdotesse destinati a succedergli. La prima di questi, Natalie Overstreet, rese celebre la citazione riportata qui sopra utilizzandola come firma per i suoi messaggi su Usenet[8].

Nel 1996 un concetto simile - un unicorno che nessuno può vedere - fu adottato come metodo d'insegnamento presso il Camp Quest, il primo campo estivo di libero pensiero per ragazzi negli USA. Come riferito il 21 luglio 2006 dal Cincinnati Enquirer "i campeggiatori dovevano provare a dimostrare che gli unicorni immaginari - come metafora di dio - non esistono".[9]

Richard Dawkins cita l'Invisibile Unicorno Rosa nel suo libro del 2006 The God Delusion:
(EN)
« Russell's teapot, of course, stands for an infinite number of things whose existence is conceivable and cannot be disproved. A philosophical favorite is the invisible, intangible, inaudible unicorn. »
(IT)
« La teiera di Russell rappresenta, naturalmente, un numero infinito di cose la cui esistenza è possibile e non può essere confutata. Un beniamino filosofico è l'Unicorno invisibile, intangibile e impercettibile. »
(Richard Dawkins )
Dogma [modifica]

È abbastanza comune, quando si discute dell'Invisibile Unicorno Rosa, affermare che, poiché esso è invisibile, nessuno può provare che non esiste. Questa è una parodia di simili pretese teistiche riguardanti dio, ad esempio: "poiché dio è onnipresente, l'inabilità di scovarlo non riduce la sua credibilità". L'Invisibile Unicorno Rosa è una dimostrazione parodistica che una assenza di prove come prova della natura di una divinità è assurda; ma secondo quella logica l'Unicorno sarebbe una divinità credibile.

I due attributi dell'Unicorno - l'invisibilità ed il colore - sono incoerenti e contraddittori (questo fa parte della satira). Il paradosso di qualcosa che sia invisibile e possegga contemporaneamente delle caratteristiche visibili (come il colore) si rispecchia nella mitologia di alcune culture dell'Asia orientale, secondo la quale un "filo rosso invisibile" collega tra loro persone che condividono lo stesso destino.[2]

L'Invisibile Unicorno Rosa e concetti simili sono stati utilizzati in passato come metodo d'insegnamento. Nella dissertazione The Dragon in my Garage contenuta nel libro Il mondo infestato dai dèmoni - La scienza e il nuovo oscurantismo, Carl Sagan usa l'esempio di un drago invisibile (e che sputa fuoco privo di calore), che qualcuno ritiene di avere nel proprio garage.[10]

Il supposto drago non può essere visto o percepito in alcun modo e non lascia impronte: non abbiamo ragioni per credere che questo drago esista. Tutto questo solleva una domanda: come possono affermare i sostenitori della sua esistenza che questo essere, invece che un drago, non sia ad esempio un gatto? Per lo stesso motivo, come possiamo sapere che l'Unicorno sia rosa e invisibile e con un solo corno, invece che tre o nessuno? Questa osservazione è suggerita dal titolo di un libro di Judith Hayes: In God We Trust: But Which One? (Crediamo in un dio: ma quale?) (In God we trust è il motto stampato sulla banconota del dollaro).

Esistono molti dibattiti (fintamente seri) riguardanti altri attributi, ad esempio se l'Unicorno sia completamente invisibile oppure invisibile ai più ma visibile a chi ha fede. Alcuni di questi dibattiti sono abbastanza elaborati e tortuosi, ridicolizzando molti di quelli teologici.


Ostrica Viola
Proprio come nelle religioni abramitiche, dove è presente il diavolo, anche l'Invisibile Unicorno Rosa ha il suo opposto nell'Ostrica Viola.[11]
(EN)
« For I did see my unworthiness in Her sight, for I was a sinner, destined forever to spend existence in the presence of the unholy Purple Oyster; Waxing his shell and massaging his most wretched and slimy feet. For, lo, the Purple Oyster doth truly have feet, and the legs thereof, and the toes thereof, giving him dominion over all the clams of the seas, and allowing him to go unto the children of men, and tempt them unto destruction. »
(IT)
« Perché io ho visto la mia indegnità nel Suo sguardo, poiché ero un peccatore, destinato per sempre a trascorrere l'esistenza in presenza della terribile Ostrica Viola, dando la cera alla sua conchiglia e massaggiando i suoi miserabili e fangosi piedi. Dal momento che, ecco, l'Ostrica Viola ha veramente dei piedi, e gambe quindi, e dita dei piedi, che le danno il dominio su tutte le vongole dei mari, e le permettono di andare presso i figli dell'uomo, per tentarli e portarli alla distruzione. »
(The Revelation of St. Bryce the Long-Winded (parziale), Capitolo primo, vv. 9 - 11[12] )

La "leggenda" vuole che l'Ostrica Viola (conosciuta anche come "Ostrica Viola del Giudizio") fosse inizialmente una "favorita" dell'Invisibile Unicorno Rosa, scacciata poi dai Suoi Pascoli a causa del Grande Peccato: aver tentato di convincere i seguaci che l'Unicorno preferisce la pizza con funghi e salame piccante all'ananas e prosciutto.
Iconografia [modifica]

Le rappresentazioni dell'Invisibile Unicorno Rosa mostrano un unicorno rosa in dissolvenza, o semplicemente nulla.[13] Fanno parte dello "scherzo" anche le immagini degli "avvistamenti" dell'Unicorno, che mostrano un irrilevante posto dove si suppone esso sia stato "visto".

