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 Mandragora

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Tila
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MessaggioOggetto: Mandragora   Sab 31 Lug 2010 - 9:25


QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.



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FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mandragora




La mandragola da un'immagine medievale


Mandragora
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mandragola è il nome comune di diverse piante del genere Mandragora appartenenti alla famiglia delle Solanaceae. Le loro radici sono caratterizzate da una peculiare biforcazione che ricorda la figura umana (maschile e femminile); insieme alle proprietà anestetiche della pianta, questo fatto ha probabilmente contribuito a far attribuire alla mandragola poteri sovrannaturali in molte tradizioni popolari.
Indice

* 1 Storia e leggenda
* 2 Note
* 3 Bibliografia

Storia e leggenda
La mandragola da un'immagine medievale

La mandragora, o mandragola, costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie.

Innanzitutto il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache;[1] era utilizzata anche per curare la sterilità.[1][2]

Alla mandragora venivano nel Medioevo attribuite qualità magiche e non è un caso se era inclusa nella preparazione di varie pozioni.[1] È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l'aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera.[1] Da ciò ne è derivata la leggenda del pianto della mandragola ritenuto in grado di uccidere un uomo. Veniva considerata una creatura a metà del regno vegetale e animale, come il meno noto agnello vegetale di Tartaria.

Nel 1615, in alcuni trattati sulla licantropia, tra i quali quello di Njanaud, appariva l'informazione dell'uso di un magico unguento a base di mandragora che permetteva la trasformazione in animali.[2]

Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte.

La mandragola può essere ricondotta ad alcune usanze Voodoo nelle quali era utilizzata come surrogato delle più famose bambole di cera. È considerata una pianta magica anche dalla Wicca moderna, in particolare nei giorni di plenilunio.[3]

La pianta della mandragola viene pure ricordata nell'omonima rappresentazione teatrale di Niccolò Machiavelli, fra le piante magiche del romanzo fantasy Harry Potter e la camera dei segreti e dell'omonimo film da esso tratto, nel nome di due personaggi dell'anime e manga I Cavalieri dello zodiaco, nonché nel lungometraggio Il labirinto del fauno.

Note

1. ^ a b c d Cf. Treccani Vocabolario online.
2. ^ a b "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, p. 68.
3. ^ Cf. ricorrenze in books.google.it.

Bibliografia

* Jean De Maleissye, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-628-8019-0.
* Samorini G., 1998, Gli allucinogeni nel mito. Mandragora, in: E. Zolla (cur.), Il dio dell'ebbrezza. Antologia dei moderni Dionisiaci, Torino, Einaudi, pp. 357-361.




FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Mandrake_%28plant%29

Mandrake (plant)
From Wikipedia, the free encyclopedia

Mandrake is the common name for members of the plant genus Mandragora belonging to the nightshades family (Solanaceae). Because mandrake contains deliriant hallucinogenic tropane alkaloids such as atropine, scopolamine, apoatropine, hyoscyamine and the roots sometimes contain bifurcations causing them to resemble human figures, their roots have long been used in magic rituals, today also in neopagan religions such as Wicca and Germanic revivalism religions such as Odinism.

The mandrake, Mandragora officinarum, is a plant called by the Arabs luffâh, or beid el-jinn ("djinn's eggs"). The parsnip-shaped root is often branched. This root gives off at the surface of the ground a rosette of ovate-oblong to ovate, wrinkled, crisp, sinuate-dentate to entire leaves, 5 to 40 centimetres (2.0 to 16 in) long, somewhat resembling those of the tobacco-plant. A number of one-flowered nodding peduncles spring from the neck bearing whitish-green flowers, nearly 5 centimetres (2.0 in) broad, which produce globular, succulent, orange to red berries, resembling small tomatoes, which ripen in late spring. All parts of the mandrake plant are poisonous. The plant grows natively in southern and central Europe and in lands around the Mediterranean Sea, as well as on Corsica.

