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 I Sangoma

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Tila
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MessaggioOggetto: I Sangoma    Sab 11 Set 2010 - 18:03

Buona sera a tutti,

oggi per caso ho scoperto su youtube un video (che ho inserito alla fine di questa scheda) ben trattato sui Sangoma, esperti di magia, di medicina, di divinazione...

Prima di andarlo a visionare vi consiglio di leggere qualcosa sui sangoma tratto da wikipedia che per fortuna ho trovato nelle due versioni italiano/inglese...

Vi auguro una buona lettura e una buona visione.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Sangoma

Sangoma
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella cultura tradizionale dei popoli Nguni (Xhosa, Zulu, Ndebele e Swazi), un sangoma è una sorta di sciamano, esperto di magia, medicina tradizionale e divinazione. In alcune culture, il termine viene usato in senso più specifico; per gli Xhosa, per esempio, un "sangoma" si occupa di magia e divinazione, mentre la conoscenza degli usi medicinali delle erbe è associata a una figura distinta detta ixwhele.

Indice


* 1 Il richiamo degli antenati
* 2 Il ruolo dei sangoma nella società
* 3 Rituali e pratiche
* 4 Medicina tradizionale sangoma e scienza
* 5 Bibliografia
* 6 Altri progetti
* 7 Collegamenti esterni

Il richiamo degli antenati

La figura del sangoma è legata al culto degli antenati. Un sangoma è una persona (uomo o donna) che è stata "chiamata" dagli spiriti degli antenati ad assolvere questo ruolo speciale nella società. Sottrarsi al richiamo degli antenati è causa di sventura, e in particolare conduce tipicamente alla malattia mentale o fisica.

Lo stesso richiamo degli antenati si presenta nella forma di una "malattia di iniziazione"; come una forte emicrania. Questa malattia iniziale viene curata attraverso un periodo di addestramento e purificazione chiamato thwasa, in cui il chiamato dovrà imparare l'umiltà verso gli antenati, lavarsi nel sangue di animali sacrificati, e fare uso di speciali medicinali chiamati muti. Nello stesso tempo inizierà un periodo di apprendistato presso un sangoma anziano, spesso svolgendo mansioni umili per la comunità. Il percorso di addestramento dura anni, prevede una serie di riti di passaggio, in cui viene solitamente sacrificato un animale (per esempio un pollo, una capra o una mucca), il cui sangue viene usato per rafforzare il legame spirituale fra il sangoma e gli antenati.

Il ruolo dei sangoma nella società

I sangoma svolgono il ruolo di guaritori in molte tradizioni. La loro medicina incorpora molte conoscenze sulle proprietà curative delle erbe naturali, ma si basa soprattutto sull'idea della protezione che gli antenati possono concedere ai viventi malati. La medicina dei sangoma, olistica e simbolica, non si usa solo per combattere la malattia fisica; serve anche a guarire gli attriti sociali e le difficoltà spirituali dell'individuo.

Per via della loro funzione di intermediari fra gli antenati e i viventi, i sangoma possono essere chiamati a svolgere moltissimi ruoli specifici: possono prevedere il futuro (e quindi essere chiamati a consigliare i potenti), curare i mali della società, dirigere i rituali religiosi, trovare il bestiame perduto, proteggere i guerrieri, annullare i malefici; inoltre, sono i depositari di tutte le conoscenze del loro popolo; della storia, della cosmologia e dei miti. Attraverso il rispetto e la deferenza verso i sangoma, il villaggio mostra deferenza verso gli antenati, ingraziandoseli e allontanando la minaccia della loro ira, che si manifesta attraverso la malattia e altre sventure.

Rituali e pratiche

I sangoma operano in una tenda sacra chiamata Ndumba, in cui si pensa che risiedano gli antenati. Indossano abiti di diverso colore a seconda degli antenati a cui si rivolgono; spesso tengono nei capelli la cistifellea della capra che è stata sacrificata nella loro cerimonia conclusiva del loro percorso di addestramento. Invocano gli antenati bruciando una pianta chiamata imphepho, danzando, cantando, e suonando il tamburo.

A scopo divinatorio e per ottenere consigli dagli antenati i sangoma usano soprattutto tre tecniche: la possessione, il lancio di ossicini, e l'interpretazione dei sogni. Nel primo caso, il sangoma entra in uno stato di trance (favorito soprattutto dal suono del tamburo); durante la trance, gli antenati parlano direttamente attraverso il sangoma. Nella tecnica della divinazione con le ossa (che in effetti prevede anche l'impiego di altri piccoli oggetti come semi o conchiglie), il sangoma sceglie gli oggetti da lanciare in funzione del tipo di consiglio che intende chiedere; le ossa di iena, per esempio, forniscono informazioni su oggetti rubati (la iena viene infatti identificata con un ladro).

