Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
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MessaggioOggetto: Topo: attenzione ai dettagli.   Gio 16 Set 2010 - 15:27

Ed ecco un altro piccolo alleato...

spesso trattato male e disprezzato...

ma per fortuna per altre persone è stato diverso, perchè con i loro occhi da eterni bambini hanno visto un musetto simpaticissimo, un piccolo essere, dalle enormi potenzialità trasformandolo in icone per bambini che vivranno molto molto a lungo....

Come sempre vi invito a leggere le schede direttamente dai link ufficiali perchè qui riporto solo una parte di tutti i dati presenti su wikipedia.

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Apodemus_sylvaticus



Apodemus sylvaticus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il topo selvatico (Apodemus sylvaticus Linnaeus, 1758) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi.

Venne riconosciuto come specie a sé stante solamente nel 1894.

Specie molto comune ed ampiamente diffusa, vive in gran parte dell'Europa occidentale, spesso in vicinanza dell'uomo, ed è talvolta considerato nocivo[2].
Indice
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* 1 Distribuzione e habitat
* 2 Descrizione
o 2.1 Dimensioni
o 2.2 Aspetto
* 3 Biologia
o 3.1 Alimentazione
o 3.2 Riproduzione
o 3.3 Predatori
* 4 Note
* 5 Voci correlate
* 6 Altri progetti
* 7 Collegamenti esterni

Distribuzione e habitat [modifica]

Il topo selvatico è diffuso, con numerose sottospecie (Apodemus sylvaticus arianus, Apodemus sylvaticus callipides, Apodemus sylvaticus ciscaucasicus, Apodemus sylvaticus dichrurus, Apodemus tauricus geminae, Apodemus sylvaticus microtis, Apodemus sylvaticus milleri, Apodemus sylvaticus orestes, Apodemus sylvaticus sylvaticus, Apodemus sylvaticus tauricus, Apodemus sylvaticus tscherga) in un'area che dalla Penisola Iberica si estende a nord sino alla Scandinavia e ad est alla Bielorussia e all'Ucraina. È inoltre presente in alcune regioni dell'Africa settentrionale, sulle montagne del Marocco, dell'Algeria e della Tunisia, nonché in Inghilterra, Irlanda, Islanda e in numerose isole del Mediterraneo.

In Italia sono presenti, oltre alla sottospecie nominale (diffusa nel Triveneto), anche le sottospecie dichrurus (zona centro-settentrionale del Paese) e milleri (Meridione): molte popolazioni insulari di questi animali, precedentemente ascritte come sottospecie a sé stanti (come hermani su Pantelleria ed ilvanus sull'Isola d'Elba), sono state riclassificate dopo un esame del DNA come semplici popolazioni di A. sylvaticus milleri[3]. Questa specie è fra quelle presenti da più lungo tempo nella penisola italiana: la sua presenza è attestata già a partire dal Pleistocene. Mentre la popolazione siciliana di questi animali si è impiantata spontaneamente sull'isola grazie alle frequenti connessioni di quest'ultima con la terraferma, la popolazione sarda di topo selvatico è frutto di un'introduzione involontaria da parte delle prime popolazioni che si stabilirono sull'isola.

Nonostante il nome, preferisce vivere tra le siepi, piuttosto che in aree boschive. Questi animali si adattano comunque a qualsiasi biotopo che comprenda una seppur rada copertura vegetale, e li si può perciò trovare in una grande varietà di ambienti, dal livello del mare al limite superiore della vegetazione boschiva: frequente è la loro presenza in zone rurali o nelle pinete, anche nelle immediate vicinanze delle abitazioni od addirittura all'interno di esse, mentre nelle aree collinari la specie cede solitamente il passo all'affine Apodemus flavicollis.

Descrizione [modifica]

Dimensioni [modifica]

Il topo selvatico è lungo, testa e corpo, quasi 9 cm, cui si somma la coda, che è pressappoco della stessa lunghezza; pesa circa 18 g.

Aspetto [modifica]

Il pelo è marrone-brunastro chiaro con parti ventrali e zampe bianche; a volte è presente sia sui fianchi che sul petto una macchia gialla. Gli occhi sono grandi e neri, le orecchie arrotondate, glabre e membranacee, le zampe posteriori nettamente più lunghe di quelle anteriori.

