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 Formica: efficienza, forza, resistenza.

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MessaggioOggetto: Formica: efficienza, forza, resistenza.   Mar 23 Nov 2010 - 7:02

Admin ecco un nuovo totem...

Nei primi due post troverete documenti di wikipedia in italiano e in inglese dove viene trattato l'aspetto delle specifiche della formica e notizie sulla mitologia e vecchi racconti legate ad essa...

Riporto solo qualche stralcio dei documenti orignali di wikipedia, quindi per un approfondimento se ne consiglia la visione al link originale...buona lettura

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Formicidae

Formicidae
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine di uso comune formica corrisponde alla vasta famiglia delle Formicidae all'interno degli insetti Imenotteri. Le formiche costituiscono il 10% dell'intera biomassa animale e circa il 50% di quella di tutti gli insetti.[senza fonte] Le formiche sono diffuse soprattutto nelle zone a clima tropicale, come l'Australia orientale, l'Africa e l'America del Sud, e sono scarse in Asia settentrionale e in Europa. Le formiche sono insetti eusociali, così come tutti gli isotteri e molti altri imenotteri. Nelle loro società, che variano in dimensioni e in organizzazione a seconda delle specie, vi è una classe riproduttiva - costituita dalle regine (femmine fertili) e dai maschi - e una lavorativa, costituita da femmine attere e sterili, dette "operaie".
Indice
[nascondi]

* 1 Evoluzione
* 2 Caratteristiche generali
o 2.1 Morfologia
o 2.2 Aspetto fisico
* 3 La riproduzione
o 3.1 Determinazione del sesso
o 3.2 Ciclo vitale
o 3.3 La riproduzione delle operaie
* 4 Le colonie
o 4.1 Organizzazione sociale
o 4.2 Nidificazione
+ 4.2.1 Il formicaio artificiale
* 5 Determinazione della casta
* 6 Comportamento
o 6.1 Intelligenza
o 6.2 Curiosità sul comportamento
* 7 La comunicazione tramite stigmergia
* 8 Le specie più note
o 8.1 Caratteristiche di alcune specie
* 9 Stili di vita delle formiche
o 9.1 Le formiche nomadi
o 9.2 Formiche otri
o 9.3 La dulosi: formiche schiaviste
o 9.4 Formiche oricoltrici
o 9.5 Formiche lomecusomani
o 9.6 Formiche trappola
* 10 Classificazione completa
* 11 Altro sulle formiche
o 11.1 La lotta alle formiche
o 11.2 Formiche nel cinema
* 12 Note
* 13 Bibliografia
* 14 Voci correlate
* 15 Altri progetti
* 16 Collegamenti esterni

Evoluzione [modifica]

Le formiche sono apparse sulla terra tra 140 e 168 milioni di anni fa, contemporaneamente alle piante angiosperme, evolvendosi dalle vespe solitarie. Finora, il più antico fossile ritrovato testimonia l'esistenza, nel tardo Cretaceo, di una specie con molte caratteristiche fisiche vespoidali (occhi composti grandi, scapi ridotti e addome flessibile), che è stata battezzata Sphecomyerma freji. Finora si conoscono circa 5 sottofamiglie estinte. Le specie più antiche esistenti ancora oggi appartengono ai generi Amblyopone e Proceratium, sebbene la specie più primitiva, che conserva una struttura sociale tipica delle prime specie comparse, sia Prionomyrmex macrops.

Caratteristiche generali [modifica]

Morfologia [modifica]

Esistono almeno 12.000 specie di formiche, classificate in circa 300 generi e 21 sottofamiglie. Come gli altri insetti, le formiche hanno il corpo diviso in capo, torace e addome. Hanno sei zampe, apparato boccale masticatore con robuste mandibole e antenne genicolate. Tra il torace e l'addome le formiche hanno un restringimento derivato dalla modificazione strutturale dei primi due uriti del gastro, nodulare o squamiforme, che prendono il nome di peziolo e post-peziolo.
Il colore più tipico delle formiche è nero, ma ve ne sono molte che variano dal rosso all'arancione al giallo e al verde (Oecophylla smaragdina e Rhydidoponera metallica). Le antenne sono costituite da una parte basale, costituita dallo scapo e dal pedicello, e una flessibile, detta funicolo, costituita da una serie di segmenti il cui numero varia a seconda delle specie.

Aspetto fisico

Le operaie delle formiche hanno dimensioni variabili da 1 a circa 30 mm di Camponotus gigas; di norma le femmine feconde (le cosiddette regine) sono più grandi delle operaie sterili e in alcune specie possono raggiungere anche i 6 cm (Dorylus wilverthi).

