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 Salvia - Salvia officinalis

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MessaggioOggetto: Salvia - Salvia officinalis   Ven 29 Ott 2010 - 7:54


QUESTA SCHEDA CONTIENE INFORMAZIONI CHE POSSONO GENERARE SITUAZIONI DI PERICOLO E DANNI. I DATI PRESENTI HANNO SOLO UN FINE ILLUSTRATIVO E IN NESSUN CASO ESORTATIVO. PRIMA DI PROSEGUIRE SI PREGA DI LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE.


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Buondì a tutti, oggi vi parlerò di un’altra pianta molto profumata, usata sia in cucina che in erboristeria … come sempre la prima parte è dedicata alle sue caratteristiche e di questo ringraziamo wikipedia sia in versione italiana che in inglese.

Nella seconda parte, che riporterò al più presto, vi parlerò delle curiosità…tra queste ne anticipo già una… visto che la derivazione dal latino del suo nome significa “salute” si pensava che questa pianta fosse in grado di allungare la vita a chi ne avesse cura con passione e dedizione. Very Happy

Buona lettura…

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Salvia

Salvia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il genere Salvia comprende diverse specie di piante odorose appartenenti alla famiglia delle Lamiacee, la stessa famiglia del timo e della menta.

In cucina è considerata una spezia.

Indice


* 1 Morfologia
* 2 Proprietà terapeutiche
* 3 Altri progetti
* 4 Collegamenti esterni

Morfologia

La specie più nota, largamente usata in cucina, è la Salvia officinalis (la salvia in senso stretto).

La Salvia officinalis è una pianta a portamento cespuglioso, con fusto molto ramificato e foglie picciolate di colore grigio-verde, ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma. i fiori sono ermafroditi, di colore violetto e sbocciano in primavera.

Altre specie hanno applicazione nell'alimentazione o in erboristeria. Alcune specie (in particolare Salvia divinorum) contengono sostanze allucinogene. Infine, molte specie hanno usi ornamentali: tra queste la più nota è la Salvia splendens, anche se la stessa Salvia officinalis trova impiego per scopo ornamentale.

Proprietà terapeutiche

I principi attivi della Salvia officinalis sono:

* olio essenziale (contenente tujone, cineolo, borneolo, linalolo, beta-terpineolo e beta-cariofillene) con proprietà antisettiche
* la salvina e la picrosalvina (principi amari che agiscono sull'apparato gastro-intestinale)
* l'acido carnosico (diterpene antiossidante ed anti-infiammatorio)
* triterpeni come amirina, betulina, acido crategolico ed acido 3-idrossi-ursolico
* acidi fenolici (acido caffeico, acido rosmarinico, acido clorogenico ed acido ferulico) che stimolano la cistifellea
* flavonoidi (luteolina, salvigenina, genkwanina, cirsimaritina ed ispidulina), con azione antiossidante ed estrogenica

La salvia ha varie proprietà farmacologiche che sono state sfruttate nei secoli:

* amaro-tonica
* antisettica
* digestiva
* diuretica
* balsamica
* emmenagoga
* spasmolitica
* coleretica
* ipoglicemica
* estrogenica
* trofica per il surrene

La Salvia splendens e Salvia miltiorrhiza, tra i principi attivi, producono dei composti molto interessanti:

* l'acido litospermico, risultato inibitore di alcune tirosina chinasi e della proteina chinasi calcio-fosfolipide dipendente (PKC);
* il rosmadiale, altro inibitore della PKC
* il miltirone, un orto-benzochinone con azione antitumorale
* l'hassanano, un diterpene-dione che blocca la lipossigenasi responsabile della sintesi dei leucotrieni (infiammazione ed asma)
* il nortanshinone, che è anti-infiammtorio perché inibisce la ciclo-ossigenasi, il bersaglio molecolare dell'aspirina.



FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Salvia_officinalis





Salvia officinalis
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La pianta che viene chiamata popolarmente salvia senza altre qualificazioni, o salvia comune, è descritta con il nome scientifico di Salvia officinalis, una delle quasi 1000 specie appartenenti al genere Salvia.