Si differenzia dalle assai affini Apodemus alpicola ed Apodemus flavicollis per la colorazione generalmente più omogenea e meno tendente al rossiccio e per le orecchie e la coda in proporzione leggermente più piccole, in particolare quest'ultima nel topo selvatico comune raramente supera in lunghezza le dimensioni del corpo. Se un topo selvatico viene catturato per la coda, è in grado di spezzarne rapidamente l'estremità, che però non ricrescerà mai più [4].
Biologia [modifica]

Si tratta di animali perlopiù notturni, anche se non è raro vederli anche in pieno giorno. Si dice che vivano in colonie a base familiare: quando si va ad eliminare il sottobosco (ad esempio con operazioni di pota o falciatura), infatti, è frequente osservarne dei gruppi anche molto numerosi. Che viva o meno in colonia, comunque, esso tende a formare gruppi familiari, ciascuno dei quali delimita un proprio territorio che ha un'estensione media di 1000 m2 (anche se sono stati misurati territori con estensione che va da 0,650 a 1,3 km²).
Nell'ambito del proprio territorio, i topi selvatici realizzano dei tunnel al di sotto dello strato di foglie morte che copre il terreno (sono infatti soprattutto abitatori di ecosistemi ben maturi), oltre che complicati sistemi di gallerie sotterranee che sboccano all'esterno con aperture del diametro di circa 4 cm. Tali gallerie solitamente convergono in nidi sotterranei che vengono foderati con erbe finemente triturate: essi vengono utilizzati sia per dormire che come nursery. Oltre ai nidi sotterranei, questi animali possono utilizzare, sia per dormirvi che come dispensa, anche nidi abbandonati di uccelli, situati a volte anche a considerevoli altezze dal suolo.

A volte i topi selvatici pongono dei mucchietti di pietre alti fino a 5 cm e larghi altrettanto in prossimità od addirittura al di sopra dell'entrata della tana, senza che tuttavia questi ne impediscano l'accesso. Lo scopo di tali monticelli di sassi è ancora ignoto: dopo un certo tempo i topi li distruggono, disperdendo casualmente le pietre su di un'area di svariati metri quadrati, ma se essi vengono distrutti da agenti esterni (osservatori molesti od incauti, predatori od agenti atmosferici), i topi riprenderanno gli stessi identici sassi per ricostruire il tumulo sopra o a lato della stessa entrata.
Per muoversi velocemente, i topi selvatici saltano spesso alla maniera dei canguri anche se, a differenza di questi, lo fanno appoggiando tutte e quattro le zampe sul terreno ad ogni salto, che può superare facilmente il metro di lunghezza[5].

Alimentazione [modifica]

La dieta di questi topi è composta principalmente di semi, cereali, ghiande, noci, frutta, gemme, funghi, insetti e anche di lumache. Aprono le nocciole rosicchiandole fino ad ottenere un foro irregolare dalla parte non appuntita, mentre i gusci delle lumache vengono completamente macinati ed ingeriti. I maschi mangiano più insetti e meno cibo vegetale delle femmine, mentre gli individui giovani si nutrono in prevalenza di gemme e di funghi e soltanto in minima parte di insetti.
Caratteristica comune di questi topi è quella di fare incetta di cibo, di qualsiasi genere, non appena questo diventa disponibile, sia che si tratti di nocciole che di ghiande o di vari tipi di bacche. Quando si trovano delle provviste di noccioline si pensa generalmente che sono gli scoiattoli ad averle nascoste, ed in parte a ragione, poiché gli scoiattoli tendono anch'essi a nascondere sottoterra noci e anche ghiande: tuttavia lo scoiattolo sotterra il cibo singolarmente, mentre solo raramente sotterra dei mucchi di provviste. Al contrario, i topi sono soliti sotterrare il cibo in uno o più gruppetti, tanto è vero che se si sparpagliano le noci ritrovate in un nascondiglio su di un'area grande quanto il territorio di una famiglia di questi roditori, i topini si affanneranno a raccoglierle nuovamente e a riammucchiarle in poche ore, anche in pieno giorno.
Riproduzione [modifica]

La riproduzione ha inizio in marzo e prosegue fino ad ottobre, e anche durante l'inverno se questo è mite. Le punte massime però si hanno in luglio ed agosto. Dopo un periodo di gestazione di 25-26 giorni, la femmina partorisce fino a 6 piccoli, ciechi, che dopo 16 giorni sono già pronti per lasciare il nido e a 21 giorni sono svezzati. Succede così di vedere i piccoli, che hanno appena imparato a camminare, correre appresso alla madre, continuando a succhiarle il latte. È facile perciò vedere una femmina che cammina con due o tre piccoli appesi ai capezzoli, portandone anche uno in bocca, senza sembrare minimamente impacciata. Ogni femmina può avere cinque nidiate l'anno ed i piccoli cominciano a riprodursi quando hanno appena cinque mesi.

Predatori [modifica]

Vari sono i mammiferi e gli uccelli che si nutrono di questi topi, da varie specie di civette a donnole, ermellini, volpi ed altri carnivori di medie e piccole dimensioni; anche i corvi mangiatori di carogne non disdegnano la loro carne.