Le operaie hanno un capo grosso e robusto, mandibole forti ma meno sviluppate di quelle dei soldati, occhi piccoli, antenne formate da undici o dodici segmenti o anche meno. Dopo i due segmenti del peduncolo addominale, l'addome si ingrossa e al suo apice porta l'aculeo a volte funzionante, mentre in altri casi è atrofizzato (formicinae, dolichoderinae). Le operaie e i soldati differiscono perché i secondi hanno un capo molto più grosso. La femmina feconda è più grossa, possiede gli ocelli e le ali che però cadono dopo l'accoppiamento. I maschi sono in genere piccoli, sempre provvisti di ali e hanno occhi e ocelli molto sviluppati; il loro torace è più grande, mentre le tre paia di zampe, comuni a tutti gli insetti, sono piccole. In quasi tutte le specie, le operaie sono prive di ocelli, anche se le regine e i maschi ne sono spesso muniti. L'apparato digerente delle formiche comprende due espansioni a sacco, dette ingluvie e ventriglio. Nel primo sacco vengono accumulate le sostanze alimentari; di queste, solo una piccola parte passa nel ventriglio e viene digerita e assimilata dall'individuo.

Il resto del cibo contenuto nell'ingluvie viene rigurgitato e dato come cibo agli altri componenti della società. Fra gli organi di senso, il più sviluppato è l'olfatto che ha la sua sede nelle antenne e serve alle formiche per percepire le sensazioni più comuni e utili alla vita. Gli occhi non danno sensazioni molto precise. Alla base delle mandibole sboccano i condotti di particolari ghiandole poste nel capo e secernenti una sostanza che, mescolata a legno triturato, forma il cartone utilizzato da alcune specie per costruire il nido. Nell'ultima porzione dell'addome, sboccano le ghiandole del veleno contenente acido formico e altre sostanze tossiche o irritanti, oppure, in altre specie, speciali ghiandole anali secernenti una sostanza odorifera contenente acido butirrico, "iridomirmecina" e altre particolari sostanze odorose e ripugnanti che sono schizzate lontano per difesa o offesa.

In alcune specie sul peduncolo e all'inizio dell'addome, sono posti gli organi stridulanti che, per sfregamento, emettono deboli suoni.

Le colonie [modifica]

Organizzazione sociale [modifica]

Le formiche sono, insieme alle api, i più noti fra gli insetti sociali. La loro organizzazione è ben nota e molto efficiente. La struttura delle colonie e la loro organizzazione sociale può variare da specie a specie.

Le formiche sono insetti "sociali", nel senso che vivono riuniti in società ove ogni individuo lavora in funzione del benessere della comunità. La vastità della famiglia e la diversità di costumi delle numerosissime specie fanno sì che nessun altro gruppo di insetti sociali abbia altrettanta varietà di modalità di vita e di forme sociali. Le formiche possono essere onnivore, frugivore o carnivore. La struttura del "nido" (formicaio), varia notevolmente in relazione al materiale che trovano e al clima di un determinato ambiente. Di conseguenza, anche la loro organizzazione sociale varia notevolmente da gruppo a gruppo e pertanto le loro abitudini sono, in un certo senso, più varie e interessanti di quelle delle api e delle vespe. Le colonie di formiche agiscono come unità riproduttiva della specie.

In alcune specie di formiche primitive, per esempio Dinoponera e Paraponera, le colonie sono costituite esclusivamente da femmine che producono altre femmine mediante partenogenesi telitoca, che è una forma di riproduzione sessuata molto comune fra gli insetti in generale, ma molto rara nel resto della famiglia Formicidae. L'organizzazione sociale di queste colonie è basata su una scala gerarchica, in cui l'ultimo "gradino" ospita quelle femmine più anziane che si sono guadagnate la possibilità di riprodursi dopo una serie di conflitti con le altre compagne dominanti. Le uova deposte dalle femmine subordinate vengono mangiate dalle dominanti.

Nella stragrande maggioranza delle specie di formiche, il sesso femminile è polimorfico ed è suddiviso in caste morfologiche. L'organizzazione sociale delle colonie dipende da questa suddivisione delle femmine. Le caste si suddividono in sessuate e sterili; gli individui sterili prendono il nome di operaie mentre quelli sessuati sono definiti regine. Le funzioni lavorative vengono svolte principalmente dalle operaie, mentre quelle riproduttive sono affidate alle regine. In alcune specie anche le operaie possono assumere funzioni riproduttive. In molte specie di formiche si ha un polimorfismo fra le operaie, ovvero sono presenti più di una casta di femmine sterili. In molte specie di formiche, le colonie vengono fondate dalle singole regine, che, dopo essersi accoppiate con i maschi, si posano a terra, scavano una tana nel terreno - che poi diventerà il nido della nuova colonia - e si staccano le ali. I maschi muoiono una volta accoppiati. Durante il periodo compreso fra la deposizione delle prime uova e lo sviluppo dei primi esemplari adulti, la regina non si nutre: essa sopravvive grazie ai frammenti dei muscoli alari entrati nel suo apparato circolatorio. In alcune specie di formiche, le regine sono permanentemente attere, e la fondazione delle nuove colonie avviene con l'aiuto delle operaie. In alcune specie le colonie comprendono una sola regina ovideponitrice, in altre un gruppo di queste, generalmente discendenti da un'unica madre.

Le formiche sono insetti territoriali e particolarmente aggressivi. Nelle colonie di Myrmecia, le operaie usano uccidersi fra loro per il dominio del territorio controllato dalla propria colonia. Le formiche compiono inoltre guerre fra colonie o specie diverse. Esse, infatti, sono alcuni dei pochi animali che, come l'uomo, fanno la guerra fra loro. Le formiche di una stessa colonia si riconoscono grazie all'odore, e uccidono gli esemplari delle colonie limitrofe per eliminare la concorrenza nella raccolta del cibo o nel dominio del territorio.

