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 Cigno: risveglio alla vera bellezza

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MessaggioOggetto: Cigno: risveglio alla vera bellezza   Sab 3 Lug 2010 - 12:54

Da una favola per bambini ecco a voi un' altro splendido totem alato...come sempre la prima parte è dedicata alle schede di wikipedia che io riporto in parte perciò se volete approfondire l'argomento vi consiglio la visione ai loro link originali...

Buona lettura!

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Cygnus_%28uccelli%29





Cygnus (uccelli)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il genere Cygnus comprende i più grandi uccelli acquatici della famiglia degli Anatidi; questi uccelli sono facilmente riconoscibili oltre che per le dimensioni soprattutto per i lunghi colli; hanno portamento elegante e l'aspetto dei due sessi è molto simile.
Indice

* 1 Distribuzione e habitat
* 2 Descrizione
* 3 Comportamento
* 4 Riproduzione
* 5 Alimentazione
* 6 Rapporti con l'uomo
* 7 Sistematica
* 8 Altri progetti
* 9 Collegamenti esterni


Distribuzione e habitat

Il genere è presente con varie specie e sottospecie in tutto il mondo. Le rive dello specchio d'acqua devono essere in lieve pendio per consentire ai cigni d'entrare ed uscire agevolmente dall'acqua. Inoltre il terreno dev'essere dotato d'un prato verde dove i cigni possano "pascolare" allegramente.

Descrizione

La tradizione poetica gli attribuisce un suono, che emetterebbe quando è nel periodo degli amori (il famoso canto del cigno), che però ben pochi possono vantarsi d'aver udito. Grigi alla nascita, diventano bianchi solo da adulti. Il cigno reale (Cygnus olor) si può osservare in Italia, con la sua notevole apertura alare di 200-240 cm. Il cigno selvatico (Cygnus cygnus) è presente nel Nord-Europa e sverna anche sulle coste orientali dell'Adriatico. Le dimensioni sono praticamente uguali a quelle del cigno reale. La Finlandia lo ha scelto come effigie sulle nuove monete da un Euro. Il cigno minore (Cygnus colombianus, con la sottospecie bewickii) è presente solo in Europa settentrionale. Come suggerisce il nome, è più piccolo delle due specie precedenti (ca. 20% più piccolo).

Comportamento

Non sporca, non arreca alcun fastidio, non emette suoni se non un lieve sibilo che s'ode appena (tanto che in passato si riteneva che fosse muto). Se nel laghetto vi sono pesci, non li molesta. Difficile è invece, la sua convivenza con i consimili (come le anatre) perché ha un carattere litigioso e dispotico.

Riproduzione

I cigni formano coppie che restano unite tutta la vita: nidificano tra i canneti, dove la femmina cova per circa un mese da 4 a 8 uova azzurrognole, mentre il maschio fa la guardia al nido. Alla nascita e fino al raggiungimento dell'età adulta i giovani cigni mantengono un piumaggio assai poco attraente (in genere d'un colore grigiastro, bianco sporco) ma assai più mimetico - ed utile quindi alla sopravvivenza - di quello, bello ma vistoso, degli adulti.

Alimentazione

I cigni sono uccelli essenzialmente erbivori, infatti, si nutrono in prevalenza di piante acquatiche e palustri che strappano dal fondo con il becco. Mentre la maggior parte degli uccelli acquatici deve tuffarsi sott'acqua alla ricerca del cibo, il cigno può tranquillamente esplorare la vegetazione sottostante fino ad un metro di profondità, grazie al suo lunghissimo collo. A volte "pascolano" sulla terraferma e lungo le rive cibandosi di erbe, radici e semi. In realtà la loro dieta non è strettamente vegetariana: infatti, insieme alle erbe ingurgitano anche un buon numero di piccoli animaletti acquatici ad esse associati (crostacei, larve d'insetti e lumachine). Sono poi dei grandi opportunisti, ghiotti di pane (soprattutto se inzuppato nel latte), pastoni per le anatre o destinati ad altri animali, farina d'orzo, riso cotto, biscotti, mais, patate cotte, frutti, crusca, verdure (soprattutto crude), ortaggi vari e perfino carne in minuscoli bocconi mescolati al pastone. In cattività spesso il cibo viene servito in un capiente contenitore di legno e plastica che può essere posato in terra oppure messo a galleggiare sull'acqua.