Note [modifica]

1. ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Apodemus sylvaticus. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3ª edizione, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4
2. ^ a b Amori, G. (Small Nonvolant Mammal Red List Authority) & Tsytsulina, K. (Global Mammal Assessment Team) 2008. Apodemus sylvaticus. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
3. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 , Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
4. ^ Goaman, K., Amery, H. (1983). Mysteries & Marvels of the Animal World: pg.15
5. ^ Ivaldi, F. 1999. "Apodemus sylvaticus" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed December 12, 2008 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Apodemus_sylvaticus.html



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mus_musculus

Mus musculus
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il topo comune (Mus musculus Linnaeus, 1758) è un piccolo mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Viene anche chiamato topo domestico, per differenziarlo dal topo selvatico (Apodemus sylvaticus).

Si tratta della specie di gran lunga più diffusa del genere Mus, rappresentato nel mondo da una quarantina di specie: il topo domestico si può infatti trovare comunemente in quasi tutti i paesi del mondo, spesso al fianco degli umani, che involontariamente gli procurano vitto ed alloggio, ma non sempre in armonia con loro, in quanto i topi possono arrecare danni anche ingenti alle colture ed alle dispense di cibo, oltre a rendersi vettori di una serie di malattie, come la leptospirosi.
Indice
[nascondi]

* 1 Tassonomia
* 2 Distribuzione
* 3 Descrizione
o 3.1 Dimensioni
o 3.2 Aspetto
* 4 Biologia
o 4.1 Alimentazione
o 4.2 Riproduzione
* 5 Rapporti con l'uomo
* 6 Nomi regionali
* 7 Note
* 8 Voci correlate
* 9 Altri progetti
* 10 Collegamenti esterni

Tassonomia [modifica]

La tassonomia del topo è un argomento molto delicato e lungi dall'essere chiarito in maniera esauriente: mentre in passato venivano classificate numerose sottospecie, con l'avanzare dei metodi di lettura del DNA si è potuto risalire all'effettiva affinità fra le varie popolazioni, portando in molti casi a declassare popolazioni considerate sottospecie a sé stanti a semplici varianti locali (magari frutto dell'incrocio fra varie sottospecie giunte nell'area al seguito dell'uomo), mentre in altri si è preferito elevare la sottospecie al rango di specie a sé stante.

In passato, venivano riconosciute come sottospecie anche le seguenti:

* Mus musculus bactrianus
* Mus musculus brevirostris
* Mus musculus chinensis
* Mus musculus topiscquam Antonio Falit
* Mus musculus gentilis
* Mus musculus homourus
* Mus musculus hortulanus
* Mus musculus manchu
* Mus musculus molossinus[2]
* Mus musculus poschiavinus
* Mus musculus praetextus
* Mus musculus spicilegus
* Mus musculus spretus
* Mus musculus wagneri
Attualmente le tre sottospecie comunemente riconosciute di topo sono:

* Mus musculus castaneus, nel Sud-Est Asiatico;
* Mus musculus domesticus, in Europa sud-occidentale;
* Mus musculus musculus, in Europa centro-orientale;

A queste si sommerebbe Mus musculus gentilulus, diffusa nella Penisola Arabica[3].

Sempre più studiosi sono convinti della validità di una classificazione che contempli le sopracitate sottospecie come specie a sé stanti (Mus castaneus, Mus domesticus, Mus gentilulus e Mus musculus)[4]: in tal modo, in Italia (dove è diffusa unicamente la sottospecie domesticus) si troverebbero solo topi domestici e non topi comuni[5].

Distribuzione [modifica]

Probabilmente originaria dell'Asia Centrale, la specie si è diffusa al fianco dell'uomo, tramite i commerci via terra e mare, praticamente in tutto il mondo.

Specie estremamente adattabile e spiccatamente sinantropa, il topo vive praticamente in qualsiasi luogo che gli offra un recesso in cui potersi nascondere e del cibo. Lo si trova perciò in ambienti urbani e suburbani, dove vive a qualsiasi altitudine, mentre è una presenza piuttosto rara nelle aree rurali in quota e negli ambienti boschivi. In generale, il topo manca in quei luoghi dove trova altri animali che gli fanno concorrenza, in quanto non è molto efficiente come specie antagonista[6], anche se in alcune aree di nuova colonizzazione (come Australia e Nuova Zelanda) i topi possono convivere senza eccessivi problemi con altre specie di roditore con abitudini similari[7]. È inserito nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo.

