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 MOSCA: persistenza, ostinazione, insistenza

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MessaggioOggetto: MOSCA: persistenza, ostinazione, insistenza   Gio 16 Set 2010 - 11:43

MOSCA: persistenza, ostinazione, insistenza

Ah aaaaah!
Tila speravi che la carrellata di animali totem non gettonati dai più fosse finita?

E invece no, io rilancio con la mosca!



La Mosca domestica:

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Musca_domestica

La mosca domestica (Musca domestica LINNAEUS, 1758) è un insetto dell'ordine dei Ditteri, appartenente alla famiglia dei Muscidi.
È in grado di riprodursi con estrema facilità sia per la capacità di deporre le uova all'interno di qualsiasi materiale di natura biologica in decomposizione, sia per la velocità con cui le larve raggiungono lo stato di individuo adulto, diventando a loro volta capaci di riprodursi: circa dieci giorni. La sua vita, in condizioni ottimali di cibo e ambiente, è di circa 8-10 giorni durante i quali è in grado di deporre fino a 1000 uova (150-200 alla volta ogni 3-4 giorni).
L'insetto adulto usa una proboscide raspante per nutrirsi. I cibi solidi vengono prima cosparsi di saliva per essere sciolti e poi succhiati con la proboscide stessa. Sebbene siano mosche domestiche, generalmente confinate alle abitazioni umane, questi insetti possono volare per alcuni chilometri dal luogo in cui sono nate. Sono attive solo durante le ore diurne e di notte riposano negli angoli delle stanze o sospese al soffitto.


La mosca domestica può essere facilmente confusa con l'altrettanto comune piccola mosca domestica (Fannia canicularis) che in realtà appartiene alla famiglia dei Fannidae.

Larve

La larva della Mosca domestica misura dai 9.5 ai 19.1 millimetri.
L'identificazione delle larve usa una classificazione per stadi. Nel primo stadio la larva e lunga 2-5 mm; nel secondo stadio 6-14 mm; nel terzo stadio 15-20 mm. Rispettivamente queste fasi vengono raggiunte in circa 2-3 giorni, 3-4 giorni e 4-6 giorni (per le mosche domestiche) dalla deposizione delle uova.
Alcune larve causano danni alla produzione agricola, a partire dai raccolti di colza e frumento.
Le larve vengono anche allevate a scopi commerciali come popolari esche per la pesca con la canna o mangime per animali domestici carnivori come rettili o pesci.

Evoluzione

Anche se l'ordine cui appartiene ha origini molto più antiche, le mosca domestica si è evoluta all'inizio dell'Era cenozoica, circa 65 milioni di anni fa. Si pensa che questa specie abbia avuto origine nella regione paleartica, in particolare nel Medio Oriente. Data la loro stretta relazione commensalistica con la specie umana, le mosche probabilmente devono la loro diffusione su scala mondiale a movimenti di co-migrazione con l'uomo. [1][2]
Rapporti con l'uomo
Nei climi più freddi le mosche domestiche sopravvivono solamente se vivono con l'uomo. Hanno la tendenza ad aggregarsi e risultano difficili da cacciare via. Sono capaci di trasportare più di 100 agenti patogeni responsaili di malattie come tifo, colera, salmonellosi, shigellosi, tuberculosi, antrace, infezioni degli occhi e vermi endoparassiti. Nelle regioni più povere e con scarso livello di igiene le mosche sono tra i principali vettori di malattie. Alcuni ceppi hanno sviluppato resistenza ai più comuni insetticidi.
La mosca domestica si nutre di sostanze liquide o semi-liquide oltre a materiali organici solidi che ha pretrattato con la sua saliva o vomito. A causa della grande quantità di cibo che ingerisce quotidianamente, essa deposita feci in maniera praticamente costante e questo è uno dei fattori che rende questo insetto un vettore di patogeni nefasto e molto pericoloso.