Quando citato nei discorsi, il nome dell'Invisibile Unicorno Rosa, viene a volte fatto seguire dalle espressioni siano benedetti i suoi sacri zoccoli ("Blessed Be Her Holy Hooves" - normalmente abbreviato: bbhhh[14]), la pace sia con Lei ("Peace Be Unto Her", pbuh[15]), o possano i suoi zoccoli non essere mai ferrati ("May Her Hooves Never Be Shod", mhhnbs[16]).

Questi epiteti richiamano e cercano di satirizzare la pratica musulmana di far seguire epiteti al nome di Maometto.
Note

1. ^ Peter A. Angeles, Harper Collins Dictionary of Philosophy, (in en) Harper Perennial, 1992. ISBN 0-06-461026-8
2. ^ a b Willie Maartens. (EN) Mapping Reality: A Critical Perspective on Science and Religion. iUniverse, 01 06 2006
3. ^ Jason Scott Yeldell, A Call to Sanity , (in en) Trafford Publishing [2004], 2005. p. 263 ISBN 1-4120-3096-X
4. ^ Dianna Narciso. (EN) Like Rolling Uphill: Realizing the Honesty of Atheism. Media Creations, 01 marzo 2004
5. ^ Michelle Malkin. (EN) FAQ di alt.atheism. Internet Archive, 30 settembre 2000
6. ^ Scott Gibson. Prima apparizione su Usenet. 17 luglio 1990
7. ^ Stacy Prowell. (EN) Red Iguana Dawn. 17 febbraio 1999. URL consultato il 19 05 2006.
8. ^ Natalie Overstreet. «Veracity of Christianity». talk.origins (Web link)
9. ^ Michael D. Clark. (EN) Camp: "It's Beyond Belief". The Enquirer, 21 07 2006. URL consultato il 16 08 2006.
10. ^ Carl Sagan, Un drago nel mio garage in Il mondo infestato dai demoni - La scienza e il nuovo oscurantismo , (in en) ISBN 88-8490-033-6
11. ^ Catherine Leah Palmer. (EN) Satire & Humour: The Invisible Pink Unicorn
12. ^ Simon. (EN) The Revelation of St. Bryce the Long-Winded
13. ^ Portrait of the Invisible Pink Unicorn
14. ^ bbhhh
15. ^ pbuh
16. ^ mhhnbs

Voci correlate [modifica]

* Fideismo
* Pastafarianesimo
* Teiera di Russell
* Flying Spaghetti Monster

Collegamenti esterni [modifica]

* (EN) Invisibili unicorni rosa, Santa Claus e Dio Evidence for God from Science, 18 giugno 2005
* (EN) Il gospel dell'Invisibile Unicorno Rosa
* (EN) Institute for Unicorn Research
* (EN) The New Revised Reformed Amalgamated Vegnautic Sect of the IPU
* (EN) I "sacerdoti" dell'Invisibile Unicorno Rosa
* (EN) Tempio virtuale dell'Invisibile Unicorno Rosa
* (EN) La prima citazione conosciuta su Usenet (17 luglio 1990)
* (EN) Logo dell'Invisibile Unicorno Rosa
* (EN) L'Invisibile Unicorno Rosa menzionato dal Cincinnati Post a proposito delle difficoltà di dimostrazione dell'esistenza di dio
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MessaggioOggetto: Re: Unicorno – Liocorno   Ven 2 Lug 2010 - 7:25

FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/27/animali-della-tradizione-celtica/

Unicorno (Briabhall): Questo mitico animale aveva il corpo di un cavallo bianco, le gambe di un antilope, e la coda di leone; aveva inoltre un solo corno sulla testa. E ‘il simbolo del potere supremo della magia. Insegna che ogni azione è una creazione e che ogni giorno è come una vita a se stante. Aiuta anche a capire il rapporto tra realtà fisica e spirituale.