Rapporti con l'uomo

I cigni sono ospiti immancabili di zoo, parchi naturali, orti botanici e grandi residenze dotate di vasti spazi e specchi d'acqua più o meno naturali. Se tenuti in parchi o giardini possono causare qualche piccolo danno alle piante ornamentali. Per un privato, tenere questo splendido palmipede non è impresa per tutti, se non altro perché bisogna disporre d'uno specchio d'acqua (laghetto, stagno o grande vasca), e quindi d'un terreno abbastanza vasto da contenerlo. Tutte le specie di cigni vengono allevate in cattività dall'uomo per uso culinario, per reintegrare le colonie in natura o semplicemente come ornamento di giardini anche dei privati. La profondità dello specchio d'acqua dovrebbe essere d'almeno un metro, perché tanto "pesca" il cigno quando muove le zampe per nuotare. Non bisogna però esagerare con l'alimentazione in cattività. Anticamente il cigno bianco, i cigni esotici nero e collo nero, quello selvatico ed il minore li si allevava per mangiarli: oggi, per fortuna, la loro bellezza li mette al riparo da questo rischio. Un parco destinato ad ospitarlo va comunque recintato, con una rete interrata d'almeno 20 cm, per evitare "evasioni". Le specie di questo maestoso uccello ornamentale sono diverse, variamente diffuse sia allo stato selvatico che provenienti d'allevamenti e poi introdotti in natura, soprattutto nei parchi attrezzati e nei giardini botanici. Infine bisogna prevedere l'esistenza d'uno o più ricoveri, in legno o muratura, alti un metro o più, dove i cigni possano rifugiarsi durante le intemperie e deporre e covare le uova. Il suo allevamento non è difficile, anche se c'è chi sostiene che il cigno non possa essere considerato un animale domestico. Ma l'uomo lo tiene in cattività da tempi immemorabili, con grande soddisfazione e senza recargli danno né limitare la sua libertà. Anche il suo nutrimento non è problematico: provvede da solo a trovare erbe, radici, semi ed animaletti acquatici.
Sistematica [modifica]

Il genere è diviso in quattro sottogeneri e sei-sette specie:

* Genere Cygnus
o Sottogenere Cygnus
+ Cygnus olor J. F. Gmelin, 1789 - Cigno reale.
o Sottogenere Chenopis
+ Cygnus atratus Latham, 1790 - Cigno nero.
# Cygnus (atratus) sumnerensis - Cigno della Nuova Zelanda, sottospecie estinta del Cigno nero.
o Sottogenere Sthenelides
+ Cygnus melancoryphus Molina, 1782 - Cigno collonero.
o Sottogenere Olor
+ Cygnus buccinator Richardson, 1832 - Cigno trombettiere.
+ Cygnus cygnus Linnaeus, 1758 - Cigno selvatico.
+ Cygnus columbianus Ord, 1815 - Cigno minore.
# Cygnus (columbianus) bewickii - Sottospecie eurasiatica del Cigno minore, talvolta elevata la rango di specie.

Specie fossili

* Cygnus csakvarensis (del tardo Miocene, Ungheria) - formalmente Cygnanser
* Cygnus mariae (dell'inizio del Pliocene, Wickieup, USA)
* Cygnus verae (dell'inizio del Pliocene, Sofia, Bulgaria)
* Cygnus liskunae (della metà del Pliocene, Mongolia occidentale)
* Cygnus hibbardi (?dell'inizio del Pleistocene, Idaho, USA)
* Cygnus sp. (dell'inizio del Pleistocene, Dursunlu, Turkey: Louchart et al. 1998)
* Cygnus falconeri, Cigno gigante, (della metà del Pleistocene, Malta e Sicilia, Mediterraneo)
* Cygnus paloregonus (della metà del Pleistocene, WC USA) - include "Anser" condoni and C. matthewi
* Cygnus equitum (metà - tardo Pleistocene, Malta e Sicilia, Mediterraneo)
* Cygnus lacustris (tardo Pleistocene, regione del Lago Eyre , Australia) - formalmente Archaeocygnus







FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Swan

Etymology and terminology

The word swan is derived from Old English swan, akin to the German Schwan and Dutch zwaan and Swedish svan, in turn derived from Indo-European root *swen (to sound, to sing), whence Latin derives sonus (sound).[1] Young swans are known as cygnets, from the Latin word cygnus ("swan") and the Old French suffix -et ("little"), or as swanlings. An adult male is a cob, from Middle English cobbe (leader of a group); an adult female is a pen.