FONTE: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/Housefly_anatomy-key.svg/800px-Housefly_anatomy-key.svg.png

Key
Afrikaans: I: kop; II: borsstuk III: buik. — 1: prescutum; 2: voor-luggat; 3: scutum; 4: basicosta; 5: calypters; 6: scutellum; 7: vlerk se aar; 8: vlerk; 9: buiks stuk; 10: halter; 11: agter-luggat; 12: dybeen; 13: skeenbeen; 14: spoor; 15: voet; 16: propleuron; 17: prosternum (voor-borsstuk); 18: mesopleuron; 19: mesosternum; 20: metapleuron; 21: metasternum; 22: saamgestelde-oog; 23: arista; 24: antenne; 25: maxilary palps; 26: labium; 27: labellum; 28:pseudotracheae; 29:tip.
Deutsch: I: Kopf; II: Rumpf (Thorax) III: Hinterende (Abdomen). – 1: Präscutum; 2: vorderes Stigma; 3: Schild (Scutum); 4: Costabasis des Flügels; 5: Flügelschüppchen (Calyptera); 6: Schildchen (Scutellum); 7: Flügeladern; 8: Flügel; 9: Hinterleibssegment (Abdominalsegment); 10: Haltere; 11: hinteres Stigma; 12: Femur (=Oberschenkel); 13: Tibia (=Schienbein); 14: Sporn; 15: Tarsus (Fuß); 16: Propleura; 17: Sternopleura; 18: Mesopleura; 19: Mesosternum; 20: Metapleura; 21: Hypopleura; 22: Komplexauge; 23: Fühlerborste (Arista); 24: Antenne; 25: Maxilarpalpus; 26: Labium; 27: Labellum; 28: Pseudotracheae; 29: ?.
English: I: head; II: thorax III: abdomen. — 1: prescutum; 2: anterior spiracle; 3: scutum; 4: basicosta; 5: calypters; 6: scutellum; 7: wing vein; 8: wing; 9: abdominal segment; 10: haltere; 11: posterior spiracle; 12: femur; 13: tibia; 14: spur; 15: tarsus; 16: propleuron; 17: prosternum; 18: mesopleuron; 19: mesosternum; 20: metapleuron; 21: metasternum; 22: compound eye; 23: arista; 24: antenna; 25: maxilary palps; 26: labium; 27: labellum; 28:pseudotracheae; 29:tip.
Español: I: cabeza; II: tórax III: abdomen. — 1: prescutum; 2: espiráculo delantero; 3: scutum; 4: basicosta; 5: calypters; 6: scutellum; 7: vena; 8: ala; 9: segmento abdominal; 10: balancín; 11: espiráculo posterior; 12: fémur; 13: tibia; 14: espolón; 15: tarso; 16: propleurón; 17: prosternón; 18: mesopleurón; 19: mesosternón; 20: metapleurón; 21: metasternón; 22:ojo compuesto; 23: arista; 24: antena; 25: palpos maxilares; 26: labium; 27: labellum; 28:seudotráquea; 29:?.
Italiano: I: capo; II: torace; III: addome. — 1: prescuto; 2: stigma (o spiracolo) anteriore; 3: scuto; 4: basalare; 5: caliptra; 6: scutello; 7: nervatura alare (costa); 8: ala; 9: urite (o segmento addominale); 10: bilanciere; 11: stigma (o spiracolo) posteriore; 12: femore; 13: tibia; 14: sperone; 15: tarso; 16: propleura; 17: prosterno; 18: mesopleura; 19: mesosterno; 20: metapleura; 21: metasterno; 22: occhio composto; 23: arista; 24: antenna; 25: palpi mascellari; 26: labbro inferiore (o labium); 27: labello; 28:pseudotrachee; 29:?.
Magyar: I: fej (caput); II: tor (thorax) III: potroh (abdomen). — 1: praescutum; 2: elülső légzőnyílás(pár); 3: scutum; 4: basicosta; 5: szárnytövi pikkelyek (calyptrae) (szárnypikkely és torpikkely) ; 6: pajzsocska (scutellum); 7: szárny ere (szegélyér - costa); 8: szárny (ptera vagy ala); 9: tor íze; 10: billér (haltera); 11: hátulsó légzőnyílás(pár); 12: comb (femur); 13: lábszár (tibia); 14: érzékelő szőr; 15: lábfej (tarsus); 16: propleuron; 17: prosternum; 18: mesopleuron; 19: mesosternum; 20: metapleuron; 21: metasternum; 22: összetett szem; 23: arista; 24: csáp; 25: állkapcsi tapogató; 26: labium; 27: labellum; 28:pseudotracheae; 29:?.