FONTE: http://isegretidelbosco.forumcommunity.net/?t=22539828

L’ UNICORNO

Simbolismo

L’unicorno o liocorno è un animale immaginario dal corpo di cavallo con un singolo corno in mezzo alla fronte.
Nell’iconografia medioevale l’Unicorno era descritto come animale piccolo (a rappresentare l’umiltà) ma invincibile.
Simbolo di saggezza, nell’immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza.
Unendo la potenza della spada divina alla purezza di un manto immacolato, l’unicorno rappresentava la Vergine fecondata dallo Spirito Santo.
Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l’animale sarebbe morto.
Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto alicorno, e gli è attribuita la capacità di neutralizzare i veleni.
Nel Bestiario medioevale la simbologia riguarda anche l’ambito erotico.
Lo psicologo Carl Gustav Jung definisce l’unicorno, una raffigurazione simbolica della congiunzione dei due sessi.
Il corno, magari cavo all’interno, è una sorta di doppia rappresentazione del fallo maschile e del sesso femminile, la punta che penetra e ferisce e la coppa femminile che riceve.
L’immagine dell’unicorno è diffusa in quasi tutte le culture antiche ed ebbe molta fortuna nel tempo.

L’unicorno come animale totem

Se sei attratto dall’ unicorno, significa che devi unire gli opposti dentro di te. Può trattarsi di compiere una sintesi tra la tua sensualità e la tua spiritualità, oppure di combinare la tua forza con la gentilezza.
L’unicorno compare nei momenti in cui dobbiamo sviluppare la nostra volontà. Il tuo cuore ardente assieme alla determinazione e alla forza che possiedi, ti aiuteranno a superare gli ostacoli, proteggendo le persone che ami.
Il corno è come una spada che deve essere sguainata per difendere il tuo spazio sacro o per far trionfare la giustizia.
Devi solo accendere la scintilla che è dentro di te e far divampare il fuoco del tuo potere personale.
L’unicorno è connesso ai poteri della magia e della luce: permetti a questo spirito di guidarti attraverso il bosco delle tue paure, per seguire le aspirazioni del tuo cuore.


FONTE: http://www.joellessacredgrove.com/Celtic/animalallies.html

Unicorn (Briabhall): This mythic animal had the body of a white horse, the legs of an antelope, and the tail of lion; a single horn was on its head. It is the symbol of supreme magickal power. It teaches that every action is creation, so make every day counts. It also helps to understand the relationship between physical and spiritual realities.
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MessaggioOggetto: Re: Unicorno – Liocorno   Dom 8 Ago 2010 - 13:45

FONTE: http://www.esoterya.com/unicorno-creatura-magica/1173/

La leggenda si pensa che sia nata dal ritrovamento di corni a spirale dei Navari (mammiferi marini con solo due denti, uno dei quali, nei maschi, è lungo fino a due metri!) morti portati a riva dalle onde.

L’unicorno è raffigurato spesso interamente bianco o con corpo bianco e testa rossa. I suoi occhi sono di un blu profondo e sulla fronte ha un corno, nero e dotato di anelli, chiamato Alicorno. Il corno era lungo circa 50 centimetri e si diceva fosse dotato di poteri magici. Si credeva, che se il corno veniva toccato da una persona gravemente malata, questa potesse guarire, inoltre si credeva che il corno aveva la capacità di proteggere dagli avvelenamenti (se polverizzato – solo dopo la morte naturale del mitico animale – e preparato in una specifica pozione) e bere in una coppa fatta di alicorno poteva proteggere da diverse patologie, come l’epilessia..

In quasi tutte le tradizione viene riconosciuto come un essere di buon augurio, è veloce, selvaggio e la puro.

Viene raffiguarto come un enorme cavallo bianco, con un unico corno sulla fronte, al corno viene attribuita la capacità di sconfiggere tutti i veleni, ecco perhè gli uomini le davano continuamente la caccia.

Il corno è simbolo di forza, fecondità, sovranità ed è stato definito come “spada di Dio” inoltre, è un simbolo bipolare, unificatore dell’aspetto maschile e femminile: visto dritto, il corno rappresenta il fallo maschile, ma capovolto rappresenta il calice, l’utero femminile.

Anche l’Unicorno ha un punto debole: nel Medioevo l’unicorno si arricchisce del simbolo della vergine, che veniva usata come esca lei sola lo poteva avvicinare e per questo i cacciatori si servivano di queste povere fanciulle.

Nell’amor cortese la coppia vergine Unicorno rappresenta il conflitto interiore tra due valori, uno la salvaguardia della verginità e la fecondità – due il corno come simbolo fallico.

Nella cultura cristiana la Vergine, fa sì che l’unicorno venga assimilato al Cristo, diventa il simbolo della fecondazione attraverso lo Spirito Santo. Proprio come simbolo del Cristo l’unicorno incarna una trasformazione che l’amore per l’umanità è tutta ha opera di Dio.

L’unicorno non solo rappresenta l’avvicinarsi del divino all’umano per opera dell’amore, ma sembra essere esortazione al movimento contrario, là dove all’uomo è chiesto di alimentarne l’esistenza attraverso l’amore, perchè la proprietà salvatrice dell’unicorno può agire solo se l’uomo lo desidera veramente: egli muore d’amore perchè viva l’amore.

