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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Movimento o sensibilità delle piante?

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Tila
Iniziato Sciamano
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Femminile Serpente
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MessaggioOggetto: Movimento o sensibilità delle piante?   Mer 18 Ago 2010 - 8:22

Buondì a tutti,

inizio questo topic con un grazioso contributo di alcune classi della scuola media di Piancavallo in provincia di Verbania.

Il documento è in formato PDF perciò consiglio la visione diretta al seguente link, buona lettura!


http://www.scuolapiancavallo.it/sito/sez_ricerche/SCIENZE/Il%20Movimento%20nel%20mondo%20vegetale.pdf

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Tila
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MessaggioOggetto: Re: Movimento o sensibilità delle piante?   Mer 18 Ago 2010 - 8:42


FONTE: http://www2.unibo.it/musei-universitari/darwin/movimenti.html

I movimenti delle piante

Un elemento evidente nei lavori di Darwin è la descrizione delle piante come esseri viventi, non meno "viventi" degli animali. Le reazioni delle piante sono spesso lente, eppure in molti casi la sensibilità vegetale è sorprendentemente acuta e le risposte rapide. Darwin resta affascinato da queste inaspettate capacità, che cerca di collocare in un contesto di ordine "naturalistico". Si chiede: quale può essere l'utilità di questi adattamenti rispetto alla "selezione naturale"? Come si spiegano le risposte più anomale e curiose, se non sulla base di capacità insite in tutte le piante, che alcune di esse sviluppano in modo particolare nel corso della loro evoluzione? Ed è possibile documentare questa evoluzione fisiologica confrontando piante con un differente sviluppo delle caratteristiche di adattamento, "irritabilità" e motilità? Darwin si dedica a esaminare diversi gruppi di piante alla ricerca di elementi per una possibile filogenesi di forma e funzione, mettendo in campo tutti gli esperimenti che, a migliaia, è in grado di escogitare: dai bastoncini e pali di sostegno di varia forma e consistenza, ai sottilissimi fili di lino e cotone per testare la sensibilità delle piante al tocco, alle operazioni chirurgiche millimetriche su apici di radici e germogli, fino a sorprendenti ricorsi a sostanze chimiche come il nitrato d'argento come "caustico" (con notevole successo) e all'uso di anestetici e di miscele organiche di oli ed altro (con minor successo).


Le ricerche di Darwin hanno portato un contributo di grande valore alla scienza botanica e alla fisiologia delle piante. Darwin ha chiarito che i movimenti, predominanti in una varietà di piante specializzate, sono universali. In questo punto di vista riconosciamo la radicata mentalità evoluzionistica dello scienziato, che si chiede come possano essersi originati tutti questi diversissimi tipi di movimento e riconosce che a loro fondamento deve esserci proprio la circumnutazione. È una proposta unificante di grande respiro, che non troverà, come tale, frequenti riscontri nella letteratura scientifica successiva.

Non possiamo non rimarcare che in questo campo l'eccezionale ingegno sperimentale di Darwin non ci ha solo donato una montagna di dati sulla percezione della luce, compresa l'identificazione dell'apice vegetativo del germoglio come area fotorecettoriale, ma ha dato vita a un concetto assolutamente nuovo: la trasmissione dello stimolo da luce fino ai siti di crescita. I suoi studi servirono da modello e da linee guida per coloro che a distanza di pochi anni ripresero con gli stessi metodi le indagini sul fototropismo in senso biofisico e in senso biochimico-fisiologico.


FONTE per la versione inglese: http://www2.unibo.it/musei-universitari/darwin/movimenti_en.html


The Movements of Plants

In 1875 Darwin published a book not concerned with reproductive botany: "The movements and Habits of Climbing Plants". Darwin interpreted the climbing habit in terms of adaptation and resource allocation: "The advantage gained by climbing is to reach the light and free air with as little expenditure of organic matter as possible". He discussed at length the homologies of foliar and associated structures, and speculated on the evolutionary history of climbing plants. Darwin's interest for climbing plants occupied him for years in physiological experiments that prefigure the biochemical and cellular studies on enzymatic catalysis and plant hormones. From these experiments it is clear that Darwin saw plants as sensitive creature with a precise behaviour, expressed, e.g., in the way their tips or leaves or seedlings can track the movements of the sun. This attention to movements, summarised in the publication of "The Power of Movements in Plants", is a part of Darwin's effort to demonstrate, since mobility and capacity for movement are "animal-like" characteristics, the unity of all life forms and hence the common descent of all branches of the evolutionary tree.

Once focused on this phenomenon, Darwin extended his interest from climbing plants to the oscillatory movements that many plants (and plant parts) exhibit as they grow around a central axis

With his experiments Darwin tried to identify a universal physiological power possessed by all plants, a common denominator for phenomena as apparently disparate as touch sensitivity, phototropism, geotropism, sun tracking, climbing, and sleeping. This universal power was captured by the unfamiliar word circumnutation, derived from the Latin for "nodding around".

Darwin concluded that all plants circumnutate, coming to see this physiological power as a kind of primary, innate, ancestral plant movement, a capacity that all plant lineages adapted by evolution to produce a variety of different movements; that, of course, place the physiology of movement into an evolutionary framework: if all plants movements are related by evolution, this implies a common evolutionary relationship among vascular plants.

Once again, Darwin's botanical researches were an example of how the theory of evolution could be applied in botany; later generation of botanist would complete the transformation of botany into an evolutionary science, but Darwin provided the model for that transformation.
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