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 Foeniculum vulgare - Finocchio

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MessaggioOggetto: Foeniculum vulgare - Finocchio   Mer 11 Ago 2010 - 9:35


QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.


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Visto che recentemente ho aperto schede sull’aglio e sul peperoncino oggi vi parlo di un alleato non solo spirituale ma anche per lo stomaco e non solo.

Scopriamolo insieme…

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Foeniculum_vulgare







Foeniculum vulgare
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il finocchio (Foeniculum vulgare Mill.) è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere).
Conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al 1500.

Indice

* 1 Morfologia
* 2 Coltivazione
* 3 La raccolta del finocchio selvatico
* 4 Uso in fitoterapia
* 5 In cucina
* 6 Curiosità
* 7 Varietà di Finocchio coltivato
* 8 Nomi regionali
* 9 Note
* 10 Bibliografia
* 11 Collegamenti esterni
* 12 Altri progetti

Morfologia [modifica]

Si distinguono le varietà di finocchio selvatico dalle varietà di produzione orticola (dolce).
Il finocchio selvatico è una pianta spontanea, perenne, dal fusto ramificato, alta fino a 2m. Possiede foglie che ricordano il fieno (da cui il nome foeniculum), di colore verde e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli. Seguono i frutti (acheni), prima verdi e poi grigiastri. Del finocchio selvatico si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti (impropriamente chiamati "semi").
Il finocchio coltivato (o dolce) è una pianta annuale o biennale con radice a fittone. Raggiunge i 60-80 cm di altezza. Si consuma la grossa guaina a grumolo bianco che si sviluppa alla base.

Coltivazione

Il finocchio è ampiamente coltivato negli orti per la produzione del grumolo, una struttura compatta costituita dall'insieme delle guaine fogliari, che si presentano di colore biancastro, carnose, strettamente appressate le une alle altre attorno ad un brevissimo fusto conico, direttamente a livello del terreno. La raccolta dei grumoli avviene in tutte le stagioni, secondo le zone di produzione. Si adatta a qualsiasi terreno di medio impasto con presenza di sostanza organica. Le piante vengono disposte in file e distanziate di circa 25 cm l'una dall'altra. La raccolta del grumolo avviene dopo circa 90 giorni dalla semina. Richiede frequenti e abbondanti irrigazioni e preferisce un clima temperato di tipo mediterraneo.

La raccolta del finocchio selvatico

La raccolta del fiore del finocchio selvatico avviene in Italia appena il fiore è "aperto", normalmente a partire dalla metà d'agosto fino a settembre inoltrato. Il fiore si può usare fresco o si può essiccare, all'aperto, alla luce, ma lontano dai raggi diretti del sole, che farebbero evaporare gli olii essenziali. I diacheni si possono raccogliere all'inizio dell'autunno, quando è avvenuta la trasformazione del fiore in frutto. Le "barbe" o foglie e i teneri germogli si possono cogliere dalla primavera all'autunno inoltrato.

Uso in fitoterapia

Contiene: anetolo (da cui dipende il suo aroma), fencone, chetone anisico, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene e acido metilcavicolo.

È emmenagogo, diuretico, carminativo, antiemetico, aromatico, antispasmodico, anti-infiammatorio, epatico. È utilizzato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell'allattamento per ridurre le coliche d'aria nei bambini. È noto infatti che una tisana fatta con i semi di questa pianta sia molto efficace nel trattamento di gonfiori addominali da aerofagia.
Inoltre combatte i processi fermentativi dell'intestino crasso, e quindi diminuisce il gas intestinale. Quindi può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile.[1]