Secondo delle leggende sembra che il liocorno non sia molto prolifico e che abbia un puledro ogni cento anni, inoltre si vocifera che un unicorno nasce quando viene al mondo una persona veramente speciale, ma dato che questi individui sono un evento raro, ecco perché gli unicorni sono molto pochi!
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MessaggioOggetto: Re: Unicorno – Liocorno   Lun 22 Nov 2010 - 14:27

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Unicorns

Unicorn
From Wikipedia, the free encyclopedia

A unicorn (from Latin unus 'one' and cornu 'horn') is a mythological creature. Though the modern popular image of the unicorn is sometimes that of a horse differing only in the horn on its forehead, the traditional unicorn also has a billy-goat beard, a lion's tail, and cloven hooves—these distinguish it from a horse. Marianna Mayer has observed (The Unicorn and the Lake), "The unicorn is the only fabulous beast that does not seem to have been conceived out of human fears. In even the earliest references he is fierce yet good, selfless yet solitary, but always mysteriously beautiful. He could be captured only by unfair means, and his single horn was said to neutralize poison."[citation needed]
Contents
[hide]

* 1 Origins
* 2 History
o 2.1 Unicorns in antiquity
+ 2.1.1 Biblical
# 2.1.1.1 Jewish view
o 2.2 Medieval unicorns
o 2.3 The hunt of the unicorn
o 2.4 Heraldry
* 3 Origins
o 3.1 Alleged evidence
o 3.2 Unicorn seals of the Indus Valley Civilization
o 3.3 Elasmotherium or rhinoceros
o 3.4 Single-horned goat
o 3.5 The narwhal
o 3.6 The oryx
o 3.7 The eland
o 3.8 Genetic disorders of horned animals
* 4 See also
* 5 References
* 6 Sources
* 7 External links

Origins

Unicorns are not found in Greek mythology, but rather in accounts of natural history, for Greek writers of natural history were convinced of the reality of the unicorn, which they located in India, a distant and fabulous realm for them. The earliest description is from Ctesias who described them as wild asses, fleet of foot, having a horn a cubit and a half in length and colored white, red and black.[1] Aristotle must be following Ctesias when he mentions two one-horned animals, the oryx (a kind of antelope) and the so-called "Indian ass".[2][3] Strabo says that in the Caucasus there were one-horned horses with stag-like heads.[4] Pliny the Elder mentions the oryx and an Indian ox (perhaps a rhinoceros) as one-horned beasts, as well as "a very fierce animal called the monoceros which has the head of the stag, the feet of the elephant, and the tail of the boar, while the rest of the body is like that of the horse; it makes a deep lowing noise, and has a single black horn, which projects from the middle of its forehead, two cubits in length."[5] In On the Nature of Animals (Περὶ Ζῴων Ἰδιότητος, De natura animalium), Aelian, quoting Ctesias, adds that India produces also a one-horned horse (iii. 41; iv. 52),[6][7] and says (xvi. 20)[8] that the monoceros (Greek: μονόκερως) was sometimes called cartazonos (Greek: καρτάζωνος), which may be a form of the Arabic karkadann, meaning "rhinoceros".

Cosmas Indicopleustes, a merchant of Alexandria, who lived in the 6th century, and made a voyage to India, and subsequently wrote works on cosmography, gives a figure of the unicorn, not, as he says, from actual sight of it, but reproduced from four figures of it in brass contained in the palace of the King of Ethiopia. He states, from report, that "it is impossible to take this ferocious beast alive; and that all its strength lies in its horn. When it finds itself pursued and in danger of capture, it throws itself from a precipice, and turns so aptly in falling, that it receives all the shock upon the horn, and so escapes safe and sound."[9][10]


History
Unicorns in antiquity

A one-horned animal (which may be just a bull in profile) is found on some seals from the Indus Valley Civilization.[11] Seals with such a design are thought to be a mark of high social rank.[12]

Biblical

An animal called the re’em (Hebrew: רְאֵם‎) is mentioned in several places in the Hebrew Bible, often as a metaphor representing strength. "The allusions to the re'em as a wild, un-tamable animal of great strength and agility, with mighty horn or horns (Job xxxix. 9-12; Ps. xxii. 21, xxix. 6; Num. xxiii. 22, xxiv. 8; Deut. xxxiii. 17; comp. Ps. xcii. 11), best fit the aurochs (Bos primigenius). This view is supported by the Assyrian rimu, which is often used as a metaphor of strength, and is depicted as a powerful, fierce, wild mountain bull with large horns."[13] This animal was often depicted in ancient Mesopotamian art in profile, with only one horn visible.

The translators of the Authorized King James Version of the Bible (1611) followed the Greek Septuagint (monokeros) and the Latin Vulgate (unicornis)[14] and employed unicorn to translate re'em, providing a recognizable animal that was proverbial for its un-tamable nature. The American Standard Version translates this term "wild ox" in each case.