Indice

* 1 Caratteristiche
* 2 Distribuzione
* 3 Usi
o 3.1 In cucina
o 3.2 In erboristeria
o 3.3 Nel giardinaggio
o 3.4 In cosmetica
o 3.5 Tossicità della Salvia Comune
* 4 Nomi regionali
* 5 Altri progetti

Caratteristiche

La Salvia Comune è un piccolo arbusto sempreverde.

Le foglie semplici,feltrose al tatto, hanno un colore verde-grigiastro e un odore caratteristico. La forma è ovale con margine crenato,nervature penninervie, attaccatura picciolata con inserimento semplice.

I fiori violacei sono riuniti in infiorescenze e hanno il caratteristico aspetto asimmetrico proprio della famiglia delle Lamiacee.

I frutti si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro.

Distribuzione

La Salvia Comune è originaria del bacino del Mar Mediterraneo e anche in Italia può essere trovata allo stato spontaneo.

Usi

In cucina

La Salvia trova impiego in cucina fin dai tempi antichi.

Nonostante la sua origine mediterranea, la presenza della salvia per aromatizzare carni di vario genere è consolidata da secoli in quasi tutte le tradizioni culinarie d'Europa. Meno comune ma non raro è il suo impiego per cibi di tipo diverso: pasta (notissimi in Italia i tortellini burro e salvia), formaggi (p.es. alcuni formaggi alle erbe), foglie di salvia fritte e anche zuppe.

In Medio Oriente la salvia viene usata per aromatizzare l'arrosto di montone.

In erboristeria

Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute).

Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l'intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati.

Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis.

Tra i principali effetti, la salvia ha efficacia antisettica ed è anche digestiva e calmante. Le sono attribuiti altri effetti, ma non su tutti c'è concordia di vedute.

Secondo un'antica tradizione inoltre la Salvia officinalis può essere utilizzata per curare un'eccessiva sudorazione: si prepara un infuso con la Salvia officinalis e si praticano tamponamenti della zona da trattare.

Nel giardinaggio

I fiori della salvia e anche l'aspetto d'insieme della pianta sono stati sempre apprezzati nel giardinaggio.

La Salvia officinalis, come altre specie dello stesso genere, è pertanto utilizzata come pianta ornamentale.
In cosmetica

L'estratto di salvia è un eccellente fissatore per profumi. Rafforza le gengive ed è indicato per lo smalto dei denti.

Tossicità della Salvia Comune

La salvia contiene un chetone complesso, il tujone[senza fonte], che può risultare tossico ad alte dosi. Ciò ha impatto sia sull'uso culinario che su quello medicinale e spiega perché la salvia è stata usata come aroma ma non, per esempio, come insalata.

La normativa europea ha stabilito un limite massimo al contenuto di tuione nei cibi, che è di 25 mg/kg nel caso di cibi aromatizzati con la salvia. Negli Stati Uniti attualmente la legge fissa un tetto al contenuto di tuione, ma non è applicabile ai cibi preparati con la salvia.





FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Salvia

Salvia
From Wikipedia, the free encyclopedia

Salvia is the largest genus of plants in the mint family, Lamiaceae, with approximately 700-900 species of shrubs, herbaceous perennials, and annuals.[2][3] It is one of several genera commonly referred to as sage. When used without modifiers, sage generally refers to Salvia officinalis ("common sage"); however, it is used with modifiers to refer to any member of the genus. The ornamental species are commonly referred to by their genus name Salvia.

The genus is distributed throughout the Old World and the Americas, with three distinct regions of diversity: Central and South America (approx. 500 species); central Asia/Mediterranean (250 species); eastern Asia (90 species).[4]

Contents


* 1 Botany
o 1.1 Classification of species
* 2 Selected species and their uses
* 3 Etymology
* 4 Notes
* 5 References
* 6 External links


Botany

Salvia species include annual, biennial, or perennial herbs, along with woody subshrubs. The stems are typically angled like other members in Lamiaceae. The leaves are commonly entire, but sometimes are toothed, or pinnately divided. The flowering stems bear small bracts, dissimilar to the basal leaves, in some species they are ornamental and showy.