I medicinali fabbricati dai sangoma (i muti) sono fatti di erbe o di sostanze di origine animale, spesso con evidenti significati simbolici (per esempio, il grasso di leone serve a dare coraggio al paziente). A seconda della loro composizione, i muti possono essere bevuti, fumati, inalati, usati per lavarsi, strofinati sul corpo, usati per fare clisteri, o strofinati su una incisione fatta appositamente dal sangoma con un rasoio.

Medicina tradizionale sangoma e scienza

La medicina ufficiale ha mostrato nel tempo un certo interesse per le conoscenze sulle proprietà delle erbe proprie della tradizione dei sangoma. La sanità pubblica del Sudafrica e di altri paesi considera i sangoma una presenza in qualche modo positiva persino rispetto alla lotta all'HIV. Occorre anche considerare che in Sudafrica i sangoma sono molto più numerosi dei medici di tipo occidentale, e che l'80% della popolazione si rivolge prima (o solo) ai sangoma.

Nonostante un certo interesse, la medicina ufficiale ha anche espresso numerose riserve sull'attività di alcuni sangoma, in particolare facendo pressioni affinché questo tipo di pratica venga regolamentata per evitare abusi e per limitare i danni che possono seguire da alcune sue applicazioni. Per esempio, da tempo le istituzioni sudafricane fanno pressioni per convincere i sangoma a non usare lo stesso rasoio per incidere diversi pazienti nelle zone con alti livelli di HIV, o a evitare l'applicazione di clisteri a pazienti con seri problemi gastrointestinali.

Bibliografia

* G. Foster, e B. Anderson. Medical Anthropology. John Wiley & Sons, New York 1978.
* J. B. Loudon (a c. di). Some Aspects of Treatment among the Zulu in Social Anthropology and Medicine. Academic Press, Londra 1976.
* D. Cunes. Africa in My Bones. New Africa Books, Cape Town 2004.
* P. Tate. The Doctor's Communication Handbook. OUP, Oxford 2003.
* R. Kale, Traditional Healers in South Africa: A Parallel Health Care System. BMJ 1995;310 (6988):1182-5.
* S. F. Niagia. Traditional Medicine Gets Healthy Recognition. Lancet 2002;359(9319):1760.
* S. Siringi. Traditional Medicine Could Cut Costs for National Health Services. Lancet 2002;359 (9319):1760.
* S. Ramsay. WHO Launches First Global Strategy on Traditional Medicines. Lancet 2002;359(9319):1760.
* R. King. Collaboration with Traditional Healers in AIDS Prevention and Care in Sub-Saharan Africa: A Literature Review. UNAIDS, Geneva (2000)


FONTE:
http://en.wikipedia.org/wiki/Sangoma


Five Sangomas in Zululand

Sangoma
From Wikipedia, the free encyclopedia

A sangoma is a practitioner of herbal medicine, divination and counselling in traditional Nguni (Zulu, Xhosa, Ndebele and Swazi) societies of Southern Africa (effectively an African shaman).

The philosophy is based on a belief in ancestral spirits. Both men and women can be called by the ancestors (a consequence of refusing the calling is usually ongoing physical or mental illness), though sangomas are usually female. A trainee sangoma (or twaza) trains under another sangoma, usually for a period of years, usually performing humbling service in the community.

At times in the training, and for the graduation, a ritual sacrifice of an animal is performed (usually a chicken, a goat or a cow). The spilling of this blood is meant to seal the bond between the ancestors and the sangoma.

Contents
[hide]

* 1 Sangomas of Southern Africa
* 2 See also
* 3 Notes
* 4 References
* 5 External links

[edit] Sangomas of Southern Africa

Sangomas are the traditional healers in the Zulu, Swazi, Xhosa and Ndebele traditions in southern Africa. They perform a holistic and symbolic form of healing, embedded in the beliefs of their culture that ancestors in the afterlife guide and protect the living. Sangomas are called to heal, and through them ancestors from the spirit world can give instruction and advice to heal illness, social disharmony and spiritual difficulties.

Sangomas have many different social and political roles in the community: divination, healing, directing rituals, finding lost cattle, protecting warriors, counteracting witches, and narrating the history, cosmology, and myths of their tradition. They are highly revered and respected in their society, where illness is thought to be caused by witchcraft, pollution (contact with impure objects or occurrences) or by the ancestors themselves, either malevolently, or through neglect if they are not respected, or to show an individual her calling to be a Sangoma. For harmony between the living and the dead, vital for a trouble-free life, the ancestors must be shown respect through ritual and animal sacrifice.

A Sangoma is called to heal by an initiation illness, often psychosis, headache, intractable stomach pain, shoulder or neck complaints. She will undergo Thwasa, a period of training including learning humility to the ancestors, purification through steaming, washing in the blood of sacrificed animals, and the use of Muti, medicines with spiritual significance. At the end of Thwasa, a goat is sacrificed to call to the ancestors and appease them.