Mythology and religion

Swans feature strongly in mythology. In Greek mythology, the story of Leda and the Swan recounts that Helen of Troy was conceived in a union of Zeus disguised as a swan and Leda, Queen of Sparta. Other references in classical literature include the belief that upon death the otherwise silent Mute Swan would sing beautifully - hence the phrase swan song; as well as Juvenal's sarcastic reference to a good woman being a "rare bird, as rare on earth as a black swan", from which we get the Latin phrase rara avis, rare bird.

The Irish legend of the Children of Lir is about a stepmother transforming her children into swans for 900 years. In the legend The Wooing of Etain, the king of the Sidhe (subterranean-dwelling, supernatural beings) transforms himself and the most beautiful woman in Ireland, Etain, into swans to escape from the king of Ireland and Ireland's armies. The swan has recently been depicted on an Irish commemorative coin.

In Norse mythology, there are two swans that drink from the sacred Well of Urd in the realm of Asgard, home of the gods. According to the Prose Edda, the water of this well is so pure and holy that all things that touch it turn white, including this original pair of swans and all others descended from them. The poem Volundarkvida, or the Lay of Volund, part of the Poetic Edda, also features swan maidens.
Mute Swan's nest with two unhatched eggs

Swans are revered in Hinduism, and are compared to saintly persons whose chief characteristic is to be in the world without getting attached to it, just as a swan's feather does not get wet although it is in water. The Sanskrit word for swan is hamsa or hansa, and it is the vehicle of many deities like the goddess Saraswati. It is mentioned several times in the Vedic literature, and persons who have attained great spiritual capabilities are sometimes called Paramahamsa ("Great Swan") on account of their spiritual grace and ability to travel between various spiritual worlds. In the Vedas, swans are said to reside in the summer on Lake Manasarovar and migrate to Indian lakes for the winter. They're believed to possess some powers such as the ability to eat pearls. They are also believed to be able to drink up the milk and leave the water from a saucer of milk adulterated with water. This is taken as a great quality, as shown by this Sanskrit verse:

Hamsah shwetah, bakah shwetah, kah bhedah hamsa bakayo?
Neeraksheera viveketu, Hamsah hamsah, bakah bakah!

(The swan is white, the duck is white, so how to differentiate between both of them?
With the milk-water test, the swan is proven swan, the duck is proven duck!)

Hindu iconography typically shows the Mute Swan. It is wrongly supposed by many historians that the word hamsa only refers to a goose, since today swans are no longer found in India, not even in most zoos. However, ornithological checklists clearly classify several species of swans as vagrant birds in India.
[edit] Other

The Black Swan is the faunal emblem of the Australian state of Western Australia and swans are featured on the coat of arms of Canberra, the Australian capital.

In the United Kingdom there is a popular belief that all swans are the property of the reigning Monarch. In fact their right to ownership of swans is restricted to unmarked Mute Swans on open water, and this right is exercised only on certain stretches of the River Thames and some of its tributaries between Windsor and Abingdon.[10]





Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 18:05, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Cigno: risveglio alla vera bellezza   Sab 3 Lug 2010 - 13:04

Grazia, bellezza, potere del Sé... questi sono tra i simboli associati a questo totem...il cigno sarà in grado di farvi vedere la vostra bellezza interiore e quella degli altri...

buona lettura...


FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/

Cigno (Eala): Un mistico uccello descritto in molti modi nelle storie celtiche. Le sue piume sono state spesso utilizzate nei rituali dei Bardi. I cigni sono collegati con la musica e con il canto. I Cigni aiutano anche a interpretare i simboli dei sogni, e sono favorevoli nei periodi di transizione e di evoluzione spirituale.

CIGNO – Per l’accettazione della propria bontà e bellezza. Rappresenta l’armonia tra il cielo e la terra, dona intuito e sviluppa la creatività. Accresce l’autostima e favorisce i legami affettivi e familiari


FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/swan.htm

Grace, Beauty, Power of Self
The Swan is one of the most powerful and ancient of totems.
As you begin to realize your own true beauty, you unfold the ability to bridge new realms and new powers.
Swan can show you how to access the inner beauty within yourself and in others.

A Swan totem heralds a time of altered states of awareness and the development of intuitive abilities.
Swan people have the ability to see the future, and to accept the healing and transformation that is beginning in their lives.
Accept your ability and go with the flow.
Stop denying you know who is calling when the phone rings.
Pay attention to your hunches and inner knowledge, and Swan medicine will work through you.