Descrizione [modifica]

Dimensioni [modifica]

I topi hanno dimensioni adulte di una ventina di centimetri, di cui la metà o poco meno spetta alla coda: il peso invece oscilla fra i 10 ed i 25 grammi.

Aspetto [modifica]

Il pelo è corto e lucente, di un colore che varia individualmente dal brunastro al nero. Esso ricopre interamente il corpo, fatta eccezione per zampe, orecchie, coda e punta del muso, che sono quasi del tutto glabre e di colore grigio-rosato.

Il corpo del topo è divisibile in tre parti:
* La testa, dalla forma allungata, contiene la bocca (delimitata da due labbra) e gli organi sensoriali olfattivo, visuale e uditivo: gli occhi sono neri, lucidi e muniti di palpebre. Essendo l'animale di abitudini crepuscolari e notturne, non abbisogna della visione a colori e perciò si suppone che la sua vista sia in bianco e nero o solo leggermente a colori.

Sulla sommità del cranio si trovano le orecchie, che hanno padiglione glabro e membranaceo: il senso dell'udito nei topi è molto sviluppato, infatti essi possono udire frequenze fino ai 100 kHz e forse anche maggiori, quindi ben oltre la soglia degli ultrasuoni. Il topo è in grado di comunicare con i suoi simili sia con suoni udibili all'orecchio umano (squittii), generalmente utilizzati per i richiami a lunghe distanze[8][9], sia con richiami ultrasonici, utilizzati nella comunicazione su breve distanza.
Sulla punta del muso si trovano le narici e l'organo di Jacobson, utilizzato dall'animale per individuare i feromoni, secreti dalle ghiandole prepuziali di ambo i sessi e rilasciati anche tramite le lacrime[10]. Sulla punta del muso sono site inoltre le sensibili vibrisse, che hanno funzione tattile e vengono utilizzate dall'animale anche per rendersi conto delle dimensioni degli anfratti nei quali si intrufola.

* Il tronco, al quale si attaccano lateralmente due paia di zampe, mentre centralmente si trovano le mammelle e gli orifizi urinari, genitali ed anali. Esso è separato dalla testa da un collo ben distinguibile, nel quale, oltre al timo propriamente detto, si trova una seconda ghiandola con struttura e funzione simili, posta nei pressi della trachea[11].

Le zampe, tutte all'incirca della stessa lunghezza (un paio di centimetri, mentre nel topo selvatico le zampe posteriori sono ben più lunghe delle anteriori), sono divisibili a loro volta in tre segmenti:

Stilopodio (braccio o coscia);
Zeugopodio (avambraccio o gamba);
Autopodio (mano o piede);

La mano possiede 4 dita ben sviluppate e munite di artigli, un pollice molto corto e 5 callosità palmari: il piede possiede invece 5 dita, ben sviluppate e munite di artigli. Sui punti di appoggio si sono sviluppate delle callosità la cui disposizione varia a seconda dell'individuo.
Le mammelle sono presenti unicamente nelle femmine in numero di cinque paia, tre pettorali e due inguinali o pelviche.
Nella femmina, l'uretra si apre davanti alla vagina, che si apre a livello della vulva. L'ano è separato dalla vulva tramite un piccolo perineo. Nel maschio, invece, gli orifizi urinario e genitale sono confusi all'estremità del pene, normalmente nascosto in una piega cutanea, il prepuzio. I testicoli normalmente intra-addominali possono scendere nella cavità addominale ricoperti di un sacco cutaneo, lo scroto: l'ano è alla base della coda in ambedue i sessi.

* La coda è lunga all'incirca quanto il tronco e la testa messi assieme: essa è ricoperta di scaglie cornee epidermiche disposte ad anelli, tra le quali si inseriscono alcuni piccoli peli.


Rapporti con l'uomo [modifica]

La storia dei topi è da sempre stata indissolubilmente legata a quella dell'uomo. Originari dell'Asia[15], la loro presenza è tuttavia attestata nel bacino mediterraneo già nell'8000 a.C., anche se essi tardarono a diffondersi nel resto d'Europa, dove li si trova solo a partire dal 1000 a.C.[16]: in seguito, coi commerci e le varie campagne di conquista in tutto il mondo, il topo ha esteso il proprio areale praticamente in qualsiasi parte del globo, anche sulle isole più remote.
Proprio grazie ai topi, si è potuta tracciare una mappa dei primi spostamenti effettuati dagli uomini e rimasti sconosciuti in quanto svoltisi in periodi in cui non si conosceva ancora la scrittura: ad esempio, in base ad esami filogenetici delle popolazioni di topo danesi e di quelle dell'isola di Madera, nell'Oceano Atlantico, è emersa un antico quanto del tutto insospettabile legame fra queste, segno di una antica presenza umana nella zona[17].

