Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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 Delfino: il potere del respiro e del suono.

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Tila
Iniziato Sciamano
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MessaggioOggetto: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Gio 12 Ago 2010 - 13:41

Buon pomeriggio a tutti,

oggi volevo conoscere insieme a voi un bellissimo mammifero marino...il Delfino.

Buona lettura!


FONTI: http://it.wikipedia.org/wiki/Delfino e http://it.wikipedia.org/wiki/Delphinus_delphis







Delfino
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con il nome di delfini si indica comunemente un gruppo parafiletico di mammiferi marini appartenenti all'ordine degli Odontoceti e che raggruppa le famiglie Delphinidae (delfini oceanici) e Platanistidae (delfini di fiume), i cui membri generalmente sono di piccole dimensioni.

Il termine "delfino" talvolta viene utilizzato per riferirsi specificamente alle specie più conosciute: il tursiope ed il delfino comune.

Anche il narvalo e il beluga vengono occasionalmente chiamati delfini, pur essendo classificati nella famiglia Monodontidae. Sono state classificate quasi 40 specie di delfino suddivise in 17 generi. Variano in dimensione da 1.2 m e 40 kg (Cephalorhynchus hectori maui) a 9.5 m e 6 tonnellate (Orca). La maggior parte delle specie pesano da 50 a 200 kg.


Indice
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* 1 Sistematica
* 2 Struttura
* 3 Nutrizione
* 4 Etologia
* 5 Voci correlate
* 6 Altri progetti
* 7 Collegamenti esterni

Sistematica [modifica]

* Sottordine Odontoceti (Odontoceti)
o Famiglia Delfinidi (Delphinidae)
+ Genere Delphinus
# Delphinus capensis
# Delphinus delphis (Delfino comune)
+ Genere Tursiops (Tursiope o delfino tursiope)
# Tursiops truncatus (Tursiope)
# Tursiops aduncus (Tursiope indo-pacifico)
# Tursiops gillii (Tursiope di Gill)
+ Genere Lissodelphis (Lissodelfino o delfino-balena franca)
# Lissodelphis borealis (Lissodelfino del nord)
# Lissiodelphis peronii (Lissodelfino del sud)
+ Genere Sotalia
# Sotalia o delfino di fiume (Sotalia fluviatilis)
# Sotalia della Guyana, (Sotalia guianensis)
+ Genere Sousa
# Delfino bianco della Cina Sousa chinensis'
# Delfino del Camerun, Sousa teuszii
+ Genere Stenella
# Stenella frontalis (Stenella maculata Atlantica)
# Stenella clymene
# Stenella attenuata (Stenella maculata Pantropicale)
# Stenella longirostris (Stenella dal lungo rostro)
# Stenella coeruleoalba (Stenella striata)
+ Genere Steno
# Steno bredanensis (Steno o delfino dai denti rugosi)
+ Genere Cephalorynchus (Cefalorinchi)
# Cephalorhynchus eutropia
# Cephalorhynchus commersonii (Cefalorinco di Commerson)
# Cephalorhynchus heavisidii
# Cephalorhynchus hectori (Cefalorinco di Hector)
+ Genere Grampus
# Grampus griseus (Grampo)
+ Genere Lagenodelphis
# Lagenodelphis hosei (Delfino del Borneo)
+ Genere Lagenorhyncus (Lagenorinchi)
# Lagenorhynchus acutus (Lagenorinco dai fianchi bianchi)
# Lagenorhynchus obscurus
# Lagenorhynchus cruciger
# Lagenorhynchus obliquidens (Lagenorinco dai denti obliqui)
# Lagenorhynchus australis
# Lagenorhynchus albirostris (Lagenorinco dal becco bianco)
+ Genere Orcaella
# Orcaella brevirostris (Orcella o delfino dell'Irravaddi)
# Orcaella heinsohni (Delfino coda smussata)
+ Genere Peponocephalia
# Peponocephalia electra
+ Genere Orcinus
# Orcinus orca (Orca)
+ Genere Feresa
# Feresa attenuata
+ Genere Pseudorca
# Pseudorca crassidens (Pseudorca)
+ Genere Globicephala (Globicefali)
# Globicephala melas (Globicefalo nero)
# Globicephala macrorhynchus (Globicefalo indiano)
# Globicephala sieboldii (Globicefalo del Pacifico)

*
o Famiglia Platanistidi (Platanistidae), delfini di acqua dolce
+ Genere Inia
# Boto (Inia geoffrensis), bonto, delfino amazzonico o delfino rosa
+ Genere Lipotes
# Lipote (Lipotes vexillifer), o delfino bianco dello Yangtze
+ Genere Platanista
# Platanista gangetica
* Platanista del fiume Gange (Platanista gangetica gangetica)
* Platanista del fiume Indo (Platanista gangetica minor)
+ Genere Pontoporia
# Stenodelfo, stenodelfino (Pontoporia blainvillei, Stenodelphis blainvillei), delfino del Rio della Plata

*
o Famiglia Monodontidae
+ Genere Delphinapterus
# Delphinapterus leucas (Beluga)
+ Genere Monodon
# Monodon monoceros (Narvalo)

Sei animali della famiglia Delfinidi sono occasionalmente ma impropriamente chiamati "balene":

* Peponocephalia electra
* Orca (Orcinus orca)
* Feresa attenuata
* Pseudoorca crassidens
* Globicefalo nero (Globicephala melas)
* Globicefalo indiano (Globicephala macrorhynchus)

Struttura [modifica]

Quest'animale è un vertebrato che fa parte dei mammiferi. I delfini hanno un corpo affusolato, adattato per nuotare velocemente. Usano la pinna come organo motore. La testa contiene un organo particolare e voluminoso, utilizzato per l'orientamento e la ricerca del cibo. In molte specie le mandibole sono elongate e formano un becco, o rostro, distintivo; per alcune specie come il tursiope la bocca assume una curva con un'espressione simile ad un sorriso permanente. In molte specie i denti possono essere molto numerosi, fino a 250. Il cervello del delfino è largo e possiede una corteccia molto strutturata, per complessità paragonabile al cervello umano, anche se non è ancora chiaro per cosa sia utilizzato. La colorazione di base consiste di gradazioni di grigio con il lato del ventre bianco, spesso combinato con linee e macchie con tonalità differenti. La pupilla nell'occhio del delfino ha una figura a forma di cuore. La maggior parte degli odontoceti nuota rapidamente. Le specie più piccole occasionalmente riescono a cavalcare le onde, e i delfini sono spesso visti affiancare le navi e "accompagnarle" nuotando in superficie. I delfini sono anche famosi per le loro evoluzioni acrobatiche fuori dall'acqua. Arrivano a vivere sino a 35 anni.

Nutrizione [modifica]

I delfini sono predatori e cacciano le loro prede in velocità. La dentatura è adattata agli animali che cacciano: le specie con molti denti si nutrono prevalentemente di pesci, mentre le specie con becchi più corti e minor numero di denti si nutrono di molluschi (seppie, calamari, polpi e moscardini). Alcune specie di delfini catturano anche crostacei, tra cui i granchi.