The flowers are produced in racemes, or panicles, and generally produce a showy display with flower colors ranging from blue to red, with white and yellow less common. The calyx is normally tubular or bell shaped, without bearded throats, and divided into two parts or lips, the upper lip entire or three-toothed, the lower two-cleft. The corollas are often claw shaped and are two-lipped. The upper lip is usually entire or three-toothed. The lower lip typically has two lobes. The stamens are reduced to two short structures with anthers two-celled, the upper cell fertile, and the lower imperfect. The flower styles are two-cleft. The fruits are smooth ovoid or oblong nutlets and in many species they have a mucilaginous coating.[5]

Many salvias have trichomes (hairs) growing on the leaves, stems, and flowers, which help to reduce water loss in some species. Sometimes the hairs are glandular and secrete volatile oils that typically give a distinct aroma to the plant. When the hairs are rubbed or brushed, some of the oil-bearing cells are ruptured, releasing the oil. This often results in the plant being unattractive to grazing animals and some insects.[2]

Classification of species

George Bentham was first to give a full monographic account of the genus in 1832-1836, and based his classifications on staminal morphology.[6] The defining characteristic of the genus Salvia is the unusual pollination mechanism, which consists of two stamens (instead of the typical four found in other members of the tribe Mentheae) and the way the two stamens are connected to form a lever. When a pollinator enters the flower for nectar, the lever activates causing the stamens to move and the pollen to be deposited on the pollinator. When the pollinator withdraws from the flower, the lever returns the stamens to their original position. As the pollinator enters another flower of the same species, the stigma is placed in a general location that corresponds to where the pollen was deposited on the pollinator's body. The lever of most Salvia species is not specialized for a single pollinator, but generic and selected to be easily released by many bird and bee pollinators of varying shapes and sizes.[7] It is believed that this is a key factor in the speciation of this large group of diverse plants.[8]

Bentham's work on classifying the family Labiatae (Labiatarum Genera et Species (1836)) is still the only comprehensive and global organization of the family. While he was clear about the integrity of the overall family, he was less confident about his organization of Salvia, the largest genus in Labiatae (also called Lamiaceae). Based on his own philosophy of classification, he wrote that he "ought to have formed five or six genera" out of Salvia. In the end, he felt that the advantage in placing a relatively uniform grouping in one genus was "more than counterbalanced by the necessity of changing more than two hundred names." At that time there were only 291 known Salvia species.[2]

Bentham eventually organized Salvia into twelve sections (originally fourteen), based on differences in corolla, calyx, and stamens. These were placed into four subgenera that were generally divided into Old World and New World species:

* Subgenus Salvia: Old World (Sections: Hymenosphace, Eusphace, Drymosphace)
* Subgenus Sclarea: Old World (Sections: Horminum, Aethiposis, Plethiosphace)
* Subgenus Calosphace: New World (Section: Calosphace)
* Subgenus Leonia: Old and New World (Sections: Echinosphace, Pycnosphace, Heterosphace, Notiosphace, Hemisphace)

His system is still the most widely studied classification of Salvia, even though more than 500 new species have been discovered since his work. Other botanists have since offered modified versions of Bentham's classification system, while botanists in the last hundred years generally do not endorse Bentham's system.[2]

It was long assumed that Salvia's unusual pollination and stamen structure had evolved only once, and that therefore Salvia was monophyletic, meaning that all members of the genus evolved from one ancestor. However, through DNA sequencing it now appears that somewhat different versions of this lever mechanism have evolved in the tribe Mentheae, and at least three different times within Salvia, making the genus clearly non-monophyletic. The genus may therefore consist of as many as three different clades, or branches.[4][9]

The description of individual species within Salvia has undergone constant revision. Many species are similar to each other, and many species have varieties that have been given different specific names. There have been as many as 2,000 named species and subspecies. Over time, the number has been reduced to less than a thousand. A modern and comprehensive study of Salvia species was done by Gabriel Alziar, in his Catalogue Synonymique des Salvia du Monde (1989) (World Catalog of Salvia Synonyms). He found that the number of distinct species and subspecies could be reduced to less than 700.[2][10]

Selected species and their uses

See List of Salvia species.