In cucina

In cucina si possono usare tutte le parti del finocchio. Il bulbo si può mangiare crudo nelle insalate oppure lessato e gratinato e si può aggiungere agli stufati. Per quanto riguarda il finocchio selvatico, chiamato in cucina anche "finocchina" o "finocchietto", si usano sia i fiori freschi o essiccati, sia i frutti o “diacheni”, impropriamente chiamati “semi”, che sono più o meno dolci, pepati o amari, a seconda della varietà, sia le foglie (o “barba”), sia i rametti più o meno grandi utilizzati nelle Marche per cucinare i bombetti (lumachine di mare). I fiori si usano per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale (in particolare la "porchetta" dell'Alto Lazio). I cosiddetti "semi" si usano soprattutto per aromatizzare ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. Le foglie s’usano fresche e sminuzzate per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate e formaggi. È in uso nelle regioni costiere del Tirreno, un "liquore di finocchietto", per il quale s'utilizzano i fiori freschi e/o i "semi" e le foglie. Inoltre nella " pasta con le sarde ", nota ricetta siciliana, le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali

Curiosità

L'espressione "lasciarsi infinocchiare" deriva dall'abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente.

La comune distinzione tra finocchio femmina e finocchio maschio è solo formale: il primo è di forma allungata e il secondo tondeggiante.

Varietà di Finocchio coltivato [modifica]

* Bianco Perfezione
* Bianco dolce di Firenze
* Finocchio di Parma
* Finocchio di fracchia
* Gigante di Napoli
* Grosso di Sicilia


Nomi regionali [modifica]
Calabria finocchiu serbaggiu
Campania Fenucchiello
Emilia-Romagna scartusei, fnòcc (Ferrara)
Liguria fenuggiu
Lombardia fenòcc
Marche fenocchiu
Molise fenuòcchj
Piemonte fnògg, fnuj
Puglia f'nokki', finucchiu
Sardegna fenugu, fenùgiu, anedu, fenugu areste (f. selvatico), fenugheddu
Sicilia finocchiu, finucchieddru, finuocciu
Veneto fenòcio

Note

1. ^ "In linea con la fitoterapia", di Roberta Pasero, pubbl. su Sapere&Salute Folia, anno 2, marzo 2003, num.4, pag.17

Bibliografia
* Per il metodo di coltivazione: Il grande libro dei fiori e delle piante: Enciclopedia pratica di Selezione dal Reader’s Digest, Milano, 1980
* Per gli usi in cucina: Grande enciclopedia illustrata della gastronomia di Selezione dal Reader’s Digest, Milano, 1990
* Per la raccolta e gli usi in cucina del finocchio selvatico: Paolo Andreocci, Le Ricette di nonna Angelina, Davide Ghaleb Editore, 2006

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MessaggioOggetto: Re: Foeniculum vulgare - Finocchio   Mer 11 Ago 2010 - 9:37

FONTE: http://www.inerboristeria.com/finocchio-foeniculum-vulgare.html

Nel Foeniculum vulgare si identificano tre varietà: il Finocchio amaro o selvatico (varietà vulgare), il Finocchio dolce (varietà dulce) con essenza meno ricca in principi attivi, il Finocchio usato come ortaggio (varietà azoricum).

Composizione e Proprietà

I principi attivi più importanti sono contenuti nell’olio essenziale.

I frutti contengono:

* olio essenziale (2-6 %) composto da trans-anetolo (50-70 % dal sapore dolciastro) e fencone (10-15% dal sapore amaro), estragolo (metil cavicolo) 5-20 %, idrocarburi monoterpenici (alfa e beta-pinene, alfa-fellandrene, alfa-tuyene, alfa-fenchene, alfa e beta-terpinene, limonene, anisaldeide);
* olio fisso (17-20%, soprattutto ac.petroselinico, ac.oleico e linoleico, tocoferoli);
* flavonoidi (prevalentemente quercetin-3-O-beta-glucuronide, isoquercitrina, rutina, quercetin-3-arabinoside);
* proteine (16-20%); umbelliferone; vitamine; minerali (Ca e K).

Al Finocchio si attribuiscono soprattutto proprietà

* Stimolanti-aromatiche,
* digestive, carminative,
* antispasmodiche gastriche ed intestinali,
* antisettiche intestinali.

Il finocchio viene altresì impiegata per le attività :

* espettoranti,
* galattagoghe ed emmenagoghe,
* diuretiche, ipotensive,
* antiossidanti, antimicrobiche
* decongestionanti oculari.