Etologia [modifica]

Fin dall'antichità i delfini sono stati accreditati, nel Mar Mediterraneo, di mostrare un'intelligenza superiore a quella normalmente attribuita ai pesci, sia nel proprio gruppo che nei confronti dell'uomo, il che ha creato una precoce e persistente idea della loro socievolezza e li ha posti al centro di culti, miti e rappresentazioni, come a Creta. È ormai noto in effetti che i delfini, come gli altri cetacei, dispongono di un sistema di comunicazione complesso come un vero e proprio linguaggio, fondato non solo sulla capacità di produrre ultrasuoni significanti all'interno del gruppo, ma anche su schemi di movimento utilizzati come segni di comunicazione.

Delphinus delphis
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il delfino comune (Delphinus delphis Linnaeus, 1758) è un mammifero marino della famiglia dei Cetacei.
Indice
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* 1 Distribuzione
* 2 Descrizione
o 2.1 Dimensioni
o 2.2 Aspetto
* 3 Biologia
o 3.1 Alimentazione
o 3.2 Riproduzione
* 4 Note
* 5 Voci correlate
* 6 Altri progetti

Distribuzione [modifica]

Con numerose sottospecie (Delphinus delphis bairdii, Delphinus delphis balteatus, Delphinus delphis delphis, Delphinus delphis fusus, Delphinus delphis mediterranea, Delphinus delphis moschatus, Delphinus delphis ponticus, Delphinus delphis tropicalis - secondo alcuni una specie a sé stante, Delphinus tropicalis -, Delphinus delphis variegatus), la specie è diffusa nelle acque temperate e tropicali di tutto il mondo: la si trova con maggiore frequenza nell'Oceano Atlantico, nel Mar Rosso e nel Mar Nero, mentre nel Mar Mediterraneo, dove era assai abbondante almeno fino alla Seconda guerra mondiale (in base a quanto osservabile dai numerosissimi reperti sparsi per i musei di tutti i Paesi mediterranei) , la specie pare aver subito un declino abbastanza drastico e la si trova con relativa frequenza solo nei mari Jonio ed Egeo e nei pressi dello Stretto di Gibilterra[2].

Predilige le acque a temperatura costante o comunque mai troppo fredda (range ottimale compreso fra i 10 ed i 28 °C, al di sotto dei quali la specie tende a compiere movimenti migratori): durante i mesi caldi, si spinge anche nelle zone subpolari. Il suo ambiente d'elezione è la piattaforma continentale, dove tende a restare quasi sempre nei pressi delle coste[3].
Descrizione [modifica]
Dimensioni [modifica]

Misura fra il metro e mezzo ed i 2,7 metri, per un peso che può sfiorare i due quintali[4].

Aspetto [modifica]

Il dorso è di colore grigio ed il ventre tende invece al bianco, per meglio mimetizzarsi sia nei confronti di predatori o prede provenienti dal basso (il bianco si confonde con le acque chiare, illuminate dal sole) che dall'alto (il grigio aiuta l'animale confondersi con il resto dell'acqua): lungo i fianchi il delfino comune possiede una caratteristica macchia a forma di clessidra, di colore grigio chiaro in coda e giallo-grigiastro dalla testa al fianco[5]. La testa presenta inoltre due strisce scure intorno agli occhi ed alla bocca. Le pinne pettorali sono scure. La bocca è allungata in un rostro al cui interno trovano posto fino a 110 denti appuntiti e affilati: il rostro del delfino comune lo differenzia da un'altra specie, il delfino del Capo (Delphinus capensis), molto affine al delfino comune, tanto da essere un tempo considerata una sottospecie di quest'ultimo (Delphinus delphis capensis)[6].
Biologia [modifica]
Un delfino comune salta fuori dall'acqua sulla scia di un'imbarcazione.

I delfini comuni sono animali sociali, che vivono generalmente in gruppi che contano una ventina di individui: sono stati tuttavia avvistati in più occasioni banchi di centinaia od anche migliaia di individui, a volte associati con la stenella striata o il tursiope, ma nell'Oceano Pacifico sono stati osservati gruppi di delfini misti con delfini pilota e tonni pinnegialle. Nell'ambito del gruppo, i vari componenti tendono a sincronizzare le loro azioni, salendo insieme in superficie per respirare, nutrendosi insieme e dormendo a turni.
Alle alte latitudini, i delfini tendono a vivere in gruppi a base sessuale, con le femmine che si spostano in grossi banchi specialmente durante i mesi freddi.

I delfini sono animali molto intelligenti e traggono divertimento nel giocare fra loro, saltando e spruzzando l'acqua, oltre che nello sfruttare le onde generate dalla chiglia delle imbarcazioni o dalle grandi balene per potersi muovere senza sforzi: sono però dei grandi nuotatori, tanto che, coi loro 40 km/h ed oltre di velocità massima, sono considerati fra i cetacei più veloci[7]. Emettono notevoli e differenziati versi con cui comunicano: pare esservi una regionalizzazione delle tipologie di suoni, con un substrato di suoni comuni ed altri invece tipici di determinate popolazioni o gruppi. In ogni caso, la differente tonalità e frequenza del suono indica un differente contenuto del messaggio[8].
Rispetto al "cugino" tursiope, il delfino comune è assai meno conosciuto dal profano, principalmente perché i tursiopi, molto più facili da allevare ed addestrare, sono molto più comuni nei parchi acquatici: il delfino comune, invece, in cattività si dimostra estremamente timido[9].
Alimentazione [modifica]

I delfini comuni si nutrono essenzialmente di piccoli pesci, molluschi (in particolare cefalopodi) e crostacei, che inghiottono interi. Il foraggiamento è un'azione comunitaria, durante la quale tutto il gruppo collabora, ad esempio, nel radunare un grosso banco di pesce per rendere poi più agevole ai vari esemplari di gettarsi a turno nella mischia ed ingollare quanto più nutrimento possibile. Ciascun delfino mangia in media 5-6 kg di cibo al giorno[10].
Riproduzione [modifica]

L'accoppiamento, che avviene durante il periodo estivo, è un evento piuttosto promiscuo, nel senso che ciascuna femmina si accoppia con numerosi maschi, i quali a loro volta si accoppiano con il maggior numero di femmine possibile ed a volte anche con altri maschi più giovani: i delfini comuni, assieme ad altre specie di delfino ed alcuni primati, sono fra i pochi animali che si accoppiano anche senza un fine riproduttivo, ossia solo per divertimento. L'atto riproduttivo è preceduto da un corteggiamento durante il quale il maschio strofina le sue pinne pettorali con quelle della femmina e nuota perpendicolarmente ad essa, fino a quando quest'ultima non si gira lateralmente e si lascia coprire[11].

La gestazione dura circa undici mesi: il parto è podalico ed il cucciolo appena nato viene aiutato dalla madre a raggiungere la superficie per poter respirare. La femmina ed il cucciolo tornano al gruppo d'origine subito dopo il parto, e la madre, aiutata anche dalle altre femmine del gruppo, si prende cura dei cuccioli, per più di tre anni, anche se lo svezzamento del piccolo può dirsi completato quando il piccolo ha un anno e mezzo circa d'età: è da notare che il cucciolo non può succhiare il latte dal capezzolo come gli altri mammiferi, poiché si trova sott'acqua. Per tale motivo, è la madre stessa a inoculare il latte nella bocca del cucciolo spruzzandolo fuori tramite la contrazione di appositi muscoli.
I cuccioli imparano a cacciare ed a comportarsi osservando gli adulti, che a loro volta canzonano gli allievi indisciplinati. La maturità sessuale viene raggiunta dopo i cinque anni.

