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 Salamandra: rigenerazione, trasformazione

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Tila
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MessaggioOggetto: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Mar 9 Nov 2010 - 16:35

Oggi dedico la scheda ad un animale che mi ha sempre affascinato ...

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Salamandra_salamandra


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Salamandra_salamandra_%28Marek_Szczepanek%29.jpg

Salamandra salamandra
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Salamandra pezzata (Salamandra salamandra, Linnaeus 1758) è un urodelo appartenente alla famiglia Salamandridae.
Indice
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* 1 Sistematica
* 2 Descrizione
* 3 Distribuzione ed habitat
* 4 Biologia
o 4.1 Comportamento
o 4.2 Alimentazione
o 4.3 Riproduzione
* 5 La salamandra nella cultura popolare
* 6 Bibliografia
* 7 Voci correlate
* 8 Altri progetti
* 9 Collegamenti esterni

Sistematica [modifica]

* Salamandra salamandra almanzoris
* Salamandra salamandra bejarae
* Salamandra salamandra bernardezi
* Salamandra salamandra beschkovi
* Salamandra salamandra crespoi
* Salamandra salamandra fastuosa
* Salamandra salamandra gallaica
* Salamandra salamandra gigliolii
* Salamandra salamandra infraimmaculata
* Salamandra salamandra longirostris
* Salamandra salamandra morenica
* Salamandra salamandra salamandra
* Salamandra salamandra semenovi
* Salamandra salamandra terrestris
* Salamandra salamandra vittorius
* Salamandra salamandra lanzai

La specie Salamandra salamandra presenta un numero variabile di sottospecie riconosciute per il momento: 16 sottospecie, di cui 13 presenti in Europa. Alcune sono state in seguito redescritte come specie separate. In Italia è rappresentata da Salamandra salamandra salamandra propria delle regioni alpine e da Salamandra salamandra gigliolii, endemismo italico distribuito nelle Alpi Marittime e in tutto l'Appennino, sino alla Calabria.

Descrizione [modifica]

La salamandra pezzata è facilmente riconoscibile per la sua colorazione nera con vistose macchie gialle. Raggiunge i 15-20 cm di lunghezza totale (coda compresa), e le femmine sono in generale più lunghe e grosse dei maschi. La pelle, liscia e lucente, è cosparsa di piccole ghiandole secernenti il muco che ricopre l'animale; il muco ha una funzione battericida (protegge la pelle dalle infezioni), riduce la disidratazione e ha un gusto repellente per gli eventuali predatori. Le tinte vivaci della pelle segnalano appunto che la salamandra non è commestibile: queste colorazioni appariscenti sono dette "colorazioni di avvertimento". Le femmine depongono larve in ruscelli, torrenti o altri corsi d'acqua ben ossigenati. Le larve possiedono branchie e quattro arti ben sviluppati. Le larve si differenziano da altre larve di urodeli per la presenza di macchie chiare alla base degli arti. In alcune popolazioni montane di salamandra pezzata, le femmine sono vivipare e danno alla luce piccoli completamente sviluppati e pronti per la vita terrestre.

Distribuzione ed habitat [modifica]

Ha un'ampia distribuzione in Europa, comprendente varie aree della penisola iberica, l'Europa centrale, la penisola italiana, i Carpazi ed i Balcani. Nel Maghreb, in Corsica ed in Asia Minore vivono tre specie strettamente affini, Salamandra algira, Salamandra corsica e Salamandra infraimmaculata, che sino a poco tempo fa erano considerate semplici sottospecie. La salamandra frequenta ambienti boscati freschi e umidi (in particolare quelli di latifoglie) attraversati da piccoli corsi d'acqua, spesso fondamentali per la riproduzione. Anche la struttura e le caratteristiche dei corsi d'acqua nei quali avviene la deposizione delle larve giocano infatti un ruolo molto importante nel determinare la distribuzione della specie. Corsi d'acqua poco profondi, dall'andamento naturale, con ricchezza di rifugi e substrato ben diversificato hanno maggiori probabilità di ospitare questo urodelo. Anche la qualità dell'acqua è importante. La salmandra depone infatti solitamente in torrenti poco o per nulla inquinati con ampia disponibilità di macroinvertebrati (crostacei, larve di insetto ecc..) di cui le larve si nutrono. In alcuni casi la salmandra utilizza per la deposizione anche lavotoi, vasche e piccoli stagni alimentati da sorgenti che garantiscono un livello di ossigenazione adeguato.

Nell'Europa meridionale, la salamandra pezzata è attiva soprattutto durante i mesi autunnali e primaverili, e non si ritira in letargo invernale. In Europa centrale, invece, queste salamandre sono attive in primavera ed estate, e vanno in letargo durante i mesi autunnali e invernali.

Biologia [modifica]

Gli adulti conducono una vita molto discreta, e sono normalmente attivi solo durante le ore notturne, o durante tempo piovoso e umido. Abitano diversi tipi di foreste, soprattutto boschi decidui misti, faggeti e castagneti, soprattutto in prossimità di corsi d'acqua.

Comportamento [modifica]

Si tratta di un anfibio prevalentemente notturno; appare durante il giorno solo in occasione di forti piogge. Di abitudini sedentarie, questi animali (soprattutto le femmine) rimangono assai fedeli ai loro rifugi; qui trovano riparo in gran numero, specie in inverno durante il periodo di latenza. Contrariamente alle credenze popolari la Salamandra è assolutamente innocua per l'uomo; l'unica precauzione da prendere è quella di non toccarsi gli occhi dopo averla presa in mano, in quanto il muco potrebbe causare irritazioni.