In alcune specie, gli insetti parassiti delle piante, quali afidi, coccidi (o cocciniglie), vengono allevati dalle operaie, protetti e distribuiti sulle piante. Da questi le formiche ricavano una sostanza zuccherina - la melata - sollecitando l'insetto con le antenne.

Nidificazione

I nidi, detti formicaio, possono essere estremamente semplici o incredibilmente complessi. Le formiche sono per lo più insetti viventi nel terreno; tuttavia, non mancano forme che vivono nei tronchi degli alberi o sulle foglie.

Di norma, un formicaio è formato da un complesso di camere, poste su più piani e comunicanti per mezzo di corridoi detti gallerie. In ogni camera coabitano parecchi individui e vi sono anche camere destinate a contenere solo le uova, oppure solo le larve o solo le ninfe, che vengono spostate in locali ove l'umidità e la temperatura sono particolarmente adatte allo sviluppo. Il formicaio può essere del tutto sotterraneo e comunicante con la superficie attraverso una sola apertura; oppure può variamente elevarsi sopra il suolo e avere una o più porte. Queste sono sorvegliate costantemente da una o più formiche, che fanno da sentinella. Le porte sono talvolta rappresentate da sassolini o altri piccoli frammenti solidi, e vengono chiuse in caso di pericolo, nelle giornate nuvolose o durante i temporali.

Particolari dispositivi impediscono all'acqua di allagare il formicaio. Nel formicaio di certe specie di formiche (Camponotus truncatus, Cephalotes), la porta è formata dalla testa di un soldato che ostruisce l'ingresso e si sposta solo quando un membro del formicaio deve uscire o entrare nel nido. Le formiche viventi nei climi temperati costruiscono nidi architettati in modo che la maggior parte della costruzione sia esposta al sole e ciò per mantenere una temperatura confortevole all'interno anche durante l'inverno.

Altre specie costruiscono il nido sotto una pietra che, scaldandosi, fa da calorifero e rende particolarmente confortevole la camera posta direttamente sotto la pietra ove spesso alloggiano regine e uova. La terra con cui è fatto il nido non si sgretola perché viene cementata con la saliva e lungamente lavorata con le mandibole; con questo impasto, le formiche possono costruire pilastri e pareti ben levigati sino a ottenere formicai anche di parecchi piani. Le formiche viventi sugli alberi stanno nelle cavità naturali della corteccia e del tronco, allargando e prolungando le aperture con camere e gallerie formate con cartone.

Meravigliosamente ingegnosi sono i nidi di alcune formiche viventi sulle foglie, quali le specie del genere Oecophylla e alcune Polyrachis. Vengono costruiti con la cooperazione delle larve, che secernono fili di seta. Alcune operaie tengono accostate le foglie, mentre altre afferrano le larve e le sollecitano a secernere la seta; muovendo le larve da un lembo all'altro delle foglie, creano un tessuto assai fitto e resistente che tiene unite le foglie e delimita una specie di camera. Questo modo di usare le larve, come un vero strumento di lavoro, è un esempio forse unico in natura.

La fondazione di un nuovo formicaio è opera della regina e questo è, per essa, un periodo di vita e di lavoro molto duro. Dopo essere stata fecondata e dopo aver deposto le uova essa stessa deve provvedere a rifornire di cibo e a difendere le larve sino a che non siano divenute adulte. Appena le operaie e i soldati sono in grado di lavorare si assumono il compito di provvedere il cibo e di ampliare la dimora. Ancora per un certo periodo, la regina coopera al lavoro, mentre quando il formicaio è ormai popoloso la regina si limita a deporre le uova. Spesso in un medesimo formicaio convivono più regine, oppure le nuove regine sciamano a formare una nuova società. Non è raro il caso di regine che penetrino in formicai altrui divenendo regine adottive. Altre volte, la nuova regina usurpa il trono alla legittima proprietaria uccidendola.


Determinazione della casta [modifica]

Presso le formiche si riscontrano varie forme di determinazione della casta. Nella stragrande maggioranza delle specie, le operaie si sviluppano a partire da uova anfigoniche su cui la regina secerne un particolare feromone, che inibisce lo sviluppo degli organi riproduttori. In alcune specie della sottofamiglia Hypoponera, invece, si ha una determinazione della casta basata sull'alimentazione: le larve che vengono alimentate con maggiori quantità di cibo divengono regine, mentre quelle alimentate scarsamente divengono operaie. La neotenina svolge un ruolo di centrale importanza, presso molte specie di formiche, nella determinazione della casta operaia: un maggior livello di neotenina consente lo sviluppo di operaie sempre più grandi.