La speranza di vita del delfino comune è di una ventina d'anni, tanto in natura quanto in cattività.
Note [modifica]

1. ^ Cetacean Specialist Group 1996. Delphinus delphis. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
2. ^ Rice, Dale W. (1998). Marine mammals of the world: systematics and distribution. Society of Marine Mammalogy Special Publication Number 4. 231 pp.
3. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 , Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
4. ^ Shirihai, Hadoram and Jarrett, Brett, Whales Dolphins and Other Marine Mammals of the World, 171–176 ISBN 0-691-12757-3
5. ^ Reeves, Stewart, Clapham, Powell, Guide to Marine Mammals of the World, ISBN 0-375-41141-0
6. ^ The Common Dolphin. URL consultato il 2008-07-03.
7. ^ The Common Dolphin. URL consultato il 2008-07-03.
8. ^ Alpers, Antony. 1961. Dolphins: The Myth and the Mammal. Houghton Mifflin Co., Boston.
9. ^ The Common Dolphin. URL consultato il 2008-07-03.
10. ^ Allen, Thomas B., ed. 1979. Wild Animals of North America. National Geographic Society, Washington D. C.
11. ^ Alspaugh, M. 2000. "Delphinus delphis" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed March 02, 2009 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Delphinus_delphis.html.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Delphinidae



Delphinidae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

I Delfinidi (Delphinidae, Gray, 1821) sono la più numerosa e varia famiglia dei Cetacei e costituiscono un gruppo relativamente moderno, evolutosi nel corso del Miocene superiore (circa 10 milioni di anni fa).
Indice
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* 1 Descrizione
* 2 Alimentazione
* 3 Comportamento
o 3.1 Gli spiaggiamenti
o 3.2 Riproduzione
o 3.3 Comunicazione
* 4 Capacità intellettive
* 5 Conservazione
* 6 Tassonomia
* 7 Note
* 8 Bibliografia
* 9 Altri progetti
* 10 Collegamenti esterni

Descrizione [modifica]

Quasi tutti sono di mole piccola o media, con un rostro ben differenziato e una pinna dorsale centrale falciforme incurvata all'indietro. Lo sfiatatoio, sagomato a mezzaluna, è unico, con il lato concavo rivolto verso la parte superiore del capo. I denti, in numero variabile da 10 a 224 ma in genere compreso tra 100 e 200, sono funzionali e nettamente separati, con impianto sia nella mascella superiore sia in quella inferiore. La fronte è in linea di massima a melone, ma si fa indistinta nella sotalia della Guajana e nel delfino dei fiumi, sparisce nei Cephalorhynchus, si addolcisce protendendosi in un rostro poco appariscente nel grampo grigio e in due specie di globicefali neri, si rastrema a formare un muso ottuso nell'orca e nella pseudorca. Le orche possiedono natatoie tondeggianti foggiate a pala, che nei globicefali neri e nella pseudorca si allungano e restringono.

Le specie citate non sono strettamente imparentate tra loro ma parecchi generi, in particolare Delphinus, Stenella, Sousa e Sotalia, contano specie assai simili.

L'ampia gamma di configurazioni cromatiche ha dato origine a varie classificazioni. Una di esse riconosce tre tipi di colorazione: uniforme (in tinta unita o distribuita con regolarità), chiazzata (con zone pigmentate nitidamente demarcate) e ombreggiata (in bianco e nero)[1]. I disegni a macchie più vistosi sono considerati utili al riconoscimento visivo, mentre gli altri avrebbero una funzione mimetica; l'omogeneità sarebbe legata alla ricerca del cibo in profondità, dove la luce è fioca, e l'ombreggiatura alla caccia di superficie. Può anche darsi che certi accorgimenti cromatici servano a sviare i predatori: il disegno a bande assicura un effetto protettivo in controluce; quello maculato si inserisce a meraviglia nello sfondo dell'acqua picchiettata dal sole; quello a linee intersecate serve a smembrare e sfumare la figura.

Alimentazione [modifica]

Le divergenze morfologiche e anatomiche tra i delfini sono in parte collegate a differenze dietetiche. Le specie dalla fronte più aggraziata, il rostro ottuso e la dentizione ridotta si nutrono soprattutto di cefalopodi o, nel caso dell'orca, ampliano il regime alimentare a mammiferi e uccelli marini. Lo sviluppo della regione cranica può essere un adattamento per la ricezione e messa a fuoco dei segnali acustici al fine di ottenere un'esatta radiografia dell'ubicazione della guizzante e mobilissima preda.

Gli altri membri della famiglia si nutrono principalmente di pesci: tutti evidenziano la loro natura opportunistica, pronti ad approfittare di ogni occasione favorevole.

Alcuni, e tra essi il tursiope troncato e il delfino del Camerun, preferiscono incrociare vicino a riva, pur non disdegnando i pesci pelagici e di fondale. Altri, come gli esponenti dei generi Stenella e Delphinus, si spingono in prevalenza in alto mare, seguendo in superficie i banchi di aringhe e di sardine ma anche compiendo incursioni a grande profondità (sono ghiotti tra l'altro del pesce lanterna).

All'occorrenza quasi tutti i delfini si accontentano dei molluschi cefalopodi e, se proprio non c'è di meglio, dei gamberetti. Con una dieta tanto eclettica è ardua impresa dare una misura della competizione tra le diverse specie di delfini. In ogni modo, nelle acque tropicali del Pacifico orientale Stenella attenuata tende a mantenersi in prossimità della superficie, mentre l'affine Stenella longirostris si riempie lo stomaco in strati più profondi; entrambi sovente si pongono in caccia in momenti diversi della giornata.

Le specie più pelagiche inclinano a viaggiare in brigate di un migliaio o più di capi, adottando strategie di cooperazione nella cattura del pesce in banchi. Le specie costiere di solito si radunano in gruppi di 2-12 individui. Sovente i delfini organizzano delle vere e proprie battute di caccia, sparpagliandosi in un fronte che può allargarsi da una ventina di metri a qualche chilometro e racchiude piccoli gruppi di 5-25 unità che nell'insieme assommano a centinaia. Non di rado battono le scarpate sottomarine e, nei punti di risalita delle correnti ascensionali, brulicanti di plancton e di pesci, i gruppi si coalizzano e si abbandonano a un banchetto pantagruelico. Generalmente l'alimentazione varia dal pesce (aringhe, capelin) ai calamari sino ai crostacei, a secondo delle diverse specie e della disponibilità.

Comportamento [modifica]

L'impiego di tecniche di inseguimento radar ha permesso di dimostrare che l'area territoriale varia dagli 85 km² nel tursiope troncato ai 1500 km² nel lagenorinco oscuro, pur essendosi registrati per il delfino dal lungo rostro spostamenti individuali di 300 km, verosimilmente non infrequenti per le specie pelagiche.

La struttura sociale è in linea di massima aperta, ossia caratterizzata da temporanei ingressi nel branco con successiva uscita, ma non mancano gli esempi di sodalizi più stabili, in particolare tra le orche e i grampi grigi. Questi ultimi sono orientati alla poliginia, anche se non mancano raggruppamenti esclusivi di giovani maschi[1].