Contents
[hide]

* 1 The Old Testament
* 2 Magic, spells, and witchcraft
* 3 In literature
* 4 In film
* 5 In video games
* 6 References
* 7 Further reading
* 8 External links

[edit] The Old Testament

In Genesis 30, Reuben, the eldest son of Jacob and Leah finds mandrakes in a field. Rachel, Jacob's infertile second wife and Leah's sister, is desirous of the mandrakes and barters with Leah for them. The trade offered by Rachel is for Leah to spend the next night in Jacob's bed in exchange for Leah's mandrakes. Leah gives away the plant to her barren sister, but soon after this (Genesis 30:14-22), Leah, who had previously had four sons but had been infertile for a long while, became pregnant once more and in time gave birth to two more sons, Issachar and Zebulun, and a daughter, Dinah. Only years after this episode of her asking for the mandrakes did Rachel manage to get pregnant. There are classical Jewish commentaries which suggest that mandrakes help barren women to conceive a child though.[citation needed]

Mandrake in Hebrew is דודאים (dûdã'im), meaning “love plant”. Among certain Asian cultures, it is believed to ensure conception.[citation needed] Most interpreters[who?] hold Mandragora officinarum to be the plant intended in Genesis 30:14 ("love plant") and Song of Songs 7:13 ("the mandrakes send out their fragrance"). A number of other plants have been suggested such as blackberries, Zizyphus Lotus, the sidr of the Arabs, the banana, lily, citron, and fig.

It should be noted that Sir Thomas Browne, in Pseudodoxia Epidemica, ch. VII, suggests that the 'dudai'im' of Genesis 30:14 is really the opium poppy, because the word 'dudai'im' may be a reference to a woman's breasts.

[edit] Magic, spells, and witchcraft

According to the legend, when the root is dug up it screams and kills all who hear it. Literature includes complex directions for harvesting a mandrake root in relative safety. For example Josephus (c. 37 AD Jerusalem – c. 100) gives the following directions for pulling it up:

A furrow must be dug around the root until its lower part is exposed, then a dog is tied to it, after which the person tying the dog must get away. The dog then endeavours to follow him, and so easily pulls up the root, but dies suddenly instead of his master. After this the root can be handled without fear.

Extract from Chapter XVI, Witchcraft and Spells: Transcendental Magic its Doctrine and Ritual by Eliphas Levi. A Complete Translation of Dogme et Rituel de la Haute Magie by Arthur Edward Waite. 1896

... we will add a few words about mandragores (mandrakes) and androids, which several writers on magic confound with the waxen image; serving the purposes of bewitchment. The natural mandragore is a filamentous root which, more or less, presents as a whole either the figure of a man, or that of the virile members. It is slightly narcotic, and an aphrodisiacal virtue was ascribed to it by the ancients, who represented it as being sought by Thessalian sorcerers for the composition of philtres. Is this root the umbilical vestige of our terrestrial origin ? We dare not seriously affirm it, but all the same it is certain that man came out of the slime of the earth, and his first appearance must have been in the form of a rough sketch. The analogies of nature make this notion necessarily admissible, at least as a possibility. The first men were, in this case, a family of gigantic, sensitive mandragores, animated by the sun, who rooted themselves up from the earth ; this assumption not only does not exclude, but, on the contrary, positively supposes, creative will and the providential co-operation of a first cause, which we have reason to call God. Some alchemists, impressed by this idea, speculated on the culture of the mandragore, and experimented in the artificial reproduction of a soil sufficiently fruitful and a sun sufficiently active to humanise the said root, and thus create men without the concurrence of the female. (See: Homunculus) Others, who regarded humanity as the synthesis of animals, despaired about vitalising the mandragore, but they crossed monstrous pairs and projected human seed into animal earth, only for the production of shameful crimes and barren deformities. The third method of making the android was by galvanic machinery. One of these almost intelligent automata was attributed to Albertus Magnus, and it is said that St Thomas (Thomas Aquinas) destroyed it with one blow from a stick because he was perplexed by its answers. This story is an allegory; the android was primitive scholasticism, which was broken by the Summa of St Thomas, the daring innovator who first substituted the absolute law of reason for arbitrary divinity, by formulating that axiom which we cannot repeat too often, since it comes from such a master: " A thing is not just because God wills it, but God wills it because it is just. The real and serious android of the ancients was a secret which they kept hidden from all eyes, and Mesmer was the first who dared to divulge it; it was the extension of the will of the magus into another body, organised and served by an elementary spirit; in more modern and intelligible terms, it was a magnetic subject.

It was a common folklore in some countries that mandrake would only grow where the semen of a hanged man had dripped on to the ground; this would appear to be the reason for the methods employed by the alchemists who "projected human seed into animal earth". In Germany, the plant is known as the Alraune: the novel (later adapted as a film) Alraune by Hanns Heinz Ewers is based on a soulless woman conceived from a hanged man's semen, the title referring to this myth of the Mandrake's origins.