Il topo non è però sempre un coinquilino innocuo: spesso, infatti, pur rivelandosi assai meno dannosi rispetto ai ratti, i topi causano danni ingenti alle riserve di cibo e trasmettono varie malattie. Si ritiene che proprio per tenere lontani questi roditori l'uomo abbia dato il via all'addomesticamento del gatto.
Nelle aree in cui si è stabilito, inoltre, spesso il topo ha prosperato a discapito delle specie già presenti, divenendo in alcuni casi un vero e proprio flagello[18].

Parallelamente alla lotta senza quartiere, tuttavia, il topo è stato anche tenuto in cattività come animale domestico: già a partire dal 1100 a.C. si hanno notizie di topolini domestici in Cina[19]. Attualmente, si tende a selezionare i topi domestici in tre lineamenti separati:

* uno comprendente i topi "da compagnia", selezionati in una varietà di colori e fogge del pelo, oltre che in base alla mitezza del temperamento[20];
* uno comprendente i topi da utilizzare come cibo vivo per altri animali tenuti in cattività, fra cui varie specie di rettili ed artropodi. Generalmente questi topi sono monocromatici (se non albini) e dal temperamento mite, poiché in caso contrario potrebbero ferire anche seriamente gli animali a cui sono destinati come preda;
* la terza linea di topi selezionati sono quelli utilizzati come cavie da laboratorio. I topi, infatti, sono organismi modello: grazie alla facilità e velocità con la quale si riproducono, alle piccole dimensioni, al ciclo vitale molto veloce ed alla frugalità, si dimostrano utili nello studio di numerose discipline (oncologia, embriologia, genetica, tossicologia, farmacologia etc.), tanto più che essi presentano una forte omologia con l'uomo.

Il genoma del topo, infatti, venne sequenziato completamente verso la fine del 2002: la sua parte aploide misura circa 3000 megabasi (più o meno come quella umana) ed è distribuita su 20 cromosomi[21]. Tuttavia, è difficile fare una conta attendibile dei geni contenuti nel genoma del topo: una stima recente (che poi è quella attualmente accettata dalla maggior parte degli studiosi) parla di 23.786 geni[22], contro i 23.686 dell'uomo[23]. Virtualmente, ciascun gene di topo trova un omologo nel genoma umano, il che permette di effettuare su di essi esperimenti che risulterebbero eticamente discutibili se effettuati sull'uomo.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Mouse

A mouse (plural: mice) is a small mammal belonging to the order of rodents. The best known mouse species is the common house mouse (Mus musculus). It is also a popular pet. In some places, certain kinds of field mice are also common. This rodent is eaten by large birds such as hawks and eagles. They are known to invade homes for food and occasionally shelter.

The American White-footed Mouse (Peromyscus leucopus) and the deer mouse (Peromyscus maniculatus), as well as other common species of mouse-like rodents around the world, also sometimes live in houses. These, however, are in other genera.

Cats, wild dogs, foxes, birds of prey, snakes and even certain kinds of arthropods have been known to prey heavily upon mice. Nevertheless, because of its remarkable adaptability to almost any environment, the mouse is one of the most successful mammalian genera living on Earth today.

Mice can at times be harmful rodents, damaging and eating crops,[1] causing structural damages and spreading diseases through their parasites and feces.[2] In North America, breathing dust that has come in contact with mouse excrements has been linked to hantavirus, which may lead to Hantavirus Pulmonary Syndrome (HPS).

Primarily nocturnal animals, mice compensate for their poor eyesight with a keen sense of hearing, and rely especially on their sense of smell to locate food and avoid predators.[3]
Contents
[hide]

* 1 Reproduction
* 2 Laboratory mice
* 3 Subgenera
* 4 As pets
* 5 Nutrition
* 6 As food
* 7 See also
* 8 Notes
* 9 External links

Reproduction

Breeding onset is at about 50 days of age in both females and males, although females may have their first estrus at 25–40 days. Mice are polyestrous and breed year round; ovulation is spontaneous. The duration of the estrous cycle is 4–5 days and estrus itself lasts about 12 hours, occurring in the evening. Vaginal smears are useful in timed matings to determine the stage of the estrous cycle. Mating is usually nocturnal and may be confirmed by the presence of a copulatory plug in the vagina up to 24 hours post-copulation. The presence of sperm on a vaginal smear is also a reliable indicator of mating.[4]

Female mice housed together tend to go into anestrus and do not cycle. If exposed to a male mouse or the pheromones of a male mouse, most of the females will go into estrus in about 72 hours. This synchronization of the estrous cycle is known as the Whitten effect. The exposure of a recently bred mouse to the pheromones of a strange male mouse may prevent implantation (or pseudopregnancy), a phenomenon known as the Bruce effect.[4]