Many species are used as herbs, as ornamental plants (usually for flower interest), and sometimes for their ornamental and aromatic foliage. A selection of the most important species is below.

* Salvia apiana is the white sage used in smudge sticks in many U.S. Native American traditions.[11]

* Salvia divinorum, or diviner's sage, is sometimes cultivated for psychedelic drug effects; the legality of its use is under review in some US states.[12]

* Salvia elegans, the pineapple sage, is widely grown as an ornamental shrub or sub-shrub, with pineapple scented leaves.

* Salvia fruticosa, called Greek sage or just sage is commonly grown and harvested as an alternative to common sage.

* Salvia hispanica, commonly known as chia, produces edible seeds which are high in protein and in the omega-3 fatty acid, α-linolenic acid (ALA).

* Salvia leucantha, Mexican bush sage or woolly sage, is grown as an ornamental in warm climates for its drooping flower heads, with white flowers emerging from furry blue or purple bracts.

* Salvia microphylla from Mexico, sometimes called baby sage, is a small shrub grown extensively for its red (sometimes pink or white) flowers, and its fruit scented leaves.

* Salvia officinalis, or common sage is used widely in cooking, as an ornamental and landscape plant, and in herbal medicine. It shows promise as a treatment for Alzheimer's disease patients.[13][14][15][16]

* Salvia sclarea, clary or clary sage, is grown as an ornamental and to some extent for perfume oils.

* Salvia splendens or scarlet sage is a popular ornamental bedding or pot plant.[17]

Salvia species are used as food plants by the larvae of some Lepidoptera (butterfly and moth) species including the bucculatricid leaf-miner Bucculatrix taeniola which feeds exclusively on the genus and the Coleophora case-bearers C. aegyptiacae, C. salviella (both feed exclusively on S. aegyptiaca), C. ornatipennella and C. virgatella (both recorded on S. pratensis).

Etymology

Both botanical and common names are derived from the Latin salvere ("to save"), referring to the long-believed healing properties of salvia. The derivation of the common English name is through the Old French form 'sauge', then to the old English 'sawge', and eventually to the modern English 'sage'.[18] Pliny the Elder was the first known to use the Latin name salvia.[19]