* "God brought them out of Egypt; he hath as it were the strength of an unicorn."--Numbers 23:22
* "God brought him forth out of Egypt; he hath as it were the strength of an unicorn."--Numbers 24:8
* "His glory is like the firstling of his bullock, and his horns are like the horns of unicorns: with them he shall push the people together to the ends of the earth."--Deuteronomy 33:17
* "Will the unicorn be willing to serve thee, or abide by thy crib? Canst thou bind the unicorn with his band in the furrow? or will he harrow the valleys after thee? Wilt thou trust him, because his strength is great? or wilt thou leave thy labour to him? Wilt thou believe him, that he will bring home thy seed, and gather it into thy barn?"--Job 39:9-12
* "Save me from the lion's mouth; for thou hast heard me from the horns of unicorns."--Psalms 22:21
* "He maketh them [the cedars of Lebanon] also to skip like a calf; Lebanon and Sirion like a young unicorn."--Psalms 29:6
* "But my horn shalt thou exalt like the horn of the unicorn: I shall be anointed with fresh oil."--Psalms 92:10
* "And the unicorns shall come down with them, and the bullocks with their bulls; and their land shall be soaked with blood, and their dust made fat with fatness."--Isaiah 34:7

Jewish view

The classical Jewish understanding of bible did not identify the Re'em animal as the unicorn. Instead, the Tahash animal (Exodus 25, 26, 35, 36 and 39; Numbers 4; and Ezekiel 16:10) was thought to be a kosher unicorn with a coat of many colors that only existed in biblical times.

Medieval unicorns

Medieval knowledge of the fabulous beast stemmed from biblical and ancient sources, and the creature was variously represented as a kind of wild ass, goat, or horse.

The predecessor of the medieval bestiary, compiled in Late Antiquity and known as Physiologus (Φυσιολόγος), popularized an elaborate allegory in which a unicorn, trapped by a maiden (representing the Virgin Mary), stood for the Incarnation. As soon as the unicorn sees her, it lays its head on her lap and falls asleep. This became a basic emblematic tag that underlies medieval notions of the unicorn, justifying its appearance in every form of religious art. Interpretations of the unicorn myth focus on the medieval lore of beguiled lovers,[citation needed] whereas some religious writers interpret the unicorn and its death as the Passion of Christ. The myths refer to a beast with one horn that can only be tamed by a virgin; subsequently, some writers translated this into an allegory for Christ's relationship with the Virgin Mary.

The unicorn also figured in courtly terms: for some 13th century French authors such as Thibaut of Champagne and Richard de Fournival, the lover is attracted to his lady as the unicorn is to the virgin. With the rise of humanism, the unicorn also acquired more orthodox secular meanings, emblematic of chaste love and faithful marriage. It plays this role in Petrarch's Triumph of Chastity.

The royal throne of Denmark was made of "unicorn horns" – almost certainly the horns of the Narwhal. The same material was used for ceremonial cups because the unicorn's horn continued to be believed to neutralize poison, following classical authors.

The unicorn, tamable only by a virgin woman, was well established in medieval lore by the time Marco Polo described them as

scarcely smaller than elephants. They have the hair of a buffalo and feet like an elephant's. They have a single large black horn in the middle of the forehead... They have a head like a wild boar's… They spend their time by preference wallowing in mud and slime. They are very ugly brutes to look at. They are not at all such as we describe them when we relate that they let themselves be captured by virgins, but clean contrary to our notions.

It is clear that Marco Polo was describing a rhinoceros. In German, since the 16th century, Einhorn ("one-horn") has become a descriptor of the various species of rhinoceros.

The ancient Norwegians were said to believe the narwhal to have affirmed the existence of the unicorn. The unicorn horn was believed to stem from the narwhal tooth, which grows outward and projects from its upper jaw.

In popular belief, examined wittily and at length in the seventeenth century by Sir Thomas Browne in his Pseudodoxia Epidemica, unicorn horns could neutralize poisons.[15] Therefore, people who feared poisoning sometimes drank from goblets made of "unicorn horn". Alleged aphrodisiac qualities and other purported medicinal virtues also drove up the cost of "unicorn" products such as milk, hide, and offal. Unicorns were also said to be able to determine whether or not a woman was a virgin; in some tales, they could only be mounted by virgins.

The hunt of the unicorn

One traditional method of hunting unicorns involved entrapment by a virgin.