FONTE: http://fc01.deviantart.net/fs26/i/2008/171/f/a/Fly_as_Totem_by_Ravenari.jpg




FONTE: http://spiritlodge.yuku.com/topic/861

Fly's wisdom:

Survival
Multifaceted vision
Ability to change waste into valuable assets
Transformation
Adaptation to the harshest environments


HOW THE FLY SAVED THE RIVER-A Native American Lore


Many, many years ago when the world was new, there was a beautiful river. Fish in great numbers lived in this river, and its water was so pure and sweet that all the animals came there to drink.

A giant moose heard about the river and he too came there to drink. But he was so big, and he drank so much, that soon the water began to sink lower and lower.

The beavers were worried. The water around their lodges was disappearing. Soon their homes would be destroyed.
The muskrats were worried, too. What would they do if the water vanished? How could they live?

The fish were very worried. The other animals could live on land if the water dried up, but they couldn't.

All the animals tried to think of a way to drive the moose from the river, but he was so big that they were too afraid to try. Even the bear was afraid of him.

At last the fly said he would try to drive the moose away. All the animals laughed and jeered. How could a tiny fly frighten a giant moose? The fly said nothing, but that day, as soon as the moose appeared, he went into action.

He landed on the moose's foreleg and bit sharply. The moose stamped his foot harder, and each time he stamped, the ground sank and the water rushed in to fill it up. Then the fly jumped about all over the moose, biting and biting and biting until the moose was in a frenzy. He dashed madly about the banks of the river, shaking his head, stamping his feet, snorting and blowing, but he couldn't get rid of that pesky fly. At last the moose fled from the river, and didn't come back.

The fly was very proud of his achievement, and boasted to the other animals, "Even the small can fight the strong if they use their brains to think."
*edited for indexing.
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MessaggioOggetto: Re: MOSCA: persistenza, ostinazione, insistenza   Gio 16 Set 2010 - 13:48

Buondì Admin,

questo insetto viene molte volte associato ad un "simpaticone"...chiamato il signore delle mosche...


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Belzeb%C3%B9

Belzebù
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



Belzebù, come viene rappresentato nel Dizionario infernale, Parigi, 1863.

Belzebú (in lingua ebraica בעל זבוב, Ba' al zebub, con numerose varianti) era il nome di una divinità filistea adorata in epoca biblica nella città di Ekron. Il nome significa letteralmente "Signore delle Mosche", e trae origine dal nome dalla divinità fenicia, Baal. Anticamente pare vi fosse al più una lieve distinzione tra i due culti.

Gli ebrei e in generale la Bibbia, usano riferirsi certamente a Baal in termini negativi, e Belzebù, finì per essere assunto come altro termine per riferirsi a Satana, il principe dei demoni.


E' interessante la "leggenda metropolitana" io per curiosità ho provato a mettere un cartello con il numero 58....ma niente da fare non funziona Very Happy


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mosca_%28zoologia%29

La mosca nella cultura [modifica]

In araldica, l'insistenza, tipica della mosca, nel molestare gli altri esseri, è stata sublimata in tenacia in battaglia e con tale significato compare come elemento decorativo dei blasoni. La mosca araldica è generalmente rappresentata rampante, ovvero con la testa rivolta verso l'alto.

In astronomia, la Mosca è una delle dodici costellazione introdotte da Petrus Plancius nel XVI secolo. Originariamente rappresentava un'ape verso cui il Camaleonte protendeva la propria lingua. Nel XVIII secolo Nicolas Louis de Lacaille la ribattezzò Mosca Australe. L'aggettivo cadde in disuso quando fu soppressa la costellazione della Mosca Boreale. Quest'ultima

La piccolezza [modifica]

La mosca, in quanto insetto di minuscole dimensioni, viene talvolta impiegata in denominazioni metaforiche che fanno allusione alla piccolezza e/o alla leggerezza.

In ambito biologico, "uccello-mosca" è una denominazione corrente del colibrì, una famiglia di uccelli dalle dimensioni estremamente ridotte (la Mellisuga helenae, che ne fa parte, è il più piccolo uccello vivente). Analogamente, nella boxe, la categoria dei pesi mosca è quella col limite di peso più basso (almeno nella European Boxing Union).