The average gestation period is 20 days. A fertile postpartum estrus occurs 14–24 hours following parturition, and simultaneous lactation and gestation prolongs gestation 3–10 days owing to delayed implantation. The average litter size is 10–12 during optimum production, but is highly strain dependent. As a general rule, inbred mice tend to have longer gestation periods and smaller litters than outbred and hybrid mice. The young are called pups and weigh 0.5–1.5 g (0.018–0.053 oz) at birth, are hairless, and have closed eyelids and ears. Cannibalism is uncommon, but females should not be disturbed during parturition and for at least 2 days postpartum. Pups are weaned at 3 weeks of age; weaning weight is 10–12 g (0.35–0.42 oz). If the postpartum estrus is not utilized, the female resumes cycling 2–5 days postweaning.[4]

Newborn male mice are distinguished from newborn females by noting the greater anogenital distance and larger genital papilla in the male. This is best accomplished by lifting the tails of littermates and comparing perineums.[4]

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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Gio 16 Set 2010 - 15:31

E ora dopo aver acquisito più informazioni su questo piccolo amico vediamo insieme il simbolismo....

FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/mouse.htm

MOUSE

Quietly creeping,
accomplishing his purpose without attention,
The wise little mouse trusts the Creator.
Help me, small one, to true and find initiative
So that wonderful changes come my way.

Scrutiny, Detail

Mouse medicine is both a great power
and a great weakness.
It is good to pay attention to all details,
but bad to over-analyze every little thing.

Mouse people can be fixated on methodology and appear to be nit-pickers.
They will make the simplest task fraught with difficulty.
Everything must be in order in a Mouse's house.

Often, Mouse people are fearful of life.
You should try to see the larger picture
Even if you live in a small house in Los Angeles,
you are also part of the Earth, galaxy and universe.

If a Mouse totem has recently entered your life,
ask yourself if you have neglected the trivial but necessary things in life.
Have you become too focused on one or two activities
and neglecting opportunities around you?
Or are you trying to do too many things at the same time?

Mouse medicine can show how to focus
and how to attain the big things by working on the little things.


Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.



FONTE: http://www.esoterya.com/totem-topo/2709/

Il topo ha la caratteristica principale di osservare accuratamente tutte ciò che lo circonda.
E’ l’animale più pignolo tra tutti e ci insegna a esaminare tutte le situazioni con cura certosina e sistematizzare le nostre conoscenze, una specie di Sherlock Holmes.

Lui sa che approfondire ogni tipo di sapere è possibile, e cerca di specializzarsi in qualche cosa,
ma ha anche la tendenza a complicare anche le cose più semplici volendo sempre e comunque esaminare tutti i dettagli.

Altra qualità del topo è il fiuto sviluppato per il pericolo, poichè, essendo lui un bocconcino prelibato per innumerevoli animali, ha affinato la sua percezione esterna ed è veloce a trovare rifugio e mettersi in salvo.

le persone con questo tipo di forza, sono timorosi, prudenti e molto accurati nelle loro azioni, difatti, tutto ciò che fanno è ordinato e ben organizzato.

Le persone con questa forza dovranno riuscire a osare di più e affrontare tutto quello che non conoscono, quindi guardare oltre il loro orticello e imparare a essere tolleranti.



FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/

Topo (Luch): Il topo è spesso citato nel folklore celtico. Il topo rappresenta i segreti, l’astuzia, la timidezza e la capacità di nascondersi nei momenti di pericolo. La sua comparsa spesso segnala la necessità di prestare attenzione ai piccoli dettagli.
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Ven 21 Gen 2011 - 15:04

+
FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/eb1ea540-3acc-492b-b61d-ac41543a22e0.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Ven 21 Gen 2011 - 15:11

Admin ha scritto:
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FONTE: http://cheezdailysquee.files.wordpress.com/2010/12/eb1ea540-3acc-492b-b61d-ac41543a22e0.jpg

Ma noooooooooooo!

Tie

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ferutius



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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Sab 22 Gen 2011 - 10:05

grazie per la bella presentazione , come sai il topo e' il mio animale preferito gia' da quando ero piccolo .e' per me il simbolo della sopravvivenza in ogni situazione , e della capacita' di fare squadra quando si vuole raggiungere un obbiettivo .hai dimenticato una cosa : il topo e' uno dei pochi animali disposto ad adottare figli non suoi ; se una femmina muore durante l'allattamento , un'altra femmina adotta i suoi piccoli .tutto questo sempre in nome della sopravvivenza.
salutoni
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Sab 22 Gen 2011 - 10:15

ferutius ha scritto:
grazie per la bella presentazione , come sai il topo e' il mio animale preferito gia' da quando ero piccolo .e' per me il simbolo della sopravvivenza in ogni situazione , e della capacita' di fare squadra quando si vuole raggiungere un obbiettivo .hai dimenticato una cosa : il topo e' uno dei pochi animali disposto ad adottare figli non suoi ; se una femmina muore durante l'allattamento , un'altra femmina adotta i suoi piccoli .tutto questo sempre in nome della sopravvivenza.
salutoni
ferutius

Grazie per il tuo intervento Ferutius.