The Swan's call teaches the mysteries of song and poetry, for these touch the child and the beauty within.

FONTE: dal libro “Segni e presagi del mondo animale – i poteri magici di piccole e grandi creature” di Ted Andrews Ed. Mediterranee

Il cigno è uno dei totem più arcaici e potenti, come è dimostrato anche dal suo nome. Nella lingua inglese è uno dei nomi più antichi, pervenuto immutato fino a noi già dall’epoca anglosassone.

Il cigno è il totem del bambino, del poeta, del mistico e del sognatore. Questi uccelli riempiono la mitologia e il folklore, di solito come simboli tradizionali di bellezza e di grazia. Erano sacri ad Afrodite, la dea dell’amore, e si riteneva trainassero il carro di Apollo, Zeus prese la forma di un cigno per avvicinarsi a Leda.

Dalla Grecia ci giunge il mistero del canto del cigno che, si dice, esso intoni prima di morire, e che è divenuto simbolo di estro poetico. Pertanto, questo uccello può insegnare i misteri del canto e della poesia, che riescono a toccare il bambino e la bellezza interiori.


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 18:19, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Cigno: risveglio alla vera bellezza   Lun 26 Lug 2010 - 16:26

Tra i documenti che vi propongo oggi vi è uno stralcio di un libro di cui potrete leggere una breve recensione nel seguente link.



FONTE: Animali e spiritualità. La convivenza con l'uomo. Sacrifici rituali e miti. Spiriti e simboli animali di Saunders Nicholas J. Ed. EDT

Il cigno è un simbolo contrastante di luce, morte, trasfigurazione, bellezza e passione dolente.

Pur avendo connotati maschili (come nella leggenda germanica Lohengrin), appare anche come personificazione della grazie e della bellezza femminili (il lago dei cigni).

Nell’antica Grecia era signore del volo dello spirito in quanto identificato con Ermete, il messaggero degli dèi dell’Olimpo. Nel mito della seduzione di Leda venne gia abbozzato il nesso con la trasfigurazione, che sarà ricorrente nel suo simbolismo.

La credenza greca secondo cui il cigno cantava una languida melodia prima di morire si è perpetuata nella cultura occidentale, imponendosi in epoca romantica, quando malinconia e creatività furono all’origine di una significativa produzione poetica.

Prima di allora, il canto del cigno evocava i martiri cristiani che affermavano la loro fede prima dell’esecuzione.



FONTE
: http://it.wikipedia.org/wiki/Lohengrin_%28personaggio%29


Cartolina raffigurante Lohengrin

Lohengrin è un personaggio letterario del ciclo arturiano, figlio di Parsifal.

Le gesta di Lohengrin le troviamo in una leggenda medievale tedesca celebre per aver ispirato l’omonima opera di Wagner. Chiamato il Cavaliere del Cigno, era figlio di Parsifal e Conduiramour. Un giorno Lohengrin fu chiamato, in qualità di servitore del Sacro Graal, a difendere Else, che sarebbe poi divenuta sua moglie. Else era ingiustamente accusata di aver ucciso il fratello, così Lohengrin sfidò a duello Frederick, l’accusatore, e vinse. Lohengrin sposò Else strappandole la promessa di non chiedergli mai il suo nome. Infatti Parsifal, prima che Lohengrin partisse per salvare Else, gli disse che se ella gli avesse chiesto di svelare la sua identità, questi avrebbe dovuto far ritorno a casa. Ma Else era troppo curiosa, e non seppe trattenersi dal fargli la fatale domanda. Lohengrin la accompagnò nella grande sala e, in presenza di tutti i cavalieri , le rivelò la sua identità. Dopo averle detto chi era, le disse che avrebbe dovuto lasciarla, per far ritorno alla Montagna Sacra, così salì su una barca a forma di cigno e scomparve.

Fa la sua prima apparizione nel Parzival di Wolfram von Eschenbach; in quest'opera Lohengrin si mette alla ricerca del Graal, guidato da un cigno.

Personaggio molto amato dalla cultura germanica, Lohengrin deve oggi la sua popolarità soprattutto all'omonima opera lirica di Richard Wagner (1848)
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MessaggioOggetto: Re: Cigno: risveglio alla vera bellezza   Mar 14 Feb 2012 - 11:32

Ancora qualche stralcio, dai documenti di wikipedia, sui miti legati al cigno. Per approfondimenti consiglio la visione anche alle fonti originali.