Sangomas are steeped in ritual. They work in a sacred healing hut or Ndumba, where their ancestors reside. They have specific coloured cloths to wear to please each ancestor, and often wear the gallbladder of the goat sacrificed at their graduation ceremony in their hair. They summon the ancestors by burning a plant called Imphepho, dancing, chanting, and most importantly playing drums.

Sangomas are able to access advice and guidance from the ancestors for their patients in three ways: possession by an ancestor, or channelling; throwing bones; and interpreting dreams. In possession states the Sangoma works herself into a trance, through drumming, dancing and chanting, and allows her ego to step aside so an ancestor possesses her body and communicates directly with the patient, providing specific information about his problems. It can be very dramatic, with the Sangoma speaking in tongues, or foreign languages according to the specific ancestor, or dancing fervently beyond her normal ability.

Accessing the ancestors' advice through the bones is an alternative to the exhausting possession states. The Sangoma possesses a collection of small bones and other small objects like seeds, shells etc, each with a specific significance to human life. For example a hyena bone signifies a thief and will provide information about stolen objects. The Sangoma or the patient throws the bones but the ancestors control how they lie, and the Sangoma then interprets this metaphor in relation to the patient's life. In the same way, Sangomas will interpret the metaphors present in dreams, either their own or patients'.

Sangomas will give their patients Muti, medications of plant and animal origin imbued with spiritual significance, often with powerful symbolism - lion fat is given to promote courage. There are medicines for everything from physical and mental illness, social disharmony and spiritual difficulties to potions for love and luck. Muti can be drunk, smoked, inhaled, used for washing, smeared on the body, given as enemas, or rubbed into an incision.

Sangomas function as the social workers and psychologists in their community. They know the local dynamics and can counsel appropriately with this background knowledge.[1]

The formal health sector has shown continued interest in the role of sangomas and the efficacy of their herbal remedies. Western-style scientists continue to study the ingredients of traditional medicines in use by sangomas. Public health specialists are now enlisting sangomas in the fight against the spread of HIV/AIDS.[2] In the past decade, the role of all types of traditional healers have become important in the fighting the impact of the virus and treating people infected with the virus before they advance to a point where they require (or can obtain) anti-retroviral drugs.

Sangomas far outnumber western-style doctors in Southern Africa, and are consulted first (or exclusively) by approximately 80% of the Black population. While for many they provide the healing needed, there are some causes for concern. Charlatans who haven't undergone Thwasa charge exorbitant prices for fraudulent service, and not all countries in southern Africa have effective regulatory bodies to prevent this practice. Some Sangomas have been known to abuse the charismatic power they have over their patients by sexually assaulting them, sometimes dressed up as ritual. Repeated use of the same razor blade to make incisions for Muti carries HIV transmission risks in regions where the disease is rife. Western-style doctors have seen a number of cases of patients with serious gastrointestinal problems through the use of Muti, especially in enema form, and have even coined the phrase "ritual enema induced colitis". Zulu children may have up to three enemas a week.

One of the most famous and well respected sangomas worldwide is Vusamazulu Credo Mutwa also known as the Zulu Shaman.[citation needed]
[edit] See also

* Inyanga

[edit] Notes

1. ^ Elvira van Noort, Can you trust Wikipedia? Mail & Guardian (Johannesburg), 7 November 2005. In the article, she quotes Yvonne Sliep, lecturer at the school of psychology at the University of KwaZulu-Natal as suggesting two improvements to this Wikipedia article. Accessed 14 November 2005.
2. ^ ibid.

[edit] References

* Foster, G and Anderson B. Chapters 6 & 7, Medical Anthropology.New York: John Wiley & Sons; 1978.
* Loudon, JB editor. Some aspects of treatment among the Zulu in Social anthropology and Medicine. London: Academic Press; 1976.
* Cumes, D. Africa in my Bones. Cape Town: New Africa Books; 2004.
* Tate, P. The Doctor's Communication Handbook. 4th ed. Oxford: OUP; 2003.
* Kale, R. Traditional healers in South Africa: a parallel health care system. BMJ 1995;310 (6988):1182-5.
* Niagia, SF. Traditional Medicine gets healthy recognition. Lancet 2002;359(9319):1760.
* Siringi, S. Traditional medicine could cut costs for national health services. Lancet 2002;359 (9319):1760.
* Ramsay, S. WHO launches first global strategy on traditional medicines. Lancet 2002;359(9319):1760.
* King, R. Collaboration with traditional healers in Aids prevention and care in Sub-Saharan Africa: a literature review. UNAIDS, Geneva (2000)


Sangomas greeting each other



Ed ecco il video...


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