Alimentazione [modifica]

La dieta di questo anfibio è costituita da invertebrati, in particolare da lombrichi, molluschi ed insetti.

Riproduzione [modifica]

Durante il periodo degli amori il maschio si esibisce in un complesso rituale di corteggiamento, alla fine del quale lascia sul terreno una spermatofora, contenente gli spermatozoi, che viene raccolta dalla femmina tramite le labbra cloacali oppure, sempre il maschio, afferra la femmina dal sotto e deposita la spermatofora; si sposta poi di lato in modo che la femmina ci cada sopra. Nella primavera successiva la femmina depone, in ruscelli ben ossigenati, 20-40 larve provviste, ai lati della testa, di branchie piumose esterne.

La salamandra nella cultura popolare [modifica]

La salamandra pezzata è stata oggetto durante secoli di miti e credenze popolari, tra le quali figura quella secondo cui sarebbe in grado di sopravvivere nel fuoco. Questa credenza è totalmente falsa, e la pelle umida della salamandra la rende estremamente vulnerabile non solo a fonti di calore, ma anche al disseccamento lontano dall'acqua o da luoghi umidi. È parzialmente vera la credenza secondo la quale la salamandra sarebbe velenosa: le sue ghiandole cutanee possono infatti secernere una sostanza irritante per le mucose; questa sostanza rappresenta una difesa contro i predatori, che vengono avvertiti del pericolo grazie alla colorazione aposematica della specie.

Bibliografia [modifica]

* Manenti, R. 2008. I siti riproduttivi di Anfibi nelle aree prealpine. Bollettino della Società Ticinese di Scienze naturali 96:79-85.
* Manenti, R., G. F. Ficetola, and F. De Bernardi. 2009. Water, stream morphology and landscape: complex habitat determinants for the fire salamander Salamandra salamandra. Amphibia-Reptilia 30:7-15.
* Museo civico di Storia Naturale di Ferrara - Atlante on-line degli Anfibi e Rettili dell'Emilia Romagna http://ww2.comune.fe.it/storianaturale/index.phtml?id=130
* Sergius Kuzmin, Theodore Papenfuss, Max Sparreboom, Ismail H. Ugurtas, Steven Anderson, Trevor Beebee, Mathieu Denoël, Franco Andreone, Brandon Anthony, Benedikt Schmidt, Agnieszka Ogrodowczyk, Maria Ogielska, Jaime Bosch, David Tarkhnishvili, Vladimir Ishchenko 2008. Salamandra salamandra. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Feuer_Salamander_2.jpg


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Feuersalamander_rot1.jpg


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Salamandra_atra

Salamandra atra
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Salamandra nera (Salamandra atra Laurenti, 1768) è un anfibio caudato della famiglia Salamandridae, diffuso nelle Alpi.

Indice
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* 1 Descrizione
* 2 Distribuzione e habitat
* 3 Biologia
o 3.1 Riproduzione
* 4 Sottospecie
* 5 Note
* 6 Voci correlate
* 7 Altri progetti
* 8 Collegamenti esterni

Descrizione [modifica]

Affine alla salamandra giallo-nera cui somiglia moltissimo. Di pelle scura e senza macchie, è di mole alquanto inferiore.

Distribuzione e habitat [modifica]

Abita la zona compresa fra i 600 e i 2300 metri sul livello del mare. Nei luoghi adatti se ne può trovare un gran numero di esemplari; vive in società sotto i mucchi di pietre e i cespugli.

Biologia [modifica]

È una creatura lenta e sonnacchiosa che si mostra fuori della buca solo in tempo di pioggia, e intristisce quando dura la siccità.

Riproduzione [modifica]

Secondo Schreiber, la salamandra nera si riproduce in maniera diversa dalla giallo-nera. Essa partorisce infatti figli vivi, in numero di due ogni volta: infatti, anche se molte uova passano nell'ovidutto, non si sviluppa mai più di un embrione che si nutre, fino al momento della sua nascita, dei tuorli (in numero di circa venti) che rimangono sterili nell'ovidutto materno. Il piccolo non solo giunge ad una perfetta formazione nel ventre della madre, ma cresce sino ad una lunghezza di 40-44 millimetri; la coda è spesso voltata due volte sul corpo. Le branchie somigliano a quelle della salamandra giallo-nera, ma sono più grosse e misurano quasi la metà della lunghezza totale del corpo: queste branchie spariscono prima della nascita e nei piccoli nati si presentano come due monconi. Il girino può fare a meno dell'acqua e talvolta la madre, in cattività, depone il figlio all'asciutto. Questo modo di riprodursi non trova riscontro in nessun'altra salamandra.

Di solito, i due piccoli che si trovano negli ovidutti crescono uguali in grossezza e forza e nascono nella stessa ora, ma può anche capitare che si sviluppino in grado diverso e che uno nasca parecchi giorni o, addirittura, qualche settimana dopo l'altro. Tale differenza sembra derivare dal fatto che il primo uovo fecondato andò a male e che un altro se ne sviluppò in sua vece: infatti si vedono spesso in uno stesso ovidutto due o tre uova a gradi diversi di sviluppo, mentre le altre sono già compresse e schiacciate. Da ciò risulta che tutte le uova mature in uno stesso periodo sono fecondate, ma solo due sono quelle che si sviluppano.