Notes

1. ^ "Salvia L.". Germplasm Resources Information Network. United States Department of Agriculture. 2004-09-10. http://www.ars-grin.gov/cgi-bin/npgs/html/genus.pl?10674. Retrieved 2009-12-15.
2. ^ a b c d e Sutton, John (2004). The Gardener's Guide to Growing Salvias. Workman Publishing Company. p. 17. ISBN 9780881926712.
3. ^ Clebsch, Betsy; Carol D. Barner (2003). The New Book of Salvias. Timber Press. p. 18. ISBN 9780881925609. http://books.google.com/?id=NM0iwB8GrQYC&pg=PA18.
4. ^ a b Jay B. Walker, Kenneth J. Sytsma, Jens Treutlein and Michael Wink (2004). "Salvia (Lamiaceae) is not monophyletic: implications for the systematics, radiation, and ecological specializations of Salvia and tribe Mentheae". American Journal of Botany 91: 1115–1125. doi:10.3732/ajb.91.7.1115. http://www.amjbot.org/cgi/content/full/91/7/1115.
5. ^ L. H. Bailey. Manual of Cultivated Plants
6. ^ El-Gazzar, A., L. Watson, W. T. Williams, and G. N. Lance (1968). "The taxonomy of Salvia: a test of two radically different numerical methods". Journal of the Linnean Society of London, Botany 60: 237–250.
7. ^ Classen-Bockhoff, R., M. Crone, and E. Baikova (2004). "Stamen development in Salvia L.: Homology reinvestigated". International Journal of Plant Sciences 165: 475–498. doi:10.1086/386565.
8. ^ Clasenbockhoff, R. (2004). "The staminal lever mechanism in Salvia L. (Lamiaceae): a key innovation for adaptive radiation?". Organisms Diversity & Evolution 4: 189. doi:10.1016/j.ode.2004.01.004. http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B7GJ9-4D2F13P-9&_user=10&_rdoc=1&_fmt=&_orig=search&_sort=d&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=ba36292de66337e1fc11c4c8ab5670b5.
9. ^ Walker, Jay B., Sytsma, Kenneth J. (August 2007). "Staminal Evolution in the Genus Salvia (Lamiaceae): Molecular Phylogenetic Evidence for Multiple Origins of the Staminal Lever". Annals of Botany 100 (2): 375–391. doi:10.1093/aob/mcl176. PMID 16926227.
10. ^ Clebsch, p. 18.
11. ^ Gladstar, Rosemary; Pamela Hirsch (2000). Planting the Future. Inner Traditions / Bear & Company. pp. 247–251. ISBN 9780892818945. http://books.google.com/?id=ndk42wxMBzUC&pg=PA247.
12. ^ Sack, Kevin; Brent McDonald (2008-09-08). "Popularity of a Hallucinogen May Thwart Its Medical Uses". New York Times. http://www.nytimes.com/2008/09/09/us/09salvia.html. Retrieved 2009-01-19.
13. ^ Akhondzadeh, S; Noroozian, M; Mohammadi, M; Ohadinia, S; Jamshidi, Ah; Khani, M (February 2003). "Salvia officinalis extract in the treatment of patients with mild to moderate Alzheimer's disease: a double blind, randomized and placebo-controlled trial". Journal of clinical pharmacy and therapeutics 28 (1): 53–9. doi:10.1046/j.1365-2710.2003.00463.x. ISSN 0269-4727. PMID 12605619.
14. ^ Dos, Santos-Neto, Ll; De, Vilhena, Toledo, Ma; Medeiros-Souza, P; De, Souza, Ga (December 2006). "The use of herbal medicine in Alzheimer's disease-a systematic review" (Free full text). Evidence-based complementary and alternative medicine : eCAM 3 (4): 441–5. doi:10.1093/ecam/nel071. PMID 17173107. PMC 1697739. http://ecam.oxfordjournals.org/cgi/pmidlookup?view=long&pmid=17173107.
15. ^ Perry, Ek; Pickering, At; Wang, Ww; Houghton, P; Perry, Ns (Winter 1998). "Medicinal plants and Alzheimer's disease: Integrating ethnobotanical and contemporary scientific evidence". Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.) 4 (4): 419–28. doi:10.1089/acm.1998.4.419. ISSN 1075-5535. PMID 9884179.
16. ^ Iuvone, T; De, Filippis, D; Esposito, G; D'Amico, A; Izzo, Aa (June 2006). "The spice sage and its active ingredient rosmarinic acid protect PC12 cells from amyloid-beta peptide-induced neurotoxicity" (Free full text). The Journal of pharmacology and experimental therapeutics 317 (3): 1143–9. doi:10.1124/jpet.105.099317. PMID 16495207. http://jpet.aspetjournals.org/cgi/pmidlookup?view=long&pmid=16495207.
17. ^ http://hort.ufl.edu/shrubs/SALSPLA.PDF
18. ^ Kintzios, p. 10.
19. ^ Clebsch, p. 17.

References

* Sage: The Genus Salvia by Spiridon E. Kintzios, CRC Press, 2000. ISBN 9789058230058.
* The Gardener's Guide to Growing Salvias by John Sutton, Timber Press, 1999. ISBN 978-0881924749.
* The New Book of Salvias by Betsy Clebsch, Timber Press, 2003. ISBN 9780881925609. An excellent reference on salvias.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Salvia_officinalis

Salvia officinalis
From Wikipedia, the free encyclopedia



Salvia officinalis (Garden sage, Common sage) is a small perennial evergreen subshrub, with woody stems, grayish leaves, and blue to purplish flowers. It is a member of the family Lamiaceae and is native to the Mediterranean region, though it has naturalized in many places throughout the world. It has a long history of medicinal and culinary use, and in modern times as an ornamental garden plant. The common name "Sage" is also used for a number of related and unrelated species.