Tra gli altri delfini sembrano in genere prevalere i nuclei familiari costituiti da padre, madre e rampollo o le coppie madre-piccolo, con una discreta propenzione all'aggregazione in branchi più consistenti o in gruppi segregati in base al sesso e all'età. Non conosciamo con esattezza le modalità di accoppiamento, ma a quanto risulta la promiscuità è la regola. La poliginia non è sconosciuta ma, quali che siano i rapporti iniziali, il legame maschio-femmina e padre-figlio sono relativamente deboli.

Gli spiaggiamenti [modifica]

Sino a pochi anni or sono, in pratica tutto ciò che sapevamo dei delfini aveva a fondamento le analisi compiute sugli esemplari morti in mare e trascinati a riva dalle correnti oppure arenatisi ancora vivi in una lenta agonia. Simili incidenti diventano clamorosi quando lo spiaggiamento coinvolge simultaneamente un gran numero di animali, come spesso avviene tra i globicefali neri e le pseudorche.

Sino agli anni sessanta l'avvistamento di un delfino dalla testa a melone era considerato un evento eccezionale, ma da allora si sono moltiplicati gli episodi di incagliamenti in massa. Scartata come improbabile l'ipotesi di una precedente sottostima, non resta che appellarsi all'incremento demografico. In certi casi, l'aumento del numero degli spiaggiamenti sembra potersi ricollegare all'abbondanza in quella zona di specie ittiche prelibate. Per esempio, il recente aumento di globicefali neri arenatisi nell'Inghilterra sud-occidentale, soprattutto nel periodo autunno-inverno (una media di meno di uno all'anno tra il 1913 e il 1947; due all'anno tra il 1948 e il 1962; più di cinque all'anno tra il 1963 e il 1978) trova riscontro in un maggior numero di segnalazioni di animali vivi e di grosse concentrazioni di sgombri in quelle acque. Poiché però molti da quelle parti restano impigliati nelle reti da pesca, anche la mortalità può aver sunito un'impennata. L'arrivo a terra del corpo di un delfino morto dipende dalla presenza e direzione di venti e correnti e dalla conformazione della linea costiera, per cui se la specie in generale frequenta acque non litoranee è possibile che i cadaveri affondino e non vengano recuperati. Tuttavia, la causa degli spiaggiamenti di animali vivi rimane inspiegata.

Tra le teorie che cercano di dare una giustificazione a questo spettacolare fenomeno di massa possiamo citare: infezione dell'orecchio interno da parte di parassiti nematodi che alterano il senso dell'equilibrio o il potere di ecolocazione; esplosioni subacquee o perturbazioni magnetiche; disorientamento provocato dall'aver seguito la preda in acque poco familiari o troppo basse. Dovendosi ovviamente escludere che malattie e vecchiaia inducano un intero branco a lasciarsi andare in secco, si deve presumere l'esistenza di un leader riconosciuto, di massima un membro anziano di vasta esperienza. Dai dati in nostro possesso si arguirebbe che gli arenamenti in massa riguardano specie proclivi a costituire branchi piuttosto stabili e di abitudini pelagiche, dunque con scarsa dimestichezza con i bassifondi litoranei e più soggette a smarrirsi.

Riproduzione [modifica]

L'attività sessuale si protrae per tutto l'anno, anche se solitamente i parti si accentrano nei mesi estivi, anche alle latitudini più basse. L'unico nato resta con la madre molti mesi e l'allattamento continua sino a 1,5-2 anni. La riproduzione nella generalità delle specie avverrebbe perciò a intervalli minimi di 2-3 anni. L'età della maturità sessuale probabilmente oscilla tra i 5 anni del delfino comune e i 16 dell'orca maschio, e si colloca per gran parte delle specie attorno agli 8-10 anni. Molte specie compiono migrazioni stagionali alla ricerca di cibo; di solito si tratta di un andirivieni tra la riva e il mare aperto, ma vi sono anche trasferimenti in senso latitudinale. Poche sono le aree di riproduzione identificate con certezza, e d'altra parte non stupisce che possano trovarsi in acque profonde, al riparo dalla turbolenza delle correnti costiere.

D'indole gregaria, i delfini si riuniscono talvolta a centinaia, soprattutto quando devono coprire lunghe distanze o sono attirati da una sorgente alimentare particolarmente ricca. Quasi sempre l'appartenenza al branco è fluida, nel senso che il singolo può inserirsi senza difficoltà nel gruppo e restarci per un periodo di settimane o mesi, raramente per tempi più lunghi. Non vi è segno della stabile organizzazione sociale integrata tipica dei Primati.

Comunicazione [modifica]

I delfini, al pari di altri Odontoceti, comunicano soprattutto mediante suoni. Le loro capacità spaziano dalle emissioni metalliche di 0,25 kHz alle frequenze ultrasoniche di 80-220 kHz usate per localizzare e fors'anche tramortire la preda, e comprendono anche la produzione di note pure e di fischi modulati. Nonostante i vari sibili siano stati catalogati e associati a specifici comportamenti, non vi sono prove documentate di un linguaggio sintattico. Quanto alla controversa questione della cooperazione nella cattura della preda, possiamo anche accettare questo comportamento da parte delle specie più gregarie, ma non dobbiamo dimenticare che non è insolito tra i Primati, i Carnivori e gli Uccelli.

Capacità intellettive [modifica]

I delfini sono in grado di assolvere compiti di notevole complessità e come mimi hanno pochi rivali, abili come sono a memorizzare lunghe sequenze, in particolare quando l'apprendimento comporta l'uso dell'apparato acustico. In qualche test rivaleggiano con gli elefanti. Va loro riconosciuta, come del resto ad altri Mammiferi, una certa tendenza all'innovazione spontanea, ma nessuno ha dimostrato in modo conclusivo che sappiano valutare a priori le conseguenze di un'azione. Si deve presumere che la massa cerebrale piuttosto sviluppata rispetto al corpo e le numerose circonvoluzioni della corteccia (paragonabili a quelle dei Primati) - parametri considerati indice di elevata intelligenza - derivino dal maggior «spazio di immagazzinamento» richiesto dall'elaborazione delle informazioni sonore rispetto a quelle visive.

Non particolarmente elevata è la densità dei neuroni, altro carattere che denoterebbe un'intelligenza vivace. La spesso citata mancanza di aggressività tra i delfini è stata con tutta probabilità esagerata. Parecchie specie in cattività sviluppano una gerarchia lineare in cui la posizione di dominanza si manifesta volgendo il capo verso il compagno subordinato, ostentando la bocca aperta o chiudendo di scatto le mascelle. Anche nell'ambiente naturale sono frequenti graffi e lacerazioni riportati in combattimento e provocati dai denti dell'antagonista lasciati scorrere sul dorso.

Conservazione [modifica]

Spesso nei luoghi dove l'uomo pratica la pesca scoppia un conflitto di interessi, con una moltitudine di delfini pronti ad accorrere al banchetto. Molti muoiono impigliati nelle reti stese a catturare salmoni o merluzzi. La sistemazione in superficie di lunghe serie di galleggianti e consimili accorgimenti atti a segnalare ai delfini la presenza delle reti hanno consentito di ridurre le uccisioni accidentali, scese a 17.000 nel 1980. Di recente il problema delle catture fortuite si è imposto in tutta la sua gravità lungo le coste giapponesi, interessando delfini comuni e dal lungo rostro e focenidi come la focena di Dall.