Attività sull’apparato gastrointestinale

Da tempo, una autorevole letteratura attribuisce alla specie proprietà farmacologiche, con un tropismo elettivo nei confronti dell’apparato gastrointestinale, in grado di esercitare attività procinetiche ed antispasmodiche.

Viene infatti già indicato dal Benigni come “tonico, stimolante delle funzioni digestive, carminativo” e come “stimolante dell’appetito, carminativo, diuretico, eccitante della secrezione salivare, lattea e biliare, ed anche favorente la funzione mestruale” dal Negri.

Tali proprietà, secondo quest’ultimo sarebbero da attribuire all’azione eccitante generale del fencone, in grado di “iperemizzare gli organi del bacino, agendo a livello dello stomaco e dell’intestino”.

Attualmente i frutti di Finocchio trovano applicazione come carminativi, antispasmodici intestinali, stimolanti le funzioni digestive.

Infusi di Finocchio

Vengono consigliati in lattanti con dispepsia, gonfiori addominali e diarrea. Gli effetti carminativi riducono meteorismo e spasmi intestinali.

In concomitanza di irritazioni mucosali, indotte ad esempio dall’aspirina, il peperoncino ed il finocchio riducevano espressamente l’induzione secretiva acida, contrariamente al cumino ed al coriandolo che invece la incrementavano.

Attività galattagoghe ed emmenagoghe

Nella medicina popolare il finocchio viene consigliato come galattagogo assieme alla Galega, Anice e Fieno greco.

Studi in passato avevano ipotizzato le proprietà galattogene durante l’allattamento, con ipertrofia della ghiandola mammaria ed aumento della secrezione lattea a seguito di assunzioni degli estratti.

Le proprietà emmenagoghe (favorenti le mestruazioni) potrebbero in parte essere attribuite alla presenza dell’anetolo e dei suoi polimeri, dotati di probabili attività estrogeniche.

Lo stesso trans-anetolo, nell’essenza mal conservata, può dimerizzare a dianetolo o dimetilstilbestrolo, provvisto di attività estrogena.

Attività diuretica, ipotensiva

La radice, come del resto tutta la pianta soprattutto fresca risultano diuretiche (anetolo). Somministrazioni orali dell’estratto acquoso di Finocchio hanno evidenziato effetti ipotensivi nei confronti della pressione sistolica ematica in ratti ipertesi, incrementando l’escrezione di acqua, sodio e potassio.

Attività antiossidanti, antibatteriche, antifungali

L’olio essenziale di Finocchio ha evidenziato proprietà antiossidanti, antibatteriche, antifungine.

Altre proprietà

L’infuso e l’acqua aromatica vengono indicate come decongestionanti per via esterna attraverso lavaggi o bagni oculari negli stati infiammatori perioculari (blefariti, congiuntiviti) tramite compresse oculari cambiate frequentemente.

Medicina tradizionale

La radice ed i frutti sotto forma di infuso e succo trovano utilizzo per le proprietà eupeptiche ed antinfiammatorie. Il decotto dei frutti è usato come antidiarroico, miscelato con succo di limone come antiemetico.

Le parti aeree fresche utilizzate crude sono indicate contro l’iperacidità gastrica mentre le radici assunte fresche o sotto forma di decotto oltre che per le proprietà antiacide trovano impiego per l’attività antinfiammatoria del tratto digestivo.

L’olio essenziale può provocare manifestazioni allergiche in soggetti predisposti.

Indicazioni d’uso:

* Disturbi dispeptici e digestivi (atonia gastrica ed intestinale, dispepsia putrefattiva e fermentativa, gastralgia nervosa, emicrania di origine digestiva, reflusso esofageo).
* Meteorismo e spasmi gastrointestinali (coliche gassose del neonato), flatulenza.
* Affezioni bronchiali (espettorante secretomotorio e secretolitico nelle flogosi dell’apparato respiratorio).
* Ipogalattia nelle nutrici. Dismenorrea.