Religione [modifica]

Il nome di una divinità filistea adorata in epoca biblica nella città di Ekron, ovvero il dio Belzebù, significa letteralmente "Signore delle Mosche".

Letteratura [modifica]

La mosca, ed i ditteri in generale, sono insetti che hanno avuto da sempre una particolare presenza in letteratura.

Numerose sono le opere che contengono questo animale menzionato nel titolo e tantissimi sono quelle in cui questo dittero fa la propria apparizione nel testo. Ai giorni nostri sono numerose le intrusioni nelle pagine di letterati di tutto rispetto come Pirandello (La mosca), Sartre (Le mosche, 1943), Camus, Simenon[4].

Cinema [modifica]

* L'esperimento del dottor K (The Fly, 1958), di Kurt Neumann
* Il signore delle mosche (1963), di Peter Brook
* Il signore delle mosche (1990), di Harry Hook
* La mosca (1986), di David Cronenberg

Musica [modifica]

* La morte della mosca (Claudio Lolli, Ho visto anche degli zingari felici, 1976)

Pittura [modifica]

Un aneddoto di Giorgio Vasari sulla giovinezza del pittore Giotto e sul suo carattere, riguarda un curioso trompe-l'oeil: nell'aneddoto si narra che Giotto, ancora apprendista di Cimabue, dipinse su un'opera del maestro una mosca in modo così convincente da far sì che Cimabue cercasse di scacciarla.[5]

Leggende Metropolitane [modifica]

Secondo una leggenda metropolitana particolarmente diffusa nel nord Italia e non basata su ricerce scientifiche, affiggere un cartello con scritto in nero a caratteri grandi il numero 58 terrebbe lontano le mosche. Tale tesi si basa sulla presupposizione che l'insetto vedrebbe nel cartello il pericolo di una ragnatela, tenendosi quindi a distanza.[6].

Note [modifica]

1. ^ Treccani - Enciclopedia e vocabolario on line. URL consultato il 12-06-2009.
2. ^ Spesso denominata "moscone" o "moscone grigio della carne".
3. ^ Spesso denominata "moscone azzurro della carne"
4. ^ Brevetto G., Mosche! Letteratura Metamorfosi Presentimento, Aracne, 2008. ISBN 9788854821149
5. ^ L'aneddoto, come riporta Anna Eörsi nel saggio Puer, abige muscas! Remarks on Renaissance Flyology, sembra risalire invece al Trattato di Architettura di Filarete (1461-1464 ca.) ed essere preso ad esempio dalla scuola di Squarcione. Sempre secondo l'autrice, le opere pittoriche con mosche a trompe-l'oeil sono un vero e proprio filone che ha goduto di notevole successo nel Rinascimento. Cfr. Anna Eörsi, Puer, abige muscas! Remarks on Renaissance Flyology, in "Acta Historiae Artium", 42/2001. 7-22.
6. ^ Il numero magico che scaccia le mosche. milano.repubblica.it. URL consultato il 08-01-2010.

Bibliografia [modifica]

* Antonio Servadei, Sergio Zangheri, Luigi Masutti. Entomologia generale ed applicata. Padova, CEDAM, 1972.
* Ermenegildo Tremblay. Entomologia applicata. Volume III Parte II. 2a ed. Napoli, Liguori Editore, 2005. ISBN 8820723352.
* Ermenegildo Tremblay. Entomologia applicata. Volume III Parte III. 1a ed. Napoli, Liguori Editore, 1997. ISBN 8820726327.
* Aldo Pollini. Manuale di entomologia applicata. Bologna, Edagricole, 2002. ISBN 8850639546.


Questa leggenda è molto interessante, fino all'ultimo la mosca aveva dato una chance al leone...ma come spesso accade chi è presuntuoso è vittima di se stesso...


FONTE:
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_leone_e_la_mosca

Il leone e la mosca
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il leone e la mosca appartiene al genere delle leggende e delle fiabe curde dell'area curdo-turca.