Sottospecie [modifica]

Oltre alla sottospecie nominale (Salamandra atra atra) sono note le seguenti sottospecie [1] :

* S. atra pasubiensis Bonato & Steifartz, 2005, ristretta ad una piccola area della provincia di Vicenza, ornata di piccole macchie gialle.
* S. atra aurorae Trevisan, 1982, diffusa in Italia nord-orientale, in una ristretta area sull'altopiano di Asiago, ornata di ampie macchie slavate bianco-giallastre che la rendono somigliante alla Salamandra pezzata (da alcuni autori elevata a rango di specie a sè stante).
* S.atra prenjensis Miksic, 1969, diffusa sui monti Cvrsnica e Prenj (Alpi dinariche), vicino Sarajevo (sottospecie di validità dubbia).

Note [modifica]

1. ^ a b Andreone, F., Denoël, M., Miaud, C., Schmidt, B., Edgar, P. & Vogrin, M. 2008. Salamandra atra. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Salamandra_orobica.jpg


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Salamander


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:SpottedSalamander.jpg

Salamander
From Wikipedia, the free encyclopedia

Salamander is a common name of approximately 500 species of amphibians. They are typically characterized by their slender bodies, short noses, and long tails. All known fossils and extinct species fall under the order Caudata, while sometimes the extant species are grouped together as the Urodela.[1] Most salamanders have four toes on their front legs and five on their rear legs. Their moist skin usually makes them reliant on habitats in or near water, or under some protection (e.g., moist ground), often in a wetland. Some salamander species are fully aquatic throughout life, some take to the water intermittently, and some are entirely terrestrial as adults. Unique among vertebrates, they are capable of regenerating lost limbs, as well as other body parts.
Contents
[hide]

* 1 Characteristics
* 2 Distribution
* 3 Development
* 4 Declining populations
* 5 Taxonomy
* 6 Mythology and popular culture
* 7 Implications of limb regeneration as applied to humans
* 8 References
* 9 External links
o 9.1 Regional lists
o 9.2 Media

[edit] Characteristics

Mature salamanders generally have a primitive tetrapod body form similar to that of lizards, with slender bodies, long tails, and four limbs. However, like some lizards, many species of salamander have reduced or absent limbs, giving them a more eel-like appearance. Most species have limbs with four toes on the forelimbs, and five on the hind limbs, and lack claws. Salamanders are often brightly colored, either in both sexes throughout the year, or only in the males, especially during the breeding season. However, the species dwelling entirely underground are often white or pink, lacking any skin pigment.[2]

Many salamanders are relatively small, but there are definite exceptions. They range in size from the minute salamanders, with a total length of 2.7 centimetres (1.1 in), including the tail, to the Chinese giant salamander which reaches 1.8 metres (5.9 ft) and weighs up to 65 kg (140 lb). Most, however, are between 10 centimetres (3.9 in) and 20 centimetres (7.9 in) in length. Salamanders regularly shed the outer layer of their skin (the epidermis) as they grow, and then eat the resulting slough.[2][3][4]

Respiration differs among the different species of salamanders. Species that lack lungs respire through gills. In most cases, these are external gills, visible as tufts on either side of the head, although the amphiumas have internal gills and gill slits. Some salamanders that are terrestrial have lungs that are used in respiration, although these are simple and sac-like, unlike the more complex organs found in mammals. Many species, such as the olm, have both lungs and gills as adults.[2]

Some terrestrial species lack both lungs and gills and perform gas exchange through their skin, a process known as valerian respiration in which the capillary beds are spread throughout the epidermis, and inside the mouth. Even some species with lungs can respire through the skin in this manner.

The skin of salamanders secretes mucus, which helps keep the animal moist when on dry land, and maintains their salt balance while in water, as well as providing a lubricant during swimming. Salamanders also secrete poison from glands in their skin, and some additionally have skin glands for secreting courtship pheromones.[2]

Hunting is yet another unique aspect of salamanders. In the lungless salamanders, muscles surrounding the hyoid bone contract to create pressure and actually "shoot" the hyoid bone out of the mouth along with the tongue. The tip of the tongue is composed of a mucus which creates a sticky end to which the prey is captured. Muscles in the pelvic region are used in order to reel the tongue and the hyoid back to its original position.

Many of the highly aquatic species, however, have no muscles in the tongue, and do not use it for capturing prey, while most other species have a mobile tongue, but without the adaptations to the hyoid bone. Most species of salamander have small teeth in both the upper and lower jaws. Unlike frogs, even the larvae of salamanders possess these teeth.[2]

To find their prey, salamanders use trichromatic color vision in the ultraviolet range based on two photoreceptor types maximally sensitive around 450 nm, 500 nm and 570 nm.[5] Permanently subterranean salamanders have reduced eyes, which may even be covered by a layer of skin. The larvae, and the adults of some highly aquatic species, also have a lateral line organ, similar to that of fish, which can detect changes in water pressure. Salamanders have no external ear, and only a vestigial middle ear.[2]

Salamanders will use tail autotomy to escape predators. Their tail will drop off and wriggle around for a little while, and the salamanders will either run away or stay still enough to not be noticed while the predator is distracted. Salamanders routinely regenerate complex tissues. Within only a few weeks of losing a piece of limb, a salamander perfectly reforms the missing structure.[6]

[edit] Distribution

Salamanders split off from the other amphibians during the Mid to Late Permian, and initially were similar to modern members of the Cryptobranchoidea. Their resemblance to lizards is the result of symplesiomorphy, their common retention of the primitive tetrapod body plan, and they are no more closely related to lizards than they are to mammals – or to birds for that matter. Their nearest relatives are the frogs and toads, within Batrachia.