Comportamento [modifica]

Intelligenza [modifica]

La capacità di superare ostacoli nell'ambiente esterno al nido è dovuto soprattutto all'intelligenza collettiva delle colonie di formiche. Le singole operaie, tuttavia, hanno una capacità di apprendimento e un'intelligenza individuale relativamente sviluppata. Esperimenti di laboratorio mostrano che le operaie riescono a districarsi facilmente da labirinti di media complessità, capacità che sfruttano durante l'approvvigionamento delle risorse alimentari nell'ambiente esterno al nido.[senza fonte] Qui, le operaie si orientano grazie agli spostamenti del sole (come gran parte degli insetti) e ai riferimenti materiali, oltre che alle tracce di feromone rilasciate sulla superficie del terreno dalle compagne.

Curiosità sul comportamento [modifica]

Le formiche operaie passano il tempo in cui non nutrono le larve o raccolgono il cibo nell'ambiente esterno al nido dedicandosi alla pulizia del corpo o al gioco. Le formiche si puliscono le antenne strisciandoci sopra la parte inferiore delle zampe, che ha una conformazione a spatola. Il gioco fra gli esemplari operai avviene in modo simile a quello fra gli animali domestici: le formiche si mordono e si aggrediscono fra loro, senza tuttavia ferirsi. Le formiche, inoltre, passano una parte del loro tempo dormendo in avvallamenti del terreno posti all'interno del nido. Al risveglio, spesso indotto dalle compagne, le formiche si stirano e "sbadigliano" allargando le mandibole.

Secondo uno studio fatto da Matthias Wittlinger e riportato anche dal National Geographic[1] sembra che le formiche riescano a trovare la strada di ritorno, semplicemente contando i passi. Secondo questa teoria le formiche hanno una specie di "conteggio automatico dei passi" che viene resettato al ritorno nel formicaio, anche se l'ipotesi più accreditata è quella del "richiamo chimico". Secondo altre teorie le formiche non contano i passi per tornare al loro formicaio ma lasciano dietro di sé una sostanza odorosa che seguono per il ritorno alla propria colonia.

Le formiche inoltre sono particolarmente altruiste per il bene della comunità: durante gli spostamenti e le ricerche di cibo, infatti, alcuni esemplari riempiono le voragini che incontrano durante il tragitto con il loro corpo, facendo passare sopra di loro le altre. Questa "riparazione istantanea" del percorso permette loro di procurare più cibo in minor tempo.[2]

La comunicazione tramite stigmergia [modifica]

Le formiche operaie comunicano fra loro mediante l'invio nell'ambiente di feromone, una sostanza chimica volatile che percepiscono per mezzo dell'olfatto. I feromoni vengono utilizzati soprattutto per inviare segnali d'allerta alle compagne in caso di pericolo o per raggiungere la fonte di cibo più vicina al nido. Durante l'esplorazione, infatti, le operaie esploratrici rilasciano durante il loro percorso una traccia di feromoni sul terreno. Una volta trovata una fonte di cibo, esse tornano al nido ripercorrendo la stessa traccia di feromoni rilasciata durante il percorso di andata. Al formicaio, poi, le operaie raccoglitrici percorrono la traccia di feromoni rilasciata dall'esploratrice in modo da trovare la fonte di cibo e approvvigionarlo. Le tracce di feromoni sul terreno durano generalmente poche settimane, ma vengono ripassate più volte dalle operaie.



FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Ant

Ant
From Wikipedia, the free encyclopedia

Ants are social insects of the family Formicidae (pronounced /fɔrˈmɪsɨdiː/) and, along with the related wasps and bees, belong to the order Hymenoptera. Ants evolved from wasp-like ancestors in the mid-Cretaceous period between 110 and 130 million years ago and diversified after the rise of flowering plants.[3] More than 12,500 out of an estimated total of 22,000 species have been classified.[4][5][6] They are easily identified by their elbowed antennae and a distinctive node-like structure that forms a slender waist.

Ants form colonies that range in size from a few dozen predatory individuals living in small natural cavities to highly organised colonies which may occupy large territories and consist of millions of individuals. These larger colonies consist mostly of sterile wingless females forming castes of "workers", "soldiers", or other specialised groups. Nearly all ant colonies also have some fertile males called "drones" and one or more fertile females called "queens". The colonies are sometimes described as superorganisms because the ants appear to operate as a unified entity, collectively working together to support the colony.[7]

Ants have colonised almost every landmass on Earth. The only places lacking indigenous ants are Antarctica and a few remote or inhospitable islands. Ants thrive in most ecosystems, and may form 15–25% of the terrestrial animal biomass.[8] Their success in so many environments has been attributed to their social organisation and their ability to modify habitats, tap resources, and defend themselves. Their long co-evolution with other species has led to mimetic, commensal, parasitic, and mutualistic relationships.[9]

Ant societies have division of labour, communication between individuals, and an ability to solve complex problems.[10] These parallels with human societies have long been an inspiration and subject of study.