Apprensioni meno ovvie per la sopravvivenza dei delfini nascono dallo scarico in mare di prodotti chimici tossici e dall'inquinamento acustico provocato dalle imbarcazioni. Anche se mancano evidenze dirette di un legame causale, non è forse azzardato imputare a questi fattori il recente declino del tursiope troncato nel Mar del Nord e nel canale della Manica. Analoga minaccia coinvolge probabilmente il delfino comune e il tursiope troncato nel Mediterraneo occidentale e al largo della Baja California.


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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Gio 12 Ago 2010 - 13:51

Vediamo insieme qualche curiosità sulla simbologia...

FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/

Delfino Questa creatura è stata associata con la divinità del mare. Aiuta a ricordare i sogni e favorisce un riequilibrio della persona, bilanciando i ritmi del corpo, con quelli della natura.




Come vedremo, grazie al seguente articolo, i delfini erano conosciuti fin dai tempi più antichi dalle popolazioni indigene come un animale dall'innata capacità di guarigione...soprattutto da un punto di vista spirituale per via del suo amore incondizionato è in grado di curare tutte le ferite del cuore...


FONTE:
http://wolfs_moon.tripod.com/dolphintotem.html

Spirit of Dolphin

Healing


Recent studies are confirming what indigenous peoples have known for centuries, that Dolphins possess an innate healing ability. One of the most remarkable examples of this, is the work that is currently being done providing interaction between dolphins, and children who are autistic or mentally/physically challenged.

There exists numerous programs that link children and dolphins in a mutually stimulating environment. When the child enters the dolphins` tank, the dolphins are immediately drawn to the child, surrounding that child in what can only be described as a nurturing impulse.

Initially, it would seem that it is the youthful energy, size, or movements of the smaller human, that arouses the dolphin`s curiosity, yet the behavior of the dolphins when they are with non-challenged children (compared to their behavior with the challenged individuals), is quite different. Upon many occasions, the dolphins will blast the autistic or mentally/physically challenged child with sonar, reading from the information that travels back to them, that there are special needs within the child`s small form. The result is that the dolphins are exceptionally gentle with these children, and will often emit gentle clicks, squeaks, and occasional sonar blasts in a regular pattern.

With autistic children, parents often report that their child blossoms after "dolphin therapy," reaching out to the environment around them and to other family members, where prior to the ~unconventional~ therapeutic intervention, they are unable to facilitate interaction with their environment.

Studies with terminally ill children who are receiving ~Dolphin Therapy~ have shown the Dolphins blasting cancerous cells, glands or tumors with sonar. These children appear to receive deep soul healing, and are often much more at peace with their own, eventual ~transition~ as a result of their time spent with these magnificent creatures.

Is this because the Dolphin is able to communicate Soul to Soul to these children, unconditional love, peace and ultimately, spiritual healing? Though this may never be gauged ~scientifically,~ the results of the studies would appear to point to the fact that "something" truly remarkable and healing (at least on a soul level) occurs.

***Dolphin Totem will swim beside one who has the Soul of a Healer. The manifestation in which the healing takes place may be physical, emotional, mental or spiritual. Yet in whatever form this innate ability to heal Others expresses itself, one who has Dolphin beside him/her, will be compelled to be of assistance to their fellow Earth dwellers.

Because of the ability and drive to Heal the wounds and suffering of all Life, these individuals will often be found in the professions of physician, nurse, therapist, psychologist, energy worker, aroma therapy/massage therapy, etc. Additionally, many involved in healing animals (such as veterinarians), will also have Dolphin as either Power Totem, or Theme/Mission Totem.

Until one who swims with Dolphin discovers this inherent healing ability, there will be a certain loss of direction to their life, as though they are floating aimlessly in a vast and tumultuous ocean. However, once this ~Soul Directive~ is uncovered, recognized and adhered to, the lost quality to these individuals transmutes into a powerful focus upon healing, aiding, and guiding their fellow Earth Travelers.***


Unconditional Love


Love is thought to be one of the strongest forces of the Cosmos, its energy capable of transcending all barriers, both material and non material, including those of Life and Death itself. Yet, what is this non-physical phenomena whose beauty is refracted as a myriad of Rays? And how is it experienced so clearly in the "physical realm" when Love itself is ~Pure Energy?~

Many philosophies view Love as a multifaceted light that is transmuted into separate Rays of Manifesting ranging from Love of Self to Love of ALL.

The Love of ALL is the Ray that is ALL encompassing, the Sun from whose blazing core Unconditional Love shines forth. Unconditional Love asks nothing in return for its radiance and warmth, but like an infinite waterfall, flows endlessly from an eternal/never ceasing Source. It sets no conditions or boundaries, neither limits nor confines, for it is simply, brilliantly . . . LOVE.

While wearing the Robe of Physical Life, we may find it challenging to express Unconditional Love, as so much of the "human experience" is subject to, and built upon, boundaries, limitations and conditions. Yet it is also an integral part of our Souls evolutionary process to learn to operate in the Earthwalk from a standpoint of Unconditional Love, although this will take many lifetimes to achieve. It is the ~Christ Consciousness~ or the ~Divine Within~ that lies within ALL of us and is expressed easily in the pure energy state of the soul prior to, and in between, physical incarnations, and only finds difficulty in expression or manifestation while that energy is encapsulated within flesh, blood and bone. We can bear witness to how Unconditional Love manifests itself by watching the Animals. Looking at "domesticated" animals such as dogs and cats, one may witness how that animal loves their human companion regardless of their physical looks, sexual preference or religious/ethnic or economic background, they just love.

When we can learn this lesson from our Animal Companions, as well as those in the wild and how they nurture and love their own offspring, we will have taken a large step closer to integrating the ~Divine Within.~

***One with Dolphin as Totem will have a loving heart that is capable of tremendous depth and awareness. Generally speaking, these individuals will enter their Life Path with an intuitive grasp and ability to feel and express Unconditional Love, yet they will encounter many situations along their Earthwalk that will challenge this ability to operate from the ~Christ Consciousness.~

These challenges are of course Lessons established to test, hone and perfect the ability to operate from a center of love. Consequently, some may become lost and embittered in the pain of the difficulties faced, not yet recognizing the opportunity for growth and increased compassion/sensitivity for the pain of others. Instead, the experiences may have been internalized such that mistrust may ultimately sour the clear waters of the soul.

If one with Dolphin soul then departs from that walk around the Sacred Hoop not having overcome these trials and tests, he/she will simply reincarnate to once more face the same challenges, until the Lessons have been truly absorbed.

Yet there is nothing more inspiring to the Human Consciousness, or as warming to the eternal spark of life, than to see one who has perfected this Lesson, for these individuals will leave an indelible impression upon the hearts and minds of ALL those who bear witness to the Light of Unconditional Love that shines from the center of that Soul.***


Compassion

From ancient times, tales have been handed down from the Ancestors, of Dolphins saving the lives of two-leggeds cast adrift at sea. Many a sailor lost in shark infested waters, has been known to find himself surrounded by a pod of protective Dolphins, and ultimately rescued, by being carried safely to land.