Caudates are found on all continents except for Australia, Antarctica and most of Africa. One-third of the known salamander species are found in North America. The highest concentration of these is found in the Appalachian Mountains region. Species of salamander are numerous and found in most moist or arid habitats in the northern hemisphere. They usually live in or near brooks, creeks, ponds, and other moist locations.

[edit] Development

The life history of salamanders is similar to that of other amphibians such as frogs and toads. Most species fertilize the eggs internally, with the male depositing a sac of sperm in the female's cloaca. The most primitive salamanders – those grouped together as the Cryptobranchoidea – instead exhibit external fertilisation. The eggs are laid in a moist environment, often a pond, but sometimes moist soil, or inside bromeliads. Some species are ovoviviparous, with the female retaining the eggs inside her body until they hatch.[2]

A larval stage follows in which the organism is fully aquatic or land dwelling, and possesses gills. Depending on species, the larval stage may or may not possess legs. The larval stage may last anything from days to years, depending on the species. Some species (such as Dunn's Salamander) exhibit no larval stage at all, with the young hatching as miniature versions of the adult.

Neoteny has been observed in all salamander families, in which an individual may retain gills into sexual maturity. This may be universally possible in all salamander species.[7] More commonly, however, metamorphosis continues with the loss of gills, the growth (or increase in size) of legs, and the capability of the animal to function terrestrially.

[edit] Declining populations

A general decline in living amphibian species, caused by the fungal disease chytridiomycosis, has had a significant effect on the salamander as well. While researchers have not yet found a direct link between the fungus and the population decline, they do believe it has played a role. Researchers also cite deforestation and climate change as possible contributing factors. This is based on surveys conducted in Guatemala during the 1970s as well as recently. Especially affected were Pseudoeurycea brunnata and Pseudoeurycea goebeli, both of which were abundant during the 1970s.[8]

Mythology and popular culture

Numerous legends have developed around the salamander over the centuries, many related to fire. This connection likely originates from the tendency of many salamanders to dwell inside rotting logs. When placed into a fire, the salamander would attempt to escape from the log, lending to the belief that salamanders were created from flames — a belief that gave the creature its name.[9]

Associations of the salamander with fire appear in the writings of Aristotle, Pliny, the Talmud, Conrad Lycosthenes, Benvenuto Cellini, Ray Bradbury, David Weber, Paracelsus and Leonardo da Vinci.

[edit] Implications of limb regeneration as applied to humans

Salamanders' limb regeneration has been the focus of significant interest among scientists. A theory persists in the scientific community that such regeneration could be artificially recreated in humans using stem cells. Axolotls have been highlighted for research.[10]

[edit] References

1. ^ a b "Phylogenetic relationships of the salamander families: an analysis of the congruence among morphological and molecular characters". Herpetological Monographs 7 (7): 77–93. 1993. c1993. doi:10.2307/1466953. http://jstor.org/stable/1466953.
2. ^ a b c d e f g Lanza, B., Vanni, S., & Nistri, A. (1998). Cogger, H.G. & Zweifel, R.G.. ed. Encyclopedia of Reptiles and Amphibians. San Diego: Academic Press. pp. 60–68. ISBN 0-12-178560-2.
3. ^ "Digitally tagging and releasing". http://news.xinhuanet.com/newscenter/2002-12/19/content_663873.htm.
4. ^ "International Giant Salamander Protection Site". http://www.giant-salamander.com/.
5. ^ "Trichromatic color vision in the salamander (Salamandra salamandra)". http://www.springerlink.com/content/xp0262l5x187r3q3/.
6. ^ James R Monaghan1et al Microarray and cDNA sequence analysis of transcription during nerve-dependent limb regeneration. BMC Biology 2009, 7:1 doi:10.1186/1741-7007-7-1
7. ^ "Salamander Neoteny". http://www.uoregon.edu/~titus/herp_old/neoteny.htm.
8. ^ Henry Fountain, Another Amphibian at Risk: Salamanders , The New York Times, February 16, 2009.
9. ^ Ashcroft, Frances (2002). Life at the Extremes: The Science of Survival. Berkeley, CA: University of California Press. p. 112. ISBN 978-0520234207.
10. ^ Keim, Brandon (July 1, 2009). "Salamander Discovery Could Lead to Human Limb Regeneration". Wired. http://www.wired.com/wiredscience/2009/07/regeneration/. Retrieved May 7, 2010.

* San Mauro, Diego; Miguel Vences, Marina Alcobendas, Rafael Zardoya and Axel Meyer (May 2005). "Initial diversification of living amphibians predated the breakup of Pangaea". American Naturalist 165 (5): 590–599. doi:10.1086/429523. PMID 15795855.
* San Mauro, Diego (2010). "A multilocus timescale for the origin of extant amphibians". Molecular Phylogenetics and Evolution 56 (2): 554–561. doi:10.1016/j.ympev.2010.04.019. PMID 20399871.


Ultima modifica di Tila il Mar 5 Lug 2011 - 17:25, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Mar 9 Nov 2010 - 16:44

Ed ora dopo aver conosciuto la salamandra e le sue caratteristiche grazie a wikipedia vediamo il lato simbolico e leggende che la riguardano...buona lettura!


FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/

SALAMANDRA – Rigenerazione. Rappresenta la metamorfosi e può essere invocata nei momenti in cui si sta affrontando un cambiamento. Rafforza il collegamento con i misteri della Terra e ti aiuta a mantenere il distacco, nei momenti in cui ti senti sopraffatto dalle emozioni.


FONTE: http://www.whats-your-sign.com/animal-symbolism-salamander.html

Salamander Meaning and its Totemic/Animal Symbolism

Perhaps the most profound symbolic meanings of the salamander are evident when we observe it in nature. To illustrate, the symbolism of water deals with transformation, intuition and motion. Therefore, water dwelling creatures such as the salamander hold symbolism of psyche, spirituality, emotion, and ease of motion. These attributes are intensified by the salamander's nocturnal nature because night time is symbolic of shadows, secrets, dreams, intuition and psychic abilities too.

The animal symbolism of the salamander is deals with:

* Vision
* Energy
* Secrets
* Growth
* Balance
* Emotion
* Renewal
* Transition
* Awareness
* Spirituality
* Adaptability
* Opportunistic
* Enlightenment
* Resourcefulness

Quite a diverse list of attributes, isn't it? That's because the salamander itself is a diverse creature. In fact, its symbolic meanings are a bit slippery (pardon the pun) because the salamander is an unorthodox creature with a many outstanding qualities.

One such duality is that it is considered a solar power animal, yet it is primarily nocturnal, preferring to hunt for food in the evening hours. This is a lesson for us to demonstrate balance in our lives. In this case, the salamander also asks us to make the best use of our time (both day and night) and wisely balance the opportunities we have at our fingertips.

Salamanders regrow their tail and limbs if lost in near-missed bites from their predators or other calamities. This is symbolic of renewal, regeneration, rebirth and growth. Here the salamander beckons us to call upon our deepest internal resources to produce the development we require in our lives. It is also a message that there is never loss, and to seek out renewal whenever possible.

Animal symbolism of the salamander continues when we learn it is cold blooded. This is analogous of adaptability and adjusting to our environment. The salamander asks us to perceive the changes going on around us and adapt to our best ability rather than fight against the changes.

The salamander comes to those who are in need of change in their lives. The salamander evolutionary feat to observe, and as such, it asks us to evolve in our own lives.

As you can see, the symbolism of the salamander is far-reaching and practically inexhaustible. I would encourage you to invest the time with this fascinating creature. Get to know the salamander, sincerely ask for the wisdom it has to offer. In time this noble creature may even allow you to adopt it as an animal totem.

Either way the knowledge of the salamander is to be honored like a fiery gem glistening within your psyche.



FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/salamander.htm

SALAMANDER

Assistance with Transformation

The appearance of a Salamander totem heralds transformation,
but offers assistance with this change from somewhere outside of ourselves,
either through an unexpected person or unique resource.
This assistance is temporary and will stay only as long as needed.

Harmony with the environment is very important to people with a Salamander totem.
It is key to a successful transformation –
answers and solutions will be found in the environment around us.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Salamander_%28legendary_creature%29

Salamander (legendary creature)
From Wikipedia, the free encyclopedia

The salamander is an amphibian of the order Urodela. As with many real creatures, pre-modern authors often ascribed fantastic qualities to it (compare the allegorical descriptions of animals in medieval bestiaries), and in recent times some have come to identify a legendary salamander as a distinct concept from the real organism. This idea is most highly developed in the occult. Where the two concepts can be distinguished, the legendary salamander is most often depicted much like a typical salamander in shape, with a lizard-like form, but it is usually ascribed an affinity with fire (sometimes specifically elemental fire).

Contents
[hide]

* 1 Classical, medieval, and renaissance lore
* 2 Heraldry, symbolism, and allusion
* 3 Popular culture
* 4 See Also
* 5 References
* 6 External links

[edit] Classical, medieval, and renaissance lore

This legendary creature embodies the fantastic qualities that ancient and medieval commentators ascribed to the natural salamander. Many of these qualities are rooted in verifiable traits of the natural creature but often exaggerated to a significant degree, as was common in ancient works on natural history and philosophy. A large body of legend, mythology, and symbolism has developed around this creature over the centuries.

The most widely known deviation from a realistic depiction is from an influential 20th-century occult work by Manly P. Hall, Secret Teachings of All Ages[1] Since this illustration appears to originate in a 1527 anti-papal tract by Andreas Osiander and Hans Sachs, where it is identified as "the Pope as a monster,"[2] Hall's identification of the illustration is doubtful. Descriptions of the legendary form are more likely to use stylized depictions. In Medieval European bestiaries, fanciful depictions of salamanders include "a satyr-like creature in a circular wooden tub" (8th century), "a worm penetrating flames" (12th century), "a winged dog" (13th century), and "a small bird in flames" (13th century).[3] Renaissance depictions[4] are characteristically more realistic, adhering more closely to the Classical description.

In one of the earliest surviving descriptions of a salamander, Pliny the Elder (A.D. 23–79) noted that the creature is "an animal like a lizard in shape and with a body starred all over; it never comes out except during heavy showers and disappears the moment the weather becomes clear."[5][6] All of these traits, even down to the star-like markings, are consistent with the golden Alpine salamander (Salamandra atra aurorae) of Europe that has golden or yellow spots or blotches on its back[7] and some similarly marked subspecies of the fire salamander (Salamandra salamandra).[8] Pliny even made the important distinction between salamanders and lizards, which are similar in shape but very different in other respects, which was not systematized until recent times, when biologists classified lizards as reptiles and salamanders as amphibians.