Many human cultures make use of ants in cuisine, medication and rituals. Some species are valued in their role as biological pest control agents.[11] However, their ability to exploit resources brings ants into conflict with humans, as they can damage crops and invade buildings. Some species, such as the red imported fire ant, are regarded as invasive species, establishing themselves in areas where they are accidentally introduced.[12]

Communication


Weaver ants collaborating to dismember a red ant (the two at the extremities are pulling the red ant, while the middle one cuts the red ant until it snaps).
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:WeaverAntsAgainstRedAnt.JPG

Ants communicate with each other using pheromones.[59] These chemical signals are more developed in ants than in other hymenopteran groups. Like other insects, ants perceive smells with their long, thin and mobile antennae. The paired antennae provide information about the direction and intensity of scents. Since most ants live on the ground, they use the soil surface to leave pheromone trails that can be followed by other ants. In species that forage in groups, a forager that finds food marks a trail on the way back to the colony; this trail is followed by other ants, these ants then reinforce the trail when they head back with food to the colony. When the food source is exhausted, no new trails are marked by returning ants and the scent slowly dissipates. This behaviour helps ants deal with changes in their environment. For instance, when an established path to a food source is blocked by an obstacle, the foragers leave the path to explore new routes. If an ant is successful, it leaves a new trail marking the shortest route on its return. Successful trails are followed by more ants, reinforcing better routes and gradually finding the best path.[60]

Ants use pheromones for more than just making trails. A crushed ant emits an alarm pheromone that sends nearby ants into an attack frenzy and attracts more ants from further away. Several ant species even use "propaganda pheromones" to confuse enemy ants and make them fight among themselves.[61] Pheromones are produced by a wide range of structures including Dufour's glands, poison glands and glands on the hindgut, pygidium, rectum, sternum and hind tibia.[57] Pheromones are also exchanged mixed with food and passed by trophallaxis, transferring information within the colony.[62] This allows other ants to detect what task group (e.g., foraging or nest maintenance) other colony members belong to.[63] In ant species with queen castes, workers begin to raise new queens in the colony when the dominant queen stops producing a specific pheromone.[64]

Some ants produce sounds by stridulation, using the gaster segments and their mandibles. Sounds may be used to communicate with colony members or with other species.[65][66]

Defence

Ants attack and defend themselves by biting and, in many species, by stinging, often injecting or spraying chemicals like formic acid. Bullet ants (Paraponera), located in Central and South America, are considered to have the most painful sting of any insect, although it is usually not fatal to humans. This sting is given the highest rating on the Schmidt Sting Pain Index. The sting of Jack jumper ants can be fatal,[67] and an antivenom has been developed.[68] Fire ants, Solenopsis spp., are unique in having a poison sac containing piperidine alkaloids.[69] Their stings are painful and can be dangerous to hypersensitive people.[70]

Trap-jaw ants of the genus Odontomachus are equipped with mandibles called trap-jaws, which snap shut faster than any other predatory appendages within the animal kingdom.[71] One study of Odontomachus bauri recorded peak speeds of between 126 and 230 km/h (78 - 143 mph), with the jaws closing within 130 microseconds on average. The ants were also observed to use their jaws as a catapult to eject intruders or fling themselves backwards to escape a threat.[71] Before the strike, the ant opens its mandibles extremely widely and locks them in this position by an internal mechanism. Energy is stored in a thick band of muscle and explosively released when triggered by the stimulation of sensory hairs on the inside of the mandibles. The mandibles also permit slow and fine movements for other tasks. Trap-jaws are also seen in the following genera: Anochetus, Orectognathus, and Strumigenys,[71] plus some members of the Dacetini tribe,[72] which are viewed as examples of convergent evolution. A Malaysian species of ant in the Camponotus cylindricus group has enlarged mandibular glands that extend into their gaster. When disturbed, workers rupture the membrane of the gaster, causing a burst of secretions containing acetophenones and other chemicals that immobilise small insect attackers. The worker subsequently dies.[73] Suicidal defences by workers are also noted in a Brazilian ant Forelius pusillus where a small group of ants leaves the security of the nest after sealing the entrance from the outside each evening.[74]

In addition to defence against predators, ants need to protect their colonies from pathogens. Some worker ants maintain the hygiene of the colony and their activities include undertaking or necrophory, the disposal of dead nest-mates.[75] Oleic acid has been identified as the compound released from dead ants that triggers necrophoric behaviour in Atta mexicana[76] while workers of Linepithema humile react to the absence of characteristic chemicals (dolichodial and iridomyrmecin) present on the cuticle of their living nestmates.[77]

Nests may be protected from physical threats such as flooding and over-heating by elaborate nest architecture.[78][79] Workers of Cataulacus muticus, an arboreal species that lives in plant hollows, respond to flooding by drinking water inside the nest, and excreting it outside.[80] Camponotus anderseni which nests in the cavities of wood in mangrove habitats deals with submergence under water by switching to anaerobic respiration.[81]

In culture

Anthropomorphised ants have often been used in fables and children's stories to represent industriousness and cooperative effort. They are also mentioned in religious texts.[152][153] In the Book of Proverbs in the Bible, ants are held up as a good example for humans for their hard work and cooperation. Aesop did the same in his fable The Ant and the Grasshopper. In the Quran, Sulayman (Arabic: سليمان‎) is said to have heard and understood an ant warning other ants to return home to avoid being accidentally crushed by Sulayman and his marching army.[Qur'an 27][154] In parts of Africa, ants are considered to be the messengers of the gods. Some Native American mythology, such as the Hopi mythology, considers ants as the very first animals. Ant bites are often said to have curative properties. The sting of some species of Pseudomyrmex is claimed to give fever relief.[155] Ant bites are used in the initiation ceremonies of some Amazon Indian cultures as a test of endurance.[156][157]