What motivates such displays of apparent protectiveness toward a species that has been responsible for slaughtering hundreds of thousands of these intelligent and wise creatures? Is it merely chance or happenstance, or is there a deep underlying thread of compassion that exists within our brothers and sisters of the sea?

Certainly, to watch these beautiful mammals with physically or mentally challenged children, there appears to be an intrinsic tenderness and genuine compassion. And as Dolphins are known to have active intelligence stemming from a brain that is larger than the human brain, with a frontal lobe (the area of the brain attributed to deductive reasoning, logic and possibly psychic abilities) covering a greater area, one would gather their actions are not only rooted in instinctual response, but in the understanding of the challenges their two legged companions may be facing, and accompanying thought as to what their own actions toward these individuals should be.

***Like their Animal Totem, Dolphin Soul individuals will have a deeply rooted sense of compassion for their fellow earth travelers.

As they begin their life as a youngster, these individuals will feel deeply for those who are underprivileged or are otherwise in need, and the Dolphin Soul will thus feel compelled to offer aid in whatever form they can contribute.

While this compassion will continue through their journey around the Sacred Hoop, these souls must learn the distinction between compassion that can genuinely assist another, and taking on another`s pain for them. While the former is a true blessing and can lead these individuals to make a worthy contribution where there is a genuine need, they must also experience the lessons that come with the later . . . to realize that they are not here to soak up ALL the worlds woes like a ever willing sponge.

Dolphin individuals are here to provide the guidance, compassion, love and support to their fellow travelers, not to take another`s lessons from them. And therein lies the greatest challenge for these sensitive souls. Due to this challenge, these individuals may often experience a bit of a "Christ Complex" feeling driven to take the burden of pain from others to save those individuals from feeling the pain themselves. This often manifests itself in the form of the one who swims with Dolphin taking in partners with chemical or alcohol dependency issues, or other debilitating conditions, with the firm belief they can heal that wounded soul.

Yet neither the Dolphin soul, nor the one for whom they are absorbing the pain, is ultimately served by such actions, as we are ALL here to walk our own Path, and no other soul can do this for us. Of course, this is ALL a part of the lesson for one with Dolphin Totem, as often these experiences end in great emotional pain which reinforces the lesson of achieving a requisite amount of detachment, or that one can only help another who desires to help him/her Self.***

Breath/Universal Harmony

The Dolphin is a truly amazing mammal that dwells simultaneously within two ~realms,~ one of water (emotions/soul) and one of air (intelligence/mind). When we look at creatures such as these that have dual existence, from an Earth Medicine perspective, it is very significant as we consider the lessons that these Totems have to teach us.

Many creation legends hold that ALL life sprang from the Sea and that the Ocean is our Grandmother. Additionally, from watching Dolphin we see him/her existing in the two environments that we, as two-leggeds, must have in order to survive . . . water and air.

Native Americans understand that ALL life has rhythm. The oceans waters are the life blood of the Mother, the incoming and receding tides her breath. By watching Her cycles of life, death and rebirth, we understand that everything we encounter has a purpose, and that to live in Rhythm and Harmony with ALL Life, is to align ourselves with our Mother and the Divine Plan of the ~Great Mystery.~ Thus, the breath of the dolphin, who lives in the ocean yet must surface for air in order to survive, teaches us the importance of this rhythm and the necessity of breath.

***The Medicine of Dolphin Totem is Universal Harmony, thus by observing the ebb and flow of the Ocean tides, Dolphin Soul recognizes the rhythm of ALL Life and may become One with his/her environment. As mentioned earlier, Dolphin is a mammal of two worlds one of water and the other of air. By examining these two realms of ~Being~ a clearer message may arrive as to the true Role and Medicine of Dolphin Spirit.

Water is necessary for ALL life to exist. This is not only true for we of the two-leggeds, it is also true for our animal brothers and sisters, the plants, flowers and Standing People (trees), indeed ALL Life needs water in order to thrive and continue the cycle of physical life.

Yet there is more here than the literal interpretation, as in Earth Medicine, Water also represents our Soul and Emotional Self. Thus, for an individual who has Dolphin as their Totem, a strong spiritual foundation and connection is key to their progression along the Earthwalk, an essential component that is as necessary to the Dolphin individual as Water is for the physical body to maintain Life.

Emotions will also be a very deep and a predominant feature of the Dolphin persons Journey along the Red Road, both in terms of experiencing and acknowledging their emotions, and in learning to integrate them so that they do not overwhelm. Remember, the Dolphin must come up for air, and herein lies the challenge, for Air in Earth Medicine represents the Intellect or Higher Mind. Thus, there is the need for these souls to learn an adequate level of detachment from the pain and suffering of others so that they will be able to assist those in need, without being pulled under by pain that is not their own to carry. If they do not learn and absorb this crucial lesson, then the Dolphin individual risks being pulled under by tumultuous waters and drowned.

Yet once Dolphin Soul has learned the need and process of rhythm between diving into the depths of the spirit and emotions, and surfacing for the requisite air (detachment), then they will harness the Medicine of Universal Harmony, and breathe fresh Air into the vast Waters of the Human Experience, bringing depth, compassion and wisdom to share with ALL.


Sensitivity

Like ALL members of the Dolphin & Whale family, the Bottlenose Dolphin is highly a intelligent and sensitive creature, with a perception and awareness that is astounding.

The care that these awesome creatures exhibit toward their offspring and to the sick and injured members of the pod, as well as the dedication to ALL ~pod~ members, goes far beyond the explanation of mere biology alone, and seems indicative of a heightened sense of spirituality and genuine caring.

***For the two-legged beside whom Dolphin swims, there will be a great deal of emotional and ~psychic~ sensitivity. These are the individuals who possess a heightened awareness of the suffering of Others, and will immediately sense the pain that may lay behind the casual words spoken or assurances that "everything is fine." Some inner ~knowing~ within the Dolphin soul will be triggered in those instances, a reflection of the Dolphin`s own sonar capabilities.

Although there is a marked degree of sensitivity within the Dolphin Soul, there also exists the ability to draw back from actually taking on the pain and suffering of those around them. It is an inherent understanding that to do so, would "rob" that one whom they desire to assist, from the Life Lessons that soul is here to learn. Yet often this inherent knowledge is only awakened after some painful lessons of their own, though once the memory has been awakened, it serves them well in their effort and "call" to assist their fellow two-leggeds.***


Ultima modifica di Tila il Mar 28 Dic 2010 - 17:35, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Gio 12 Ago 2010 - 14:16

Ancora qualche cosa sul simbolismo del delfino questa volta tratti dai libri Segni e presagi del mondo animale e Animali e spiritualità di cui per comodità vi o riportato i link delle schede dove troverete una breve recensione..

Buona lettura!


FONTE: dal libro Segni e presagi del mondo animale di Ted Andrews Ed. Mediterranee

Il fatto che i delfini abbiano eletto dimora nel mare è assai significativo.

Molti miti narrano di come la vita sia iniziata nelle acque primordiali della vita, che simboleggiano creazione, passione e perfino sessualità.

L'acqua è essenziale alla vita, come anche il respiro. Esistono molte tecniche che insegnano a usare correttamente la respirazione per indurre stati alterati e collegarsi a nuove dimensioni e nuova vita: lo studio di esse può aiutarvi a diventare più appassionati e sensuali, oltre che a guarire corpo, mente e spirito. Ad esempio è possibile alleviare la tensione e lo stress semplicemente imitando la respirazione a zampillo che il delfino usa quando sale in superficie.