FONTE: http://erbeperguarire.blogspot.com/2008/08/le-propriet-del-finocchio.html

Le proprietà del finocchio


Sono ben note le proprietà digestive del finocchio.
Inoltre per evitare la produzione di gas intestinali è molto indicato l’uso di una tisana preparata con due pizzichi di semi e di foglie con un pizzico di semi di anice. Profumare con due foglie di menta. Berne 3 tazze al giorno.

Foglie e semi bollite per 5 min in un litro d’acqua ed addolcite con miele compongono un decotto benefico contro la tosse. O anche lasciando in infusione 100 gr di semi di finocchio in un bicchiere di acqua calda.

Anche gli occhi irritati possono trovare giovamento dai semi di questa meravigliosa pianta: si applicano compresse di ovatta imbevute di infuso preparato con 10 gr di semi lasciati in una tazza di acqua bollente per 10 minuti.

Come ottimo digestivo si può preparare in casa questo liquore: si lasciano macerare per una settimana 12 gr di semi di finocchio in un quarto di lt d’alcool per liquori . Si filtra il tutto e si aggiunge ad uno sciroppo preparato con 75 gr di zucchero sciolto in 40 gr d’acqua e lasciato raffreddare. Mescolare molto bene, imbottigliare in bottiglie con tappo ermetico e degustare dopo 3 o 4 settimane.

FONTE: Le erbe. Medicina naturale. Simbolismi, rituali e folclore. Tradizioni dell'Oriente e dell'Occidente di Frank J. Lipp Ed. EDT

L’importanza del finocchio in cucina e come erba medicinale è nota da più di 2000 anni.

Nell’antica Grecia i partecipanti ai misteri attici portavano sul capo corone di finocchio, mentre gli atleti ne mangiavano i semi ritenendo che contribuissero a mantenere il peso e la forma fisica.

I Romani attribuivano al finocchio ben 22 usi medicinali, uno dei quali – la cura dei disturbi oculari – compare anche nelle prescrizioni dei medici copti. Era sempre presente nella dieta dei soldati e dei gladiatori, perché si credeva che ne aumentasse la forza e il valore.

Durante la festa di mezza estate, celebrata per invocare la pioggia, i fenici seminavano il finocchio in vasi di terracotta posti intorno all’immagine del dio Adone. Il rapido germogliare dei semi e il successivo appassire dei germogli, a causa del gran caldo estivo, simboleggiavano la morte e la resurrezione dell’effimero Adone. Alla festa, chiamata Adonia, veniva posto termine gettando in mare, o in un corso d’acqua vicino, i vasi di finocchio insieme alle immagini della divinità.

Nel medioevo ghirlande di finocchio venivano appese sopra le porte nel giorno di ferragosto per tenere lontane le streghe; nella regione dei Pirenei venivano legate sulla sommità dei tetti come protezione contro la magia nera.

Il finocchio è un fondamentale ingrediente di un liquore sacro, che viene usato nella cerimonia di iniziazione secondo il culto afro-cubano della santeria.


FONTE:
Il grande libro delle piante magiche di Laura Rangoni Ed. Xenia

Usi magici

Viene usato nei rituali e nei bagni di purificazione, nelle fumigazioni di incenso per la guarigione, e nelle richieste di protezione per persone distanti.
Nei sacchetti di medicina aiuta contro la sterilità e favorisce la passione sensuale.
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MessaggioOggetto: Re: Foeniculum vulgare - Finocchio   Lun 8 Ago 2011 - 6:37

Grazie al seguente articolo di wikipedia inglese scopriremo altre curiosità e usi di questo utilissimo alleato.

Buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Fennel

Fennel
From Wikipedia, the free encyclopedia

Fennel (Foeniculum vulgare) is a plant species in the genus Foeniculum (treated as the sole species in the genus by most botanists). It is a member of the family Apiaceae (formerly the Umbelliferae). It is a hardy, perennial, umbelliferous herb, with yellow flowers and feathery leaves. It is generally considered indigenous to the shores of the Mediterranean, but has become widely naturalised in many parts of the world, especially on dry soils near the sea-coast and on riverbanks.