Pliny recounts several other traits which are less credible, such as the ability to extinguish fire with the frigidity of their bodies, a quality which is also reported by Aristotle.[citation needed] While Pliny notes this in Book 10, Chapter 86 of the Natural History, in Book 29, Chapter 23 of the same work he views this idea with skepticism, pointing out that if such an idea were true, it should be easy to demonstrate. It was never proven that these amphibians could accomplish such myths. He also notes medicinal and poisonous properties, which are founded in fact on some level, since many species of salamander, including fire salamanders and Alpine salamanders, excrete toxic, physiologically active substances. These substances are often excreted when the animal is threatened, which has the effect of deterring predators.[7] The extent of these properties is greatly exaggerated though, with a single salamander being regarded as so toxic that by twining around a tree it could poison the fruit and so kill any who ate them and by falling into a well could slay all who drank from it.[9]

Of all the traits ascribed to salamanders, the ones relating to fire have stood out most prominently in salamander lore. This connection probably originates from a behavior common to many species of salamander: hibernating in and under rotting logs. When wood was brought indoors and put on the fire, the creatures "mysteriously" appeared from the flames. The 16th-century Italian artist Benvenuto Cellini (1500–1571) famously recalled witnessing just such an appearance as a child in his autobiography.[10] According to some writers, the milky substance that a salamander exudes when frightened and which makes its skin very moist gave rise to the idea that the salamander could withstand any heat and even put out fires.[10][11]

Early commentators in Europe often grouped "crawling things" (reptiles or reptilia in Latin) together, and thus creatures in this group, which typically included salamanders (Latin salamandrae), dragons (Latin dracones or serpentes), and basilisks (Latin basilisci), were often associated together, as in Conrad Lycosthenes' Prodigiorum ac ostentorum chronicon of 1557.[4]

The salamander is mentioned in the Talmud (Hagiga 27a) as a creature that is a product of fire, and anyone who is smeared with its blood will be immune to harm from fire. Rashi (1040–1105), the primary commentator on the Talmud, describes the salamander as one which is produced by burning a fire in the same place for seven years. According to Sahih Bukhari (810–870), Muhammad said that salamanders are "mischief-doers" and "should be killed".[12]

Leonardo da Vinci (1452–1519) wrote the following on the salamander: "This has no digestive organs, and gets no food but from the fire, in which it constantly renews its scaly skin. The salamander, which renews its scaly skin in the fire,—for virtue."[13] Later, Paracelsus (1493–1541) suggested that the salamander was the elemental of fire,[14] which has had substantial influence on the role of salamanders in the occult.

Early travelers to China were shown garments supposedly woven from salamander hair or wool; the cloth was completely unharmed by fire. The garments had actually been woven from asbestos.[10][15] According to T. H. White, Prester John had a robe made from it; the "Emperor of India" possessed a suit made from a thousand skins; and Pope Alexander III had a tunic which he valued highly.[9] William Caxton (1481) wrote: "This Salemandre berithe wulle, of which is made cloth and gyrdles that may not brenne in the fyre."[9] Holme (1688) wrote: "...I have several times put [salamander hair] in the Fire and made it red hot and after taken it out, which being cold, yet remained perfect wool."[9][11]

An alternative interpretation was that this material was a kind of silk: A 12th-century letter supposedly from Prester John says, "Our realm yields the worm known as the salamander. Salamanders live in fire and make cocoons, which our court ladies spin and use to weave cloth and garments. To wash and clean these fabrics, they throw them into flames."[16] Friar also notes that Marco Polo believed that the "true" salamander was an incombustible substance found in the earth.[11]
[edit] Heraldry, symbolism, and allusion

In early heraldry, the salamander was depicted as somewhat like a short-legged dog, surrounded by fire;[11] more recently it is depicted as a lizard or a natural salamander, but still amidst flames. In the arms of Le Clei shown as vomissant des flammes ("vomiting flames") as well. It is often tinctured vert (green) but can be of any other colour or metal.[17]

The salamander became a symbol of enduring faith which triumphs over the fires of passion. It was the badge of Francis I of France, with the motto, "I nourish [the good] and extinguish [the bad]."[11] It appears in the arms of Le Havre (below), Fontainebleau and others.

The salamander became the traditional emblem of the smith, and thus appears in a number of civic arms to symbolise local metal-working industries. It appears in the arms of Dudley Metropolitan Borough Council (below), as well as the old County Borough Council.[18][19] In the crest of the arms of Spennymoor Town Council, the Shafto family's salamander also holds a sword to represent the local steel industry.[20]

Some insurance companies use the salamander in their arms, a clear reference to its fire-fighting attributes.[11] In this sense, the salamander also lent its name to the Alvis Salamander airport crash tender. In Ray Bradbury's Fahrenheit 451, the salamander and the phoenix were the symbols of the firemen (although in this case these were book burners rather than firefighters).