The following is taken from "Paul Christian".[1] pp. 402–403, The History and Practice of Magic by Paul Christian. 1963:

Would you like to make a Mandragora, as powerful as the homunculus (little man in a bottle) so praised by Paracelsus? Then find a root of the plant called bryony. Take it out of the ground on a Monday (the day of the moon), a little time after the vernal equinox. Cut off the ends of the root and bury it at night in some country churchyard in a dead man's grave. For thirty days water it with cow's milk in which three bats have been drowned. When the thirty-first day arrives, take out the root in the middle of the night and dry it in an oven heated with branches of verbena; then wrap it up in a piece of a dead man's winding-sheet and carry it with you everywhere.





Ultima modifica di Tila il Mar 10 Ago 2010 - 10:07, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Mandragora   Sab 31 Lug 2010 - 9:26

FONTE: http://www.esoterya.com/piante-magia-mandragora/147/

Una pianta ricca di tradizione esoteriche divisa in due tipologie: mandragora officinalis e autunnalis, una pianta solanacea del mediterraneo. I fiori sono bianchi sfumati di blu e viola, fiorisce nel mese di dicembre e la radice ha una forma particolare, dall’aspetto antropomorfo.

La raccolta di questa pianta va fatta in una particolare maniera: prima bisogna scavare una buca attorno alla radice, legarla e annodarla alla coda di un cane e farlo correre … Questa è solo una leggenda! La mandragora si raccoglie una notte di plenilunio autunnale.

Secondo alcune tradizioni la pianta è magica, dotata di poteri farmacologici e chiamata anche lagrima equivoca d’impiccato, perché, secondo una leggenda è nata dallo sperma e grasso di un uomo impiccato alla forca.

Questa pianta è molto difficile rintracciarla in commercio, spesso è vittima di contraffazioni, ma alcuni erborista è qualche magic shop ne possiede.

Le proprietà di questa fantastica pianta sono innumerevoli, per primo conferisce vitalità sessuale all’uomo, seconda cosa rende feconda la donna (ricordiamoci La Mandragola di Machiavelli), personaggi storici come Goethe, Cagliostro, Giovanna d’Arco la usarono perché si credeva facesse diventare ricchi, ma nel nostro caso, nella stregoneria, la radice di questa pianta serve per fissare alcune forze astrali elementari.

La Mandragora è ancora usata dalla Wicca, si dice che venga utilizzata nella costruzione di alcune bambole Voodoo.
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MessaggioOggetto: Re: Mandragora   Dom 1 Ago 2010 - 17:58

Io ho trovato questo articolo, qui di seguito riportato.

RICORDO COME ABBIAMO GIà FATTO IN MOLTI ALTRI POST CHE QUESTO FORUM NON DA CONSIGLI ALIMENTARI. NE VUOLE FORNIRE UNA SOSTITUZIONE AL PARERE DEL MEDICO, SEMPRE E IN OGNI CASO NECESSARIA. iN MERITO ALLA PIANTA QUI SOPRA CITATA, SE NE SCONSIGLIA L'USO PERCHé TOSSICA. i RIFERIMENTI ALLE UTILITà CHE ESSA POTREBBE AVERE, FORNITE DALLE TRADIZIONI ESOTERICHE E/O LETTERARIE, FANNO RIFERIMENTO AD UN USO SIMBOLICO ED ESOTERICO DI ESSA.