Contents


* 1 Taxonomy
* 2 Description
* 3 History
* 4 Uses
* 5 Common names
* 6 Cultivars
* 7 See also
* 8 References
* 9 Sources
* 10 External links


Taxonomy

Salvia officinalis was described by Carl Linnaeus in 1753. It has been grown for centuries in the Old World for its food and healing properties, and was often described in old herbals for the many miraculous properties attributed to it.[1] The specific epithet, officinalis, refers to the plant's medicinal use—the officina was the traditional storeroom of a monastery where herbs and medicines were stored.[2] S. officinalis has been classified under many other scientific names over the years—including six different names since 1940 alone.[3]

Description

Cultivars are quite variable in size, leaf and flower color, and foliage pattern, with many variegated leaf types. The Old World type grows to approximately 2 ft (0.61 m) tall and wide, with lavender flowers most common, though they can also be white, pink, or purple. The plant flowers in late spring or summer. The leaves are oblong, ranging in size up to 2.5 in (6.4 cm) long by 1 in (2.5 cm) wide. Leaves are grey-green, rugose on the upper side, and nearly white underneath due to the many short soft hairs. Modern cultivars include leaves with purple, rose, cream, and yellow in many variegated combinations.[1]

History

Salvia officinalis has been used since ancient times for warding off evil, snakebites, increasing women's fertility, and more. The Romans likely introduced it to Europe from Egypt as a medicinal herb.[4] Theophrastus wrote about two different sages, a wild undershrub he called sphakos, and a similar cultivated plant he called elelisphakos. Pliny the Elder said that the latter plant was called "Salvia" by the Romans, and used as a diuretic, a local anesthetic for the skin, a styptic, and for other uses. Charlemagne recommended the plant for cultivation in the early Middle Ages and during the Carolingian Empire it was cultivated in monastery gardens.[4] Walafrid Strabo described it in his poem Hortulus as having a sweet scent and being useful for many human ailments—he went back to the Greek root for the name and called it Lelifagus.[5]

The plant had a high reputation throughout the Middle Ages, with many sayings referring to its healing properties and value.[6] It was sometimes called S. salvatrix (Sage the Savior), and was one of the ingredients of Four Thieves Vinegar, a blend of herbs which was supposed to ward off the plague. Dioscorides, Pliny, and Galen all recommended sage as a diuretic, hemostatic, emmenagogue, and tonic.[5]

Uses

Common sage is grown in parts of Europe for distillation of an essential oil, though other species, such as Salvia fruticosa may also be harvested and distilled with it.

As a kitchen herb, sage has a slight peppery flavor. In Western cooking, it is used for flavoring fatty meats, Sage Derby cheese, poultry or pork stuffing, Lincolnshire sausage, and in sauces. Sage is also used in Italian cooking, in the Balkans, and the Middle East.

Salvia and "Sage" are derived from the Latin salvere ("to save"), referring to the healing properties long attributed to the various Salvia species.[5] It has been recommended at one time or another for virtually every ailment by various herbals. Modern evidence shows possible uses as an anhidrotic, antibiotic, antifungal, astringent, antispasmodic, estrogenic, hypoglycemic, and tonic.[7] In a double blind, randomized and placebo-controlled trial, sage was found to be effective in the management of mild to moderate Alzheimer's disease.[8]

The strongest active constituents of Sage are within its essential oil, which contains cineole, borneol, and thujone. Sage leaf contains tannic acid, oleic acid, ursonic acid, ursolic acid, cornsole, cornsolic acid, fumaric acid, chlorogenic acid, caffeic acid, niacin, nicotinamide, flavones, flavonoid glycosides, and estrogenic substances.[7]

Caution is indicated when using sage in conjunction with central nervous system stimulants or depressants.[7]

Common names

Salvia officinalis has numerous common names. Some of the most well known include Sage, Common sage, Garden sage, Kitchen sage, Ramona, True sage, Culinary sage, Dalmatian sage, Broadleaf sage, and Meadow sage. Certain cultivars go by Purple sage and Red sage.