Le leggende e le fiabe curde sono parabole che tendono a non drammatizzare gli eventi, talvolta sono beffarde, la religiosità è uno dei tanti temi, ma non è vissuta come elemento essenziale; molto diffuse sono le fiabe animali alle volte con uno sfondo morale, i protagonisti spesso fanno parte del mondo sociale reale curdo.[1]

Indice
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* 1 Trama
* 2 Note
* 3 Bibliografia
* 4 Voci correlate

Trama [modifica]

Un giorno la mosca ritrovandosi collocata sulla pancia di un leone, decise di diventarne amica e per fare questo tentò di attirare l'attenzione del re degli animali. Non riuscendo nell'impresa si avvicinò all'orecchio del leone invitandolo a stringere un patto di amicizia ma il re non prese in considerazione la proposta, derise la mosca e la scacciò in malo modo. Quest'ultima meditò una vendetta e si infilò in fondo alle narici del leone disturbandolo notevolmente al punto da constringerlo a dare una serie di musate su una roccia finendo così con l'insanguinarsi il naso; a causa della presenza della mosca, il leone piano piano impazzì e si gettò da una rupe e morì. Appena un attimo prima la mosca uscì dalle narici per chiedere nuovamente al leone se voleva fare la pace e stringere una amicizia.[1]

Note [modifica]

1. ^ a b "Leggende del popolo curdo", di Balulì Zanà, Fabbri Editori RCS libri, Milano, 2001, pag.11-17 27-28

Bibliografia [modifica]

* Rohat Cagdas, Turk Edebiyatinda Kurtler, Istanbul, 1991, in lingua turca (I curdi nella letteratura moderna turca)
* Inb' Ül-Ezrak, Mervani Kürtleri Tarihi, Istanbul, 1990
* Bender Cemsit, Kürt Tarihi ve Uygarligi, Istanbul, 1991

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MessaggioOggetto: Re: MOSCA: persistenza, ostinazione, insistenza   Ven 12 Ago 2011 - 14:24

Riporto uno stralcio del documento di wikipedia perciò per approfondire l'argomento vi consiglio la visione anche al link originale.

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Fly

Fly
From Wikipedia, the free encyclopedia

True flies are insects of the order Diptera (di = two, and ptera = wings). They possess a pair of wings on the mesothorax and a pair of halteres, derived from the hind wings, on the metathorax.

The presence of a single pair of wings distinguishes true flies from other insects with "fly" in their name, such as mayflies, dragonflies, damselflies, stoneflies, whiteflies, fireflies, alderflies, dobsonflies, snakeflies, sawflies, caddisflies, butterflies or scorpionflies. Some true flies have become secondarily wingless, especially in the superfamily Hippoboscoidea, or among those that are inquilines in social insect colonies.

Some authors draw a distinction in writing the common names of insects: true flies are written as two words, e.g., crane fly, robber fly, bee fly, moth fly, fruit fly. In contrast, common names of non-dipteran insects that have "fly" in their name are written as one word, e.g., butterfly, stonefly, dragonfly, scorpionfly, sawfly, caddisfly, whitefly.[1] In practice however, this is a comparatively new convention, and, especially in older books, one might commonly see the likes of: saw fly and caddis fly. In any case, non-entomologists cannot in general be expected to tell dipterans, "true flies", from other insects.

Diptera is a large order, containing an estimated 240,000 species of mosquitoes, gnats, midges and others, although under half of these (about 120,000 species) have been described.[2] It is one of the major insect orders both in terms of ecological and human (medical and economic) importance. The Diptera, in particular the mosquitoes (Culicidae), are of great importance as disease transmitters, acting as vectors for malaria, dengue, West Nile virus, yellow fever, encephalitis and other infectious diseases.


Anatomy and biology

Flies are adapted for aerial movement, and typically have short and streamlined bodies. The first segment of the fly is the head and consists of ocelli, antennae, compound eyes, and the mouth (the labrum, labium, mandible and maxilla make up the mouth). The second segment of the thorax, which bears the wings and contains the flight muscles, is greatly enlarged, with the other two segments being reduced to collar-like structures. The third segment bears the halteres, which help to balance the insect during flight. A further adaptation for flight is the reduction in number of the neural ganglia, and concentration of nerve tissue in the thorax, a feature that is most extreme in the highly derived Muscomorpha infraorder.[3]

Flies have a mobile head with eyes, and, in most cases, have large compound eyes on the sides of the head, with five small ocelli on the top. The antennae take a variety of forms, but are often short, to reduce drag while flying.