Le persone con problemi respiratori e polmonari possono trarre grande beneficio collegandosi alla medicina del delfino.

Il suono, il respiro e l'acqua sono considerate tutte fonti di vita. Il suono rappresenta l'energia vitale emersa dall'utero del silenzio, che ha creato tutte le cose. Imparerete a creare suoni interiori in modo da poter produrre manifestazioni esteriori: questo è quanto il delfino vi insegnerà.

Il delfino può mostrarvi come entrare nelle acque della vita e poi, con il respiro e il suono, evocare da esse ciò che più vi occorre o desiderate.

Per i primi cristiani simboleggiava la salvezza, mentre per i Greci era un messaggero sacro agli dei, simbolo benedetto e dinamico del mare.


FONTE:
Animali e spiritualità di N. J. Saunders Ed. EDT

L'apparente altruismo che i delfini mostrano nei confronti dell'uomo ha profondamente influenzato il nostro atteggiamento verso questi animali. In tutto il mondo miti e resoconti di episodi realmente accaduti narrano di delfini che hanno tratto in salvo nuotatori o guidato navi in estrema difficoltà.

La credenza che vuole i delfini legati all'uomo da una qualche forma di parentela spirituale è comune a numerosi popoli, dagli antichi Greci agli Aborigeni dell'Australia settentrionale.

Gli Arabi nabatei pensavano che essi accompagnassero le anime dei defunti nel loro viaggio verso l'aldilà, mentre molti popoli nativi americani credevano fungessero da messaggeri tra il mondo reale e il mondo degli spiriti e vedevano in essi l'incarnazione del grande Spirito. Il loro ruolo di mediatori spirituali fu adottato dai primi cristiani, per i quali il delfino trafitto dal tridente o inchiodato alla croce era il simbolo segreto di Cristo. Nell'antichità era assai diffusa l'idea che molte culture punissero con la pena di morte chiunque uccideva un delfino.

Nella tradizione greca il delfino rappresentava l'amore e la salvezza, o la rinascita spirituale. Nella civiltà minoica di Creta incarnava lo spirito di Poseidone, il dio del mare.
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Ven 21 Gen 2011 - 14:55



FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/746c0846-497e-41c5-9b7b-79a1da259eab1.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Lun 7 Feb 2011 - 7:51

Riporto il link al seguente articolo su questo tema

http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/cardini_delfino_12.htm
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Lun 8 Ago 2011 - 7:11

Riporto uno stralcio della versione di wikipedia inglese sulle sue caratteristiche, di cui consiglio anche la visione al link originale perchè troverete una traccia sonora molto suggestiva, ed un interessante articolo sulla mitologia legata ai delfini. Buona lettura!


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Dolphin

Dolphin
From Wikipedia, the free encyclopedia

Dolphins are marine mammals that are closely related to whales and porpoises. There are almost forty species of dolphin in 17 genera. They vary in size from 1.2 m (4 ft) and 40 kg (90 lb) (Maui's dolphin), up to 9.5 m (30 ft) and 10 tonnes (9.8 long tons; 11 short tons) (the orca or killer whale). They are found worldwide, mostly in the shallower seas of the continental shelves, and are carnivores, mostly eating fish and squid. The family Delphinidae is the largest in the Cetacean order, and evolved relatively recently, about ten million years ago, during the Miocene. Dolphins are among the most intelligent animals, and their often friendly appearance and seemingly playful attitude have made them popular in human culture.

Etymology

The name is originally from Greek δελφίς (delphís), "dolphin",[1] which was related to the Greek δελφύς (delphus), "womb".[2] The animal's name can therefore be interpreted as meaning "a 'fish' with a womb".[3] The name was transmitted via the Latin delphinus[4] (the romanization of the later Greek δελφῖνος - delphinos[5]), which in Middle Latin became dolfinus and in Old French daulphin, which reintroduced the ph into the word. The term mereswine (that is, sea pork) has also historically been used.[6]

The word is used in a few different ways. It can mean:

any member of the family Delphinidae (oceanic dolphins),
any member of the families Delphinidae and Platanistoidea (oceanic and river dolphins),
any member of the suborder Odontoceti (toothed whales; these include the above families and some others),
and is used casually as a synonym for bottlenose dolphin, the most common and familiar species of dolphin.

This article uses the second definition and does not describe porpoises (suborder Odontoceti, family Phocoenidae). Orcas and some closely related species belong to the Delphinidae family and therefore qualify as dolphins, even though they are called whales in common language. A group of dolphins is called a "school" or a "pod". Male dolphins are called "bulls", females "cows" and young dolphins are called "calves".[7]

Behavior

Dolphins are often regarded as one of Earth's most intelligent animals, though it is hard to say just how intelligent. Comparing species' relative intelligence is complicated by differences in sensory apparatus, response modes, and nature of cognition. Furthermore, the difficulty and expense of experimental work with large aquatic animals has so far prevented some tests and limited sample size and rigor in others. Compared to many other species, however, dolphin behavior has been studied extensively, both in captivity and in the wild. See cetacean intelligence for more details.

Social behavior

Dolphins are social, living in pods of up to a dozen individuals. In places with a high abundance of food, pods can merge temporarily, forming a superpod; such groupings may exceed 1,000 dolphins. Individuals communicate using a variety of clicks, whistles and other vocalizations. They make ultrasonic sounds for echolocation. Membership in pods is not rigid; interchange is common. However, dolphins can establish strong social bonds; they will stay with injured or ill individuals, even helping them to breathe by bringing them to the surface if needed.[23] This altruism does not appear to be limited to their own species however. The dolphin Moko in New Zealand has been observed guiding a female Pygmy Sperm Whale together with her calf out of shallow water where they had stranded several times.[24] They have also been seen protecting swimmers from sharks by swimming circles around the swimmers[25][26] or charging the sharks to make them go away.[27]

Dolphins also display culture, something long believed to be unique to humans (and possibly other primate species). In May 2005, a discovery in Australia found Indo-Pacific bottlenose dolphins (Tursiops aduncus) teaching their young to use tools. They cover their snouts with sponges to protect them while foraging. This knowledge is mostly transferred by mothers to daughters, unlike simian primates, where knowledge is generally passed on to both sexes. Using sponges as mouth protection is a learned behavior.[28] Another learned behavior was discovered among river dolphins in Brazil, where some male dolphins use weeds and sticks as part of a sexual display.[29]

Dolphins engage in acts of aggression towards each other. The older a male dolphin is, the more likely his body is to be covered with bite scars. Male dolphins engage in such acts of aggression apparently for the same reasons as humans: disputes between companions and competition for females. Acts of aggression can become so intense that targeted dolphins sometimes go into exile as a result of losing a fight.

Male bottlenose dolphins have been known to engage in infanticide. Dolphins have also been known to kill porpoises for reasons which are not fully understood, as porpoises generally do not share the same diet as dolphins, and are therefore not competitors for food supplies.[30]


Popular culture

In more recent times, the 1963 film Flipper and the subsequent 1964 television series popularized dolphins in Western society. The series, created by Ivan Tors, portrayed a dolphin as a kind of seagoing version of Lassie, the collie made popular in the 1950s TV series. Flipper was a Bottlenose Dolphin who understood commands and always behaved heroically. Flipper was remade as a film in 1996.

