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Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
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 IL CADUCEO, BASTONE SCIAMANICO

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MessaggioOggetto: IL CADUCEO, BASTONE SCIAMANICO    Mer 13 Ott 2010 - 12:09

IL CADUCEO, BASTONE SCIAMANICO


fonte IMMAGINE: http://whatisthepyramid.com/wp-content/uploads/2009/07/Hermes_World_1.jpg

Capita spesso di rintracciare nelle tradizioni mito9logiche classiche elementi, simboli e miti che hanno radici antichissime, che si perdono nella notte dei tempi.
È opinione comune tra gli antrologi che molti miti delle epoca classica occidentale abbiano radici sciamaniche.
In questo breve lavoro analizzeremo la validità di questa visione attraverso lo studio di uno dei simboli piu antichi e complessi della storia greca: il Caduceo.


fonte iMMAGINE: http://www.occultopedia.com/images_/223caduceus.jpg

Il caduceo (pronuncia caducèo, meno comune cadùceo) (kerykeion in Greco) è un bastone con due serpenti attorcigliati intorno a esso (per l'esattezza la tradizione vuole che si tratti di Zamenis longissimus detto anche colubro di Asclepio o saettone). La parola italiana deriva dal latino caduceus che, come detto, riprende il greco antico Karykaion, aggettivo di karix (o keerix), traducibile come araldo.
Il termine presenta una medesima etimologia ed è identico, salvo adattamenti grafici e fonetici, sia in francese, inglese e spagnolo, mentre la forma tedesca heroldstab traduce l'espressione bastone dell'araldo.
Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Hermes (Ermete-Mercurio). Ordinariamente era un bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di otto.
Attualmente è spesso utilizzato scambievolmente con il Bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti. Il simbolo è inoltre usato in Italia come emblema dell'Ordine dei Farmacisti.
L'esatto significato del caduceo rimane comunque non molto chiaro. Il caduceo era il bastone o lo scettro del dio greco Hermes (divenuto Mercurio per i Romani) che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Per questo il caduceo veniva mostrato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione mediatrice e come emblema della loro inviolabilità. Lo scettro, all'inizio un semplice bastone, aveva anche una valenza morale, poiché rappresentava la condotta onesta e al tempo stesso la salute fisica della persona. Hermes/Mercurio, in quanto messaggero degli dèi, era anche il mediatore della volontà divina presso gli uomini. Per E. Zolla ( "Le meraviglie della Natura" - ed. Marsilio 1991, pag.42), il caduceo rappresentò, in tempi antichi, un ramo d'alloro con cui si celebrava la rinascenza primaverile promossa dalla nuova aria della stagione. Di Asclepio l'alloro era la "pianta" come il serpente ne era l'animale, e nel caduceo il mondo della "pianta" e quello "animale" ne sono riuniti.
(fonte: wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Caduceo).


fonte IMMAGINE: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bd/Cup_Mercury_caduceus_CdM.jpg

Quanto detto però non esaurisce la complessità della questione: resta ormai quasi unanimemente accettato che la figura di Hermes fosse collegata anche con l’Oltretomba, col mondo ctonio delle forze primigenie, precedenti la creazione e successive alla sua dissoluzione. Addirittura, si possono fare paragoni iconografici tra la figura di questo dio e il dio Anubi della mitologia egiziana: storicamente è probabile infatti che la loro assimilazione sotto la insegna del tema dell’oltretomba sia avvenuta in epoca tardo imperiale, con i contatti e i processi di sincretizzazione dei miti e delel varie forme religiose del magma immenso e unico del Tardo Impero.
Non solo i romani, greci ed egizi avevano conoscenza di questo simbolo:


“Prima che a Hermes/Mercurio, il bastone era stato emblema di Ermete Trismegisto, progenitore dell'arte magica egizia, e rappresentava la sintesi del sapere universale, dalla religione, alla medicina, alla morale, alla filosofia fino alle scienze e alla matematica.
La componente del caduceo è comunque duplice: da una parte il bastone, dall'altra il serpente. Dalla Bibbia sabbiamo che il serpente possedeva una doppia valenza, aspetto ambiguo tra i valori simbolici di vita e morte, fecondità e tentazione. Mosè aveva un bastone con serafino in bronzo attorcigliato dotato di poteri tali da consentire di ridare vita ai moribondi. Nel libro dei Numeri è riportato che il popolo di Israele, per l'insofferenza a cibarsi di manna nel deserto, fu punito da Dio con il morso di serpenti velenosi. Dietro mediazione di Mosè, poi Dio stesso suggerì un rimedio: un serpente di rame da avvolgere attorno a un bastone: si sviluppa la prerogativa duplice del caduce: il bastone inteso come mediatore e il bastone che salva dal male e dal pericolo ridonando al vita a chi era in procinto di perderla.
Nell'Unicode, il "caduceo" corrisponde a U+2624.
Il caduceo è uno dei simboli più antichi della storia della civiltà umana: rappresentazioni del caduceo sono state ritrovate in una coppa appartenuta al re mesopotamico Guda, sovrano della città di Lagash. Simbolo diffuso anche nell'antico Egitto dove, in alcuni monumenti funebri, il dio dei morti Anubi veniva rappresentato con un caduceo stretto tra le mani. Tra i babilonesi il caduceo era la prerogativa del dio Mindzida.” (fonte: wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Caduceo).




FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e3/Ningizzida.jpg

Dove giace dunque l’elemento sciamanico di questo simbolo?

Volendo essere molto sintetici, nel suo intomo valore di collegamento con l’Altro mondo. Se è vero che esso permetteva al dio Hermes di viaggiare tra i Morti senza necessitare del permesso di Ade, e poteva permettere operazioni di contatto coi morti e le anime degli altri regni, esso si palesa nella sua capacità sciamanica di contatto ed evocazione. È stato detto molte volte che esso è assibilabile alla famigerata bacchetta magica dei maghi. In realtà essendo la figura del “mago” una elaborazione occidentale di figure spirituali e sociali molto complesse nella loro natura (ed una elaborazione per altro molto tarda rispetto alle radici iconografiche di questo simbolo), credo si possa ipotizzare senza troppa fanytasia che il Caduceo è una trasfigurazione di molti elementi che ritroviamo, sotto altre spoglie, in molte tradizioni: è l’albero del mondo, contatto tra le varie dimensioni, nel suo microcosmo, e cioè nella sua dimensione leggibile all’essere umano. È la chiave di operatività sciamanica, come possono essere i viaggi di ricupero dell’anima, di contatto e ricerca informazioni nei mondi non ordinari. È anche, cosa piuttosto poco considerata uno scettro. Per chi come noi oggi non ha familiarità con l’uso iconografico nei contesti spirituali dello scettro non dice molto la cosa. Oggi, solo il Pontefice nella religione cattolica ha il suo scettro, elemento che ne qualifica la autorità religiosa e il suo sacro ruolo di pastore, di colui che guida le anime: anche il caduceo era uno strumento per guidare le anime, per eccellenza concesso a chi aveva il sacro ruolo dello psicopompo, nelle cui mani si mettevano e anime dei trapassati, nel loro cammino di trasmigrazione ed evoluzione.
Scettro che aveva anche un significato essenziale nei riti funerari egizi, in concomitanza (ma non solo) della cerimonia della apertura della bocca, per fare un esempio.

Terminiamo questa prima parte della indagine con questo passo tratto sempre da wikipedia:

Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero da un antico metodo, ancora valido, di estrazione dai tessuti sottocutanei, per arrotolamento su un bastoncino, della femmina adulta di Dracunculus medinensis (elminta diffuso in molte regioni rurali dell'Africa e del Medio Oriente); l'operazione, che poteva durare giorni, doveva essere eseguita da medici molto esperti, perché il verme non si rompesse durante l'estrazione. Se succedeva, il verme moriva nel tessuto sottocutaneo e non si poteva più estrarre.


FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7a/Esclapius_stick.svg/94px-Esclapius_stick.svg.png

Questa considerazione fa ipotizzare ovviamente che molte possono essere le operazioni di etnomedicina che hanno come strumenti pratici il bastone e il serpente. Non è un caso ne è forzato da parte dello scrivente il voler accostare a queste considerazioni e ipotesi alcuni antichi miti cristiani con le relative tradizioni popolari:
San Domenico ha un legame molto complesso con la figura dei serpenti ad esempio:
Un altro famoso episodio avviene quando due monaci di Montecassino vengono inviati a Trisulti per portarvi una certa quantità di pesci. I due però, durante il percorso, nascondono quattro pesci in mezzo ad alcuni sassi, con il proposito di trafugarseli sulla strada del ritorno. Giunti al monastero, vi si trattengono per alcuni giorni. Al momento di ripartire l’abate Domenico li avverte di non toccare i pesci nascosti perchè erano stati trasformati in serpenti, e li fa accompagnare da altri suoi monaci che portano il suo bastone. Quando raggiungono il nascondiglio, tutti vedono che i pesci sono realmente divenuti serpenti ma, toccati con il bastone del Santo, essi subito riprendono le loro sembianze originarie. Probabilmente anche da questo episodio deriva il “rito dei serpari” cosí legato al culto di San Domenico. (http://www.collepardo.it/storia/domenico.htm)


Il rito dei serpari ha origini antichissime e di anno in anno mantiene intatti i suoi valori simbolici:

Ogni primo giovedì di maggio si celebra la Festa di San Domenico di Sora Abate (nato a Foligno e morto a Sora circa mille anni fa, patrono delle odontalgie), in questo giorno, Cocullo, viene invaso da migliaia di persone: fedeli in pellegrinaggio, semplici visitatori, studiosi di antropologia, fotografi, cineamatori, operatori televisivi, da ogni parte d’Italia e dall’estero. La religiosità si manifesta in modo particolare con l’offerta di serpi (colubri, lattari, biscie, ecc.). al protettore San Domenico Abate, incoronato dai "Serpari" per la processione nelle strade del paese.
Un fascino magico si nasconde in questa ricorrenza che si è aperta alcuni giorni prima con la ”piccola festa” in onore di S.Maria, con i giovani che sulle falde del Monte Luparo, del Monte di Mezzo, Palancaro, Forca d’Oro e Luppo, hanno dato la caccia alle serpi. Queste segnate sulle teste, verso mezzogiorno, al termine della Messa, verranno posate sul capo della statua di San Domenico che con questo "ornamento" verrà portato in processione al suono della banda per tutto il paese fino a raggiungere la sommità, per ricevere l'omaggio dei fuochi pirotecnici. Poi il ritorno in chiesa per la cerimonia di maggiore intensità emotiva della giornata che riesce a coinvolgere anche i più restii alle emozioni.
Mentre i fedeli fanno la fila per raccogliere da dietro l’altare pietrisco da spargere intorno alle case a protezione dalle serpi e in molti tirano con i denti la cordicella della campana per assicurarsi grazie per la propria dentatura, dinanzi ala statua si radunano i pellegrini di Atina per la partenza al suono di zampogna e ciaramella: «Addio San Domenico/ noi siamo di partenza/ e dacci la licenza,/ la santa benedizion...», ripetuto più volte mentre con il viso rivolto al Santo si cammina all’indietro in un lento salmodiare. Mentre si spegne il canto lungo il sentiero che porta fuori dal paese, la festa finisce, anche se poi ci saranno concerti, le giostre, le bancarelle prese d’assalto fino a sera. Dopo una collettiva colazione sull’erba i pellegrini ripartiranno dandosi l’appuntamento all’anno che viene. (http://www.villasantostefano.com/villass/cocullo/)


Alleghiamo qui di seguito un documento video sul “rito dei Serpari”




Il gesto del toccare con un bastone i serpenti è presente anche nel mito originario del caduceo di Mercurio.


FONTE immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1d/Antonin_idrac_mercury_inventing_the_caduceus.jpg

Il gesto del toccare con un bastone i serpenti è antichissimo e racchiude in se la valenza del contatto tra le energie telluriche, guaritrici e distruttive (i serpenti) con l’elemento di verticalità, il bastone, ma anche dell’essere umano che nel suo agire si fa mediatore e elemento di ordinamento delle forze terrestri che, se lasciate a se stesse, appaiono ad occhi umani come caotiche.


FONTE immagine: http://www.wga.hu/art/b/botticel/5allegor/11primav.jpg



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