Because no species of fly have teeth or any other organ or limb that allows them to eat solid foods, flies consume only liquid food, and their mouthparts and digestive tract show various modifications for this diet. Female Tabanidae use knife-like mandibles and maxillae to make a cross-shaped incision and then lap up the blood. The gut includes large diverticulae, allowing the insect to store small quantities of liquid after a meal.[3]

Evolution

Diptera derive from Mecoptera or a strictly related group. The first true dipterans are known from the Middle Triassic, becoming widespread during the Middle and Late Triassic .[6]

The basal clades in the Diptera are the Deuterophlebiidae and Nymphomyiidae.[7] The Bibionomorpha are a sister clade to Brachycera. The branching order of the remaining clades of the lower Diptera - infraorders Culicomorpha, Psychodomorpha and Tipulomorpha - has yet to be resolved.

Within the Brachycera several progressively nested groups exist: Eremoneura (three larval instars), Cyclorrhapha (pupation occurs within a puparium), Schizophora (flies that escape from their puparium using the ptilinal sac, an evertable frontal pouch) and Calyptratae (larger flies with wings that have the calypter, an enlarged basal lobe).

The Schizophora include most of the family-level diversity in Diptera (∼85 families) and more than 50,000 species. The Calyptratae form a monophyletic superfamily. Other monophyletic superfamilies include the Ephydroidea, Lauxanioidea, Nerioidea, Sciomyzoidea and Tephritoidea. The relationships between the remaining families have yet to be clarified.

Sister groups to the Drosophilidae consist of two families, Braulidae and Cryptochetidae.

There were three episodes of rapid evolution in the lower Diptera (~220 million years ago), lower Brachycera (180 million years ago) and Schizophora (65 million years ago).[7]


Flies in culture

Flies have been depicted in mythology and literature. In the Biblical fourth plague of Egypt, flies represent death and decay. Myiagros was a god in Greek mythology who chased away flies during the sacrifices to Zeus and Athena, and Zeus sent a fly to bite Pegasus, causing Bellerophon to fall back to Earth when he attempted to ride the winged steed to Mount Olympus. In the traditional Navajo religion, Big Fly is an important spirit being.

In the fifteenth-century trompe l'oeil painting Portrait of a Carthusian (1446) by Petrus Christus, a fly sits on a fake frame.[8]

Emily Dickinson's 1955 poem "I Heard a Fly Buzz When I Died" also makes reference to flies in the context of death. In fact, flies such as the genus Hydrotaea are used in forensics cases to determine time of death for corpses. In William Golding's 1954 novel Lord of the Flies, the fly is a symbol of the children involved.

In the 1958 science fiction film The Fly (and its 1986 remake), a scientist accidentally exchanges parts of his body with those of a fly.

Musical works that mention flies: Yoko Ono's 1971 album Fly, U2's 1991 song "The Fly", Wire's 1978 song "I Am The Fly", Dave Matthews's 2007 song "The Fly" and Béla Bartók's 1920s piano work "From the Diary of a Fly".

Damien Hirst's provocative 1990 artwork, titled A Thousand Years, featured a severed cow's head contained in a box with thousands of flies and a bug zapper, creating an entire life cycle within a glass box. In 2001 Dr. Garnet Hertz implanted a complete web server into a dead fly.[9]

The ability of flies to cling to surfaces has also inspired the title of "Human Fly" for real and fictional stunt performers whose feats involve climbing buildings.

Flies are reared in large numbers in Japan to serve as pollinators of sunflowers in greenhouses, especially the maggots.

Maggots

Maggots found on corpses are useful to forensic scientists; specifically forensic entomology. By their stage of development, these maggots indicate the time elapsed since death, as well as the place of death.

Maggot species can be identified using their DNA. The house fly maggot measures 10–20 mm (⅜–¾ in) in size. At the height of the summer season, a generation of flies (egg to adult) may be produced in 12 to 14 days. Other insect families, such as Histeridae, feed on maggots. Thus the lack of maggots would increase the estimated time of death.

Maggots are bred commercially, as a popular bait in angling, and as a food for carnivorous pets such as reptiles or birds.

Maggots are used in medicine to clean out necrotic wounds and in food production, particularly of cheeses such as casu marzu designed to rot as part of their aging process.



FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Closeup_black_fly.jpg
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