FONTE ARTICOLO: http://www.thereef.it/craft/streghe/erbe/mandragora.htm



A cura di Heiden

Nome scientifico: Mandragora officinarum L. (syn Mandragora vernalis Bertol.); Mandragora autumnalis Bertol.
Nome comune: Mandragora, Mandragola, Mano di Gloria, Radice del Diavolo.
Famiglia: Solanaceae.
Descrizione botanica: Pianta perenne, acaule (senza fusto), con rosetta di foglie a margine intero o dentato da cui spuntano fiori pentameri, ermafroditi, peduncolati, bianco verdastri nella prima specie, violetto pallido nella seconda. Fornita di un grosso rizoma e di radici che spesso assumono un aspetto antropomorfo, da questo aspetto particolare derivano tutte le leggende, superstizioni e riti folkloristici.
Habitat: La prima specie è presente in Italia settentrionale, la seconda in Italia meridionale.
Fioritura: Estate.
Parte utilizzata: rizoma.
Raccolta: Autunno.
Principio attivo principale: Atropina (alcaloide tropanico): antagonista dell'acetilcolina (importante neurotrasmettitore) per i recettori muscarinici (recettori che controllano particolari funzioni autonome, come la frequenza cardiaca, la contrazione del muscolo liscio e la secrezione), provoca effetti parasimpaticolitici, descritti in seguito. A basse dosi (1mg) provoca secchezza della bocca a causa della diminuita secrezione delle ghiandole salivari, dilatazione della pupilla, rallentamento della funzione gastroenterica, tachicardia; a dosi medie (2-3mg) i sintomi sopra citati sono accentuati; ad alte dosi (>5mg) spasmolisi della muscolatura liscia, difficoltà di degluttizione, vasodilatazione dovuta all'assenza di sudorazione, blocco dell'attività intestinale, se la dose supera i 10mg è possibile la morte.
Curiosità: Il termine “Mandragora” ha diverse origini. Secondo alcuni deriverebbe dal sanscrito mandros “sonno” e agora “sostanza” oppure mandara, “paradiso”. Altri attribuiscono al nome un'origine tedesca medievale, mann-dragen “figura di uomo”.
Inoltre questa pianta prende moltissimi nomi comuni, a seconda della cultura e del luogo. Ad esempio in Francia è nota con il nome man de gloire “mano di gloria” o mandragloire dall'unione dei nomi mandragora e Magloire, il nome di un'elfo del folklore francese. Il termine mano di gloria si riferisce ad un oggetto magico: la mano mozzata di un condannato a morte, fatta seccare e immersa nella cera con la quale si fabbricava una candela in grado di stupire e paralizzare “come fossero morti” tutti coloro che la guardassero, come descrive Alberto Magno nel suo Libro dei Segreti. Probabilmente l'associazione tra la mandragora e la mano di gloria deriva dai poteri soporiferi del rizoma e dal fatto che Claudio Eliano e successivamente Plinio il Vecchio ritenessero che essa brillasse di notte. Il Catelan riferisce inoltre che il succo fosse bevuto dalle streghe, in quanto rende invisibili, potendo quindi rapire indisturbare i neonati mentre succhiano il latte dal seno materno, “essendo una pratica comune tra le streghe di essere ghiotte della carne del neonato”.
Le altre virtù magiche che vengono spesso riportate riguardano la prosperità e la ricchezza, al pari del vischio la mandragora consentiva di trovare tesori nascosti, e nell'articolo 7 del capo d'accusa di Giovanna d'Arco, si diceva: “La detta Giovanna ebbe costume talvolta di portare una mandragora nel seno, sperando tramite questo mezzo di avere buona sorte e ricchezze e cose temporali; ella affermo che qesta mandragora aveva questa virtù od effetto”.
Curioso è anche il nome che sempre Claudio Eliano attribuisce a questa pianta: cynospastos, “estirpata da un cane”. Teofrasto riferisce infatti alcune precauzioni da prendere nel caso in cui la si voglia eradicare: l'erborista doveva recarsi sul luogo di sera, munito di una corda e un cane nero affamato, doveva tracciare con una spada di ferro mai usata tre cerchi magici attorno alla pianta, volgendo il viso per preservarsi dalle esalazioni, ritenute soporifere e nocive. Nel momento in cui la si sradicava, la pianta lanciava un urlo acuto ritenuto mortale, per questo l'erborista doveva turarsi le orecchie con della cera. Legata un'estremita della corda al colletto della mandragora, legava l'altra al cane e gli gettava un pezzo di carne, la bestia affamata rincorreva il boccone, sradicando la pianta e morendo sul colpo. Le leggende tuttavia non sono uguali in tutto il mondo, in Romania infatti non si conosceva l'usanza del cane nero: l'erba andava colta, all'insaputa di tutti, da due giovani donne accompagnate da una vecchia nel periodo propizio; esse portavano “pane, sale e un soldo”, con il viso rivolto a oriente recitavano formule magiche girando attorno alla pianta, quindi si sradicava con la vanga e la si deponeva al suolo rivolta ad oriente e subito si riempiva il solco con il pane, il sale e il soldo (prezzo della mandragora) per non farle perdere efficacia ma soprattutto per non sentire nottetempo la voce della pianta che chiamava quelle che l'hanno raccolta implorandole di rimetterla al suo posto.
La somiglianza del rizoma alla figura umana, compresa di genitali, le ha attribuito qualità afrodisiache. Sempre Teofrasto ci dice che un altro nome per chiamare Afrodite era Mandràgoritis. In Egitto si preparavano filtri d'amore per le coppie che desideravano avere molti figli. L'effetto afrodisiaco di questa pianta ha fatto si che venisse associata all'elefante, come equilibrio tra casto e voluttuoso: nei primi bestiari del II-IV secolo si riferiva che l'elefante non avesse brama carnale, quindi nel caso in cui avesse voluto generare sarebbe dovuto andare ad oriente, vicino al paradiso terrestre, dove una femmina gli avrebbe offerto “il frutto dell'albero chiamato Mandragora” e questo, mangiatolo, si sarebbe congiunto ad essa. In questo bestiario, oltre al vago riferimento al mito di Adamo ed Eva, è palese la potente funzione afrodisiaca della mandragora, in grado di accendere il desiderio anche nell'animale ritenuto più casto e puro. Tuttavia le virtù afrdisiache sembrano dubbie. In realtà la mandragora, grazie alla sinergia dei suoi alcaloidi, esercita un'azione antispasmodica e sedativa, ma anche euforia e senso di stordimento (probabilmente è da questa ultima azione che derivano le leggende sulla sua presunta qualità afrodisiaca, rendendo le donne “ebbre” e quindi più disponibili e arrendevoli alle voglie degli uomini).
La mandragora era conosciuta perfettamente in tutta l'area mediterranea già dal I secolo dopo Cristo, come racconta Polieno, come anestetico e soporifero. Questi effetti sono testimoniati anche da Plinio il Vecchio e Dioscoride, i quali elogiano le virtù terapeutiche in caso di morsi di serpente, tagli e bruciature. Pseudo Apuleio nel suo erbario suggerisce l'uso della mandragora come anestetico generale in caso di amputazioni o cauterizzazioni di arti e ferite, sosteneva infatti che facendo bere al paziente del vino in cui sia stata macerata della mandragora, egli si sarebbe addormentato così profondamente da non sentire alcun dolore. Plinio tuttavia metteva in guardia contro l'uso sconsiderato di questa pianta, ritenendola giustamente un potente veleno. Gli alcaloidi infatti aumentano le pulsazioni cardiache e si riscontra eccitazione psicomotoria e psichica, con la comparsa di allucinazioni, riso convulso, vomito e diarrea.
La sua caratteristica di essere psicoattiva e lievemente allucinogena (da la sensazione di volare) la rende un possibile ingrediente dell'unguento che le streghe preparavano e spalmavano sul corpo e sul manico di scopa per “volare” al Sabba.
Ricorrente inoltre è la credenza secondo cui la mandragora nasca dallo sperma caduto sul terreno di un uomo condannato alla forca o addirittura dal seme di Adamo.
Usi Magici: Attenzione! E' una pianta tossica e non va MAI ingerita. Gli usi magici si limitano al puro simbolismo durante i rituali, al confezionamento di amuleti, talismani (lasciandola intera tal quale o in associazione con altre erbe), sacchetti magici. Anche se alcune fonti lo riportano, sconsiglio l'uso del rizoma in unguenti, oli, bagni, polveri e incensi.
Le qualità magiche della mandragora riguardano, come in parte già detto, la sessualità, l'amore, la protezione e la difesa attiva, il potere psichico. Si può usare in tutti i rituali d'amore usata intera come simulacro. Come amuleto, appesa ad un filo d'argento dietro la porta di casa, protegge dalle negatività, sull'altare aumenta la potenza degli incantesimi e dei rituali.