Buona lettura!


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Cigno_%28costellazione%29#Mitologia


Il Cigno che vola lungo la Via Lattea in una carta di Johannes Evelius, 1690
FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cygnus.jpg

Mitologia

La costellazione del Cigno prende spunto da vari personaggi della mitologia greca di nome Cicno, trasformati in cigno.

Una denominazione diffusa del Cigno è quella di Croce del Nord, e in effetti la sua forma è molto più larga e distinta di quella della famosa Croce del Sud. Nella sua foggia a croce i Greci vedevano il lungo collo, le ali spiegate e la coda mozza di un cigno che volava lungo la Via Lattea in cui è incastrato. I mitografi ci dicono che il cigno è una mimetizzazione di Zeus che si reca da una delle sue innumerevoli amanti, ma non sono d'accordo su chi sia la meta di quella particolare visita.

La versione del racconto che risale a Eratostene dice che Zeus un giorno s'invaghì della ninfa Nemesi che abitava a Ramno, a nord est di Atene. Per sfuggire alle avance sgradite del dio assunse le forme di vari animali, dapprima tuffandosi in un fiume, poi scappando per terra, e infine volando via sottoforma di oca. Senza arrendersi, Zeus la inseguì nonostante tutte le trasformazioni, ogni volta trasformandosi in un animale più grande e più veloce, finché non si tramutò in cigno e con quelle fattezze l'acchiappò e la violentò. Igino racconta una storia simile, ma non cita le metamorfosi di Nemesi. Dice, invece, che Zeus finse di essere un cigno che stava sfuggendo a un'aquila e che Nemesi gli offrì rifugio. Solo dopo essersi addormentata con il cigno in grembo si rese conto dell'errore compiuto.

In entrambe le versioni il risultato fu che Nemesi fece un uovo che fu poi donato alla Regina di Sparta, Leda, alcuni dicono da Ermes e altri da un pastore che trovò l'uovo in un bosco. Dall'uovo uscì la bella Elena (che doveva diventare poi famosa come Elena di Troia).

Una versione più semplice recita che Zeus, trasformato in cigno sedusse Leda sulle sponde del fiume Euroto; con in mente questa storia, Germanico Cesare si riferisce al cigno come a «l'adultero alato». Leda era la moglie del Re Tindaro di Sparta, e questo fatto complicò ulteriormente le cose perché quella stessa notte la donna giacque anche con il marito.

Secondo una delle interpretazioni, Leda procreò un solo uovo da cui uscirono i gemelli Castore e Polluce e anche Elena. Il guscio di quest'uovo fu, nella leggenda, esposto in un tempio di Sparta, legato a nastri che pendevano dal tetto. Un racconto contrastante dice che Leda fece due uova, da uno vennero fuori Castore e Polluce e dall'altro Elena e sua sorella Clitennestra. Ad aumentare la confusione si deve aggiungere che Polluce ed Elena erano notoriamente figli di Zeus, mentre Castore e Clitennestra avevano per padre Tindaro. Castore e Polluce sono commemorati nella costellazione dei Gemelli.

La stella più brillante del Cigno, Deneb, segna il punto della coda del cigno; il nome le viene da dhanab che in arabo significa «coda». I Greci non diedero un nome a questa stella ben visibile. Deneb infatti è una stella supergigante molto brillante, quasi 2000 anni luce distante, la più lontana di tutte le stelle di I grandezza. Forma un angolo del cosiddetto Triangolo Estivo, triangolo completato da Vega nella costellazione della Lira e Altair in quella dell'Aquila.

Il becco del cigno è segnato da una stella che si chiama Albireo. Lo storico tedesco Paul Kunitzsch ne ha tracciato il percorso tortuoso seguito dal nome: iniziò con una traduzione in arabo della parola greca che stava per «uccello», ornis, il nome con il quale questa costellazione era nota sia ad Arato di Soli che a Tolomeo. Nel Medioevo questo nome arabo fu tradotto in latino, ma male, e divenne ab ireo, implicando che si credeva derivasse dal nome di una certa erba. Questa definizione fu a sua volta erroneamente ritenuta di provenienza araba e riscritta albireo. Ecco che il nome Albireo, sebbene possa sembrare arabo, non ha nessun significato.