The 1973 movie The Day of the Dolphin portrayed kidnapped dolphins performing a naval military assassination using explosives. This was also explored in the similarly named The Simpsons Treehouse of Horror episode, "Night of the Dolphin", where Lisa frees a dolphin at a aquarium exhibit and unwittingly initiates their plan to overthrow the land-dwellers and live in their place. The 1990s science fiction television series seaQuest DSV featured a bottle-nose named Darwin who could communicate using a vocoder, a fictional invention which translated clicks and whistles to English and back.

In The Hitchhiker's Guide to the Galaxy book series, dolphins are the second most intelligent species on Earth (after mice).

Killer whales have also been portrayed in film, though to a lesser extent than bottlenosed dolphins. The 1977 horror movie Orca portrayed killer whales as intelligent and capable of pair-bonding and aggressive behavior. In the movie, a male killer whale takes revenge on fishermen after they kill his mate. The 1993 movie Free Willy made a star of the Orca playing Willy, Keiko.


Therapy

Dolphins are an increasingly popular choice of animal-assisted therapy for psychological problems and developmental disabilities. For example, a 2005 study found dolphins an effective treatment for mild to moderate depression.[67] However, this study was criticized on several grounds. For example, it is not known whether dolphins are more effective than common pets.[68] Reviews of this and other published dolphin-assisted therapy (DAT) studies have found important methodological flaws and have concluded that there is no compelling scientific evidence that DAT is a legitimate therapy or that it affords more than fleeting mood improvement.[69]

Literature

Dolphins are also common in contemporary literature, especially science fiction novels. Dolphins play a military role in William Gibson's short story Johnny Mnemonic, in which cyborg dolphins find submarines and decode encrypted information. Dolphins play a role as sentient patrollers of the sea enhanced with a deeper empathy toward humans in Anne McCaffrey's The Dragonriders of Pern series. In the Known Space universe of author Larry Niven, dolphins play a significant role as fully recognised "legal entities". More humorous is Douglas Adams’ The Hitchhiker's Guide to the Galaxy series of picaresque novels, in which dolphins are the second most intelligent creatures on Earth (after mice, followed by humans) and try in vain to warn humans of Earth’s impending destruction. Their story is told in So Long, and Thanks for All the Fish. Much more serious is their major role in David Brin's Uplift series. A talking Dolphin named "Howard" helps Hagbard Celine and his submarine crew fight the evil Illuminati in Robert Shea and Robert Anton Wilson's Illuminatus Trilogy.

Dolphins appear frequently in non-science fiction literature. In the book The Music of Dolphins by author Karen Hesse, dolphins raise a girl from the age of four until the coast guard eventually discovers her. Fantasy author Ken Grimwood wrote dolphins into his 1995 novel Into the Deep about a marine biologist struggling to crack the code of dolphin intelligence, including chapters written from a dolphinian viewpoint.

Art

Dolphins are a popular artistic motif, dating back to ancient times. Examples include the Triton Fountain by Bernini and depictions of dolphins in the ruined Minoan palace at Knossos and on Minoan pottery.
Cuisine




FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dauphin_australie.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Dolphins_in_mythology

Dolphins in mythology
From Wikipedia, the free encyclopedia

Dolphins appear in a number of Greek myths, invariably as helpers of humankind. Dolphins also seem to have been important to the Minoans, judging by artistic evidence from the ruined palace at Knossos.

A dolphin rescued the poet Arion from drowning and carried him safe to land, at Cape Taenarum, now Cape Matapan, a promontory forming the southernmost point of the Peloponnesus. There was a temple to Poseidon and a statue of Arion riding the dolphin. (Herodotus I.23; Thucydides I.128, 133; Pausanias iii.25, 4)

The Greeks reimagined the Phoenician god Melqart as Melikertês (Melicertes) and made him the son of Athamas and Ino. He drowned but was transfigured as the marine deity Palaemon, while his mother became Leucothea. (cf Ino.) At Corinth, he was so closely connected with the cult of Poseidon that the Isthmian Games, originally instituted in Poseidon's honor, came to be looked upon as the funeral games of Melicertes.


A sketch of the goddess Ganga on her Vahana (mount) Makara
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Ganga_Kalighat_1875.jpg

Phalanthus was another legendary character brought safely to shore (in Italy) on the back of a dolphin, according to Pausanias.

Many seals and coins show a man or boy riding a dolphin.

Dionysus was once captured by Etruscan pirates who mistook him for a wealthy prince they could ransom. After the ship set sail Dionysus invoked his divine powers, causing vines to overgrow the ship where the mast and sails had been. He turned the oars into serpents, so terrifying the sailors that they jumped overboard, but Dionysus took pity on them and transformed them into dolphins so that they would spend their lives providing help for those in need.



Young aulos-player riding a dolphin: red-figure stamnos, ca 360-340 BCE, found in Etruria, (National Archeological Museum, Madrid)
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Estamno_de_Etruria_%28M.A.N._Madrid%29_01.jpg


Dolphins were also the messengers of Poseidon, Greek god of the sea, and sometimes did errands for him as well.

Dolphins were sacred to both Aphrodite and Apollo.

In Hindu mythology the Ganges River Dolphin is associated with Ganga, the deity of the Ganges river. The dolphin is said to be among the creatures which heralded the goddess' descent from the heavens [1] and her mount, the Makara, is sometimes depicted as a dolphin.[2]

The Boto dolphins in the Amazon River are believed to be shapeshifters, or encantados, who are capable of having children with human women.

References

^ http://www.worldwildlife.org/cetaceans/results/ganges.cfm
^ http://unesco.uiah.fi/water/material/02_water_and_enviroment_html




Dionysus in a ship, sailing among dolphins. Ancient Greek Attic black-figure kylix, ca. 530 BC, from Vulci. Staatliche Antikensammlungen, Munich.
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Exekias_Dionysos_Staatliche_Antikensammlungen_2044.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Gio 29 Set 2011 - 12:20

Riporto uno stralcio di un interessante articolo del sito esoterya.com.

FONTE: http://www.esoterya.com/totem-delfino/2133/

Oggi analizzeremo il delfino, animale che ci aiuta a imparare la respirazione, e che ci unisce alla vita e alla forza vitale.

Se si cambia il ritmo del respiro si può riuscire ad arrivare in altri mondi e altri esseri, poiché è il respiro che ci collega alla creazione e al Grande Spirito.
Come il delfino anche le persone che hanno esso come spirito guida, possono riuscire a fare da tramite tra gli uomini e gli esseri che risiedono il tempo del sogno, tra il regno umano e la forza divina.

Il delfino ci aiuta ad affrontare e superare con felicità e leggerezza gli ostacoli che la vita ci pone lungo il nostro cammino, mostrando come sa cambiare il proprio ritmo e i propri schemi energetici.

Se avete il delfino come animale guida, allora cercate di creare una connessione con il popolo delle stelle, liberatevi da tutti i problemi che vi attanagliano la mente e gli impedimenti proiettandoli all’esterno del corpo e del proprio essere mediante l’espirazione.
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MessaggioOggetto: Re: Delfino: il potere del respiro e del suono.   Oggi a 16:15

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Delfino: il potere del respiro e del suono.
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