Il topo come molti altri animali è demonizzato per questioni sociali umane, o forse per il fatto che la loro circorscritta nocività agli esseri umani viene a volte considerata come totalizzante dell'animale. Anche una formica può essere pericolosa in certe circostanze, e lo è pure la Tigre. Ma chissà come mai, gli umani tendono a divinizzare cioc he da loro una idea di potenza e possanza mentre altre caratteristiche che permettono la sopravvivenza vengono dimenticate di fronte a iconografie sociali stratificate nelle generazioni.

In ogni caso l'istinto ad adottare piccoli che non sono della propria specie NON è caratteristico solo dei topi. Di esempi ce ne sono a migliaia.





oppure



per chi conosce gli studi di Richard Dawkins, il genetista e scrittore, l'istinto materno è essenziale alla sopravvivenza. Ma quelloc he mai ci chiediamo è se sia solo per la specie. un individuo che ha questo istinto tenderà anche ad estendrlo potenzialmente ad altri animnali della sua specie magari di gruppi diversi o ad altri animali. Piu che un senso di divina bellezza o di inno all'essere speciale dell'uomo, io ci trovo la bellezza dei meccanismi evolutivi, che attraverso tali istinti cercano di dare un ordine e una prevedibilità a situazioni che singolarmente sono una diversa dall'altra.
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Ven 28 Gen 2011 - 21:32

Admin ha scritto:


In ogni caso l'istinto ad adottare piccoli che non sono della propria specie NON è caratteristico solo dei topi. Di esempi ce ne sono a migliaia.

per chi conosce gli studi di Richard Dawkins, il genetista e scrittore, l'istinto materno è essenziale alla sopravvivenza. Ma quelloc he mai ci chiediamo è se sia solo per la specie. un individuo che ha questo istinto tenderà anche ad estendrlo potenzialmente ad altri animnali della sua specie magari di gruppi diversi o ad altri animali. Piu che un senso di divina bellezza o di inno all'essere speciale dell'uomo, io ci trovo la bellezza dei meccanismi evolutivi, che attraverso tali istinti cercano di dare un ordine e una prevedibilità a situazioni che singolarmente sono una diversa dall'altra.

Stasera mentre cercavo qualche puccio ho visto questi due video che mi hanno fanno pensare a questi ultimi due post, perdonatemi se vado in OT





Sapete secondo me è semplicemente colpa dell'arma segreta di questi teneri cuccioli, come si fa a resistere a dei musetti pucciosi come quelli? Very Happy
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Sab 2 Lug 2011 - 15:02

Nel seguente articolo vedremo diverse curiosità e scopriremo qualche altra simbologia su questo piccolo animale.

Il topo era sacro al dio Apollo. E' associato alla modestia, innocenza, al radicamento, all'intrapendenza e alla pulizia... buona lettura!



FONTE: http://www.whats-your-sign.com/symbolic-mouse-meaning.html

Symbolic Mouse Meaning

For such a tiny creature, there is a profusion of symbolic mouse meaning available throughout history. For example, did you know the mouse is one of several sacred creatures to the god Apollo? Yep. In fact, in early Greece, Apollo was sometimes referred to as Apollo-Smintheus, which means Mouse-Apollo. Interesting, eh? This connection could be from several origins. In those days, snakes were super-sacred to the gods (with associations of transformation, healing, and mysterious power), and mice were fed to snakes who were catered to in ancient temples of Greece and Rome. Another correlation between mice and Apollo could be due to their mass numbers. Mice are prolific, always have been, and so, there abundance is akin to Apollo's omnipresence. This thought is similar to the same thought-process applied to certain insects, especially flies being sacred to Zeus. Because flies are everywhere, they are akin to the always-present-everywhere presence of Zeus. Same concept for mice and Apollo.

Another interesting symbolic mouse meaning deals with their preferred home environment. Mice love to burrow. Our ancient ancestors observed their affinity for ground-burrowing, and likened this to mice being 'one with the Mother' (Mother Earth, that is). This ground-loving behavior was also seen as a connection to the Underworlds (or Otherworlds, depending upon your source of reference). This kind of connection makes the mouse a kind of mediator between physical life and recycling life (spirit energies in transition).