In un recente studio la costellazione del Cigno è stata associata ad una reinterpretazione della leggendariaVisione di Costantino. Il lavoro suggerisce che la costellazione insieme ad un raro allineamento di pianeti associati alle maggiori divinità pagane ( Giove, Saturno, Marte e Venere) possa essere stato interpretato dall’imperatore come un messaggio divino, anche in relazione alla particolare attitudine che avevano gli antichi ad interpretare i quadri astrali, in particolare quando inusuali. Lo studio tende ad evidenziare inoltre come, questa interpretazione, possa essere stata adottata più volte nel corso dei secoli ed abbia lasciato intriganti indizi in vari campi come l’architettura, l’arte, la numismatica, l’iconografia astrale.[6]


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Leda

Leda
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella mitologia greca Leda era figlia di Testio e moglie di Tindaro, re di Sparta.

La leggenda narra che Zeus, innamoratosi di lei, si trasformò in un cigno e si accoppiò con Leda, che generò due uova. Da un uovo sarebbero usciti i Dioscuri, Castore e Polluce, mentre dall'altro Elena e Clitennestra.

La tradizione mitica è discordante riguardo a quale fosse la progenie divina; secondo alcune versioni i figli immortali di Zeus non sarebbero stati i Dioscuri ("figli di Zeus"), ma Polluce ed Elena, mentre gli altri due sarebbero figli di Tindaro.[1]

Secondo un'altra versione del mito, Leda trovò l'uovo, frutto dell'unione tra Zeus e Nemesi, dal quale sarebbe uscita Elena.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Leda_and_the_Swan

Leda and the Swan
From Wikipedia, the free encyclopedia

Leda and the Swan is a motif from Greek mythology in which Zeus came to Leda in the form of a swan. According to later Greek mythology, Leda bore Helen and Polydeuces, children of Zeus, while at the same time bearing Castor and Clytemnestra, children of her husband Tyndareus, the King of Sparta. In the W.B. Yeats version, it is subtly suggested that Clytemnestra, although being the daughter of Tyndareus, has somehow been traumatised by what the swan has done to her mother (see below). As the story goes, Zeus took the form of a swan and raped or seduced Leda on the same night she slept with her husband King Tyndareus. In some versions, she laid two eggs from which the children hatched.[1] In other versions, Helen is a daughter of Nemesis, the goddess who personified the disaster that awaited those suffering from the pride of Hubris.

The motif was rarely seen in the large-scale sculpture of antiquity, although a representation of Leda in sculpture has been attributed in modern times to Timotheos (compare illustration, below left); small-scale sculptures survive showing both reclining and standing poses,[2][3] in cameos and engraved gems, rings, and terracotta oil lamps. Thanks to the literary renditions of Ovid and Fulgentius it was a well-known myth through the Middle Ages, but emerged more prominently as a classicizing theme, with erotic overtones, in the Italian Renaissance.


Leda and the Swan, a 16th century copy after a lost painting by Michelangelo (National Gallery, London)
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Leda.jpg

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Cygnus_%28constellation%29

History and mythology

In Greek mythology, Cygnus has been identified with several different legendary swans. Zeus disguised himself as a swan to seduce Leda, who gave birth to the Gemini, Helen of Troy and Clytemnestra; Orpheus was transformed into a swan after his murder, and was said to have been placed in the sky next to his lyre (Lyra); and the King Cycnus was transformed into a swan.

In Ovid's Metamorphoses, there are three people named Cygnus, all of whom are transformed into swans. Alongside Cycnus, noted above, he mentions a boy from Tempe who commits suicide when Phyllius refuses to give him a tamed bull that he demands, but is transformed into a swan and flies away. He also mentions a son of Neptune who is an invulnerable warrior in the Trojan War who is eventually defeated by Achilles, but Neptune saves him by transforming him into a swan.

Cygnus, together with other avian constellations near the summer solstice, Vultur cadens and Aquila, may be a significant part of the origin of the myth of the Stymphalian Birds, one of The Twelve Labours of Hercules.[1]

Equivalents

In Chinese astronomy, the stars of Cygnus are located within the Black Tortoise of the North (北方玄武, Běi Fāng Xuán Wǔ). In Chinese mythology, the area of Cygnus is the site of the once-a-year magpie bridge (鹊桥, Que Qiao) which connects the lovers Niu Lang and Zhi Nu (see Qi Xi).[citation needed]


Cygnus as depicted in Urania's Mirror, a set of constellation cards published in London c.1825. Surrounding it are Lacerta, Vulpecula and Lyra.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Cygnusurania.jpg
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