The name salamander has been attached to heaters, ovens and the like in allusion to the fiery nature of the legendary salamander. A variety of portable forced-air or convection heaters are called salamander heaters or just salamanders. A salamander is also a kind of small broiler/grill, most frequently found in a professional kitchen, used to finish off dishes, such as caramelizing the sugar on a crème brûlée. This is also called a salamander oven, a salamander broiler/grill, or - more prosaically - a cheesemelter.[21] The name is also give to a kitchen tool of similar purpose, consisting of a long iron rod with a cast-iron disk at one end and a wooden handle at the other; the disk is heated over a burner until red-hot and then used to brown the top of foods.
[edit] Popular culture
Main article: Legendary salamander in popular culture

References to the legendary salamander in popular culture - in fiction (especially fantasy fiction), games, animation, and so on - can be categorized in three ways: as a fantastic (sometimes magical) beast with an affinity with fire, as a true fire elemental,[22] and allusions to the salamander's fiery nature.
[edit] See Also

* Elemental
* Gnome
* Sylph
* Undine

[edit] References

1. ^ Manly P. Hall, The Secret Teachings of All Ages: An Encyclopedic Outline of Masonic, Hermetic, Qabbalistic and Rosicrucian Symbolical Philosophy, (original publisher unclear-see [1] for on-line text), (1928).
2. ^ Renate Freitag-Stadler and Erhard Schön, Die Welt von Hans Sachs, City History Museum of Nuremberg, 1976, p. 24 (Kat. 25/15)
3. ^ Florence McCulloch, Medieval Latin and French Bestiaries Chapel Hill: University of North Carolina Press, 1962, pp.161-162
4. ^ a b Conrad Lycosthenes, Prodigiorum ac ostentorum chronicon, 1557
5. ^ "sicut salamandrae, animal lacertae figura, stellatum, numquam nisi magnis imbribus proveniens et serenitate desinens"
6. ^ Pliny the Elder, The Natural History, J. Bostock and H.T. Riley, eds., London: Taylor and Francis, 1855. Translation slightly modified.
7. ^ a b *Arie van der Meijden (1999-12-30). "AmphibiaWeb: Salamandra atra". http://elib.cs.berkeley.edu/cgi-bin/amphib_query?table=amphib&special=one_record&where-genus=Salamandra&where-species=atra.
8. ^ *Sergius L. Kuzmin (1999-10-06). "AmphibiaWeb: Salamandra salamandra". http://elib.cs.berkeley.edu/cgi-bin/amphib_query?table=amphib&special=one_record&where-genus=Salamandra&where-species=salamandra.
9. ^ a b c d White, T. H. (1992 (1954)). The Book of Beasts: Being a Translation From a Latin Bestiary of the Twelfth Century. Stroud: Alan Sutton. pp. 183–184. ISBN 075090206X.
10. ^ a b c Thomas Bulfinch (1913). Age of Fable: Vols. I & II: Stories of Gods and Heroes: XXXVI. e. The Salamander
11. ^ a b c d e f Friar, Stephen (1987). A New Dictionary of Heraldry. London: Alphabooks/A & C Black. pp. 300. ISBN 0906670446.
12. ^ Sahih al-Bukhari, 4:54:525-526
13. ^ Book XX: Humorous Writings, The Notebooks of Leonardo da Vinci, edited by Jean Paul Richter, 1880. (online) (unconfirmed)
14. ^ Theophrast von Hohenheim a.k.a. Paracelsus, Sämtliche Werke: Abt. 1, v. 14, sec. 7, Liber de nymphis, sylphis, pygmaeis et salamandris et de caeteris spiritibus. Karl Sudhoff and Wilh. Matthießen, eds. Munich:Oldenbourg, 1933.
15. ^ Clare Browne, "Salamander's Wool: The Historical Evidence for Textiles Woven with Asbestos Fibre", Textile History, Volume 34, Number 1, May 2003, pp. 64-73(10) (abstract)
16. ^ Borges, Jorge Luis (1967; English language edition 1969). El libro de los seres imaginarios (The Book of Imaginary Beings). : The Salamander
17. ^ von Volborth, Carl-Alexander (1981). Heraldry: Customs, Rules and Styles. Poole: New Orchard Editions. pp. 44. ISBN 185079037X.
18. ^ Civic Heraldry of England and Wales: West Midlands
19. ^ Civic Heraldry of England and Wales: Worcestershire (Obsolete)
20. ^ Civic Heraldry of England and Wales: Durham
21. ^ See, for example, Jean's Restaurant Supply.
22. ^ Langford, David (1997). "Elementals". In Grant, John, and Clute, John. The Encyclopedia of Fantasy. London: Orbit/Little, Brown and Company. pp. 313–314. ISBN 1857233689.



Photograph of a fire salamander
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Feuersalamander_DE.jpg

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MessaggioOggetto: Re: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Mer 23 Feb 2011 - 8:55

Ciao Tila!

Facendo una breve ricerca sulla rete ho scoperto che esistono specie di salamandre giganti in Cina e in Giappone.

La specie Giapponese si chiama Andrias japonicus.



FONTE: http://calphotos.berkeley.edu/imgs/512x768/1111_1111/1111/7583.jpeg

é un animale straordinario sai?

La salamandra gigante giapponese (Andrias japonicus) è endemica del Giappone, dove è nota come Ōsanshōuo (オオサンショウウオ/大山椒魚, Ōsanshōuo?). Con una lunghezza di quasi 1,5 metri[2] è la seconda salamandra più grande del mondo, essendo superata solamente dalla molto simile e strettamente imparentata salamandra gigante cinese (A. davidianus).

La salamandra gigante giapponese, vivendo solamente in torrenti con
acque limpide e fredde, è un animale completamente acquatico e notturno.
Se minacciata, può secernere una sostanza dall'aspetto lattiginoso con
un forte odore di zenzero (da cui il nome volgare della specie in lingua
giapponese). Ha una vista molto scarsa e per questo motivo fa
affidamento su speciali noduli sensitivi posti sulla sua fronte per
individuare perfino il minimo movimento nell'acqua. Si nutre soprattutto
di insetti, rane e pesci. Avendo un metabolismoPaesi Bassi, per 52 anni[2].