In one of his notebooks Leonardo da Vinci wrote:

The unicorn, through its intemperance and not knowing how to control itself, for the love it bears to fair maidens forgets its ferocity and wildness; and laying aside all fear it will go up to a seated damsel and go to sleep in her lap, and thus the hunters take it.[16]

The famous late Gothic series of seven tapestry hangings The Hunt of the Unicorn are a high point in European tapestry manufacture, combining both secular and religious themes. The tapestries now hang in the Cloisters division of the Metropolitan Museum of Art in New York City. In the series, richly dressed noblemen, accompanied by huntsmen and hounds, pursue a unicorn against mille-fleur backgrounds or settings of buildings and gardens. They bring the animal to bay with the help of a maiden who traps it with her charms, appear to kill it, and bring it back to a castle; in the last and most famous panel, "The Unicorn in Captivity," the unicorn is shown alive again and happy, chained to a pomegranate tree surrounded by a fence, in a field of flowers. Scholars conjecture that the red stains on its flanks are not blood but rather the juice from pomegranates, which were a symbol of fertility. However, the true meaning of the mysterious resurrected Unicorn in the last panel is unclear. The series was woven about 1500 in the Low Countries, probably Brussels or Liège, for an unknown patron. A set of six engravings on the same theme, treated rather differently, were engraved by the French artist Jean Duvet in the 1540s.

Another famous set of six tapestries of Dame à la licorne ("Lady with the unicorn") in the Musée de Cluny, Paris, were also woven in the Southern Netherlands before 1500, and show the five senses (the gateways to temptation) and finally Love ("A mon seul desir" the legend reads), with unicorns featured in each piece.

Facsimiles of the unicorn tapestries are currently being woven for permanent display in Stirling Castle, Scotland, to take the place of a set recorded in the castle in a 16th century inventory.

Heraldry

In heraldry, a unicorn is depicted as a horse with a goat's cloven hooves and beard, a lion's tail, and a slender, spiral horn on its forehead.[17] Whether because it was an emblem of the Incarnation or of the fearsome animal passions of raw nature, the unicorn was not widely used in early heraldry, but became popular from the 15th century.[17] Though sometimes shown collared, which may perhaps be taken in some cases as an indication that it has been tamed or tempered, it is more usually shown collared with a broken chain attached, showing that it has broken free from its bondage and cannot be taken again.

It is probably best known from the royal coats of arms of Scotland and the United Kingdom: two unicorns support the Scottish arms; a lion and a unicorn support the UK arms. The arms of the Worshipful Society of Apothecaries in London has two golden unicorn supporters (although, as emblazoned on its homepage, they have horses', not lions', tails).[17]

Origins

Hunts for an actual animal as the basis of the unicorn myth, accepting the conception of writers in Antiquity that it really existed somewhere at the edge of the known earth, have added a further layer of mythologizing about the unicorn. These have taken various forms, interpreted in a scientific, rather than a wonder-filled manner, to accord with modern perceptions of reality.

Alleged evidence

Among numerous finds of prehistoric bones found at Unicorn Cave in Germany's Harz Mountains, some were selected and reconstructed by the mayor of Magdeburg, Otto Von Guericke, as a unicorn in 1663 (illustration, right). Guericke's so-called unicorn had only two legs, and was constructed from fossil bones of a Woolly rhinoceros and a mammoth, with the horn of a narwhal. The skeleton was examined by Gottfried Leibniz, who had previously doubted the existence of the unicorn, but was convinced by it.[18]

Baron Georges Cuvier maintained that, as the unicorn was cloven-hoofed, it must therefore have a cloven skull (making the growth of a single horn impossible); as if to disprove this, Dr. W. Franklin Dove, a University of Maine professor, artificially fused the horn buds of a calf together, creating the external appearance of a one-horned bull.[19]

Unicorn seals of the Indus Valley Civilization

The first objects unearthed from Harappa and Mohenjo-Daro were small stone seals inscribed with elegant depictions of animals, including a unicorn-like figure in upper left, and marked with Indus script writing which still baffles scholars. These seals are dated back to 2500 B. C. Source: North Park University, Chicago, Illinois.(Image : A Harappa Seals.)

This seal is a close-up of the unicorn-like animal found in Mohenjo-daro, measures 29 mm (1.14 inches) on each side and is made of heated Steatite. "Steatite is an easily carved soft stone that becomes hard after firing. On the top are four pictographs of an as yet undeciphered Indus script, one of the first writing systems in history." Image source Dept. of Archaeology and Museums, Govt. of Pakistan.(Image : A Harappa Unicorn.)

Elasmotherium or rhinoceros

One suggestion is that the unicorn is based on the extinct animal Elasmotherium, a huge Eurasian rhinoceros native to the steppes, south of the range of the woolly rhinoceros of Ice Age Europe. Elasmotherium looked little like a horse, but it had a large single horn in its forehead. It became extinct about the same time as the rest of the glacial age megafauna.[20]

However, according to the Nordisk familjebok (Nordic Familybook) and science writer Willy Ley the animal may have survived long enough to be remembered in the legends of the Evenk people of Russia as a huge black bull with a single horn in the forehead.