Cultivars

There are a number of cultivars, with the majority grown as ornamentals rather than for their herbal properties. All are valuable as small ornamental flowering shrubs, and for their use as a low ground cover, especially in sunny dry environments. They are easily propagated from summer cuttings, and some cultivars are produced from seeds. Named cultivars include:

* 'Purpurascens', a purple-leafed cultivar
* 'Tricolor', a cultivar with white, yellow and green variegated leaves
* 'Berggarten', a cultivar with large leaves
* 'Icterina', a cultivar with yellow-green variegated leaves
* 'Alba', a white-flowered cultivar
* 'Extrakta', has leaves with higher oil concentrations
* 'Lavandulaefolia', a small leaved cultivar


See also

* Aroma compound
* Essential oil
* Sage oil
* Salvia
* Thujone


References

1. ^ a b Clebsch, Betsy; Carol D. Barner (2003). The New Book of Salvias. Timber Press. p. 216. ISBN 9780881925609. http://books.google.com/books?id=NM0iwB8GrQYC&pg=PA216.
2. ^ Stearn, William T. (2004). Botanical Latin. Timber Press (OR). p. 456. ISBN 0-88192-627-2. http://books.google.com/books?id=w0hZvTFJUioC&pg=PA456.
3. ^ Sutton, John (2004). The Gardener's Guide to Growing Salvias. Workman Publishing Company. p. 17. ISBN 9780881926712.
4. ^ a b Watters, L. L. (1901). An Analytical Investigation of Garden Sage (Salvia officinalis, Linne). Columbia University.
5. ^ a b c Kintzios, Spiridon E. (2000). Sage: The Genus Salvia. CRC Press. pp. 10–11. ISBN 9789058230058.
6. ^ An anglo-saxon manuscript read "Why should man die when he has sage?" Kintzios, p. 10
7. ^ a b c "Sage". OBeWise Nutriceutica. Applied Health. http://www.appliedhealth.com/nutri/page8453.php. Retrieved 2008-02-04.
8. ^ Akhondzadeh S, Noroozian M, Mohammadi M, Ohadinia S, Jamshidi AH, Khani M. (2003). "Salvia officinalis extract in the treatment of patients with mild to moderate Alzheimer's disease: a double blind, randomized and placebo-controlled trial". J Clin Pharm Ther 28 (1): 53–9. doi:10.1046/j.1365-2710.2003.00463.x. PMID 12605619.

Sources

* The Herb Society of America New Encyclopedia of Herbs & Their Uses, Deni Bown (New York: DK, 2001)
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MessaggioOggetto: Re: Salvia - Salvia officinalis   Sab 30 Ott 2010 - 16:07

Ed ora come promesso vi scrivo qualche curiosità su questa pianta che ai tempi dei romani doveva essere raccolta secondo un rituale, la persona che se ne occupava doveva essere vestita con una tunica bianca, non doveva utilizzare alcun oggetto in ferro e doveva raccoglierla a piedi nudi e ben lavati.

Come vi avevo precedentemente accennato la derivazione del suo nome significa “salute” si pensava che questa pianta fosse in grado di allungare la vita a chi ne avesse cura con passione e dedizione, quindi era anche associata all’immortalità.

Nell’antico Egitto le donne usavano berne una bevanda perché credevano che potesse aumentare la fertilità.

Secondo alcune tradizioni i fiori dovrebbero essere raccolti all’alba del 24 giugno (San Giovanni) per poi essere riposti in sacchetti di tela bianca.

Era uso mettere un vasetto di salvia come centro tavola se vi erano dei dissensi in famiglia perché si pensava che questa pianta potesse riportare l’armonia dove c’erano litigi.

Tra le sue proprietà vediamo che è una pianta antisettica, digestiva, stimola l’appetito, è calmante, molto utile per le infiammazioni della bocca, ha un’azione ipoglicemizzante e antisudorifera.


Usi magici:

Viene usata in molti rituali di guarigione non solo fisica, infatti è usata per la depressione e stati di stanchezza mentale.

Protegge e purifica, allontana malattie e incidenti, se bruciata in un braciere dona energia e vigore.

Viene usata anche nei rituali per attirare i soldi.

Ed ecco una ricetta per un incenso per la prosperità negli affari:
una parte di grani di mirra, una parte di capolini di camomilla, una parte di petali di ginestra, olio essenziale di salvia.



Bibliografia:

Il grande libro delle piante magiche di Laura Rangoni Ed. Xenia
Corso Pratico di Erboristeria Ed. Riza


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