Bibliografia:
Hiller K. Melzig M.F. (2003): Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen; Spektrum akademischer Verlag.
Maugini E. Maleci Bini L. e Mariotti Lippi M. (2006): Manuale di Botanica Farmaceutica VIII Edizione; Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova.
Rangoni L. (2005): Il Grande Libro delle Piante Magiche; Xenia Edizioni, Milano.
Cattabiani A. (1996): Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori Editore, Milano.
Eliade M. (1988): “Gayômart, Adamo e la mandragola”, in: Eliade M. (1988): Spezzare il tetto della casa. La creatività e i suoi simboli, Jaca Book, Milano, p. 159-169.
Izzi M. (1987): La radice dell’uomo. Storia e mito della Mandragora, Ianua, Roma.
Samorini G. (1995): Gli allucinogeni nel mito. Racconti sull’origine delle piante psicoattive, Nautilus, Torino.
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MessaggioOggetto: Re: Mandragora   Mar 16 Nov 2010 - 8:18

Ho trovato due miti interessanti riferiti a questa pianta...

Riporto l'incipit il resto lo potrete leggere nel sito orginale di appartenenza... buona lettura!


Mito egiziano delle mandragore

Disse allora Ra: “Chiamatemi messaggeri che corrano rapidamente, che si affrettino come l’ombra di un corpo”.


FONTE: http://samorini.it/site/mitologia/mandragora/mito-egiziano-mandragora/



Racconto siriano sulla mandragora

Quando Dio creò il mondo, si riservò la creazione degli esseri viventi sulla terra, nelle acque e nell’aria.

FONTE: http://samorini.it/site/mitologia/mandragora/racconto-siria-mandragora/



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mandragora_officinarum_002.JPG
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MessaggioOggetto: Re: Mandragora   Oggi a 8:06

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