Ant society has always fascinated humans and has been written about both humorously and seriously. Mark Twain wrote about ants in his A Tramp Abroad.[158] Some modern authors have used the example of the ants to comment on the relationship between society and the individual. Examples are Robert Frost in his poem "Departmental" and T. H. White in his fantasy novel The Once and Future King. The plot in French entomologist and writer Bernard Werber's Les Fourmis science-fiction trilogy is divided between the worlds of ants and humans; ants and their behaviour is described using contemporary scientific knowledge. In more recent times, animated cartoons and 3D animated movies featuring ants have been produced including Antz, A Bug's Life, The Ant Bully, The Ant and the Aardvark, Atom Ant, and there is a comic book superhero called Ant-Man. Renowned myrmecologist E. O. Wilson wrote a short story, "Trailhead" in 2010 for The New Yorker magazine, which describes the life and death of an ant-queen, and the rise and fall of her colony, from an ants' point of view.[159]

The Chinese character for ant (simplified Chinese: 蚁; traditional Chinese: 蟻; pinyin: yǐ) is a combination of two logograms that may be interpreted as "insect (simplified Chinese: 虫; traditional Chinese: 蟲; pinyin: chóng) which behaves properly (simplified Chinese: 义; traditional Chinese: 義; pinyin: yì)".[160] The traditional Chinese character yǐ (蟻) used in Japanese shares this etymology.[161] In spoken Chinese the ant is usually referred to as mǎyĭ (simplified Chinese: 蚂蚁; traditional Chinese: 螞蟻).

From the late 1950s through the late 1970s, ant farms were popular educational children's toys in the United States. Later versions use transparent gel instead of soil allowing greater visibility.[162] In the early 1990s, the video game SimAnt, which simulated an ant colony, won the 1992 Codie award for "Best Simulation Program".[163]

Ants are also quite popular inspiration for many science-fiction creatures, such as the Formics of Ender's Game, the Bugs of Starship Troopers, the giant ants in the film Them!, and ants mutated into super intelligence in Phase IV. In strategy games, ant-based species often benefit from increased production rates due to their single-minded focus, such as the Klackons in the Master of Orion series of games or the ChCht in Deadlock II. These characters are often credited with a hive mind, a common misconception about ant colonies.[164]



Ultima modifica di Tila il Mar 5 Lug 2011 - 10:21, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Formica: efficienza, forza, resistenza.   Mar 23 Nov 2010 - 7:11

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Formica


FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:A_Formica_rufa_collecting.jpg

Formica
From Wikipedia, the free encyclopedia

Formica is a genus of ants. It is the type genus of the family Formicidae and the subfamily Formicinae, and in turn Formica's own type species is the European red wood ant Formica rufa. Common names for this group are wood ant, mound ant, and field ant. Many of the better known forest species have common names that include the words "wood ant", although F.rufa is also known as the "horse ant". (However in German, the equivalent term Rossameise refers to the carpenter ants of the genus Camponotus.)

As the name wood ant implies, many Formica species live in wooded areas where there exists no shortage of material with which they can thatch their mounds. The most shade tolerant species are F. lugubris in Eurasia and F. subaenescens (fusca) in North America. However, sunlight is important to most Formica species, and colonies rarely survive for any considerable period in deeply shaded, dense woodland. The majority of species, especially outside the rufa species group, are inhabitants of more open woodlands or treeless grassland or shrubland. In North America, at least, these habitats had a long history of frequent landscape-scale fires that kept them open before European settlement. Conversion to agriculture and fire suppression have reduced the abundance of most American Formica, while the cessation of traditional haycutting seems to have had the same effect in Europe. However, at least a few Formica species may be found in a wide range of habitats from cities to seasides to grasslands to swamps to forests of the temperate Northern Hemisphere.

Mound building, forest dwelling Formica like F. rufa often have a considerable effect on their environment. They maintain large populations of aphids on whose secretions they feed, and the ants defend them from other predators. They also prey on other insects. In fact in many countries they are introduced in forests to control tree pests, such as swains jack pine sawfly and eastern tent caterpillars in North America. The effects of mound-building grassland species such as F. montana are not well-studied but their local abundance, conspicuous mound-building and very frequent association with aphids and membracids points to a comparably important ecological role.

Formica nests are of many different types from simple shaft-and-chamber excavations in soil with a small crater or turret of soil above to large mounds, under stones or logs, or in stumps. None are arboreal. The genus is abundant in both the Nearctic and Palearctic Regions. Due to their relatively large size and diurnal activity, they are among the more commonly seen ants in northern North America.

There are many species of Formica (ITIS records nearly 200). Some species, including Formica rufa, which is common in Southern England, make large visible nests of dry plant stems, leaves, or conifer needles, usually based around a rotting stump. Wood ants typically secrete formic acid; F. rufa can squirt the acid from its acidopore several feet if alarmed, a habit which may have given rise to the archaic term for ant pismire, and by analogy its American equivalent piss-ant. They can be relatively large: F. rufa workers can reach a maximum length of around 10 mm. The eastern US species F. dolosa and the western F. ravida (=haemorrhoidalis) may reach slightly greater lengths.