In support of this claim, it has been noted that the 13th century traveller Marco Polo claimed to have seen a unicorn in Java, but his description makes it clear to the modern reader that he actually saw a Javan Rhinoceros.
Single-horned goat

The connection that is sometimes made with a single-horned goat derives from the vision of Daniel:

And as I was considering, behold, a he-goat came from the west over the face of the whole earth, and touched not the ground: and the goat had a notable horn between his eyes. (Daniel 8:5)

Antiquities researcher Timothy Zell also produced artificial unicorns dubbed "the Living Unicorn", remodelling the "horn buds" of goat kids in such a way that their horns grew together into a single one.[21] Zell theorized that this process might have been used in the past to create court curiosities and natural herd leaders, because the goat was able to use this long straight horn effectively as a weapon and a tool. Medieval art often depicts unicorns as small, with cloven hooves and beards, sometimes resembling goats more than horses with horns. This process is possible only with animals that naturally have horns. For a time, a few of these unicorns travelled with the Ringling Brothers Circus.[22]

The narwhal


Male narwhal
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Narwhalsk.jpg

The unicorn horns often found in cabinets of curiosities and other contexts in Medieval and Renaissance Europe, were very often examples of the distinctive straight spiral single tusk of the narwhal (Monodon monoceros), an Arctic cetacean, as Danish zoologist Ole Worm established in 1638.[23] They were brought south as a very valuable trade, and sold as horns from the legendary unicorn; being of ivory, they passed the various tests intended to spot fake unicorn horns.[24] As these 'horns' were considered to have magic powers, Vikings and other northern traders were able to sell them for many times their weight in gold. Elizabeth I of England kept a "unicorn horn" in her cabinet of curiosities, brought back by Arctic explorer Martin Frobisher on his return from Labrador in 1577.[25] The usual depiction of the spiral unicorn horn in art, derives from these.

The truth of the tusk's origin developed gradually during the Age of Exploration, as explorers and naturalists began to visit regions themselves. In 1555, Olaus Magnus published a drawing of a fish-like creature with a "horn" on its forehead.

The oryx

The oryx is an antelope with two long, thin horns projecting from its forehead. Some have suggested that seen from the side and from a distance, the oryx looks something like a horse with a single horn (although the 'horn' projects backward, not forward as in the classic unicorn). Conceivably, travellers in Arabia could have derived the tale of the unicorn from these animals. However, classical authors seem to distinguish clearly between oryxes and unicorns. The Peregrinatio in terram sanctam, published in 1486, was the first printed illustrated travel-book, describing a pilgrimage to Jerusalem, and thence to Egypt by way of Mount Sinai. It featured many large woodcuts by Erhard Reuwich, who went on the trip, mostly detailed and accurate views of cities. The book also contained pictures of animals seen on the journey, including a crocodile, camel, and unicorn—presumably an oryx, which they could easily have seen on their route.

The eland

In Southern Africa, the eland has somewhat mystical or spiritual connotations, perhaps at least partly because this very large antelope will defend itself against lions and is able to kill these fearsome predators. Eland are very frequently depicted in the rock art of the region, which implies that they were viewed as having a strong connection to the other world, and in several languages the word for eland and for dance is the same; significant because shamans used dance as their means of drawing power from the other world. Eland fat was used when mixing the pigments for these pictographs, and in the preparation of many medicines.

This special regard for the eland may well have been picked up by early travellers. There is a purported unicorn horn in the castle of the chief of the Clan MacLeod in Scotland, which has been identified as that of an eland.
Genetic disorders of horned animals

A new possibility for the inspiration of the unicorn came in 2008 with the discovery of a roe deer in Italy with a single horn. Single-horned deer are not uncommon; however, the placement of the horn in the middle is very unusual. Fulvio Fraticelli, scientific director of Rome's zoo, has said "Generally, the horn is on one side (of the head) rather than being at the center. This looks like a complex case."[26] Fraticelli also acknowledges that the placement of the horn could have been the result of some type of trauma in the life of the deer.[26]

According to Gilberto Tozzi, director of the Center of Natural Science in Prato, “this single-horn deer is conscious to its uniqueness and does not come out a lot, always hiding.”[27]