It is a highly aromatic and flavorful herb with culinary and medicinal uses, and, along with the similar-tasting anise, is one of the primary ingredients of absinthe. Florence fennel or finocchio is a selection with a swollen, bulb-like stem base that is used as a vegetable.

Fennel is used as a food plant by the larvae of some Lepidoptera species including the mouse moth and the anise swallowtail.


Etymology and history

The word fennel developed from the Middle English fenel or fenyl. This came from the Old English fenol or finol, which in turn came from the Latin feniculum or foeniculum, the diminutive of fenum or faenum, meaning "hay". The Latin word for the plant was ferula, which is now used as the genus name of a related plant. As Old English finule it is one of the nine plants invoked in the pagan Anglo-Saxon Nine Herbs Charm, recorded in the 10th century.

In Ancient Greek, fennel was called marathon (μάραθον), and is attested in Linear B tablets as ma-ra-tu-wo. John Chadwick noted this word is the origin of the place name Marathon (meaning "place of fennel"), site of the Battle of Marathon in 490 BC; however, Chadwick wryly noted he has "not seen any fennel growing there now".[1] In Greek mythology, Prometheus used the stalk of a fennel plant to steal fire from the gods. Also, it was from the giant fennel, Ferula communis, that the Bacchanalian wands of the god Dionysus and his followers were said to have come.[2]

In Italy, the word for fennel (finocchio) is used in a derogatory way to refer to a homosexual. This use is traced back to the time of the Italian Inquisition, and remains in use today.[3][4] However this may well trace back to much earlier than the inquisition. Fennel and homosexuality are related in Greek mythology where the Greek God, Dionysus, fashioned a sexual 'wand' out of a fennel branch to satiate his desire for a newly deceased male lover, with whom he was never able to consummate his relationship.


Appearance

Fennel, Foeniculum vulgare, is a perennial herb. It is erect, glaucous green, and grows to heights of up to 2.5 m, with hollow stems. The leaves grow up to 40 cm long; they are finely dissected, with the ultimate segments filiform (threadlike), about 0.5 mm wide. (Its leaves are similar to those of dill, but thinner.) The flowers are produced in terminal compound umbels 5–15 cm wide, each umbel section having 20–50 tiny yellow flowers on short pedicels. The fruit is a dry seed from 4–10 mm long, half as wide or less, and grooved.[5]


Cultivation and uses

Fennel is widely cultivated, both in its native range and elsewhere, for its edible, strongly flavoured leaves and fruits, which are often mistermed "seeds".[6] Its aniseed flavour comes from anethole, an aromatic compound also found in anise and star anise, and its taste and aroma are similar to theirs, though usually not as strong.[6]

The Florence fennel (Foeniculum vulgare Azoricum Group; syn. F. vulgare var. azoricum) is a cultivar group with inflated leaf bases which form a bulb-like structure. It is of cultivated origin,[7] and has a mild anise-like flavour, but is more aromatic and sweeter. Florence fennel plants are smaller than the wild type.[citation needed] Their inflated leaf bases are eaten as a vegetable, both raw and cooked. There are several cultivars of Florence fennel, which is also known by several other names, notably the Italian name finocchio. In North American supermarkets, it is often mislabelled as "anise".[8][citation needed]

Foeniculum vulgare 'Purpureum' or 'Nigra', "bronze-leaved" fennel, is widely available as a decorative garden plant.[9]

Fennel has become naturalised along roadsides, in pastures, and in other open sites in many regions, including northern Europe, the United States, southern Canada and in much of Asia and Australia. It propagates well by seed, and is considered an invasive species and a weed in Australia and the United States.[10] (see Santa Cruz Island)

Florence fennel was one of the three main herbs used in the preparation of absinthe, an alcoholic mixture which originated as a medicinal elixir in Switzerland and became, by the late 19th century, a popular alcoholic drink in France and other countries.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Koeh-148.jpg

Culinary uses

The bulb, foliage, and seeds of the fennel plant are widely used in many of the culinary traditions of the world. Fennel pollen is the most potent form of fennel, but also the most expensive.[11] Dried fennel seed is an aromatic, anise-flavoured spice, brown or green in colour when fresh, slowly turning a dull grey as the seed ages. For cooking, green seeds are optimal.[6] The leaves are delicately flavored and similar in shape to those of dill. The bulb is a crisp, hardy root vegetable and may be sauteed, stewed, braised, grilled, or eaten raw.