Formica are notable for their parasitic and slave making behaviors. There are three categories.

In the exsecta and rufa-microgyna groups, virgin queens cannot start colonies on their own, but invade colonies of other groups and by various processes eventually oust the host queen and have the host workers help them raise their own brood. Eventually the colony consists of only the invading queen's offspring. This is called temporary social parasitism.

In the sanguinea group, colonies are started as above, but then in some species of the group workers go out and raid colonies of other groups for new workers to act as a work force, so-called slaves (but this is a poor analogy). Some species of this group need to do this to survive, for others it is optional.

The pallidefulva, neogagates, and fusca groups are those most often parasitized by the above groups. They are also enslaved by ants of the genus Polyergus. The evolution of this behavior is believed ultimately to have been derived from the common habit of many Formica species of adopting recently mated queens into established colonies. Indeed, in many of the parasitic species outside the "slave-makers", this "secondary polygyny" is common.


A worker ant in the Formica pallidefulva group
FONTE IMMAGINE: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Ant_Formica_sp.jpg


Ed ora una tra le favole più famose di Esopo:

FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/La_cicala_e_la_formica

La cicala e la formica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


FONTE IMMAGINE: http://it.wikipedia.org/wiki/File:The_Ant_and_the_Grasshopper_-_Project_Gutenberg_etext_19994.jpg

La cicala e la formica è una favola di Esopo, adattata anche da Jean de La Fontaine.

Trama [modifica]

Durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se poteva darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato.» rispose la cicala. La formica esclamò: «Allora adesso balla!»

Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene.



FONTE
: http://it.wikipedia.org/wiki/Egina_%28mitologia%29

Egina (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Egina è un personaggio della mitologia greca . Era una delle dodici figlie di Asopo e della ninfa Metope.

Il mito [modifica]

Viene descritta come una donna bellissima, sorella gemella di Tebe e Zeus se ne invaghì rapendola. Asopo notò la scomparsa della figlia e andò a cercarla, arrivando sino a Corinto dove seppe chi fosse il colpevole. Trovatolo cercò in tutti i modi di opporsi e Zeus in ogni occasione assunse sembianze diverse. Alla fine scagliò un fulmine contro Asopo e lo uccise. Quindi assunte le forme di un'aquila la rapì. Egina fu condotta su un'isola del Golfo di Saro che da allora assunse il nome di Egina. Tale isola era disabitata ma il padre degli dei decise allora di trasformare le formiche del luogo in persone e così nacquero i mirmidoni.

Dalla loro unione fu generato Eaco, che diede origine alla stirpe degli Eacidi,di cui faceva parte il suo nipote Peleo,quindi Egina è da considerarsi a tutti gli effetti la bisnonna di Achille. Asopo venne trasformato da Zeus in fiume mentre Egina si recò in seguito in Tessaglia e sposò Attore. Ad Attore diede un figlio di nome Menezio.

Bibliografia [modifica]

* Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006. ISBN 88-02-07481-X
* Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5


FONTE: http://it.wikipedia.org/wiki/Mirmidoni

Mirmidoni
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I Mirmidoni (in greco Μυρμιδόνες; in latino Myrmidŏnes, da murmex, "formica") sono un popolo della mitologia greca, discendente da Mirmidone, figlio di Zeus.

Erano un antico popolo della Tessaglia Ftiotide del quale era re Achille e che egli condusse con sé, in gran numero, alla guerra di Troia. Secondo una tradizione, il popolo traeva il nome dal proprio re Mirmidone, figlio di Zeus e di Eurimedusa, che il dio aveva sedotto assumendo l’aspetto di una formica. Una leggenda posteriore narrava invece che i Mirmidoni discendevano dalle formiche (myrmes, formica), trasformate in uomini da Zeus per preghiera di Eaco, per ripopolare l’isola di Egina devastata da una pestilenza, e che avevano poi seguito Peleo, figlio di Eaco, esule a Ftia.

La leggenda [modifica]

La leggenda narra che Eaco, figlio della ninfa Egina e del dio Zeus, re dell'isola di Egina (il cui nome derivava da quello della già citata ninfa) che si trovava nel golfo Saronico, perse moltissimi sudditi a causa di una pestilenza inviata dalla dea Era per vendicarsi del tradimento del coniuge. Appellandosi alla grazia di Zeus, Eaco ottenne che le formiche si trasformassero in una moltitudine di uomini. Ecco l'origine del nome di questo popolo, che significa formiconi.

Nelle opere di Omero [modifica]

I mirmidoni sono citati anche da Omero nell'Iliade, dove viene dipinta la loro cieca obbedienza agli ordini di Achille nella guerra di Troia: essi obbedivano agendo spesso anche in maniera molto fredda e crudele, proprio a dimostrare la loro natura di "ex formiche". Nell'Iliade sono citati cinque capi Mirmidoni: Alcimedonte, Eudoro, Fenice, Menestio e Pisandro.


FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/Myrmidons

Myrmidons
From Wikipedia, the free encyclopedia

The Myrmidons (or Myrmidones; Greek: Μυρμιδόνες) are people of ancient Greek mythology. They are very brave and skilled warriors as described in Homer's Iliad, and are commanded by Achilles.[1] Their eponymous ancestor was Myrmidon, a king of Thessalian Phthia who was a son of Zeus and "wide-ruling" Eurymedousa, a princess of Phthia. She was seduced by him in the form of an ant. An etiological myth of their origins, simply expanding upon their supposed etymology — the name in Classical Greek was interpreted as "ant-people", from μυρμηδών (murmedon) "ant's nest"[2] and that from μύρμηξ (murmex) "ant"[3] — was first mentioned by Ovid, in Metamorphoses: in Ovid's telling, King Aeacus of Aegina, father of Peleus, pleaded with Zeus to populate his country after a terrible plague. Zeus said his people would number as the ants on his sacred oak, and from the ants sprang the people of Aegina, the Myrmidons.

According to Homer's Iliad, the Myrmidons were the fiercest warriors in all of Greece. As said in Iliad, "Go home, then, with your ships and comrades to lord it over the Myrmidons".

[edit] Later use of the term

The Myrmidons of Greek myth were known for their loyalty to their leaders, so that in pre-industrial Europe the word "myrmidon" carried many of the same connotations that "robot" does today. Myrmidon later came to mean "hired ruffian" (according to the Oxford English Dictionary) or "a loyal follower, especially one who executes orders without question, protest, or pity - unquestioning followers." (Dictionary.com).

Myrmidons is also the title of the first of a trilogy of plays by Aeschylus, collectively known as Achilles. The other plays in the trilogy are Nereids and Phrygians. See Achilles (play) for more.

[edit] References

1. ^ Achilles himself is "the great Myrmidon/Who broils in loud applause" in Shakespeare's Troilus and Cressida.
2. ^ Murmedon, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, at Perseus
3. ^ Murmex, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, at Perseus

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MessaggioOggetto: Re: Formica: efficienza, forza, resistenza.   Mar 23 Nov 2010 - 7:14

Ed ora vediamo insieme il simbolismo...


FONTE: http://www.esoterya.com/totem-formica/2614/

La formica che ha numerose qualità, come quella di essere forte, è resistente, aggressiva quando serve, generosa e molto accurata.

La resistenza è la qualità più importante e forse quella che più la caratterizza, essa è in grado di restare nascosta sotto la sabbia per ore e di tendere un agguato, ma anche capace di trasportare qualsiasi cosa più grande di lei per tragitti molto lunghi senza perdersi d’animo o rinunciare.

La formica è un animale fedele al suo gruppo, e dedita allo scopo comune, lei è al servizio del formicaio a cui appartiene e lo protegge ad ogni costo.

La formica è un animale che ci insegna una cosa importantissima, cioè che qualsiasi cosa si vuol fare, anche se difficile si otterrà. La fiducia della formica è insita in se stessa essa sa che le sue fatiche saranno ricompensate e l’energia investita tornerà anche.

Nel momento che si spendono le proprie energie per fare del bene, si è sicuri che queste torneranno più forti di prima. La strada non sarà facile per voi, ma lo sforzo e la costanza che metterete nelle cose verrà sicuramente ricompensata.



FONTE: http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/05/animali-dalla-d-alla-l/

FORMICA – Lavorare in modo efficiente. TI aiuta a lavorare instancabilmente con grande produttività in quei periodi in cui le cose devono essere fatte. Porta impegno e mirabile efficienza. Aiuta a prestare servizio all’interno della comunità.



Secondo questo articolo la formica insegna ad essere pazienti, ad essere disciplinati.

Una persona che ha questo totem è attiva e attraverso il duro lavoro avrà sicuramente successo.

FONTE: http://www.linsdomain.com/totems/pages/ant.htm

ANT

Patience, Order, Discipline

A person with an ant totem is active,
community-minded who sees future needs.
You are a planner
but content to build your dreams slowly over time.
You are content in knowing that everything will come to you in time.

The ant teaches you how to become the architect of your life.
The greatest success comes with persistence.
The ant shows you how to work with others.

Ask yourself if you are making things harder than they need to be.
Are you being patient with your own and others' efforts?
Using discipline, you can lay a foundation for success.

The ant is the promise of success through effort.

Some of the information on this webpage was derived from the following sources:
Sans, Jamie & Carson, David. Medicine Cards: the Discovery of Power Through the Way of Animals. Santa Fe, NM. 1988. Print.
Andrews, Ted. Animal-speak: the Spiritual & Magical Powers of Creatures Great & Small. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1993. Print.
Andrews, Ted. Animal-Wise: the Spirit Language and Signs of Nature. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 1999. Print.
D. J. Conway. Animal Magick: the Art of Recognizing & Working with Familiars. Woodbury, MN: Llewellyn Publications, 2003. Print.
Farmer, Steven D. Animal Spirit Guides. Hayhouse Inc., 2006. Print.
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MessaggioOggetto: Re: Formica: efficienza, forza, resistenza.   Oggi a 15:21

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Formica: efficienza, forza, resistenza.
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