References

1. ^ Ctesias (390 BC). "45". Indica (Τα Ἰνδικά). http://www.livius.org/ct-cz/ctesias/photius_indica.html. (quoted by Photius)
2. ^ Aristotle (c.350 BC). "Book 3. Chapter 2.". On the Parts of Animals (Περι ζώων μορίων). trans. William Ogle. http://etext.library.adelaide.edu.au/a/aristotle/parts/.
3. ^ Aristotle (c.343 BC). "Book 2. Chapter 1.". History of Animals (Περί ζώων ιστορίας). trans. D’Arcy Wentworth Thompson. http://etext.library.adelaide.edu.au/a/aristotle/history/.
4. ^ Strabo (before 24 AD). "Book 15. Chapter 1. Section 56.". Geography. http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Strabo/15A3*.html.
5. ^ Pliny (77 AD). "Book 8. Chapter 31.". Natural History. trans. John Bostock. http://www.perseus.tufts.edu/cgi-bin//ptext?lookup=Plin.+Nat.+8.31. Also Book 8. Chapter 30. and Book 11. Chapter 106.
6. ^ Aelian (circa 220). "Book 3. Chapter 41.". On the Nature of Animals (Περὶ Ζῴων Ἰδιότητος, De natura animalium). http://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Aelian/de_Natura_Animalium/3*.html#41.
7. ^ Aelian (circa 220). "Book 4. Chapter 52.". On the Nature of Animals (Περὶ Ζῴων Ἰδιότητος, De natura animalium). http://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Aelian/de_Natura_Animalium/4*.html#52.
8. ^ Aelian (circa 220). "Book 16. Chapter 20.". On the Nature of Animals (Περὶ Ζῴων Ἰδιότητος, De natura animalium). http://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Aelian/de_Natura_Animalium/16*.html#20.
9. ^ Cosmas Indicopleustes (6th century). "Book 11. Chapter 7.". Christian Topography. http://www.tertullian.org/fathers/cosmas_11_book11.htm.
10. ^ http://www.sscnet.ucla.edu/southasia/History/Ancient/Indus2.html
11. ^ Discussion of the Indus Valley Civilization with mention of unicorn seals
12. ^ Site with slide show about unicorn seal
13. ^ Jewish Encyclopedia
14. ^ Ps 21:22, Ps 28:6, Ps 77:69, Ps 91:11, Is 34:7. The Latin rhinoceros is employed in Nm 23:22, Nm24:8, Dt 33:17, Job 39:9-10
15. ^ Browne, Thomas (1646). "Book 3. Chapter 23.". Pseudodoxia Epidemica. http://penelope.uchicago.edu/pseudodoxia/pseudo323.html.
16. ^ (Ashmolean Museum) "Young woman seated in a landscape with a unicorn", Leonardo, Late 1470s
17. ^ a b c Friar, Stephen (1987). A New Dictionary of Heraldry. London: Alphabooks/A & C Black. pp. 353–354. ISBN 0906670446.
18. ^ Robin Meadows, "The Unicorn, the Mermaid, and the Centaur" Zoogoer, November-December 2006
19. ^ "Dr Dove's Unicorn Bull". http://www.unicorngarden.com/drdove.htm. Retrieved 2007-01-20.
20. ^ R. Norman Owen-Smith , "The interaction of humans, megaherbivores, and habitats in the late Pleistocene extinction" ch. 3 in Ross D. E. MacPhee, ed. Extinctions in Near Time: Causes, Contexts, and Consequences (in series Advances in Vertebrate Paleontology) 1999.
21. ^ "Man Made Unicorns". http://www.lair2000.net/Unicorn_Dreams/Unicorns_Man_Made/unicorns_man_made.html. Retrieved 2007-01-20.
22. ^ The Living Unicorn!
23. ^ "Unicorn at Ocultopedia". http://www.occultopedia.com/u/unicorn.htm. Retrieved 2007-01-20.
24. ^ Daston, Lorraine and Katharine Park. Wonders and the Order of Nature, 1150-1750. New York: Zone Books, 2001.
25. ^ Purchasing Power of British Pounds from 1264 to 2007
26. ^ a b Falconi, Marta (2008-07-16). "Single-horned 'Unicorn' is deer found in Italy". Associated Press. http://dsc.discovery.com/news/2008/06/11/unicorn-deer-italy.html. Retrieved 2008-06-14.
27. ^ "Single-horned 'Unicorn' deer found in Italy". http://news.yahoo.com/s/ap/20080611/ap_on_fe_st/italy_unicorn;_ylt=AuMxc9ordeEPLXLJHlp5JQEuQE4F. Retrieved 2008-06-11. [dead link] Larger photo at Dailymail.co.uk

Sources

* Beer, Rüdiger Robert, Unicorn: Myth and Reality (1977). (Editions: ISBN 0-88405-583-3; ISBN 0-904069-15-X; ISBN 0-442-80583-7.)
* Encyclopædia Britannica, 1911: "Unicorn"
* Gotfredsen, Lise, The Unicorn (1999). (Editions: ISBN 0-7892-0595-5; ISBN 1-86046-267-7.)
* Shepard, Odell. The Lore of the Unicorn. Readtext on-line! (London, Unwin and Allen, 1930) ISBN 978-1437508536
* Lavers, Chris The Natural History of Unicorns (Granta, 2009) ISBN 978-1847080622
* Daston, Lorraine and Park, Katharine Wonders and the Order of Nature (Zone, 1998) ISBN 0-942299-90-6.
* Gotfredsen, Lise The Unicorn (New York: Abbeville Press, 1999) ISBN 978-1860462672
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