La salamandra gigante giapponese venne scoperta per la prima volta dagli
europei quando un fisico residente sull'isola di Dejima, nei pressi di
Nagasaki, Philipp Franz von Siebold, ne catturò un esemplare e lo spedì a
Leida, nei Paesi Bassi, negli anni 1820.

molto basso ed essendo priva di competitori naturali, è una specie
longeva; il record appartiene ad un esemplare che visse al Natura Artis
Magistra, nei (http://it.wikipedia.org/wiki/Andrias_japonicus)



FONTE: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/eb/Andrias_japonicus_cropped.jpg/800px-Andrias_japonicus_cropped.jpg



questa invece è la specie cinese, Andrias Davidianus



FONTE: http://www.rom.on.ca/sneakpeek/graphics/ROM2009_10633_7.jpg

La salamandra gigante cinese (Andrias davidianus) può raggiungere una lunghezza di 1,80 m[2].
Cacciano soprattutto di notte e, dal momento che hanno una vista
scarsa, usano i noduli sensitivi presenti sulla testa e sul corpo per
individuare piccoli cambiamenti nella pressione dell'acqua, i quali
permettono loro di individuare le prede. (http://it.wikipedia.org/wiki/Cryptobranchidae)

Ma non è mica finita.
In epoche antecedenti alla nostra, le specie di anfibi raggiunsero delel dimensioni superiori a quelle attuali, coem questa qui:

FONTE: http://www.paleodirect.com/imgset2/amph013b.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Mer 23 Feb 2011 - 9:04



FONTE: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fc/Nutrisco_et_extinguo_Salamandre_de_Fran%C3%A7ois_I_Azay.jpg/800px-Nutrisco_et_extinguo_Salamandre_de_Fran%C3%A7ois_I_Azay.jpg

Come hai già postato tu poco prima riporto il passo che cerca di spiegare la connessione col fuoco. Le tradizioni legate alla salamandra e al suo legame col fuoco sembrano essere relazionate a cio che accadeva quando in inverno la gente prendeva illegno da ardere in casa. Alcune specie di salamandre vanno in ibernazione dentro le cavità nei tronchi. al calore crescente delle fiamme questi anfibi si risvegliavano cercando ovviamente di fuggire dalle fiamme. Da qui sembra essere nata la leggenda del suo legame con le fiamme.

Of all the traits ascribed to salamanders, the ones relating to fire
have stood out most prominently in salamander lore. This connection
probably originates from a behavior common to many species of
salamander: hibernating in and under rotting logs. When wood was brought
indoors and put on the fire, the creatures "mysteriously" appeared from
the flames. The 16th-century Italian artist Benvenuto Cellini (1500–1571) famously recalled witnessing just such an appearance as a child in his autobiography.[10]
According to some writers, the milky substance that a salamander exudes
when frightened and which makes its skin very moist gave rise to the
idea that the salamander could withstand any heat and even put out
fires.[10][11](http://en.wikipedia.org/wiki/Salamander_%28legendary_creature%29)


Anche Leonardo Da Vinci sembrava essere convinto di queste tradizioni:

Leonardo da Vinci (1452–1519) wrote the following on the salamander: "This
has no digestive organs, and gets no food but from the fire, in which
it constantly renews its scaly skin. The salamander, which renews its
scaly skin in the fire,—for virtue."[13] Later, Paracelsus (1493–1541) suggested that the salamander was the elemental of fire,[14] which has had substantial influence on the role of salamanders in the occult.( http://en.wikipedia.org/wiki/Salamander_%28legendary_creature%29).
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MessaggioOggetto: Re: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Mer 23 Feb 2011 - 17:13

Admin i documenti che hai riportato sono veramente interessanti, quelle salamandre hanno un che di ancestrale non trovi?

Ho trovato un altro documento di wikipedia che parla della salamandra nella mitologia.

FONTE:
http://it.wikipedia.org/wiki/Salamandra_%28mitologia%29

Salamandra (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Secondo un'antica leggenda le salamandre erano capaci di attraversare le fiamme rimanendo illese. Plinio nella sua Storia Naturale ne dava questa spiegazione: "È tanto fredda che al suo contatto il fuoco si estingue non diversamente dall'effetto prodotto dal ghiaccio." Questa credenza è totalmente falsa, poiché la pelle umida della salamandra la rende estremamente vulnerabile non solo a fonti di calore, ma anche al disseccamento lontano dall'acqua o da luoghi umidi. È parzialmente vera la credenza secondo la quale la salamandra sarebbe velenosa: le sue ghiandole cutanee possono infatti secernere una sostanza irritante per le mucose.

Plinio sostenne che se una qualunque parte del corpo umano fosse entrata in contatto con la bava della salamandra avrebbe cambiato colore ricoprendosi di macchie biancastre: probabilmente voleva dare una spiegazione alla vitiligine.

Dal Medioevo la salamandra fu caricata di significati simbolici, legati spesso allo stesso Cristo, per la capacità dell'anfibio di risorgere. Si trova molto frequentemente nei bestiari, anche se le sue caratteristiche sono spesso confuse tra quelle di vari rettili, dai serpenti alle lucertole.

Per questo motivo nella mitologia celtica danno nome a una categoria di fate del fuoco.


FONTE IMMAGINE: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cave_salamander2.jpg
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MessaggioOggetto: Re: Salamandra: rigenerazione, trasformazione   Oggi a 18:21

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