Fennel seeds are sometimes confused with those of anise, which are very similar in taste and appearance, though smaller. Fennel is also used as a flavouring in some natural toothpaste.

Fennel features prominently in Mediterranean cuisine, where bulbs and fronds are used, both raw and cooked, in side dishes, salads, pastas, vegetable dishes such as artichoke dishes in Greece, and risottos. Fennel seed is a common ingredient in Italian sausages and meatballs and northern European rye breads.

Many cultures in the Indian subcontinent and the Middle East use fennel seed in their cookery. Fennel is one of the most important spices in Kashmiri Pandit and Gujarati cooking.[citation needed] It is an essential ingredient of the Assamese/Bengali/Oriya spice mixture panch phoron and in Chinese five-spice powders. In many parts of Pakistan and India, roasted fennel seeds are consumed as Mukhwas, an after-meal digestive and breath freshener. In Bengal fennel is eaten after a meal and sometimes it is accompanied by roasted coriander and ajwain. Some people in farming communities also chew on fresh sprigs of green fennel seeds. Fennel leaves are used as leafy green vegetables either by themselves or mixed with other vegetables, cooked to be served and consumed as part of a meal, in some parts of India. In Lebanon, it is used to make a special kind of egg omelette (along with onions, and flour) called ijjeh (عجة).

Many egg, fish, and other dishes employ fresh or dried fennel leaves. Florence fennel is a key ingredient in some Italian and German salads, often tossed with chicory and avocado, or it can be braised and served as a warm side dish. It may be blanched or marinated, or cooked in risotto.

Medicinal uses

Fennel contains anethole, which can explain some of its medical effects: it, or its polymers, act as phytoestrogens.[12]

Intestinal tract

Mrs. Grieve's Herbal[13] states:

On account of its carminative properties, fennel is chiefly used medicinally with purgatives to allay their side effects, and for this purpose forms one of the ingredients of the well-known compound liquorice powder. Fennel water has properties similar to those of anise and dill water: mixed with sodium bicarbonate and syrup, these waters constitute the domestic 'gripe water', used to correct the flatulence of infants. Volatile oil of fennel has these properties in concentration.

Fennel tea, also employed as a carminative, is made by pouring boiling water on a teaspoonful of bruised fennel seeds.[13]

Fennel can be made into a syrup to treat babies with colic (formerly thought to be due to digestive upset), but long term ingestion of fennel preparations by babies is a known cause of thelarche.[14]

For adults, fennel seeds or tea can relax the intestines and reduce bloating caused by digestive disorders[citation needed].


Eyes

In the Indian subcontinent, fennel seeds are also eaten raw, sometimes with some sweetener, as it is said to improve eyesight.[citation needed] Ancient Romans regarded fennel as the herb of sight. Root extracts were often used in tonics to clear cloudy eyes. Extracts of fennel seed have been shown in animal studies to have a potential use in the treatment of glaucoma.[15]

Blood and urine

Some people use fennel as a diuretic,[citation needed] and it may be an effective diuretic and a potential drug for treatment of hypertension.[16][17]

Breastmilk

There are historical anecdotes that fennel is a galactogogue,[18] improving the milk supply of a breastfeeding mother. This use, although not supported by direct evidence, is sometimes justified by the fact that fennel is a source of phytoestrogens, which promote growth of breast tissue.[19] However, normal lactation does not involve growth of breast tissue. There is a single case report of fennel tea ingested by a breastfeeding mother resulting in neurotoxicity for the newborn child.[20]

Other uses

Syrup prepared from fennel juice was formerly given for chronic coughs. It is one of the plants which is said to be disliked by fleas, and powdered fennel has the effect of driving away fleas from kennels and stables.[21]

Similar species

Many species in the family Apiaceae (formerly Umbelliferae) are superficially similar to fennel, and some, such as poison hemlock (see below), are toxic. It is therefore unwise, and potentially extremely dangerous, to use any part of any of these plants as a herb or vegetable unless it can be positively identified as being edible.