This Earth and Underworld connection continues in western, medieval Europe, where folk superstitions tell of mice possessing the ability to carry souls of humans who have passed from this physical life. Some tales take this soul-carrying a step further and describe mice eking out from the mouths of the deceased, scampering away with the living soul, leaving behind the corporeal remains. I think this last observation might be a reference to the plague, in which rats and mice ruled more prominently that kings and queens of the day (vermin being the number one enemy of the times due to their tendency to carry and spread the deadly plague).

Under the pall of the plague, symbolic mouse meaning has taken on some rather dark tones. Christian symbology identifies the mouse as a creature of destruction, hypocrisy and cowardliness. Now, those of you who read my symbolic interpretations with any regularity know that I'm not too keen on negative views or nay-saying about our planet's critters. After all, it's not their fault of the rat or the mouse that caused the pandemic outbreak of the black plague in the 14th century. Humans (as is often the case) hold the bag of responsibility for that. Lack of personal and social hygiene, caravans and transportation routes carrying stow-away vermin caused much of the spread too. Mostly, human ignorance is to blame, not mice or rats.

But I digress...

Some suggested key words for symbolic mouse meaning include:

Resourcefulness
Modesty
Groundedness
Adaptability
Temerity (shyness)
Innocence
Fertility
Super-awareness
Voraciousness
Determination
Conservation
Cleanliness

Cleanliness? After all that talk earlier about the plague, and common misconception about mice, how could I possibly add 'cleanliness' to this symbolic mouse meaning list? Well, it's a little known fact that many kinds of mice (deer mice, certain field mice and voles) keep themselves extremely clean and are constantly grooming themselves. See what I mean about falling into the trap of misjudging creatures by misguided rumors and superstition?

This idea of cleanliness is a symbolic trigger for me when mice come into my awareness. When I'm paid a visit by the mouse, I take a look at what needs to be cleaned, groomed or ordered within my own or my client's life, depending for whom I'm getting the mouse-message. This is not only a tip from the squeaky-clean mouse habits, but by paradox, other types of mice (some kinds of house mice, tree mice, certain field and harvest mice) prefer a less cleanly environment. These latter types of scruffy mice remind me that clutter (both within the home, the body and the mind) is often a gateway for infiltrators. Whichever angle you look (whether they be 'clean' mice or dirty-rascal mice), mice are messengers for tidiness. Keep that in mind the next time the mouse comes pitter-pattering in your own awareness, and ask yourself if it's time to clear out, clean up, and establish order in your realms.

Mice are also consummate conservers. They are one of the most ingenious and industrious hoarders of the mammal realms. This adds to the symbolic mouse meaning, because it reminds us to conserve our own resources and energy. The mouse is often a message for us to review our resources (of all kinds, energetic, financial, emotional, physical) and be a little more conscious of how we spend or distribute these resources. Interestingly, mice also have voracious appetites, and will nibble through almost anything. This may seem like a contradiction from conservation, but really, it's about balance. When the mice pays you a visit, it's a clear sign to take a look at what you're consuming, how you're consuming it, and begin paying conscious attention about resources and the idea of conservation.

We all know mice can be timid, appearing to be shy and nervous at the slightest twitch in their surroundings. This is symbolic of the antithesis of bravado, egotism and arrogance. When the mouse pays me a visit, it's often a message for me to take a look at my behavior. Am I being too aggressive? Boastful? Mice always prompt me to become more soft and contemplative in my mannerisms. I discuss this kind of metamorphosis of perspective in my Tamed by the Gentle and the Small blog post, if you're interested.

I'm not the only one who observed this. In Native North American Indian symbolism, tribes such as the Navajo established the mouse having governance over the southern quadrant of their medicine wheel, which represents a macrocosmic view of life. The southern quadrant of the medicine wheel holds sacred tenets such as new beginnings, connection with the Mother (Nature/Earth). It also represents youthfulness and innocence. Because the mouse is quite modest, and connected so closely with the Mother Earth, it has gained grained prominence in this and other branches of Native wisdom.

Mice are incredibly prolific, as mentioned earlier, and can bear up to a dozen pups every four to six weeks. That's a lotta mice. This is symbolic of fertility, abundance, and expansion. Do I mean that literally? No, not necessarily. For example, a mouse in your awareness could be symbolic of your ability to mass-produce new births in the form of new ideas, development, creativity, social connections - any number of opportunities are available for us to give birth often and abundantly, the mouse is a reminder of that.
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MessaggioOggetto: Re: Topo: attenzione ai dettagli.   Oggi a 15:25

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