Dill, coriander and caraway are similar-looking herbs, but shorter-growing than fennel, reaching only 40–60 cm; dill has thread-like, feathery leaves and yellow flowers; coriander and caraway have white flowers and finely divided leaves (though not as fine as dill or fennel) and are also shorter-lived (being annual or biennial plants). The superficial similarity in appearance between these may have led to a sharing of names and etymology, as in the case of meridian fennel, a term for caraway.[22]

Cicely, or sweet cicely, is sometimes grown as a herb; like fennel, it contains anethole, and therefore has a similar aroma, but it is lower-growing (to 2 m), has large umbels of white flowers, and its leaves are fern-like rather than threadlike.

Giant fennel (Ferula communis) is a large, coarse plant, with a pungent aroma, which grows wild in the Mediterranean region and is only occasionally grown in gardens elsewhere. Other species of the genus Ferula are also commonly called giant fennel, but they are not culinary herbs.

The most dangerous plant which might be confused with fennel is probably hemlock (poison hemlock). Hemlock tends to grow near water or in consistently moist soil, is tall (0.75 – 2 m), has purple blotches on the main stem, and is heavily branched, with small umbels of white flowers. A useful test to distinguish between it and fennel is to crush some leaves and smell them. Fennel smells like anise or liquorice, whereas the smell of poison hemlock is often described as mouse-like or musty. But take care: coniine, a toxin contained in poison hemlock, can be absorbed through the skin, so do not do this "smell test" with bare hands (and avoid touching your eyes or mouth) unless you can wash them immediately afterwards.

Fennel is found growing, in North America, in the same habitat and alongside natives osha (Ligusticum porteri) and Lomatium species, useful medicinal relatives in the parsley family.

Lomatium (which closely resembles hemlock, and can be very difficult to distinguish from it) is an important historical food plant of Native Americans, known as biscuit root. Most Lomatium species have yellow flowers, like fennel, but some are white flowered and closely resemble poison hemlock. Most Lomatium spp. have finely divided, hairlike leaves; their roots have a delicate rice-like odor, unlike the musty odor of hemlock. Lomatium species tend to prefer dry rocky soils devoid of organic material.

Osha, Ligusticum porteri, has white flowers and finely-divided leaves, similar to poison hemlock, but not as fine as fennel or dill. The leaves are intensely fragrant with a "spicy celery" odor, unlike the musty or "mousy" smell of poison hemlock, but care should be taken in checking this characteristic, as the fresh juice (of the roots) is astringent and can cause blistering.

Invasive species

In western North America, fennel has become well established and an invasive species, and can be found from the coastal and inland wildland-urban interface east into hill and mountain areas, excluding desert habitats. Foeniculum vulgare, can colonize areas as a noxious weed, displacing native plants.

References

^ John Chadwick, The Mycenaean World (Cambridge: University Press, 1976), p. 120
^ Liddell and Scott, A Greek-English Lexicon, s.v.
^ MACHISMO Y PREJUICIO HOMOFÓBICO|Conrado García Jamín
^ FINOCCHIO |l'uso di finocchio nel senso di "omosessuale" è recente
^ Blamey, M. & Grey-Wilson, C. (1989). Flora of Britain and Northern Europe. ISBN 0-340-40170-2
^ a b c Katzer's Spice Pages: Fennel (Foeniculum vulgare Mill.)
^ Germplasm Resources Information Network: Foeniculum vulgare
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^ Anise Seed Substitute: Caraway Seed



FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Foeniculum_vulgare.JPG
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